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Document 52018AE3271
Opinion of the European Economic and Social Committee on ‘Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council establishing the Connecting Europe Facility and repealing Regulations (EU) No 1316/2013 and (EU) No 283/2014’ (COM(2018) 438 final — 2018/0228 (COD))
Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa e abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) n. 283/2014» [COM(2018) 438 final — 2018/0228 (COD)]
Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa e abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) n. 283/2014» [COM(2018) 438 final — 2018/0228 (COD)]
EESC 2018/03271
GU C 440 del 6.12.2018, pp. 191–198
(BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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6.12.2018 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 440/191 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa e abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) n. 283/2014»
[COM(2018) 438 final — 2018/0228 (COD)]
(2018/C 440/33)
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Relatore: |
Aurel Laurenţiu PLOSCEANU |
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Correlatore: |
Graham WATSON |
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Consultazione |
Parlamento europeo, 14.6.2018 Consiglio dell’Unione europea, 3.7.2018 |
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Base giuridica |
articoli 172, 194 e 304 del TFUE |
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Sezione competente |
Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione |
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Adozione in sezione |
6.9.2018 |
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Adozione in sessione plenaria |
19.9.2018 |
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Sessione plenaria n. |
537 |
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Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti) |
144/0/1 |
1. Conclusioni e raccomandazioni
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1.1. |
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) chiede che venga rafforzato il bilancio del meccanismo per collegare l’Europa (CEF) per il periodo dopo il 2020, e che le sovvenzioni rimangano la componente principale. Vari progetti di infrastrutture di trasporto, energetiche e digitali sono vitali per la competitività dell’UE, ma non generano la redditività degli investimenti necessaria per attrarre gli investitori privati. In tal senso è necessario un forte impegno delle autorità pubbliche nazionali e dell’UE. |
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1.2. |
Il CESE raccomanda che la Commissione europea e gli Stati membri incoraggino ulteriormente le sinergie a livello di progetto tra i tre settori, che sono attualmente limitate a causa della rigidità del quadro di bilancio per quanto riguarda l’ammissibilità dei progetti e dei costi. |
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1.3. |
Il CESE raccomanda che la Commissione continui a fornire assistenza tecnica (azione di sostegno al programma CEF) per promuovere l’ammissibilità di progetti maturi e di elevata qualità e favorire la continuità nel fornire questo tipo di assistenza, oltre ad aggiornare i criteri di valutazione per agevolare l’individuazione del valore aggiunto dei progetti. Bisognerebbe adottare ulteriori misure per semplificare i requisiti amministrativi, non solo per le sovvenzioni di importo limitato. |
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1.4. |
Il CESE esorta i colegislatori a mantenere l’impegno, presente nel precedente regolamento sul CEF, a destinare a progetti per l’elettricità la «maggior parte» del bilancio relativo all’energia. Ciò è essenziale per garantire che il CEF sia in linea con la politica climatica ed energetica dell’UE ed evitare che divenga un’importante fonte di finanziamento per i progetti relativi alle energie fossili nell’ambito del quadro finanziario pluriennale. È importante che, nel CEF 2021-2027, questo impegno sia rafforzato piuttosto che indebolito. |
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1.5. |
Il CESE ritiene che i criteri di attribuzione per i progetti di cui all’articolo 13 dovrebbero essere ampliati, includendovi la sicurezza dell’approvvigionamento di tutti i tipi di energia (elettricità, gas, riscaldamento ecc.) e la specifica riduzione delle emissioni di carbonio garantita da ciascun progetto. |
