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Document 52006AE0236
Opinion of the European Economic and Social Committee on the Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions on the implementation, results and overall assessment of the European Year of People with Disabilities 2003 (COM(2005) 486 final)
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione, i risultati e la valutazione globale dell'Anno europeo dei disabili 2003 COM(2005) 486 def.
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione, i risultati e la valutazione globale dell'Anno europeo dei disabili 2003 COM(2005) 486 def.
GU C 88 del 11.4.2006, pp. 22–26
(ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, NL, PL, PT, SK, SL, FI, SV)
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11.4.2006 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 88/22 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione, i risultati e la valutazione globale dell'Anno europeo dei disabili 2003
COM(2005) 486 def.
(2006/C 88/07)
La Commissione europea, in data 27 ottobre 2005, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla proposta di cui sopra.
La sezione specializzata Occupazione, affari sociali, cittadinanza, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 24 gennaio 2006, sulla base del progetto predisposto dalla relatrice unica Gunta ANCA.
Il Comitato economico e sociale europeo, in data 14 febbraio 2006, nel corso della 424 sessione plenaria, ha adottato il seguente parere con 147 voti favorevoli, 1 voto contrario e 2 astensioni.
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1 |
Il CESE accoglie con favore la comunicazione della Commissione giudicandola un'opportunità per fare il punto sui meriti e sulle carenze dell'Anno europeo dei disabili 2003, per trarne degli insegnamenti in vista dell'organizzazione dei prossimi Anni europei e per dare un seguito alle iniziative intraprese in tale occasione. |
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1.2 |
Il CESE conviene che il successo di questo Anno europeo rispetto ai precedenti dipende dal fatto che esso è stato indetto su richiesta delle stesse organizzazioni dei disabili e che queste hanno partecipato alla sua programmazione e attuazione. Il Comitato auspica che in avvenire la Commissione europea e le istituzioni europee favoriscano un approccio dal basso verso l'alto per l'organizzazione di iniziative analoghe. |
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1.3 |
Il CESE si rammarica che nella comunicazione manchino informazioni sulle azioni intraprese a livello nazionale e regionale, e ritiene che in avvenire sarà necessario creare un dispositivo inteso ad assicurare un flusso soddisfacente delle informazioni, come pure la raccolta e la condivisione delle migliori pratiche. |
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1.4 |
Le misure adottate per sensibilizzare maggiormente il pubblico e accrescere la visibilità nei media sono state valutate in termini quantitativi, ma non qualitativi. Il CESE invita pertanto la Commissione europea a occuparsi di questo aspetto del problema nelle sue future iniziative. |
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1.5 |
Il CESE ritiene che il successo dell'Anno europeo dei disabili 2003 avrebbe dovuto trovare un riscontro concreto nelle politiche e nelle legislazioni, e che in realtà l'impatto sulle politiche sia deludente se si considerano le aspettative suscitate dall'iniziativa. |
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1.6 |
Il CESE auspica che nella prossima relazione biennale sulla situazione dei disabili la Commissione europea valuti il seguito riservato agli impegni politici assunti durante l'Anno europeo, con particolare riguardo alle risoluzioni del Consiglio riguardanti occupazione, e-Accessibility e cultura, e formuli inoltre raccomandazioni volte a incorporare le problematiche delle disabilità nel metodo di coordinamento aperto nel contesto della strategia di Lisbona. |
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1.7 |
Il Comitato deplora altresì la scarsità d'informazioni sulle misure adottate dagli Stati membri per una presa in considerazione generalizzata delle esigenze dei disabili, ed esorta la Commissione europea a mettere a punto uno strumento per la raccolta e la valutazione delle informazioni sulle politiche degli Stati membri. |
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1.8 |
