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Document 52013DC0634
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS on the Telecommunications Single Market
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul mercato unico delle telecomunicazioni
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul mercato unico delle telecomunicazioni
/* COM/2013/0634 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul mercato unico delle telecomunicazioni /* COM/2013/0634 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
E AL COMITATO DELLE REGIONI sul mercato unico delle telecomunicazioni 1. Contesto politico ed
economico Progressi
sostanziali verso un mercato unico europeo delle telecomunicazioni sono
essenziali per gli interessi strategici e per lo sviluppo economico dell'Europa,
per il settore stesso delle telecomunicazioni e per i cittadini che si sentono
frustrati dalla mancanza di un accesso pieno ed equo ai servizi di
telecomunicazione quali internet e i servizi mobili. L'importanza di
un accesso affidabile e rapido a internet aumenterà con la diffusione del cloud
computing, per il quale sono necessarie reti di alta qualità che soltanto
un settore delle telecomunicazioni sano è in grado di offrire, e che sono
dunque di interesse strategico per l'Europa. Analogamente, è
di interesse strategico per l'Europa poter offrire ai cittadini servizi sicuri
di cloud computing e mantenere un'elevata capacità di produzione delle
apparecchiature per le telecomunicazioni. Questi due fattori dipendono entrambi
dall'esistenza di un settore delle telecomunicazioni dinamico, disposto a
investire nelle reti fisse di accesso ad alta velocità e nelle reti mobili 4G. Benché la stragrande
maggioranza dei cittadini, delle imprese, delle amministrazioni pubbliche e
degli imprenditori dipenda sempre più dalla connettività delle
telecomunicazioni, oggi, in Europa, l'accesso a tali servizi è una sorta di
lotteria, nonostante 26 anni di progressi nella riforma dei mercati nazionali
delle telecomunicazioni in Europa e nell'elaborazione delle fondamenta per un
mercato unico delle telecomunicazioni. La stessa
economia di internet rappresenta una quota sempre maggiore del PIL: al tempo
stesso una connettività efficace e le innovazioni legate a internet sono ormai
indispensabili per la crescita della produttività in tutti i settori economici,
dall'assistenza sanitaria, all'energia, ai servizi pubblici. Un intervento
nelle telecomunicazioni, quindi, non è più di interesse esclusivo di questo
settore (che rappresenta soltanto il 9% dell'economia digitale dell'Europa), ma
contribuisce alla promozione dello sviluppo sostenibile di tutti i settori. Un ulteriore
significativo passo in avanti nello sviluppo del mercato unico delle
telecomunicazioni infonderebbe un'indispensabile nuova linfa all'economia,
contribuendo a promuovere le nuove fonti di crescita economica (come l'economia
delle applicazioni, che dal 2008 ha generato 794 000 nuovi posti di lavoro,
di cui quasi la metà per sviluppatori di software), a stimolare l'innovazione,
a creare nuovi posti di lavoro sostenibili e a ripristinare la competitività
dell'Europa. Con questo
spirito, il Consiglio europeo del marzo 2013 ha invitato la Commissione a
presentare misure concrete per realizzare quanto prima il mercato unico nelle
tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni. Le proposte odierne
sono la risposta della Commissione a questo impegno. Il settore delle
comunicazioni elettroniche opera su scala mondiale grazie al web che, con i
servizi commercializzati online, supera le frontiere dell'UE. È importante che
le iniziative proposte siano considerate nel contesto degli sviluppi in altri
settori e che si riservi la dovuta attenzione all'offerta di servizi digitali e
alle comunicazioni elettroniche negli accordi settoriali specifici o nei
negoziati sul commercio e sugli investimenti con i nostri principali partner. 2. 26 anni di riforme della
regolamentazione del settore delle telecomunicazioni Grazie al quadro
normativo dell'UE, in poco più di una generazione, in settore delle
telecomunicazioni in Europa è stato liberalizzato, passando dalla staticità del
monopolio del servizio pubblico a una situazione di dinamismo e competitività.
