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Document 52009AE0621
Opinion of the European Economic and Social Committee on the Communication from the Commission on the Second Strategic Energy Review — An EU Energy Security and Solidarity Action Plan
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Secondo riesame strategico della politica energetica — Piano d'azione dell'UE per la sicurezza e la solidarietà nel settore energetico
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Secondo riesame strategico della politica energetica — Piano d'azione dell'UE per la sicurezza e la solidarietà nel settore energetico
GU C 228 del 22.9.2009, pp. 84–89
(BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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22.9.2009 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 228/84 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Secondo riesame strategico della politica energetica — Piano d'azione dell'UE per la sicurezza e la solidarietà nel settore energetico
COM(2008) 781 def./2
2009/C 228/16
La Commissione, in data 13 novembre 2008, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:
«Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Secondo riesame strategico della politica energetica - Piano d'azione dell'UE per la sicurezza e la solidarietà nel settore energetico»
La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 12 marzo 2009, sulla base del progetto predisposto dalla relatrice SIRKEINEN.
Il Comitato economico e sociale europeo, in data 25 marzo 2009, nel corso della 452a sessione plenaria, ha adottato il seguente parere con 130 voti favorevoli, 3 voti contrari e 2 astensioni.
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1 |
Il CESE accoglie con favore la comunicazione della Commissione e in particolare il fatto che essa ponga l'accento, com'era assolutamente necessario, sul tema della sicurezza dell'approvvigionamento energetico. In proposito, il CESE è giunto alle seguenti conclusioni:
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1.2 |
Il CESE esprime le seguenti raccomandazioni:
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2. Introduzione
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2.1 |
La politica energetica dell'UE persegue tre obiettivi fondamentali: sostenibilità, competitività e sicurezza dell'approvvigionamento. Negli ultimi tempi, però, la sicurezza dell'approvvigionamento non è stata sufficientemente al centro dell'attenzione, con conseguenze decisamente negative a seguito della controversia tra Ucraina e Russia sul trasferimento di gas, della contrazione dell'economia e dell'instabilità dei prezzi energetici. La dipendenza dagli approvvigionamenti esterni di energia non costituisce di per sé un problema; tuttavia, la crescente concentrazione di tale dipendenza su fornitori che non osservano le stesse regole in vigore in Europa, nonché l'aumento costante della domanda di gas aumentano i rischi che si verifichino problemi di approvvigionamento. |
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2.2 |
Le principali proposte legislative formulate dall'UE negli ultimi due anni consistono nel terzo pacchetto legislativo sui mercati del gas e dell'energia e nel pacchetto energia e clima. Quest'ultimo è stato approvato a tempi di record in prima lettura nel dicembre 2008, lasciando alla comitologia la definizione di molti dettagli fondamentali. Il pacchetto sul mercato dell'energia, invece, resta un problema irrisolto a distanza di quasi due anni, il che è in netto contrasto con la necessità di disporre di un mercato interno ben funzionante, per soddisfare i tre obiettivi fondamentali della politica energetica. |
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2.3 |
I diversi obiettivi della politica energetica sono interdipendenti e le politiche messe in atto per la loro realizzazione tendono per lo più a rafforzarsi a vicenda, anche se ciò non riguarda tutti gli aspetti. Alla sicurezza dell'approvvigionamento dev'essere attribuita la massima priorità. Data infatti la gravità degli effetti delle interruzioni nelle forniture o della povertà energetica, sia i cittadini che le imprese devono in ogni caso poter contare su un approvvigionamento sicuro di energia. |
3. Il documento della Commissione
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3.1 |
Nel novembre 2008, la Commissione ha pubblicato il Secondo riesame strategico della politica energetica (SER), in cui propone un Piano d'azione per la sicurezza e la solidarietà nel settore energetico in cinque punti, imperniato sulle seguenti priorità:
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3.2 |
