This document is an excerpt from the EUR-Lex website
Document 52025AE2608
Opinion of the European Economic and Social Committee – Joint Communication to the European Parliament and the Council – The European Union’s strategic approach to the Black Sea region (JOIN(2025)135 final)
Parere del Comitato economico e sociale europeo — Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio — L'approccio strategico dell'Unione europea alla regione del Mar Nero [JOIN(2025) 135 final]
Parere del Comitato economico e sociale europeo — Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio — L'approccio strategico dell'Unione europea alla regione del Mar Nero [JOIN(2025) 135 final]
EESC 2025/02608
GU C, C/2026/877, 27.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/877/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
|
Gazzetta ufficiale |
IT Serie C |
|
C/2026/877 |
27.2.2026 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo
Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio — L'approccio strategico dell'Unione europea alla regione del Mar Nero
[JOIN(2025) 135 final]
(C/2026/877)
Relatrice:
Milena ANGELOVA|
Consigliera |
Daniela BOBEVA |
|
Consultazione |
Commissione europea, 14.7.2025 |
|
Base giuridica |
Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea |
|
Documenti della Commissione europea |
|
|
Sezione competente |
Relazioni esterne |
|
Adozione in sezione |
7.11.2025 |
|
Adozione in sessione plenaria |
3.12.2025 |
|
Sessione plenaria n. |
601 |
|
Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti) |
186/1/3 |
1. CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI
|
1.1. |
Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie con favore l'iniziativa — attesa da tempo — che la Commissione europea e l'alta rappresentante e vicepresidente hanno lanciato su invito del Consiglio europeo (1) con l'obiettivo di dedicare un'attenzione particolare alla regione del Mar Nero, proponendo un approccio strategico dell'Unione europea volto a istituire un «polo di sicurezza, stabilità e prosperità» (in prosieguo: «approccio strategico»). L'iniziativa rispecchia la recente evoluzione della situazione geopolitica e getta le basi di un approccio globale per il futuro della regione del Mar Nero, tenendo conto dell'incertezza, della frammentazione e dell'ambiguità che la regione si trova ad affrontare. Tuttavia, il CESE osserva che l'iniziativa arriva con un certo ritardo, e chiede di adottare azioni rapide e incisive per attuarla, nonché di destinare ad essa risorse sufficienti. |
|
1.2. |
Il CESE sottolinea che, sebbene tutti i paesi della regione subiscano le conseguenze delle ostilità militari, non tutti hanno ricevuto un sostegno sociale ed economico mirato e proporzionale ai loro sforzi e sacrifici. Ciò vale in particolare per la Bulgaria e la Romania, rispetto alle quali l'esempio più recente di tale lacuna è il mancato riconoscimento del Mar Nero come frontiera di guerra nella proposta di bilancio dell'UE per il periodo 2028-2034. Entrambi i paesi agiscono con prudenza nel sostenere l'Ucraina, la Moldova e altri paesi interessati, applicando la politica sanzionatoria della Commissione contro la Russia, sacrificando molte fonti di competitività e subendo le pesanti ripercussioni causate dalla contrazione delle loro economie, mentre altri paesi della regione traggono vantaggi da tale situazione (2). |
|
1.3. |
Il Comitato esorta la Commissione — in consultazione con gli Stati membri dell'UE, i paesi della regione del Mar Nero e tutte le parti interessate — a procedere rapidamente, idealmente entro la fine del 2025, all'elaborazione di una strategia pragmatica e dotata di finanziamenti adeguati per lo sviluppo della regione (in prosieguo: «strategia»). Tale strategia deve comprendere un piano d'azione concreto, un calendario di attuazione chiaro e, soprattutto, un bilancio specifico, volto a superare i problemi e le sfide che si sono accumulati nella regione e, attraverso di esso, delineare una visione a più lungo termine per la cooperazione e il ruolo dell'UE in essa. |
|
1.4. |