A partire dagli anni ottanta, i pacchetti legislativi europei adottati in varie
fasi hanno disaggregato le reti, hanno portato più concorrenza e possibilità di
scelta e hanno introdotto un massimale per i costi del roaming mobile,
garantendo ai consumatori nuovi diritti fondamentali e incoraggiando un'applicazione
convergente e coerente del quadro comune. L'applicazione
della normativa comunitaria in materia di concorrenza, inoltre, ha svolto un
ruolo fondamentale nel garantire un funzionamento competitivo del mercato,
offrendo prezzi più bassi e un servizio di migliore qualità ai consumatori in
tutta l'UE. Con questi
cambiamenti nella normativa dell'UE in materia di telecomunicazioni si è
cercato di stare al passo con i progressi e i cambiamenti nelle TIC: prima con
la telefonia mobile e, successivamente, con l'avvento di internet. Oggi il
settore delle telecomunicazioni è la spina dorsale di prodotti e servizi
digitali che sono potenzialmente in grado di affiancare ogni aspetto della
nostra esistenza e di guidare la ripresa economica dell'Europa. L'impegno dell'UE
volto a promuovere una solida regolamentazione in materia e a sostenere la
concorrenza è stato, per molto tempo, alla base dei cambiamenti nel settore.
Con innovazioni quali il GSM e l'UMTS, l'Unione europea ha gettato le basi per
consentire all'Europa e ai suoi operatori industriali di primeggiare a livello
mondiale. Nel tempo, la liberalizzazione ha portato la concorrenza, offrendo a
cittadini e imprese prezzi più equi e una reale possibilità di scelta all'interno
dei mercati nazionali. Con l'aumento della competitività dei mercati, a livello
europeo e mondiale, anche il quadro normativo si deve evolvere. Il quadro
normativo esistente, presentato dalla Commissione nel 2007 e incentrato sul
rafforzamento del controllo europeo e sulla coerenza nella regolamentazione dei
mercati nazionali, ha conseguito i suoi obiettivi in modo soddisfacente. Più di
recente, tuttavia, oltre i confini dell'Europa, operatori di rilievo negli
Stati Uniti, in Giappone e in Corea del Sud hanno investito cifre ingenti nella
fornitura di connessioni a banda larga veloce (fisse e senza fili). In questo
contesto, è importante che l'Europa non segni il passo. Un contesto economico e
tecnologico in evoluzione e l'impatto della crisi economica e finanziaria hanno
inoltre portato cambiamenti rapidi e accelerati a livello mondiale nel settore
delle telecomunicazioni, con un processo di ristrutturazione significativo.
Nuove esigenze e nuove applicazioni di servizi basati sui dati rafforzano
inoltre la necessità di un mercato unico, poiché un settore forte delle TIC
europee (in particolare delle telecomunicazioni), unitamente alla copertura a
banda larga, è essenziale per la competitività dell'economia europea nei
confronti di altri paesi. Tale necessità è tanto più sentita in questo momento
in cui l'Europa cerca nuove vie di uscita dalla crisi. Il settore delle
telecomunicazioni dovrebbe prosperare consentendo all'intera economia di
prosperare; è insostenibile il tentativo di crescere frustrando le esigenze di
connettività di un'economia più vasta, con modelli di impresa fondati su un'offerta
più scarna invece che più ampia. È pertanto necessario un intervento deciso
inteso a ristrutturare il settore, per evitare di dover assistere al suo inevitabile
ulteriore declino. Il mantenimento dello statu quo non è un'opzione
praticabile. 3. Ostacoli al mercato unico La Commissione
europea è decisa a mantenere e ampliare ulteriormente i vantaggi delle
telecomunicazioni per le imprese e per i cittadini ma, nonostante tutti i
progressi compiuti finora, il settore continua a incontrare una serie di
ostacoli, di barriere e di sfide che, messi insieme, indicano che le
potenzialità del mercato unico sono lungi dall'essere pienamente concretizzate.
