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Document 52013SC0443
COMMISSION STAFF WORKING DOCUMENT EXECUTIVE SUMMARY OF THE IMPACT ASSESSMENT Accompanying the document Proposal for a DIRECTIVE OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL amending Directive 94/62/EC on packaging and packaging waste to reduce the consumption of lightweight plastic carrier bags
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio al fine di ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio al fine di ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero
/* SWD/2013/0443 final */
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio al fine di ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero /* SWD/2013/0443 final */
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA
COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di direttiva del Parlamento europeo e
del Consiglio che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti
di imballaggio al fine di ridurre il consumo di borse di plastica in materiale
leggero 1. Definizione del problema Le borse di plastica[1] sono un prodotto diffuso e a basso prezzo ampiamente utilizzato nel
trasporto negozio-casa. È stato stimato che, nel 2010, ogni cittadino dell'UE
abbia utilizzato 198 borse di plastica, di cui l'89% monouso. Basandosi sullo status
quo si prevede che il consumo dovrebbe ulteriormente aumentare. Le
caratteristiche che hanno decretato il successo commerciale delle borse di
plastica – ovvero il peso contenuto e la resistenza al degrado – hanno anche
contribuito al loro impatto ambientale. Nel 2010, nell'UE sono stati gettati
oltre 8 miliardi di borse di plastica, creando immondizia. Inoltre, nell'UE, i
sistemi di raccolta dei rifiuti municipalizzati o privati trasferiscono nelle
discariche una quantità molto importante (49,7%, ossia 710 000 tonnellate
all'anno) delle borse di plastica raccolte: una situazione chiaramente non
ottimale sotto il profilo dell'efficienza delle risorse. L'uso massiccio di
borse di plastica monouso, il trattamento inadeguato alla fine del ciclo di
vita e la loro resistenza al degrado fanno sì che esse danneggino il nostro
ambiente, compresi gli ecosistemi marini. Nell'UE le borse di plastica sono considerate imballaggio
a norma della direttiva imballaggi e i rifiuti di imballaggio (direttiva
94/62/CE[2]). Tuttavia, non vi non vi sono né normative, né politiche UE che riguardino
nello specifico le borse di plastica. Alcuni Stati membri hanno già
messo a punto politiche volte a ridurne l'uso, ad esempio facendo leva sui
prezzi, su accordi con il settore del commercio al dettaglio o su campagne di
sensibilizzazione, con risultati alterni. In seguito ai tentativi da parte di
alcuni Stati membri di vietare l'uso delle borse di plastica, il Consiglio
Ambiente del 14 marzo 2011 ha esaminato la questione e ha invitato la
Commissione a studiare eventuali azioni dell'Unione europea contro il loro
consumo. 2. Analisi della sussidiarietà
e valore aggiunto europeo Il consumo massiccio di borse di plastica
costituisce una sfida di portata comune e transfrontaliera per l'UE. È
improbabile che, in assenza di un intervento dell'UE, tutti gli Stati membri
affronteranno questione in modo efficace. Il valore aggiunto di un'azione a
livello di UE consisterebbe nel definire un quadro di riferimento che
stabilisca un obiettivo, tematiche e definizioni comuni nonché una tempistica d'intervento,
pur lasciando gli Stati membri liberi di decidere in merito a precise modalità
di attuazione, in linea con il principio di sussidiarietà. L'azione dell'UE è pienamente in linea con gli
obiettivi della direttiva sugli imballaggi, ossia prevenire e ridurre l'impatto
ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e garantire coerenza
nell'affrontare un problema di natura comune e transfrontaliera. 3. Obiettivi L'obiettivo generale di un'iniziativa politica
sulle borse di plastica è limitare le relative conseguenze negative sull'ambiente,
in particolare per quanto riguarda la trasformazione in immondizia, nonché
contribuire a prevenire la formazione di rifiuti e promuovere un uso più
efficace delle risorse, contenendo al contempo gli impatti socioeconomici
negativi. Nello specifico, gli obiettivi dell'iniziativa
consistono nel: ·
limitare i danni ambientali provocati da un aumento
