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Document 52018JC0007

RELAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Regione amministrativa speciale di Hong Kong: relazione annuale 2017

JOIN/2018/7 final

Bruxelles, 24.4.2018

JOIN(2018) 7 final

RELAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Regione amministrativa speciale di Hong Kong: relazione annuale 2017


RELAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Regione amministrativa speciale di Hong Kong:
relazione annuale 2017

Sintesi

Dal passaggio di Hong Kong alla Repubblica popolare cinese (RPC) nel 1997, l’Unione europea (UE) e i suoi Stati membri seguono attentamente gli sviluppi politici ed economici nella regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong secondo il principio “un paese, due sistemi”. L’UE aderisce alla politica della “Cina unica” e sostiene il principio “un paese, due sistemi” e la sua applicazione. Conformemente all’impegno assunto nel 1997 con il Parlamento europeo, ogni anno viene pubblicata una relazione sull’evolvere della situazione a Hong Kong. La presente relazione, la ventesima, riguarda gli sviluppi registrati nel 2017.

Il 2017 ha segnato il ventesimo anniversario del passaggio alla RPC e ha rappresentato un anno denso di eventi e difficile a livello politico per la RAS di Hong Kong e per l’applicazione del principio “un paese, due sistemi”. L’anno è stato caratterizzato dall’elezione del capo dell’esecutivo, dalla visita del presidente Xi Jinping, dall’espulsione di altri quattro deputati filo-democratici, dal controverso accordo di co-locazione, con la decisione del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo (NPCSC) di approvarlo, che ha sollevato interrogativi nella comunità giuridica di Hong Kong in merito alla sua base giuridica, nonché da dozzine di procedimenti giudiziari con connotazioni politiche (molti dei quali relativi all’adesione al movimento “Occupy Central” nel 2014).

Nonostante qualche problema, nel complesso il principio “un paese, due sistemi” ha funzionato bene. Tuttavia, le preoccupazioni per la sua graduale erosione fanno sorgere domande legittime in merito alla sua applicazione e all’elevato livello di autonomia di Hong Kong nel lungo termine.

Il principio dello Stato di diritto è stato ampiamente applicato e la magistratura ha continuato a dare prova di indipendenza e costante rispetto del giusto processo, pur dovendo ancora far fronte a diverse revisioni giudiziarie politicamente delicate.

Benché la libertà di espressione e la libertà di informazione siano generalmente rispettate, si sono rafforzate due tendenze negative: l’autocensura nell’informazione sugli sviluppi della politica nazionale ed estera della Cina e le pressioni sui giornalisti.

Hong Kong si è confermata un centro internazionale di affari e finanziario competitivo, nonché lo snodo principale degli scambi con la Cina continentale.

La nuova amministrazione, che ha assunto le proprie funzioni il 1° luglio, si è posta l’obiettivo di dare una svolta varando una serie di iniziative volte a migliorare il tenore di vita della popolazione. Il capo dell’esecutivo Carrie Lam si è impegnata ad adoperarsi per superare le divisioni politiche e lottare per una società inclusiva. Il governo ha annunciato piani ambiziosi per diversificare l’economia di Hong Kong e promuovere la sua capacità tecnologica e di innovazione, al fine di garantire la competitività nel lungo periodo.

Lo Stato di diritto, la trasparenza del quadro normativo, i livelli molto bassi di corruzione e di criminalità, insieme all’efficienza dell’amministrazione pubblica e all’indipendenza del potere giudiziario, hanno contribuito a preservare e a promuovere un clima favorevole agli investimenti, aspetto chiave del successo di Hong Kong.

Come già affermato in precedenti relazioni e ribadito in altre occasioni, l’UE incoraggia la RAS di Hong Kong e le autorità del governo centrale a rilanciare il processo di riforma elettorale conformemente alla legge fondamentale e a raggiungere un accordo su un sistema elettorale democratico, equo, aperto e trasparente. Il suffragio universale assicurerebbe al governo un maggiore sostegno da parte dell’opinione pubblica e la legittimità necessaria per conseguire gli obiettivi economici di Hong Kong e affrontare le sfide socioeconomiche.

Sviluppi politici

Il 26 marzo, una commissione elettorale a circuito chiuso formata da 1194 membri ha eletto Carrie Lam alla carica di quarto capo dell’esecutivo di Hong Kong con un ampio margine. La campagna elettorale è stata vivace e combattuta, anche se tutti e tre i candidati provenivano dal fronte pro-establishment. La copertura mediatica è stata ampia e libera, nonostante qualche restrizione ai media digitali. Tuttavia, le elezioni sono state viziate da accuse di ingerenze e pressioni da parte di Pechino. Carrie Lam ha assunto l’incarico il 1° luglio e si è impegnata ad aprire un dialogo con l’opposizione pan-democratica e a lavorare per la riconciliazione nella società di Hong Kong, concentrandosi sullo sviluppo economico e su urgenti questioni sociali. L’inizio del suo mandato non è stato facile, a causa del gran numero di procedimenti giudiziari delicati avviati dalla precedente amministrazione.

La controversia sul giuramento, che ha portato all’espulsione di due deputati nel 2016, è continuata nel 2017. A luglio sono stati espulsi altri quattro deputati pan-democratici (per un totale di 6 su 70) 1 . Di conseguenza, il fronte filo-democratico è stato privato del suo potere di veto de facto in alcuni procedimenti legislativi e il suo potere di blocco in virtù della minoranza di un terzo in altri procedimenti è diventato molto fragile. A dicembre, approfittando dell’indebolimento dell’opposizione, i deputati pro-establishment sono riusciti a modificare il regolamento interno del Consiglio legislativo, rendendo più difficile il ricorso all’ostruzionismo, spesso utilizzato in passato dal fronte pan-democratico per opporsi alle proposte di legge del governo.

