COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 12.11.2025
JOIN(2025) 791 final
COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Scudo europeo per la democrazia a puntello di democrazie solide e resilienti
"Solo dimostrando che la democrazia funziona per le persone e produce risultati possiamo creare un'Unione più forte. L'Europa può prosperare solo se prospera la democrazia."
Presidente Ursula von der Leyen, premio internazionale Carlo Magno
1.Introduzione
La democrazia è la pietra angolare dell'Unione europea ed è fondamentale per costruire la pace, la sicurezza, la prosperità economica, la competitività e la coesione sociale. Le fondamenta della democrazia sono costituite da persone libere, elezioni libere e regolari, mezzi di informazione liberi e istituzioni e processi democratici solidi. La democrazia è più che un sistema di governo: è il nostro stile di vita, in quanto ci garantisce diritti e libertà, salvaguarda l'uguaglianza dinanzi alla legge, promuove società aperte e giuste e assicura che coloro che esercitano il potere possano essere chiamati a rispondere del loro operato. I cittadini dell'UE riconoscono nella democrazia, nei diritti umani e nello Stato di diritto la forza principale dell'Unione.
In un'epoca di crescenti scontri geopolitici, conflitti internazionali e regionali e perturbazioni tecnologiche, le democrazie dell'Unione subiscono pressioni interne ed esterne. I regimi autoritari considerano le democrazie una minaccia e mettono in atto tattiche sempre più aggressive per indebolirle, anche ricorrendo a emissari statali o non statali. Mentre la democrazia consiste nel riunire le diverse voci della società e nel trovare soluzioni comuni, i regimi autoritari cercano di creare o allargare le divisioni, strumentalizzare i conflitti, screditare gli attori democratici, in particolare gli organi di informazione liberi e la società civile, e compromettere lo svolgimento di elezioni libere e regolari. Il loro obiettivo è erodere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nella capacità della democrazia di produrre risultati a favore delle persone.
Questo stato di cose è motivo di grave e urgente preoccupazione per l'UE, il suo vicinato e le democrazie di tutto il mondo. È essenziale sostenere i paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE nell'impegno profuso per rafforzare e consolidare la democrazia. Alcuni di tali paesi subiscono da tempo pesanti tentativi di destabilizzazione e di ingerenza. Oltre ad aver sferrato una brutale guerra di aggressione nei confronti dell'Ucraina, la Russia sta intensificando gli attacchi ibridi in una battaglia di influenza contro l'Europa. Le tattiche utilizzate arrivano agli strati profondi del tessuto delle società europee, con impatti potenzialmente duraturi. Diffondendo narrazioni ingannevoli, che talvolta implicano la manipolazione e la falsificazione di fatti storici, cercano di erodere la fiducia nei sistemi democratici.
Queste minacce non sono isolate; al contrario vanno ad alimentare altre importanti sfide con cui la democrazia si trova oggi a fare i conti e le rafforzano a loro volta. Tra queste sfide si annoverano l'aumento dell'estremismo e della polarizzazione, il calo della fiducia e della partecipazione, le minacce all'integrità delle elezioni, alla pluralità del dibattito pubblico e alla libertà di parola e il deterioramento del contesto in cui operano i giornalisti e la società civile. Tali sfide si manifestano sullo sfondo di una profonda trasformazione digitale delle società, che ha ridefinito il modo in cui si svolge il dibattito pubblico, il modo in cui si diffondono le informazioni e il modo in cui i cittadini partecipano alla vita pubblica. Detta trasformazione offre alle persone nuove e considerevoli possibilità di accedere liberamente alle informazioni, esprimere la propria opinione e partecipare alla vita pubblica e al dibattito democratico. Tuttavia ha anche messo in luce e generato nuove vulnerabilità. Sempre più spesso le persone si formano un'opinione lasciandosi influenzare da fonti personalizzate basate su algoritmi, che limitano lo spazio condiviso in cui tenere un dibattito democratico. Le piattaforme dei social media incidono altresì sulla sostenibilità dei modelli di reddito degli organi di informazione. Anche gli sviluppi nel settore dell'intelligenza artificiale (IA) possono avere gravi ripercussioni sullo spazio democratico, compresi i processi elettorali.
Tutelare la democrazia e sviluppare la resilienza democratica dei cittadini, delle società e delle istituzioni è un compito collettivo urgente che richiede un approccio esteso a tutta l'amministrazione e all'intera società. Si tratta di una necessità non soltanto per preservare i valori dell'UE, ma anche per garantire la sicurezza dell'Europa e salvaguardarne l'indipendenza, la libertà e la prosperità. Le istituzioni dell'UE, gli Stati membri, i paesi candidati e potenziali candidati, la società civile e il settore privato hanno ciascuno un ruolo fondamentale da svolgere, guidati dai valori condivisi che li accomunano: i cittadini dell'Unione e le libertà di cui godono devono essere al centro di tutto.
2. Lo scudo europeo per la democrazia
Vi è una crescente consapevolezza delle sfide condivise con cui le democrazie si trovano confrontate nell'UE e nel mondo, e si sta già intervenendo a tutti i livelli. Gli Stati membri hanno istituito nuovi organi e predisposto nuove capacità per rafforzare la resilienza democratica a livello nazionale. Gli attori politici e un'ampia comunità di cittadini e gruppi attivi hanno lanciato l'appello ad agire e stanno contribuendo alla risposta.
L'UE ha predisposto un solido quadro politico e giuridico, ancorato al piano d'azione per la democrazia europea del 2020 e al pacchetto per la difesa della democrazia del 2023, per contribuire a coordinare, mobilitare, integrare e intensificare quest'impegno collettivo.
Muovendo da detto quadro, con lo scudo europeo per la democrazia la Commissione e l'alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza presentano una serie di misure nuove in tre settori prioritari, finalizzate a attestare democrazie solide e resilienti tramite:
-il rafforzamento della conoscenza situazionale e il sostegno alle capacità di risposta per salvaguardare l'integrità dello spazio dell'informazione;
-il consolidamento delle istituzioni democratiche, delle elezioni libere e regolari e dei mezzi di informazione liberi e indipendenti;
-la promozione della resilienza della società e della partecipazione dei cittadini.
Per favorire un miglioramento della cooperazione e del coordinamento nella gestione di diversi aspetti di questi settori prioritari, un centro europeo per la resilienza democratica riunirà le competenze e le capacità di Stati membri, paesi candidati e potenziali candidati e istituzioni, organi e organismi dell'UE, compreso, se del caso, il servizio europeo per l'azione esterna (SEAE). Il centro agevolerà la condivisione delle informazioni e sosterrà la cooperazione operativa e lo sviluppo di capacità per resistere all'evoluzione delle minacce comuni, in particolare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione. In centro intende migliorare la conoscenza situazionale e la capacità di anticipare e individuare le minacce, sviluppare un sistema di allarme rapido solido e coordinato e sostenere le capacità di risposta rapida. Sosterrà la sensibilizzazione in modo da preparare e attrezzare le società e le istituzioni aumentandone la resilienza di fronte alla manipolazione delle informazioni e alla disinformazione. Le sue attività contribuiranno a consolidare l'approccio dell'UE esteso all'intera società, così da rafforzare la preparazione, sensibilizzare al problema e sviluppare la resilienza democratica.
Lo scudo europeo per la democrazia contribuirà a rafforzare le nostre democrazie e a consentire ai cittadini europei di esercitare i loro diritti, di formarsi un'opinione ed esprimerla liberamente e di agire e partecipare attivamente alla vita democratica dell'Unione in condizioni di sicurezza. Le azioni in quest'ambito rafforzeranno le istituzioni democratiche, tuteleranno l'integrità delle elezioni e sosterranno la libertà e il pluralismo dei mezzi di informazione, in modo che le democrazie europee restino solide, aperte e pluralistiche e che possano contare sulla fiducia dei cittadini. Lo scudo sarà attuato in sinergia con l'agenda dell'UE in materia di sicurezza, difesa e preparazione e in linea con l'azione esterna dell'UE in generale.
2.1. Un nuovo centro europeo per la resilienza democratica: migliorare la conoscenza situazionale e rafforzare la resilienza della società
Lo sviluppo della resilienza democratica richiede un più intenso impegno a tutti i livelli dell'amministrazione, in seno alle istituzioni dell'UE e agli Stati membri e nella società nel suo complesso. Un tale impegno coordinato deve concentrarsi sul miglioramento della conoscenza situazionale e della capacità collettiva di anticipare, individuare e rispondere alle minacce, così come sullo sviluppo della resilienza democratica. È già stato fatto molto per fare fronte a tali sfide, con la creazione di strumenti e strutture a livello sia nazionale che europeo
e il conseguimento di alcuni risultati importanti.
Molte di queste strutture riguardano tuttavia solo aree e comunità specifiche, applicano metodologie differenti, spesso offrono capacità di risposta limitate e hanno scarsi legami con le attività delle autorità competenti a livello nazionale e di UE. È essenziale che tutte queste iniziative convoglino verso un unico scopo; è necessario promuovere legami più saldi per migliorare la conoscenza situazionale e la capacità collettiva dell'UE di monitorare, individuare e anticipare le campagne di manipolazione delle informazioni e di disinformazione.
Per rispondere a tali esigenze la Commissione intende istituire un centro europeo per la resilienza democratica. Il centro offrirà un quadro per rafforzare il coordinamento e la condivisione di informazioni tra le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE e gli Stati membri e per favorire la cooperazione operativa e lo sviluppo di capacità. Agevolerà così l'adozione di un approccio più integrato ed efficace al miglioramento della conoscenza situazionale e lo sviluppo di un sistema di allarme rapido solido e coordinato in grado di sostenere le capacità di risposta. Il lavoro del centro contribuirà alla sensibilizzazione, in modo da preparare i cittadini, le società e le istituzioni e renderli più autonomi e resilienti.
Il centro fungerà principalmente da polo dedicato allo scambio e alla cooperazione operativa tra le istituzioni dell'UE e gli Stati membri. Collegherà le reti e le strutture esistenti che si occupano di prevenzione, individuazione, analisi e risposta ai modelli di minacce nello spazio dell'informazione e si adopererà per sviluppare approcci, pratiche e metodologie comuni e per scambiare dati e analisi d'interesse. Il centro sosterrà attività di formazione e di sviluppo delle capacità. Potrebbe offrire consulenza su strumenti di risposta comuni, strategie, procedure operative standard, protocolli o esercitazioni comuni. Il centro sarà sostenuto dal sistema di allarme rapido (RAS), che è un meccanismo istituito per lo scambio tra le istituzioni dell'UE e gli Stati membri di informazioni sulla manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e sulla disinformazione, e lavorerà in stretto coordinamento con esso.