Il SER è corredato da un aggiornamento del Programma indicativo nucleare 2007, incentrato sui seguenti aspetti: sicurezza dell'approvvigionamento, investimenti necessari e condizioni per la loro realizzazione. |
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3.3 |
Unitamente al riesame strategico, la Commissione presenta:
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3.4 |
Nel SER, la Commissione afferma la propria intenzione di:
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3.5 |
La Commissione intende infine proporre un rinnovamento della politica energetica per l'Europa nel 2010, con l'intento di tracciare un'agenda politica fino al 2030 e una prospettiva che vada fino all'orizzonte 2050, nonché un nuovo piano d'azione. |
4. Osservazioni generali
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4.1 |
Il CESE accoglie con favore la comunicazione della Commissione, e in particolare il fatto che questa mette l'accento, com'era assolutamente necessario, sul tema della sicurezza dell'approvvigionamento di energia e cerca di definire una strategia complessiva in risposta alle sfide che si trova attualmente ad affrontare la politica energetica. L'UE dispone di strumenti propri in grado di attenuare i rischi relativi alla sicurezza dell'approvvigionamento. Tali strumenti sono già stati identificati dalla Commissione e devono ora essere utilizzati in maniera efficace. |
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4.2 |
L'azione dell'UE in materia di approvvigionamento energetico non deve tuttavia tradursi in ulteriori proposte legislative. Dopo l'adozione dei presenti pacchetti, l'accento dovrebbe essere posto piuttosto sull'attuazione. Il quadro normativo dev'essere mantenuto stabile in modo da garantire la massima prevedibilità del contesto in cui dovranno essere realizzate le azioni necessarie. |
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4.3 |
È stata ribadita la necessità di una strategia comune degli Stati membri in materia di politica energetica. Essi sono stati ripetutamente invitati, anche dal CESE, a esprimersi ad una sola voce. Tuttavia, fintantoché alcuni Stati membri, in particolare quelli più grandi, continueranno a preoccuparsi soprattutto dei propri interessi, la posizione dell'Europa sulla scena energetica mondiale risulterà indebolita, più vulnerabile e decisamente meno efficiente di quello che le consentirebbero le sue potenzialità. |
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4.4 |
Il Comitato condivide i cinque punti del piano d'azione ma preferirebbe vedere al primo posto l'efficienza energetica, o meglio il risparmio energetico: dato che infatti l'obiettivo sarebbe quello di ridurre l'uso di energia, l'efficienza energetica rappresenta uno strumento fondamentale. È vero che nemmeno i migliori risultati in questo ambito possono sostituirsi alla necessità di intervenire con urgenza negli altri ambiti. Tuttavia esistono molte possibilità di interventi efficaci sotto il profilo dei costi e in grado di migliorare l'efficienza energetica, che, se debitamente sfruttate consentirebbero di evitare il ricorso ad altre misure più costose. L'esempio più eclatante è quello del grande potenziale dell'efficienza energetica degli edifici. |
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4.5 |
Il CESE si sarebbe aspettato che la Commissione dedicasse maggiore attenzione ai problemi del petrolio e quindi dei trasporti. Il petrolio infatti, che rappresenta il 36 % dei consumi energetici dell'UE, è utilizzato principalmente per i trasporti. Inoltre, poiché i trasporti stradali sono in aumento, stanno aumentando di pari passo anche le emissioni di CO2. Per di più si prevede per i prezzi del petrolio una grande volatilità, con una netta tendenza al rialzo. Nel mese di gennaio, il CESE, consultato dal Parlamento europeo, ha emesso un parere sul tema Far fronte alle sfide petrolifere (1). |
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4.6 |
La comunicazione della Commissione trascura altresì gli aspetti sociali della politica energetica, vale a dire la perdita di posti di lavoro e la creazione di nuovi posti in un'economia più verde, l'istruzione e la formazione, nonché la povertà energetica. Il Comitato fa osservare che l'energia non è una merce come le altre e che la sua distribuzione ai consumatori costituisce un servizio di interesse generale e deve quindi soddisfare i principi dell'accesso universale e dei costi ragionevoli. |
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4.7 |
Il Comitato deplora l'assenza, nel documento della Commissione, del senso dell'urgenza, che invece si impone tenuto conto dei problemi che si sono verificati, sia recentemente che in passato, in materia di sicurezza dell'approvvigionamento energetico. Esso rileva inoltre che nella comunicazione sono citate numerose intenzioni di azione (oltre 45), soprattutto sotto forma di comunicazioni, della Commissione. Per evitare che il processo in atto finisca per perdere vigore, quest'ultima dovrebbe stabilire tra tali azioni un ordine di priorità, |
