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Document 52025AE2264
Opinion of the European Economic and Social Committee – Proposal for a Council Decision on guidelines for the employment policies of the Member States (COM(2025) 230 final – 2025/0154 (NLE))
Parere del Comitato economico e sociale europeo — Comitato economico e sociale europeo — Proposta di decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione [COM(2025) 230 final - 2025/0154 (NLE)]
Parere del Comitato economico e sociale europeo — Comitato economico e sociale europeo — Proposta di decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione [COM(2025) 230 final - 2025/0154 (NLE)]
EESC 2025/02264
GU C, C/2026/34, 16.1.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/34/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
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C/2026/34 |
16.1.2026 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo
Comitato economico e sociale europeo
Proposta di decisione del Consiglio relativa agli orientamenti per le politiche
degli Stati membri a favore dell'occupazione
[COM(2025) 230 final - 2025/0154 (NLE)]
(C/2026/34)
Relatrice:
Mariya MINCHEVA|
Consigliera |
Anna KWIATKIEWICZ (per la relatrice, I gruppo) |
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Consultazione |
Consiglio, 26.6.2025 |
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Base giuridica |
Articolo 148, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea |
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Sezione competente |
Occupazione, affari sociali e cittadinanza |
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Adozione in sezione |
3.9.2025 |
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Adozione in sessione plenaria |
18.9.2025 |
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Sessione plenaria n. |
599 |
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Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti) |
101/3/0 |
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1. |
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) appoggia la conferma – nel quadro del pacchetto di primavera del semestre europeo – degli orientamenti in materia di occupazione per il 2025, che fungono da base per le proposte della Commissione di raccomandazioni specifiche per paese nei rispettivi ambiti. |
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1.2. |
Il CESE ritiene che i nuovi elementi dei considerando, introdotti nel 2025, rispecchino in maniera adeguata i cambiamenti e le sfide che incidono, rispettivamente, sullo sviluppo economico e sui mercati del lavoro. |
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1.3. |
Il CESE prende inoltre atto con soddisfazione dell'inclusione di un riferimento agli obiettivi nazionali per il 2030 a fianco degli obiettivi principali fissati nel piano d'azione per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, il che consente un monitoraggio e una valutazione adeguati delle misure adottate e degli ulteriori sforzi necessari per rimanere sulla buona strada. |
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1.4. |
Il CESE accoglie con favore il fatto che si rimanga sulla buona strada per conseguire l'obiettivo principale in materia di occupazione entro il 2030. Va osservato che i livelli occupazionali sono cresciuti in misura maggiore nei settori in cui si registra una carenza di manodopera piuttosto forte. Nel contempo, persistono livelli relativamente elevati di inattività tra i gruppi sottorappresentati (donne, giovani, anziani, persone con qualifiche medio-basse, persone con disabilità e migranti). Questa situazione impone di compiere maggiori sforzi a livello nazionale, con un adeguato coinvolgimento delle parti sociali e delle organizzazioni pertinenti della società civile. |
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1.5. |
Poiché il persistere di una bassa produttività del lavoro ha un impatto negativo sulla competitività, sulla crescita economica, sulla creazione di posti di lavoro e sul tenore di vita, è urgente che gli Stati membri intervengano per invertire questa tendenza dando priorità alle misure che creano le condizioni affinché le imprese investano nella digitalizzazione e nella robotizzazione, nelle nuove tecnologie e nella R&I, nonché nella qualificazione e nel miglioramento delle competenze dei lavoratori. Il buon funzionamento dei sistemi di contrattazione collettiva rimane uno strumento importante per aumentare la produttività del lavoro e per fissare i salari al giusto livello di equilibrio in termini di equità e di reattività all'andamento della produttività. |
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1.6. |
