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Documento 31991D0289

91/289/CECA, CEE, Euratom: Decisione del Parlamento Europeo del 16 aprile 1991 sulla concessione del discarico alla Commissione per l'esercizio del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1989 relativo alle sezioni I (Parlamento), II (Consiglio), III (Commissione), IV (Corte di giustizia), V (Corte dei conti)

UL L 146 dell' 11.6.1991, pagg. 24-25 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT)

Stato giuridico del documento Non più in vigore, Data di fine della validità: 16/04/1991

ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/1991/289/oj

31991D0289

91/289/CECA, CEE, Euratom: Decisione del Parlamento Europeo del 16 aprile 1991 sulla concessione del discarico alla Commissione per l'esercizio del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1989 relativo alle sezioni I (Parlamento), II (Consiglio), III (Commissione), IV (Corte di giustizia), V (Corte dei conti)

Gazzetta ufficiale n. L 146 del 11/06/1991 pag. 0024 - 0031


DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO del 16 aprile 1991 sulla concessione del discarico alla Commissione per l'esercizio del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1989 relativo alle sezioni I (Parlamento), II (Consiglio), III (Commissione), IV (Corte di giustizia), V (Corte dei conti) (91/289/CECA, CEE, Euratom)

IL PARLAMENTO EUROPEO,

- visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 78 ottavo,

- visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 206 ter,

- visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 180 ter,

- visto il bilancio relativo all'esercizio 1989,

- visto il conto di gestione e il bilancio finanziario delle Comunità europee per l'esercizio 1989 [documento SEC(90) 700-704],

- vista la relazione della Corte dei conti sull'esercizio finanziario 1989 e le risposte delle istituzioni (1),

- vista la raccomandazione del Consiglio del 18 marzo 1991 (documento C3-0174/91),

- visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio e i pareri della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia, della commissione per le relazioni economiche esterne, della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro, della commissione per la politica regionale e l'assetto territoriale, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e a la tutela dei consumatori, della commissione per la gioventù, la cultura, l'istruzione, i mezzi di informazione e lo sport, della commissione per lo sviluppo e la cooperazione e della commissione per i diritti della donna (documento A3-0071/91),

1. constata che le entrate e le spese autorizzate per l'esercizio 1989 ammontavano a:

(in ecu) (in ecu) - entrate 44 870 266 601 - stanziamenti per impegni: - stanziamenti autorizzati nel bilancio generale 46 425 799 370 - saldo dell'esercizio 1988 o stanziamenti trasformati in saldo dopo annullamento degli impegni nel corso dell'esercizio 1989 811 374 608 - stanziamenti corrispondenti a entrate provenienti da servizi forniti per conto terzi 31 353 667 47 268 527 645 - stanziamenti per pagamenti 44 870 266 601

2. dà discarico alla Commissione per l'esecuzione dei seguenti importi:

(in ecu) (in ecu) a) entrate - risorse proprie 41 881 289 119 - contributi finanziari 1 641 838 364 - Altre entrate 2 376 658 341 45 899 785 142 b) spese - pagamenti effettuati per l'esercizio 40 411 224 559 - stanziamenti riportati al 1990 438 793 888 40 850 018 447 c) saldo dell'esercizio 1989 + 5 080 088 866 Quest'ultimo si divide come segue: - entrate dell'esercizio 45 899 785 142 - pagamenti imputabili agli stanziamenti dell'esercizio 40 411 224 559 - stanziamenti riportati al 1990 438 793 888

40 850 018 447 Differenza 5 049 766 695 - stanziamenti riportati dal 1988 e annullati + 98 150 322 - differenze di cambio nel corso dell'esercizio 1989 - 67 828 151 Saldo dell'esercizio 1989 5 080 088 866 Questo saldo rispecchia esclusivamente la situazione contabile e prescinde dalle spese realmente sostenute nel corso di questo esercizio d) utilizzazione degli stanziamenti per impegni 43 724 839 136 e) bilancio al 31 dicembre 1989:

(in ecu)