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1.6. |
Il CESE sottolinea che il CEF deve puntare su progetti nel settore dell’energia in grado di assicurare all’UE maggiore indipendenza e sicurezza energetica. Bisogna anche realizzare, con il sostegno del CEF, nuovi impianti di stoccaggio dell’elettricità. |
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1.7. |
Il CESE raccomanda di aumentare, nel prossimo quadro finanziario pluriennale, la capacità finanziaria del programma CEF. Per quanto riguarda la distribuzione dei finanziamenti tra i tre settori, il CESE raccomanda di considerare le esigenze finanziarie di ciascun settore, tra l’altro in termini di intensità di capitale e di rendimento degli investimenti, dando la preferenza a investimenti che non possono essere finanziati dal mercato, al fine di mantenere elevata la credibilità e l’attrattiva per gli investitori. |
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1.8. |
Chiede pertanto di aumentare la dotazione di bilancio complessiva del CEF, in considerazione della grande importanza di tali settori per il mercato interno. |
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1.9. |
Il CESE sottolinea che la Commissione e gli Stati membri devono mantenere il loro impegno riguardo ai principali obiettivi di politica dei trasporti del CEF: completamento entro il 2030 della rete centrale della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) e transizione verso una mobilità pulita, competitiva, innovativa e connessa, compresa, entro il 2025, una dorsale dell’infrastruttura di ricarica dell’UE per i carburanti alternativi. A tal fine sono estremamente importanti i collegamenti multimodali e transfrontalieri. |
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1.10. |
Il CESE chiede che i colegislatori garantiscano una concorrenza ampia ed equa riguardo ai progetti che beneficiano di finanziamenti a titolo del CEF, rispettando la reciprocità nella pratica e utilizzando condizioni contrattuali che combinano efficienza e un’equa ripartizione dei rischi. |
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1.11. |
Il CESE raccomanda ai colegislatori di garantire che la partecipazione alle corrispondenti procedure di gara sia aperta solo alle imprese di paesi in cui i mercati corrispondenti sono aperti, nel rispetto di un’effettiva reciprocità, e che la forma di contratto standard utilizzata sia adeguata agli obiettivi e alle circostanze del progetto. Le condizioni contrattuali dovrebbero essere formulate in modo da ripartire equamente i rischi associati al contratto, con l’obiettivo prioritario di conseguire il prezzo più economico e l’esecuzione più efficiente del contratto stesso. Questo principio dovrebbe essere applicato indipendentemente dal fatto che vengano utilizzate forme di appalto standard nazionali o internazionali (in base all’articolo 3.21 delle Politiche e delle norme della BERS in materia di appalti, del 1o novembre 2017). |
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1.12. |
Il CESE sostiene con forza la proposta di includere nel CEF 2021-2027 la cooperazione transfrontaliera in materia di generazione di energia rinnovabile. Il CESE suggerisce che la prospettiva generale delle azioni in materia di energia rinnovabile nell’ambito del CEF dovrebbe essere quella di creare una rete su scala europea per l’elettricità di fonte rinnovabile, che consenta un’integrazione più efficace delle tecnologie delle energie rinnovabili e rispecchi meglio il potenziale di tecnologie disponibile in tutto il continente. |
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1.13. |
Il CESE accoglie con favore l’inclusione degli impianti a energie rinnovabili tra i progetti ammissibili alla componente energetica del CEF, e raccomanda una modifica volta a includere sia i grandi progetti che portafogli di progetti su piccola scala per garantire una competizione equa di tutte le tecnologie per i finanziamenti. |
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1.14. |
Il CESE raccomanda di ampliare l’elenco degli obiettivi del CEF di cui all’articolo 3, includendovi espressamente non solo l’agevolazione della cooperazione transfrontaliera in tema di energia rinnovabile, ma anche la diffusione dell’energia rinnovabile. |
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1.15. |
