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Document 32026D0265
Council Implementing Decision (CFSP) 2026/265 of 29 January 2026 implementing Decision 2011/235/CFSP concerning restrictive measures directed against certain persons and entities in view of the situation in Iran
Decisione di esecuzione (PESC) 2026/265 del Consiglio, del 29 gennaio 2026, che attua la decisione 2011/235/PESC concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran
Decisione di esecuzione (PESC) 2026/265 del Consiglio, del 29 gennaio 2026, che attua la decisione 2011/235/PESC concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran
ST/5393/2026/INIT
GU L, 2026/265, 29.1.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2026/265/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
In force
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Gazzetta ufficiale |
IT Serie L |
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2026/265 |
29.1.2026 |
DECISIONE DI ESECUZIONE (PESC) 2026/265 DEL CONSIGLIO
del 29 gennaio 2026
che attua la decisione 2011/235/PESC concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 31, paragrafo 2,
vista la decisione 2011/235/PESC del Consiglio, del 12 aprile 2011, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità in considerazione della situazione in Iran (1), in particolare l’articolo 3, paragrafo 1,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
considerando quanto segue:
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(1) |
Il 12 aprile 2011 il Consiglio ha adottato la decisione 2011/235/PESC. |
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(2) |
Nelle conclusioni del Consiglio del 12 dicembre 2022 si sottolineava che l’Unione respinge con fermezza la prassi iraniana di detenzione arbitraria di cittadini stranieri, compresi cittadini con doppia cittadinanza, e invitava l’Iran a porre fine alla sconvolgente pratica di detenere civili stranieri innocenti al fine di ottenere vantaggi politici. L’Unione ricordava all’Iran i suoi obblighi internazionali sanciti dalle convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e consolari ed esortava le autorità iraniane a onorare tali obblighi. |
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(3) |
Il 9 gennaio 2026 l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha rilasciato una dichiarazione a nome dell’Unione in cui prende atto con grande preoccupazione delle notizie riguardanti le persone rimaste uccise e condanna il ricorso alla violenza, alla detenzione arbitraria e alle tattiche di intimidazione da parte delle forze di sicurezza nei confronti dei manifestanti. Nella dichiarazione si chiede il rilascio immediato di tutte le persone detenute ingiustamente per aver esercitato i loro diritti fondamentali e si esortano le autorità iraniane a ottemperare agli obblighi internazionali dell’Iran e a rispettare pienamente i diritti alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica. Si chiede inoltre di garantire il diritto di accesso alle informazioni, anche tramite il ripristino dell’accesso a internet per tutti. |
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(4) |
In tale contesto, e in linea con l’impegno dell’Unione di affrontare con l’Iran tutte le questioni che destano preoccupazione, compresa la situazione dei diritti umani, 15 persone e sei entità dovrebbero essere inserite nell’elenco delle persone e delle entità oggetto delle misure restrittive di cui all’allegato della decisione 2011/235/PESC. |
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(5) |
È opportuno pertanto modificare di conseguenza la decisione 2011/235/PESC, |
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’allegato della decisione 2011/235/PESC è modificato conformemente all’allegato della presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il 29 gennaio 2026
Per il Consiglio
Il presidente
K. KALLAS
(1) GU L 100 del 14.4.2011, pag. 51, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2011/235/oj.
