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Document 52013IP0546
European Parliament resolution of 10 December 2013 on the efforts of the international community in the area of development and of ‘state building’ in South Sudan (2013/2090(INI))
Risoluzione del Parlamento europeo del 10 dicembre 2013 sugli sforzi della comunità internazionale in materia di sviluppo e costruzione dello Stato del Sudan del Sud (2013/2090(INI))
Risoluzione del Parlamento europeo del 10 dicembre 2013 sugli sforzi della comunità internazionale in materia di sviluppo e costruzione dello Stato del Sudan del Sud (2013/2090(INI))
GU C 468 del 15.12.2016, pp. 45–56
(BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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15.12.2016 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 468/45 |
P7_TA(2013)0546
Sviluppo e costruzione dello Stato nel Sudan del Sud
Risoluzione del Parlamento europeo del 10 dicembre 2013 sugli sforzi della comunità internazionale in materia di sviluppo e costruzione dello Stato del Sudan del Sud (2013/2090(INI))
(2016/C 468/08)
Il Parlamento europeo,
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vista la sua risoluzione del 13 giugno 2012 sulla situazione in Sudan e nel Sudan del Sud (1), |
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vista la sua risoluzione del 5 luglio 2011 sul futuro del sostegno finanziario dell'UE ai paesi in via di sviluppo (2), |
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vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2011 sul quarto forum ad alto livello sull'efficacia degli aiuti (3), |
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vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2008 sulle prospettive di sviluppo per la costruzione della pace e la ricostruzione della nazione nelle situazioni postconflittuali (4), |
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vista la missione d'informazione nel Sudan del Sud svolta dalla sua commissione per lo sviluppo nel luglio 2011, |
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vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea sul referendum nel Sudan del Sud del 9-15 gennaio 2011 (5), |
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visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo di paesi ACP (Africa, Caraibi e Pacifico) e l'Unione europea e i suoi Stati membri, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (6), modificato una prima volta a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (7) e successivamente a Ouagadougou il 22 giugno 2010 (8), |
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vista la dichiarazione dei copresidenti dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE sulla situazione in Sudan e nel Sudan del Sud, emessa a Horsens (Danimarca) nel maggio 2012 (9), |
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vista la dichiarazione dell'UE e dei suoi Stati membri, del 9 luglio 2011, sull'indipendenza della Repubblica del Sudan del Sud (10), |
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viste le conclusioni del Consiglio, del 22 luglio 2013, sul Sudan e il Sudan del Sud (11), |
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vista la dichiarazione del commissario Georgieva, del 5 luglio 2012, sul Sudan e il Sudan del Sud (12), |
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visto il piano annuale di attuazione dell'assistenza umanitaria (Humanitarian Implementation Plan — HIP) 2013 per il Sudan e il Sudan del Sud, e relative modifiche, della direzione generale per gli Aiuti umanitari (13), |
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viste le dichiarazioni del portavoce dell'Alto rappresentante Catherine Ashton, del 18 giugno 2013, sull'attacco mortale contro un membro della forza di sicurezza interinale dell'ONU per Abyei (UNISFA) nel Kordofan meridionale (14), del 1o maggio 2013 sui conflitti in Sudan negli Stati del Kordofan meridionale e del Nilo azzurro (15), e dell'8 gennaio 2013 sulla recente chiusura delle organizzazioni della società civile in Sudan (16), |
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vista la dichiarazione emessa in loco dalla delegazione dell'UE, il 25 luglio 2013, a seguito dello scioglimento dell'intero governo della Repubblica del Sudan del Sud da parte del presidente (17), |
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vista la dichiarazione di Dili dal titolo «A new vision for peace-building and state-building» (una nuova visione per il mantenimento della pace e la costruzione dello Stato), del 10 aprile 2010 (18), |
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visto l'accordo a favore dell'impegno negli Stati fragili, presentato al quarto forum ad alto livello sull'efficacia degli aiuti, tenutosi a Busan nel dicembre 2011 (19), |
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vista la relazione dell'OCSE del 2011 sull'impegno internazionale negli Stati fragili — Repubblica del Sudan del Sud (20), |
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visto il «Rapporto sullo sviluppo del mondo 2011: conflitti, sicurezza, e sviluppo» (21), |
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vista la relazione del gruppo di attuazione di alto livello dell'Unione Africana sul Sudan e il Sudan del Sud (AUHIP), pubblicata il 31 luglio 2013 (22), |
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vista la dichiarazione del portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, dell'8 marzo 2013, sulla creazione di una zona di confine demilitarizzata sicura tra il Sudan e il Sudan del Sud e sull'attivazione del meccanismo congiunto di verifica e controllo delle frontiere («Joint Border Verification and Monitoring Mechanism») (23), |
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vista la risoluzione adottata dal Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite dal titolo «Technical assistance and capacity building for South Sudan in the field of human rights» (assistenza tecnica e capacità istituzionale per il Sudan del Sud nel campo dei diritti umani) del 27 giugno 2013 (A/HRC/21/L.7/Rev.1), |
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visto l'accordo quadro sulle disposizioni in materia di politica e sicurezza negli Stati del Nilo azzurro e del Kordofan, firmato il 28 giugno 2011 (24), |
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viste le conclusioni delle relazioni dell'Alto commissario per i diritti dell'uomo presentate durante la 21a e la 23a sessione del Consiglio per i diritti umani (25), |
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visti gli accordi conclusi il 27 settembre 2012 ad Addis-Abeba tra la Repubblica del Sudan e la Repubblica del Sudan del Sud (26), |
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vista la relazione di Amnesty International del 2013 sulla situazione dei diritti umani nel Sudan del Sud (27), |
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vista la relazione di Human Rights Watch dal titolo «This old man can feed us, you will marry him» (Quest'uomo anziano ci può sfamare, lo sposerai) (28), |
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vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, |
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visto l'articolo 48 del suo regolamento, |
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visti la relazione della commissione per gli affari esteri e i pareri della commissione per lo sviluppo e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A7-0380/2013), |
