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Document 32023D0232

Decisione (UE) 2023/232 della Commissione del 25 luglio 2022 relativa all'aiuto di Stato SA.55208 (2020/C) (ex 2022/NN) attuato dalla Cechia a favore delle Poste ceche [notificata con il numero C(2022) 5136] (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)

C/2022/5136

GU L 32 del 3.2.2023, pp. 68–122 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

Legal status of the document In force

ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2023/232/oj

3.2.2023   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

L 32/68


DECISIONE (UE) 2023/232 DELLA COMMISSIONE

del 25 luglio 2022

relativa all'aiuto di Stato SA.55208 (2020/C) (ex 2022/NN) attuato dalla Cechia a favore delle Poste ceche

[notificata con il numero C(2022) 5136]

(Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 108, paragrafo 2, primo comma,

visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),

dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma delle suddette disposizioni e viste le osservazioni trasmesse,

considerando quanto segue:

1.   PROCEDIMENTO

(1)

Il 18 gennaio 2018 le autorità ceche hanno preventivamente notificato una compensazione a favore delle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio postale universale nel periodo 2018-2022. L'8 marzo 2019, a seguito di discussioni antecedenti la notificazione, in particolare sulla metodologia del costo evitato netto, le autorità ceche hanno ritirato la pre-notifica in questione.

(2)

Il 20 agosto 2019 le autorità ceche hanno nuovamente notificato preventivamente una compensazione a favore delle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale nel periodo 2018-2022 («la misura»). Rispetto alla pre-notifica del 18 gennaio 2018, la misura è stata modificata in particolare per quanto concerne il calcolo del costo evitato netto.

(3)

L'8 e il 22 novembre 2019 la Commissione ha ricevuto due denunce formali da parte di due concorrenti delle Poste ceche (Česká pošta), ossia Zásilkovna s.r.o. («Zásilkovna») e První Novinová Společnost a.s. («PNS», ex «Mediaservis»). Tali denunce sono state registrate rispettivamente con i numeri SA.55686 (2019/FC) e SA.55497 (2019/FC) (1).

(4)

Tali denunce sono state trasmesse alle autorità ceche il 4 dicembre 2019. Le autorità ceche hanno risposto con lettera datata 31 gennaio 2020.

(5)

Il 28 gennaio 2020 le autorità ceche hanno notificato una compensazione da concedere alle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale nel periodo 2018-2022.

(6)

Il 12 marzo 2020 la Commissione ha richiesto informazioni supplementari alle autorità ceche, le quali hanno risposto con lettera del 24 aprile 2020.

(7)

Con decisione del 23 giugno 2020, la Commissione ha comunicato alla Cechia la propria decisione di avviare il procedimento di cui all'articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea («TFUE») in relazione agli aiuti (2) («la decisione di avvio»). La Commissione ha chiesto alle autorità ceche di presentare le loro osservazioni e di fornire tutte le informazioni utili alla valutazione dell'aiuto, invitando inoltre tutti gli interessati a presentare le loro osservazioni sull'aiuto.

(8)

Alla Commissione sono pervenute osservazioni in merito alla decisione di avvio dalle autorità ceche e dalle Poste ceche con lettera del 24 luglio 2020.

(9)

La Commissione ha ricevuto osservazioni da Zásilkovna in merito alla decisione di avvio con lettera del 2 ottobre 2020 e da PNS con lettera del 3 ottobre 2020.

(10)

Il 9 novembre 2020 la Commissione ha trasmesso alle autorità ceche le osservazioni ricevute da terzi.

(11)

Con lettera del 3 febbraio 2021, le autorità ceche hanno presentato le loro osservazioni in merito alle osservazioni formulate da terzi.

(12)

Il 9 luglio 2021 i servizi della Commissione hanno inviato una lettera a Zásilkovna e PNS per informarle che i casi SA.55686 (2019/FC) e SA.55497 (2019/FC) sarebbero stati chiusi e che il procedimento di indagine formale sarebbe stato trattato congiuntamente con il numero SA.55208 (2020/C). Di conseguenza tali parti sono state informate del fatto che le osservazioni e le informazioni fornite con le denunce nel contesto dei casi SA.55686 (2019/FC) e SA.55497 (2019/FC) sarebbero state esaminate nel contesto del procedimento di indagine formale SA.55208 (2020/C).

(13)

Il 12 novembre 2021 la Commissione ha chiesto alle autorità ceche informazioni supplementari. Le autorità ceche hanno risposto con lettera datata 10 dicembre 2021.

(14)

Il 2 dicembre 2021 Zásilkovna ha inviato ulteriori osservazioni alla Commissione.

(15)

Il 17 febbraio 2022 e il 29 marzo 2022 la Commissione ha chiesto chiarimenti sulle informazioni presentate dalle autorità ceche con lettera del 10 dicembre 2021. Le autorità ceche hanno risposto rispettivamente con lettere del 16 marzo 2022 e del 1o aprile 2022.

(16)

La Cechia ha convenuto in via eccezionale di rinunciare ai diritti conferiti ai sensi dell'articolo 342 TFUE, in combinato disposto con l'articolo 3 del regolamento n. 1/1958 (3) e di acconsentire all'adozione e alla notifica in inglese della presente decisione.

2.   DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLA MISURA/DELL'AIUTO

2.1.   Il beneficiario: Poste ceche (Česká pošta)

(17)

L'unico beneficiario della misura sono le Poste ceche, ossia il principale operatore postale nella Cechia.

(18)

Le Poste ceche sono interamente di proprietà dello Stato e sono state fondate nel 1993 dal ministero dell'Economia della Cechia, in conformità con la legge sulle imprese di proprietà dello Stato (4). Il suo status a livello giuridico e di proprietà è disciplinato dalla legge sulle imprese di proprietà dello Stato (5).

(19)

Oltre ai servizi postali, le Poste ceche forniscono anche una serie di altri servizi, quali i servizi finanziari (servizi bancari, servizi di gestione del contante e servizi connessi al pagamento delle pensioni).

(20)

Nonostante la liberalizzazione del mercato postale ceco avvenuta il 1o gennaio 2013, la concorrenza nel mercato della corrispondenza postale non si è sviluppata in modo significativo. I principali concorrenti delle Poste ceche nel mercato della corrispondenza postale sono PNS e Česká distribuční e, nel mercato della consegna di pacchi, PPL (Professional Parcel Logistic) CZ (PPL), Direct Parcel Distribution CZ (DPD), General Logistics Systems Repubblica ceca (GLS) e Zásilkovna.

2.2.   L'obbligo di servizio universale affidato alle Poste ceche

(21)

Con decisione del 12 dicembre 2017 dell'autorità nazionale di regolamentazione dei servizi postali, l'Ufficio ceco delle telecomunicazioni («CTU») (6), le Poste ceche sono state incaricate dello svolgimento dell'obbligo di servizio universale dal 1o gennaio 2018 al 31 dicembre 2022.

(22)

L'ambito dell'obbligo di servizio universale affidato alle Poste ceche è stabilito dalla legislazione nazionale, in particolare dall'articolo 3, primo comma, della legge sui servizi postali (7), e comprende:

a)

la consegna di invii postali fino a due chilogrammi (nel territorio nazionale e all'estero);

b)

la consegna di pacchi postali fino a dieci chilogrammi (nel territorio nazionale e all'estero);

c)

la consegna di invii postali raccomandati fino a due chilogrammi (nel territorio nazionale e all'estero);

d)

la consegna di invii assicurati fino a dieci chilogrammi (nel territorio nazionale e all'estero);

e)

i vaglia postali;

f)

la consegna gratuita di invii postali fino a sette chilogrammi per persone non vedenti e ipovedenti (nel territorio nazionale e all'estero);

g)

la consegna di invii postali dall'estero nell'ambito dei servizi di cui alle lettere da a) a d) e alla lettera f);

h)

la consegna di pacchi postali fino a 20 chilogrammi dall'estero;

i)

la consegna di «sacchi M» fino a 30 chilogrammi (solo verso l'estero e dall'estero); questo servizio consiste nella consegna di sacchi speciali contenenti giornali, periodici, libri e documentazione stampata analoga, indirizzata al medesimo destinatario e al medesimo indirizzo;

j)

servizio di risposta commerciale internazionale: un servizio che consente di riscuotere in anticipo dal mittente il costo dell'affrancatura per una lettera di risposta inviata verso un altro paese; non si tratta di un servizio postale indipendente perché include solo un metodo diverso di pagamento del prezzo per gli invii postali fino a due chilogrammi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale;

k)

buoni risposta internazionali: un metodo diverso di pagamento dell'affrancatura per gli invii postali. Il buono può essere scambiato con francobolli che rappresentano l'affrancatura minima per una lettera di posta aerea prioritaria fino a 20 grammi inviata a un altro Stato membro dell'Unione postale universale.

(23)

In quanto fornitore del servizio universale, le Poste ceche sono tenute a garantire l'accessibilità a tutti i servizi postali universali a prezzi accessibili, in tutto il territorio della Cechia e almeno una volta al giorno per ogni giorno lavorativo.

(24)

La base giuridica per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale è la seguente:

a)

legge n. 29/2000 racc. sui servizi postali e che modifica talune leggi («legge sui servizi postali»);

b)

decisione del CTU del 12 dicembre 2017 (8) che affida l'incarico di svolgimento dell'obbligo di servizio universale alle Poste ceche, dal 1o gennaio 2018 al 31 dicembre 2022;

c)

decreto del governo n. 178/2015 racc. sulla determinazione del numero minimo di posti di lavoro per la fornitura di servizi universali (9);

d)

decreto n. 464/2012 racc., sulla determinazione delle specifiche dei singoli servizi universali e dei requisiti di qualità di base per la loro fornitura;

e)

decreto n. 465/2012 racc., sul metodo di gestione della contabilità separata per i costi e le entrate del titolare della licenza postale; e

f)

decreto n. 466/2012 racc., sul metodo utilizzato dal CTU per il calcolo dei costi netti dell'adempimento dell'obbligo di fornire servizi universali.

2.3.   Sistema di informazione «Data boxes» (DBIS)

(25)

Le Poste ceche sono altresì incaricate della fornitura del sistema informativo «Data boxes» (caselle elettroniche di dati) («DBIS») nel periodo 2018-2022. Il 2 febbraio 2018 la Commissione ha adottato una decisione (10) che conclude che la compensazione per l'importo di 2,3 miliardi di CZK (85,1 milioni di EUR) da concedere alle Poste ceche per la fornitura del DBIS nel periodo 2018-2022 costituisce un aiuto di Stato compatibile con il mercato interno ai sensi della disciplina SIEG del 2012 (11).

(26)

DBIS è un canale elettronico per la comunicazione interna in seno alla pubblica amministrazione e per la comunicazione protetta tra la pubblica amministrazione e i cittadini e le imprese, che, in alcuni casi, sostituisce servizi postali convenzionali quali la posta raccomandata.

2.4.   La misura notificata e il meccanismo di compensazione per l'obbligo di servizio universale

2.4.1.   Portata della notifica e importo della compensazione

(27)

La misura notificata riguarda il finanziamento pubblico per l'adempimento da parte delle Poste ceche dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche (cfr. considerando 22), nel periodo 2018-2022, da concedere ai sensi della legge sui servizi postali. Ai sensi dell'articolo 34e, terzo comma, della legge sui servizi postali, il CTU non può trasferire fondi per saldare costi netti preliminari o costi netti che rappresentano un onere finanziario indebito fino a quando la Commissione non abbia adottato una decisione in merito alla compatibilità della compensazione con il mercato interno.

(28)

La compensazione da concedere alle Poste ceche dipenderà dai costi netti dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, verificati dal CTU, ed è limitata a un importo massimo di 1 500 milioni di CZK [55,5 milioni di EUR (12)] l'anno (cfr. considerando 33).

2.4.2.   Procedura per stabilire l'importo da concedere come compensazione

(29)

Ai sensi dell'articolo 34c della legge sui servizi postali, il livello della compensazione per l'obbligo di servizio universale per ogni anno non è fissato in anticipo, ma viene calcolato e versato ogni anno in tre fasi.

Fase 1: rimborso dei costi netti provvisori nell'anno t (pari al 50 % dei costi netti nell'anno t–1)

(30)

Per i costi netti provvisori sostenuti in un determinato anno, le Poste ceche possono presentare una richiesta di rimborso al CTU dal 1o luglio al 31 dicembre di quell'anno (anno t), in conformità con l'articolo 34c della legge sui servizi postali. In tali casi, il CTU emetterà una decisione che stabilisce i costi netti provvisori pari al 50 % dei costi netti calcolati (utilizzando il metodo descritto nella seguente sezione 8.2.8) per l'anno precedente (anno t–1) per il quale l'importo è stato verificato. Entro 30 giorni dalla data in cui la decisione diventa definitiva, la Cechia rimborserà alle Poste ceche l'importo relativo ai costi netti provvisori tramite il CTU.

Fase 2: rimborso nell'anno t+1 dei restanti costi netti sostenuti nell'anno t

(31)

Per i costi netti effettivi sostenuti in un determinato anno, le Poste ceche possono presentare una richiesta di rimborso al CTU entro il 31 agosto dell'anno seguente (anno t+1), in conformità con l'articolo 34d della legge sui servizi postali. Il CTU eseguirà la verifica del costo netto calcolato dalle Poste ceche utilizzando la metodologia del costo evitato netto. Mediante una decisione, il CTU stabilirà i costi netti corrispondenti all'importo dei costi netti verificati in conformità con l'articolo 34b della legge sui servizi postali. Per il rimborso dei costi netti, il CTU dedurrà i costi netti provvisori già rimborsati alle Poste ceche. Se i costi netti provvisori corrisposti sono superiori ai costi netti sostenuti in un determinato anno, le Poste ceche rimborseranno la differenza allo Stato.

(32)

Il CTU verifica l'origine e l'importo dei costi netti nel modo specificato all'articolo 34b della legge sui servizi postali. Se a seguito di tale verifica emerge che il calcolo dei costi netti è corretto, le Poste ceche avranno legalmente diritto al rimborso dei costi netti.

Fase 3: il rimborso non può superare l'importo di 1 500 milioni di CZK per ogni anno

(33)

Il CTU verifica il costo netto dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, in conformità con l'articolo 34b della legge sui servizi postali. Il costo netto viene rimborsato fino all'importo massimo di 1 500 milioni di CZK per ogni anno, in conformità con l'articolo 34d della legge sui servizi postali, in base all'analisi dell'onere indebito dell'obbligo di servizio universale.

3.   DENUNCE

3.1.   Denuncia di Zásilkovna

(34)

Zásilkovna, un concorrente delle Poste ceche attivo nel mercato delle consegne di pacchi, sostiene che le Poste ceche hanno beneficiato di aiuti illegali «almeno» a partire dal 2013. La denuncia presentata da Zásilkovna è riepilogata di seguito.

(35)

Zásilkovna ritiene che l'atto di incarico non sia conforme alla disciplina SIEG, dato che il metodo per la determinazione dell'importo della compensazione per le Poste ceche non è né obiettivo né trasparente. Zásilkovna sostiene che né le autorità ceche né le Poste ceche hanno spiegato o pubblicato alcun dettaglio sul calcolo dei costi netti sulla base del quale è stato stabilito l'importo della compensazione.

(36)

Zásilkovna ritiene inoltre che le Poste ceche abbiano ricevuto risorse finanziarie eccessive come compensazione per l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, dal 2013 al 2017, e che ciò sarà «a maggior ragione» il caso per il periodo 2018-2022. A tale proposito, Zásilkovna sottolinea che il limite annuale dell'onere indebito per il periodo 2018-2022 è triplicato, raggiungendo i 1 500 milioni di CZK, rispetto all'importo accettato nella decisione della Commissione relativa alla compensazione per l'obbligo di servizio universale per il periodo 2013-2017 (la «decisione del 2018 sull'obbligo di servizio universale») (13). Zásilkovna ritiene che le Poste ceche utilizzino tale compensazione in eccesso per sovvenzionare in modo incrociato i propri servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale, in particolare sul mercato della consegna di pacchi (14).

(37)

In particolare Zásilkovna ritiene che le Poste ceche ricevano una compensazione eccessiva perché attribuiscono l'intero costo della loro rete di consegna e trasporto all'obbligo di servizio universale e quindi non imputino correttamente una quota di tali costi al loro servizio «Balíkovna» (la consegna di pacchi presso punti di prelievo diversi dagli uffici postali) e sovvenzionino quindi in modo incrociato tale servizio utilizzando la propria presunta compensazione eccessiva per l'obbligo di servizio universale. Secondo Zásilkovna, il servizio Balíkovna viene offerto «sostanzialmente sotto costo». Zásilkovna sembra ritenere che le Poste ceche abbiano imputato in modo errato i costi quanto meno dal 2013.

(38)

Zásilkovna corrobora la propria argomentazione sui prezzi di Balíkovna facendo riferimento ai propri prezzi e a quelli di altri concorrenti privati per la consegna di pacchi presso punti di prelievo (che sono tutti presumibilmente più elevati). Inoltre Zásilkovna rileva che i prezzi delle consegne di pacchi delle Poste ceche a uffici postali, un servizio che secondo Zásilkovna è molto simile al servizio Balíkovna perché entrambi hanno un livello elevato di costi comuni e lo stesso livello di efficienza del processo, sono tra due e tre volte più elevati.

3.2.   Denuncia di PNS

(39)

PNS sostiene che le Poste ceche saranno sovracompensate per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche. PNS asserisce che lo scenario controfattuale del costo evitato netto non è credibile, dato che la riduzione del numero di uffici postali inciderebbe in maniera notevole sulle entrate generate dalle Poste ceche in relazione ai servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale. PNS afferma che lo scenario controfattuale comporterebbe la perdita di tutte le entrate generate attraverso servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale, pari a 4,25 miliardi di CZK (157,3 milioni di EUR) l'anno, che presumibilmente non sono contabilizzati adeguatamente nel contesto dei calcoli effettuati dalle autorità ceche e dalle Poste ceche.

(40)

PNS sostiene inoltre che le Poste ceche hanno erroneamente classificato alcuni servizi come servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale e così facendo hanno ridotto artificiosamente le entrate generate dall'obbligo di servizio universale. Secondo PNS, ciò porta a un costo netto artificiosamente più elevato da compensare.

(41)

A tale proposito PNS rileva altresì che la legge sui servizi postali è stata modificata al fine di aumentare significativamente i limiti per la compensazione dei costi netti portandoli a 1 500 milioni di CZK (55,5 milioni di EUR) l'anno, dai 500 milioni di CZK (18,5 milioni di EUR) l'anno originari. PNS sottolinea che, nella decisione del 2018 sull'obbligo di servizio universale, le autorità ceche avevano stimato che il costo netto dell'obbligo di servizio universale ammontava al massimo a 984 milioni di CZK (36,4 milioni di EUR) l'anno, un valore significativamente inferiore rispetto a quello del massimale aumentato.

(42)

PNS ritiene inoltre che le Poste ceche abbiano violato gli obblighi di trasparenza di cui alla direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (15), e in particolare l'allegato I, parte C, primo comma, e l'articolo 7, paragrafo 5, pubblicando soltanto l'importo della compensazione e non i calcoli del costo evitato netto.

(43)

PNS sostiene che il calcolo dei costi netti delle Poste ceche non sia in linea con l'allegato I, parte B, quinto comma, della direttiva 97/67/CE. Quest'ultimo prevede che « [i]l calcolo si basa sui costi imputabili ai seguenti fattori: [...] elementi del servizio che possono essere forniti solo in perdita o a costi diversi dalle normali condizioni commerciali». PNS ritiene altresì che le Poste ceche violino l'articolo 33 della legge sui servizi postali, che le obbliga a offrire servizi nell'ambito del servizio universale a prezzi correlati ai costi.

(44)

PNS asserisce che le Poste ceche offrono sconti «immensi», fino al 60 % ai grandi mittenti, una circostanza questa che determina prezzi «straordinariamente» bassi, inferiori ai costi. Secondo PNS, ciò è il risultato della politica di fissazione dei prezzi specifica delle Poste ceche, che non dovrebbe essere interpretata come estranea alle normali condizioni commerciali, ai sensi della direttiva 97/67/CE; in altri termini, l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, non obbliga le Poste ceche ad applicare prezzi inferiori ai costi. Il calcolo della compensazione delle Poste ceche non può quindi prendere in considerazione perdite derivanti da tale pratica.

(45)

Al fine di sostenere tale argomentazione PNS ha fornito un altro esempio e ha rilevato che i prezzi per i servizi postali ibridi (16) sono aumentati di quasi il 20 % nel 2019, il che, secondo PNS, significa che il nuovo prezzo è troppo elevato e supera un margine di profitto ragionevole o il prezzo precedente, inferiore, non era correlato ai costi in quanto sarebbe stato troppo basso per coprire i costi.

4.   MOTIVAZIONI DELL'AVVIO DEL PROCEDIMENTO DI INDAGINE FORMALE

(46)

Il 23 giugno 2020 la Commissione ha avviato il procedimento di indagine formale in relazione alla compensazione per l'obbligo di servizio universale a favore delle Poste ceche per il periodo 2018-2022 in ragione dei dubbi da essa nutriti circa la compatibilità con il mercato interno.

(47)

Nella decisione di avvio, la Commissione ha espresso per la prima volta i propri dubbi in merito all'ambito dell'obbligo di servizio universale così come definito dalle autorità ceche. In effetti, l'obbligo di servizio universale oggetto dell'incarico affidato alle Poste ceche, come descritto nel considerando 22, è più ampio dei servizi di cui all'articolo 3 della direttiva 97/67/CE. In particolare, la Commissione ha rilevato che l'obbligo di servizio universale comprende i vaglia postali, che non sono elencati in tale articolo e sono menzionati nella direttiva 2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (17) come servizi supplementari o complementari. La Commissione ha ritenuto altresì che il pubblico non fosse stato specificamente consultato in merito all'inclusione dei vaglia postali nell'ambito dell'obbligo di servizio universale per il periodo notificato. Di conseguenza ha concluso che vi erano dubbi circa il fatto che l'obbligo di servizio universale, così come definito dalla Cechia nella legge sui servizi postali, potesse qualificarsi come un effettivo servizio di interesse economico generale (o quanto meno che i vaglia postali potessero qualificarsi come tali).

(48)

In secondo luogo, e in relazione ai dubbi sull'ambito dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, la Commissione ha espresso dubbi altresì in merito al rispetto delle norme dell'Unione in materia di appalti pubblici per quanto concerne l'aggiudicazione diretta dell'obbligo di servizio universale. In effetti la designazione di un fornitore del servizio universale ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE, è possibile se l'ambito delle attività svolte da tale fornitore può essere considerato un servizio universale, così come definito all'articolo 3 di tale direttiva.

(49)

In terzo luogo, la Commissione ha espresso dubbi nella decisione di avvio in merito all'importo della compensazione da concedere alle Poste ceche. A tale proposito la Commissione ha espresso dubbi in merito alla plausibilità della progettazione dello scenario controfattuale delle Poste ceche. In particolare la Commissione nutriva dubbi circa il fatto che, nel contesto dello scenario controfattuale, le Poste ceche avrebbero chiuso più di 1 000 uffici che avevano gestito volontariamente fino alla fine del 2015. La Commissione ha osservato che la semplice entrata in vigore di un decreto attuativo nel 2016 che evitava la chiusura di determinati uffici postali non renda, di per sé, il funzionamento di tali uffici un onere e che le Poste ceche avrebbero potuto chiuderli in qualsiasi momento prima dell'entrata in vigore del decreto attuativo, ma hanno scelto di non procedere in tal senso.

(50)

Inoltre la Commissione ha espresso dubbi in merito alla quantificazione dell'impatto delle modifiche proposte dalle Poste ceche alla loro infrastruttura postale e alla frequenza di consegna nello scenario controfattuale. Per quanto concerne la quantificazione dell'effetto della domanda nello scenario controfattuale derivante dalla riduzione dell'infrastruttura (18), le autorità ceche hanno condotto un indagine dalla quale è emerso, tra l'altro, che il 29 % dei partecipanti smetterebbe di utilizzare le Poste ceche per i servizi finanziari in caso di chiusura dell'ufficio postale al quale si rivolgono attualmente; inoltre anche i servizi postali ne risentirebbero in modo marcato dato che il 20 % dei partecipanti all'indagine smetterebbe di utilizzare le Poste ceche per l'invio di lettere raccomandate. Anche se le risposte relative alla domanda ottenute dalle indagini non dovrebbero necessariamente portare a una corrispondente diminuzione della domanda, secondo le autorità ceche, nello scenario controfattuale, le entrate derivanti dai servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale diminuirebbero soltanto del 4 %, mentre la domanda di lettere raccomandate diminuirebbe soltanto dell'1,1 %. In considerazione di quanto sopra, la Commissione ha espresso dubbi in merito alla corretta quantificazione degli effetti sulla domanda determinati dalle chiusure degli uffici postali.

(51)

Per quanto concerne la quantificazione dell'effetto sulla domanda nello scenario controfattuale derivante dalla riduzione della frequenza di consegna (19), le autorità ceche hanno condotto un'altra indagine, chiedendo a un campione di 1 002 cittadini che avevano utilizzato le Poste ceche per l'invio di lettere negli ultimi sei mesi, se ritenevano «accettabile» che le lettere inviate venissero consegnate entro due giorni lavorativi, anziché il giorno successivo. Secondo tale indagine, il [70-95] % dei partecipanti lo considera accettabile, il [2,5-15] % lo considera inaccettabile e un altro [2,5-15] % non lo considera né accettabile né inaccettabile. Secondo le autorità ceche, a seguito della riduzione della frequenza di consegna, i volumi delle lettere non raccomandate diminuirebbero del [5-15] % nello scenario controfattuale. Considerando quanto sopra, la Commissione ha espresso dubbi, innanzitutto, in merito al fatto che tale indagine consentisse di trarre conclusioni definitive in merito agli effetti precisi sulla domanda della riduzione della frequenza di consegna, dato che il fatto che un rispondente trovi accettabile o meno una modifica delle frequenze di consegna delle Poste ceche non chiarisce necessariamente il modo in cui la domanda ne sarebbe influenzata. In secondo luogo, la Commissione ha espresso dubbi circa il fatto che le autorità ceche avessero quantificato correttamente tale domanda, data la discrepanza tra i risultati dell'indagine e la riduzione dei volumi.

(52)

Infine, per quanto concerne il costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale, la Commissione ha espresso dubbi in merito al fatto che le autorità ceche abbiano tenuto correttamente conto del costo netto della fornitura del DBIS. In effetti, nel calcolare il costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale è necessario evitare qualsiasi doppia contabilizzazione del costo evitato netto calcolato per il DBIS per il quale le Poste ceche hanno ricevuto l'incarico per il medesimo periodo («la decisione DBIS») (20). Nel caso di specie, le autorità ceche hanno calcolato che il costo evitato netto (obbligo di servizio universale+DBIS) è pari a 15,2 miliardi di CZK (562,6 milioni di EUR) nel periodo 2018-2022. Il costo evitato netto (DBIS) è pari a 5,2 miliardi di CZK (192,5 milioni di EUR) per il medesimo periodo (21). Ciò si traduce in un costo evitato netto (obbligo di servizio universale) ammontante a 10,0 miliardi di CZK (370,1 milioni di EUR). Le autorità ceche concludono tuttavia che il costo evitato netto (obbligo di servizio universale) è pari a 12,3 miliardi di CZK (455,3 milioni di EUR), corrispondente a una media di 2,5 miliardi di CZK (92,5 milioni di EUR) l'anno. Di conseguenza le autorità ceche sembrerebbero aver commesso un errore metodologico.

