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Document 52013DC0025
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF THE REGIONS on "THE FOURTH RAILWAY PACKAGE – COMPLETING THE SINGLE EUROPEAN RAILWAY AREA TO FOSTER EUROPEAN COMPETITIVENESS AND GROWTH"
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul “QUARTO PACCHETTO FERROVIARIO - COMPLETARE LO SPAZIO FERROVIARIO EUROPEO UNICO PER FAVORIRE LA COMPETITIVITÀ E LA CRESCITA EUROPEE”
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul “QUARTO PACCHETTO FERROVIARIO - COMPLETARE LO SPAZIO FERROVIARIO EUROPEO UNICO PER FAVORIRE LA COMPETITIVITÀ E LA CRESCITA EUROPEE”
/* COM/2013/025 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sul “QUARTO PACCHETTO FERROVIARIO - COMPLETARE LO SPAZIO FERROVIARIO EUROPEO UNICO PER FAVORIRE LA COMPETITIVITÀ E LA CRESCITA EUROPEE” /* COM/2013/025 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO
E AL COMITATO DELLE REGIONI sul
“QUARTO PACCHETTO FERROVIARIO - COMPLETARE LO SPAZIO FERROVIARIO EUROPEO UNICO
PER FAVORIRE LA COMPETITIVITÀ E LA CRESCITA EUROPEE” (Testo rilevante ai fini del SEE) 1. INTRODUZIONE Il Libro bianco
del 2011 sui trasporti[1]
illustrava lo scenario per l’istituzione di uno spazio ferroviario europeo
unico e stabiliva l’approccio della Commissione per garantire la competitività
dei trasporti dell’UE a lungo termine, affrontando al contempo le previsioni di
crescita, la sicurezza degli approvvigionamenti di combustibile e la
decarbonizzazione. Un aspetto importante della strategia è il potenziamento del
ruolo del trasporto ferroviario, data la difficoltà a ridurre la dipendenza dal
petrolio in altri settori. Tuttavia questo obiettivo può essere realizzato solo
se il sistema ferroviario garantisce servizi efficienti e convincenti ed
elimina le lacune a livello normativo e di mercato, gli ostacoli all’ingresso
nel mercato o le complesse procedure amministrative che ostacolano l’efficienza
e la competitività. Il settore
ferroviario europeo genera una cifra d’affari pari a 73 miliardi di EUR[2] e dà lavoro a 800 000
dipendenti[3].
Ogni anno le autorità pubbliche investono importi considerevoli nel settore
ferroviario. Nel 2009 le amministrazioni pubbliche hanno versato 20 miliardi di
EUR per gli obblighi di servizio pubblico e 26 miliardi di EUR sono stati
destinati a investimenti pubblici per le infrastrutture[4]. Nella maggior
parte degli Stati membri dell’UE, i finanziamenti pubblici sono aumentati
sensibilmente, mentre il numero complessivo di passeggeri-chilometri è
cresciuto in misura più modesta. Il rapporto globale passeggeri-chilometri ha
registrato un aumento del 4,3% tra il 2005 e il 2010[5]. I considerevoli investimenti
del settore pubblico, in particolare negli Stati membri dell’UE di più recente
adesione in cui le sovvenzioni sono più che raddoppiate in sei anni, non hanno di
per sé garantito un corrispondente aumento della domanda di servizi ferroviari.
Ciò è dovuto in parte all’incapacità di ridurre le inefficienze operative
causate dalla mancanza di idonei incentivi alla concorrenza. Tuttavia, in
alcuni Stati membri, i finanziamenti pubblici sono assegnati direttamente senza
gara di appalto. È assolutamente necessario migliorare l’efficienza per
generare una crescita sostenibile e a vantaggio delle finanze pubbliche. Malgrado gli
sviluppi positivi in alcuni mercati, dal 2000 la quota modale del trasporto
ferroviario di merci è calata dall’11,5% al 10,2%[6]. Nello stesso periodo, il
trasporto ferroviario di passeggeri all’interno dell’UE ha mantenuto una quota
costante pari al 6%. Tra i vari Stati membri lo sviluppo di segmenti del
mercato interno del trasporto ferroviario è stato irregolare, passando da un
calo superiore al 10% in Ungheria a un aumento di più del 20% in Svezia tra il 2005
e il 2010[7].
Ciò accade nonostante l’introduzione di circa 6 000 km di binari per le
linee ad alta velocità in tutto il periodo indicato[8]. Le reti ad alta velocità hanno
conquistato quote di mercato rispetto al trasporto aereo, diventando la scelta
preferita dei passeggeri su determinati percorsi e consentendo una maggiore
efficienza delle ferrovie su alcune tratte. Tra tutti i modi di trasporti, fra
il 2020 e il 2035 le linee ferroviarie ad alta velocità dovrebbero registrare
la maggiore crescita della domanda[9],
garantendo significative opportunità di crescita, investimento e occupazione
che il presente pacchetto mira a sviluppare ulteriormente. L’ultima indagine
Eurobarometro[10]
indica che solo il 6% dei cittadini europei utilizza il treno almeno una volta
a settimana[11].