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A. |
considerando che nella risoluzione 1996 del 2011 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è rallegrato per la nascita della Repubblica del Sudan del Sud il 9 luglio 2011 e che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato il 14 luglio 2011 a favore dell'ammissione del Sudan del Sud come Stato membro (A/RES/65/308); |
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B. |
considerando che la fascia di insicurezza, sottosviluppo e cattiva amministrazione che attraversa il Sahel per arrivare fino al Corno d’Africa può solo essere oggetto di un approccio complessivo; |
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C. |
considerando che il nuovo Stato del Sudan del Sud è uno dei paesi più poveri al mondo, con il 50 % della popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, e che questo nuovo Stato, che nasce da una situazione di guerra ed è situato in una regione instabile, rischia il fallimento se la comunità internazionale e gli attori locali non agiranno di concerto per attuare una strategia comune volta a fare di questo paese uno Stato democratico e inclusivo; |
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D. |
viste alcune misure avviate nell'ambito della riforma del settore della sicurezza (SSR), come l'istituzione del servizio nazionale di polizia del Sudan del Sud (SSNPS), del consiglio di sicurezza nazionale e di disarmo (SCND) e del consiglio di smobilitazione e di reinserimento (DDR); |
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E. |
considerando che la prosperità e la sostenibilità del nuovo Stato del Sudan del Sud dipendono in ampia misura da relazioni costruttive e pacifiche con tutti i paesi vicini, in particolare la Repubblica del Sudan, e dalla capacità di questi due paesi di appianare le loro differenze e di concordare e attuare soluzioni praticabili, soprattutto per quanto riguarda le dispute di confine, le entrate petrolifere, lo status definitivo di Abyei, il debito nazionale e la cittadinanza; |
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F. |
considerando che la costruzione dello Stato e il superamento della fragilità richiedono una prospettiva a lungo termine e un impegno deciso, prevedibile e stabile da parte della comunità internazionale; |
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G. |
considerando che il nuovo Stato del Sudan del Sud, pur dovendo affrontare numerosi gravi problemi, ha compiuto notevoli progressi in merito ai principali indicatori di sviluppo fin dalla promulgazione dell'accordo di pace globale del 2005, tra cui l'aumento del tasso di iscrizione alla scuola primaria, sei volte maggiore, la riduzione del 25 % della mortalità infantile e la creazione di istituzioni statali fondamentali a livello federale e statale; |
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H. |
considerando che i minori sono le prime vittime dell'insicurezza e dei conflitti che interessano il Sudan del Sud; nonché le violenze sessuali perpetrate a danno dei minori e delle donne e l'arruolamento dei minori da parte di gruppi armati; |
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I. |
considerando che quanto più donne sono coinvolte nel processo di risoluzione dei conflitti e nelle decisioni politiche tanto maggiore è la portata della ricostruzione democratica, |
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J. |
considerando l'elevata dipendenza del Sudan del Sud dalla produzione di petrolio, che rappresenta circa l'88 % delle entrate nazionali, per la cui esportazione il paese dipende totalmente dalla Repubblica del Sudan; che tale dipendenza eccessiva rappresenta un pericolo per l'economia del paese e nel contempo serve da strumento per esercitare pressioni sul nuovo paese sue e provoca ulteriori tensioni e perfino conflitti, soprattutto conflitti con il Sudan o di natura interetnica, come successo negli ultimi due anni; che il Sudan del Sud ha concluso accordi con i vicini Kenya, Etiopia e Gibuti per valutare la possibilità di costruire due nuovi oleodotti che colleghino i propri giacimenti petroliferi al golfo di Aden e all'oceano Indiano; |
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K. |
considerando l'interruzione della produzione petrolifera da parte del governo sud-sudanese per più di un anno e la chiusura degli oleodotti in Sudan, che hanno privato il Sudan del Sud della sua principale fonte di entrate, facendo sprofondare il paese in una grave crisi finanziaria, seguita da un periodo di rigorosa austerità tutt'ora in corso; |
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L. |
considerando che il Resource Governance Index 2013, pur riconoscendo l'esistenza di un quadro giuridico ambizioso volto a promuovere una governance trasparente nel settore petrolifero, classifica il Sudan del Sud al 50o posto su 58 paesi a causa del fatto che le autorità non hanno fornito informazioni sul settore e non hanno creato adeguati meccanismi di controllo e di audit; |
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M. |
considerando che la comunità internazionale ha fornito un importante sostegno politico e materiale all'indipendenza del Sudan del Sud nonché alla sua sostenibilità e al suo sviluppo socioeconomico e che l'UE ha svolto un ruolo molto positivo; che l'UE e i suoi Stati membri si sono impegnati, in occasione dell'indipendenza del Sudan del Sud, a instaurare una stretta e duratura collaborazione con la Repubblica del Sudan del Sud e il suo popolo; |
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N. |
considerando che il 23 maggio 2011 il Consiglio ha approvato un pacchetto finanziario di 200 milioni di euro a favore del Sudan del Sud per finanziare il contributo dell'UE al documento di strategia nazionale congiunto (strategia di risposta) per il Sudan del Sud 2011-2013; |
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O. |
considerando che la comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie internazionali hanno risposto prontamente alla necessità di alleviare la sofferenza degli abitanti della regione, sebbene l'accesso a talune zone sia loro impedito dai gruppi ribelli e dal governo sudanese, e che l'UE ha fornito, e continua a fornire, ingenti livelli di aiuti umanitari, tra cui 110 milioni di euro soltanto nel 2012; |
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P. |
considerando che le prospettive di sviluppo e di costruzione dello Stato a più lungo termine in Sud Sudan sono indissolubilmente legate all’interdipendenza regionale nel Corno d’Africa, non da ultimo in termini di risoluzione dei problemi di sicurezza nel vicino Sudan (anche nel Darfur, nel Kurdofan e nelle regioni che si affacciano sul Nilo Azzurro) e investimento nell’integrazione economica con altri partner regionali; |
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Q. |
considerando che il Sudan del Sud è uno dei primi paesi in cui è stato attuato il programma congiunto del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), della Commissione e degli Stati membri dell'UE, allineato con il piano di sviluppo del Sudan del Sud, sotto forma di documento di strategia nazionale unico dell'UE approvato nel dicembre 2011, che prevede aiuti allo sviluppo per un totale di 830 milioni di euro; |
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R. |
