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Document 52025IP0090

P10_TA(2025)0090 — Un rinnovato bilancio a lungo termine per l'Unione in un mondo che cambia — Risoluzione del Parlamento europeo del 7 maggio 2025 su un rinnovato bilancio a lungo termine per l'Unione in un mondo che cambia (2024/2051(INI))

GU C, C/2026/575, 24.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/575/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/575/oj

European flag

Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2026/575

24.2.2026

P10_TA(2025)0090

Un rinnovato bilancio a lungo termine per l'Unione in un mondo che cambia

Risoluzione del Parlamento europeo del 7 maggio 2025 su un rinnovato bilancio a lungo termine per l'Unione in un mondo che cambia (2024/2051(INI))

(C/2026/575)

Il Parlamento europeo,

visti gli articoli 311, 312, 323 e 324 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

visti il regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 del Consiglio, del 17 dicembre 2020, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (1), e le dichiarazioni comuni concordate in tale contesto tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione nonché le relative dichiarazioni unilaterali,

vista la decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio, del 14 dicembre 2020, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea e che abroga la decisione 2014/335/UE, Euratom (2),

vista la proposta modificata della Commissione, del 23 giugno 2023, di decisione del Consiglio recante modifica della decisione (UE, Euratom) 2020/2053 relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea (COM(2023)0331),

visto l'accordo interistituzionale del 16 dicembre 2020 tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, nonché su nuove risorse proprie, compresa una tabella di marcia verso l'introduzione di nuove risorse proprie (3) («AII»),

visto il regolamento (UE, Euratom) 2024/2509 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2024, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (rifusione) (4) («regolamento finanziario»),

visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione (5) («regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto»),

vista la sua posizione del 27 febbraio 2024 sul progetto di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (UE, Euratom) 2020/2093 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (6),

vista la sua risoluzione del 10 maggio 2023 sulle risorse proprie: un nuovo inizio per le finanze dell'UE, un nuovo inizio per l'Europa (7),

vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2022 dal titolo «Potenziare il quadro finanziario pluriennale 2021-2027: un bilancio dell'Unione resiliente e adeguato alle nuove sfide»  (8),

vista la sua posizione del 16 dicembre 2020 sul progetto di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 (9),

visti la proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali (10), del 13 dicembre 2017, e il piano d'azione della Commissione del 4 marzo 2021 sull'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali (COM(2021)0102),

visto l'accordo adottato il 19 dicembre 2022 a Montreal in occasione della 15a conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP15) («quadro globale di Kunming-Montreal per la biodiversità»),

visto l'accordo adottato il 12 dicembre 2015 a Parigi in occasione della 21a conferenza delle parti dell'UNFCCC (COP21) («accordo di Parigi»),

visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite,

vista la relazione di Sauli Niinistö, del 30 ottobre 2024, dal titolo «Safer together – strengthening Europe’s civilian and military preparedness and readiness» (Più sicuri insieme: rafforzare la preparazione e la prontezza civile e militare dell'Europa) («relazione Niinistö»),

vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, dal titolo «The future of European competitiveness» (Il futuro della competitività europea) («relazione Draghi»),

vista la relazione del 4 settembre 2024 del dialogo strategico sul futuro dell'agricoltura nell'UE dal titolo «A shared prospect for farming and food in Europe» (Una prospettiva condivisa per l'agricoltura e l'alimentazione in Europa),

vista la relazione di Enrico Letta, del 17 aprile 2024, dal titolo «Much more than a market – speed, security, solidarity: empowering the Single Market to deliver a sustainable future and prosperity for all EU Citizens» (Molto più di un mercato – Rapidità, sicurezza e solidarietà: rafforzare il mercato unico per garantire a tutti i cittadini dell'UE un futuro sostenibile e prosperità) («relazione Letta»),

vista la relazione del 20 febbraio 2024 del gruppo ad alto livello sul futuro della politica di coesione dal titolo «Forging a sustainable future together – cohesion for a competitive and inclusive Europe» (Forgiare insieme un futuro sostenibile: la coesione per un'Europa competitiva e inclusiva),

vista la dichiarazione di Budapest sul nuovo patto per la competitività europea,

vista la comunicazione congiunta del 26 marzo 2025 dal titolo «Strategia europea per l'Unione della preparazione» (JOIN(2025)0130),

visto il Libro bianco congiunto, del 19 marzo 2025, sulla prontezza alla difesa europea per il 2030 (JOIN(2025)0120),

vista la comunicazione della Commissione del 7 marzo 2025 dal titolo «Una tabella di marcia per i diritti delle donne» (COM(2025)0097),

vista la comunicazione della Commissione del 26 febbraio 2025 dal titolo «Il patto per l'industria pulita: una tabella di marcia comune verso la competitività e la decarbonizzazione» (COM(2025)0085),

vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2025 dal titolo «Una visione per l'agricoltura e l'alimentazione» (COM(2025)0075),

vista la comunicazione della Commissione dell'11 febbraio 2025 dal titolo «La strada verso il prossimo quadro finanziario pluriennale» (COM(2025)0046),

vista la comunicazione della Commissione del 29 gennaio 2025 dal titolo «Bussola per la competitività dell'UE» (COM(2025)0030),

vista la comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2021 dal titolo «Creare un'economia al servizio delle persone: un piano d'azione per l'economia sociale» (COM(2021)0778),

viste le conclusioni del Consiglio europeo del 20 marzo 2025, del 6 marzo 2025 e del 19 dicembre 2024,

visti gli orientamenti politici del 18 luglio 2024 per la prossima Commissione europea 2024-2029,

visto il parere del Comitato delle regioni, del 20 novembre 2024, dal titolo «Bilancio dell'UE e politiche basate sul territorio: proposte di nuovi meccanismi di progettazione e attuazione nel QFP per il periodo successivo al 2027»  (11),

visto l'articolo 55 del suo regolamento,

visti i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, il clima e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere,

vista la relazione della commissione per i bilanci (A10-0076/2025),

A.

considerando che, a norma dell'articolo 311 TFUE, l'Unione è tenuta a dotarsi dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche;

B.

considerando che il bilancio dell'Unione è principalmente uno strumento di investimento che è in grado di realizzare economie di scala non realizzabili a livello degli Stati membri e di sostenere i beni pubblici europei, in particolare mediante progetti transfrontalieri; che tutta la spesa a titolo del bilancio dell'Unione deve apportare un valore aggiunto europeo e benefici netti evidenti rispetto alla spesa a livello nazionale o subnazionale, producendo risultati reali e duraturi;

C.

considerando che la spesa a titolo del bilancio dell'Unione, se efficacemente mirata, allineata alle priorità politiche dell'Unione e maggiormente coordinata con la spesa a livello nazionale, contribuisce a evitare la frammentazione nel mercato unico, a promuovere la convergenza verso l'alto, a ridurre le disuguaglianze e a potenziare l'impatto complessivo degli investimenti pubblici; che gli investimenti pubblici sono essenziali in quanto catalizzatori degli investimenti privati in settori in cui il mercato da solo non è in grado di stimolare gli investimenti necessari;

D.

considerando che lo strumento per la ripresa NextGenerationEU (NGEU), istituito a seguito della pandemia della COVID-19, ha consentito una notevole capacità di investimento supplementare pari a 750 miliardi di EUR ai prezzi del 2018 – oltre al bilancio dell'Unione, che è pari all'1,1 % del reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE-27 – favorendo una rapida ripresa e il ritorno alla crescita e sostenendo le transizioni verde e digitale; che NGEU non sarà operativo dopo il 2027;

E.

considerando che nel 2022 gli Stati membri hanno speso in media l'1,4 % del prodotto interno lordo (PIL) per gli aiuti di Stato, un importo notevolmente superiore al loro contributo al bilancio dell'Unione, e che oltre la metà di tali aiuti non era collegata alle crisi;

F.

considerando che il bilancio dell'Unione, sostenuto da NGEU e dai prestiti nell'ambito dello strumento SURE, è stato determinante per attenuare l'impatto economico e sociale della crisi della COVID-19 e per rispondere agli effetti della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina; che il bilancio dell'Unione continua a non essere idoneo, in termini di entità, struttura e norme, a svolgere appieno il proprio ruolo quando si tratta di adeguarsi all'evoluzione delle esigenze di spesa, affrontare gli shock, rispondere alle crisi, dare concreta attuazione al principio di solidarietà e permettere all'Unione di raggiungere i suoi obiettivi quali stabiliti dai trattati;

G.

considerando che i cittadini si aspettano giustamente di più dall'Unione e dal suo bilancio, anche per quanto concerne la capacità di rispondere prontamente e in modo efficace all'evoluzione delle esigenze e di fornire loro il sostegno necessario, soprattutto in tempi di crisi;

H.

considerando che, dall'adozione dell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP), il contesto politico, economico e sociale ha subito una trasformazione radicale, che ha aggravato le sfide strutturali sottese con cui si confronta l'Unione e ha condotto a una sostanziale revisione del QFP nel 2024;

I.

considerando che il contesto in cui la Commissione preparerà le sue proposte concernenti il QFP per il periodo successivo al 2027 è altrettanto difficile, dato il rapido e radicale cambiamento dell'assetto mondiale e geopolitico consolidato, il riaffiorare di guerre su larga scala nell'immediato vicinato dell'Unione, un contesto economico e sociale estremamente difficile e l'aggravarsi della crisi climatica e della biodiversità; che, come precisato dalla Commissione, lo status quo non è un'opzione e il bilancio dell'Unione dovrà essere modificato di conseguenza;

J.

considerando che l'amministrazione statunitense ha deciso di rinunciare al suo ruolo globale postbellico di garante della pace e della sicurezza, di guida della governance globale nell'ordine internazionale multilaterale basato su regole e di fornitore di aiuti umanitari e allo sviluppo essenziali alle persone più bisognose in tutto il mondo; che l'Unione dovrà pertanto intervenire per colmare in parte il vuoto che gli Stati Uniti sembrano pronti a lasciare, il che comporterà ulteriori richieste a carico del bilancio;

K.

considerando che l'Unione si è impegnata ad adottare tutte le misure necessarie per conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 nonché per proteggere la natura e invertire la perdita di biodiversità; che la realizzazione del quadro strategico messo in atto per raggiungere tale obiettivo richiederà notevoli investimenti; che il bilancio dell'Unione dovrà svolgere un ruolo chiave nel fornire e incentivare tali investimenti;

L.

considerando che, al fine di compensare le carenze del bilancio, sono state adottate molte soluzioni alternative che ne aumentano l'opacità, lasciando il pubblico all'oscuro riguardo al volume reale della spesa dell'Unione, compromettendo la prevedibilità a lungo termine degli investimenti che il bilancio dovrebbe fornire e indebolendo non solo il principio dell'unità di bilancio, ma anche il ruolo del Parlamento europeo in qualità di legislatore e autorità di bilancio e di discarico, nonché di autorità preposta a chiedere conto all'esecutivo del suo operato;

M.

considerando che l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze; che le violazioni di tali valori compromettono la coesione dell'Unione, erodono i diritti dei suoi cittadini e indeboliscono la fiducia reciproca tra gli Stati membri;