(53)

In considerazione di quanto precede la Commissione ha concluso che nutriva dubbi circa la stima del costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale per il periodo 2018-2022. La Commissione ha osservato che, nonostante il massimale di 7,5 miliardi di CZK (277,6 milioni di EUR), sebbene il costo evitato netto fosse stato stimato ammontare a 12,3 miliardi di CZK, le incertezze sul costo evitato netto erano troppo significative per escludere che il costo evitato netto potesse potenzialmente essere ancora più basso rispetto al massimale di compensazione previsto e che le Poste ceche potessero essere potenzialmente sovracompensate per l'obbligo di servizio universale.

(54)

In quarto luogo, la Commissione ha espresso dubbi circa l'incentivo all'efficienza. In effetti l'importo massimo della compensazione a favore delle Poste ceche per il periodo 2018-2022 è stabilito nella legge sui servizi postali e tale importo è fissato sul periodo di durata dell'incarico. Nella misura in cui il massimale di compensazione delle Poste ceche è inferiore al costo evitato netto, la Commissione riterrebbe tale approccio accettabile per garantire l'esistenza di un incentivo all'efficienza. Tuttavia, tenendo conto delle incertezze di cui al considerando 53, la Commissione ha espresso dubbi altresì in merito all'eventuale rispetto da parte dell'obbligo di servizio universale delle prescrizioni in materia di incentivi all'efficienza di cui al punto 39 della disciplina SIEG del 2012 (22).

(55)

In quinto luogo, la Commissione ha espresso dubbi circa il soddisfacimento degli obblighi di trasparenza di cui al punto 60 della disciplina SIEG del 2012. In effetti la Commissione ha ritenuto che la consultazione pubblica di cui al considerando 47, qualora fosse stata necessaria, avrebbe dovuto essere pubblicata.

5.   OSSERVAZIONI DEGLI INTERESSATI

5.1.   Zásilkovna

(56)

Zásilkovna condivide i dubbi che la Commissione ha sollevato nella decisione di avvio e ha presentato ulteriori osservazioni rispetto alla compatibilità della misura.

(57)

In particolare Zásilkovna ritiene che l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, o quanto meno i servizi di consegna di pacchi, possano essere svolti da operatori privati come avviene ad esempio in Germania, nei Paesi Bassi e in Svezia su base commerciale senza alcun aiuto di Stato. A tal fine sostiene che le condizioni attuali di mercato non corrispondono a un fallimento del mercato per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale su base commerciale e quindi che l'obbligo di servizio universale non può essere considerato un effettivo servizio di interesse economico generale.

(58)

Zásilkovna spiega che la sua rete per la consegna di pacchi postali soddisfa il requisito di disporre di almeno 3 200 uffici postali, come stabilito nel decreto del governo n. 178/2015 racc. L'impresa spiega inoltre che la sua rete postale soddisfa tutti i criteri di qualità di base per garantire una disponibilità sufficiente e la grande maggioranza dei criteri per garantire una densità sufficiente. La rete postale di Zásilkovna potrebbe soddisfare molto rapidamente anche i criteri rimanenti per qualificarsi come una rete postale a livello nazionale, qualifica richiesta per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale come stabilito nel decreto n. 464/2012.

(59)

Zásilkovna afferma che i periodi di ammortamento per gli attivi necessari per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, ai fini del periodo di durata dell'incarico sono infondati, in quanto non è chiaro: quali degli attivi di cui alla tabella 1 della decisione di avvio siano destinati a essere finanziati dalla compensazione per l'obbligo di servizio universale; quando siano stati acquistati o quando se ne preveda l'acquisto; o se il loro periodo di ammortamento sia scaduto. Tale elenco non risulta corroborato in alcun modo per quanto concerne la necessità degli attivi per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale. Secondo Zásilkovna, un tale elenco è assolutamente non trasparente e non può essere utilizzato come prova.

(60)

Secondo Zásilkovna, la compensazione per l'obbligo di servizio universale non è in linea con gli obblighi di trasparenza finanziaria di cui alla disciplina SIEG. A detta di Zásilkovna, le Poste ceche hanno già incluso formalmente parte della compensazione nella relazione annuale 2019 prima dell'approvazione da parte della Commissione e del pagamento della compensazione stessa. Inoltre Zásilkovna asserisce che le Poste ceche sovvenzionano volontariamente i prezzi inferiori ai costi per i loro servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale utilizzando i servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale, aumentano le proprie perdite e le imputano ad attività relative all'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche.

(61)

Zásilkovna sostiene altresì che le autorità ceche hanno violato le norme in materia di appalti pubblici di cui all'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE, poiché i criteri pertinenti sono stati definiti dall'autorità di regolamentazione (ossia CTU) in modo discriminatorio, in quanto sono stati creati su misura per le Poste ceche. Tale impresa sostiene che: i) i vaglia postali sono stati intenzionalmente inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, conferendo, in questo modo, un vantaggio alle Poste ceche, che erano l'unico operatore postale che poteva offrire tali servizi (disponendo delle necessarie infrastrutture, reti e strutture logistiche speciali, ecc.); e ii) i criteri/punti di valutazione sono stati fissati in modo tale da consentire alle Poste ceche di ottenere la maggior parte dei punti per l'aggiudicazione.

(62)

Secondo Zásilkovna l'importo notificato del costo evitato netto determina una sovracompensazione dell'obbligo di servizio universale, come definito dalle autorità ceche, in ragione di diversi motivi quali i seguenti:

a)

le Poste ceche non sono un'impresa gestita in modo efficiente, in quanto non spiegano né giustificano con precisione tutti i costi che sono presumibilmente necessari per adempiere gli obblighi relativi all'obbligo di servizio universale nello scenario fattuale;

b)

le Poste ceche non sottraggono dal costo evitato netto finale le perdite che conseguono volontariamente fornendo i propri servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale a prezzi inferiori ai costi;

c)

la chiusura del 67,1 % degli uffici postali e la conversione del 14,4 % in punti postali, nello scenario controfattuale, sono assolutamente irrealistiche e sono state definite precisamente per giustificare una compensazione per l'obbligo di servizio universale preselezionata;

d)

la riduzione della frequenza di consegna (da 5 giorni a settimana a 5 giorni ogni due settimane) assunta nello scenario controfattuale corrisponde alla situazione reale per la consegna di lettere già dal 2020, anno in cui le Poste ceche hanno introdotto la consegna a due velocità che presumibilmente le stesse non considerano nel contesto del loro scenario controfattuale quando stimano i rispettivi risparmi sui costi;

e)

la riduzione della frequenza di consegna ridurrebbe ulteriormente la redditività delle Poste ceche nello scenario controfattuale e il costo evitato netto; e

f)

la metodologia per il calcolo del costo netto dell'obbligo di servizio universale non si basa sulla metodologia di attribuzione dei costi, che presumibilmente sarebbe in genere più adatta, eviterebbe la sovvenzione incrociata e condividerebbe in maniera proporzionale i costi comuni tra servizi di interesse economico generale (SIEG) e altre attività commerciali.

(63)

Infine Zásilkovna ritiene che la sovvenzione incrociata di attività puramente non legate all'obbligo di servizio universale di cui al considerando 60 costituisca una questione autonoma di aiuti di Stato che la Commissione dovrebbe valutare separatamente. Secondo Zásilkovna le Poste ceche hanno sovvenzionato in modo incrociato i prezzi sottocosto per le loro attività non relative all'obbligo di servizio universale. Inoltre le Poste ceche sono in grado di fornire tali servizi a prezzi inferiori ai costi non condividendo in maniera corretta i costi per l'infrastruttura e il funzionamento della rete tra le attività relative all'obbligo di servizio universale e quelle non relative a tale obbligo.

5.2.   PNS (ex Mediaservis)

(64)

PNS ritiene che l'incarico relativo all'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, non sia in linea con il punto 13 della disciplina SIEG 2012 ai sensi del quale gli Stati membri non possono attribuire obblighi specifici di servizio pubblico a servizi che vengono già forniti o che possono essere forniti in modo soddisfacente da imprese operanti in normali condizioni di mercato. A tale proposito, PNS sostiene che ci sono diversi concorrenti, inclusa essa stessa, che non sono soltanto pronti e disposti ad adempiere l'obbligo di servizio universale in Cechia, ma che in realtà stanno già svolgendo servizi che sono intercambiabili con i servizi che rientrano nell'ambito dell'obbligo di servizio universale in tutta la Cechia, una circostanza questa che potrebbe garantire l'adempimento di tale obbligo nella stessa misura e con la stessa qualità delle Poste ceche nonché a fronte di una compensazione molto più bassa dei costi netti, se non persino a fronte di alcuna compensazione.

(65)

Secondo PNS, i vaglia postali vanno oltre la definizione di obbligo di servizio universale di cui all'articolo 3 della direttiva 97/67/CE. Tale disposizione della legge sui servizi postali rappresenta quindi una contraddizione diretta con la direttiva 97/67/CE. PNS asserisce inoltre che l'inclusione dei vaglia postali nell'obbligo di servizio universale non ha alcun senso da un punto di vista economico dato che i servizi relativi ai vaglia postali potrebbero essere facilmente forniti da banche nonché da altri istituti professionali di moneta senza costi aggiuntivi e sicuramente in modo più economico delle Poste ceche. Per quanto concerne il costo evitato netto dei vaglia postali, PNS ritiene che debba essere escluso dall'obbligo di servizio universale, il che comporta una riduzione di almeno 200 milioni di CZK (circa 8 milioni di EUR) l'anno (23).

(66)

PNS ritiene inoltre che l'incarico affidato alle Poste ceche in relazione all'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, mediante aggiudicazione diretta violi le norme in materia di appalti. A tale proposito, PNS sostiene che la gara d'appalto per l'obbligo di servizio universale era stata discriminatoria nei confronti degli operatori diversi dalle Poste ceche. Secondo PNS, i vaglia postali sono stati intenzionalmente inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, conferendo in questo modo un vantaggio alle Poste ceche, l'unico operatore postale capace di offrire tali servizi (disponendo delle necessarie infrastrutture, reti, strutture logistiche speciali, ecc.); e inoltre i criteri/punti di valutazione sono stati fissati in modo tale da consentire alle Poste ceche di ottenere la maggior parte dei punti di aggiudicazione.

(67)

Secondo PNS la mera entrata in vigore di un decreto attuativo nel 2016 che evitava la chiusura di determinati uffici postali non rende, di per sé, tali uffici postali un onere: le Poste ceche avrebbero potuto chiuderli in qualsiasi momento prima dell'entrata in vigore del decreto attuativo, ma hanno scelto di non procedere in tal senso.

(68)

Secondo PNS, la compensazione per l'obbligo di servizio universale si basa su uno scenario controfattuale irrealistico per quanto riguarda gli uffici postali chiusi, che non rispecchia il comportamento normale o orientato al mercato di un normale operatore del mercato, mentre il numero di uffici postali chiusi è scelto intenzionalmente per sostenere la nuova compensazione del costo netto fissata a partire dal 2018, affinché sia superiore a quella precedente per il periodo 2013-2017. La chiusura degli uffici postali va contro la tendenza del mercato, dato che i principali concorrenti delle Poste ceche, come PNS e Zásilkovna, gestiscono ciascuno oltre 3 000 uffici postali senza essere soggetti ad obbligo di servizio universale.

(69)

Secondo PNS, il costo evitato netto per l'obbligo di servizio universale è artificioso ed è stato calcolato in modo errato, senza tener conto di quanto segue: i) una corretta quantificazione del costo netto della gestione degli uffici da chiudere nello scenario controfattuale; ii) i risparmi generati dal nuovo regime delle Poste ceche che prevede consegne meno frequenti; e iii) le perdite volontarie associate ai servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale delle Poste ceche che devono essere detratte dall'importo del costo evitato netto.

(70)

PNS afferma inoltre che le Poste ceche non separano correttamente la propria contabilità e imputano erroneamente i costi concernenti servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale ai servizi che invece rientrano in tale obbligo, così come definito dalle autorità ceche, e richiedono quindi la compensazione di tali costi netti, aumentati in modo artificioso, associati all'obbligo di servizio universale sovvenzionando allo stesso tempo in modo incrociato le perdite registrate per i servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale. PNS asserisce che l'autorità di regolamentazione (CTU) conclude regolarmente che le Poste ceche rispettano le prescrizioni della legge nazionale in materia di contabilità separata, ma in realtà non indaga se le procedure di imputazione siano effettivamente corrette. Secondo PNS, il revisore conferma soltanto che le Poste ceche hanno inserito correttamente i numeri nelle tabelle preparate, ma né il CTU né un revisore esegue alcuna valutazione effettiva della metodologia adottata per la contabilità separata da quando il CTU ha adottato tale metodologia della contabilità separata più di 7 anni fa.

(71)

Inoltre PNS sottolinea che diversi fatti suggeriscono che le Poste ceche non adempiono il loro obbligo di servizio universale in modo efficiente come un'impresa gestita in modo efficiente. Ad esempio, un'organizzazione senza scopo di lucro, Hlídač Státu («controllore dello Stato»), la cui missione è fornire chiarezza e trasparenza sul funzionamento del governo ceco e su qualsiasi gestione delle finanze pubbliche, colloca le Poste ceche al secondo posto in una lista nera delle entità presumibilmente meno trasparenti, una circostanza questa che indica che il rischio di corruzione è estremamente elevato. PNS ritiene altresì che le finanze delle Poste ceche vengano spese in modo irragionevole, inefficiente e senza un fine specifico. Tutte le spese di questo tipo devono di conseguenza essere eliminate dal calcolo del costo evitato netto, dato che tali costi sono irrilevanti tanto per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale quanto per la fornitura di servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale, poiché sono spesi inutilmente (24).

(72)

Infine PNS porta all'attenzione della Commissione il contratto concluso tra le Poste ceche e l'Ufficio statistico ceco (Český statistický úřad) in merito al censimento del 2021, che è stato aggiudicato alle Poste ceche senza alcuna gara d'appalto pubblica, nonostante il fatto che tale contratto valga 876 859 000 CZK (circa 33 milioni di EUR). PNS esorta la Commissione a valutare attentamente tale contratto aggiudicato alle Poste ceche, poiché la remunerazione riconosciuta a queste ultime ai sensi di tale contratto potrebbe effettivamente costituire un aiuto di Stato non notificato a favore delle Poste ceche, in violazione dell'articolo 108, paragrafo 3, TFUE.

5.3.   Poste ceche

(73)

Le Poste ceche ritengono che l'inclusione dei vaglia postali nell'obbligo di servizio universale sia stata oggetto di una consultazione pubblica e, anche qualora la Commissione non considerasse la consultazione che si è svolta come una «consultazione pubblica adeguata», le Poste ceche ritengono che rappresenti «[un altro] strumento adeguato» tramite il quale è stato verificato che l'inclusione dei vaglia postali nell'obbligo di servizio universale era necessaria in considerazione degli interessi degli utenti. Le Poste ceche ritengono che il pubblico sia stato consultato in merito all'obbligo di servizio universale in generale, compresi i vaglia postali, attraverso i seguenti strumenti:

a)

il CTU ha condotto un riesame destinato a verificare se la qualità dei servizi universali (di base) corrispondesse alle esigenze del pubblico e se il CTU dovesse imporre nuovamente l'obbligo di fornire i singoli servizi universali e se i servizi universali sarebbero stati forniti o meno anche in assenza di tali obblighi pertinenti, secondo modalità paragonabili alle prescrizioni per i servizi universali. Nel contesto di tale revisione, sono stati contattati diversi soggetti (25) ed è stata commissionata anche un'indagine sotto forma di un sondaggio di opinione pubblica;

b)

il CTU ha successivamente consultato il pubblico nel 2016 in merito alla sua intenzione di imporre un obbligo di fornitura del servizio universale (compreso in relazione ai vaglia postali) per un periodo di cinque anni;

c)

nel 2016, l'ambito dell'obbligo di servizio universale è stato quindi oggetto di un riesame che ha affrontato specificamente l'inclusione del servizio dei vaglia postali nell'ambito del servizio universale, qualificandolo espressamente come servizio pubblico;

d)

oltre al riesame del 2016, anche il processo di attuazione dell'emendamento della legge sui servizi postali che comprende i vaglia postali ha avuto la natura di una consultazione pubblica, nel contesto della quale si sono svolte numerose consultazioni, sono stati organizzati gruppi di lavoro e si sono tenute negoziazioni bilaterali con i soggetti interessati;

e)

il dibattito sul progetto di legge concernente la legge sui servizi postali durante il processo legislativo in seno al parlamento nazionale è aperto al pubblico, dato che quest'ultimo può prendere parte al seminario e dispone quindi di un'altra opportunità per ottenere ulteriori informazioni e altresì presentare i propri suggerimenti in merito al progetto di legge (26).

(74)

Secondo le Poste ceche, il servizio relativo ai vaglia postali incide positivamente sull'importo dei costi netti dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche (ossia, riduce l'importo di tali costi). Il servizio relativo ai vaglia postali copre quindi i propri costi e contribuisce a coprire i costi di altre componenti dell'obbligo di servizio universale. La fornitura del servizio relativo ai vaglia postali da parte delle Poste ceche non richiede quindi alcun versamento a partire da fondi pubblici. Di conseguenza non è necessario che le condizioni della disciplina SIEG (compreso l'obbligo di tenere una consultazione pubblica) siano soddisfatte per quanto concerne tale servizio, dato che le Poste ceche non ricevono aiuti di Stato per detto servizio.

(75)

Le Poste ceche non concordano con l'argomentazione della Commissione secondo cui l'imposizione di un servizio supplementare o complementare ai sensi del considerando 30 della direttiva 2008/6/CE esclude l'aggiudicazione diretta ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE essendo stato adeguatamente verificato che esisteva un interesse pubblico nel garantire che l'obbligo di fornire servizi relativi ai vaglia postali fosse imposto al fornitore di servizi universali ed essendo stato verificato allo stesso tempo, attraverso la procedura ai sensi della legge sui servizi postali, che le Poste ceche erano l'unico soggetto in grado di adempiere l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche.

(76)

Per quanto concerne i dubbi che la Commissione ha espresso in merito allo scenario controfattuale (considerando 107 della decisione di avvio), le Poste ceche hanno sostenuto che, sebbene non vi fosse alcun obbligo formale di mantenere un certo numero (più elevato) di uffici postali fino al 2016, sulla base delle informazioni disponibili e della discussione politica dell'epoca, non vi erano dubbi circa il fatto che l'opzione teorica di ridurre il numero degli uffici postali a 2 100 era solo temporanea, dato che le Poste ceche sarebbero state tenute per legge a riaprire qualsiasi ufficio postale che fosse stato eventualmente chiuso. Tale procedura sarebbe assolutamente irrazionale in termini economici. Inoltre le Poste ceche sostengono che da tale circostanza non sia possibile dedurre nulla in relazione allo scenario controfattuale, che modella una situazione nella quale le Poste ceche non sarebbero vincolate dall'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, e la chiusura di taluni uffici postali non sarebbe quindi solo temporanea.

(77)

Le Poste ceche asseriscono che i dubbi della Commissione che riguardano la quantificazione dell'effetto sulla domanda derivante dalla chiusura degli uffici postali nello scenario controfattuale sono infondati in quanto:

a)

la perdita percentuale di entrate applicata per tutti gli uffici postali da chiudere nello scenario controfattuale era la stessa registrata per gli uffici postali da chiudere nello scenario controfattuale su cui si è basata la decisione del 2018 sull'obbligo di servizio universale (27); e

b)

nel complesso, la riduzione percentuale della domanda è inferiore, date le entrate molto più elevate realizzate negli uffici postali e nei depositi da mantenere in servizio.

(78)

Le Poste ceche affermano inoltre che i dubbi della Commissione riguardo alla quantificazione dell'effetto sulla domanda derivante dalla riduzione della frequenza di consegna nello scenario controfattuale sono infondati per due motivi. Innanzitutto, dal punto di vista dei clienti, si tratta soltanto di una riduzione della probabilità che la loro spedizione venga consegnata il giorno successivo, laddove, come nella grande maggioranza dei casi, i clienti non noterebbero il cambiamento nelle modalità di consegna fatto salvo il caso in cui venissero esplicitamente avvisati. In secondo luogo, lo scenario controfattuale presuppone che nessun altro prodotto sostitutivo adeguato (28) venga offerto per spedizioni postali con un tempo di consegna garantito, circostanza che potrebbe generare corrispondenti perdite di entrate.

(79)

Le Poste ceche ritengono di non essere affatto compensate per i costi totali dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, e di essere quindi costantemente motivate ad aumentare l'efficienza dei servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale.

(80)

Infine, le Poste ceche asseriscono che anche il punto 60 della disciplina SIEG relativo agli obblighi di trasparenza sarebbe rispettato. A tal fine le Poste ceche sostengono che: i) i risultati del riesame del 2016 condotto dal CTU (29) e della consultazione pubblica organizzata dalla medesima autorità nel 2016 sono stati pubblicati sul sito web del CTU (30); ii) i risultati delle consultazioni pubbliche effettuate durante la preparazione e l'attuazione dell'emendamento della legge sui servizi postali nel 2011 e 2012 sono pubblicati, nel contesto della relazione sull'emendamento (31), nella libreria eKLEP a disposizione del pubblico (32) e sul sito web della Camera dei deputati; e iii) sono disponibili i risultati delle singole fasi del processo legislativo, unitamente ai registri stenografici di ciascuna delle sessioni della Camera dei deputati e del Senato nel corso delle quali è stato discusso il progetto di emendamento della legge sui servizi postali (33).

6.   OSSERVAZIONI DELLA CECHIA

6.1.   Osservazioni della Cechia sulla decisione di avvio

(81)

Le autorità ceche ritengono che il servizio relativo ai vaglia postali si qualifichi come un servizio di interesse economico generale e debba quindi essere incluso nell'ambito dell'obbligo di servizio universale. Innanzitutto, ritengono che non vi siano servizi analoghi ai vaglia postali forniti su base commerciale (34). In secondo luogo, i vaglia postali hanno natura di servizio pubblico erogato per soddisfare le esigenze del pubblico (in particolare, gruppi vulnerabili della popolazione). In terzo luogo, l'ambito di applicazione dell'obbligo di servizio universale è stato oggetto di discussioni e consultazioni con il pubblico in generale e con gli interessati durante la preparazione dell'emendamento della legge sui servizi postali nel 2012. Infine l'intenzione di imporre l'obbligo di servizio universale, compresi i vaglia postali, per il periodo 2018-2022 si basava sulle conclusioni tratte da un riesame approfondito della qualità e delle modalità di adempimento dell'obbligo di servizio universale e la sua disponibilità generale nel territorio della Cechia, condotto dall'autorità di regolamentazione, CTU. Tale riesame ha portato alla conclusione che né i servizi postali né i servizi relativi ai vaglia postali inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale potevano essere forniti dal mercato.

(82)

Le autorità ceche spiegano che l'obbligo di fornire e organizzare il servizio universale è imposto ai sensi dell'articolo 22 della legge sui servizi postali sulla base di una procedura di gara. Secondo loro, le condizioni di tale procedura di gara sono state stabilite in modo tale da consentire la partecipazione a qualsiasi parte interessata a fornire il servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, nonché il rispetto degli obblighi applicabili in materia di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione. Prima dell'annuncio della procedura di gara, il CTU era stato informato in modo informale che diversi operatori sarebbero stati interessati a parteciparvi; tuttavia, alla fine, soltanto un candidato si è registrato per partecipare alla procedura di gara, ossia le Poste ceche. A causa del mancato rispetto di una delle condizioni per la partecipazione alla procedura di gara, la candidatura di tale soggetto è stata respinta.

(83)

Al fine di garantire l'adempimento continuo all'obbligo di servizio universale in linea con i requisiti di qualità applicabili in tutto il territorio della Cechia, le autorità ceche hanno imposto l'obbligo di servizio universale alle Poste ceche in quanto tale soggetto soddisfaceva meglio i criteri di valutazione. In tal modo, le autorità ceche hanno applicato la procedura di cui all'articolo 22, nono comma, della legge sui servizi postali, la quale prevede che il CTU possa imporre, in virtù di una decisione di concedere una licenza postale, l'obbligo di fornire e organizzare i servizi universali stabiliti nell'avviso della procedura di gara all'operatore che soddisfa al meglio i criteri di valutazione. Per questo motivo, il CTU ha avviato d'ufficio un procedimento amministrativo con le Poste ceche in merito alla concessione di una licenza postale per il periodo dal 1o gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, poiché le Poste ceche soddisfacevano al meglio i criteri stabiliti nell'avviso della procedura di gara. Alla luce di quanto indicato ai considerando 81 e 82, secondo le autorità ceche, nel contesto del processo di imposizione dell'obbligo di adempiere all'obbligo di servizio universale, sono state rispettate tutte le condizioni applicabili in materia di trasparenza, proporzionalità, parità di trattamento e non discriminazione derivanti dalla direttiva 97/67/EC e dalle norme in materia di appalti pubblici, rispettando quindi anche le prescrizioni di cui al punto 19 della disciplina SIEG.

(84)

Per quanto concerne la plausibilità dello scenario controfattuale, le autorità ceche chiariscono che, in tale scenario, il ricevimento e la consegna di lettere e pacchi via posta raccomandata sarebbero offerti non soltanto presso gli uffici postali ma anche presso i punti postali unitamente alla consegna di pacchi espressi che attualmente non rientra nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche (ad esempio i servizi Balík Do ruky, Balík Na poštu, Balík Do balíkovny) e nel contesto della rete Balíkovna (ossia una rete di punti di prelievo che offrono un solo servizio denominato «Parcel to a Parcel Pick-up Outlet» in inglese e «Balík do Balíkovny» in ceco) aggiungendo filiali di terzi e quindi creando una rete esterna di punti di prelievo gestiti in modo analogo a quello utilizzato dai concorrenti sul mercato ceco dei pacchi. Le Poste ceche offriranno quindi servizi postali presso i punti postali e nel contesto della rete Balíkovna, ma non offriranno servizi commerciali non postali (ad esempio servizi bancari, vendita di biglietti della lotteria) presso tali punti vendita. Infine le autorità ceche spiegano che ciò che gli altri fornitori considerano come «uffici postali» nelle proprie reti di filiali, sono meri punti vendita (ad esempio chioschi edicola) e punti di prelievo (punti assistenza di terzi che operano su commissione) che non possono essere considerati equivalenti agli uffici postali ai sensi della legge sui servizi postali in quanto non soddisfano le prescrizioni pertinenti per offrire l'intera gamma di servizi afferenti all'obbligo di servizio universale. Gli uffici postali delle Poste ceche offrono più servizi e sono quindi più costosi rispetto ai punti di vendita e ai punti di prelievo dei concorrenti.

(85)

Secondo le autorità ceche, l'obbligo di garantire la disponibilità dei servizi universali presso almeno 3 200 uffici postali era già imposto prima della designazione del fornitore di servizi universali per il periodo notificato (2018-2022). Tale obbligo si applicherebbe a qualsiasi fornitore di servizi universali designato in Cechia. Per questo motivo, le autorità ceche considerano irrilevante, ai fini della valutazione della plausibilità dello scenario controfattuale per quanto concerne la chiusura degli uffici postali, il numero di uffici postali presso i quali le Poste ceche offrivano i loro servizi nel periodo 2013-2015. Tuttavia le autorità ceche spiegano che aveva senso economicamente per le Poste ceche mantenere volontariamente 1 118 uffici postali (non obbligatori) in perdita per il periodo 2013-2015, dal momento che era noto in anticipo in quel momento che tali uffici sarebbero stati riaperti nel 2016.