Attivo Passivo Valori immobilizzati 9 540 284 645 Capitali permanenti 15 475 864 593 Valori di esercizio 90 636 120 Debiti a breve termine 2 526 267 150 Valori realizzabili 460 465 726 Conti di tesoreria 8 268 389 Conti di tesoreria 7 853 010 667 Conti di regolarizzazione 161 958 298 Conti di regolarizzazione 227 961 273 Totale 18 172 358 430 Totale 18 172 358 430

3. esprime le proprie osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante della presente decisione;

4. incarica il suo Presidente di trasmettere alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, alla Banca europea per gli investimenti la presente decisione unitamente alla risoluzione recante le sue osservazioni e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L). Fatto a Strasburgo, il 16 aprile 1991.

Il Segretario generale Il Presidente Enrico VINCI Enrique BARÓN CRESPO

(1) GU n. C 313 del 12. 12. 1990, pag. 1. RISOLUZIONE recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione che concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1989

IL PARLAMENTO EUROPEO,

- visto l'articolo 206 ter del trattato che istituisce la Comunità economica europea,

- visto l'articolo 89 del regolamento finanziario, del 13 marzo 1990, in base al quale le Istituzioni della Comunità sono tenute ad adottare ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni contenute nelle decisioni di discarico,

- constatando che, in base al medesimo articolo, le Istituzioni sono altresì tenute a riferire, a richiesta del Parlamento europeo, sulle misure adottate in conseguenza di tali osservazioni e, in particolare, sulle istruzioni da esse impartite ai loro servizi che intervengono nell'esecuzione del bilancio,

- vista la raccomandazione del Consiglio del 18 marzo 1991 (documento C3-0174/91),

- visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio e gli altri documenti menzionati nella decisione di discarico (documento A3-0071/91),

I. Poteri di controllo della Corte dei conti e del Parlamento

1. afferma il diritto e il dovere della Corte dei conti di valutare le politiche comunitarie dal punto di vista di una sana gestione finanziaria in modo da consentire al Parlamento l'esercizio effettivo dei suoi poteri di controllo di bilancio e ritiene che questi poteri del Parlamento debbano essere rafforzati in linea con i progressi verso l'Unione europea;

2. accoglie con favore molte delle osservazioni fatte dal Consiglio nella sua raccomandazione per il discarico, la cui sostanza è stata inclusa nella presente risoluzione, conferendo quindi loro effetto giuridico;

II. Osservazioni sull'esecuzione del bilancio e sulla gestione ripartita

3. prende atto con rammarico del più basso tasso di utilizzazione degli stanziamenti per impegni per quanto riguarda le categorie 2, 3 e 4 delle prospettive finanziarie, in relazione alle spese non obbligatorie nell'ambito di dette categorie e globalmente per gli stanziamenti dissociati;

4. prende atto altresì del fatto che il volume degli stanziamenti per pagamenti cancellati (753 milioni di ecu) ha avuto un discreto calo, ma che il volume degli stanziamenti cancellati a seguito di disimpegni (701 milioni di ecu) è rimasto costante;

5. ritiene che tali cancellazioni mettano in luce:

a) i persistenti problemi di gestione a livello nazionale e comunitario;

b) il rischio che, se persisteranno tali tendenze, la Comunità non riesca a conseguire gli obiettivi pluriennali fissati nelle prospettive finanziarie, in particolare per quanto riguarda la coesione economica e sociale;

c) la necessità che l'autorità di bilancio e la Commissione garantiscano l'impiego effettivo delle risorse finanziarie della Comunità nel quadro del bilancio e della prospettiva finanziaria e, nel caso di cancellazione degli stanziamenti, i necessari adeguamenti a norma degli articoli 10 e 11 dell'accordo interistituzionale, in particolare per garantire il conseguimento della coesione economica e sociale;

6. invita la Commissione a informare in futuro il Parlamento in modo più completo sulle ragioni che hanno portato non soltanto a decidere riporti, ricostituzioni di stanziamenti disimpegnati o a proporre lo storno di stanziamenti in taluni casi, ma anche a non decidere in tal senso in altre occasioni;