1.   

insiste sul fatto che, in un mondo in rapida evoluzione in cui i cittadini si aspettano giustamente di più dall'Unione e dal suo bilancio e in cui l'Unione si trova a fare i conti con un numero crescente di crisi, il prossimo QFP deve essere dotato di maggiori risorse rispetto al periodo 2021-2027, discostandosi dal livello storicamente restrittivo e autoimposto dell'1 % dell'RNL;

2.   

sottolinea che il prossimo QFP deve concentrarsi sul finanziamento dei beni pubblici europei con un valore aggiunto distinguibile rispetto alla spesa nazionale; pone l'accento sulla necessità di maggiori sinergie e di un migliore coordinamento tra la spesa dell'Unione e quella nazionale; sottolinea che la spesa dovrà affrontare sfide importanti, quali il ritorno della guerra su larga scala nel vicinato immediato dell'Unione, un contesto economico e sociale estremamente difficile, un divario di competitività e l'aggravarsi della crisi climatica e della biodiversità;

3.   

ritiene che l'approccio «un piano nazionale per Stato membro» previsto dalla Commissione, utilizzando il dispositivo per la ripresa e la resilienza come modello, non possa costituire la base per la spesa in regime di gestione concorrente dopo il 2027; sottolinea che l'elaborazione della spesa in regime di gestione concorrente nell'ambito del prossimo QFP deve salvaguardare pienamente i ruoli del Parlamento in quanto legislatore e autorità di bilancio e di discarico e deve essere concepita e attuata attraverso una stretta collaborazione con le autorità regionali e locali e con tutti i portatori di interessi;

4.   

chiede che il prossimo QFP continui a sostenere la coesione economica, sociale e territoriale al fine di contribuire a rendere unita l'Unione, approfondire il mercato unico, promuovere la convergenza e ridurre le disuguaglianze, la povertà e l'esclusione sociale;

5.   

ritiene che l'idea di un fondo ombrello per la competitività che riunisca i programmi esistenti, come previsto dalla Commissione, non sia adatta allo scopo; sottolinea che il fondo dovrebbe invece essere uno strumento nuovo che sfrutti un insieme di strumenti di finanziamento basato sugli insegnamenti tratti da InvestEU e dal Fondo per l'innovazione e che integri i programmi esistenti di grande successo;

6.   

sottolinea che, soprattutto alla luce della rinuncia degli Stati Uniti al loro ruolo di garante globale della pace e della sicurezza, vi è un'evidente necessità di compiere progressi verso un'autentica Unione della difesa, utilizzando il prossimo QFP per sostenere un approccio globale in materia di sicurezza attraverso un aumento degli investimenti; pone l'accento sul fatto che la spesa per la difesa non può andare a scapito degli investimenti a lungo termine nella coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione né comportare una riduzione di tali investimenti;

7.   

chiede un'autentica semplificazione per i beneficiari finali evitando programmi con obiettivi sovrapposti, criteri di ammissibilità divergenti e norme diverse che disciplinano le disposizioni orizzontali; sottolinea che la semplificazione non può tradursi in un maggiore margine di manovra per la Commissione senza il necessario sistema di bilanciamento dei poteri e deve pertanto essere realizzata nel pieno rispetto dell'equilibrio istituzionale previsto dai trattati;

8.   

insiste sulla necessità di migliorare la capacità interna di risposta alle crisi nel prossimo QFP e di prevedere margini sufficienti nell'ambito di ciascuna rubrica; pone l'accento sul fatto che, oltre a garantire la prevedibilità degli investimenti, i programmi di spesa dovrebbero mantenere una sostanziale riserva di flessibilità integrata, prevedendo stanziamenti per obiettivi strategici specifici che saranno decisi dall'autorità di bilancio; sottolinea che la flessibilità per gli aiuti umanitari dovrebbe essere circoscritta; è del parere che il QFP post-2027 dovrebbe includere due strumenti speciali: uno dedicato a garantire la solidarietà in caso di calamità naturali e uno per la risposta alle crisi di carattere generale;

9.   

sottolinea che il rispetto dei valori dell'Unione e dei diritti fondamentali è un prerequisito essenziale per accedere ai fondi dell'UE; insiste affinché il bilancio dell'Unione sia protetto contro gli abusi, le frodi e le violazioni del principio dello Stato di diritto e chiede di rafforzare il legame tra lo Stato di diritto e il bilancio dell'Unione post-2027;

10.   

pone l'accento sul fatto che il rimborso dei prestiti contratti nell'ambito di Next Generation EU non deve mettere a repentaglio il finanziamento delle politiche e delle priorità dell'UE; sottolinea pertanto che tutti i costi collegati all'assunzione di prestiti sostenuti dal bilancio dell'Unione o dal margine di manovra di bilancio devono essere trattati in maniera distinta rispetto agli stanziamenti per i programmi dell'UE nell'ambito dell'architettura futura del QFP;

11.   

invita il Consiglio ad adottare nuove risorse proprie con urgenza al fine di consentire un rimborso sostenibile dei prestiti contratti nell'ambito di Next Generation EU; sottolinea che sono fondamentali nuove e autentiche risorse proprie, oltre a quelle previste dall'accordo interistituzionale, per far fronte al maggiore fabbisogno di spesa dell'Unione; osserva che dovrebbero essere esplorati tutti gli strumenti al fine di fornire all'Unione le risorse necessarie e ritiene, a tale proposito, che l'assunzione congiunta di prestiti rappresenti un'opzione praticabile per garantire che l'Unione disponga di risorse sufficienti per rispondere a gravi crisi a livello dell'Unione, come la crisi in corso nel settore della sicurezza e della difesa;

12.   

è pronto a collaborare in modo costruttivo con il Consiglio e la Commissione per fornire un bilancio a lungo termine che risponda alle esigenze dell'Unione; sottolinea che l'elaborazione del QFP post-2027 ha luogo in un contesto tutt'altro che ordinario e prende sul serio il suo ruolo istituzionale sancito dai trattati; insiste sul fatto che approverà solo un bilancio a lungo termine che sia adatto allo scopo per l'Unione in un mondo che cambia e chiede la rapida adozione del QFP per consentire l'attuazione tempestiva dei programmi di spesa a partire dal 1o gennaio 2028;

Un bilancio a lungo termine con un rinnovato orientamento di spesa

13.

ritiene che, alla luce delle sfide strutturali con cui si confronta l'Unione, il QFP per il periodo successivo al 2027 dovrebbe adeguare il proprio orientamento di spesa per far sì che l'Unione possa conseguire i propri obiettivi politici strategici, come illustrato di seguito;

Competitività, autonomia strategica, coesione sociale, economica e territoriale e resilienza

14.

è convinto che il rafforzamento della competitività, la decarbonizzazione dell'economia e il miglioramento della capacità di innovazione dell'Unione siano priorità fondamentali per il QFP post-2027 e siano essenziali per garantire una crescita a lungo termine, sostenibile e inclusiva e una maggiore resilienza dell'economia e della società;

15.

ritiene che l'Unione debba predisporre un quadro di competitività in linea con i propri valori e obiettivi politici e che la competitività debba stimolare non soltanto la crescita economica, ma anche la coesione sociale, economica e territoriale e la sostenibilità ambientale, come sottolineato nelle relazioni Draghi e Letta;

16.

sottolinea che, come illustrato nelle relazioni Letta e Draghi, l'economia e il modello sociale europei sono sottoposti a forti pressioni e il divario in termini di produttività, competitività e competenze si ripercuote sulla qualità dei posti di lavoro e sul tenore di vita dei cittadini europei, già alle prese con i prezzi elevati degli alloggi, dell'energia e dei prodotti alimentari; teme che la mancanza di opportunità di lavoro e l'elevato costo della vita aumentino il rischio di una fuga di cervelli dall'Europa;

17.

sottolinea che, secondo le stime di Draghi, il divario di investimenti annuo per l'innovazione e le infrastrutture nel periodo 2025-2030 ammonterebbe a 750-800 miliardi di EUR l'anno; pone in risalto che il bilancio dell'Unione deve svolgere un ruolo fondamentale ma non può coprire da solo tale divario e che la maggior parte degli sforzi dovrà provenire dal settore privato; pone l'accento sulla necessità di sfruttare le sinergie tra investimenti pubblici e privati, in particolare semplificando e armonizzando l'architettura degli investimenti dell'UE;

18.

sottolinea che il bilancio dell'Unione deve essere attentamente coordinato con la spesa nazionale per garantire la complementarità e deve essere concepito in modo tale da ridurre efficacemente i rischi degli investimenti privati, oltre che mobilitarli e far leva sugli stessi, consentendo alle start-up e alle PMI di accedere più facilmente ai fondi; chiede pertanto che nel prossimo QFP siano notevolmente rafforzati programmi come InvestEU, che garantiscono l'addizionalità e seguono un approccio basato sul mercato e sulla domanda; ritiene che gli strumenti finanziari e le garanzie di bilancio rappresentino un uso efficace delle risorse per raggiungere gli obiettivi strategici fondamentali dell'Unione e chiede che siano ulteriormente semplificati;

19.

insiste sul fatto che si debba fare di più per massimizzare il potenziale del ruolo del Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), unitamente ad altri istituti finanziari internazionali e nazionali, nel concedere prestiti e nel ridurre i rischi in ambiti tematici strategici, quali i progetti per il clima e, di recente, i progetti in materia di sicurezza e difesa; chiede che il gruppo BEI aumenti la propensione al rischio e dia prova di una maggiore ambizione al fine di attirare investimenti, sulla base di una forte posizione patrimoniale, e chiede un partenariato rafforzato per gli investimenti per garantire che ogni euro speso a livello dell'Unione sia utilizzato nel modo più efficace possibile;

20.

evidenzia che i finanziamenti destinati alla ricerca e all'innovazione, compreso il sostegno alla ricerca di base, dovrebbero essere notevolmente aumentati ed essere incentrati sulle priorità strategiche dell'Unione e dovrebbero continuare a essere determinati dal principio dell'eccellenza e a essere basati sul merito; è del parere che sia opportuno disporre di adeguate risorse nell'ambito dell'intero QFP e a livello nazionale per finanziare tutti i progetti di alta qualità in tutto il ciclo di innovazione e per conseguire l'obiettivo di spesa del 3 % del PIL da destinare alla ricerca e allo sviluppo entro il 2030;

21.

sottolinea che il prossimo QFP, basandosi sull'attuale meccanismo per collegare l'Europa, dovrebbe prevedere un cospicuo aumento dei finanziamenti direttamente gestiti a favore delle infrastrutture energetiche, digitali e dei trasporti, dando priorità ai collegamenti transfrontalieri e ai collegamenti nazionali con un valore aggiunto europeo; ritiene che tali infrastrutture siano un prerequisito assoluto per approfondire con successo il mercato unico e per aumentare la resilienza alla luce del mutevole assetto geopolitico;

22.

sottolinea che un settore spaziale sicuro e solido è cruciale per l'autonomia e la sovranità dell'Unione e necessita pertanto di investimenti duraturi;

23.