(86)

Le autorità ceche spiegano altresì che, sulla base dei dati finanziari, le perdite di entrate stimate dovute alla chiusura degli uffici postali nello scenario controfattuale sarebbero limitate poiché gli uffici chiusi generano soltanto una piccola frazione ([15-35] %) delle entrate totali generate dall'intera rete postale mentre alcune delle entrate degli uffici postali da chiudere sarebbero trasferite ai punti postali. La perdita di entrate è dedotta non soltanto dai risultati di un'indagine pertinente, ma anche da altri dati, quali la distanza dall'ufficio postale più vicino e la disponibilità di un servizio analogo sul mercato.

(87)

Per quanto concerne i dubbi espressi dalla Commissione sull'uso dei risultati dell'indagine per la quantificazione dell'effetto sulla domanda del ridimensionamento della rete di uffici postali nello scenario controfattuale, le autorità ceche hanno spiegato che hanno tenuto conto dei risultati dell'indagine (35) che indicano che il 23 % dei partecipanti smetterebbe di utilizzare le Poste ceche per i servizi finanziari non rientrati nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, qualora l'ufficio postale che stanno utilizzando attualmente dovesse essere chiuso. Tale percentuale di perdita di domanda è stata applicata soltanto alle entrate derivanti dai servizi finanziari realizzate solo negli uffici postali chiusi nello scenario controfattuale (non a tutte le entrate derivanti dai servizi finanziari realizzate presso tutti gli uffici postali messi a disposizione dalle Poste ceche). Tuttavia, i servizi finanziari sono soltanto un'attività commerciale marginale delle Poste ceche, dato che le entrate derivanti dai servizi finanziari rappresentano meno del [5-20] % del reddito totale delle Poste ceche. Di conseguenza anche la rispettiva perdita di domanda nello scenario controfattuale sarebbe marginale. La perdita di domanda relativa alle lettere raccomandate è stata calcolata allo stesso modo. Poiché approssimativamente soltanto il [20-45] % delle lettere raccomandate viene inviato da clienti a partire da uffici postali, a questo proposito si prevede una perdita di domanda piuttosto limitata nello scenario controfattuale.

(88)

Per quanto concerne la quantificazione della domanda restante, migrata dagli uffici chiusi a quelli rimanenti nello scenario controfattuale, le autorità ceche hanno spiegato che non presumevano che tale domanda sarebbe stata la stessa, in percentuale, per tutti gli uffici chiusi e per tutti i tipi di servizi postali (ossia indipendentemente dalla vicinanza all'ufficio postale rimanente e alla presenza di concorrenza). In particolare la percentuale della perdita di entrate derivante dalla consegna di lettere dipende dalla distanza che i clienti devono percorrere per raggiungere l'ufficio postale più vicino (ad esempio per lettere ordinarie: fino a 3 km, [0,5-2] %; fino a 5 km, [1-3] %; fino a 10 km, [2-6] %; e oltre 10 km, [3-8] %). È stato applicato un approccio diverso per i pacchi, in relazione ai quali le autorità ceche hanno utilizzato una percentuale diversa (ossia il [30-55] %) della perdita di domanda indipendentemente dalla distanza tra l'ufficio chiuso e l'ufficio postale aperto più vicino. Tale approccio si è basato sul fatto che il mercato dei pacchi è altamente competitivo in Cechia e che i servizi dei concorrenti sono disponibili in tutto il paese. Di conseguenza, le autorità ceche non hanno preso in considerazione impatti differenti sulla domanda a seconda della distanza dall'ufficio postale più vicino. Secondo dette autorità, il trasferimento della domanda restante ai tre uffici postali più vicini simula in modo più approssimativo l'effettivo spostamento dei clienti negli uffici postali rimanenti, in base alla probabilità di spostamento dei clienti. Infine le autorità ceche hanno spiegato di aver condotto un sondaggio mirato al fine di quantificare ile ipotesi utilizzate.

(89)

Per quanto concerne l'impatto del ridimensionamento della rete di uffici postali nello scenario controfattuale sul funzionamento generale delle Poste ceche, le autorità ceche hanno spiegato che le Poste ceche effettuano una raccolta da casette postali, uno smistamento e una consegna in modo indipendente dagli uffici postali. Di conseguenza una riduzione del numero di uffici postali non causerebbe un aumento dei costi di smistamento.

(90)

Contrariamente ai dubbi espressi dalla Commissione al considerando 114 della decisione di avvio, le autorità ceche sostengono che l'effetto sulla domanda derivante dalla riduzione della frequenza di consegna è stato quantificato correttamente da quando il CTU ha preso in considerazione l'offerta di servizi di sostituzione che potrebbero aver influito sulla variazione della domanda, unitamente all'indagine sul mercato menzionata al considerando 113 della decisione di avvio («l'indagine di mercato»). Le autorità ceche spiegano che le Poste ceche hanno modificato la frequenza di consegna nel febbraio del 2020 e offrono «spedizioni economiche» con consegna G+n (36) e «spedizioni prioritarie» con consegna G+1 (37). Le spedizioni economiche sono 7 CZK più economiche rispetto alle spedizioni prioritarie (tale differenza si applica tanto alle lettere ordinarie quanto a quelle raccomandate). I dati (38) corrispondenti a un periodo limitato da febbraio a maggio del 2020 sembrano indicare che l'effetto sulla domanda derivante dalla riduzione della frequenza di consegna sarebbe piuttosto limitato nello scenario controfattuale.

(91)

Inoltre le autorità ceche hanno spiegato di aver stimato la plausibile capacità aggiuntiva richiesta per consentire alle Poste ceche di continuare a operare nello scenario controfattuale. Innanzitutto, hanno stimato la capacità necessaria per il trasferimento da ogni ufficio postale chiuso, quindi hanno trasformato il volume deviato (in ore di lavoro) nei restanti uffici postali e infine hanno sottoposto a prova la nuova capacità di restanti uffici postali. Le autorità ceche hanno spiegato che la capacità eccessiva presso gli uffici postali commerciali (39) fa riferimento all'obbligo di servizio universale dato che la domanda di servizi è stabilita in tutti gli uffici postali obbligatori e pertanto tali uffici postali non sono completamente utilizzati e redditizi (la domanda di servizi postali non aumenta in maniera proporzionale al numero di uffici postali, ossia la presenza di più uffici postali non determina necessariamente entrate maggiori). Il basso carico di lavoro presso tali uffici postali commerciali è causato altresì dai picchi di attività e dai tempi morti durante gli orari di apertura. Le Poste ceche modificano in modo flessibile il numero di sportelli aperti per adattarsi a picchi di attività e tempi morti, ma esiste una limitazione a tale adattamento dovuta agli orari di lavoro dei dipendenti.

(92)

Per quanto concerne l'opinione della Commissione di cui al considerando 115 della decisione di avvio secondo cui le autorità ceche potrebbero aver commesso un errore metodologico nel calcolo nel costo evitato netto, le autorità ceche presumono che si tratti di un malinteso e ribadiscono la loro opinione secondo cui esse hanno considerato correttamente il costo evitato netto del DBIS nel calcolo del costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale. Secondo loro, non si sono discostate in maniera sostanziale dai principi di calcolo utilizzati per il periodo 2013-2017, ma hanno semplicemente ridefinito lo scenario controfattuale per rispecchiare la situazione attuale presente sul mercato ceco della posta.

(93)

Per quanto concerne i dubbi della Commissione circa il soddisfacimento della prescrizione di cui al punto 39 della disciplina SIEG, le autorità ceche sostengono che la definizione di un importo ammissibile massimo per coprire i costi netti sia uno strumento comune per garantire l'efficienza del fornitore del servizio universale, che è quindi motivato a ridurre i costi e migliorare l'organizzazione del lavoro con l'obiettivo di ridurre i costi che non saranno compensati. Le autorità ceche ritengono inoltre che il controllo della qualità (40) dell'obbligo di servizio universale da parte del CTU possa essere considerato un altro strumento disponibile per escludere la sovracompensazione e garantire un adempimento efficiente dell'obbligo di servizio universale.

(94)

Infine le autorità ceche sostengono che l'ambito dell'obbligo di servizio universale soddisfa gli obblighi di trasparenza stabiliti nella disciplina SIEG del 2012, dato che tale obbligo è stato imposto previo il rispetto di una consultazione adeguata, come illustrato al considerando 81, compresa la pubblicazione dei risultati dei risultati della consultazione.

6.2.   Osservazioni della Cechia in merito alle osservazioni di terzi

6.2.1.   Osservazioni della Cechia in merito alle osservazioni di Zásilkovna

(95)

La Cechia considera non fondata la linea di argomentazioni mediante la quale Zásilkovna utilizza dati attuali sulla situazione del mercato per valutare le conclusioni tratte dal CTU per quanto concerne la necessità di imporre gli obblighi di servizio universale al momento del completamento del riesame del 2016, dato che la situazione sul mercato nel 2020 differisce dalla situazione in base alla quale è stato imposto l'obbligo di servizio universale. La decisione di imporre un obbligo di servizio universale si basa sull'esito del riesame effettuato nel 2016. Nel valutare la regolarità dell'approccio adottato dalla Cechia nel prendere una decisione in merito alla necessità di imporre tali obblighi, è necessario valutare la situazione nel momento in cui tale decisione è stata presa, non la situazione odierna.

(96)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna secondo cui l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, non dovrebbe essere considerato un effettivo servizio di interesse economico generale dato che può essere svolto da operatori privati su base commerciale senza ricorrere ad aiuti, la Cechia sostiene di avere, al momento dell'imposizione dell'obbligo, proceduto in conformità con le prescrizioni della legge sui servizi postali, che recepisce la direttiva 97/67/CE. Tale procedura ha confermato che i servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale rimangono un'esigenza pubblica oggettiva il cui adempimento dovrebbe essere imposto come obbligo. L'intenzione di imporre l'obbligo di fornire il servizio relativo ai vaglia postali è stata inclusa nella consultazione pubblica facente parte del riesame ed è stata anche presentata in occasione di un seminario con le parti interessate organizzato il 5 gennaio 2017. Tuttavia Zásilkovna non ha esercitato il proprio diritto di formulare osservazioni e non ha sollevato obiezioni riguardo a tale intenzione nel contesto della consultazione pubblica.

(97)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna secondo cui i periodi di ammortamento degli attivi per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, ai fini del periodo di durata dell'incarico sono infondati, la Cechia sostiene che il periodo previsto per l'ammortamento degli attivi delle Poste ceche era stato sottoposto alla Commissione ai fini della notifica dell'aiuto di Stato per il periodo 2018-2022. Tale stima è in linea con la durata di vita prevista per gli attivi riportata nella parte finanziaria della relazione annuale delle Poste ceche, che è verificata da un revisore dei conti, mentre il parere di revisione costituisce parte della relazione annuale. Il CTU ritiene necessari gli attivi elencati per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale e considera ragionevoli i loro periodi di ammortamento ipotizzati.

(98)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna sulla presunta violazione delle norme in materia di trasparenza finanziaria per le imprese pubbliche, la Cechia sostiene che la contabilizzazione di attivi e passivi stimati sia in linea con le norme contabili applicabili in Cechia e osserva che la contabilità delle Poste ceche è stata oggetto di verifica da parte di un organo competente (revisore dei conti indipendente). Secondo la Cechia, il fatto che parte della compensazione per l'obbligo di servizio universale sia stata registrata nei conti del 2019 non dà origine a un sospetto di violazione della trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le imprese pubbliche, ma suggerisce piuttosto che Zásilkovna ha frainteso le informazioni riportate nella relazione annuale.

(99)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 61 secondo cui le norme in materia di appalti pubblici sarebbero state violate, la Cechia sostiene che: i) la procedura di gara è stata annullata per ragioni legittime oggettive e secondo quanto previsto dalla legge, poiché nessuno dei partecipanti soddisfaceva i criteri di ammissibilità per partecipare alla gara; ii) Zásilkovna non ha in ogni caso dichiarato il proprio interesse a partecipare alla procedura di gara; iii) prima della presentazione delle offerte, il CTU ha consentito a tutti i potenziali candidati di porre domande in merito alle condizioni di gara e all'ambito di applicazione, al fine di garantire la massima trasparenza e di consentire a tutti di ottenere tutte le informazioni necessarie per preparare le loro offerte; e iv) il CTU ha iniziato a valutare le offerte dopo la scadenza del termine, in linea con la pratica usuale. La procedura di gara è stata progettata in modo tale da consentire a diversi candidati di partecipare, anche nel caso in cui non forniscano il portafoglio completo di servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, e consentiva altresì l'aggiudicazione a fornitori diversi di servizi universali di una serie di licenze di obbligo di servizio universale per servizi diversi relativi all'obbligo di servizio universale. Di conseguenza non era necessario che un unico operatore garantisse la fornitura di tutti i servizi universali richiesti. In considerazione di quanto sopra, secondo la Cechia, la procedura di gara non è stata discriminatoria ma, al contrario, è stata redatta in modo tale da consentire a qualsiasi operatore che forniva servizi postali di candidarsi per essere designato come fornitore di servizi universali.

(100)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna secondo cui lo scenario controfattuale non è realistico ed è stato redatto soltanto al fine di creare un motivo sufficiente per giustificare i costi netti di 10 miliardi di CZK per il periodo 2018-2022, la Cechia asserisce che: i) la metodologia del costo evitato netto utilizzata per il calcolo dei costi netti non è a discrezione del titolare della licenza postale, ma è prevista dalla legge sui servizi postali; ii) i prezzi dei servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale delle Poste ceche sono considerati allo stesso livello tanto negli scenari fattuali quanto in quelli controfattuali e l'obbligo di orientamento ai costi non si applica a tali prezzi, contrariamente a quanto avviene per i prezzi dei servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale; iii) il rimborso dei costi netti è limitato dalla perdita economica rispetto all'obbligo di servizio universale registrata nella contabilità separata di costi ed entrate; iv) sebbene per il calcolo dei costi netti nel contesto dello scenario fattuale siano stati utilizzati soltanto 2 108 uffici postali obbligatori prima dell'emissione del decreto del governo n. 178/2015, dal 2016 l'obbligo è stato esteso a 3 200 uffici postali; e v) lo scenario controfattuale è plausibile ed è quantificato correttamente (cfr. considerando da 82 a 89) e le Poste ceche operano in linea con le tendenze del mercato. La Cechia ritiene che il tetto di compensazione esistente costituisca un incentivo efficace ai fini del conseguimento dell'efficienza sotto il profilo dei costi, mentre ritiene che, per i motivi di cui sopra, l'argomentazione secondo cui lo scenario controfattuale sarebbe stato modificato per corrispondere al limite aumentato sia ingiustificata.

(101)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna secondo cui le Poste ceche avrebbero sovrastimato il costo evitato netto non tenendo conto debitamente nello scenario controfattuale del lancio della consegna economica G+n, la Cechia sostiene che tale aspetto è stato in realtà preso in considerazione, come dimostra la documentazione dettagliata presentata alla Commissione il 18 gennaio 2020.

(102)

Infine, la Cechia contesta le argomentazioni di Zásilkovna secondo cui le Poste ceche sovvenzionano in modo incrociato attività puramente commerciali avendo costituito 781 punti di prelievo Balíkovna e successivamente reindirizzando i pacchi e le rispettive entrate da uffici postali meno redditizi a tali 781 punti di prelievo al fine di gonfiare artificiosamente il costo evitato netto e, di conseguenza, di sovracompensare le Poste ceche. La Cechia sostiene che ciò non sia vero dato che: i) le Poste ceche devono cercare modalità per razionalizzare le operazioni e rendere i servizi più attraenti per i clienti; e ii) il calcolo del costo evitato netto tiene conto in modo corretto dei costi netti del servizio Balíkovna, tanto negli scenari fattuali quanto in quelli controfattuali, e di conseguenza tale servizio non comporta una sovracompensazione. Pertanto, non vi è alcuna sovvenzione incrociata dei servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale.

6.2.2.   Osservazioni della Cechia in merito alle osservazioni di PNS

(103)

Analogamente al punto di vista espresso dalla Cechia al considerando 95 rispetto alle osservazioni di Zásilkovna, la Cechia ritiene del tutto infondata la linea di argomentazioni nel contesto della quale PNS utilizza i dati attuali sulla situazione del mercato per valutare le conclusioni tratte dal CTU per quanto concerne la necessità di imporre l'obbligo al termine del riesame del 2016.

(104)

Analogamente al punto di vista della Cechia presentato al considerando 96 in merito all'eventualità che l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, possa essere adempiuto da operatori privati su base commerciale senza ricorrere ad alcun aiuto, la Cechia sostiene di aver proceduto, al momento dell'imposizione dell'obbligo, in conformità con le prescrizioni di cui alla legge sui servizi postali, che recepisce la direttiva 97/67/CE. Nell'ambito della consultazione pubblica condotta dal CTU nel contesto del riesame del 2016, PNS (ossia Mediaservis s.r.o. all'epoca) ha affermato che l'imposizione dell'obbligo di servizio universale era ancora necessaria dato che il mercato non poteva fornire tali servizi. La Cechia aggiunge che, durante il riesame del 2016, non sono stati individuati altri operatori in grado di garantire, su base commerciale, l'adempimento dei servizi postali in maniera coerente con l'obbligo di servizio universale.

(105)

Per quanto concerne l'argomentazione di PNS secondo la quale il servizio relativo ai vaglia postali può essere svolto da istituti finanziari nello stesso modo, ma in maniera più economica rispetto alle Poste ceche e quindi dovrebbe essere escluso dall'ambito dell'obbligo di servizio universale, la Cechia sostiene che il riesame del 2016, nel contesto del quale PNS non si è opposta all'inclusione dei vaglia postali nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, ha concluso che: i) il servizio relativo ai vaglia postali costituisce un'esigenza pubblica oggettiva; ii) nessun altro servizio disponibile sul mercato potrebbe sostituire un vaglia postali; e iii) era necessario includere tale servizio nell'ambito dell'obbligo di servizio universale. Inoltre la Cechia spiega che, sulla base delle informazioni ottenute da registrazioni separate di costi ed entrate, il servizio relativo ai vaglia postali non era in perdita nel 2018 o nel 2019 (la redditività in entrambi gli anni ha superato il [5-25] %) e per la fornitura di tale servizio non sono stati sostenuti costi netti aggiuntivi, come sostenuto anche dalle Poste ceche nella loro lettera alla Commissione del 21 luglio 2020 (punto 18).

(106)

Analogamente al punto di vista della Cechia illustrato al considerando 99 sull'eventualità che le norme in materia di appalti pubblici siano state violate in considerazione del fatto che, presumibilmente, i criteri per la partecipazione a una gara per la selezione di un titolare della licenza postale erano stati progettati in modo discriminatorio, la Cechia ritiene che la procedura di gara non sia stata discriminatoria ma al contrario, fosse progettata in modo tale da consentire a qualsiasi operatore che fornisce servizi postali di candidarsi per essere designato fornitore di servizi universali.

(107)

Per quanto concerne l'argomentazione di PNS secondo la quale le Poste ceche sono sovracompensate dato che il numero di uffici postali che queste ultime non avrebbero gestito in caso di mancata imposizione di alcun obbligo, era stato intenzionalmente modificato per comportare un costo evitato netto più elevato, in relazione all'aumento del limite di compensazione dal 2018, la Cechia, secondo le sue spiegazioni di cui al considerando 100, asserisce che: i) la modifica del numero di uffici postali da chiudere nello scenario controfattuale deriva dalla modifica dell'obbligo di gestire un numero più elevato di uffici postali; ii) la chiusura degli uffici postali è stata quantificata correttamente nello scenario controfattuale; e iii) la gestione complessiva e lo sviluppo della rete delle Poste ceche è in linea con le tendenze del mercato.

(108)

Per quanto concerne l'argomentazione di PNS secondo la quale la consegna a due velocità delle Poste ceche (prioritaria G+1 ed economica G+n) introdotta nel febbraio 2020 violerebbe l'obbligo di garantire la consegna postale ogni giorno lavorativo, la Cechia sostiene che: i) le Poste ceche continuano a essere tenute a garantire la consegna a qualsiasi indirizzo ogni giorno di lavoro se i clienti lo richiedono; ii) i clienti esprimono tale richiesta pagando per la consegna postale prioritaria e l'invio postale viene consegnato nel contesto del regime G+1; e iii) la modifica dei servizi offerti da Poste ceche sotto forma di due velocità di consegna e il derivante risparmio sui costi sono stati debitamente presi in considerazione al momento della definizione di una stima dei costi netti ai fini della presente notifica.

(109)

Per quanto concerne l'argomentazione di PNS secondo la quale le Poste ceche stanno abusando della compensazione dell'obbligo di servizio universale per finanziare in modo incrociato i servizi che forniscono al di fuori dell'ambito dell'obbligo di servizio universale e offrono servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale a prezzi estremamente bassi, la Cechia sostiene che l'esempio di confronto dei prezzi tra due servizi, «invio postale comune economico» rispetto a «invio postale diretto», presentato da PNS al fine di illustrare tale asserzione non è appropriato. Mentre il servizio di «invio postale comune» (obyčejné psaní) è disponibile per chiunque e può essere effettuato presso qualsiasi ufficio postale delle Poste ceche oppure imbucandolo in una cassetta postale e non esiste un volume minimo di singoli invii postali (41), il servizio di «invio postale diretto» (obchodní psaní) è destinato a invii massivi che prevedono un volume minimo di un determinato invio postale di 500 pezzi aventi dimensioni identiche e può essere effettuato soltanto sulla base di un contratto stipulato con le Poste ceche e soltanto da uffici postali selezionati, mentre gli invii postali devono essere preparati anticipatamente (separati e raggruppati) in base alle prescrizioni stabilite in anticipo nel contratto. Inoltre tali invii postali possono contenere soltanto giornali, riviste, libri, brochure, cataloghi, volantini o materiali stampati di natura esclusivamente promozionale, informazioni destinate ai membri della clientela e di club fedeltà, nonché comunicazioni destinate a raccogliere fondi o altre risorse per attività svolte nell'interesse pubblico da organizzazioni o persone fisiche. La differenza tra i prezzi dei due servizi rispecchia le suddette differenze in termini di qualità e risorse dell'azienda utilizzate per la fornitura di ciascun servizio. Inoltre la Cechia ricorda la sentenza del Tribunale nella causa První novinová společnost (42) nella quale conclude che la disciplina SIEG non impedisce in alcun modo a un fornitore di servizi universali di essere in grado di assegnare liberamente la compensazione corrisposta a tale scopo ad altri servizi.

(110)

La Cechia respinge le argomentazioni di PNS secondo le quali: i) i costi dei servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale sono erroneamente imputati all'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, al fine di creare l'impressione che l'adempimento dell'obbligo di servizio universale rappresenti un onere finanziario significativo per le Poste ceche; ii) le norme che disciplinano l'attribuzione dei costi e delle entrate al fine della tenuta di conti separati sono interamente a discrezione del titolare della licenza postale; e iii) il CTU non esamina in alcun modo se le norme (i criteri) di attribuzione siano effettivamente corrette. La Cechia sostiene che i titolari di licenze postali in Cechia sono tenuti a presentare le loro norme di attribuzione al CTU per l'approvazione ai sensi dell'articolo 33a, quarto comma, della legge sui servizi postali, che stabilisce altresì la competenza del CTU per l'esame e l'approvazione di tali norme. Le norme di attribuzione approvate comprendono una descrizione dettagliata del principio che disciplina l'attribuzione dei costi e delle entrate dalla contabilità finanziaria al livello di dettaglio necessario per le registrazioni separate di costi ed entrate come imposto ai titolari di licenze postali dalla legge sui servizi postali e in linea con il decreto n. 465/2012 che dà esecuzione a tale atto. In considerazione di quanto sopra, secondo la Cechia, i conti delle Poste ceche sono adeguatamente separati tra obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, e servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale.

(111)

Infine, per quanto concerne le asserzioni di PNS illustrate al considerando 71 secondo le quali le Poste ceche spendono «in modo irragionevole, inefficiente e senza un fine specifico» nel contesto di «contratti, transazioni e circostanze discutibili», la Cechia sostiene che se le spese delle Poste ceche sono efficaci ed efficienti e monitorate dal loro fondatore, ossia il ministero degli Interni, mentre in parallelo le Poste ceche hanno messo in atto un proprio programma di conformità aziendale interna contro la corruzione e altre forme di condotta illecita (43). Le autorità ceche asseriscono altresì che qualora, nonostante tutte le misure messe in atto, sussistano dubbi di pratiche sleali nell'aggiudicazione di uno specifico contratto, la questione viene affrontata dalle autorità competenti quali il tribunale municipale di Praga.

7.   VALUTAZIONE DELLA MISURA

7.1.   Esistenza di aiuti

(112)

Ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE «sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza».

(113)

Ne consegue che, affinché una misura possa qualificarsi come aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE, occorre che siano soddisfatte le seguenti quattro condizioni cumulative: i) la misura deve essere imputabile allo Stato membro e finanziata mediante risorse statali; ii) deve conferire un vantaggio economico a imprese; iii) il vantaggio deve essere selettivo; e iv) la misura deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra Stati membri.

7.2.   Aiuto imputabile allo Stato ed esistenza di risorse statali

(114)

Per potersi qualificare come aiuto di Stato, una misura deve essere imputabile allo Stato ed essere concessa direttamente o indirettamente tramite risorse dello Stato.

(115)

La compensazione per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, è corrisposta dalla Cechia a partire dal proprio bilancio ed è amministrata dal CTU. Il CTU stabilisce l'importo della compensazione a seguito della procedura prevista dalla legge sui servizi postali (cfr. sezione 8.2.2).

(116)

Di conseguenza, la compensazione concessa alle Poste ceche per l'adempimento del loro obbligo di servizio universale è imputabile allo Stato ed è concessa attraverso risorse statali.

7.3.   Aiuto concesso a un'impresa

(117)

La concessione di fondi pubblici a un'entità può essere qualificata come aiuto di Stato soltanto se tale entità è un'impresa ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE. La Corte di giustizia dell'Unione europea (la «Corte di giustizia») ha costantemente definito le imprese come entità che esercitano un'attività economica (44). La qualifica di un'entità come impresa dipende quindi dalla natura della sua attività, a prescindere dallo status giuridico e dalle modalità di finanziamento (45). Di norma, un'attività va in genere considerata economica se consiste nell'offrire beni e servizi sul mercato (46). Un'entità che svolge attività di natura sia economica che non economica è considerata un'impresa solo per quanto riguarda le prime (47).

(118)

Nel caso di specie, le Poste ceche offrono servizi postali dietro remunerazione sul mercato ceco dei servizi postali e in concorrenza con altri fornitori. Offrire servizi postali su tale mercato equivale quindi ad un'attività economica. Lo Stato compensa le Poste ceche per la fornitura di taluni servizi (l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche) e compensa pertanto un'attività economica. Di conseguenza, per quanto concerne le attività finanziate dalle misure in questione, le Poste ceche si qualificano come impresa.

7.4.   Vantaggio

(119)

Un vantaggio ai fini dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE è un vantaggio economico che un'impresa non avrebbe ottenuto in condizioni normali di mercato, ossia in assenza di un intervento dello Stato (48). A tale fine è pertinente soltanto l'effetto della misura sull'impresa e non la causa o l'obiettivo dell'intervento dello Stato (49). Ogni volta che la situazione finanziaria di un'impresa risulta migliorata a seguito di un intervento dello Stato, si è in presenza di un vantaggio.

(120)

La compensazione per l'obbligo di servizio universale è concepita in modo tale da coprire la totalità o una parte del costo netto sostenuto dalle Poste ceche nell'adempimento di tale obbligo, così come definito dalle autorità ceche. In assenza di intervento statale, le Poste ceche dovrebbero sostenere tali costi autonomamente. La misura in esame esonera quindi le Poste ceche da alcuni dei costi delle sue attività economiche e ne migliora la situazione finanziaria. Di conseguenza, e fatta salva la questione circa l'eventualità che la misura sia conforme o meno alle condizioni fissate dalla Corte di giustizia nella sua sentenza Altmark (50) (C-280/00), la misura in esame conferisce prima facie un vantaggio alle Poste ceche.

