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Document 52018DC0401

Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2018 del Belgio e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 del Belgio

COM/2018/401 final

Bruxelles, 23.5.2018

COM(2018) 401 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sul programma nazionale di riforma 2018 del Belgio

e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 del Belgio


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sul programma nazionale di riforma 2018 del Belgio

e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 del Belgio

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche 1 , in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,

vista la raccomandazione della Commissione europea 2 ,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo 3 ,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l’occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2018. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 22 marzo 2018 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 22 novembre 2017 la Commissione ha altresì adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui il Belgio non è stato annoverato tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha anche adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 22 marzo 2017. Il 14 maggio 2018 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (“raccomandazione per la zona euro”).

(2)In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, il Belgio dovrebbe assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione sulla politica economica della zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3.

(3)Il 7 marzo 2018 è stata pubblicata la relazione per paese relativa al Belgio 2018 4 . Nella relazione sono stati valutati i progressi compiuti dal Belgio nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio l’11 luglio 2017, il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.

(4)Il 27 aprile 2018 il Belgio ha presentato il programma nazionale di riforma 2018 e il programma di stabilità 2018. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente per tener conto delle relative correlazioni.

(5)La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei per il periodo 20142020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 5 , ove necessario per sostenere l’attuazione delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio, la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi strutturali e d’investimento europei a una sana gestione economica 6 .

(6)Il Belgio è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetto alla regola del debito. Nel programma di stabilità 2018 il governo prevede un graduale miglioramento del saldo nominale, che passa da un disavanzo dell’1,0% del PIL nel 2017 a un avanzo dello 0,1% del PIL nel 2021. L’obiettivo di bilancio a medio termine, fissato a una posizione di bilancio in pareggio in termini strutturali, dovrebbe essere raggiunto entro il 2020. Tuttavia, il saldo strutturale ricalcolato 7 continua a indicare un disavanzo pari allo 0,2% nel 2020. Secondo il programma di stabilità 2018, dopo aver raggiunto il picco di quasi il 107% nel 2014 ed essere sceso a circa il 103% nel 2017, il rapporto tra debito pubblico e PIL dovrebbe diminuire al 94,6% entro il 2021. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. Le misure a sostegno degli obiettivi di disavanzo pianificati a partire dal 2019 non sono invece state illustrate in modo esauriente; secondo le previsioni di primavera 2018 della Commissione questo fattore contribuisce, a politiche invariate, al previsto deterioramento del saldo strutturale nel 2019.

(7)Il 23 maggio 2018 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del TFUE perché nel 2017 il Belgio non ha compiuto progressi sufficienti verso la conformità con il parametro per la riduzione del debito. A seguito della valutazione di tutti i fattori pertinenti, poiché attualmente non si dispone di dati sufficientemente solidi per concludere che il Belgio registra una deviazione significativa nel 2017 e nel biennio 2016-2017, la relazione non ha potuto stabilire con certezza se il criterio del debito definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/1997 sia soddisfatto o meno. La Commissione riesaminerà la conformità sulla base dei dati ex post per il 2018 che saranno comunicati nella primavera 2019.

(8)Il programma di stabilità 2018 indica che nel 2017 le misure relative alla sicurezza hanno avuto un impatto considerevole sul bilancio e fornisce elementi di prova sufficienti della portata e della natura di tali costi di bilancio supplementari. Secondo la Commissione, per le misure relative alla sicurezza le spese aggiuntive ammissibili ammontano nel 2017 allo 0,04% del PIL. Questa spesa aggiuntiva rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 5, paragrafo 1, e dell’articolo 6, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97, dato che la gravità della minaccia terroristica è un evento inconsueto che ha rilevanti ripercussioni sulle finanze pubbliche del Belgio e visto che la sostenibilità non sarebbe compromessa se si consentisse una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine. Pertanto, al fine di tener conto di questi costi supplementari, l’aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine richiesto per il 2017 è stato ridotto.