fa presente che un'economia più competitiva, produttiva e socialmente inclusiva contribuisce a creare posti di lavoro di qualità e ben retribuiti, migliorando in tal modo il tenore di vita delle persone; sottolinea che, tramite programmi quali il Fondo sociale europeo Plus ed Erasmus+, il bilancio dell'Unione può svolgere un ruolo importante nel sostenere i sistemi di istruzione e formazione, migliorando l'inclusione sociale, promuovendo l'adattabilità della forza lavoro attraverso la riqualificazione e il miglioramento delle competenze e preparando in tal modo le persone all'occupazione nell'ambito di un'economia moderna;

24.

insiste sul fatto che il bilancio dell'Unione dovrebbe continuare a sostenere importanti settori economici in grado di creare posti di lavoro, in cui l'Unione è già leader mondiale, quali il turismo e i settori culturali e creativi; sottolinea la necessità di inserire nel bilancio dell'Unione post-2027 finanziamenti specifici per il turismo, anche per attuare la strategia dell'UE per il turismo sostenibile; pone l'accento sull'importanza di Europa creativa nel contribuire alla diversità e alla competitività dell'Europa e nel sostenere società dinamiche;

25.

sottolinea che, per competere con gli altri principali attori globali, l'economia europea deve inoltre divenire più competitiva e resiliente sul versante dell'offerta investendo maggiormente nell'autonomia strategica aperta dell'Unione tramite una politica industriale rafforzata e un'attenzione particolare ai settori strategici, all'efficienza delle risorse e alle tecnologie critiche per ridurre la dipendenza dai paesi terzi;

26.

ritiene che, alla luce di quanto sopra, l'idea di un fondo ombrello per la competitività che riunisca i programmi esistenti, come previsto dalla Commissione, non sia adatta allo scopo; sottolinea che il fondo dovrebbe invece essere uno strumento nuovo che sfrutti un insieme di strumenti di finanziamento basato sugli insegnamenti tratti da InvestEU e dal Fondo per l'innovazione; ricorda che, a norma dell'articolo 182 TFUE, l'Unione è tenuta ad adottare un programma quadro per la ricerca;

27.

osserva che, nella sua comunicazione sulla bussola per la competitività, la Commissione sostiene che dovrebbe essere istituito un nuovo strumento di coordinamento per la competitività al fine di allineare meglio le politiche industriali e di ricerca e gli investimenti a livello dell'UE e nazionale; fa presente che il nuovo strumento proposto è pensato come parte di un «nuovo meccanismo di orientamento snello» concepito per «rafforzare il legame tra il coordinamento generale delle politiche e il bilancio dell'UE»; insiste sull'importanza che il Parlamento abbia un ruolo decisionale a pieno titolo in entrambi i meccanismi;

28.

rileva che la sicurezza alimentare è una componente fondamentale dell'autonomia strategica e che il prossimo QFP deve continuare a sostenere la competitività e la resilienza dei settori dell'agricoltura e della pesca dell'Unione, compresi i giovani agricoltori e pescatori e quelli che operano su piccola scala, nonché aiutare i settori a migliorare la protezione del clima e della biodiversità, come pure dei mari e degli oceani; sottolinea che una politica agricola comune moderna e semplificata è fondamentale per aumentare la produttività attraverso il progresso tecnico, assicurare un tenore di vita equo agli agricoltori, garantire la sicurezza alimentare e la produzione di alimenti sani, di alta qualità e a prezzi accessibili per i cittadini europei, stimolare il ricambio generazionale e garantire la redditività delle zone rurali;

29.

fa presente che il settore agricolo è particolarmente vulnerabile agli shock inflazionistici che incidono sul potere d'acquisto degli agricoltori; chiede un bilancio più consistente e specifico per la PAC nel prossimo QFP, che la protegga da eventuali tagli, in modo da preservare la sua integrità e la sua uniformità, come pure la coerenza e l'interconnessione tra il suo primo e il suo secondo pilastro, e si oppone pertanto all'idea di integrare la PAC in un unico fondo per ciascuno Stato membro; chiede che siano esplorate, se del caso, ulteriori fonti di finanziamento specifiche, anche al di fuori della PAC, per poter far fronte alle catastrofi naturali e fornire incentivi agli agricoltori e ai silvicoltori affinché contribuiscano alla mitigazione dei cambiamenti climatici, al recupero della biodiversità e alla tutela della natura, senza che ciò comporti un regresso della produzione agricola dell'UE;

30.

sottolinea che le nuove sfide globali cui devono far fronte gli agricoltori dell'UE, tra cui l'attuale situazione geopolitica, i cambiamenti climatici e l'aumento dei prezzi dei fattori di produzione, richiedono una solida dotazione finanziaria per la prossima PAC; evidenzia che, per affrontare tali sfide, tenendo conto degli insegnamenti appresi dalla crisi della COVID-19, e per evitare riduzioni del sostegno agli agricoltori, la PAC necessita con urgenza di un aumento del bilancio nel prossimo QFP, che sia indicizzato all'inflazione attraverso una rivalutazione annuale; sottolinea, a tale proposito, che i pagamenti diretti nella forma attuale generano un chiaro valore aggiunto dell'UE e dovrebbero continuare a rafforzare la sicurezza del reddito, la produzione e la protezione contro la volatilità dei prezzi, rivolgendosi in modo più mirato alle persone impegnate attivamente nella produzione agricola e nella fornitura di beni pubblici, rispettando nel contempo le norme ambientali e sociali realistiche ed equilibrate dell'UE; chiede una distribuzione equa ed efficiente del sostegno della PAC all'interno degli Stati membri e tra di essi; chiede il proseguimento e il rafforzamento delle misure volte a mantenere la produzione nelle zone vulnerabili e a garantire la sostenibilità delle comunità rurali e l'adeguatezza delle infrastrutture pubbliche, soprattutto con riferimento alla digitalizzazione e in particolare attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, e un rinnovato coinvolgimento degli enti locali e regionali nella gestione delle suddette misure; evidenzia la necessità di aumentare e riformare la riserva agricola per poter rispondere efficacemente e rapidamente alle future crisi che il settore agricolo europeo dovrà affrontare, e di istituire nuovi strumenti per gestire i rischi naturali, di mercato e sanitari, come ad esempio un regime dell'UE di riassicurazione, per mitigare meglio gli effetti delle future crisi e offrire una maggiore stabilità agli agricoltori; sottolinea che occorre trovare soluzioni specifiche per gli agricoltori dell'Europa orientale, che sono i più colpiti dagli effetti a cascata della guerra della Russia contro l'Ucraina, come ad esempio i prezzi elevati dei fattori di produzione, l'inflazione e le perturbazioni del mercato; esorta la Commissione a continuare a lavorare all'istituzione del quadro finanziario e giuridico necessario per la filiera alimentare, in modo da rafforzare la posizione degli agricoltori e contrastare meglio le pratiche commerciali sleali; invita la Commissione a sostenere gli agricoltori dell'UE promuovendo i prodotti agroalimentari all'interno e all'esterno dell'Unione attraverso una politica di promozione dell'UE dinamica e più incisiva; deplora i tagli al finanziamento del programma di promozione dei prodotti agricoli, effettuati in sede di revisione dell'attuale QFP; evidenzia che il prossimo QFP deve includere fondi specifici destinati all'agriturismo, all'imprenditorialità femminile, alla formazione professionale e all'innovazione tecnologica nell'agricoltura;

31.

ricorda che la coesione sociale, economica e territoriale è un elemento fondamentale dell'integrazione europea ed è essenziale per tenere insieme l'Unione e rafforzare il mercato unico; ribadisce, a tale riguardo, l'importanza del processo di convergenza; sottolinea che una politica di coesione più moderna deve seguire un approccio di governance multilivello decentrato e basato sul territorio ed essere fondata sul principio della gestione concorrente e del partenariato, con il pieno coinvolgimento degli enti locali e regionali e dei pertinenti portatori di interessi, garantendo che le risorse siano indirizzate dove vi è più bisogno al fine di ridurre le disparità regionali;

32.

sottolinea che i finanziamenti a titolo della politica di coesione devono far fronte alle principali sfide che interessano l'Unione, quali il cambiamento demografico e lo spopolamento, e devono essere destinati alle regioni e alle persone che più ne hanno bisogno; chiede inoltre che le città, le regioni e le autorità urbane abbiano un migliore accesso ai finanziamenti dell'UE; ricorda che, a norma dell'articolo 349 TFUE, l'Unione è tenuta a mettere in atto misure specifiche per le regioni ultraperiferiche e sottolinea pertanto la necessità di un sostegno continuo e mirato a tali regioni nel prossimo QFP, anche attraverso un programma rafforzato di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità (POSEI);

33.

ricorda l'importanza della dimensione sociale dell'Unione europea e di promuovere l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, del suo piano d'azione e degli obiettivi principali; sottolinea che il bilancio dell'Unione dovrebbe pertanto svolgere un ruolo fondamentale nella riduzione delle disuguaglianze, della povertà e dell'esclusione sociale, anche sostenendo i bambini, le famiglie e i gruppi vulnerabili; ricorda che nell'Unione circa 20 milioni di bambini sono a rischio di povertà ed esclusione sociale; sottolinea che la lotta contro la povertà infantile in tutta l'Unione richiede misure globali e integrate, finanziate in maniera adeguata, nonché l'efficiente attuazione della garanzia europea per l'infanzia a livello nazionale; pone l'accento sul fatto che il Parlamento ha sistematicamente chiesto un bilancio specifico nell'ambito del FSE+ per sostenere la garanzia per l'infanzia quale pilastro centrale della strategia dell'UE contro la povertà;

34.

pone l'accento, a tale proposito, sulla crisi abitativa a livello dell'UE, che colpisce milioni di famiglie e di giovani; sottolinea la necessità di un maggiore sostegno al settore abitativo attraverso il bilancio dell'Unione, in particolare attraverso la politica di coesione, e attraverso altre fonti di finanziamento, quali il gruppo BEI e le banche di promozione nazionali; riconosce che i finanziamenti dell'Unione, pur non potendo risolvere da soli la crisi abitativa, possono svolgere un ruolo cruciale nel finanziare misure urgenti e integrare gli sforzi più ampi dell'Unione e nazionali volti a migliorare l'accessibilità economica degli alloggi e a migliorare l'efficienza energetica del parco immobiliare;

35.

sottolinea che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina ha avuto notevoli ripercussioni economiche e sociali, in particolare negli Stati membri confinanti con la Russia e la Bielorussia; insiste affinché il prossimo QFP offra sostegno a tali regioni;

Transizione verde e transizione digitale

36.

evidenzia che le transizioni verde e digitale sono indissolubilmente legate alla competitività, alla modernizzazione dell'economia e alla resilienza della società e fungono da catalizzatori per un'economia orientata al futuro ed efficiente sotto il profilo delle risorse; insiste pertanto sul fatto che il QFP post-2027 deve continuare a sostenere e accelerare ulteriormente la duplice transizione;

37.