Conformità rispetto ai criteri Altmark

(121)

La compensazione degli obblighi di servizio pubblico concessa a un'impresa che soddisfa i quattro criteri stabiliti nella sentenza Altmark non è considerata concedere un vantaggio economico e non costituisce pertanto un aiuto di Stato. Tali quattro criteri, che sono cumulativi, sono i seguenti:

a)

l'impresa beneficiaria deve essere effettivamente incaricata dell'adempimento di obblighi di servizio pubblico e tali obblighi devono essere definiti chiaramente;

b)

i parametri sulla base dei quali viene calcolata la compensazione devono essere previamente definiti in modo obiettivo e trasparente;

c)

la compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire interamente o in parte i costi originati dall'adempimento degli obblighi di servizio pubblico, tenendo conto dei relativi introiti agli stessi nonché di un margine di utile ragionevole.

d)

quando la scelta dell'impresa da incaricare dell'adempimento di obblighi di servizio pubblico, in un caso specifico, non venga effettuata nell'ambito di una procedura di appalto pubblico che consenta di selezionare il candidato in grado di fornire tali servizi al costo minore per la collettività, il livello della necessaria compensazione deve essere determinato sulla base di un'analisi dei costi che un'impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente dotata, operante nel medesimo settore, avrebbe dovuto sopportare per adempiere tali obblighi, tenendo conto degli introiti nonché di un margine di utile ragionevole per l'adempimento di detti obblighi.

(122)

Per quanto riguarda la compensazione concessa alle Poste ceche durante il periodo in esame, le autorità ceche riconoscono che il quarto criterio Altmark non è soddisfatto. La Commissione ritiene inoltre che il quarto criterio Altmark non sia soddisfatto poiché, in assenza di una procedura di appalto pubblico che consenta di selezionare il candidato in grado di fornire il servizio al costo minore per la collettività (51), le autorità ceche non hanno dimostrato che il livello della compensazione è stato determinato sulla base di un'analisi dei costi di un'impresa gestita in modo efficiente, operante nel medesimo settore, tenendo conto degli introiti e di un margine di utile ragionevole.

(123)

In ragione della natura cumulativa dei quattro criteri Altmark, laddove uno di tali criteri non sia soddisfatto, la compensazione sarà considerata costituire un vantaggio ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE. Poiché almeno uno dei quattro criteri Altmark non è soddisfatto nel caso di specie, la Commissione conclude che la compensazione per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale conferisce un vantaggio alle Poste ceche.

7.5.   Selettività

(124)

L'articolo 107, paragrafo 1, TFUE, stabilisce che, per essere considerata un aiuto di Stato, una misura deve favorire «talune imprese o talune produzioni». La Commissione rileva che la compensazione per l'obbligo di servizio universale sarà concessa soltanto alle Poste ceche. Dato che il presente caso riguarda una misura di aiuto individuale, l'individuazione del vantaggio economico (cfr. considerando da 119 a 123) è sufficiente per presumere la selettività della misura (52). In ogni caso, non risulta che altre imprese del medesimo settore o di altri settori in una situazione fattuale e giuridica analoga beneficino del medesimo vantaggio. La misura è pertanto selettiva ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE.

7.6.   Effetto sugli scambi e distorsione della concorrenza

(125)

Le sovvenzioni pubbliche alle imprese costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE qualora «falsino o minaccino di falsare la concorrenza» e nella misura in cui «incidano sugli scambi tra Stati membri».

(126)

Per quanto concerne il principio della distorsione della concorrenza, una misura concessa da uno Stato è considerata idonea a falsare o a minacciare di falsare la concorrenza, quando è tale da migliorare la posizione concorrenziale del beneficiario rispetto ad altre imprese con le quali compete (53). A tutti i fini pratici, si presume una distorsione della concorrenza quando lo Stato concede un vantaggio finanziario a un'impresa in un settore liberalizzato nel quale esiste, o potrebbe esserci, concorrenza.

(127)

Per quanto riguarda l'effetto sugli scambi, la giurisprudenza della Corte ha stabilito che qualsiasi concessione di aiuti a un'impresa che esercita le sue attività nel mercato interno può essere suscettibile di incidere sugli scambi tra Stati membri (54). Nel settore delle norme in materia di aiuti di Stato, un tale effetto sugli scambi non è escluso a priori dal carattere locale o regionale del servizio fornito. Sebbene non vi siano soglie o percentuali rigorose al di sotto delle quali si possa ritenere che gli scambi tra gli Stati membri non siano soggetti a ripercussioni, la portata limitata dell'attività economica, che può essere dimostrata da un fatturato molto basso, rende la presenza di un effetto sugli scambi meno probabile.

(128)

Per quanto concerne il presente caso, la Commissione osserva che le Poste ceche operano nel mercato ceco dei servizi postali, che è stato liberalizzato dal 1o gennaio 2013. Di conseguenza, le Poste ceche operano in concorrenza con altri fornitori.

(129)

Taluni concorrenti delle Poste ceche, in particolare i concorrenti che forniscono servizi di consegna di pacchi, fanno parte di gruppi internazionali che operano anche in altri Stati membri (ad esempio DPD).

(130)

Pertanto, esistono scambi tra Stati membri nel settore postale e la compensazione degli obblighi di servizio pubblico concessa alle Poste ceche rafforza la posizione di queste ultime nei confronti di altre imprese postali concorrenti nel contesto degli scambi all'interno dell'Unione.

(131)

La Commissione conclude che la compensazione concessa alle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, è suscettibile di incidere sugli scambi e di falsare la concorrenza.

7.7.   Conclusioni

(132)

Sulla base di quanto precede, la Commissione conclude che la compensazione concessa alle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale nel periodo 2018-2022 soddisfa i criteri di cui all'articolo 107, paragrafo 1, TFUE e, pertanto, la misura costituisce un aiuto di Stato ai sensi di tale disposizione.

7.8.   Legalità delle misure di aiuto notificate alla Commissione

(133)

Conformemente agli articoli 34c e 34d della legge sui servizi postali, le Poste ceche hanno il diritto di ricevere una compensazione annua pari ai costi netti (soggetti a un massimale di 1,5 miliardi di CZK se i costi netti sono superiori a 1,5 miliardi di CZK) dopo che il CTU ha verificato i costi netti delle Poste ceche. In effetti l'articolo 34c, terzo comma, della legge sui servizi postali prevede che «lo Stato, tramite l'[OTC], rimborsi al titolare della licenza postale i costi netti provvisori […]». Inoltre l'articolo 34d, quarto comma, della legge sui servizi postali prevede che «lo Stato paghi, tramite l'[OTC], un importo pari alla differenza tra [i costi netti provvisori e i costi netti definitivi che rappresentano un onere indebito] al titolare della licenza postale […]».

(134)

A seguito della verifica da parte del CTU dei costi netti delle Poste ceche, queste ultime hanno già registrato nei propri conti la compensazione annua per gli anni 2018-2022, anche se tale compensazione non era ancora stata corrisposta (55).

(135)

Di conseguenza la Commissione ritiene che la compensazione per l'obbligo di servizio universale costituisca un aiuto illegale ai sensi dell'articolo 1, lettera f), del regolamento di procedura.

8.   VALUTAZIONE DELLA COMPATIBILITÀ

8.1.   Compatibilità ai sensi dell'articolo 106, paragrafo 2, TFUE

(136)

Nella misura in cui la compensazione per l'obbligo di servizio universale a favore delle Poste ceche costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE, è necessario valutarne la compatibilità con il mercato interno.

(137)

Le autorità ceche ritengono che la compensazione per l'obbligo di servizio universale costituisca una compensazione per la fornitura di SIEG. Di conseguenza la compatibilità di tale compensazione con il mercato interno deve essere valutata sulla base dell'articolo 106, paragrafo 2, TFUE.

(138)

L'articolo 106, paragrafo 2, TFUE prevede quanto segue: «[l]e imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale o aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme dei trattati, e in particolare alle regole di concorrenza, nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento, in linea di diritto e di fatto, della specifica missione loro affidata. Lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi dell'Unione».

(139)

Conformemente a tale disposizione, la Commissione può dichiarare la compensazione per i SIEG compatibile con il mercato interno, a condizione che siano soddisfatte determinate condizioni. La Commissione ha stabilito le condizioni in base alle quali applica l'articolo 106, paragrafo 2, TFUE nella decisione SIEG del 2012 (56) e nella disciplina SIEG del 2012.

(140)

Le autorità ceche hanno notificato una compensazione fino a un importo annuo massimo di 1 500 milioni di CZK (55,5 milioni di EUR). Qualora la compensazione da concedere alle Poste ceche sia superiore a 15 milioni di EUR in relazione a un singolo anno, tale compensazione non rientra nell'ambito di applicazione della decisione SIEG del 2012, come stabilito dall'articolo 2 di quest'ultima.

(141)

Un aiuto di Stato che non rientra nell'ambito di applicazione della decisione SIEG del 2012 può essere dichiarato compatibile con l'articolo 106, paragrafo 2, TFUE, se è necessario per la gestione dei servizi di interesse economico generale in questione e non incide sullo sviluppo degli scambi in misura contraria all'interesse dell'Unione (57). A questo proposito, la disciplina SIEG del 2012 stabilisce gli orientamenti per valutare la compatibilità della compensazione per servizi di interesse economico generale.

8.2.   Conformità rispetto alla disciplina SIEG del 2012

(142)

Al fine di valutare la compatibilità della compensazione per l'obbligo di servizio universale concessa alle Poste ceche, la disciplina SIEG del 2012 descrive le condizioni pertinenti che devono essere soddisfatte. Tali condizioni sono elencate di seguito.

8.2.1.   Effettivo servizio di interesse economico generale di cui all'articolo 106 TFUE

(143)

Come indicato al punto 46 della comunicazione SIEG della Commissione (58), gli Stati membri dispongono di un ampio margine di discrezionalità per quanto concerne la natura dei servizi che potrebbero essere classificati come SIEG. La competenza della Commissione si limita a verificare che il margine di discrezionalità sia applicato senza errore manifesto per quanto concerne la definizione del SIEG nonché a valutare l'eventuale aiuto di Stato connesso alla compensazione. Il punto 56 della disciplina SIEG del 2012 conferma l'ampio margine di discrezionalità degli Stati membri nel contesto della definizione dei servizi di interesse economico generale.

(144)

Al fine di dimostrare che la compensazione viene concessa per un effettivo servizio di interesse economico generale «è opportuno che gli Stati membri dimostrino [nel concedere una compensazione ai sensi della disciplina SIEG (59)] di aver tenuto in debita considerazione le esigenze di servizio pubblico cui è offerto sostegno mediante una consultazione pubblica o altri strumenti adeguati per tener conto degli interessi di utenti e fornitori».

(145)

L'obbligo di servizio universale, così come definito all'articolo 3 della direttiva 97/67/CE, è riconosciuto come un effettivo servizio di interesse economico generale (60). Di conseguenza gli Stati membri non sono tenuti a dimostrare, mediante una consultazione pubblica o altri strumenti adeguati, di aver tenuto conto delle esigenze di servizio pubblico nell'affidare a un fornitore l'incarico di adempiere l'obbligo di servizio universale, così come definito in tale articolo 3.

(146)

Tuttavia l'obbligo di servizio universale oggetto dell'incarico affidato alle Poste ceche, come descritto nel considerando 22, è più ampio dei servizi di cui all'articolo 3 della direttiva 97/67/CE. In particolare, l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, comprende i servizi postali («SIEG postale»), così come definiti in tale disposizione, e i servizi relativi ai vaglia postali, che non sono elencati in tale disposizione e sono richiamati dalla direttiva 2008/6/CE come servizi supplementari o complementari che possono essere messi a disposizione a livello nazionale.

(147)

Le autorità ceche hanno spiegato che, dato che i servizi relativi ai vaglia postali sono redditizi, la loro inclusione nell'ambito dell'obbligo di servizio universale non aumenta il costo netto, ma al contrario ha un effetto positivo sull'importo dei costi netti dell'obbligo di servizio universale (ne riduce l'importo). Le autorità ceche hanno spiegato inoltre che i servizi relativi ai vaglia postali non rappresentano un diritto esclusivo. Si tratta di servizi necessari per soddisfare le esigenze del pubblico e delle autorità in relazione a determinati pagamenti. Dal punto di vista della legge sui servizi postali, i servizi relativi ai vaglia postali rientrano nell'obbligo di servizio universale, ma l'obbligo di fornire servizi relativi ai vaglia postali può essere imposto separatamente o congiuntamente ad altri servizi postali di base.

(148)

La Commissione ritiene che i servizi relativi ai vaglia postali non siano inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, così come definito all'articolo 3 della direttiva 97/67/CE. Tuttavia, conformemente al considerando 30 della direttiva 2008/6/CE, gli Stati membri possono decidere di rendere accessibili al pubblico, nel territorio nazionale, servizi supplementari o complementari, come i vaglia postali, ad eccezione di quelli connessi agli obblighi del servizio universale di cui alla direttiva 97/67/CE. Gli Stati membri possono imporre l'obbligo di fornire tali servizi al fornitore di servizi universali.

(149)

La Commissione osserva che nel 2016, nel contesto di un riesame periodico quinquennale, il CTU ha preso la decisione di classificare i servizi postali e i servizi relativi ai vaglia postali, inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, come effettivi servizi di interesse economico generale considerando le condizioni di mercato esistenti all'epoca, ossia nel 2016. Inoltre, nel contesto del riesame del 2016, né Zásilkovna né PNS si sono opposte alla sussistenza dell'esigenza pubblica di tali servizi postali e servizi relativi ai vaglia postali. Tali soggetti non si sono nemmeno opposti alla decisione del CTU di imporre l'adempimento di tali SIEG sulla base di un fallimento del mercato.

(150)

Per quanto concerne le argomentazioni di Zásilkovna di cui ai considerando 57 e 58, nonché le argomentazioni di PNS di cui ai considerando 64 e 65, secondo le quali, sulla base delle attuali condizioni di mercato, non esiste alcun fallimento del mercato tanto per i servizi postali quanto per quelli relativi ai vaglia postali, la Commissione osserva che le autorità ceche dispongono di discrezionalità nell'organizzare e nel garantire l'adempimento dei SIEG. A tale fine, le autorità ceche hanno istituito un riesame periodico quinquennale dei servizi postali e dei servizi relativi ai vaglia postali, sulla base del quale valutano le esigenze del pubblico unitamente alle condizioni di mercato al momento del riesame. Il riesame che ha valutato la necessità di imporre l'obbligo per entrambi i servizi per il corrente periodo 2018-2022 è stato effettuato nel 2016 e ha concluso che vi era un fallimento del mercato per entrambi i servizi, quelli postali e quelli relativi ai vaglia postali. Nel riesame del 2021 relativo al periodo 2023-2027 sono state prese in considerazione le attuali condizioni di mercato esistenti sul mercato nonché i possibili sviluppi futuri.

(151)

Come indicato nei considerando da 4 a 8 della direttiva 2008/6/CE, i servizi postali universali definiti sulla base dell'articolo 3 della direttiva 97/67/CE sono riconosciuti come un effettivo servizio di interesse economico generale (61). Dato che i servizi postali inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, oggetto dell'incarico affidato alle Poste ceche corrispondono alle prescrizioni di cui alla direttiva 97/67/CE, la Commissione ritiene che la Cechia non sia tenuta a dimostrare di aver tenuto conto delle esigenze di servizio pubblico mediante una consultazione pubblica o altri strumenti adeguati. Di conseguenza la Commissione ritiene che il punto 14 della disciplina SIEG sia rispettato per quanto concerne tali servizi.

(152)

Per quanto concerne i servizi relativi ai vaglia postali, la Commissione ritiene che la Cechia abbia dimostrato di aver preso in considerazione le esigenze di servizio pubblico mediante una consultazione pubblica o altri strumenti adeguati, come illustrato ai considerando 73, 81, 95, 96 e da 103 a 105. Sulla base delle informazioni fornite nel corso del procedimento di indagine, la Commissione ritiene che il servizio relativo ai vaglia postali fornito dalle Poste ceche costituisca un effettivo servizio di interesse economico generale («SIEG relativo ai vaglia postali»). In particolare le autorità ceche hanno spiegato che servizi analoghi disponibili sul mercato non soddisfacevano le prescrizioni in termini di fornitura, ambito di applicazione territoriale o prezzo accessibile. Alla luce di quanto sopra esposto, la Commissione ritiene che il requisito di cui al punto 14 della disciplina SIEG del 2012 sia stato soddisfatto per quanto concerne i vaglia postali.

8.2.2.   Necessità di un atto di incarico che specifichi gli obblighi di servizio pubblico e le modalità di calcolo della compensazione

(153)

Come indicato al punto 15 della disciplina SIEG del 2012, la fornitura di un servizio di interesse economico generale, ai sensi dell'articolo 106 TFUE, deve essere attribuita all'impresa in questione mediante uno o più atti ufficiali. Come richiesto dal punto 16 della disciplina SIEG del 2012, tali atti di incarico devono indicare, in particolare:

a)

l'oggetto e la durata degli obblighi di servizio pubblico;

b)

l'impresa e, se del caso, il territorio interessati;

c)

la natura dei diritti esclusivi accordati all'impresa da parte dell'autorità che conferisce l'incarico;

d)

la descrizione del meccanismo di compensazione e i parametri per il calcolo, il controllo e la revisione della compensazione;

e)

le modalità per evitare sovracompensazioni e per il loro eventuale recupero.

(154)

Le Poste ceche sono state designate come fornitore di servizi universali dal 1o gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 mediante una decisione del CTU (cfr. considerando 21). L'incarico conferito alle Poste ceche specifica l'oggetto dell'obbligo di servizio pubblico e il territorio interessato (cfr. considerando da 22 a 23). Il meccanismo di compensazione e la metodologia utilizzata per calcolare la compensazione sono stabiliti nella legge sui servizi postali, come descritto nella sezione 2.4.2.

(155)

Le autorità ceche hanno confermato che non esistono diritti esclusivi per quanto riguarda i servizi postali oggetto dell'incarico alle Poste ceche in linea con l'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 97/67/CE. Per quanto concerne le modalità per evitare sovracompensazioni e per il loro eventuale recupero, il meccanismo di compensazione garantisce che quest'ultima sia calcolata e riesaminata ex post, evitando che le Poste ceche ricevano sovracompensazioni (cfr. sezione 8.2.10).

(156)

Per quanto concerne le argomentazioni delle denuncianti di cui ai considerando 35 e 42 secondo le quali le Poste ceche avrebbero violato gli obblighi di trasparenza stabiliti nella disciplina SIEG e nella direttiva 97/67/CE non pubblicando i calcoli del costo evitato netto, la Commissione osserva che gli obblighi di trasparenza di cui al punto 60 della disciplina SIEG riguardano: i) i risultati della consultazione pubblica o degli altri strumenti adeguati; ii) l'oggetto e la durata degli obblighi di servizio pubblico; iii) l'impresa e, se del caso, il territorio interessati; e iv) gli importi di aiuto concessi all'impresa su base annua. L'articolo 7, paragrafo 5, della direttiva 97/67/CE stabilisce che, qualora uno Stato membro decida di introdurre un meccanismo per compensare il fornitore o i fornitori di servizi universali utilizzando fondi pubblici, tale decisione dovrebbe basarsi su criteri oggettivi e verificabili e venire resa pubblica. Pertanto, né la disciplina SIEG né la direttiva 97/96/CE richiedono che i calcoli del costo evitato netto siano messi a disposizione del pubblico. Come già spiegato al considerando 155, il meccanismo e i parametri utilizzati per il calcolo della compensazione sono stabiliti nella legge sui servizi postali e sono pertanto a disposizione del pubblico. La Commissione ritiene pertanto che tali argomentazioni delle denuncianti siano infondate.

(157)

La Commissione osserva inoltre che l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, oggetto dell'incarico affidato alle Poste ceche è costituito da due SIEG: quello postale, ai sensi della direttiva 97/67/CE, e quello relativo ai vaglia postali. L'atto di incarico comprende l'oggetto e la durata degli obblighi di servizio pubblico; l'impresa e, se del caso, il territorio interessati; e gli importi di aiuto concessi all'impresa su base annua per entrambi i SIEG. La Commissione ritiene che il fatto che entrambi i SIEG siano affidati mediante il medesimo atto di incarico non violi gli obblighi di trasparenza di cui alla disciplina SIEG nonché quelli di cui alla direttiva 97/67/CE.

(158)

In conclusione, la Commissione ritiene che l'incarico conferito alle Poste ceche per il periodo 2018-2022 sia in linea con le prescrizioni della disciplina SIEG del 2012.

8.2.3.   Durata del periodo di incarico

(159)

Conformemente alla sezione 2.4 della disciplina SIEG del 2012, «la durata del periodo di incarico deve essere giustificata con riferimento a criteri oggettivi quali la necessità di ammortizzare attività fisse non trasferibili. In linea di principio, la durata del periodo di incarico non deve superare il tempo necessario per l'ammortamento dell'attività più significativa necessaria per fornire il SIEG».

(160)

Le Poste ceche sono state designate dal CTU come fornitore di servizi universali per il periodo dal 1o gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, ossia per un periodo di 5 anni.

(161)

Secondo le autorità ceche, il periodo di incarico è stato determinato conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE, il quale prevede che la durata della designazione copra un periodo sufficiente ad assicurare la redditività degli investimenti.

(162)

Le autorità ceche hanno spiegato che la durata quinquennale dell'incarico conferito alle Poste ceche possa essere giustificata con riferimento al periodo di ammortamento previsto degli attivi più significativi necessari per adempiere l'obbligo di servizio universale. Gli investimenti effettuati dalle Poste ceche in termini di immobilizzazioni al fine di garantire l'adempimento dell'obbligo di servizio universale presentano periodi di ammortamento contabile che variano notevolmente (cfr. tabella 4). Le autorità ceche hanno spiegato altresì che in Cechia ogni impresa deve creare un piano di ammortamento ai sensi dell'articolo 28, sesto comma, della legge sulla contabilità (legge n. 563/1991 racc.). La legge sulla contabilità non stabilisce un periodo di ammortamento preciso per ogni tipo di attivo; tuttavia, il periodo di ammortamento dovrebbe corrispondere al periodo di utilizzo, dato che i dati contabili devono presentare un'immagine attendibile della realtà. Anche il periodo di ammortamento è verificato da un revisore finanziario. Le imprese pubblicano il piano di ammortamento nei loro bilanci d'esercizio e il piano dovrebbe essere aggiornato con cadenza annuale. La fonte dei dati utilizzata per definire il periodo di ammortamento previsto è stato il bilancio d'esercizio delle Poste ceche. In ogni caso, la durata del periodo di incarico è stabilita al momento dell'avvio del procedimento per il rilascio della licenza postale, ossia prima che la licenza postale sia concessa a un determinato fornitore di servizi postali. Il periodo di 5 anni è il periodo usuale stabilito dalle autorità ceche nell'ambito delle loro procedure per organizzare e garantire la fornitura dei SIEG, tenendo conto dello sviluppo del mercato e delle esigenze della società. Infine le autorità ceche sostengono altresì che la durata dell'incarico è coerente con la prassi esistente in altri Stati membri (62).

(163)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 59 secondo cui i periodi di ammortamento ai fini della determinazione del periodo di durata dell'incarico sono infondati, poiché non è chiaro quali degli attivi di cui alla tabella 1 della decisione di avvio siano destinati a essere finanziati dalla compensazione per l'obbligo di servizio universale o quando tali attivi sono stati acquistati o quando si intende acquistarli o se il loro periodo di ammortamento sia scaduto, la Commissione rileva che la durata dell'incarico è prestabilita, nel contesto delle procedure che la Cechia ha posto in essere per organizzare e garantire l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, e preventivamente fissata nel contesto della gara iniziale per la selezione del fornitore di servizi postali, ossia prima che si conoscesse il titolare della licenza postale. Inoltre, non è realistico che l'autorità che conferisce l'incarico conosca in anticipo la durata del periodo di ammortamento di tutti gli attivi di tutti i potenziali fornitori di servizi postali che eventualmente parteciperanno alla gara al fine di determinare la durata dell'incarico. Il periodo di ammortamento degli attivi è preso come riferimento soltanto ai fini della determinazione del periodo di durata dell'incarico. I costi di ammortamento non sono considerati nel costo evitato netto dato che non rappresentano costi effettivi, ma soltanto spese non monetarie utilizzate per fini fiscali. Secondo la giurisprudenza (63), le Poste ceche sono libere di utilizzare la compensazione per l'obbligo di servizio universale per qualsiasi finalità. Tuttavia, i costi di investimento, quali i costi di acquisto di attivi relativi al cambiamento di funzionamento delle Poste ceche dallo scenario fattuale allo scenario controfattuale, non sono considerati nei calcoli del costo evitato netto e pertanto non incidono in alcun modo sulla compensazione per l'obbligo di servizio universale.

Tabella 4

Periodo di ammortamento per gli attivi delle Poste ceche (necessari per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale)

Gruppo di attivi

Periodo di ammortamento (anni)

Fabbricati

30 -45

Veicoli

6

Trasporto ferroviario

15

Tecnologie dell'informazione — centrali

4 -6

Tecnologie dell'informazione — vendita al dettaglio

3 -6

Macchine per ufficio

4 -6

Macchine da magazzino

4 -6

Macchine da sportello

3 -8

Mobilio

6

Accessori di edifici

6 -12

Tecnologia di movimentazione

5 -12

Cassaforti e altre proprietà associate alla sicurezza

5 -20

Selezionatrici

10

(164)

Conformemente alla sezione 2.4 della disciplina SIEG del 2012, la durata del periodo di incarico deve essere giustificata con riferimento a criteri oggettivi e, in linea di principio, non deve superare il tempo necessario per l'ammortamento dell'attivo più significativo necessario per fornire il servizio di interesse economico generale. La Commissione ritiene che un incarico relativo a un obbligo di servizio universale per un periodo di 5 anni sia giustificato con riferimento al periodo di ammortamento degli attivi più significativi necessari per fornire entrambi i SIEG inclusi nell'obbligo di servizio universale. In effetti dalla tabella 4 emerge che il periodo di ammortamento della maggior parte degli attivi delle Poste ceche necessari per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale supera i cinque anni. Inoltre, la durata del periodo di incarico è prestabilita tenendo conto dei periodi di ammortamento utilizzati di norma per tali attivi, indipendentemente dalla selezione del fornitore del servizio universale. Di conseguenza la Commissione ritiene che le autorità ceche abbiano giustificato in maniera sufficiente la durata dell'incarico.

8.2.4.   Rispetto della direttiva 2006/111/CE

(165)

Secondo il punto 18 della disciplina SIEG del 2012, «[u]n aiuto verrà considerato compatibile con il mercato interno a norma dell'articolo 106, paragrafo 2, [TFUE] soltanto se l'impresa rispetta, ove applicabile, la direttiva 2006/111/CE [della Commissione] relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese» (64).

(166)

Inoltre il punto 44 della disciplina SIEG del 2012 recita: «[q]ualora un'impresa svolga sia attività che rientrano nell'ambito del SIEG, sia attività che ne esulano, dalla contabilità interna devono risultare distintamente i costi e le entrate derivanti dal SIEG e quelli degli altri servizi, conformemente ai principi di cui al punto 31».

