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Document 52011DC0702
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS ‘Small Business, Big World— a new partnership to help SMEs seize global opportunities’
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI "Piccole imprese, grande mondo— un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali"
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI "Piccole imprese, grande mondo— un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali"
/* COM/2011/0702 definitivo */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI "Piccole imprese, grande mondo— un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali" /* COM/2011/0702 definitivo */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
E AL COMITATO DELLE REGIONI "Piccole imprese, grande mondo
— un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità
globali"
1.
Introduzione
L'Unione europea deve reperire nuove fonti di
crescita per creare occupazione e benessere per i suoi cittadini. Importanti
mercati extraunionali con forti tassi di crescita, come quello della Cina,
dell'India, della Russia e del Brasile, rappresentano rilevanti opportunità per
le imprese dell'UE[1].
Considerato l'attuale contesto economico, le esportazioni verso i mercati in
espansione al di fuori dell'UE possono costituire un solido apporto alla
crescita economica. Per le PMI l'internazionalizzazione al di là dei confini
esterni dell'UE è la condizione per poter cogliere queste opportunità. La promozione e il sostegno delle attività
economiche delle PMI al di fuori dell'UE è quindi un elemento importante
della strategia generale dell'Unione in materia di competitività quale
delineata nella comunicazione faro rientrante nella strategia Europa 2020
"Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione"[2], nello Small Business Act per l'Europa riveduto[3] e nella
recente comunicazione sulla politica commerciale dell'UE[4]. Tutto ciò
prende le mosse dall'impegno della Commissione a valorizzare i vantaggi offerti
dal mercato interno nell'interesse delle PMI[5] e rafforza
tale impegno. I 23 milioni di PMI dell'Europa[6]
nel 2010 rappresentavano i due terzi dei posti di lavoro del settore privato e
il 59% del valore aggiunto totale nell' economia non finanziaria. Negli ultimi
cinque anni circa l'80% dei nuovi posti di lavoro è stato creato dalle PMI.
Settori quali le apparecchiature meccaniche o i prodotti chimici in Brasile, o
il comparto energetico in India, hanno già assicurato notevoli risultati alle
nostre imprese e si potrebbero indicare molti altri esempi. Per preparare il
terreno per le imprese l’Europa deve potenziare il loro processo di internazionalizzazione
e fornire l’assistenza necessaria alle nostre PMI che desiderino estendersi a
livello internazionale. Mentre negli ultimi tre anni il 25% delle PMI
basate nell'UE era coinvolto in attività di esportazione nell'ambito del
mercato interno e fuori di esso, soltanto il 13% delle PMI dell'UE è attivo
internazionalmente al di fuori dell'UE in termini di scambi, investimenti o
altre forme di cooperazione con partner stranieri[7]. Ci si sta attualmente adoperando per
potenziare il mercato unico e renderlo più accessibile per le PMI in quanto
loro mercato "domestico" naturale. D'altro canto l'obiettivo della strategia
proposta da tali documenti è creare le condizioni per assicurare che le PMI
siano parimenti impegnate sui mercati extra-UE. Ovviamente le attività di molte microimprese e
di quelle dei settori non commerciali sono per loro natura locali. Tuttavia
sussiste per le PMI un vasto potenziale inutilizzato nei settori commerciali,
quali le fabbricazioni innovative e l'industria creativa, al fine di ampliarsi
al di là dell'Unione europea verso nuovi mercati in crescita, ed ottenere i
proventi delle esportazioni, nonché tecnologie, capitale, e aumenti della
produttività[8].
Vi sono segnali che rivelano un nesso forte tra internazionalizzazione e
competitività delle imprese e una notevole capacità d'innovazione rispetto alle
PMI attive soltanto a livello locale[9]. È a questo
potenziale di crescita delle PMI non ancora utilizzato che l’UE deve attingere
al fine di accelerare la crescita e creare occupazione per tutta l'economia
europea[10]. Il
recente studio "Opportunità per l'internazionalizzazione delle PMI"
dell'istituto EIM-Business and Policy Research pubblicato dalla Commissione
nell'agosto 2011 rivela che su un totale di 261,6 miliardi di euro di esportazioni
dell'UE a dodici mercati, tra cui Cina, Giappone, Russia, India, Brasile ed
altri, i settori in cui predominano le PMI contano per 134,6 miliardi di euro.
A seconda del paese, le esportazioni dei settori in cui predominano le PMI
rappresentano dal 39% al 62% del totale[11].
Sebbene
i mercati internazionali, sia per quanto riguarda gli appalti pubblici che il
settore privato, offrano opportunità notevoli alle imprese europee, le PMI che
intendono entrare sul mercato mondiale devono affrontare ostacoli particolari
per accedere alle informazioni commerciali o per individuare clienti potenziali
o soci adeguati. Esse devono inoltre far fronte a difficoltà più complesse,
quali ad esempio disposizioni vincolanti di diritto contrattuale, normative
doganali, regole e norme tecniche straniere, devono gestire il trasferimento
tecnologico e tutelare i diritti di proprietà intellettuale e industriale. Di
fronte a tali complicazioni le PMI sono di norma meno attrezzate delle imprese
più grandi quanto a competenze interne e disponibilità di risorse finanziarie
ed umane[12].
Aiutare le PMI europee a superare gli ostacoli
dell'internazionalizzazione e promuovere la loro integrazione nell'economia
globale fa parte della strategia per una crescita intelligente e sostenibile
prevista nell'agenda Europa 2020. Tuttavia le consultazioni pubbliche con le
parti interessate, condotte dalla Commissione nel 2009 e nel 2011[13], hanno messo in luce una
preoccupazione diffusa inerente ai rischi potenziali di proliferazione non
coordinata di regimi di sostegno in quest'ambito con il relativo impiego non
ottimale delle risorse fiscali. Tenendo conto sia dei nostri obiettivi di cui
alla strategia Europa 2020 che di queste preoccupazioni diffuse, la presente
comunicazione propone di rivedere i meccanismi di sostegno esistenti a favore
delle PMI, evidenzia i principali punti problematici, propone una serie di
azioni in cui l'intervento a livello europeo può conferire il massimo valore
aggiunto, e stabilisce principi guida ai fini di una maggior coerenza e di un
uso più efficiente delle scarse risorse finanziarie per agire in mercati
prioritari quali Cina, Brasile, India, Russia, Stati Uniti e Giappone. Essa
intende delineare una strategia UE più coerente ed efficace per sostenere le
PMI sui mercati internazionali, proporre modalità più efficaci per offrir loro
informazioni pertinenti e l'assistenza necessaria a penetrare sui nuovi
mercati, a individuare i partner più adeguati e pertanto a utilizzare meglio le
risorse disponibili. In questo contesto sarà estremamente importante tener
conto della specificità delle PMI, in particolare delle loro dimensioni, nonché
del settore di attività, tenendo anche conto delle difficoltà particolari
incontrate dalle microimprese. Il principio orientativo generale di questa
comunicazione è di creare sinergie e incoraggiare gli sforzi congiunti per
accrescere l'efficienza e colmare le lacune tra le attività che già supportano
le PMI nei paesi terzi, indipendentemente dal fatto che siano finanziate da
privati, dagli Stati membri o dall'UE. La Commissione svolgerà un ruolo fondamentale
nel coordinamento e nella governance di questo processo, anche tramite la
costituzione di un Forum per l'internazionalizzazione delle PMI, che si riunirà
ad intervalli regolari, e dando particolare risalto a questo tema nelle
riunioni periodiche dei rappresentanti degli Stati membri per le PMI (SME
Envoys). In tutte queste attività saranno coinvolti i rappresentanti del
settore privato.
2.