L'Anno europeo dei disabili 2003 ha spronato il CESE a intraprendere una serie di iniziative: la creazione al suo interno di una task force per i disabili, l'integrazione delle problematiche della disabilità in tutte le sue attività, l'adozione di pareri di iniziativa relativi ai disabili, l'attenzione alle esigenze di accessibilità nel quadro della ristrutturazione della sua sede e la considerazione delle modifiche apportate allo Statuto dei funzionari delle Comunità europee riguardo all'assunzione dei disabili. |
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1.9 |
Il CESE invita infine a incorporare le problematiche dei portatori di handicap in tutte le politiche dell'UE e a sviluppare un dialogo strutturato con le organizzazioni dei disabili, specie sulla redazione della legislazione sul mercato interno. |
2. Introduzione
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2.1 |
Il CESE ha accolto con grande interesse la comunicazione della Commissione europea sull'attuazione, i risultati e la valutazione globale dell'Anno europeo dei disabili 2003. |
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2.2 |
L'iniziativa dell'Anno europeo dei disabili aveva ricevuto l'avallo ufficiale del Consiglio dell'UE il 3 dicembre 2001 (1). La relativa campagna è durata quasi un anno e i lavori preparatori sono iniziati a metà 2002. Il bilancio stanziato dall'UE è stato modesto (circa 12 milioni di euro). |
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2.3 |
L'Anno europeo dei disabili si proponeva soprattutto i seguenti obiettivi: sensibilizzare maggiormente sui diritti dei disabili, incoraggiare la riflessione e la discussione sui provvedimenti necessari per promuovere le pari opportunità e contrastare le numerose forme di discriminazione di cui sono vittime i disabili in Europa. Esso si prefiggeva anche di favorire e intensificare lo scambio delle migliori pratiche e strategie messe a punto a livello locale, nazionale ed europeo, di migliorare la comunicazione sui problemi delle disabilità e di promuovere un'immagine positiva dei disabili. |
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2.4 |
La Commissione europea sottolinea che l'Anno europeo sui disabili è scaturito da un processo di partenariato fra l'UE, gli Stati membri, le organizzazioni dei disabili, in particolare il Forum europeo delle disabilità, e gli altri soggetti interessati della società civile. |
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2.5 |
A livello europeo la Commissione europea ha promosso tutta una serie di iniziative, tra cui una campagna di sensibilizzazione con lo slogan «Tutti a bordo!» e un autobus che ha percorso l'Europa. Sono stati assegnati finanziamenti a programmi riguardanti la gioventù, l'istruzione e la cultura, come pure a iniziative negli ambiti della ricerca e della società dell'informazione. Inoltre, diverse istituzioni europee, come il Parlamento europeo, il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo, hanno varato iniziative specifiche nel quadro dell'Anno europeo dei disabili 2003. |
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2.6 |
Le iniziative a livello nazionale e regionale si sono concentrate essenzialmente sul miglioramento della sensibilizzazione sui diritti dei disabili, sull'accessibilità degli edifici, sulla società dell'informazione, sui trasporti, sulla messa a punto di nuove normative a livello nazionale, sull'elaborazione di rapporti in materia e sul sostegno alle famiglie. La Commissione evidenzia anche il contributo offerto dall'Anno europeo per l'inserimento delle problematiche delle disabilità nell'agenda politica. |
3. Osservazioni e proposte in merito alla comunicazione della Commissione
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3.1 |
Il CESE deplora che la comunicazione volta a valutare l'Anno europeo dei disabili 2003 sia stata pubblicata a quasi due anni dalla conclusione del ciclo di manifestazioni. Ciononostante, si compiace dell'opportunità di fare il punto sui risultati ottenuti e di indicare alcune azioni per dare loro seguito. |
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3.2 |
Il CESE conviene sull'analisi positiva dell'esito dell'Anno europeo, che è stato probabilmente il più riuscito non solo in termini di visibilità e di partecipazione del pubblico, ma anche per l'impulso dato alla messa a punto di provvedimenti e di legislazioni in tutta Europa. |
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3.3 |
La comunicazione offre una sintesi e un'analisi interessanti delle azioni intraprese a livello europeo, ma fornisce scarse informazioni sulle iniziative a livello nazionale e regionale. Sarebbe stato utile evidenziare progetti o attività significative finanziate attraverso l'Anno europeo per promuovere scambi di buone pratiche, e determinare quali iniziative potranno essere proseguite a livello sia nazionale che europeo. |