Da uno studio recente è emerso che, con il completamento del mercato interno
delle comunicazioni elettroniche, il prodotto interno lordo (PIL) dell'Unione
europea potrebbe crescere fino a 110 miliardi di euro all'anno[1]. Nel complesso, il
settore delle telecomunicazioni patisce ancora il retaggio degli ex monopoli
nazionali che operano principalmente secondo logiche nazionali. Alcune grandi
società di telecomunicazione sono presenti in più Stati membri, ma nessuna è
presente in tutti i paesi. Nella maggior parte dei casi gli operatori di
telefonia mobile hanno un'impronta essenzialmente nazionale e, per molti
operatori di rete fissa, la dimensione è ancora più locale. Coloro che sono
presenti in più Stati membri si trovano a dover operare secondo norme diverse e
sono tenuti a rispettare misure correttive e requisiti a volte divergenti
imposti dalle diverse autorità di regolamentazione, con la necessità di
richiedere autorizzazioni distinte in ciascuno Stato membro. Spesso gli
operatori attivi in diversi Stati membri non si comportano come veri operatori
europei e sembrano limitarsi a svolgere separatamente la loro attività in
ciascuno Stato membro. Il mercato comprende più di un migliaio di operatori di
rete fissa e varie centinaia di operatori di rete mobile che, nonostante spesso
appartengano a gruppi più grandi, operano su base nazionale. Al tempo stesso,
il settore ha assunto un carattere sempre più mondiale e, per essere
redditizio, deve poter beneficiare delle economie di scala. Le tariffe sono
un chiaro indice della mancanza di un mercato unico. Ad esempio, il costo di
una chiamata verso un altro paese dell'UE o dell'utilizzo di un dispositivo
mobile in un altro paese dell'UE è spesso molto più elevato rispetto alle
tariffe nazionali, a causa del costo del roaming per il traffico voce e dati e
delle tariffe delle chiamate "internazionali" (intraunionali). Questi
costi sono considerati iniqui da molti cittadini e costituiscono altresì un
ostacolo pratico all'esercizio delle libertà del mercato unico. È del resto probabile
che i consumatori si sentano più sicuri nel sottoscrivere offerte da parte di
operatori di altri Stati membri se sanno che vigono regole comuni: ad esempio,
le norme sulla trasparenza, sui termini contrattuali, le facilitazioni per il
passaggio a un altro operatore e le norme per evitare blocchi o strozzature dei
servizi online sono alcune delle misure volte a garantire l'accesso a un'internet
aperta. La dispersione degli sforzi profusi a livello nazionale per
salvaguardare i diritti dei consumatori potrebbe generare un'ulteriore
frammentazione del mercato unico. Parallelamente le
differenze nei tempi, nelle condizioni e nei costi delle procedure di
acquisizione dello spettro raffreddano gli investimenti e rendono difficile lo
sviluppo di reti integrate senza fili tra i paesi. Una disponibilità dello
spettro più rapida e prevedibile consentirebbe di avere, in Europa, connessioni
a banda larga più diffuse e a prezzi più accessibili, ma spesso questa
disponibilità resta bloccata dalle strutture normative a carattere nazionale. Una
regolamentazione divergente delle reti fisse spesso si traduce in una
proliferazione di regole o nell'incertezza e nell'imprevedibilità della
normativa, rendendo difficile la programmazione di investimenti in reti a banda
larga veloce di nuova generazione. Con una maggiore
armonizzazione nell'ambito del mercato unico, gli europei dovrebbero trarre
beneficio da una più ampia copertura della banda larga veloce e da nuovi
servizi digitali più innovativi. Queste reti veloci di telecomunicazione sono
anche risorse essenziali per molti altri settori, pubblici e privati. Un
settore delle telecomunicazioni solido e dinamico è essenziale se l'Europa
vuole sfruttare le ultime innovazioni come il cloud computing, i nuovi
strumenti che usano megadati, le automobili connesse, la produzione
intelligente, l'internet degli oggetti, le città intelligenti, pubbliche
amministrazioni moderne, la sanità online, l'istruzione online, ecc. In tal
modo le reti ad alta velocità potrebbero costituire le fondamenta di un
prospero ecosistema digitale europeo. In breve, questo
settore soffre a causa della frammentazione a livello nazionale, della mancanza
di coerenza e prevedibilità della regolamentazione nell'Unione, di prezzi
elevati ingiustificati per determinati servizi e della mancanza di
investimenti. Risolvere questi problemi è essenziale per garantire i posti di