I consumatori[12]
collocano i servizi ferroviari al 27° posto in un elenco di 30 mercati di
servizi e assegnano punteggi mediocri per quanto concerne la comparabilità e la
soddisfazione. Il settore si colloca al secondo posto per numero di problemi,
con ampie divergenze all’interno dell’UE. I consumatori non ritengono che i
problemi possano essere risolti in modo soddisfacente. Da metà degli anni ‘90,
in alcune zone dell’UE (in particolare negli Stati membri che hanno aderito all’Unione
relativamente più di recente) il sottoinvestimento ha generato un circolo
vizioso di declino, con il conseguente degrado delle infrastrutture e del
materiale rotabile che ha reso poco attraenti le ferrovie, soprattutto dato l’aumento
delle auto di proprietà dovuto a un maggiore benessere. Gli autoveicoli
detengono un’ampia quota del trasporto urbano e il 59% dei cittadini europei
non utilizza mai i treni suburbani. Malgrado questo contesto e il tasso di
urbanizzazione pari al 75% nell’UE-27, il potenziale di sviluppo del
mercato per il trasporto ferroviario suburbano e regionale di passeggeri è
enorme, soprattutto se si considera la crescente congestione stradale[13]. 2. SITUAZIONE ATTUALE Con l’obiettivo
di istituire un mercato interno del trasporto ferroviario e creare quindi un
settore più efficiente e attento alle esigenze dei clienti, la prima legislazione
dell’UE stabiliva i principi di base che intendevano guidare il miglioramento
dell’efficienza del sistema ferroviario attraverso la progressiva apertura del
mercato, l’indipendenza delle imprese ferroviarie e dei gestori dell’infrastruttura
nonché la separazione dei conti tra questi ultimi. Dal 2000 tali principi sono
stati progressivamente concretizzati, non da ultimo mediante l’adozione di tre
successivi pacchetti di misure legislative dell’UE. Tuttavia la quota modale
delle ferrovie rimane modesta, in parte per questioni di idoneità (ad esempio
le ferrovie non sono pratiche per affrontare numerosi tragitti urbani di breve
distanza, come il percorso per recarsi al supermercato), ma anche per via di
ostacoli all’accesso al mercato che inibiscono la concorrenza e l’innovazione. Nel 2012 alcune
parti dell’attuale legislazione sono state semplificate, consolidate e
ulteriormente rafforzate mediante la direttiva 2012/34/UE che istituisce uno
spazio ferroviario europeo unico[14],
potenziando le disposizioni esistenti in materia di concorrenza, di controllo
dell’ottemperanza alle norme e di architettura finanziaria del settore
ferroviario. La direttiva rafforza il potere delle autorità nazionali di
regolamentazione, migliora il quadro degli investimenti nel settore ferroviario
e garantisce un accesso più equo all’infrastruttura ferroviaria e ai servizi
ferroviari. Essa è entrata in vigore il 15 dicembre 2012 e il suo recepimento
dovrà avvenire entro la metà del 2015. Parallelamente
all’apertura del mercato, altre misure adottate a livello dell’UE hanno
migliorato l’interoperabilità e la sicurezza delle reti nazionali. Un approccio
più europeo al sistema ferroviario dovrebbe facilitare gli spostamenti
transfrontalieri per consentire al sistema stesso di sfruttare il proprio
vantaggio competitivo sulle lunghe distanze e per garantire un mercato unico
per i fornitori di attrezzature ferroviarie a costi inferiori. Ad esempio, l’iniziativa
Shift2Rail[15]
contribuirebbe a sviluppare il modo di trasporto ferroviario, promuovendo
innovazioni radicali per il materiale rotabile destinato al trasporto
passeggeri, per il trasporto merci, per i sistemi di gestione del traffico e
per l’infrastruttura ferroviaria. Ingenti importi sono stati investiti nell’infrastruttura
ferroviaria. La nuova politica TEN-T[16]
ha l’obiettivo di rendere altamente efficiente la rete europea dei trasporti
grazie a solide arterie ferroviarie di base. Per il prossimo quadro finanziario
pluriennale la Commissione ha proposto un nuovo strumento per il finanziamento
dell’infrastruttura a sostegno di tali priorità, ovvero il meccanismo per
collegare l’Europa (CEF)[17].
La nuova strategia infrastrutturale dell’UE fornisce il quadro normativo e i
finanziamenti necessari a completare la rete ferroviaria fondamentale, che
rappresenta il fulcro del mercato interno. Gli investimenti nell’infrastruttura
sono essenziali, ma da soli non bastano a realizzare il potenziale delle
ferrovie. Sono necessari anche cambiamenti strutturali che incrementino l’efficienza
operativa e la qualità del servizio grazie a una maggiore solidità e
trasparenza della governance e a un’apertura del mercato. In occasione del
Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012, i capi di Stato e di governo hanno
adottato un “Patto per la crescita e l’occupazione”[18] che
intende perfezionare il mercato unico eliminando gli ostacoli, al fine di
promuovere la crescita e l’occupazione nel settore delle imprese di rete. Di
conseguenza, nell’adottare l’Atto per il mercato unico II nell’ottobre 2012, la
Commissione ha riconosciuto che il quarto pacchetto ferroviario è un’iniziativa
fondamentale per generare crescita nell’UE[19]. Il pacchetto è
stato elaborato per affrontare gli ostacoli che ancora si frappongono alla
realizzazione di uno spazio ferroviario europeo unico. 3. PROSPETTIVE FUTURE 3.1
Governance dell’infrastruttura Sebbene alcune
zone del mondo, in particolare l’America settentrionale, dispongano di
infrastrutture ferroviarie concorrenti, la maggior parte della rete dell’UE è
stata progettata a livello nazionale come rete unica. Inoltre, l’utilizzo
efficiente dell’infrastruttura poggia sul suo uso intensivo. Quindi nell’UE l’infrastruttura
è, e probabilmente rimarrà, un monopolio naturale. La legislazione vigente dell’UE
richiede quindi un livello di separazione tra i gestori dell’infrastruttura, i
quali gestiscono la rete, e le imprese ferroviarie che gestiscono i servizi
ferroviari operanti su tale rete, allo scopo di garantire un trattamento giusto
ed equo a tutte le imprese ferroviarie. È necessaria la piena indipendenza dei
sistemi di imposizione dei diritti di utilizzo e di assegnazione della
capacità, ritenuti fondamentali per garantire un accesso equo. Tuttavia, in
quanto monopoli naturali, i gestori dell’infrastruttura non rispondono sempre
alle esigenze del mercato e le segnalazioni degli utenti suggeriscono che l’attuale
governance non fornisce incentivi sufficienti affinché essi soddisfino le
esigenze degli utenti. In particolare, i nuovi attori del mercato criticano
aspramente i gestori dell’infrastruttura, soprattutto quelli che operano in
strutture di holding, per aver aumentato considerevolmente in alcune occasioni
le tariffe di accesso ai binari e alle stazioni per i servizi passeggeri
rispetto alle tariffe applicate agli operatori storici. Le asimmetrie
informative comportano vantaggi competitivi per gli operatori storici e vi è un
persistente rischio di sovvenzioni incrociate per la mancanza di una
trasparenza finanziaria completa. Un esempio di detti vantaggi emerge da un
contratto di servizio pubblico per il trasporto ferroviario nella regione
tedesca Sassonia-Anhalt assegnato alla Deutsche Bahn (DB), in base a un impegno
da parte della sua consociata DB Regio di compensare gli aumenti delle tariffe
di accesso ai binari per 15 anni[20].