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3.4 |
È interessante notare il giudizio della valutazione esterna, secondo cui il progetto pilota varato dal Parlamento europeo a seguito dell'Anno europeo 2003 non era in sintonia con le attività dell'Anno europeo. Il CESE ritiene che i finanziamenti avrebbero potuto essere utilizzati meglio se durante l'Anno si fosse compiuta un'analisi delle attività e dei partenariati più interessanti. |
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3.5 |
La decisione relativa all'Anno europeo dei disabili 2003 prevedeva la partecipazione dei paesi dell'EFTA/EEA, dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale, di Cipro, Malta e Turchia, la maggioranza dei quali è entrata a far parte dell'UE o è candidata all'adesione. La comunicazione non fornisce tuttavia alcuna informazione sulle attività organizzate in tali paesi, e ciò indipendentemente dal fatto che abbiano o no sottoscritto un accordo specifico con la Commissione europea. |
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3.6 |
La comunicazione indica anche che nel 2003 si è constatato un aumento del 600 % delle notizie e degli articoli dei mezzi di comunicazione riguardanti i disabili. Sarebbe interessante fare un raffronto con il numero delle notizie e articoli apparsi nel 2004 e 2005 per accertare l'impatto a medio, o magari a lungo termine, avuto da queste campagne di sensibilizzazione. |
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3.7 |
Un altro aspetto su cui manca un'analisi è la qualità dell'informazione. Fra i suoi obiettivi l'Anno europeo si proponeva di dare una rappresentazione positiva dei vari tipi di disabili, ma dal documento non risulta se ciò sia effettivamente avvenuto e se l'immagine dei disabili sia in qualche modo mutata. |
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3.8 |
Il metodo decentrato ha indotto le autorità e i comitati a livello nazionale ad adottare approcci diversi. Alcuni paesi hanno preferito concentrarsi su un numero ridotto di grandi progetti, mentre altri hanno preferito sostenere numerose iniziative locali di entità ridotta. Sarebbe stato interessante conoscere il grado di efficacia dei singoli approcci in termini non solo di visibilità delle campagne, ma anche di sostenibilità delle iniziative intraprese. |
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3.9 |
Il CESE rileva altresì che il livello della partecipazione politica nell'Anno europeo dei disabili 2003 a livello nazionale è variato di molto a seconda dei paesi. Deplora però la mancanza di analisi volte ad accertare se in qualche paese specifico ciò abbia effettivamente contribuito a promuovere iniziative politiche. |
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3.10 |
A livello europeo sono stati assunti vari impegni di carattere politico: basti pensare alle risoluzioni del Consiglio riguardanti l'istruzione e la formazione, l'accessibilità delle attività culturali, l'istruzione e l'e-Accessibility (2), come pure alle iniziative delle istituzioni europee su accessibilità (3) e occupazione. |
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3.11 |
Come previsto nel quadro del piano d'azione sulle pari opportunità per i disabili, nella prossima relazione biennale sulla situazione dei disabili la Commissione europea dovrebbe valutare in quale misura si è dato seguito ai suddetti impegni e sono state realizzate le diverse iniziative. |
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3.12 |
L'Anno europeo ha offerto una grande opportunità per far meglio conoscere all'opinione pubblica il ruolo fondamentale che le imprese possono svolgere sia per l'integrazione sociale dei disabili sia per il loro inserimento nel mercato del lavoro. È grazie all'Anno europeo dei disabili che un numero crescente di imprese assume ora portatori di handicap e progetta i propri prodotti e servizi tenendo presenti le esigenze dell'accessibilità per tutti. Un'iniziativa particolarmente positiva è stato il Programma di partecipazione delle imprese promosso dalla Commissione europea, sfociato nella creazione della Rete delle imprese e dei disabili (Business and Disability Network). Questo è uno dei risultati di lungo periodo dell'Anno europeo dei disabili. |
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3.13 |
