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Document 52007IP0057
European Parliament resolution on Guinea
Risoluzione del Parlamento europeo sulla Guinea
Risoluzione del Parlamento europeo sulla Guinea
GU C 287E del 29.11.2007, pp. 558–559
(BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
Risoluzione del Parlamento europeo sulla Guinea
Gazzetta ufficiale n. 287 E del 29/11/2007 pag. 0558 - 0559
P6_TA(2007)0057 Guinea Risoluzione del Parlamento europeo sulla Guinea Il Parlamento europeo, - visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento, A. gravemente preoccupato per la dichiarazione del presidente Lansana Conté dello stato di emergenza il 13 febbraio 2007 facente seguito allo sciopero generale indetto il 10 gennaio 2007 dai sindacati e dalla società civile della Guinea con rivendicazioni economiche e sociali e per protestare contro le violente repressioni perpetrate dalle forze di sicurezza durante una manifestazione pacifica tenutasi il 17 gennaio 2007 a Conakry, B. preoccupato per i recenti atti di violenza nel cui contesto le forze di sicurezza si sono scontrate con i manifestanti che chiedevano al Presidente Conté, che ha assunto il potere nel 1984 con un colpo di Stato, di designare un Primo ministro indipendente e di cedere tutti i suoi poteri presidenziali, C. considerando che il Presidente Conté ha decretato lo stato di assedio, che prevede un coprifuoco di 20 ore, il divieto di svolgimento di cortei, marce e manifestazioni nonché riunioni pubbliche o private e autorizza perquisizioni diurne e notturne, conferendo ampi poteri all'esercito che viene autorizzato ad adottare "tutte le misure necessarie", D. considerando che la violenta repressione messa in atto dalle forze speciali dell'esercito, in particolare la "Compagnia mobile di intervento e sicurezza" e il "Battaglione autonomo della sicurezza presidenziale", ha causato numerose vittime e considerando la presunta presenza di mercenari e ex-combattenti della guerriglia che operano in qualità di forze governative para-militari, E. considerando che la nomina del sig. Eugene Camara a Primo ministro da parte del Presidente Conté il 9 febbraio 2007 non è conforme all'accordo firmato il 27 gennaio 2007 tra il governo e i sindacati che richiedeva un "Primo ministro del consenso" dotato di estesi poteri esecutivi per un periodo transitorio triennale in cui sarebbero state organizzate elezioni parlamentari e presidenziali, e considerando che ciò ha portato, di conseguenza, a una situazione di violenza continua e di illegalità attraverso tutta la Guinea, F. considerando che dal 2005 hanno avuto luogo parecchi incidenti in cui le forze di sicurezza della Guinea hanno fatto fuoco contro manifestanti disarmati, segnatamente nel giugno 2006, quando il governo ha risposto alle manifestazioni indette contro l'aumento di prezzi dei generi di base con un'offensiva brutale, nel corso della quale la polizia e i soldati hanno abbattuto almeno 13 manifestanti disarmati, G. considerando che la Guinea possiede miniere d'oro, ferro e bauxite, come pure terre fertili e risorse idriche, compresi stock ittici, che avrebbero potuto contribuire a un miglioramento del livello di vita della popolazione se la responsabilità democratica fosse prevalsa nel paese; 1. condanna energicamente l'uso sproporzionato ed eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza della Guinea durante le recenti manifestazioni in varie parti del paese, che ha portato alla morte di numerosi civili, al ferimento di parecchi manifestanti e all'incarcerazione, tra gli altri, di leader sindacali; 2. ricorda l'importanza di nominare un Primo ministro del consenso, conformemente agli impegni assunti dal Presidente Conté; 3. chiede che venga costituita una commissione internazionale indipendente d'inchiesta, sotto l'egida delle Nazioni Unite, per indagare sui recenti omicidi nonché sulle violazioni dei diritti umani perpetrate in passato e identificare i colpevoli e tradurli in giustizia onde porre fine all'impunità; 4. esorta le autorità della Guinea ad ordinare l'immediato rilascio di tutte le persone arrestate durante la manifestazione in mancanza di validi capi d'accusa e, qualora quest'ultimi esistessero, ad assicurare a dette persone un rapido ed equo processo in cui vengano garantiti permanentemente i loro diritti procedurali; 5. invoca il rispetto e il ripristino delle libertà individuali e sindacali e la cessazione degli abusi autoritari che hanno caratterizzato il regime del Presidente Conté da 23 anni; chiede l'avvio di negoziati con le organizzazioni della società civile e i sindacati per poter risolvere, in via negoziale, le rivendicazioni; 6. invita le autorità della Guinea a far cessare immediatamente gli omicidi e chiede una transizione democratica verso un sistema che corrisponda alle aspirazioni del popolo della Guinea; 7. chiede che la Commissione consideri il dialogo politico previsto all'articolo 96 dell'Accordo di Cotonou intensificando, al contempo, il suo aiuto umanitario alle vittime; 8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, all'Unione africana, all'ECOWAS, al governo della Guinea e al Segretario generale delle Nazioni Unite. --------------------------------------------------