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Document 52019DC0319

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea Relazione annuale 2018

COM/2019/319 final

Bruxelles, 4.7.2019

COM(2019) 319 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

Controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea

Relazione annuale 2018

{SWD(2019) 285 final} - {SWD(2019) 286 final} - {SWD(2019) 287 final}


Prefazione    

1.    Rilancio dell'occupazione, della crescita e degli investimenti    

2.    Un mercato unico digitale connesso    

3.    Un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti
in materia di cambiamenti climatici
   

4.    Un mercato interno più approfondito e più equo con una base industriale più solida    

5.    Un'Unione economica e monetaria più profonda e più equa    

6.    Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia    

7.    Verso una nuova politica della migrazione    

Prefazione

Otterremo risultati sulle questioni di maggiore importanza. Sono queste le parole dei 27 leader europei contenute nella dichiarazione di Sibiu sottoscritta a maggio 2019, poco prima delle elezioni del Parlamento europeo. Queste parole esprimono l'essenza stessa dell'operato quotidiano di questa Commissione, fin da quando ha assunto le sue funzioni nel novembre 2014.

In effetti, abbiamo ottenuto risultati sulle questioni di maggiore importanza. C'è chi afferma che l'Europa sia troppo lenta o troppo complicata per progredire. Eppure, negli ultimi cinque anni sono state più di 354 le proposte della Commissione approvate dai colegislatori. I risultati parlano da soli. La disoccupazione è diminuita, oltre 240 milioni di europei hanno un'occupazione e i salari sono aumentati del 5,7 %. Oggi disponiamo di una Guardia di frontiera e costiera europea il cui compito specifico è contribuire a proteggere i nostri confini. Possiamo usufruire dei servizi di roaming alle tariffe nazionali in qualunque luogo dell'Unione e possiamo usufruire dei servizi di streaming tramite i nostri abbonamenti anche quando ci troviamo in un altro paese dell'UE. Le nostre imprese possono accedere, senza dazi, a mercati lontani, quali il Canada o il Giappone.

Questi progressi sono il frutto di tutte le numerose volte in cui ci siamo accordati su nuove norme per far progredire l'Europa. Tuttavia, una legislazione è efficace solo nella misura in cui è correttamente messa in pratica e applicata. È questa la condizione affinché le parole del corpus giuridico divengano realtà. Ed è ciò che trasforma le leggi in benefici per i cittadini e che assicura che gli accordi politici si traducano in vantaggi concreti per i cittadini e le piccole e medie imprese. Per questo motivo, quando ho assunto le mie funzioni ho promesso di fare meno – difatti abbiamo diminuito del 75 % le proposte rispetto alle precedenti Commissioni – ma di farlo meglio.

Abbiamo notevolmente intensificato la collaborazione con le autorità nazionali per sostenerle nell'attuazione del diritto dell'Unione. Questo dialogo ha contribuito a risolvere il 90 % dei casi di infrazione dal 2014 senza la necessità di adire la Corte di giustizia dell'Unione europea, con un risparmio di tempo e denaro dei contribuenti. Nei casi in cui il dialogo non è stato sufficiente, abbiamo intrapreso un'azione forte ed efficace per affrontare le violazioni del diritto dell'Unione.

La presente relazione illustra come questo approccio più strategico, più aperto, ma anche più forte, ha funzionato nel 2018. Abbiamo sostenuto le autorità nazionali e regionali nell'applicazione di norme volte a migliorare la qualità dell'aria e dell'acqua. Abbiamo adottato provvedimenti nei confronti degli Stati membri che non hanno rispettato i loro impegni e non hanno attuato le norme dell'UE in materia di dati concernenti i passeggeri, di lotta al terrorismo e di antiriciclaggio. Abbiamo esercitato i nostri poteri di esecuzione nei confronti di alcuni paesi che non si erano adoperati con sufficiente prontezza per migliorare l'accesso delle persone con disabilità ai siti web e ad altre applicazioni per dispositivi mobili. Abbiamo rafforzato il dialogo con gli Stati membri in tutti i settori per garantire la collaborazione in materia di attuazione e applicazione. Sono lieto di poter testimoniare del forte impegno e della determinazione dimostrati dagli Stati membri.

Questi risultati mostrano il vero valore del lavoro svolto in materia di applicazione e attuazione del diritto dell'UE. Si tratta di difendere le decisioni prese insieme. Inoltre, in ultima analisi si tratta di assicurare che i cittadini traggano effettivo beneficio dalle nuove norme. Solo un'Europa che metta i diritti dei cittadini al centro di tutto il suo operato può essere all'altezza della sua missione. Non c'è compito più importante.

Come una volta disse Walter Hallstein, uno dei miei illustri predecessori, l'Europa è una comunità di diritto. Il diritto è lo strumento che ci permette di garantire la protezione delle nostre conquiste e la promozione dei nostri valori. È la nostra migliore risorsa per lottare per la giustizia sociale, l'uguaglianza e l'equità per tutti. Per questo lo Stato di diritto non può mai essere una condizione facoltativa ed è per questo motivo che la Commissione nel 2018 ha dato così tanto risalto all'applicazione della normativa, come risulta dalla presente relazione. Se vogliamo ottenere risultati sulle questioni di maggiore importanza, come promesso dai leader a Sibiu, dobbiamo proseguire in questa direzione nel 2019 e oltre.

Il presidente della Commissione europea

Jean-Claude Juncker

1.Rilancio dell'occupazione, della crescita e degli investimenti

La priorità principale della Commissione Juncker è incoraggiare gli investimenti per creare nuovi posti di lavoro e rafforzare la competitività dell'Europa. Tuttavia, la creazione di un contesto normativo favorevole alle imprese e alla creazione di posti di lavoro è compromessa se gli Stati membri non attuano le norme dell'UE in maniera corretta e tempestiva. 

Garantire condizioni di lavoro eque in tutta l'UE

Ciascun lavoratore nell'Unione europea ha diritto a condizioni di lavoro eque. Tale diritto trova corrispondenza nel pilastro europeo dei diritti sociali , proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio dell'UE e dalla Commissione europea nel novembre 2017. Il pilastro dedica un capo specifico alle condizioni di lavoro eque.

Negli ultimi anni la Commissione ha riservato particolare attenzione all'orario di lavoro. Ha pubblicato, tra gli altri, documenti di orientamento per assistere gli Stati membri nell'attuazione della direttiva sull'orario di lavoro.

La Commissione ha archiviato i procedimenti d'infrazione nei confronti della Danimarca, dell'Irlanda e della Grecia sull'applicazione della direttiva sull'orario di lavoro a seguito degli sforzi dimostrati dai tre Stati membri,. La Commissione ha provveduto a che la Danimarca rispettasse il diritto dei lavoratori a fruire delle ferie annuali nello stesso anno in cui tale diritto è maturato. Dal canto loro, Irlanda e Grecia hanno adottato le misure necessarie per conformarsi alle norme dell'UE sui limiti dell'orario di lavoro dei medici nella sanità pubblica.

Anche i comitati aziendali europei, che rappresentano i lavoratori dipendenti europei delle società transnazionali, contribuiscono a garantire condizioni di lavoro eque. Per il tramite del rispettivo comitato, la direzione aziendale informa e consulta i lavoratori sull'evoluzione delle attività dell'impresa e su ogni decisione significativa a livello europeo che potrebbe influire sul loro stato di occupazione o sulle loro condizioni di lavoro. Nel 2018 la Commissione ha pubblicato una relazione sull'applicazione della direttiva riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo . La relazione evidenzia i vantaggi per i lavoratori e per le imprese derivanti dal dialogo sociale transnazionale al livello delle imprese attraverso i comitati aziendali europei.



Applicazione delle norme ambientali

Nel 2018 la Commissione ha intrapreso azioni legali per far fronte all'attuazione inadeguata della normativa ambientale dell'UE.