Il CESE osserva che l’articolo 15, lettera c), esclude dai costi ammissibili l’acquisto di terreni, ed esorta i colegislatori a valutare se ciò possa avvantaggiare o svantaggiare determinati progetti e tecnologie. Per settori quali i trasporti e le energie rinnovabili l’acquisto di terreni costituisce una parte non trascurabile dell’investimento. |
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1.16. |
Il CESE ricorda alla Commissione che gli interconnettori energetici transfrontalieri sono fattori cruciali per l’integrazione delle energie rinnovabili, non soltanto perché permettono la trasmissione a lunga distanza dell’elettricità da fonti rinnovabili, promuovendo l’uso di fonti di energia meno inquinanti e più economiche in tutta Europa, ma anche perché contribuiscono alla essenziale flessibilità del sistema. |
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1.17. |
Il CESE raccomanda di avvalersi pienamente delle opportunità di integrazione delle energie rinnovabili offerte dalla digitalizzazione delle reti dell’energia e dalla creazione di reti intelligenti, e invita la Commissione a valutare in che modo possano essere sfruttate a questo scopo le sinergie tra il settore dell’energia e quello digitale del CEF. Il CESE rileva la mancanza di progetti di reti intelligenti nel CEF 2014-2020, dovuta in parte a ostacoli concernenti il finanziamento di progetti ai livelli più bassi della rete di distribuzione, a differenza dei progetti di reti di trasmissione ad alta tensione. |
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1.18. |
Il CESE raccomanda che il CEF garantisca anche, là dove viene utilizzata elettricità rinnovabile per applicazioni nei trasporti, il ricorso a meccanismi di certificazione, ad esempio certificati di garanzia di origine rinnovabile. |
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1.19. |
Il CESE sottolinea la necessità di dare priorità a grandi progetti su scala dell’UE per la digitalizzazione dei trasporti, come ERTMS (sistema europeo di gestione del traffico ferroviario), SESAR (progetto di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo) e la guida autonoma. Per equipaggiare la rete centrale con il sistema ERTMS entro il 2030 occorrerà investire 15 miliardi di euro. Un progetto su vasta scala a livello dell’UE sarà finanziato con risorse provenienti dai differenti cluster del CEF, fondi privati, e una combinazione di componenti di InvestEU. |
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1.20. |
Il CESE invoca la copertura 5G della rete TEN-T, che è una misura di importanza fondamentale. |
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1.21. |
Il CESE chiede che siano adottate misure quali controlli efficaci, sistemazioni moderne per i pernottamenti e aree di parcheggio sufficienti dotate di attrezzature adeguate. |
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1.22. |
Il CESE ritiene inoltre che si dovrebbero prendere in considerazione metodi di comunicazione migliori per quanto riguarda i risultati del CEF. A questo proposito potrebbe essere utile un bilancio dedicato alla comunicazione. e si potrebbe altresì considerare la possibilità di introdurre una maggiore prevedibilità. |
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1.23. |
Il CESE raccomanda di considerare azioni ulteriori volte a dispiegare pienamente il potenziale del programma, tenendo conto del ruolo decisivo dell’intervento del CEF nel lancio della maggior parte dei progetti e della sua importanza in quanto catalizzatore di investimenti pubblici e privati. Per evitare sovrapposizioni e ottimizzare le risorse di bilancio, bisogna rafforzare la complementarità tra il CEF e altri programmi (ad esempio Orizzonte Europa, InvestEU e il Fondo di coesione). |
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1.24. |
Il CESE ritiene che la dotazione per la coesione sia fondamentale per il completamento delle parti delle reti centrali negli Stati membri beneficiari del Fondo di coesione, e raccomanda che nel prossimo quadro finanziario pluriennale la Commissione e gli Stati membri mantengano la quota del Fondo di coesione sotto la gestione diretta del CEF. Le priorità nel settore dei trasporti devono essere sostenute dal Fondo europeo di sviluppo regionale. In ogni caso, i fondi dovranno rimanere nello Stato membro ammissibile. |
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1.25. |
Il CESE propone di adeguare il metodo di valutazione, perché il successo del CEF non è garantito solamente dalla somma di denaro assegnata e dal numero di progetti sostenuti.