Sarà istituita una piattaforma dei portatori di interessi dedicata ai soggetti non istituzionali indipendenti, così da raccogliere i contributi di un'ampia gamma di portatori di interessi e di comunità e integrarli nelle attività del centro. La piattaforma riunirà portatori di interessi quali organizzazioni della società civile, gruppi di riflessione, ricercatori e attori del mondo accademico, verificatori di fatti e fornitori di media. Nel totale rispetto dell'indipendenza di tutti i partecipanti la piattaforma agevolerà lo scambio di informazioni, competenze e consulenza e progressivamente si baserà su comunità di portatori di interessi esistenti, come l'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO), e su nuove comunità, come la rete europea dei verificatori di fatti e il futuro quadro comune di sostegno alla ricerca. La piattaforma sosterrà la diffusione della ricerca e di altri risultati e incoraggerà gli scambi tra i diversi portatori di interessi.
Il centro rispetterà pienamente le competenze dell'UE e nazionali e l'indipendenza delle strutture esistenti a livello nazionale e di Unione. Sarà sviluppato progressivamente, sulla base della partecipazione volontaria degli Stati membri e dei relativi contributi e esigenze in materia di sostegno e cooperazione, così da assicurare la migliore assistenza possibile alle autorità sia nazionale sia dell'UE. Sulla base del sostegno dell'UE e dell'interazione con i partner internazionali
, il centro sarà aperto alla partecipazione dei paesi candidati e potenziali candidati, così da sostenerli e promuovere l'apprendimento reciproco. Si potrebbe prevedere una cooperazione con partner che condividono gli stessi principi.
Le attività del centro avranno un ruolo complementare e sinergico rispetto alle altre misure proposte per salvaguardare l'integrità dello spazio dell'informazione, rafforzare l'integrità delle elezioni, promuovere la libertà e il pluralismo dei mezzi di informazione e sviluppare la resilienza sociale complessiva responsabilizzando e coinvolgendo i cittadini.
2.2. Salvaguardare l'integrità dello spazio dell'informazione
È essenziale rafforzare l'integrità dello spazio dell'informazione per aiutare tutti i componenti della società ad accedere a informazioni attendibili, a esercitare i diritti democratici e a dialogare in modo significativo con le istituzioni e le comunità. La trasparenza, l'assunzione di responsabilità e l'integrità nello spazio dell'informazione sono essenziali affinché le voci delle persone siano ascoltate, per attrezzare ciascuno per la cittadinanza attiva e per costruire e mantenere la fiducia nei processi democratici.
Le campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri
e di disinformazione mirano proprio a minare la fiducia del pubblico nello spazio dell'informazione e nelle istituzioni democratiche, amplificando nel contempo le divisioni sociali. Tali fenomeni sono possibili a causa della proliferazione di nuove tecniche di manipolazione online, tra cui l'uso non autentico dei social media, l'impiego di account falsi, la creazione di siti web progettati per imitare fonti ufficiali, l'amplificazione artificiale di contenuti divisivi, l'uso di contenuti sintetici come i deepfake e altri contenuti generati con l'IA. La loro diffusione si basa spesso su comportamenti non autentici come l'amplificazione basata su account falsi, IA e bot e le interazioni non autentiche. Le operazioni coordinate di questo tipo, che spesso sono parte integrante di campagne ibride più ampie, sono sempre più sofisticate e decentrate e possono coinvolgere reti che operano su molteplici piattaforme e in molteplici giurisdizioni, di frequente sotto il velo dell'anonimato, il che ne rende particolarmente difficili l'individuazione, l'attribuzione a un soggetto e il contrasto efficace.
Per affrontare le suddette questioni l'UE si è dotata di un'apposita normativa. Il regolamento sull'IA stabilisce obblighi di trasparenza per i fornitori e i deployer di determinati sistemi di IA, compresi il dovere di contrassegnare i contenuti generati o manipolati artificialmente e consentirne il rilevamento e l'obbligo di etichettare i deepfake e talune altre pubblicazioni generate con l'IA riguardanti questioni pubbliche. Anche il regolamento sui servizi digitali contribuisce a rafforzare l'integrità dello spazio dell'informazione, regolamentando le responsabilità e imponendo ai fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi di attenuare i rischi sistemici per la società e la democrazia derivanti dai loro servizi, nel totale rispetto della libertà di espressione degli utenti. Il regolamento sui servizi digitali rafforza la trasparenza degli algoritmi, mettendo gli utenti in condizione di controllare in che modo i sistemi di raccomandazione influenzano i contenuti visualizzati online e permettendo ai ricercatori di accedere ai dati delle piattaforme. Il regolamento sui servizi digitali conferisce alla Commissione il potere di controllare la progettazione dei sistemi algoritmici, con il sostegno del centro europeo per la trasparenza algoritmica (ECAT). L'attuazione e l'applicazione di tali norme rappresentano priorità fondamentali e diversi fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi sono attualmente oggetto di procedure riguardanti la valutazione e la gestione dei rischi sistemici per il dibattito civico e i processi elettorali. Più in generale la Commissione continuerà a monitorare e far rispettare gli obblighi previsti dal regolamento sui servizi digitali e interagirà con i portatori di interessi per garantirne l'osservanza.
Per prevenire e parare gli incidenti gravi e le ingerenze nello spazio dell'informazione, la Commissione elaborerà, insieme al comitato europeo per i servizi digitali, un protocollo sugli incidenti e sulle crisi nell'ambito del regolamento sui servizi digitali, agevolando così il coordinamento tra le autorità competenti e permettendo una reazione rapida alle operazioni di informazione su vasta scala e potenzialmente transnazionali. Il protocollo terrà in considerazione gli altri meccanismi di crisi vigenti, in particolare il programma per la cibersicurezza, e opererà parallelamente ad essi ai fini del coordinamento e della coerenza degli interventi tenendo conto dell'applicabile normativa dell'UE. Gli scambi tra tali meccanismi potranno essere sostenuti dal centro europeo per la resilienza democratica e dalla sua piattaforma dei portatori di interessi.
Il codice di condotta sulla disinformazione, sostenuto da una task force collaborativa, prevede una solida serie di impegni e misure dettagliate che collettivamente contribuiscono ad attenuare i rischi connessi alla disinformazione nel totale rispetto della libertà di espressione, ad esempio mediante strumenti rafforzati che consentono agli utenti di riconoscere, comprendere e segnalare la disinformazione e che conferiscono ai ricercatori l'autonomia necessaria per lavorare. È inoltre utile per determinare la conformità agli obblighi relativi ai rischi sistemici connessi alla disinformazione da parte dei fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi che aderiscono agli impegni previsti dal codice e li rispettano. La Commissione valuterà i livelli di impegno dei singoli firmatari del codice e la relativa attuazione. Se necessario terrà dialoghi normativi con i firmatari nell'ambito del regolamento sui servizi digitali e deciderà le eventuali ulteriori azioni di follow-up appropriate. Ad esempio, collaborerà con i firmatari per sostenerne le iniziative volte alla trasparenza dei sistemi di raccomandazione e per demonetizzare la disinformazione, anche eliminando gli incentivi finanziari alla disinformazione derivanti dai proventi della pubblicità e sviluppando indicatori atti a misurare gli sforzi compiuti dalle piattaforme a tale riguardo.
Insieme ai firmatari del codice la Commissione prenderà in esame eventuali ulteriori misure, che potrebbero includere modalità per migliorare il rilevamento e l'etichettatura dei contenuti generati e manipolati con l'IA che circolano sui servizi di social media e strumenti volontari di verifica degli utenti. Tali misure sarebbero complementari al regolamento sull'IA e alle altre norme dell'UE applicabili. I portafogli di identità digitale dell'UE, che saranno disponibili ai cittadini e ai residenti dell'UE entro fine 2026, potrebbero agevolare dette misure e promuovere la fiducia e la sicurezza nelle interazioni online consentendo l'identificazione e l'autenticazione sicure.
Le iniziative degli Stati membri per garantire l'integrità dello spazio dell'informazione possono essere rafforzate a livello dell'UE tramite il coordinamento degli approcci e la messa in comune di competenze e informazioni sulla base dell'attuale pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri
. In collaborazione con le autorità e gli esperti nazionali, la Commissione sosterrà l'elaborazione di un piano per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione, che comprenderà strumenti e orientamenti sulle misure di anticipazione, individuazione e risposta e un apposito meccanismo per gli scambi professionali e il lavoro di squadra a sostegno dello sviluppo delle capacità nazionali e dell'apprendimento reciproco.
Il rafforzamento delle capacità della comunità indipendente di verifica dei fatti nell'UE è fondamentale per promuovere l'individuazione e il monitoraggio delle campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e di disinformazione. Con il sostegno della Commissione sarà istituita una rete europea indipendente di verificatori di fatti, il cui lavoro contribuirà alla piattaforma dei portatori di interessi del centro europeo per la resilienza democratica. La rete si baserà sulle norme etiche e professionali più rigorose e opererà nell'UE e nei paesi candidati, potenziali candidati e vicini associati al programma Europa digitale. Rafforzerà le capacità di verifica dei fatti in tutte le lingue ufficiali dell'UE, in particolare in situazioni quali le elezioni, le emergenze sanitarie o le catastrofi naturali, nelle quali l'accesso a informazioni attendibili è fondamentale. La rete creerà e manterrà un archivio indipendente per la verifica dei fatti, che raccoglierà le verifiche dei fatti effettuate da organizzazioni indipendenti, ammissibili e affidabili, e agevolerà l'accesso dei giornalisti, delle piattaforme online, dei ricercatori e della società civile a informazioni verificate, favorendo la collaborazione transfrontaliera e consentendo reazioni tempestive. Fornirà accesso a un sistema di protezione dei verificatori di fatti nell'UE dalle minacce e dalle molestie, che comprenderà anche la tutela giuridica e la protezione psicologica. Aiutando i verificatori di fatti ad allargare la platea di pubblico, la rete apporterà un contributo sostanziale alla resilienza della società.
L'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) mette a disposizione una rete paneuropea indipendente e interdisciplinare di ricerca e analisi per contrastare le campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e di disinformazione. In base a un mandato esteso
l'EDMO potrà sviluppare nuove capacità indipendenti di monitoraggio e analisi a sostegno della conoscenza situazionale, in particolare nei periodi elettorali o situazioni di crisi. Il monitoraggio riguarderà tutti gli Stati membri e i paesi candidati (ad esempio l'Ucraina e la Moldova) e potenziali candidati; contribuirà alle attività della piattaforma dei portatori di interessi del centro europeo per la resilienza democratica.