Il contesto politico: il quadro normativo esistente a sostegno delle
PMI
Per
il sostegno alle imprese sono già consacrate notevoli risorse sia a livello
nazionale che a livello UE. Vi partecipano il settore pubblico come anche
quello privato. Un recente studio eseguito per la Commissione contiene un
elenco di oltre 300 programmi di sostegno[14] dell'UE e dei suoi Stati
membri[15]
destinati a sostenere l'internazionalizzazione delle imprese. Una strategia
europea per l'internazionalizzazione delle PMI deve tenere pertanto conto
dell'attuale panorama costituito di politiche e di attività d'attuazione
variegate. Qualsiasi attività o iniziativa già avviata o ancora da avviare, a
qualsiasi livello, dovrebbe avere come obiettivo le PMI stesse e l'efficacia
reale di tali attività e iniziative andrebbe misurata in base alla loro
capacità di raggiungere tale obiettivo.
2.1.
Misure adottate a livello UE all'interno e
all'esterno dell' Europa[16]
La strategia dell'UE per le PMI delineata
nello Small Business Act per l'Europa (SBA), lanciato dalla Commissione nel
giugno 2008, approvato dal Consiglio europeo del dicembre 2008 e riveduto nel
2011, invita l'UE e gli Stati membri a incoraggiare e a sostenere le PMI
affinché traggano vantaggio dalla crescita dei mercati esterni all'UE, in
particolare tramite aiuti mirati al mercato e attività di formazione
imprenditoriale. Il riesame dell'SBA ha ulteriormente confermato la necessità
di un sostegno da parte della Commissione in settori quali l'assistenza
nell'accesso al mercato, l'eliminazione degli ostacoli non tariffari, gli
orientamenti su quesiti inerenti alla regolamentazione, la normalizzazione e la
valutazione di conformità[17]. In termini di infrastruttura di sostegno, la
rete Enterprise Europe non solo aiuta le imprese e in particolare le PMI a
cogliere i benefici offerti dal mercato interno, ma fornisce anche un sostegno
all'internazionalizzazione delle PMI. I partner della rete negli Stati membri
sono spesso ospitati da organizzazioni di sostegno alle imprese a livello
nazionale e locale, che contribuiscono in tal modo ad integrare le strutture di
sostegno di tutti i paesi. La rete aiuta le PMI attraverso gli oltre 600
partner locali a livello mondiale: in genere una PMI cerca un sostegno di
prossimità o una consulenza imprenditoriale quando prevede di aprirsi alla
dimensione internazionale, sia che intenda sfruttare le opportunità commerciali
del mercato unico, oppure estendersi verso mercati terzi. Il rinnovato partenariato per l'accesso ai
mercati[18] lanciato dalla Commissione, grazie al suo approccio di partenariato
tra la Commissione europea, gli Stati membri e la comunità imprenditoriale
dell'UE, reca un contributo essenziale a promozione dell'internazionalizzazione
delle PMI europee. Le PMI sono sempre più attive sui mercati d'esportazione e
si trovano spesso ad affrontare le maggiori sfide allorché si tratta di
sormontare le barriere doganali. Le PMI traggono vantaggi da questo approccio
di partenariato sia a Bruxelles che sui mercati terzi. Ciò avviene tra l'altro
per il tramite dei gruppi per l'accesso al mercato (Market Access Teams) facenti
capo alle delegazioni UE. La base dati sull'accesso al mercato (Market Access
Database) è un altro importante strumento nell'ambito della strategia per
l'accesso al mercato. Essa fornisce informazioni liberamente accessibili sulle
tariffe e sulle principali barriere non tariffarie nei paesi terzi oltre a
presentare una guida per l'esportatore[19]. La nuova
strategia commerciale dell'UE[20] ha confermato l'utilità della strategia per l'accesso al mercato e dei
suoi servizi atti a migliorare l'accesso ai mercati globali per le imprese
dell'UE. Il portale informativo doganale dell'UE (ECIP
- European Customs Information Portal) fornisce ulteriori informazioni pratiche
ai commercianti che vogliono entrare sui mercati internazionali nonché
strumenti di apprendimento elettronico e basi dati on line[21]. L'Unione europea fornisce assistenza
finanziaria al centro di cooperazione industriale UE-Giappone, ai programmi di
accesso EU Gateway, ai programmi di formazione per dirigenti in Giappone e in
Corea, nonché all'Helpdesk DPI PMI. L'UE sostiene inoltre una rete di
organizzazioni private di imprese europee, l'European Business Organisations
(EBO) in più di venti mercati esteri, nonché organismi commerciali ad Hong
Kong, in Malesia e a Singapore. Tali organizzazioni e programmi si distinguono
per le loro finalità e la gamma di servizi offerti, ma tutte condividono
l'obiettivo di aiutare in primo luogo le PMI. Il Parlamento europeo ha stanziato
finanziamenti destinati ad adottare "azioni preparatorie" per la
"promozione degli scambi nel mondo delle imprese, accademico e
scientifico". Una parte di detti finanziamenti è stata utilizzata per
istituire il Centro europeo per la tecnologia e le imprese in India e, più
recentemente, centri dell’UE a favore delle PMI in Cina e Thailandia. Il loro
obiettivo è fornire servizi completi alle PMI dell’UE sui mercati terzi. Questi
primi centri nei mercati terzi saranno fonte di esperienze preziose per le
future attività a sostegno delle imprese. Vi sono chiare prove del fatto che le attività
internazionali di cooperazione nell'ambito della ricerca e dell'innovazione
incoraggiano la competitività e il rendimento del mercato per tutte le aziende
in generale e per le PMI in particolare. Il programma quadro unionale per la
ricerca offre un sostegno finanziario a questo tipo di attività, comprese le
azioni di sostegno, suscettibili di contribuire all'internazionalizzazione
delle PMI.
2.2.
Misure adottate dagli Stati membri[22]
Oltre a tali sforzi a livello UE, esistono
comunque ulteriori, e anche più significative, attività di supporto alle
imprese attive nei mercati esterni all’UE offerte dagli Stati membri, dalle
camere di commercio nazionali e dal settore privato (associazioni di imprese e
consulenti commerciali). A livello nazionale e locale, le organizzazioni di
sostegno alle imprese, le agenzie per le PMI e gli organismi di promozione
degli scambi hanno sviluppato una grande varietà di competenze volte ad
assistere il processo di internazionalizzazione delle PMI. Per lo più essi si
occupano delle attività di base della promozione commerciale, quali la
mediazione commerciale, le fiere e le missioni commerciali e di studi di
mercato specifici. Per quanto riguarda le attività delle ambasciate degli Stati
membri a favore delle imprese, per lo più si pratica uno scambio di
informazioni tramite incontri regolari a livello di UE organizzati dalle
delegazioni UE, soprattutto quando gli interessi comuni sono evidenti, come nel
caso delle azioni coordinate contro gli ostacoli al commercio. Va anche
osservato, però, che in altri ambiti (esempio: diplomazia economica sulle
grandi commesse per gli appalti) tra gli Stati membri tendono a prevalere gli
aspetti competitivi.
2.3.
Insegnamenti tratti: necessità di assicurare un migliore rapporto costo/efficacia
Nel complesso, le ragioni che hanno motivato
il costituirsi dell'attuale varietà di soluzioni a sostegno
dell'internazionalizzazione appaiono fondate[23]
ma non tutti i programmi di sostegno sono ugualmente efficaci. Il gran numero
di misure e di organismi crea una situazione in cui è difficile per le PMI
identificare nella pratica il sostegno disponibile e avvalersene[24]. In un periodo in cui i
finanziamenti pubblici scarseggiano vi sono buoni motivi per esaminare come le
attività di collaborazione e di collegamento in rete nell'ambito dell'UE
possano aumentare sia l'efficienza che l'impatto delle misure esistenti[25]. Per tale motivo le azioni
future dovrebbero essere indirizzate innanzitutto ad assicurare maggiore
trasparenza, maggiore coerenza e una più stretta collaborazione in modo da
realizzare una "ripartizione dei compiti" economicamente valida tra i
programmi UE esistenti, tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, tra gli
stessi Stati membri e tra le organizzazioni di categoria pubbliche e private.