del consumo di borse di plastica, in termini di inquinamento da immondizia e di
un uso non sostenibile delle risorse, riducendo significativamente entro il
2015 la quantità di borse di plastica consumate pro capite; ·
affrontare un problema comune e transfrontaliero in
modo coordinato e uniforme in tutta l'UE. La valutazione d'impatto esamina i principali
impatti ambientali, sociali ed economici delle possibili opzioni strategiche
mirate a ridurre l'impiego di borse di plastica monouso. I diversi livelli di
ambizione delle opzioni prospettate sono valutati e confrontati con uno
scenario di base al fine di individuare gli strumenti che consentano di
contenere al minimo i costi e ottimizzare i benefici. 4. Alternative strategiche Le opzioni proposte nell'analisi sono
incentrate su misure preventive in materia di borse di plastica monouso. L'opzione 1 ("scenario di base")
descrive uno scenario in cui, in assenza di interventi, si manterrebbe lo status
quo. Non vi sarebbero ulteriori politiche e misure destinate a limitare il
consumo di borse di plastica monouso a livello di UE o a livello nazionale. L'opzione 2 ("impegno su base volontaria
di una parte significativa del settore del commercio al dettaglio nell'UE di
non fornire borse di plastica monouso") implica un accordo facoltativo da
parte di una parte importante del settore del commercio al dettaglio nell'UE ad
interrompere la fornitura di borse di plastica monouso. Ai fini della
valutazione d'impatto, questo tipo di accordo dovrebbe tradursi in una
riduzione del 55% della quantità di borse di plastica monouso. L'opzione 3 ("definizione di un obiettivo
di prevenzione a livello di UE sulle borse di plastica monouso combinato con
strumenti economici e con la possibilità, per gli Stati membri, di introdurre
restrizioni di mercato in deroga all'articolo 18 della direttiva sugli
imballaggi") è composta da tre elementi complementari: un obiettivo di
prevenzione; una misura che intervenga a livello di prezzi e la possibilità per
gli Stati membri di introdurre restrizioni di mercato in deroga all'articolo 18
della direttiva sugli imballaggi. Verrebbe stabilito un obiettivo di prevenzione
(riduzione) per i sacchetti di plastica monouso a livello di UE, che porterebbe
a una riduzione dell'80% del consumo medio dei sacchetti di plastica monouso. L'opzione 4 ("introduzione di un divieto
delle borse di plastica monouso a livello di UE") prevede che sia vietata
la fornitura di borse di plastica monouso nei servizi al dettaglio, con una riduzione
del 100% delle borse di plastica monouso consumate nell'UE. 5. Analisi degli impatti La valutazione si concentra sugli impatti
aggiuntivi derivanti dalle opzioni 2-4 rispetto allo scenario di base. Tutte le opzioni per ridurre l'impiego di
borse di plastica monouso hanno gli stessi tipi di effetto, quel che varia tra
un'opzione e l'altra è soltanto l'entità dell'effetto. ·
Impatti ambientali I principali benefici ambientali sono collegati
alla riduzione del quantitativo di rifiuti e del numero di borse
di plastica disperse nell'ambiente, che si traduce in una riduzione delle
spese di recupero dell'immondizia e delle spese sostenute per la normale
gestione dei rifiuti (raccolta, riciclaggio e smaltimento). Tali costi
dovrebbero ridursi considerevolmente con la diminuzione del consumo di borse di
plastica monouso. Un consumo inferiore di borse di plastica monouso
comporterebbe anche un uso più efficiente delle risorse e una
riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. ·
Impatti economici e sociali Le
misure per ridurre il consumo di borse di plastica monouso, in particolare di
natura regolamentare, potrebbero comportare alcuni oneri amministrativi
per garantirne l'attuazione e l'applicazione, sia per il settore pubblico, sia
per quello privato. L'onere amministrativo dipenderà dall'assetto definitivo
delle misure di attuazione adottate dagli Stati membri. Gli
impatti netti sui produttori dovrebbero essere positivi. Sebbene
le misure proposte comportino un calo delle attività dei produttori di borse di
plastica monouso, i produttori di borse di plastica multiuso beneficeranno
delle modifiche. Nell'UE, il 70% delle borse monouso sono importate, pertanto l'impatto
negativo sui produttori europei è contenuto. Una disponibilità ridotta di borse