Il CESE rileva con preoccupazione che la maggior parte degli Stati membri continua a non rispettare gli obiettivi nazionali per il 2030 in materia di apprendimento degli adulti. Allo stesso tempo, sottolinea che, tralasciando di considerare anche i dati relativi a diversi tipi di istruzione non formale, non è possibile avere un quadro completo della realtà delle attività di apprendimento intraprese. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad attuare soluzioni nazionali efficaci in materia di diritto alla formazione e all'apprendimento permanente, come previsto dal pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di combattere gli ostacoli e la mancanza di motivazione che impediscono l'acquisizione e il miglioramento delle competenze. |
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1.7. |
Un'istruzione inclusiva e di alta qualità a tutti i livelli e una forza lavoro qualificata sono presupposti essenziali per garantire la competitività dell'UE e un tenore di vita più elevato. Per migliorare il livello delle competenze di base e rendere l'istruzione e la formazione professionale (IFP) attraente, inclusiva e innovativa, oltre che basata sul fabbisogno, occorrono azioni decisive, e l'UE deve dotarsi di mezzi efficaci per sviluppare e attrarre talenti nel campo delle STEM e dell'intelligenza artificiale (IA). L'alfabetizzazione in materia di IA dovrebbe essere riconosciuta come una competenza chiave e dovrebbe essere integrata in più ampie strategie di apprendimento permanente. |
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1.8. |
Purtroppo, i progressi finora compiuti nell'integrazione dei gruppi sottorappresentati nel mercato del lavoro non sono affatto sufficienti. Dato che l'esclusione di un gran numero di persone dalla forza lavoro può avere un impatto negativo sulla crescita economica e sulla coesione sociale, è importante dedicare una speciale attenzione a questi gruppi, in particolare nelle zone rurali e in quelle scarsamente popolate, e attuare misure volte a migliorare l'occupabilità delle persone attualmente al di fuori del mercato del lavoro, specie se scarsamente qualificate. |
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1.9. |
In un contesto di contrazione dei mercati del lavoro e di livelli record di disoccupazione, il CESE appoggia le azioni intraprese da numerosi servizi pubblici per l'impiego volte a porre un accento particolare sulle misure di attivazione e a concentrarsi maggiormente sulle competenze e sul sostegno ai lavoratori che affrontano il passaggio da un'occupazione a un'altra, al fine di promuovere la duplice transizione verde e digitale. Il CESE sottolinea che un'attenzione specifica dovrebbe essere rivolta ai giovani, facilitando il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro. |
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1.10. |
Il CESE osserva con preoccupazione che, nonostante alcuni sviluppi positivi, i progressi verso gli obiettivi nazionali di riduzione della povertà entro il 2030 variano notevolmente da uno Stato membro all'altro e richiederanno un'accelerazione significativa nel resto del decennio per raggiungere il traguardo che l'UE si è data. Inoltre, la povertà infantile rimane a livelli allarmanti. Il CESE ritiene che, per combattere la povertà, sia indispensabile adottare strategie volte a migliorare la produttività e a creare occupazione, come pure misure efficaci per ridurre la povertà lavorativa, sostenute da regimi di protezione sociale, ove necessario in contesti nazionali specifici. Una valutazione periodica delle misure adottate a livello nazionale, unitamente, se del caso, al loro riesame, è di cruciale importanza per realizzare un cambiamento. |
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1.11. |
Il CESE sottolinea che, malgrado le sfide geopolitiche attuali e i nuovi obiettivi politici legati alla preparazione, alla sicurezza e alla difesa, la politica di coesione deve rimanere al centro dell'agenda politica dell'UE e dovrebbe essere adeguatamente finanziata attraverso il QFP. |
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1.12. |
Il CESE ricorda che rimane fondamentale il ruolo delle parti sociali nella definizione e nell'attuazione delle riforme del mercato del lavoro, anche in relazione ai meccanismi di fissazione dei salari, conformemente alle pratiche nazionali di dialogo sociale e di contrattazione collettiva. Gli Stati membri dovrebbero inoltre avvalersi delle competenze delle organizzazioni della società civile attive nell'integrazione nel mercato del lavoro e nell'inclusione sociale. |
2. Osservazioni generali
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2.1. |