considerando che il Sudan del Sud non ha ancora aderito all'accordo di Cotonou, poiché il governo di tale paese ha espresso preoccupazioni circa le possibili implicazioni di tale adesione per le sue relazioni con la Repubblica del Sudan; che l'adesione all'accordo di Cotonou non obbligherebbe il Sudan del Sud a sottoscrivere immediatamente lo Statuto di Roma; che la riluttanza ad aderire all'accordo di Cotonou sta causando problemi nella programmazione degli aiuti dell'UE a partire dal 2014, a titolo dell'undicesimo Fondo europeo di sviluppo, che potrebbero determinare uno svantaggio per il Sudan del Sud, non solo in termini di stanziamenti nazionali, ma anche di fondi regionali e di cospicue risorse messe a disposizione dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), che servirebbero a rafforzare le infrastrutture e l'integrazione economica regionale del paese; che ratificando l'accordo di Cotonou, il Sudan del Sud potrebbe anche rafforzare la sua capacità di attrarre gli investimenti privati europei e che gli ulteriori strumenti finanziari cui il Sudan del Sud potrebbe accedere in seguito all'adesione all'accordo di Cotonou potrebbero in egual misura contribuire all'attuazione degli accordi di Addis Abeba; |
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S. |
considerando che il Consiglio ha nominato Rosalind Marsden rappresentante speciale dell'Unione europea (RSUE) per il Sudan nell'agosto 2010 e che successivamente ne ha ampliato ed esteso il mandato, ma che nel giugno 2013 lo ha prorogato soltanto di quattro mesi, fino al 31 ottobre 2013, per integrarlo al mandato del rappresentante speciale per il Corno d'Africa, malgrado l'eccellente lavoro svolto e il suo importante ruolo d'incentivazione degli sviluppi nella regione mediante il ricorso ai vari strumenti e all'influenza dell'UE; che in assenza di un rappresentante speciale dell'Unione europea designato per il Sudan/Sudan del Sud, l'UE sarà lasciata a margine dei negoziati e degli sforzi internazionali; |
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T. |
considerando l'aiuto fornito dall'Unione europea al gruppo di alto livello dell'Unione africana, presieduto dall'ex presidente sudafricano Thabo Mbeki, nonché alle missioni delle Nazioni Unite, in particolare la missione preparatoria dell'ONU in Sudan (UNMIS), la missione ONU nel Sudan del Sud (UNMISS), la missione congiunta Unione africana/ONU nel Darfur (UNAMID) e la forza di sicurezza interinale dell'ONU per Abyei (UNISFA); |
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U. |
considerando che un «New Deal per l'impegno negli Stati fragili» è stato formulato dal gruppo di Stati G7+ (compreso il Sudan del Sud) e dal dialogo internazionale in materia di costruzione della pace e dello Stato (IDPS), e successivamente avallato dall'UE, insieme a 36 paesi, al quarto forum ad alto livello sull'efficacia degli aiuti, tenutosi a Busan nel dicembre 2011; |
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V. |
considerando che durante il Forum per il partenariato economico tenutosi nell'aprile del 2013 a Washington è stata annunciata la creazione di un nuovo pacchetto di misure («new deal compact») per definire il quadro di un nuovo impegno della comunità internazionale per gli aiuti allo sviluppo nel Sudan del Sud; |
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W. |
considerando che gli sforzi esterni per la costruzione dello Stato e lo sviluppo possono essere efficaci soltanto se i responsabili politici del Sudan del Sud si impegnano e saranno in grado di creare una governance responsabile, reattiva e inclusiva, e di superare gli interessi a breve termine o clientelari; che il Sudan del Sud non è ancora compreso nella maggior parte degli indicatori di governance e che i dati quantitativi disponibili sul grado di corruzione nel paese sono ancora molto scarsi; che la comunità internazionale, sia privata che pubblica, non ammette la corruzione e deve quindi garantire che la fornitura degli aiuti o degli investimenti non determini o incoraggi pratiche dannose; |
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X. |
considerando che manca ancora una rete di sicurezza sociale e che l'accesso a servizi quali l'assistenza sanitaria, l'elettricità e l'acqua rimane estremamente limitato; che, secondo alcune stime, soltanto un terzo della popolazione ha accesso all'acqua pulita e che i problemi connessi all'accesso idrico hanno esacerbato i conflitti a livello locale; |
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Y. |
considerando che le donne e le giovani del Sud Sudan devono far fronte al tasso di mortalità puerperale più elevato al mondo e che una donna su sette morirà durante o subito dopo il parto (29); considerando che le principali cause di mortalità puerperale derivano da infezioni e/o emorragie e che il Sud Sudan si trova confrontato a una grave carenza di apparecchiature mediche di base e di infermieri e ostetriche qualificati, |
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Z. |
considerando che, in base alle stime, nel Sud Sudan il 48 % delle giovani di età compresa fra 15 e 19 anni sono costrette al matrimonio e che anche bambine di 12 anni vi sarebbero obbligate, con ripercussioni dirette sulle iscrizioni scolastiche delle giovani, che rappresentano soltanto il 39 % degli alunni della scuola primaria e il 30 % della scuola secondaria, |
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AA. |
considerando che l'atteggiamento secondo il quale le donne sono proprietà dei loro padri o mariti è radicato all'interno del sistema della dote, vigente in Sud Sudan, |
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AB. |
considerando che la violenza domestica viene giudicata come una norma sociale radicata in tutto il Sud Sudan e che l'82 % delle donne e l'81 % degli uomini ritengono che una donna dovrebbe tollerare la violenza domestica e mantenere il problema circoscritto all'ambito familiare (30), |
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AC. |
considerando che, secondo le stime, il tasso di analfabetismo supera l'80 % della popolazione totale (il più alto al mondo per le donne) e che il tasso di accesso all'istruzione per le bambine è uno dei più bassi al mondo, poiché esse rappresentano soltanto il 25 % dei bambini scolarizzati; considerando la scarsità di insegnanti; |
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AD. |
considerando la scarsità di insegnanti e l'urgente necessità di diplomati provenienti dalle scuole professionali, nonché l'esigenza di istituti d'istruzione necessari alla formazione di manodopera qualificata; |
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AE. |
considerando il potenziale molto promettente del settore agricolo, viste le estese superfici coltivabili del paese; che l'agricoltura del Sudan del Sud non solo offre prospettive commerciali redditizie e possibilità di lavoro per la comunità, ma contribuirebbe anche a soddisfare il fabbisogno alimentare del paese stesso e, in prospettiva, dei paesi vicini; |
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AF. |
considerando la leva rappresentata dalle donne per ridurre l'insicurezza alimentare e nutrizionale; che esse possono partecipare all'incremento della produttività agricola, |
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AG. |
considerando la quasi totale assenza di infrastrutture permanenti per il trasporto stradale, ferroviario o fluviale nel Sudan del Sud; che la creazione di tali infrastrutture è necessaria per lo sviluppo economico del paese e del commercio, per l'accesso ai mercati e per la creazione di occupazione; |
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AH. |
considerando che, secondo le stime, diversi milioni di mine antiuomo e materiale militare inesploso permangono nel suolo del Sudan del Sud dalla guerra civile; |