lavoro, la produttività e la crescita dell'Europa e un mercato unico
competitivo nel settore delle telecomunicazioni potrebbe contribuire a risolverli. 4. Verso un mercato unico nel
settore delle telecomunicazioni Un vero mercato
unico nel settore delle telecomunicazioni è un mercato in cui: - i consumatori
possono ottenere servizi da qualsiasi operatore dell'UE, senza discriminazioni
di sorta, indipendentemente dal luogo in cui risiedono; - gli operatori
sono in grado di offrire servizi competitivi al di fuori del proprio Stato
membro e mercato d'origine a consumatori che vivono in tutta l'Unione europea; - non si
applicano tariffe eccessive per le chiamate intraunionali o per usare il
cellulare in un altro paese dell'UE. La Commissione
europea sta lavorando a questo obiettivo finale da diverso tempo, giungendo all'attuale
quadro normativo. In definitiva, si punta alla graduale eliminazione delle
barriere nazionali alla concorrenza transfrontaliera, in particolare l'eliminazione
delle diverse regolamentazioni nazionali presenti in questo settore, delle
diverse normative nazionali a tutela dei consumatori relative ai contratti di
telecomunicazione e delle diverse condizioni nazionali per l'allocazione e l'assegnazione
dello spettro, nonché un quadro più coerente, stabile, giuridicamente certo,
concorrenziale, più armonizzato e più favorevole agli investimenti: garantire
dunque una maggiore scelta e una banda larga più veloce, oltre a servizi
transfrontalieri migliori. La Commissione
resta del parere che, in presenza un vero mercato unico con queste
caratteristiche, sarà necessario istituire un'autorità unica di
regolamentazione dell'UE, responsabile dell'interpretazione e dell'attuazione
del quadro normativo armonizzato, oltre a un sistema unico per imporre misure
correttive di natura regolamentare e un'eventuale ulteriore armonizzazione per
l'allocazione e l'assegnazione delle radiofrequenze. È ovvio,
tuttavia, che la costruzione di un mercato unico delle telecomunicazioni — come
in altri settori — è un processo graduale che dipende sia dal comportamento
degli operatori del mercato che dall'intervento delle autorità di
regolamentazione. Le proposte
presentate oggi rappresentano un importante passo intermedio verso l'obiettivo
finale di un mercato unico pienamente integrato, poiché affrontano la rimozione
di alcuni degli ostacoli che non permettono a questo settore di contribuire all'urgente
necessità di crescita. Questo approccio si fonda sul quadro vigente in materia
di telecomunicazioni e si concentra sui problemi transfrontalieri incontrati
dagli operatori e dai consumatori, sormontando gli ostacoli agli investimenti.
Esso implica l'individuazione delle specifiche modifiche del quadro esistente,
come fasi intermedie che fungano insieme da "punto di svolta" in
grado di trasformare il mercato esistente in un mercato unico paneuropeo. In pratica, ciò
implica: ·
affrontare alcune delle divergenze di interpretazione
tra le autorità di regolamentazione nazionali, rafforzando la cooperazione tra
loro e la continuità della governance e potenziando il ruolo della Commissione; ·
affrontare i problemi incontrati dai consumatori in
un mercato europeo frammentato, con l'introduzione di determinate norme comuni
in materia di tutela dei consumatori; eliminare gli oneri per le chiamate
ricevute in roaming, nonché sovrapprezzi ingiustificati per le chiamate
intraunionali; incentivare condizioni di mercato per una rapida eliminazione
generalizzata delle tariffe di roaming in Europa; introdurre nuove misure
comuni di tutela dei consumatori, anche per salvaguardare l'accesso a un'internet
aperta; ·
offrire nuove opportunità commerciali al settore
delle telecomunicazioni, rendendo meno complessi gli investimenti nelle reti e
garantendo la fornitura di servizi a carattere transfrontaliero; armonizzare
gli "input" tecnici essenziali (ad esempio, le frequenze per le reti
senza fili, l'accesso alle reti fisse a banda larga); ·
rafforzare la dimensione europea dell'attuale
sistema delle autorità di regolamentazione nazionali. Come misura intermedia la
Commissione propone di rafforzare il ruolo del presidente dell'organismo dei
regolatori europei (BEREC) con un contratto di lavoro a tempo pieno della
durata di tre anni, al fine di garantire una pianificazione più strategica e
maggiore continuità. Alla fine dei
negoziati sul riesame del quadro normativo condotto nel 2009, la Commissione si
è impegnata formalmente ad agire nel settore del libero accesso a internet.