A seguito del controllo dell'adeguatezza delle direttive sulla protezione della natura, il piano d'azione per la natura, i cittadini e l'economia della Commissione, adottato nel 2018, mira ad assicurare una rete di siti protetti pienamente funzionale, coerente e rappresentativa dal punto di vista ecologico. Ad esempio, gli Stati membri devono completare la rete di siti protetti Natura 2000, colmando le lacune esistenti riguardo all'ambiente marino, e predisporre le necessarie misure di conservazione per tutti i siti. Nella sentenza Białowieża , la Corte di giustizia ha chiarito gli obblighi relativi alla gestione forestale nei siti Natura 2000. Tale chiarimento è fondamentale per la conservazione degli habitat e delle specie protetti.

Nel 2018 la Commissione ha intrapreso ulteriori azioni legali in relazione ai procedimenti d'infrazione nei confronti di Irlanda ,  Grecia e Portogallo  per garantire il completamento della rete Natura 2000. Sono tuttora in corso procedimenti d'infrazione nei confronti di altri sette Stati membri.

L'inquinamento atmosferico continua a rappresentare un serio problema di salute pubblica e una priorità per la Commissione. Nella comunicazione "Un'Europa che protegge: aria pulita per tutti" , adottata nel 2018, la Commissione ha illustrato le misure disponibili per sostenere gli Stati membri nella lotta contro l'inquinamento atmosferico.

Nel 2018 la Commissione ha inoltre deferito sei Stati membri (Germania, Francia, Italia, Ungheria, Romania e Regno unito) alla Corte di giustizia a motivo dei livelli eccessivi di particolato (PM10) o biossido di azoto (NO2) nell'atmosfera. La Commissione continuerà a portare avanti i procedimenti d'infrazione nei confronti degli altri Stati membri se questi non compiranno progressi significativi per quanto riguarda il rispetto della normativa.

Nel febbraio 2018 la Corte di giustizia ha stabilito che la Polonia  non aveva rispettato la normativa dell'UE sulla qualità dell'aria e non aveva garantito il rispetto dei valori limite di inquinamento dell'aria. Inoltre, la Polonia non aveva adottato adeguati piani d'azione per far sì che il periodo di superamento di tali limiti fosse il più breve possibile.

Nel settembre 2018 la Commissione ha pubblicato una relazione sulla segnalazione preventiva nell'ambito della legislazione dell'Unione europea in materia di rifiuti , sottolineando i casi in cui gli Stati membri rischiano di non riuscire a conseguire gli obiettivi dell'UE relativi ai rifiuti. In parallelo, nel 2018 la Commissione è intervenuta per porre rimedio a carenze strutturali nella legislazione degli Stati membri in materia di rifiuti, quali il permanere di discariche illegali o non conformi alle norme o l'assenza di piani per la gestione dei rifiuti.

La Commissione ha inoltre adottato un piano d'azione volta a migliorare la conformità alla normativa ambientale, consistente in nove punti, che prende in esame questioni quali le ispezioni e la governance.



Applicazione delle norme agricole

Due degli obiettivi principali della politica agricola comune consistono nel fornire sostegno agli agricoltori e nel garantire che i consumatori possano disporre di un approvvigionamento costante di prodotti alimentari di qualità a un prezzo accessibile. Altri obiettivi sono la lotta ai cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse naturali, la conservazione delle zone e dei paesaggi rurali in tutta l'UE e il mantenimento dell'economia rurale attraverso la promozione di posti di lavoro nell'agricoltura e nei settori connessi.

Nel 2018 le attività della Commissione volte a garantire il rispetto delle norme agricole si sono incentrate, come negli anni precedenti, principalmente sul monitoraggio delle modalità di corretta applicazione, da parte degli Stati membri, dei pagamenti diretti .

Sono proseguite le discussioni bilaterali con gli Stati membri che utilizzavano in maniera impropria gli aiuti finanziari nell'ambito del regime di sostegno accoppiato facoltativo per sostenere tipologie di agricoltura o settori confrontati a difficoltà diverse dal rischio di abbandono o di declino della produzione. Grazie a tale dialogo, la Commissione ha persuaso le autorità nazionali di uno Stato membro affinché modificassero le norme nazionali e le allineassero al diritto dell'Unione.

Le indicazioni geografiche proteggono la denominazione di prodotti specifici e ne promuovono le caratteristiche uniche collegate alla loro origine geografica e ai saperi tradizionali. Nel 2018 la Commissione ha continuato a vigilare su situazioni specifiche di errata attuazione delle norme dell'UE sulla protezione delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette.

La Danimarca ha autorizzato società danesi a produrre ed esportare in paesi terzi formaggio bianco indicato come "Feta", anche se tale formaggio non è conforme al disciplinare di tale denominazione di origine protetta.

La Bulgaria mantiene dal 2008 il proprio registro nazionale delle indicazioni geografiche per i prodotti agricoli e alimentari, senza tener conto del carattere esclusivo dei registri a livello dell'UE per i regimi di qualità.

Nel 2018 la Commissione ha archiviato i procedimenti d'infrazione nei confronti di Italia, Cipro e Regno Unito in quanto tali paesi avevano recepito le norme di commercializzazione relative ad alcuni prodotti lattiero-caseari  nei propri ordinamenti nazionali.



Applicazione delle norme in materia di questioni marittime e pesca

Aiutare il settore della pesca e le zone costiere dell'Europa a prosperare, proteggendo al contempo l'ambiente marittimo, fa parte degli obiettivi chiave della politica marittima dell'UE.

Gli obiettivi di sostenibilità della politica comune della pesca dell'UE contribuiscono sia alla conservazione degli stock ittici sia alla massimizzazione del rendimento della pesca. Dato che questi obiettivi devono essere conseguiti al massimo entro il 2020, la strategia della Commissione in materia di controllo dell'applicazione nel 2018 ha continuato a concentrarsi sulla conservazione e sul controllo della pesca, nonché sul rispetto della competenza esclusiva dell'UE in questo settore.

I sistemi nazionali di controllo e rispetto delle norme nel settore della pesca devono essere efficaci e prevedere sanzioni dissuasive in caso di mancato rispetto.

La Commissione ha avviato un procedimento d'infrazione nei confronti dell' Irlanda  affinché le gravi violazioni delle norme dell'UE in materia di pesca siano oggetto di sanzioni efficaci.

I "piani di controllo" sono strumenti di conformità specifici adottati dalla Commissione europea in stretta collaborazione con gli Stati membri interessati per promuovere la corretta applicazione delle norme del regolamento sul controllo  della pesca. Nel 2018 la Commissione ha adottato nuovi piani d'azione per diversi Stati membri e ne ha monitorato l'attuazione.

Un sistema di organizzazioni di produttori della pesca che funzioni correttamente è fondamentale per riunire tali produttori al fine di conseguire gli obiettivi della politica comune della pesca e dell'organizzazione comune dei mercati.

La Commissione ha avviato un procedimento d'infrazione nei confronti del Regno Unito,  per non avere assicurato il rispetto delle condizioni per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori del settore della pesca .

La pianificazione dello spazio marittimo contribuisce a garantire che tutte le attività umane in mare si svolgano in maniera efficiente, sicura e sostenibile. La Commissione ha monitorato il corretto recepimento del quadro comune dell'UE per la pianificazione dello spazio marittimo a livello transfrontaliero e intersettoriale per tutto il 2018.



Applicazione delle norme in materia di politica regionale

I Fondi strutturali e d'investimento europei sostengono gli investimenti nei principali settori politici generatori di crescita nell'UE.

Occorre un quadro appropriato per gli investimenti per assicurarne la massima efficacia possibile. Nel 2018 gli sforzi della Commissione si sono concentrati soprattutto sulla verifica del rispetto di specifici prerequisiti , in particolare in materia di appalti pubblici, aiuti di Stato, piani globali per gli investimenti nei trasporti e nei settori delle acque e dei rifiuti.

Quando un investimento non rispetta le norme stabilite nella normativa dell'UE, la Commissione ovvia a tali irregolarità sospendendo i pagamenti o applicando rettifiche finanziarie, se necessario. Nel 2018 la Commissione ha continuato senza sosta i suoi sforzi per rilevare e intraprendere azioni correttive nei confronti di questi tipi di irregolarità.