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4.8 |
Il Comitato accoglie con favore l'intenzione della Commissione di tracciare un'agenda politica fino al 2030 e una prospettiva che vada fino all'orizzonte 2050, che dovranno essere sostenute da un nuovo piano d'azione. Il Comitato ha già fatto riferimento a tale prospettiva nel parere sul Mix energetico adottato nel 2006 (2). Per la realizzazione di cambiamenti di ampia portata a livello di tecnologie e di cambiamenti concreti a livello di sistemi energetici occorre tempo, a causa della lunghezza dei cicli di vita degli investimenti infrastrutturali. Pertanto una prospettiva per il futuro che vada al di là del potenziale attualmente limitato degli adeguamenti tecnologici e infrastrutturali è un requisito indispensabile. |
5. Osservazioni particolari
5.1 Creare l'infrastruttura necessaria al fabbisogno energetico dell'UE
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5.1.1 |
Il CESE sostiene l'attività svolta dalla Commissione nel settore in esame, soprattutto in considerazione dei timori circa il prolungarsi della dipendenza dalle fonti energetiche esterne. A tale proposito desidera formulare le seguenti osservazioni. |
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5.1.2 |
Le sei priorità individuate dalla Commissione appaiono decisamente pertinenti: solo se le priorità vengono selezionate può essere garantita una loro efficace attuazione. Successivamente però, alla fine del gennaio 2009, nell'ambito di tali priorità, la Commissione ha presentato alcuni progetti specifici destinati a beneficiare di finanziamenti nel quadro del piano di rilancio dell'UE. Non è facile adottare una posizione su questi progetti prioritari in assenza di informazioni trasparenti su di essi e su altri progetti che hanno maggiori potenzialità di successo, comprese le informazioni relative ai finanziamenti privati e pubblici previsti. |
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5.1.3 |
Suscita rammarico il fatto che non siano ancora stati affrontati i problemi dei mercati energetici isolati degli Stati baltici. Ora occorre farlo con la massima urgenza. E al tempo stesso, si dovrà provvedere al fabbisogno energetico dei piccoli Stati membri isolati, attraverso progetti di interconnessione con il continente europeo. |
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5.1.4 |
Per quanto riguarda i corridoi di trasporto del gas, il CESE, nel recente parere sulla dimensione esterna della politica energetica europea, osserva che occorreranno diversi progetti per soddisfare le future necessità relative al trasporto di gas. Sotto il profilo politico, i progetti non devono essere intesi come opzioni in reciproca concorrenza. Ciò che conta ora è agire tempestivamente per assicurare l'approvvigionamento di gas e ciò richiede un'azione congiunta di Stati membri e Commissione. |
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5.1.5 |
La possibilità di istituire un meccanismo di acquisto in blocco necessita di ulteriori chiarimenti. Inoltre, perché limitarsi alla sola regione del Caspio? |
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5.1.6 |
Le sfide concernenti la sicurezza dell'approvvigionamento non possono essere affrontate ricorrendo esclusivamente all'infrastruttura di trasporto dell'energia. La produzione di energia richiede una serie di trasformazioni per le quali occorrono investimenti per quasi 1.000 miliardi di euro. Il problema è già stato in parte affrontato dalla Commissione nella sezione dedicata alle risorse energetiche endogene, ma merita di essere analizzato anche sotto il profilo degli investimenti necessari e dei relativi finanziamenti. |
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5.1.7 |
Per quanto riguarda gli investimenti, è essenziale definire il ruolo che svolgono i diversi attori: l'UE, le sue istituzioni finanziarie, gli Stati membri e le imprese. Quest'ultime sono disponibili a investire quando sussistono le condizioni idonee. Anche se la turbolenza del mercato energetico può indurre a commettere errori, le imprese si trovano nelle condizioni più adatte per valutare il mercato e assumere rischi. Il settore pubblico e i responsabili politici possono intervenire per creare le condizioni quadro adeguate e, entro determinati limiti, offrire incentivi e sostegno politico. Per questo motivo il CESE sostiene fermamente l'intenzione della Commissione di collaborare in maniera più stretta ed efficace con il settore privato e le istituzioni finanziarie. |