I gruppi che in alcuni casi invocavano l’autodeterminazione o addirittura l’indipendenza assoluta sono stati indeboliti. Le rivendicazioni di indipendenza si sono affievolite, benché nei campus universitari siano ancora esposti alcuni striscioni a favore dell’indipendenza.

Nonostante le numerose difficoltà, nel 2017 si sono mantenuti l’indipendenza della magistratura e il pieno rispetto dello Stato di diritto, due elementi essenziali per confermare lo status democratico di Hong Kong, la sua posizione di centro internazionale degli affari e la sua ambizione di consolidare il proprio ruolo di centro internazionale di arbitrato e mediazione.

Nel 2017, almeno 10 deputati dell’opposizione a Hong Kong erano sottoposti a qualche genere di procedimento giudiziario. Alcuni erano coinvolti in procedimenti sulla base di vari capi d’accusa, che andavano dalla controversia sul giuramento, al comportamento destabilizzante e al vilipendio alla bandiera.

A partire da marzo, decine di persone sono state accusate di adunata sediziosa, incitamento a disordini e imputazioni analoghe, per lo più relative alle proteste di Occupy Central nel 2014 o alle manifestazioni all’esterno dell’ufficio di collegamento del governo di Pechino a novembre 2016.

Il 17 agosto, la corte d’appello di Hong Kong ha condannato a pene detentive tre leader di Occupy (Joshua Wong, Nathan Law e Alex Chow) per assemblea non autorizzata all’esterno della sede del governo nel 2014. Al momento dell’appello, ognuno di loro aveva già prestato lavori socialmente utili, ma il segretario alla Giustizia ha presentato ricorso contro la prima sentenza emessa dal giudice del tribunale di primo grado, ritenuta troppo clemente. Inoltre, sono stati incarcerati altri tredici attivisti filo-democratici. I pan-democratici hanno accusato il governo di erodere lo Stato di diritto e utilizzare il sistema giudiziario come un’arma per sopprimere l’opposizione. L’ordine e l’associazione degli avvocati hanno emesso un comunicato congiunto, dichiarando che non vi erano indicazioni del fatto che le decisioni fossero state influenzate da considerazioni politiche.

Il 20 agosto, più di 22 000 persone hanno partecipato a una marcia pacifica per protestare contro la sentenza.

La condanna a più di tre mesi di reclusione impedisce ai leader di Occupy di candidarsi alle elezioni del Consiglio legislativo nei prossimi cinque anni. In seguito i tre sono stati rilasciati su cauzione, in attesa della sentenza della corte d’appello di ultima istanza 2 .

I membri dell’opposizione non sono le uniche persone contro le quali sono stati avviati procedimenti giudiziari. Il 17 febbraio, sette poliziotti sono stati condannati a due anni di detenzione per aggressione a un attivista filo-democratico durante la protesta di Occupy del 2014, provocando dimostrazioni pubbliche di malcontento tra i sostenitori dell’establishment.

L’accordo di co-locazione delle ferrovie con la Cina continentale è stato un’altra questione che ha creato problemi nel 2017. Il progetto era in preparazione da quasi un decennio, ma le procedure sono state accelerate in luglio, quando si è insediato il nuovo governo. Ai sensi dell’accordo, un’area della nuova stazione ferroviaria che collega Hong Kong al continente sarà data in locazione alla Cina continentale per unificare le procedure di sdoganamento. L’accordo proposto concede alla Cina continentale la giurisdizione quasi totale sul marciapiede, sugli scompartimenti e sulla sala d’attesa dei passeggeri. La giurisdizione non si limita a immigrazione, dogana e quarantena, ma copre anche questioni penali e di altro tipo.

In termini pratici, si tratta di un accordo conveniente: l’inserimento di Hong Kong nella rete ferroviaria ad alta velocità della Cina ha senso, dal punto di vista economico e logistico; tuttavia, è stata messa in discussione la compatibilità di questo accordo di co-locazione con il principio “un paese, due sistemi”. Il 27 dicembre, il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo (NPCSC) ha approvato l’accordo tra le polemiche. La comunità giuridica ha espresso preoccupazioni circa la mancanza di una base giuridica per la decisione dell’NPCSC, che a suo avviso minerebbe la legge fondamentale. Il Consiglio legislativo dovrebbe adottare una legge di attuazione nel primo semestre del 2018.

L’11 ottobre, al cittadino dell’UE Benedict Rogers è stato rifiutato l’ingresso a Hong Kong. È indubbio che le autorità competenti di Hong Kong in materia di immigrazione abbiano il potere di stabilire chi può entrare nel territorio di Hong Kong; tuttavia, dai commenti delle autorità di Hong Kong e dal portavoce del ministero degli Affari esteri cinese, pare che la decisione sia stata presa da Pechino in virtù della sua competenza in materia di “affari esteri”. Questa circostanza ha sollevato questioni in merito all’applicazione del principio “un paese, due sistemi”, in quanto ai sensi della legge fondamentale l’immigrazione rientra nelle competenze di Hong Kong.

L’ultimo degli editori “scomparsi”, i cui casi non sono ancora stati chiariti in misura soddisfacente, è ricomparso nell’ottobre 2017. Gui Minhai, nato nella Cina continentale e cittadino naturalizzato svedese, è stato rilasciato dalle autorità continentali dopo la sua scomparsa nel 2015, per poi essere nuovamente arrestato nel gennaio 2018.

Sulla scia del caso degli editori, la presunta sottrazione di un uomo d’affari cinese, Xiao Jianhua, dall’hotel in cui alloggiava ad Hong Kong, il 27 gennaio, ha rinnovato la preoccupazione che le forze di sicurezza del continente possano operare nel territorio di Hong Kong.