Il CESE osserva con rammarico che la precedente politica quadro dell'UE per la regione (la Sinergia del Mar Nero del 2007 (3)) non copriva la dimensione della sicurezza, e fa rilevare che le iniziative dell'UE in materia di sicurezza nella regione del Mar Nero devono produrre risultati tangibili. Sottolinea che occorre affrontare la mancanza di un coordinamento strategico efficace — sia tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE sia tra l'UE, la NATO (4) e altre organizzazioni internazionali (ONU, OSCE ecc.). Si tratta di un intervento estremamente necessario, considerata la crescente militarizzazione della regione del Mar Nero, che incide negativamente sullo sviluppo socioeconomico. |
|
1.5. |
Il CESE sottolinea la necessità di sviluppare e aggiornare con urgenza il precedente quadro strategico per la regione (la Sinergia del Mar Nero) e il nuovo approccio strategico dell'UE, al fine di aiutare gli attori regionali a mettere a punto una visione comune per la cooperazione regionale nella regione del Mar Nero (5). L'assenza di tale visione comune è dovuta agli interessi geopolitici e geoeconomici che incidono sulla situazione generale e fanno sì che i paesi della regione non dispongano delle competenze e delle capacità per attuare qualsiasi possibile soluzione. Per far fronte a questa situazione, la futura strategia dovrebbe essere sviluppata a livello dell'UE, includere le politiche necessarie per promuovere e sostenere soluzioni regionali a problemi regionali e precisare quali siano le risorse e gli strumenti indispensabili per la loro attuazione, anche sulla base dell'applicazione dei trattati e delle convenzioni internazionali. Il CESE mette in rilievo la necessità di collaborare con organizzazioni regionali — tra cui l'OSCE, l'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero e gli organismi delle Nazioni Unite –, fermo restando il loro impegno a rispettare i principi e gli orientamenti strategici dell'UE (6). |
|
1.6. |
Il Comitato sottolinea che il conseguimento di una pace duratura è un prerequisito necessario ed essenziale per uno sviluppo economico sostenibile e rileva con rammarico la mancata menzione di questo obiettivo nel documento. Non è possibile garantire la prosperità senza prima normalizzare le relazioni nella regione. L'approccio strategico dovrebbe includere strategie a breve termine, sviluppate sulla base di scenari alternativi ed elaborate nel rispetto del diritto internazionale. Dovrebbe affrontare le sfide attuali e quelle previste al fine di realizzare quanto prima una pace sostenibile e duratura e, su tale base, elaborare piani globali per la cooperazione socioeconomica a lungo termine nella regione. Il CESE chiede di compiere sforzi ulteriori per garantire il rispetto delle norme internazionali del lavoro nella regione, al fine di promuovere il dialogo sociale a tutti i livelli quale prerequisito per un'economia sociale di mercato funzionante. Tali obiettivi sono stati ulteriormente ribaditi in occasione della riunione ministeriale sulla sicurezza e la connettività transregionali tenutasi il 20 ottobre a Lussemburgo (7). |
|
1.7. |
Il CESE pone in evidenza che, al fine di elaborare e attuare una strategia globale ed efficace per il Mar Nero, che coniughi sicurezza, economia e tutela dell'ambiente in un contesto geopolitico complesso e dinamico, è necessario garantire:
In quest'ottica, il Comitato riconosce che l'approccio strategico costituisce il primo passo di un ampio processo e chiede che sia attuato rapidamente e dotato delle risorse e delle capacità necessarie. Un fattore chiave per il suo successo sarà l'avvio tempestivo da parte della Commissione di consultazioni con tutte le organizzazioni internazionali pertinenti, i rappresentanti degli Stati e i portatori di interessi. |
|
1.8. |
Il CESE ritiene che uno dei principali limiti dell'approccio strategico sia il fatto che si basi interamente sugli strumenti di finanziamento e sulle risorse di bilancio esistenti previsti nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 (8). L'esperienza acquisita negli ultimi anni dimostra che tale quadro finanziario è frammentato, insufficiente e inefficace nel conseguimento di obiettivi ambiziosi. Inoltre, le sue risorse sono state già esaurite o assegnate ad altri progetti. Per le imprese, le parti sociali e le organizzazioni della società civile (OSC) della regione è molto difficile orientarsi in questa rete di programmi diversi, che prevedono condizioni differenti. Pertanto, il Comitato chiede che gli strumenti siano semplificati, consolidati e considerati prioritari in modo da produrre un effetto immediato e visibile. |