I costi supplementari delle tariffe di accesso per le imprese ferroviarie
sarebbero quindi compensati, a livello di holding, dai maggiori profitti
derivanti da queste stesse tariffe riscosse dai gestori dell’infrastruttura.
Tale compensazione è possibile solo per le strutture ferroviarie integrate. Gli obblighi di
separazione esistenti non evitano i conflitti di interessi e le funzioni
attualmente non ritenute essenziali (quali la pianificazione degli
investimenti, il finanziamento e la manutenzione) si sono rivelate discriminatorie
rispetto ad alcuni nuovi operatori. L’autorità italiana garante della
concorrenza, ad esempio, ha sanzionato Ferrovie dello Stato (FS), comminando
una sanzione pari a 300 000 EUR, dopo aver rilevato che FS attuava, grazie
alle sue affiliate, “una strategia complessa e unificata” per impedire ad
Arenaways (una società concorrente, fallita al momento della decisione) di
inserirsi sulla remunerativa linea Milano-Torino tra il 2008 e il 2011[21]. Analogamente, l’autorità
francese garante della concorrenza ha sanzionato di recente SNCF, comminando
una sanzione di 60,9 milioni di EUR per diverse pratiche anticoncorrenziali in
seguito all’apertura del mercato francese del trasporto merci nel 2006. In
qualità di gestore delegato dell’infrastruttura, SNCF ha raccolto informazioni
riservate in merito alle richieste di tracce orarie presentate dai concorrenti
e le ha utilizzate nell’interesse commerciale della propria affiliata SNCF Fret[22]. Il sistema
attuale non prevede incentivi per la cooperazione europea e intermodale. È
necessario un sistema ferroviario unionale di base che massimizzi i positivi
effetti di rete. Sebbene la politica attuale della Commissione in materia di
TEN-T e la nuova proposta di meccanismo per collegare l’Europa, unitamente alle
norme vigenti in materia di corridoi ferroviari per il trasporto merci[23], abbiano lo scopo di
migliorare la capacità, l’efficienza e l’attrattiva delle ferrovie per i
clienti, i potenziali profitti derivanti da queste misure possono essere
pienamente conseguiti solo se vengono eliminati gli ostacoli al funzionamento
efficiente dei gestori dell’infrastruttura e se essi acquisiscono una
dimensione realmente europea. Inoltre, gli
attuali obblighi di separazione che garantiscono l’indipendenza dei gestori
dell’infrastruttura si sono dimostrati difficili da recepire e attuare. Varie
procedure d’infrazione sono al momento pendenti dinanzi alla Corte di giustizia
dell’Unione europea. Dato che gli attuali quadri giuridici sono insufficienti a
eliminare i rischi di conflitti di interessi e di possibile distorsione della
concorrenza, occorre un ulteriore intervento legislativo. D’altro canto,
vengono mosse critiche[24]
in merito al fatto che le disposizioni esistenti possono causare un servizio
inefficiente e decisioni di investimento a lungo termine inappropriate. Secondo
la Commissione, tali studi non dimostrano che la separazione è necessariamente
inefficace, ma essi implicano tuttavia che per raggiungere l’efficienza, i
gestori dell’infrastruttura devono essere responsabili di tutte le mansioni
fondamentali relative alla gestione dell’infrastruttura, dalla pianificazione a
lungo termine degli investimenti alla programmazione e gestione dei treni in
tempo reale, fino alla manutenzione. Analogamente, occorre facilitare l’adeguata
cooperazione tra i gestori dell’infrastruttura e tutte le imprese
ferroviarie che utilizzano una determinata linea, affinché le corrette
strutture di governance garantiscano l’allineamento degli interessi di un
crescente numero di attori in un mercato aperto. Diversi operatori
ferroviari storici hanno presentato studi per dimostrare che le imprese
ferroviarie integrate possono crescere significativamente nel mercato, ma
questo elemento deve essere messo in relazione con la seria preoccupazione che
le imprese ferroviarie con posizioni dominanti tutelate da strutture integrate
nel proprio mercato “nazionale” possano ottenere vantaggi finanziari che
concedono loro un vantaggio competitivo iniquo nella concorrenza in altre zone