Nel 2018 uno studio della Commissione  ha valutato se gli Stati membri avevano predisposto sistemi efficaci e specifici per il trattamento delle denunce riguardanti i fondi strutturali e di investimento europei. È emerso che nella maggior parte dei casi gli Stati membri hanno standardizzato le modalità di gestione dei reclami sulla base dei documenti relativi al programma o delle disposizioni legislative nazionali. Tra gli Stati membri dell'UE le modalità sono nel complesso efficaci. Inoltre, le modalità di gestione dei reclami sono state sviluppate di più nel periodo di programmazione 2014-2020 rispetto al periodo 2007-2013.

Lotta alla frode a danno del bilancio dell'UE

I mezzi per combattere i reati a danno del bilancio dell'UE sono migliorati in modo significativo con l'adozione della direttiva relativa alla tutela degli interessi finanziari dell'UE . La Commissione sta lavorando a stretto contatto con gli Stati membri per garantire un'adeguata attuazione della direttiva.

La Commissione ha avviato un procedimento d'infrazione nei confronti del Regno Unito  in quanto tale Stato membro si è rifiutato di mettere i dazi doganali a disposizione del bilancio dell'UE, come prescritto dal diritto unionale. Da una relazione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode del 2017 è emerso che alcuni importatori del Regno Unito avevano evaso dazi doganali per un importo considerevole avvalendosi di fatture fittizie e false nonché di dichiarazioni doganali inesatte presentate al momento dell'importazione. Ulteriori ispezioni condotte dalla Commissione hanno rivelato un forte aumento della portata del meccanismo di frode per insufficiente valutazione che, tra il 2011 e il 2017, girava attorno al Regno Unito. Il Regno Unito aveva omesso di intraprendere le azioni necessarie a evitare le frodi, nonostante dal 2007 fosse stato avvisato in merito a tale rischio connesso all'importazione di prodotti tessili e calzature dalla Cina e fosse stato invitato ad adottare adeguate misure di controllo del rischio. La Commissione ha calcolato che la violazione della legislazione dell'UE da parte del Regno Unito ha comportato perdite per il bilancio dell'UE pari a 2,7 miliardi di EUR (meno le spese di riscossione) tra novembre 2011 e ottobre 2017.

2.Un mercato unico digitale connesso

La strategia per il mercato unico digitale mira a eliminare le barriere online che impediscono ai cittadini dell'UE di accedere all'offerta di alcuni beni e servizi.

Migliorare la connettività

Le comunicazioni digitali ad alta velocità favoriscono l'innovazione e servizi migliori per l'economia e la società. Lo sviluppo della connettività 5G rappresenta una priorità per la Commissione. L'obiettivo è garantire la disponibilità dello spettro radio 5G in tutta l'UE entro il 2020.

La Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di Belgio ,  Croazia e Paesi Bassi per non aver rispettato le scadenze intermedie di liberazione delle frequenze per le comunicazioni mobili. Ciò potrebbe comportare un ritardo nello sviluppo delle reti 5G.

Le opere di ingegneria civile, ad esempio gli scavi sulla rete stradale per la posa di cavi ad alta velocità, rappresentano fino all'80 % dei costi di installazione di reti a banda larga. La direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga  intende favorire la cooperazione intersettoriale come ad esempio tra i fornitori di energia, acqua e trasporti. Tale cooperazione può creare le condizioni per un dispiegamento più efficiente di infrastrutture nuove in modo da abbattere i costi dell'installazione delle reti, con conseguenti vantaggi per il pubblico.

Nel 2018 la Commissione è intervenuta per garantire un più facile dispiegamento delle reti ad alta velocità. A seguito di tale intervento, quasi tutti gli Stati membri hanno recepito la direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga nei propri ordinamenti nazionali.



Garantire la cibersicurezza e l'affidabilità delle transazioni online

Instaurare la fiducia negli ambienti online è fondamentale per lo sviluppo economico e sociale. Con l'entrata in vigore del regolamento in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno (di seguito "regolamento eIDAS" ) è stata introdotta una piattaforma per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e autorità pubbliche. Il regolamento eIDAS istituisce un quadro giuridico generale per l'impiego dei servizi fiduciari nell'UE. Questi includono le firme elettroniche, i sigilli elettronici, le validazioni temporali elettroniche, i servizi elettronici di recapito certificato e l'autenticazione di siti web.

La cibersicurezza rappresenta un'importante priorità per la Commissione. La direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi intende raggiungere un alto livello di sicurezza per le reti e i sistemi informativi che sia uniforme in tutta l'UE.

Nel 2018 la Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 17 Stati membri , con la richiesta di recepire integralmente nei propri ordinamenti nazionali questo primo elemento della normativa dell'UE in materia di cibersicurezza.

Migliore accessibilità per i cittadini con disabilità

Le persone con disabilità, in particolare le disabilità visive o uditive, potrebbero avere difficoltà ad accedere ai siti web e alle applicazioni mobili degli enti pubblici.

L'obiettivo della direttiva relativa all'accessibilità dei siti web è migliorare l'accesso a tali strumenti di informazioni per le persone con disabilità.

La Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 19 Stati membri, con la richiesta di recepire integralmente la direttiva relativa all'accessibilità dei siti web nei propri ordinamenti nazionali.


Per promuovere ulteriormente l'accessibilità, la Commissione ha proposto la direttiva relativa a taluni utilizzi consentiti di determinate opere e di altro materiale protetto da diritto d'autore e da diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa , che stabilisce un'eccezione obbligatoria al diritto d'autore e ai diritti connessi. Il suo obiettivo è consentire alle persone che soffrono di difficoltà nella lettura di caratteri stampati di accedere a libri e ad altro materiale stampato in formati a loro accessibili.

Nel 2018 la Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 17 Stati membri che non avevano recepito tale direttiva nei propri ordinamenti nazionali entro il termine previsto.

Le regole stabilite in entrambe queste direttive riflettono l'attuale lavoro della Commissione per costruire un'Unione europea sociale e inclusiva, in cui tutti gli europei possano svolgere appieno il loro ruolo nell'economia e nella società digitali.

3.Un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici

L' Unione europea dell'energia garantisce energia sicura, economicamente accessibile e pulita a famiglie e imprese rendendo possibile la libera circolazione dell'energia attraverso le frontiere nazionali all'interno dell'UE. Essa stimola inoltre lo sviluppo di nuove tecnologie e il rinnovo delle infrastrutture al fine di ridurre le bollette domestiche, creare nuovi posti di lavoro e potenziare la crescita. Ne conseguirà un consumo energetico sostenibile riducendo le emissioni di gas a effetto serra, l'inquinamento e la dipendenza dai combustibili fossili.

Condurre la transizione energetica verso un settore dell'energia sicuro e sostenibile incentrato sul consumatore

Nel 2016 la Commissione europea ha proposto il pacchetto Energia pulita per tutti gli europei . Ciò ha innalzato il livello di ambizione dell'UE nella realizzazione della transizione all'energia pulita e nel garantire che l'UE rimanga competitiva mentre i mercati mondiali dell'energia subiscono trasformazioni.

Nel 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico su tutte le proposte della Commissione presenti in questo pacchetto.

Il pacchetto Energia pulita per tutti gli europei include una revisione delle principali norme dell'UE in settori quali la prestazione energetica nell'edilizia , l' efficienza energetica , le energie rinnovabili e la governance dell'Unione dell'energia e l'azione a favore del clima , che sono già tutte in vigore. Riguardo alla prestazione energetica nell'edilizia, l'obiettivo è accelerare una ristrutturazione degli edifici esistenti efficace sotto il profilo dei costi, mobilitare gli investimenti e sostenere i sistemi intelligenti per l'edilizia. Il pacchetto mira anche ad aumentare la quota dell'energia rinnovabile ad almeno il 32 % entro il 2030. Questi obiettivi saranno rivisti nel 2023. Gli Stati membri devono stabilire piani nazionali energetici e climatici integrati per il periodo 2021-2030, definendo come intendono conseguire gli obiettivi per il 2030.

La Commissione ha monitorato i progressi degli Stati membri verso il conseguimento dei loro obiettivi di efficienza energetica e verso la realizzazione di edifici sostenibili attraverso metodi quali, tra gli altri, i procedimenti d'infrazione.