|
1.9. |
Il CESE raccomanda di effettuare una valutazione d'impatto approfondita di tutti gli strumenti attualmente esistenti e di formulare, su tale base, impegni più specifici e chiari per quanto riguarda il loro utilizzo in futuro. Esorta la Commissione a prevedere fondi dedicati e «blindati» nell'ambito del QFP 2028-2034, sfruttando al meglio i diversi programmi previsti dal quadro. |
|
1.10. |
Pur concentrandosi sul rafforzamento della resilienza democratica e della prosperità economica nei paesi del Mar Nero, i responsabili politici dell'UE dovrebbero considerare l'adozione di un approccio globale nell'affrontare le preoccupazioni in materia di sicurezza. A tal fine, occorre dedicare maggiore attenzione alla lotta contro le minacce ibride e i malfunzionamenti a livello di governance, che minacciano di compromettere la stabilità regionale. Il Comitato invita la Commissione, la NATO e le altre istituzioni a profondere maggiori sforzi per contrastare queste minacce «minori». |
|
1.11. |
La lotta contro le minacce ibride nella regione dovrebbe essere inclusa tra le priorità strategiche, riservando un'attenzione particolare alla Moldova — attaccata dalla Russia principalmente mediante la manipolazione delle informazioni, le ingerenze e la destabilizzazione politica — e alla Georgia, paese in cui l'influenza russa rafforza attori e narrazioni locali che minano i processi e i valori democratici. |
2. CONTESTO DELLA PROPOSTA
|
2.1. |
A seguito di una richiesta del Consiglio europeo del giugno 2024, la Commissione e l'alta rappresentante e vicepresidente hanno adottato una comunicazione congiunta sull'approccio strategico dell'UE alla regione del Mar Nero. L'iniziativa è concepita in modo tale da basarsi sul quadro esistente della Sinergia del Mar Nero. Il CESE si rammarica che l'elaborazione della proposta abbia richiesto così tanto tempo e che questa nuova iniziativa — trattandosi di un «approccio strategico» e non di una «strategia» corredata di obiettivi chiari da raggiungere — sia meno ambiziosa e possa pertanto rappresentare per l'UE un'occasione mancata per affermarsi come attore chiave nella regione. |
|
2.2. |
Il Mar Nero occupa una posizione strategica, poiché si trova tra l'Europa, il Medio Oriente e il Caucaso, a un importante crocevia per il commercio e l'energia (petrolio e gas). Dalla fine della guerra fredda la Russia ha costantemente cercato di riconquistare l'influenza che aveva un tempo nel bacino del Mar Nero e di ristabilirvi un nuovo equilibrio, più favorevole ai suoi interessi. La Russia ha provocato e congelato conflitti nell'intera regione: nel Nagorno-Karabakh (Azerbaigian e Armenia) fino al 2023, in Abkhazia e Ossezia del Sud (Georgia) e in Transnistria (Moldova), cui si aggiunge l'iniziativa di creare una nuova base navale a Ochamchire (9). Si è impegnata a promuovere la cooperazione regionale, ad esempio in seno all'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero (BSEC) e alla sua assemblea parlamentare (PABSEC), ma è venuta meno ai suoi impegni attaccando la vicina Ucraina. |
|
2.3. |
Il CESE osserva con rammarico che negli ultimi anni la dimensione regionale del Mar Nero è stata relativamente assente dall'agenda politica dell'UE. Diversi portatori di interessi si aspettano che l'UE adegui il suo approccio alle nuove realtà geopolitiche e di sicurezza del Mar Nero, ad esempio esaminando le minacce per la sicurezza, rafforzando la resilienza regionale, sostenendo la libertà di navigazione e contrastando le attività ibride e informatiche. È fondamentale garantire la coerenza e l'uniformità tra le iniziative dell'UE nel Mar Nero e le azioni coordinate a livello regionale tra l'UE e i partner che condividono gli stessi principi. |
|
2.4. |