La comunità scientifica e accademica ha elaborato contributi d'interesse, fornendo analisi indipendenti ed elementi di prova in merito alle campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e di disinformazione. La Commissione sosterrà la creazione di un quadro comune di sostegno alla ricerca per dare accesso a dati e tecnologie avanzate, mettendo in comune e rafforzando tali capacità indipendenti. Il quadro, che si baserà tra l'altro sull'accesso privilegiato ai dati nell'ambito del regolamento sui servizi digitali e del regolamento sulla pubblicità politica, confluirà nei lavori della piattaforma dei portatori di interessi del centro europeo per la resilienza democratica. Contribuirà ad approfondire la comprensione del modo in cui le campagne si diffondono online e del modo in cui incidono sull'integrità dello spazio dell'informazione. Sosterrà lo sviluppo di strumenti per agevolare l'individuazione di audio, immagini e video generati o manipolati con l'IA allo scopo di rappresentare erroneamente fatti o illustrare narrazioni di disinformazione (ad esempio i deepfake che ritraggono personaggi politici). Contribuirà al rilevamento di nuove forme di comportamento non autentico coordinato, anche tramite il coordinamento tra piattaforme, l'uso di bot o l'amplificazione algoritmica.
Per prevenire la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e rispondervi con fermezza è importante sfruttare appieno il pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri. Tale pacchetto comprende un'ampia gamma di strumenti di risposta, tra cui misure restrittive dell'Unione nei confronti di persone ed entità di paesi terzi che hanno partecipato a campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri nei confronti dell'UE e di paesi candidati e potenziali candidati. Il regime di sanzioni dell'UE che colpisce le attività destabilizzanti della Russia comprende l'imposizione del divieto di radiodiffusione agli organi di propaganda sostenuti dal Cremlino implicati in azioni di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri. Sono state adottate a livello sia di UE che nazionale ulteriori azioni per limitare la diffusione di contenuti che comportano rischi per la sicurezza pubblica emessi da fornitori di servizi di media disonesti di paesi terzi, anche in forma di sospensione della licenza di organi di informazione. Il regolamento europeo sulla libertà dei media consente un coordinamento rapido ed efficiente delle azioni nei confronti di tali fornitori da parte delle autorità di regolamentazione dei media dell'UE riunite in seno al comitato europeo per i servizi di media. Per sostenere ulteriormente tali autorità di regolamentazione, il comitato europeo per i servizi di media elaborerà, in consultazione con la Commissione, un elenco di criteri comuni per orientare l'azione delle autorità nazionali di regolamentazione dei media volta a proteggere lo spazio dell'informazione dell'UE dai fornitori di servizi di media disonesti di paesi terzi.
Le campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e di disinformazione possono basarsi su comportamenti o attività di natura criminosa, come il riciclaggio o la criminalità organizzata. L'acquis dell'UE in materia di diritto penale contempla determinate forme di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e determinate attività di disinformazione, e una cooperazione rafforzata a livello di Unione in questo settore può contribuire a migliorarne il contrasto. La prevista revisione dei mandati di Europol e di Eurojust prenderà in esame modalità per intensificare ulteriormente le attività in tal senso.
In un contesto di tensioni geopolitiche e di maggiore polarizzazione è importante che l'UE intensifichi le iniziative volte a creare alleanze con paesi e partner regionali che condividono i suoi stessi principi. Il sostegno agli attori democratici e all'integrità degli ecosistemi dell'informazione in tutto il mondo recherà beneficio alla democrazia, alla sicurezza e alla prosperità dell'Europa. La Commissione collaborerà con i paesi terzi per sostenere l'istruzione civica e digitale, le iniziative di verifica affidabile dei fatti e le iniziative normative volte a rafforzare l'integrità dello spazio dell'informazione. L'iniziativa Team Europa per la democrazia contribuisce ad aumentare la condivisione delle conoscenze e il coordinamento in materia di integrità delle informazioni e l'assistenza ai giornalisti a rischio al di fuori dell'UE, in collaborazione con gli Stati membri, i partner che condividono gli stessi principi e la società civile.
L'UE intensificherà le iniziative di contrasto della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri nell'ambito dell'azione esterna tramite il SEAE, in stretta collaborazione con la Commissione, gli Stati membri e i partner internazionali. A tal fine si potenzieranno le capacità insite nella presenza dell'UE nel mondo, ossia la rete delle delegazioni dell'UE, le missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) e le missioni diplomatiche degli Stati membri, il potenziamento della formazione e il fatto di mettere a disposizione del personale sul campo gli strumenti per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri. L'UE rafforzerà la cooperazione con i paesi candidati e potenziali candidati e con i partner per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, prestando particolare attenzione al vicinato dell'UE e promuovendo nel contempo un'azione collettiva con i partner internazionali, tra cui il G7 e la NATO, e nel contesto dei partenariati in materia di sicurezza e difesa. Sarà portato avanti un approccio più proattivo alla lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, in cui si combineranno attività di comunicazione strategica e iniziative volte a smantellare l'infrastruttura che consente tali operazioni di manipolazione e di ingerenza, anche intensificando l'attività per stabilire misure restrittive che aumentino il costo dell'operazione per chi se ne rende responsabile.
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Azioni
·Nel quadro del regolamento sui servizi digitali:
oelaborare il protocollo sugli incidenti e sulle crisi ivi previsto;
oproseguire l'interazione con i firmatari del codice di condotta sulla disinformazione per rafforzare le misure volte a contrastare le tecniche di manipolazione online.
·Sostenere l'elaborazione di un piano dell'UE per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione.
·Istituire una rete europea di verificatori di fatti
·Estendere il mandato dell'Osservatorio europeo dei media digitali.
·Sostenere l'istituzione di un quadro comune di sostegno alla ricerca per rafforzare il monitoraggio delle campagne di manipolazione delle informazioni e di disinformazione.
·Provvedere affinché il comitato europeo per i servizi di media stenda, in consultazione con la Commissione, un elenco di criteri comuni per l'azione delle autorità di regolamentazione dei media dell'UE nei confronti dei fornitori di servizi di media disonesti di paesi terzi che comportano rischi per la sicurezza pubblica.
·Potenziare la capacità delle delegazioni dell'UE, delle missioni e operazioni della PSDC e delle ambasciate degli Stati membri dell'UE di contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri.
·Attuare campagne proattive di comunicazione strategica nelle regioni prioritarie.
·Mettere a disposizione dei paesi candidati e potenziali candidati uno sviluppo mirato di capacità e sostegno per rafforzarne la resilienza di fronte alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri e alle interferenze ibride, anche tramite le missioni della PSDC.
·Sfruttare i partenariati internazionali per apportare risposte collettive alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri, anche tramite il meccanismo di risposta rapida del G7, la cooperazione UE-NATO e i partenariati in materia di sicurezza e difesa.
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2.3. Istituzioni democratiche più solide, elezioni libere e regolari e mezzi di informazione liberi e indipendenti
Mezzi di informazione liberi e indipendenti, elezioni libere e regolari e istituzioni e processi democratici solidi e resilienti sono elementi essenziali per consentire ai cittadini di partecipare in modo significativo alla vita politica, di scegliere i propri rappresentanti, di chiamarli a rispondere del loro operato e di esercitare pienamente i propri diritti e le proprie libertà.
Le elezioni tenutesi di recente, ad esempio in Romania e Moldova, hanno evidenziato un'intensificazione generale delle ingerenze della Russia e dei suoi emissari nello spazio democratico europeo.
2.3.1. Rafforzare la regolarità e l'integrità dei processi elettorali e degli altri processi democratici
Elezioni regolari, libere e a suffragio universale diretto e segreto sono parte integrante delle tradizioni elettorali comuni dell'Europa. Sebbene l'organizzazione e lo svolgimento delle elezioni siano di competenza degli Stati membri, è necessaria una cooperazione rafforzata a livello di UE per parare le sfide comuni in questa materia. La Commissione agevola la tenuta di scambi preziosi e la fornitura di sostegno reciproco attraverso la rete europea di cooperazione in materia elettorale (ECNE), che riunisce le autorità nazionali con competenze elettorali. A giugno 2025 la Commissione ha ad esempio pubblicato una lista di controllo riguardante l'integrità delle elezioni e una matrice per la gestione dei rischi elettorali elaborate insieme agli Stati membri nel quadro dell'ECNE. Il meccanismo congiunto per la resilienza elettorale, organizzato e coordinato tramite l'ECNE (in stretta collaborazione con il gruppo di cooperazione in materia di sicurezza delle reti e dell'informazione (NIS) e il RAS), sostiene l'impiego operativo di squadre miste di esperti e l'organizzazione di scambi di esperti, in particolare nel settore della scienza forense online, della disinformazione e della cibersicurezza delle elezioni.
La Commissione intensificherà il sostegno agli Stati membri e ai portatori di interessi per migliorare l'integrità delle elezioni e la relativa preparazione, proteggere le infrastrutture critiche per l'organizzazione e lo svolgimento delle elezioni, ridurre al minimo i rischi di ingerenze straniere, rafforzare le reti elettorali, la cooperazione elettorale e la rendicontazione sulle elezioni e incoraggiare l'osservazione elettorale da parte dei cittadini e delle organizzazioni internazionali che approvano le norme internazionali in materia: sono questi tutti aspetti fondamentali della raccomandazione del 2023.
Per garantire elezioni libere e regolari, è opportuno proteggere le infrastrutture elettorali dagli attacchi informatici. La direttiva NIS 2 e il regolamento sulla ciberresilienza rafforzano la cibersicurezza dell'UE garantendo la sicurezza, la resilienza e il coordinamento sia dei settori critici che dei prodotti digitali in tutta l'Unione fin dalla progettazione, il che contribuisce direttamente alla sicurezza dei processi elettorali nell'UE e alla preparazione generale alle minacce informatiche nel contesto delle elezioni. Ad esempio, il gruppo di cooperazione NIS ha elaborato, in coordinamento con l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA) e l'ECNE, il compendio sulla cibersicurezza e sulla resilienza delle elezioni, che è stato aggiornato nel 2024. La riserva per la cibersicurezza, istituita dal regolamento sulla cibersolidarietà, è uno strumento efficace a disposizione degli Stati membri e, attraverso l'assistenza esterna, dei partner dell'UE, che può essere utilizzato su richiesta per assisterli nella risposta a incidenti di cibersicurezza significativi o su vasta scala.
Il regolamento sulla pubblicità politica prevede norme comuni dell'UE che semplificano per i cittadini l'individuazione degli annunci pubblicitari di natura politica e permettono loro di accorgersi se sono presi di mira da tali annunci e di distinguerli da altri tipi di contenuti. Per prevenire le ingerenze straniere il regolamento vieta la prestazione di servizi pubblicitari a sponsor di paesi terzi nei tre mesi precedenti una tornata elettorale o referendaria in un paese dell'UE. Le nuove norme contribuiscono a salvaguardare l'integrità dei processi elettorali e favoriscono un dibattito democratico aperto e trasparente. Un archivio online metterà a disposizione informazioni sugli annunci pubblicitari politici online, compresa l'identità delle persone che ne hanno pagato la pubblicazione.
