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Document 52019DC0333

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE RELAZIONE ANNUALE 2018 SULL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E DI PROPORZIONALITÀ E SUI RAPPORTI CON I PARLAMENTI NAZIONALI

COM/2019/333 final

Bruxelles, 11.7.2019

COM(2019) 333 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

RELAZIONE ANNUALE 2018

SULL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E DI PROPORZIONALITÀ E SUI RAPPORTI CON I PARLAMENTI NAZIONALI





RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

RELAZIONE ANNUALE 2018
SULL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E DI PROPORZIONALITÀ E SUI RAPPORTI CON I PARLAMENTI NAZIONALI

1. introduzione

In linea con l'articolo 9 del protocollo n. 2 del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, ogni anno la Commissione presenta una relazione annuale sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nel processo legislativo dell'Unione europea. Dal 2005 la Commissione ha inoltre deciso di pubblicare una relazione annuale sui suoi rapporti con i parlamenti nazionali. Alla luce dell'importante ruolo svolto dai parlamenti nazionali nell'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la Commissione ha deciso di unire le due relazioni. Tale nuovo approccio conferirà maggiore risalto alle osservazioni dei parlamenti nazionali ed eviterà sovrapposizioni tra le due relazioni annuali. Questa ventiseiesima relazione sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità si estende pertanto anche ai rapporti tra la Commissione e i parlamenti nazionali.

Per quanto concerne l'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, nel 2018 lo sviluppo più degno di nota è stato rappresentato dall'operato della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "fare meno in modo più efficiente" (la "task force"), istituita dal presidente Juncker e presieduta dal primo vicepresidente Timmermans, le cui conclusioni hanno dato nuovo slancio alla riflessione interistituzionale e ad azioni concrete volte a garantire che la legislazione dell'Unione sia formulata e attuata in linea con i principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Il numero di pareri motivati ha confermato la tendenza al ribasso registrata nei due anni precedenti e nessuna proposta della Commissione ha ricevuto pareri motivati da più di quattro parlamenti nazionali, ben al di sotto della soglia di attivazione del "cartellino giallo".

In generale, i rapporti con i parlamenti nazionali hanno continuato a essere intensi e proficui anche nel 2018. I pareri presentati sia nell'ambito del dialogo politico tra la Commissione e i parlamenti nazionali che in quello del sistema di allarme preventivo in materia di sussidiarietà riguardano un'ampia gamma di politiche e questioni. Nel 2018 il numero di pareri presentati nell'ambito del dialogo politico è rimasto allo stesso livello elevato del 2017, nonostante la grande maggioranza dei pareri sia stata presentata da poche camere molto attive. Viceversa, nel 2018 il numero di parlamenti nazionali che non ha presentato alcun parere è salito a otto (dieci camere). Allo stesso tempo, circa un terzo di tutti i pareri ricevuti dalla Commissione riguardava proposte non soggette al controllo della sussidiarietà 1 , compresi vari pareri d'iniziativa non attinenti ad alcuna proposta specifica della Commissione.

Ciò dimostra che la grande maggioranza dei parlamenti nazionali nutre un interesse costante a collaborare attivamente con la Commissione sulle sue iniziative, anche in una fase iniziale ma lungimirante del ciclo politico, per esempio nel contesto del prossimo quadro finanziario pluriennale o dell'approfondimento dell'Unione economica e monetaria. Questo intenso scambio è inoltre caratterizzato dall'elevato numero di visite dei commissari presso i parlamenti nazionali e viceversa.

2.    applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte delle istituzioni

2.1.     La Commissione

La task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "fare meno in modo più efficiente" e il seguito dato alle sue raccomandazioni

Il 12 settembre 2017, durante il suo discorso sullo stato dell'Unione, il presidente Juncker ha annunciato l'istituzione di una task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "fare meno in modo più efficiente". Sotto la presidenza del primo vicepresidente Timmermans, i sei membri 2 della task force si sono incontrati sette volte tra i mesi di gennaio e luglio 2018 per discutere i compiti presentati dal presidente Juncker in occasione dell'annuncio della decisione di istituire la task force:

·come applicare meglio i principi di sussidiarietà e di proporzionalità nell'attività delle istituzioni dell'Unione, e segnatamente nel lavoro legislativo;

·come individuare i settori di intervento in cui, nel tempo, il processo decisionale e/o l'attuazione potrebbero essere interamente o parzialmente ridistribuiti o definitivamente riaffidati agli Stati membri;

·come coinvolgere maggiormente gli enti locali e regionali nella preparazione e nel seguito da dare alle politiche dell'Unione.

Sulla base di tali discussioni, di un'audizione pubblica e dei contributi di numerosi portatori di interessi, il 10 luglio 2018 la task force ha trasmesso al presidente Juncker una relazione 3 contenente nove raccomandazioni, le più importanti delle quali sono:

·servono nuove modalità operative per legiferare meglio sulla base di un'interpretazione comune dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

·serve una "sussidiarietà attiva" per conferire maggiore rilievo agli enti locali e regionali e ai parlamenti nazionali al fine di favorire la titolarità delle azioni dell'Unione;

·l'Unione dovrebbe utilizzare in modo più efficiente le sue risorse e stabilire una gerarchia degli interventi prioritari; tuttavia non vi sono ragioni per ridistribuire agli Stati membri le competenze stabilite dai trattati o interi settori strategici.

Nella sua comunicazione dal titolo "I principi di sussidiarietà e di proporzionalità: rafforzarne il ruolo nel processo di definizione delle politiche dell'UE" 4 , adottata il 23 ottobre 2018, la Commissione ha presentato in termini generali la sua risposta alla task force, invitando inoltre le altre istituzioni, gli organi consultivi, i parlamenti nazionali e altri a considerare in che modo intendono rispondere alle raccomandazioni della task force.

La Commissione intende:

·presentare le valutazioni in materia di sussidiarietà e proporzionalità in modo strutturato utilizzando la griglia comune di valutazione proposta dalla task force, i cui benefici saranno valorizzati soltanto se sarà utilizzata anche dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dai parlamenti nazionali;

·tenere maggiormente conto delle osservazioni degli enti locali e regionali in occasione di consultazioni e valutazioni, perché la loro esperienza diretta nell'attuazione della legislazione dell'Unione europea è essenziale;

·esaminare in modo più approfondito la legislazione esistente dal punto di vista della sussidiarietà, della proporzionalità e del ruolo degli enti locali e regionali, compresi gli atti delegati e quelli di esecuzione;

·aiutare i parlamenti nazionali a svolgere il proprio ruolo in modo più efficace escludendo, in accordo con il Parlamento europeo e il Consiglio, il periodo delle festività di Natale/Capodanno dal computo del periodo di otto settimane entro il quale possono inviare pareri motivati;

·fornire risposte aggregate nei casi in cui quattro o più parlamenti nazionali presentino pareri motivati in risposta a una proposta legislativa della Commissione ma il loro numero non sia sufficiente a raggiungere la soglia richiesta per l'attivazione di un "cartellino giallo". Ciò conferirà maggiore visibilità ai pareri dei parlamenti nazionali e fornirà un quadro completo delle preoccupazioni espresse e delle considerazioni della Commissione, che saranno a loro volta messe a disposizione del pubblico e dei colegislatori.

Nella sua comunicazione del 15 aprile 2019, che traccia un bilancio del programma "Legiferare meglio" 5 , la Commissione ha definito le misure che intende adottare per preparare le sue proposte legislative.

Il 15-16 novembre 2018 il primo vicepresidente Timmermans ha presentato l'approccio della Commissione in occasione della conferenza organizzata a Bregenz dalla presidenza austriaca, dal titolo "Sussidiarietà come principio basilare dell'Unione europea".

Il 20 dicembre 2018 la Commissione ha ricevuto dal Senat polacco, nell'ambito del dialogo politico, il primo parere sulla sua comunicazione del 23 ottobre. Il Senat ha espresso sostegno nei confronti delle intenzioni della Commissione, chiedendo al contempo un ulteriore rafforzamento del ruolo dei parlamenti nazionali in occasione della prossima revisione dei trattati 6 .

Legiferare meglio – analisi della sussidiarietà e della proporzionalità

Nel 2018 la Commissione ha proseguito l'applicazione del programma rafforzato "Legiferare meglio" nonché l'integrazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità in tutte le fasi del suo processo di elaborazione delle politiche, sulla base dei migliori orientamenti pubblicati nel 2017. Il portale Web "Di' la tua" 7 è stato ulteriormente migliorato per fornire un punto di accesso unico che permetta ai cittadini e ai portatori di interessi di partecipare alla preparazione delle politiche della Commissione. Prima di presentare proposte volte a modificare norme e quadri politici esistenti, la Commissione ne ha inoltre proseguito la valutazione. Nell'ambito di tale valutazione esamina se le misure esistenti siano tuttora "adeguate alle loro finalità" e in quale misura siano conformi ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Il sito Web della Commissione "Ridurre la burocrazia – Di' la tua" 8 e la piattaforma del programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT) 9 consentono al pubblico e ai portatori di interessi di comunicare alla Commissione eventuali oneri eccessivi o carenze della legislazione unionale esistente, che possono anche comprendere aspetti inerenti alla sussidiarietà o alla proporzionalità. Nel 2018 la piattaforma REFIT ha elaborato 20 pareri, comprese le raccomandazioni dirette alla Commissione sul modo di semplificare e ridurre gli oneri previsti dalla normativa vigente dell'Unione 10 . La Commissione risponde a tali raccomandazioni in particolare tramite l'attuazione dei suoi programmi di lavoro.

Gli orientamenti per legiferare meglio e i relativi "strumenti di accompagnamento" 11 prevedono che la Commissione esegua un'analisi della sussidiarietà al momento di esaminare una nuova iniziativa nei settori che non sono di esclusiva competenza dell'Unione e di valutare la pertinenza e il valore aggiunto europeo di un intervento esistente. La Commissione analizza la sussidiarietà per quanto riguarda sia le iniziative legislative sia quelle non legislative.

L'obiettivo dell'analisi è di valutare:

1. se l'azione a livello nazionale, regionale o locale sia sufficiente per conseguire lo scopo perseguito; e

2. se l'azione dell'Unione fornirebbe un valore aggiunto rispetto a un'azione degli Stati membri.

In virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si devono limitare a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati. Il rispetto del principio di proporzionalità consiste nel garantire che l'approccio e il livello dell'intervento normativo si conformino all'obiettivo. Tutte le valutazioni d'impatto, le valutazioni e i controlli dell'adeguatezza dovrebbero analizzare chiaramente l'applicazione del principio di proporzionalità.

Valutazioni d'impatto

Nel 2018 il comitato per il controllo normativo 12 (il "comitato") ha esaminato 75 valutazioni d'impatto e presentato un parere 13 per ciascuna di esse. In sedici casi l'analisi della sussidiarietà e del valore aggiunto europeo doveva essere migliorata, mentre 47 pareri contenevano osservazioni volte a migliore l'analisi della proporzionalità e il confronto delle opzioni politiche. I seguenti esempi illustrano come il comitato ha valutato la sussidiarietà e la proporzionalità nel 2018 e come ha aiutato la Commissione a migliorare la sua analisi della conformità delle proposte a tali principi:

·a seguito del controllo effettuato dal comitato, il campo di applicazione della proposta della Commissione in materia di pratiche commerciali sleali è stato limitato ai rapporti di contrattazione asimmetrici con le piccole e medie imprese (PMI) anziché all'intera filiera alimentare 14 ;

·nel parere positivo con riserve circa i contenuti illeciti online 15 , il comitato ha sollevato dubbi in merito alla proporzionalità delle opzioni politiche proposte, ritenendole incoerenti con il campo di applicazione dell'intervento. Sebbene questo fosse incentrato sui contenuti terroristici online, infatti, lo scenario di riferimento e le opzioni politiche non rispecchiavano adeguatamente tale impostazione. La valutazione d'impatto doveva inoltre indicare con maggiore chiarezza il motivo per cui fosse più urgente un intervento supplementare sui contenuti terroristici anziché su altri contenuti illeciti. Di conseguenza, la valutazione d'impatto è stata rivista e le opzioni politiche sono state adattate per garantire una migliore impostazione e contenuti più dettagliati;

·nel suo parere negativo circa la protezione degli informatori 16 , il comitato ha sollevato dubbi in merito all'analisi della sussidiarietà di cui alla valutazione d'impatto chiedendo che fosse migliorata. La valutazione d'impatto rivista ha successivamente individuato le motivazioni alla base dell'intervento dell'Unione europea nell'assenza di adeguate norme nazionali o europee in materia di segnalazione di illeciti. La dimensione transfrontaliera è stata posta in rilievo e presentata in modo migliore, dimostrando pertanto la necessità di un intervento a livello dell'Unione europea;

·nel caso del programma Europa digitale 17 , contenuto nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027, il comitato ha ritenuto che la valutazione d'impatto avrebbe dovuto tenere maggiormente conto degli impegni assunti dagli Stati membri in termini di coinvestimento e stanziamento di risorse a favore di un'infrastruttura comune a livello europeo. Inoltre, la valutazione d'impatto avrebbe dovuto definire meglio la domanda degli Stati membri, della comunità di ricerca e del settore privato di coordinare le proprie attività di ricerca e formazione, nonché avrebbe dovuto indicare in che modo il programma di spesa contribuirebbe a soddisfare tale domanda. In risposta ai dubbi sollevati dal comitato, nella valutazione d'impatto rivista la sezione relativa al coinvolgimento degli Stati membri è stata ampliata e riorganizzata per conformarsi alle cinque parti del programma.

