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Document 52023IE2008

Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Considerazioni supplementari in merito all’Analisi annuale della crescita sostenibile 2023» (parere d’iniziativa)

EESC 2023/02008

GU C, C/2024/871, 6.2.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/871/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/871/oj

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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2024/871

6.2.2024

Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema «Considerazioni supplementari in merito all’Analisi annuale della crescita sostenibile 2023»

(parere d’iniziativa)

(C/2024/871)

Relatore:

Konstantinos DIAMANTOUROS

Correlatore:

Javier DOZ ORRIT

Decisione dell’Assemblea plenaria

23.3.2023

Base giuridica

Articolo 52, paragrafo 2, del Regolamento interno

 

Parere d’iniziativa

Sezione competente

Unione economica e monetaria e coesione economica e sociale

Adozione in sezione

5.10.2023

Adozione in sessione plenaria

25.10.2023

Esito della votazione

(favorevoli/contrari/astenuti)

185/1/1

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) osserva che nelle ultime previsioni economiche d’estate la Commissione europea (CE) ha ridimensionato le proiezioni della crescita allo 0,8 %, adducendo prospettive economiche sempre più difficili.

1.2.

In tale contesto, il CESE ritiene che nei prossimi mesi la politica monetaria dovrebbe sforzarsi di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di continuare ad abbassare l’inflazione e quella di evitare di provocare un ristagno della crescita eccessivo, nonché di contribuire ai piani di riduzione del debito pubblico.

1.3.

Tenuto conto dell’inflazione persistente, il CESE è del parere che le parti sociali e i governi dovrebbero avviare dei negoziati per concordare accordi sul reddito a livello nazionale al fine di ridurre il tasso di inflazione senza compromettere né gli investimenti né la crescita, e ritiene che tali accordi debbano essere corredati da misure mirate a sostegno delle fasce vulnerabili della popolazione.

1.4.

Il CESE approva la proposta della CE, inclusa nel pacchetto di proposte legislative sulla riforma del quadro di governance economica dell’UE, che mira ad avviare percorsi distinti per ciascuno Stato membro volti a garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche attraverso piani di bilancio e strutturali basati su soluzioni di compromesso negoziate tra autorità europee e nazionali. Tuttavia, il Comitato ritiene che, ai fini della titolarità nazionale di questi impegni, siano necessari un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali e degli enti locali e regionali, nonché la partecipazione delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile ai processi di consultazione formale.

1.5.

Il CESE si compiace che il sistema bancario della zona euro si sia dimostrato resiliente di fronte alle turbolenze finanziarie che si sono verificate di recente negli Stati Uniti e nel caso del Crédit Suisse. Il ruolo svolto dal meccanismo di vigilanza unico (Single Supervisory Mechanism — SSM) in quanto autorità di vigilanza unica è stato significativo al riguardo. Al tempo stesso, il CESE esprime preoccupazione dal momento che attualmente circa il 18 % delle attività bancarie nella zona euro non è soggetto alla vigilanza dell’SSM.

1.6.

Visto il deterioramento della competitività dell’UE a livello globale, il CESE accoglie con favore il piano industriale del Green Deal, che punta ad accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per una serie di tecnologie chiave per la transizione verde. Benché sia un passo avanti nella direzione giusta, il CESE ritiene che la procedura accelerata non dovrebbe essere incentrata esclusivamente su tecnologie specifiche (finendo quindi per selezionare indirettamente i vincitori), ma andrebbe applicata a tutti i settori dell’economia.

1.7.

Sulla questione dell’allentamento delle norme in materia di aiuti di Stato, il CESE riconosce che si è trattato di una necessità politica nel breve periodo allo scopo di salvaguardare gli investimenti industriali strategici nell’UE, ma è convinto che rendere meno rigorose tali norme rappresenti una minaccia per il mercato interno. Pertanto, si rammarica che, nell’ambito del suo ultimo riesame intermedio del quadro finanziario pluriennale (QFP), la Commissione non abbia proposto l’istituzione di un Fondo europeo di sovranità.