Anche le imprese dell'economia sociale sono state particolarmente attive durante l'Anno, varando centinaia di iniziative a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Di particolare rilievo è stata la pubblicazione di una guida da parte della Conferenza europea permanente delle cooperative, mutue, associazioni e fondazioni (CEP-CMAF), in collaborazione con il CESE, sui modi in cui le organizzazioni dell'economia sociale possono contribuire all'integrazione sociale dei disabili e al loro inserimento nel mercato del lavoro. |
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3.14 |
Nel 2003 si è anche registrato un aumento delle iniziative sindacali a difesa dei diritti dei lavoratori disabili. |
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3.15 |
L'Anno europeo ha aiutato le organizzazioni ad accedere, o a migliorare l'accesso, al processo decisionale, e ha verosimilmente offerto ai portatori di handicap maggiori possibilità di far valere i propri diritti. |
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3.16 |
Il compito di scambiare buone pratiche e di rivedere le nuove politiche adottate incombe al Gruppo di alto livello per i disabili, che dovrà avere un mandato e un programma di lavoro ben definiti. |
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3.17 |
È inoltre essenziale che l'esigenza di assicurare pari opportunità ai disabili sia tenuta presente in tutte le procedure dell'UE che si avvalgono del metodo del coordinamento aperto. Ciò è tanto più cruciale in quanto la politica sui portatori di handicap rimane per lo più nella sfera di competenza nazionale. Purtroppo, dopo la conclusione dell'Anno europeo dei disabili, si è constatato un calo dei riferimenti ai disabili e degli obiettivi riguardanti tali persone, i quali sono ormai scomparsi dall'Agenda di Lisbona. |
4. Insegnamenti da trarre per i prossimi Anni europei
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4.1 |
Il successo dell'Anno europeo dei disabili 2003 è attribuibile in larga misura al suo approccio dal basso verso l'alto. La comunicazione sottolinea che esso è stato indetto e promosso su iniziativa del Movimento europeo dei disabili, il quale ha anche contribuito notevolmente alla sua preparazione e attuazione. Il Comitato esprime quindi disappunto per la mancata applicazione di questo approccio negli anni successivi, il che ha avuto ovvie conseguenze in termini di partecipazione e di attenzione da parte sia dei gruppi d'interesse sia dell'opinione pubblica. |
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4.2 |
In occasione dell'Anno europeo per le pari opportunità 2007, data l'eterogeneità dei soggetti interessati, occorrerà proseguire e anzi intensificare lo stretto coinvolgimento delle organizzazioni dei disabili nello sviluppo della campagna di sensibilizzazione promossa nel quadro dell'Anno europeo dei disabili 2003. È vitale infondere nei destinatari la sensazione che gli strumenti e il quadro rispondano alle loro esigenze, e assegnare loro la responsabilità degli eventi in modo da assicurarne il successo. È pure importante che tra la decisione relativa all'Anno europeo e l'inizio ufficiale della manifestazione vi sia un lasso di tempo sufficiente per i preparativi. |
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4.3 |
I valutatori esterni hanno sottolineato che il rispetto delle disposizioni finanziarie implica un onere eccessivo non solo per gli Stati membri e le imprese contraenti, ma anche per la Commissione europea, che avrebbe potuto dedicare più tempo ad altre iniziative. La Commissione europea dovrebbe tener conto di questo problema nell'attuale riesame delle disposizioni finanziarie e delle regole attuative. |
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4.4 |
Inoltre, la definizione di indicatori e di un sistema di monitoraggio consentirebbe agli Stati membri di registrare dati sulle loro attività, in modo da seguire più da vicino le buone pratiche e provvedere a una più efficiente raccolta delle relative informazioni. |
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4.5 |
Gli anni europei non devono essere solo un'occasione per condurre campagne di sensibilizzazione o per festeggiare, ma costituire il primo passo verso nuove iniziative. L'Anno europeo dei disabili 2003 ha suscitato molte speranze a livello sia nazionale che europeo. È importante che le campagne di sensibilizzazione si traducano in pratiche permanenti e che vi sia un dispositivo adeguato, politico e legislativo per misurarsi con i problemi che emergeranno durante l'Anno europeo. La disponibilità di risorse è anch'essa cruciale ai fini del proseguimento dei partenariati e dei progetti innovativi messi a punto nel corso dell'Anno. |