Per migliorare ulteriormente la preparazione nel contesto delle elezioni e la resilienza dei processi elettorali sarà rafforzata la cooperazione con gli Stati membri nell'ambito dell'ECNE. Le capacità dell'ECNE saranno rafforzate tramite scambi più sistematici a sostegno dello sviluppo in comune di strumenti e prodotti condivisi in settori di interesse comune. Nuovi contesti tematici promuoveranno gli scambi su temi quali l'integrità delle elezioni, la gestione dei rischi connessi alle elezioni e la preparazione ad essi, l'osservazione elettorale nell'UE, nuove modalità di condotta delle campagne politiche, anche per quanto riguarda il finanziamento, la sicurezza dei candidati politici e dei rappresentanti eletti e l'effetto e il ruolo dell'intelligenza artificiale e di altre nuove tecnologie nei processi elettorali. Sulla base degli scambi in seno all'ECNE la Commissione elaborerà un repertorio di riferimenti e norme comuni per i processi elettorali. Promuoverà il ricorso al meccanismo congiunto per la resilienza elettorale, incoraggerà gli scambi tra pari, l'assistenza volontaria reciproca, la formazione comune e le esercitazioni a tavolino. Promuoverà altresì gli scambi di esperti nazionali di breve durata tra Stati membri. In quanto regolarmente vittime di ingerenze elettorali, i paesi candidati e potenziali candidati saranno coinvolti in maniera più stretta e sistematica nelle attività dell'ECNE, anche tramite riunioni ad hoc. Si cercherà d'intensificare l'interazione con organizzazioni internazionali come l'OSCE e il Consiglio d'Europa, che elaborano quadri e metodologie di riferimento in materia elettorale, anche per quanto riguarda l'osservazione elettorale.
Muovendo dal quadro normativo e dagli strumenti strategici dell'UE, la Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri e i portatori di interessi per elaborare appositi orientamenti sull'uso equo, trasparente, antropocentrico e responsabile dell'IA nei processi elettorali. In base a tali orientamenti, che saranno elaborati con il sostegno dell'ECNE e dell'Ufficio europeo per l'IA, la Commissione incoraggerà l'assunzione volontaria di impegni sull'uso responsabile delle nuove tecnologie (in particolare l'IA) nelle attività politiche dei partiti politici europei e nazionali e di altri attori d'interesse e promuoverà ulteriormente la condivisione delle migliori pratiche in materia, a integrazione degli obblighi giuridici vigenti.
Le piattaforme e i motori di ricerca online sono diventati importanti sedi di dibattito pubblico in cui si plasmano l'opinione pubblica e il comportamento degli elettori. Di conseguenza i fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi hanno l'obbligo, a norma del regolamento sui servizi digitali, di mettere in atto misure per attenuare i rischi connessi agli effetti negativi sul dibattito civico e sui processi elettorali. Per favorire il rispetto di tali obblighi la Commissione ha adottato orientamenti sull'attenuazione dei rischi sistemici per i processi elettorali e collabora con le autorità nazionali degli Stati membri per quanto riguarda la loro preparazione alle elezioni. Insieme ai coordinatori nazionali dei servizi digitali, la Commissione aggiornerà, in collaborazione con l'ECNE, il kit di strumenti per le elezioni del regolamento sui servizi digitali, in modo da tenere conto dell'esperienza maturata nell'ambito delle elezioni recenti e della necessità di parare fenomeni specifici.
Il codice di condotta sulla disinformazione manterrà un ruolo fondamentale nel parare le minacce connesse alle elezioni grazie al suo approccio multipartecipativo volontario, in particolare tramite il sistema di risposta rapida per le elezioni, che consente ai firmatari che non sono piattaforme, come le organizzazioni della società civile, di segnalare rapidamente alle piattaforme online i contenuti sensibili al fattore tempo o gli account che reputano comportare una minaccia all'integrità del processo elettorale, affinché tali piattaforme possano adottare misure adeguate alla luce delle rispettive politiche. Tale approccio dovrebbe essere portato avanti e ampliato, anche nelle situazioni di crisi. Le nuove attività connesse alle elezioni nell'ambito del codice si concentreranno sulla mappatura e sull'analisi delle minacce nuove ed emergenti legate alle campagne di manipolazione delle informazioni, che sono rilevate sempre più spesso durante i periodi elettorali. I firmatari del codice sono incoraggiati a portare avanti tali attività nell'ambito della task force del codice, che si occupa di individuare le migliori pratiche traendo insegnamenti dalle precedenti elezioni nazionali ed europee.
Gli influencer svolgono un ruolo sempre più rilevante nelle campagne politiche online. Sulla base dell'Influencer Legal Hub dell'UE, la Commissione sosterrà la creazione di una rete volontaria di influencer per sensibilizzare sulle applicabili norme dell'Unione, anche per quanto riguarda le responsabilità di ciascun influencer quando partecipa a campagne politiche, e per promuovere lo scambio delle migliori pratiche. La Commissione incoraggerà la fissazione di norme etiche e di impegni volontari, anche per quanto riguarda l'integrità delle informazioni, e sosterrà le attività degli influencer volte a promuovere l'alfabetizzazione digitale.
La trasparenza e la rendicontabilità dei finanziamenti in politica, compresi quelli destinati alle campagne elettorali, sono fondamentali per prevenire interferenze, per garantire parità di condizioni tra i partiti politici e i candidati e per mantenere la fiducia dei cittadini nell'integrità e nella regolarità delle elezioni. Sulla base delle applicabili norme dell'UE, la Commissione sosterrà una collaborazione con gli Stati membri in materia di trasparenza e integrità dei finanziamenti in politica, esaminando questioni di interesse comune quali le donazioni anonime e le criptovalute, che possono essere utilizzate per finanziare attività con modalità poco trasparenti e difficili da individuare. La Commissione riunirà esperti nazionali, in particolare sotto l'egida dell'ECNE, in stretta collaborazione con altre reti dell'UE e con il coinvolgimento dei portatori di interessi, ai fini di uno scambio di migliori pratiche, dell'elaborazione di eventuali orientamenti e della promozione di azioni comuni.
Gli sviluppi sociali e tecnologici, in particolare online, offrono ai partiti e ai candidati politici possibilità nuove di arrivare agli elettori, ma comportano anche sfide nuove. I rapidi cambiamenti del panorama dell'informazione, le tensioni e la polarizzazione hanno portato i candidati politici e i rappresentanti eletti a essere sempre più esposti a minacce, attacchi e violenze, online e offline
. Questi comportamenti colpiscono in particolare le donne attive in politica: possono dissuaderle dal candidarsi e, in alcuni casi, spingerle a dimettersi da cariche elettive, con un evidente effetto negativo sulla rappresentanza democratica in un'epoca in cui le donne continuano a essere sottorappresentate in politica. Ai fini di una maggiore sicurezza di candidati politici e rappresentanti eletti, la Commissione adotterà una raccomandazione sulla sicurezza in politica. Nel quadro dell'ECNE e in stretta consultazione con i portatori di interessi la Commissione lavorerà alla preparazione di una specifica guida di migliori pratiche e al sostegno allo sviluppo delle capacità, all'assistenza pratica, alla raccolta di dati, agli impegni volontari (ad esempio dichiarazioni di impegno e codici di condotta) e alle norme etiche in questo settore. In questo filone di lavoro sarà prestata particolare attenzione alle donne e agli altri gruppi esposti a maggiori rischi di discriminazione, così come alla situazione dei politici locali.
Le minacce all'integrità dei processi elettorali sono complesse e multiformi e richiedono misure di preparazione e risposta in un ampio spettro di politiche e con il coinvolgimento di una vasta gamma di attori. La recente esperienza della Moldova dimostra che è possibile resistere alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri e che la preparazione, un fermo impegno politico, un coordinamento efficace e il sostegno dell'UE possono rafforzare considerevolmente la resilienza democratica alle minacce ibride.
Esempi di minacce e approccio alla risposta: studio del caso della Moldova
Nel 2024 in Moldova si sono tenute le elezioni presidenziali e un referendum sull'opportunità di sancire nella costituzione l'aspirazione a aderire all'UE in un contesto connotato da un'ampia disinformazione, da ingerenze e dall'acquisto di voti da parte della Russia. Le elezioni politiche di settembre 2025 sono state esposte a forti minacce ibride provenienti dalla Russia, tra cui attacchi informatici, falsi allarmi bomba e campagne di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri e di disinformazione
, anche attraverso l'amplificazione artificiale dei profili di determinati candidati o partiti, l'uso diffuso di contenuti generati con l'IA, la creazione di falsi siti di organi di informazione e l'acquisto di voti
.
Nel contesto del processo di adesione all'UE la Moldova ha rafforzato la resilienza applicando un approccio globale e olistico volto a contrastare a monte la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione. Con l'assistenza dell'UE e di altri partner, per contribuire a colmare le lacune nella coesione nazionale la Moldova ha rafforzato la sicurezza informatica e interna, l'integrità degli organi giudiziari, la capacità delle autorità investigative di individuare i flussi finanziari illeciti, anche di criptovalute, le capacità di comunicazione strategica e la capacità di fornire servizi alla popolazione anche nelle situazioni di crisi (ad esempio nel settore dell'energia e in relazione all'afflusso di persone in fuga dalla guerra di aggressione sferrata dalla Russia nei confronti dell'Ucraina). La commissione elettorale nazionale ha adottato misure risolute sulle violazioni delle norme sul finanziamento dei partiti. Un centro StratCom di recente istituzione ha coordinato l'attuazione di modalità di comunicazione strategica multipartecipativa per rafforzare la resilienza della società nei confronti della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze da parte di attori stranieri sulla base di analisi e previsioni complesse.
Per sostenere la conoscenza situazionale e la preparazione è stato istituito un nuovo polo regionale dell'Osservatorio europeo dei media digitali riguardante la disinformazione russa, incentrato su Moldova e Ucraina
. Insieme alla delegazione dell'UE e alla missione di partenariato dell'Unione (EUPM), la Commissione ha organizzato una simulazione di campagna di disinformazione e minaccia informatica per aumentare la preparazione alle minacce ibride in Moldova
e ha agevolato la creazione di un meccanismo temporaneo di escalation tra quattro grandi piattaforme online firmatarie del codice di condotta sulla disinformazione e diversi attori della società civile locale
.
L'impegno costante delle autorità nazionali moldove, della società civile e degli organi di informazione indipendenti e il sostegno dell'UE, anche alle missioni di osservazione elettorale, hanno svolto un ruolo determinante nel mettere in luce le ingerenze, promuovere l'alfabetizzazione mediatica e contrastare la disinformazione tramite una comunicazione basata sui fatti. Da tale esperienza è emerso che le principali vulnerabilità si sono manifestate nello spazio online e che è necessario un impegno costante da parte sia delle autorità nazionali che dell'UE per garantire l'assunzione della responsabilità digitale a sostegno della democrazia.
