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Politica dell’industria della difesa e della difesa dell’Unione europea

La politica dell’industria della difesa dell’Unione europea (Unione) è uno sviluppo relativamente recente in relazione agli oltre 60 anni di esistenza del blocco. Le iniziative dell’Unione nel settore della difesa in questo ambito hanno come base giuridica l’articolo 173 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che è alla base della politica industriale.

Sebbene diversi Stati membri dell’Unione dispongano di industrie grandi e tecnologicamente sofisticate nel settore della difesa, che hanno svolto un ruolo importante nelle loro economie nazionali, la difesa è stata considerata un’area sensibile sulla quale i paesi hanno sempre desiderato mantenere la loro sovranità. L’articolo 346 del TFUE lasciava loro un notevole margine di manovra nell’aggiudicazione degli appalti per la difesa (come faceva il suo predecessore, il Trattato di Roma), generando così un mercato frammentato.

Sulla base di precedenti iniziative, nel 2013 la Commissione europea ha adottato una strategia volta ad aumentare l’efficienza e la competitività della base tecnologica e industriale della difesa europea. Per garantire una spesa per la difesa più efficiente, la strategia ha sottolineato l’importanza di:

  • stimolare la competitività tramite gli standard e la certificazione dell’Unione e un migliore accesso alle materie prime e ai finanziamenti per le PMI che operano nel settore della difesa;
  • cooperazione civile-militare, sfruttando il potenziale duplice uso dei progetti di ricerca finanziati dall’Unione (che fino a questo punto era stata orientata al settore civile).

La politica dell’industria della difesa dell’Unione europea ha ricevuto ulteriore impulso grazie al Piano d’azione europeo in materia di difesa (2016) e a una comunicazione sul lancio del Fondo europeo per la difesa a sostegno delle attività collaborative di ricerca e sviluppo nel settore della difesa (2017).

Il Piano d’azione europeo in materia di difesa è strutturato su tre linee:

  • istituzione del Fondo europeo per la difesa, che copre la ricerca e lo sviluppo di tecnologie e prodotti per la difesa;
  • promozione degli investimenti nelle catene di fornitura della difesa;
  • rafforzamento del mercato interno dell’Unione per la difesa per contribuire a contrastare la frammentazione e garantire una maggiore competitività adottando misure nell’ambito dei contratti di appalto in materia di difesa e del trasferimento di prodotti per la difesa all’interno dell’Unione.

Preceduto da due programmi pilota, il Fondo europeo per la difesa beneficerà di un bilancio di circa 8 miliardi di euro per il periodo che va dal 2021 al 2027 all’interno del quadro finanziario pluriennale. Finanzierà progetti in cui almeno tre soggetti (principalmente imprese e istituti di ricerca) di tre diversi Stati membri svolgono congiuntamente attività di ricerca e sviluppo nel settore della difesa e promuoverà attività transfrontaliere delle piccole e medie imprese.

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