Anche successivamente, e certamente rispetto a quando è stato originariamente
concepito il quadro regolamentare, è cresciuta enormemente l'importanza dell'accesso
a internet, al punto da diventare un elemento chiave dell'attività sociale e
culturale: è il servizio essenziale più prezioso tra quelli forniti dagli
operatori di rete e dai fornitori di servizi internet. Vi sono quattro motivi
per i quali oggi è necessaria un'azione sull'accesso libero a internet. In
primo luogo, allo stato attuale, a livello dell'UE, non c'è nessuna garanzia
effettiva di un accesso aperto e più volte è stato chiaramente dimostrato che i
servizi vengono bloccati o "strozzati" (degradati), a danno degli
interessi dei consumatori e dei fornitori di contenuti e di applicazioni che
corrono il rischio di essere bloccati. In secondo luogo, gli operatori delle
telecomunicazioni e i fornitori di contenuti e applicazioni stanno sviluppando
"servizi specializzati" il cui valore economico e sociale dipende
dalla qualità garantita, come la TV via internet, le applicazioni per la sanità
online, ad esempio la diagnostica per immagini ad alta risoluzione, le
videoconferenze e le applicazioni di cloud ad alta intensità di dati
fondamentali per le imprese. Queste innovazioni offrono opportunità per nuove
attività economiche, ma necessitano di un quadro normativo europeo che
stabilisca condizioni chiare per lo sviluppo di tali servizi, unitamente a un
prospero ecosistema di internet. In terzo luogo, nel quadro europeo delle
telecomunicazioni, le autorità nazionali di regolamentazione non dispongono
ancora di sufficienti poteri di intervento per sanzionare i blocchi e le altre
prassi di gestione non ragionevole del traffico o per conservare la vitalità
dell'internet aperta. In quarto luogo, i responsabili politici nazionali stanno
iniziando ad affrontare questo problema con una serie di approcci divergenti,
generando nuovamente il rischio di frammentare il mercato unico e lanciando una
nuova sfida alla gestione integrata della rete. La proposta di regolamento è
intesa ad affrontare tali questioni in modo equilibrato ed efficace. 5. Affrontare gli investimenti
e la concorrenza La
raccomandazione sulle metodologie di determinazione dei costi e sugli obblighi
di non discriminazione è il secondo elemento di questo pacchetto che integra la
proposta di regolamento cui è strettamente legato, trattando direttamente le
questioni relative agli investimenti e all'ulteriore armonizzazione delle
metodologie di determinazione dei costi. L'obiettivo per l'Europa è
intensificare gli investimenti nella banda larga, un aspetto essenziale per
mantenere la sua competitività a livello mondiale, benché gli investimenti
siano frenati dall'incertezza del diritto e dalle divergenze tra i regolatori.