Gli interventi dell'UE non dovrebbero ovviamente sostituirsi alle politiche
esistenti a livello nazionale o regionale, ma piuttosto integrarle, creare
sinergie laddove possibile e introdurre misure specifiche soltanto nei casi in
cui si siano identificate carenze evidenti. È anche opportuno valutare l'efficacia delle
attuali misure di sostegno a livello europeo. Un'attenta valutazione delle
azioni pilota relative ai centri UE per le PMI (SME Centres) dovrebbe
determinare se iniziative di questo tipo possano essere utili altrove.
Analogamente, con un numero crescente di partner della rete Enterprise Europe al di fuori dell'UE, la rete dovrà rafforzare la
propria governance in modo da potenziare i servizi da essa
erogati alle imprese europee. La presente comunicazione propone pertanto un
approccio più coerente e integrato nel sostegno alle PMI, basato su una
mappatura dettagliata dei servizi di sostegno esistenti sui mercati prioritari.
Essa definisce inoltre una serie di principi orientativi per l'intervento
dell'UE in questo ambito.
3.
Principali sfide per le PMI che cercano di espandersi a livello
internazionale
Le PMI dell'UE spesso non sono al corrente
dei servizi di sostegno alle imprese forniti dall'UE, dagli Stati membri o dal
settore privato[26]. Occorre prestare particolare attenzione al
fatto che le PMI cercano un primo contatto per il sostegno alle imprese nelle
loro immediate vicinanze. I diversi metodi di sostegno alle imprese all’interno
dell’UE e la varietà di programmi e di organizzazioni a livello nazionale, a
livello di UE o a livello globale, mettono le PMI in una posizione difficile,
poiché queste ultime non dispongono di risorse umane e finanziarie tali da
consentire loro di distinguere fra i programmi e scegliere i programmi idonei[27].
Un accesso più facile alle informazioni già nel proprio paese offrirebbe a
tutte le PMI unionali migliori possibilità di reperire i servizi adeguati alle
loro necessità. La presente comunicazione esamina pertanto la possibilità di
istituire un "Portale per le imprese internazionali" on-line, che
costituisca un canale per raccogliere informazioni pertinenti di prima
necessità, riguardanti i mercati esteri, e una panoramica delle attività di
supporto nei mercati fuori dell'UE. In particolare molte PMI, soprattutto degli
Stati membri più piccoli e dei nuovi Stati membri, sono svantaggiate poiché
né il loro governo, né la loro camera di commercio sono presenti in molti dei
mercati prioritari[28].
Esse non ricevono quindi informazioni, né supporto e vanno pertanto
incoraggiate a cooperare e scambiare esperienze tra "veterani
dell'esportazione" e "nuovi arrivati". Devono essere
intensificate le opzioni intese ad incentivare e a motivare la cooperazione e
la creazione di reti tra le diverse camere di commercio e organizzazioni affini
nei paesi terzi, in particolare ove la varietà degli apporti culturali e
linguistici di tali organizzazioni possa aggiungere un valore sostanziale. Altre difficoltà sono inerenti alla natura
delle PMI. I servizi offerti da organismi pubblici e privati nonché dall'UE, o
dagli Stati membri, possono non venire incontro a tutte le esigenze, o non
essere sufficienti a soddisfare la domanda delle PMI[29]. Occorre quindi un’analisi più completa della
situazione locale all'interno di ogni mercato per poter valutare quali azioni
sarebbero necessarie e verificare se esistono margini per rendere più
efficienti ed efficaci le sinergie, le reti e la cooperazione su scala europea.
Dato che le situazioni locali variano considerevolmente, è indispensabile un
approccio dal basso, "sul terreno", al fine di identificare le
carenze nei servizi forniti e definire dove l'intervento a livello UE può
creare valore aggiunto. Dall'analisi della Commissione emerge anche
che il ruolo della comunicazione diretta con le PMI riveste
un'importanza fondamentale. Le PMI dell'UE che hanno intenzione di aprirsi alla
dimensione internazionale devono prima prepararsi a casa loro, avvalersi delle
giuste competenze e delle necessarie informazioni fisicamente vicine alla loro
sede offerte per lo più dalle organizzazioni locali dell'imprenditoria[30], da consulenti privati o da diverse fonti on line. Una volta che le
imprese operano all'estero è spesso più difficile soddisfare il loro bisogno di
assistenza sul mercato in questione. La visibilità dei servizi già esistenti
non è sempre sufficiente ragion per cui la PMI si trovano ancora ad affrontare
notevoli difficoltà nell'accedere ai mercati fuori dell'UE e nell'allacciare
cooperazioni d'affari con partner internazionali. Dagli studi realizzati emerge
che le PMI in generale trovano difficoltà a ottenere informazioni utili[31].
4.
Una strategia UE a sostegno dell'internazionalizzazione delle PMI
4.1.
Gli obiettivi dell'UE per una strategia a sostegno
delle attività imprenditoriali
In
base al recente Small Business Act per l'Europa e all'iniziativa faro Europa
2020, l’obiettivo della presente comunicazione è stabilire una strategia
europea coerente per rendere più efficace ed efficiente l'integrazione
nell'economia mondiale dei servizi a sostegno delle imprese europee. Gli obiettivi della nuova strategia dell'UE sono i
seguenti: ·
Fornire alle PMI informazioni adeguate e
facilmente accessibili sulle modalità per estendere la loro attività
all'esterno dell'UE ·
Migliorare la coerenza delle attività di
sostegno. ·
Migliorare l'efficienza economica
(cost-effectiveness) delle attività di sostegno. ·
Colmare le lacune esistenti in materia di
servizi di sostegno. ·
Stabilire condizioni eque e garantire la parità
di accesso alle PMI di tutti gli Stati membri dell'UE[32]. Gli strumenti da utilizzare per conseguire
tali obiettivi sono illustrati nelle sezioni seguenti.
4.2.
Conseguire i nostri obiettivi
Al fine di seguire la PMI dal momento in cui
decide di "diventare internazionale" fino al momento in cui inizia ad
operare sui mercati dei paesi terzi, la Commissione intraprenderà quanto segue.
4.2.1.
Inventario dei servizi di sostegno all'interno e
all'esterno dell'UE
La Commissione procederà ad una mappatura
circostanziata, nonché all’analisi dei servizi di supporto esistenti
nell'Unione europea e nei paesi terzi. Tale esercizio coinvolgerà gli Stati
membri e i gruppi per l'accesso al mercato facenti capo alle delegazioni UE:
esso è necessario allo scopo di evidenziare le eventuali lacune e
sovrapposizioni nell'attuale offerta di servizi[33] e fornirà
la base per vagliare l'opportunità di ulteriori iniziative.[34] Esso sarà eseguito anzitutto
soltanto per i mercati prioritari (cfr. il successivo punto 4.2.5.2.)
applicando criteri standard intesi a valutare l’entità e la disponibilità dei
suddetti servizi di sostegno. Tale inventario deve elencare le iniziative
pubbliche e private a livello locale, regionale, nazionale e dell'Unione. La mappatura fornirà un quadro dei servizi
locali esistenti forniti dal settore pubblico e da quello privato nei paesi
terzi, compresi gli Stati membri e gli organismi a livello UE. Inoltre, i
gruppi per l'accesso al mercato dovrebbero riunire e coordinare le
organizzazioni locali come ad esempio le camere di commercio, le organizzazioni
imprenditoriali europee e i partner della rete Enterprise Europe, al fine di
evidenziare le sinergie e le carenze nelle attuali attività locali di supporto
alle PMI. In tal modo i collegamenti in rete diverrebbero più efficaci e il
dialogo tra gli enti fornitori di sostegno alle imprese sarebbe facilitato: ne
risulterebbero una maggior coerenza ed una miglior accessibilità dei servizi
per e PMI di tutti gli Stati membri. Per ottenere una visione d'insieme sono di
vitale importanza l’impegno e la cooperazione degli Stati membri e degli
organismi di sostegno esistenti. L'inventario dei servizi disponibili
all'interno e all'esterno dell'UE sarà regolarmente aggiornato in cooperazione
con gli Stati membri e le delegazioni dell’UE. Durante questo esercizio la Commissione
valuterà l'efficacia dei servizi di sostegno a livello UE già operativi. Nell'ambito dell'attuale programma Competitività e innovazione, la
Commissione procederà immediatamente: - a lanciare un inventario completo ed un'analisi approfondita dei
servizi di assistenza alle imprese, pubblici e privati, esistenti nell'Unione
europea e nei paesi terzi al fine di completare, entro la fine del 2012, i
lavori relativi ai mercati prioritari; - a evidenziare le duplicazioni e la frammentazione, nonché le carenze
e le sinergie potenziali nelle attività esistenti di sostegno alle PMI; - a promuovere, tramite i gruppi per l'accesso al mercato presso le
delegazioni UE e le autorità nazionali degli Stati membri, la collaborazione
tra gli attuali fornitori di servizi finanziati da fondi pubblici.