2.   Contesto

2.1.

L’economia dell’UE ha dato prova di resilienza; è cresciuta più del previsto (del 3,5 %) nel 2022 e secondo tutte le proiezioni riuscirà ad evitare una recessione nel 2023. Tuttavia, stando alle previsioni economiche d’estate, le prospettive economiche dell’UE stanno peggiorando e la crescita stimata è scesa allo 0,8 % rispetto alla precedente proiezione che la dava all’1 %. Allo stesso tempo, si prevede che l’inflazione nella zona euro registri un lieve calo nel 2023 (5,6 % anziché 5,8 %) per poi aumentare di nuovo lievemente (2,9 % anziché 2,8 %) nel 2024. Secondo la Commissione europea, il tasso di disoccupazione nella zona euro ha toccato il minimo storico del 6,4 % nel luglio 2023.

2.2.

Nella riunione di settembre il consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha deciso di alzare i tassi di interesse dello 0,25 % portando al 4,5 % il tasso di base per le principali operazioni di rifinanziamento, spiegando che, a suo avviso, il livello attuale dei tassi di interesse è adeguato per riportare l’inflazione vicino all’obiettivo ufficiale del 2 %. Se è vero che l’inflazione generale è nettamente in calo — dal 9,2 % nel dicembre 2022 al 6,1 % nel maggio 2023 nella zona euro — quella riguardante i prezzi dei prodotti alimentari resta però molto elevata: era al 13,6 % nel maggio 2023 (al 16 % nel dicembre 2022).

2.3.

I prezzi dell’energia hanno continuato a diminuire in tutta Europa, principalmente per via di un calo significativo dei prezzi del gas nel mercato azionario dei futures sul gas naturale all’interno del punto di scambio virtuale per il trasferimento di titoli (Title Transfer Facility — TTF). A titolo di confronto, attualmente i prezzi del gas si aggirano sui 35 EUR/MWh, mentre nell’agosto 2022 superavano i 300 EUR/MWh.

2.4.

La crisi energetica del 2022 ha fatto sì che da più parti si levasse la richiesta di riformare le norme che disciplinano il mercato interno dell’energia elettrica. Il 14 marzo la CE ha pubblicato una serie di proposte per ridurre la dipendenza delle nostre bollette dell’energia elettrica dai prezzi dei combustibili fossili creando un «ammortizzatore» tra i mercati a breve termine e le bollette dell’energia elettrica fatturate ai consumatori. La Commissione ritiene che questo sia possibile incentivando il ricorso a contratti a più lungo termine (in particolare gli accordi di compravendita di energia elettrica), stabilizzando i prezzi dell’elettricità e riducendo gli utili in eccesso dei produttori di energia mediante l’obbligo di stipulare contratti bidirezionali per differenza per nuovi investimenti nella produzione energetica a basse emissioni di carbonio, laddove siano necessari finanziamenti pubblici, e infine migliorando i mercati a termine dell’energia elettrica.

2.5.

Inoltre, il 1o febbraio 2023 la Commissione europea ha pubblicato un piano industriale del Green Deal (1) volto a stimolare la competitività industriale, che negli ultimi anni è stata fortemente intaccata a causa degli elevati prezzi energetici, dei notevoli oneri normativi e dei regimi di sovvenzione adottati sull’altra sponda dell’Atlantico allo scopo di attirare catene del valore fondamentali per la transizione verde. Il piano industriale del Green Deal è articolato intorno a quattro obiettivi principali: accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per le tecnologie pulite e le materie prime critiche; consentire un accesso migliore ai finanziamenti rendendo meno rigorose le norme in materia di aiuti di Stato; rafforzare le competenze industriali verdi; e promuovere catene di approvvigionamento resilienti.

2.6.