ALLEGATO
Le persone e le entità seguenti sono aggiunte all’elenco delle persone e delle entità riportato nell’allegato della decisione 2011/235/PESC:
Persone
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Nome |
Informazioni identificative |
Motivi |
Data di inserimento nell’elenco |
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«245. |
Eskandar MOMENI اسکندر مؤمنی |
Funzione: ministro dell’Interno; capo del Consiglio di sicurezza nazionale: vicecomandante in capo del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) dell’Iran Data di nascita: 1962 Luogo di nascita: Qaem Shahr, Iran Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Eskandar Momeni è il ministro dell’Interno e il capo del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran. In tale veste controlla le forze dell’ordine iraniane (LEF), responsabili di palesi e gravi violazioni dei diritti umani nel paese. Momeni ricopre anche la carica di vicecomandante in capo del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) e in tale veste controlla diverse forze di sicurezza dell’IRGC, comprese le forze di resistenza Basij. In tale duplice ruolo Momeni è responsabile della repressione delle manifestazioni di protesta che ha provocato centinaia di vittime per mano di diversi reparti delle forze di sicurezza sotto il suo controllo. Inoltre Momeni è stato incaricato di condurre un’indagine sul decesso, nell’agosto 2024, di Mohammad Mirmousavi, torturato a morte dalle forze di sicurezza, e Momeni ha esonerato dalle accuse le forze di sicurezza incolpando la vittima. Eskandar Momeni è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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246. |
Mohammad MOVAHEDI-AZAD محمد موحدی آزاد |
Funzione: procuratore generale Data di nascita: 6.9.1960 Luogo di nascita: Qom, Iran Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Mohammad Movahedi-Azad è procuratore generale e ha ricoperto una serie di importanti cariche nel sistema giudiziario iraniano, in particolare a Teheran. Nel corso della sua carriera professionale ha emesso e confermato condanne inique, in particolare nei confronti di manifestanti e minoranze, ha cercato di reprimere il dissenso e la libertà di espressione e ha sovrinteso a torture. Durante le proteste a livello nazionale in Iran iniziate nel dicembre 2025, in qualità di procuratore generale ha minacciato i manifestanti con la pena di morte per “ribellione contro Dio” e ha chiesto di sequestrare i loro beni. Mohammad Movahedi-Azad è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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247. |
Seyed Majid Feiz JAFARI سید مجید فیض جعفری |
Funzione: capo della polizia di pubblica sicurezza Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Seyed Majid Feiz Jafari è capo della polizia di pubblica sicurezza. In tale funzione ha svolto un ruolo attivo nella repressione violenta delle proteste pacifiche. La polizia di pubblica sicurezza ricorre sistematicamente alla violenza e a metodi di intimidazione nei confronti di manifestanti e attivisti, violando in tal modo la loro libertà di espressione e di riunione. Seyed Majid Feiz Jafari è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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248. |
Ahmad Ali FAIZULLAHI احمدعلی فیض اللهی |
Funzione: comandante della brigata Saberin Takavar delle forze speciali del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) Data di nascita: 1966 o 1967 Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Ahmad Ali Faizullahi è comandante della brigata Saberin Takavar delle forze speciali del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC), un corpo scelto per operazioni speciali all’interno delle forze di terra dell’IRGC. La brigata Saberin Takavar delle forze speciali è direttamente coinvolta nella violenta repressione delle proteste in Iran e responsabile di gravi violazioni dei diritti umani, anche in relazione alle proteste scoppiate a livello nazionale in Iran, iniziate nel dicembre 2025. Ahmad Ali Faizullahi è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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249. |
Iman AFSHARI |
Funzione: giudice che presiede la sezione 26 del Tribunale rivoluzionario di Teheran Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Iman Afshari è il giudice che presiede la sezione 26 del Tribunale rivoluzionario di Teheran. In tale veste Ha svolto un ruolo centrale nel sostenere le politiche oppressive del regime iraniano, con la pronuncia di condanne a morte e di lunghe pene detentive nei confronti di prigionieri politici, attivisti per i diritti umani e minoranze etniche e religiose. Iman Afshari è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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250. |