La Commissione ha portato avanti i procedimenti d'infrazione nei confronti di Paesi Bassi  e Slovenia  per la mancata conformità alla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia . Ha inoltre avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 15 Stati membri e ha chiesto loro di applicare correttamente le norme dell'UE sull'efficienza energetica .

I procedimenti d'infrazione sono stati utilizzati anche per proteggere il pubblico dalle radiazioni e garantire la sicurezza nel settore nucleare.

La Commissione ha invitato Belgio ,  Spagna  e  Polonia  ad attuare le norme della direttiva sulla sicurezza nucleare . Ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 22 Stati membri per non aver attuato in maniera corretta la direttiva sui rifiuti radioattivi . La Commissione ha inoltre avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di nove Stati membri  per la mancata attuazione della direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza .



Attuazione dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici

L'accordo di Parigi del 2015 definisce un piano d'azione globale per limitare i cambiamenti climatici.

L'Unione europea è la prima grande economia a tradurre le promesse fatte nell'ambito dell'accordo d Parigi in leggi vincolanti.

Nel 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato la normativa principale per attuare il quadro per il clima e l'energia 2030 . Esso stabilisce l'obiettivo di una riduzione almeno del 40 % delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2030. La Commissione sta già guardando oltre e nel 2018 ha presentato la sua visione per un'economia prospera, moderna, competitiva e a impatto climatico zero entro il 2050 .

Per raggiungere tali obiettivi, così come gli obiettivi per il 2020 , occorre una normativa che sia pienamente attuata e applicata. Tra le misure di applicazione e controllo adottate nel 2018 figurano procedimenti d'infrazione e dialoghi informali con gli Stati membri.

I dialoghi informali con gli Stati membri si sono incentrati sulla  direttiva sulla cattura e lo stoccaggio del carbonio , sul regolamento sui gas fluorurati  e sul regolamento concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo .

Nel 2018 la Commissione ha seguito attivamente i procedimenti d'infrazione in corso riguardanti la mancata attuazione da parte di alcuni Stati membri della direttiva sulla qualità dei carburanti . I casi sono stati in gran parte archiviati e alla fine dell'anno ne rimanevano aperti solo cinque.

Nel 2018 l'UE ha compiuto importanti progressi nella messa in atto di norme rigorose per la decarbonizzazione e l'ammodernamento del settore dei trasporti. A maggio la Commissione ha presentato la prima proposta legislativa relativa ai livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli pesanti . Inoltre, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato la normativa concernente il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti e hanno raggiunto un accordo politico sui livelli di prestazione in materia di emissioni di biossido di carbonio (CO2) per le autovetture e i furgoni per il periodo successivo al 2020. La piena ed efficace applicazione di tali misure sarà fondamentale per affrontare le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto su strada, che tuttora rappresentano circa un quinto delle emissioni totali di CO2 dell'UE.



4.Un mercato interno più approfondito e più equo con una base industriale più solida

Il mercato unico dell'UE rimane la risorsa più preziosa per i cittadini e le imprese europee. Esso schiude alle imprese opportunità enormi e offre ai consumatori una scelta più vasta e prezzi più convenienti. Consente ai cittadini di viaggiare, vivere, lavorare e studiare ovunque lo desiderino. Ma tali opportunità non possono essere sfruttate se le regole del mercato unico non vengono applicate o attuate, o se sono compromesse da altri ostacoli.

Garantire una concorrenza non falsata

Il mercato interno è più forte quando la concorrenza non è falsata.

Nel 2018 la Commissione ha verificato che tutti gli Stati membri avessero completato l'attuazione della direttiva sulle azioni di risarcimento dei danni per violazione delle norme antitrust e ha archiviato i rimanenti 18 procedimenti d'infrazione .

La Commissione ha inoltre accettato le misure correttive presentate dalla Grecia in una causa concernente l'attribuzione di diritti esclusivi di sfruttamento della lignite al principale operatore del mercato greco dell'energia elettrica, in violazione delle norme dell'Unione europea in materia di concorrenza.

L'avvio sistematico dei procedimenti d'infrazione, volto a garantire il rispetto delle decisioni della Commissione sugli aiuti di Stato, è fondamentale ai fini della credibilità del regime di controllo degli aiuti di Stato della Commissione.

La Commissione ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia per la seconda volta, in quanto le autorità italiane non si sono conformate a una sentenza precedente della Corte. In tale sentenza, la Corte di giustizia ha confermato che l'Italia aveva concesso aiuti di Stato illegali all'industria alberghiera in Sardegna. La Commissione ha ordinato all'Italia di recuperare gli aiuti illegali per un totale che sfiora i 15 milioni di EUR. Alla data odierna, non sono stati ancora recuperati quasi 13 milioni di EUR.

La Corte di giustizia ha imposto sanzioni finanziarie in una causa contro la Grecia  per il mancato recepimento di una decisione della Commissione del 2008 che imponeva il recupero dell'aiuto di Stato illegittimo concesso a Hellenic Shipyards.



Garantire la libera circolazione dei lavoratori

I cittadini dell'UE possono beneficiare dell'opportunità di lavorare in altri Stati membri solo se i diritti dei lavoratori al di fuori del proprio Stato membro sono tutelati adeguatamente.

I regimi pensionistici complementari legati a un rapporto di lavoro possono scoraggiare la mobilità dei lavoratori. Le regole dell'UE sul miglioramento dell'acquisizione e della salvaguardia di diritti pensionistici complementari mirano a superare tali ostacoli.

Nel 2018 la Commissione ha intrapreso azioni legali nei confronti di 10 Stati membri per il mancato recepimento delle regole dell'UE volte ad accrescere la mobilità dei lavoratori tra Stati membri  nei propri ordinamenti nazionali entro il termine previsto. A fine 2018 la Commissione ha cessato le proprie azioni legali nei confronti di sei Stati membri (Repubblica ceca, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi e Austria), in quanto essi avevano allineato i propri ordinamenti alle norme dell'UE.

L'UE dispone di norme chiare in materia di libera circolazione dei lavoratori, al distacco dei lavoratori e al coordinamento della sicurezza sociale. Il mancato rispetto di tali norme da parte degli Stati membri mette a rischio la fiducia e l'equità nel mercato interno. In particolare, sono state espresse preoccupazioni in merito al fatto che i lavoratori mobili possano essere vulnerabili agli abusi o privati dei propri diritti.

Nel 2018 la Commissione ha proposto la creazione di un' autorità europea del lavoro  per garantire che le norme dell'UE sulla mobilità del lavoro possano essere applicate in modo equo, semplice ed efficace. Nel frattempo, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio su tale proposta.



Garantire la libera circolazione delle merci

Nel settore automobilistico la Commissione ha concluso che diversi Stati membri avevano omesso di creare o applicare sanzioni volte a scoraggiare la violazione della legislazione in materia di emissioni da parte dei costruttori di autoveicoli. Ciò è avvenuto a seguito delle rivelazioni del 2015 secondo cui il gruppo Volkswagen aveva utilizzato un software per eludere le norme in materia di emissioni per determinati inquinanti atmosferici.

Nel 2018 la Commissione ha adottato ulteriori provvedimenti nell'ambito dei procedimenti d'infrazione nei confronti di Germania, Italia, Lussemburgo e Regno Unito per il mancato adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa UE in materia di omologazione dei veicoli.

La Commissione sta anche verificando che gli Stati membri non introducano restrizioni quantitative agli scambi commerciali all'interno dell'UE. Nel 2018 la Commissione è intervenuta nei settori dell'immatricolazione degli autoveicoli e dei medicinali.

In Francia l'immatricolazione di veicoli usati precedentemente immatricolati in altri Stati membri risultava talvolta difficoltosa. A seguito dell'intervento della Commissione, nel 2018 la Francia ha modificato la propria normativa per consentire l'immatricolazione online dei veicoli usati importati.

La Commissione ha adottato provvedimenti nei confronti della Lettonia per non avere accettato l'immatricolazione di veicoli con guida a destra.