Il rafforzamento dell'integrità delle elezioni è una priorità centrale della politica esterna dell'UE. Si tratta di un imperativo strategico, in quanto molte delle sfide e degli attacchi alle democrazie e ai processi elettorali europei sono per loro natura transnazionali e in quanto sarà possibile salvaguardare effettivamente tali democrazie e processi soltanto se l'UE sarà circondata da democrazie resilienti. Le elezioni tenutesi di recente nel vicinato hanno evidenziato la necessità di rispondere alle richieste di assistenza avanzate dalle autorità nazionali per contrastare la disinformazione sui social media. L'UE rafforzerà il sostegno alle missioni internazionali di osservazione elettorale presenti sul campo.
Le attività nell'ambito del centro europeo per la resilienza democratica contribuiranno a rafforzare la regolarità e l'integrità dei processi elettorali e degli altri processi democratici. La cooperazione e gli scambi tra il centro e le strutture e i meccanismi di cooperazione d'interesse a livello di UE rispetteranno integralmente i quadri giuridici applicabili, l'indipendenza o le specificità di tali strutture e dei loro partecipanti e le procedure vigenti (ad esempio l'ECNE, la rete dei punti di contatto nazionali sulla pubblicità politica o il comitato per i servizi digitali).
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Azioni
·Sostenere una cooperazione rafforzata con gli Stati membri nell'ambito della rete europea di cooperazione in materia elettorale (ECNE) per consolidare l'integrità delle elezioni e la preparazione.
·Elaborare orientamenti sull'uso dell'IA nei processi elettorali.
·Aggiornare il kit di strumenti per le elezioni del regolamento sui servizi digitali.
·Sostenere la creazione di una rete volontaria di influencer dell'UE.
·Sostenere la collaborazione con gli Stati membri in materia di trasparenza e integrità dei finanziamenti in politica.
·Elaborare una raccomandazione della Commissione e un'apposita guida alle migliori pratiche in materia di sicurezza dei candidati politici e dei rappresentanti eletti.
·Intensificare la cooperazione con gli osservatori elettorali internazionali per potenziare le capacità di monitorare la disinformazione sui social media durante l'osservazione elettorale al di fuori dell'UE.
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2.3.2. Rafforzare la resilienza dei mezzi di informazione liberi e indipendenti
La presenza di mezzi di informazione liberi, indipendenti e pluralistici è alla base dell'integrità e della diversità dello spazio dell'informazione, e quindi essenziale per la democrazia. I media chiedono al potere conto del suo operato e, rendendo disponibili una pluralità di fonti di informazione attendibili, aiutano le persone a formarsi un'opinione e a compiere scelte consapevoli. La promozione della libertà e del pluralismo dei mezzi di informazione è stata ed è uno degli elementi centrali del lavoro dell'UE tramite iniziative legislative quali il regolamento europeo sulla libertà dei media o la direttiva anti-SLAPP. L'Unione è una ferma sostenitrice della libertà dei mezzi di informazione in tutto il mondo, anche a livello multilaterale, e riconosce il ruolo essenziale dei media e del giornalismo indipendenti nel difendere i valori democratici e i diritti fondamentali a livello mondiale.
Il settore dei mezzi di informazione è tuttavia soggetto a forti pressioni economiche in un contesto caratterizzato dalla digitalizzazione. I cambiamenti in atto nel panorama dell'informazione incidono sul modo in cui le informazioni sono prodotte, condivise, consumate e considerate attendibili. I cittadini fanno sempre più affidamento sulle piattaforme online e, di recente, sull'IA generativa per accedere alle informazioni e formarsi un'opinione su un'ampia gamma di temi, compresa la politica. Le piattaforme online stanno diventando le principali fonti di informazione per i giovani
, in particolare tramite gli influencer
. Gli algoritmi utilizzati dalle piattaforme online per organizzare i contenuti orientano le interazioni, spesso dando priorità a contenuti sensazionalistici o controversi rispetto a informazioni attendibili e comprovate. Ciò rischia di amplificare la disinformazione e le divisioni sociali e compromette la visibilità dei contenuti mediatici. I fornitori di media e gli organi di informazione indipendenti faticano ad adattare il modello di business per assicurarsi le entrate pubblicitarie in un mercato sempre più dominato dalle piattaforme online.
Questa situazione rende più difficile sostenere i mezzi di informazione indipendenti e promuovere la disponibilità di contenuti giornalistici e inchieste di qualità prodotti nel rispetto di norme professionali ed etiche. In diverse regioni, in particolare in molte zone rurali, gli organi di informazione locali sono stati espulsi dal mercato, creando "deserti dell'informazione", con un conseguente calo della disponibilità, della pluralità e della qualità delle informazioni che può determinare l'abbandono della partecipazione, la perdita di fiducia nella democrazia e una maggiore esposizione alla disinformazione. Inoltre gli attacchi, le azioni legali abusive e le altre forme di intimidazione danneggiano il contesto in cui operano i giornalisti, facendo assurgere la loro sicurezza e protezione a imprescindibile priorità.
L'UE ha agito proattivamente per contrastare le sfide per la libertà e il pluralismo dei mezzi di informazione, predisponendo diversi strumenti giuridici, politici e finanziari. Il regolamento europeo sulla libertà dei media stabilisce un nuovo insieme di norme comuni per tutelare il pluralismo e l'indipendenza dei mezzi di informazione nell'UE, così che gli organi di informazione pubblici e privati possano operare facilmente nel mercato interno, senza subire pressioni indebite e tenendo conto della trasformazione digitale. La Commissione sostiene gli Stati membri nell'applicazione del regolamento, anche tramite l'emanazione di orientamenti, e ne verificherà il rispetto. Manterrà un dialogo attivo con gli operatori del settore e le organizzazioni della società civile d'interesse per accertarsi dell'effettiva applicazione in tutta l'UE delle misure di salvaguardia e dei meccanismi previsti dal regolamento.
Affinché i fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi e di motori di ricerca online di dimensioni molto grandi tengano debitamente conto della libertà e del pluralismo dei mezzi di informazione, il regolamento sui servizi digitali impone loro di individuare e attenuare diligentemente gli eventuali rischi sistemici derivanti dalla progettazione o dal funzionamento dei servizi che offrono, anche per quanto riguarda la libertà e il pluralismo dei media. La Commissione continuerà a monitorare e far rispettare tali obblighi e si confronterà con i portatori di interessi per garantirne l'osservanza nella sfera digitale.
Per salvaguardare la libera circolazione delle informazioni in democrazia, i mezzi di informazione liberi e indipendenti devono poter contare su mercati dinamici e contendibili. La Commissione continuerà ad applicare le norme antitrust dell'UE nel settore digitale per contribuire a promuovere un panorama mediatico equo e diversificato e contrastare le pratiche in grado di compromettere il pluralismo dei mezzi di informazione, anche proteggendo i fornitori di media indipendenti dai comportamenti anticoncorrenziali nella pubblicità online. Proteggere la concorrenza può anche promuovere la pluralità e la diversità dei mezzi di informazione, non soltanto nei settori dei media tradizionali ma anche in settori in rapida evoluzione come l'IA. Negli orientamenti riveduti sulle concentrazioni la Commissione fornirà maggiori indicazioni sul modo in cui preserva la concorrenza nella qualità e, così facendo, riesca a promuovere la pluralità e la diversità dei mezzi di informazione a vantaggio dei consumatori e dei cittadini. A norma del regolamento sui mercati digitali la Commissione includerà tra le priorità azioni di esecuzione atte a promuovere un panorama mediatico indipendente e diversificato, anche aumentando la trasparenza della pubblicità online. Anche le sfide emergenti, come la diffusione di servizi basati sull'IA, si ripercuotono sull'equità e la contendibilità dei mercati dei mezzi di informazione. Su tali questioni la Commissione intrattiene dialoghi normativi con i gatekeeper interessati. Tutto questo rientra anche nel riesame in corso del regolamento sui mercati digitali, da cui scaturiranno considerazioni sulle questioni individuate e sulle possibili misure future.
Per aiutare ulteriormente la sostenibilità economica del settore, nel contesto dell'attuale valutazione e del futuro riesame della direttiva sui servizi di media audiovisivi la Commissione esaminerà le modalità atte a rafforzare il rilievo dei servizi di media di interesse generale e a modernizzare le norme in materia di pubblicità al fine di promuovere la sostenibilità dei mezzi di informazione dell'UE. Nel riesame della direttiva sui servizi di media audiovisivi e nel futuro atto legislativo sull'equità digitale, che integrerà le norme vigenti dell'UE, sarà preso in considerazione anche il ruolo degli influencer.
Il finanziamento pubblico mira a consentire al servizio pubblico radiotelevisivo di soddisfare le esigenze democratiche, sociali e culturali della società e garantire il pluralismo, anche in termini di diversità culturale e linguistica. Il regolamento europeo sulla libertà dei media impone agli Stati membri di istituire procedure di finanziamento che garantiscano ai fornitori di media di servizio pubblico risorse finanziarie adeguate, sostenibili e prevedibili corrispondenti all'adempimento della missione di servizio pubblico e alla capacità di sviluppo nell'ambito di tale missione. La valutazione in corso della comunicazione sull'emittenza radiotelevisiva del 2009 mira a valutare se le vigenti norme sugli aiuti di Stato per il servizio pubblico radiotelevisivo rispondano ancora allo scopo alla luce degli sviluppi del mercato in termini di nuove tecnologie, modi nuovi di fruire dei contenuti e nuovi operatori del settore.
Pur offrendo possibilità, lo sviluppo dell'IA generativa comporta varie sfide per l'ecosistema dei mezzi di informazione. La pirateria online e l'uso senza autorizzazione di materiale protetto dal diritto d'autore per addestrare modelli di IA rimangono una grave minaccia per il settore dei mezzi di informazione, minaccia che erode le entrate e incide sulla qualità e sulla diversità dei media. La Commissione riesaminerà la direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale e vaglierà i modi in cui migliorarne l'efficacia nel contesto di questi sviluppi.
La Commissione utilizzerà gli strumenti finanziari di cui dispone per sostenere la resilienza economica del settore dei mezzi di informazione all'interno e all'esterno dell'UE. Il programma per la resilienza dei media fungerà da ponte tra l'attuale sostegno ai media e i programmi di finanziamento proposti nel nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP), preparando il terreno a un'efficace attuazione del prossimo QFP. Il programma sosterrà il giornalismo indipendente e l'alfabetizzazione mediatica, sottolineando le iniziative della Commissione volte a rafforzare la sostenibilità del settore dei mezzi di informazione, compreso il giornalismo locale, anche nei paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE. La Commissione intensificherà il sostegno fornito agli organi di informazione locali tramite Europa creativa promuovendo progetti incentrati sulla sostenibilità economica del giornalismo indipendente e locale. Nel 2027 Europa creativa amplierà gli inviti a presentare proposte in materia di competenze aggiungendo una nuova azione dedicata al miglioramento delle competenze dei professionisti dell'informazione. Una nuova azione nell'ambito di Orizzonte Europa sosterrà ulteriormente la trasformazione digitale del settore dei mezzi di informazione, progettando tra l'altro nuovi strumenti innovativi che consentano agli organi di informazione di allargarsi a nuovi utenti e a nuove fonti di reddito.