Il 26 aprile 2023 la Commissione europea ha pubblicato la lungamente attesa proposta di riforma del patto di stabilità e crescita (2). L’obiettivo delle nuove norme che la Commissione propone di adottare è quello di pervenire a un equilibrio tra, da un lato, una maggiore titolarità da parte dei governi nel raggiungimento di posizioni di bilancio sostenibili attraverso piani nazionali mirati e strutturali di bilancio a medio termine di durata quadriennale (prorogabili per un massimo di tre anni di comune accordo tra lo Stato membro in questione e la Commissione europea, al fine di garantire una riduzione più graduale del debito) e, dall’altro, la creazione di un regime di applicazione più credibile, fondamentale per preservare la credibilità dell’euro.

2.7.

Inoltre, negli ultimi mesi il settore bancario ha registrato forti turbolenze, con il fallimento della Silicon Valley Bank in California nel marzo 2023, seguito da quello di altre due banche regionali degli Stati Uniti, la Signature Bank e la First Republic Bank. Le turbolenze finanziarie si sono estese anche all’Europa, dove è fallito uno dei maggiori istituti finanziari, il Crédit Suisse. Entrambe queste crisi sono state gestite, evidenziando tutta l’importanza di agire rapidamente per contenere il rischio di contagio e la perdita di fiducia di investitori e depositanti in caso di crisi bancarie. Il ruolo della BCE, in quanto autorità di vigilanza unica per la maggior parte degli istituti finanziari «più importanti» della zona euro, è stato fondamentale al riguardo.

2.8.

Infine, vale la pena di sottolineare che, secondo i dati Eurostat, l’UE è passata da un avanzo commerciale di oltre 200 miliardi di EUR nel 2020 a un disavanzo record di 432 miliardi di EUR nel 2022, a causa delle notevoli variazioni delle bilance commerciali a livello mondiale e, in particolare, di un netto aumento del valore delle importazioni di energia (3). La bilancia commerciale dell’UE è poi migliorata nel primo trimestre del 2023, principalmente a causa del significativo calo dei prezzi dell’energia, raggiungendo in tale periodo un disavanzo di appena 2 miliardi di EUR (4). Ciò nonostante, occorre svolgere una riflessione approfondita su come rafforzare i fattori più robusti e sostenibili della produttività e della competitività dell’economia europea.

3.   Osservazioni generali

3.1.

Il CESE si compiace che si profilino all’orizzonte prospettive economiche più positive. Nel 2021-2022 l’UE ha subìto un duplice shock dovuto, da un lato, alla guerra non provocata mossa dalla Russia contro l’Ucraina e, dall’altro, a una grave crisi energetica. Durante questo periodo l’UE e i governi degli Stati membri hanno mobilitato risorse senza precedenti per aiutare le imprese e i consumatori a far fronte ai prezzi energetici elevati. Le prospettive economiche più positive sono la prova che il sostegno pubblico senza precedenti è riuscito a proteggere l’economia europea da una significativa recessione, evitando al tempo stesso che le famiglie vulnerabili fossero costrette a pagare bollette eccessivamente elevate.

3.2.

La BCE ha adottato misure decisive per abbassare l’inflazione di fondo, alzare i tassi di interesse e ridurre la massa monetaria. Sebbene in questo momento l’inflazione sia in calo, rimane comunque elevata e sta erodendo il potere d’acquisto reale dei cittadini. Nello stesso tempo, dati recenti indicano che la zona euro è entrata in recessione tecnica. Il Comitato ritiene che nei prossimi mesi la politica monetaria debba sforzarsi di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di continuare ad abbassare l’inflazione e quella di evitare di provocare un eccessivo ristagno della crescita nonché di contribuire ai piani di riduzione del debito pubblico. In questo contesto, il CESE è del parere che le parti sociali e i governi dovrebbero avviare dei negoziati per concordare accordi sul reddito a livello nazionale al fine di ridurre il tasso di inflazione senza compromettere né gli investimenti né la crescita, e ritiene che tali accordi debbano essere corredati da misure mirate a sostegno delle fasce vulnerabili della popolazione. Si tratta di un’azione particolarmente importante alla luce dei recenti dati dell’OCSE che indicano una diminuzione dei salari medi reali del 3,8 % nel 2022 (5), e dovrebbe essere accompagnata da sforzi volti a stimolare la produttività nell’UE, che rimane bassa.

