This document is an excerpt from the EUR-Lex website
Document 62021CA0040
Case C-40/21, Agenția Națională de Integritate: Judgment of the Court (First Chamber) of 4 May 2023 (request for a preliminary ruling from the Curtea de Apel Timişoara — Romania) — T.A.C. v Agenția Națională de Integritate (ANI) (Reference for a preliminary ruling — Decision 2006/928/EC — Mechanism for cooperation and verification of progress in Romania to address specific benchmarks in the areas of judicial reform and the fight against corruption — Charter of Fundamental Rights of the European Union — Article 15(1) — Article 47 — Article 49(3) — Elective public office — Conflict of interests — National legislation prohibiting the holding of elective public office for a predetermined period — Penalty additional to the termination of the term of office — Principle of proportionality)
Causa C-40/21, Agenția Națională de Integritate: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 4 maggio 2023 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Timişoara — Romania) — T.A.C. / Agenția Națională de Integritate (ANI) (Rinvio pregiudiziale – Decisione 2006/928/CE – Meccanismo di cooperazione e verifica dei progressi compiuti dalla Romania per rispettare i parametri di riferimento in materia di riforma giudiziaria e di lotta contro la corruzione – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articolo 15, paragrafo 1 – Articolo 47 – Articolo 49, paragrafo 3 – Cariche pubbliche elettive – Conflitto di interessi – Normativa nazionale che prevede il divieto di ricoprire cariche pubbliche elettive per un periodo di tempo prestabilito – Sanzione complementare alla cessazione del mandato – Principio di proporzionalità)
Causa C-40/21, Agenția Națională de Integritate: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 4 maggio 2023 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Timişoara — Romania) — T.A.C. / Agenția Națională de Integritate (ANI) (Rinvio pregiudiziale – Decisione 2006/928/CE – Meccanismo di cooperazione e verifica dei progressi compiuti dalla Romania per rispettare i parametri di riferimento in materia di riforma giudiziaria e di lotta contro la corruzione – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articolo 15, paragrafo 1 – Articolo 47 – Articolo 49, paragrafo 3 – Cariche pubbliche elettive – Conflitto di interessi – Normativa nazionale che prevede il divieto di ricoprire cariche pubbliche elettive per un periodo di tempo prestabilito – Sanzione complementare alla cessazione del mandato – Principio di proporzionalità)
GU C 216 del 19.6.2023, p. 4–4
(BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
|
19.6.2023 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 216/4 |
Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 4 maggio 2023 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Timişoara — Romania) — T.A.C. / Agenția Națională de Integritate (ANI)
(Causa C-40/21 (1), Agenția Națională de Integritate)
(Rinvio pregiudiziale - Decisione 2006/928/CE - Meccanismo di cooperazione e verifica dei progressi compiuti dalla Romania per rispettare i parametri di riferimento in materia di riforma giudiziaria e di lotta contro la corruzione - Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Articolo 15, paragrafo 1 - Articolo 47 - Articolo 49, paragrafo 3 - Cariche pubbliche elettive - Conflitto di interessi - Normativa nazionale che prevede il divieto di ricoprire cariche pubbliche elettive per un periodo di tempo prestabilito - Sanzione complementare alla cessazione del mandato - Principio di proporzionalità)
(2023/C 216/04)
Lingua processuale: il rumeno
Giudice del rinvio
Curtea de Apel Timişoara
Parti nel procedimento principale
Ricorrente: T.A.C.
Convenuta: Agenția Națională de Integritate (ANI)
Dispositivo
|
1) |
L’articolo 49, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea deve essere interpretato nel senso che esso non si applica a una normativa nazionale che prevede, al termine di un procedimento amministrativo, una misura di divieto di ricoprire qualsiasi carica pubblica elettiva per un periodo prestabilito di tre anni nei confronti di una persona riguardo alla quale sia stata constatata l’esistenza di un conflitto di interessi nell’esercizio di tale funzione, nel caso in cui tale misura non abbia natura penale. |
|
2) |
Il principio di proporzionalità deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale che prevede una misura di divieto di ricoprire qualsiasi carica pubblica elettiva per un periodo prestabilito di tre anni nei confronti di una persona riguardo alla quale sia stata constatata l’esistenza di un conflitto di interessi nell’esercizio di tale funzione, a condizione che, alla luce di tutte le circostanze pertinenti, l’applicazione di tale normativa conduca a infliggere una sanzione adeguata alla gravità della violazione che essa reprime, tenuto conto dell’obiettivo di garantire l’integrità e la trasparenza nell’esercizio delle funzioni e degli incarichi pubblici nonché di prevenire la corruzione istituzionale. Così non è quando, eccezionalmente, il comportamento illecito constatato non presenta, alla luce di detto obiettivo, elementi di gravità, mentre l’impatto di tale misura sulla situazione personale, professionale ed economica della persona interessata si rivela particolarmente grave. |
|
3) |
L’articolo 15, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali deve essere interpretato nel senso che il diritto di esercitare un mandato elettivo ricevuto in esito a un processo elettorale democratico, come il mandato di sindaco, non rientra in detta disposizione. |
|
4) |
L’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali deve essere interpretato nel senso che esso non osta a una normativa nazionale che prevede una misura di divieto di ricoprire qualsiasi carica pubblica elettiva per un periodo prestabilito di tre anni nei confronti di una persona riguardo alla quale sia stata constatata l’esistenza di un conflitto di interessi nell’esercizio di tale carica, a condizione che la persona interessata abbia effettivamente la possibilità di contestare la legittimità del rapporto contenente tale constatazione e della sanzione inflitta sul fondamento di quest’ultimo, ivi inclusa la sua proporzionalità. |