(167)

La legge sui servizi postali prevede, all'articolo 33a, che il titolare della licenza postale debba tenere conti separati per i costi e le entrate associati alla fornitura dei singoli servizi inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale per il quale è designato (il SIEG postale e quello relativo ai vaglia postali) e quelli associati alla fornitura di altri servizi. Essa prevede inoltre che il metodo per la separazione dei conti sia stabilito in un decreto attuativo e che i conti separati debbano essere sottoposti annualmente a revisione da parte di un revisore dei conti indipendente.

(168)

Il decreto attuativo (65) è stato adottato dal CTU e dispone, al suo articolo 1, che i costi diretti devono essere imputati al servizio ad essi direttamente connesso, mentre i costi indiretti o comuni devono essere imputati sulla base di un nesso di causalità rispetto ai processi, alle attività o ai servizi interessati. Come stabilito dall'articolo 33a della legge sui servizi postali, le norme specifiche per la ripartizione dei costi comuni, così come proposte dalle Poste ceche, devono essere approvate dal CTU.

(169)

In particolare, il sistema di contabilità separata e il metodo di attribuzione dei costi adottati dalle Poste ceche si basano sul metodo della determinazione dei costi per attività. In una prima fase, i costi vengono attribuiti ai centri di costo, ad esempio un ufficio postale, un deposito, un centro di smistamento ecc. I costi sono attribuiti ai centri di costo per ogni attività che può essere registrata separatamente. Il sistema contabile delle Poste ceche presenta attualmente circa 5 740 centri di costo. Le voci di costo che non sono imputate a centri di costo operativi (ad esempio IVA, spese generali) sono attribuite secondo norme pre-approvate a seguito di un calcolo a livello di centri di costo operativi. La ripartizione di tali costi è proporzionale all'attribuzione dei costi diretti.

(170)

Le autorità ceche hanno spiegato che la contabilità separata è soggetta a revisione da parte di una società professionale indipendente. Il revisore deve verificare che il titolare della licenza postale abbia utilizzato le norme approvate nella prassi contabile e che i risultati annuali della separazione contabile siano corretti. Inoltre la Cechia ha presentato le relazioni del revisore dei conti indipendente per gli anni 2018, 2019 e 2020 che certificano che la contabilità interna delle Poste ceche è in linea con la direttiva 97/67/CE, il diritto nazionale e le norme approvate dal CTU ed è quindi idonea a quantificare i costi netti dell'obbligo di servizio universale ad esse affidato.

(171)

PNS asserisce al considerando 70 che le Poste ceche non separano correttamente i loro conti ed imputano erroneamente i costi relativi ai servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale ai servizi relativi a tale obbligo, così come definito dalle autorità ceche, sovvenzionando così in modo incrociato le perdite dei servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale. PNS afferma inoltre che il CTU e il revisore non esaminano in modo efficace se la separazione dei conti è stata eseguita correttamente o se i criteri di attribuzione sono sostanzialmente corretti. A questo proposito, la Commissione ritiene che le autorità ceche abbiano dimostrato che il sistema contabile e di attribuzione dei costi delle Poste ceche consente un'attribuzione dei costi e delle entrate tra le attività con un livello sufficiente di adeguatezza. Come hanno indicato le autorità ceche, i costi sono ripartiti in base al principio di proporzionalità, tenendo conto dell'utilizzo di singoli elementi della rete postale. Inoltre, come spiegato al considerando 171, nel certificare che la contabilità interna delle Poste ceche nel periodo 2018-2020 è conforme alla direttiva 97/67/CE, al diritto nazionale e alle norme approvate dal CTU, il revisore dei conti indipendente verifica la contabilità separata e i criteri di attribuzione dei costi e, di conseguenza, certifica l'idoneità di tale contabilità ai fini della quantificazione dei costi netti dei SIEG (postale e relativo ai vaglia postali) affidati alle Poste ceche. Infine la Commissione ricorda il considerando 139 della decisione di avvio, che chiarisce che la presunta errata ripartizione dei costi è una questione contabile e non comporterebbe il trasferimento di alcuna risorsa statale e pertanto non costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE.

(172)

Analogamente, per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui ai considerando 37, 38, 60 e 63 secondo cui le Poste ceche sovvenzionano volontariamente i prezzi sottocosto dei loro servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale, quali Balíkovna, e imputano alle attività connesse all'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, i costi e le perdite delle attività non relative all'obbligo di servizio universale, la Commissione ritiene, analogamente alla sua conclusione di cui al considerando 172, che le autorità ceche abbiano dimostrato in maniera sufficiente che la contabilità delle Poste ceche è gestita in modo separato conformemente alle prescrizioni di cui alla direttiva 97/67/CE e pertanto si esclude la sovvenzione incrociata, mediante una errata imputazione dei costi, tanto del SIEG postale quanto di quello relativo ai vaglia postali. In ogni caso, le sovvenzioni incrociate non possono essere considerate una questione a sé stante in quanto possono verificarsi soltanto in caso di sovracompensazione causata da un'errata attribuzione dei costi o da un'inadeguata quantificazione dello scenario controfattuale. Entrambi questi fenomeni non si verificano nella presente misura, come spiegato di seguito al considerando 206.

(173)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 60, secondo cui la compensazione per l'obbligo di servizio universale non è in linea con gli obblighi in materia di trasparenza finanziaria stabiliti dalla disciplina SIEG del 2012, poiché le Poste ceche hanno già formalmente incluso parte della compensazione nella relazione annuale del 2019, la Commissione rileva che il fatto che tale voce sia stata contabilizzata non è di per sé riconducibile ad una violazione dei citati obblighi di trasparenza finanziaria in materia di contabilità separata.

(174)

La Commissione rileva che il sistema contabile delle Poste ceche è il medesimo di cui al precedente periodo di incarico. La questione relativa al sistema contabile è stata sollevata anche da PNS nel ricorso contro la decisione del 2018 sull'obbligo di servizio universale nella causa T-316/18 (66), nel contesto della quale il Tribunale ha concluso che la Commissione ha condotto un'analisi approfondita del sistema contabile, in particolare della sua affidabilità, e, pertanto, la Commissione non ha commesso un errore manifesto di valutazione al riguardo.

(175)

Di conseguenza la Commissione conclude che la separazione contabile tra attività non relative e relative ai SIEG, così come attuate, è appropriata. Ne consegue che le Poste ceche rispettano la direttiva 2006/111/CE e il punto 44 della disciplina SIEG del 2012.

8.2.5.   Rispetto delle norme dell'Unione sull'aggiudicazione degli appalti

(176)

Conformemente al punto 19 della disciplina SIEG del 2012, «[u]n aiuto verrà considerato compatibile con il mercato interno a norma dell'articolo 106, paragrafo 2, [TFUE] soltanto se l'autorità responsabile, al momento di incaricare l'impresa in questione della fornitura del servizio, ha rispettato o si impegna a rispettare le norme dell'Unione applicabili in materia di appalti pubblici. Questo comprende eventuali condizioni relative a trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione sancite direttamente dal [TFUE] e, se del caso, dal diritto derivato dell'Unione. Si ritiene che gli aiuti che non rispettano tali norme e condizioni compromettano lo sviluppo degli scambi in misura contraria agli interessi dell'Unione, a norma dell'articolo 106, paragrafo 2, [TFUE]».

(177)

La legge sui servizi postali prevede che il fornitore del servizio universale sia designato mediante una procedura di selezione. A norma dell'articolo 22 della legge sui servizi postali il CTU ha condotto la procedura di selezione per il titolare della licenza postale per il periodo 2018-2022. Il CTU non ha selezionato alcun fornitore nel contesto di tale procedura in ragione del mancato rispetto delle condizioni di partecipazione.

(178)

Le autorità ceche hanno spiegato che, a seguito della conclusione della procedura di selezione infruttuosa, esse hanno avviato d'ufficio una procedura amministrativa per imporre alle Poste ceche l'obbligo di fornire i servizi universali, come previsto dall'articolo 22, nono comma, della legge sui servizi postali.

(179)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 61 e quella di PNS di cui al considerando 65, secondo cui le autorità ceche avrebbero violato le norme in materia di appalti pubblici di cui all'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE, includendo intenzionalmente il servizio relativo ai vaglia postali nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, nel fissare i criteri di valutazione/aggiudicazione della procedura di gara a favore delle Poste ceche, la Commissione rileva che, come hanno spiegato le autorità ceche, la procedura di gara (67) è stata concepita in modo tale da consentire la partecipazione di numerosi candidati, anche se non erano in grado di fornire l'intero portafoglio di servizi, e che tale procedura consentiva altresì l'aggiudicazione di diverse licenze postali per singoli servizi. Vi era quindi la possibilità di designare fornitori diversi per la fornitura di servizi diversi inclusi nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, in linea con l'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE. Un candidato aveva altresì la possibilità di presentare un'offerta per singoli servizi postali rientranti nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalla legge, esclusi i servizi relativi ai vaglia postali. Inoltre il CTU ha consentito a tutti i potenziali candidati di porre domande in merito alle condizioni di gara e all'ambito di applicazione, al fine di garantire la massima trasparenza e di consentire a tutti di ottenere tutte le informazioni necessarie per preparare le loro offerte. A tale proposito Zásilkovna non ha dichiarato il proprio interesse a partecipare alla procedura di gara. Secondo la Commissione, la procedura di gara non è stata discriminatoria ma, al contrario, è stata concepita in modo tale da consentire a qualsiasi fornitore di servizi postali di essere designato come fornitore di servizi universali.

(180)

La Commissione ritiene che soltanto nel caso in cui gli Stati membri decidano di organizzare una procedura di gara per la selezione del fornitore del servizio universale si applicherebbero le norme in materia di appalti pubblici e che, pertanto, in tal caso la compatibilità del finanziamento dell'obbligo di servizio universale con il mercato interno dipenderebbe dal fatto che tali norme siano state effettivamente rispettate. Nel caso di specie, a seguito di una procedura di gara infruttuosa, le autorità ceche hanno infine optato per la designazione diretta dell'operatore storico come fornitore del servizio universale, come consentito dall'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 97/67/CE. In tal modo, le autorità ceche hanno applicato la procedura di cui all'articolo 22, nono comma, della legge sui servizi postali, la quale prevede che il CTU possa imporre, in virtù di una decisione di concedere una licenza postale, l'obbligo di fornire e organizzare i servizi universali stabiliti nell'avviso della procedura di gara all'operatore che soddisfa al meglio i criteri di valutazione. Per questo motivo, il CTU ha avviato d'ufficio un procedimento amministrativo con le Poste ceche in merito alla concessione di una licenza postale per il periodo dal 1o gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, poiché le Poste ceche soddisfacevano al meglio i criteri stabiliti nell'avviso della procedura di gara. Ne consegue che l'assegnazione diretta dell'incarico alle Poste ceche in veste di fornitore del servizio universale in relazione al SIEG postale è in linea con il punto 19 della disciplina SIEG del 2012. Il fatto che le autorità ceche abbiano incluso il SIEG relativo ai vaglia postali nell'ambito dell'obbligo di servizio universale, non inficia la legalità dell'assegnazione diretta dell'incarico per il SIEG postale, in quanto le autorità ceche hanno svolto una procedura di gara che non ha avuto esito positivo e soltanto successivamente hanno deciso di designare le Poste ceche come fornitore del servizio universale, trattandosi del fornitore che soddisfaceva i requisiti per la fornitura di tutti i servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche. In ogni caso, la Commissione osserva che le autorità ceche possono utilizzare la procedura negoziata senza previa pubblicazione qualora nel contesto di una procedura di gara non sia stata presentata alcuna offerta o alcuna offerta appropriata, né alcuna domanda di partecipazione o alcuna domanda di partecipazione appropriata ai sensi dell'articolo 32, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (68).

(181)

Per quanto riguarda l'aggiudicazione diretta del SIEG relativo ai vaglia postali, la Commissione ritiene che le autorità ceche abbiano esaminato le reti esistenti di istituti postali e finanziari (cfr. considerando 81) e abbiano concluso che non esisteva nessun altro operatore sul mercato che fornisse servizi relativi ai vaglia postali su base commerciale in tutto il territorio della Cechia, secondo le modalità richieste per un servizio universale, rispettando così le specifiche tecniche stabilite nel contesto della procedura di gara. I SIEG relativi ai vaglia postali sono così specifici per loro natura e modalità di fornitura che al momento del riesame dell'obbligo di servizio universale non esisteva alcun sostituto che fornisse tale servizio su base commerciale. Per fornire il SIEG relativo ai vaglia postali, un operatore deve disporre di una rete di distribuzione fitta e considerevole, nonché di un sistema di consegne giornaliere, combinate con elevate garanzie di sicurezza. Gli altri operatori non possedevano tali capacità, necessarie per fornire il SIEG relativo ai vaglia postali in linea con le condizioni stabilite dallo Stato ceco. Inoltre nessun altro operatore sarebbe stato in grado di sviluppare tali capacità prima del periodo 2018-2022. Soltanto la rete delle Poste ceche possedeva una densità, dimensioni e una qualità tali da poter conseguire gli obiettivi del SIEG relativo ai vaglia postali. Sebbene non si possa escludere che i concorrenti svilupperanno tale rete in futuro, le Poste ceche costituiscono l'unico fornitore in grado di offrire il SIEG relativo ai vaglia postali in modo affidabile nel periodo 2018-2022. Questo è il motivo per cui la Commissione riconosce che le Poste ceche detengono una rete logistica e di filiali unica in termini di densità, dimensioni e operazioni di consegna giornaliere, una circostanza questa che le rende l'unico fornitore possibile per il SIEG relativo ai vaglia postali durante il periodo in questione. Su questa base, la Commissione ritiene che l'aggiudicazione diretta del SIEG relativo ai vaglia postali possa essere coperta dall'esenzione per il fornitore unico ed essere affidata mediante una procedura negoziata senza previa pubblicazione ai sensi dell'articolo 32, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2014/24/UE (69).

8.2.6.   Assenza di discriminazione

(182)

Secondo il punto 20 della disciplina SIEG del 2012, «[n]el caso in cui un'autorità attribuisca l'incarico della fornitura del medesimo SIEG a più imprese, è opportuno che la compensazione sia calcolata in base allo stesso metodo per ciascuna impresa».

(183)

Poiché entrambi i SIEG sono assegnati soltanto alle Poste ceche, la Commissione ritiene che la condizione di cui al punto 20 della disciplina SIEG del 2012 non sia applicabile.

8.2.7.   Importo della compensazione

(184)

Secondo il punto 21 della disciplina SIEG del 2012, «[l]'importo della compensazione non deve eccedere quanto necessario per coprire i costi netti determinati dall'adempimento degli obblighi di servizio pubblico, compreso un margine di utile ragionevole». A questo proposito, il punto 24 della disciplina SIEG del 2012 stabilisce che «[i]l costo netto necessario - o che si prevede sarà necessario - per l'adempimento degli obblighi di servizio pubblico deve essere calcolato utilizzando la metodologia del costo evitato netto, laddove questo sia richiesto dalla legislazione nazionale o dell'Unione e negli altri casi in cui sia possibile».

8.2.8.   Calcolo del costo netto: metodologia del costo evitato netto

(185)

Ai sensi del punto 25 della disciplina SIEG del 2012, «[i]n base alla metodologia del costo evitato netto, il costo netto necessario - o che si prevede sia necessario - per ottemperare agli obblighi di servizio pubblico è calcolato come la differenza tra il costo netto per il fornitore del servizio soggetto ad un obbligo di servizio pubblico e il costo netto o utile del medesimo fornitore in assenza di tale obbligo».

(186)

Il decreto attuativo n. 466/2012 stabilisce la procedura utilizzata dal CTU per calcolare il costo netto per la fornitura dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalla legge sui servizi postali, da parte delle Poste ceche.

(187)

La metodologia del costo evitato netto utilizzata dalle autorità ceche si basa su quattro elementi principali:

a)

la definizione dello scenario fattuale e di quello controfattuale;

b)

il calcolo dell'impatto che lo scenario controfattuale avrebbe su costi e sulle entrate delle Poste ceche;

c)

il calcolo dei vantaggi immateriali per le Poste ceche;

d)

il calcolo del costo netto totale.

(188)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 62, lettera f), secondo cui la metodologia di attribuzione dei costi è più adatta per il calcolo del costo evitato netto, la Commissione rileva che, secondo il punto 27 della disciplina SIEG, la Commissione stessa ritiene che «la metodologia del costo evitato netto sia il modo più accurato per stabilire il costo dell'adempimento di un obbligo di servizio pubblico». Allo stesso tempo, l'allegato I della direttiva 97/67/CE utilizza anche la metodologia del costo evitato netto per determinare il costo netto per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale.

I.   Lo scenario fattuale e quello controfattuale

Scenario fattuale

(189)

Nello scenario fattuale, vengono presi in considerazione i costi e le entrate effettivi delle Poste ceche per i diversi elementi e tutte le attività per gli anni 2018-2020. Per il 2021 e il 2022 è stata utilizzata una stima dei costi e delle entrate delle Poste ceche. L'utilizzo di dati effettivi per il periodo 2018-2020 e di dati stimati per il 2021 e il 2022 è considerato ragionevole e preciso dato che i dati effettivi sono disponibili per il periodo 2018-2020. Tali dati iniziali sono considerati appropriati e atti a escludere sovracompensazioni dato che derivano dal sistema contabile delle Poste ceche che, come spiegato al considerando 176, è conforme alla direttiva 2006/111/CE e al punto 44 della disciplina SIEG del 2012.

Scenario controfattuale

Fase 1: individuazione degli aspetti dell'obbligo di servizio universale e del DBIS che l'impresa non gestirebbe in normali condizioni di mercato

(190)

Lo scenario controfattuale prende in considerazione il comportamento delle Poste ceche nel caso in cui non fossero loro affidati né l'obbligo di servizio universale (SIEG postale e relativo ai vaglia postali) né il DBIS. Le Poste ceche hanno considerato le possibilità di ottimizzazione aziendale e hanno apportato modifiche allo scenario controfattuale, rispetto allo scenario fattuale, in relazione ai seguenti quattro aspetti:

a)

i servizi DBIS;

b)

gli uffici postali; la condizione della densità della rete di uffici postali (numero di uffici);

c)

la frequenza di consegna: l'obbligo di consegna capillare sul territorio nazionale con una frequenza di 5 giorni lavorativi settimanali;

d)

i processi ausiliari: altri compiti amministrativi assegnati soltanto al fornitore dell'obbligo di servizio universale (cfr. punto 196).

(191)

Per quanto concerne i quattro aspetti summenzionati, le autorità ceche affermano che le Poste ceche: i) cesserebbero la fornitura di servizi DBIS, ii) chiuderebbero un certo numero di uffici postali e, inoltre, ne convertirebbero alcuni in punti postali (70); iii) ridurrebbero la frequenza di consegna di alcuni invii postali; e iv) smetterebbero di svolgere o svolgerebbero in misura minore alcune attività amministrative relative alle prescrizioni concernenti l'obbligo di servizio universale. I quattro aspetti dello scenario controfattuale sono presentati ulteriormente in appresso.

1.   Cessazione del servizio DBIS

(192)

L'introduzione del DBIS ha modificato la forma di consegna di taluni invii postali, principalmente lettere ordinarie e raccomandate (invii «cannibalizzati»), i quali sono passati dalla forma fisica a quella elettronica, per tutti i tipi di utenti che comunicano con la pubblica amministrazione. Nello scenario controfattuale, nel contesto del quale le Poste ceche smetterebbe di fornire servizi DBIS, gli invii postali cannibalizzati verrebbero consegnati nel modo tradizionale, ossia quello fisico. Da un lato, le entrate e i costi delle Poste ceche diminuirebbero in relazione alle entrate e ai costi associati ai servizi DBIS e, dall'altro, le entrate e i costi delle Poste ceche aumenterebbero in ragione del recupero degli invii postali cannibalizzati da consegnare fisicamente. Il numero di invii postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale tenendo conto dei dati sugli invii cannibalizzati come stimato al considerando 152 della decisione DBIS è presentato nella tabella 5:

Tabella 5

Numero di invii postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale, considerando gli invii cannibalizzati dalle caselle postali elettroniche di dati (DBIS) come stimato nella decisione DBIS

Numero di invii postali (in migliaia)

 

2018

2019

2020

2021

2022

Scenario fattuale (A)

posta ordinaria

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

 

posta raccomandata

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Cannibalizzati (B)

posta ordinaria

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

 

posta raccomandata

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Scenario controfattuale (C=A+B)

posta ordinaria

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

 

posta raccomandata

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

2.   Chiusura di una serie di uffici postali e conversione di alcuni di essi in punti postali

(193)

Per il periodo 2018-2022, le Poste ceche considerano che 3 210 uffici postali facciano parte della rete di uffici postali nello scenario fattuale. Tale dato comprende 3 200 uffici postali obbligatori nel contesto dell'obbligo di servizio universale e 10 gestiti volontariamente situati in località turistiche speciali (ad esempio in montagna o presso musei all'aperto), che consentono ai turisti di inviare lettere o cartoline utilizzando francobolli speciali. In assenza dell'obbligo di servizio universale, le poste ceche gestirebbero una rete meno fitta, mantenendo soltanto gli uffici postali redditizi, tenendo conto del fatto che il titolare della licenza postale è un fornitore di servizi postali di livello nazionale e distribuisce le proprie sedi in modo tale da garantire la disponibilità dei propri servizi in tutto il paese. Sulla base del proprio sistema contabile interno, le Poste ceche ripartiscono le entrate e i costi tra gli uffici postali al fine di stabilire la redditività di ciascun ufficio. Le Poste ceche hanno analizzato tali informazioni in associazione a una serie di criteri operativi e di accessibilità al fine di decidere se mantenere o meno un ufficio postale nello scenario controfattuale. Sulla base dell'analisi effettuata dalle Poste ceche, nello scenario controfattuale, la sua rete sarebbe composta da 583 uffici postali rispetto a quelli obbligatori che le Poste ceche gestiscono nel contesto dell'obbligo di servizio universale, 10 uffici postali in aggiunta a quelli obbligatori e 462 punti postali. Considerato che, nello scenario controfattuale, verrebbe chiuso circa l'80 % degli uffici postali, la distanza massima tra la maggior parte (circa l'89 %) degli uffici postali commerciali e i punti postali, anche se sarebbe più lunga rispetto a quella dello scenario fattuale, sarebbe comunque inferiore a 10 km. Secondo le Poste ceche, in tal caso la disponibilità di tutti i servizi offerti presso gli uffici postali (compresi i servizi postali e i servizi relativi ai vaglia postali) subirebbe una riduzione sostanziale. Il numero degli uffici obbligatori da mantenere nello scenario controfattuale è considerato costante nel corso della durata del periodo di incarico e rappresenta la decisione ex ante previsionale per l'ottimizzazione aziendale. La tabella 6 illustra la rete degli uffici postali (numero di uffici) nel contesto dello scenario fattuale e in quello dello scenario controfattuale.

Tabella 6

Numero di uffici postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale

Anno

uffici nello scenario fattuale

uffici da chiudere nello scenario controfattuale

uffici nello scenario controfattuale

Totale (uffici postali obbligatori +non obbligatori)

obbligatori

non obbligatori

restanti rispetto agli uffici postali obbligatori

restanti rispetto agli uffici postali non obbligatori

uffici che saranno convertiti in punti postali

numero totale di uffici

 

a=b+c

b

c

d=a-h

e

f

g

h=e+f+g

2018

3 231

3 200

31

2 155

583

31

462

1 076

2019

3 232

3 200

32

2 155

583

32

462

1 077

2020

3 237

3 200

37

2 149

583

37

468

1 088

2021

3 237

3 200

37

2 149

583

37

468

1 088

2022

3 237

3 200

37

2 149

583

37

468

1 088

3.   Minore frequenza di consegna di invii postali specifici

(194)

Le autorità ceche hanno spiegato che una minore frequenza di consegna delle lettere significherebbe passare da cinque giorni la settimana a cinque giorni ogni due settimane. Il mercato della consegna dei pacchi è sufficientemente competitivo e pertanto la frequenza di consegna dei pacchi non verrebbe ridotta. Le autorità ceche hanno inoltre spiegato che, nel periodo 2018-2022, si prevedevano cambiamenti nella consegna delle lettere. Nello scenario fattuale, nel 2020 è stato introdotto un nuovo regime di consegna. La consegna G+1 (71) esistente verrà estesa con la consegna G+n e si presume un trasferimento della maggior parte della domanda alla consegna G+n, dato che i clienti preferiscono risparmiare sui costi di consegna piuttosto che sulla velocità di consegna. Nello scenario controfattuale, l'offerta consiste nella consegna G+n. La frequenza e il numero di lettere consegnate presso le singole sedi (ossia le famiglie) sono stati oggetto di esame da parte delle Poste ceche, nel contesto di un esercizio di monitoraggio a livello nazionale. La tabella 7a e la tabella 7b mostrano la manodopera necessaria in equivalenti a tempo pieno (ETP), nonché il numero di veicoli necessari nello scenario fattuale e in quello controfattuale per una consegna di cinque giorni su due settimane.

Tabella 7a

Rete di consegna nel 2018

2018

ETP

numero di veicoli

trasporto (in km)

Scenario fattuale (G+1)

[…]

[…]

[…]

Scenario controfattuale (G+n)

[…]

[…]

[…]

Differenza

[2 000 -2 500 ]

[750 -900 ]

[10 000 000 -15 000 000 ]

Tabella 7b

Rete di consegna nel 2019

2019

ETP

numero di veicoli

trasporto (in km)

Scenario fattuale (G+1)

[…]

[…]

[…]

Scenario controfattuale (G+n)

[…]

[…]

[…]

Differenza

[2 000 -2 500 ]

[750 -900 ]

[11 000 000 -16 000 000 ]

Tabella 7c

Rete di consegna nel 2020, nel 2021 e nel 2022

2020, 2021, 2022

ETP

numero di veicoli

trasporto (in km)

Scenario fattuale (G+n, G+1)

[…]

[…]

[…]

Scenario controfattuale (G+n)

[…]

[…]

[…]

Differenza

[350 -500 ]

[700 -850 ]

[11 000 000 -16 000 000 ]

4.   Riduzione delle attività amministrative

(195)

Le Poste ceche smetterebbero altresì di svolgere alcune attività amministrative relative all'adempimento dell'obbligo di servizio universale. Le attività amministrative relative all'adempimento dell'obbligo di servizio universale che le Poste ceche interromperebbero nello scenario controfattuale sono le seguenti:

a)

misurazione dei tempi di trasporto e dei flussi di trasporto e rendicontazione all'autorità di regolamentazione;

b)

registrazioni dettagliate e separate di costi ed entrate, calcolo del costo netto dell'obbligo di servizio universale e comunicazione all'autorità di regolamentazione;

c)

verifica contabile delle registrazioni separate;

d)

acquisto di documenti di origine per il calcolo del costo netto dell'obbligo di servizio universale;

e)

gestione del dipartimento delle tecnologie postali competente per lo sviluppo dei requisiti qualitativi dell'obbligo di servizio universale in norme operative, il monitoraggio della qualità dei servizi e l'organizzazione delle misure correttive.