ricorda che il bilancio dell'Unione contribuisce in modo essenziale al conseguimento della neutralità climatica entro il 2050, anche attraverso il sostegno agli obiettivi per il 2030 e il 2040; sottolinea che la transizione richiederà la decarbonizzazione dell'economia, in particolare attraverso la diffusione di tecnologie pulite, il miglioramento delle infrastrutture energetiche e dei trasporti e alloggi più efficienti sotto il profilo energetico; prende atto che, secondo le stime della Commissione, il fabbisogno di investimenti supplementari per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 è pari all'1,5 % del PIL all'anno rispetto al decennio 2011-2020 e che il bilancio dell'Unione, pur non essendo in grado da solo di colmare il divario, deve rimanere un contributore importante; chiede pertanto un maggior sostegno diretto alla protezione dell'ambiente e della biodiversità e all'azione per il clima sulla base dell'attuale programma LIFE;

38.

sottolinea che l'industria sarà fondamentale nella transizione verso l'azzeramento delle emissioni nette e nella creazione dell'Unione dell'energia e che sarà necessario un sostegno per favorire l'adattamento di alcuni settori industriali e dei loro lavoratori; sottolinea l'importanza di una transizione giusta che non lasci indietro nessuno, il che impone, tra l'altro, investimenti nelle regioni fortemente dipendenti dai combustibili fossili e un maggiore sostegno alle famiglie vulnerabili, in particolare attraverso il meccanismo per una transizione giusta e il Fondo sociale per il clima;

39.

richiama l'attenzione sul profondo cambiamento tecnologico in atto, in cui tecnologie come l'intelligenza artificiale e l'informatica quantistica creano da un lato opportunità in termini di potenziale economico dell'Unione, leadership globale e miglioramento della vita dei cittadini, mentre dall'altro pongono sfide in materia di affidabilità, etica e sovranità; sottolinea che il prossimo QFP deve sostenere la ricerca, lo sviluppo e l'applicazione sicura delle tecnologie digitali e aiutare le persone ad affinare le conoscenze e le competenze necessarie per lavorare con tali tecnologie e per servirsene;

Sicurezza, difesa e preparazione

40.

ricorda che la pace e la sicurezza sono alla base della prosperità, del modello sociale e della competitività dell'Unione e costituiscono un pilastro fondamentale della posizione geopolitica dell'Unione; sottolinea che il prossimo QFP deve sostenere un approccio globale in materia di sicurezza, investendo molto di più nella salvaguardia dell'Unione contro la miriade di minacce che deve affrontare;

41.

sottolinea che, come si evince dalla relazione Niinistö, molteplici minacce si stanno associando per accrescere l'instabilità e la vulnerabilità dell'Unione, tra cui la frammentazione dell'ordine globale, la minaccia per la sicurezza rappresentata dalla Russia e dalla Bielorussia, le crescenti tensioni a livello mondiale, gli attori internazionali ostili, la globalizzazione delle reti criminali, le campagne ibride – che comprendono attacchi informatici, manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri, disinformazione e ingerenze e strumentalizzazione della migrazione – gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici e le minacce per la salute;

42.

rileva che l'Unione ha svolto un ruolo fondamentale nel conseguimento di una pace duratura sul proprio territorio e deve continuare a farlo adeguandosi alla realtà della guerra alle sue porte e alla necessità di rafforzare notevolmente le infrastrutture, le capacità e la prontezza in materia di difesa, anche attraverso il bilancio dell'Unione, andando ben oltre l'attuale dotazione di meno del 2 % del QFP;

43.

osserva che le capacità di difesa europee risentono di decenni di investimenti insufficienti e che, secondo la Commissione, il divario di spesa per la difesa ammonta attualmente a 500 miliardi di EUR per il prossimo decennio; evidenzia che il bilancio dell'Unione da solo non può colmare tale divario, ma ha un ruolo importante da svolgere, in combinazione con i bilanci nazionali e puntando sul chiaro valore aggiunto dell'UE; ritiene che il bilancio dell'Unione e i prestiti attraverso il gruppo BEI possano contribuire a incentivare gli investimenti nella difesa; sottolinea che la spesa per la difesa non deve andare a scapito della spesa sociale e ambientale, né deve comportare una riduzione dei finanziamenti per le politiche dell'Unione di lungo corso che si sono dimostrate valide nel tempo;

44.

sottolinea i meriti dei programmi e degli strumenti di difesa messi in atto durante l'attuale QFP, che hanno rafforzato la ricerca, la produzione e gli appalti congiunti nel settore della difesa, fornendo una base preziosa su cui costruire ulteriormente la politica e gli investimenti dell'Unione;

45.

evidenzia che, data la situazione geopolitica, vi è una chiara necessità di agire e di progredire verso un'autentica Unione della difesa, in coordinamento con la NATO e pienamente in linea con gli impegni di neutralità dei singoli Stati membri; concorda, a tale riguardo, con l'analisi della Commissione secondo cui il prossimo QFP deve fornire un quadro completo e solido a sostegno della difesa dell'UE;

46.

pone l'accento sull'importanza di una base industriale e tecnologica di difesa europea competitiva e resiliente; ritiene che maggiori investimenti congiunti a livello dell'UE nel settore della difesa nel prossimo QFP, sostenuti da una struttura di governance chiara e trasparente, possano contribuire a evitare duplicazioni, a generare economie di scala e quindi risparmi significativi per gli Stati membri, a ridurre la frammentazione e a garantire l'interoperabilità di attrezzature e sistemi; sottolinea l'importanza della tecnologia nei moderni sistemi di difesa e quindi degli investimenti nella ricerca, nella ciberdifesa, nella cibersicurezza e nei prodotti a duplice uso; evidenzia la necessità di indirizzare il sostegno all'industria della difesa all'interno dell'Unione, rafforzando in tal modo l'autonomia strategica, creando posti di lavoro di qualità e altamente qualificati, stimolando l'innovazione e creando opportunità transfrontaliere per le imprese dell'UE, comprese le PMI;

47.

pone l'accento sull'importanza di aumentare il sostegno al bilancio per la mobilità militare, che migliora le infrastrutture per scopi militari e civili a duplice uso, consentendo la circolazione su larga scala di attrezzature e personale militari con breve preavviso e contribuendo in tal modo alle capacità di difesa e alla sicurezza collettiva dell'Unione; evidenzia, a tale proposito, l'importanza del finanziamento delle reti transeuropee di trasporto per consentirne l'adattamento a fini di duplice uso;

48.

fa presente che l'Unione deve aumentare i finanziamenti destinati alla preparazione in tutti i settori; è allarmato per il crescente impatto delle catastrofi naturali, che sono spesso il risultato dei cambiamenti climatici e che pertanto rischiano di verificarsi con maggiore frequenza e intensità in futuro; osserva che, secondo la relazione 2024 sulla valutazione europea dei rischi climatici, le perdite economiche cumulative dovute alle catastrofi naturali potrebbero raggiungere circa l'1,4 % del PIL dell'Unione;

49.

sottolinea pertanto che, oltre agli sforzi volti ad attenuare i cambiamenti climatici mediante la transizione verde, sono necessari ingenti investimenti per l'adattamento ai cambiamenti climatici, in particolare per prevenire e ridurre l'impatto causato dalle calamità naturali e dagli eventi meteorologici gravi; ritiene che il sostegno a tal fine, ad esempio attraverso l'attuale meccanismo unionale di protezione civile, debba essere notevolmente aumentato nel prossimo QFP e messo rapidamente a disposizione degli enti locali e regionali, che spesso sono in prima linea;

50.

evidenzia che le misure di ricostruzione e ripresa dopo le catastrofi naturali devono basarsi sul principio della «migliore ricostruzione» e dare priorità alle soluzioni basate sulla natura; sottolinea l'importanza della gestione sostenibile delle risorse idriche, della sicurezza e della resilienza idrica nell'ambito della strategia globale di preparazione dell'Unione;

51.

ricorda che la pandemia di COVID-19 ha provocato danni economici e sociali a livello mondiale e che il principale insegnamento tratto dall'esperienza è che occorre dare priorità agli investimenti nella prevenzione, nella preparazione e nella risposta alle minacce per la salute, nella ricerca medica e nella prevenzione delle malattie, nell'accesso ai medicinali critici, nelle infrastrutture sanitarie, nella salute fisica e mentale e nella resilienza e accessibilità dei sistemi sanitari pubblici nell'Unione; ricorda che l'autonomia strategica in materia sanitaria è fondamentale per garantire la preparazione dell'Unione in questo settore;

52.

ritiene che il prossimo QFP debba basarsi sul lavoro svolto nell'attuale periodo di programmazione, garantendo la realizzazione degli investimenti necessari per costruire un'autentica Unione europea della salute che porti benefici a tutti i cittadini;

53.

sottolinea che, con gli sviluppi tecnologici, è diventato più facile per gli attori stranieri malintenzionati e opportunisti diffondere disinformazione, incoraggiare l'incitamento all'odio online, interferire nelle elezioni e intensificare gli attacchi informatici contro gli interessi dell'Unione; insiste sul fatto che il prossimo QFP deve investire nel rafforzamento delle capacità di cibersicurezza e dotare l'Unione di mezzi per contrastare la guerra ibrida nelle sue varie forme;

54.

sottolinea che la libertà, l'indipendenza e il pluralismo dei media sono una componente fondamentale della resilienza dell'Europa, a tutela non solo della libera circolazione delle informazioni, ma anche di una mentalità democratica, del pensiero critico e di un processo decisionale informato; evidenzia l'importanza di investire nel giornalismo indipendente e d'inchiesta, nelle iniziative di verifica dei fatti, nell'alfabetizzazione digitale e mediatica e nel pensiero critico per proteggere dalla disinformazione, dalla manipolazione delle informazioni da parte di attori stranieri e dalle ingerenze elettorali, nell'ambito dell'iniziativa dello scudo europeo per la democrazia, e garantire pertanto la resilienza democratica; insiste sulla necessità di un continuo sostegno del bilancio dell'Unione alle iniziative in tali ambiti;

55.

evidenzia l'importanza di continuare a finanziare, nel prossimo QFP, l'efficace protezione delle frontiere esterne dell'UE; pone l'accento sulla necessità di combattere le reti criminali transnazionali e di proteggere meglio le vittime delle reti di trafficanti, nonché di rafforzare la resilienza e le capacità di risposta per far fronte agli attacchi ibridi e alla strumentalizzazione della migrazione da parte di paesi terzi o di attori non statali ostili; evidenzia, in particolare, la necessità di sostenere gli Stati membri in prima linea al fine di garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell'UE;

56.

sottolinea che la resilienza e la preparazione dell'UE sono indissolubilmente legate a quelle dei suoi paesi partner regionali e globali; sottolinea che il rafforzamento della capacità dei partner di prevenire, resistere e rispondere efficacemente agli eventi meteorologici estremi, alle crisi sanitarie, alle campagne ibride, agli attacchi informatici o ai conflitti armati riduce anche il rischio di effetti di ricaduta per l'Europa;

Azione esterna e allargamento

57.

insiste sul fatto che, in un contesto di maggiore instabilità mondiale, l'Unione deve continuare a dialogare in modo costruttivo con i paesi terzi e a sostenere la pace e la prevenzione dei conflitti, la stabilità, la prosperità, la sicurezza, i diritti umani, lo Stato di diritto, l'uguaglianza, la democrazia e lo sviluppo sostenibile a livello internazionale, in linea con i suoi valori di responsabilità globale e i suoi impegni internazionali;