Valutazioni e controlli dell'adeguatezza

I principi di sussidiarietà e proporzionalità sono stati fondamentali per le valutazioni retrospettive e i controlli dell'adeguatezza, che verificano l'ottenimento dei risultati attesi dalle azioni europee in termini di efficacia, efficienza, coerenza, pertinenza e valore aggiunto europeo. Nel 2018 la Commissione ha ultimato circa 70 valutazioni, compresi tre controlli dell'adeguatezza (valutazioni di settori d'intervento più ampi). I tre controlli dell'adeguatezza concernevano gli affari marittimi, la migrazione legale e la legislazione in materia di sostanze chimiche (escluso il regolamento REACH).

Nel 2018 il comitato di controllo normativo ha esaminato 10 valutazioni principali e controlli dell'adeguatezza. In sette casi, compresi la migrazione legale, gli affari marittimi e la pesca, l'integrazione della dimensione ambientale nella politica agricola comune e la strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, il comitato ha formulato raccomandazioni per il miglioramento della categoria "pertinenza e valore aggiunto/sussidiarietà dell'UE". Tale controllo ha pertanto contribuito a migliorare l'analisi della Commissione in termini di valutazioni e controlli dell'adeguatezza dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità 18 .

2.2. Il Parlamento europeo

Nel 2018 il Parlamento europeo ha formalmente ricevuto 473 comunicazioni dai parlamenti nazionali ai sensi del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità 19 . Di queste, 46 erano pareri motivati, mentre le altre 427 erano contributi (comunicazioni che non sollevano questioni di conformità al principio di sussidiarietà). A titolo di paragone, nel 2017 erano stati trasmessi al Parlamento europeo 49 pareri motivati e 372 contributi. Il rapporto tra pareri motivati e contributi rimane basso, il che indica che i parlamenti nazionali non considerano il controllo della sussidiarietà uno strumento utile a frenare il processo legislativo dell'Unione europea, bensì un modo per esprimere le proprie osservazioni e preoccupazioni 20 .

A norma dell'allegato V del regolamento del Parlamento europeo, la commissione giuridica (JURI) ha competenza traversale per quanto riguarda la conformità al principio di sussidiarietà. Ogni sei mesi un membro della commissione JURI viene nominato relatore permanente per la sussidiarietà in base a un meccanismo di rotazione tra i gruppi politici. Nella prima metà del 2018 il relatore permanente è stato Sajjad Karim (Conservatori e Riformisti europei), cui nella seconda metà dell'anno ha fatto seguito Gilles Lebreton (Europa delle Nazioni e della Libertà). I pareri motivati ricevuti e confermati come tali dalla commissione sono acclusi, per conoscenza, all'ordine del giorno della prima riunione disponibile della commissione JURI.

La commissione JURI riferisce altresì periodicamente sulla relazione annuale della Commissione in materia di sussidiarietà e proporzionalità. In via eccezionale, l'ultima relazione presentata sulla relazione annuale in materia di sussidiarietà e proporzionalità riguardava sia il 2015 che il 2016. Tale relazione, presentata da Mady Delvaux (Socialisti e Democratici), è stata adottata in occasione della plenaria del 18 aprile 2018 21 .

La commissione JURI contribuisce anche alle relazioni semestrali della Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione dei parlamenti dell'Unione europea (COSAC) 22 per quanto riguarda le questioni relative alla sussidiarietà. In particolare, in risposta alla ventinovesima relazione semestrale della COSAC e alla luce della sua risoluzione del 17 maggio 2017, la commissione JURI ha ribadito che il processo di controllo della sussidiarietà potrebbe essere migliorato nell'ambito di un'eventuale revisione dei trattati, in modo da renderlo più efficace 23 . Per esempio, si potrebbe valutare se i pareri motivati debbano limitarsi a esaminare le questioni relative alla sussidiarietà oppure se debbano comprendere anche valutazioni della proporzionalità, nonché quali dovrebbero essere le conseguenze qualora la soglia per tali procedure sia raggiunta conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, del protocollo n. 2.

La commissione JURI ha inoltre raccomandato di estendere il periodo di otto settimane entro il quale i parlamenti nazionali possono inviare pareri motivati qualora sussistano motivi oggettivi giustificati (per esempio catastrofi naturali e periodi di sospensione delle attività). Tale estensione potrebbe essere introdotta per mezzo di un accordo politico tra le istituzioni dell'Unione europea e i parlamenti nazionali. Inoltre, la commissione JURI ha proposto che la Commissione potrebbe considerare, congiuntamente ai parlamenti nazionali, la possibilità di formulare orientamenti non vincolanti per aiutare i parlamenti nazionali a valutare la conformità ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, senza comprometterne la discrezionalità.

Anche il Servizio Ricerca del Parlamento europeo ha continuato ad assistere il Parlamento stesso nel tenere conto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nella propria attività:

·controllando sistematicamente gli aspetti relativi alla sussidiarietà e alla proporzionalità delle valutazioni d'impatto della Commissione e richiamando l'attenzione su eventuali rilievi espressi al riguardo, in particolare dai parlamenti nazionali e dal Comitato delle regioni 24 ;

·garantendo che detti principi siano pienamente rispettati nell'attività stessa del Parlamento europeo, per esempio nella realizzazione delle valutazioni d'impatto dei propri emendamenti sostanziali o nell'analisi del valore aggiunto delle nuove proposte legislative del Parlamento, ai sensi dell'articolo 225 TFUE, e del costo del mancato intervento a livello dell'Unione europea; e

·controllando gli aspetti relativi alla sussidiarietà e alla proporzionalità nell'elaborazione delle valutazioni d'impatto, incentrandosi sul valore aggiunto dell'Unione europea piuttosto che sulla spesa o sulle azioni nazionali.

2.3. Il Consiglio europeo e il Consiglio dell'Unione europea

Il Consiglio europeo, nelle conclusioni adottate nella riunione del 14 dicembre 2018 nell'ambito dell'ulteriore completamento dell'agenda per il mercato unico dell'Unione europea 25 , ha invitato "ad attuare e applicare, a tutti i livelli di governo, le decisioni prese e le regole adottate, nonché a rispettare le norme e assicurare l'applicazione intelligente dei principi per legiferare meglio, comprese la sussidiarietà e la proporzionalità". Nelle medesime conclusioni il Consiglio europeo ha altresì accolto con favore, in vista dei preparativi per la prossima agenda strategica dei leader, la relazione congiunta sulle consultazioni dei cittadini. Tale relazione, elaborata per conto della presidenza austriaca del Consiglio dell'Unione europea (di seguito: "il Consiglio") e di quella rumena entrante, ha sottolineato l'importanza del principio di sussidiarietà 26 .

Nelle sue conclusioni del 30 novembre 2018 sulla relazione speciale n. 16/2018 della Corte dei conti europea, dal titolo "Riesame ex post della legislazione dell'UE: un sistema ben concepito, ma incompleto" 27 , il Consiglio ha sottolineato "l'importanza dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" (...), dei suoi pertinenti obiettivi - come concentrare la legislazione sui settori con maggior valore aggiunto per i cittadini europei, semplificare la legislazione dell'UE ed evitare l'eccesso di regolamentazione - e principi come la sussidiarietà, la proporzionalità, la certezza del diritto e la trasparenza".

Ai sensi dell'articolo 4 del protocollo n. 2 dei trattati, il Consiglio trasmette ai parlamenti nazionali tutti i progetti di atti legislativi (e i progetti modificati) presentati da un gruppo di Stati membri, dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, dalla Banca centrale europea e dalla Banca europea per gli investimenti. Inoltre, ai sensi dell'articolo 6 del protocollo n. 2, il presidente del Consiglio trasmette ai governi degli Stati membri proponenti i pareri dei parlamenti nazionali su un progetto di atto legislativo presentato da un gruppo di Stati membri. Analogamente, il presidente del Consiglio trasmette anche all'istituzione o organo interessato i pareri dei parlamenti nazionali sui progetti di atto legislativo presentati dalla Corte di giustizia, dalla Banca centrale europea e dalla Banca europea per gli investimenti.

Nell'aprile 2018 il Consiglio ha trasmesso ai parlamenti nazionali una domanda della Corte di giustizia diretta a modificare, mediante un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, il protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia, ai sensi dell'articolo 281 TFUE 28 . Nell'ottobre 2018, invece, ha trasmesso ai parlamenti nazionali una richiesta, presentata dalla Banca europea per gli investimenti al Consiglio, di modifica dello statuto della Banca europea per gli investimenti sulla base della procedura legislativa speciale di cui all'articolo 308 TFUE 29 .

In aggiunta agli obblighi previsti dal trattato, il Consiglio tiene altresì informati gli Stati membri sui pareri formulati dai parlamenti nazionali in merito a proposte legislative della Commissione. Nel 2018 il segretariato generale del Consiglio ha trasmesso alle delegazioni 36 pareri motivati, ricevuti ai sensi del protocollo n. 2, e 200 pareri presentati nell'ambito del dialogo politico 30 .

2.4. Il Comitato delle regioni 31

Il 2018 è stato caratterizzato dal lavoro della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "fare meno in modo più efficiente" 32 , in cui la delegazione del Comitato delle regioni (il "comitato") ha sottolineato l'importanza degli enti locali e regionali nel monitoraggio della sussidiarietà e della proporzionalità nonché nel processo decisionale europeo nel suo complesso.

L'operato della task force ha prodotto, secondo il Comitato, un cambiamento significativo nel modo di considerare la sussidiarietà e la proporzionalità all'interno dell'Unione europea, nonché ha posto in rilievo il bisogno di un nuovo approccio al processo di elaborazione delle politiche dell'Unione europea. Al termine del mandato della task force, il Comitato ha più volte espresso il suo impegno nei confronti di questo nuovo approccio, denominato "Sussidiarietà attiva – una nuova modalità di lavoro", in particolare attraverso la dichiarazione 33 del suo Ufficio di presidenza del 14 settembre 2018. Il comitato ha inoltre adottato misure e azioni concrete volte ad attuare questo approccio di "Sussidiarietà attiva" nell'ambito della sua attività politica e consultiva.

Un esempio lampante di tali sforzi è il progetto pilota per una rete di hub regionali volti a valutare l'attuazione della legislazione dell'Unione europea 34 . Il progetto, che figurava tra le raccomandazioni della relazione finale della task force, è stato approvato dall'Ufficio di presidenza del Comitato l'8 ottobre 2018. Il suo obiettivo principale è quello di veicolare l'esperienza locale e regionale nell'attuazione della politica europea al fine di accrescere il valore aggiunto delle norme unionali. La fase pilota, prevista per un periodo di due anni con 20 regioni partecipanti, è stata avviata politicamente il 14-15 marzo 2019 in occasione dell'ottavo Vertice europeo delle regioni e delle città, tenutosi a Bucarest.

Nel 2018 il Comitato ha nuovamente attuato il suo programma di lavoro sulla sussidiarietà come principale strumento di monitoraggio della sussidiarietà stessa. Originariamente, dal programma di lavoro della Commissione per il 2018 erano state scelte cinque iniziative prioritarie e cinque iniziative supplementari; tuttavia, a causa del lavoro svolto dalla delegazione del comitato alla task force, le regolari attività di monitoraggio della sussidiarietà del comitato sono state sospese per la prima metà del 2018. Nell'ambito del programma di lavoro sulla sussidiarietà riveduto per la seconda metà del 2018 35 , delle cinque iniziative prioritarie inizialmente selezionate ne sono state monitorate due.

Il comitato, sulla base del suo regolamento interno, ha inoltre valutato la conformità ai principi di sussidiarietà e proporzionalità di tutte le proposte legislative su cui ha formulato pareri 36 . Nel 2018 ha adottato 78 pareri, di cui 40 concernevano a una proposta legislativa, 35 contenevano una valutazione della conformità al principio della sussidiarietà e 33 contenevano una valutazione della conformità al principio della proporzionalità.

Nella seconda metà del 2018 il gruppo di esperti per la sussidiarietà ha condotto due consultazioni sulle iniziative prioritarie di cui al programma di lavoro sulla sussidiarietà con l'obiettivo di coadiuvare i relatori.

La prima iniziativa prioritaria inserita nel programma di lavoro sulla sussidiarietà per la seconda metà del 2018 riguardava il pacchetto sull'equità sociale 37 . Il gruppo direttivo per la sussidiarietà ha sottolineato che l'attenzione avrebbe dovuto essere rivolta all'iniziativa legislativa, pubblicata il 13 marzo 2018, concernente l'istituzione di un'Autorità europea del lavoro 38 . Il gruppo di esperti per la sussidiarietà è quindi stato consultato in relazione all'iniziativa legislativa concernente l'istituzione di un'Autorità europea del lavoro e la maggioranza degli esperti ha espresso dubbi in merito all'applicazione della sussidiarietà, pur non considerando tale proposta una chiara violazione del principio.

La principale questione affrontata nei contributi è se la nuova Autorità europea del lavoro rappresenti effettivamente un'alternativa migliore, in termini di dimensioni ed effetti, rispetto al rafforzamento del meccanismo di cooperazione tra le autorità nazionali. Nel parere gli esperti hanno concluso "che il principio di sussidiarietà va pienamente osservato in tutte le fasi di sviluppo della nuova Autorità e che tutte le competenze nazionali in materia di politica sociale e del lavoro vanno rispettate", sottolineando che l'Autorità europea del lavoro deve tener conto dell'eventualità che gli Stati membri abbiano modelli di mercato del lavoro e priorità differenti.