Gli orientamenti in materia di occupazione continuano a fornire un valido contributo al coordinamento e alla riforma dei mercati del lavoro nazionali nel quadro del semestre europeo, come previsto dall'articolo 148, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Le politiche economiche e occupazionali dell'Unione e dei suoi Stati membri dovrebbero sostenersi a vicenda per aumentare la competitività e la produttività, migliorare le condizioni di lavoro e promuovere la convergenza socioeconomica verso l'alto, il che può innalzare la qualità della vita. |
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2.2. |
Il CESE appoggia la conferma degli orientamenti in materia di occupazione per il 2025, dopo il loro aggiornamento completo realizzato nel 2024. Tale revisione ha incluso riferimenti agli obiettivi nazionali fissati per il 2030, facilitando il monitoraggio dell'attuazione del piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali che stabilisce gli obiettivi principali dell'UE. Inoltre, ha posto maggiormente l'accento sulle implicazioni dei progressi tecnologici e dell'intelligenza artificiale, oltre a sottolineare l'importanza di affrontare il problema delle carenze di manodopera e di competenze, anche attraverso la migrazione legale per attrarre talenti e competenze da paesi terzi. Il CESE ritiene che tale approccio sia adeguato, riconoscendo che gli effetti delle riforme introdotte tendono a manifestarsi dopo un certo periodo. |
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2.3. |
Il CESE condivide le modifiche proposte nel 2025, intese a rispecchiare meglio l'evoluzione del panorama geopolitico, compresi i nuovi elementi legati alle tensioni nella politica commerciale, nonché l'iniziativa «Unione delle competenze», la convergenza sociale verso l'alto dopo il secondo anno di attuazione del quadro di convergenza sociale e l'attenzione particolare riservata alla competitività. |
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2.4. |
Il CESE osserva che le tensioni geopolitiche creano insicurezza economica e sociale. La politica di coesione deve essere mantenere il suo posto all'interno del QFP, anche quando entrano in gioco nuovi obiettivi strategici legati alla preparazione, alla sicurezza e alla difesa. |
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2.5. |
Il semestre europeo è ora in linea con la bussola per la competitività, la quale – come indicato nella proposta presentata dalla Commissione – fornisce un quadro per stimolare la competitività colmando il deficit di innovazione, decarbonizzando la nostra economia, riducendo le dipendenze eccessive, aumentando la sicurezza e definendo attivatori trasversali che comprendono competenze, posti di lavoro di qualità ed equità sociale. Insieme al quadro di convergenza sociale, questo contribuirà a rendere più inclusivi i mercati del lavoro. |
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2.6. |
Il CESE prende atto del fatto che gli orientamenti in questione sono coerenti con il nuovo quadro di governance economica dell'Unione, entrato in vigore il 30 aprile 2024. Il Comitato sottolinea inoltre che le limitate risorse disponibili devono essere utilizzate in modo tale da massimizzarne l'impatto sui gruppi destinatari e promuovere mercati del lavoro inclusivi, tenendo conto anche degli obiettivi nazionali fissati per il 2030. Occorre trovare un equilibrio tra l'esigenza della disciplina di bilancio e la salvaguardia degli investimenti necessari nelle politiche sociali nazionali. |
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2.7. |
Le riforme del mercato del lavoro devono essere attentamente esaminate e adeguatamente concepite con il coinvolgimento significativo delle parti sociali e, parallelamente, delle organizzazioni della società civile pertinenti, attive nell'integrazione nel mercato del lavoro e nell'inclusione sociale. |
3. Osservazioni particolari
3.1. Orientamento 5: rilanciare la domanda di forza lavoro
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3.1.1. |
Il CESE osserva con soddisfazione che, nonostante il rallentamento dell'economia, tra il 2023 e il 2024 e nel 2025 la crescita dell'occupazione è stata robusta, e che l'UE resta sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo principale in materia di tasso di occupazione entro il 2030 (1). Tuttavia, la crescita dell'occupazione è stata più pronunciata nei settori che si trovano a far fronte a carenze di manodopera relativamente forti (2), e l'UE continua a dover fare i conti con tassi di inattività piuttosto elevati (in particolare tra le persone con disabilità (3) , (4)) e con tassi di disoccupazione femminile (5) e giovanile (6) che continuano a destare preoccupazione (7). Il CESE osserva inoltre che, per molteplici ragioni, numerosi lavoratori in tutta l'UE continuano a trovarsi in una situazione di precarietà lavorativa e a svolgere lavori scarsamente retribuiti. |
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3.1.2. |