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AI. |
considerando che la sicurezza interna resta una delle sfide più difficili per il Sudan del Sud, dove permangono diversi conflitti di bassa intensità che determinano una grave situazione umanitaria; che sono stati segnalati ripetuti abusi commessi dalle forze di sicurezza sud-sudanesi, tra cui esecuzioni sommarie, stupri e torture durante le campagne di disarmo dei civili; che gli sforzi compiuti dopo il 2005 in termini di smobilitazione, disarmo e reinserimento sono a un punto fermo e che manca un programma accettabile di pensionamento per i veterani; |
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AJ. |
considerando che la popolazione è posta di fronte a notevoli rischi in termini di insicurezza alimentare, che quest'anno ha colpito 4,1 milioni di cittadini sud-sudanesi; che l'accesso estremamente limitato ai servizi sanitari, la carenza di personale sanitario e di dotazioni mediche e i bisogni umanitari delle popolazioni sfollate a causa dei conflitti; e che il tasso di mortalità infantile per i bambini al di sotto dei cinque anni e il tasso di mortalità materna sono i più alti del mondo; |
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AK. |
considerando che il Sudan del Sud è sceso di 12 posti nella classifica internazionale del 2013 sulla libertà di stampa di «Reporter senza frontiere», attestandosi al 124o posto su 180 paesi presenti in classifica; |
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AL. |
considerando che è possibile creare una stabilità sostenibile a lungo termine nel Corno d'Africa solo sulla base di solide istituzioni, di adeguati ruolo e spazio per la società civile, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, in particolare della libertà di espressione, e di forti prospettive economiche per la società in generale; che la separazione tra il Sudan e il Sudan del Sud avrebbe provocato conflitti religiosi; che un gran numero di profughi è fuggito dal Sudan dirigendosi verso il Sudan del Sud, largamente cattolico; che nel giugno 2013 si stimavano 263 000 rifugiati in fuga dal Sudan verso il Sudan del Sud (31); |
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AM. |
considerando che i giornalisti sono stati spesso minacciati, arrestati e detenuti senza accuse; che sono state segnalate denunce di vessazioni e detenzioni illegali subite da giornalisti per mano delle forze di sicurezza; che le autorità sud-sudanesi non hanno condotto indagini tempestive, efficaci e imparziali sugli attacchi contro i giornalisti o su casi quali l'uccisione del giornalista e critico del governo Isaiah Abraham; |
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AN. |
considerando che le lacune del sistema giudiziario causano gravi violazioni dei diritti umani; che vi è un'evidente necessità di formazione specializzata nel campo dei diritti umani per le professioni legali; che per affrontare il problema dell'impunità è necessario approfondire la conoscenza dei principali strumenti relativi ai diritti umani, contribuendo in tal modo alla loro applicazione; che vi è una quasi totale mancanza di assistenza legale nel sistema giudiziario penale; |
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AO. |
considerando che la lingua ufficiale del Sudan del Sud è l'inglese, che però non è parlato dalla popolazione sud-sudanese, composta per lo più da analfabeti, e che detta lingua prevale nei servizi pubblici, nel sistema giudiziario, nelle imprese private e nei principali mezzi di comunicazione del paese; che nel Sudan del Sud sono presenti in tutto più di 60 lingue e dialetti, parlati dalle diverse etnie che compongono il paese; che la lingua è un fattore essenziale di coesione nazionale ed è dunque fondamentale adottare una politica linguistica adeguata; |
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AP. |
considerando che il Sudan del Sud mantiene ancora in vigore la pena di morte, a meno che non siano introdotte le corrispondenti modifiche alla costituzione del paese; |
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AQ. |
considerando che l'elevata frequenza di matrimoni con minori nel Sudan del Sud, dove quasi la metà delle ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni sono sposate, crea un contesto che le espone maggiormente agli abusi fisici, sessuali, psicologici ed economici; |
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AR. |
considerando che l'equa partecipazione delle donne alla vita pubblica è un diritto costituzionale, sostenuto da una quota rosa fissata al 25 %; che, nonostante l'impegno del governo del Sudan del Sud ad aumentare la partecipazione delle donne nel settore pubblico, in tale ambito si registrano scarsi progressi; che l'efficace impegno delle donne sud-sudanesi in materia di ripristino della pace, governance e sviluppo economico può contribuire a consolidare la pace e la sicurezza del paese; |
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1. |
giudica con favore i recenti segnali di un allentamento delle tensioni tra i governi del Sudan del Sud e della Repubblica del Sudan, come dimostrato durante la visita del presidente sud-sudanese nella Repubblica del Sudan all'inizio di settembre 2013, e dalle dichiarazioni di buone intenzioni rilasciate da entrambe le parti in detta occasione; sottolinea che lo sviluppo economico e sociale di entrambi i paesi dipende in larga misura da relazioni pacifiche e collaborative tra i due paesi; |
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2. |
invita i governi di entrambi i paesi e la comunità internazionale a proseguire e intensificare gli sforzi per dirimere le questioni rimaste irrisolte dopo la scadenza dell'accordo di pace globale del 2005 e l'indipendenza del Sudan del Sud nel luglio 2011 che continuano a ostacolare buone relazioni di vicinato, e ad astenersi totalmente dal ricorrere alle minacce e alla forza militare e dal sostenere gli eserciti irregolari nella regione; |
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3. |
sollecita le autorità del Sudan del Sud ad attenersi alla risoluzione n. 2109 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni, a sostenere lo Stato di diritto, ad onorare la loro responsabilità di proteggere i civili e a rispettare i diritti fondamentali dei loro cittadini; invita, inoltre, le autorità del Sudan del Sud ad intensificare gli sforzi per affrontare i massicci e violenti furti di bestiame che tradizionalmente si verificano nelle zone rurali del paese; |
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4. |
si rammarica del fatto che la raccomandazione dell'Unione africana ai governi di Khartoum e Giuba affinché nell'ottobre 2013 si tenesse un referendum sulla contestata regione di Abyei non abbia sortito effetto; chiede alle autorità sud-sudanesi di favorire la partecipazione alla consultazione dei nomadi misseriya, senza la quale Khartoum si oppone al referendum; accoglie con favore la dichiarazione delle autorità del Sudan del Sud secondo cui i nomadi misseriya hanno sempre avuto libero accesso all'acqua e ai pascoli di Abyei e che continueranno a godere di tale diritto in futuro; |
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5. |
propone ai governi del Sudan e del Sudan del Sud di prendere in considerazione l'ipotesi ultima di un ricorso alla Corte internazionale di giustizia per risolvere giuridicamente e in modo pacifico le ultime questioni frontaliere tra i due paesi; |
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6. |
invita la Repubblica del Sudan e la Repubblica del Sudan del Sud a rispettare integralmente gli accordi di Addis-Abeba del settembre 2012; |