La seconda iniziativa prioritaria inserita nel programma di lavoro sulla sussidiarietà per la seconda metà del 2018 riguardava il quadro finanziario pluriennale. Tra quelle figuranti nel pacchetto, l'unica proposta legislativa che ha suscitato preoccupazioni è stata la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri 39 , dove l'accento è stato posto sulla mancanza di una valutazione d'impatto e su come questa andrebbe considerata, alla luce dell'importanza e della totale novità dei contenuti di tale proposta, un grave vizio procedurale. Nel suo parere il Comitato delle regioni "accoglie con favore la proposta della Commissione di introdurre tre nuove fonti di risorse proprie" ma "sottolinea con rammarico che la Commissione, nella proposta per l'introduzione di nuove risorse proprie, non ha controllato in misura sufficiente il rispetto del principio di sussidiarietà e non ha valutato il potenziale impatto della proposta sulla situazione finanziaria degli enti regionali e locali". La Commissione ha risposto che l'introduzione di nuove risorse ridurrà il contributo degli Stati membri, calcolato in base al reddito nazionale lordo, e che il principio della condivisione di una base imponibile comune tra l'Unione europea e gli Stati membri, per esempio l'imposta sul valore aggiunto, è una pratica ormai consolidata.

In aggiunta ai contributi relativi alla selezione e all'analisi delle iniziative prioritarie del programma di lavoro sulla sussidiarietà per la seconda metà del 2018, il gruppo di esperti per la sussidiarietà è stato consultato anche per agevolare l'operato della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "fare meno in modo più efficiente". Gli esperti sono stati consultati in merito al compito (a) del mandato della task force, vale a dire relativamente alla griglia di valutazione della sussidiarietà, e i risultati sono riportati nel contributo dei membri del comitato alla terza riunione della task force, tenutasi il 15 marzo 2018.

Nel 2018 il gruppo direttivo per la sussidiarietà, che sostiene l'operato della delegazione del comitato alla task force, si è riunito cinque volte, più degli anni precedenti. Il 28 maggio 2018 il comitato ha organizzato un'audizione della task force, per sostenerne l'operato, in occasione della quale i portatori di interessi hanno avuto l'opportunità di comunicare i propri dubbi e suggerimenti direttamente alla task force e sulla cui base è stata elaborata la relazione finale della task force stessa.

La rete di controllo della sussidiarietà 40 ha continuato a essere uno strumento rilevante ai fini delle attività di monitoraggio della sussidiarietà dal comitato. Rispetto al 2017, la rete ha subito una lieve modifica: alla fine del 2018, infatti, il numero di partner è passato da 155 a 156. L'unico nuovo partecipante del 2018 è stato il comune di Maia, in Portogallo.

Nel 2018 il livello di attività della piattaforma REGPEX 41 della rete di controllo della sussidiarietà è continuato ad aumentare. Con 95 contributi presentati nel 2018, il ricorso alla sottorete della rete di controllo della sussidiarietà, aperta ai parlamenti e ai governi delle regioni con poteri legislativi, è in costante aumento. Si tratta di un aumento molto significativo rispetto agli anni precedenti (66 contributi nel 2017, 28 nel 2016), che potrebbe essere la conseguenza della crescente rilevanza politica della sussidiarietà e della proporzionalità nell'Unione europea. Le proposte che hanno ricevuto il numero più elevato di reazioni dai partner REGPEX sono quelle relative a una direttiva concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano 42 e a una decisione su un meccanismo unionale di protezione civile 43 , entrambe oggetto di sei contributi.

2.5.    La Corte di giustizia    dell'Unione europea

Nel 2018 la Corte di giustizia ha pronunciato una sentenza sull'osservanza dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità da parte del legislatore dell'Unione, nella quale ha confermato il rispetto di tali principi. Si tratta della causa Swedish Match AB, del 22 novembre 2018 44 (causa C-151/17), nella quale la Corte di giustizia ha confermato la validità della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati alla luce dei suindicati principi.

Per quanto concerne il principio di proporzionalità, la pronuncia pregiudiziale ha confermato che il legislatore dell'Unione, sulla base di studi scientifici e nell'esercizio dell'ampio potere discrezionale di cui dispone in materia nonché in linea con il principio di precauzione, ha potuto concludere che l'immissione sul mercato dei prodotti del tabacco per uso orale potrebbe comportare rischi per la salute pubblica. Per quanto riguarda l'idoneità della misura di divieto d'immissione sul mercato dei prodotti del tabacco per uso orale a conseguire l'obiettivo di garantire un elevato livello di protezione per la salute pubblica, la Corte di giustizia ha ritenuto che la direttiva non andasse manifestamente al di là di quanto necessario per conseguire tale obiettivo.

Nel valutare il principio di sussidiarietà, la Corte di giustizia ha sottolineato che la direttiva 2014/40/UE persegue un duplice obiettivo, consistente nell'agevolare il buon funzionamento del mercato interno dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati, assicurando al contempo un livello elevato di protezione della salute umana.

In ragione dell'interdipendenza dei due obiettivi, il legislatore dell'Unione poteva legittimamente ritenere che la sua azione dovesse implicare l'introduzione di un regime di immissione sul mercato dell'Unione dei prodotti del tabacco per uso orale e che questo duplice obiettivo potesse essere meglio realizzato a livello europeo. In particolare, la Corte di giustizia ha ritenuto che, anche supponendo che la seconda parte di detto obiettivo possa essere meglio realizzata a livello degli Stati membri, il perseguimento dell'obiettivo in discorso a tale livello potrebbe nondimeno consolidare situazioni in cui taluni Stati membri autorizzino l'immissione sul mercato di prodotti del tabacco per uso orale, mentre altri la vietino, andando così nella direzione esattamente opposta rispetto all'obiettivo primario della direttiva 2014/40/UE, vale a dire il miglioramento del funzionamento del mercato interno dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati.

3.     applicazione del meccanismo di controllo della sussidiarietà da parte dei parlamenti nazionali

3.1.     Quadro generale

Nel 2018 la Commissione ha ricevuto 37 pareri motivati dai parlamenti nazionali 45 , una misura considerevolmente inferiore rispetto al 2016 (65) e al 2017 (52). Il numero complessivo di pareri ricevuti nel 2018 è rimasto pressoché invariato rispetto agli anni precedenti (576 nel 2017, 569 nel 2018), che significa che la percentuale di pareri motivati sul numero complessivo di pareri ricevuti è in continua diminuzione ed è passata dal 10,5 % del 2016 e dal 9 % del 2017 al 6,5 % del 2018. Anche la percentuale di pareri motivati sul numero complessivo di pareri concernenti le proposte della Commissione soggette al meccanismo di controllo della sussidiarietà è nettamente diminuita ed è passata dal 17,6 % (65 su 370) del 2016 e dal 16 % (52 su 325) del 2017 al 10,5 % (37 su 351) del 2018.

I 37 pareri motivati ricevuti nel 2018 riguardavano 22 proposte o pacchetti diversi (cfr. l'allegato 1), nessuno dei quali è stato oggetto di più di quattro pareri motivati (con un numero di voti compreso tra cinque e sette). Tale situazione è in contrasto con quella del 2016, anno in cui la proposta di revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori aveva ricevuto 14 pareri motivati e fatto attivare la procedura del "cartellino giallo", e del 2017, quando la proposta relativa al mercato interno dell'energia elettrica era stata oggetto di 11 pareri motivati senza però comportare l'attivazione della suddetta procedura. Le proposte che hanno ricevuto il numero maggiore di pareri motivati sono state quelle relative alla revisione della direttiva sull'acqua potabile, alla tassazione delle attività digitali nell'Unione e alla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti, ognuna delle quali è stata oggetto di quattro pareri motivati. La sezione 3.2 contiene maggiori dettagli in merito.

Mentre i pareri motivati inviati dai parlamenti nazionali, generalmente, contestano il valore aggiunto dell'azione proposta a livello europeo rispetto a un intervento a livello nazionale, regionale o locale, occorre altresì rilevare che, per converso, il parere motivato presentato dall'Assemblée nationale francese sui piani strategici redatti nell'ambito della politica agricola comune 46 si oppone all'eccessiva delega di potere agli Stati membri e conclude che l'efficacia di tale politica sarebbe maggiore se attuata a livello dell'Unione.

La diminuzione del numero complessivo di pareri motivati formulati nel 2018 è coincisa con l'analoga diminuzione del numero di pareri motivati per ciascuna camera. Nel 2018 hanno formulato pareri motivati 14 camere su 41 (rispetto alle 26 del 2016 e alle 19 del 2017). La camera che ha presentato il maggior numero di pareri è, di gran lunga, il Riksdag svedese, che da solo ha formulato 12 pareri motivati, più di un terzo del totale. Le altre camere che nel 2018 hanno presentato pareri motivati sono, in ordine alfabetico: la Poslanecká sněmovna ceca (4), il Senát ceco (1), il Folketing danese (2), il Dáil e il Seanad Éireann irlandesi (4) 47 , il Bundestag tedesco (2), il Sénat francese (2), l'Assemblée nationale francese (2), il Senato della Repubblica italiano (1), la Kamra tad-Deputati maltese (1), la Tweede Kamer olandese (1), il Bundesrat austriaco (3) e la House of Commons (2) e la House of Lords (1) britanniche.

3.2.     Casi principali

Questa sezione illustra singolarmente i tre pacchetti/proposte che nel 2018 hanno dato luogo al maggior numero di pareri motivati (quattro ciascuno).

·Proposta sulla revisione della direttiva sull'acqua potabile

La proposta della Commissione di rifondere la direttiva concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano 48 , presentata il 1º febbraio 2018, ha portato alla formulazione di quattro pareri motivati 49 .

Il Bundesrat austriaco ha messo in dubbio l'utilità delle disposizioni proposte in materia di valutazione del pericolo e informazioni al pubblico nonché la compatibilità delle disposizioni relative all'accesso alla giustizia con il sistema giuridico austriaco. Il Dáil e il Seanad Éireann irlandesi hanno sottolineato che la proposta limita inutilmente lo spazio decisionale nazionale e non tiene conto degli accordi esistenti a livello nazionale nonché delle considerazioni locali e regionali. La House of Commons britannica ha dichiarato che la proposta non spiega quale sia il valore aggiunto di un intervento a livello europeo e lascia agli Stati membri un margine di discrezionalità troppo limitato per attuare le nuove disposizioni, in particolare per quanto riguarda l'obbligo di fornire accesso all'acqua potabile negli spazi pubblici. La Poslanecká sněmovna ceca ha sostenuto che la qualità dell'acqua e le questioni legate al libero accesso all'acqua negli spazi pubblici possono essere gestite in maniera adeguata dagli Stati membri a livello centrale, regionale e locale.

Nelle sue risposte alle obiezioni sollevate dai parlamenti nazionali, la Commissione ha sottolineato che la revisione della direttiva sull'acqua potabile risponde alla prima vera iniziativa di successo dei cittadini europei, "L'acqua è un diritto" (Right2Water), e a una risoluzione del Parlamento europeo che invitava la Commissione a presentare proposte legislative in linea con l'obiettivo primario dell'iniziativa dei cittadini europei 50 ; essa dava altresì seguito all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Inoltre, la valutazione della direttiva sull'acqua potabile 51 ha confermato il valore della legislazione in materia di acqua potabile a livello europeo. La Commissione ha pertanto sostenuto che l'obiettivo della proposta, vale a dire proteggere la salute umana garantendo acqua potabile di qualità elevata ai cittadini di tutta Europa, può essere realizzato meglio a livello europeo. La Commissione ha altresì ricordato che la proposta lascia agli Stati membri un ampio margine di discrezionalità al momento di recepire la direttiva nell'ordinamento nazionale e di attuarla.

·Proposta di direttiva relativa alla tassazione delle attività digitali nell'Unione

Il 21 marzo 2018 la Commissione ha adottato una proposta di direttiva del Consiglio che stabilisce norme per la tassazione delle società che hanno una presenza digitale significativa 52 e una proposta di direttiva del Consiglio relativa al sistema comune d'imposta sui servizi digitali applicabile ai ricavi derivanti dalla fornitura di taluni servizi digitali 53 . Tali direttive facevano parte di un pacchetto riguardante la tassazione dell'economia digitale e volto ad affrontare i problemi derivanti dal regime fiscale attualmente applicato alle società, che non è al passo con le nuove caratteristiche del settore digitale. Queste due proposte hanno ricevuto quattro pareri motivati 54 . Le quattro camere che hanno presentato pareri motivati hanno dichiarato che la tassazione è principalmente di competenza degli Stati membri e che l'obiettivo delle proposte può essere realizzato meglio attraverso soluzioni nazionali coordinate a livello internazionale, in particolare nell'ambito dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici.