Pari opportunità, diritti e libertà

Hong Kong gode di un grado elevato di libertà. La libertà di espressione, la libertà dei media e la libertà di informazione costituiscono valori fondamentali in applicazione del principio “un paese, due sistemi” e rappresentano una componente essenziale dell’influenza di Hong Kong quale centro mondiale degli affari. L’UE esorta tutte le parti interessate a difendere tali valori.

Benché i media di Hong Kong godano ancora di un grado elevato di libertà, le sfide si accumulano da diversi anni. Nel 2017, Reporter senza frontiere (Reporters Without Borders) ha declassato Hong Kong di quattro posizioni nell’indice sulla libertà di stampa, classificandola al settantatreesimo posto, il suo minimo storico.

Nell’ultima relazione annuale sulla libertà di stampa, l’associazione dei giornalisti di Hong Kong ha concluso che l’autocensura era in aumento e 7 giornalisti su 10 hanno affermato che la libertà di stampa era peggiorata. Molti dei media tradizionali sono già di proprietà, almeno in parte, di società del continente, che ne influenzano i servizi e la politica editoriale. La polizia ha indagato su numerosi casi di intimidazioni e minacce a giornalisti.

Nel 2017 si è verificato un notevole sviluppo positivo: dopo anni di denunce, il governo ha finalmente revocato le limitazioni alla copertura degli eventi governativi da parte di media online.

A Hong Kong la libertà di espressione è sufficientemente rispettata, anche se ci si interroga sempre più sui suoi limiti in relazione alla delicata questione delle richieste di autodeterminazione o indipendenza. All’inizio dell’anno, i partiti indipendentisti hanno criticato il governo per violazione della libertà di espressione, dopo che era stato loro vietato di allestire spazi espositivi alla fiera del Capodanno lunare. Le autorità hanno affermato che promuovendo l’indipendenza di Hong Kong si potrebbe mettere a rischio la sicurezza pubblica. Gli striscioni e i manifesti inneggianti all’indipendenza di Hong Kong esposti nei campus di numerose università alla fine sono stati vietati quasi ovunque. Il 16 settembre, i rettori di 10 università hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che rifiuta l’indipendenza di Hong Kong e condanna l’”abuso” della libertà di espressione. I sindacati degli studenti di 12 istituti di istruzione superiore hanno pubblicato una risposta congiunta in difesa della libertà di discutere di indipendenza nei campus. Il governo ha respinto le illazioni sulle pressioni che avrebbe esercitato sulle università affinché rilasciassero la dichiarazione, aggiungendo che l’attivismo a favore dell’indipendenza non sarebbe stato tollerato.

Hong Kong sta ancora affrontando un’ampia gamma di problemi socioeconomici e in materia di disuguaglianza: il coefficiente di Gini ha raggiunto un record di 0,539 3 , per cui Hong Kong risulta tra le città con il maggior tasso di disuguaglianza a livello mondiale. Il divario si sta ampliando, con il 10% dei nuclei familiari più ricchi che guadagnano 44 volte di più del 10% dei più poveri. La riduzione della povertà e il sostegno ai soggetti svantaggiati sono ai primi posti del programma del governo.

A Hong Kong manca ancora una legge generale contro la discriminazione. A marzo, la commissione per le pari opportunità ha rilasciato una dichiarazione congiunta con 75 importanti società, l’università cinese e l’ordine degli avvocati di Hong Kong, che esorta il governo ad approvare una legislazione contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’intersessualità. Il governo non ha risposto alla dichiarazione.

Il governo ha presentato ricorso in due cause esemplari concernenti partner dello stesso sesso. Un’eventuale conferma delle sentenze precedenti da parte della corte d’appello di ultima istanza potrebbe dare impulso all’adozione di una legge generale contro la discriminazione che si applicherebbe anche alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale.

I collaboratori domestici stranieri, che si aggirano sulle 320 000 unità, hanno continuato a risentire della mancanza di un’adeguata tutela del lavoro e di un’adeguata protezione sociale. Destano particolare preoccupazione due leggi vigenti in materia di collaboratori domestici stranieri, ossia l’obbligo di residenza presso il datore di lavoro e la norma delle “due settimane”, in base alla quale i collaboratori domestici stranieri devono trovare lavoro entro due settimane dalla scadenza del loro contratto, pena il rimpatrio forzato. Il governo ha preso misure per inasprire i controlli sulla servitù per debiti e sulle pratiche irregolari degli uffici di collocamento, ma occorrono interventi più risoluti.

Il 3 ottobre, l’Alta corte ha avviato il procedimento di impugnazione dell’obbligo dei collaboratori domestici stranieri di risiedere presso il datore di lavoro. L’abolizione di quest’obbligo sarebbe una misura positiva per il miglioramento dei diritti dei collaboratori domestici stranieri: i gruppi per i diritti umani spesso hanno denunciato le loro condizioni di vita inadeguate e sollecitato le autorità a depenalizzare il fatto di non risiedere presso il datore di lavoro.

La tratta di esseri umani resta un motivo di preoccupazione, in particolare in mancanza di un quadro legislativo e politico coerente. Il governo della RAS ha istituito un gruppo d’azione per esaminare la questione e collabora con l’UE e altri membri della comunità internazionale. Hong Kong ha intensificato la collaborazione con la Cina continentale, anche con operazioni congiunte. A luglio, l’UE e l’ufficio per la sicurezza di Hong Kong hanno tenuto con successo un seminario sulla tratta degli esseri umani e intendono continuare a collaborare.