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7. |
ribadisce il suo appoggio all'impegno dell'UE nella regione nell'ambito del quadro strategico dell'UE per il Corno d'Africa e dell'approccio globale nei confronti del Sudan e del Sudan del Sud; constata inoltre la sovrapposizione geografica della regione del Sahel e le sue interconnesse sfide politiche, economiche e sociali; chiede, pertanto, che l'Unione europea coordini con maggiore efficacia la sua strategia in tutta la regione, in particolare collegando gli obiettivi e la portata del quadro strategico dell'UE per il Corno d'Africa con quelli della strategia dell'Unione europea per la sicurezza e lo sviluppo nel Sahel; invita a esaminare con attenzione e congiuntamente i diritti umani in entrambe le iniziative; chiede, inoltre, che l'Unione europea lavori con i rappresentanti speciali dell'Unione europea (RSUE) per il Sahel e per i diritti umani, nonché con il RSUE per il Corno d'Africa, per affrontare le enormi sfide in atto nella regione e si impegni in un dialogo completo con i partner regionali al fine di migliorare la cooperazione e lo sviluppo; |
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8. |
riconosce e sostiene pienamente i buoni uffici della rappresentante speciale dell'UE per il Sudan e il Sudan del Sud e di altri partner dell'UE; invita tutte le istituzioni e gli Stati membri dell'UE a mantenere oppure costruire un dialogo costruttivo con entrambi gli Stati e a contribuire a un processo effettivo di dialogo nazionale globale sul futuro del popolo sudanese e sud-sudanese; |
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9. |
sollecita le autorità del Sudan e del Sudan del Sud a dare piena attuazione all'accordo globale di pace (Comprehensive Peace Agreement — CPA) che invitava i due Stati ad affrontare le questioni relative alla condivisione dei poteri, alla cittadinanza, ai profitti dal petrolio e alla ripartizione del debito; sottolinea che, nonostante le profonde differenze tra i governi di Khartoum e di Giuba, in particolare per quanto riguarda la spinosa questione del referendum ad Abyei, che avrebbe dovuto tenersi nell'ottobre 2013, vi sono segnali positivi di collaborazione tra i due governi, come l'iniziativa volta a consentire movimenti transfrontalieri nell'ambito dei preparativi per la sottoscrizione di accordi commerciali tra i due paesi; si compiace dei progressi compiuti dall'Unione africana nel riunire i Presidenti del Sudan e del Sudan del Sud al fine di favorire l'attuazione degli accordi di cooperazione; chiede al Sudan e al Sudan del Sud di riprendere i negoziati sulla fornitura di petrolio al Nord; |
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10. |
invita il Sudan del Sud e il Sudan a utilizzare al meglio la ricchezza e il potenziale che le risorse petrolifere della regione offrono a entrambi i paesi e a raggiungere un'intesa sulle disposizioni economiche transitorie ancora irrisolte tra i due paesi; |
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11. |
mette in rilievo l’importanza dell’accordo di cooperazione, ivi compresi gli accordi settoriali, concluso tra il Sudan e il Sud Sudan ad Addis Abeba il 27 settembre 2012; sottolinea, tuttavia, la sua preoccupazione per l’annuncio unilaterale da parte del governo del Sudan di voler interrompere le esportazioni di petrolio dal Sud Sudan e congelare tutti gli accordi settoriali, misura che nuocerà alle economie di entrambi i paesi e farà salire la tensione nella regione; invita entrambi i governi a collaborare con il gruppo di attuazione ad alto livello dell’Unione africana per tornare all’accordo di cooperazione, a interrompere il sostegno ai gruppi ribelli armati, a rispettare appieno l’accordo sull’area di frontiera sicura smilitarizzata controllata dalla forza di sicurezza interinale dell’ONU per Abyei ampliata e a preparare un referendum sul futuro status di Abyei; |
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12. |
invita tutti i gruppi e i partiti del Sudan del Sud a elaborare una visione comune per il loro paese e per il suo pacifico, prospero ed equo sviluppo; propone al governo del Sudan del Sud di considerare l'ipotesi di istituire una commissione di riconciliazione o di avviare un dialogo nazionale inclusivo per porre fine ai conflitti interetnici e prevedere delle relazioni pacifiche; |
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13. |
mette in rilievo l'importanza di dimostrare ai cittadini del Sudan del Sud il valore e l'efficacia del loro nuovo Stato democratico, compresa l'istituzione di un governo stabile che non operi mediante decreti presidenziali arbitrari e assicuri la separazione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, rispettando i diritti umani e la libertà dei mezzi di comunicazione, impedendo e combattendo la corruzione e offrendo servizi pubblici e infrastrutture, anche nelle zone rurali al di fuori di Giuba; deplora l'impatto della corruzione in questo nuovo stato e invita la comunità di donatori internazionali, ivi compresa l'UE, a valutare attentamente la capacità di combattere la corruzione del Sudan del Sud; invita, inoltre, il Sudan del Sud ad intensificare gli sforzi intesi a contrastare le corruzione, comprese le iniziative adottate dal presidente Kiir nei confronti di alti funzionari, incoraggiando al contempo il governo a continuare a dare attuazione al piano di sviluppo da questi elaborato, tra l'altro diversificando l'economia onde emanciparsi dalla dipendenza dalle esportazioni di petrolio; |
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14. |
chiede al Sudan del Sud di ratificare l'accordo di Cotonou tra l'UE e i paesi ACP, onde consentire l'impegno a lungo termine dell'UE a favore dello sviluppo del Sudan del Sud, e sottolinea che l'adesione di quest'ultimo all'accordo non deve in alcun modo incidere sulla riconciliazione e su relazioni costruttive con la Repubblica del Sudan che, anzi, ha un interesse a lungo termine in un prospero sviluppo di tutti i paesi vicini; |
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15. |
invita il Sudan del Sud a ratificare quanto prima le convenzioni internazionali che tutelano i diritti umani; |
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16. |
invita i principali partner internazionali, in particolare gli Stati membri dell'UE, la Commissione e il SEAE, a tener fede al loro impegno per lo sviluppo e il consolidamento dello Stato e per la sicurezza umana per tutto il popolo sud-sudanese; sottolinea l'esigenza di associare il consolidamento della pace, compresa la necessità di fare i conti con il passato, agli sforzi di costruzione dello Stato, affinché tale costruzione risulti sostenibile; sostiene l'impegno assunto dall'UE quale partner chiave nel contesto del New Deal attraverso il programma di costruzione dello Stato («State Building Compact»); |
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17. |
invita i principali partner internazionali, in particolare gli Stati membri dell'UE, la Commissione e il SEAE, a tener fede al loro impegno per lo sviluppo e il consolidamento dello Stato e per la sicurezza umana per tutto il popolo sud-sudanese; sostiene l'impegno assunto dall'UE quale partner chiave nel contesto del New Deal attraverso il programma di costruzione dello Stato («State Building Compact»); |
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18. |