3.3.

Al tempo stesso, il CESE appoggia la dichiarazione della presidente della BCE secondo cui i governi dovrebbero eliminare gradualmente le misure di aiuto e recuperare, sempre gradualmente, posizioni di bilancio sostenibili. Ritiene tuttavia che debbano rimanere in vigore talune misure mirate, sia per mantenere i livelli di investimento — compreso un ricorso più efficiente e più tempestivo a tutti i fondi europei — sia per aiutare i cittadini a basso reddito ad assorbire l’impatto dell’inflazione, visto che sono proprio loro la fascia della popolazione che più ne risente.

3.4.

Dato che circa il 70 % dei finanziamenti alle imprese proviene dalle banche, con mercati dei capitali in larga misura non sviluppati e un robusto settore delle PMI, le banche saranno la fonte erogatrice di gran parte, se non della maggioranza, dei finanziamenti verdi e digitali in Europa. Tenuto conto che l’Europa nei prossimi decenni registrerà un enorme fabbisogno di investimenti, il CESE ritiene essenziale continuare ad adoperarsi per completare l’unione dei mercati dei capitali. Nel frattempo, per un’economia che dipende in misura così forte dal credito bancario, la cartolarizzazione deve svolgere un ruolo più rilevante nel creare collegamenti tra l’economia reale e i mercati dei capitali e nel liberare i bilanci delle banche, in modo che possano concedere in prestito una quantità di denaro maggiore.

3.5.

Il CESE concorda con la valutazione della Corte dei conti europea secondo cui la normativa in vigore non ha ancora generato l’attesa ripresa del mercato europeo delle cartolarizzazioni, né ha aiutato le banche ad aumentare la loro capacità di erogare prestiti, cosa che andrebbe a vantaggio, tra altri soggetti, delle PMI. Il mercato delle cartolarizzazioni dovrebbe essere migliorato con controlli e una vigilanza efficaci, in modo da scongiurare la ricomparsa di rischi sistemici. Oggi il mercato europeo delle cartolarizzazioni (incluso il Regno Unito) è pari a circa il 6 % dell’analogo mercato degli Stati Uniti, e rappresenta all’incirca l’1 % del PIL rispetto al 18 % negli Stati Uniti.

3.6.

Il 26 aprile 2023 la Commissione europea ha pubblicato il pacchetto di proposte legislative sulla riforma del quadro di governance economica dell’UE e sulle regole di bilancio costitutive del patto di stabilità e crescita. La posizione del CESE in merito alla proposta della Commissione sarà formulata nel parere «Nuove regole di governance economica adatte per il futuro» (6), nel cui progetto viene accolto con favore l’avvio di percorsi distinti per ciascuno Stato membro volti a garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche attraverso piani di bilancio e strutturali basati su soluzioni di compromesso negoziate tra autorità europee e nazionali. Secondo il CESE, ai fini di una titolarità nazionale di questi impegni nell’ambito di una comprensione più democratica della governance economica dell’UE, sono necessari non solo un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali e degli enti locali e regionali, ma anche la partecipazione delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile ai processi di consultazione formale, in linea con le posizioni formulate in suoi precedenti pareri e risoluzioni (7). Il CESE attribuisce grande importanza al recente parere formulato dalla BCE sulla riforma della governance economica nell’UE (8), e in particolare all’opinione della Banca sulla capacità di bilancio permanente dell’Unione e sulla metodologia DSA (9), che andrebbe definita con precisione in consultazione con gli Stati membri e con il loro appoggio.