Nelle sue risposte la Commissione ha sottolineato che la tassazione delle attività digitali ha dimensione internazionale in quanto si inserisce nel regime fiscale internazionale e riguarda casi di attività digitali svolte a livello transfrontaliero. In questo settore interventi nazionali non coordinati creerebbero complessità, produrrebbero distorsioni nel mercato unico e aumenterebbero il rischio di doppia imposizione. Viceversa, una soluzione europea apporterebbe un valore aggiunto rispetto alle diverse politiche nazionali in quanto ridurrebbe l'onere di conformità per le società soggette alle nuove norme, nonché manderebbe alla comunità internazionale un forte segnale di come l'Unione europea si impegna a garantire l'equità fiscale dell'economia digitale. La Commissione lavora a stretto contatto con l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici per sostenere la definizione di una soluzione internazionale, che però richiederà tempo; nel mentre, la proposta relativa alla tassazione delle società che hanno una presenza digitale significativa incentiverà le discussioni internazionali.

·Proposta di regolamento sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti

Il 27 maggio 2018 la Commissione ha adottato una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti 55 , la quale mira a sostenere il completamento efficace e tempestivo della rete centrale della TEN-T (reti transeuropee dei trasporti) e impone a ogni Stato membro di designare un'unica autorità competente per il rilascio delle autorizzazioni. Tale proposta ha dato luogo a quattro pareri motivati 56 .

Il Riksdag svedese si è espresso a favore degli obiettivi della proposta ma ha avanzato critiche in merito al campo di applicazione del progetto di regolamento proposto, che comprenderebbe tutti i componenti infrastrutturali della rete centrale della TEN-T, vale a dire reti di trasporto nazionali soggette a procedure nazionali in termini di pianificazione e rilascio delle autorizzazioni. Il Riksdag ritiene che non sia necessario alcun controllo approfondito delle procedure nazionali di pianificazione e di rilascio delle autorizzazioni né del funzionamento delle istituzioni nazionali, comprese le autonomie locali e regionali. Anche il Bundestag tedesco ha sostenuto gli obiettivi della proposta, dichiarando però che essi potrebbero essere conseguiti in maniera ugualmente efficiente dagli Stati membri a livello centrale, regionale o locale, senza che ogni Stato membro sia costretto a designare un'unica autorità competente. Il Bundestag tedesco ha inoltre avanzato critiche in merito alla scelta di proporre un regolamento anziché una direttiva, che avrebbe invece permesso di tenere maggiormente conto delle situazioni specifiche a livello nazionale. Secondo il Senát ceco, la proposta di un'unica procedura integrata non tiene conto della complessità delle situazioni riscontrate e la situazione attuale potrebbe essere migliorata mediante uno scambio di buone pratiche tra gli Stati membri. L'Oireachtas irlandese ha sottolineato che la proposta limita inutilmente lo spazio decisionale nazionale e non tiene conto delle considerazioni locali e regionali.

Nelle sue risposte, la Commissione ha spiegato che la proposta riguarda la rete centrale della TEN-T, la cui importanza transfrontaliera ed europea è evidente, e che solo mediante la realizzazione dell'intera rete centrale l'Unione europea sarà in grado di raccogliere tutti i vantaggi della rete. Pur convenendo sul fatto che la designazione dell'unica autorità competente deve avvenire conformemente ai quadri giuridici nazionali e agli assetti amministrativi, la Commissione ha sottolineato che tale unica autorità competente dovrebbe rendere le procedure meno complicate, più efficienti e più trasparenti. La Commissione ha inoltre sottolineato che in alcuni Stati membri le procedure di rilascio delle autorizzazioni sono già integrate e centralizzate, con un unico organismo competente che funge da capofila dell'intero processo. Ciò spiega perché si è scelto un regolamento anziché una direttiva, in modo che non fossero necessarie misure nazionali atte a recepire una direttiva nell'ordinamento nazionale laddove l'organizzazione nazionale è già conforme.

4.     dialogo politico con i parlamenti nazionali

Osservazioni generali sui pareri scritti

Nel 2018 i parlamenti nazionali hanno presentato alla Commissione 569 pareri (tra cui i 37 suindicati pareri motivati), un numero simile a quello del 2017, anno in cui i parlamenti nazionali avevano emesso 576 pareri. 351 di questi 569 pareri (62 %) riguardavano le proposte della Commissione soggette al meccanismo di controllo della sussidiarietà. Gli altri 218 pareri (38 %) concernevano invece iniziative non legislative, quali le comunicazioni, oppure erano pareri d'iniziativa. Questa percentuale relativamente elevata dimostra l'interesse dei parlamenti nazionali a fornire il prima possibile un valido contributo politico alla Commissione nel quadro del processo decisionale.

Partecipazione e portata

Ancora più che negli anni precedenti, si sono registrate sostanziali differenze tra i diversi parlamenti nazionali per quanto riguarda il numero di pareri trasmessi alla Commissione. Le dieci camere più attive hanno presentato 472 pareri, vale a dire l'83 % del totale (2017: 74 % 2016: 73 %, 2015: 72 %), mentre 10 camere 57 (quattro nel 2017) non ne hanno presentato nessuno.

La camera che nel 2018 ha presentato il maggior numero di pareri è stata l'Assembleia da República portoghese. I suoi 99 pareri costituiscono il 17 % circa del numero totale di pareri ricevuti. Gli altri nove parlamenti o camere nazionali che hanno presentato il maggior numero di pareri nel 2017 sono il Senát ceco (81 pareri), le Cortes Generales spagnole (53 pareri), il Bundesrat tedesco (52 pareri), la Camera Deputaților rumena (48 pareri), il Senat rumeno (45 pareri), la Poslanecká sněmovna ceca (37 pareri), il Sénat francese (24 pareri), il Senato della Repubblica italiano (18 pareri) e il Riksdag svedese(15 pareri). L'allegato 2 mostra il numero di pareri presentati da ogni camera.

Argomenti principali dei pareri nel dialogo politico

Ancora più che negli anni precedenti, nel 2018 i pareri dei parlamenti nazionali hanno riguardato un'ampia gamma di argomenti. Nessuna iniziativa della Commissione è riuscita ad attirare l'attenzione dei parlamenti nazionali come aveva fatto nel 2017 il pacchetto Energia pulita (62 pareri). I sei pacchetti riportati di seguito, ognuno dei quali ha ricevuto tra gli 11 e i 15 pareri 58 , sono quelli su cui i parlamenti nazionali si sono maggiormente concentrati.

1.Completamento dell'Unione economica e monetaria – 15 pareri

2.Sviluppo regionale e politica di coesione oltre il 2020 – 13 pareri

3.Un "New Deal" per i consumatori – 11 pareri

4.Politica agricola comune dopo il 2020 – 11 pareri

5.     Autorità europea del lavoro e accesso alla protezione sociale – 11 pareri

6.     Futuro dell'apprendimento – 11 pareri

·Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 – aspetti orizzontali

Le proposte concernenti il quadro finanziario pluriennale 2021-2027, un sistema di risorse proprie dell'Unione europea e la tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, adottate dalla Commissione il 2 maggio 2018 59 , hanno dato direttamente luogo a otto pareri provenienti da sei camere 60 , compreso un parere motivato 61 . Tali proposte sono state integrate, alla fine di maggio e a giugno, da una serie di proposte o pacchetti settoriali riguardanti programmi volti a sostenere e attuare le politiche europee 62 ; tra questi, quelli che hanno attirato maggiormente l'attenzione dei parlamenti nazionali riguardavano sviluppo regionale e coesione (13 pareri) e agricoltura (11 pareri) (cfr. sotto).

In generale, gli otto pareri direttamente concernenti il pacchetto del 2 maggio hanno avallato talune parti delle proposte, quali la semplificazione della struttura del bilancio e la maggiore flessibilità nella gestione dei fondi europei. Tuttavia, alcuni di essi hanno anche espresso riserve in merito alla riduzione delle dotazioni destinate alle politiche "tradizionali", quali quelle agricola e di coesione, e/o al nuovo sistema di risorse proprie proposto, in particolare per quanto riguarda la risorsa propria legata alla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società.

Nelle sue risposte, la Commissione ha spiegato che nonostante le sue proposte siano incentrate sulle nuove priorità concordate dai decisori e sui settori in cui il bilancio dell'Unione europea garantisce il maggiore valore aggiunto, le moderate riduzioni di spesa proposte per la politica agricola e la politica di coesione non dovrebbero comprometterne il conseguimento degli obiettivi. Inoltre, ha sottolineato che il collegamento tra il "paniere" di nuove risorse proprie e le politiche dell'Unione europea sarebbe più diretto rispetto a quello della maggior parte delle attuali fonti delle entrate e che l'introduzione di una nuova base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società attenuerebbe le distorsioni creando un contesto fiscale più equo e coerente per le società, eviterebbe una corsa al ribasso, in termini di tassazione delle società, tra gli Stati membri e contribuirebbe significativamente alla lotta all'elusione fiscale e all'erosione della base imponibile.

·Sviluppo regionale e politica di coesione oltre il 2020 63

Il 31 maggio 2018 la Commissione ha adottato un pacchetto di proposte per colmare le disparità tra le diverse regioni europee in termini di coesione economica, sociale e territoriale. Le nuove proposte relative alla politica di coesione mirano ad affrontare le principali priorità dell'Unione europea, quali la lotta alla disoccupazione e l'orientamento dello sviluppo economico e sociale verso una maggiore competitività e convergenza, nonché ad aumentare l'efficacia dei finanziamenti della politica di coesione in termini di investimenti e progetti nelle regioni transfrontaliere, stimolando così la crescita delle regioni frontaliere.

Nel 2018 sette camere 64 hanno presentato 13 pareri, compreso un parere motivato 65 . In generale, le camere hanno sostenuto gli obiettivi del pacchetto e accolto con favore la semplificazione delle procedure (alcune auspicavano una maggiore semplificazione) e la divisione delle regioni in tre categorie in funzione del rispettivo sviluppo, ma hanno respinto la proposta di ridurre la spesa relativa alla politica di coesione e in particolare all'obiettivo di cooperazione territoriale europea (Interreg). Varie camere hanno sollevato obiezioni in merito all'elevata concentrazione tematica su alcuni obiettivi strategici e/o chiesto una maggiore flessibilità per gli Stati membri. Alcune hanno espresso dubbi relativamente al meccanismo per eliminare gli ostacoli giuridici e/o alla reintroduzione del termine di due anni per lo sblocco degli stanziamenti ("N+2").

Nelle sue risposte, la Commissione ha sottolineato il bisogno di rettificare il bilancio della politica di coesione nonché gli stanziamenti destinati all'obiettivo di cooperazione territoriale europea (Interreg) a causa di varie questioni, quale la Brexit, e della necessità di sostenere nuove priorità. In ogni caso, la politica di coesione proposta resterebbe la politica più significativa dell'Unione in termini di volume finanziario e continuerebbe a coprire tutte le regioni.

La Commissione ha sottolineato che la concentrazione tematica eviterebbe la dispersione delle risorse della politica di coesione e che l'introduzione di requisiti di concentrazione più severi per alcuni obiettivi strategici andrebbe di pari passo con il conferimento di una maggiore flessibilità agli Stati membri, compresa la possibilità di definire i requisiti a livello nazionale, tenendo conto delle esigenze e del potenziale delle proprie regioni. La Commissione ha insistito sul fatto che il progressivo ritorno della regola N+2, in combinazione con le oltre 80 semplificazioni proposte, compresi requisiti meno stringenti e più strategici in materia di programmazione e predisposizione delle relazioni, nonché livelli inferiori di prefinanziamento, contribuirebbe ad accelerare l'attuazione del programma Interreg.

La Commissione ha inoltre spiegato che l'obiettivo del meccanismo proposto per eliminare gli ostacoli giuridici è di aiutare gli Stati membri che non dispongono di tali meccanismi a eliminare gli ostacoli giuridici e di permettere agli attori delle regioni frontaliere di elaborare progetti comuni, senza interferire con la competenza legislativa nazionale o imporre nuovi obblighi agli Stati membri che dispongono di meccanismi altrettanto efficaci.

·Politica agricola comune dopo il 2020 66

Il 1º giugno 2018 la Commissione ha presentato un pacchetto di tre proposte legislative sulla politica agricola comune dopo il 2020 con l'obiettivo di rendere tale politica più reattiva di fronte alle sfide presenti e future, quali i cambiamenti climatici o il ricambio generazionale, continuando allo stesso tempo a sostenere gli agricoltori europei per favorire la creazione di un settore agricolo sostenibile e competitivo. Al fine di semplificare e modernizzare la politica agricola comune, la Commissione ha anche proposto, sulla base di piani strategici, di conferire agli Stati membri una maggiore flessibilità nel definire i dettagli degli interventi.

Dieci camere 67 hanno presentato 11 pareri su questo pacchetto, compreso un parere motivato 68 . La maggior parte delle camere ha accolto con favore il fatto che l'attuale struttura della politica agricola comune, divisa in due componenti, nonché i suoi obiettivi proposti siano stati mantenuti per il prossimo periodo di programmazione. Tuttavia, hanno anche sottolineato come per tale politica siano necessarie risorse finanziarie adeguate. Alcune camere si sono opposte alla riduzione dei finanziamenti destinati alla politica di sviluppo rurale e/o al livellamento e alla degressività obbligatori dei pagamenti diretti in quanto ritengono che gli Stati membri debbano avere la possibilità di decidere, sulla base delle loro condizioni particolari, se introdurre o meno tali strumenti. Inoltre, una camera si è dichiarata contraria a un'eccessiva delega, agli Stati membri, di poteri che sarebbe meglio esercitare a livello europeo 69 .