Ali Abdollahi ALIABADI
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Funzione: comandante del quartier generale di Khatam al-Anbiya Data di nascita: 1959 Luogo di nascita: Aliabad, contea di Rudbar, Iran Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Ali Abdollahi Aliabadi è il comandante del quartier generale di Khatam al-Anbiya, che sovrintende al coordinamento tra il Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) e l’esercito iraniano. In qualità di comandante sovrintende, coordina e pianifica tutte le operazioni militari iraniane che coinvolgono molteplici reparti delle forze armate iraniane quali la polizia, l’IRGC e l’esercito. Anche il quartier generale di Khatam al-Anbiya svolge pertanto un ruolo significativo nella messa in atto di ampie azioni di repressione e oppressione caratterizzate dal ricorso a violenza eccessiva. Sotto il comando esercitato da Aliabadi sul quartier generale di Khatam al-Anbiya le forze armate iraniane hanno arrestato, picchiato, torturato e ucciso cittadini iraniani. Ali Abdollahi Aliabadi è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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251. |
Ruhollah Momen NASAB
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Funzione: capo della sezione di Teheran di un organismo governativo denominato “Quartier generale per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio” Data di nascita: 21.1.1981 Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Ruhollah Momen Nasab è a capo della sezione di Teheran di un organismo governativo denominato “Quartier generale per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio”, che in ultima analisi risponde alla guida suprema Ali Khamenei. Su iniziativa di Nasab, tale organismo ha istituito un’unità denominata “Castità e hijab” volta a controllare l’abbigliamento delle donne in Iran. Ruhollah Momen-Nasab ha inoltre partecipato a campagne di disinformazione online, condotte creando account falsi utilizzando i nomi di persone conosciute. Oltre a ciò, Ruhollah Momen Nasab è uno dei principali ideatori del piano per la protezione del ciberspazio, che punta a limitare l’accesso dei cittadini alla rete internet libera in Iran così che sarà loro impossibile utilizzare reti sociali come Instagram e WhatsApp, e i servizi Google e altri servizi di posta elettronica. Ruhollah Momen Nasab viola quindi il diritto alla libertà di informazione e di espressione della popolazione iraniana ed è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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252. |
Haidar OLFATI alias Heydar OLFATI |
Funzione: comandante del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) nella provincia di Ilam Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Haidar Olfati è comandante del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) nella provincia di Ilam. Sotto il suo comando le forze dell’IRGC nella provincia di Ilam hanno partecipato alla violenta repressione delle manifestazioni, anche durante le proteste a livello nazionale in Iran iniziate nel dicembre 2025, in cui le forze dell’IRGC hanno aperto il fuoco su manifestanti pacifici, causando morti e feriti. In qualità di comandante dell’IRGC nella provincia di Ilam, Haidar Olfati è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, comprese violazioni del diritto alla vita, del diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica. |
29.1.2026 |
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253 |
Morteza SHEYKHI مرتضی شیخی alias Morteza SHEIKHI |
Funzione: comandante del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) nella contea di Azna Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Morteza Sheykhi è comandante del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) nella contea di Azna, nella provincia di Lorestan, dal 2024. Sotto il suo comando le forze dell’IRGC nella contea di Azna hanno partecipato alla violenta repressione delle manifestazioni, anche durante le proteste a livello nazionale in Iran iniziate nel dicembre 2025, in cui le forze dell’IRGC hanno aperto il fuoco sui manifestanti, che hanno causato decessi o lesioni. In qualità di comandante dell’IRGC nella contea di Azna, Morteza Sheykhi è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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254. |
Seyed Ali-Asghar POURBEHESHT