3.7.

Il CESE si compiace altresì che i responsabili politici a livello dell’UE rimettano all’ordine del giorno la questione della competitività. Già prima della guerra in Ucraina e della grave crisi energetica, l’UE aveva perso competitività rispetto ai suoi principali concorrenti. Secondo i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), nel 2021 gli investimenti esteri diretti (IED) nell’UE hanno registrato un calo del 68 % rispetto al 2019, mentre nello stesso periodo (fino al 2021) gli IED negli Stati Uniti sono aumentati del 60 %. Il CESE sottolinea che per migliorare gli investimenti, aumentare la produttività e rafforzare la competitività in tutta l’Unione servirebbero investimenti mirati, attività di R&S, innovazione e una formazione continua che vada a vantaggio dei lavoratori. Questo è particolarmente importante per le PMI europee, che rappresentano il 70 % dell’occupazione nell’UE e sono colpite in misura sproporzionata dagli oneri burocratici, dalle imposte elevate e dalle difficoltà di accesso ai capitali.

3.8.

Oggi i prezzi dell’energia, benché notevolmente diminuiti, sono comunque raddoppiati rispetto ai livelli pre-COVID e quattro volte superiori a quelli applicati negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, i crescenti oneri normativi per le imprese, a cui si aggiunge il fattore di attrazione costituito dalle generose sovvenzioni previste dalla legge statunitense sulla riduzione dell’inflazione (Inflation Reduction Act — IRA), stanno compromettendo la capacità dell’UE di attirare gli investimenti necessari per la transizione verde. Pur criticando gli elementi di protezionismo contenuti nell’IRA, che escludono i produttori dell’UE e sono incompatibili con le norme dell’OMC, il CESE riconosce che incentivi mirati possono avere un ruolo importante nell’attirare e stimolare gli investimenti.

3.9.

Il piano industriale del Green Deal rappresenta un primo passo avanti positivo (10). Per mezzo della normativa sull’industria a zero emissioni nette, il piano si sforza di accelerare procedure che spesso richiedono tempi molto lunghi per realizzare progetti di investimento essenziali per gli investimenti verdi, ad esempio quelli relativi alle batterie, ai pannelli solari, agli elettrolizzatori nonché alla cattura, allo stoccaggio e all’utilizzo del carbonio. Per essere più precisi, la normativa sull’industria a zero emissioni nette introduce limiti di tempo per le procedure di rilascio delle autorizzazioni per progetti di produzione di tecnologie a zero emissioni nette, in funzione delle dimensioni e dello status del singolo progetto.

3.10.

Anche se si tratta certamente di un passo avanti nella direzione giusta, il CESE osserva che spesso i progetti di investimento nell’UE sono soggetti a forti ritardi non solo perché le autorità competenti non sono in grado di approvare in tempo utile le valutazioni d’impatto ambientale, ma anche per i ricorsi in giustizia intentati dalle comunità locali contro i progetti. Di conseguenza, il Comitato dubita che la proposta di normativa sull’industria a zero emissioni nette, così come è stata presentata, possa effettivamente accelerare gli investimenti in Europa in un periodo in cui gli investimenti sull’altra sponda dell’Atlantico sono in piena espansione. È opportuno notare che nel solo anno 2022 le imprese hanno annunciato investimenti negli Stati Uniti per 73 miliardi di USD unicamente nel settore delle batterie. Il CESE è convinto che la società civile organizzata possa svolgere un ruolo nel promuovere l’accettazione sociale degli investimenti verdi, la quale costituisce una condizione indispensabile per il buon esito della transizione verde. Il CESE ritiene altresì che la procedura accelerata non dovrebbe essere incentrata esclusivamente su tecnologie specifiche (finendo quindi per selezionare indirettamente i vincitori), ma andrebbe applicata a tutti i settori dell’economia.

3.11.