58.

si rammarica del fatto che nell'ambito dell'attuale QFP l'azione esterna sia stata sottofinanziata, determinando un considerevole ricorso a strumenti speciali e a sostanziali rafforzamenti nella revisione intermedia; prende atto, in particolare, che i finanziamenti agli aiuti umanitari sono stati assolutamente inadeguati, il che ha indotto a un sistematico ricorso alla riserva per gli aiuti d'urgenza;

59.

sottolinea che la rinuncia degli Stati Uniti al loro ruolo postbellico globale di garantire la pace, la sicurezza e la democrazia, di guidare la governance globale nell'ambito dell'ordine internazionale multilaterale basato su regole e di fornire aiuti umanitari e allo sviluppo essenziali alle persone più bisognose in tutto il mondo lascerà un vuoto enorme e che l'Unione ha la responsabilità e il profondo interesse strategico di contribuire a colmare tale vuoto; invita la Commissione ad affrontare le conseguenze della rinuncia degli Stati Uniti al più tardi nella sua proposta per il QFP post-2027;

60.

sottolinea che il prossimo QFP deve continuare a far fronte alle sfide globali più urgenti, quali la lotta al cambiamento climatico, la fornitura di soccorsi in caso di calamità naturali, la prevenzione e la risoluzione di conflitti violenti e la garanzia della sicurezza globale e della sicurezza alimentare globale, il miglioramento dei sistemi di assistenza sanitaria e di istruzione, la riduzione della povertà e delle disuguaglianze, la promozione della democrazia, dei diritti umani, dello Stato di diritto e della giustizia sociale e la promozione della competitività e della sicurezza delle catene di approvvigionamento globali, nel pieno rispetto del principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo; richiama in particolare l'attenzione sulla necessità di sostenere il vicinato meridionale e orientale dell'Unione;

61.

sottolinea che, in particolare alla luce dei drastici tagli al bilancio dello strumento USAID, il bilancio deve sostenere il ruolo dell'Unione quale principale fornitore mondiale di aiuti allo sviluppo e finanziamenti per il clima, in linea con gli obblighi e gli impegni internazionali dell'Unione; ricorda, a tale proposito, che l'Unione e i suoi Stati membri si sono collettivamente impegnati a destinare lo 0,7 % del loro RNL all'aiuto pubblico allo sviluppo e che la riduzione della povertà deve rimanere l'obiettivo primario; insiste sul fatto che il bilancio deve continuare a sostenere l'Unione nei suoi sforzi per difendere l'ordine internazionale basato sul diritto, la democrazia, il multilateralismo, i diritti umani e i valori fondamentali;

62.

insiste sul fatto che, data la portata senza precedenti delle crisi umanitarie, le crescenti sfide globali e l'incertezza dell'assistenza statunitense nell'ambito dell'attuale amministrazione, i finanziamenti per gli aiuti umanitari devono essere notevolmente potenziati e il loro utilizzo deve rimanere basato esclusivamente sulle esigenze e rispettare i principi di neutralità, indipendenza e imparzialità; sottolinea che la natura degli aiuti umanitari basata sulle esigenze richiede finanziamenti separati erogati attraverso un programma di spesa autonomo, distinto da altri finanziamenti per l'azione esterna; sottolinea inoltre che un'efficace fornitura di aiuti umanitari è subordinata alla prevedibilità attraverso una dotazione di base annua sufficiente;

63.

evidenzia che gli aiuti umanitari, per loro stessa natura, richiedono una notevole flessibilità e capacità di risposta; ritiene pertanto che, oltre a una base di riferimento adeguata, gli aiuti umanitari richiederanno una notevole flessibilità nella loro concezione per consentire una risposta efficace alle crescenti crisi;

64.

sottolinea che, in un contesto in cui gli attori globali fanno sempre più spesso ricorso all'interdipendenza commerciale quale strumento di coercizione economica, l'Unione deve rafforzare la propria capacità di proteggere e promuovere i propri interessi strategici, mettere a punto strumenti più solidi per contrastare la coercizione e garantire un'autentica reciprocità nell'ambito dei suoi partenariati; evidenzia che tale approccio richiede l'assegnazione strategica di finanziamenti esterni al fine di sostenere, ad esempio, partenariati economici, di sicurezza ed energetici in linea con i valori e gli interessi strategici dell'Unione;

65.

è del parere che l'allargamento rappresenti un'opportunità per rafforzare l'Unione quale potenza geopolitica e che il prossimo QFP sia fondamentale per preparare l'Unione all'allargamento e i paesi candidati all'adesione; ricorda che la stabilità, la sicurezza e la resilienza democratica dei paesi candidati sono indissolubilmente legate a quelle dell'UE e richiedono ingenti investimenti strategici, associati alle riforme, per sostenere la convergenza con le norme dell'Unione; sottolinea l'importante ruolo dei cittadini e delle organizzazioni della società civile nel processo di allargamento;

66.

pone l'accento sulla necessità di un sostegno strategicamente mirato alla preadesione, alla crescita e agli investimenti; è del parere che l'assistenza preadesione post-2027 debba essere fornita sotto forma sia di sovvenzioni che di prestiti; ritiene, in tale contesto, che il futuro quadro dovrebbe prevedere meccanismi di finanziamento innovativi, compresi i prestiti ai paesi candidati coperti dal margine di manovra di bilancio (la differenza tra il massimale delle risorse proprie e il massimale del QFP);

67.

sottolinea che il sostegno finanziario deve essere subordinato all'attuazione di riforme in linea con l'acquis e le politiche dell'Unione, nonché al rispetto dei valori dell'Unione; pone in tal senso l'accento sulla necessità di un solido modello di governance che garantisca la responsabilità, la vigilanza e il controllo parlamentari, nonché un'architettura antifrode robusta ed efficace;

68.

ribadisce il suo pieno sostegno agli ucraini nella loro lotta per la libertà e la democrazia e deplora le terribili sofferenze e gli effetti derivanti dalla guerra di aggressione non provocata e ingiustificata della Russia; accoglie con favore la decisione di concedere all'Ucraina e alla vicina Repubblica di Moldova lo status di paese candidato e insiste sulla necessità di stanziare i fondi necessari per sostenere il loro processo di adesione;

69.

sottolinea che il sostegno di preadesione all'Ucraina deve essere distinto dall'assistenza finanziaria per la stabilità macroeconomica, la ricostruzione e la ripresa postbellica e complementare ad essa, dal momento che tale assistenza presenta esigenze di gran lunga più consistenti e richiede un impegno internazionale concertato, di cui gli aiuti provenienti dal bilancio dell'UE dovrebbero costituire una parte importante;

70.

è convinto che l'attuale clausola di revisione obbligatoria in caso di allargamento dovrà essere mantenuta nel prossimo quadro e che non devono esserci conseguenze per le dotazioni nazionali; sottolinea che il prossimo QFP dovrà inoltre mettere in atto adeguate misure transitorie e di introduzione graduale per i principali settori di spesa, quali la coesione e l'agricoltura, sulla base di un'attenta valutazione delle incidenze sui diversi settori;

Diritti fondamentali, valori dell'Unione e Stato di diritto

71.

pone l'accento sull'importanza del bilancio dell'Unione e di programmi quali Erasmus+ e «Cittadini, uguaglianza, diritti e valori» nel promuovere e tutelare la democrazia e i valori dell'UE, valorizzare il patrimonio culturale comune dell'Unione e l'integrazione europea, rafforzare il coinvolgimento dei cittadini, l'educazione civica e la partecipazione dei giovani nonché tutelare e promuovere i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali e lo Stato di diritto; chiede, a tal proposito, maggiori finanziamenti per Erasmus+ nel prossimo QFP; sottolinea l'importanza dell'indipendenza del sistema giudiziario, del buon funzionamento delle istituzioni nazionali, della deoligarchizzazione, di un solido sostegno e, in linea con l'articolo 11, paragrafo 2, TUE, di un dialogo attivo con la società civile, che è essenziale per promuovere uno spazio civico attivo, garantire la responsabilità e la trasparenza e informare i responsabili politici in merito alle migliori pratiche sul campo;

72.

sottolinea, a tal proposito, che la rifusione del regolamento finanziario impone alla Commissione e agli Stati membri, nell'esecuzione del bilancio, di garantire l'osservanza della Carta dei diritti fondamentali e di rispettare i valori su cui si fonda l'Unione, sanciti dall'articolo 2 TUE; si attende che la Commissione garantisca che le proposte per il prossimo QFP, compresi i programmi di spesa, siano allineate alla rifusione del regolamento finanziario;

73.

evidenzia che l'instabilità nelle regioni limitrofe e al di là di esse, così come la povertà, le tendenze di fondo dello sviluppo economico e i cambiamenti demografici e climatici continuano a generare flussi migratori verso l'Unione, esercitando una notevole pressione sui sistemi di asilo e di migrazione; sottolinea che il QFP post-2027 deve sostenere la piena e rapida attuazione del patto dell'Unione sulla migrazione e l'asilo, nonché politiche efficaci di rimpatrio e riammissione, in linea con i diritti fondamentali e i valori dell'UE, compreso il principio di solidarietà ed equa ripartizione delle responsabilità; sottolinea inoltre che, in linea con il patto, l'UE deve perseguire una cooperazione rafforzata e partenariati reciprocamente vantaggiosi con i paesi terzi in materia di migrazione, con un adeguato controllo parlamentare, e che tale cooperazione deve rispettare il diritto internazionale e dell'UE;

74.

sottolinea che il rispetto dei valori dell'Unione e dei diritti fondamentali è un prerequisito fondamentale per accedere ai fondi dell'UE; evidenzia l'importanza di profondi legami tra il rispetto dello Stato di diritto e l'accesso ai fondi dell'Unione nell'ambito dell'attuale QFP; ritiene che la tutela degli interessi finanziari dell'Unione dipenda dal rispetto dello Stato di diritto a livello nazionale; si compiace, in particolare, del fatto che il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto incida positivamente sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione in caso di violazioni sistemiche e persistenti dello Stato di diritto; invita la Commissione e il Consiglio ad applicare il regolamento in modo rigoroso, coerente e senza indebiti ritardi, laddove necessario; sottolinea che la decisione di sospendere o ridurre i finanziamenti dell'Unione a causa di violazioni dello Stato di diritto deve fondarsi su criteri oggettivi e non deve essere dettata da altre considerazioni o dall'esito di negoziati;

75.

richiama l'attenzione sulla necessità di un maggiore legame tra lo Stato di diritto e il bilancio dell'Unione post-2027 e accoglie con favore l'intenzione della Commissione di rafforzare i legami tra le raccomandazioni contenute nella relazione annuale sullo Stato di diritto e l'accesso ai fondi di bilancio; invita la Commissione a indicare, nelle relazioni annuali sullo Stato di diritto a partire dal 2025, la misura in cui le carenze individuate nei sistemi fondati sullo Stato di diritto rischiano di compromettere il bilancio dell'Unione; si compiace, inoltre, del legame tra il rispetto dei valori dell'Unione e l'esecuzione del bilancio e invita la Commissione a monitorare attivamente il rispetto di tale principio da parte degli Stati membri in modo uniforme e a intervenire rapidamente in caso di non conformità;