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Funzione: comandante del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) e della Forza di resistenza Basij della contea di Kohgiluyeh Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Seyed Ali-Asghar Pourbehesht è comandante del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) dell’Iran e della Forza di resistenza Basij nella contea di Kohgiluyeh. La Forza di resistenza Basij è un’organizzazione paramilitare volontaria che opera sotto l’IRGC con sezioni in tutto l’Iran. La Forza di resistenza Basij è stata una delle forze a cui il governo iraniano ha ordinato di reprimere con la violenza le proteste del settembre 2022. L’IRGC e la Forza Basij hanno inoltre partecipato alla violenta repressione delle proteste a livello nazionale in Iran iniziate nel dicembre 2025 e che ha causato numerose vittime e detenzioni arbitrarie, anche nella contea di Kohgiluyeh. In qualità di comandante dell’IRGC e della Forza di resistenza Basij, Seyed Ali-Asghar Pourbehesht è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran, tra cui il diritto alla vita e il diritto alla libertà di espressione e di riunione. |
29.1.2026 |
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255. |
Alireza NOSHAD alias Alireza NOWSHAD |
Funzione: comandante della polizia di Marvdasht e membro del Consiglio di sicurezza della contea di Marvdasht Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Alireza Noshad è il comandante della polizia della contea di Marvdasht ed è membro del Consiglio di sicurezza della contea di Marvdasht. In tale veste Alireza Noshad ha guidato la violenta repressione delle proteste a livello nazionale in Iran iniziate nel dicembre 2025, che ha provocato morti e feriti. Alireza Noshad è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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256. |
Rasoul JALILI رسول جلیلی |
Funzione: membro del Supreme Council of Cyberspace (SCC, Consiglio supremo per il ciberspazio), ricercatore accademico e presidente della Sharif University of Technology (Università di tecnologia Sharif) Data di nascita: 1961 Luogo di nascita: Eqlid, Fars, Iran Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Rasoul Jalil è membro del Consiglio supremo per il ciberspazio dell’Iran, entità inserita nell’elenco dell’UE. In tale veste ha partecipato allo sviluppo di strumenti di censura e sorveglianza ed è coinvolto nello Sharif Opening Plan (piano di apertura Sharif), un sistema di accesso a internet a più livelli, attivo in Iran, che opera discriminazioni nell’accesso a internet sulla base dello status professionale e sociale delle persone. Il Consiglio supremo per il ciberspazio è altresì responsabile del coordinamento delle restrizioni di accesso a internet finalizzate a impedire o reprimere le proteste e a limitare l’accesso a informazioni aperte e libere. A causa del suo ruolo nell’SCC, Rasoul Jalili viola il diritto alla libertà di informazione e alla libertà di espressione del popolo iraniano. Rasoul Jalili è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran ed è associato al Consiglio supremo per il ciberspazio, a sua volta responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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257. |
Masoud MOSADEGH مسعود مصدق alias Masoud MOSSADEGH alias Masoud MOSADDEQ |
Funzione: brigadier generale, comandante delle unità speciali delle forze dell’ordine iraniane (unità speciali delle LEF) Cittadinanza: Iran Sesso: maschile |
Masoud Mosadegh è il comandante delle unità speciali delle forze dell’ordine iraniane (unità speciali delle LEF). Le unità speciali delle LEF sono impiegate per reprimere violentemente le proteste pacifiche, uccidendo e ferendo civili. Ciò è avvenuto anche nelle proteste a livello nazionale in Iran iniziate nel dicembre 2025. Masoud Mosadegh è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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258. |
Mohsen EBRAHIMI محسن ابراهیمی |
Funzione: comandante della Forza speciale antiterrorismo (NOPO) Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile |
Mohsen Ebrahimi è il comandante della Forza speciale antiterrorismo iraniana (NOPO), un’entità inserita nell’elenco dell’Unione. La NOPO è una sottodivisione delle unità speciali delle Forze dell’ordine dell’Iran (LEF). La NOPO è un’unità altamente specializzata e addestrata, spesso interpellata per disperdere le proteste. La NOPO ha fatto ricorso a violenze eccessive e alla forza letale contro manifestanti disarmati, tra cui donne e minori. Le violazioni dei diritti umani perpetrate dalla NOPO sono state documentate nel corso di varie proteste, comprese quelle a livello nazionale iniziate nel dicembre 2025. Mohsen Ebrahimi è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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259. |
Mohsen FATHIZADEH محسن فتحی زاده alias Mohsen FATHI ZADEH |