sottolinea l' importanza che l'Unione europea, in collaborazione con i partner e i donatori multilaterali, riveste nel sostenere il Sudan del Sud nel suo cammino democratico; si compiace, in tale ambito, del contributo dell'Unione europea (USD 4,9 milioni) all'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, contributo che faciliterà il dialogo e la comunicazione tra i diversi clan e tribù sul modo in cui dividere le scarse risorse (acqua, pascoli) in un contesto di crescente violenza intercomunitaria; accoglie con favore l'opera dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco) nel preservare gli archivi storici quale importante strumento per il consolidamento del Sudan del Sud come nazione; sollecita il governo del Sudan del Sud, data la crescente sensibilità della comunità internazionale nei confronti delle armi chimiche, a firmare e a ratificare quanto prima la convenzione sulla proibizione dello sviluppo, produzione, immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, nonché altri trattati sul controllo degli armamenti e sul disarmo, compresi quelli progettati per affrontare il flusso illegale e incontrollato delle armi leggere e di piccolo calibro; |
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19. |
rammenta che tutte le forme di sostegno finanziario ai paesi in via di sviluppo richiedono appropriati strumenti di gestione dei rischi, devono essere complementari ad altre modalità di aiuto e devono essere accompagnate da un opportuno controllo parlamentare del bilancio nazionale nel paese beneficiario, nonché da altre forme di rendicontazione e dalla partecipazione dei cittadini, e che tali misure devono essere garantite e sostenute sia dal governo nazionale sia dai rispettivi donatori; |
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20. |
esorta il SEAE, il rappresentante speciale dell'UE per il Sudan e Sudan del Sud e la Commissione a migliorare la conoscenza e la visibilità del prezioso contributo dell'Unione europea a una transizione democratica e pacifica e allo sviluppo socioeconomico del Sudan del Sud; teme che interrompere il mandato del rappresentante speciale dell'UE per il Sudan e il Sudan del Sud, in un momento in cui diversi impegni contenuti nell'accordo di pace globale del 2005 e nell'accordo di Addis Abeba del 2012 non sono ancora stati pienamente onorati, possa ridurre ulteriormente questa visibilità così come la capacità d'influenza dell'UE e dei suoi Stati membri; chiede di prorogare il mandato del rappresentante speciale anziché concretizzare l'ipotesi di aggiungere il Sudan al mandato del rappresentante speciale per il Corno d'Africa, già oberato di lavoro; |
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21. |
chiede che il quadro strategico dell'UE per il Corno d'Africa, con il suo approccio globale nei confronti del Sudan e del Sudan del Sud, sia oggetto di un riesame regolare, onde assicurare che gli strumenti politici e le risorse siano mirati al sostegno del processo di pace e al consolidamento della democrazia, tra l'altro anche alla preparazione delle elezioni del 2015; osserva che i prossimi mandati dei rappresentanti speciali dell'UE nella regione, ivi comprese le decisioni volte a fonderne le funzioni, devono essere valutati nel contesto di un simile riesame politico e tenendo conto della realtà politica sul campo; |
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22. |
giudica favorevolmente il fatto che l'UE, oltre agli aiuti umanitari, abbia stanziato aiuti allo sviluppo per 285 milioni di euro a favore del Sudan del Sud (esclusi gli aiuti degli Stati membri) a partire dal 2011, quando il Sudan del Sud ha ottenuto l'indipendenza; |
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23. |
chiede allo Stato di non impedire alle ONG e alle organizzazioni umanitarie di raggiungere le popolazioni che si trovano nelle zone di conflitto; ricorda che tale ostacolo alle ONG e alle organizzazioni umanitarie rappresenta una violazione del diritto umanitario internazionale; |
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24. |
approva che gli aiuti dell'UE per il Sudan del Sud siano concentrati sull'agricoltura, sulla governance democratica e lo Stato di diritto, sull'istruzione e sulla salute; prende atto che sebbene le leggi e i regolamenti siano in vigore si registrano ritardi nell'attuazione; plaude agli sforzi profusi dalla Commissione per sostenere il rafforzamento delle capacità del sistema giudiziario sud-sudanese, in particolare mediante la fornitura di assistenza tecnica alla magistratura e alla Corte suprema; accoglie con favore il sostegno dell'UE all'assemblea legislativa nazionale del Sudan del Sud; |
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25. |
invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità del Sud Sudan a lavorare insieme alle comunità e alle organizzazioni femminili al fine di fornire e promuovere l'accesso all'istruzione, i diritti e i servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva per le giovani e le donne, inclusi l'accesso alla contraccezione, i test HIV/AIDS e le cure; |
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26. |
chiede che i progetti finanziati dall'Unione europea siano seguiti e sottoposti a valutazioni regolari, anche per quanto riguarda i progressi in materia di parità tra donne e uomini, e che il Parlamento europeo ne sia tenuto al corrente; |
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27. |
chiede che siano prese in considerazione le opinioni delle comunità interessate, in particolare delle donne, per definire con maggiore precisione gli obiettivi da raggiungere con i progetti e adattarli meglio alla situazione in loco e alla sua evoluzione; |
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28. |
invita la comunità internazionale, in particolare l'Unione europea e gli Stati membri nelle loro azioni esterne, in cooperazione con i partner locali e le ONG, a porre l'accento sull'accesso all'educazione primaria delle bambine e sulla lotta contro l'analfabetismo degli adulti che priva effettivamente il Sud Sudan di un capitale umano prezioso per il suo sviluppo e che permetterà di rafforzare lo Stato democratico del Sud Sudan; |
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29. |
raccomanda di istituire quanto prima un sistema di istruzione che consenta la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture del Sudan del Sud, quali strade, abitazioni, sistemi di trattamento delle acque, impianti di depurazione, reti elettriche, informatiche, telefoniche ecc.; |
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30. |
giudica favorevolmente il sostegno dell'UE al gruppo di attuazione di alto livello dell'Unione africana per il Sudan e il Sudan del Sud (AUHIP), ma chiede un riesame del gruppo per valutarne l'efficacia; deplora che il sostegno dell'UE non sia stato sempre pienamente visibile; |
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31. |
sottolinea la necessità di sostenere i meccanismi che consentiranno una distribuzione e una gestione appropriate e trasparenti delle entrate petrolifere; invita le autorità e l'assemblea legislativa nazionale del Sudan del Sud, nonché i partner internazionali e le aziende presenti nel paese, a contribuire a una maggiore trasparenza nella generazione e nell'utilizzo di dette entrate; giudica con favore la recente approvazione del progetto di legge sulla gestione delle entrate petrolifere da parte dell'assemblea legislativa nazionale; chiede la rapida conversione in legge da parte del presidente e l'immediata attuazione di tutte le modalità della legge; |
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32. |