7. sottolinea il fatto che troppe linee di bilancio, comprese talune emendate dal Parlamento, non sono state eseguite in maniera soddisfacente e invita la Commissione a esaminare le cause della sopravvalutazione o della sottoutilizzazione e a porvi rimedio;

8. invita le sue commissioni a intensificare la loro attività di sorveglianza nel corso di ciascun anno finanziario per quanto riguarda le linee di bilancio che le concernono;

9. deplora il fatto che alla fine del 1989 si siano immobilizzati 16,5 miliardi di ecu quali stanziamenti per impegni in sospeso, in molti casi per progetti molto vecchi, impedendo così il finanziamento di progetti validi;

10. ribadisce la richiesta alla Commissione di migliorare le procedure di sorveglianza e di chiusura dei fascicoli, in particolare nel settore dei Fondi strutturali, della ricerca e della cooperazione, nonché di garantire una più rigorosa applicazione dell'articolo 1, paragrafo 7 del regolamento finanziario concernente la durata degli impegni assunti per progetti pluriennali; invita in particolare la Commissione a formulare proposte volte alla fissazione di criteri rigorosi e obiettivi per quanto riguarda le deroghe alla fissazione di termini;

11. invita la Commissione a compiere i passi necessari per migliorare la gestione della tesoreria, in particolare per ottenere le migliori condizioni dalle banche e anche per porre rimedio alle irregolarità relative alla gestione delle delegazioni oltremare e al funzionamento delle casse di anticipazioni;

12. nota che il graduale decentramento della gestione introdotto dalla Commissione non è stato accompagnato da una sua accresciuta attività per quanto riguarda la sorveglianza, il controllo e la valutazione delle azioni gestite a livello nazionale; invita la Commissione a riconoscere la sua responsabilità ultima per tutte le misure soggette alla gestione ripartita e non a cercare di sottrarvisi, in particolare aumentando gli sforzi volti a garantire, da un lato, il rispetto da parte degli Stati membri del principio di addizionalità e, dall'altro, una concessione del sostegno comunitario vincolata al pieno rispetto del principio di sussidiarietà;

III. Osservazioni sulla gestione di singoli settori

Risorse proprie

13. ritiene che l'atteggiamento dilatorio della Commissione per quanto riguarda la compilazione degli ordini di riscossione una volta accertati i debiti possa essere visto come una mancanza di diligenza nella riscossione delle risorse proprie;

14. ritiene inaccettabile che la Commissione faccia riferimento a considerazioni politiche per giustificare l'insoddisfacente applicazione delle norme amministrative concernenti gli accordi preferenziali, quali quelli con i paesi ACP e SPG; insiste perché la Commissione applichi e faccia rispettare le norme relative ai certificati d'origine di cui ai suddetti sistemi in modo tale da accrescerne l'efficacia e in particolare:

a) tenga esplicitamente conto, per quanto riguarda le prassi regolamentari o amministrative, delle peculiarità delle amministrazioni nei paesi beneficiari, piuttosto che celarsi dietro di esse;

b) garantisca l'inclusione, nelle disposizioni amministrative relative agli accordi preferenziali, del rifiuto obbligatorio della preferenza qualora i paesi beneficiari non osservino determinate norme;

c) fissi una definizione precisa di « dubbio fondato » per quanto riguarda l'autenticità dei certificati d'origine;

d) garantisca la distribuzione del manuale sulla compilazione dei certificati d'origine;

e) adotti norme d'origine comuni per i prodotti petroliferi;

15. insiste inoltre perché la Commissione migliori l'efficacia delle procedure per l'iscrizione delle risorse IVA nei conti e la loro messa a disposizione della Comunità, specialmente nel caso in cui la Commissione e gli Stati membri siano in disaccordo sulla base delle risorse IVA;

16. invita la Commissione a fare pieno uso dei trattati e del diritto comunitario per verificare che gli Stati membri assolvano pienamente i loro obblighi per quanto riguarda la determinazione e la messa a disposizione delle risorse proprie IVA;