dell’UE o anche nel proprio paese rispetto ai nuovi operatori di mercato. Il
mantenimento dei mercati nazionali quali sistemi dominati da operatori storici
integrati ostacolerà inoltre lo sviluppo di servizi paneuropei a lunga
distanza. La Commissione
propone di modificare la direttiva che istituisce uno spazio ferroviario
europeo unico per garantire che i gestori dell’infrastruttura possano svolgere
tutte le funzioni necessarie a gestire l’infrastruttura in modo ottimizzato,
efficiente e non discriminatorio. Dato che questa è la soluzione più semplice e
più efficace per creare condizioni di parità tra gli operatori del trasporto,
la Commissione propone una separazione istituzionale tra la gestione dell’infrastruttura
e l’esercizio del trasporto. Tuttavia, qualora gli Stati membri desiderino
mantenere le strutture di holding esistenti che comprendono il gestore dell’infrastruttura,
essa propone di introdurre condizioni rigorose a tutela dell’indipendenza del
gestore dell’infrastruttura che prevedano una procedura di verifica da parte
della Commissione, onde garantire una reale situazione di parità per tutte le
imprese ferroviarie. La direttiva
modificata stabilirà norme comuni per una struttura di governance dei gestori
dell’infrastruttura che garantisca a tutte le imprese ferroviarie un trattamento
equo e assicuri l’adeguato coinvolgimento delle autorità pubbliche e degli
utenti dell’infrastruttura nell’elaborazione di decisioni che li coinvolgono. I
gestori dell’infrastruttura dovranno istituire un organo di coordinamento con
le imprese ferroviarie, i clienti e le autorità pubbliche che li renda attori
centrali nella pianificazione degli investimenti e nei miglioramenti di
efficienza. La direttiva modificata stabilirà incentivi economici e indicatori
di rendimento per misurare e migliorare l’efficienza dei gestori dell’infrastruttura
e, infine, istituirà una rete europea di gestori dell’infrastruttura per
promuovere la cooperazione transfrontaliera, prestando particolare attenzione
ai flussi di traffico lungo i corridoi ferroviari per il trasporto merci e
sulle linee internazionali per il trasporto passeggeri. 3.2
Liberalizzazione del mercato dei servizi nazionali di trasporto passeggeri per
ferrovia Affinché il sistema ferroviario attragga un
numero maggiore di passeggeri e per promuovere il trasferimento modale, sono
necessari miglioramenti nella qualità e nell’efficienza del servizio. È
possibile migliorare la redditività degli insufficienti finanziamenti pubblici. I mercati dei servizi di trasporto merci sono
già stati completamente liberalizzati fin dal gennaio 2007[25] e quelli del trasporto
internazionale di passeggeri fin dal 1° gennaio 2010[26], mentre i mercati nazionali
dei servizi di trasporto interno di passeggeri per ferrovia sono ancora in
larga misura chiusi e continuano a essere i bastioni dei monopoli nazionali[27]. Per garantire
servizi integrati di alta qualità che offrano vantaggi sociali più ampi e
minori ripercussioni esterne rispetto ad altri modi di trasporto, larga parte
dei servizi ferroviari dell’UE (66% del rapporto passeggeri/km) dovrà
continuare a essere garantita in base a contratti di servizio pubblico
specificati e sovvenzionati dalle autorità locali, regionali o nazionali. L’eliminazione
dell’impedimento giuridico, semplicemente consentendo il libero accesso,
avrebbe effetti piuttosto limitati, poiché la maggior parte dei servizi
nazionali è coperta da contratti di servizio pubblico. La concorrenza nei
mercati nazionali dovrebbe quindi essere affrontata a due livelli con una
concorrenza “nel mercato”, per i servizi che possono essere forniti mediante il
libero accesso, e una concorrenza “per il mercato” che consenta l’assegnazione
trasparente ed efficace sotto il profilo dei costi dei contratti di servizio
pubblico, come sperimentato attualmente in alcuni Stati membri. Le norme vigenti attribuiscono alle autorità
competenti un ampio margine per aggiudicare direttamente i contratti di
servizio pubblico nei trasporti ferroviari, evitando procedure di gara
richieste in genere per i contratti di servizio pubblico in altri modi di
trasporto pubblico[28].