5.2 Maggiore attenzione all'energia nelle relazioni internazionali dell'UE
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5.2.1 |
Nel gennaio 2009, il CESE ha adottato il parere sulla dimensione esterna della politica energetica europea. Le osservazioni, conclusioni e raccomandazioni contenute in tale parere sono ancora pertinenti e in accordo con le proposte descritte nella comunicazione della Commissione. Il Comitato insiste in particolare su due aspetti: da un lato, sulla necessità di intervenire affinché i paesi fornitori applichino le stesse condizioni dell'UE nel mercato dell'energia, ad esempio in materia di accesso alle infrastrutture, tutela degli investimenti, ecc.; e dall'altro sul fatto che gli Stati membri elaborino un quadro comune di tali condizioni che serva da prerequisito per il sostegno ai negoziati sui contratti commerciali. |
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5.2.2 |
Il CESE ha inoltre presentato una strategia basata su due pilastri da applicare alle relazioni esterne nel settore energetico; detti pilastri corrispondono rispettivamente all'approvvigionamento energetico dell'Europa e ad un approccio energetico globale responsabile e sostenibile. Quest'ultimo pilastro, che riguarda la responsabilità globale dell'Europa, viene soltanto brevemente citato nel documento della Commissione. Il tema della responsabilità merita invece di essere esaminato con estrema attenzione e non solo attraverso una posizione di leadership dell'UE nel quadro dei negoziati internazionali sul cambiamento climatico. |
5.3 Migliore gestione delle scorte di gas e petrolio e meccanismi anticrisi
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5.3.1 |
Il Comitato condivide la posizione attuale della Commissione in materia di sicurezza dell'approvvigionamento di gas. Come misure di emergenza necessarie devono e possono essere adottate soluzioni alternative all'imposizione di costose scorte strategiche obbligatorie di gas, ad esempio: la diversificazione delle fonti e dei canali di approvvigionamento, il ricorso a rifornimenti di GNL, la cooperazione con i paesi vicini, l'introduzione di contratti interrompibili e il passaggio ad altri combustibili. |
5.4 Nuovo slancio all'efficienza energetica
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5.4.1 |
Sul tema dell'efficienza energetica il CESE ha espresso diversi pareri, che comprendono un'analisi dettagliata delle misure concrete da adottare. Il Comitato condivide l'approccio della Commissione, tuttavia desidera aggiungere qualche osservazione. |
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5.4.2 |
Esiste una gamma molto ampia e quasi illimitata di misure in grado di assicurare una maggiore efficienza nell'utilizzo e nella produzione di energia. La Commissione ha presentato una serie di disposizioni normative, ad esempio in materia di rendimento energetico nell'edilizia, etichettatura energetica e progettazione ecocompatibili; e sembrerebbero essere in cantiere altre misure. In proposito il CESE invita a prestare una particolare attenzione a far sì che l'adozione di tali misure non si risolva in una sovraregolamentazione, ma offra invece la possibilità di sfruttare nel miglior modo possibile le potenzialità di innovazione. Occorrono provvedimenti politici (regolamentazione, sostegno pubblico, ecc.) intesi a potenziare il risparmio energetico che siano però attentamente studiati per garantire la massima efficacia sotto il profilo dei costi e la minima distorsione nei mercati di ciascun settore interessato. Le disposizioni comunitarie dovrebbero riguardare soltanto i prodotti e i servizi che hanno una certa importanza nel mercato interno. Il CESE auspica che venga posta maggiore attenzione alla possibilità di azioni volontarie e di auto e co-regolamentazione, compresa la normalizzazione. |
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5.4.3 |
Per quanto riguarda l'efficienza energetica l'Europa è certamente all'avanguardia ma deve esserlo anche nel campo delle tecnologie energetiche ad alta efficienza. Inoltre i vantaggi derivanti da questa sua posizione pionieristica devono essere sfruttati appieno. Tra le misure che possono svolgere un ruolo positivo in tal senso figurano il finanziamento della R&S, il sostegno all'innovazione e al finanziamento del rischio, un'adeguata normalizzazione, l'apertura dei mercati su scala europea e mondiale, un accordo internazionale efficace sul cambiamento climatico e la cooperazione internazionale in materia di efficienza energetica. |
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5.4.4 |