Gli investimenti privati nei mezzi di informazione rimangono relativamente bassi e richiedono nuove soluzioni di investimento su misura, incentrate sul rendimento a lungo termine. Dovrebbero essere create le condizioni per l'impiego del private equity a sostegno di mezzi di informazione indipendenti di qualità. La Commissione promuoverà investimenti a impatto nel settore dei mezzi di informazione e inizierà a interagire con i potenziali investitori insieme al gruppo BEI.
Nell'ambito del sostegno alla diffusione dell'IA nei settori culturali e creativi, la Commissione si è impegnata a contribuire allo sviluppo di piattaforme paneuropee che rendano disponibili a un pubblico più ampio in tutta l'UE, in tempo reale e in più lingue, notizie e informazioni provenienti da organi di informazione professionali. La Commissione intensificherà il sostegno a progetti riguardanti media innovativi che mettono formati e contenuti nuovi a disposizione del pubblico nell'Unione e al di là dei suoi confini. La Commissione esaminerà futuri percorsi per il panorama tecnologico dell'UE, prestando inizialmente attenzione a future piattaforme di social network/social media che sostengano la sovranità digitale dell'UE.
Garantire la sicurezza e la protezione dei giornalisti rimane una priorità fondamentale, anche nell'ambito dell'azione esterna dell'UE. Al fine di intensificare le iniziative volte a proteggere i giornalisti da pressioni indebite, minacce e attacchi, la Commissione aggiornerà la raccomandazione sulla sicurezza dei giornalisti, nell'ottica di promuovere una maggiore sicurezza e un contesto favorevole ai giornalisti e alla diffusione di notizie di qualità (giornalismo basato su fonti primarie) nella società, e organizzerà un evento ad alto livello sulla lotta alle SLAPP a sostegno del riesame della raccomandazione anti-SLAPP. Per promuovere "approdi sicuri" per giornalisti, ricercatori e organizzazioni della società civile attivi nell'analisi del panorama dell'informazione e della relativa evoluzione (ad esempio per quanto riguarda l'impatto dell'IA), la Commissione adotterà orientamenti a sostegno dell'attuazione delle applicabili norme dell'UE.
Per contribuire al conseguimento dell'obiettivo generale di sostenere la libertà e il pluralismo dei mezzi di informazione, la Commissione continuerà a finanziare meccanismi di monitoraggio della libertà di stampa negli Stati membri dell'UE e nei paesi candidati.
La Commissione sostiene i mezzi di informazione e il giornalismo indipendenti di qualità a livello internazionale, in particolare nei paesi del vicinato dell'UE e nei paesi candidati e potenziali candidati. Il finanziamento di base a sostegno del funzionamento dei mezzi di informazione indipendenti è un mezzo efficace ed efficiente per contrastare le operazioni di disinformazione dei regimi autoritari sia sul piano interno che all'estero. Format di inchiesta e di intrattenimento indipendenti e di alta qualità contribuiscono a impedire l'affermazione di narrazioni basate sulla manipolazione delle informazioni e sulle ingerenze da parte di attori stranieri e possono limitarne la diffusione nell'UE e nei paesi partner. Il Fondo europeo per la democrazia e il meccanismo ProtectDefenders.eu della Commissione offrono sostegno ai giornalisti di paesi terzi che sono esposti a rischi in quanto difensori dei diritti umani. Nel 2024 quest'ultimo meccanismo ha assistito almeno 943 professionisti dell'informazione. La Commissione continuerà a fornire sostegno di base a giornalisti e organi di informazione indipendenti in esilio, anche da Russia, Bielorussia e altri paesi, che operano all'interno dell'UE e del suo vicinato e contribuirà a sostenere organi di informazione indipendenti di alta qualità in paesi partner fondamentali. La Commissione intensificherà le attività di risposta rapida svolte con partner fidati per garantire ai cittadini, agli attori della società civile e ai giornalisti soggetti a regimi autoritari la disponibilità di soluzioni per aggirare la censura digitale, contrastare la sorveglianza ed evitare il blocco dell'attività. La Commissione ha altresì proposto di dare priorità al sostegno alla libertà dei mezzi di informazione nell'ambito del nuovo strumento Europa globale previsto dal QFP.
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Azioni
·Riesaminare la direttiva sui servizi di media audiovisivi.
·Fare fronte alle sfide per l'ecosistema dei mezzi di informazione nel contesto del riesame della direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale.
·Emanare orientamenti per mantenere la concorrenza e promuovere la pluralità e la diversità dei mezzi di informazione nel contesto della revisione degli orientamenti sulle concentrazioni.
·Vagliare l'adeguatezza delle vigenti norme sugli aiuti di Stato per i servizi pubblici radiotelevisivi nell'ambito della valutazione della comunicazione del 2009 sull'emittenza radiotelevisiva.
·Varare un programma per la resilienza dei media a sostegno del giornalismo indipendente e dell'alfabetizzazione mediatica.
·Rafforzare le misure per la sicurezza dei giornalisti e la lotta contro i contenziosi abusivi (SLAPP).
·Sostenere i mezzi di informazione e il giornalismo indipendenti di qualità oltre i confini dell'UE.
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2.4. Promuovere la resilienza della società e la partecipazione dei cittadini
Cittadini partecipi e responsabilizzati e una società civile attiva costituiscono la spina dorsale della democrazia. La promozione dell'educazione civica, compresi l'alfabetizzazione mediatica e digitale e il pensiero critico, sensibilizza sui rischi e sulle minacce e attrezza i cittadini di tutte le età e di tutte le comunità così che possano orientarsi nello spazio dell'informazione, accedere a informazioni attendibili, esercitare i propri diritti democratici e partecipare ai processi democratici. La promozione della partecipazione dei cittadini alla vita democratica tramite il sostegno a strumenti partecipativi e deliberativi è necessaria anche per rafforzare la titolarità, la responsabilizzazione e la fiducia dei cittadini, che sono elementi fondamentali per sviluppare la resilienza della società nel suo complesso.
2.4.1. Educazione civica e competenze per la democrazia
Le competenze civiche, compresa l'alfabetizzazione mediatica e digitale, sono fondamentali per la democrazia. Un'ampia gamma di progetti sostiene tali competenze nell'ambito di diversi programmi dell'UE, ad esempio Erasmus+, il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV) e Orizzonte Europa.
Misure nel settore dell'istruzione
Le scuole e gli istituti di istruzione svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze civiche che consentono alle persone di agire in modo responsabile, in quanto promuovono il pensiero critico, l'inclusività, la libertà di parola e la partecipazione civica attiva. Alimentando tali competenze gli enti di istruzione a tutti i livelli attrezzano i cittadini per essere informati e partecipi, costruendo società democratiche più resilienti.
Nell'ambito dell'Unione delle competenze il piano d'azione sulle competenze di base considera le competenze civiche e quelle digitali competenze di base essenziali per consentire ai cittadini di prosperare, nella vita professionale così come nella vita personale. Il pacchetto Istruzione 2026 comprenderà un regime di sostegno alle competenze di base per le scuole volto ad aiutare i bambini e i giovani ad acquisire competenze alfabetiche, matematiche, scientifiche, digitali e civiche. Nell'ambito del pacchetto la Commissione presenterà una tabella di marcia per il 2030 sul futuro dell'istruzione e delle competenze digitali che, muovendo dal riesame del piano d'azione per l'istruzione digitale, si concentrerà sulle competenze digitali, sull'alfabetizzazione in materia di IA, sul pensiero critico e sul rafforzamento della resilienza democratica nel mondo digitale.
La Commissione rivolgerà raccomandazioni ai dirigenti scolastici e ai responsabili delle politiche, fra cui orientamenti aggiornati per gli insegnanti e gli educatori volti a contrastare la disinformazione e promuovere l'alfabetizzazione digitale attraverso l'istruzione e la formazione, al fine di rafforzare le competenze pedagogiche degli insegnanti e le competenze di pensiero critico dei giovani, promuovere l'uso responsabile delle tecnologie digitali e favorire scelte informate online. Gli orientamenti terranno conto di sviluppi quali l'IA generativa, la manipolazione delle informazioni e il ruolo dei social media e degli influencer. La Commissione sta elaborando orientamenti a sostegno dell'acquisizione delle competenze di base in materia di preparazione, compresi gli aspetti pertinenti dell'alfabetizzazione mediatica, in quanto si tratta di competenze fondamentali per la cittadinanza attiva e informata e per la lotta contro la disinformazione e la manipolazione delle informazioni. Elaborerà un quadro dell'UE sulle competenze civiche e orientamenti volti a rafforzare l'educazione civica nelle scuole, che fungeranno da base per l'elaborazione dei programmi di studio e di formazione.
Azioni di alfabetizzazione mediatica al di là dell'istruzione
A complemento delle misure nel settore dell'istruzione, è necessario potenziare in maniera inclusiva ed efficiente le azioni a sostegno dell'alfabetizzazione mediatica, compresa l'alfabetizzazione digitale, in tutta l'UE, in modo da raggiungere le persone di tutte le età e di tutti i contesti socioeconomici, in particolare le persone al di fuori degli ambienti dell'istruzione e della formazione.
La Commissione introdurrà un pacchetto di misure sull'alfabetizzazione mediatica. Il programma per la resilienza dei media includerà nuove azioni a sostegno dell'alfabetizzazione mediatica rivolte a persone di tutte le fasce di età (giovani, adulti, anziani), sia nelle zone rurali che nei centri urbani. Le sfide nuove ed esistenti in materia di integrità delle informazioni saranno affrontate collegando l'alfabetizzazione mediatica alla preparazione e concentrandosi sulle nuove tendenze di consumo dei media. Rientreranno nell'ambito della valutazione e del riesame di tali norme anche le potenziali azioni di miglioramento dei vigenti meccanismi di alfabetizzazione mediatica previsti dalla direttiva sui servizi di media audiovisivi. Sarà data priorità al sostegno agli Stati membri che si confrontano con sfide ed esigenze particolari, ai paesi candidati e potenziali candidati e ai gruppi che incontrano ostacoli nel partecipare alla vita democratica
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La Commissione sosterrà gli Stati membri nell'elaborazione, nell'estensione o nell'attuazione di piani d'azione nazionali o regionali in materia di alfabetizzazione mediatica.