5. Le attività del CESE in occasione dell'Anno europeo dei disabili 2003
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5.1 |
Durante l'Anno europeo 2003 il CESE si è impegnato ad attuare una serie di iniziative. Il presente parere offre l'occasione per passarle in rassegna e suggerirne altre per l'avvenire. |
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5.2 |
Il CESE ha creato una task force per i disabili composta di alcuni suoi membri e funzionari, con il compito di predisporre e realizzare le proprie attività nel quadro dell'Anno europeo. |
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5.3 |
Il CESE ha approvato i principi della dichiarazione di Madrid e si è impegnato a farla conoscere (4). Nel quadro sia dei preparativi che del seguito dell'Anno europeo dei disabili 2003 (5) ha emesso inoltre vari pareri e prese di posizione che sono stati ampiamente diffusi fra le istituzioni europee e le organizzazioni interessate. Il CESE ha poi organizzato due seminari, rispettivamente sul lavoro dei portatori di handicap e sulla valutazione dell'Anno europeo dei disabili 2003. |
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5.4 |
Il CESE si è impegnato a prendere in considerazione i problemi dei disabili in tutte le proprie attività e a tenere presenti i loro interessi, diritti e obblighi in tutti i suoi pareri. Per quanto molto rimanga ancora da fare, il CESE è sulla buona strada e un numero crescente di suoi pareri tiene conto della prospettiva dei disabili, richiamando così l'attenzione delle altre istituzioni sui loro diritti. |
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5.5 |
Il CESE ha emesso pareri sui portatori di handicap sia di propria iniziativa che a seguito di comunicazioni e proposte legislative (6), e in particolare ne ha pubblicato uno in cui formula indicazioni sull'integrazione e sulla consultazione delle organizzazioni dei portatori di handicap (7). Numerosi pareri del Comitato trattano inoltre dei problemi dei disabili nel contesto dell'occupazione, dell'inclusione sociale e delle attività produttive (8). Il CESE si è altresì impegnato a una valutazione periodica che verrà effettuata da un suo gruppo di lavoro nel 2006. |
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5.6 |
Inoltre, nei lavori di ristrutturazione per la sua nuova sede, inaugurata nel maggio 2004, il CESE ha tenuto conto dell'esigenza di assicurare l'accessibilità per i disabili, il che ha permesso di garantire una quasi totale parità di accesso ai membri e ai funzionari dell'istituzione portatori di handicap. Il CESE ha anche organizzato seminari con la partecipazione delle organizzazioni di disabili, proponendosi così come esempio per altre istituzioni e organi dell'UE. |
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5.7 |
Il CESE ha preso atto del nuovo Statuto dei funzionari delle Comunità europee, adottato nel 2003, e delle sue disposizioni intese ad agevolare l'assunzione dei portatori di handicap. Al tempo stesso, però, rileva la necessità di un approccio più proattivo che garantisca l'inserimento di un maggior numero di disabili. |
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5.8 |
Il CESE invita la Commissione europea a effettuare, nel quadro dell'Anno europeo delle pari opportunità 2007, una valutazione delle modifiche apportate allo Statuto per quanto concerne l'assunzione dei disabili. |
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5.9 |
Il CESE esorta inoltre a istituire un programma di tirocinio per disabili. L'Anno europeo delle pari opportunità 2007 potrebbe essere l'occasione ideale per una tale iniziativa. |
6. Seguito riservato all'Anno europeo dei disabili a livello europeo
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6.1 |
Nei suoi pareri il CESE ha sempre sottolineato che il successo dell'Anno europeo dei disabili andrebbe valutato sulla scorta dei risultati concreti conseguiti. |
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6.2 |
Esso si rammarica che tale Anno europeo non abbia portato all'adozione di una legislazione completa contro le discriminazioni nei confronti dei disabili in tutti gli ambiti delle politiche dell'UE. |
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6.3 |
Il CESE ha accolto con favore il Piano d'azione europeo del 2003 Pari opportunità per le persone con disabilità nel suo parere del febbraio 2004. Allo stesso tempo, però, ha sottolineato che il piano d'azione non era abbastanza ambizioso e ha proposto quindi ulteriori iniziative alla Commissione europea (9). |
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6.4 |
