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Cooperazione amministrativa nel settore fiscale

Cooperazione amministrativa nel settore fiscale

 

SINTESI DI:

Direttiva 2011/16/UE sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale tra i paesi dell’UE

QUAL È LO SCOPO DELLA DIRETTIVA?

Stabilisce un sistema di cooperazione sicura tra le autorità fiscali nazionali dei paesi dell’Unione europea (Unione) e definisce le norme e le procedure che esse devono applicare negli scambi di informazioni per fini fiscali.

PUNTI CHIAVE

La legislazione si applica a tutti gli oneri fiscali, ad eccezione di:

  • imposta sul valore aggiunto e dazi doganali;
  • accise, in quanto trattate in altre normative comunitarie o procedure di cooperazione;
  • contributi obbligatori previdenziali dovuti al paese di origine di un individuo;
  • oneri dovuti per certificati e altri documenti rilasciati da autorità pubbliche;
  • oneri dovuti per servizi di pubblica utilità, come le bollette.

L’autorità nazionale competente istituisce un ufficio centrale di collegamento il cui ruolo è di:

  • mantenere i contatti con la Commissione europea e con organismi simili in altri paesi dell’Unione, direttamente o tramite dipartimenti e funzionari designati;
  • gestire le richieste di informazioni.

Le richieste di informazioni devono essere:

  • confermate, se possibile elettronicamente, entro e non oltre 7 giorni lavorativi;
  • gestite il più rapidamente possibile e, comunque, entro e non oltre 6 mesi. In taluni casi possono essere concordati limiti temporali diversi tra le diverse autorità interpellate e le autorità richiedenti.

A partire dal 2015, le autorità nazionali devono, almeno una volta all’anno, fornire automaticamente alle loro controparti le seguenti informazioni obbligatorie sui residenti in un altro paese dell’Unione:

  • reddito da lavoro dipendente,
  • onorari pagati ad amministratori,
  • regimi di assicurazione sulla vita,
  • pensioni,
  • proprietà di e reddito da beni immobili.

A partire dal 2017, le autorità nazionali devono fornire automaticamente alle loro controparti informazioni sui conti finanziari detenuti dai residenti in un altro paese dell’Unione e sulle sentenze emesse da autorità giudiziarie transfrontaliere e sugli accordi preventivi sui prezzi.

A partire dal 2018 le autorità nazionali devono fornire automaticamente alle loro controparti le informazioni sulle relazioni paese per paese. Le autorità devono inoltre avere accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva raccolte in conformità con la direttiva (UE) 2015/849, la normativa UE antiriciclaggio (si veda la sintesi).

A partire dal 2020, le autorità nazionali devono fornire automaticamente alle loro controparti le informazioni sui meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica. Si vedano di seguito ulteriori informazioni sui rinvii facoltativi previsti in seguito alla pandemia di Covid-19.

Le autorità nazionali devono fornire spontaneamente informazioni alle controparti nell’Unione non appena possibile e, comunque, non oltre un mese dal momento in cui le informazioni sono disponibili, se:

  • esse ritengono che si possa verificare una perdita di natura fiscale in un altro paese dell’Unione;
  • un individuo in un dato paese riceve uno sgravio o un’esenzione fiscale che produrrebbe degli oneri fiscali a suo carico in un altro paese;
  • vengono intrattenuti rapporti d’affari tra due persone in paesi diversi che potrebbero portare a risparmi fiscali per una di esse o entrambe;
  • trasferimenti artificiali di profitto all’interno di gruppi di imprese potrebbero portare a risparmi fiscali;
  • ricevono informazioni da un’altra autorità che potrebbero essere rilevanti nel valutare i loro oneri fiscali.

Le autorità nazionali:

  • possono accettare, in due o più paesi dell’Unione, di effettuare controlli simultanei sui contribuenti sui quali entrambi hanno un interesse;
  • alle quali è stato chiesto di fornire informazioni o che hanno fornito informazioni spontaneamente possono richiedere un riscontro da chi fa uso di tali informazioni, riscontro che dovrebbe essere fornito entro 3 mesi dalla richiesta;
  • che hanno ricevuto informazioni da un paese terzo, possono condividere tali informazioni con le loro controparti europee, se lo ritengono utile.

Tutte le informazioni condivise tra le autorità nazionali sono soggette al segreto d’ufficio.

Ogni anno le autorità nazionali sono tenute a fornire annualmente alla Commissione i dati sul volume degli scambi automatici di informazioni e, laddove possibile, valutare costi e benefici.

Pandemia di Covid-19

La direttiva (UE) 2020/876 modifica la direttiva 2011/16/UE per far fronte all’urgente necessità di differire taluni termini per la presentazione e lo scambio di informazioni nel settore fiscale a causa della pandemia di Covid-19. Tali limiti temporali riguardano lo scambio automatico di informazioni su:

  • conti finanziari i cui beneficiari sono residenti in un altro paese dell’Unione; e
  • meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica.

I paesi dell’Unione avranno fino a 3 mesi aggiuntivi per scambiare informazioni sui conti finanziari dei beneficiari che sono fiscalmente residenti in un altro paese dell’Unione. I paesi dell’Unione possono adottare le misure necessarie per consentire agli intermediari e ai contribuenti interessati di presentare, entro il 28 febbraio 2021, informazioni sui meccanismi transfrontalieri soggetti all’obbligo di notifica, la cui prima fase è stata attuata tra il 25 giugno 2018 e il 30 giugno 2020. In tali casi devono assicurarsi che:

  • la prima informazione venga comunicata entro il 30 aprile 2021;
  • il periodo di 30 giorni per la presentazione delle informazioni (cfr. articolo 8 bis bis, paragrafi 1 e 7) deve iniziare entro il 1o gennaio 2021, se:
    • viene reso disponibile un meccanismo transfrontaliero con obbligo di notifica per l’attuazione o è pronto per l’attuazione, o se la prima fase della sua attuazione è effettuata tra il 1o luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, o
    • gli intermediari ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 21, capoverso 2, forniscono, direttamente o tramite altre persone, aiuti, assistenza o consulenza tra il 1o luglio 2020 e il 31 dicembre 2020;
  • nel caso di accordi negoziabili, la prima relazione periodica ai sensi dell’articolo 8 bis bis, paragrafo 2, deve essere effettuata dall’intermediario entro il 30 aprile 2021.

Il Consiglio può adottare una decisione di esecuzione per prorogare di 3 mesi il periodo di differimento dei termini di cui sopra, a condizione che continuino a sussistere gravi rischi per la salute pubblica, ostacoli e perturbazioni economiche causati dalla pandemia di Covid-19 e che i paesi dell’Unione applichino le misure di confinamento.

DA QUANDO VIENE APPLICATA LA DIRETTIVA?

La direttiva è entrata in vigore l’11 marzo 2011 e doveva essere recepita dalle legislazioni nazionali i paesi dell’Unione entro il 1o gennaio 2013.

CONTESTO

Di fronte alla crescente mobilità dei contribuenti, all’aumento di transazioni transfrontaliere e all’introduzione di nuovi strumenti finanziari, le amministrazioni fiscali nazionali devono cooperare maggiormente tra loro al fine di gestire efficacemente i propri sistemi fiscali.

DOCUMENTO PRINCIPALE

Direttiva del Consiglio 2011/16/UE del 15 febbraio 2011 sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 64 del 11.3.2011, pag. 1).

Le successive modifiche alla direttiva 2011/16/UE sono state integrate nel documento originale. La versione consolidata ha unicamente valore documentale.

Ultimo aggiornamento: 26.10.2020

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