Il CESE osserva che, in generale, i settori di cooperazione definiti dalla Sinergia del Mar Nero sono stati riconfermati e che si stanno compiendo sforzi per riorganizzarli sulla base delle priorità attuali, ovvero sicurezza, connettività e preparazione. Il Comitato auspica che si ponga maggiormente l'accento sulla sicurezza (sicurezza marittima, libertà di navigazione, protezione delle infrastrutture, migrazione irregolare) piuttosto che sulla difesa e sulla deterrenza, ambiti nei quali si prevede che la leadership della NATO realizzi dei passi avanti. Grecia, Bulgaria e Romania partecipano al programma di mobilità militare dell'UE, mentre Ucraina, Moldova e Georgia sono sia beneficiari che contributori della politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione e dello strumento europeo per la pace (quest'ultimo è attualmente congelato per quanto riguarda la Georgia). Le sfide in materia di sicurezza nel Mar Nero derivano non solo da conflitti tra Stati, ma anche da tendenze ibride e autoritarie all'interno dei paesi partner, che indeboliscono la legittimità democratica e rendono tali paesi vulnerabili alle manipolazioni esterne. |
|
2.5. |
Prendendo atto che l'iniziativa non beneficia di finanziamenti specifici, in quanto si basa su altre politiche e strumenti dell'UE, né sarà seguita da un piano d'azione con obiettivi di attuazione chiari, il CESE avverte con disappunto che la sua attuazione sarà difficile da valutare e monitorare. |
3. OSSERVAZIONI GENERALI
|
3.1. |
Il CESE constata con rammarico che, nonostante alcuni sforzi lodevoli, le attuali iniziative di cooperazione economica nella regione del Mar Nero non hanno prodotto i risultati attesi. In un contesto di maggiore incertezza nella regione, le perdite economiche aggravano le prospettive sociali ed economiche e impediscono alla regione di realizzare il suo elevato potenziale economico. Alle perdite dirette causate dalla guerra si aggiungono l'incremento dei costi di approvvigionamento regionali, le perturbazioni delle catene del valore e di approvvigionamento, problemi legati alla logistica e alle operazioni portuali, danni alle infrastrutture, nuove restrizioni commerciali e l'aumento dei prezzi delle assicurazioni marittime e del carburante. Chiede quindi che l'approccio strategico tenga maggiormente conto delle perdite economiche subite dai paesi della regione e proponga misure per compensarle. |
4. OSSERVAZIONI PARTICOLARI
4.1. Sicurezza
|
4.1.1. |
Il CESE osserva con rammarico che l'iniziativa Sinergia del Mar Nero non è riuscita a conseguire i propri obiettivi a causa dello scoppio della guerra tra Georgia e Russia e dell'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. Attualmente non esiste una strategia che coinvolga tutti i paesi della regione, né vi sono documenti in materia di controllo degli armamenti (10). |
|
4.1.2. |
Il Comitato accoglie con favore le proposte in materia di sicurezza marittima contenute nell'approccio strategico e raccomanda all'UE di sostenere e ampliare le buone pratiche, tra cui l'iniziativa navale intrapresa da Bulgaria, Romania e Turchia per lo sminamento delle zone marittime nazionali dei tre paesi. Chiede una rapida attuazione della proposta di costruire un polo di sicurezza marittima del Mar Nero sulla base delle infrastrutture esistenti finanziate dall'UE e create per monitorare il traffico marittimo nel Mar Nero. |
4.2. Contesto socioeconomico
|
4.2.1. |
Il CESE osserva con rammarico che l'approccio strategico non affronta una delle maggiori sfide della regione del Mar Nero: la migrazione. La regione è soggetta a pressioni migratorie (anche di manodopera), tanto esterne, ossia provenienti da paesi al di fuori della regione, quanto interne, vale a dire tra i singoli paesi all'interno di essa. Questa dinamica comporta sia benefici che rischi, anche per la stabilità, il che ha un impatto diretto sulla migrazione nell'UE, in quanto il Mar Nero è sempre più utilizzato come corridoio per la migrazione irregolare. Al fine di fornire strumenti per far fronte a questa situazione, la futura strategia dovrebbe prevedere sistemi di allarme rapido e protocolli volti ad affrontare la crisi dei rifugiati, combattere la tratta di esseri umani e promuovere la migrazione di manodopera tra i paesi mediante trattati intergovernativi in materia di occupazione e altri strumenti che agevolano la gestione della migrazione. |
|
4.2.2. |
Il CESE chiede una valutazione approfondita degli accordi commerciali esistenti con i paesi della regione e, se necessario, un loro aggiornamento. Essi forniscono infatti il quadro necessario, ma, alla luce delle nuove condizioni del commercio mondiale, devono essere aggiornati. Il Comitato condivide l'opinione secondo cui è necessario sfruttare appieno il potenziale di tali accordi, nonché individuare gli ostacoli che potrebbero contenere, apportando le modifiche necessarie per eliminarli al fine di ridurre gli squilibri commerciali e aumentare gli scambi reciproci (11). |