Plausibilità e quantificazione dello scenario controfattuale

(196)

Per quanto concerne la plausibilità di uno scenario controfattuale nel contesto del quale la rete degli uffici postali sarebbe notevolmente ridotta, le autorità ceche hanno spiegato che le Poste ceche gestiscono diversi tipi di istituti postali, da uffici postali di piccole dimensioni che gestiscono un unico sportello presso piccoli comuni fino a uffici postali di grandi dimensioni con numerosi sportelli situati nelle grandi città. Il numero di clienti serviti da uno specifico ufficio postale dipende dalle sue dimensioni. Il numero più elevato di clienti è servito da uffici postali di grandi e medie dimensioni situati in zone densamente popolate. Tali uffici postali sono per lo più mantenuti nello scenario controfattuale. Di contro, gli uffici postali di piccole dimensioni che servono un numero minore di clienti non verrebbero mantenuti nello scenario controfattuale. Secondo le autorità ceche, l'ipotesi semplificata secondo cui la chiusura dell'81,5 % degli uffici postali (di norma più piccoli e in perdita) comporterà un trasferimento dell'81,5 % della domanda verso gli altri uffici postali non è corretta e non corrisponde alla situazione esistente in Cechia. I dati finanziari mostrano che i 583 uffici postali mantenuti nello scenario controfattuale generano il [50-75] % delle entrate (domanda) rispetto al totale delle entrate generate presso gli uffici postali nel 2018. Il totale dei 2 155 uffici postali da chiudere genera soltanto il [15-35] % delle entrate nel 2018 e le percentuali sono analoghe negli altri anni. Una parte delle entrate generate dagli uffici postali da chiudere viene trasferita ai punti postali, dato che è presso questi punti che viene spostata la domanda di lettere e pacchi tramite posta raccomandata da parte dei clienti. Le Poste ceche perderanno la restante parte della domanda dato che alcuni dei clienti smetterebbero di utilizzare i suoi servizi, compresi i vaglia postali. Per quanto concerne i vaglia postali, andrebbe perso il [30-55] % delle entrate generate presso gli uffici chiusi. Infine l'impatto complessivo sulla domanda è stato stimato non soltanto sulla base dei risultati di un'indagine, ma anche di altri dati, quali la distanza dall'ufficio postale più vicino e la disponibilità di un servizio analogo sul mercato.

(197)

Per quanto concerne l'effetto sulla domanda della riduzione della frequenza di consegna, le autorità ceche hanno spiegato che il CTU ha tenuto conto di diverse circostanze che potrebbero incidere sulla variazione della domanda, e non soltanto dell'indagine di mercato (cfr. considerando 90). Ad esempio la misura in cui sono disponibili servizi sostitutivi alla consegna di lettere è stato un altro aspetto importante. Mentre la consegna di pacchi espressi è offerta da diversi fornitori in Cechia, la consegna garantita di lettere secondo un modello G+1 è offerta soltanto dai servizi di corriere. Si prevede che i singoli clienti in generale non passeranno ai servizi di corriere o alla comunicazione elettronica per ottenere la consegna G+1. Piuttosto passerebbero al servizio di consegna G+n. I singoli clienti possono utilizzare i servizi di corriere o la comunicazione elettronica, ma il motivo che li spinge a utilizzare tali servizi anziché inviare lettere sarà probabilmente diverso e non correlato a una modifica nella frequenza di consegna da G+1 a G+n, dato che anche una spedizione consegnata secondo il modello G+1 non può competere con la comunicazione elettronica in termini di velocità e prezzo; inoltre, i servizi di corriere sono molto più costosi. Le Poste ceche hanno modificato la frequenza di consegna nel febbraio del 2020 e offrono «spedizioni economiche» con consegna G+n e «spedizioni prioritarie» con consegna G+1. Le spedizioni economiche sono 7 CZK più economiche rispetto alle spedizioni prioritarie (tale differenza si applica tanto alle lettere ordinarie quanto a quelle raccomandate). Secondo i dati delle Poste ceche relativi al rapporto tra spedizioni economiche e prioritarie per il periodo da febbraio a maggio del 2020, presentati nella tabella 7, la maggior parte dei clienti preferisce prezzi più bassi a una consegna più rapida, ma più costosa (circa il [93-96] % dei clienti sceglie il modello economico per le lettere ordinarie e circa il [82-87] % per le raccomandate), un dato che corrisponde ai risultati dell'indagine.

Tabella 8

Rapporto tra spedizioni prioritarie ed economiche (tutti i clienti)

Prodotto

Modello di servizio

Febbraio 2020

Marzo 2020

Aprile 2020

Maggio 2020

Lettere ordinarie

Priorità

[5 -7 ] %

[5 -7 ] %

[3,5 -6,5 ] %

[3,5 -6,5 ] %

Economia

[93 -95 ] %

[93 -95 ] %

[93,5 -96,5 ] %

[93,5 -96,5 ] %

Lettere raccomandate

Priorità

[13 -18 ] %

[13 -18 ] %

[13 -18 ] %

[13 -18 ] %

Economia

[82 -87 ] %

[82 -87 ] %

[82 -87 ] %

[82 -87 ] %

(198)

Per quanto concerne l'argomentazione di PNS di cui al considerando 67, secondo la quale le Poste ceche hanno deciso di gestire volontariamente una serie di uffici postali fino al 2016, la Commissione osserva che la decisione delle Poste ceche di gestire volontariamente una serie di uffici nel periodo 2013-2015 non porta necessariamente a concludere che le Poste ceche avrebbero dovuto optare per il medesimo approccio nel periodo 2018-2020. Inoltre, come spiegato dalle autorità ceche al considerando 85, la decisione delle Poste ceche di mantenere temporaneamente tali uffici postali aveva un senso dal punto di vista economico in considerazione dell'imminente decisione politica di aumentare il numero di uffici obbligatori a 3 200. La Commissione rileva altresì che, in linea di principio, gli Stati membri non sono tenuti a utilizzare lo stesso scenario controfattuale in ogni notifica di compensazione per l'obbligo di servizio universale, ma hanno la facoltà di adattarlo in base agli sviluppi del mercato. Tali sviluppi del mercato si rispecchiano realisticamente nei costi e nelle entrate di ciascun ufficio postale, dato che tali aspetti sono stati considerati nell'analisi volta a stabilire quali uffici sarebbero da chiudere e quali dovrebbero rimanere aperti nello scenario controfattuale. In ogni caso, il fattore decisivo è tuttavia l'eventualità che lo scenario controfattuale selezionato sia stato quantificato correttamente, in modo realistico, come spiegato ai considerando 205 e 206.

(199)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 62 e quella di PNS di cui ai considerando 71 e 72, secondo le quali le Poste ceche non sono un'impresa gestita in modo efficiente in quanto non spiegano né giustificano con precisione la necessità di tutti i costi richiesti per l'adempimento dell'obbligo in modo efficiente, la Commissione rileva che la spesa delle Poste ceche è monitorata dal ministero dell'Interno, mentre parallelamente le Poste ceche hanno messo in atto un proprio programma interno di conformità aziendale contro la corruzione e altre forme di condotta illecita. La Commissione rileva altresì che, nonostante tutte le misure in essere, qualora sussistano dubbi circa l'aggiudicazione di un particolare contratto, tale questione viene portata all'attenzione delle autorità competenti quali il tribunale municipale di Praga. Di conseguenza la Commissione ritiene che Zásilkovna non abbia dimostrato che le Poste ceche non sono un'impresa gestita in modo efficiente. Inoltre la Commissione ribadisce la conclusione di cui al considerando 175 secondo cui la separazione contabile tra le attività non relative ai SIEG e quelle relative ai SIEG così come attuata è conforme alla direttiva 2006/111/CE e al punto 44 della disciplina SIEG del 2012. Il calcolo del costo evitato netto tiene pertanto conto effettivamente soltanto dei costi necessari che le Poste ceche devono sostenere per adempiere l'obbligo in questione. Inoltre la metodologia del costo netto non tiene conto soltanto dei costi che un'impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente dotata, operante nel medesimo settore dovrebbe sostenere, in quanto ciò implicherebbe che la misura in questione non apporterebbe alcun vantaggio all'impresa in questione (sarebbe quindi soddisfatto anche il quarto criterio Altmark — cfr. considerando 120 e 121). Infine la Commissione osserva che l'attribuzione diretta del censimento del 2021 alle Poste ceche, di cui al considerando 72, non rientra nell'ambito di applicazione della presente decisione.

(200)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di al considerando 62 e quella di PNS di cui ai considerando 44, 45 e 69, secondo le quali le Poste ceche non sottraggono dal costo evitato netto finale le perdite che hanno volontariamente sostenuto fornendo i loro servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale a prezzi inferiori ai costi, la Commissione osserva che, in linea di principio, possono essere concessi sconti anche per i servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale. All'articolo 12 la direttiva 97/67/CE prevede che i prezzi dovrebbero essere correlati ai costi. Tuttavia i prodotti che non rientrano nell'ambito del servizio universale non sono oggetto dell'obbligo di correlare i prezzi ai costi e le Poste ceche sono libere di determinarne i prezzi in base alla domanda e all'offerta. In ogni caso, oltre alle argomentazioni delle denuncianti relative ai prodotti non relativi all'obbligo di servizio universale, la Commissione ha valutato i prezzi scontati anche dei prodotti soggetti ad obbligo di servizio universale e ha constatato che, sulla base delle informazioni fornite dalle autorità ceche, i prezzi volontariamente scontati dei prodotti soggetti all'obbligo di servizio universale sono più elevati rispetto ai rispettivi costi variabili medi e, di conseguenza, non incidono in alcun modo sul costo evitato netto. Infine, la Commissione rileva che l'attribuzione dei costi, fissi o variabili, ai vari prodotti non è correlata al prezzo di ciascun prodotto, scontato o meno. Poiché i costi di ciascun prodotto sono orientati al consumo di risorse e non al prezzo, la metodologia di attribuzione dei costi e i rispettivi criteri di attribuzione sono gli aspetti determinanti ai fini dell'attribuzione dei costi a ciascun prodotto. Tuttavia, come spiegato ai considerando da 169 a 172, la Commissione ha riscontrato che la metodologia di ripartizione dei costi e i rispettivi criteri di ripartizione sono conformi alla direttiva 97/67/CE, al diritto nazionale e alle norme approvate dal CTU, come certificato da un revisore dei conti indipendente per il periodo 2018-2020. La Commissione conclude pertanto che le Poste ceche non imputano indebitamente i costi dei prodotti non soggetti ad obbligo di servizio universale ai costi dei prodotti soggetti a tale obbligo al fine di aumentare il costo evitato netto.

(201)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 62 e quelle di PNS di cui al considerando 69, secondo le quali la massiccia riduzione degli uffici postali è del tutto irrealistica e contraria alle tendenze del mercato e non è stata adeguatamente quantificata, la Commissione ribadisce le sue osservazioni di cui al considerando 197 secondo le quali nello scenario controfattuale l'effetto stimato sulla domanda non soltanto dell'attività relativa all'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, ma anche dell'attività non relativa a tale obbligo, è attendibile. Inoltre, in risposta al rapido sviluppo del segmento dei punti di prelievo (il segmento cresce di anno in anno del 70 %-100 % e attualmente rappresenta circa il 20 % della distribuzione di merci da negozi online), le Poste ceche hanno introdotto un prodotto analogo a basso costo denominato Balík Do balíkovny (in inglese «Package Delivery to Package Pick-Up Outlet», ossia consegna di pacchi presso punti di prelievo), una circostanza questa che dimostra che la conversione degli uffici postali in punti postali è in linea con l'andamento del mercato.

(202)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 66 e l'argomentazione di PNS di cui al considerando 72, secondo le quali la riduzione della frequenza di consegna è la situazione effettiva delle Poste ceche che non è stata presa in considerazione nella quantificazione del rispettivo effetto sulla domanda, la Commissione rileva che, anche in presenza del nuovo sistema di consegna a due velocità, le Poste ceche continuano a essere tenute a effettuare le consegne ogni giorno, se tale servizio è richiesto e pagato dai clienti. Nello scenario controfattuale, tali consegne non avranno più luogo. In ogni caso, le autorità ceche hanno distinto, nei calcoli del costo evitato netto, i periodi precedenti e successivi all'introduzione della consegna a due velocità, mentre la quantificazione del rispettivo effetto sulla domanda si è basata su un'adeguata indagine di mercato ed è stata corroborata da osservazioni recenti riguardanti le tendenze riguardanti la clientela.

(203)

Per quanto concerne l'argomentazione di Zásilkovna di cui al considerando 36, secondo la quale le Poste ceche sarebbero state sovracompensate per l'obbligo di servizio universale dal 2013 al 2017 e avrebbero utilizzato tale compensazione eccessiva per sovvenzionare le loro attività commerciali, la Commissione rileva che la compensazione per l'obbligo di servizio universale dal 2013 al 2017 è stata approvata con la decisione del 2018 sull'obbligo di servizio universale che è stata confermata dal Tribunale nella causa T-316/18 (72). Dato che tale decisione non è stata impugnata, le conclusioni della Commissione contenute in tale decisione sono valide e definitive.

(204)

La Commissione rileva che, nel corso del procedimento di indagine formale, la Cechia ha riesaminato i calcoli del costo evitato netto notificato prendendo in considerazione ipotesi più prudenti nello scenario controfattuale (ossia abbassando il costo evitato netto). In particolare, la Cechia ha ipotizzato: i) un maggior potenziamento della capacità dei restanti uffici postali commerciali di evadere la domanda dirottata dagli uffici chiusi; e ii) perdite maggiori di fatturato dovute ad un'interpretazione più conservativa dei risultati delle indagini di mercato. La Cechia ha inoltre tenuto conto nello scenario fattuale, ove disponibili, dei dati effettivi, anziché dei dati previsti, un approccio questo che ha reso i calcoli del costo evitato netto più realistici; ha dimostrato, utilizzando delle stime, che le Poste ceche realizzerebbero ulteriori risparmi sui costi nelle loro operazioni di ritiro/consegna, senza tuttavia considerare tali risparmi nei calcoli del costo evitato netto; ha dimostrato che i prezzi volontariamente scontati dei prodotti oggetto di obbligo di servizio universale offerti ai clienti di grandi dimensioni continuano ad essere superiori ai rispettivi costi variabili medi e, quindi, non incidono in alcun modo indebitamente sul costo evitato netto; e ha tenuto correttamente conto del costo evitato netto del DBIS, aggiornato con i dati effettivi, nel calcolo del costo evitato netto di tale obbligo di servizio universale. Di conseguenza, la Cechia ha ridotto il costo evitato netto totale notificato per il periodo 2018-2022 da 12 300 433 665 CZK a 9 996 852 907 CZK, apportando una rettifica pari al – 18,73 %, come illustrato in dettaglio per ciascun anno nella tabella 9.

Tabella 9

Costo evitato netto notificato rispetto al costo evitato netto rettificato

Importi in CZK

2018

2019

2020

2021

2022

Totale

2018-2022

Costo evitato netto notificato

2 694 652 078

2 967 587 686

2 100 283 382

2 230 483 704

2 307 426 815

12 300 433 665

Costo evitato netto rettificato

2 402 212 803

2 498 215 225

1 631 363 967

1 723 251 833

1 741 809 079

9 996 852 907

% di rettifica

–10,85  %

–15,82  %

–22,33  %

–22,74  %

–24,51  %

–18,73  %

(205)

Alla luce di quanto sopra, la Commissione ritiene che lo scenario controfattuale descritto sia credibile e basato su presupposti razionali che rispecchiano lo sforzo delle Poste ceche volto ad ottimizzare la loro attività risparmiando sui costi e aumentando le entrate, mentre l'effetto sulla domanda di servizi delle Poste ceche è stato stimato correttamente, contrariamente a quanto affermato dalle denuncianti ai considerando 62, lettera c) e 68. Inoltre la Commissione ritiene che le spiegazioni fornite dalle Poste ceche, come illustrato ai considerando da 73 a 80, e dalle autorità ceche, come illustrato ai considerando da 81 a 93 e da 197 a 198, siano ragionevoli e sufficienti a dissipare i dubbi espressi dalla Commissione nella decisione di avvio. In condizioni di mercato, è comprensibile che le Poste ceche chiuderebbero gli uffici postali in perdita e manterrebbero quelli redditizi. La Commissione ritiene non significativo un raffronto tra la rete postale nello scenario controfattuale e quella delle denuncianti dato che i cosiddetti «uffici postali» delle denuncianti sono principalmente punti vendita (ad esempio chioschi edicola) e punti di prelievo (ossia locali di terzi che operano su commissione) che non possono essere equiparati agli uffici postali ai sensi della legge sui servizi postali. Tali punti vendita non soddisfano le prescrizioni pertinenti previste dalla legislazione nazionale e non possono offrire l'intera gamma di servizi oggetto dell'obbligo di servizio universale. Analogamente, è altresì logico che la frequenza delle consegne cambi per adattarsi alle condizioni del mercato e alla necessità di ridurre le perdite. Sebbene una minore frequenza di consegna e una riduzione della rete di uffici postali inciderebbero negativamente sulla domanda, le autorità ceche ne tengono conto nella progettazione dello scenario controfattuale.

II.   Calcolo dell'impatto dello scenario controfattuale su costi ed entrate delle Poste ceche

Fase 1: individuazione dell'impatto su costi ed entrate derivante dalla chiusura di alcuni uffici postali e dalla cessazione dei servizi DBIS nello scenario controfattuale

(206)

Occorre accertare l'ammontare dei costi e delle entrate che corrispondono alle attività e agli elementi di rete eliminati. La fonte di tali informazioni è la contabilità interna delle Poste ceche, ossia registrazioni contabili separate di costi ed entrate, in particolare dei costi e delle entrate riconosciuti nei singoli pool di costi (centri di costo). Viene utilizzato il metodo della determinazione dei costi per attività. Se l'attività in questione non fosse svolta, o se un determinato elemento della rete non fosse più gestito, i costi associati sarebbero risparmiati. I costi connessi al funzionamento dei singoli uffici postali sono iscritti in centri di costo distinti. Ciascun ufficio postale tiene registrazioni individuali nella propria contabilità di tutti i costi per il funzionamento dell'edificio e delle sue apparecchiature nonché per la manutenzione e le riparazioni, oltre a tutti i costi del personale per il personale di sportello e altri costi diretti associati alla fornitura di determinati servizi (ad esempio, l'uso di etichette, buoni, diritti per l'accesso a banche dati esterne ecc.). Le entrate per i servizi postali e non postali resi dagli uffici postali sono iscritti anch'essi nella contabilità dei singoli uffici postali. Inoltre le entrate generate da un ufficio postale sono registrate nella contabilità del suo pool di costi (integralmente), indipendentemente dal fatto che tali entrate coprano anche i costi di altre parti della catena postale (ad esempio, smistamento, trasporto e consegna). Le entrate dei servizi postali sono suddivise in tali parti della catena postale per poter confrontare il costo degli uffici postali con la parte rilevante delle entrate generate da tali uffici. Il fine è valutare se un determinato ufficio postale sia redditizio o meno, una circostanza questa che è importante per stabilire se tale ufficio postale debba essere mantenuto o meno nello scenario controfattuale (alternativo).

(207)

Le tabelle da 10 a 14 mettono a confronto il costo degli uffici postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale e individuano i costi evitati grazie alla riduzione proposta nello scenario controfattuale per il periodo 2018-2022.

Tabella 10

Confronto del costo di tutti gli uffici postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale (anno 2018)

Costo degli uffici postali (2018), in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

1)

Uffici obbligatori nel contesto dell'obbligo di servizio universale, di cui:

[…]

 

 

a)

Uffici postali da chiudere

[…]

[…]

[…]

b1)

Restanti uffici postali

[…]

[…]

[…]

b2)

Uffici postali convertiti in punti postali

[…]

[…]

[…]

2)

Uffici postali non obbligatori

[…]

[…]

[…]

Costo totale

[…]

[…]

1 971 954 710

Tabella 11

Confronto del costo di tutti gli uffici postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale (anno 2019)

Costo degli uffici postali (2019), in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

1)

Uffici obbligatori nel contesto dell'obbligo di servizio universale, di cui:

[…]

 

 

a)

Uffici postali da chiudere

[…]

[…]

[…]

b1)

Restanti uffici postali

[…]

[…]

[…]

b2)

Uffici postali convertiti in punti postali

[…]

[…]

[…]

2)

Uffici postali non obbligatori

[…]

[…]

[…]

Costo totale

[…]

[…]

2 068 972 772

Tabella 12

Confronto del costo di tutti gli uffici postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale (anno 2020)

Costo degli uffici postali (2020), in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

1)

Uffici obbligatori nel contesto dell'obbligo di servizio universale, di cui:

[…]

 

 

a)

Uffici postali da chiudere

[…]

[…]

[…]

b1)

Restanti uffici postali

[…]

[…]

[…]

b2)

Uffici postali convertiti in punti postali

[…]

[…]

[…]

2)

Uffici postali non obbligatori

[…]

[…]

[…]

Costo totale

[…]

[…]

2 087 416 256

Tabella 13

Confronto del costo di tutti gli uffici postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale (anno 2021)

Costo degli uffici postali (2021), in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

1)

Uffici obbligatori nel contesto dell'obbligo di servizio universale, di cui:

[…]

 

 

a)

Uffici postali da chiudere

[…]

[…]

[…]

b1)

Restanti uffici postali

[…]

[…]

[…]

b2)

Uffici postali convertiti in punti postali

[…]

[…]

[…]

2)

Uffici postali non obbligatori

[…]

[…]

[…]

Costo totale

[…]

[…]

2 092 609 307

Tabella 14

Confronto del costo di tutti gli uffici postali nello scenario fattuale e in quello controfattuale (anno 2022)

Costo degli uffici postali (2022), in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

1)

Uffici obbligatori nel contesto dell'obbligo di servizio universale, di cui:

[…]

 

 

a)

Uffici postali da chiudere

[…]

[…]

[…]

b1)

Restanti uffici postali

[…]

[…]

[…]

b2)

Uffici postali convertiti in punti postali

[…]

[…]

[…]

2)

Uffici postali non obbligatori

[…]

[…]

[…]

Costo totale

[…]

[…]

2 102 282 619

(208)

Tuttavia non ci si può aspettare che nello scenario controfattuale tutti i risparmi sui costi stimati derivanti dalla chiusura proposta di taluni uffici postali e dalla cessazione dei servizi DBIS possano essere realizzati integralmente. Quando un ufficio postale viene chiuso o se il servizio DBIS non viene più fornito, la domanda dei servizi forniti da quell'ufficio non scompare del tutto e gli invii postali cannibalizzati da DBIS continuerebbero ad essere consegnati per posta tradizionale (ossia in formato cartaceo) nello scenario controfattuale. Tale variazione della domanda incide tanto sui costi quanto sulle entrate e deve pertanto essere presa in considerazione nello scenario controfattuale. Al fine di modellizzare il modo in cui la domanda cambierebbe, le autorità ceche hanno spiegato di aver utilizzato le indagini di mercato e l'analisi presentata nella decisione DBIS (cfr. considerando 193). Secondo le indagini condotte, alcuni clienti sceglierebbero di continuare a utilizzare i servizi delle Poste ceche dopo la chiusura del loro ufficio postale e soddisferebbero la loro domanda di servizi presso un ufficio postale diverso. Tuttavia una parte della domanda andrebbe inevitabilmente persa, dato che alcuni clienti passerebbero ad altri concorrenti e alcuni clienti sceglierebbero di ridurre la loro domanda. Di conseguenza le Poste ceche perderebbero entrate sia a livello SIEG che non SIEG. La quantificazione della riduzione prevista delle entrate dovuta alla variazione della domanda conseguente alla chiusura degli uffici postali è riportata di seguito nella tabella 15.

Tabella 15

Riduzione delle entrate (2018-2022)

Anno

Entrate — scenario fattuale

Entrate — scenario controfattuale

Riduzione delle entrate (impatto dell'obbligo di servizio universale)

Aumento delle entrate (impatto di DBIS)

Differenza in termini di entrate

2018 (2 135  uffici postali chiusi + 462 punti postali)

[…]

[…]

[…]

[…]

509 492 440

2019 (2 155  uffici postali chiusi + 462 punti postali)

[…]

[…]

[…]

[…]

567 578 636

2020 (2 149  uffici postali chiusi + 462 punti postali)

[…]

[…]

[…]

[…]

825 285 436

2021 (2 149  uffici postali chiusi + 468 punti postali)

[…]

[…]

[…]

[…]

667 351 242

2022 (2 149  uffici postali chiusi + 468 punti postali)

[…]

[…]

[…]

[…]

769 075 085

(209)

La Cechia ha chiarito che tutti i costi associati alla fornitura del servizio DBIS (nello scenario fattuale) non verrebbero sostenuti nello scenario controfattuale. Il DBIS è operativamente e tecnologicamente separato dalle attività nella rete postale tradizionale e nessun processo è condiviso tra il DBIS e il processo postale e di altro tipo attuato presso gli uffici postali, nella rete di trasporto o presso i punti di consegna, quindi i costi diretti evitati del DBIS possono essere individuati in modo accurato.

(210)

Oltre all'analisi dell'impatto sulle entrate, il fatto che i clienti soddisfino la loro domanda di servizi postali e non postali presso un ufficio postale diverso implica che presso quest'ultimo ufficio debba essere disponibile una capacità sufficiente. Nel caso in cui sia necessaria capacità aggiuntiva, tale circostanza aumenta i costi delle risorse umane e delle apparecchiature per tale ufficio postale. I costi per la creazione di capacità sufficiente (aggiuntiva) presso gli uffici postali che restano aperti sono quindi una voce che riduce i costi risparmiati dalla chiusura degli altri uffici postali (ossia una diminuzione degli importi stimati risparmiabili nelle tabelle da 10 a 14). Il calcolo di tale capacità aggiuntiva si basa sul volume di servizi che ci si aspetterebbe di trasferire dagli uffici postali chiusi. Il volume è tradotto in ore lavorative in base alle norme sull'orario di lavoro per le attività e quindi ulteriormente tradotto in costi (aggiuntivi). Nella tabella 16 sono riportati i costi legati alla necessità di aumentare la capacità dei rimanenti uffici postali e l'impatto sui costi evitati.

Tabella 16

Riduzione dei costi sulla rete degli uffici postali dopo aver tenuto conto dell'incremento di capacità (2018-2022)

Importi in CZK

Risparmio sui costi 2018

Risparmio sui costi 2019

Risparmio sui costi 2020

Risparmio sui costi 2021

Risparmio sui costi 2022

Costi evitati dalla chiusura degli uffici postali

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Costo per l'aumento della capacità degli uffici postali rimanenti*

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Costo per l'aumento della capacità degli uffici postali rimanenti che forniscono il servizio DBIS**

[…]

[…]

[…]

[…]

[…]

Risparmi finali sui costi derivanti dalla chiusura degli uffici postali

1 665 731 514

1 678 453 114

1 704 858 692

1 756 093 539

1 753 203 324

Fase 2: individuazione dell'impatto su costi ed entrate derivante dalla riduzione della frequenza di consegna di lettere nello scenario controfattuale

(211)

Le Poste ceche, con l'aiuto di un consulente esterno, hanno condotto un'analisi della quantità e della frequenza delle lettere consegnate in tutto il paese. L'analisi si è basata sulla frequenza delle visite presso i recapiti dei clienti nei singoli distretti postali così come sulla struttura delle spedizioni recapitate.

(212)

Le Poste ceche non hanno intenzione di modificare la consegna dei pacchi, dato che il mercato della consegna dei pacchi è sufficientemente competitivo. Di conseguenza la frequenza di consegna dei pacchi non è soggetta a modifiche nello scenario controfattuale.

(213)

Per il 2018-2019, lo scenario fattuale comprende la consegna G+1 e lo scenario controfattuale comprende la consegna G+n per lettere ordinarie e raccomandate. Una minore frequenza di consegna nello scenario controfattuale comporta risparmi in relazione a veicoli e manodopera (ossia in relazione al numero di corrieri postali). Il risparmio sui costi viene dedotto da un'analisi dei costi registrati nella contabilità in pool di costi e in sistemi operativi specializzati (ad esempio, sistema di misurazione della produttività delle consegne). I costi si dividono in due tipologie: costi fissi associati alla consegna postale e costi variabili relativi alla gestione delle lettere (ad esempio, inserimento delle lettere nelle cassette delle lettere, consegna delle raccomandate, registrazione delle consegne — firme dei destinatari). I costi per lo svolgimento di un giro possono essere considerati i costi che si risparmiano se l'addetto alle consegne postali non esce a effettuare tale giro (si risparmiano i costi relativi ai veicoli, al carburante e al personale). I costi dell'effettiva consegna (recapito) delle spedizioni ai destinatari sono parzialmente risparmiati, a seconda della precisa riduzione della domanda di servizi.