Nelle sue risposte, la Commissione, in riferimento alla decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea e alla necessità di affrontare le priorità politiche attuali e future, ha spiegato che in questo difficile contesto di bilancio la sua proposta di destinare 365 miliardi di EUR alla politica agricola comune nel periodo 2021-2027 rappresenta un forte segnale di continuità per quanto riguarda il sostegno al futuro dell'agricoltura e delle zone rurali dell'Unione europea. La Commissione ha insistito sul fatto che i pagamenti diretti diminuirebbero solo moderatamente e che per lo sviluppo rurale è stato proposto un riequilibrio del sostegno fornito da Unione europea e Stati membri, compresa la possibilità di accrescere i contributi nazionali al fine di mantenere un livello adeguato di sostegno per le zone rurali.

Inoltre, ha anche spiegato che il fatto di concedere agli Stati membri una maggiore flessibilità nel definire i dettagli degli interventi in funzione delle loro esigenze ne aumenterebbe il potenziale in termini di indirizzamento e semplificazione. La Commissione ha sottolineato che le sue proposte mirano a preservare l'adeguatezza della politica agricola comune sulla base di una modernizzazione e di una semplificazione del quadro politico, di una distribuzione più equa e mirata dei pagamenti diretti, nonché di una maggiore ambizione in termini di clima e ambiente e di un'azione più incisiva in materia di crescita e occupazione nelle zone rurali, contribuendo al contempo alla realizzazione di altre politiche e degli impegni internazionali dell'Unione europea (per esempio l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite).

·Completamento dell'Unione economica e monetaria 70

Il 6 dicembre 2017 la Commissione ha pubblicato una tabella di marcia per l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria dell'Europa con l'obiettivo di accrescere l'unità, l'efficienza e la responsabilità democratica dell'Unione economica e monetaria dell'Europa entro il 2025.

Tale tabella prevede quattro iniziative principali:

1)una proposta per l'istituzione di un Fondo monetario europeo, inserito nel quadro giuridico dell'Unione e basato sulla struttura ormai consolidata del meccanismo europeo di stabilità;

2)una proposta intesa a integrare il contenuto del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nel quadro giuridico dell'Unione, tenendo conto dell'opportuna flessibilità insita nel Patto di stabilità e crescita;

3)una comunicazione sui nuovi strumenti di bilancio per una zona euro stabile nel quadro dell'Unione; e

4)una comunicazione che illustra le eventuali funzioni di un ministro europeo dell'Economia e delle finanze che potrebbe fungere da vicepresidente della Commissione e da presidente dell'Eurogruppo, come previsto dagli attuali trattati.

Nel 2018 sette camere 71 hanno presentato 15 pareri sul pacchetto. La maggior parte dei parlamenti nazionali ha convenuto che la stabilità dell'Unione economica e monetaria sia di interesse strategico per l'Unione e ha avallato il pacchetto in linea di principio, pur sottolineando la necessità di chiarire alcune proposte. La maggior parte delle camere ha appoggiato la creazione della figura del ministro europeo dell'Economia e delle finanze, esprimendo tuttavia riserve in merito alla necessità, affinché ciò sia possibile, di un'eventuale modifica dei trattati dell'Unione europea. Alcune camere hanno espresso la preoccupazione che l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria comporti il trasferimento di competenze dal livello nazionale all'Unione europea, segnatamente in ambito fiscale e nella supervisione del settore bancario.

Nelle sue risposte, la Commissione ha convenuto sulla necessità di elaborare ulteriormente molte delle proposte presenti nel pacchetto. In particolare, varie proposte menzionate nella comunicazione della Commissione dal titolo "Nuovi strumenti di bilancio per una zona euro stabile nel quadro dell'Unione" sono state delineate congiuntamente alle proposte della Commissione relative al prossimo quadro finanziario pluriennale. La Commissione ha accolto con favore il parere dei parlamenti nazionali secondo cui la stabilità dell'Unione economica e monetaria è un interesse strategico dell'Unione europea.

La Commissione ha altresì preso atto dello scetticismo di alcuni parlamenti nazionali riguardo all'idea di un ministro europeo dell'Economia e delle finanze. Tuttavia, ha sottolineato che la creazione di tale figura contribuirebbe ad accrescere l'efficienza e la responsabilità democratica della governance economica nella zona euro e nell'Unione europea nel suo complesso.

·Un "New Deal" per i consumatori 72

In linea con gli obiettivi del "New Deal" per i consumatori, annunciato dal presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione nel 2017, l'11 aprile 2018 la Commissione ha adottato una comunicazione e due proposte di direttiva volte a rafforzare l'osservanza della normativa dell'Unione europea in materia di protezione dei consumatori, modernizzandola alla luce degli sviluppi del mercato e riducendo gli oneri per le imprese, se del caso. In termini di osservanza, le suddette proposte migliorano la procedura inibitoria già vigente, consentendo a enti legittimamente designati di tutelare l'interesse collettivo dei consumatori, e la integrano con meccanismi di ricorso collettivo. Le proposte armonizzano ulteriormente le norme relative alle sanzioni comminate in caso di violazione del diritto dei consumatori, in particolare in caso di violazioni generalizzate a livello transfrontaliero, e prevedono il diritto alla riparazione per le vittime di pratiche commerciali sleali. Per quanto concerne la modernizzazione del diritto dei consumatori dell'Unione europea, le proposte rafforzano la trasparenza delle transazioni online e ampliano la tutela dei consumatori che utilizzano servizi "gratuiti".

Otto camere 73 hanno presentato 11 pareri, compresi tre pareri motivati 74 .

Sebbene la maggior parte delle camere abbia sostenuto gli sforzi della Commissione volti a modernizzare la normativa in materia di tutela di consumatori, varie camere hanno espresso riserve in merito alla proposta di introdurre norme che inaspriscano le sanzioni, in particolare riguardo all'attribuzione delle entrate generate dalle ammende e al diritto alla riparazione per le vittime di pratiche commerciali sleali. Alcune camere hanno anche mosso critiche nei confronti dei cambiamenti proposti in merito al diritto di recesso, alla duplice qualità dei prodotti, alle vendite a domicilio non richieste e alle escursioni promozionali. Per quanto concerne le azioni rappresentative, vari camere hanno raccomandato di chiarire talune definizioni (quali gli interessi collettivi dei consumatori) e i criteri per la designazione degli enti legittimati, nonché le norme relative alla modalità utilizzata dai consumatori per manifestare la volontà di essere rappresentati da un ente legittimato nell'ambito di un'azione rappresentativa.

Nelle sue risposte la Commissione ha spiegato che l'armonizzazione dell'ammontare massimo delle ammende è necessaria per rendere possibile un'azione di esecuzione coordinata da parte delle autorità degli Stati membri nel contesto della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, assicurando al contempo l'effetto deterrente di tali sanzioni. La Commissione ha anche aggiunto che le norme proposte non impongono di destinare una quota specifica di fondi alla tutela dei consumatori né di definire lo scopo esatto dell'attribuzione; inoltre, ha chiarito che la sua proposta non assume posizioni specifiche in merito a come garantire che il consumatore sia coinvolto in un'azione rappresentativa (opt-in od opt-out), ove richiesto, e lascia quindi agli Stati membri la scelta dell'approccio in materia.

·Autorità europea del lavoro e accesso alla protezione sociale 75

Il 13 marzo 2018 la Commissione ha adottato il pacchetto sull'equità sociale, che consiste in una proposta di regolamento che istituisce l'Autorità europea del lavoro e in una proposta di raccomandazione del Consiglio sul miglioramento dell'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi, con l'obiettivo di attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e di sostenere mercati del lavoro equi e ben funzionanti.

Nel 2018 nove camere 76 hanno presentato 11 pareri, compreso un parere motivato 77 , la maggior parte dei quali riguardava la proposta relativa all'Autorità europea del lavoro.

Diverse camere hanno messo in discussione il valore aggiunto dell'autorità proposta e la ripartizione delle competenze con autorità nazionali e agenzie europee, sottolineando l'importanza di rispettare i diversi modelli di mercato del lavoro nazionale e la competenza degli Stati membri nel settore sociale e dell'occupazione. Alcune camere hanno espresso riserve in merito alla raccolta dei dati statistici e alle ispezioni congiunte oppure chiesto chiarimenti riguardo alla modalità di risoluzione delle controversie tra l'autorità proposta e gli Stati membri, dicendosi inoltre preoccupate dalla possibilità che la proposta relativa alla protezione sociale, in combinazione con altre misure, eserciti pressione sui sistemi di protezione sociale degli Stati membri in via di evoluzione.

Nelle sue risposte la Commissione ha sottolineato che le misure proposte mirano a sostenere gli Stati membri nell'affrontare le sfide derivanti dall'aumento della mobilità in tutta Europa e ha anche chiarito che l'autorità proposta ha il compito di sostenere le autorità nazionali nelle attività operative in materia di mobilità transfrontaliera dei lavoratori e di coordinamento della sicurezza sociale, senza subentrare a tali autorità o duplicarne i compiti. L'autorità proposta istituirebbe un consiglio di mediazione per gestire le controversie tra gli Stati membri in merito a tutti gli aspetti della mobilità dei lavoratori, ma la Corte di giustizia rimarrebbe l'unica istituzione competente per interpretare il diritto dell'Unione.

La Commissione ha spiegato che le ispezioni congiunte non sarebbero obbligatorie e che sarebbero effettuate in linea con la legislazione nazionale dello Stato membro interessato e ha anche garantito ai parlamenti nazionali che, in termini di raccolta dei dati e di scambio di informazioni, l'Autorità proposta si atterrebbe ai principi del quadro di interoperabilità pertinente.

Per quanto concerne la proposta relativa alla protezione sociale, la Commissione ha sottolineato che la raccomandazione proposta garantirebbe la flessibilità necessaria per affrontare i problemi legati all'accesso alla protezione sociale, pur riconoscendo pienamente la diversità dell'assetto istituzionale degli Stati membri.

·Futuro dell'apprendimento 78

Il 17 gennaio 2018 la Commissione ha adottato tre iniziative volte a migliorare le competenze chiave e le competenze digitali degli europei nonché a promuovere i valori comuni e la consapevolezza degli studenti sul funzionamento dell'Unione europea. Le proposte mirano a stimolare lo sviluppo di competenze chiave (per esempio l'alfabetizzazione, le lingue o le competenze civiche e digitali) nei sistemi di istruzione per persone di tutte le età, migliorare l'utilizzo delle tecnologie digitali per l'insegnamento e l'apprendimento, sviluppare le competenze digitali necessarie per vivere e lavorare in un'epoca di rapidi cambiamenti digitali, nonché aiutare gli Stati membri a promuovere valori comuni e a creare sistemi di istruzione e di formazione inclusivi e di alta qualità a tutti i livelli di istruzione.

Nel 2018 cinque camere 79 hanno presentato 11 pareri sul pacchetto istruzione. In generale, i pareri hanno sostenuto e accolto con favore le proposte della Commissione.

Alcune camere hanno ricordato alla Commissione che la responsabilità in materia di istruzione spetta esclusivamente agli Stati membri, hanno insistito sul fatto che il ruolo dell'Unione non dovrebbe mirare ad andare oltre raccomandazioni giuridicamente non vincolanti e/o hanno chiesto un attento esame del valore aggiunto europeo e degli oneri amministrativi che potrebbero comportare le proposte. Altre camere hanno chiesto di rafforzare il legame tra istruzione e settore commerciale nonché di fornire ulteriori chiarimenti in merito alla certificazione delle competenze digitali.

Nelle sue risposte la Commissione ha assicurato ai parlamenti nazionali che le proposte sono state elaborate tenendo conto della sussidiarietà e nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri in materia di politica dell'istruzione. La Commissione ha spiegato che i futuri materiali a sostegno dello sviluppo di competenze chiave sarebbero elaborati in stretta cooperazione con gli Stati membri, come strumenti volontari a sostegno dell'apprendimento reciproco, e che la Commissione non rilascerebbe le qualifiche né convaliderebbe le competenze nell'ambito del piano d'azione per l'istruzione digitale.

Pareri congiunti d'iniziativa

Nel 2018 la Commissione ha ricevuto due pareri congiunti d'iniziativa dai parlamenti nazionali, entrambi sottoscritti da sei parlamenti/camere dei paesi del gruppo di Visegrad ("V4") 80 . Uno di tali pareri concerneva la cooperazione parlamentare del V4, l'altro il futuro del principio di sussidiarietà nonché l'Unione dell'energia e la politica per il clima.

5.     contatti, visite, riunioni e conferenze

Visite e riunioni della Commissione presso/con i parlamenti nazionali

Come negli anni precedenti, nel 2018 i membri della Commissione hanno visitato in più occasioni i parlamenti nazionali di tutti gli Stati membri e quasi tutte le camere. Molte camere hanno ricevuto più di una visita dal presidente Juncker, dal primo vicepresidente, dai vicepresidenti o dai commissari.