sottolinea la necessità di investire maggiormente e in modo sostenibile nelle infrastrutture, nella fornitura dei servizi di base e nello sviluppo agricolo del Sudan del Sud; ribadisce che lo sviluppo agricolo dovrebbe puntare in via prioritaria alla sicurezza alimentare per la popolazione e alla diversificazione dell'economia nazionale, che potrebbe essere messa a repentaglio da concessioni di terreni fertili a imprese private straniere per la produzione e l'esportazione di grandi volumi produttivi; sottolinea al riguardo l'importanza dell'ordinamento fondiario, il quale nel Sudan del Sud è stato ampiamente trascurato, con conseguenti controversie su questioni territoriali che per lungo tempo sono state una delle cause fondamentali di conflitto nel paese; invita l'Unione europea a sostenere gli sforzi in materia di gestione del territorio e di rafforzamento della sicurezza della proprietà nel paese, pur al contempo tenendo conto degli accordi informali raggiunti a livello locale per la risoluzione delle controversie e il riconoscimento dei diritti fondiari di origine consuetudinaria; |
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33. |
incoraggia il governo del Sudan del Sud a promuovere la diversificazione economica e a ridurre la dipendenza dagli idrocarburi; sollecita il Sudan del Sud ad aumentare la produzione alimentare locale, a promuovere le industrie di esportazione e a sviluppare l'infrastruttura di trasporto al fine di agevolare l'accesso ai mercati. |
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34. |
insiste sul potenziale rappresentato dalle donne per lo sviluppo dell'agricoltura e dell'economia rurale; incoraggia il Sud Sudan ad attuare misure che favoriscano la partecipazione femminile a tali attività economiche; |
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35. |
ricorda l'importanza di sviluppare e migliorare le infrastrutture che consentono l'accesso a un'acqua potabile di qualità migliore in tutto il paese e raccomanda di rafforzare la pianificazione degli investimenti nell'energia idraulica; |
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36. |
sottolinea che per garantire la sicurezza umana a tutto il popolo sud-sudanese occorre uno sforzo rinnovato del governo del Sudan del Sud e dei suoi partner internazionali a procedere con il disarmo, la smobilitazione e il reinserimento dei gruppi armati e a intraprendere una riforma più ampia del settore della sicurezza, che conduca al ridimensionamento e alla professionalizzazione dell'esercito permanente, al pieno rispetto del controllo civile e della catena di comando, e a un maggior rispetto dei diritti umani tra le forze armate; sottolinea la necessità di contatti costruttivi e frequenti con la società civile e le associazioni femminili del paese, onde affrontare il problema dell'insicurezza e promuovere il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle donne; |
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37. |
esprime profonda preoccupazione per il fatto che la stragrande maggioranza degli sfollati interni e dei rifugiati dei conflitti armati nel Sudan del Sud è rappresentata da donne e bambini; chiede un efficace controllo della situazione dei diritti umani, ivi compresa qualsiasi forma di violenza sessuale e di genere o di violazione e abuso di minori; chiede a tutte le parti in conflitto di porre fine all'impunità dei colpevoli; |
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38. |
sollecita il governo sud-sudanese ad assicurare la parità di genere e a garantire che le donne godano dei loro diritti e libertà senza alcuna forma di discriminazione, quali ad esempio quelle fondate su sesso, razza, convinzioni religiose o culturali, nazionalità o estrazione sociale; |
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39. |
rivolge un appello alle autorità del Sud Sudan affinché adottino una legge in materia di diritto di famiglia che stabilisca un'età minima per il matrimonio e le condizioni relative all’affidamento dei minori nonché una legge volta a contrastare la violenza di genere che qualifichi specificamente come reato le pratiche tradizionali lesive quali la mutilazione genitale femminile; |
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40. |
sollecita il governo del Sud Sudan a ratificare la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) e la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti del fanciullo; |
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41. |
invita il governo del Sudan del Sud a continuare a cooperare appieno con la missione delle Nazioni unite nella Repubblica del Sudan del Sud (UNMISS) e a facilitare le Nazioni Unite nell'esercizio del loro mandato, soprattutto per quanto concerne la protezione dei civili; sollecita gli Stati membri delle Nazioni Unite a onorare il loro impegno nei confronti della missione UNMISS adattandone realisticamente il mandato, se necessario, tenendo conto dell'evoluzione della capacità delle autorità sud-sudanesi di garantire la sicurezza umana nei prossimi anni; |
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42. |
si stupisce del fatto che le Nazioni Unite non concedano all'Unione europea, dati i suoi contributi al bilancio dell'ONU, uno status privilegiato nel corso delle missioni elettorali, onde garantire la protezione degli osservatori e il sostegno al buon funzionamento delle missioni (alloggi sicuri, accesso all'assistenza sanitaria); |
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43. |
sottolinea l'importanza di sostituire la costituzione transitoria con una costituzione permanente basata sulla consultazione e sul sostegno popolare; esprime preoccupazione per la mancanza di volontà politica da parte del governo del Sudan del Sud, al quale ricorda con vigore i suoi obblighi, ai sensi del decreto presidenziale, di realizzare un processo di revisione costituzionale e lo invita a procedere in tal senso prima delle elezioni del 2015; invita l'Unione europea e i suoi Stati membri ad accompagnare e sostenere un processo costituzionale promosso e gestito a livello locale, che deve coinvolgere tutti i gruppi della società, comprese le donne e gli abitanti delle regioni periferiche; chiede alla delegazione dell'Unione europea a Djouba, in vista delle elezioni presidenziali 2015, a vigilare sull'attuazione delle misure previste nella relazione della missione di osservazione elettorale dell'Unione nel 2011; |
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44. |
accoglie con favore l'impegno assunto dal presidente del Sud Sudan di raggiungere l'obiettivo minimo del 25 % di rappresentanza femminile nel consiglio e lo invita a rafforzare la partecipazione delle donne nel processo costituzionale in corso; ricorda che le donne svolgono un ruolo cruciale nella risoluzione dei conflitti, nel processo di consolidamento della pace e nella costruzione di uno Stato stabile; invita pertanto le autorità del Sud Sudan ad assicurare che le donne siano pienamente incluse nella realizzazione del processo di pace con il Sudan; invita la comunità internazionale a continuare a sostenere la partecipazione delle donne alla vita pubblica a tutti i livelli; |
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45. |
invita il governo del Sudan del Sud a compiere maggiori sforzi per definire una tabella di marcia, onde favorire il processo di transizione fino al completo ripristino in tutto il paese dell'ordine costituzionale e dello Stato di diritto, mediante l'organizzazione di elezioni democratiche, libere, giuste e trasparenti nel 2015; invita l'UE e i suoi partner internazionali a rafforzare il loro sostegno al prossimo processo elettorale; |
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46. |