di plastica monouso potrebbe essere in parte compensata da un passaggio a borse
di plastica riutilizzabili, prodotte principalmente nell'UE. Gli
impatti netti sui venditori al dettaglio dovrebbero anch'essi essere positivi,
nonostante un possibile costo iniziale dovuto all'attuazione delle misure
prospettate (ad es. sensibilizzazione, costi amministrativi, un maggiore costo
dovuto alla fornitura di alternative a titolo gratuito). Questi costi
potrebbero essere compensati da un aumento delle vendite di alternative
multiuso e dalla riduzione globale del consumo di borse monouso spesso fornite
gratuitamente. Alcuni commercianti al dettaglio potrebbero addirittura trarre
profitti economici dalle misure volte a ridurre il consumo di borse di plastica
monouso. Si
prevede che gli impatti sui livelli di occupazione saranno leggermente negativi
nel quadro di tutte le opzioni strategiche proposte. Tutte
le opzioni comportano la possibilità che i consumatori debbano
fare fronte a un aumento iniziale dei costi, poiché la raccomandazione di
ricorrere a strumenti economici implicherebbe che ai consumatori sia chiesto di
pagare per le borse di plastica. Tuttavia, questi costi diminuiranno man mano
che i consumatori passeranno ad alternative riutilizzabili, il che si tradurrà
in un risparmio nel lungo termine. Tutte
le opzioni aumenteranno la sensibilizzazione sugli impatti
ambientali delle borse di plastica monouso e sugli aspetti legati all'efficienza
delle risorse, oltre a promuovere modelli di consumo più sostenibili. Tutte le
misure sono potenzialmente in grado di influenzare il comportamento dei
consumatori in senso più generale e di condizionare i modelli aziendali dei
produttori e dei venditori al dettaglio. 6. Confronto delle opzioni
strategiche Le quattro opzioni strategiche sono state
valutate dal punto di vista quantitativo e qualitativo. L'analisi quantitativa
è incentrata su tre impatti ambientali (impiego delle risorse, livelli di
inquinamento da immondizia e impatti sulla spesa pubblica destinata alla
gestione e alla raccolta dei rifiuti) nonché su sei impatti economici e sociali
(oneri amministrativi, impatti sui produttori nell'UE, impatti sui venditori al
dettaglio nell'UE, impatti sui consumatori, impatti sui livelli di occupazione
e sensibilizzazione dell'opinione pubblica). Tabella 1:
Comparazione quantitativa dei principali impatti ambientali delle opzioni
proposte, nel 2020 Indicatori di impatto ambientale || Scenario di base (status quo) || Accordo su base volontaria dei venditori al dettaglio || Obiettivo di prevenzione + strumento economico || Divieto Tonnellate complessive di borse di plastica (riduzione in %) || 0 || 13 || 20 || 24 Tonnellate di borse di plastica monouso (riduzione in %) || 0 || 55 || 82 || 100 Numero complessivo delle borse di plastica (riduzione in %) || 0 || 47 || 70 || 85 Numero di borse di plastica monouso (riduzione in %) || 0 || 55 || 80 || 100 Petrolio (kt risparmiate) || 0 || 463 || 693 || 842 Emissioni (MtCO2eq evitate) || 0 || 81,2 || 121,4 || 147,6 Riduzione delle borse gettate nell'ambiente come immondizia (miliardi/2015) || 0 || 4,1 || 5,3 || 6,4 Tabella 2:
Comparazione quantitativa dei principali effetti economici delle opzioni
proposte, media del quinquennio 2015-2020, rispetto allo scenario di base (status
quo) Indicatori di impatto economico (in mio EUR/anno) || Scenario di base (status quo) || Accordo su base volontaria dei venditori al dettaglio || Obiettivo di prevenzione + strumento economico || Divieto Riduzione dei costi per i venditori al dettaglio || 0 || 412,5 || 649,8 || 791,7 Utili dei produttori UE di borse di plastica || 0 || 5,7 || 3,8 || 4,2 Riduzione dei costi di raccolta dell'immondizia nell'ambiente || 0 || 34,0 || 46,3 || 54,2 Riduzione dei costi della gestione dei rifiuti || 0 || 25,8 || 39,8 || 49,5 Totale risparmi e vantaggi || 0 || 478,0 || 739,8 || 899,5 Tabella3:
Comparazione quantitativa dei principali impatti sociali delle opzioni
proposte, rispetto allo scenario di base (status quo) Indicatori di impatto sociale || Scenario di base (status quo) || Accordo su base volontaria dei venditori al dettaglio || Obiettivo di prevenzione + strumento economico || Divieto Variazione netta dell'occupazione nell'UE nella produzione di borse di plastica nel 2015 (equivalenti a tempo pieno) || 0 || -860 || -1340 || -1641 Un divieto relativo alle borse di plastica