|
4.2.3. |
Date le importanti sfide che il commercio nella regione del Mar Nero si trova ad affrontare, l'approccio strategico deve tenere conto sia delle perdite complessive dell'economia della regione dovute all'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina sia della ristrutturazione dei flussi commerciali esteri. Il CESE propone che l'approccio strategico prenda in considerazione l'eventualità che la frammentazione degli scambi commerciali nella regione aumenti qualora nel contesto del commercio con gli Stati Uniti vengano introdotti dazi differenziati per i singoli paesi che la compongono, il che inciderebbe anche sugli scambi tra la regione e l'UE. Su tale base, ritiene sia opportuno esplorare e sviluppare le possibilità di aumentare gli scambi commerciali sia all'interno della regione sia tra la regione e l'UE. |
|
4.2.4. |
Il Comitato accoglie con favore le idee avanzate nell'approccio strategico volte a promuovere la ricerca, l'innovazione e la digitalizzazione nella regione, in continuità con le opportunità già esistenti. Alla luce del carattere altamente prioritario che le materie prime critiche rivestono per l'UE, il CESE propone che il loro approvvigionamento sia considerato una delle principali priorità dell'approccio strategico, con impegni chiari da parte dell'UE per quanto riguarda gli investimenti e il finanziamento di progetti strategici. A tale riguardo, occorre tenere conto anche di alcune caratteristiche peculiari del Mar Nero, come il fatto che sia il più grande deposito di idrogeno solforato, un gas che potrebbe essere utilizzato per sviluppare nuove fonti energetiche. |
|
4.2.5. |
L'approccio strategico è incentrato sulla creazione di un mercato dell'energia indipendente che integri le fonti energetiche rinnovabili, nonché sulla stabilità e la sostenibilità dei sistemi energetici. Il CESE sostiene questi obiettivi e l'integrazione del mercato dell'energia, ma sottolinea che l'espansione degli scambi transfrontalieri di energia nella regione deve prendere in considerazione l'impatto che ciò avrebbe sui prezzi e sugli investimenti a lungo termine nel settore. A tale riguardo, il Comitato chiede l'istituzione di un meccanismo per compensare i prezzi eccessivi dell'energia elettrica nella regione fino a quando non verrà trovata una soluzione sostenibile. Sottolinea che non ritiene opportuno che l'approccio strategico si concentri esclusivamente sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. Il sostegno ai progetti nel settore delle energie rinnovabili deve tenere conto dei rischi di squilibrio dei sistemi energetici. Inoltre, non è opportuno fissare un obiettivo di riduzione del consumo energetico nella regione, dal momento che quest'ultima è notevolmente in ritardo sotto il profilo del consumo energetico pro capite. Il Comitato propone di compiere sforzi particolari per ridurre la povertà energetica nella regione. |
|
4.2.6. |
Sebbene reputi interessante l'idea di creare un corridoio per l'energia verde, ritiene che, in questa fase dello sviluppo del progetto e delle relative discussioni all'interno dell'UE, sia prematuro imporlo alla regione quale requisito dell'UE (12). Sottolinea tuttavia la necessità di effettuare una valutazione globale della regione per esaminarne le capacità, le risorse e la prontezza a fungere da corridoio per i trasporti sostenibili e l'energia verde tra l'Asia centrale e l'UE. |
|
4.2.7. |
Il CESE accoglie con favore il sostegno alla promozione dell'«economia blu» — che fa riferimento al miglioramento delle opportunità di cooperazione tra le parti interessate del settore marittimo — e alla creazione di una crescita blu sostenibile e di innovazioni nella regione del Mar Nero, sulla base dell'agenda marittima comune per il Mar Nero. Chiede tuttavia di imprimere un nuovo slancio a quest'iniziativa per ottenere risultati significativi. Uno degli ostacoli al riguardo è costituito dal fatto che alcuni paesi della regione non dispongono di piani propri per la gestione dello spazio marittimo e che, nei casi in cui invece questi piani esistono, non sono coordinati né adeguatamente sincronizzati (13). |