Il Comitato pur condividendo fermamente l'obiettivo del 20 % inteso a garantire una maggiore efficienza energetica, ha qualche esitazione ad accettare che questo divenga un obiettivo generale obbligatorio. L'efficienza energetica riguarda infatti l'insieme delle attività umane ed economiche e le misure che possono contribuire al suo potenziamento sono praticamente illimitate. In tale contesto, inoltre, come si potrebbe definire un sistema fondato su un'equa condivisione dello sforzo? Il Comitato raccomanda invece alla Commissione di valutare, laddove possibile, la fattibilità degli obiettivi individuali per i diversi utilizzi dell'energia, come misura efficace per aumentare l'efficienza energetica, in particolare per i prodotti e i servizi che hanno una certa importanza nel mercato interno. |
5.5 Uso ottimale delle risorse energetiche endogene dell'UE
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5.5.1 |
Il CESE condivide pienamente i messaggi della Commissione sull'utilizzo delle risorse energetiche proprie dell'UE. È importante adottare una visione realistica circa l'evoluzione della domanda di energia, le potenzialità, i limiti e le condizioni per lo sviluppo e l'utilizzo delle diverse fonti energetiche. |
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5.5.2 |
Il Comitato accoglie con particolare favore l'intenzione della Commissione di presentare una comunicazione intitolata Superare le barriere all'energia rinnovabile nell'UE e la invita a intervenire tempestivamente in questo senso. L'aumento dell'impiego di fonti di energia rinnovabili, che in futuro saranno le fonti di energia domestica più importanti e più rispettose dell'ambiente, è una questione importante che avrebbe già dovuto essere analizzata e considerata come parte integrante dell'insieme del sistema energetico. Come osserva la Commissione, a questo proposito, le principali problematiche riguardano i vincoli della rete di trasmissione ma anche la questione delle riserve di energia. Negli studi da elaborare in materia si dovrebbe esaminare in maniera approfondita anche la questione se la creazione di eventuali «riserve di energia» possa, in determinate circostanze, pregiudicare gli sforzi intrapresi con le energie rinnovabili, dal punto di vista delle emissioni o della sicurezza dell'approvvigionamento. Altri aspetti da prendere in considerazione sono i problemi in materia di programmazione e autorizzazione. |
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5.5.3 |
Il Comitato concorda altresì sul fatto che prima di introdurre norme obbligatorie sulle emissioni di CO2 per le centrali elettriche, si dovrebbero valutare i risultati delle dimostrazioni industriali del sistema di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS). |
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5.5.4 |
Per quanto riguarda l'energia nucleare, il CESE sostiene da molto tempo che per conseguire gli obiettivi della politica energetica devono rimanere aperte tutte le opzioni possibili per la produzione di energia. Tenuto conto degli investimenti su ampia scala che risulteranno necessari nel prossimo futuro per la produzione di elettricità, gli Stati membri che hanno optato, o hanno intenzione di farlo, per il nucleare, devono adottare decisioni urgenti sul futuro di tale energia. Secondo le proiezioni della Commissione, la capacità di produzione di energia nucleare nell'UE dovrebbe diminuire di un quarto entro il 2020; le centrali esistenti, se non sostituite da impianti di nuova generazione, verranno in parte rimpiazzate da centrali a gas o a carbone, con conseguenti ripercussioni a livello di emissioni e sicurezza dell'approvvigionamento. La sicurezza degli impianti nucleari esige un'attenzione costante, oltre che il coinvolgimento delle autorità pubbliche e la gestione delle scorie radioattive deve formare oggetto di specifiche decisioni. Un parere specifico del CESE è previsto sulla proposta riveduta di direttiva recante un quadro comunitario per la sicurezza nucleare. |
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5.5.5 |
Il Comitato approva l'intenzione della Commissione di presentare documenti sulle necessità relative alla capacità di produzione di energia, sia che si tratti di raffinazione di petrolio che di elettricità. Va tuttavia osservato che l'UE non si trova nella posizione di determinare gli investimenti da riservare alla capacità di produzione, né di formulare raccomandazioni, in quanto non può assumere alcuna responsabilità contro i rischi potenziali. La raccolta e l'analisi delle informazioni pertinenti, anche attraverso modellizzazioni, può risultare estremamente utile, così come la cooperazione in materia con l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), che viene pertanto raccomandata. |
5.6 Guardando al 2050
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5.6.1 |