4.2.2.
Informare le PMI "a domicilio"
Le PMI devono accedere più facilmente ai
servizi di consulenza in modo da individuare i programmi idonei disponibili in
loco nella prima fase della loro internazionalizzazione. In altre parole hanno
bisogno, fisicamente e praticamente, di un punto di contatto locale nell'UE. La rete Enterprise Europe con i suoi 600
partner locali consentirà alle PMI di stabilire contatti diretti in loco e di
ricevere servizi professionali di supporto a domicilio. A tal fine la Commissione si adopererà per
incentivare la collaborazione tra la rete Enterprise Europe e tutte le parti
interessate negli Stati membri, in modo da accrescerne l'efficacia. Sul piano
operativo, sarà istituita una nuova struttura di governance che coinvolgerà in
maggior misura gli organismi di accoglienza e gli altri interessati affinché i
servizi siano disponibili per le PMI in maniera più efficiente. All'inizio del 2012 la Commissione inaugurerà
un portale Internet ricco di contenuti che integrerà e razionalizzerà il
contenuto attuale, fornirà informazioni suddivise per paese terzo e per settore
relative ai mercati destinatari e un elenco dettagliato dei vari servizi di
supporto disponibili. Tale portale rinvierà mediante link al contenuto on line
degli "sportelli unici" in ciascuno Stato membro ed eviterà di
duplicare le informazioni già disponibili[35]. Fino al 2014 i costi della rete Enterprise
Europe saranno coperti a partire dalle risorse di bilancio esistenti. Nel
contempo sarà realizzato un progetto pilota che consisterà nel tradurre
progressivamente le informazioni del portale in tutte le lingue dell'UE. Il
portale collegherà i portali attuali, nazionali e a livello UE, compresa la
banca dati UE sull'accesso ai mercati e l'Export Helpdesk, e fornirà
informazioni addizionali e una rassegna dei diversi servizi disponibili. La Commissione intende: - istituire una nuova struttura di governance per
la rete Enterprise Europe, migliorare il suo funzionamento e la collaborazione
con gli organismi di accoglienza e gli altri enti interessati al fine di migliorare
l'informazione destinata alle PMI sul terreno; - inaugurare nel 2012 un
portale Internet multilingue che fornirà informazioni sui mercati prioritari
suddivise per paese terzo e per settore, nonché un elenco dettagliato dei vari
servizi di supporto disponibili. Il portale farà capo all'attuale programma per
la competitività e l'innovazione e, prendendo le mosse dalle basi dati
esistenti come la Market Access Database, l'Export Helpdesk e l'European
Customs Information Portal, fornirà profili sui rischi/sulle opportunità per le
imprese comprendenti indicatori di rischio, quali la situazione economica, gli
ostacoli agli scambi, gli oneri amministrativi, le procedure doganali, i regimi
per gli appalti pubblici e altre informazioni per le PMI orientate all'esportazione[36] ad esempio fornendo informazioni sulla legislazione unionale che
possono essere utili per concludere contratti con controparti in paesi terzi[37]. Esso sarà regolarmente aggiornato; - avviare nel 2012 una
campagna di sensibilizzazione di concerto con gli Stati membri e le parti
interessate per familiarizzare le PMI con i servizi di sostegno disponibili.
4.2.3.
Conferire una dimensione europea alla fornitura di
servizi alle PMI nei mercati destinatari
Le PMI possono necessitare di un sostegno
specifico una volta che hanno iniziato ad operare in un paese terzo. A tal fine
la Commissione elaborerà entro il 2012 raccomandazioni concrete per accrescere
l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema di assistenza disponibile per le
PMI europee sui mercati terzi. Questa iniziativa si baserà sui risultati
dell'inventario e sull'esperienza acquisita con le azioni pilota di sostegno
alle attività imprenditoriali. Le opportunità che si offrono alle imprese
europee cambiano da un mercato all'altro ed è su questa base che la Commissione
ha istituito i gruppi per l'accesso al mercato nei mercati prioritari[38]. Poiché la situazione può variare in modo
considerevole in ciascun mercato prioritario, è necessario un approccio “dal
basso”. Con il coordinamento dei gruppi per l'accesso al mercato presso la
pertinente delegazione dell'UE sarà organizzata una piattaforma volta a
consentire incontri regolari dei rappresentanti dei programmi di assistenza
alle imprese, ad esempio, camere di commercio bilaterali, agenzie di sostegno
alle esportazioni facenti capo agli Stati membri, organizzazioni di categoria e
partner della rete Enterprise Europe: la piattaforma permetterebbe loro di far
conoscere gli interventi previsti, nonché di operare in modo più razionale,
specializzando e suddividendo il loro lavoro, e di definire gli eventuali
interventi comuni. Una correlazione più efficace in rete tra le organizzazioni
locali consentirebbe di mettere in comune le conoscenze e le competenze e di
realizzare una divisione dei compiti più efficiente. Poiché le risorse
scarseggiano, gli sforzi compiuti dalle organizzazioni locali potrebbero essere
potenziati dalla razionalizzazione delle iniziative e delle pratiche, fatto
questo che andrebbe a vantaggio di tutti i partecipanti. L'effetto maggiormente positivo di questo
approccio sarebbe quello di aumentare le dimensioni e la visibilità delle
operazioni di sostegno alle imprese nei paesi terzi e fornire le migliori
competenze e conoscenze disponibili a costi accessibili. Inoltre la messa in
rete delle competenze consentirebbe di raggiungere tutti i settori economici e
aiuterebbe anche i cluster europei, nonché i consorzi d'esportazione e le
relative PMI a reperire potenziali partner in paesi terzi. In base ai risultati dell'inventario, la
Commissione, insieme agli Stati membri, promuoverà, valuterà e metterà a
profitto, utilizzando le migliori pratiche, tutte le risorse UE per
l'assistenza alle PMI nei paesi terzi. Nel portafoglio delle risorse vanno
inclusi non solo i centri UE per le PMI e la rete Enterprise Europe, ma anche
altri programmi UE di sostegno alle imprese già collaudati, destinati a
promuovere eventi di intermediazione (quali Invest in Med, East Invest,
AL-INVEST), le iniziative di collaborazione fra poli di imprese (come la
piattaforma per la collaborazione fra i cluster e il club europeo dei dirigenti
di cluster), i punti di contatto nazionali (PMC) del programma quadro per la
ricerca dell'UE nonché i programmi di messa in rete e di formazione individuale
nell'UE (come ad esempio Gateway to Japan/South Korea o il programma di
formazione per dirigenti, ecc). Questi strumenti, spesso fondati su basi
giuridiche diverse, nonché su disposizioni di bilancio diverse e rivolti a
mercati diversi dovranno essere utilizzati congiuntamente nell’ambito di un
sistema integrato di sostegno alle PMI, istituendo modalità operative comuni,
come benchmark o parametri di riferimento, realizzando sinergie e scambiando le
migliori prassi in materia, in particolare per la valutazione delle loro
prestazioni. Gli Stati membri sono invitati ad esaminare
l'opportunità di offrire i propri servizi nei paesi terzi a tutte le PMI
dell'UE su base volontaria[39].