Inoltre, vari parlamenti nazionali hanno inviato delegazioni a Bruxelles per incontrare i membri della Commissione. In totale, nel 2018 si sono svolte 140 visite e riunioni (cfr. la mappa sottostante). Come parte integrante del processo negoziale della Brexit, nel corso dei negoziati il capo negoziatore Michel Barnier ha altresì incontrato la grande maggioranza dei parlamenti nazionali in occasione delle sue periodiche visite in loco per informarli dei negoziati in corso e/o del relativo esito. Durante il 2018, funzionari della Commissione, generalmente di alto rango, hanno partecipato a oltre 80 riunioni di commissioni dei parlamenti nazionali per discutere proposte legislative a un livello più tecnico. Inoltre, il personale della Commissione è stato invitato a illustrare iniziative fondamentali o importanti tematiche (come la Brexit, il quadro finanziario pluriennale o l'operato della task force Sussidiarietà e il relativo seguito) in 24 riunioni dei rappresentanti permanenti dei parlamenti nazionali insediati a Bruxelles. Infine, i funzionari specializzati nel semestre europeo, insediati nelle rappresentanze della Commissione negli Stati membri, sono rimasti in contatto con i parlamenti nazionali in merito al semestre europeo e ad altre questioni economiche.

Riunioni e conferenze interparlamentari

Nel 2018 si sono svolte varie riunioni e conferenze interparlamentari di rilievo 81 , quali la Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione dei parlamenti dell'Unione europea (COSAC 82 ), la Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell'UE 83 , la settimana parlamentare europea 84 , la Conferenza interparlamentare sulla stabilità, il coordinamento economico e la governance 85 , le Conferenze interparlamentari per la politica estera e di sicurezza comune e per la politica di sicurezza e di difesa comune 86 e il gruppo di controllo parlamentare congiunto delle attività di Europol 87 , di recente istituzione.

Le due riunioni dei presidenti della COSAC si sono svolte rispettivamente a Sofia (Bulgaria) il 21-22 gennaio 2018 e a Vienna (Austria) l'8-9 luglio 2018. Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione, ha partecipato a entrambe. I delegati hanno esaminato le priorità di entrambe le presidenze, il futuro dell'Unione europea nonché le strategie macroregionali (a Sofia).

La riunione plenaria della LIX COSAC, tenutasi dal 17 al 19 giugno 2018 a Sofia, ha discusso i risultati conseguiti dalla presidenza bulgara, l'integrazione e la connettività dei Balcani occidentali, il pilastro europeo dei diritti sociali e la politica di coesione dopo il 2020.

La riunione plenaria della LX, che si è svolta dal 18 al 20 novembre 2018 a Vienna, ha visto la partecipazione del vicepresidente Šefčovič, che assieme ai delegati ha discusso la situazione attuale dell'Unione dell'energia. I delegati hanno altresì esaminato la situazione corrente della presidenza austriaca, la Brexit (esprimendo un forte sostegno al capo negoziatore dell'Unione e all'accordo di recesso), la politica climatica e l'Unione dell'energia nonché la trasparenza del processo legislativo dell'Unione in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo.

La Commissione ha risposto per iscritto ai contributi adottati dalla COSAC in occasione delle sue due riunioni plenarie 88 .



Numero di visite e riunioni presso/con i parlamenti nazionali da parte dei membri della Commissione nel 2018 (totale per tutti gli Stati membri: 140)

6.     ruolo dei parlamenti regionali

I parlamenti regionali contribuiscono indirettamente ai rapporti della Commissione con i parlamenti nazionali. Ai sensi del protocollo n. 2 dei trattati, nello svolgere il controllo di sussidiarietà dei progetti di atti legislativi dell'Unione europea in vista del rilascio di pareri motivati, i parlamenti nazionali consultano, se del caso, i parlamenti regionali dotati di poteri legislativi 89 . Membri dei parlamenti regionali sono presenti anche nel Comitato delle regioni, che svolge attività di controllo attraverso la rete di monitoraggio della sussidiarietà e la sua piattaforma online REGPEX, che è progettata per sostenere la partecipazione dei parlamenti delle regioni con poteri legislativi al meccanismo di allarme preventivo sulla sussidiarietà 90 .

Nel 2018 i partner REGPEX hanno presentato 95 contributi, 75 dei quali provenivano dai parlamenti nazionali. I parlamenti regionali più attivi sono stati l'assemblea legislativa regionale dell'Emilia-Romagna (21 contributi), il parlamento del Land della Baviera (20 contributi) e il parlamento del Land della Turingia (10 contributi). Ciò indica un forte aumento dell'attività rispetto al 2017, anno in cui nella piattaforma REGPEX erano stati registrati solamente 30 contributi provenienti da parlamenti regionali (su un totale di 66 contributi presentati dai partner REGPEX). Le proposte della Commissione che hanno ricevuto il numero più elevato di osservazioni da parte dei parlamenti regionali riguardavano un meccanismo unionale di protezione civile, la revisione della direttiva sull'acqua potabile 91 , le prescrizioni minime per il riutilizzo dell'acqua e la valutazione delle tecnologie sanitarie 92 .

Nonostante i trattati non prevedano esplicitamente l'interazione diretta tra la Commissione e i parlamenti regionali, nel 2018 numerosi parlamenti regionali hanno inviato i loro pareri direttamente alla Commissione formulando osservazioni non solo sulla sussidiarietà, ma anche su aspetti strategici di varie proposte della Commissione. La Commissione ha preso nota di tutte le questioni sollevate, affrontandole in generale nelle risposte trasmesse ai parlamenti regionali.

Riflettere su come coinvolgere meglio gli enti locali e regionali nella preparazione e nel seguito da dare alle politiche dell'Unione era uno dei compiti della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "fare meno in modo più efficiente" (cfr. la sezione 2.1). Vari parlamenti regionali hanno presentato contributi con proposte valide alla task force, anche durante la sua audizione pubblica, nonché hanno intavolato discussioni in materia in seno al gruppo di lavoro sulla sussidiarietà della Conferenza delle assemblee legislative regionali europee (CALRE). La task force ha incoraggiato i parlamenti nazionali, i parlamenti regionali e il Comitato delle regioni a migliorare la comunicazione, anche mediante un utilizzo più efficace dei rispettivi strumenti informatici, per garantire che la procedura legislativa e il meccanismo di controllo della sussidiarietà siano maggiormente indicativi delle loro perplessità.

Nel corso dell'anno il presidente Juncker ha incontrato i rappresentanti di vari governi e parlamenti regionali, compresi quelli delle Fiandre, della Vallonia (Belgio), della Baviera, della Renania-Palatinato (Germania) e dell'Austria inferiore (Austria). Altri membri della Commissione hanno partecipato a riunioni analoghe.

7.     Conclusioni

Nel 2018 si è assistito a un calo significativo del numero complessivo di pareri motivati ricevuti dalla Commissione (37 rispetto ai 52 del 2017 e ai 65 del 2016), che è avvenuto nel contesto di un numero più o meno stabile di proposte legislative presentate dalla Commissione e di un numero complessivo di pareri ricevuti pressoché identico a quello del 2017. Inoltre, i pareri motivati ricevuti avevano come oggetto vari settori e nessuna proposta, presa singolarmente, ha dato luogo a più di quattro pareri motivati da parte dei parlamenti nazionali. Questo potrebbe essere il risultato dell'applicazione, da parte della Commissione, del programma "Legiferare meglio" ben collaudato e addirittura rafforzato nonché del suo impegno a integrare i principi di sussidiarietà e di proporzionalità in tutte le fasi del processo decisionale, a valutare i quadri politici esistenti prima di presentare revisioni legislative e ad avviare un'azione a livello europeo solo in presenza di un chiaro valore aggiunto.

Il controllo e il monitoraggio della sussidiarietà erano una priorità anche per il Parlamento europeo e per il Comitato delle regioni e le conclusioni del Consiglio europeo hanno sottolineato la necessità di un'applicazione intelligente dei principi per legiferare meglio, comprese la sussidiarietà e la proporzionalità.

La task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "fare meno in modo più efficiente" ha condotto una riflessione interistituzionale su come garantire e migliorare l'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Nella sua relazione finale la task force raccomanda azioni di seguito da parte delle istituzioni con l'obiettivo di coinvolgere più efficacemente i parlamenti nazionali e gli enti locali e regionali nella preparazione delle normative e delle politiche dell'Unione nonché nel relativo seguito. La Commissione ha risposto all'operato della task force in due comunicazioni, una dell'ottobre 2018 e l'altra dell'aprile 2019, presentando una serie di azioni di seguito, quale la formulazione di risposte aggregate ai pareri motivati, che ha portato avanti nel 2019, anche nell'ambito del programma "Legiferare meglio" riveduto.

Nel 2018 il numero di pareri presentati dai parlamenti nazionali nel contesto del dialogo politico è rimasto elevato (569 pareri) e pressoché identico rispetto al 2017 (576) nonostante, ancora più che negli anni precedenti, siano state poche camere molto attive a presentarne la grande maggioranza. La percentuale relativamente bassa di pareri motivati (6,5 %) e, viceversa, la percentuale relativamente elevata di pareri d'iniziativa o di pareri concernenti iniziative non legislative (38 %) rispetto al numero totale di pareri presentati è indicativa del costante interesse dei parlamenti nazionali a impegnarsi su questioni che vanno al di là degli aspetti di sussidiarietà delle iniziative della Commissione e a fornire il prima possibile un prezioso contributo sul contenuto di queste iniziative. Ciò dimostra la volontà dei parlamenti nazionali di partecipare attivamente al processo decisionale europeo nonché di influenzare e controllare le posizioni adottate dai loro governi nel contesto europeo.

In seguito all'impegno assunto fin dall'inizio da questa Commissione di approfondire i suoi rapporti con i parlamenti nazionali, nel 2018 i membri della Commissione hanno anche continuato a tenere regolarmente dibattiti con i parlamenti nazionali, il che dimostra il valore attribuito dalle istituzioni dell'Unione europea al ruolo dei parlamenti nazionali, il cui contributo è fondamentale per avvicinare l'Unione ai suoi cittadini e renderla così più trasparente e accessibile.

(1)    Per esempio proposte legislative in settori che sono di competenza esclusiva dell'Unione o comunicazioni e libri bianchi.
(2)    Tre membri di parlamenti nazionali, Reinhold Lopatka (Austria), Kristian Vigenin (Bulgaria) e Toomas Vitsut (Estonia), e tre membri del Comitato delle regioni, Karl-Heinz Lambertz (Belgio), Michael Schneider (Germania) e François Decoster (Francia). Il Parlamento europeo non ha accolto l'invito della Commissione a partecipare alla task force.
(3)       https://ec.europa.eu/commission/priorities/democratic-change/better-regulation/task-force-subsidiarity-proportionality-and-doing-less-more-efficiently_it.
(4)    COM(2018) 703.
(5)      COM(2019) 178.
(6)      Nel primo trimestre del 2019 sono pervenuti altri pareri, generalmente favorevoli, da altre camere.
(7)     https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say_it.
(8)       https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/lighten-load_it .
(9)       https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/evaluating-and-improving-existing-laws/refit-making-eu-law-simpler-and-less-costly/refit-platform/refit-platform-work-progress_it . Dalla sua creazione nel 2015, la piattaforma REFIT ha elaborato 89 raccomandazioni.
(10)     http://ec.europa.eu/smart-regulation/refit/simplification/consultation/contributions_it.htm.
(11)     https://ec.europa.eu/info/files/better-regulation-toolbox_en.
(12)

     Il comitato per il controllo normativo è composto da un presidente (a livello di direttore generale) e da sei membri a tempo pieno, tre dei quali sono esterni alla Commissione. Tutti i membri del comitato sono indipendenti e agiscono a titolo personale in base alle rispettive competenze individuali. Il comitato controlla la qualità delle valutazioni d'impatto, dei controlli dell'adeguatezza e delle valutazioni principali. Questo controllo della qualità riguarda anche la sussidiarietà e la proporzionalità. https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/regulatory-scrutiny-board_it .

(13)    I pareri sono pubblicati insieme alle valutazioni d'impatto quando la Commissione adotta le iniziative.
(14)     http://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/2/2018/EN/SEC-2018-182-3-EN-MAIN-PART-1.PDF.
(15)     http://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/2/2018/EN/SEC-2018-397-F1-EN-MAIN-PART-1.PDF.
(16)     http://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/2/2018/EN/SEC-2018-198-3-EN-MAIN-PART-1.PDF.
(17)     http://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/2/2018/EN/SEC-2018-289-1-EN-MAIN-PART-1.PDF.
(18)    Ulteriori informazioni sui controlli dell'adeguatezza sono disponibili sul sito web della piattaforma REFIT: https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/evaluating-and-improving-existing-laws/refit-making-eu-law-simpler-and-less-costly/refit-platform/refit-platform-work-progress_it .
(19)    Per quanto riguarda la procedura adottata dal Parlamento europeo per trattare i pareri motivati dei parlamenti nazionali, cfr. la relazione annuale 2016 in materia di sussidiarietà e proporzionalità, punto 2.3.
(20)

     Tutte le comunicazioni dei parlamenti nazionali sono disponibili su "Connect", la banca dati del Parlamento europeo che raccoglie i documenti presentati dai parlamenti nazionali.
http://www.europarl.europa.eu/relnatparl/en/connect/welcome.html.

(21)     http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P8-TA-2018-0120+0+DOC+XML+V0//IT.
(22)      Per la COSAC cfr. la sezione 5 sottostante.
(23)    Cfr. la risposta del Parlamento europeo nell'allegato della ventinovesima relazione semestrale (in inglese, pag. 346): http://www.ipex.eu/IPEXL-WEB/conference/getconference.do?id=082dbcc565f936fe0165fc71d02603b4.
(24)

   Nel 2018 il Parlamento europeo ha prodotto 64 analisi iniziali di valutazioni d'impatto della Commissione, un'analisi dettagliata di una valutazione d'impatto della Commissione e una valutazione d'impatto completa, 17 valutazioni d'impatto europee ex post, altre sei valutazioni ex post e quattro documenti "Attuazione in azione" correlati. Inoltre, ha ultimato tre relazioni sul costo della non Europa, sei valutazioni del valore aggiunto europeo e un'analisi del rapporto costi-benefici.