(9)L’11 luglio 2017 il Consiglio ha raccomandato al Belgio di assicurare un tasso nominale di crescita della spesa pubblica primaria netta 8 non superiore all’1,6% nel 2018, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6% del PIL. Nel contempo, ha aggiunto che la valutazione del documento programmatico di bilancio per il 2018 e la successiva valutazione dei risultati di bilancio nel 2018 dovranno tenere debitamente conto dell’obiettivo di conseguire una situazione di bilancio che contribuisca sia a rafforzare la ripresa in corso, sia ad assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Sulla scorta della valutazione riguardo alla solidità della ripresa in Belgio che la Commissione ha effettuato nell’ambito del parere sul documento programmatico di bilancio del Belgio, tenendo debitamente conto delle sfide connesse alla sostenibilità cui il paese è confrontato, non è necessario esaminare nessun elemento aggiuntivo a tale riguardo. Sulla base delle previsioni di primavera 2018 della Commissione, vi è il rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine raccomandato nel 2018 e nel biennio 2017-2018.

(10)Per il 2019, alla luce del rapporto debito pubblico/PIL al di sopra del 60% e del previsto divario tra prodotto effettivo e prodotto potenziale dello 0,4%, il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta del Belgio non dovrebbe superare l’1,8%, in linea con l’aggiustamento strutturale dello 0,6% del PIL imposto dalla matrice degli obblighi nell’ambito del patto di stabilità e crescita. A politiche invariate, vi è un rischio di deviazione significativa da tale requisito nel 2019 e nel biennio 2018-2019. Ad una prima analisi si prevede che il Belgio non rispetterà la regola del debito nel 2018 e nel 2019. Nel complesso, il Consiglio è del parere che a partire dal 2018 il Belgio debba adottare i necessari provvedimenti per conformarsi alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. L’impiego di eventuali entrate straordinarie per ridurre ulteriormente il rapporto debito pubblico/PIL rappresenterebbe una risposta prudente.

(11)La sostenibilità delle finanze pubbliche rimane una sfida. Anche se le riforme pensionistiche adottate nel 2015 hanno rappresentato un passo importante per affrontare i rischi a lungo termine dell’invecchiamento, la relazione 2018 sull’invecchiamento demografico evidenzia un aumento maggiore del previsto della spesa a lungo termine connessa all’invecchiamento, sia per le pensioni che per l’assistenza di lunga durata. Si prevede che la spesa pensionistica sarà aumentata di 2,9 punti percentuali del PIL nel 2070, a fronte di un aumento di 1,3 punti percentuali registrato nel precedente aggiornamento e di una diminuzione di 0,1 punti percentuali del PIL in media per la zona euro. A tale riguardo, la piena attuazione della tabella di marcia per le riforme stabilita dal governo potrebbe contribuire ad affrontare tali rischi. Inoltre, la spesa per l’assistenza di lunga durata dovrebbe aumentare, passando da un livello del 2,3% del PIL già superiore alla media dell’UE al 4,0 % del PIL entro il 2070. Se si riducesse la frammentazione della struttura organizzativa dell’assistenza di lunga durata, che è dovuta alla distribuzione delle competenze tra diversi livelli amministrativi, si potrebbe aumentare l’efficienza della spesa in questo settore.

(12)Un efficace coordinamento di bilancio è fondamentale in uno Stato membro a struttura federale come il Belgio, in cui gran parte delle competenze di spesa è stata devoluta alle amministrazioni subnazionali. Per migliorare il coordinamento interno e recepire la componente di bilancio del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell’Unione economica e monetaria (il “patto di bilancio”), nel 2013 il governo federale ha concluso con le regioni e le comunità un accordo di cooperazione allo scopo di definire su base pluriennale percorsi di bilancio generali e individuali, sorvegliati dal Consiglio superiore delle finanze. Il fatto che sia stato raggiunto un accordo su singoli obiettivi di bilancio da conseguire entro il 2020 è positivo. Manca però ancora un accordo formale sugli obiettivi di bilancio annuali a tutti i livelli di governo. Sono stati compiuti progressi riguardo all’istituzione di garanzie sufficienti per l’indipendenza del Consiglio superiore delle finanze.