Non soltanto questo miglior uso delle strutture e delle competenze esistenti
andrebbe ad incrementare l'efficienza, ma fornirebbe inoltre alle
organizzazioni degli Stati membri già operative l'opportunità di raggiungere un
ventaglio di clienti più ampio. Inoltre, questa maggiore offerta andrebbe a
tutto vantaggio delle PMI basate in quegli Stati membri che non dispongono di
organizzazioni nazionali di sostegno alle imprese in tutti i mercati dei paesi
terzi. Ove necessario si potrebbero contemplare
regimi di finanziamento integrativi a livello UE, nell'ambito delle future
prospettive finanziarie pluriennali, come strumento volto ad agevolare la
cooperazione transfrontaliera e l'accesso a competenze complementari tra
prestatori di servizi, ottimizzando così l'impiego dei limitati fondi pubblici.
Per orientare l'intero processo, fare il punto
degli sviluppi, monitorare i progressi compiuti e valutare l'efficacia del
metodo, dev'essere eseguita una valutazione periodica con la partecipazione dei
principali interessati, valutazione che potrebbe assumere la forma di un Forum
annuale in cui la Commissione invita gli interessati a condividere le
esperienze e a scambiarsi opinioni. In questa sede i partecipanti potrebbero
sollevare questioni quali una diversa ripartizione dei compiti, la necessità di
nuove attività e di altre esperienze per imparare gli uni dagli altri. La Commissione intende: - agevolare la cooperazione transfrontaliera e l'accesso a competenze
complementari tra prestatori di servizi, in particolare tramite incentivi
finanziari che potrebbero rientrare nel nuovo programma per la competitività
delle imprese e le PMI nel contesto del proposto quadro finanziario pluriennale
2014-2020; - sottoporre le misure esistenti ad una valutazione periodica con la
partecipazione dei principali interessati; - insieme agli Stati membri, valutare, ottimizzare e promuovere la panoplia
delle UE di sostegno alle PMI nei paesi terzi in base alle migliori pratiche[40].
4.2.4.
Promuovere l'internazionalizzazione delle PMI
tramite i poli e le reti d'imprese
Le PMI hanno spesso bisogno di trovare i
partner giusti al fine di sviluppare e produrre globalmente prodotti e servizi
competitivi. Esse tendono sempre più a crescere ed ad innovare non da sole, ma
in collaborazione, stringendo una cooperazione strategica tra imprese e
formando reti con partner internazionali. In tale contesto va riconosciuta
l'importanza dei subappalti. I cluster, le reti d'imprese e i consorzi
d'esportazione possono svolgere un ruolo rilevante per aiutare le PMI a
sviluppare rapporti di cooperazione e ad aprirsi maggiormente alla dimensione
internazionale. In particolare i consorzi per l'export svolgono un ruolo
specifico in materia di internazionalizzazione poiché si tratta di gruppi di
imprese che lavorano insieme a un progetto di sviluppo delle esportazioni.
Studi recenti hanno rivelato che le nuove PMI, che sviluppano nuovi prodotti e
servizi in una nicchia specifica, spesso sono attive fin dall'inizio sui
mercati internazionali e la loro capacità di esportare è rafforzata
dall'appartenenza ad un cluster[41]. In effetti, le PMI organizzate in cluster e
reti possono beneficiare di collegamenti e contatti imprenditoriali, delle
conoscenze formali ed informali diffuse all'interno del raggruppamento o rete
di imprese, nonché dei servizi personalizzati forniti dalle organizzazioni di
cluster e reti. Tali agevolazioni incoraggiano, tra l'altro, lo sviluppo di
partenariati all'estero cosicché le PMI hanno un accesso facilitato alle catene
globali del valore, sviluppano alleanze strategiche con organismi di ricerca
nei cluster o nelle reti che fungono loro da controparti, espandono le attività
commerciali all'estero, compresa la partecipazione agli appalti pubblici, ed
acquisiscono inoltre competenze appropriate e consulenze professionali su
misura[42].
A tale proposito le organizzazioni di cluster
e di reti d'imprese dovrebbero essere riconosciute negli Stati membri come
facilitatori importanti e pertanto essere inserite nei regimi di sostegno alle
imprese destinati a promuovere l'internazionalizzazione delle PMI[43]. Oltre a questo la
cooperazione transnazionale tra organizzazioni di cluster e reti attualmente
costituisce una sfida importante e la questione dovrebbe essere trattata a
tutti i livelli[44],
anche ricorrendo a prestiti transfrontalieri, come ha proposto la Commissione
nella comunicazione "Un bilancio per la strategia 2020"[45]. Andrebbe inoltre rafforzata la cooperazione tra le organizzazioni di cluster, la
rete Enterprise Europe e le altre organizzazioni UE di imprese interessate, al
fine di fornire alle PMI servizi d'innovazione migliori e facilitare il loro
accesso ai mercati internazionali. Nel lungo termine la Commissione elaborerà una
vasta iniziativa dell'Unione europea volta ad utilizzare in modo più strategico
la cooperazione transnazionale fra i cluster sui mercati esterni all'Europa, al
fine di definire strategie comuni di lungo respiro con partner internazionali
in tutti gli Stati membri dell'UE. Questa iniziativa di internazionalizzazione
dei cluster contribuirebbe a promuovere in Europa raggruppamenti competitivi a
livello mondiale, soprattutto nei settori emergenti in cui tale cooperazione ha
il potenziale per creare nuovi vantaggi competitivi per l'Europa. Il programma
può includere azioni volte a identificare gli interessi strategici per
un'ulteriore cooperazione tra i cluster nell'intera UE. La Commissione intende: - incoraggiare e finanziare l'istituzione di programmi di formazione
per imprenditori, dirigenti di PMI e dirigenti di cluster, di reti di imprese e
di consorzi di esportazione al fine di consentire loro di guidare le operazioni
di internazionalizzazione; - promuovere la creazione di consorzi di esportazione tra le PMI
stabilite in diversi Stati membri mediante tutta una serie di misure fra cui le
campagne d'informazione e gli incentivi finanziari così da incoraggiare le
sinergie; - promuovere la cooperazione transfrontaliera tra cluster/reti mediante
l'apertura di crediti avallati da garanzie a livello di UE.
4.2.5.
Razionalizzare le nuove azioni sui mercati
destinatari
4.2.5.1.
Principi orientativi
Per assicurare il pieno utilizzo delle risorse
disponibili ed evitare le sovrapposizioni, la Commissione ribadisce
vigorosamente i seguenti principi orientativi. Complementarità
e addizionalità: Le azioni intraprese a livello UE
dovrebbero essere complementari e non duplicare i servizi di sostegno alle
imprese che sono già offerti dagli Stati membri e/o da organizzazioni private.