I contratti di servizio pubblico assegnati direttamente costituiscono il 42%
del rapporto complessivo passeggeri-chilometri dell’UE[29], facendo sì che in 16 Stati
membri sui 25 che dispongono di un sistema ferroviario l’operatore storico
detenga oltre il 90% della quota di mercato[30]. Gli elementi che comprovano la concorrenza in
materia di contratti di servizio pubblico in Germania, Svezia e nei Paesi Bassi
hanno dimostrato che le gare d’appalto aumentano i risparmi, in alcuni casi fino
al 20-30%[31],
per le autorità competenti, consentendo di reinvestire tale denaro per
migliorare i servizi o di utilizzarlo per altri scopi. L’esperienza di altri
mercati liberalizzati come Svezia e Regno Unito ha dimostrato un miglioramento
della qualità e della disponibilità dei servizi, con una soddisfazione dei
passeggeri in crescita di anno in anno e un aumento dei passeggeri di oltre il 50%
in dieci anni. Il miglioramento dei servizi determinerebbe chiari vantaggi per
i passeggeri e risparmi nell’ordine di 30-40 miliardi di EUR per i
contribuenti[32]. I soggetti interessati rilevano che l’accesso
al materiale rotabile (treni) costituisce un ostacolo importante per i nuovi
operatori. In almeno otto Stati membri, la proprietà del materiale rotabile
continua a essere dominata dalle imprese ferroviarie storiche, che non sono in
grado o non sono disposte a metterlo a disposizione a condizioni commerciali
interessanti. In Austria, ad esempio, alcuni nuovi operatori hanno segnalato
all’organismo nazionale di controllo Schienen-Control la strategia di ÖBB che
consiste nello scartare il materiale rotabile inutile o nel venderlo
esclusivamente a imprese ferroviarie operanti al di fuori dell’Austria, a patto
che esse non lo rivendano ai nuovi operatori austriaci. I sistemi obbligatori di biglietteria gestiti
dagli operatori storici nazionali, come quelli utilizzati in Germania e nella
Repubblica ceca, applicano commissioni fino al 25% su tutte le vendite di
biglietti. Questo effetto discriminatorio scoraggia l’accesso di nuovi
operatori nel mercato. In alcuni Stati membri i nuovi operatori devono
attendere fino a due anni per ricevere i rimborsi, mentre in altri i pagamenti
vengono effettuati entro otto giorni con una commissione dell’1,5%[33]. Per eliminare gli impedimenti giuridici, la
Commissione propone, con la modifica della direttiva che istituisce uno spazio
ferroviario europeo unico, di liberalizzare il mercato dei servizi nazionali di
trasporto passeggeri per ferrovia, con la possibilità di limitare l’accesso
qualora sia compromesso l’equilibrio economico di un contratto di servizio
pubblico. Con la modifica del regolamento[34] relativo agli obblighi di
servizio pubblico nel trasporto pubblico di passeggeri su strada e per
ferrovia, la Commissione intende introdurre gare d’appalto obbligatorie per i
contratti di servizio pubblico a decorrere dal dicembre 2019. L’ambito di
applicazione di tali contratti e i relativi obblighi di servizio pubblico
devono essere definiti in base ai criteri basati sui principi generali del trattato.
Per evitare che a questi contratti sia conferito un ambito di applicazione
geografico troppo esteso e che questo elemento sia utilizzato per precludere i
mercati, la Commissione propone una definizione flessibile del volume massimo
del contratto. Una soglia minima al di sotto della quale i contratti possono
essere assegnati direttamente eviterà alle autorità competenti di organizzare
una gara d’appalto, se i risparmi di fondi pubblici previsti non superano i
costi della gara. I contratti assegnati direttamente in seguito all’adozione
del presente pacchetto legislativo non potranno proseguire oltre il 31 dicembre
2022. Per assicurare che gli Stati membri e le
amministrazioni aggiudicatrici regionali o locali stipulino contratti di
servizio pubblico in modo coerente, integrato ed efficiente, le disposizioni
proposte prevedono l’obbligo per le autorità competenti di definire piani di
trasporto pubblico che indichino gli obiettivi della strategia per il trasporto
pubblico di passeggeri, incluse le caratteristiche generali di efficienza della
fornitura di servizi di trasporto pubblico di passeggeri. Tali piani devono
essere elaborati nel rispetto dei requisiti previsti dai piani d’azione per la
mobilità urbana[35].
Gli ulteriori oneri amministrativi legati alle procedure di appalto che gravano
sulle autorità competenti sono di norma compensati dai risparmi previsti sulle
sovvenzioni. Per garantire la massima trasparenza, alle autorità competenti
sarà chiesto di fornire alcuni dati operativi, tecnici e finanziari a tutti i
potenziali candidati all’assegnazione di contratti di servizio pubblico,
consentendo loro di elaborare un’offerta con cognizione di causa, migliorando
così la concorrenza e garantendo un vantaggio per i cittadini. Per preservare gli effetti di rete, gli Stati
membri, le autorità competenti e le imprese ferroviarie saranno incoraggiati a
istituire servizi di biglietteria integrati a livello nazionale, soggetti a
obblighi di non discriminazione. Negli Stati membri in cui non esistono mercati
del leasing ben funzionanti per il materiale rotabile, alle autorità competenti
sarà chiesto di adottare le misure necessarie per garantire un accesso non
discriminatorio a materiale rotabile adeguato, onde assicurare un elevato
livello di contestabilità del mercato per i contratti di servizio pubblico. In sintesi, queste proposte promuoveranno il
trasferimento modale dal trasporto stradale e aereo a quello ferroviario,
genereranno una maggiore redditività dei fondi pubblici utilizzati e
completeranno l’apertura del mercato già raggiunta nel trasporto merci, nel
trasporto internazionale dei passeggeri e in altri mercati dei trasporti. 3.3
Interoperabilità e sicurezza Dal punto di
vista statistico il trasporto ferroviario è molto più sicuro per
passeggero/chilometro rispetto al trasporto su strada (con 62 incidenti mortali
nel 2010 rispetto ai 31 000 sulle strade dell’UE[36]) e ha registrato un continuo
miglioramento nell’ultimo decennio. Il trasferimento modale contribuirebbe
quindi ad aumentare i vantaggi in materia di sicurezza. L’attuale sistema