Il "commercio parallelo" consente ai grossisti di acquistare medicinali in uno Stato membro (generalmente un paese in cui i prezzi dei medicinali sono inferiori) e di venderli in altri Stati membri (in cui i prezzi sono maggiori). Il "commercio parallelo" di medicinali è un'attività economica lecita nel mercato interno. Le importazioni parallele possono giovare ai pazienti e ai sistemi sanitari pubblici se comportano prezzi più bassi e costi di rimborso inferiori. Al contempo, in alcuni Stati membri vi sono preoccupazioni riguardanti la possibilità che le esportazioni parallele possano causare carenze di medicinali per i pazienti, mettendo in pericolo la loro salute e persino le loro vite. Agli Stati membri è pertanto consentito limitare il commercio parallelo di medicinali se ciò rappresenta un rischio per la protezione della salute e della vita umana o per la tutela della proprietà industriale e commerciale.

Nel 2018 la Commissione europea ha archiviato i procedimenti d'infrazione e le procedure di gestione dei reclami nei confronti di Polonia, Romania e Slovacchia  in merito al commercio parallelo di medicinali per uso umano. La Commissione ha deciso che era necessario individuare altri modi per affrontare le preoccupazioni degli Stati membri in questo settore. A tal fine, la Commissione ha concluso che fosse avviato rapidamente un dialogo strutturato. La Commissione mantiene il suo impegno a sostenere gli Stati membri nei loro sforzi volti a garantire che i cittadini abbiano diritto di accedere tempestivamente a un'assistenza sanitaria preventiva e terapeutica di buona qualità e a costi accessibili. A tal fine, ha deciso di raccogliere più informazioni con l'obiettivo di discutere le restrizioni all'esportazione con gli Stati membri nell'ambito del gruppo di lavoro della Commissione sui medicinali.



Garantire la libertà di stabilimento

In materia di libertà di stabilimento e prestazione di servizi, nel 2018 la Commissione ha adottato provvedimenti nei confronti di tutti gli Stati membri (ad eccezione della Lituania) per non aver allineato i propri ordinamenti alla direttiva relativa alle qualifiche professionali . Molte norme nazionali non sono conformi alla direttiva. Esse riguardano l'introduzione della tessera professionale europea, il meccanismo di allerta, la possibilità di avere un accesso parziale a un'attività professionale, la proporzionalità in materia di competenze linguistiche, la creazione di centri di assistenza e gli obblighi di comunicazione e notifica.

Migliorare le informazioni e l'assistenza per cittadini e imprese

Nel 2018, in occasione del 25º anniversario del mercato unico, la Commissione si è concentrata sull'obiettivo di garantire che le regole del mercato unico si traducessero in risultati concreti. La Commissione ha intensificato i propri sforzi per rendere cittadini e imprese consapevoli dei propri diritti e dei propri obblighi attraverso il portale "La tua Europa", pietra angolare del futuro sportello unico digitale. I cittadini e le imprese possono sfruttare le numerose opportunità del mercato unico solo se le regole concordate congiuntamente vengono applicate nella pratica. In linea con le rispettive priorità politiche e dando seguito del piano d'azione SOLVIT , gli Stati membri hanno utilizzato le prove fornite da SOLVIT e da "La tua Europa – Consulenza" per far fronte alle violazioni ricorrenti del diritto dell'Unione. La banca dati "La tua Europa – Consulenza" contiene più di 265 000 casi reali, che forniscono un'eccellente panoramica dei vari modi in cui i cittadini e le imprese possono trarre vantaggio dal mercato unico.

L'interconnessione dei registri delle imprese , che agevola l'accesso alle informazioni sulle società nell'UE attraverso il portale europeo della giustizia elettronica, è stata ampiamente utilizzata nel 2018. Sono state effettuate oltre 372 000 ricerche di informazioni sulle società e oltre 241 000 richieste di dati societari.

Applicazione delle norme in materia di Unione dei mercati dei capitali, servizi finanziari e libera circolazione dei capitali

Le direttive adottate all'indomani della crisi finanziaria devono essere attuate adeguatamente per aumentare la resilienza e la stabilità del settore finanziario e per migliorare la tutela degli investitori. L'attuazione di alcune di queste direttive è importante anche per la realizzazione dell'Unione dei mercati dei capitali. Essa è finalizzata a migliorare l'accesso ai finanziamenti in particolare per le imprese innovative, le start-up o le piccole e medie imprese. Rende anche più attraenti i mercati dei capitali per gli investitori istituzionali e al dettaglio e facilita gli investimenti transfrontalieri.

Nel 2018 la Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di alcuni Stati membri che non avevano recepito la direttiva sulla distribuzione assicurativa  e la direttiva relativa ai servizi di pagamento  nei propri ordinamenti nazionali entro il termine previsto.

La Commissione ha inoltre ha portato avanti i procedimenti d'infrazione nei confronti di Spagna e Slovenia per la mancata attuazione entro i termini previsti della direttiva contabile, della direttiva sulla revisione contabile e della direttiva sui conti di pagamento .

La direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari mira a migliorare la tutela degli investitori, rafforzare il mercato unico e creare condizioni di negoziazione trasparenti, adeguatamente vigilate, competitive e stabili sui mercati all'interno di tutto lo Spazio economico europeo.

La Commissione ha portato avanti il procedimento d'infrazione nei confronti della Slovenia per il mancato recepimento della direttiva relativa ai mercati degli strumenti finanziari nel proprio ordinamento nazionale entro il termine previsto.

Le norme dell'UE garantiscono che gli investitori prendano decisioni informate e siano fiduciosi di essere adeguatamente tutelati e di avere diritto a un risarcimento in caso di problemi.

La Commissione ha avviato un procedimento d'infrazione nei confronti di Cipro per aver rinviato indefinitamente il pagamento di un risarcimento, violando così la direttiva relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori .

In materia di libera circolazione di capitali, in passato la Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di cinque Stati membri in relazione al sistema contenuto nei trattati bilaterali d'investimento interni all'UE che consentono agli investitori dell'UE di ricorrere contro gli Stati membri dinanzi ai tribunali arbitrali.

Nel 2018 la Corte di giustizia ha stabilito, nella  causa Achmea , che tale sistema di arbitrato non è compatibile con il diritto dell'Unione. La Commissione monitora da vicino il seguito dato dagli Stati membri alla sentenza della Corte.



Applicazione delle norme in materia di fiscalità e dogane

La strategia della Commissione in materia di controllo dell'applicazione del diritto dell'UE nel settore doganale era finalizzata a garantire che gli Stati membri applicassero il codice doganale dell'Unione in maniera corretta e uniforme e a individuare le tasse di effetto equivalente a dazi doganali, anche all'interno dell'UE.

Dopo l'avvio di un'inchiesta da parte della Commissione le autorità belghe hanno modificato le proprie norme al fine di eliminare una restrizione alla rappresentanza doganale diretta che contravveniva al codice doganale dell'Unione .

La Commissione ha condotto un'indagine per verificare le spese postali negli Stati membri. Tali spese possono essere contrarie al diritto doganale dell'UE, vale a dire alle norme sulla rappresentanza doganale e al divieto di imporre oneri per le formalità doganali.

Per quanto riguarda le imposte indirette, l'azione della Commissione per garantire il rispetto delle norme ha attribuito priorità al perseguimento delle infrazioni che falsano la concorrenza nel mercato interno o sono in contrasto con una tassazione equa.

In seguito alle rivelazioni contenute nei Paradise Papers di una massiccia evasione nei settori delle imbarcazioni da diporto e dell'aviazione, la Commissione ha intrapreso azioni legali nei confronti di Grecia , Italia , Cipro ,  Malta , e Regno Unito . Tali Stati membri avevano istituito misure fiscali a favore dei settori delle imbarcazioni da diporto e dell'aviazione che erano contrarie al diritto dell'Unione.

La direttiva sull'IVA consente un regime speciale dell'IVA per i produttori agricoli qualora risulti probabile che vadano incontro a difficoltà amministrative nell'applicare il regime IVA normale. La Commissione ha adottato provvedimenti nei confronti della Germania , che aveva applicato automaticamente tale regime speciale a tutti i produttori agricoli, compresi i grandi proprietari fondiari che non avrebbero incontrato tali difficoltà.