È possibile elaborare una regolamentazione più coerente e più prevedibile e un
contesto di norme più stabile 1) con una maggiore armonizzazione dei costi che
gli operatori storici possono addebitare per garantire l'accesso alle reti in
rame e 2) garantendo che i soggetti che richiedono l'accesso possano accedere
in modo realmente equivalente alle reti. Assicurando questa pressione
concorrenziale e l'assenza di discriminazione, i prezzi dei prodotti di
"nuova generazione" sarebbero determinati dal mercato, senza
necessità di essere regolamentati, mentre i prezzi di accesso alle reti in rame
rimarrebbero sostanzialmente stabili, senza essere artificialmente inferiori a
quelli delle reti del futuro. Allo stato
attuale un'applicazione incoerente delle norme crea incertezza del diritto per
tutti gli operatori del mercato e ostacoli al mercato interno. La certezza del
diritto è un elemento di particolare importanza, dato che gli investimenti
nelle reti a banda larga veloce comportano costi significativi, quando è ancora
incerta la domanda del prodotto finale. I chiarimenti
forniti nella raccomandazione saranno quindi fondamentali per eliminare l'incertezza:
i prezzi praticati per l'accesso alla rete saranno più chiari sia per gli
operatori storici che per i soggetti richiedenti un accesso. 6. Tabella di marcia per il
completamento del mercato unico delle telecomunicazioni nel medio termine Gli effetti della
normativa proposta previsti nel medio termine sono una maggiore libertà e
maggiori opportunità per i soggetti partecipanti al mercato, nonché una
tendenza a un più forte consolidamento del settore. L'intensificarsi della
concorrenza, mentre l'Europa va verso un vero mercato unico, potrebbe portare,
col tempo, a una riduzione della regolamentazione settoriale basata sull'analisi
di mercato. In effetti, uno dei risultati dello sviluppo del mercato unico
dovrebbe essere una tendenza più spiccata verso un'effettiva concorrenza sui
mercati rilevanti, con l'applicazione ex post del diritto della concorrenza,
sempre più spesso considerato sufficiente a garantire il funzionamento del
mercato. Nel tempo, con l'emergere di un vero mercato unico delle comunicazioni
elettroniche, l'ambito geografico dei mercati è anch'esso destinato a evolvere,
ai fini di una regolamentazione settoriale fondata sui principi della
concorrenza e sull'applicazione del diritto della concorrenza stesso. Come ulteriore
contributo, la Commissione lavorerà a una revisione della raccomandazione sui
mercati rilevanti, intesa a garantire che, con lo sviluppo della concorrenza,
si riduca in misura adeguata l'onere della regolamentazione ex ante che grava
sugli operatori. Saranno
necessarie ulteriori misure per completare il mercato unico delle
telecomunicazioni, in particolare attraverso un maggiore coordinamento delle
misure correttive di natura regolamentare. A tal fine, la Commissione adotterà
i necessari provvedimenti al fine di preparare il terreno per il prossimo
mandato, sia utilizzando gli strumenti esistenti forniti dal quadro normativo,
che preparando un riesame delle modalità per potenziare gli attuali meccanismi
di garanzia della coerenza normativa. Questo riesame, che comprenderà un'ampia
consultazione pubblica in tempo utile, dovrebbe anche analizzare l'utilità di
un'autorità unica di regolamentazione delle telecomunicazioni a livello dell'UE
e potrebbe altresì esaminare le condizioni di parità tra le norme che si
applicano ai servizi online "over-the-top" e ai servizi di
telecomunicazioni e le questioni emergenti in materia di convergenza tra i servizi
e i mercati degli audiovisivi e delle telecomunicazioni. 7. Conclusioni Il risultato
auspicato dalla Commissione è che l'Unione europea possa godere di un settore
delle telecomunicazioni dinamico e competitivo con alcuni grandi operatori
attivi in diversi Stati membri e anche al di fuori dell'UE, accanto a un numero
più ampio di imprese locali di minore entità, tutti in grado di offrire
infrastrutture e servizi all'avanguardia necessari a un'economia digitale
fiorente e aperta, in grado di incentivare la crescita digitale e la creazione
di posti di lavoro e di opportunità in Europa. Con questo
insieme di misure la Commissione ribadisce il proprio impegno nei confronti
degli obiettivi dell'Agenda digitale europea in materia di banda larga,
conseguibili grazie a diversi operatori (operatori storici e alternativi,
telefonia fissa e senza fili), che offrono un ventaglio ampio e concorrenziale
di scelta tra servizi e contenuti di alta qualità. La copertura a banda larga è
essenziale perché i nuovi servizi online costituiscano massa critica: dalle
reti intelligenti alle città intelligenti, dal cloud computing
universale, all'internet degli oggetti. Essa posizionerebbe inoltre l'Europa
all'avanguardia nel mondo del digitale, con una moderna infrastruttura digitale
che consenta ai suoi cittadini di sfruttare appieno il potenziale di internet e
alle sue imprese di competere su scala mondiale. Alla luce di
quanto sopra illustrato, la Commissione invita il Parlamento europeo e il
Consiglio a esaminare e ad adottare il regolamento proposto accuratamente
mirato, che riveste un carattere politico altamente prioritario. [1] Ecorys, TU Delft et al., Steps Towards a Truly
Internal Market for e-Communications, 2013.