76.

chiede il consolidamento di un solido pacchetto di strumenti per lo Stato di diritto, fondato sulle attuali disposizioni in materia di condizionalità del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), sulle condizioni abilitanti orizzontali di cui al regolamento recante disposizioni comuni e sulle disposizioni pertinenti del regolamento finanziario, e insiste che il pacchetto di strumenti copra l'intero bilancio dell'Unione; sottolinea la necessità di maggiore trasparenza e coerenza per quanto concerne l'applicazione degli strumenti a tutela dello Stato di diritto e di un rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo nell'applicazione e nel controllo di tali misure; insiste inoltre sulla necessità di coerenza tra gli strumenti in sede di valutazione delle violazioni dello Stato di diritto negli Stati membri;

77.

ricorda che il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto stabilisce che i destinatari finali non devono essere privati dei benefici dei fondi dell'UE nel caso in cui i loro governi siano soggetti a sanzioni; ritiene che, ad oggi, tale disposizione non sia stata efficace e sottolinea l'importanza di applicare un approccio intelligente in materia di condizionalità affinché i beneficiari non siano penalizzati a causa delle azioni dei loro governi; invita la Commissione, conformemente alle intenzioni dichiarate negli orientamenti politici, a proporre misure specifiche tese a garantire che gli enti locali e regionali, la società civile e gli altri beneficiari possano continuare a usufruire dei finanziamenti dell'Unione in caso di violazioni dello Stato di diritto da parte dei governi nazionali, senza indebolire l'applicazione del regolamento e senza revocare l'obbligo di pagamento dello Stato membro ai sensi del diritto dell'UE;

Un bilancio a lungo termine che integri gli obiettivi strategici dell'Unione

78.

sottolinea che un bilancio a lungo termine pienamente allineato agli obiettivi strategici dell'Unione impone di integrare gli obiettivi fondamentali in tutto il bilancio attraverso una serie di principi orizzontali, mettendo a frutto gli insegnamenti tratti dall'attuale QFP;

79.

ricorda che l'attuazione di principi orizzontali non dovrebbe comportare un onere amministrativo eccessivo per i beneficiari e dovrebbe essere in linea con il principio di proporzionalità; chiede soluzioni innovative e l'uso di strumenti di rendicontazione automatizzati, compresa l'intelligenza artificiale, per una raccolta dei dati più efficiente;

80.

sottolinea pertanto che il prossimo QFP deve garantire che, in tutti i settori, i programmi di spesa perseguano obiettivi in materia di clima e biodiversità, promuovano e tutelino i diritti e le pari opportunità per tutti, compresa la parità di genere, sostengano la competitività e rafforzino la preparazione dell'Unione alle minacce;

81.

fa presente che per integrare al meglio tali aspetti è necessario un pacchetto di misure, principalmente tramite l'elaborazione di politiche, progetti e normative, valutazioni d'impatto approfondite, un solido monitoraggio della spesa e, in casi specifici, obiettivi di spesa basati sui dati pertinenti disponibili; accoglie con favore i significativi miglioramenti delle relazioni sulla performance nell'ambito dell'attuale QFP, che consentono un controllo decisamente migliore dell'impatto della spesa dell'UE, e chiede che tale aspetto sia ulteriormente sviluppato nel prossimo periodo di programmazione;

82.

accoglie con favore lo sviluppo di una metodologia per monitorare la spesa di genere e ritiene che gli insegnamenti appresi, in particolare per quanto riguarda la raccolta di dati disaggregati per genere, il monitoraggio dell'attuazione e dell'impatto e gli oneri amministrativi, dovrebbero essere applicati al prossimo QFP al fine di migliorare la metodologia; invita la Commissione a esaminare la fattibilità di un bilancio di genere nel prossimo QFP; evidenzia, nella stessa ottica, la necessità di un netto miglioramento delle metodologie di integrazione degli aspetti relativi al clima e alla biodiversità per poterne misurare l'impatto;

83.

si rammarica del fatto che la Commissione non abbia condotto sistematicamente valutazioni d'impatto approfondite, come le valutazioni d'impatto di genere, per tutte le normative che comportano spese a titolo del bilancio e insiste affinché ciò cambi;

84.

si compiace delle previsioni di un superamento dell'obiettivo di integrazione degli aspetti relativi al clima, fissato al 30 %, nell'ambito dell'attuale QFP; si rammarica, tuttavia, che l'Unione non sia sulla buona strada per il conseguimento dell'obiettivo di spesa relativa alla biodiversità pari al 10 % entro il 2026; ribadisce che gli obiettivi fissati nell'AII sono stati comunque determinanti nell'orientare la spesa per il clima e la biodiversità; invita la Commissione ad adeguare gli obiettivi di spesa che contribuiscono positivamente al clima e alla biodiversità in linea con le ambizioni strategiche dell'Unione a tale riguardo, tenendo conto delle esigenze di investimento legate a tali ambizioni strategiche;

85.

sottolinea inoltre che il bilancio dell'Unione deve essere eseguito in linea con l'articolo 33, paragrafo 2, del regolamento finanziario, senza pertanto arrecare un danno significativo agli obiettivi specificati (12), rispettando le condizioni di lavoro e di occupazione applicabili e tenendo conto del principio della parità di genere;

86.

accoglie con favore l'impegno della Commissione a eliminare gradualmente tutte le sovvenzioni ai combustibili fossili e le sovvenzioni dannose per l'ambiente nel prossimo QFP; auspica che la Commissione presenti una tabella di marcia a tale riguardo nell'ambito della proposta del prossimo QFP;

Un bilancio a lungo termine con un'amministrazione efficace al servizio dei cittadini europei

87.

sottolinea la necessità che le politiche dell'Unione siano sostenute da un'amministrazione ben funzionante; insiste affinché nel periodo successivo al 2027 siano assegnate dal principio risorse finanziarie e umane sufficienti, in modo che le istituzioni, gli organi, le agenzie decentrate dell'Unione e la Procura europea possano garantire una progettazione efficace ed efficiente delle politiche, e un'attuazione e applicazione di alta qualità, possano fornire assistenza tecnica, continuare ad attrarre il personale migliore da tutti gli Stati membri, assicurando in tal modo l'equilibrio geografico, e disporre di un margine di azione per adattarsi al mutare delle circostanze;

88.

si rammarica che la capacità dell'Unione di attuare efficacemente le proprie politiche e proteggere i propri interessi finanziari nell'ambito dell'attuale QFP sia stata compromessa dalle limitate risorse amministrative e dall'applicazione dogmatica di una strategia intesa a mantenere il livello del personale, nonostante le esigenze e le responsabilità crescenti; segnala, ad esempio, che non è stato messo a disposizione personale sufficiente per attuare e applicare correttamente il regolamento sui servizi digitali (13) e il regolamento sui mercati digitali (14), il che ha indebolito l'efficacia di tali normative, e sottolinea le ripetute riassegnazioni dai programmi alle agenzie decentrate per sopperire al fabbisogno di personale; insiste affinché i livelli di personale siano determinati mediante una valutazione oggettiva delle esigenze al momento della presentazione delle proposte legislative e della loro adozione definitiva, e affinché tali livelli siano presi in considerazione fin dal principio per la pianificazione delle spese amministrative;

89.

sottolinea che la Commissione ha cercato, in una certa misura, di aggirare la propria politica intesa a mantenere il livello del personale aumentando il personale assegnato ai programmi e alle agenzie e quindi non coperto dal massimale delle spese amministrative; evidenzia, tuttavia, che tale approccio si limita a mascherare il problema e può, in ultima analisi, compromettere la capacità operativa dei programmi; insiste pertanto sul fatto che responsabilità aggiuntive necessitano di spese amministrative e non devono erodere le dotazioni dei programmi;

90.

evidenzia che gli investimenti iniziali in infrastrutture informatiche sicure e interoperabili e in capacità di data mining possono generare risparmi a lungo termine e migliorare notevolmente l'attuazione delle politiche e il monitoraggio della spesa;

91.

riconosce che, in assenza di un meccanismo di correzione nell'attuale QFP, l'inflazione elevata ha determinato un aumento significativo dei costi statutari, il che ha reso necessario un ampio ricorso a strumenti speciali per sopperire alle carenze; deplora che il Consiglio abbia scelto di non accogliere la proposta della Commissione di aumentare il massimale per le spese amministrative nella revisione del QFP, il che erode ulteriormente gli strumenti speciali;

Un bilancio a lungo termine più semplice e trasparente

92.

sottolinea che il prossimo QFP deve essere concepito in modo da semplificare la vita di tutti i beneficiari riducendo gli oneri burocratici superflui; evidenzia che per garantire una semplificazione, sarà necessario, ove possibile, armonizzare le norme e gli obblighi di rendicontazione, anche garantendo, se del caso, la coerenza tra le norme applicabili a livello europeo, nazionale e regionale; sottolinea, a tal proposito, la necessità di un vero e proprio punto di accesso unico e di facile utilizzo per i finanziamenti dell'UE e di una procedura di domanda semplificata, concepita in consultazione con le parti interessate; sottolinea inoltre che l'attuazione del prossimo QFP deve essere quanto più vicina possibile alle persone;

93.

chiede una reale semplificazione laddove vi siano obiettivi che si sovrappongono e criteri di ammissibilità divergenti nonché nei casi in cui le disposizioni orizzontali che dovrebbero essere uniformi tra i vari programmi sono disciplinate da norme differenti; ritiene che la valutazione di quali programmi di spesa includere nel prossimo QFP debba basarsi sugli aspetti summenzionati, sulla necessità di concentrare la spesa su obiettivi strategici chiaramente individuati e con un chiaro valore aggiunto europeo, e sulla logica di intervento strategico di ciascun programma; sottolinea che la riduzione del numero di programmi non è fine a se stessa;

94.

sottolinea che la semplificazione non deve risultare in un maggiore margine di manovra per la Commissione senza il necessario sistema di controlli e contrappesi e deve pertanto essere realizzata nel pieno rispetto dell'equilibrio istituzionale previsto dai trattati;

95.

ribadisce che la semplificazione non può andare a scapito della qualità della progettazione e dell'attuazione dei programmi e che, pertanto, un bilancio più semplice deve essere anche più trasparente, migliorando così l'assunzione di responsabilità, la verifica e il controllo delle spese e riducendo i rischi di doppio finanziamento, uso improprio e frode; sottolinea che qualsiasi riduzione dei programmi deve essere compensata da una ripartizione molto più dettagliata del bilancio per linea di bilancio, a differenza di alcune fusioni tra programmi avvenute nell'ambito dell'attuale QFP, come nel caso dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale (NDICI-Europa globale), che non è un esempio da seguire; chiede pertanto una ripartizione sufficientemente dettagliata per linea di bilancio al fine di consentire un'adeguata assunzione di responsabilità da parte dell'autorità di bilancio e garantire un processo decisionale significativo nell'ambito della procedura di bilancio annuale e durante l'attuazione del bilancio;