Uno dei vantaggi del mercato interno è che i cittadini e le imprese hanno la libertà di spostarsi, operare e investire oltrepassando le frontiere nazionali. Dato che l'imposizione diretta non è armonizzata a livello dell'UE, tale libertà può significare che alcuni contribuenti riescono a evitare o eludere le imposte nel proprio paese di residenza. Le autorità fiscali nell'UE hanno dunque deciso di collaborare maggiormente per garantire che le imposte siano versate e per combattere la frode e l'evasione fiscale. I principi di tale collaborazione sono stati sanciti dalla direttiva sulla cooperazione amministrativa . In un contesto sempre più globalizzato, tale direttiva consente agli Stati membri di garantire che tutti i contribuenti adempiano correttamente ai propri obblighi fiscali. Si tratta dello strumento principale in termini di trasparenza per combattere le pratiche di evasione fiscale portate alla luce dai casi LuxLeaks e Panama e Paradise Papers.

Nel 2018 le attività della Commissione in materia di controllo dell'applicazione delle norme sono state finalizzate a garantire che gli Stati membri apportassero importanti modifiche a tale direttiva riguardanti l' accesso alle informazioni in materia di antiriciclaggio , lo scambio automatico di informazioni finanziarie e la cooperazione amministrativa nel settore fiscale .

La Commissione europea ha portato avanti i procedimenti d'infrazione nei confronti di Irlanda, Grecia, Cipro, Lussemburgo e Romania  per la mancata applicazione di misure sull' accesso alle informazioni in materia di antiriciclaggio  entro il termine previsto. La Commissione ha altresì adottato provvedimenti nei confronti della Repubblica ceca  per non aver applicato correttamente le norme dell'UE sullo  scambio automatico di informazioni finanziarie .

Nel 2018 la Commissione ha archiviato i procedimenti d'infrazione nei confronti del Belgio (in merito all'aliquota fiscale annuale più elevata sui fondi di investimento professionali esteri) e del Portogallo  (relativo alle imposizioni in uscita per i cittadini) dopo che essi hanno allineato le proprie norme in materia di imposizione ai requisiti della normativa dell'UE.

Garantire un alto livello di protezione per i consumatori

Nell'aprile 2018 la Commissione ha proposto un "new deal" per i consumatori , per garantire che tutti i consumatori europei beneficino pienamente dei propri diritti ai sensi della legislazione dell'UE. Nell'ambito del New Deal proposto, le entità qualificate, come le organizzazioni di consumatori, potranno chiedere il risarcimento o la riparazione a nome e per conto di un gruppo di consumatori che sono stati lesi da pratiche commerciali illecite.

Ad esempio, in un scenario del tipo Dieselgate, le vittime di pratiche commerciali sleali , quali le pubblicità ingannevoli da parte di costruttori di autoveicoli che non sono in linea con la legislazione in materia di omologazione dei veicoli o ambientale, potrebbero, nell'ambito del "new deal" proposto, ottenere riparazione collettivamente attraverso un'azione rappresentativa. Al momento, il diritto dell'UE non offre ancora l'opportunità di ricorso collettivo.

Il "new deal" per i consumatori rafforzerà i diritti dei consumatori online, contrasterà le differenze di qualità nei prodotti di consumo e migliorerà le condizioni per le imprese.

Nel 2018 la Commissione ha altresì verificato le modalità di attuazione da parte degli Stati membri della direttiva relativa ai servizi turistici collegati nei propri ordinamenti nazionali.

La Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 14 Stati membri per inadempimento degli obblighi previsti da tale direttiva.

Nel 2018 la Commissione ha inoltre adottato misure per migliorare l'applicazione della normativa dell'UE sulla risoluzione alternativa e online delle controversie in materia di consumo. Tali misure comprendevano miglioramenti della piattaforma europea di risoluzione online delle controversie. La Commissione ha organizzato la prima assemblea della comunità europea della risoluzione alternativa delle controversie , con più di 350 partecipanti. Ha anche tenuto seminari con le autorità nazionali dei consumatori per preparare il terreno al nuovo regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori , che entrerà in vigore a decorrere dal 2020.



Garantire un alto livello di protezione per la salute pubblica

Nel 2018 la Commissione ha continuato a verificare le modalità di attuazione da parte degli Stati membri delle disposizioni della direttiva relativa ai servizi turistici collegati nel proprio ordinamento nazionale. La direttiva è finalizzata a ridurre l'utilizzo del tabacco, in particolare scoraggiando i giovani dal cominciare a fumare e assicurando che i cittadini siano pienamente consapevoli degli effetti dannosi del tabacco.

Una riduzione del consumo di tabacco di appena il 2 % si traduce in un risparmio annuo in termini di assistenza sanitaria di circa 506 milioni di EUR in tutta l'UE.

Nel 2018 la Commissione ha archiviato i procedimenti d'infrazione nei confronti di Bulgaria, Francia, Lettonia, Ungheria e Finlandia in quanto questi Stati membri hanno adottato misure per il recepimento della direttiva sui prodotti del tabacco nei propri ordinamenti interni.

Nel 2018 il diritto dei pazienti all'accesso a un'assistenza sanitaria sicura e di qualità elevata in altri paesi dell'UE ha continuato a rappresentare una priorità per la Commissione. La Commissione ha monitorato da vicino l'attuazione della direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera .

L' iniziativa dei cittadini europei 2017 che invita a vietare il glifosato ha dimostrato che esiste un interesse pubblico generale all'uso sicuro e sostenibile dei pesticidi. Per la Commissione si tratta di un importante problema per la salute pubblica e l'ambiente. Nel 2018 la Commissione ha messo in atto una serie di controlli degli Stati membri per verificare il loro utilizzo dei pesticidi. La Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sui progressi compiuti nell'attuazione della direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi nel corso del 2019.



Applicazione delle norme in materia di mobilità e trasporti

Nel 2018 gli sforzi della Commissione in materia di applicazione si sono concentrati su tre settori: sicurezza dei trasporti, digitalizzazione mediante lo sviluppo di sistemi di trasporto intelligenti e completamento del mercato unico dei trasporti.

La sicurezza rimane una preoccupazione di primaria importanza per qualsiasi sistema di trasporto. La creazione di un contesto che favorisca la sicurezza dei trasporti è fondamentale per i cittadini. Uno dei ruoli della Commissione è rispondere a tali aspettative garantendo l'applicazione di norme di sicurezza soddisfacenti per tutti i modi di trasporto nell'intera UE. Tali norme di sicurezza contribuiscono a ridurre in misura considerevole il numero di incidenti legati ai mezzi di trasporto.

Nel trasporto ferroviario le norme dell'UE prescrivono che gli Stati membri istituiscano un'autorità indipendente preposta alla sicurezza e un organismo indipendente incaricato di effettuare indagini sugli incidenti e sugli inconvenienti. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a definire principi comuni per la sicurezza ferroviaria.

La Commissione ha invitato la Germania  e la Bulgaria  ad attuare pienamente la normativa dell'UE in materia di sicurezza ferroviaria. La Germania non ha provveduto a conformare le sue reti di trasporto regionali ai requisiti di sicurezza stabiliti dalle norme dell'UE. La legislazione bulgara non dispone ancora che le indagini su incidenti e inconvenienti ferroviari gravi siano svolte da un organismo investigativo indipendente.

Nel settore marittimo, le norme dell'UE mirano a garantire che gli standard di formazione della gente di mare siano rispettati in tutta l'UE e siano in linea con quelli già concordati a livello internazionale.

La Commissione ha sollecitato la Spagna , Malta  e la  Lettonia  a conformarsi alle norme dell'UE sui requisiti minimi di formazione per la gente di mare . La Lettonia non ha applicato i pertinenti standard internazionali ai viaggi costieri, mentre la Spagna presentava una serie di carenze riguardanti la certificazione della gente di mare e l'elaborazione dei programmi di formazione marittima. Nel caso di Malta il sistema di gestione della qualità attuato da uno dei suoi istituti approvati di istruzione e formazione nel settore marittimo non comprendeva tutti i suoi corsi di formazione marittima.