Il sistema di lotta alla corruzione si è mantenuto saldo e resiliente. Hong Kong vanta standard molto elevati in termini di trasparenza e di misure anticorruzione. Le autorità e i leader politici ed economici riconoscono che la trasparenza è indispensabile affinché Hong Kong possa continuare a svolgere un ruolo preminente in quanto centro internazionale di affari, anche per le imprese continentali.

Relazioni tra Hong Kong e la Cina continentale

Vari settori della società di Hong Kong sono seriamente preoccupati per quella che percepiscono come una graduale erosione dell’”elevato livello di autonomia” della città all’interno della Repubblica popolare cinese e il minore rispetto dei valori e dello stile di vita di Hong Kong nell’ambito del principio “un paese, due sistemi”.

Durante la sua visita ad Hong Kong in occasione del ventesimo anniversario del passaggio alla Cina, il presidente Xi Jinping ha ribadito l’impegno del governo centrale nei confronti del principio “un paese, due sistemi”, pur sottolineando che le minacce alla sicurezza e alla sovranità nazionale e le sfide al potere del governo centrale erano limiti da non oltrepassare. Dopo la visita di Xi e la sua relazione al diciannovesimo congresso del partito, i discorsi e i commenti di numerosi alti funzionari di Pechino sembrano indicare una nuova interpretazione della legge fondamentale, in base alla quale la Cina asserisce la propria “giurisdizione generale” su Hong Kong.

A novembre, l’NPCSC ha votato a favore dell’introduzione della legge sull’inno nazionale nell’allegato III della legge fondamentale di Hong Kong, che elenca le leggi nazionali della RPC applicabili anche a Hong Kong. Il governo della RAS di Hong Kong ha dichiarato la propria intenzione di applicare la legge sull’inno nazionale nella RAS mediante un’apposita norma locale. Alcune sanzioni previste dalla legge nazionale non si possono applicare ad Hong Kong, a causa di sostanziali differenze nel diritto penale, né è prevista l’applicazione retroattiva.

Nel 2017 altri due eventi hanno costituito motivo di preoccupazione per quanto concerne l’attuazione del principio “un paese, due sistemi”: la decisione di Pechino di rifiutare l’ingresso a Hong Kong a un cittadino dell’UE e la decisione dell’NPCSC del 27 dicembre di approvare l’accordo di co-locazione senza fare il dovuto riferimento alla legge fondamentale.

In dicembre, Hong Kong e la Cina continentale hanno firmato un accordo per l’istituzione di un sistema di notifica più rapido nei casi in cui residenti di una regione siano detenuti come criminali nell’altra, impegnandosi ad informarsi reciprocamente entro sette giorni lavorativi (termine che si allunga nei casi più complessi) se una persona è detenuta per reati minori. L’accordo, indotto dalla scomparsa di cinque editori, offre una maggiore trasparenza.

Sempre in dicembre, un gruppo di 1 989 elettori, tra i quali circa 300 pan-democratici, ha eletto i 36 deputati di Hong Kong all’Assemblea nazionale del popolo (NPC). La campagna elettorale è stata contestata. Conformemente alle nuove norme adottate a marzo dall’Assemblea nazionale del popolo, i candidati di Hong Kong hanno dovuto firmare una dichiarazione nella quale si impegnavano a sostenere la costituzione nazionale e la legge fondamentale di Hong Kong, aderire al principio “un paese, due sistemi”, promettere fedeltà alla Repubblica popolare cinese e alla Regione amministrativa speciale di Hong Kong e non accettare contributi finanziari da paesi stranieri in relazione alle elezioni. Su tale base, 10 candidature del fronte “localista” e pan-democratico sono state annullate. I candidati per i 36 seggi alla fine sono stati quarantanove, con 11 deputati eletti per la prima volta.

Sviluppi economici

Hong Kong continua a prosperare come centro finanziario e commerciale internazionale nel continente asiatico, posizionandosi ai primi posti in varie indagini sulla competitività economica a livello mondiale. Il governo e la comunità imprenditoriale, tuttavia, nutrono preoccupazioni circa la competitività a lungo termine nei confronti dei concorrenti regionali di Hong Kong. Nel 2017, il governo ha promosso una serie di iniziative intese a definire il futuro economico di Hong Kong, cercando di incoraggiare un maggiore sviluppo, in particolare nell’innovazione e nella tecnologia, e di sfruttare il proprio ruolo nell’iniziativa sulla “nuova via della seta”.

Crescita sostenuta nel 2017

A fronte del costante miglioramento dell’ambiente economico esterno, Hong Kong ha beneficiato di un periodo di crescita economica, bassa inflazione e piena occupazione. La crescita del PIL reale ha raggiunto il 3,8% nel 2017 4 , con un ritmo quasi doppio rispetto al 2% registrato nel 2016. L’espansione è stata sostenuta da consistenti esportazioni di beni e servizi, investimenti e consumi. Il mercato nazionale ha retto bene, sostenuto da condizioni di occupazione favorevoli e da un clima commerciale più positivo. Il tasso di disoccupazione annuo si è attestato al 3,1%, mentre la pressione inflazionistica è stata moderata, all’1,7% nel 2017.

Grazie all’abbondante liquidità, alle prospettive di mercato positive e ai consistenti redditi societari, nel 2017 l’indice Hang Seng ha superato gli altri principali indici asiatici, con un aumento superiore al 35% su base annua e una chiusura a 29 919 al 29 dicembre 2017. L’attività relativa alle offerte pubbliche iniziali (IPO) è stata vivace, nonostante un’entità media delle operazioni ridotta rispetto al 2016. Tuttavia, Hong Kong ha perso il primato di maggior mercato mondiale per le IPO, scendendo al terzo posto in termini di fondi raccolti nel 2017, dopo New York e Shanghai. La perdita di posizioni può essere dovuta in parte all’assenza di mega-listini e alla crescente preferenza delle società tecnologiche cinesi per la ricerca di quotazioni negli USA. I fondi raccolti da IPO sono scesi a 128,5 miliardi di HKD, con un calo del 34,2% 5 . Circa il 50% delle società quotate erano imprese della Cina continentale.