Il CESE propone di perfezionare il metodo di valutazione del CEF. Alla fine del periodo 2014-2020 si dovrebbe eseguire una vera e propria valutazione qualitativa e quantitativa dei progetti completati e di quelli in fase avanzata di realizzazione. Il CESE chiede che siano riesaminati, tra le altre cose, i progressi nello sviluppo della rete TEN-T e i cambiamenti nei flussi di traffico dei passeggeri e delle merci. Il CESE chiede inoltre che sia condotta un’analisi costi-benefici dei progetti TEN-T che tenga conto dei costi e dei benefici sociali, economici, climatici e ambientali pertinenti. |
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1.26. |
Il CESE invita a portare a compimento misure specifiche volte a conseguire gli obiettivi generali di protezione del clima. |
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1.27. |
Il CESE chiede che nei principali progetti infrastrutturali si tenga conto anche delle metropoli, a prescindere dalla loro ammissibilità ai finanziamenti del Fondo di coesione. |
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1.28. |
Il CESE raccomanda misure concrete per garantire l’attrattiva dell’adeguamento, del ripotenziamento o della ristrutturazione dell’infrastruttura esistente, che rimane la spina dorsale della rete esistente e della capacità installata. |
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1.29. |
Il CESE sostiene lo sviluppo, nel quadro del CEF, di infrastrutture a duplice uso, civile e militare, per quanto riguarda infrastrutture sia fisiche che tecnologiche (quali ERTMS e SESAR), e raccomanda un approccio aperto e proattivo nel nuovo contesto geopolitico internazionale (Iniziativa tre mari ecc.). |
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1.30. |
Il CESE raccomanda che il CEF dia la priorità agli investimenti nelle infrastrutture transfrontaliere della rete TEN-T al fine di ottenere una capacità coerente ed evitare le strozzature in tutti i modi di trasporto, in modo da realizzare una rete di trasporti pienamente integrata. |
2. Presentazione della proposta della Commissione
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2.1. |
La proposta mira a istituire la base giuridica del CEF per il periodo successivo al 2020 ed è presentata per un’Unione di 27 Stati membri. |
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2.2. |
La proposta della Commissione (1) del 2 maggio 2018, per il quadro finanziario pluriennale successivo al 2020, prevede per il CEF un importo di 42 265 milioni di EUR, ripartiti come segue:
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2.3. |
La visione per l’Europa consiste in una transizione verso la mobilità a zero decessi, zero emissioni e zero carta, per diventare un leader mondiale nel settore delle energie rinnovabili e porsi all’avanguardia nel campo dell’economia digitale. |
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2.4. |
Il CEF sostiene gli investimenti nel settore dei trasporti, dell’energia e delle infrastrutture digitali attraverso lo sviluppo delle reti transeuropee (TEN) e inoltre promuove la cooperazione transfrontaliera in materia di generazione di energia da fonti rinnovabili. Le reti e la cooperazione transfrontaliera di cui sopra sono fondamentali per il funzionamento del mercato unico, e hanno un ruolo strategico nell’attuazione dell’Unione dell’energia e del mercato unico digitale e nello sviluppo di modi di trasporto sostenibili. |
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2.5. |
Il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 fissa un obiettivo più ambizioso di integrazione del clima in tutti i programmi dell’UE, stabilendo che il 25 % della spesa dell’UE deve contribuire a obiettivi in materia di clima. Il CEF dovrebbe recare un importante contributo, visto che il 60 % della sua dotazione dovrebbe essere destinato ad iniziative connesse al clima. |
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2.6. |
Le future esigenze di decarbonizzazione e digitalizzazione comporteranno una crescente convergenza dei settori dei trasporti, dell’energia e digitale. Le sinergie tra i tre settori dovrebbero pertanto essere sfruttate pienamente, così che ne risultino massimizzate l’efficacia e l’efficienza del sostegno dell’UE. Per incentivare le proposte intersettoriali e stabilirne la priorità, nell’ambito dei criteri di aggiudicazione saranno valutate le possibilità di sinergie insite nelle iniziative proposte. |