Nel rispetto del principio di sussidiarietà e di una divisione del lavoro
adeguata, esse dovrebbero servire a colmare le lacune o a potenziare i servizi
di assistenza esistenti laddove rimangano esigenze non soddisfatte, o non
sufficientemente soddisfatte, da altri organismi pubblici o privati. Questo
potrebbe avvenire, ad esempio, nei casi in cui i servizi già operanti non
contemplino tutti i mercati prioritari (i nuovi mercati emergenti, ad esempio)
o non tutte le problematiche in tema di accesso, in particolare per quanto
attiene alle norme e alla regolamentazione, e altri ostacoli non tariffari per
le imprese all'estero. Sostenibilità: Il
sostegno offerto a livello europeo per i servizi di assistenza alle imprese
deve basarsi su una domanda chiara del mercato. A breve termine tali servizi
possono essere finanziati da fondi pubblici nel quadro del regolamento
finanziario, ma l'obiettivo a lungo termine dovrebbe essere che i servizi si
autofinanzino nella misura del possibile onde ridurre il rischio di mettere
indebitamente fuori mercato i prestatori di servizi privati. Efficienza
nell'uso di fondi pubblici: Secondo i principi di sana
gestione finanziaria, i fondi pubblici vanno utilizzati per ottenere il miglior
rapporto possibile tra risorse impiegate e risultati conseguiti. A tal fine per
ciascuna attività si devono fissare obiettivi specifici, misurabili, attuabili,
realistici e temporalmente definiti (SMART); va inoltre prevista un'adeguata
valutazione. L'utilizzo efficace dei fondi pubblici può significare che,
anziché istituire una nuova struttura, può essere più intelligente incoraggiare
i fornitori di servizi esistenti sui mercati terzi, quali le camere di
commercio nazionali o europee, o le delegazioni UE locali e i gruppi per
l'accesso al mercato, ad ampliare la portata delle loro attività o a mettere in
comune le rispettive risorse per offrire un servizio più completo. I principi orientativi costituiranno gli elementi chiave di questa
strategia e ispireranno tutte le iniziative dell'UE in quest'ambito sia prima
che dopo il 2014. La Commissione s'impegna a seguire i principi orientativi per la
selezione, la pianificazione e l'attuazione delle iniziative di sostegno al
livello di UE. Gli Stati membri sono incoraggiati a seguire, per quanto possibile,
analoghi principi e priorità nelle attività di supporto alle loro imprese
all'estero.
4.2.5.2.
Priorità geografiche
Per quanto attiene alle nuove azioni
effettuate all'esterno dell'UE, la Commissione applicherà i seguenti criteri
per definire le priorità geografiche, identificare i paesi prioritari e avviare
un'ampia gamma di azioni specifiche. Questa impostazione garantirà una maggior
efficacia delle iniziative che si concentreranno sulle esigenze reali delle
PMI. Con il tempo l'elenco dei paesi prioritari dovrà ovviamente essere
aggiornato. La definizione delle priorità dovrebbe basarsi in particolare sui
seguenti fattori: Potenziale
economico e dimensioni del mercato: I mercati
prioritari dovrebbero comprendere i principali partner commerciali e di
investimento dell'UE, nonché mercati con prospettive di forte crescita
economica. I mercati da cui potrebbero emergere importanti partner commerciali,
in considerazione dell'accresciuto potere d'acquisto e delle maggiori occasioni
di investimento, vanno monitorati per valutare l'opportunità di azioni future. Entità delle difficoltà incontrate dalle
PMI nell'accesso ai mercati: Per quanto riguarda
l'accesso delle PMI, alcuni mercati sono più difficili di altri: in parte a
causa delle protezioni tariffarie, ma più spesso a causa dei diversi contesti
normativi che possono equivalere ad ostacoli non tariffari agli scambi e agli
investimenti. Le difficoltà di accesso ai finanziamenti costituiscono anch'esse
per le PMI un ostacolo che varia da paese a paese. Occorre adoperarsi per
eliminare tali ostacoli il più possibile e aiutare le PMI a superarli. Lacune esistenti nel sostegno alle imprese: L'inventario dei servizi attualmente forniti dagli organismi pubblici
o privati contribuirà a mettere in risalto le eventuali lacune esistenti nelle
infrastrutture locali di sostegno e il modo migliore per colmarle. Le tematiche
non sufficientemente coperte potrebbero riguardare la mancanza di competenze in
questioni specifiche come le norme, la valutazione di conformità, la
commercializzazione della tecnologia, la protezione dei diritti di proprietà
intellettuale, gli appalti pubblici e le gare d'appalto, nonché la normativa
doganale. Occorrerà probabilmente stabilire delle priorità. L'UE identificherà i mercati prioritari per le PMI in base ai criteri
elencati. Fra questi potrebbero esservi i principali partner attuali dell'UE
per il commercio e gli investimenti (Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone), i
paesi in via di adesione e i partner della politica europea di vicinato ad est
e a sud dell'Unione nonché i mercati generatori di forte crescita economica
(mercati emergenti in Asia, Africa e America latina).
4.2.6.
Inserire la tematica dell'internazionalizzazione
delle PMI nelle altre politiche dell'UE e creare un contesto favorevole alle
attività internazionali delle PMI
Vi è ancora un margine per utilizzare meglio
molte politiche UE esistenti ed emergenti al servizio delle PMI che si sforzano
di crescere a livello internazionale e di entrare sui mercati esteri. Tutti i paesi in via di adesione sono
incoraggiati a far propri gli obiettivi della strategia Europa 2020, comprese
le attività legate alle PMI. Il rafforzamento dello stato di diritto è una
priorità chiave della politica di allargamento e contribuisce a dare fiducia
alle PMI unionali ad investire su tali mercati. La creazione di un contesto
imprenditoriale favorevole è anche un importante pilastro dei nostri rapporti
con i paesi del Partenariato orientale. I cambiamenti storici in corso sulle sponde
meridionali del Mediterraneo meridionale/nella regione nordafricana
costituiscono un'occasione evidente per offrire un forte sostegno alla
trasformazione socioeconomica della regione di concerto con la politica europea
di vicinato. Ciò che potrebbe significare sviluppare e rafforzare i regimi di
cooperazione tra imprese ("business-to-business") tra l'UE e questi
paesi[46].
Visto il loro vasto potenziale di crescita economica e in linea con la
strategia comune UE-Africa, i paesi africani in generale dovrebbero essere
invitati a trarre vantaggio dalla costruzione di una forte cooperazione con le
PMI dell'UE. Nel contesto delle inchieste di difesa
commerciale si tratterà la situazione particolare delle PMI – in quanto
importatrici, utilizzatrici, denuncianti o esportatrici – e si renderanno più
agevolmente accessibili per le PMI le informazioni sul funzionamento degli
strumenti di difesa commerciale. Le sospensioni tariffarie autonome e le quote
sono fattori importanti per le aziende che producono nell'Unione. Si consacra
un'attenzione particolare all'interesse delle PMI. L'impatto di tale strumento
sarà vagliato nel contesto di una valutazione d'impatto economico da avviarsi
nel 2012. L'UE intende: - sostenere la creazione di un ambiente operativo favorevole alle
imprese nei paesi in via di adesione e in via di sviluppo, soprattutto
nell'interesse delle PMI; questo ambiente più favorevole andrà a vantaggio di
tutte le PMI, comprese quelle che desiderano operare in un mercato specifico; - intensificare gli sforzi per eliminare i rimanenti ostacoli
tariffari e non tariffari nei paesi terzi; - costituire presso le sezioni commerciali ed economiche di tutte le
pertinenti delegazioni dell'UE punti di contatto per le PMI nel contesto
dell'attività dei gruppi per l'accesso al mercato; - perseguire, nell'ambito del suo dialogo in materia normativa con i
governi partner, l'obiettivo di aprire maggiormente i mercati e di renderli più
favorevoli alle piccole imprese; - fare degli interessi delle piccole imprese per quanto concerne
l'accesso ai mercati degli appalti internazionali una priorità nell'ambito dei
negoziati multilaterali in merito all'accordo sugli appalti pubblici (AAP)
condotti in sede di OMC; - migliorare la comunicazione rivolta alle PMI sui benefici economici
che si possono ottenere dal commercio su scala internazionale e determinati
dalle misure di politica commerciale, in particolare dagli accordi bilaterali
di libero scambio; - fondare il Forum finanziario delle PMI sull'Africa, una prima tappa
importante del nostro nuovo approccio volto a creare collegamenti tra le
imprese europee e africane, mediante un dialogo rafforzato e permanente; - sensibilizzare le PMI sulle possibili sospensioni tariffarie autonome
e sulle quote e vagliarne l'impatto sulle PMI nel contesto di una valutazione
da avviarsi nel 2012.
5.