Prendendo atto della pressione competitiva che Hong Kong affronta nell’attirare quotazioni di società della nuova economia, il 15 dicembre 2017 la borsa di Hong Kong ha annunciato la sua intenzione di ampliare il regime di quotazione per comprendere società emittenti provenienti da settori emergenti e innovativi con diritti di voto ponderati (strutture a doppia classe) 6 , oltre a emittenti bio-tech in fase pre-reddituale. Il cambio di posizione della Securities and Futures Commission (Commissione per gli strumenti finanziari e i future) ha posto fine all’annosa controversia sul rifiuto dell’autorità di regolamentazione della proposta di concedere diritti di voto speciali a seguito della quotazione di Alibaba Group Holding Ltd. presso la borsa di New York nel 2014.

Le autorità di regolamentazione finanziaria di Hong Kong hanno guidato una serie di iniziative intese a promuovere lo sviluppo delle tecnologie finanziarie (fin-tech). Il governo di Hong Kong e le autorità di regolamentazione hanno firmato accordi di collaborazione con controparti in altri poli fin-tech, tra cui Regno Unito e Singapore, per stimolare l’innovazione finanziaria.

 

Il varo del meccanismo di connessione dei mercati obbligazionari (luglio 2017) contribuirà a rafforzare i legami finanziari tra Hong Kong e la Cina, secondo il modello dei meccanismi di connessione borsistica Shanghai-Hong Kong Stock Connect (varato nel 2014) e Shenzhen-Hong Kong Stock Connect (2016). La fase iniziale limita le contrattazioni al collegamento a senso unico verso nord. Oltre al regime di riconoscimento reciproco dei fondi introdotto nel 2015, Hong Kong ha istituito molteplici canali di collegamento dei suoi mercati finanziari con la Cina e ha continuato a svolgere un ruolo di avanguardia nella liberalizzazione dei mercati finanziari cinesi.

Nel suo discorso programmatico del 2017, il capo dell’esecutivo Carrie Lam ha proposto il raddoppio della spesa per attività di ricerca e sviluppo, dallo 0,73% all’1,5% del PIL, nell’arco di cinque anni e ha indicato una serie di misure intese a incentivare lo sviluppo. Nel 2017 è stato varato un fondo di capitale di rischio per l’innovazione e la tecnologia da 2 miliardi di HKD a sostegno delle start-up tecnologiche. All’inizio dell’anno, in gennaio, i governi di Hong Kong e Shenzhen hanno firmato un accordo per l’istituzione congiunta di un parco per l’innovazione e la tecnologia a Lok Ma Chau, al confine tra le due città. L’auspicio delle due parti era quello di integrarsi vicendevolmente nello sviluppo tecnologico, in modo da competere con altri poli tecnologici a livello mondiale.

L’iniziativa cinese della nuova via della seta ha rappresentato un elemento fondamentale nella definizione delle politiche della RAS di Hong Kong. Il governo di Hong Kong ha sottolineato la necessità di sfruttare al meglio le opportunità derivanti da questa iniziativa e dallo sviluppo della zona della baia di Guangdong-Hong Kong-Macao (la “zona della grande baia”). L’obiettivo dichiarato era quello di fare della RAS una piattaforma di servizi alle imprese, finanziamento e gestione delle attività per la nuova via della seta e di renderla un centro di risoluzione delle controversie e di arbitrato per la Banca asiatica di investimento per le infrastrutture (AIIB). A giugno 2017, Hong Kong ha formalizzato l’adesione all’AIIB come membro non sovrano sotto l’egida della Cina.



A dicembre, le autorità di Hong Kong e la commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme hanno firmato un accordo per agevolare la partecipazione di Hong Kong all’iniziativa cinese della nuova via della seta. L’accordo comprende misure specifiche incentrate su sei ambiti fondamentali:

i) finanza e investimenti,

ii) infrastrutture e servizi marittimi,

iii) agevolazioni economiche e commerciali,

iv) relazioni interpersonali,

v) sviluppo della zona della grande baia, nonché

vi) servizi di interfaccia di progetti e risoluzione delle controversie.



La partecipazione del settore privato ai progetti della nuova via della seta è in aumento, con gli interessi delle imprese limitati in misura predominante alla regione ASEAN. La prima obbligazione della nuova via della seta è stata emessa a dicembre dalla Banca di sviluppo della Cina a Hong Kong.

In linea con gli sforzi tesi a potenziare i propri regimi di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, in giugno il governo ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale il disegno di legge del 2017 contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo (istituti finanziari) (modifica) e il disegno di legge del 2017 relativo alle società (modifica). L’intento del primo disegno di legge era quello di assoggettare a obblighi di legge in fatto di adeguata verifica della clientela e tenuta della documentazione determinate imprese e professioni non finanziarie quando svolgono specifiche operazioni. Il secondo disegno di legge prevedeva che le società costituite a Hong Kong conservassero le informazioni sulla titolarità effettiva, tenendo un registro dei soggetti che esercitano un controllo significativo sulla società (Significant Controllers Register), a disposizione dei funzionari delle forze dell’ordine per ispezione su richiesta.

L’obiettivo ultimo dei due disegni di legge era quello di aggiornare il regime normativo di Hong Kong, in linea con i requisiti internazionali promulgati dal gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI). Tuttavia, a seguito di osservazioni presentate durante la procedura di consultazione, il governo ha deciso di limitare alle autorità competenti l’accesso alle informazioni sui titolari effettivi, invece di renderle pubbliche. È importante rilevare che gli obblighi di divulgazione si applicherebbero esclusivamente a società private costituite a Hong Kong e non a società registrate non costituite a Hong Kong o società quotate in borsa a Hong Kong. I due disegni di legge sono stati adottati dal Consiglio legislativo il 24 gennaio 2018.