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2.7. |
Nel settore dei trasporti, il CEF mira a contribuire al completamento dei due livelli della rete transeuropea dei trasporti TEN-T (la rete centrale entro il 2030 e il suo livello più esteso entro il 2050). Si stima che il completamento della rete centrale TEN-T genererà, tra il 2017 e il 2030, 7,5 milioni di posti di lavoro all’anno, con un aumento aggiuntivo dell’1,6 % del PIL dell’Unione europea per il 2030. |
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2.8. |
Il CEF dovrebbe attuare, per la prima volta in assoluto, il finanziamento dell’Unione per l’attuazione di progetti di trasporto a duplice uso civile e militare. |
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2.9. |
Per quanto riguarda il settore dell’energia, l’obiettivo principale consiste nel completare le reti energetiche transeuropee attraverso lo sviluppo di progetti di interesse comune relativi a un’ulteriore integrazione del mercato interno dell’energia e all’interoperabilità transfrontaliera e intersettoriale delle reti, oltre a perseguire lo sviluppo sostenibile creando le condizioni per la decarbonizzazione, in particolare attraverso l’integrazione delle fonti di energia rinnovabile, e la sicurezza dell’approvvigionamento, rendendo tra l’altro intelligenti e digitali le infrastrutture. |
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2.10. |
Per quanto concerne il settore digitale, il CEF massimizza i vantaggi che tutti i cittadini, le imprese e le amministrazioni pubbliche possono ottenere dal mercato unico digitale. |
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2.11. |
Le infrastrutture dei trasporti, dell’energia e digitali saranno supportate, in varia misura, da una serie di programmi e strumenti finanziari dell’UE, tra cui il CEF, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione, Orizzonte Europa, InvestEU e LIFE. |
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2.12. |
Le azioni del programma dovrebbero essere utilizzate per porre rimedio alle carenze del mercato o alle situazioni di investimento non ottimali, in modo proporzionato, senza duplicare o soppiantare i finanziamenti privati, e dovrebbero apportare un chiaro valore aggiunto europeo. |
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2.13. |
Il 13 febbraio 2018 la Commissione europea ha adottato le conclusioni della valutazione ex post (2), condotta in base a cinque criteri: efficacia, efficienza, rilevanza, coerenza e valore aggiunto dell’UE. Seguono alcuni estratti:
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2.14. |
La Commissione propone di proseguire l’attuazione del nuovo programma, per i tre settori del CEF, con la gestione diretta ad opera della stessa Commissione e della sua Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (Innovation and Networks Executive Agency — INEA). |
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2.15. |
Il bilancio proposto coprirà tutta la spesa operativa necessaria per l’attuazione del programma, nonché il costo delle risorse umane e altre spese amministrative connesse alla gestione del programma. |
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2.16. |
Rispetto al CEF 2014-2020 sarà utilizzato un quadro di riferimento dei risultati più semplice ma più solido per monitorare il raggiungimento degli obiettivi e il suo contributo agli obiettivi strategici dell’UE. Gli indicatori da utilizzare per rendere conto dell’attuazione e dei progressi riguarderanno, in particolare, i seguenti elementi:
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3. Osservazioni generali e particolari
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3.1. |
Il CESE sottolinea l’importanza strategica del programma CEF nell’ottica dell’integrazione del mercato interno, della mobilità intelligente e della possibilità di fornire, attraverso il programma, un concreto valore aggiunto ai cittadini, alla coesione sociale e alle imprese nonché prosperità e valore aggiunto all’Unione europea nel suo insieme.