Conclusione
Nell'attuale temperie economica è urgente
cercare nuove fonti di crescita. I mercati in espansione dei paesi terzi
possono offrire preziose opportunità alle PMI dell'UE. La Commissione ritiene
che la strategia sopra delineata possa offrire alle PMI gli strumenti necessari
per entrare efficacemente in affari sui mercati esterni all'UE. Ciò si basa
sulla premessa che la cooperazione tra l'UE e gli Stati membri, tra gli stessi
Stati membri e tra il settore pubblico e quello privato recherà chiari vantaggi
alle PMI dell'UE. Questa nuova strategia dell'UE definisce
cinque ambiti di azione: ·
mappatura dell'offerta attuale di servizi di
supporto per consentire una strategia più razionale e coerente in futuro; ·
creazione di un unico canale virtuale di accesso
alle informazioni per le PMI; ·
messa in coerenza dei regimi di sostegno a livello
UE per accrescere il loro impatto; ·
promozione di cluster e reti orientati
all'internazionalizzazione delle PMI; ·
coordinamento della collaborazione paneuropea nei
mercati prioritari per sfruttare al meglio i fondi pubblici spesi; ·
valorizzazione delle politiche esterne UE esistenti
per accelerare la crescita internazionale delle PMI europee. Gli sforzi futuri devono concentrarsi sulle
modalità con cui i prestatori attuali di servizi possono collaborare più
efficacemente, spesso al di là della frontiere nazionali, e sulle modalità per
offrire incentivi in vista di tale risultato. Una mappatura onnicomprensiva dei
fornitori di servizi di supporto getterà le fondamenta di questa procedura.
Tutte le istituzioni dell'Unione europea e le parti interessate nel settore
delle PMI, in partenariato, verranno coinvolte nell'attuazione di questa
strategia e dovrebbero rispettare le priorità e le linee guida delineate nella
presente comunicazione all'atto di esaminare nuove attività a sostegno
dell'internazionalizzazione delle PMI, nel breve come nel lungo termine. Gli Stati membri sono incoraggiati ad adottare
una strategia analoga e ad operare in stretta cooperazione con la Commissione
al fine di rafforzare l'insieme del sostegno finalizzato alla crescita
internazionale delle PMI europee. Allegato Sulla base dell'esperienza attuale
nell'identificazione delle barriere che si frappongono all'accesso a mercati
chiave nei paesi terzi (come richiesta dal Consiglio dell'Unione europea nelle
sue conclusioni del dicembre 2008) sono già operativi o
verranno costituiti gruppi per l'accesso al mercato nei seguenti paesi: - Algeria - Argentina - Brasile - Canada - Cile - Cina - Colombia - Corea del Sud - Egitto - Filippine - Giappone - Hong Kong - India - Indonesia - Israele - Kazakstan - Malaysia - Marocco - Messico - Nigeria - Norvegia - Nuova Zelanda - Perù - Russia - Singapore - Stati Uniti - Sud Africa - Svizzera - Thailandia - Taiwan - Tunisia - Turchia - Ucraina - Vietnam [1] Secondo
l'OCSE, i mercati emergenti e in sviluppo dovrebbero corrispondere al 60% del
PIL mondiale entro il 2030. [2] COM(2010) 614. [3] COM(2008) 394, riveduto in COM(2011) 78. [4] COM (2010) 612. [5] Ribadito nell'Atto per il mercato unico, COM (2010) 608. [6] La Commissione ha adottato la raccomandazione
2003/361/CE il 6 maggio 2003 e ha applicato la sua definizione delle PMI a
partire dal 1° gennaio 2005; http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/facts-figures-analysis/sme-definition/index_en.htm. [7] Relazione Internationalisation of European SMEs (Internazionalizzazione
delle PMI europee), dicembre 2009; http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/market-access/internationalisation/index_en.htm. [8] Una recente relazione sottolinea che le PMI europee
stanno ora soprattutto cercando di attirare la clientela costituita dalle
classi medie in rapida espansione dei mercati emergenti. In precedenza, molte
imprese investivano o comunque utilizzavano risorse dei mercati emergenti al
fine di ridurre i propri costi di produzione (EIU (Economist Intelligence
Unit): "New horizons: Europe's small and medium-sized companies look to
emerging markets for growth" (Testo in inglese. "Nuovi orizzonti:
piccole e medie imprese guardano ai mercati emergenti per la crescita"). [9] Relazione Internationalisation of European SMEs, December
2009. La relazione, non disponibile in italiano, è consultabile su: http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/market-access/internationalisation/index_en.htm.
Le informazioni fornite da questo studio si riferiscono alle attività delle PMI
sul mercato interno e oltre le frontiere dell'UE. [10] Negli ultimi decenni, la liberalizzazione della
circolazione internazionale delle merci, dei servizi, dei capitali, delle
persone e dell'informazione ha comportato una maggiore integrazione
nell'economia mondiale in cui le catene del valore transfrontaliere stanno
diventando sempre più importanti. La quota del commercio internazionale nel PIL
mondiale è triplicata sin dagli anni Cinquanta. Si prevede che le economie
emergenti in Asia, in America latina e in Africa forniranno una quota
significativa della futura crescita economica mondiale (cfr. nota 1): pertanto
per le imprese europee molte nuove opportunità saranno al di fuori dell'UE. È
giunto il momento che le imprese europee colgano i vantaggi derivanti dalla
globalizzazione. Le PMI europee devono essere in grado di trarre profitto da
tale crescita, contribuendo nel contempo alla crescita dell'UE. [11] Tabella 2.1., pagina 20 "Opportunities for the
Internationalisation of SMEs" (Opportunità per l'internazionalizzazione
delle PMI, agosto 2011), consultabile su http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/market-access/enterprise-europe-
network/intern_event_en.htm; Di seguito denominata "relazione sulle
opportunità" "Opportunities Report”. [12] "L' insufficiente accesso alle risorse umane" ha
costituito un freno allo sviluppo imprenditoriale in sette grandi paesi al di
fuori dell'UE. Cfr. capitolo 2 della relazione sulle opportunità. [13] Dopo la prima pubblicazione di un documento tematico nel
2009, la consultazione finale, lanciata nel maggio 2011, in base a una serie di
domande orientative, ha prodotto oltre 60 risposte provenienti da un ampio
ventaglio di interessati. Tutti i dettagli della consultazione e una sintesi
delle risposte sono consultabili su http://ec.europa.eu/enterprise/policies/international/listeningstakeholders/public-consultation-sme-
support/index_en.htm . [14] Con un bilancio superiore a 2 milioni di euro per gli
Stati membri più grandi. [15] Opportunities Report, relazione sulle opportunità. [16] L'elenco più dettagliato delle iniziative di sostegno
dell'UE figura in un documento di riferimento consultabile su Internet all'
indirizzo seguente: http://ec.europa.eu/enterprise/policies/international/files/annexes-to-consultation_en.pdf [17] COM(2011) 78. [18] COM(2007) 183. [19] Cfr. http://madb.europa.eu/. [20] COM(2010) 612. [21] http://ec.europa.eu/ecip/index_en.htm [22] Cfr. l'elenco in Opportunities Report, relazione
sulle opportunità. [23] Un recente studio sulle PMI unionali
con esperienza internazionale ha evidenziato che oltre la metà (il 63%) di tali
imprese ha registrato un incremento delle prestazioni in seguito alla
partecipazione a un programma di sostegno internazionale; risultati del
sondaggio pubblicati in Opportunities Report, relazione sulle
opportunità. [24] La relazione sulle opportunità indica che "anche tra
le PMI che sono già attive sulla scena mondiale, solo il 27% è a conoscenza dei
programmi pubblici di sostegno. Inoltre solo il 7% circa delle PMI
internazionalizzate si avvale del sostegno pubblico per le attività commerciali
internazionali". [25] L'esempio della cooperazione in Russia è eloquente.