|
4.2.8. |
Il Comitato ritiene che le iniziative dell'UE finora attuate per promuovere la connettività nella regione non abbiano sostenuto in misura sufficiente i collegamenti e i progetti che coinvolgono più paesi. Chiede che siano ampliate le iniziative che collegano tra di loro i paesi della regione, concentrandosi su due ambiti fondamentali che presentano una dimensione interstatale: la comunicazione attraverso il Mar Nero e la costruzione di un anello autostradale. Il CESE ritiene che queste iniziative si inseriscano nel solco del programma Global Gateway dell'UE che prevede la creazione di infrastrutture digitali e di trasporto nella regione del Mar Nero attraverso lo sviluppo di piattaforme e servizi per la logistica elettronica e i corridoi di trasporto digitali, che consentano di agevolare gli scambi commerciali tra i paesi della regione del Caucaso e l'UE. Ciò garantirà l'armonizzazione del commercio e del trasporto multimodale di merci, sulla base di piattaforme nazionali di logistica elettronica interoperabili certificate eFTI (informazioni elettroniche sul trasporto merci), compreso lo scambio di dati e documenti relativi al commercio in formato elettronico. |
|
4.2.9. |
Il CESE osserva con rammarico che la maggior parte dei paesi della regione non appartenenti all'UE non rispetta le norme internazionali del lavoro. Di conseguenza, in tali paesi il dialogo sociale è spesso un esercizio astratto, le istituzioni tripartite svolgono un ruolo di facciata, senza riunioni regolari né programmi, giungendo a conclusioni di natura meramente dichiarativa, mentre le politiche reali, comprese quelle in materia di transizione giusta, energia, sicurezza, cooperazione internazionale, commercio e investimenti, bilancio e imposte, e industria — ovvero tutte quelle che riguardano i lavoratori — vengono decise in altri gabinetti. I processi giuridici spesso ignorano il dialogo sociale, mentre le politiche di «consolidamento» vengono imposte unilateralmente. Ciò erode la fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni democratiche, dando ulteriore impulso ai populisti e all'ideologia di estrema destra e creando un terreno fertile per le ingerenze straniere e la disinformazione. |
4.3. Agricoltura e ambiente
|
4.3.1. |
Il CESE accoglie con favore che una delle iniziative faro miri a «promuovere la protezione dell'ambiente, la resilienza e la preparazione ai cambiamenti climatici e la protezione civile», nonché a sostenere lo sviluppo della resilienza ai cambiamenti climatici, l'adattamento agli effetti negativi dell'aumento delle temperature e la mitigazione degli stessi, la protezione delle risorse idriche nella regione, la prevenzione e il controllo dell'inquinamento delle singole componenti dell'ambiente (aria, suolo, acqua, biodiversità) e la transizione verso un'economia circolare. Occorre tuttavia riconoscere che, nonostante le numerose iniziative attuate finora in questo settore, non sono stati rilevati progressi significativi. Il Comitato raccomanda che l'approccio strategico tenga maggiormente conto delle specificità delle singole regioni, degli effetti economici e sociali delle misure adottate, dei vincoli di finanziamento, nonché delle diverse sfide tecnologiche e della loro frammentazione, e che preveda un programma comune di misure applicabili a tutti i paesi della regione in materia di cambiamenti climatici, ai fini della sostenibilità delle coste del Mar Nero e delle comunità colpite. |
|
4.3.2. |
Il CESE riconosce i risultati conseguiti dall'UE, che è stata in grado di creare vie alternative per i prodotti agricoli nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. La liberalizzazione delle importazioni agricole dall'Ucraina contribuisce al funzionamento dell'economia ucraina in un contesto di ostilità militari. Il Comitato raccomanda che l'approccio strategico rispecchi i messaggi contenuti nella dichiarazione dei ministri dell'Agricoltura di Bulgaria, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria sugli aspetti agricoli della modifica dell'accordo commerciale UE-Ucraina. |
4.4. Cooperazione, fornitura di risorse e condizioni abilitanti
|
4.4.1. |