(13)Il contenimento della spesa potrebbe svolgere un ruolo più incisivo per il risanamento di bilancio. La spesa pubblica totale in percentuale del PIL è al di sopra della media della zona euro. Nonostante il loro potenziale di stimolo della crescita sul lungo periodo, gli investimenti pubblici sono bassi rispetto agli standard europei, in particolare in rapporto alla spesa pubblica totale. Oltre a un volume limitato di capitale pubblico, si registra anche un deterioramento della qualità delle infrastrutture pubbliche. Le revisioni della spesa possono contribuire a una ripartizione più intelligente delle spese e sostenere un risanamento favorevole alla crescita. A livello regionale, soltanto le Fiandre prevedono di introdurre un approccio di revisione della spesa nella procedura di bilancio. Inoltre, nessun livello di governo in Belgio è attualmente vincolato da norme nazionali in materia di spesa, ad eccezione di un massimale per la spesa sanitaria. Si tratta di un fattore in controtendenza rispetto all’adozione sempre più frequente di tali norme in tutta l’UE il quale impedisce il risanamento di bilancio basato sulla spesa. Inoltre, i contributi versati al sistema belga di garanzia dei depositi non vengono investiti in un portafoglio separato di attività a basso rischio.

(14)Nonostante una posizione patrimoniale complessivamente favorevole, la distribuzione del debito e delle attività tra le famiglie belghe evidenzia alcune sacche di vulnerabilità. A causa di un periodo prolungato in cui i prezzi delle abitazioni sono aumentati più rapidamente del reddito disponibile, la situazione finanziaria delle famiglie si è indebolita per via di un aumento quasi automatico dei debiti. Sebbene siano state adottate misure per affrontare l’aumento dei rischi macroprudenziali, la complessità del processo decisionale macroprudenziale a livello nazionale potrebbe far sì che i rischi per la stabilità finanziaria rimangano irrisolti. Attualmente i prezzi delle abitazioni sembrano essere leggermente sopravvalutati.

(15)Come indicato nella raccomandazione per la zona euro 2018, la lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva è essenziale per impedire distorsioni della concorrenza tra le imprese, garantire l’equo trattamento dei contribuenti e tutelare le finanze pubbliche. Gli effetti di ricaduta tra gli Stati membri delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva attuate dai contribuenti richiedono un’azione coordinata delle politiche nazionali per integrare la legislazione dell’UE. Il precedente sistema di deduzione fondato sugli “interessi nozionali” che poggiava sul capitale proprio è stato sostituito da un sistema incrementale. Il nuovo sistema che, come la deduzione per la crescita e gli investimenti proposta nell’ambito della base imponibile comune per l’imposta sulle società, ha una base incrementale, sarà limitato al capitale proprio incrementale calcolato sulla base di una media di 5 anni. Tale modifica è volta a contribuire alla neutralità di bilancio della riforma dell’imposta sulle società e a sopperire al rischio che il sistema sia utilizzato per una pianificazione fiscale aggressiva, fermo restando l’obiettivo di attenuare il problema della distorsione a favore del debito nella tassazione delle imprese. L’elaborazione attualmente in corso di un quadro normativo antiabuso mira a fugare le preoccupazioni relative all’assenza di norme specifiche in materia. Si tratta di uno sviluppo positivo. Tale quadro sarà attentamente controllato per garantire che le nuove norme prendano in considerazione tutte le forme di abuso. Sulla base di scambi recenti, la Commissione porterà avanti il dialogo costruttivo per lottare contro le strategie di pianificazione fiscale aggressiva attuate dai contribuenti.