Funzione: capo della Protection and Intelligence Organization of the Law Enforcement Force (LEF) (Organizzazione per la protezione e l’intelligence delle forze dell’ordine) Grado militare più recente: brigadier generale del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) Cittadinanza: iraniana Sesso: maschile Documento d’identità nazionale n.: 4839651760 |
Mohsen Fathizadeh è il capo dell’Organizzazione per la protezione e l’intelligence delle forze dell’ordine (LEF) in Iran. La missione dell’Organizzazione per la protezione e l’intelligence è fornire supporto di intelligence al comando di polizia e garantire in tal modo la sicurezza interna in Iran. Gli agenti sotto il comando di Mohsen Fathizadeh hanno condotto arresti arbitrari di attivisti, hanno messo in atto repressioni violente di manifestanti pacifici e hanno dato esecuzione alle rigide norme sull’hijab. La LEF è stata inoltre in molti casi inviata a reprimere violentemente le proteste pacifiche, uccidendo e ferendo civili. Mohsen Fathizadeh è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026». |
Entità
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Nome |
Informazioni identificative |
Motivi |
Data di inserimento nell’elenco |
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«46. |
Iranian Audio-Visual Media Regulatory Authority (SATRA) سازمان تنظیم مقررات رسانه های صوت و تصویر فراگیر در فضای مجازی - ساترا |
Indirizzo: No. 234, Motahari St., Tehran, Iran PO Box:1588874611 Luogo di registrazione: Iran Data di registrazione: 2016 |
L’Audiovisual Media Regulatory Authority (SATRA, Autorità di regolamentazione dei media audiovisivi) è un organismo governativo responsabile del monitoraggio dei contenuti online e video pubblicati in Iran, compresi i prodotti di intrattenimento trasmessi su piattaforme di streaming private. La SATRA opera sotto la supervisione dell’emittente statale, la Radio Televisione della Repubblica islamica dell’Iran (IRIB), ed è pertanto associata all’IRIB, un’entità inserita nell’elenco dell’Unione. Nell’ambito delle sue attività, la SATRA censura i contenuti politici e culturali, come le opinioni politiche dissenzienti espresse in spettacoli televisivi e film nonché le rappresentazioni relative al consumo di alcol, al fumo e all’assenza di hijab. Censurando i contenuti mediatici, la SATRA viola il diritto alla libertà di espressione e di informazione del popolo iraniano nonché la libertà e il pluralismo dei media. La SATRA è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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47. |
Seraj Cyberspace Organization |
Luogo di registrazione: Fars, Iran Sito web: https://seraj.ir/ Data di registrazione: 2013 |
La Seraj Cyberspace Organization è stata istituita dal Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC) per sostenere l’apparato dell’IRGC mediante il reclutamento, la formazione e la mobilitazione di utenti di internet favorevoli al regime. Le operazioni della Seraj Cyberspace Organization comprendono campagne di trolling sui social media, la diffusione di disinformazione e misinformazione online nonché hashtag di tendenza a favore del regime e la creazione di divisioni tra l’opposizione iraniana. Gli account correlati alla Seraj Cyberspace Organization sono utilizzati anche per diffondere contenuti abusivi contro gli oppositori della Repubblica islamica e per attaccare gli oppositori politici online. La Seraj Cyberspace Organization viola pertanto il diritto alla libertà di informazione ed espressione del popolo iraniano. La Seraj Cyberspace Organization è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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48. |
Working Group for Determining Instances of Criminal Content کارگروه تعیین مصادیق محتوای مجرمانه alias WGDICC alias Commission to Determine the Instances of Criminal Content (CDICC) alias The Filtering Committee alias Internet Blocking Censory Committee |
Indirizzo: Sure-Esrafil St, Tehran, Iran Luogo di registrazione: Sure-Esrafil St, Tehran, Iran Sito web: http://internet.ir |
Il Working Group for Determining Instances of Criminal Content (WGDICC, Gruppo di lavoro per l’identificazione di casi di contenuti illeciti) è un organo giudiziario che opera sotto l’autorità della procura generale e del ministero della Giustizia iraniani. Ha il compito di filtrare e censurare l’internet in Iran. A tal fine collabora con diverse imprese e diversi organi di informazione per sviluppare e utilizzare strumenti di sorveglianza e censura. Essi comprendono strumenti volti a ridurre la larghezza di banda, bloccare le piattaforme dei social media internazionali e bloccare le VPN non autorizzate. Inoltre, il WGDICC è coinvolto nel filtraggio delle informazioni considerate contrarie ai valori e alla sicurezza del regime iraniano. In tal modo, il WGDICC limita sistematicamente l’accesso a informazioni indipendenti e limita la libertà dei cittadini iraniani di esprimere le proprie opinioni, di comunicare e di organizzarsi per mettere in pratica la libertà di riunione, in particolare attraverso l’uso di piattaforme online come i social media. Il WGDICC è pertanto responsabile di gravi violazioni del diritto alla libertà di informazione, espressione e riunione del popolo iraniano. Il WGDICC è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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49. |