17. invita altresì la Commissione a:

a) elaborare e presentargli entro settembre 1991 un esauriente esame delle sue procedure di recupero delle risorse dovute provenienti dall'IVA e dal PIL;

b) riferirgli entro settembre 1991 sui criteri per l'accertamento dell'eventuale diritto a interessi su pagamenti ritardati delle risorse proprie IVA nonché sulle proposte volte a migliorare la gestione in tale settore;

c) garantire che la relazione che essa è tenuta a presentargli al 31 dicembre 1991 sull'attuazione del regolamento (CEE, Euratom) n. 1559/89 sia sufficientemente dettagliata e metta in risalto le carenze individuate dopo l'entrata in vigore di detto regolamento;

18. si attende che la Corte dei conti prenda in esame la gestione della quarta risorsa (PIL) in relazione all'anno finanziario 1990;

FEAOG sezione garanzia: controllo delle spese nel settore agricolo

19. deplora il fatto che la Commissione non sia intervenuta ai sensi dell'articolo 6 della decisione del Consiglio sulla disciplina di bilancio per contenere le spese relative ai singoli capitoli del FEAOG sezione garanzia, il che ha avuto come conseguenza superamenti dei singoli capitoli per un totale di circa mezzo miliardo di ecu nel 1989 e di quasi 2 miliardi di ecu nel 1990, un allarmante aumento delle scorte agricole e, infine, una situazione di crisi nel 1991;

20. ritiene che se, nonostante l'adozione di rigorose nuove norme nel 1988, il livello delle spese comunitarie nel settore agricolo sarà determinato più da fattori contingenti interni ed esterni che dal bilancio, come è avvenuto regolarmente prima dell'adozione di queste nuove norme, specificamente intese a prevenire il verificarsi di una siffatta situazione, ciò metterà a repentaglio la fiducia nell'intera gestione di bilancio della Comunità;

21. accoglie con favore il fatto che il Consiglio, nella sua raccomandazione per il discarico, abbia ribadito chiaramente che l'obiettivo dell'articolo 6 della decisione sulla disciplina di bilancio è evitare il superamento degli stanziamenti iniziali per i singoli del FEAOG-garanzia; insiste perché d'ora in poi la Commissione intervenga tempestivamente ai sensi dell'articolo 6 della decisione del Consiglio ogniqualvolta la spesa superi o rischi di superare il profilo;

22. insiste inoltre perché la Commissione, nel tentativo di risolvere le attuali difficoltà di bilancio, eviti l'adozione di misure che comportino notevoli costi per il futuro, affrontando invece alla radice le cause dei superamenti di spesa;

23. invita la Commissione a compiere passi volti al miglioramento delle previsioni e della sorveglianza delle spese nel settore agricolo e in particolare a:

a) cercare di ottenere dati quantitativi relativi a tutte le spese agricole di ciascuno Stato membro su base mensile, facendone quindi pieno uso;

b) aumentare le verifiche dei sistemi di controllo nazionali in vista di un aumento dell'affidabilità delle cifre fornite dagli Stati membri;

c) fare maggior uso delle tecniche di rilevamento a distanza che consentono un ulteriore valido controllo di tali cifre;

d) informare immediatamente il Parlamento in caso di gravi omissioni da parte degli Stati membri per quanto attiene all'esecuzione delle misure comunitarie;

e) prevedere sanzioni contro gli Stati membri responsabili di gravi omissioni;

24. sottolinea che, nell'ambito del sistema esistente, i poteri della Commissione in materia di liquidazione dei conti sono il metodo chiave per la supervisione dell'esecuzione delle spese nel settore agricolo e che pertanto vanno esercitati, per quanto possibile, contestualmente alle spese, completando la liquidazione in tempi brevi dopo la chiusura dell'esercizio;

25. ritiene che le prospettive di successo del progetto di messa a riposo dei terreni dipendano dalla misura in cui la Commissione potrà garantire l'adozione di norme volte ad accrescerne l'obbligatorietà, a estenderlo a terreni più produttivi, a impedire un aumento della produzione su terre non ammissibili all'aiuto, a garantirne l'applicazione uniforme e ad accrescerne l'efficacia dei costi;

26. invita la Commissione ad adottare un atteggiamento coerente per quanto riguarda la valutazione e la contabilizzazione dei vari programmi di libera distribuzione delle scorte d'intervento;