Le tendenze demografiche, lo sviluppo tecnologico e la duplice transizione sono fattori chiave alla base delle carenze in questione, come pure della domanda di competenze. Le carenze di manodopera qualificata riguardano tutti i settori (8) e colpiscono sia le piccole che le grandi imprese, costringendole a restringere le loro attività economiche e limitando quindi la crescita e il progresso sociale (9). |
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3.1.3. |
Nella maggior parte degli Stati membri, la crescita del PIL è ora trainata dalla crescita dell'occupazione più che dalla produttività. Il CESE concorda nel ritenere che il persistere di una bassa produttività del lavoro (10) abbia un impatto negativo sulla competitività, sulla crescita economica, sulla creazione di posti di lavoro (11) e sul tenore di vita. Con una popolazione in calo, le misure per aumentare la produttività possono includere investimenti nella digitalizzazione e nella robotizzazione, nelle nuove tecnologie, nella R&I, nell'istruzione e nella formazione. Maggiori investimenti nell'istruzione e nelle competenze sono infatti un potente strumento per aumentare i redditi e creare posti di lavoro di qualità, nonché una forte misura preventiva contro l'esclusione, l'emarginazione e la disuguaglianza. |
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3.1.4. |
Dato che la quota dei lavoratori autonomi è tendenzialmente in calo dal 2022 (12), seppur con variazioni tra i diversi paesi e settori, il CESE sottolinea la necessità di sostenere il lavoro autonomo autentico e scelto volontariamente. Inoltre (13), si dovrebbe porre maggiormente l'accento sulle competenze imprenditoriali a tutti i livelli di istruzione e sull'aumento dell'alfabetizzazione finanziaria, al fine di accrescere le opportunità di reddito e la produttività, ma anche lo sviluppo della carriera. |
3.2. Orientamento 6: potenziare l'offerta di forza lavoro e migliorare l'accesso all'occupazione e l'acquisizione permanente di abilità e competenze
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3.2.1. |
Il CESE osserva con preoccupazione che la maggior parte degli Stati membri continua a non rispettare gli obiettivi nazionali per il 2030 in materia di apprendimento degli adulti (14). Tuttavia, questa conclusione si basa sull'indagine sull'istruzione degli adulti, che esclude dall'ambito dei dati raccolti quelli relativi a quattro tipi di attività di apprendimento non formale: i corsi, i seminari, le formazioni guidate sul lavoro (periodi programmati di istruzione o formazione erogata direttamente sul luogo di lavoro, organizzata dal datore di lavoro con l'ausilio di un istruttore) e le lezioni private. I dati considerati, quindi, non rispecchiano pienamente la realtà delle attività di apprendimento intraprese. Gli Stati membri, in consultazione con le parti sociali e con le organizzazioni della società civile pertinenti, devono essere coinvolti nell'attuazione di soluzioni nazionali efficaci in materia di diritto alla formazione e all'apprendimento permanente, come previsto dal pilastro europeo dei diritti sociali, e, se del caso in un contesto nazionale, devono combattere gli ostacoli e la mancanza di motivazione che impediscono l'acquisizione e il miglioramento delle competenze. |
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3.2.2. |
Il CESE appoggia (15) l'ambizione alla base dell'Unione delle competenze e sottolinea l'importanza strategica di un'istruzione inclusiva e di alta qualità e di una forza lavoro qualificata quale componente fondamentale per la competitività dell'UE e per migliori condizioni di lavoro. |
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3.2.3. |
Un fattore cruciale è rappresentato dalle competenze di base. Il rendimento degli alunni delle scuole elementari è notevolmente peggiorato nella maggior parte degli Stati membri, e risultati scolastici modesti già a tale livello di istruzione ostacolano i progressi nell'IFP, nell'istruzione superiore e nell'apprendimento degli adulti. I programmi di formazione professionale in molti casi non tengono il passo dell'evoluzione della domanda di competenze. Inoltre, è necessario compiere sforzi per migliorare l'immagine dell'IFP, rendendola più attraente, inclusiva e innovativa, e questo anche per le persone con disabilità, delle cui esigenze occorre tenere conto. |
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3.2.4. |
Il CESE osserva che, nell'ultimo decennio, i progressi in materia di educazione e cura della prima infanzia sono stati lenti, sia pur con notevoli differenze tra gli Stati membri. Il dato positivo è che – pur continuando a rappresentare una sfida, in particolare per quanto riguarda i giovani di sesso maschile – l'abbandono precoce dell'istruzione e della formazione è in calo in tutta l'UE. Contrastare questo fenomeno può avere un impatto positivo sull'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, sulla parità di genere e sullo sviluppo dei minori, migliorando in tal modo la partecipazione al mercato del lavoro e le opportunità occupazionali per le donne. |