Yaftar Pazhohan Pishtaz Rayanesh Limited Company alias Yaftar alias. Yaftar Company |
Indirizzo: No.37, Unit 13, Qasemi Street, Habibollah Street, Azadi Avenue, Tehran, 1576984418, Iran Indirizzo: No 56, 4th and 5th floors, Ghasemi Alley, Shahid Akbari Boulevard, Azadi St, Teheran, Iran Tipo di entità: società a responsabilità limitata Numero di registrazione: 436501 Numero di identificazione nazionale: 10320862133 |
Yaftar è una società iraniana che collabora con il Working Group for Determining Instances of Criminal Content (WGDICC, Gruppo di lavoro per l’identificazione di casi di contenuti illeciti). Yaftar contribuisce alle diffuse perturbazioni nell’accesso a internet sviluppando strumenti di sorveglianza e repressione. Yaftar è uno dei principali operatori economici che si occupano di censura online in Iran ed è coinvolto nel blocco e nella censura di siti web e applicazioni internet. Nello specifico, Yaftar sta sviluppando sistemi per raccogliere dati dai motori di ricerca al fine di individuare e censurare i contenuti considerati “illeciti” dal WGDICC. Yaftar ha collaborato anche con l’ufficio del procuratore generale iraniano per bloccare le VPN. Yaftar, inoltre, è attiva nel settore dell’analisi delle immagini e del riconoscimento facciale. Con le sue attività Yaftar limita in modo significativo l’accesso a informazioni indipendenti e la libertà di espressione dei cittadini iraniani. Yaftar è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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50. |
Douran Software Technologies گروه دوران alias Douran Group alias Douran Information Technologies alias Douran Software |
Indirizzo: No.62, 1st floor, Shahid Farshad ayyazi(9th), Shahid Abdolhamid Sabunchi St., Shahid Beheshti Ave., Tehran, 1533763811, Iran Luogo di registrazione: Iran Data di registrazione: 4.10.2004 Numero di registrazione: 231475 Numero di identificazione nazionale: 10102527140 Sito web: www.douran.ir |
Douran Software Technologies è una società di software iraniana coinvolta in attività di blocco e censura di internet. Fornisce strumenti di analisi del traffico di rete e censura, filtraggio dei contenuti internet e blocco delle apparecchiature VPN ai fornitori d’accesso a internet iraniani. Douran Software Technologies partecipa ai progetti della National Information Network (NIN, Rete di informazione nazionale) e collabora, tra l’altro, con il Working Group for Determining Instances of Criminal Content (WGDICC, Gruppo di lavoro per l’identificazione di casi di contenuti illeciti) e con l’IRGC per limitare l’accesso ai siti web internazionali. In tal modo Douran Software Technologies viola il diritto alla libertà di informazione, alla libertà di riunione e alla libertà di espressione del popolo iraniano bloccando l’accesso a internet, di vitale importanza. Douran Software Technologies è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026 |
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51. |
Masaf Institute |
Luogo di registrazione: Iran Data di registrazione: giugno 2011 |
Il Masaf Institute è un’organizzazione fondata nel 2011 da Ali Akbar Raefipour. Il Masaf Institute conduce attività di “doxing” e campagne diffamatorie contro cittadini iraniani che si oppongono al regime, svolgendo così un ruolo fondamentale nel mettere a tacere l’opposizione politica. Crea schieramenti online favorevoli al regime, orchestra attacchi online e diffonde disinformazione, con l’obiettivo di individuare i dissidenti politici. Ha partecipato a campagne coordinate di “doxing”, sotto la guida del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC), che hanno portato alla cattura di dissidenti politici. Il Masaf Institute rappresenta un canale di propaganda della Repubblica islamica, ricorrendo a molteplici strumenti quali videoclip, documentari, cortometraggi, giochi, software, musica, contenuti grafici, animazioni, illustrazioni e analisi di eventi politici. In tal modo il Masaf Institute viola il diritto alla libertà di informazione, riunione e espressione del popolo iraniano. Il Masaf Institute è pertanto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. |
29.1.2026». |
ELI: http://data.europa.eu/eli/dec_impl/2026/265/oj
ISSN 1977-0707 (electronic edition)