(25)    Documento EUCO 17/18, punti II/2 e IV/15, disponibile al seguente indirizzo: https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-17-2018-INIT/it/pdf . 
(26)    Documento del Consiglio 14535/18, pag. 7, disponibile al seguente indirizzo: https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14535-2018-INIT/it/pdf.
(27)    Documento del Consiglio 14137/18, punto 3, disponibile al seguente indirizzo: https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14137-2018-INIT/it/pdf .
(28)    2018/0900(COD), documento del Consiglio 7586/18, disponibile al seguente indirizzo: https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-7586-2018-INIT/it/pdf.
(29) https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13166-2018-INIT/it/pdf.      2018/0811(CNS), documento del Consiglio 13166/18, disponibile al seguente indirizzo:
(30)    Esiste una discrepanza tra il numero dei pareri motivati registrati dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione, perché non tutte le istituzioni hanno ricevuto tutti i pareri motivati oppure perché le istituzioni conteggiano diversamente il numero dei pareri motivati ricevuti. Cfr. anche la nota 45.
(31)    Una descrizione più dettagliata delle attività connesse alla sussidiarietà è fornita nella relazione annuale sulla sussidiarietà del 2018 pubblicata dal Comitato delle regioni, disponibile dopo l'adozione da parte dell'Ufficio di presidenza del Comitato delle regioni all'indirizzo: http://portal.cor.europa.eu/subsidiarity/Pages/default.aspx .
(32)    Per quanto riguarda il lavoro di questa task force, cfr. anche la sezione 2.1.
(33)    Dichiarazione dell'Ufficio di presidenza sull'attuazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, COR-2018-03130-00-02-DECL-TRA.
(34)    Task force Sussidiarietà (follow-up): progetto pilota per una rete di hub regionali volti a valutare l'attuazione della legislazione dell'UE, COR-2018-03132-05-00-NB-TRA.
(35)    COR-2018-01703-09-00-NB-TRA.
(36)    Articolo 55, paragrafo 2, del regolamento interno, GU L 65 del 5.3.2014, pag. 41.
(37)    COM(2018) 131 final e COM(2018) 132 final.
(38)    COM(2018) 131.
(39)    COM(2018) 324.
(40)     http://portal.cor.europa.eu/subsidiarity/thesmn/Pages/default.aspx ; istituita nell'aprile 2007, la rete di controllo della sussidiarietà è stata creata per agevolare lo scambio di informazioni tra enti locali e regionali e l'Unione in merito a un'ampia gamma di documenti e proposte legislative e politiche della Commissione, nonché funge da punto di accesso che permette a tutti i partner partecipanti non solo di ottenere informazioni, ma anche di esprimere le proprie opinioni.
(41)     http://portal.cor.europa.eu/subsidiarity/regpex/Pages/default.aspx ; la sottorete della rete di controllo della sussidiarietà per assemblee regionali con poteri legislativi serve a favorire la partecipazione dei suoi partner nella fase iniziale della procedura legislativa dell'Unione europea (il periodo del sistema di allarme preventivo).
(42)    COM(2017) 753.
(43)    COM(2017) 772.
(44)

   Sentenza del 22 novembre 2018, C-151/17 [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta [...] dalla High Court of Justice (England & Wales), Queen's Bench Division (Administrative Court) [Alta Corte di giustizia (Inghilterra e Galles), divisione del Queen's Bench (sezione amministrativa) Regno Unito] — Swedish Match AB/Secretary of State for Health, EU:C:2018:938.

(45)    Questo dato si riferisce al numero complessivo di pareri pervenuti dalle camere parlamentari ai sensi del protocollo n. 2 dei trattati. A fini statistici, un parere motivato concernente più di una proposta della Commissione è considerato un unico parere motivato, mentre per determinare se per una proposta della Commissione sia stata raggiunta o meno la soglia per un cartellino giallo/arancione, tale parere motivato viene conteggiato per ognuna delle proposte trattate. Per contro, il Parlamento europeo conta tanti pareri motivati quante sono le proposte trattate.
(46)    COM(2018) 392.
(47)    Il Dáil e il Seanad Éireann hanno presentato quattro pareri motivati congiunti.
(48)    COM(2017) 753.
(49)    Da parte del Bundesrat austriaco, della Poslanecká sněmovna ceca, del Dáil e del Seanad Éireann irlandesi e della House of Commons britannica. La Commissione ha ricevuto anche quattro pareri, nel contesto del dialogo politico, dal Senát ceco, dal Bundesrat tedesco, dall'Assembleia da República portoghese e dal Senat rumeno. Tutti i pareri sostenevano l'introduzione di misure a livello dell'Unione ma tre di loro (a eccezione di quello presentato dall'Assembleia da República portoghese) sollevavano anche dubbi in merito alla proporzionalità. In generale, i contributi presentati dai parlamenti regionali (cfr. la sezione 2.4 sopra) hanno assunto una posizione critica nei confronti della proposta.
(50)    Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 settembre 2015 sul seguito all'iniziativa dei cittadini europei "L'acqua è un diritto" (Right2Water), [2014/2239(INI)]; GU C 316 del 22.9.2017, pag. 99.
(51)    SWD (2016) 428 final.
(52)    COM(2018) 147.
(53)    COM(2018) 148.
(54)    Da parte del Folketing danese, del Dáil e del Seanad Éireann irlandesi, della Kamra tad-Deputati maltese e della Tweede Kamer olandese. La Commissione ha ricevuto anche cinque pareri nel contesto del dialogo politico, segnatamente dalla Chambre des représentants belga, dal Senat ceco, dalle Cortes Generales spagnole (2 pareri) e dall'Assembleia da República portoghese. Tali pareri, sebbene generalmente favorevoli alla proposta, hanno posto in rilievo la necessità di una buona articolazione tra l'azione a livello dell'Unione e i negoziati internazionali.
(55)    COM(2018) 277.
(56)    Da parte del Senát ceco, del Bundestag tedesco, del Dáil e del Seanad Éireann irlandesi e del Riksdag svedese. La Commissione ha ricevuto anche tre pareri nel contesto del dialogo politico, segnatamente dal Bundesrat tedesco, dall'Assemblée nationale francese e dall'Assembleia da República portoghese, che a loro volta hanno sollevato dubbi in merito alla proporzionalità delle azioni proposte.
(57)      Nationalrat austriaco, Narodno Sabranie bulgaro, Vouli ton Antiprosopon cipriota, Riigikogu estone, Eduskunta finlandese, Vouli ton Ellinon greco, Saeima lettone, Chambre des Députés lussemburghese e Državni svet e Državni zbor sloveni.
(58)    Nessun documento della Commissione, preso singolarmente, ha ricevuto più di dieci pareri. L'allegato 3 elenca i documenti che hanno ricevuto più di sette pareri.
(59)    COM(2018) 321, 322, 323, 324, 325, 326, 327 e 328 del 2 maggio 2018.
(60)    Poslanecká sněmovna ceca, Senát ceco (tre pareri), Bundesrat tedesco, Assembleia da República portoghese, Camera Deputaților rumena e Riksdag svedese.
(61)    Da parte del Riksdag svedese in merito alle COM(2018) 325 e 327 (risorse proprie).
(62)    Sviluppo regionale e coesione (29 maggio); fondi sociali e per la globalizzazione, Erasmus, Europa creativa, giustizia, diritti e valori e programma antifrode (30 maggio); Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti, programma di sostegno alle riforme e anti-contraffazione (31 maggio); politica agricola comune, programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (1º giugno); InvestEU, meccanismo per collegare l'Europa, Europa digitale e programmi spaziali (6 giugno); ricerca e innovazione (Orizzonte Europa, ITER ed Euratom) e Programma per il mercato unico (7 giugno); amministrazioni fiscali e doganali (8 giugno); Corpo europeo di solidarietà (11 giugno); Fondo Asilo e migrazione, attrezzature per il controllo doganale e gestione delle frontiere e visti (12 giugno); Fondo europeo per la difesa, Fondo sicurezza interna, sicurezza nucleare e assistenza alla disattivazione nucleare (13 giugno); strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale, assistenza preadesione e paesi e territori d'oltremare (14 giugno).
(63)    COM(2018) 372, 373, 374 e 375 del 29 maggio 2018.
(64)    Senát ceco (due pareri), Bundesrat tedesco (tre pareri), Cortes Generales spagnole, Senato della Repubblica italiano, Assembleia da República portoghese (quattro pareri), Senat rumeno e Riksdag svedese.
(65)    Da parte del Riksdag svedese in merito alla COM(2018) 373.
(66)    COM(2018) 392, 393 e 394 del 1º giugno 2018.
(67)    Senát ceco, Bundesrat tedesco, Cortes Generales spagnole, Assemblée nationale francese, Hrvatski Sabor croato, Dáil e Seanad Éireann irlandesi, Camera dei Deputati italiana, Sejm polacco, Assembleia da República portoghese (due pareri) e Senat rumeno.
(68)    Da parte dell'Assemblée nationale francese in merito alla COM(2018) 392.
(69)    Per dettagli sul parere motivato presentato dall'Assemblée nationale francese, cfr. anche il capitolo 3.1 sopra.
(70)    COM(2017) 821, 822, 823, 824, 825, 826 e 827 del 6 dicembre 2017.
(71)    Poslanecká sněmovna ceca, Senát ceco (quattro pareri), Bundesrat tedesco (due pareri), Cortes Generales spagnole, Camera dei Deputati italiana (cinque pareri), Senato della Repubblica italiano e Senat rumeno.
(72)    COM(2018) 183, 184 e 185.
(73)    Bundesrat austriaco (due pareri), Poslanecká sněmovna ceca, Senát ceco (due pareri), Bundesrat tedesco (due pareri), Senato della Repubblica italiano, Assembleia da República portoghese, Camera Deputaților rumena e Riksdag svedese.
(74)    Da parte del Bundesrat austriaco, [due pareri motivati, uno in merito alla COM(2018) 184 e l'altro in merito alla COM(2018) 185] e del Riksdag svedese [un unico parere riguardante sia la COM(2018) 184 che la COM(2018) 185].
(75)    COM(2018) 131 e 132 del 13 marzo 2018.
(76)    Senát ceco (due pareri), Cortes Generales spagnole, Senato della Repubblica italiano, Sejm polacco, Senat polacco, Assembleia da República portoghese (due pareri), Camera Deputaților rumena, Senat rumeno e Riksdag svedese.
(77)    Da parte del Riksdag svedese in merito alla COM(2018) 131.
(78)    COM(2018) 22, 23 e 24 del 17 gennaio 2018.
(79)    Poslanecká sněmovna ceca (tre pareri), Senát ceco, Bundesrat tedesco (tre pareri), Assembleia da República portoghese e Camera Deputaților rumena (tre pareri).
(80)    Poslanecká sněmovna ceca, Senát ceco, Országgyűlés ungherese, Národná rada slovacca, Sejm polacco e Senat polacco.
(81)    Per ulteriori dettagli su queste riunioni, si rimanda alla relazione del Parlamento europeo sui rapporti tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali: http://www.europarl.europa.eu/relnatparl/en/home/annual-reports.html.
(82)    La COSAC è l'unico forum interparlamentare sancito dai trattati, ai sensi del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea. Solitamente si riunisce in due occasioni (una riunione dei presidenti e una plenaria) in ogni Stato membro che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea. In seno alla COSAC la Commissione ha lo status di osservatore. Il sito web della COSAC ( http://www.cosac.eu/en/ ) contiene relazioni dettagliate delle sue riunioni nonché copie dei contributi della COSAC e le relative risposte della Commissione. Informazioni sulla COSAC sono altresì disponibili al seguente indirizzo: http://www.ipex.eu/IPEXL-WEB/conference/getconference.do?type=082dbcc564afa0210164b2da9f5102f8.
(83)    La Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell'UE è organizzata annualmente nello Stato membro che esercita la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea nella seconda metà dell'anno precedente. La riunione del 2018 si è svolta a Tallin il 23-24 aprile 2018. Per ulteriori informazioni: http://www.ipex.eu/IPEXL-WEB/euspeakers/getspeakers.do?id=082dbcc55d1a225d015d1bfe7cce00ed.
(84)

   La settimana parlamentare europea, svoltasi al Parlamento europeo il 19-20 febbraio 2018, ha visto la partecipazione del vicepresidente Dombrovskis e dei commissari Oettinger e Thyssen. Per ulteriori informazioni: http://www.europarl.europa.eu/relnatparl/en/high-level-conferences/european-parliamentary-week.html.