di norme tecniche e di omologazione è molto sicuro, ma rimane frammentato tra l’Agenzia
ferroviaria europea e le autorità nazionali, generando costi amministrativi
eccessivi e ostacoli all’accesso al mercato, in particolare per i nuovi
operatori e i produttori di veicoli ferroviari. In particolare, le norme
tecniche e di sicurezza nazionali convivono con le specifiche tecniche di
interoperabilità (STI) dell’UE, creando inutili complessità per le imprese
ferroviarie. L’Agenzia ferroviaria europea ritiene che attualmente esistano più
di 11 000 norme di questo genere nell’Unione[37]. Le procedure per
l’autorizzazione di nuovi veicoli ferroviari possono durare fino a due anni e
costare fino a 6 milioni di EUR rispetto ai periodi molto più ridotti e ai
costi inferiori necessari all’autorizzazione di aeromobili. I dati dei soggetti
interessati indicano che i costi dell’autorizzazione procedurale rappresentano
fino al 10% dei costi delle locomotive per paese e che quindi l’autorizzazione
per l’utilizzo di veicoli in tre Stati membri al massimo potrebbe costituire il
30% del prezzo di acquisto. Inoltre, per
ottenere i certificati di sicurezza, le imprese ferroviarie devono pagare le
autorità nazionali di sicurezza e per questo motivo, in alcuni casi, le imprese
ferroviarie hanno dovuto dedicare l’equivalente di due addetti all’anno e
versare fino a 70 000 EUR per le spese amministrative e di consulenza[38]. È stato rilevato che l’eccessiva
burocrazia nella procedura di accesso al mercato colpisce particolarmente le
nuove imprese ferroviarie: questa categoria di operatori è infatti più
vulnerabile alla complessità e ai ritardi delle procedure data la limitata
disponibilità di risorse umane e finanziarie. Esistono
considerevoli discrepanze tra le modalità con cui le autorità nazionali di
sicurezza conducono le procedure di omologazione del veicolo e di
certificazione della sicurezza e inoltre i tempi stabiliti per il rilascio di
certificati e autorizzazioni sono sistematicamente elusi da alcune autorità
nazionali di sicurezza tramite la richiesta di documentazioni e verifiche
ulteriori. Per realizzare il
potenziale del mercato unico è necessaria una maggiore armonizzazione a livello
dell’UE e la Commissione propone quindi il riesame del regolamento sull’Agenzia
per trasferire a quest’ultima le competenze per il rilascio delle
autorizzazioni di immissione del veicolo sul mercato e i certificati di
sicurezza per le imprese ferroviarie. Sebbene la responsabilità giuridica sarà
attribuita all’Agenzia, quest’ultima opererà in stretta collaborazione con le
competenti autorità nazionali di sicurezza. Al contempo, essa avrà un ruolo
rafforzato nella supervisione delle norme nazionali e nel monitoraggio delle
autorità nazionali di sicurezza, nonché nel facilitare la realizzazione del
sistema europeo di gestione del traffico ferroviario. I cambiamenti proposti in
merito al ruolo dell’Agenzia si rifletteranno in alcune modifiche delle
direttive in materia di interoperabilità e sicurezza ferroviaria, offrendo un’opportunità
per chiarire e semplificare le disposizioni esistenti, consolidando le
precedenti modifiche e aggiornando la legislazione. Oltre a queste modifiche,
la struttura di governance e i metodi di funzionamento interno dell’Agenzia
saranno migliorati e adeguati alla dichiarazione comune e all’approccio comune
sulle agenzie decentrate dell’UE, di recente adozione[39]. Scopo delle
proposte è ridurre del 20% i tempi di accesso al mercato per le nuove imprese
ferroviarie, nonché i costi e i tempi della procedura di autorizzazione per il
materiale rotabile. Ciò comporterebbe un risparmio di 500 milioni di EUR in
cinque anni[40]
e contribuirebbe a migliorare la competitività del settore ferroviario europeo
e la sua posizione nei mercati mondiali. 3.4 La dimensione sociale Nel prossimo decennio il settore ferroviario
dovrà affrontare contemporaneamente le sfide dovute all’invecchiamento della
popolazione attiva e alle conseguenze dell’apertura del mercato in termini di
efficienza. Circa il 30% di tutti i lavoratori del settore ferroviario andrà in
pensione nei prossimi dieci anni[41],
il che comporterà una carenza di forza lavoro. Al contempo potrebbe essere
necessario ristrutturare diverse imprese ferroviarie per migliorarne
produttività ed efficienza. La separazione tra gestori dell’infrastruttura e
imprese ferroviarie necessiterà di risorse umane supplementari per svolgere
mansioni complementari a breve termine. È importante consentire al settore
ferroviario di migliorare la propria attrattiva come datore di lavoro per
professioni innovative e altamente qualificate con un adeguato livello di
remunerazione. Per garantire ai lavoratori le necessarie
tutele in seguito alla liberalizzazione del mercato, la legislazione vigente,
come la direttiva relativa ai trasferimenti di imprese[42], stabilisce le condizioni per
il trasferimento obbligatorio di personale in caso di assegnazione di un
contratto di servizio pubblico o di trasferimento di attività quali il
materiale rotabile a un’altra impresa ferroviaria. Il regolamento sugli
obblighi di servizio pubblico (OSP) consente alle autorità competenti di
chiedere il trasferimento del personale[43]
e/o di stabilire norme e criteri da applicare qualora un contratto di servizio
pubblico sia assegnato a un’altra impresa ferroviaria. Le conseguenze dell’operazione
di apertura del mercato dovrebbero essere alquanto graduali, con i nuovi
operatori che contribuiranno a promuovere la crescita e le opportunità di
sviluppo del mercato del lavoro. Mediante le organizzazioni europee delle parti
sociali, le imprese ferroviarie europee possono partecipare ai lavori del
comitato per il dialogo sociale nel settore ferroviario. La disponibilità
di una forza lavoro qualificata e molto motivata nel settore è essenziale per
la fornitura di servizi di trasporto efficienti e competitivi. Se non si
affronta l’aspetto della qualità del lavoro, è improbabile conseguire progressi
ottimali verso un sistema di trasporto sostenibile. Ove introdotta, la
concorrenza non ha portato a un peggioramento dei salari nel settore
ferroviario[44].