osserva che dopo il CPA del 2005 sono stati dispiegati sforzi per intensificare la lotta alla corruzione, tuttavia il quadro contro la corruzione nel Sudan del Sud si trova tuttora nelle prime fasi di sviluppo; rileva altresì che anche se esistono strumenti giuridici, la mancanza di capacità, risorse e volontà politica possono ostacolarne l'attuazione; sollecita il Sudan del Sud a ratificare le convenzioni internazionali contro la corruzione e invita le autorità del paese a elaborare e attuare una strategia integrata di lotta alla corruzione; sottolinea che la comunità internazionale e l'Unione europea devono sostenere gli sforzi del Sudan del Sud in tale settore, in particolare aumentando il sostegno a favore dello sviluppo di capacità; |
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47. |
sollecita il governo del Sudan del Sud a promulgare leggi sui mezzi di comunicazione per proteggere la libertà dei media e salvaguardarli nello svolgimento delle loro attività di informazione; |
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48. |
invita il servizio di sicurezza nazionale del Sudan del Sud a porre fine alle vessazioni nei confronti di attivisti dei diritti umani e giornalisti e all'illegittima detenzione e censura di quest'ultimi, poiché ciò rappresenta una violazione della costituzione del Sudan del Sud, che impone al governo di garantire la libertà di stampa; |
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49. |
sollecita le autorità del Sudan del Sud a condurre indagini tempestive, efficaci e imparziali su tutte le denunce di minacce e di attacchi contro gli attivisti dei diritti umani e i giornalisti e a processare i responsabili, conformemente alle norme internazionali; giudica favorevolmente i recenti passi compiuti dalle autorità per indagare sulle uccisioni di civili e sulle presunte violazioni dei diritti umani compiute dalle forze armate; |
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50. |
invita il governo del Sudan del Sud a fare tutto ciò che è in suo potere per porre fine alle esecuzioni sommarie e per identificare e processare gli ufficiali di sicurezza accusati dell'omicidio del giornalista Isaiah Abraham; |
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51. |
sollecita le autorità del Sud Sudan a rafforzare la lotta contro l'impunità fornendo a personale giudiziario e agli organi responsabili per l'applicazione della legge strumenti volti a prevenire e contenere la violenza nei confronti delle donne e ad assicurare che gli autori di tali violenze siano effettivamente condannati; |
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52. |
raccomanda al Consiglio per i diritti umani di istituire un meccanismo importante di controllo della situazione dei diritti umani nel Sudan del Sud, come ad esempio tramite il mandato di un esperto indipendente; |
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53. |
si oppone fermamente alla pena di morte in tutte le circostanze e invita il Sudan del Sud ad adottare tutti i provvedimenti necessari per procedere verso la sua abolizione; |
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54. |
sottolinea che le donne nel Sudan del Sud affrontano molteplici forme di discriminazione e di violazione dei loro diritti fondamentali, tra cui la pratica diffusa dei matrimoni precoci e forzati, l'assenza del diritto di famiglia, la loro scarsa partecipazione politica a tutti i livelli di governo e la violenza sessuale e domestica; invita il governo sud-sudanese a eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, a lottare contro l'analfabetismo migliorando l'accesso all'istruzione per le donne, migliorandone in tal modo il ruolo nella società e nella costruzione del nuovo Stato; sollecita il governo sud-sudanese a predisporre un piano d'azione nazionale per porre fine ai matrimoni con minori, promuovendo tra l'altro l'accesso all'istruzione per i bambini; sollecita il governo sud-sudanese in tale ambito, dato che le consuetudini svolgono un ruolo rilevante nella società del Sudan del Sud, a porre fine alle prassi tradizionali discriminatorie a danno delle donne promuovendo ad esempio l'azione di ONG in materia di formazione degli organi giudiziari al rispetto dei diritti umani; |
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55. |
accoglie con favore la creazione del primo istituto di istruzione superiore di infermieristica e ostetricia presso l'ospedale universitario di Juba, ma rileva che è necessario un maggior numero di infermieri e ostetriche qualificati per assicurare un miglioramento significativo della salute delle madri e dei bambini, e per aprire più strade e istituire un maggior numero di centri sanitari ispirati a questo modello in tutto il paese; |
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56. |
incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo del Sudan del Sud e del Sudan, al commissario per i diritti umani del Sudan del Sud, all'assemblea legislativa nazionale del Sudan del Sud, all'assemblea nazionale del Sudan, all'Unione africana e al Segretario generale delle Nazioni Unite. |
(1) GU C 332 E del 15.11.2013, pag. 49.
(2) GU C 33 E del 5.2.2013, pag. 38.
(3) GU C 131 E dell'8.5.2013, pag. 80.
(4) GU C 45 E del 23.2.2010, pag. 74.
(5) http://eeas.europa.eu/eueom/pdf/missions/final-report-eueom-referendum-south-sudan-2011_en.pdf.
(6) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(7) GU L 209 dell'11.8.2005, pag. 27.
(8) GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.
(9) http://www.europarl.europa.eu/intcoop/acp/2012_horsens/pdf/soudan_en.pdf.
(10) http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/EN/foraff/123591.pdf.
(11) http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/138254.pdf.
(12) http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-12-524_en.htm.
(13) http://ec.europa.eu/echo/files/funding/decisions/2013/HIPs/Sudan-SouthSudan_en.pdf.
(14) http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/EN/foraff/137507.pdf.
(15) http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/136969.pdf.
(16) http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/134590.pdf.
(17) http://eeas.europa.eu/statements/local/local_statement_south_sudan_24072013_en.pdf.
(18) http://timor-leste.gov.tl/wp-content/uploads/2010/04/Dili_Declaration_FINAL_12.04.20101.pdf.
(19) http://www.oecd.org/dac/effectiveness/Final%20file.pdf, pagina 39.
(20) http://www.oecd.org/countries/southsudan/48697972.pdf.
(21) http://wdronline.worldbank.org/worldbank/a/c.html/world_development_report_2011/abstract/WB.978-0-8213-8439-8.abstract.
(22) http://appablog.wordpress.com/2013/07/31/report-of-the-african-union-high-level-implementation-panel-for-sudan-and-south-sudan/.
(23) http://www.un.org/sg/statements/index.asp?nid=6644.
(24) http://www.sudantribune.com/IMG/pdf/Two_Areas_Agreement.pdf.
(25) http://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session21/A-HRC-21-34_en.pdf.
http://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session21/A.HRC.21.62_en.pdf. http://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/RegularSession/Session23/A-HRC-23-31_en.pdf.
(26) http://www.rssnegotiationteam.org/historic-september-27-peace-agreements.html.
(27) http://www.amnesty.org/en/region/south-sudan/report-2013.
(28) http://www.hrw.org/reports/2013/03/07/old-man-can-feed-us-you-will-marry-him-0.
(29) Notizie e analisi umanitarie, relazione sulla «Sicurezza delle donne in Sud Sudan», 2012.
(30) Conflict and Health, marzo 2013
(31) Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, «CAP for South Sudan, Mid-Year Review 2013».