Il CESE invita la Commissione a elaborare e proporre nell'ambito del QFP 2028-2034, sulla base dell'approccio strategico proposto, una strategia efficace e dotata di un finanziamento specifico. Tale strategia dovrebbe essere preceduta da un esame completo dei risultati e da una valutazione dell'impatto prodotto dalle iniziative attuate finora e dal loro grado di coordinamento, individuando i principali ostacoli all'attuazione dell'approccio proposto. Alcuni di questi ostacoli riguardano la mancanza della capacità istituzionale e dell'ambizione necessarie per realizzare grandi progetti di rilevanza regionale. Il Comitato esorta a istituire un meccanismo funzionante per consolidare e coordinare i progetti, i programmi e le iniziative di cooperazione esistenti nel Mar Nero — che sono numerosi ma non sufficientemente finanziati — al fine di evitare le attuali sovrapposizioni. L'attuazione dell'approccio strategico dovrebbe concentrarsi sui settori che hanno carattere regionale, richiedono un elevato livello di interazione tra attori nazionali, regionali, locali e non statali e presentano una dimensione transfrontaliera. |
|
4.4.2. |
Il CESE rileva un rallentamento della crescita degli investimenti esteri diretti in questa regione, compresi quelli provenienti dall'UE, e chiede che l'approccio strategico affronti questo problema e individui misure atte a promuovere gli investimenti transfrontalieri ed europei nella regione, prevedendo un piano globale di investimenti per la regione del Mar Nero (Investment compact), che dovrebbe includere progetti sostenibili e in grado di creare posti di lavoro dignitosi. L'approccio strategico è incentrato sulle iniziative e azioni pubbliche che i paesi devono intraprendere. Tuttavia, senza il coinvolgimento del settore privato e senza un aumento degli investimenti privati in iniziative e progetti multilaterali, l'impatto sarà limitato. Uno dei problemi principali è la mancanza di progetti di investimento di carattere multilaterale. A tale riguardo, il CESE propone che la futura strategia preveda progetti faro concreti e ambiziosi. Il Comitato sostiene il coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti (BEI) nel finanziamento di azioni nell'ambito dell'approccio strategico e suggerisce di attirare anche altre banche multilaterali di sviluppo — ad esempio, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e la Banca per il commercio e lo sviluppo del Mar Nero (BSTDB) — affinché forniscano risorse importanti per conseguire gli obiettivi fissati. |
|
4.4.3. |
Il CESE accoglie con favore la promozione del dialogo con i paesi partner, ma ritiene che l'approccio strategico dovrebbe ampliare tale dialogo, coinvolgendo sia le organizzazioni imprenditoriali della regione sia le numerose organizzazioni imprenditoriali ed economiche transfrontaliere e le associazioni di enti locali. Devono inoltre parteciparvi le istituzioni nazionali, unitamente alle organizzazioni dei datori di lavoro, ai sindacati e alle organizzazioni dei consumatori. Alla luce dell'esperienza acquisita nell'ambito della cooperazione nel Mar Nero, il loro coinvolgimento contribuirà al conseguimento degli obiettivi dell'approccio strategico. |
|
4.4.4. |
Il CESE richiama l'attenzione sull'eccesso di regolamentazione e sugli elevati oneri amministrativi (14) nel quadro normativo generale applicabile alla regione del Mar Nero e chiede che siano profusi sforzi sostanziali per ridurli. Occorre inoltre discutere della necessità di un allineamento e di un coordinamento a livello nazionale per l'attuazione dei requisiti europei e internazionali (15). |
|
4.4.5. |
Poiché nella regione sono in corso azioni militari, il CESE chiede un'attuazione flessibile, che preveda deroghe al quadro normativo applicabile — destinate, ad esempio, agli Stati membri della regione del Mar Nero per quanto riguarda agli elementi più onerosi del Green Deal e degli aiuti di Stato. |
Bruxelles, 3 dicembre 2025
Il presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Séamus BOLAND
(1) Conclusioni del Consiglio europeo (EUCO), https://www.consilium.europa.eu/media/t0sifwjt/euco-conclusions-27062024-it.pdf, pag. 33.
(2) Prima della guerra le importazioni in Turchia provenienti dalla Russia ammontavano a 29 miliardi di USD, mentre attualmente raggiungono quota 44 miliardi.
(3) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52007DC0160.