Alla fine del 2017 il CEF — Trasporti aveva già assegnato 21,3 miliardi di EUR in sovvenzioni per progetti TEN-T, stimolando investimenti per un totale di 41,6 miliardi di EUR. |
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3.2. |
Nel corso del 2018 saranno firmate ulteriori convenzioni di sovvenzione per un invito a presentare proposte di finanziamento misto, che unisce sovvenzioni del CEF e finanziamenti privati, anche a titolo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). Si stima che ogni miliardo di euro investito nella rete centrale TEN-T creerà fino a 20 000 posti di lavoro. |
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3.3. |
Il CESE accoglie in generale con favore la proposta, presentata dalla Commissione europea, di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il meccanismo per collegare l’Europa e abroga i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) n. 283/2014, relativamente al periodo 2021-2027. |
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3.4. |
Il CESE constata che il CEF è uno dei programmi di maggior successo dell’UE e sottolinea l’importanza strategica di tale meccanismo per l’integrazione del mercato interno, il completamento dell’Unione dell’energia, la mobilità intelligente e la possibilità per l’UE di fornire un valore concreto ai cittadini, alla coesione sociale e alle imprese. |
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3.5. |
Il CESE ritiene che nel prossimo quadro finanziario pluriennale si dovrebbe aumentare la capacità finanziaria del programma CEF, equilibrandola meglio per mantenere elevate la sua credibilità e la sua attrattiva per gli investitori. Un bilancio insufficiente metterebbe a rischio il completamento delle reti TEN-T e TEN-E, svalutando di fatto gli investimenti di fondi pubblici già effettuati. |
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3.6. |
Il CESE sottolinea che gli investimenti in progetti di trasporto digitali, innovativi e sostenibili devono essere accelerati per procedere verso un sistema di trasporti più ecologico, realmente integrato, moderno, accessibile a tutti, più sicuro ed efficiente. Bisogna rafforzare la coesione sociale a livello dell’UE aumentando gli investimenti pubblici in progetti a valore aggiunto a livello di UE e regionale. |
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3.7. |
Il CESE ritiene che le sinergie a livello di progetto tra i tre settori siano attualmente limitate a causa della rigidità del quadro di bilancio per quanto riguarda l’ammissibilità dei progetti e dei costi. |
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3.8. |
Il CESE si compiace dell’assistenza tecnica fornita per promuovere l’ammissibilità di progetti maturi e di elevata qualità, ed è favorevole a un’erogazione continua di questo tipo di assistenza e a un aggiornamento dei criteri di valutazione per individuare più facilmente il valore aggiunto dei progetti. Bisognerebbe adottare ulteriori misure per semplificare i requisiti amministrativi, non solo per le sovvenzioni di importo limitato. |
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3.9. |
Il CESE sottolinea che la Commissione e gli Stati membri devono mantenere il loro impegno riguardo ai principali obiettivi del CEF: completamento entro il 2030 della rete centrale TEN-T e transizione verso una mobilità pulita, competitiva, innovativa e connessa, compresa, entro il 2025, una dorsale dell’infrastruttura di ricarica dell’UE per i carburanti alternativi. A tal fine assumono grande importanza i collegamenti multimodali e transfrontalieri. |
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3.10. |
Il CEF deve puntare su progetti nel settore dell’energia in grado di assicurare all’UE maggiore indipendenza e sicurezza energetica. Bisogna anche realizzare, con il sostegno del CEF, impianti di stoccaggio dell’elettricità. |
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3.11. |
Il CESE ritiene che gli interconnettori energetici transfrontalieri siano fattori chiave per l’integrazione delle energie rinnovabili, non solo perché permettono la trasmissione a lunga distanza dell’elettricità da fonti rinnovabili, ma anche perché contribuiscono alla essenziale flessibilità del sistema. |
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3.12. |
Bisogna rafforzare il ruolo dei coordinatori europei allo scopo di realizzare una valutazione approfondita dei progetti completati o in fase avanzata di costruzione, delle realizzazioni effettive e delle residue strozzature. La Commissione deve garantire che le priorità degli inviti riflettano la loro valutazione. |