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3.2.5. |
Per plasmare l'economia futura dell'Europa e colmare i divari in materia di produttività e innovazione, occorre innalzare il grado di ambizione nello sviluppo di talenti di livello mondiale nelle discipline STEM e nell'IA. L'alfabetizzazione in materia di IA dovrebbe essere riconosciuta come una delle competenze chiave e dovrebbe essere integrata in più ampie strategie di apprendimento permanente. L'istruzione e la formazione, la promozione dell'inclusività e l'attrazione dei gruppi sottorappresentati, in particolare le donne, sono fattori importanti. |
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3.2.6. |
Il CESE ribadisce che, se l'Europa vuole diventare più attraente per i talenti di tutto il mondo, ha bisogno di procedure amministrative semplificate, agevolazioni per i visti e percorsi rapidi per i migranti qualificati che aspirano a lavorare in settori strategici, garantendo a queste persone equità e parità di condizioni per quanto riguarda l'accesso al mercato del lavoro dell'UE e il trattamento all'interno di tale mercato e tenendo conto che favorire immigrazione di queste persone nell'UE può comportare una «fuga di cervelli» dai loro paesi di origine. |
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3.2.7. |
Purtroppo, nonostante i progressi compiuti, le donne, i giovani, gli anziani, le persone con qualifiche medio-basse, le persone con disabilità e i migranti continuano a essere sottorappresentati nel mercato del lavoro, sia pure in misura variabile a seconda dello specifico contesto nazionale. Il CESE concorda nel ritenere che, nel quadro dell'Unione delle competenze, occorrerebbe dedicare una particolare attenzione a questi gruppi, in particolare nelle zone rurali e in quelle scarsamente popolate. La proposta, formulata in relazione all'Unione delle competenze, di un apprendimento basato sulla comunità può essere ampliata attraverso i centri comunitari di apprendimento permanente studiati dal Cedefop (16). |
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3.2.8. |
È essenziale che gli Stati membri attraggano un maggior numero di persone nel mercato del lavoro, perché elevate percentuali di popolazione inattiva possono limitare la crescita economica e quindi ostacolare la produttività e la competitività. Tale obiettivo può essere realizzato attraverso misure strutturali intese a facilitare l'inclusione dei gruppi vulnerabili mediante una combinazione di politiche nazionali adeguate. Si tratterebbe, ad esempio, di erogare prestazioni collegate all'esercizio di un'attività lavorativa (17) finalizzate a migliorare l'occupabilità, il livello delle competenze e la riqualificazione delle persone scarsamente qualificate; di consentire il cumulo di introiti provenienti da varie fonti, come il lavoro a tempo parziale e gli assegni per figli a carico, per incoraggiare i genitori a rientrare più rapidamente nel mercato del lavoro; di promuovere l'equilibrio tra vita professionale e vita privata attraverso modalità di lavoro flessibili e sostenere accordi contrattuali diversificati ma prevedibili; e di garantire l'accesso a servizi pubblici abilitanti orizzontali – come quelli di trasporto e di assistenza – affidabili e di alta qualità, eliminando nel contempo gli atteggiamenti discriminatori e sostenendo soluzioni ragionevoli sul lavoro per venire incontro alle esigenze delle persone con disabilità (18). |
3.3. Orientamento 7: migliorare il funzionamento dei mercati del lavoro e l'efficacia del dialogo sociale
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3.3.1. |
Il CESE valuta positivamente il fatto che la disoccupazione di lungo periodo sia in calo in tutta l'UE, e in particolare negli Stati membri in cui raggiunge i tassi più elevati. Tuttavia, osserva che la partecipazione alle politiche attive del mercato del lavoro varia ancora notevolmente da uno Stato membro all'altro. In tale contesto, rimane essenziale il ruolo svolto dalle parti sociali, attraverso il dialogo sociale e la contrattazione collettiva, nella definizione e nell'attuazione delle riforme del mercato del lavoro. Le parti sociali, infatti, svolgono un ruolo cruciale nel proporre soluzioni specifiche al livello appropriato (nazionale, settoriale o aziendale). |
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3.3.2. |
Il CESE concorda nel ritenere (19) che anche la consultazione con le organizzazioni della società civile possa essere fondamentale per la creazione di politiche efficaci e inclusive. |