Un'azione "al fine di migliorare il clima generale degli investimenti e
creare un contesto favorevole alle PMI unionali è portata avanti efficacemente
tramite la cooperazione ad alto livello tra la Commissione europea, la
delegazione UE in Russia, le ambasciate UE, le associazioni commerciali, le
camere di commercio nazionali e il governo russo". Cfr. la relazione sulle
opportunità. [26] Secondo l'Opportunities Report, la relazione sulle
opportunità, il 24% delle PMI internazionalizzate è a conoscenza dei programmi
pubblici di sostegno all'internazionalizzazione che potrebbero essere
utilizzati dalla loro impresa. Tale consapevolezza aumenta con le dimensioni
delle imprese: microimprese 23%; piccole e medie imprese 36% e 37%
rispettivamente, in ogni caso ciò corrisponde ancora ad una minoranza delle
PMI. [27] Del 24% delle PMI
"internazionali" che sono al corrente dei programmi pubblici di
sostegno meno di un terzo utilizza i programmi per le proprie attività." Opportunities Report, relazione sulle
opportunità. [28] Il numero di misure di sostegno significative,
per Stato membro, in sette paesi destinatari chiave varia tra 4 e 25, in Opportunities Report, relazione sulle
opportunità. [29] Ibid. "Nel 2009 il 40% delle PMI
ha segnalato la mancanza di un adeguato sostegno pubblico come un ostacolo
importante all’internazionalizzazione". [30] L'assistenza locale per l'internazionalizzazione
nell'ambito dell'UE fornita dalla Commissione si limita sinora alla rete Enterprise
Europe, a programmi a breve termine come ad esempio "Understanding China"
(http://www.understandingchina.eu),
ad alcune tavole rotonde per le PMI e analoghi seminari che si tengono in
diverse città europee, tra l'altro per "formare i formatori" presso
le camere di commercio ecc., oltre a certe attività di animazione organizzate
dalla filiale bruxellese dell'EU-Japan Centre for Industrial Cooperation
(http://www.eu-japan.eu) per dare maggiore visibilità ai programmi del Centro
anche all'indirizzo delle PMI dell'UE. La maggioranza delle attività dell'Helpdesk
DPI PMI Cina ha avuto luogo all'interno dell'UE. Il fatto di aver fornito
questi servizi nelle prossimità delle PMI è risultato essere un elemento chiave
per la loro efficacia. [31] "Il 44% delle PMI dell'UE ha segnalato la mancanza di
un adeguato sostegno pubblico quale importante ostacolo". Relazione Internationalisation
of European SMEs, dicembre 2009; http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/market-access/internationalisation/index_en.htm.
[32] Come previsto nel nuovo programma per la competitività
delle imprese e le PMI proposto nella comunicazione del 29 giugno sul prossimo
quadro finanziario pluriennale. [33] Laddove non vi siano Market Access Teams (gruppi per
l'accesso al mercato), il ruolo delle delegazioni dell'UE consisterà, se del
caso, nell'offrire informazioni di base per integrare i dati necessari al
fornitore di servizi che realizzerà la mappatura. Queste delegazioni possono organizzare,
se del caso, riunioni di coordinamento tra le imprese e le organizzazioni di
categoria operanti sul terreno. [34] Secondo
l'Opportunities Report, relazione sulle opportunità, la mappatura è
considerata un compito fondamentale ai fini del coordinamento a livello
dell'UE. [35] "Si potrebbero ottenere incrementi di efficienza
organizzando la raccolta di informazioni sull'evoluzione del mercato e il
quadro giuridico e istituzionale nei mercati esteri a livello europeo”, cfr.
Relazione della Commissione sull' internazionalizzazione delle PMI europee: Internationalisation
of European SMEs, del dicembre 2009, pag. 9. [36] Integrando ad esempio i servizi offerti dai TBT Enquiry
Points dei paesi membri dell'OMC, il ruolo dei quali comprende la fornitura di
informazioni sui regolamenti tecnici, gli standard e le procedure di
valutazione di conformità. [37] Cfr. la proposta della Commissione su un diritto comune
europeo della vendita adottata l'11 ottobre 2011. [38] Un elenco dei gruppi per l'accesso al mercato già operativi
o che verranno costituiti è riportato nell'allegato alla presente
comunicazione. [39] Ci si potrebbe ispirare all'articolo 20, paragrafo 2,
lettera c), del TFUE che recita: "I cittadini dell'Unione hanno, tra
l'altro: …. (c) il diritto di godere, nel territorio di un paese terzo nel
quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato, della
tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle
stesse condizioni dei cittadini di detto Stato". [40] Ciò
comprende non solo i centri UE per le PMI e la rete Enterprise Europe, ma anche
altri programmi UE di sostegno alle imprese già collaudati destinati ad eventi
di intermediazione, iniziative di collaborazione fra i cluster, il programma
quadro per i punti di contatto nazionali, nonché il lavoro in rete e i singoli
programmi di formazione nell'UE. [41] Cfr. ad es. OSEO/UBIFRANCE studio (2010) "Link
Innovation-Exports” in merito al nesso innovazione – esportazione. Consultabile
all'indirizzo seguente: http://www.oseo.fr/storage/newsletters/vendredi_28_mai_20102/gauche/actualites/etude_oseo_ubifrance. [42] European
Clusters Go International: Networks and clusters as instruments for the
initiation of international business cooperation, (I poli europei
diventano internazionali: reti e poli come strumenti per l'avvio della
cooperazioni internazionale tra imprese) VDI/VDE/IT, 2011,
http://www.vdivde-it.de/news-en/publications/best-practice/european-clusters-go-international-2013-networks-and-clusters-as-instruments-for-the-initiation-of-international-business-cooperation [43] A tal fine, a livello dell'UE, è stato lanciato nel marzo
2011 un invito specifico a presentare proposte nell'ambito del Programma per la
competitività e l'innovazione volto a stimolare la cooperazione internazionale
mediante programmi di cluster regionali e nazionali. Cfr. : http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/itemlongdetail.cfm?item_id=4968
[44] A tale proposito la Piattaforma europea per la
collaborazione fra i cluster istituita nell'ambito dell'iniziativa European
Cluster Excellence, per l'eccellenza dei cluster europei, contribuirà a
promuovere una migliore cooperazione tra i cluster a livello internazionale a
vantaggio delle PMI. Come prima tappa sono stati firmati protocolli d'intesa
con i partner in Giappone, India e Brasile e altri sono previsti. Per maggiori
informazioni cfr. http://www.cluster-excellence.eu/collaboration. Inoltre, la
cooperazione tra cluster è trattata nell'ambito dell'azione "Regioni della
conoscenza" di cui al 7° programma quadro dell'UE per la ricerca. L'azione
intende rafforzare le potenzialità di ricerca presenti nelle regioni europee,
in particolare incoraggiando e sostenendo lo sviluppo in tutta Europa di
"cluster regionali orientati alla ricerca", associando le università,
i centri di ricerca, le imprese e le autorità regionali. È disponibile in
particolare un sostegno per le attività di internazionalizzazione e lo sviluppo
di strategie con i paesi terzi. http://cordis.europa.eu/fp7/capacities/regions-knowledge_en.html [45] Comunicazione
della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
sociale europeo e al Comitato delle regioni – Un bilancio per la strategia
2020 – Parte II schede politiche, del 29 giugno 2011, COM (2011) 500. La
Commissione ha proposto che nel periodo 2014-2020 i meccanismi di garanzia sui
prestiti si concentrino non solo sulla dimensione nazionale, ma anche sui
crediti transfrontalieri o plurinazionali. [46] Ad esempio tramite la cooperazione tra i cluster: i
partenariati di cluster offrono concrete possibilità di una maggiore
cooperazione tra imprese che potrebbe essere sviluppata e adattata alle
esigenze specifiche delle imprese in settori quali il turismo e le industrie
creative, che hanno un considerevole potenziale economico nei paesi del
Mediterraneo meridionale. Oltre a questo caso specifico la Commissione sta
anche esaminando l'opportunità di sostenere scambi tra imprenditori con sede in
paesi diversi, all’interno e all’esterno dell' Unione europea.