27. invita la Commissione a perseguire con tutta l'energia necessaria il recupero degli importi relativi a casi riferiti di frodi o irregolarità nell'ambito della sezione garanzia e a compensare future richieste con tali importi;

28. insiste perché l'unità per il coordinamento della lotta contro le frodi si concentri sui settori per esperienza più soggetti agli abusi, e si attende che la Commissione fornisca all'unità un appoggio pieno e costante a tutti i livelli;

FEAOG, sezione garanzia: problemi in settori specifici

29. ritiene che il prelievo di corresponsabilità nel settore dei cereali non abbia realizzato in modo soddisfacente i propri obiettivi finanziari;

30. manifesta preoccupazioni di fronte agli annosi e crescenti problemi nel settore del tabacco e invita la Commissione a presentare con urgenza una proposta per una riforma sostanziale che dovrà includere controlli effettivi sulle spese in tale settore;

31. è particolarmente turbato dagli sviluppi che si registrano nel settore lattiero-caseario, così come nei settori delle carni bovine, ovine, suine e degli animali da cortile a partire dal 1989, e insiste perché anche in questi settori la Commissione compia urgentemente dei passi volti a riportare sotto controllo le spese;

32. invita la Commissione, al momento del riesame del progetto « burro destinato ai prodotti di pasticceria » e dell'individuazione o selezione di altri progetti per l'eliminazione dei prodotti lattieri eccedenti, a tenere maggiormente conto dei relativi costi amministrativi, compresi quelli a livello nazionale;

33. invita la Commissione a compiere senza indugi dei passi, in relazione al premio per il mantenimento delle vacche nutrici, per ottenere migliori informazioni sulle dimensioni e lo sviluppo delle mandrie (per esempio esigendo l'introduzione di affidabili sistemi nazionali d'identificazione delle vacche), nonché sulla gestione e l'impatto del progetto a livello nazionale; invita altresì la Commissione a prendere nella giusta considerazione la possibilità di privilegiare, per quanto riguarda il premio, gli agricoltori il cui reddito giustifica maggiormente un sostegno;

Politica strutturale

34. prende atto del fatto che l'esecuzione degli stanziamenti assegnati ai Fondi strutturali è stata soddisfacente nel 1989 ma ha conosciuto in seguito un deterioramento;

35. ritiene che il livello sempre alto di disimpegni nel 1989, particolarmente nel caso del Fondo sociale (600 milioni di ecu disimpegnati) rifletta serie manchevolezze per quanto riguarda la selezione e la sorveglianza dei progetti a livello nazionale e comunitario; accoglie tuttavia con favore il fatto che nel 1990 siano stati disimpegnati importi inferiori;

36. nota altresì che il livello degli impegni in sospeso nell'ambito dei Fondi strutturali ha continuato a crescere nel 1989 e invita la Commissione a esercitare una rigorosa supervisione volta a garantire che tale problema non venga aggravato a seguito della gestione decentralizzata dei nuovi programmi operativi;

37. ritiene che il sistema di versamento degli aiuti mediante anticipi annui comporti taluni vantaggi ma anche lo svantaggio di non far risultare nei conti il livello totale delle passività comunitarie in relazione ai programmi pluriennali nell'ambito dei Fondi strutturali; si attende pertanto che la Commissione garantisca la necessaria trasparenza in tale settore, controllando altresì con grande attenzione il finanziamento di detti programmi;

38. sottolinea il ruolo chiave che supervisione, sorveglianza e valutazione svolgono per garantire che i Fondi strutturali realizzano l'obiettivo di promuovere la coesione sociale ed economica in ambito comunitario; insiste sulla necessità di promuovere la rappresentatività dei comitati di sorveglianza e, in particolare, che in tutti gli Stati membri essi includano come minimo non soltanto rappresentanti delle due parti del mondo industriale ma anche, ogniqualvolta sia opportuno, rappresentanti degli organismi volontari che partecipano all'attuazione dei programmi operativi; chiede altresì che i poteri dei comitati di sorveglianza siano rafforzati e che le loro relazioni siano trasmesse, su richiesta, all'autorità preposta al discarico; invita la Commissione ad accrescere in modo considerevole i controlli in loco;