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3.3.3. |
Nel contesto dei bassi livelli di disoccupazione attuali, il CESE accoglie con favore gli sforzi messi in atto da molti servizi pubblici per l'impiego per porre maggiormente l'accento sulle misure di attivazione e dedicare una maggiore attenzione alle competenze e al sostegno ai lavoratori che affrontano il passaggio da un'occupazione a un'altra, al fine di promuovere la duplice transizione verde e digitale, e incoraggia anche altri a muoversi in questa direzione. Il CESE sottolinea che un'attenzione specifica dovrebbe essere rivolta ai giovani, facilitando il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, e in quest'ottica è di cruciale importanza la piena attuazione della garanzia per i giovani. |
3.4. Orientamento 8: promuovere le pari opportunità per tutti, favorire l'inclusione sociale e combattere la povertà
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3.4.1. |
Il CESE sostiene pienamente gli sforzi volti a promuovere le pari opportunità per tutti, a favorire mercati del lavoro inclusivi e ad attrarre un maggior numero di persone verso il lavoro, come dipendenti o in proprio. La necessità che i mercati del lavoro siano inclusivi è diventata oggi ancora più importante per via della carenza di competenze e di manodopera e della pressione sui bilanci pubblici. |
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3.4.2. |
Nonostante le crisi che negli ultimi tempi hanno inciso sulla situazione socioeconomica dell'UE (pandemia di COVID-19, alti costi dell'energia, inflazione e costo della vita), la povertà è diminuita (20). Detto ciò, i passi avanti compiuti verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di riduzione della povertà variano notevolmente da uno Stato membro all'altro. Ciò vale in particolare per la povertà infantile, che, seppure sostanzialmente stabile, rimane a livelli allarmanti nonostante un lieve calo nel 2023. Il CESE ritiene che, per combattere la povertà, sia indispensabile adottare strategie volte a migliorare la produttività e a creare occupazione, come pure misure efficaci per ridurre la povertà lavorativa, sostenute da regimi di protezione sociale. Una valutazione periodica delle misure adottate a livello nazionale, unitamente, se del caso, al loro riesame, è fondamentale per produrre un cambiamento e per migliorare la qualità della vita. E, nella lotta contro la povertà, le parti sociali e le organizzazioni della società civile svolgono un ruolo cruciale. |
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3.4.3. |
Il CESE esprime preoccupazione per il fatto che, in tutta l'UE, la povertà lavorativa sia più elevata tra i cittadini di paesi terzi (22,5 %), le persone nate al di fuori dell'UE (18,5 %), i lavoratori con un basso livello di istruzione (18,4 %), i lavoratori a tempo parziale (12,6 %), i lavoratori a tempo determinato (12,6 %) e le famiglie con figli a carico (10,0 %) (21). La povertà lavorativa è una questione complessa, che richiede un approccio a tutto campo. Per combattere la povertà lavorativa, occorrono misure quali l'adozione di politiche attive del mercato del lavoro, la promozione dell'istruzione e della formazione, il sostegno alla creazione di posti di lavoro di qualità, la garanzia di salari equi in linea con l'andamento della produttività e l'offerta di alloggi a prezzi accessibili. Un'altra misura efficace è rappresentata dalla creazione di condizioni propizie alla contrattazione collettiva. |
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3.4.4. |
L'attuale andamento demografico pone sfide significative per i sistemi di protezione sociale e la loro capacità di garantire regimi pensionistici e di assistenza a lungo termine adeguati e sostenibili per i bilanci. In tale contesto, considerata la diversità dei modelli e delle prassi nazionali, nonché il ruolo delle parti sociali e la contrattazione collettiva, è cruciale, a livello nazionale, valutare e, se del caso, sviluppare la funzione di integrazione dei trattamenti pensionistici pubblici svolta dalle pensioni complementari. A tale riguardo, l'alfabetizzazione finanziaria è importante per consentire alle persone di comprendere meglio altre forme di reddito integrative della loro pensione (22). |
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3.4.5. |
È essenziale affrontare con determinazione le sfide strutturali, come quella di garantire la disponibilità, l'accessibilità economica e la qualità dell'assistenza a lungo termine, sfide rese ancora più ardue anche dalle carenze di manodopera e di competenze. |
Bruxelles, 18 settembre 2025
Il presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Oliver RÖPKE
(1) Commissione europea, Joint Employment Report [Relazione comune sull'occupazione] 2025.