monouso otterrebbe i risultati migliori per quanto riguarda gli indicatori ambientali
ed economici, seguito dall'obiettivo di prevenzione (riduzione dell'80%) e dall'accordo
su base volontaria con il settore dei venditori al dettaglio (riduzione del
55%). Lo scenario che contempla il mantenimento dello status quo comporta
i risultati meno soddisfacenti. Il divieto inciderebbe nella maniera più
negativa sull'occupazione, seguito dall'obiettivo di prevenzione e dall'accordo
su base volontaria, mentre lo scenario con lo status quo invariato non
comporterebbe variazioni nette in termini occupazionali. Sei altre questioni (più complesse da
quantificare) integrano l'analisi con elementi di natura qualitativa e sono
elencate di seguito. La flessibilità degli Stati membri di poter scegliere
misure specifiche. Un obiettivo di prevenzione formulerebbe sì un traguardo
obbligatorio, ma consentirebbe anche a tutti gli Stati membri una certa
flessibilità nel decidere quali misure siano le più efficaci nel rispettivo
contesto nazionale, condizione che non risulterebbe soddisfatta né nel caso di
un accordo a livello di UE su base volontaria con il settore del commercio al
dettaglio, né nel caso di un divieto. Spese di attuazione. Le modifiche di accordi
istituzionali necessarie per attuare una nuova misura possono comportare costi
in termini di risorse amministrative e umane. Un accordo su base volontaria con una parte del settore dei venditori
al dettaglio dell'UE si tradurrebbe in costi di attuazione minori a carico
delle autorità pubbliche rispetto all'ipotesi di un obiettivo di prevenzione o
di un divieto. D'altro canto un accordo su base volontaria comporta anche dei
rischi di parassitismo (free riding) e la difficoltà di comminare
sanzioni in caso di inosservanza. Le spese amministrative connesse a un divieto accompagnato da uno
strumento relativo ai prezzi dipenderanno dalle misure specifiche che dovranno
essere adottate dai singoli Stati membri. Le autorità pubbliche potrebbero
dover far fronte a costi aggiuntivi legati al monitoraggio (in particolare per
garantire che i venditori al dettaglio si attengano gli obblighi di
rendicontazione), ma ciò costituirebbe solo una parte esigua dei costi già
sostenuti dagli Stati membri nel quadro della rendicontazione degli obiettivi
già esistenti in materia di imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Nel caso di
un obiettivo di prevenzione, i costi di monitoraggio e di esecuzione saranno
probabilmente inferiori rispetto all'ipotesi di un divieto. Gli Stati membri che hanno già attuato misure per ridurre l'impiego di
borse di plastica e hanno già raggiunto l'obiettivo medio pro capite non
dovranno farsi carico di ulteriori impatti. –
Possibilità di generare entrate. Gli strumenti economici raccomandati per
integrare un obiettivo di prevenzione relativo alle borse di plastica monouso
genererebbero utili che potrebbero andare a beneficio delle autorità pubbliche
o dei venditori al dettaglio. Se gli utili fossero versati alle autorità
pubbliche, queste potrebbero usarli per compensare (parte dei) costi
amministrativi legati all'attuazione e all'esecuzione. –
Adesione alla misura. Considerato che i venditori al dettaglio che
aderiscono al forum europeo del commercio al dettaglio (EU Retail Forum)
rappresentano solo il 55% del consumo complessivo di borse di plastica monouso,
se l'accordo su base volontaria dovesse andare in porto un grande numero di
piccoli esercizi commerciali al dettaglio non vi parteciperebbe. Questo non
solo rischia di confondere i consumatori, poiché la disponibilità di borse di
plastica monouso varierebbe a seconda dell'esercizio commerciale, ma solleva
problemi anche in termini di parità di condizioni tra tutti i commercianti al
dettaglio nell'UE. Vi è inoltre il rischio che singoli venditori al dettaglio
che aderiscono al forum europeo del commercio al dettaglio non partecipino all'accordo. –
Sensibilizzazione sul consumo sostenibile. Ridurre la disponibilità delle borse di
plastica monouso e introdurre strumenti economici può contribuire a
sensibilizzare maggiormente i consumatori rispetto a modelli di consumo (non)
sostenibili, un ragionamento che va al di là del mero consumo di borse di
plastica. Questo effetto è meno probabile nel caso di un accordo su base