(85)    Questa conferenza, svoltasi il 17-18 settembre 2018 a Vienna, ha visto la partecipazione del commissario Moscovici. Per ulteriori informazioni: http://www.ipex.eu/IPEXL-WEB/conference/getconference.do?id=082dbcc55f38350b015f3958960f01ee .
(86)    Due conferenze, svoltesi rispettivamente dal 15 al 17 febbraio 2018 a Sofia e l'11-12 ottobre 2018 a Vienna. Federica Mogherini, Alto rappresentante/vicepresidente, ha partecipato a entrambe. Per ulteriori informazioni: http://www.ipex.eu/IPEXL-WEB/conference/getconference.do?id=082dbcc55f38350b015f394a4eb201ca e http://www.ipex.eu/IPEXL-WEB/conference/getconference.do?id=082dbcc55f38350b015f394ad04c01cc .
(87) Il gruppo di controllo parlamentare congiunto delle attività di Europol è stato istituito nel 2018 e si è riunito in due occasioni: una a Sofia, il 18-19 marzo, con la partecipazione dei commissari Gabriel e King e una a Bruxelles, il 24-25 settembre, con la partecipazione del commissario King.
(88)     http://www.ipex.eu/IPEXL-WEB/conference/getconference.do?type=082dbcc564afa0210164b2da9f5102f8.
(89)    Articolo 6, paragrafo 1, del Protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
(90)    Per maggiori informazioni sull'attività del Comitato delle regioni in materia di controllo della sussidiarietà, cfr. la sezione 2.4.
(91)    Che ha anche dato luogo a quattro pareri motivati da parte di parlamenti nazionali (cfr. la sezione 3.2).
(92)    Rispettivamente COM(2017) 772, COM(2017) 753, COM(2018) 337 e COM(2018) 51.
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Bruxelles, 11.7.2019

COM(2019) 333 final

ALLEGATI

della

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

RELAZIONE ANNUALE 2018
SULL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ E DI PROPORZIONALITÀ E SUI RAPPORTI CON I PARLAMENTI NAZIONALI


ALLEGATO 1

Elenco dei documenti della Commissione
per i quali i parlamenti nazionali hanno inviato alla Commissione pareri motivati 1  
in ordine al rispetto del principio di sussidiarietà nel 2018

Documento
della Commissione

Titolo

Numero
di pareri

motivati

(Protocollo

n. 2)

Numero
di voti

(Protocollo

n. 2)
2

Camera nazionale
che ha inviato

pareri motivati

1

COM(2018) 147 e COM(2018) 148

Proposta di direttiva del Consiglio che stabilisce norme per la tassazione delle società che hanno una presenza digitale significativa;

Proposta di direttiva del Consiglio relativa al sistema comune d'imposta sui servizi digitali applicabile ai ricavi derivanti dalla fornitura di taluni servizi digitali

4

7

DK Folketing (2 voti) 

IE Dáil Éireann e Seanad Éireann (2 voti)

MT Kamra tad-Deputati (2 voti)

NL Tweede Kamer (1 voto)

2

COM(2018) 277

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti

4

6

CZ Senát (1 voto)

DE Bundestag (1 voto)

IE Dáil Éireann e Seanad Éireann (2 voti)

SE Riksdag (2 voti)

3

COM(2017) 753

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (rifusione)

4

5

AT Bundesrat (1 voto)

CZ Poslanecká sněmovna (1 voto) 

IE Dáil Éireann e Seanad Éireann (2 voti)

UK House of Commons (1 voto) 

4

COM(2018) 639

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE

3

4

DK Folketing (2 voti) 

UK House of Commons (1 voto) 

UK House of Lords (1 voto)

5

COM(2018) 51

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla valutazione delle tecnologie sanitarie, che modifica la direttiva 2011/24/UE

3

3

CZ Poslanecká sněmovna (1 voto) 

DE Bundestag (1 voto)

FR Sénat (1 voto)

6

COM(2018) 184 e COM(2018) 185

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle azioni rappresentative a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e che abroga la direttiva 2009/22/CE; Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio del 5 aprile 1993, la direttiva 98/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per una migliore applicazione e una modernizzazione delle norme dell'UE relative alla protezione dei consumatori

3 3

3

AT Bundesrat (1 voto)

SE Riksdag (2 voti)

 

7

COM(2017) 648

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 92/106/CEE relativa alla fissazione di norme comuni per taluni trasporti combinati di merci tra Stati membri

1

2

SE Riksdag (2 voti)

8

COM(2017) 795

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme e procedure per la conformità alla normativa di armonizzazione dell'Unione relativa ai prodotti e per la sua applicazione e che modifica i regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (UE) n. 305/2011, (UE) n. 528/2012, (UE) 2016/424, (UE) 2016/425, (UE) 2016/426 e (UE) 2017/1369 e le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/42/CE, 2009/48/CE, 2010/35/UE, 2013/29/UE, 2013/53/UE, 2014/28/UE, 2014/29/UE, 2014/30/UE, 2014/31/UE, 2014/32/UE, 2014/33/UE, 2014/34/UE, 2014/35/UE, 2014/53/UE, 2014/68/UE e 2014/90/UE

1

2

SE Riksdag (2 voti)

9

COM(2017) 797

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'Unione europea

1

2

SE Riksdag (2 voti)

10

COM(2018) 131

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Autorità europea del lavoro

1

2

SE Riksdag (2 voti)

11

COM(2018) 173

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare

1

2

SE Riksdag (2 voti)

12

COM(2018) 213

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che reca disposizioni per agevolare l'uso di informazioni finanziarie e di altro tipo a fini di prevenzione, accertamento, indagine o perseguimento di determinati reati e che abroga la decisione 2000/642/GAI del Consiglio

1

2

SE Riksdag (2 voti)

13

COM(2018) 274

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali

1

2

SE Riksdag (2 voti)

14

COM(2018) 325 e COM(2018) 327

Proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea; Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione europea

1

2

SE Riksdag (2 voti)

15

COM(2018) 373

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un meccanismo per eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi in ambito transfrontaliero

1

2

SE Riksdag (2 voti)

16

COM(2018) 380

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)

1

2

SE Riksdag (2 voti)

17

COM(2018) 478 e COM(2018) 480

Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'UE (frontiere e visti) e che modifica la decisione 2004/512/CE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 767/2008, la decisione 2008/633/GAI del Consiglio, il regolamento (UE) 2016/399, il regolamento (UE) 2017/2226, il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento ETIAS], il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sul SIS nel settore delle verifiche di frontiera] e il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento eu-LISA]; Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'interoperabilità tra i sistemi di informazione dell'UE (cooperazione giudiziaria e di polizia, asilo e migrazione) e che modifica il [regolamento (UE) 2018/XX [regolamento Eurodac],] il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sul SIS nel settore dell'attività di contrasto], il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento ECRIS-TCN] e il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento eu-LISA]

1

2

IE Dáil Éireann e Seanad Éireann (2 voti)

18

COM(2017) 660

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale

1

1

FR Sénat (1 voto)

19

COM(2017) 772

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 1313/2013/UE su un meccanismo unionale di protezione civile

1

1

CZ Poslanecká sněmovna (1 voto)

20

COM(2018) 392

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio

1

1

FR Assemblée nationale (1 voto)

21

COM(2018) 633

Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e che abroga il regolamento (UE) n. 439/2010 Contributo della Commissione europea alla riunione dei leader di Salisburgo del 19-20 settembre 2018

1

1

IT Senato della Repubblica (1 voto)

22

COM(2018) 640

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online Contributo della Commissione europea alla riunione dei leader, riunitisi a Salisburgo il 19-20 settembre 2018

1

1

CZ Poslanecká sněmovna (1 voto)

TOTALE di pareri motivati ricevuti

37



ALLEGATO 2

Numero di pareri ricevuti dalla Commissione nel 2018 per parlamento/camera nazionale (dialogo politico e meccanismo di controllo della sussidiarietà)

Stato membro

Camera

Numero
totale
dei pareri 4

Numero
di
pareri motivati
(protocollo n. 2)

Portogallo

Assembleia da República

99

0

Repubblica ceca

Senát

81

1

Spagna

Las Cortes Generales:
Senado de España e
Congreso de los Diputados

53 5

0

Germania

Bundesrat

52

0

Romania

Camera Deputaților

48

0

Romania

Senatul

45

0

Repubblica ceca

Poslanecká sněmovna

37

4

Francia

Sénat

24

2

Italia

Senato della Repubblica

18

1

Svezia

Riksdag

15

12

Regno Unito

House of Lords

14 6

1

Italia

Camera dei Deputati

13

0

Irlanda

Houses of the Oireachtas:
Dáil e Seanad Éireann

12 7

4

Francia

Assemblée nationale

11

1

Austria

Bundesrat

10

3

Polonia

Sejm Rzeczypospolitej Polskiej

7

0

Polonia

Senat Rzeczypospolitej Polskiej

6

0

Slovacchia

Národná rada

4

0

Paesi Bassi

Tweede Kamer

3

1

Ungheria

Országgyűlés

3

0

Danimarca

Folketing

2

2

Germania

Bundestag

2

2

Regno Unito

House of Commons

2

2

Lituania

Seimas

2

0

Paesi Bassi

Eerste Kamer

2

0

Malta

Kamra tad-Deputati

1

1

Belgio

Sénat de Belgique / Belgische Senaat

1

0

Belgio

Chambre des Représentants de Belgique / Belgische Kamer van volksvertegenwoordigers

1

0

Croazia

Hrvatski Sabor

1

0

Austria

Nationalrat

0

0

Bulgaria

Narodno Sabranie

0

0

Cipro

Vouli ton Antiprosopon

0

0

Estonia

Riigikogu

0

0

Finlandia

Eduskunta

0

0

Grecia

Vouli ton Ellinon

0

0

Lettonia

Saeima

0

0

Lussemburgo

Chambre des Députés

0

0

Slovenia

Državni svet

0

0

Slovenia

Državni zbor

0

0

TOTALE

569

37



ALLEGATO 3

Documenti della Commissione riguardo ai quali, nel 2018, è stato presentato il maggior numero di pareri 8 alla Commissione (dialogo politico e meccanismo di controllo della sussidiarietà)

Documento
della Commissione

Titolo

Numero
totale
dei
pareri 9

Numero
di
pareri motivati
(protocollo n. 2)

1

COM(2018) 51

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla valutazione delle tecnologie sanitarie, che modifica la direttiva 2011/24/UE

10

3

2

COM(2017) 753

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (rifusione)

8

4

3

COM(2018) 148

Proposta di direttiva del Consiglio relativa al sistema comune d'imposta sui servizi digitali applicabile ai ricavi derivanti dalla fornitura di taluni servizi digitali

8

4

4

COM(2018) 131

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Autorità europea del lavoro

8

1

5

COM(2018) 173

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare

8

1

6

COM(2018) 392

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio

8

1

7

COM(2018) 394

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (UE) n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati, (UE) n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione e (UE) n. 229/2013 recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle isole minori del Mar Egeo

8

0

8

COM(2018) 147

Proposta di direttiva del Consiglio che stabilisce norme per la tassazione delle società che hanno una presenza digitale significativa

7

4

9

COM(2018) 277

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti

7

4

10

COM(2018) 640

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online Contributo della Commissione europea alla riunione dei leader, riunitisi a Salisburgo il 19-20 settembre 2018

7

1

11

COM(2018) 367

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce "Erasmus": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga il regolamento (UE) n. 1288/2013

7

0

12

COM(2018) 393

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013

7

0

13

COM(2018) 476

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per la difesa

7

0

14

COM(2017) 824

Proposta di direttiva del Consiglio che stabilisce disposizioni per rafforzare la responsabilità di bilancio e l'orientamento di bilancio a medio termine negli Stati membri

7

0

(1)      Per essere considerato parere motivato ai sensi del protocollo n. 2, il parere deve indicare chiaramente il motivo per cui il parlamento nazionale ritiene la proposta legislativa non conforme al principio di sussidiarietà ed essere inviato alla Commissione generalmente entro un termine di otto settimane dalla data di trasmissione della proposta legislativa ai parlamenti nazionali in tutte le lingue ufficiali.
(2)      Ai sensi del protocollo n. 2, ciascun parlamento nazionale dispone di due voti; nel caso di un sistema bicamerale, ciascuna camera dispone di un voto. Nel caso in cui i pareri motivati rappresentino almeno un terzo (per le proposte di cui all'articolo 76 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea almeno un quarto) dell'insieme dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la soglia del cosiddetto "cartellino giallo" è raggiunta e il progetto di atto legislativo deve essere rivisto. 19 voti su 56 (18 su 54 a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione europea) rappresentano un terzo di tutti i voti attribuiti.
(3)      Il SE Riksdag ha inviato un unico parere motivato concernente entrambe le proposte COM(2018) 184 e COM(2018) 185, mentre l'AT Bundesrat ha presentato due pareri motivati separati, uno per ciascuna proposta. Pertanto, sebbene sia il pacchetto che ogni proposta, presi singolarmente, abbiano ricevuto due pareri motivati, il numero totale di pareri motivati conteggiato ai fini del pacchetto è tre.
(4)      Comprende sia i pareri presentati nel contesto del "dialogo politico", sia i pareri motivati pervenuti dai parlamenti nazionali.
(5)      Tutti pareri congiunti di entrambe le camere.
(6)      Compresi 13 pareri per cui non si attendeva alcuna risposta della Commissione.
(7)      Tutti pareri congiunti di entrambe le camere.
(8)      La tabella elenca tutti i documenti della Commissione per i quali sono stati ricevuti almeno sette pareri. In alcuni casi, il parere concerneva anche altri documenti della Commissione.
(9)      Comprende sia i pareri presentati nel contesto del "dialogo politico", sia i pareri motivati pervenuti dai parlamenti nazionali.
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