Il CESE appoggia l'intenzione della Commissione di proporre un rinnovamento della politica energetica per l'Europa nel 2010, con l'intento di tracciare un'agenda politica fino al 2030 e una prospettiva che vada fino all'orizzonte 2050. Parimenti condivide l'idea che questo lavoro debba essere il frutto di ampie consultazioni volte a esaminare possibili obiettivi a lungo termine. |
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5.6.2 |
Il Comitato inoltre ritiene, da una prima analisi, che gli obiettivi presentati dalla Commissione (decarbonizzazione dell'elettricità, dipendenza dal petrolio nel settore dei trasporti, edilizia, rete elettrica e sistema energetico ad alta efficienza e a bassa emissione di carbonio) siano vere sfide cruciali a lungo termine. Per affrontare tali sfide dovranno essere lasciate aperte tutte le opzioni tecnologiche, compresa la fusione nucleare e l'idrogeno. |
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5.6.3 |
La prospettiva dovrà tener conto della situazione mondiale e della sua evoluzione, in base alla quale verranno definite le condizioni quadro per le ambizioni dell'UE. La rapida crescita della domanda di energia nei paesi in via di sviluppo, il cambiamento climatico e (si spera) gli accordi internazionali in materia di attenuazione e adeguamento, la disponibilità di risorse fossili, ecc. si ripercuotono in varia misura sulla nostra situazione e sulle nostre scelte. Un esempio calzante è rappresentato dall'evoluzione delle preoccupazioni relative al petrolio: ieri i prezzi raggiungevano massimi storici mentre oggi si teme addirittura il rischio di una produzione insufficiente per via dei prezzi troppo bassi. |
5.7 Aggiornamento del programma indicativo nucleare
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5.7.1 |
Il CESE constata con soddisfazione che le osservazioni contenute nel parere sul progetto di Programma indicativo per il settore nucleare 2007 (3), nonché in un parere esplorativo sugli investimenti nell'industria nucleare (4) siano state fatte proprie dalla Commissione. Il punto di partenza è il ruolo sempre importante dell'UE nello sviluppare ulteriormente un quadro il più possibile all'avanguardia per l'energia nucleare, in conformità con i più elevati standard di protezione, sicurezza e non proliferazione. Il Comitato è d'accordo con la Commissione anche in merito agli altri aspetti quali la gestione delle scorie radioattive, la garanzia di risorse finanziarie a lungo termine per la disattivazione degli impianti in funzione, la minaccia del terrorismo e la necessità di un regime armonizzato di responsabilità. Al riguardo il CESE sottolinea che tutti i relativi costi dovrebbero essere sostenuti dai gestori degli impianti nucleari. |
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5.7.2 |
Il Comitato ancora una volta concorda sull'importanza del ruolo che verrà svolto dal nucleare nel futuro mix energetico dell'UE per attenuare il cambiamento climatico e assicurare l'approvvigionamento di elettricità. Conviene altresì sulla necessità di adottare misure in grado di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini. Inoltre approva le raccomandazioni sui livelli di sicurezza comuni applicabili ai reattori, nonché l'obbligo per i nuovi impianti di soddisfare gli standard di protezione e sicurezza previsti per i modelli di III generazione. Alcune misure destinate a incentivare il finanziamento di nuove costruzioni sono giustificate, soprattutto nell'attuale contesto economico, tuttavia per questo scopo non è ammesso il ricorso agli aiuti di Stato o alle sovvenzioni comunitarie. Anche se alcuni Stati membri hanno manifestato una maggiore apertura nei confronti della realizzazione di nuove centrali nucleari, la costruzione, il finanziamento e l'esercizio delle centrali e lo smaltimento delle scorie saranno a carico di imprese private. Lo Stato si limita a definire il quadro generale. Le informazioni sugli impianti previsti, compresi i costi, dovrebbero essere presentate il prima possibile, in maniera aperta ed dettagliata, in modo da consentire l'avvio di un dibattito e il coinvolgimento dell'opinione pubblica. |
Bruxelles, 25 marzo 2009
Il Presidente del Comitato economico e sociale europeo
Mario SEPI
(1) Cfr. parere CESE 46/2009 del 14.1.2009 sul tema Far fronte alle sfide petrolifere, relatore: OSBORN.
(2) Cfr. parere CESE sul tema L'approvvigionamento energetico dell'UE: strategia per un mix energetico ottimale, relatrice: Sirkeinen (GU C 318 del 23.12.2006, pag. 185).
(3) Cfr. parere CESE sul Programma indicativo per il settore nucleare, relatrice: Sirkeinen (GU C 256 del 27.10.2007, pag. 51).
(4) Cfr. parere CESE 1912/2008 del 4.12.2008 sul tema Investimenti futuri nell'industria nucleare e loro ruolo nella politica energetica dell'UE, relatore: IOZIA.