(2) Commissione europea, op.cit.
(3) Nel 2024 il tasso di occupazione delle persone con disabilità si è attestato sul 51,8 %, ossia 24 punti percentuali in meno rispetto al tasso di occupazione complessivo, pari al 75,8 % (Eurostat).
(4) Parere del Comitato economico e sociale europeo — Promuovere l'integrazione sociale delle persone con disabilità e delle persone con capacità di lavoro modificata (parere esplorativo richiesto dalla presidenza ungherese) (GU C, C/2024/6875, 28.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6875/oj).
(5) Nel 2024 il tasso di occupazione femminile era del 70,8 %, contro l'80,8 % tra gli uomini (Eurostat).
(6) Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Parità di trattamento dei giovani nel mercato del lavoro» (parere d’iniziativa) ( GU C 293 del 18.8.2023, pag. 48).
(7) Nel 2022 e nel 2023 il tasso di disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) si è attestato sul 14,6 %, per poi salire lievemente al 14,9 % nel 2024 (Eurostat).
(8) Le carenze di competenze e di manodopera sono peraltro particolarmente persistenti nei settori della sanità, delle professioni STEM (e in particolare delle TIC), dell'edilizia e dei trasporti, nonché per quanto riguarda determinate professionalità del settore dei servizi (ad esempio cuochi e camerieri). Le carenze di manodopera nel settore manifatturiero sono particolarmente elevate e in alcuni paesi sono in continuo aumento (Eurofound, Indagine sulle imprese europee 2019; Commissione europea, Employment and Social Developments in Europe: Addressing labour shortages and skills gaps in the EU (2023) [Occupazione e sviluppi sociali in Europa, 2023: affrontare le carenze di manodopera e di competenze nell'UE]).
(9) Parere del Comitato economico e sociale europeo — Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — L'Unione delle competenze [COM(2025) 90 final] — Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Piano d'azione sulle competenze di base [COM(2025) 88 final] — Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Piano strategico per l'istruzione STEM: competenze per la competitività e l'innovazione [COM(2025) 89 final] (GU C, C/2025/5159, 28.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5159/oj).
(10) Commissione europea, op.cit.
(11) La crescita della produttività, che prima del 2007 era in media dell'1,4 %, è calata allo 0,8 % nel periodo 2010-2019, per poi scendere ulteriormente allo 0,7 % nel 2023 (Commissione europea, Labour market and wage developments in Europe 2024 [Mercato del lavoro ed evoluzione dei salari in Europa 2024]).
(12) Il 10,5 % nel 2024 rispetto all'11,7 % nel 2022 (Eurostat).
(13) Parere del CESE sul tema Unione delle competenze (GU C, C/2025/5159, 28.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5159/oj).
(14) La partecipazione degli adulti a programmi di apprendimento permanente è passata dal 37,4 % del 2016 al 39,5 % del 2022 (fonte: relazione comune sull'occupazione 2025).
(15) Parere del CESE sul tema Unione delle competenze (GU C, C/2025/5159, 28.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5159/oj).
(16) Parere del CESE sul tema Unione delle competenze (GU C, C/2025/5159, 28.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5159/oj).
(17) L'OCSE definisce tali prestazioni come crediti d'imposta permanenti collegati al lavoro, agevolazioni fiscali o regimi equivalenti di prestazioni collegati al lavoro, concepiti con il duplice scopo di alleviare la povertà lavorativa e di aumentare gli incentivi al lavoro per i lavoratori a basso reddito.
(18) Commissione europea, Orientamenti per l'occupazione 2025.
(19) Commissione europea, Joint Employment Report [Relazione comune sull'occupazione] 2025.
(20) Nel 2023 il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale era diminuito di 703 000 unità rispetto al 2022 e di 1 571 000 unità rispetto all'anno di riferimento 2019. Ciò significa che, nel 2023, tali numeri erano in calo per il secondo anno consecutivo, dopo un periodo di stasi dal 2018 al 2021 (fonte: Commissione europea, Relazione comune sull'occupazione 2025).
(21) Commissione europea, op. ult. cit.
(22) Parere del Comitato economico e sociale europeo — Alfabetizzazione ed educazione finanziarie per gli europei (parere esplorativo richiesto dalla Commissione europea) (GU C, C/2025/5149, 28.10.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/5149/oj).
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/34/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)