Nel settore del trasporto aereo, la Commissione ha assicurato che gli Stati membri stanno applicando in modo corretto le norme dell'UE in materia di aviazione.

La Commissione ha invitato l' Ungheria  a intensificare il monitoraggio delle modalità di svolgimento delle operazioni di volo. Ha inoltre adottato provvedimenti nei confronti dell' Irlanda  per il mancato rispetto di alcune prescrizioni europee concernenti la segnalazione, in particolare da parte degli operatori del settore dell'aviazione, di inconvenienti nel settore dell'aviazione civile e l'analisi e il monitoraggio di tali eventi.

Nell'ambito di un'ispezione presso l'autorità greca competente per l'aviazione civile è emerso che i soggetti responsabili dell'attuazione delle norme sulla sicurezza aerea in Grecia non sono stati sottoposti a periodico monitoraggio. La Commissione ha invitato la Grecia  a effettuare adeguati controlli.

Nei prossimi anni si prevede che la digitalizzazione dei trasporti compirà un salto di qualità e renderà i trasporti più sicuri, più efficienti e più sostenibili. Sono in fase di sviluppo sistemi di trasporto intelligenti; tuttavia, le potenzialità i tali sistemi potranno essere sfruttate solo se essi verranno impiegati in modo efficace e se le informazioni e la gestione della mobilità saranno coordinate a livello dell'UE.

La Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di nove Stati membri per non aver assolto l'obbligo di fornire gratuitamente agli utenti informazioni minime universali sulla viabilità connesse alla sicurezza stradale. Ha inoltre portato avanti i procedimenti d'infrazione nei confronti di sette Stati membri  per il mancato adempimento del loro obbligo di predisporre in tutto il territorio dell'Unione europea servizi di informazione sul traffico in tempo reale . Infine, la Commissione ha invitato sei Stati membri  ad applicare le norme relative ai sistemi di trasporto intelligenti .

La Commissione ha altresì verificato che gli Stati membri potessero scambiarsi efficacemente informazioni sulle carte tachigrafiche tramite il sistema europeo TACHOnet. Il tachigrafo è un dispositivo che registra i tempi di guida, le interruzioni, i periodi di riposo e i periodi di altra attività effettuati da un conducente.

La Commissione ha chiesto a 10 Stati membri  di conformarsi alle norme dell'UE sull'interconnessione dei registri elettronici nazionali delle carte tachigrafiche .

Un mercato dei trasporti interni pienamente funzionante può essere realizzato solo se non vi sono ostacoli ingiustificati alla fornitura di servizi di trasporto. Nel settore stradale, il mercato degli autotrasportatori è fondamentale per il trasporto di merci nell'UE e rappresenta un importante settore per le piccole e medie società.

La Corte di giustizia ha confermato che la Spagna  ha discriminato i piccoli trasportatori escludendoli dal mercato dei trasporti su strada. La Spagna imponeva loro di disporre di almeno tre veicoli come requisito per ottenere una licenza di trasporto. Inoltre, la Commissione ha adottato provvedimenti nei confronti della Danimarca , le cui norme sullo stazionamento dei mezzi pesanti limitano il tempo di sosta a un massimo di 25 ore. Tali norme rendono difficoltoso per gli autotrasportatori il rispetto delle norme in materia di riposo. Poiché queste norme colpiscono principalmente gli autotrasportatori non residenti, esse costituiscono una discriminazione indiretta ingiustificata fondata sulla cittadinanza.

Per completare il mercato interno è fondamentale una maggiore integrazione del settore dei trasporti. Le ferrovie rappresentano una parte vitale del settore dei trasporti dell'UE e del passaggio verso una mobilità sostenibile. Nel 2018 la Commissione ha avviato una valutazione generale della conformità delle disposizioni legislative nazionali allo strumento giuridico dell'UE che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico.



5.Un'Unione economica e monetaria più profonda e più equa

Un'Unione economica e monetaria più profonda e più equa costituisce una componente fondamentale della risposta della Commissione alla crisi economica e finanziaria. Tale politica è volta a rafforzare l'economia dell'UE in modo da creare più posti di lavoro e migliorare il tenore di vita della popolazione.

Applicazione delle norme in materia di Unione economica e monetaria

L'Unione economica e monetaria è al centro del processo di integrazione dell'UE. Il conseguimento dell'Unione economica e monetaria non è fine a se stesso bensì un mezzo per garantire la stabilità e una maggiore crescita, sostenibile e inclusiva, nella zona euro e in tutta l'UE.

Nel 2018 la Commissione ha continuato a dedicare particolare attenzione all'attuazione della direttiva relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri .

Inoltre, solo un'adeguata tutela dalla contraffazione può rendere l'euro una valuta forte e affidabile agli occhi dell'opinione pubblica e delle imprese.

Nel 2018 la Commissione ha dato seguito alle proprie azioni legali nei confronti di Belgio, Bulgaria, Croazia, Irlanda, Grecia, Lussemburgo, Malta, Slovacchia e Slovenia per non aver applicato le norme dell'UE sulla protezione mediante il diritto penale dell'euro e di altre monete contro la falsificazione .



Applicazione delle norme in materia di Unione bancaria

Nel quadro dell'Unione bancaria, la Commissione ha continuato a verificare l'attuazione, da parte degli Stati membri, della direttiva sui requisiti patrimoniali IV , della direttiva relativa ai sistemi di garanzia dei depositi e della direttiva relativa al risanamento e alla risoluzione degli enti creditizi . Tali strumenti dell'UE sono finalizzati ad assicurare una migliore e rafforzata vigilanza del settore bancario e una più agevole risoluzione dei problemi senza ricorso al denaro dei contribuenti.

Nel giugno 2018, la Commissione ha deciso di deferire la Spagna  alla Corte di giustizia dell'Unione europea per non aver adottato le misure nazionali necessarie a recepire integralmente la  direttiva sui requisiti patrimoniali . Visto che le autorità spagnole hanno adottato provvedimenti volti a assicurare il pieno recepimento della direttiva, la Commissione ha deciso di sospendere l'esecuzione del deferimento, in attesa dell'adozione delle leggi di modifica. 

La Commissione ha altresì continuato a verificare che gli Stati membri rispettassero l'indipendenza e il funzionamento autonomo delle banche centrali.

Nel 2018 la Commissione ha dato seguito alle proprie azioni legali nei confronti della Slovenia  per il mancato rispetto dell'inviolabilità degli archivi della Banca centrale europea.



6.Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia

Nel settore della giustizia, la Commissione assicura che lo Stato di diritto e la Carta dei diritti fondamentali siano pienamente rispettati. Garantisce altresì il rispetto di diritti specifici, quali il diritto alla libera circolazione, la protezione dei dati, la parità di genere, la non discriminazione, i diritti delle vittime e il diritto a un processo equo nei procedimenti penali. Questi argomenti restano un obiettivo prioritario della Commissione poiché influenzano in maniera diretta la vita delle persone.

Nel quadro del semestre europeo , la Commissione ha continuato a esortare gli Stati membri a migliorare l'efficacia delle loro capacità di attuazione del diritto, in particolare per quanto riguarda l'indipendenza, la qualità e l'efficienza dei loro sistemi giudiziari nazionali. A tal fine la Commissione ha proposto una serie di raccomandazioni specifiche per paese per cinque Stati membri, adottate poi dal Consiglio. Tramite il Quadro di valutazione UE della giustizia , la Commissione monitora l'indipendenza, la qualità e l'efficienza dei sistemi giudiziari nazionali. Nel 2018 ha inoltre proposto un regolamento sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri. Il rispetto dello Stato di diritto è una condizione essenziale per una sana gestione finanziaria.

Rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali

Nel 2018 la Commissione ha continuato ad adoperarsi per promuovere e sostenere il rispetto dello Stato di diritto nell'UE.

In particolar modo, la Commissione ha proseguito il dialogo con le autorità polacche conformemente al quadro sullo Stato di diritto. Nell'ambito di tale quadro il Consiglio "Affari generali" ha proceduto a tre audizioni con la Polonia.