(214)

Nel periodo 2020-2022, lo scenario fattuale comprende la consegna G+1 e G+n di lettere e lo scenario controfattuale comprende la consegna G+n. Il costo netto di consegna per il periodo 2020-2022 è inferiore perché considera solo i costi aggiuntivi e le entrate aggiuntive per la consegna G+1 di lettere. Non si prevede che una riduzione della frequenza di consegna riduca la domanda di servizi. Una riduzione della domanda è prevista soltanto come conseguenza della riduzione della rete di uffici postali.

(215)

Le ipotesi di cui al considerando 215 sono state confermate non soltanto da un'indagine di mercato, ma anche da recenti osservazioni di mercato, come spiegato al considerando 203. Nella misurazione del costo evitato, ogni tipo di risparmio sui costi viene quantificato separatamente. I risparmi sui costi sono dettagliati nelle tabelle da 17 a 21.

Tabella 17

Risparmio sui costi dovuto a una riduzione della frequenza di consegna, considerando l'impatto dovuto all'abolizione del DBIS (2018)

Costi (CZK) 2018

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati (risparmiati).

Rete di consegna — lettere

 

 

 

giri durante le consegne all'interno del distretto

[…]

[…]

[…]

impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

trasporto

[…]

[…]

[…]

numero di veicoli necessari

[…]

[…]

[…]

spese fisse

[…]

[…]

[…]

Rete di consegna — pacchi

[…]

[…]

0

Costi totali — rete di consegna completa

[…]

[…]

964 172 812

Tabella 18

Risparmio sui costi dovuto a una riduzione della frequenza di consegna, considerando l'impatto dovuto all'abolizione del DBIS (2019)

Costi (CZK) 2019

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati (risparmiati).

Rete di consegna — lettere

 

 

 

giri durante le consegne all'interno del distretto

[…]

[…]

[…]

impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

trasporto

[…]

[…]

[…]

numero di veicoli necessari

[…]

[…]

[…]

spese fisse

[…]

[…]

[…]

Rete di consegna — pacchi

[…]

[…]

0

Costi totali — rete di consegna completa

[…]

[…]

984 317 954

Tabella 19

Risparmio sui costi dovuto alla riduzione della frequenza di consegna, considerando l'impatto dovuto all'abolizione del DBIS (2020)

Costi (CZK) 2020

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati (risparmiati).

Rete di consegna — lettere

 

 

 

giri durante le consegne all'interno del distretto

[…]

[…]

[…]

impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

trasporto

[…]

[…]

[…]

numero di veicoli necessari

[…]

[…]

[…]

spese fisse

[…]

[…]

[…]

Rete di consegna — pacchi

[…]

[…]

0

Costi totali — rete di consegna completa

[…]

[…]

30 535 370

Tabella 20

Risparmio sui costi dovuto alla riduzione della frequenza di consegna, considerando l'impatto dovuto all'abolizione del DBIS (2021)

Costi (CZK) 2021

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati (risparmiati).

Rete di consegna — lettere

 

 

 

giri durante le consegne all'interno del distretto

[…]

[…]

[…]

impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

trasporto

[…]

[…]

[…]

numero di veicoli necessari

[…]

[…]

[…]

spese fisse

[…]

[…]

[…]

Rete di consegna — pacchi

[…]

[…]

0

Costi totali — rete di consegna completa

[…]

[…]

155 551 623

Tabella 21

Risparmio sui costi dovuto alla riduzione della frequenza di consegna, considerando l'impatto dovuto all'abolizione del DBIS (2022)

Costi (CZK) 2022

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati (risparmiati).

Rete di consegna — lettere

 

 

 

giri durante le consegne all'interno del distretto

[…]

[…]

[…]

impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

trasporto

[…]

[…]

[…]

numero di veicoli necessari

[…]

[…]

[…]

spese fisse

[…]

[…]

[…]

Rete di consegna — pacchi

[…]

[…]

0

Costi totali — rete di consegna completa

[…]

[…]

143 084 135

Fase 3: individuazione dei costi evitati relativi alla riduzione delle attività amministrative associate alla fornitura di servizi universali

(216)

Nello scenario fattuale, vi sono attività amministrative direttamente collegate all'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche. Le Poste ceche prevedono di interrompere lo svolgimento di alcune di tali attività nello scenario controfattuale.

(217)

Vi sono altre attività amministrative che le Poste ceche svolgerebbero volontariamente nello scenario controfattuale, anche se in misura minore rispetto allo scenario fattuale. Ad esempio, le Poste ceche manterrebbero comunque un sistema di contabilità dei costi anche se non fosse affidato ad esse l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche.

(218)

Le attività amministrative pertinenti che le Poste ceche prevedono di interrompere nello scenario controfattuale sono le seguenti:

a)

misurazione dei tempi di trasporto e dei tempi dei flussi di trasporto: le Poste ceche sono tenute a consegnare entro G+1 secondo determinati livelli di qualità. Le misurazioni dei tempi di trasporto, inclusi tutti i documenti di origine, devono essere fornite all'autorità di regolamentazione. Le Poste ceche incaricano un'agenzia indipendente per lo svolgimento di tali misurazioni;

b)

tenuta di registrazioni separate e dettagliate per i costi e le entrate relativi all'obbligo di servizio universale: le Poste ceche sono tenute a tenere registrazioni separate in merito ai costi e alle entrate relativi all'attività concernente l'obbligo di servizio universale. Il costo di tale obbligo è calcolato come costo di elaborazione e mantenimento del modello di registrazione separata dei costi e delle entrate, e della relativa rendicontazione;

c)

verifica contabile delle registrazioni separate: le Poste ceche sono tenute a fare verificare da un soggetto indipendente le registrazioni separate dei costi e delle entrate. Se non fossero state obbligate a tenere contabilità separate, le Poste ceche avrebbero mantenuto soltanto la revisione legale dei conti;

d)

documenti di origine per i costi netti dell'obbligo di servizio universale: le Poste ceche necessitano di documenti di origine pertinenti per poter calcolare i costi dell'obbligo di servizio universale. A tale fine le Poste ceche hanno incaricato una società indipendente specializzata in calcoli geodetici (collegamento della produzione con mappe e individuazione dei distretti di consegna). L'importo di tali costi annuali è stato incluso nei costi netti dell'obbligo di servizio universale;

e)

dipartimento di regolamentazione: i costi dell'unità organizzativa che garantisce la comunicazione con l'autorità di regolamentazione in merito agli obblighi dell'obbligo di servizio universale, compresa l'elaborazione dei suoi incentivi di qualità relativi all'obbligo di servizio universale;

f)

dipartimento delle tecnologie postali: i costi dell'unità organizzativa che garantisce i prerequisiti per il rispetto dei parametri qualitativi dell'obbligo di servizio universale riguardanti il funzionamento di Poste ceche (ad esempio, lo sviluppo dei requisiti qualitativi dell'obbligo di servizio universale in norme operative, il monitoraggio della qualità dei servizi e l'adozione di misure correttive) e il rispetto dell'obbligo di rendicontazione dell'operatore dei servizi postali.

(219)

I relativi risparmi sui costi derivanti dalla riduzione di tali attività amministrative sono riportati nelle tabelle da 22 a 26.

Tabella 22

Risparmio sui costi derivante dalle attività amministrative (2018)

Importi per il 2018 in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

Misurazione dei tempi di trasporto e dei flussi di trasporto

[…]

[…]

[…]

Tenuta di conti separati per costi ed entrate

[…]

[…]

[…]

Revisione della contabilità separata

[…]

[…]

[…]

Materiali di riferimento per il calcolo del costo netto

[…]

[…]

[…]

Divisione licenze postali

[…]

[…]

[…]

Divisione tecnologie postali

[…]

[…]

[…]

Costo totale evitato derivante dalla riduzione delle attività amministrative

[…]

[…]

26 074 775


Tabella 23

Risparmio sui costi derivante dalle attività amministrative (2019)

Importi per il 2019 in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

Misurazione dei tempi di trasporto e dei flussi di trasporto

[…]

[…]

[…]

Tenuta di conti separati per costi ed entrate

[…]

[…]

[…]

Revisione della contabilità separata

[…]

[…]

[…]

Materiali di riferimento per il calcolo del costo netto

[…]

[…]

[…]

Divisione licenze postali

[…]

[…]

[…]

Divisione tecnologie postali

[…]

[…]

[…]

Costo totale evitato derivante dalla riduzione delle attività amministrative

[…]

[…]

25 869 244


Tabella 24

Risparmio sui costi derivante dalle attività amministrative (2020)

Importi per il 2020 in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

Misurazione dei tempi di trasporto e dei flussi di trasporto

[…]

[…]

[…]

Tenuta di conti separati per costi ed entrate

[…]

[…]

[…]

Revisione della contabilità separata

[…]

[…]

[…]

Materiali di riferimento per il calcolo del costo netto

[…]

[…]

[…]

Divisione licenze postali

[…]

[…]

[…]

Divisione tecnologie postali

[…]

[…]

[…]

Costo totale evitato derivante dalla riduzione delle attività amministrative

[…]

[…]

28 386 061


Tabella 25

Risparmio sui costi derivante dalle attività amministrative (2021)

Importi per il 2021 in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

Misurazione dei tempi di trasporto e dei flussi di trasporto

[…]

[…]

[…]

Tenuta di conti separati per costi ed entrate

[…]

[…]

[…]

Revisione della contabilità separata

[…]

[…]

[…]

Materiali di riferimento per il calcolo del costo netto

[…]

[…]

[…]

Divisione licenze postali

[…]

[…]

[…]

Divisione tecnologie postali

[…]

[…]

[…]

Costo totale evitato derivante dalla riduzione delle attività amministrative

[…]

[…]

28 652 075


Tabella 26

Risparmio sui costi derivante dalle attività amministrative (2022)

Importi per il 2022 in CZK

Scenario fattuale

Scenario controfattuale

Costi evitati

Misurazione dei tempi di trasporto e dei flussi di trasporto

[…]

[…]

[…]

Tenuta di conti separati per costi ed entrate

[…]

[…]

[…]

Revisione della contabilità separata

[…]

[…]

[…]

Materiali di riferimento per il calcolo del costo netto

[…]

[…]

[…]

Divisione licenze postali

[…]

[…]

[…]

Divisione tecnologie postali

[…]

[…]

[…]

Costo totale evitato derivante dalla riduzione delle attività amministrative

[…]

[…]

29 222 379

III.   Individuazione e calcolo dei vantaggi immateriali e di mercato

(220)

I vantaggi immateriali e di mercato sono quei vantaggi goduti da un fornitore, in ragione del suo status di fornitore di servizi universali, che comporta un miglioramento della sua redditività.

(221)

I tipici vantaggi immateriali nel settore postale di cui alla letteratura comprendono:

a)

miglioramento del valore del marchio;

b)

vendita esclusiva di francobolli e articoli filatelici;

c)

effetto pubblicitario migliorato;

d)

effetti sulla domanda dovuti all'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto (IVA);

e)

economie di scala e portata;

f)

ubiquità e vantaggi di rete;

g)

costi di transazione più bassi e una migliore acquisizione di clienti grazie all'uniformità dei prezzi.

(222)

Di seguito sono presentati i vantaggi immateriali e di mercato relativi allo status di fornitore di servizi universali individuati dalle Poste ceche.

(223)

Il miglioramento del valore del marchio è inteso come un vantaggio in quanto il fornitore di servizi universali ottiene entrate più elevate perché il marchio è ben noto e le persone credono che garantisca una determinata qualità del servizio. Tale vantaggio è espresso finanziariamente come importo delle entrate corrispondenti alla percentuale di clienti del titolare della licenza che non utilizzerebbero i suoi servizi postali qualora lo stesso non adempiesse l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche. Per il calcolo di tale vantaggio è stata utilizzata una percentuale dello 0,4 % (73) tenendo conto delle conclusioni tratte nello «Studio sui principi utilizzati per calcolare i costi netti dell'obbligo di servizio universale postale» (solo in EN) (74).

(224)

Il vantaggio derivante dal diritto esclusivo del fornitore di servizi universali di vendere francobolli e altri buoni è dovuto al fatto che alcuni francobolli e simboli venduti non vengono mai utilizzati (tra gli altri motivi perché sono collezionati per scopi filatelici). Il valore di tale vantaggio è espresso finanziariamente come somma dei seguenti elementi: i) la stima del valore dei francobolli e dei buoni venduti e inutilizzati; e ii) una stima delle entrate derivanti dalla vendita di francobolli, buoni e altri prodotti analoghi per fini filatelici.

(225)

L'effetto pubblicitario migliorato è il vantaggio che il fornitore di servizi universali ottiene dalla possibilità di utilizzare parti selezionate dei suoi beni (quali autovetture o edifici) per fini commerciali. Tale vantaggio può essere calcolato come il risparmio per il fornitore di servizi universali in relazione ai costi di commercializzazione (ossia il costo che dovrebbe sostenere sul mercato per la commercializzazione del proprio marchio e dei propri prodotti nello stesso luogo), tenendo conto di qualsiasi entrata effettiva ottenuta affittando ad altre imprese spazi pubblicitari presso i propri locali. Ad esempio, per calcolare il valore degli spazi pubblicitari dei propri locali, sono stati utilizzati i listini prezzi di società pubblicitarie o dei comuni. Tali prezzi sono stati successivamente adattati alle dimensioni dello spazio pubblicitario presso i locali delle Poste ceche. Su tale base, le autorità ceche hanno stimato un valore derivante dalla pubblicità su edifici e dalla pubblicità sui veicoli.

(226)

La parte riguardante i servizi postali dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, beneficia di un'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto («IVA»). L'esenzione dall'IVA su tali servizi incide sul fornitore nello scenario controfattuale in due modi: i) nel contesto delle entrate (vantaggi dipendenti dall'elasticità dei prezzi per categorie diverse di clienti); e ii) nel contesto dei costi (il fornitore di servizi universali non può richiedere l'IVA a monte per i servizi universali).

(227)

Entrambe le conseguenze relative all'IVA sono state prese in considerazione nel calcolo di tale vantaggio immateriale e il valore risultante corrisponde alla differenza di tali elementi.

(228)

L'impatto nel contesto delle entrate è calcolato misurando il modo in cui l'introduzione dell'IVA al 21 % sarebbe percepita dai clienti dei servizi postali. La struttura della clientela in termini di assoggettamento (o meno) all'IVA è essenziale ai fini della determinazione dell'importo del vantaggio relativo all'IVA. I clienti che non possono dedurre l'IVA in una dichiarazione dei redditi (imprese aziendali — pagatori non soggetti ad IVA) percepiscono un aumento dei prezzi a seguito dell'introduzione dell'IVA come un aumento assoluto del prezzo, che potrebbe scoraggiarli dal ricorrere ai servizi postali delle Poste ceche. Per i clienti che godono di un regime speciale (organismi statali), ci si potrebbe aspettare una certa riduzione delle entrate; soltanto per le lettere raccomandate l'elasticità è bassa dato che alcuni tipi di documenti devono essere inviati come spedizioni raccomandate. Il valore del vantaggio relativo all'IVA è stato determinato (75) al [2-8] % delle entrate per le lettere raccomandate della pubblica amministrazione. Un aumento del prezzo a seguito dell'applicazione dell'IVA potrebbe essere applicato in larga misura tra i clienti finali (vendita al dettaglio). Il vantaggio relativo all'IVA è stato quantificato come pari al [4-9] % delle entrate per i servizi relativi a tali clienti. I clienti che versano l'IVA possono dedurla nelle loro dichiarazioni dei redditi e per questo motivo un aumento del prezzo dell'IVA non incide negativamente su di essi; pertanto, il loro comportamento non viene influenzato da un aumento del prezzo dovuto all'IVA. Di conseguenza l'IVA non costituisce un vantaggio in relazione a tali clienti.

(229)

Le autorità ceche hanno spiegato che hanno altresì considerato i potenziali vantaggi immateriali elencati al considerando 215, lettere da e) a g), ma che ritengono che non sarebbero pertinenti nel caso delle Poste ceche. Secondo le autorità ceche, le economie di scala sono considerate nello scenario controfattuale; di conseguenza il calcolo di un vantaggio immateriale di questo tipo porterebbe a una doppia contabilizzazione. Per quanto concerne l'ubiquità e il vantaggio di rete delle Poste ceche, le autorità ceche ritengono che tali elementi rappresentino uno svantaggio piuttosto che un vantaggio per il titolare della licenza postale designato, dato che quest'ultimo è tenuto a gestire uffici postali anche in luoghi nei quali la domanda è bassa (insufficiente). Tale svantaggio viene solo leggermente compensato dalla possibilità di commercializzazione degli uffici postali, che possono offrire un ampio portafoglio di servizi. Inoltre, anche i concorrenti delle Poste ceche offrono servizi di consegna in tutto il paese senza essere tenuti a mantenere una rete così densa di uffici postali che deve soddisfare i requisiti minimi in termini di servizi disponibili. Infine, per quanto concerne l'applicazione di prezzi uniformi, le autorità ceche spiegano che le Poste ceche offrirebbero prezzi uniformi anche nello scenario controfattuale e che pertanto non vi sarebbe alcun vantaggio derivante da tale aspetto. Inoltre anche altri operatori postali offrono prezzi uniformi.

(230)

La tabella 27 riporta l'importo stimato annuale di vantaggi immateriali per categoria di vantaggi immateriali, unitamente al valore aggregato.

Tabella 27

Vantaggi immateriali nel periodo 2018-2022

Importi in CZK

Valore (2018)

Valore (2019)

Valore (2020)

Valore (2021)

Valore (2022)

a)

Miglioramento del valore del marchio

[47 000 000 -49 000 000 ]

[47 000 000 -49 000 000 ]

[47 000 000 -49 000 000 ]

[46 000 000 -48 000 000 ]

[48 000 000 -50 000 000 ]

b)

Vendita esclusiva di francobolli e articoli filatelici

[29 000 000 -31 000 000 ]

[20 000 000 -24 000 000 ]

[25 000 000  -29 000 000 ]

[24 000 000 -26 000 000 ]

[23 000 000 -25 000 000 ]

c)

Effetto pubblicitario migliorato

[5 000 000 -6 000 000 ]

[5 000 000 -6 000 000 ]

[5 000 000 -6 000 000 ]

[5 000 000 -6 000 000 ]

[5 000 000 -6 000 000 ]

d)

Vantaggio derivante dall'esenzione dell'IVA

[1 000 000 -3 000 000 ]

[10 000 000 -15 000 000 ]

[10 000 000 -15 000 000 ]

[500 000 -1 000 000 ]

[3 000 000 -6 000 000 ]

Valore totale dei vantaggi immateriali e di mercato

85 243 182

89 520 368

90 441 323

77 782 080

83 283 689

IV.   Calcolo del costo evitato netto totale sostenuto dalle Poste ceche tanto per il DBIS quanto per l'obbligo di servizio universale

(231)

Le tabelle da 28 a 32 forniscono una panoramica dei vari elementi del calcolo totale dei costi netti di DBIS e dell'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche, come spiegato sopra.

Tabella 28

Riepilogo del calcolo del costo evitato netto totale per il DBIS e l'obbligo di servizio universale per il 2018

Differenza tra scenario fattuale e scenario controfattuale nel 2018 in CZK

Costi evitati

Entrate (differenza)

Costo netto

Infrastruttura postale

 

 

 

Effetto della chiusura degli uffici postali  compresa la cannibalizzazione (A)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione della frequenza di consegna  compresa la cannibalizzazione (B)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione delle attività amministrative (c)

[…]

[…]

[…]

altro impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

Totale infrastruttura postale (D)

[…]

[…]

2 961 954 995

Valore totale dei vantaggi immateriali e di mercato (E)

 

 

–85 243 182

Margine di utile ragionevole (F)

 

 

70 395 489

Abolizione del DBIS (G)

[…]

[…]

399 895 500

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale e del DBIS (G+D+E+F)

[…]

[…]

3 347 002 803


Tabella 29

Riepilogo del calcolo del costo evitato netto totale per il DBIS e l'obbligo di servizio universale per il 2019

Differenza tra scenario fattuale e scenario controfattuale nel 2019 in CZK

Costi evitati

Entrate (differenza)

Costo netto

Infrastruttura postale

 

 

 

Effetto della chiusura degli uffici postali  compresa la cannibalizzazione (A)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione della frequenza di consegna  compresa la cannibalizzazione (B)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione delle attività amministrative (c)

[…]

[…]

[…]

altro impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

Totale infrastruttura postale (D)

[…]

[…]

3 056 279 020

Valore totale dei vantaggi immateriali e di mercato (E)

 

 

–89 520 368

Margine di utile ragionevole (F)

 

 

51 039 074

Abolizione del DBIS (G)

[…]

[…]

365 740 500

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale e del DBIS (G+D+E+F)

[…]

[…]

3 383 538 225


Tabella 30

Riepilogo del calcolo del costo evitato netto totale per il DBIS e l'obbligo di servizio universale per il 2020

Differenza tra scenario fattuale e scenario controfattuale nel 2020 in CZK

Costi evitati

Entrate (differenza)

Costo netto

Infrastruttura postale

 

 

 

Effetto della chiusura degli uffici postali  compresa la cannibalizzazione (A)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione della frequenza di consegna  compresa la cannibalizzazione (B)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione delle attività amministrative (c)

[…]

[…]

[…]

altro impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

Totale infrastruttura postale (D)

[…]

[…]

2 364 647 327

Valore totale dei vantaggi immateriali e di mercato (E)

 

 

–90 441 323

Margine di utile ragionevole (F)

 

 

54 711 963

Abolizione del DBIS (G)

[…]

[…]

405 093 000

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale e del DBIS (G+D+E+F)

[…]

[…]

2 734 010 967


Tabella 31

Riepilogo del calcolo del costo evitato netto totale per il DBIS e l'obbligo di servizio universale per il 2021

Differenza tra scenario fattuale e scenario controfattuale nel 2021 in CZK

Costi evitati

Entrate (differenza)

Costo netto

Infrastruttura postale

 

 

 

Effetto della chiusura degli uffici postali  compresa la cannibalizzazione (A)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione della frequenza di consegna  compresa la cannibalizzazione (B)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione delle attività amministrative (c)

[…]

[…]

[…]

altro impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

Totale infrastruttura postale (D)

[…]

[…]

2 388 112 789

Valore totale dei vantaggi immateriali e di mercato (E)

 

 

–77 782 080

Margine di utile ragionevole (F)

 

 

87 966 118

Abolizione del DBIS (G)

[…]

[…]

385 330 000

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale e del DBIS (G+D+E+F)

[…]

[…]

2 783 626 828


Tabella 32

Riepilogo del calcolo del costo evitato netto totale per il DBIS e l'obbligo di servizio universale per il 2022

Differenza tra scenario fattuale e scenario controfattuale nel 2022 in CZK

Costi evitati

Entrate (differenza)

Costo netto

Infrastruttura postale

 

 

 

Effetto della chiusura degli uffici postali  compresa la cannibalizzazione (A)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione della frequenza di consegna  compresa la cannibalizzazione (B)

[…]

[…]

[…]

Effetto della riduzione delle attività amministrative (c)

[…]

[…]

[…]

altro impatto del DBIS (aumento delle lettere)*

[…]

[…]

[…]

Totale infrastruttura postale (D)

[…]

[…]

2 459 402 481

Valore totale dei vantaggi immateriali e di mercato (E)

 

 

–83 283 689

Margine di utile ragionevole (F)

 

 

85 139 498

Abolizione del DBIS (G)

[…]

[…]

377 178 000

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale e del DBIS (G+D+E+F)

[…]

[…]

2 838 436 290

(232)

La tabella 33 presenta una panoramica del costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale per le Poste ceche, che equivale alla differenza tra il costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale e del DBIS meno il costo evitato netto del DBIS, come ricalcolato sulla base della metodologia approvata con la decisione DBIS ma considerando i dati effettivi nello scenario fattuale per il periodo 2018-2021.

Tabella 33

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale delle Poste ceche nel corso del periodo 2018-2022

Anno

2018

2019

2020

2021

2022

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale + DBIS (a)

3 347 002 803

3 383 538 225

2 734 010 967

2 783 626 828

2 838 436 290

Costo evitato netto del DBIS (b)

944 790 000

885 323 000

1 102 647 000

1 060 374 995

1 096 627 211

Costo evitato netto dell'obbligo di servizio universale (c=a-b)

2 402 212 803

2 498 215 225

1 631 363 967

1 723 251 833

1 741 809 079

8.2.8.1.   Credibilità della metodologia del costo evitato netto proposta dalle autorità ceche

(233)

La Commissione rileva che la metodologia per il calcolo del costo netto delle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio pubblico, così come definito dalle autorità ceche, non si basa sulla metodologia di attribuzione dei costi, che calcola il costo netto necessario per l'adempimento degli obblighi di servizio pubblico come differenza tra i costi e le entrate per un fornitore designato della dell'adempimento dell'obbligo di servizio pubblico, bensì sulla metodologia del costo evitato netto. Secondo la metodologia del costo evitato netto, il costo netto che si prevede sia necessario per adempiere l'obbligo di servizio pubblico, nel caso di specie l'obbligo di servizio universale, viene calcolato come la differenza tra il costo netto del fornitore (Poste ceche) che opera adempiendo l'obbligo di servizio pubblico e il costo netto che il fornitore avrebbe sostenuto qualora non avesse dovuto adempiere tale obbligo. Di conseguenza, indipendentemente dall'esistenza di una politica di fissazione dei prezzi dei servizi postali universali determinata dalla legge sui servizi postali, che è già considerata garantire un livello adeguato di profitto, le Poste ceche possono comunque sostenere un costo netto quando adempiono un obbligo di servizio pubblico quale l'obbligo di servizio universale. In effetti, la metodologia del costo evitato netto tiene conto del costo aggiuntivo sostenuto dal fornitore quando adempie l'obbligo di servizio universale rispetto a una situazione ipotetica nella quale il fornitore non deve fornire il servizio pubblico.

(234)

Pertanto la Commissione conclude che la metodologia del costo evitato netto proposta dalle autorità ceche è appropriata per determinare i costi netti sostenuti dalle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale. La metodologia del costo evitato netto soddisfa le prescrizioni di cui alla disciplina SIEG del 2012. In particolare lo scenario controfattuale è credibile così come la stima del suo impatto finanziario sulle attività delle Poste ceche. Inoltre le correzioni dei vantaggi immateriali sono state considerate in modo adeguato.

8.2.8.2.   Margine di utile ragionevole

(235)

Il punto 21 della disciplina SIEG del 2012 prevede l'inclusione di un profitto ragionevole nel costo netto della fornitura di un SIEG. Le autorità ceche hanno aggiunto un margine di utile ragionevole al calcolo del costo evitato netto determinato come differenza del costo del capitale impiegato dalle Poste ceche nel passaggio dallo scenario fattuale a quello controfattuale (76). Tale costo del capitale si basava sul costo medio ponderato del capitale (WACC). I valori di WACC tanto per lo scenario fattuale (ossia l'8,22 %) quanto per lo scenario controfattuale (ossia l'8,92 %), per il periodo di incarico 2018-2022, sono stati calcolati nella seconda metà del 2018 dal CTU in collaborazione con dei consulenti.