96.

ricorda che la trasparenza è essenziale per mantenere la fiducia dei cittadini e che le frodi e l'uso improprio dei fondi danneggiano gravemente tale fiducia; sottolinea pertanto la necessità che il Parlamento possa controllare la spesa e valutare se sia possibile concedere il discarico; ribadisce che un'adeguata assunzione di responsabilità richiede un solido sistema di audit per tutte le spese di bilancio, basato sull'applicazione di una pista di controllo unica; invita la Commissione a dotare tutti gli strumenti di finanziamento del QFP post-2027 di meccanismi antifrode armonizzati ed efficaci, che assicurino la tutela del bilancio dell'UE;

97.

ribadisce la sua storica posizione secondo cui tutte le spese a livello dell'UE dovrebbero rientrare nell'ambito di competenza dell'autorità di bilancio, garantendo in tal modo la trasparenza, il controllo democratico e la tutela degli interessi finanziari dell'Unione; chiede pertanto la piena integrazione nel bilancio degli strumenti (parzialmente) fuori bilancio, quali il Fondo sociale per il clima, il Fondo per l'innovazione e il Fondo per la modernizzazione, o quelli che ad essi subentreranno;

Un bilancio a lungo termine più flessibile e più reattivo alle crisi e agli shock

98.

segnala che, tradizionalmente, il QFP non è stato concepito con una logica di risposta alle crisi o di flessibilità, ma è stato piuttosto progettato in origine per garantire la prevedibilità degli investimenti a medio termine; fa presente che, in un contesto politico, di sicurezza, economico e sociale in rapida evoluzione, tale approccio non è più sostenibile; insiste sulla necessità di una sufficiente capacità interna di risposta alle crisi nel prossimo QFP;

99.

sottolinea che l'attuale QFP è stato caratterizzato da una mancanza di flessibilità e dall'incapacità di adeguarsi all'evoluzione delle priorità di spesa; ritiene che il prossimo QFP debba trovare un maggiore equilibrio tra la prevedibilità degli investimenti e la flessibilità per adeguarsi agli orientamenti di spesa; evidenzia che la spesa in taluni settori richiede maggiore stabilità rispetto ad altri in cui è molto più utile la flessibilità; sottolinea che le ridistribuzioni ricorrenti non rappresentano una modalità praticabile per finanziare le priorità dell'Unione in quanto danneggiano gli investimenti e compromettono il conseguimento degli obiettivi strategici concordati;

100.

ritiene che, pur destinando una parte significativa dei finanziamenti agli obiettivi iniziali, i programmi di spesa dovrebbero mantenere una sostanziale riserva di flessibilità integrata, prevedendo stanziamenti per obiettivi strategici specifici che saranno decisi dall'autorità di bilancio; osserva che la riserva per le sfide e le priorità emergenti dell'NDICI-Europa globale offre un modello per tale riserva di flessibilità, ma che il processo decisionale per la sua mobilitazione non deve essere replicato nel futuro QFP; richiama l'attenzione sulla necessità di assicurare poteri di controllo rafforzati e più efficaci ai colegislatori per la definizione delle priorità e degli obiettivi strategici, nonché una ripartizione di bilancio dettagliata per garantire che l'autorità di bilancio disponga degli strumenti necessari per adottare decisioni significative e consapevoli;

101.

evidenzia che il QFP deve disporre di margini sufficienti nell'ambito di ciascuna rubrica per garantire che nuovi strumenti od obiettivi di spesa concordati nel corso del periodo di programmazione possano essere accolti senza erodere i finanziamenti destinati ad altri obiettivi strategici e a lungo termine o senza intaccare la capacità di risposta alle crisi;

102.

sottolinea che la possibilità di trasferimenti di bilancio a norma del regolamento finanziario prevede già la flessibilità per adeguarsi all'evoluzione delle esigenze di spesa nel corso dell'esecuzione del bilancio; evidenzia che, in base alle norme vigenti, la Commissione dispone di una notevole libertà di trasferire importi considerevoli tra settori politici senza l'approvazione dell'autorità di bilancio, il che limita la sorveglianza e il controllo; chiede pertanto che le norme siano modificate in modo da introdurre un importo massimo, oltre a una percentuale massima per linea di bilancio, per i trasferimenti senza approvazione; ritiene che, per i trasferimenti da istituzioni dell'Unione diverse dalla Commissione che sono oggetto di un'eventuale obiezione debitamente giustificata da parte del Parlamento o del Consiglio, una misura di semplificazione utile potrebbe essere definire una soglia al di sotto della quale sarebbero esentati da tale procedura;

103.

ricorda che l'attuale QFP è stato sottoposto a ulteriori tensioni a causa degli elevati livelli di inflazione in un contesto in cui si applica un deflatore annuo del 2 % ai prezzi del 2018, riducendo il valore del bilancio in termini reali e comprimendo la sua capacità operativa e amministrativa; ritiene pertanto che il futuro bilancio dovrebbe essere dotato di una capacità di risposta sufficiente per consentire al bilancio di adattarsi agli shock inflazionistici;

104.

chiede una riforma radicale degli strumenti speciali esistenti al fine di rafforzare la capacità di risposta alle crisi e garantire una reazione tempestiva ed efficace attraverso una mobilitazione più rapida; evidenzia che gli attuali strumenti sono sia inadeguati in termini di dimensioni che limitati da un'eccessiva rigidità, visto che diversi strumenti sono di fatto destinati esclusivamente a determinati tipi di crisi; segnala che una maggiore capacità di risposta alle crisi garantirà che i fondi della politica di coesione non siano utilizzati per tale finalità e possano pertanto essere impiegati per i loro obiettivi di investimento previsti;

105.

è del parere che il QFP post-2027 dovrebbe includere soltanto due strumenti speciali: uno dedicato a garantire la solidarietà in caso di calamità naturali (subentrando all'attuale riserva di solidarietà europea) e uno per la risposta alle crisi di carattere generale e per rispondere a qualsiasi esigenza imprevista e priorità emergente, in particolare laddove gli importi previsti da strumenti speciali per le catastrofi naturali si rivelino insufficienti (subentrando allo strumento di flessibilità); insiste sul fatto che entrambi gli strumenti speciali dovrebbero essere adeguatamente finanziati fin dall'inizio ed essere in grado di procedere al riporto sine die degli importi non spesi nell'arco del QFP; ritiene che tutti gli altri strumenti speciali possano essere liquidati o inglobati nei due strumenti speciali o nei programmi esistenti;

106.

chiede che il futuro strumento di flessibilità sia massicciamente finanziato nella sua fase iniziale e successivamente alimentato da una serie di fonti di finanziamento aggiuntive, quali i margini non spesi degli esercizi precedenti (come nel caso dell'attuale strumento unico di margine), l'eccedenza annuale dell'esercizio precedente, un meccanismo basato sulle ammende, sul modello del vigente articolo 5 del regolamento QFP, i rientri di capitale da strumenti finanziari e gli stanziamenti disimpegnati; evidenzia che il prossimo QFP dovrebbe essere concepito in modo tale che i futuri strumenti speciali non siano necessari per coprire il rimborso del debito;

107.

sottolinea che il riutilizzo dell'eccedenza, dei rientri dagli strumenti finanziari e degli accantonamenti in eccedenza e dei disimpegni richiederebbe modifiche del regolamento finanziario;

108.

rileva che, in presenza di adeguate risorse iniziali e di tali modalità di riutilizzo dei fondi inutilizzati, il bilancio potrebbe disporre di una capacità di risposta di gran lunga superiore senza compromettere la prevedibilità dei contributi nazionali basati sull'RNL; insiste sul fatto che è meno probabile che un QFP dotato di maggiore flessibilità e capacità di risposta richieda una sostanziale revisione a medio termine;

Un bilancio a lungo termine maggiormente orientato ai risultati

109.

sottolinea che, al fine di massimizzare l'impatto, è indispensabile che la spesa nell'ambito del prossimo QFP sia molto più rigorosamente allineata agli obiettivi politici strategici dell'Unione e meglio coordinata con la spesa a livello nazionale; evidenzia che, a sua volta, la consultazione delle autorità regionali e locali è essenziale per facilitare l'accesso ai finanziamenti e garantire che il sostegno fornito dall'Unione risponda alle reali esigenze dei destinatari finali e apporti benefici tangibili alle persone; pone l'accento sull'importanza dell'assistenza tecnica alle autorità responsabili dell'attuazione per contribuire a garantire un'attuazione tempestiva, l'addizionalità degli investimenti e, pertanto, il massimo impatto;

110.

evidenzia che, al fine di sostenere un coordinamento efficace tra la spesa dell'Unione e quella nazionale, la Commissione prevede un «nuovo meccanismo di orientamento snello» concepito per «rafforzare il legame tra il coordinamento generale delle politiche e il bilancio dell'UE»; insiste affinché il Parlamento svolga un ruolo decisionale a pieno titolo in qualsiasi meccanismo di coordinamento o di orientamento;

111.

ritiene che il dispositivo per la ripresa e la resilienza, essendo incentrato sui risultati e sul nesso tra riforme e investimenti e sostegno al bilancio, abbia contribuito a stimolare gli investimenti e le riforme nazionali che altrimenti non sarebbero stati realizzati;

112.

sottolinea che il dispositivo per la ripresa e la resilienza può contribuire a orientare l'erogazione della spesa dell'Unione in regime di gestione concorrente; ricorda, tuttavia, che il dispositivo è stato concordato nel contesto molto specifico della pandemia della COVID-19 e non può pertanto essere replicato in blocco per i futuri programmi di investimento;

113.

sottolinea che la spesa in regime di gestione concorrente nel prossimo QFP deve coinvolgere le autorità regionali e locali e tutte le parti interessate, dalla progettazione alla realizzazione, attraverso un approccio di governance multilivello e basato sul territorio e in linea con un principio di partenariato migliorato, garantire la dimensione europea transfrontaliera dei progetti di investimento e concentrarsi sui risultati e sull'impatto piuttosto che sul rendimento, fissando indicatori di performance misurabili, garantendo la disponibilità di dati pertinenti e contribuendo all'elaborazione e all'adeguamento dei programmi;

114.

evidenzia che l'elaborazione della spesa in regime di gestione concorrente nell'ambito del prossimo QFP deve salvaguardando il ruolo del Parlamento europeo in qualità di legislatore, autorità di bilancio e di discarico, nonché di autorità preposta a chiedere conto all'esecutivo del suo operato, istituendo meccanismi di responsabilità rigorosi e garantendo la piena trasparenza in relazione ai destinatari finali o ai gruppi di destinatari dei fondi di spesa dell'Unione attraverso un sistema interoperabile che consenta di monitorare efficacemente i flussi di cassa e i progressi dei progetti;

115.

ritiene che l'approccio «un piano nazionale per Stato membro» previsto dalla Commissione non sia in linea con i principi di cui sopra e non possa costituire la base per la spesa in regime di gestione concorrente dopo il 2027; ricorda che, a tale riguardo, l'Unione è tenuta, a norma dell'articolo 175 TFUE, a fornire sostegno attraverso strumenti per la spesa agricola, regionale e sociale;