volontaria cui aderisce solo una parte del settore del commercio al dettaglio
nell'UE. –
Altre questioni. Un divieto e un obiettivo di prevenzione potrebbero incidere
maggiormente sui piccoli esercizi rispetto ai grandi, poiché potrebbero
scoraggiare gli acquisti fatti d'impulso da parte dei clienti di passaggio. Per
venditori al dettaglio di maggiori dimensioni, che costituiscono il canale di
distribuzione principale delle borse di plastica ai consumatori, gli acquisti d'impulso
rappresentano probabilmente una quota più ridotta delle vendite. 7. Opzione preferita A livello di UE un obiettivo di prevenzione
con una raccomandazione esplicita a ricorrere a strumenti economici e la
possibilità per gli Stati membri di applicare restrizioni di mercato in deroga
all'articolo 18 (opzione 3 descritta nella sezione 3.2.3 della relazione
completa della valutazione d'impatto) evidenzia il potenziale più elevato di
produrre risultati ambientali ambiziosi, assicurando al contempo impatti
economici positivi, limitando gli effetti negativi sull'occupazione, garantendo
l'accettazione da parte dell'opinione pubblica e contribuendo a una maggiore
sensibilizzazione sul consumo sostenibile. Tuttavia, sulla base di un esame più
approfondito delle opzioni strategiche analizzate nella presente valutazione d'impatto
nel corso della consultazione interservizi della Commissione si è giunti alla
conclusione che, ad oggi, sarebbe difficile elaborare e attuare un obiettivo di
riduzione valido per tutta l'UE, alla luce delle attuali notevoli differenze
tra gli Stati membri nei livelli di consumo delle borse di plastica monouso.
Invece di determinare un obiettivo comune a livello di UE è quindi preferibile
introdurre nell'articolo 4 della direttiva 94/62/CE l'obbligo per tutti gli
Stati membri di ridurre il consumo di borse di plastica monouso, consentendo
agli stessi Stati membri di fissare i propri obiettivi nazionali di riduzione e
di scegliere le misure con cui raggiungere tali obiettivi. In un secondo tempo,
tuttavia, l'ipotesi di stabilire un obiettivo di riduzione a livello di UE potrebbe
essere considerata. 8. Monitoraggio e valutazione Gli Stati membri sono tenuti a recepire la direttiva
12 mesi dopo la sua entrata in vigore e ad attuare le misure volte a ridurre l'impiego
di borse di plastica monouso entro 2 anni dall'entrata in vigore. È previsto
che gli Stati membri diano comunicazione alla Commissione della legislazione
nazionale con cui intendono raggiungere l'obiettivo ai fini della verifica di
conformità. L'indicatore principale per valutare i
progressi compiuti rispetto agli obiettivi stabiliti nell'ambito della presente
iniziativa dovrebbe essere dato dal numero di borse di plastica monouso immesse
sul mercato. Il monitoraggio della riduzione del consumo di
borse di plastica monouso combinato con il ricorso a strumenti economici e
accompagnato dalla possibilità per gli Stati membri di introdurre restrizioni
di mercato in deroga all'articolo 18 della direttiva sugli imballaggi dovrebbe
essere relativamente semplice, considerati gli strumenti di controllo già in
funzione per l'attuazione della direttiva sugli imballaggi e la direttiva
quadro sui rifiuti. Gli Stati membri sono responsabili dell'attuazione,
del monitoraggio e dell'esecuzione delle rispettive misure nazionali per
rispettare le prescrizioni dell'iniziativa politica indicate nella presente
relazione. Pertanto gli specifici metodi di raccolta dei dati dipenderanno dall'organizzazione
interna dei singoli Stati membri e dalla natura degli strumenti di attuazione
prescelti. Le nuove misure volte a ridurre l'impiego di borse di plastica
monouso non comporteranno modifiche di rilievo agli obblighi di monitoraggio
esistenti, che sono già contemplati dagli obblighi stabiliti dalla direttiva
quadro sui rifiuti e dalla direttiva sugli imballaggi. La Commissione incoraggerà la condivisione
delle migliori pratiche di raccolta dei dati provenienti da paesi che hanno
attuato con successo tali iniziative, analogamente a quanto realizzato nel
contesto di altre direttive sul flusso dei rifiuti. [1] L'allegato
II della valutazione d'impatto completa (documento di lavoro dei servizi della
Commissione COM(2013) XXX final) fornisce una definizione del termine
"borse di plastica". [2] Gazzetta
ufficiale L 365 del 31.12.1994, pag. 10.