(4) Cfr. Social media e algoritmi di IA: garantire il diritto a informazioni corrette e la visibilità di contenuti di elevata qualità in tutta Europa, specialmente per quanto riguarda l'Europa orientale e centrale.
(5) La Sinergia del Mar Nero ha avuto successo nel quadro in cui è stata sviluppata, cfr. https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-11900-2024-INIT/en/pdf e https://www.eeas.europa.eu/eeas/black-sea-synergy-success-regional-cooperation-despite-challenges_en.
(6) Tenendo conto dei limiti posti alle interazioni tra l'UE e l'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero (BSEC) nell'attuale contesto della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, che ha inciso più in generale sulle dinamiche dell'interazione tra la BSEC e l'UE, come concretamente indicato nel documento di lavoro congiunto dei servizi/4a relazione di attuazione della sinergia del Mar Nero (pagg. 22-23). Dal punto di vista settoriale, l'interazione BSEC-UE è proseguita attraverso l'agenda marittima comune e il suo pilastro scientifico, l'agenda strategica di ricerca e innovazione per il Mar Nero. Le interazioni si limitano alla partecipazione del segretariato internazionale permanente della BSEC a tali iniziative in qualità di osservatore. Nell'ambito della risposta dell'UE (13), la partecipazione della Russia alla sinergia del Mar Nero è stata sospesa, come pure tutte le forme di cooperazione a livello regionale e nazionale con i portatori di interessi pubblici russi.
(7) I partecipanti hanno sottolineato la loro determinazione ad approfondire la cooperazione in settori di interesse comune, a rafforzare la resilienza reciproca e a promuovere regioni più connesse, sicure e prospere. Hanno anche discusso di un'ambiziosa agenda per la connettività transregionale.
(8) Tra i suddetti strumenti e risorse del QFP 2021-2027 figurano lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), lo strumento di assistenza preadesione (IPA III), il meccanismo per collegare l'Europa, Orizzonte Europa, il Fondo europeo per la difesa (FED) e il sistema UE di innovazione nel settore della difesa (EUDIS), la politica di coesione (FESR), il programma Europa digitale, InvestEU, il programma LIFE, Erasmus+, il piano ReArm Europe, lo strumento europeo per la pace e lo strumento per l'Ucraina.
(9) https://www.eeas.europa.eu/delegations/vienna-international-organisations/eu-statement-response-report-co-chairs-geneva-international-discussions_en.
(10) Dal 2024 è in vigore un protocollo d'intesa tra i governi della Repubblica di Bulgaria, della Romania e della Repubblica di Turchia sull'istituzione di un gruppo di lavoro per l'azione antimine nel Mar Nero (MCM Black Sea Task Group).
(11) Tra alcuni paesi esistono forti squilibri, causati da enormi disavanzi commerciali. Si tratta di una questione molto rilevante: ad esempio, la Bulgaria ha un disavanzo commerciale di 1,186 miliardi di BGN — 606,4 milioni EUR — solo con l'Ucraina.
(12) Un corridoio per l'energia verde che colleghi la produzione di energia pulita nella regione del Caucaso e i mercati dell'UE attraverso, ad esempio, interconnettori elettrici sottomarini.
(13) La Bulgaria ha adottato il proprio piano di gestione dello spazio marittimo per il periodo 2021-2035.
(14) Secondo quanto stabilito nel patto per gli oceani, la Commissione si adopererà anche per semplificare e sincronizzare gli obblighi di comunicazione relativi agli oceani che la normativa vigente impone agli Stati membri, con l'obiettivo di aumentare la chiarezza giuridica e la coerenza delle politiche, riducendo nel contempo gli oneri amministrativi.
(15) Ad esempio: a livello internazionale, la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi (MARPOL, 1973) e la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS, 1982); a livello europeo, Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino) (GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2008/56/oj), Direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 135, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2014/89/oj), Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2000/60/oj), il Green Deal europeo, la strategia sulla plastica e la strategia per l'economia circolare; a livello regionale, la convenzione del 1992 sulla protezione del Mar Nero contro l'inquinamento, nonché iniziative nella regione del Mar Nero, tra cui l'agenda strategica di ricerca e innovazione e l'Organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero.
ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/877/oj
ISSN 1977-0944 (electronic edition)