Alcuni esempi di apertura dei mercati dimostrano che i nuovi operatori offrono
condizioni salariali allettanti per assicurarsi di attirare il personale
migliore e di incrementare i propri servizi. I livelli di occupazione in
seguito all’apertura del mercato non dovrebbero diminuire, come dimostrato dall’esperienza
degli Stati membri in cui i mercati ferroviari nazionali erano già
completamente liberalizzati, quali Regno Unito e Svezia[45]. I livelli di occupazione
infatti sono diminuiti più rapidamente nei paesi con mercati non liberalizzati.
Una maggiore produttività e attrattiva del trasporto ferroviario porterà a un
aumento della domanda e a investimenti, ad esempio in nuovi materiali rotabili,
a probabile vantaggio dei lavoratori. 4. IL QUARTO PACCHETTO
FERROVIARIO Il quarto pacchetto ferroviario comprende
proposte legislative che intendono modificare: ·
la direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio
ferroviario europeo unico (rifusione); ·
il regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi
pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia; ·
il regolamento (CE) n. 881/2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che istituisce un’Agenzia
ferroviaria europea; ·
la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa alla sicurezza delle ferrovie
comunitarie; ·
la direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa all’interoperabilità del sistema
ferroviario comunitario; e che intendono altresì abrogare il regolamento
(CEE) n. 1192/69 relativo alle norme comuni per la normalizzazione dei conti
delle aziende ferroviarie. 5. LA NECESSITÀ DI UN APPROCCIO
STRATEGICO INTEGRATO L’efficienza e la qualità limitate di alcuni
servizi ferroviari sono soprattutto il risultato di una scarsa concorrenza, di
distorsioni del mercato irrisolte e di strutture non ottimali. Il quarto pacchetto
ferroviario adotta un approccio olistico e affronta le procedure lunghe e
costose, gli ostacoli all’accesso di nuovi operatori e le diverse norme per l’accesso
al mercato in vigore negli Stati membri. Le iniziative del pacchetto si rafforzano a vicenda,
contribuendo tutte a rendere il settore più efficiente e attento ai clienti
nonché a migliorare la relativa attrattiva del settore ferroviario rispetto ad
altri modi di trasporto. Tutte le misure agevolano l’ingresso di nuovi
operatori nel mercato. Le sinergie saranno conseguite mediante gli effetti
combinati delle singole iniziative. Per garantire l’efficacia della
liberalizzazione del mercato de jure, occorre assicurare che siano applicate in
modo efficace alcune condizioni di riferimento, quali l’accesso non
discriminatorio all’infrastruttura, a materiale rotabile consono, alle stazioni
o l’assegnazione delle tracce orarie, inclusa la gestione del traffico. Per
garantire una positiva apertura del mercato, occorre tutelare i vantaggi degli
effetti di rete. Alcune condizioni di riferimento saranno affrontate attraverso
iniziative relative alla liberalizzazione del mercato dei servizi di trasporto
interno di passeggeri per ferrovia e altre mediante la proposta di una
potenziata gestione dell’infrastruttura. Per ridurre gli ostacoli all’accesso
di nuovi operatori sono previste sinergie attraverso la riduzione della
discriminazione nell’accesso all’infrastruttura e la definizione di procedure
semplificate per il rilascio dei certificati di sicurezza per le imprese
ferroviarie e delle autorizzazioni all’immissione del veicolo sul mercato. Dette modifiche aumenteranno la concorrenza,
garantiranno la piena trasparenza finanziaria ed elimineranno i rischi di
sovvenzioni incrociate tra i gestori dell’infrastruttura (spesso sostenuti da
fondi pubblici) e l’offerta di servizi ferroviari da parte delle imprese
ferroviarie. Le modifiche dovrebbero portare a condizioni finanziarie eque e
ridurre i rischi di conflitti di interessi. L’accesso equo al mercato e il crescente
numero di operatori produrrà in definitiva nuove attività e ulteriore traffico.
L’incremento della pressione concorrenziale e la specializzazione degli
operatori del mercato avrà inoltre un effetto positivo sulla produttività e
sull’efficienza e comporterà un aumento degli investimenti nell’infrastruttura
per il trasporto ferroviario. La combinazione del libero accesso e delle
procedure di gara per l’assegnazione dei contratti di servizio pubblico
consentirà un’ulteriore liberalizzazione del mercato, analogamente a quanto
avvenuto nel mercato del trasporto merci e del trasporto internazionale di
passeggeri. Nel caso del più maturo mercato del trasporto merci, alcuni
elementi dimostrano che tale apertura ha consentito al settore ferroviario di
guadagnare una maggiore quota di mercato. La proposta è una tappa fondamentale
nella realizzazione dello spazio ferroviario europeo unico. L’accresciuta concorrenza dovrebbe migliorare
l’attrattiva del settore ferroviario e renderlo più attento alle esigenze dei clienti,
consentendo agli operatori ferroviari di competere con altri modi di trasporto.