Il CESE nota che la prima relazione biennale sulla situazione dei disabili è stata appena pubblicata, assieme alle nuove priorità per la prossima fase del Piano d'azione europeo (10). |
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6.5 |
A suo giudizio bisognerebbe formulare raccomandazioni sull'impatto delle strategie europee sulla protezione sociale, sull'occupazione e sulla formazione permanente dei portatori di handicap. Ciò è soprattutto importante se si considera che i disabili non vengono menzionati né nella nuova strategia razionalizzata di Lisbona né nei programmi nazionali di riforma presentati nel 2005. In questo contesto il CESE accoglie con favore il documento di lavoro sui possibili modi per integrare le problematiche dei disabili nella strategia occupazionale dell'UE (11) e invita la Commissione europea a valutare l'attuazione delle idee ivi esposte. |
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6.6 |
Il CESE si compiace anche della proposta della presidenza britannica relativa a una conferenza ministeriale annuale sulle disabilità, allo scopo di promuovere discussioni politiche ad alto livello con la partecipazione delle organizzazioni dei disabili. |
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6.7 |
Il CESE ritiene che la Commissione europea dovrebbe mettere a punto uno strumento per valutare l'impatto della legislazione dell'UE, in cooperazione con le organizzazioni dei disabili, e organizzare corsi di formazione destinati ai funzionari delle diverse Direzioni generali sulle modalità d'uso di tale strumento. |
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6.8 |
Nel quadro del Trattato di Amsterdam la Commissione europea si era impegnata a tenere conto dei disabili nel predisporre provvedimenti in relazione al mercato interno. Purtroppo la Dichiarazione n. 22 non è stata attuata, il che ha comportato un crescente numero di ostacoli alla circolazione di merci e servizi. |
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6.9 |
Il CESE invita la Commissione europea a presentare un'iniziativa che riunisca i funzionari responsabili dei problemi del mercato interno e gli esperti delle organizzazioni di disabili per mettere a punto un piano strategico. |
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6.10 |
Il CESE si compiace della sollecita adozione del regolamento relativo ai diritti delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo, che contribuirà a combattere le discriminazioni ai danni dei disabili nei trasporti aerei, come anche di tutta una serie di altre iniziative legislative nel settore dei trasporti, pure intese a salvaguardare i diritti dei disabili. |
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6.11 |
Il CESE invita a includere requisiti di accessibilità ai disabili in tutte le misure inerenti a sovvenzioni comunitarie e in tutte le politiche in materia d'appalti dell'UE. |
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6.12 |
Il CESE segue anche da vicino i negoziati relativi alla Convenzione internazionale sui diritti umani delle persone con disabilità, e sottoscrive la proposta dell'UE che le Comunità europee aderiscano alla Convenzione, nella prospettiva di tutelare i disabili residenti sul suo territorio anche in riferimento agli atti delle istituzioni e degli organi dell'UE. |
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6.13 |
Il CESE è convinto che servano ulteriori disposizioni legislative per contrastare le discriminazioni in tutti gli ambiti di competenza dell'UE e attende con vivo interesse i risultati dello studio di fattibilità sulle ulteriori iniziative legislative riguardanti la lotta contro le discriminazioni. Auspica inoltre che l'anno prossimo veda la pubblicazione di una specifica proposta di direttiva sui disabili. |
Bruxelles, 14 febbraio 2006
La Presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Anne-Marie SIGMUND
(1) Decisione del Consiglio 2001/903/CE.
(2) Risoluzione del Consiglio del 15.7.2003 relativa alla promozione dell'occupazione e dell'integrazione sociale delle persone con disabilità (GU C 175 del 24.7.2003).
Progetto di risoluzione del Consiglio del 6.5.2003 relativa all'accessibilità alle infrastrutture e attività culturali per le persone con disabilità (GU C 134 del 7.6.2003).
Risoluzione del Consiglio del 5.5.2003 sulle pari opportunità per gli alunni e gli studenti disabili nel settore dell'istruzione e della formazione (GU C 134 del 7.6.2003).
Conclusioni del Consiglio del 6.2.2003e-Accessibility - Migliorare l'accesso delle persone con disabilità alla società dei saperi (GU C 39 del 18.2.2003).