Politica commerciale

Sul fronte esterno, Hong Kong ha perseguito accordi di libero scambio e investimento, concentrandosi sui collegamenti per gli scambi e gli investimenti nell’ambito dell’iniziativa cinese della nuova via della seta. Nel 2017, Hong Kong ha firmato e concluso una serie di accordi bilaterali e avviato negoziati con nuovi partner, in aggiunta agli accordi di libero scambio vigenti con la Nuova Zelanda, l’Associazione europea di libero scambio e il Cile. Sono proseguiti i negoziati con la Georgia e le Maldive. A maggio, Hong Kong ha avviato i negoziati per l’accordo di libero scambio con l’Australia. Un accordo di libero scambio e il relativo accordo di investimento con l’ASEAN sono stati firmati a novembre a margine del vertice ASEAN. Accordi di promozione e di tutela degli investimenti sono stati conclusi con Bahrein, Messico, Myanmar/Birmania ed Emirati arabi uniti, mentre sono in corso negoziati con Iran e Russia. Hong Kong è rimasta un membro attivo dell’OMC e un leale sostenitore del multilateralismo.

In materia di integrazione regionale, nel giugno 2017 sono stati firmati due nuovi accordi, segnatamente un accordo di investimento e un accordo di cooperazione economica e tecnica nel quadro dell’accordo di partenariato economico rafforzato tra Hong Kong e la Cina continentale (CEPA). Gli accordi concedono alle imprese di Hong Kong un accesso oltremodo privilegiato agli investimenti in Cina – nel settore dei servizi e in altri settori – e aprono la strada a un maggior grado di partecipazione di Hong Kong all’iniziativa cinese della nuova via della seta. Inoltre, in ottobre è stato firmato un accordo di partenariato economico rafforzato con Macao. Hong Kong e Macao hanno concluso CEPA separati con la Cina continentale. Le tre amministrazioni hanno previsto di basarsi sui rispettivi CEPA per creare una piattaforma comune nuova, che permetta di progredire nella liberalizzazione e nell’agevolazione degli scambi e degli investimenti nella “zona della grande baia”.

Mercato immobiliare e edilizia residenziale

Nel 2017 il mercato immobiliare ha raggiunto livelli record, alimentati dai bassi tassi di interesse, dall’eccesso di liquidità e dalla forte domanda degli investitori. In particolare, i prezzi degli immobili residenziali privati sono aumentati del 16,7% 7 rispetto al 2016, facendo di Hong Kong il mercato immobiliare più costoso del mondo e il centro urbano meno accessibile per chi vuole comprare casa. Gli appartamenti in nuovi edifici in media sono diventati sempre più piccoli, per risultare più accessibili ai nuovi acquirenti. Poiché i prezzi e gli affitti degli immobili residenziali nel settore privato hanno continuato a salire vertiginosamente, la domanda di edilizia abitativa pubblica è aumentata come mai prima.

Le autorità di Hong Kong si sono adoperate per aumentare l’offerta e gestire la domanda, ma finora i loro sforzi non hanno prodotto miglioramenti rilevanti. Sono rimaste in vigore le misure basate sulla domanda varate negli anni precedenti (come restrizioni del credito ipotecario e l’imposizione di una doppia imposta di registro del 15% per gli acquirenti di seconde case). Sono stati introdotti o perfezionati vari tipi di programmi di edilizia pubblica, mentre è stato accelerato lo sviluppo di progetti. Tuttavia, realizzare l’obiettivo dell’offerta di alloggi nel lungo termine resta un’enorme sfida per il governo, data la carenza di terreni. Per ottenere un ampio consenso all’interno della comunità, nel settembre 2017 il capo dell’esecutivo ha nominato un gruppo d’azione formato da 30 persone, che nel 2018 coinvolgerà il pubblico nell’esame di varie alternative controverse, come la bonifica di terreni, l’accelerazione del rinnovamento urbano e lo sfruttamento di parchi di conservazione.

Gestione di bilancio, povertà e divario di ricchezza

Il governo di Hong Kong ha accumulato consistenti riserve di bilancio dal 1997. Il segretario alle Finanze Paul Chan ha presentato una solida relazione di bilancio sulla RAS di Hong Kong nel febbraio 2017, che evidenzia un’eccedenza di bilancio pari al 3,7% del PIL per il 2016-2017 e riserve stimate al 37% del PIL per il 2017-2018. Oltre a una serie di misure una tantum di carattere sociale, nella programmazione di bilancio si è previsto di destinare l’avanzo di bilancio all’aumento della spesa per l’assistenza agli anziani e lo sviluppo dell’innovazione. Il capo dell’esecutivo Carrie Lam ha promesso di aumentare la spesa in una serie di settori, dato che le riserve di bilancio superano mille miliardi di HKD. Questa situazione di bilancio favorevole ha consentito all’amministrazione di ridurre anche l’onere fiscale sulle società. Tra le altre misure, il capo dell’esecutivo ha proposto di dimezzare l’aliquota dell’imposta sulle società all’8,25% per i primi 2 milioni di HKD di utili.

Malgrado la forte crescita economica e le casse pubbliche piene, la situazione in termini di povertà è peggiorata e le disparità di reddito sono aumentate, soprattutto a causa del più rapido invecchiamento della popolazione. Dall’ultimo studio del governo 8 è emerso che su 7,35 milioni di residenti 1,35 milioni vivevano al di sotto della soglia di povertà ufficiale. Il tasso di povertà è aumentato di 0,2 punti percentuali, fino a un livello record di 19,9% nel 2016. Il governo si è impegnato ad attuare politiche adeguate di tassazione e protezione sociale, affinché i diversi strati della società condividano i frutti dello sviluppo economico e le risorse statali.