I servizi ad alta velocità per il trasporto passeggeri renderanno più
competitivo il settore rispetto al trasporto aereo e il trasporto ferroviario
delle merci contribuirà ad aumentare la quota di mercato e a conseguire gli
obiettivi in materia di cambiamento climatico. La crescita dell’attività ferroviaria
aumenterà la domanda di lavoratori qualificati nelle imprese ferroviarie, di
operatori che forniscono attrezzature di servizio, nonché di materiale
rotabile, creando così nuovi posti di lavoro nel settore della costruzione
ferroviaria. Una maggiore efficienza delle procedure per la
certificazione della sicurezza e l’omologazione dei veicoli, il rilascio e il
riconoscimento di tali certificati e omologazioni su base non discriminatoria
in tutta l’UE, nonché la maggiore coerenza dei quadri giuridici nazionali
contribuiranno a ridurre e a rendere più adeguati i tempi di accesso al mercato
per le nuove imprese ferroviarie. Il quarto pacchetto ferroviario prevede un
approccio integrato che creerà le condizioni per la crescita del traffico
ferroviario complessivo, il quale aumenterà la sua quota di mercato nella
misura in cui risulterà più affidabile e più efficiente. Il pacchetto
contribuirà a migliorare i servizi e consentirà al settore ferroviario di
sfruttare le proprie potenzialità sottoutilizzate per porsi come alternativa
reale e concreta. Il quarto pacchetto ferroviario comprende
inoltre: ·
la relazione della Commissione sui progressi
compiuti nell’interoperabilità del sistema ferroviario; ·
la relazione della Commissione sul profilo e i
compiti di tutti i membri del personale viaggiante; ·
la relazione della Commissione sull’attuazione delle
disposizioni della direttiva 2007/58/CE relativa all’apertura del mercato
del trasporto ferroviario internazionale di passeggeri; ·
il documento dei servizi della Commissione sulla
valutazione d’impatto in merito al riesame del regolamento sull’Agenzia; ·
il documento dei servizi della Commissione sulla
valutazione d’impatto in merito al mercato dei servizi di trasporto interno di
passeggeri per ferrovia; ·
il documento dei servizi della Commissione sulla
valutazione d’impatto in merito alla governance dell’infrastruttura ferroviaria
nello spazio ferroviario europeo unico. [1] Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei
trasporti — Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile. COM(2011)
144 def. [2] Compresi i gestori delle infrastrutture che sono
integrati nelle imprese ferroviarie (holding). [3] Di cui 463 000 occupati nel trasporto passeggeri. [4] Valutazione d’impatto sulla liberalizzazione del mercato
dei servizi nazionali di trasporto ferroviario di passeggeri. [5] Libro bianco 2011 sui trasporti. [6] SWD(2012) 246 definitivo/2. [7] Relazione SDG – “Further action at European Level” (2012). [8] Studio Everis sulle opzioni normative in materia di
apertura del mercato (2010). [9] Relazione SDG – “Further action at European Level” (2012). [10] http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_388_en.pdf [11] http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_326_en.pdf [12] http://ec.europa.eu/consumers/consumer_research/cms_en.htm [13] Valutazione d’impatto sulla liberalizzazione del mercato
dei servizi nazionali di trasporto ferroviario di passeggeri [14] Direttiva 2012/34/UE. [15] http://www.unife.org/page.asp?pid=194 [16] COM(2011) 650 definitivo/2. [17] COM/2011/0665 definitivo. [18] EUCO 76/12 / EUCO 156/12. [19] COM(2012) 573 final. [20] Valutazione d’impatto sulla governance. [21] Valutazione d’impatto sulla governance. Tale decisione
dell’autorità italiana garante della concorrenza è stata impugnata di recente
dalle società FS dinanzi al tribunale amministrativo regionale (TAR) che non ha
ancora emesso una sentenza al riguardo. [22] Decisione 12-D-25 del 18 dicembre 2012. [23] Regolamento (UE) n. 913/2010 [24] “EVES-Rail Economic effects of Vertical Separation”
(novembre 2012).
“Realising the potential of GB Rail” (Sir Roy McNulty, maggio 2011). [25] Direttiva 2004/51/CE che modifica la direttiva 91/440/CEE. [26] Direttiva 2007/58/CE che modifica la direttiva 91/440/CEE. [27] Regno Unito, Germania, Svezia e Italia hanno liberalizzato
unilateralmente i propri mercati nazionali. [28] Regolamento (CE) n. 1370/2007. [29] Valutazione d’impatto sulla liberalizzazione del mercato
dei servizi ferroviari nazionali di trasporto passeggeri [30] Quota di mercato inferiore al 50% solo nel Regno Unito, in
Svezia e in Estonia. [31] Valutazione d’impatto dei mercati del traffico ferroviario
passeggeri a livello nazionale. [32] Relazione SDG. [33] Valutazione d’impatto dei mercati del traffico ferroviario
passeggeri a livello nazionale. [34] Regolamento (CE) n. 1370/2007 che abroga i regolamenti
(CEE) n.1191/69 e n. 1107/70 del Consiglio. [35] COM(2009) 490 def. [36] Dati Eurostat. [37] Valutazione d’impatto sull’interoperabilità e la sicurezza. [38] Valutazione d’impatto sull’interoperabilità e la
sicurezza. [39] Consiglio dell’Unione europea (2012) 11450/12. [40] Valutazione d’impatto sull’interoperabilità e la
sicurezza. [41] Valutazione d’impatto dei mercati del traffico ferroviario
passeggeri a livello nazionale. [42] Direttiva 2001/23/CE [43] Oltre all’applicazione della direttiva 2001/23/CE. [44] Valutazione d’impatto dei mercati del traffico ferroviario
passeggeri a livello nazionale. [45] Valutazione d’impatto dei mercati del traffico ferroviario
passeggeri a livello nazionale.