La Commissione ha deferito la Polonia  alla Corte di giustizia a causa delle violazioni del principio di indipendenza della magistratura, determinate dalla legge nazionale sulla Corte suprema. La Commissione ha chiesto alla Corte di ordinare misure provvisorie fino alla pronuncia di una sentenza in merito. La Corte ha accordato le misure provvisorie richieste.

Il 12 settembre 2018 il Parlamento europeo ha avviato la procedura relativa allo Stato di diritto nei confronti dell'Ungheria, prevista dall'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea (TUE). La Commissione condivide le preoccupazioni espresse nella relazione del Parlamento, soprattutto in merito ai diritti fondamentali, alla corruzione, al trattamento dei rom e all'indipendenza della magistratura. Ai sensi della procedura di cui all'articolo 7, paragrafo 1, del TUE e su richiesta del Consiglio, la Commissione ha fornito le informazioni fattuali relative ai pertinenti procedimenti d'infrazione in corso nei confronti dell'Ungheria.

La Commissione ha avviato un ulteriore procedimento d'infrazione nei confronti dell' Ungheria in relazione alle sue leggi che qualificano come reato le attività di sostegno alle domande di asilo e di soggiorno e limitano ulteriormente il diritto di chiedere asilo.

Migliore protezione dei dati

Nel 2018 la Commissione ha continuato il proprio lavoro a sostegno degli Stati membri e dei portatori di interessi nell'applicazione delle nuove norme del regolamento generale sulla protezione dei dati , in vigore dal 25 maggio 2018. Il complesso unico di norme sulla protezione dei dati è direttamente applicabile in tutta l'UE e garantisce la libera circolazione dei dati, rafforza la fiducia e la sicurezza delle persone e stabilisce norme uniformi per le aziende. La Commissione ha organizzato riunioni con le autorità nazionali, l'industria, i professionisti e il comitato europeo per la protezione dei dati. Ha anche adattato il sistema d'informazione del mercato interno (IMI), che può essere utilizzato dalle autorità preposte alla protezione dei dati per l'assistenza reciproca e per la coordinazione dei processi decisionali nei casi transfrontalieri.

Entro maggio 2018 gli Stati membri dovevano attuare la direttiva relativa al trattamento e alla libera circolazione dei dati personali a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali. Le vittime, i testimoni e gli indiziati sono debitamente protetti nel contesto di un'indagine penale o di un'azione di applicazione della legge. Al contempo, le nuove disposizioni agevoleranno la collaborazione transfrontaliera della polizia o delle procure nella lotta alla criminalità e al terrorismo.

Nel luglio 2018 la Commissione ha intrapreso azioni legali nei confronti di 19 Stati membri per non aver recepito tale direttiva nei propri ordinamenti nazionali entro il termine previsto.

Lotta alla discriminazione

Nel giugno 2018 la Commissione ha adottato una raccomandazione sulle norme riguardanti gli organismi per la parità . Essa incoraggia gli Stati membri ad accrescere l'indipendenza e l'efficacia degli organismi di promozione della parità. Ciò dovrebbe aiutare tali organismi nello svolgimento dei propri compiti fondamentali che consistono nel prestare assistenza indipendente alle vittime di discriminazione, promuovere l'uguaglianza, condurre inchieste indipendenti e pubblicare relazioni indipendenti e formulare raccomandazioni.

La Commissione ha controllato attentamente l'applicazione della direttiva sull'uguaglianza razziale , un atto legislativo dell'UE fondamentale per la lotta alle discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica. Gli sforzi della Commissione si sono concentrati sull'accesso della comunità rom all'istruzione e all'alloggio. A tal fine ha organizzato missioni di accertamento negli Stati membri e riunioni con i portatori di interessi e i pertinenti gruppi di esperti di alto livello (compreso un sottogruppo la cui attenzione si concentra sui dati relativi alla parità).    
Applicazione delle norme in materia di sicurezza

Nel 2018 sono proseguite le attività di controllo del rispetto delle norme nell'ambito dell' agenda europea sulla sicurezza e dello sviluppo dell'Unione della sicurezza. L'attuazione delle norme dell'UE in questo settore è fondamentale per garantire un elevato livello di sicurezza in tutta l'UE. Le relazioni periodiche sullo stato di avanzamento dell'Unione della sicurezza illustrano gli sforzi in atto per garantire la completa e corretta attuazione delle norme.

La direttiva sull' ordine europeo di indagine penale e la quarta direttiva antiriciclaggio  sono strumenti fondamentali per una cooperazione efficace nella lotta alla criminalità transfrontaliera e al terrorismo. Tali direttive contribuiscono agli obiettivi dell'agenda sulla sicurezza.

Nel 2018 la Commissione ha portato avanti i procedimenti d'infrazione nei confronti di alcuni Stati membri  per non aver recepito la quarta direttiva antiriciclaggio nei propri ordinamenti nazionali. Ha deferito l' Irlanda e la Romania  alla Corte di giustizia per tale motivo.

L' ordine europeo d'indagine semplifica il lavoro delle autorità giudiziarie quando chiedono di accedere a elementi di prova che si trovano in un altro Stato dell'UE.

La Commissione è ulteriormente intervenuta nell'ambito dei procedimenti d'infrazione nei confronti di  Bulgaria, Spagna, Lussemburgo e Austria  per la mancata applicazione delle norme dell'UE relative all' ordine europeo di indagine penale.

Nel 2018 la Commissione ha controllato l'attuazione da parte degli Stati membri di due fondamentali direttive sulla sicurezza e sulla lotta ai reati gravi: la direttiva sul codice di prenotazione e la direttiva sulla lotta contro il terrorismo .

La Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 14 Stati membri per non aver recepito la direttiva sul codice di prenotazione entro il termine previsto. Ha inoltre avviato procedimenti nei confronti di 16 Stati membri per il mancato recepimento della direttiva sulla lotta contro il terrorismo entro il termine previsto.



7.Verso una nuova politica della migrazione

La politica in materia di migrazione della Commissione è intesa a fornire all'UE gli strumenti per una migliore gestione della migrazione a medio e lungo termine e si occupa di migrazione irregolare, protezione delle frontiere, asilo e migrazione legale.

Nel 2018 la Commissione ha continuato a controllare l'attuazione, da parte degli Stati membri, del diritto dell'UE in materia di asilo e migrazione, in particolare la direttiva sulle procedure di asilo , la direttiva sulle condizioni di accoglienza e la direttiva sui rimpatri . Tali direttive stabiliscono norme sul trattamento delle domande di asilo, garantiscono un livello di vita dignitoso ai richiedenti asilo nell'UE e stabiliscono norme e procedure comuni per l'allontanamento dai territori dei paesi dell'UE dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

La Commissione ha deferito l'Ungheria alla Corte di giustizia in relazione alla legislazione nazionale del 2017 in materia di asilo e rimpatrio. La Commissione ritiene che le leggi ungheresi non siano conformi alla direttiva sulle procedure d'asilo , alla direttiva sulle condizioni di accoglienza , alla direttiva sui rimpatri e a diverse disposizioni della Carta dei diritti fondamentali. La Commissione ha inoltre avviato un procedimento d'infrazione  nei confronti della Bulgaria relativo alla compatibilità delle leggi bulgare in materia di asilo con il diritto dell'UE.

In materia di migrazione legale, la priorità della Commissione europea è migliorare la capacità dell'UE di attirare e trattenere lavoratori altamente qualificati. È dunque importante garantire la piena e corretta attuazione delle direttive sulla migrazione legale, che stabiliscono le condizioni comuni per l'ammissione e il soggiorno di cittadini di paesi terzi.

Nel 2018 la Commissione ha avviato procedimenti d'infrazione nei confronti di 17 Stati membri  per non aver recepito entro il termine la direttiva relativa a studenti e ricercatori .

La Commissione ha continuato inoltre a verificare che gli Stati membri non imponessero diritti sproporzionati per il rilascio di permessi di soggiorno a cittadini di paesi terzi.

La Commissione ha avviato un procedimento d'infrazione nei confronti dei Paesi Bassi  per aver imposto diritti eccessivi e sproporzionati per il rilascio dei permessi di soggiorno in applicazione delle norme dell'UE in materia di migrazione legale.

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