Per poter in qualche modo stare alla pari con gli incentivi finanziari erogati dall’IRA statunitense, e al fine di promuovere gli obiettivi del piano industriale del Green Deal, la Commissione europea ha reso meno rigorose le norme in materia di aiuti di Stato adottando il quadro temporaneo di crisi e transizione, che aumenta i massimali degli aiuti di Stato che possono essere concessi e introduce per la prima volta la possibilità di effettuare investimenti con spese in conto capitale (CapEx). Allo stesso tempo, dato che la capacità dei governi di concedere aiuti di Stato varia notevolmente da un paese dell’Unione all’altro, la Commissione ha permesso agli Stati membri di attingere alle risorse del dispositivo per la ripresa e la resilienza e ai fondi SIE per promuovere progetti nell’ambito di applicazione della normativa sull’industria a zero emissioni nette.

3.12.

Pur riconoscendo che un tale provvedimento è necessario nel breve periodo per evitare la perdita di investimenti significativi in Europa, il CESE ritiene che, a lungo termine, rendere meno rigorose le norme in materia di aiuti di Stato rappresenti una minaccia per l’integrità del mercato unico. Inoltre, anche se la possibilità di utilizzare le risorse del dispositivo per la ripresa e la resilienza e i fondi SIE è certamente un dato positivo, il Comitato osserva che la maggior parte dei governi ha già definito i propri programmi e si chiede anche fino a che punto gli Stati membri più piccoli saranno in grado di offrire incentivi sufficienti alle imprese.

3.13.

Pertanto, il CESE si rammarica che l’ultimo riesame intermedio del QFP non preveda finanziamenti per l’istituzione di un Fondo europeo di sovranità volto a promuovere investimenti nella transizione verde in tutta l’UE, creando nel contempo condizioni di parità e garantendo il corretto funzionamento del mercato unico. Se è indubbio che la piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP) (11) rappresenta uno sviluppo positivo, per il CESE si tratta di una risposta inadeguata alla sfida che l’UE deve affrontare, in quanto propone di utilizzare risorse provenienti da altri fondi dell’UE esistenti. Tale proposta ha rinviato il lancio del Fondo europeo di sovranità che era stato annunciato dalla Commissione. In ogni caso, il CESE invita ancora una volta gli Stati membri a garantire che, in sede di revisione dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza, il processo di consultazione con la società civile organizzata risulti significativo, grazie all’inclusione nei piani di un capitolo dedicato al piano REPowerEU.

3.14.

Per quanto riguarda la normativa europea sulle materie prime critiche (12), il CESE accoglie con favore l’intenzione della Commissione di semplificare la procedura di rilascio delle autorizzazioni per determinate materie prime nell’UE per poter sfruttare in modo più efficiente le riserve di tali materie disponibili internamente ed evitare un’eccessiva dipendenza da singoli paesi terzi. Appoggia inoltre risolutamente il pressante invito a diversificare le catene di approvvigionamento concludendo accordi commerciali con partner affidabili. Dato che nei prossimi 10 anni l’85 % della crescita mondiale dovrebbe provenire da paesi terzi, è importante rafforzare gli scambi commerciali con i partner globali e individuare nuovi mercati di esportazione per le merci europee, azioni che, a loro volta, offriranno ai governi nuove opportunità di investimenti interni per stimolare la produttività e la spesa nei settori sociale e dell’istruzione. Sia un lavoro efficace svolto in seno all’OMC che la tanto attesa conclusione dell’accordo UE-Mercosur potrebbero rivelarsi vantaggiosi in questo senso.

3.15.