La Commissione rafforzerà la comunità dell'alfabetizzazione mediatica al fine di aumentare il coordinamento e rinsaldare i legami tra gli attori coinvolti, anche tramite il rafforzamento del gruppo di esperti della Commissione sull'alfabetizzazione mediatica, composto da autorità degli Stati membri, grazie alla promozione dello scambio di migliori pratiche, all'offerta di nuovi strumenti di cooperazione e all'ampliamento del mandato per ricomprendervi gli aspetti della resilienza della società e della preparazione. Per integrare le attività del gruppo di esperti, la Commissione istituirà una nuova rete di esperti indipendenti per l'alfabetizzazione mediatica, che riunirà esperti indipendenti di vari settori (ad esempio preparazione, manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri, disinformazione, analisi dei dati, rischi per l'integrità delle informazioni, scienze comportamentali, ecc.) con il compito di apportare contributi e spunti indipendenti che permettano di far fronte alle nuove sfide. Le iniziative di alfabetizzazione mediatica faranno leva sulla comunità dell'alfabetizzazione mediatica dell'EDMO, ampliando ulteriormente l'archivio delle migliori pratiche e dei casi d'uso sulla base degli orientamenti dell'EDMO per iniziative efficaci in materia di alfabetizzazione mediatica e diffondendo su più ampia scala i successi ottenuti dai poli regionali/nazionali dell'EDMO, ad esempio per raggiungere le comunità vulnerabili e rurali e gli anziani o per collaborare con gli organi di informazione.
La Commissione presenterà una guida dell'UE alla democrazia per i cittadini, al fine di sensibilizzare i cittadini sui diritti democratici loro riconosciuti dal diritto e dai quadri politici dell'Unione e sulle modalità del relativo esercizio. Particolare attenzione sarà prestata ai giovani.
Per coinvolgere i cittadini nella definizione di queste misure relative alle competenze in tema di democrazia, cittadinanza e alfabetizzazione mediatica e digitale, la Commissione organizzerà un panel europeo di cittadini sulla resilienza democratica.
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Azioni
·Sviluppare il regime di sostegno alle competenze di base per le scuole per il 2026, che riguarderà anche le competenze civiche e digitali.
·Aggiornare gli orientamenti per gli insegnanti e gli educatori in materia di disinformazione e alfabetizzazione digitale.
·Elaborare un quadro dell'UE in materia di competenze civiche e orientamenti volti a rafforzare l'educazione civica nelle scuole.
·Sostenere gli Stati membri nell'elaborazione, nell'estensione o nell'attuazione di piani d'azione nazionali o regionali in materia di alfabetizzazione mediatica.
·Introdurre misure in materia di alfabetizzazione mediatica, con priorità nuove e una comunità di alfabetizzazione mediatica rafforzata.
·Elaborare una guida dell'UE alla democrazia per i cittadini.
·Organizzare un panel europeo di cittadini sulla resilienza democratica.
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2.4.2. Promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini
L'introduzione di metodi nuovi e significativi di partecipazione, discussione e coinvolgimento dei cittadini di tutte le generazioni offre alle persone ulteriori modalità di partecipazione ai dibattiti democratici e all'elaborazione delle politiche pubbliche, arricchendo le discussioni con la pluralità dei punti di vista – come dimostrato dalla Conferenza sul futuro dell'Europa – e rafforzando la democrazia rappresentativa basata sulle elezioni.
A livello di UE la Commissione si serve di vari strumenti per coinvolgere i cittadini dell'UE nell'elaborazione delle politiche, a cominciare dalle iniziative dei cittadini europei, strumento di definizione dell'agenda unico nel suo genere, che consente ai cittadini di avanzare idee per l'azione dell'UE. I panel europei di cittadini e la piattaforma partecipativa dei cittadini sono diventati risorse importanti per alimentare e sostenere i processi di elaborazione delle politiche, sviluppare la resilienza democratica e promuovere la cittadinanza europea; il loro impiego a livello di UE e negli Stati membri sarà incoraggiato. La Commissione vaglierà le possibilità di aprire la piattaforma partecipativa dei cittadini o di consentirne l'interoperabilità con le amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali.
La Commissione lavorerà a stretto contatto con gli organi e i soggetti d'interesse, quali il Comitato europeo delle regioni, il Comitato economico e sociale europeo e i portatori di interessi, per potenziare una rete di autorità nazionali sulla partecipazione dei cittadini con punti focali nazionali, basandosi in particolare sul suo centro di competenza virtuale sulla democrazia partecipativa e deliberativa. Le attività della rete si concentreranno sul livello locale, sulla responsabilizzazione dei giovani e sul dialogo intergenerazionale, fornendo sostegno pratico e promuovendo gli strumenti del caso per le autorità nazionali. In tale contesto la Commissione sosterrà la preparazione, in tutte le lingue ufficiali dell'UE, di un pacchetto formativo sulla partecipazione dei cittadini rivolto agli Stati membri.
La Commissione garantirà un accesso più ampio alle informazioni sulla partecipazione dei cittadini attraverso un portale multilingue per le risorse a livello di UE che dia una diffusione più ampia agli strumenti e alle informazioni sulla partecipazione democratica, da utilizzare in tutta l'Unione a tutti i livelli di pubbliche amministrazioni, portatori di interessi e cittadini, e che centralizzi le informazioni raccolte tramite la rete delle autorità nazionali sulla partecipazione dei cittadini e nell'ambito del centro di competenza sulla democrazia partecipativa e deliberativa.
È opportuno promuovere strumenti digitali innovativi per integrare e sostenere gli scambi personali. La Commissione stimolerà l'innovazione nelle piattaforme online che consentono la partecipazione alla democrazia (tecnologia civica), comprese le piattaforme digitali locali a sostegno della partecipazione democratica, sfruttando l'IA a fini partecipativi. Per avviare un dialogo con questo settore, la Commissione organizzerà un hackathon di tecnologia civica che dia visibilità a progetti innovativi e istituirà un polo europeo della tecnologia civica
, che fungerà da punto di riferimento globale e multilingue per informazioni, risorse e strumenti d'interesse. La Commissione sosterrà progetti pilota in materia nel quadro degli applicabili programmi di finanziamento dell'UE, coinvolgendo le autorità locali, le comunità e le start-up tecnologiche nello sviluppo di soluzioni scalabili, anche nelle zone rurali. In tutti questi filoni di lavoro sarà prestata particolare attenzione all'accessibilità e all'interoperabilità degli strumenti di tecnologia civica.
La partecipazione dei giovani e la loro consultazione a tutti i livelli permettono di tener presenti le prospettive e le esigenze delle giovani generazioni nelle politiche e nelle decisioni, perché sono loro che ne subiranno le conseguenze a lungo termine. Il fatto di coinvolgere i giovani in modo inclusivo promuove anche un senso di responsabilità civica, incoraggiando la partecipazione alla società e alla democrazia lungo tutto l'arco della vita. I giovani svolgono un ruolo centrale nelle iniziative della Commissione volte a coinvolgere i cittadini nell'elaborazione delle politiche, anche per il tramite del comitato consultivo della presidenza per la gioventù. Saranno organizzati dialoghi con i giovani sulle iniziative politiche nell'ambito dei quali i commissari potranno confrontarsi con i giovani sull'attuazione dello scudo europeo per la democrazia. Il kit di strumenti di partecipazione al dialogo dell'UE con i giovani, realizzato insieme ai consigli nazionali dei giovani, sarà adattato affinché arrivi a un maggior numero di giovani e sarà promosso tramite il Portale europeo per i giovani allo scopo di promuovere più in generale il coinvolgimento dei giovani. L'iniziativa Voices of the Future punterà a creare un Forum europeo per l'equità intergenerazionale in democrazia, che fungerà da spazio inclusivo in cui persone di tutte le età possano incontrarsi per plasmare le scelte a lungo termine dell'Europa.
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Azioni
·Promuovere la partecipazione dei cittadini e dei giovani, anche potenziando una rete di autorità nazionali sulla partecipazione dei cittadini con un pacchetto formativo e un portale multilingue per le risorse a livello dell'UE.
·Istituire un polo europeo della tecnologia civica per sostenere il settore.
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2.4.3. Rafforzare la democrazia con azioni estese all'intera società
Per rafforzare ulteriormente la democrazia è necessario sostenere stabilmente gli attori e le comunità che vi partecipano, riconoscerne e amplificarne le iniziative e dare visibilità alle migliori pratiche che dimostrano approcci innovativi. Particolare attenzione dev'essere prestata alle regioni caratterizzate da una scarsa partecipazione civica e politica.
Per parare le sfide sempre più acute della frammentazione sociale, dell'isolamento digitale e del calo della fiducia nelle istituzioni pubbliche, la Commissione promuoverà approcci improntati alla costruzione di comunità. Insieme alle autorità locali e alle reti di tutta l'UE, compresa la rete dei consiglieri locali dell'UE, la Commissione incoraggerà e sosterrà iniziative di base che riuniscano persone di età diverse e provenienti da contesti diversi e che rafforzino i collegamenti locali e gli spazi pubblici inclusivi, anche tramite lo sport, la musica, il racconto e la collaborazione.
La democrazia locale, l'inclusione e gli approcci partecipativi si annoverano tra i valori e i principi fondamentali del nuovo Bauhaus europeo, il quale sosterrà la democrazia locale mediante iniziative concrete che promuovono approcci innovativi al coinvolgimento delle comunità a livello di quartiere. Questo implica il rafforzamento della partecipazione delle comunità e dei collegamenti intergenerazionali e la promozione di approcci collaborativi a spazi pubblici e quartieri inclusivi.
I centri Europe Direct della Commissione fungeranno da micropoli locali di democrazia: spazi aperti e vissuti in cui le comunità si incontrano, si scambiano idee e agiscono insieme, favorendo un dialogo inclusivo radicato nella realtà quotidiana. In collaborazione con le autorità locali, potranno ospitare attività che trasformino il dibattito in un'esperienza condivisa: da serate di comunità a occasioni di condivisione di competenze con il vicinato o podcast locali.
Per incoraggiare maggiori scambi e sinergie tra i portatori di interessi attivi nel campo dell'innovazione democratica, favorire la condivisione delle migliori pratiche e aumentare la visibilità dei loro progetti, la Commissione organizzerà un evento ad alto livello sulla democrazia e assegnerà un premio annuale per l'innovazione democratica.
La presentazione di progetti relativi alla democrazia ne aumenta la visibilità agli occhi dei donatori privati e delle organizzazioni filantropiche, che sono incoraggiati a svolgere un ruolo sempre più importante.
La Commissione darà avvio ad apposite campagne di sensibilizzazione per spiegare perché la democrazia è importante e in che modo tutti i cittadini, compresi i giovani, possono esercitare i loro diritti democratici e far sentire la loro voce.
Anche il settore privato ha un ruolo da svolgere nella promozione e nella difesa della democrazia, la quale è fondamentale per l'esistenza di un contesto imprenditoriale equo e funzionante e per la prosperità economica. A sua volta un'economia fiorente è essenziale per la prosperità della democrazia. La Commissione incoraggerà le imprese private e le associazioni di categoria a condividere le migliori pratiche, assumere impegni volontari in questo settore e creare una coalizione delle imprese per la democrazia.
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Azioni
·Organizzare un evento ad alto livello sulla democrazia e assegnare un premio annuale per l'innovazione democratica.
·Realizzare apposite campagne di sensibilizzazione condotte dalla Commissione.
·Sostenere l'assunzione di impegni volontari da parte del settore privato per la creazione di una coalizione delle imprese per la democrazia.