Politica di protezione ambientale

Nel 2017 la protezione ambientale è salita ai primi posti nell’agenda politica, con il varo di una serie di iniziative e procedure legislative. Hong Kong si è impegnata a passare a un’economia a basse emissioni di carbonio e a diventare la regione più ecologica della Cina. A gennaio, in risposta all’accordo di Parigi, Hong Kong ha pubblicato la relazione “piano d’azione per il clima 2030+” che indica il nuovo obiettivo di Hong Kong in termini di riduzione assoluta delle emissioni di carbonio, pari al 26% - 36% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, e i piani concertati per conseguirlo. Nello sforzo di ridurre e gestire meglio i rifiuti urbani, a marzo è stata pubblicata una proposta dettagliata per un sistema di tassazione dei rifiuti solidi municipali da introdurre nel 2019.

A dicembre è entrato in funzione un modernissimo impianto per il trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. L’impianto, costruito e gestito da un’azienda europea di gestione dei rifiuti (in joint venture con un fornitore di servizi locale) è il primo del suo genere a Hong Kong. Inoltre, Hong Kong ha varato un piano in tre fasi per la graduale abolizione del commercio di avorio entro la fine del 2021. A giugno 2017, il governo ha presentato all’esame del Consiglio legislativo la relativa proposta di legge (poi approvata a gennaio 2018).

Relazioni bilaterali e cooperazione UE-Hong Kong nel 2017

L’Unione europea e Hong Kong sono importanti partner per gli scambi e gli investimenti e nel 2017 hanno ulteriormente intensificato le loro relazioni.

L’Unione europea è il secondo maggior partner commerciale di Hong Kong dopo la Cina e uno dei suoi principali investitori esteri. Con oltre 2 100 imprese stabilite a Hong Kong, l’UE rimane la zona di provenienza della maggiore comunità imprenditoriale straniera presente nella città. A sua volta, Hong Kong è il quattordicesimo partner commerciale per gli scambi di merci e uno dei principali partner asiatici dell’UE per gli scambi di servizi.

Nel 2017, le esportazioni di merci dall’UE a Hong Kong sono aumentate del 5% su base annua fino a 36,8 miliardi di EUR, mentre le importazioni da Hong Kong sono ammontate a 11,2 miliardi di EUR, con il risultato di un avanzo consistente per l’UE, pari a 25,6 miliardi di EUR, ossia il quarto maggiore saldo attivo della bilancia commerciale dell’UE. Le esportazioni di merci dell’UE verso Hong Kong sono sostenute dalla forte domanda di macchinari e attrezzature, gioielli, abbigliamento, beni di lusso, prodotti alimentari, vino e automobili.

Gli scambi bilaterali di servizi tra l’UE e Hong Kong si sono mantenuti stabili e nel 2016 (anno più recente per il quale sono disponibili dati) sono ammontati a 22,3 miliardi di EUR. L’UE ha importato servizi da Hong Kong per 11,4 miliardi di EUR, contro 10,9 miliardi di EUR di esportazioni verso Hong Kong, con un conseguente disavanzo di 461 milioni di EUR per l’UE.

I flussi di investimenti nei due sensi tra l’UE e Hong Kong sono significativi. Hong Kong è una delle principali destinazioni degli investimenti diretti dell’UE. Escludendo i centri offshore, l’UE è il secondo investitore estero ad Hong Kong (dopo la Cina continentale), e ha fornito il 9,7% del totale degli investimenti diretti esteri nel 2016 (ultimi dati disponibili). Una percentuale significativa degli investimenti dell’UE in Cina transita da Hong Kong, principalmente in virtù della presenza di fornitori di servizi di qualità e del rispetto dello Stato di diritto. A sua volta, Hong Kong si conferma il secondo maggior investitore diretto dell’UE dall’Asia, dopo il Giappone, in parte perché una ragguardevole percentuale degli investimenti cinesi in Europa è veicolata tramite Hong Kong. Nel 2017 (a marzo e novembre), l’UE e Hong Kong hanno tenuto colloqui informali per esplorare il possibile avvio di negoziati su un accordo di investimento.

L’undicesima riunione del dialogo strutturato tra l’UE e Hong Kong si è tenuta a Hong Kong il 16 novembre 9 . Le due parti hanno discusso un’ampia gamma di temi e hanno individuato diversi ambiti per un’ulteriore cooperazione, in particolare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, le questioni doganali, l’ambiente (gestione dei rifiuti e traffico di specie selvatiche) e la politica di concorrenza. Si sono inoltre confrontate in merito a questioni normative, tra cui il servizio pubblico di autobus leggeri e gli appalti pubblici, e hanno convenuto di continuare a impegnarsi per una migliore comprensione delle preoccupazioni e delle priorità reciproche. A margine del dialogo strutturato si è tenuta per la prima volta una riunione di esperti sui servizi finanziari. Le due parti si sono aggiornate sui rispettivi sviluppi nel settore e hanno esplorato metodi per intensificare la cooperazione nella regolamentazione finanziaria, in particolare per quanto riguarda le procedure di equivalenza e il riconoscimento reciproco dei fondi.

Per quanto riguarda la cooperazione in materia doganale, l’UE e Hong Kong stanno valutando la compatibilità dei rispettivi regimi concernenti l’operatore economico autorizzato (AEO) in vista di un possibile accordo di mutuo riconoscimento. L’UE si è impegnata a portare avanti il processo di mutuo riconoscimento dell’operatore economico autorizzato con Hong Kong nel 2018.