39. insiste perché la Commissione garantisca in via prioritaria che gli Stati membri applichino effettivamente il principio comunitario dell'addizionalità, riferendo in merito al Parlamento entro giugno 1991; attende i risultati dell'indagine della Corte dei conti in merito all'addizionalità;

40. invita la Corte dei conti a effettuare, con carattere d'urgenza, un'analisi approfondita della prima fase di attuazione della riforma dei Fondi strutturali e incarica la sua commissione per il controllo di bilancio di riferirgli in merito;

41. invita la Commissione a far sì che l'aiuto nell'ambito del FEAOG, sezione orientamento, sia assegnato in futuro in maniera più coerente con il principio di sussidiarietà e che il suo impatto sia valutato in maniera più rigorosa;

42. ritiene che i metodi di selezione insufficientemente adattati alla realtà economica e sociale delle regioni e dei settori interessati abbiano contribuito in modo rilevante alla dispersione dell'aiuto e alla notevole sottoutilizzazione delle risorse di bilancio nell'ambito del Fondo sociale;

43. ritiene che la responsabilità del fallimento del programma di riforma psichiatrica a Lero ricada in parte sulla Commissione, che non ha definito obiettivi sufficientemente chiari o controllato in modo adeguato l'esecuzione del programma; insiste perché d'ora in poi la gestione dei fondi comunitari assegnati al programma sia irreprensibile e il Parlamento abbia la possibilità di controllarla con rigore; invita la Commissione a presentare una esauriente relazione intermedia per l'inizio di giugno 1991, indicando in particolare la misura in cui sono state rispettate le condizioni fissate dal Parlamento nel 1990 per una ripresa dell'aiuto comunitario al programma;

Energia e ricerca

44. nota che il volume degli stanziamenti in sospeso, in particolare nel settore dell'energia, ha continuato a crescere e chiede l'introduzione di un'automatica procedura di riesame di tutti i progetti in giacenza da più di un anno, nonché una costante supervisione della gestione dei programmi scientifici;

45. invita la Commissione a migliorare la sua pianificazione dei programmi tenendo conto dell'iter legislativo ed evitando inutili ritardi nelle procedure di aggiudicazione, in vista di un'utilizzazione quanto più vasta possibile degli stanziamenti destinati alla ricerca e allo sviluppo;

46. ribadisce l'invito alla Commissione ad applicare le disposizioni degli articoli 10 e 11 dell'accordo interistituzionale per consentire alle spese comunitarie per la ricerca e lo sviluppo di raggiungere i livelli consentiti dalle prospettive finanziarie;

47. raccomanda alla Commissione di compiere passi volti a promuovere l'autonomia, la responsabilità, l'orientamento al mercato e la competitività degli istituti del Centro comune di ricerca (CCR) nonché dei loro direttori, garantendo a questi ultimi un adeguato sostegno gestionale;

48. si attende che la Commissione garantisca che la nuova unità « Gestione efficiente » del CCR sia fornita di risorse adeguate ai suoi compiti; ritiene che tale unità dovrebbe provvedere alla razionalizzazione dei costi del Centro e del personale e in particolare:

a) individuare metodi di valutazione dei costi del personale collegandoli ai risultati dell'attività, nonché metodi di ripartizione fra i vari istituti di queste e altre spese generali;

b) individuare metodi per un ulteriore miglioramento della qualità scientifica, della struttura per età e della mobilità del personale del CCR;

49. chiede che le relazioni periodiche siano messe a disposizione del Parlamento;

50. rivolge un appello alla Commissione perché attui una programmazione più rigorosa del bilancio per il personale del CCR onde evitare annullamenti di stanziamenti per mancato utilizzo e chiede un censimento di tutti i posti scientifici e amministrativi per consentire un'analisi delle carenze e delle eccedenze nell'organigramma esistente;

51. raccomanda che l'attività espletata dal CCR per conto della Commissione sia posta su un'adeguata base contrattuale e che gli importi relativi all'assistenza prestata a ciascuna Direzione generale siano indicati nei commenti relativi alle singole linee di bilancio, nei piani annuali degli istituti e nelle analisi della gestione finanziaria;