(236)

Secondo un documento di lavoro dei servizi della Commissione del 2015 (77) il costo del concetto di capitale viene utilizzato come misurazione economica ragionevole della redditività. Il WACC viene utilizzato comunemente come costo del concetto di capitale. Indica il tasso di remunerazione che deve essere generato al fine di garantire che gli investitori siano disposti a mantenere il proprio investimento in condizioni di concorrenza. Il WACC associato alla fornitura del servizio universale è appropriato per garantire che tutti i costi pertinenti del fornitore di servizi universali siano presi in considerazione. La Commissione rileva che la metodologia utilizzata, come dettagliato nelle relazioni annuali di verifica del costo evitato netto del CTU, nonché il valore del WACC tanto nello scenario fattuale quanto in quello controfattuale sono appropriati per stimare il margine di utile ragionevole delle Poste ceche nell'adempiere l'obbligo di servizio universale, così come definito dalle autorità ceche. In conclusione la Commissione ritiene che il margine di utile ragionevole preso in considerazione nei calcoli relativi al costo evitato netto sia accettabile.

8.2.8.3.   Definizione dell'onere indebito

(237)

Le Poste ceche ricevono una compensazione soltanto per la parte del costo netto dell'obbligo di servizio universale che è considerata un onere indebito per il fornitore. L'articolo 34d della legge sui servizi postali specifica che costi netti superiori a 1 500 milioni di CZK all'anno non sono considerati un onere indebito (78).

(238)

Secondo le autorità ceche, l'ultimo passo della procedura amministrativa consiste nel confrontare il costo netto dell'obbligo di servizio universale con il limite (massimale) dell'onere indebito stabilito nella legge sui servizi postali. L'importo massimo di compensazione che può essere concesso alle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale è limitato all'importo stabilito al considerando 238. Ai fini degli aiuti di Stato, ciò che è rilevante è che le Poste ceche non siano sovracompensate (ossia che queste ultime non ricevano una compensazione che supera il risultato del calcolo del costo evitato netto). La determinazione dell'onere indebito e del suo livello è una questione normativa e non incide sulla valutazione della compatibilità nel contesto della disciplina SIEG.

8.2.9.   Incentivi all'efficienza

(239)

Il punto 39 della disciplina SIEG del 2012 recita: «[n]el definire il metodo di compensazione, gli Stati membri devono introdurre incentivi a favore di una prestazione efficiente di SIEG di elevata qualità, a meno che possano debitamente dimostrare che questo non sia possibile o opportuno».

(240)

Le autorità ceche hanno spiegato che sono presenti incentivi all'efficienza nel meccanismo di compensazione.

(241)

L'importo massimo della compensazione è stabilito nella legge sui servizi postali (ossia 1 500 milioni di CZK per ogni anno). Tale importo è fisso e non verrà adeguato per tenere conto dell'inflazione. Nel caso in cui il costo netto dell'obbligo di servizio universale superi l'importo di 1 500 milioni di CZK per ogni anno, le Poste ceche devono coprire tale eccedenza con risorse proprie. Ciò fornisce un incentivo alle Poste ceche per operare in modo efficiente.

8.2.10.   Verifica dell'assenza di sovracompensazione

(242)

Le autorità ceche hanno confermato che esiste un meccanismo che permette di evitare le sovracompensazioni: in conformità con l'articolo 34d della legge sui servizi postali, il titolare della licenza postale può presentare una richiesta al CTU per il rimborso dei costi netti che rappresentano un onere finanziario indebito. La richiesta deve essere presentata entro il 31 agosto dell'anno in corso per l'anno precedente (periodo di fatturazione). Il CTU esegue la procedura amministrativa di verifica del costo netto calcolato dalle Poste ceche utilizzando la metodologia del costo evitato netto. Dopo la verifica, il CTU stabilisce se il costo netto rappresenta un onere finanziario indebito conformemente ai limiti stabiliti all'articolo 34d della legge sui servizi postali. Più specificamente, il rimborso non può superare l'importo di 1 500 milioni di CZK per ogni anno. Inoltre, la Commissione rileva che l'importo massimo della compensazione del servizio pubblico che può essere pagato alle Poste ceche per il periodo 2018-2022 è significativamente inferiore al costo netto calcolato per tale periodo. La tabella 43 evidenzia il costo evitato netto stimato dell'obbligo di servizio universale mettendolo a confronto con l'importo massimo di compensazione del servizio pubblico che può essere corrisposto alle Poste ceche per il periodo 2018-2022. Su tale base, e dato che il CTU eseguirà controlli ex post per escludere sovracompensazioni, la Commissione conclude che non ci sono rischi che le Poste ceche siano sovracompensate per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale per il periodo 2018-2022.

8.2.11.   Condizioni aggiuntive che possono essere necessarie per garantire che lo sviluppo degli scambi non sia compromesso in misura contraria agli interessi dell'Unione

(243)

Come spiegato al punto 51 della disciplina SIEG del 2012, «[l]e condizioni previste alle sezioni da 2.1 a 2.8 sono di norma sufficienti per garantire che gli aiuti non falsino la concorrenza in misura contraria agli interessi dell'Unione».

(244)

La Commissione ritiene che, nel caso di specie non vi sia alcun motivo per richiedere alla Cechia il rispetto di condizioni o l'assunzione di impegni.

8.2.12.   Trasparenza

(245)

Il punto 60 della disciplina SIEG del 2012 recita: «[p]er ciascuna compensazione della prestazione di SIEG che rientra nel campo di applicazione della presente comunicazione, lo Stato interessato deve pubblicare le seguenti informazioni, su Internet o in altro modo adeguato:

1)

i risultati della consultazione pubblica o degli altri strumenti adeguati di cui al punto 14;

2)

l'oggetto e la durata degli obblighi di servizio pubblico;

3)

l'impresa e, se del caso, il territorio interessati;

4)

gli importi di aiuto concessi all'impresa su base annua».

(246)

Nella loro notifica, le autorità ceche si sono impegnate a rispettare le prescrizioni di cui al punto 60 della disciplina SIEG per la compensazione nel periodo 2018-2022. In particolare, le autorità ceche hanno spiegato che:

a)

la consultazione sull'ambito dei servizi SIEG ha avuto luogo nel contesto di un riesame periodico nel contesto del quale il CTU ha valutato la necessità di imporre l'adempimento dell'obbligo di servizio universale per il periodo 2018-2022. In conformità con i risultati del riesame periodico e della consultazione pubblica, il CTU ha deciso l'ambito del SIEG per il periodo 2018-2022. I risultati del riesame e della consultazione pubblica sono disponibili sul sito web del CTU (79);

b)

l'oggetto e la durata degli obblighi di servizio pubblico sono stabiliti dalla decisione del CTU, che deve essere pubblicata sul sito web di quest'ultimo (80) così come nel bollettino postale (81);

c)

anche l'impresa cui affidare l'adempimento dell'obbligo di servizio pubblico e l'ambito territoriale di applicazione di tale obbligo sono aspetti specificati nella decisione sulla concessione della licenza postale, come illustrato alla lettera b);

d)

l'importo dell'aiuto sarà pubblicato sul sito web del CTU. L'obbligo di pubblicare le informazioni sull'importo dell'aiuto è fissato dall'articolo 37, terzo comma, lettera e), della legge sui servizi postali. Il CTU pubblica le informazioni sulla corresponsione del costo netto nella relazione annuale (82). Il CTU pubblica inoltre a titolo volontariato le informazioni concernenti il costo netto nelle sue relazioni periodiche di monitoraggio (83).

8.2.13.   Conclusioni

(247)

In considerazione di quanto precede, la Commissione conclude che la compensazione del servizio pubblico concessa alle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito nella legge sui servizi postali, nel corso del periodo 2018-2022, costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, che è compatibile con il mercato interno sulla base dell'articolo 106, paragrafo 2, TFUE.

9.   CONCLUSIONI

(248)

La Commissione rileva che la Cechia ha attuato illegalmente la compensazione a favore delle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio postale universale («obbligo di servizio universale»), così come definito dalle autorità ceche, nel periodo 2018-2022, in violazione dell'articolo 108, paragrafo 3, TFUE.

(249)

Tuttavia, la Commissione informa la Cechia che, avendo esaminato le informazioni fornite dalle sue autorità in merito alle misure di cui sopra, la compensazione concessa dallo Stato alle Poste ceche per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito nella legge sui servizi postali, nel periodo 2018-2022, costituisce un aiuto di Stato compatibile con il mercato interno nel contesto della disciplina SIEG del 2012, che stabilisce le condizioni che gli aiuti devono soddisfare da per risultare compatibili ai sensi dell'articolo 106, paragrafo 2, TFUE.

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'aiuto di Stato concesso alle Poste ceche che la Cechia ha attuato per l'adempimento dell'obbligo di servizio universale, così come definito nella legge sui servizi postali, nel periodo 2018-2022, è compatibile con il mercato interno ai sensi dell'articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Articolo 2

La Repubblica ceca è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 25 luglio 2022

Per la Commissione

Margrethe VESTAGER

Membro della Commissione


(1)  La denuncia è stata presentata inizialmente da Mediaservis. Il 1o gennaio 2020 Mediaservis si è fusa con PNS. PNS, in quanto successore legale di Mediaservis, è subentrata in tutti i diritti e gli obblighi di Mediaservis.

(2)  Aiuti di Stato — Cechia — Aiuto di Stato SA.55208 (2020/C) (ex 2020/N) — Compensazione per l'obbligo di servizio universale a favore delle Poste ceche — Invito a presentare osservazioni a norma dell'articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (GU C 294 del 4.9.2020, pag. 24).

(3)  Regolamento n. 1 che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea (GU 17 del 6.10.1958, pag. 385/58).

(4)  Legge n. 111/1990 racc.

(5)  Legge n. 77/1997 racc.

(6)  Decisione del Consiglio del CTU rif. n. ČTÚ-70580/2017-610/ V. vyř. Cfr.: https://www.ctu.cz/sites/default/files/obsah/stranky/26768/soubory/70580-2017-610-v-pm.pdf.

(7)  Legge n. 29/2000 racc.

(8)  Decisione del Consiglio del CTU rif. n. ČTÚ-70580/2017-610/ V. vyř. Cfr.: https://www.ctu.cz/sites/default/files/obsah/stranky/26768/soubory/70580-2017-610-v-pm.pdf.

(9)  Tale normativa stabilisce che, a partire dal 1o gennaio 2016, il fornitore del servizio universale è tenuto a fornire i servizi universali attraverso una rete di almeno 3 200 uffici postali.

(10)  Decisione della Commissione, del 2 febbraio 2018, nel caso di aiuti di Stato SA.47293 (2017/N) Repubblica ceca — Compensazioni da parte dello Stato concesse a Poste ceche per la fornitura del sistema informativo Data Boxes nel periodo 2018-2022 (2017/N) (GU C 180 del 25.5.2018, pag. 1) (la «decisione DBIS»).

(11)  Comunicazione della Commissione — Disciplina dell'Unione europea relativa agli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico (GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 15).

(12)  Tasso di cambio: 1 CZK = 0,03701 EUR, rilevato per giugno 2020 dal sito: https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/procedures-guidelines-tenders/information-contractors-and-beneficiaries/exchange-rate-inforeuro_it.

(13)  Decisione della Commissione SA.45281 (2017/N) e nel caso di aiuto di Stato SA.44859 (2016/FC) del 19 febbraio 2018 — Repubblica ceca — Compensazioni da parte dello Stato concesse alle Poste ceche per la fornitura del servizio postale universale nel periodo 2013-2017 (GU C 158 del 4.5.2018, pag. 2), disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_45281.

(14)  Ad esempio il servizio di consegna presso punti di prelievo di recente introduzione nel quadro del nome commerciale «Parcel Delivery to Parcel Pickup Outlet Balíkovna» («Balíkovna»).

(15)  Direttiva 97/67/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio (GU L 15 del 21.1.1998, pag. 14).

(16)  Si tratta di un servizio nel contesto del quale la lettera/il documento viene creato online e inviato digitalmente al fornitore di servizi postali che lo stampa e lo invia per posta il giorno stesso.

(17)  Direttiva 2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari (GU L 52 del 27.2.2008, pag. 3).

(18)  Nel contesto della riduzione delle infrastrutture, le Poste ceche propongono di chiudere 2 155 dei loro 3 210 uffici postali (67,1 %) e di convertire ulteriori 462 uffici postali (14,4 %) in cosiddetti «punti postali». I punti postali forniscono tutti i servizi che rientrano nell'obbligo di servizio universale come nello scenario fattuale ad esempio servizi di consegna di corrispondenza postale e di prelievo di pacchi in collaborazione con società private, fatta eccezione per i servizi che non rientrano nell'obbligo di servizio universale.

(19)  In assenza dell'obbligo di servizio universale, le Poste ceche dimezzerebbero la frequenza di consegna da cinque giorni alla settimana a cinque giorni ogni due settimane (ossia lunedì, mercoledì, venerdì, martedì, giovedì ecc.).

(20)  Decisione della Commissione SA.47293 (2017/N) del 2 febbraio 2018, Repubblica ceca — Compensazioni da parte dello Stato concesse alle Poste ceche per la fornitura del sistema informativo Data Boxes nel periodo 2018-2022 (GU C 180 del 25.5.2018, pag. 4), disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_47293.

(21)  Cfr. tabella 15 della decisione DBIS.

(22)  Comunicazione della Commissione — Disciplina dell'Unione europea relativa agli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico (GU C 8 del 11.1.2012, pag. 15).

(23)  PNS non ha fornito alcun calcolo a tale proposito né il tasso di cambio utilizzato per la conversione dell'importo in euro.

(24)  PNS fornisce alcuni esempi di costi inutili: i) un accordo quadro con Profinit UE, s.r.o. per servizi di consulenza; ii) una gara d'appalto in fase di preparazione per la selezione di un fornitore nel settore delle tecnologie dell'informazione; iii) presunte gare d'appalto manipolate condotte dalle Poste ceche per il miglioramento degli interni degli uffici postali e per la modernizzazione delle murature di sostegno negli uffici postali nel periodo 2012-2014; iv) accuse di corruzione nei confronti di dirigenti delle Poste ceche; e v) un contratto non trasparente concluso tra le Poste ceche e la sua controllata Česká pošta Security, s.r.o.

(25)  Ad esempio altri fornitori di servizi postali, associazioni professionali, associazioni di consumatori, autorità regionali e autorità governative centrali selezionate.

(26)  L'invito al seminario organizzato dalla commissione per gli Affari economici della Camera dei deputati della Cechia il 10 gennaio 2012 intitolato «Emendamento della legge n. 29/2000 sui servizi postali – documento della Camera n. 535» è disponibile all'indirizzo: https://www.psp.cz/sqw/text/text2.sqw?idd=88779.

(27)  Cfr. nota 13.

(28)  Dato che una spedizione con un tempo di consegna garantito pari a G+1 non può competere con le spedizioni elettroniche in termini di velocità o prezzo, è improbabile che la variazione nel modello di consegna contribuirà in modo significativo all'accelerazione della sostituzione elettronica e quindi a una perdita di entrate.

(29)  Consultabile all'indirizzo: https://www.ctu.cz/sites/default/files/obsah/ctu/vyzva-k-uplatneni-pripominek-k-zameru-ulozit-jako-povinnost-poskytovat-zajistovat-jednotlive/obrazky/prezkumpodless37odst.4zakonaopostovnichsluzbach.pdf.

(30)  Consultabile all'indirizzo: https://www.ctu.cz/vyzva-k-uplatneni-pripominek-k-zameru-ulozit-jako-povinnost-poskytovat-zajistovat-jednotlive.

(31)  Consultabile all'indirizzo: https://www.psp.cz/sqw/text/tiskt.sqw?o=6&ct=535&ct1=0.

(32)  Consultabile all'indirizzo: http://apps.odok.cz/veklep.

(33)  Consultabile all'indirizzo: https://www.psp.cz/saw/historie.saw?o=6&t=535.

(34)  Ai sensi dell'articolo 37, quarto comma, della legge sui servizi postali, il CTU deve riesaminare periodicamente il livello di qualità e le modalità di adempimento dei servizi di base e la loro disponibilità universale in tutta la Cechia in conformità con i requisiti di qualità di base. Il CTU deve altresì riesaminare periodicamente l'obbligo del titolare della licenza postale di fornire e garantire servizi di base. Nel contesto di un riesame, i cui risultati sono pubblicamente disponibili, svoltosi nel 2016, la Cechia ha giustificato in modo più dettagliato la disponibilità sul mercato dei vaglia postali e le modalità per considerare tale servizio un servizio di interesse economico generale. Segnatamente, il riesame conclude che il modo in cui i servizi relativi ai vaglia postali sono forniti da altri fornitori di servizi di pagamento non corrisponde ai requisiti imposti per i servizi di base, poiché la consegna all'indirizzo di ciascuna persona naturale o legale non è garantita, ma la somma di denaro deve essere ritirata presso un luogo specifico; oppure l'ambito di applicazione territoriale dei servizi di pagamento è molto limitato; oppure il prezzo è significativamente più elevato; oppure l'uso di determinati servizi è limitato in qualche modo, ad esempio dall'obbligo di acquistare a un determinato valore. Il riesame è disponibile all'indirizzo: https://www.ctu.cz/vyzva-k-uplatneni-pripominek-k-zameru-ulozit-jako-povinnost-poskytovat-zajistovat-jednotlive.

(35)  Da pagina 155 del documento Annex4b_3_survey (Inboox).pdf della notifica.

(36)  G+n: consegna in più di un giorno a partire dal giorno dell'invio tramite posta.

(37)  G+1: consegna entro un giorno a partire dal giorno dell'invio tramite posta.

(38)  La maggior parte dei clienti (dall'85 % al 95 %) sembra preferire prezzi più bassi con consegna G+n piuttosto che prezzi più elevati con consegna G+1, mentre soltanto una piccola percentuale di clienti aziendali è disposta a pagare un prezzo più elevato per una consegna più rapida e considera le consegne G+1 necessarie.

(39)  Uffici postali commerciali: gli uffici postali dello scenario fattuale che verrebbero mantenuti (rimarrebbero aperti) nello scenario controfattuale.

(40)  Qualora si constati durante la verifica di un periodo contabile specifico che le Poste ceche non hanno soddisfatto gli indicatori qualitativi prescritti per la fornitura dei servizi universali, ciò si rifletterà nel calcolo dei costi netti; ad esempio se le Poste ceche non forniscono temporaneamente alcun servizio universale presso un ufficio postale, tutti i costi attribuibili al periodo di chiusura temporanea di tale ufficio sono esclusi dai costi netti e non verrebbero quindi compensati, anche se i costi netti verificati totali fossero inferiori rispetto al massimale di compensazione.

(41)  Per una descrizione dettagliata del criterio, cfr. https://www.ceskaposta.cz/sluzby/psani/cr/obycejne-psani#popis.

(42)  Sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2020, První novinová společnost/Commissione, T-316/18, ECLI:EU:T:2020:489, punto 202.

(43)  https://www.ceskaposta.cz/o-ceske-poste/profil/compliance-v-cp.

(44)  Sentenza della Corte di giustizia del 12 settembre 2000, Pavel Pavlov e a./Stichting Pensioenfonds Medische Specialisten, cause riunite da C-180/98 a C-184/98, ECLI:EU:C:2000:428, punto 74.

(45)  Sentenza della Corte di giustizia del 23 aprile 1991, Klaus Höfner e Fritz Elser/Macrotron GmbH, C-41/90, ECLI:EU:C:1991:161, punto 21 e sentenza della Corte di giustizia del 12 settembre 2000, Pavel Pavlov e a./Stichting Pensioenfonds Medische Specialisten, cause riunite da C-180/98 a C-184/98, ECLI:EU:C:2000:428, punto 74.

(46)  Sentenza della Corte di giustizia del 16 giugno 1987, Commissione/Repubblica italiana, causa 118/85, ECLI:EU:C:1987:283, punto 7.

(47)  Sentenza della Corte di giustizia del 24 ottobre 2002, Aéroports de Paris/Commissione, C-82/01 P, ECLI:EU:C:2002:617, punto 74; e sentenza della Corte di giustizia del 1o luglio 2008, Motosykletistiki Omospondia Ellados NPID (MOTOE)/Elliniko Dimosio, C-49/07, ECLI:EU:C:2008:376, punto 25. Cfr. anche la comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse economico generale (GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 2), punto 9.

(48)  Sentenza della Corte di giustizia dell'11 luglio 1996, Syndicat français de l'Express international (SFEI) e a./La Poste e a., C-39/94, ECLI:EU:C:1996:285, punto 60; e sentenza della Corte di giustizia del 29 aprile 1999, Regno di Spagna/Commissione, C-342/96, ECLI:EU:C:1999:210, punto 41.

(49)  Sentenza della Corte di giustizia del 2 luglio 1974, Repubblica italiana/Commissione, causa 173/73, ECLI:EU:C:1974:71, punto 13.

(50)  Sentenza della Corte di giustizia del 24 luglio 2003, Altmark Trans GmbH e Regierungspräsidium Magdeburg/Nahverkehrsgesellschaft Altmark GmbH, C-280/00, ECLI:EU:C:2003:415.

(51)  Cfr. anche la comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse economico generale (GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 4) (comunicazione SIEG), punto 65.

(52)  Cfr. sentenza della Corte di giustizia del 4 giugno 2015, Commissione/MOL, C-15/14 P, ECLI:EU:C:2015:362, punto 60; sentenza della Corte di giustizia del 30 giugno 2016, Regno del Belgio/Commissione, C-270/15 P, ECLI:EU:C:2016:489, punto 49; Sentenza del Tribunale del 13 dicembre 2017, Repubblica ellenica/Commissione, T-314/15, ECLI:EU:T:2017:903, punto 79.

(53)  Sentenza della Corte di giustizia del 17 settembre 1980, Philip Morris Holland BV/Commissione, causa 730/79, ECLI:EU:C:1980:209, punto 11; e sentenza del Tribunale del 15 giugno 2000, Alzetta Mauro e a./Commissione, cause riunite T-298/97, T-312/97, T-313/97, T-315/97, da T-600/97 a 607/97, T-1/98, da T-3/98 a T-6/98 e T-23/98, ECLI:EU:T:2000:151, punto 80.

(54)  Sentenza della Corte di giustizia del 17 settembre 1980, Philip Morris Holland BV/ Commissione, causa 730/79, ECLI:EU:C:1980:209, punti 11 e 12; e sentenza del Tribunale del 30 aprile 1998, Het Vlaamse Gewest (Regione fiamminga)/Commissione, T-214/95, ECLI:EU:T:1998:77, punti da 48 a 50.

(55)  La corresponsione della compensazione è soggetta ad approvazione da parte della Commissione (cfr. articolo 34e della legge sui servizi postali, che prevede che «l'[OTC] non trasferisce fondi a copertura dei costi netti provvisori o dei costi netti che rappresentano un onere finanziario indebito fino a quando la Commissione europea si sarà pronunciata in merito alla loro ammissibilità»).

(56)  Decisione della Commissione, del 20 dicembre 2011, riguardante l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 106, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi di interesse economico generale (GU L 7 dell'11.1.2012, pag. 3).

(57)  Disciplina SIEG del 2012, punto 11.

(58)  Comunicazione della Commissione sull'applicazione delle norme dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato alla compensazione concessa per la prestazione di servizi di interesse economico generale (GU C 8 dell'11.1.2012, pag. 4).

(59)  Cfr. punto 14 della disciplina SIEG del 2012.

(60)  Ad esempio l'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 97/67/CE, prevede quanto segue: «[g]li Stati membri garantiscono che gli utilizzatori godano del diritto a un servizio universale corrispondente ad un'offerta di servizi postali di qualità determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti».

(61)  Ad esempio, l'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva sui servizi postali recita: «[g]li Stati membri garantiscono che gli utilizzatori godano del diritto a un servizio universale corrispondente ad un'offerta di servizi postali di qualità determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti».

(62)  Le autorità ceche fanno riferimento a Francia (La Poste), Italia (Poste Italiane), Spagna (Correos) e Grecia (ELTA) che presentano periodi di durata dell'incarico fino a 15 anni.

(63)  Sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2020, První novinová společnost/Commissione, T-316/18, ECLI:EU:T:2020:489, punto 202.

(64)  Direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006 , relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese (GU L 318 del 17.11.2006, pag. 17).

(65)  Decreto n. 465/2012 racc.

(66)  Sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2020, První novinová společnost/Commissione, T-316/18, ECLI:EU:T:2020:489, punti da 244 a 254.

(67)  La procedura di gara per il periodo 2018-2022 è stata annunciata sulla Gazzetta postale: https://www.ctu.cz/postovni-vestnik-castka-8-z-30-cervna-2017 e sulla bacheca ufficiale del CTU, anche nella sua versione elettronica: https://www.ctu.cz/oznameni-o-vyhlaseni-vyberoveho-rizeni-na-drzitele-postovni-licence-pro-obdobi-1-1-2018-31-12-2022.

(68)  Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).

(69)  Oltre alle spiegazioni di cui al considerando 179 in merito alla possibilità di avvalersi dell'articolo 32, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2014/24/UE.

(70)  Un punto postale è un punto vendita esterno che provvede esclusivamente al ricevimento e alla consegna di lettere e pacchi tramite posta raccomandata. Le Poste ceche non corrispondono all'operatore esterno del punto postale alcuna remunerazione fissa, bensì li remunerano soltanto per ogni transazione. Le Poste ceche non sostengono costi per le apparecchiature (fatta eccezione per un lettore di codici a barre). I punti postali non sono considerati nello scenario fattuale, ma soltanto in quello controfattuale.

(71)   «G» sta per il giorno di spedizione della lettera.

(72)  Cfr. punti da 244 a 254.

(73)  Il valore del vantaggio di miglioramento del marchio è stato quantificato secondo la stessa metodologia del precedente periodo di incarico 2013-2017 nella decisione del 2018 sull'obbligo di servizio universale. La Commissione ritiene che, a partire dal 2018, il mercato ceco non si sia evoluto in modo da rendere inappropriata tale metodologia per il calcolo del vantaggio del valore del marchio.

(74)  https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/13f857cc-74d4-430f-ab13-df744da42bea.

(75)  I vantaggi/coefficienti relativi all'IVA sono stati determinati sulla base di un'indagine di mercato condotta nel 2019.

(76)  Il costo del capitale è definito come: CC = capitale impiegato * WACC. Differenza del costo del capitale = capitale impiegato (fattuale) * WACC (fattuale) meno capitale impiegato (controfattuale) * WACC (controfattuale).

(77)  Documento di lavoro dei servizi della Commissione (SWD(2015) 207 final), del 17 novembre 2015, che accompagna la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione della direttiva sui servizi postali (direttiva 97/67/CE modificata dalle direttive 2002/39/CE e 2008/6/CE), cfr. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52015SC0207.

(78)  L'analisi relativa alla natura indebita dell'onere dell'obbligo di servizio universale viene effettuata ai sensi delle disposizioni pertinenti della direttiva 97/67/CE.

(79)  https://www.ctu.cz/vyzva-k-uplatneni-pripominek-k-zameru-ulozit-jako-povinnost-poskytovat-zajistovat-jednotlive.

(80)  https://www.ctu.cz/sites/default/files/obsah/stranky/26768/soubory/70580-2017-610-v-pm.pdf.

(81)  https://www.ctu.cz/postovni-vestnik-castka-16-z-12-prosince-2017.

(82)  https://www.ctu.cz/vyrocni-zpravy.

(83)  https://www.ctu.eu/monitoring-reports, ad esempio cfr. https://www.ctu.eu/sites/default/files/obsah/ctu/monthly-monitoring-report-no.3/2018/obrazky/mmz032018enfin.pdf.


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