Un bilancio a lungo termine che gestisca le passività in modo sostenibile

116.

ricorda la ferma opposizione del Parlamento europeo a subordinare il rimborso degli oneri finanziari di NextGenerationEU a un massimale nell'ambito di una rubrica del QFP, dato che tali costi sono soggetti alle condizioni del mercato, sono influenzati da fattori esterni e sono quindi intrinsecamente volatili, e visto che il rimborso degli oneri finanziari è un impegno giuridico non discrezionale; sottolinea che è altresì necessario introdurre nuove risorse proprie, onde evitare che alle generazioni future incomba l'onere dei debiti pregressi;

117.

deplora il fatto che, nell'ambito dell'architettura esistente e nonostante la dichiarazione comune concordata dalle tre istituzioni nell'accordo del 2020 sul QFP, secondo cui le spese a copertura dei costi di finanziamento di NextGenerationEU «mirano a non ridurre i programmi e i fondi», i finanziamenti per i principali programmi dell'Unione e le risorse disponibili per gli strumenti speciali, anche dopo la revisione del QFP, siano stati di fatto in concorrenza con il rimborso degli oneri finanziari dell'NGEU in un contesto di forte inflazione e di aumento dei tassi di interesse; ricorda che la pressione esercitata sul bilancio dagli oneri finanziari dell'NGEU è stata un fattore chiave che ha determinato tagli a programmi faro nell'ambito della revisione del QFP;

118.

sottolinea che, ad oggi, il bilancio dell'Unione è stato tenuto unicamente a rimborsare gli interessi relativi all'NGEU e che, a partire dal 2028, sarà inoltre tenuto a rimborsare il capitale; fa presente che, secondo la Commissione, i costi totali per il rimborso del capitale e degli interessi dell'NGEU dovrebbero ammontare a circa 25-30 miliardi di EUR l'anno a partire dal 2028, pari al 15-20 % degli stanziamenti di pagamento del bilancio per il 2025;

119.

riconosce che, sebbene gli oneri finanziari dell'NGEU saranno più stabili nel prossimo periodo del QFP in quanto le obbligazioni saranno già state emesse, il preciso profilo di rimborso avrà un impatto sul livello degli interessi e quindi sul grado di volatilità; insiste pertanto affinché tutti i costi collegati all'assunzione di prestiti sostenuti dal bilancio dell'Unione o dal margine di manovra di bilancio siano trattati in maniera distinta rispetto agli stanziamenti per i programmi dell'UE nell'ambito dell'architettura del QFP;

120.

segnala, a tale riguardo, la crescente richiesta affinché il bilancio dell'UE funga da garanzia per l'essenziale sostegno fornito dall'Unione attraverso l'assistenza macrofinanziaria e i rischi connessi; sottolinea che, in caso di insolvenza o di ritiro delle garanzie nazionali, il bilancio dell'UE garantisce, in ultima analisi, tutti i prestiti di assistenza macrofinanziaria e dunque assume passività potenziali significative e imprevedibili, in particolare in relazione all'Ucraina;

121.

invita pertanto la Commissione a progettare un'architettura solida e duratura che consenta una gestione sostenibile di tutti i costi e le passività non discrezionali, preservando pienamente i programmi dell'Unione nonché la flessibilità e la capacità di risposta del bilancio;

Un bilancio a lungo termine dotato di risorse adeguate e finanziato in modo sostenibile

122.

sottolinea che, come descritto in precedenza, le esigenze di bilancio per il periodo successivo al 2027 saranno notevolmente superiore agli importi stanziati per il QFP 2021-2027 e, inoltre, dovranno altresì coprire gli oneri di finanziamento e il rimborso del debito; insiste pertanto affinché il prossimo QFP sia dotato di risorse notevolmente superiori a quelle previste per il periodo 2021-2027, abbandonando il livello autoimposto e storicamente restrittivo dell'1 % dell'RNL, che ha impedito all'Unione di realizzare le sue ambizioni e l'ha privata della capacità di rispondere alle crisi e di adattarsi alle esigenze emergenti;

123.

ritiene che sia opportuno valutare tutti gli strumenti e i mezzi per dotare l'Unione di tali risorse, in linea con le sue priorità e le sue esigenze individuate; considera, a tale proposito, che l'assunzione congiunta di prestiti mediante l'emissione di obbligazioni dell'UE rappresenti un'opzione praticabile per garantire che l'Unione disponga di risorse sufficienti per rispondere a gravi crisi a livello dell'UE, come la crisi in corso nel settore della sicurezza e della difesa;

124.

ribadisce la necessità di entrate sostenibili e resilienti per il bilancio dell'Unione; richiama l'attenzione sulla tabella di marcia giuridicamente vincolante verso l'introduzione di nuove risorse proprie nell'AII, in cui il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione si sono impegnati a introdurre nuove risorse proprie sufficienti per coprire almeno il rimborso del debito dell'NGEU; sottolinea che, nel complesso, il paniere di nuove risorse proprie dovrebbe essere equo, collegato a obiettivi strategici più ampi dell'Unione e concordato in tempo e con un volume sufficiente per soddisfare le accresciute esigenze di bilancio;

125.

ribadisce il proprio sostegno alla proposta modificata della Commissione relativa al sistema delle risorse proprie; esprime profonda preoccupazione per la totale assenza di progressi rispetto al sistema delle risorse proprie in seno al Consiglio; invita il Consiglio ad adottare con urgenza tale proposta; esorta la Commissione a compiere ogni sforzo per sostenere il processo di adozione;

126.

invita inoltre la Commissione a continuare a impegnarsi per individuare nuove risorse proprie aggiuntive, innovative e autentiche e altre fonti di entrate oltre a quelle specificate nell'AII; sottolinea che le nuove risorse proprie sono essenziali non solo per consentire il rimborso dei prestiti contratti nell'ambito dell'NGEU, ma anche per garantire che l'Unione disponga degli strumenti necessari per coprire le proprie esigenze di spesa accresciute;

127.

invita la Commissione a elaborare un bilancio più moderno caratterizzato da un nuovo orientamento di spesa, guidato dalla necessità di equità, maggiore semplificazione, riduzione degli oneri amministrativi e maggiore trasparenza, anche sul versante delle entrate; sottolinea che le attuali riduzioni e correzioni terminano automaticamente alla fine dell'attuale QFP;

128.

accoglie con favore la decisione, contenuta nella rifusione del regolamento finanziario, di considerare come entrate negative qualsiasi interesse o altro onere dovuto a terzi in relazione a importi di ammende, altre penalità o sanzioni annullati o ridotti dalla Corte di giustizia; ricorda che tale soluzione giunge a termine il 31 dicembre 2027; invita la Commissione a proporre una soluzione definitiva per il prossimo QFP che consegua lo stesso obiettivo di evitare qualsiasi impatto sul lato della spesa del bilancio;

Un bilancio a lungo termine basato su una stretta cooperazione interistituzionale

129.

sottolinea che il Parlamento intende esercitare pienamente le sue prerogative di legislatore, autorità di bilancio e autorità di discarico a norma dei trattati;

130.

ricorda che la necessità di una stretta cooperazione interistituzionale tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo, dalle prime fasi di progettazione fino all'adozione definitiva del QFP, è sancita dai trattati e ulteriormente specificata nell'AII;

131.

richiama l'attenzione sull'impegno del Parlamento europeo a svolgere pienamente il proprio ruolo nel corso dell'intero processo; ritiene che la concezione del QFP dovrebbe avvenire dal basso verso l'alto e basarsi sull'ampio coinvolgimento dei portatori di interessi; sottolinea inoltre la necessità di un dialogo strategico tra le tre istituzioni in vista delle proposte relative al QFP;

132.

invita la Commissione a proporre sin dall'inizio modalità pratiche di cooperazione e veri e propri negoziati; evidenzia, in particolare, l'importanza di convocare gli incontri tra i tre presidenti, a norma dell'articolo 324 TFUE, ogniqualvolta possano contribuire a ottenere progressi e insiste affinché la Commissione dia seguito alle richieste del Parlamento in tal senso; ricorda alla Commissione il suo obbligo di fornire informazioni al Parlamento europeo su un piano di parità con il Consiglio, in quanto entrambi rami dell'autorità di bilancio e colegislatori sugli atti di base relativi al QFP;

133.

ricorda che l'AII dichiara specificamente che il Parlamento, il Consiglio e la Commissione «cercheranno di determinare modalità specifiche per cooperare e dialogare tra loro»; pone in evidenza che le disposizioni in materia di cooperazione stabilite nell'AII, tra cui le riunioni periodiche tra il Parlamento europeo e il Consiglio, rappresentano il minimo indispensabile e che occorre molto di più per dare attuazione al principio di cui all'articolo 312, paragrafo 5, TFUE, che prevede di adottare «ogni misura necessaria a facilitare l'adozione» di un nuovo QFP; invita pertanto le successive presidenze del Consiglio a rispettare non soltanto la lettera, ma anche lo spirito dei trattati;

134.

rammenta che l'adozione tardiva del regolamento QFP e della relativa legislazione per i periodi 2014-2020 e 2021-2027 ha comportato notevoli ritardi che hanno ostacolato la corretta attuazione dei programmi dell'UE; insiste pertanto affinché si compia ogni sforzo per garantire l'adozione tempestiva del prossimo pacchetto QFP;

135.

auspica che la Commissione, nell'ambito del pacchetto di proposte sul QFP, presenti un nuovo AII in linea con le realtà del nuovo bilancio, anche per quanto riguarda la gestione delle passività potenziali; sottolinea che le modifiche del regolamento finanziario necessarie per l'allineamento al nuovo QFP dovrebbero entrare in vigore contemporaneamente al regolamento QFP;

°

° °

136.

incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)   GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 11, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2093/oj.

(2)   GU L 424 del 15.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2020/2053/oj.

(3)   GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 28, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_interinstit/2020/1222/oj.

(4)   GU L, 2024/2509, 26.9.2024, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/2509/oj.

(5)   GU L 433 I del 22.12.2020, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/2092/oj.

(6)   GU C, C/2024/6751, 26.11.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2024/6751/oj.

(7)   GU C, C/2023/1067, 15.12.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2023/1067/oj.

(8)   GU C 177 del 17.5.2023, pag. 115.

(9)   GU C 445 del 29.10.2021, pag. 240.

(10)   GU C 428 del 13.12.2017, pag. 10.

(11)   GU C, C/2025/279, 24.1.2025, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2025/279/oj.

(12)  Articolo 9 del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento (UE) 2019/2088, GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2020/852/oj.

(13)  Regolamento (UE) 2022/2065 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 ottobre 2022 relativo a un mercato unico dei servizi digitali e che modifica la direttiva 2000/31/CE (regolamento sui servizi digitali), GU L 277 del 27.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/2065/oj.

(14)  Regolamento (UE) 2022/1925 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 settembre 2022 relativo a mercati equi e contendibili nel settore digitale e che modifica le direttive (UE) 2019/1937 e (UE) 2020/1828 (regolamento sui mercati digitali), GU L 265 del 12.10.2022, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2022/1925/oj.


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/575/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)


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