52. insiste perché siano rafforzate e dirette, a livello scientifico e politico, le attività di marketing e di pubbliche relazioni relative a lavori compiuti per conto di terzi diversi dalla Commissione, nel quadro di un'azione intesa a rafforzare la competitività degli istituti;

53. ritiene che la favorevole posizione di tesoreria in relazione al programma JET dovrebbe portare a un minore impegno degli Stati membri;

54. insiste perché il Consiglio, per ridurre il rischio di spese inutili o premature, decida il più presto possibile sulla durata del progetto JET;

Aiuto allo sviluppo, aiuto alimentare e aiuto ai paesi dell'Europa centrale e orientale

55. deplora il notevole volume di stanziamenti di pagamento caduti in perenzione nel 1989 per quanto riguarda la cooperazione con paesi terzi e in via di sviluppo (164,7 milioni di ecu);

56. chiede alla Commissione di presentargli entro il 30 settembre 1991 un'analisi delle sue risorse in termini di personale destinate all'aiuto ai paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia, sia a Bruxelles sia in ciascun paese beneficiario di aiuti, corredata di confronti con le sue risorse in termini di personale destinate agli aiuti a ciascun paese ACP, con il personale degli Stati membri che si occupa dell'aiuto allo sviluppo e con quello delle organizzazioni di aiuto internazionali, indicando in tutti i casi il rapporto esistente fra l'organigramma e gli importi degli aiuti; chiede inoltre che l'analisi sia corredata di proposte volte ad accelerare e migliorare l'efficacia di tali programmi di cooperazione allo sviluppo;

57. esprime la sua insoddisfazione per la gestione dell'aiuto al Bangladesh e invita la Commissione ad agire con fermezza per garantire che in futuro le autorità del Bangladesh rispettino gli accordi in merito a questioni quali la gestione dei fondi di contropartita e di rotazione, la trasmissione di relazioni e la concessione di finanziamenti governativi, migliorando nel contempo l'apporto locale ai progetti finanziati dalla Comunità;

58. chiede di essere consultato in via eccezionale sul prossimo accordo per l'aiuto alimentare al Bangladesh;

59. invita la Commissione:

a) a fissare obiettivi di aiuto e di cooperazione più realistici, per esempio mediante un maggiore ricorso a studi di fattibilità;

b) ad accrescere la supervisione degli aiuti, con inclusione del ruolo delle organizzazioni non governamentali comunitarie che partecipano al finanziamento di progetti, mediante il personale centrale e delle delegazioni;

c) a istituire un Ispettorato della Comunità per l'incremento qualitativo dei progetti e programmi, che riferisca alle istituzioni interessate sia della CEE che della cooperazione ACP-CEE;

60. insiste perché la Commissione migliori la pianificazione a medio termine dell'aiuto alimentare e ne sorvegli l'attuazione in modo più rigoroso, in particolare per garantire il rispetto dei criteri di distribuzione in loco; invita la Corte dei conti ad analizzare gli effetti del sistema di mobilizzazione dell'aiuto alimentare introdotto nel 1987;

61. insiste altresì perché la Commissione presenti relazioni scritte all'autorità di bilancio sull'attuazione dell'aiuto ai paesi dell'Europa centrale e orientale almeno su base trimestrale;

Spese amministrative

62. invita la Commissione a garantire una presentazione uniforme delle diverse sezioni del bilancio e si impegna a contribuire in futuro all'analisi della gestione finanziaria;

63. ribadisce che i controllori finanziari delle istituzioni comunitarie devono essere in grado di esercitare i loro compiti indipendentemente dall'autorità interna o esterna;

64. invita l'autorità superiore del Parlamento a basare d'ora in poi ogni decisione di non tener conto del parere del suo controllore finanziario su una raccomandazione della commissione per il controllo di bilancio; invita la Commissione a fornire alla Corte dei conti le informazioni richieste concernenti il rifiuto del visto da parte del suo controllore finanziario;