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3.13. |
Il CESE ritiene che il settore dei trasporti debba sfruttare appieno le opportunità offerte dalle tecnologie digitali e innovative, e riconosce che le infrastrutture di trasporto nuove e innovative sono più attraenti per gli investimenti, specialmente quelli del settore privato. |
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3.14. |
Il CESE ritiene che gli investimenti nei trasporti, e in particolare nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), siano fondamentali per la crescita e l’occupazione. Chiede pertanto che venga rafforzato il bilancio del CEF per il periodo dopo il 2020, e che le sovvenzioni rimangano la componente principale. Vi sono infatti alcuni progetti di infrastrutture di trasporto che hanno un’importanza vitale per la competitività dell’UE, ma non generano la redditività degli investimenti necessaria per attrarre gli investitori privati. È quindi necessario un forte impegno in tal senso da parte dell’opinione pubblica dell’UE e degli Stati membri. |
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3.15. |
La Commissione europea deve preservare integra la capacità finanziaria del CEF e non operare ulteriori tagli a favore di altri programmi (FEIS — Fondo europeo per gli investimenti strategici, EDIDP — Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa). |
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3.16. |
Il CESE sottolinea la necessità di accordare la priorità a grandi progetti su scala europea per la digitalizzazione dei trasporti, come ERTMS, SESAR e la guida autonoma. Per realizzare questi progetti, è necessaria una combinazione di risorse: fondi pubblici dal CEF e fondi privati garantiti da InvestEU. La copertura 5G della rete TEN-T sarebbe altrettanto fondamentale. Solo l’8 % dei 51 000 km dei corridoi della rete centrale è stato dotato dell’ERTMS tra il 1995 e il 2016; al ritmo attuale ci vorranno più di 200 anni perché tale sistema sia applicato all’intera rete centrale. Il completamento entro il 2030 richiederebbe 15 miliardi di euro di investimenti e un’enorme accelerazione del programma, e darebbe luogo ad un traffico ferroviario senza interruzioni in Europa, con un aumento della capacità, della sicurezza e della puntualità. |
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3.17. |
La mobilità elettrica è una parte essenziale della transizione verso sistemi di trasporto sostenibili e offre inoltre la possibilità di realizzare scambi tra veicolo e rete, in cui la capacità di stoccaggio delle batterie dei veicoli elettrici è utilizzata come fonte di flessibilità per la rete. L’interoperabilità delle interfacce tra veicoli e rete elettrica dovrebbe essere una priorità fondamentale in tutta l’UE. Il CEF dovrebbe anche garantire, là dove viene utilizzata elettricità rinnovabile per applicazioni nei trasporti, il ricorso a meccanismi di certificazione, ad esempio certificati di garanzia di origine rinnovabile. |
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3.18. |
Un fattore cruciale per un’attuazione ben riuscita del CEF è costituito dalle sinergie: ad esempio punti di ricarica dei veicoli elettrici alimentati con energia elettrica da fonti rinnovabili, parcheggi dotati di energia solare fotovoltaica e sviluppo di tecnologie di interfaccia veicolo-rete. |
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3.19. |
Andrebbe poi considerata anche l’elettrificazione dei trasporti su strada. Sarebbero necessari 10 miliardi di euro per elettrificare, nel periodo di riferimento, circa 7 000 km di autostrade per autocarri e autobus. |
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3.20. |
Lo sviluppo e il risanamento delle infrastrutture dei trasporti nell’UE sono ancora piuttosto frammentari e rappresentano una grande sfida in termini di capacità e di finanziamento, ma rivestono importanza strategica per assicurare la crescita sostenibile, l’occupazione, la competitività e la coesione sociale e territoriale dell’UE. |
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3.21. |
Il settore delle infrastrutture dei trasporti occupa 11,2 milioni di persone, le cui esigenze e le cui condizioni di lavoro devono, in linea generale, essere prese in considerazione nel quadro del meccanismo per collegare l’Europa. Il CESE chiede che siano adottate misure quali controlli efficaci, sistemazioni moderne per i pernottamenti e aree di parcheggio sufficienti dotate di attrezzature adeguate. |
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3.22. |