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2.4.4. Garantire un processo decisionale basato su dati concreti
L'elaborazione di politiche basate su dati concreti permette che le istituzioni, i dibattiti e il processo decisionale si fondino su processi fattuali, trasparenti e rendicontabili e su dati imparziali frutto della libertà della ricerca scientifica, promuovendo così la fiducia e la legittimità nella governance. Per garantire processi di consulenza scientifica efficaci e democratici e dare un fondamento scientifico alle politiche pubbliche, è necessario promuovere il rispetto delle norme più rigorose in materia di etica e integrità della ricerca. È inoltre essenziale favorire il coinvolgimento e la fiducia dei cittadini nella scienza e provvedere a che i sistemi di consulenza siano solidi e indipendenti. In quest'ottica la Commissione adotterà una raccomandazione sulle prove scientifiche a supporto delle politiche pubbliche e sul relativo impiego nel processo di elaborazione delle politiche.
La libertà della ricerca scientifica è una componente fondamentale della libertà accademica ed è essenziale per generare conoscenze affidabili e dati attendibili. Tutelando l'indipendenza dei ricercatori e del mondo accademico nello svolgimento delle attività di indagine, analisi e innovazione, sono garantite la credibilità e l'imparzialità dei dati utilizzati nell'elaborazione delle politiche. Gli stessi valori sono inoltre un prerequisito per il conseguimento della missione accademica e sociale degli istituti di istruzione superiore, che alimentano e promuovono il dibattito pubblico mettendo a disposizione competenze e dati concreti e sono essenziali per la resilienza democratica. Il futuro atto legislativo sullo Spazio europeo della ricerca riaffermerà nel diritto dell'Unione la libertà della ricerca scientifica quale componente imprescindibile dei valori accademici. La libertà delle arti e la tutela degli artisti e delle istituzioni culturali, sancite nella bussola culturale per l'Europa, sono anch'esse una componente importante del tessuto democratico e della resilienza.
Muovendo dalla raccomandazione del Consiglio del 2024 relativa al rafforzamento della sicurezza della ricerca, la Commissione sta vagliando le opzioni disponibili per l'istituzione di un centro europeo di competenza sulla sicurezza della ricerca, nell'ottica di rafforzare la base di conoscenze per l'elaborazione delle politiche in materia di sicurezza della ricerca e promuovere una comunità di pratica in tutta l'UE.
Più in generale il centro europeo per la resilienza democratica potrebbe agevolare gli scambi di esperienze in materia di sviluppo della resilienza democratica, ad esempio per quanto riguarda le migliori pratiche per la costruzione di comunità, le iniziative di alfabetizzazione mediatica e le azioni di preparazione.
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Azioni
·Adottare una raccomandazione della Commissione sulle prove scientifiche a supporto delle politiche pubbliche e sul loro impiego nel processo di elaborazione delle politiche.
·Sancire nel diritto dell'Unione la libertà della ricerca scientifica nell'ambito dell'atto legislativo sullo Spazio europeo della ricerca.
·Vagliare le opzioni disponibili per l'istituzione di un centro europeo di competenza sulla sicurezza della ricerca.
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3. Investire nella democrazia significa investire nel futuro
Per dare attuazione alle priorità dello scudo europeo per la democrazia nell'immediato e nel lungo periodo il sostegno finanziario è fondamentale. Vari programmi di finanziamento dell'UE sono pertinenti a tale riguardo. Europa creativa fornisce finanziamenti a sostegno dei mezzi di informazione, del giornalismo e dell'alfabetizzazione digitale e mediatica. Europa digitale sostiene collaborazioni multidisciplinari per contrastare la disinformazione attraverso il finanziamento dell'EDMO, compresi i suoi poli regionali, e della rete europea di verificatori di fatti. Orizzonte Europa sostiene la ricerca, l'innovazione e la sperimentazione volte a rafforzare la democrazia e la governance e a sviluppare l'innovazione democratica. Il programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori (CERV) tutela e promuove i valori dell'Unione e favorisce il coinvolgimento dei cittadini e la loro partecipazione alla vita democratica dell'Unione.
Il pilastro di risposta rapida dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale sostiene il giornalismo indipendente e contribuisce allo sviluppo delle capacità di lotta alla manipolazione delle informazioni e alle ingerenze da parte di attori stranieri in situazioni di crisi. Altri programmi, come il programma Giustizia ed Erasmus+, rafforzano la democrazia conseguendo gli obiettivi principali fissati. Gli strumenti per l'Ucraina, i Balcani occidentali e la Moldova consentono di erogare finanziamenti sulla base della realizzazione di riforme strutturali con l'obiettivo di rafforzare la democrazia, sostenendo le organizzazioni della società civile, i mezzi di informazione indipendenti, l'alfabetizzazione mediatica e la resilienza nella lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e contro le minacce ibride. La Commissione prenderà in considerazione in via prioritaria gli aspetti legati alla democrazia nella programmazione di tali fondi per il periodo di validità residuo dell'attuale QFP. Dovrebbero essere presi in considerazione meccanismi di finanziamento innovativi, come microsovvenzioni per iniziative locali, strumenti finanziari quali garanzie, prestiti e capitale proprio e la promozione e semplificazione del crowdfunding.
Dovrebbero essere incentivati i finanziamenti privati. Ad esempio, per ridurre i rischi dei progetti creativi nel settore audiovisivo può già essere utilizzato private equity per finanziare lo sviluppo e la distribuzione di film, contenuti mediatici o iniziative culturali. Una simile modalità di riduzione dei rischi potrebbe essere applicata in futuro a progetti a sostegno dei mezzi di informazione e del giornalismo indipendenti. L'organizzazione di eventi di raccolta di fondi potrebbe stimolare contributi filantropici e collaborazioni con fondazioni private per rafforzare il sostegno finanziario allo scudo europeo per la democrazia.
Per il prossimo QFP per il periodo 2028-2034 la Commissione ha proposto una serie di programmi volti a contribuire agli obiettivi dello scudo europeo per la democrazia. Il finanziamento proposto coprirebbe il sostegno a favore di un ampio spettro di priorità e attori, compresi i mezzi di informazione liberi e indipendenti, il lavoro delle organizzazioni della società civile, l'istruzione e la resilienza democratica nel suo complesso. In particolare il programma AgoraEU è inteso a promuovere i valori condivisi, compresa la democrazia, e a sostenere la diversità culturale dell'Europa, i suoi settori audiovisivi e creativi, la libertà dei mezzi di informazione e il coinvolgimento della società civile. La nuova sezione MEDIA+ di AgoraEU fornirebbe un sostegno globale al giornalismo e ai mezzi di informazione liberi e indipendenti, tutelerebbe e promuoverebbe la libertà dei media, migliorerebbe la sostenibilità finanziaria degli organi di informazione e favorirebbe l'alfabetizzazione mediatica e l'individuazione e il contrasto della disinformazione. La sezione CERV+ di AgoraEU intende sostenere l'attuazione dello scudo per la democrazia promuovendo processi elettorali liberi, regolari e inclusivi e rafforzando la partecipazione dei cittadini e il loro coinvolgimento nella vita democratica e civica dell'Unione. Altre importanti azioni di sostegno sarebbero finanziate tramite il programma Giustizia, Orizzonte Europa, Erasmus+, il Fondo europeo per la competitività, lo strumento Europa globale e i piani di partenariato nazionale e regionale.
La resilienza democratica e la difesa operano in sinergia. La spesa per la difesa potrebbe essere considerata uno dei mezzi per sostenere la resilienza democratica, ad esempio investendo nella cibersicurezza, nella prevenzione delle minacce ibride o nella protezione delle infrastrutture critiche e delle istituzioni democratiche da interferenze esterne. La resilienza dell'UE in materia di difesa e le azioni volte a contrastare le minacce ibride contribuiscono alla resilienza democratica, anche grazie al rafforzamento dell'eccellenza tecnologica dell'Europa nella ciberdifesa e allo sviluppo di tecnologie all'avanguardia. A tale riguardo è essenziale il sostegno finanziario dell'UE nell'ambito del Fondo europeo per la difesa, di Orizzonte Europa, di Europa digitale, dello strumento SAFE (azione per la sicurezza dell'Europa) e del programma per l'industria europea della difesa proposto nel contesto del futuro QFP.
4. Conclusioni
La presente comunicazione sullo scudo europeo per la democrazia delinea un approccio strategico per salvaguardare, rafforzare e promuovere la democrazia nell'UE nel lungo periodo. Sottolinea la ferma intenzione della Commissione di rafforzare la resilienza democratica in tutta l'Unione e la sua disponibilità a collaborare con le altre istituzioni e gli altri organi dell'UE, gli Stati membri, i partner del vicinato, i portatori di interessi e i cittadini per parare le sfide con cui si confronta la democrazia.
In quest'approccio strategico è annunciata una serie di azioni che saranno intraprese gradualmente da qui al 2027. Gli Stati membri svolgeranno un ruolo fondamentale nel conseguimento di tali obiettivi e la Commissione proseguirà le iniziative per garantirne una titolarità collettiva.
Per assicurare un seguito politico per quanto riguarda l'attuazione della presente comunicazione, la Commissione aggiornerà periodicamente il Parlamento europeo e il Consiglio. Organizzerà un forum ministeriale annuale ad alto livello per fare il punto delle azioni intraprese nell'ambito dello scudo europeo per la democrazia e favorire la condivisione delle migliori pratiche attraverso il coinvolgimento di attori istituzionali e non istituzionali. La Commissione dialogherà con gli interlocutori e i portatori di interessi a livello nazionale e locale. Entro la fine del mandato la Commissione traccerà un bilancio dell'attuazione e dell'effetto delle azioni incluse nella presente comunicazione.
Lo scudo europeo per la democrazia è parte integrante dell'approccio proattivo adottato dalla Commissione per difendere e sostenere i valori dell'UE. La Commissione ha intrapreso azioni incisive per salvaguardare e promuovere lo Stato di diritto e i diritti fondamentali nell'UE, in particolare con la relazione annuale sullo Stato di diritto e le relazioni annuali sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Tutelare e promuovere i diritti umani e la democrazia è anche una priorità fondamentale delle azioni esterne dell'UE, come sottolineato nel piano d'azione per i diritti umani e la democrazia 2020-2027. La strategia dell'UE per la società civile
integra le iniziative menzionate favorendo un'interazione più assidua con le organizzazioni della società civile e promuovendo uno spazio civico fiorente in tutta l'Unione.
La democrazia è un impegno quotidiano che dobbiamo proteggere e coltivare e che non dobbiamo mai dare per scontato. L'UE mantiene fermo l'impegno a difendere la democrazia e a promuovere i valori, le istituzioni e i processi democratici di fronte alle sempre più acute sfide esterne e interne. Vale la pena preservare ciò che abbiamo, e lo preserveremo con tutta la forza e unità, costruendo democrazie solide e resilienti.