65. prende atto del parere della Corte dei conti sulla gestione delle risorse umane da parte del Consiglio e della Commissione, nonché della risposta di quest'ultima, e la invita a garantire che l'Ispettorato generale per le risorse, di recente creazione, sia dotato dei mezzi necessari all'assolvimento dei suoi compiti;

66. ritiene che l'autorità di bilancio debba costituire un esempio nel settore della gestione delle risorse umane e pertanto:

a) invita il Consiglio a indicare le azioni che intraprenderà in risposta alle raccomandazioni della Corte;

b) chiede una verifica esterna della gestione del personale del Parlamento che tenga conto del crescente carico di lavoro dell'istituzione, delle specifiche condizioni di lavoro e della posizione dell'istituzione quale datore di lavoro che garantisce pari opportunità;

67. invita la Commissione, per quanto riguarda il regime pensionistico e le altre misure relative alla conclusione del servizio, a

a) intensificare l'azione volta a garantire il rispetto da parte degli Stati membri degli obblighi derivanti dal trattato per quanto riguarda il trasferimento dei diritti alla pensione;

b) cercare un accordo tra i capi dell'Amministrazione per quanto riguarda

i) l'esatta interpretazione delle disposizioni statutarie che regolamentano le pensioni degli orfani

e

ii) il legame che può essere stabilito tra periodi di servizio e periodi di versamento di contributi in base al regime di assicurazione contro la disoccupazione;

68. chiede la fissazione di criteri che garantiscano l'assegnazione originariamente prevista dei finanziamenti di cui alla voce A-3 0 3 1 (Sovvenzione a favore della Fondazione europea per la libertà d'espressione);

Scuole europee

69. invita il Consiglio superiore delle scuole europee ad applicare rigorosamente il regolamento finanziario entrato in vigore il 1o gennaio 1989 non appena attivato il sistema centrale di contabilizzazione computerizzata;

70. insiste perché detto consiglio nomini senza indugio un controllore finanziario indipendente;

71. ritiene che l'autorità di bilancio debba pronunciarsi in merito all'imputabilità al bilancio comunitario dei costi relativi ai figli di funzionari della Banca europea per gli investimenti che frequentano le scuole europee;

Flusso di informazioni all'autorità preposta al discarico

72. sottolinea che la qualità delle risposte scritte e orali della Commissione alle osservazioni della Corte dei conti talvolta lascia molto a desiderare e che in tali circostanze l'autorità preposta al discarico può soltanto concludere che le osservazioni della Corte sono corrette;

73. chiede che in futuro la relazione della Commissione preparata a norma dell'articolo 89, paragrafo 5 del regolamento finanziario sulle misure prese alla luce delle osservazioni che accompagnano le decisioni di discarico gli sia comunicata entro il 15 dicembre dell'anno in cui è stato concesso il discarico;

74. chiede alla Commissione di pubblicare ogni anno nei conti annuali un compendio dei costi dell'amministrazione a livello comunitario dei principali settori di bilancio (quali il FEAOG, sezione garanzia, la politica comune della pesca, i Fondi strutturali, i programmi di ricerca e sviluppo nonché la politica per lo sviluppo e la cooperazione), indicando separatamente i costi imputabili all'amministrazione di funzionari della Commissione nonché quelli imputabili ad altri che operano per conto della Commissione, allegando note che illustrino la portata dell'attribuzione a ciascuno di questi settori delle spese generali;

75. invita la Commissione a presentargli un'analisi che illustri per ciascuna politica di spesa i metodi per una valutazione sistematica dei risultati e illustri il modo in cui tali risultati sono stati utilizzati in vista del miglioramento dell'efficacia;

76. chiede alla Commissione di garantire che i dati che essa presenta sul tasso di esecuzione delle linee di bilancio iscritte o emendate dal Parlamento facciano riferimento agli stanziamenti così come sono stati iscritti o emendati dal Parlamento e non agli stanziamenti quali risultano dopo gli storni;

77. chiede alla Corte dei conti di ampliare la presentazione dei dati nelle sue relazioni annuali in modo da tener conto delle categorie delle prospettive finanziarie.

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