Il CESE osserva che, nella sua forma attuale, la proposta della Commissione rappresenta un indebolimento del precedente impegno a impiegare la «maggior parte» delle risorse destinate al settore energetico in progetti riguardanti l’elettricità. Il CESE apprezza il fatto che la Commissione si aspetti che tale impegno sarà onorato, nell’attuale CEF, entro la fine del periodo di programmazione. Adempiere tale impegno è essenziale per garantire che il CEF sia in linea con la politica climatica ed energetica dell’UE. |
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3.23. |
Per quanto riguarda l’inclusione degli impianti a energie rinnovabili tra i progetti ammissibili alla componente energetica del CEF, occorrerebbe una modifica volta a includere sia i grandi progetti che portafogli di progetti su piccola scala. Ciò costituisce una parte cruciale del maggiore impiego dei fondi dell’UE per le energie rinnovabili, come indicato nella rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili. |
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3.24. |
Il CESE constata che, a prezzi costanti, la dotazione del CEF per il periodo 2021-2027 e il contributo del Fondo di coesione rappresentano tagli del 12-13 %. È necessario che tale aspetto venga riesaminato. Al tempo stesso, è importante rispettare le priorità del CEF nel settore dei trasporti. La quota del Fondo europeo di sviluppo regionale non impegnata dagli Stati membri beneficiari nei primi tre anni verrà assegnata allo stesso paese in base a tali priorità. |
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3.25. |
La valutazione intermedia del CEF si è concentrata principalmente sugli aspetti quantitativi, malgrado la natura assai tangibile della maggior parte dei progetti. |
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3.26. |
Alla fine del periodo 2014-2020 si dovrebbe eseguire una vera e propria valutazione qualitativa e quantitativa dei progetti completati e di quelli in fase avanzata di realizzazione. |
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3.27. |
La proposta non comprende una valutazione dell’efficacia dei progetti — una lacuna criticata dalla Corte dei conti europea nella sua relazione 2018. Pertanto, il CESE chiede che siano riesaminati, tra le altre cose, i progressi nello sviluppo della rete TEN-T e i cambiamenti nei flussi di traffico dei passeggeri e delle merci. Inoltre, il CESE chiede che sia condotta un’analisi socioeconomica dei costi-benefici dei progetti TEN-T che tenga conto dei costi e dei benefici sociali, economici, climatici e ambientali pertinenti. |
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3.28. |
Il CESE fa osservare che il successo del CEF non è garantito solamente dalla somma di denaro assegnata e dal numero di progetti sostenuti. Occorre adeguare il metodo di valutazione. |
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3.29. |
Il CESE ritiene inoltre che si dovrebbero prendere in considerazione metodi di comunicazione migliori per quanto riguarda i risultati del CEF. È inoltre necessario introdurre una maggiore prevedibilità. |
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3.30. |
Nell’UE le metropoli sono le regioni in cui si concentra la maggior parte del traffico: la quasi totalità dei trasporti ha la sua origine o la sua destinazione in una metropoli. Il CESE chiede pertanto che nei principali progetti infrastrutturali si tenga conto anche delle agglomerazioni urbane, a prescindere dalla loro ammissibilità ai finanziamenti del Fondo di coesione. |
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3.31. |
Il CESE si compiace del fatto che, per la prima volta in assoluto, il CEF sosterrà con 6,5 miliardi di euro le infrastrutture di trasporto a duplice uso civile-militare al fine di migliorare la mobilità militare nell’UE, in linea con la comunicazione congiunta del novembre 2017 (3) e con il piano d’azione del marzo 2018 (4). |
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3.32. |
Il CESE accoglie con favore gli obiettivi stabiliti nel Piano d’azione sulla mobilità militare, e sostiene un’Unione della difesa in termini sia di miglioramento delle infrastrutture che di creazione di sinergie. Bisogna sviluppare infrastrutture a duplice uso civile e militare lungo la rete TEN-T e nelle regioni più esposte a rischi militari. |
Bruxelles, 19 settembre 2018
Il presidente del Comitato economico e sociale europeo
Luca JAHIER
(1) COM(2018) 321 final.
(2) COM(2018) 66 final.
(3) Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio — Miglioramento della mobilità militare nell’Unione europea [JOIN(2017) 41 final].
(4) Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio relativa al piano d’azione sulla mobilità militare [JOIN(2018) 5 final].