(3) 2010: Un'Europa accessibile per tutti, relazione del gruppo di esperti istituito dalla Commissione europea.
http://europa.eu.int/comm/employment_social/index/final_report_ega_it.pdf
(4) Parere del CESE del 17.10.2001 in merito alla Proposta di decisione del Consiglio relativa all'Anno europeo delle persone con disabilità - 2003 (COM(2001) 271 def. - 2001/0116 (CNS)) (relatore CABRA de LUNA, GU C 36 dell'8.2.2002).
(5) Parere del CESE del 26.3.2003 in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo: Verso uno strumento delle Nazioni Unite giuridicamente vincolante per la promozione e la tutela dei diritti e della dignità delle persone con disabilità (COM(2003) 16 def.) (relatore: CABRA de LUNA, GU C 133 del 6.6.2003).
Parere del CESE del 17.10.2001 in merito alla Proposta di decisione del Consiglio relativa all'Anno europeo delle persone con disabilità - 2003 (COM(2001) 271 def. - 2001/0116 (CNS)) (relatore: CABRA de LUNA, GU C 36 dell'8.2.2002).
Parere del CESE del 25.2.2004 in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Pari opportunità per le persone con disabilità - Un piano d'azione europeo (COM(2003) 650 def.) (relatore: CABRA de LUNA, GU C 110 del 30.4.2004).
(6) Cfr. nota a pie' di pagina n. 5 e parere d'iniziativa del CESE del 17.7.2002 sul tema Integrare i disabili nella società (relatore: CABRA de LUNA) (GU C 241 del 7.10.2002).
Parere del CESE del 28.9.2005 in merito alla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo (COM(2005) 47 def. - 2005/0007 (COD)) (relatore: CABRA de LUNA, GU C 24 del 31.1.2006).
Documento di lavoro congiunto sul tema La situazione dei disabili in Turchia (19a riunione del comitato consultivo misto UE-Turchia, relatori: Daniel Le SCORNET (membro del CESE) e Süleyman ÇELEBI (copresidente del CCM UE-Turchia) (REX/194).
(7) Parere d'iniziativa del CESE del 17.7.2002 sul tema Integrare i disabili nella società (relatore: CABRA de LUNA) (GU C 241 del 7.10.2002).
(8) Parere del CESE del 28.9.2005 in merito alla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai diritti delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo (COM(2005) 47 def. - 2005/0007 (COD)) (relatore: CABRA de LUNA, GU C 24 del 31.1.2006).
Documento di lavoro congiunto sul tema La situazione dei disabili in Turchia (19a riunione del comitato consultivo misto UE-Turchia, relatori: Daniel Le SCORNET (membro del CESE) e Süleyman ÇELEBI (copresidente dell CCM UE-Turchia) (REX/194).
Parere del CESE dell'1.7.2004 in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Nuovi e migliori posti di lavoro attraverso la modernizzazione della protezione sociale, un approccio globale per contribuire a rendere il lavoro proficuo (COM(2003) 842 def.) (relatrice: St HILL, GU C 32 del 7.12.2004).
Parere del CESE del 29.10.2003 sul tema Un turismo accessibile a tutti e socialmente sostenibile (relatore: MENDOZA CASTRO, GU C 32 del 5.2.2004).
Parere del CESE del 26.3.2003 in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Il futuro della strategia europea per l'occupazione (SEO) «Una strategia per il pieno impiego e posti di lavoro migliori per tutti» (COM(2003) 6 def.) (relatore: KORYFIDIS, GU C 133 del 6.6.2003).
Parere del CESE del 18.7.2002 in merito al Progetto di regolamento della Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell'occupazione (GU C 88/2 del 12.4.2002) (relatore: ZÖHRER, GU C 241 del 7.10.2002).
(9) Parere del CESE del 25.2.2004 in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Pari opportunità per le persone con disabilità - Un piano d'azione europeo (COM(2003) 650 def.) (relatore: CABRA de LUNA, GU C 110 del 30.4.2004).
(10) Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - La situazione dei disabili nell'Unione europea allargata: il piano d'azione europeo 2006-2007 (COM(2005) 604 def. del 28.11.2005).
(11) Disability mainstreaming in the European Employment Strategy by the European Employment Committee (L'integrazione delle problematiche della disabilità nella strategia occupazionale europea da parte del Comitato europeo per l'occupazione) (EMCO/11/290605).