Oltre alle proposte legislative intese a promuovere la competitività, la presidente della Commissione europea ha anche annunciato di voler ridurre del 25 % gli oneri di comunicazione a carico delle imprese e l’introduzione di un controllo della competitività per tutte le nuove proposte. È, questo, uno sviluppo positivo che dovrà essere seguito da azioni concrete volte, da un lato, ad aiutare le imprese a far fronte alla moltiplicazione degli obblighi di comunicazione in materia ambientale, sociale e di governance di cui le imprese dovranno farsi carico nei prossimi anni in applicazione delle direttive relative alla rendicontazione societaria di sostenibilità (13) e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (14), nonché dei regolamenti sulla tassonomia (15) e sul lavoro forzato (16), e, dall’altro, a garantire che le future proposte legislative tengano maggiormente conto del loro impatto sulla competitività dell’UE senza trascurare la necessità di migliorare le condizioni dei lavoratori, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali.

3.16.

Per quel che riguarda la riforma del mercato interno dell’energia elettrica, il CESE plaude alla proposta in materia e sottolinea la necessità di un quadro che sia in grado di garantire prezzi accessibili e prevedibili, anche se non vi è la certezza che tale proposta riuscirà a ridurre effettivamente il rischio che i prezzi continuino a rimanere elevati in futuro.

3.17.

Infine, il CESE esprime preoccupazione per l’assenza di vigilanza da parte della BCE su circa il 18 % degli attivi bancari europei. Questa mancanza di trasparenza e di applicazione uniforme della vigilanza in tutta l’UE costituisce una fonte potenziale di incertezza agli occhi degli investitori e di contagio per il resto del settore finanziario. Il CESE appoggia la recente e ampia iniziativa della Commissione volta a completare il quadro giuridico in materia di gestione delle crisi bancarie e assicurazione dei depositi (Bank Crisis Management and Deposit Insurance — CMDI), dal momento che il progresso dell’unione bancaria costituisce una tappa importante per il rafforzamento del mercato unico europeo nell’interesse dei cittadini e delle imprese.

Bruxelles, 25 ottobre 2023

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Oliver RÖPKE


(1)  COM(2023) 62 final.

(2)  COM(2023) 242 final.

(3)   Highest ever EU trade deficit recorded in 2022 [Registrato nel 2022 il più elevato disavanzo della bilancia commerciale nella storia dell’UE], Eurostat.

(4)   EU trade balance deficit returns almost to zero [Il disavanzo della bilancia commerciale dell’UE di nuovo prossimo allo zero], Eurostat.

(5)  MEDIA dei paesi OCSE, cfr. https://www.oecd.org/newsroom/oecd-job-markets-remain-tight-though-inflation-is-hitting-real-wages.htm.

(6)  Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al coordinamento efficace delle politiche economiche e alla sorveglianza di bilancio multilaterale e che abroga il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio [COM(2023) 240 final — 2023/0138 (COD)] sulla proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1467/97 per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi [COM(2023) 241 final — 2023/0137 (CNS)] e sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2011/85/UE del Consiglio relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri [COM(2023) 242 final — 2023/0136 (NLE)] (GU C, C/2023/880, 8.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/880/oj).

(7)   GU C 323 del 26.8.2022, pag. 1, e GU C 228 del 29.6.2023, pag. 1.

(8)   GU C 290 del 18.8.2023, pag. 17.

(9)  DSA — Debt sustainability analysis = analisi della sostenibilità del debito.

(10)  Due pareri del CESE su questo argomento sono attualmente in fase di adozione: il primo sul tema «Piano industriale del Green Deal» (GU C 349 del 29.9.2023, pag. 179) e il secondo sul tema «La politica industriale come strumento per ridurre le dipendenze e promuovere un mercato dell'UE per i prodotti verdi nelle industrie ad alta intensità di risorse e di energia (REEI)», non ancora pubblicato.

(11)   Strategic Technologies for Europe Platform — STEP [Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa] (europa.eu).

(12)   GU C 220 del 9.6.2021, pag. 118.

(13)   GU L 322 del 16.12.2022, pag. 15.

(14)  COM(2022) 71 final.

(15)   GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13.

(16)  COM(2022) 453 final.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/871/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)


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