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Questo allo scopo di rilanciare l’integrazione europea e di completare il mercato interno (un’area senza confini interni e in cui vi sia libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali) entro il .
L’AUE ha modificato le norme che disciplinano il funzionamento delle istituzioni europee e ha ampliato i poteri dell’allora Comunità europea in una serie di ambiti d’azione.
Creando nuove competenze comunitarie e riformando le istituzioni, l’AUE ha aperto la strada a un’ulteriore integrazione politica e all’unione economica e monetaria che sarebbe stata sancita dal trattato sull’Unione europea (Trattato di Maastricht).
PUNTI CHIAVE
Scopi
I negoziati inter-governativi culminati nell’AUE avevano un duplice mandato da portare a termine:
l’estensione delle responsabilità della Comunità economica europea e della Comunità europea dell’energia atomica.
Struttura
L’AUE si compone di un preambolo e di quattro titoli e contiene una serie di dichiarazioni adottate dalla conferenza.
Il preambolo illustra gli obiettivi fondamentali del trattato ed esprime la volontà dei firmatari di trasformare l’insieme delle loro relazioni al fine di attuare un’Unione europea. Il preambolo sottolinea al contempo il carattere unico dell’atto, il quale raggruppa le norme comuni relative alla cooperazione nel settore della politica estera e alle Comunità europee. Infine, mette in luce i due obiettivi della revisione dei trattati, ossia «migliorare la situazione economica e sociale, approfondendo le politiche comuni e perseguendo nuovi obiettivi» e «assicurare un migliore funzionamento delle Comunità».
Il titolo I contiene le disposizioni comuni alla cooperazione politica e alle Comunità europee.
Il titolo II è dedicato agli emendamenti dei trattati istitutivi delle comunità europee.
Il titolo III riguarda la cooperazione europea nell’ambito della politica estera.
Il titolo IV contiene norme generali e finali.
Cambiamenti istituzionali
Per consentire la creazione del mercato unico entro il 1993, l’AUE ha introdotto un numero maggiore di casi in cui il Consiglio poteva prendere decisioni a maggioranza qualificata anziché all’unanimità. Questo semplificava il processo decisionale e implicava che i frequenti ritardi inerenti alla ricerca di un accordo unanime tra i 12 paesi membri potessero essere evitati. Non sarebbe più stata necessaria l’unanimità per le leggi destinate all’instaurazione del mercato unico, fatta eccezione per le disposizioni fiscali e per quelle relative alla libera circolazione delle persone e ai diritti ed interessi dei lavoratori dipendenti.
I poteri del Parlamento sono stati potenziati inserendo l’obbligo del parere conforme per la conclusione di accordi di associazione e allargamento. L’AUE ha introdotto la procedura di cooperazione, la quale ha rafforzato la posizione del Parlamento nel dialogo interistituzionale, conferendogli la possibilità di due letture di progetti di legge proposti su un numero limitato di basi giuridiche, aprendo così la strada al futuro ruolo del Parlamento come colegislatore con il Consiglio.
L’AUE ha chiarito alcune regole relative alle competenze di esecuzione. L’articolo 10 consentiva al Consiglio, come regola generale, di conferire alla Commissione competenze di esecuzione per le norme stabilite dal Consiglio. Il Consiglio poteva riservarsi il diritto solo di esercitare direttamente competenze di esecuzione in casi specifici. L’AUE ha inoltre creato le basi per il Tribunale di primo grado, ora il Tribunale.
Ambiti d’azione
Nell’ambito dell’AUE, la votazione a maggioranza qualificata è divenuta la nuova norma in quattro delle aree esistenti coperte dai trattati:
ambiente — introducendo il principio di sussidiarietà (ossia adottando misure a livello europeo solo laddove siano più efficaci che a livello di singolo paese) e
politica estera comune — con la presidenza del Consiglio responsabile di avviare l’azione e coordinare le posizioni dei paesi membri.