Il meccanismo di cofinanziamento del consiglio per le borse di ricerca di Hong Kong (istituito nel 2015 per promuovere la cooperazione nell’ambito del programma quadro Orizzonte 2020 dell’UE) ha continuato a dare frutti. Nel suo primo anno di funzionamento il meccanismo ha ottenuto buoni risultati e i fondi per il 2016-2017 sono stati tutti assegnati. 

Nell’ambito della sua agenda per l’equità fiscale a livello mondiale, il 5 dicembre l’UE ha reso noto un elenco di giurisdizioni fiscali “non cooperative” (“l’elenco”). Hong Kong non figura nell’elenco, grazie alle sue recenti proposte politiche e legislative e al suo impegno per affrontare le preoccupazioni individuate dall’UE nel processo di valutazione, in particolare con riferimento ai criteri di trasparenza ed equità fiscale. Hong Kong è pertanto considerata una giurisdizione “cooperativa”, purché riesca a rispettare i suoi impegni entro la fine del 2018. L’UE intende monitorare l’effettiva attuazione di questi impegni e proseguire nel dialogo costruttivo istituito con le autorità di Hong Kong.

Gli interessi economici europei a Hong Kong sono rappresentati dalla Camera di commercio europea, costituita da cinque “consigli delle imprese” che si concentrano sui seguenti ambiti: settore automobilistico, proprietà intellettuale, energia e ambiente, servizi finanziari, informazione, comunicazione e tecnologia. La Camera di commercio europea opera in stretta collaborazione con l’ufficio di rappresentanza dell’Unione europea a Hong Kong e Macao per agevolare il dialogo con il governo. Nel 2017, la Camera di commercio europea si è adoperata per garantire una rappresentanza più forte e più coordinata della comunità imprenditoriale dell’UE, trasmettendo al governo comunicazioni sostanziali per segnalare gli interessi, le priorità e le raccomandazioni delle imprese europee, e organizzando una serie di tavole rotonde settoriali con rappresentanti del governo nell’intento di rafforzare l’interfaccia tra imprese e governo.

Le missioni diplomatiche dell’UE e degli Stati membri a Hong Kong hanno continuato a collaborare per migliorare la visibilità dell’UE a Hong Kong. A tal fine, l’ufficio di rappresentanza dell’UE a Hong Kong ha organizzato una serie di incontri di “dialogo” tra i capi missione dell’UE e i membri di alto livello del governo di Hong Kong, del Consiglio legislativo e del sistema giudiziario, nonché con altre personalità di spicco, anche del mondo imprenditoriale. L’UE e Hong Kong hanno inoltre collaborato per intensificare i contatti interpersonali, soprattutto nei settori della cooperazione accademica, della mobilità degli studenti, della cultura e delle industrie creative.

Le missioni diplomatiche dell’UE e gli istituti culturali hanno collaborato strettamente con i partner locali su molte attività interpersonali. Esempi di queste attività comprendono il festival cinematografico dell’UE con un concerto di apertura, il primo padiglione europeo presso la fiera del libro di Hong Kong, la Giornata europea delle lingue, un concorso per cortometraggi animati sul tema dell’UE presso le scuole locali, un evento per la pulizia delle spiagge e diversi eventi imperniati sui diritti umani. L’UE auspica di mettere a frutto questo slancio per proseguire le attività con il governo, la società civile e le imprese, al fine di promuovere gli scambi in materia di diritti e libertà.

Nel 2017 si sono svolte numerose visite ad alto livello delle istituzioni dell’UE. Quella di maggior rilievo è stata la visita, a dicembre, del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, che ha incontrato il capo dell’esecutivo, il segretario alle Finanze, il segretario ai Servizi finanziari e l’autorità monetaria di Hong Kong. I membri del Parlamento europeo hanno visitato Hong Kong per due volte nel 2017. Il 13 dicembre, il Parlamento europeo ha adottato una raccomandazione su Hong Kong 10 , tenendo conto degli sviluppi registrati vent’anni dopo il passaggio alla RPC.

(1)

L’11 marzo 2018 si sono svolte le elezioni suppletive per quattro deputati (due espulsi nel 2016 e altri due espulsi nel 2017, che non hanno presentato ricorso contro l’espulsione).

(2)

Il 6 febbraio 2018, la corte d’appello di ultima istanza ha annullato all’unanimità le sentenze di reclusione e ha ripristinato le sentenze del magistrato del tribunale di primo grado.

(3)

Secondo il governo della RAS di Hong Kong, il coefficiente di Gini è leggermente inferiore (0,473) se si considerano gli effetti della tassazione e delle prestazioni sociali.

(4)

Fonte: salvo indicazione contraria, tutti i dati macroeconomici provengono dal Dipartimento statistiche e censimento di Hong Kong.

(5)

Fonte: Borsa di Hong Kong (Hong Kong Exchange and Clearing Ltd.).

(6)

La struttura azionaria a doppia classe conferisce a un gruppo di azionisti diritti di voto superiori rispetto agli altri. È diffusa presso le aziende tecnologiche, ma resta controversa presso le parti interessate del governo societario.

(7)

Fonte: Hong Kong Property Review – supplemento mensile, dipartimento di rating e valutazione della RAS di Hong Kong.

(8)

Fonte: Hong Kong Poverty Situation Report 2016 (relazione sulla povertà ad Hong Kong 2016), governo della RAS di Hong Kong, novembre 2017.

(9)

 https://eeas.europa.eu/delegations/benin/35762/joint-press-statement-structured-dialogue-meeting-between-hksarg-and-european-union-explores_en

(10)

 http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P8-TA-2017-0495+0+DOC+XML+V0//IT

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