(16)La recente crescita economica è stata fonte di occupazione. La crescita dell’occupazione è stata vigorosa nel 2017 e il tasso di disoccupazione è attualmente vicino ai livelli pre-crisi. Tuttavia, per quanto riguarda il tasso di occupazione nella fascia di età compresa tra 20 e 64 anni (68,1% nel 2017), il Belgio è ancora distante dal conseguimento del suo obiettivo della strategia Europa 2020 (73,2%). Sono stati compiuti progressi limitati nella partecipazione dei gruppi svantaggiati al mercato del lavoro, in quanto l’inattività e la disoccupazione si riscontrano prevalentemente tra le persone scarsamente qualificate, le persone provenienti da un contesto migratorio e i lavoratori anziani, il che fa supporre che l’integrazione nel mercato del lavoro sia ostacolata da fattori tanto strutturali quanto di appartenenza a determinati gruppi. In particolare, le persone provenienti da un contesto migratorio, che costituiscono un’ampia percentuale della popolazione in età lavorativa, continuano ad ottenere risultati sfavorevoli sul mercato del lavoro e vi rappresentano quindi un grande potenziale inutilizzato. Nel 2016 il tasso di occupazione delle persone nate al di fuori dell’UE risultava pari al 49,1%, ossia inferiore di oltre 20 punti percentuali a quello degli autoctoni (con un divario ancora più pronunciato per le donne). Vi sono elementi per poter affermare che le misure di attivazione non sono ugualmente efficaci per tutti i gruppi della popolazione. Benché siano state adottate misure per contribuire a integrare i nuovi arrivati e ad affrontare il problema della discriminazione, si registra ancora una mancanza di coordinamento tra i diversi ambiti di intervento e i livelli politici per affrontare la sfida dell’integrazione delle persone provenienti da un contesto migratorio sul mercato del lavoro. Permangono forti disparità regionali nelle prestazioni del mercato del lavoro.

(17)Nonostante gli sforzi volti a ridurre il cuneo fiscale sul lavoro, permangono forti disincentivi al lavoro per alcuni gruppi, come le famiglie monoparentali a salario medio o i secondi percettori di reddito. Malgrado le misure adottate in passato, nel 2016 il cuneo fiscale per una famiglia monoparentale con salario medio risultava ancora tra i più elevati dell’UE. Anche la trappola della disoccupazione per coloro che percepiscono salari bassi (67% del salario medio per una famiglia monoparentale) è tra le più elevate dell’UE. Permangono forti disincentivi fiscali per i secondi percettori di reddito, principalmente donne.

(18)La percentuale di posti vacanti è tra le più elevate dell’UE, il che dimostra un grande squilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze legato, tra l’altro, alla bassa mobilità e alle insufficienti conoscenze linguistiche nella regione di Bruxelles. La partecipazione all’apprendimento permanente è bassa. Un maggiore impegno da parte delle singole persone e dei datori di lavoro verso l’apprendimento permanente è fondamentale per consentire alle persone di gestire le transizioni tra posti di lavoro.

(19)Le riforme scolastiche che stanno introducendo le comunità hanno permesso di realizzare alcuni progressi per quanto riguarda le pari opportunità di partecipazione a un’istruzione e a una formazione professionale di qualità. Tuttavia, nonostante i buoni risultati medi ottenuti rispetto alla dimensione internazionale, permangono le forti disuguaglianze di lunga data nel campo dell’istruzione. I risultati scolastici degli alunni di 15 anni mostrano una significativa variazione legata all’ambiente socioeconomico e allo status di migrante. Destano preoccupazione le differenze nei risultati tra le comunità e la bassa rappresentanza dei gruppi svantaggiati fra gli studenti con risultati migliori in scienze, lettura e matematica. Gli ampi divari di rendimento tra le scuole vanno di pari passo con le disparità in termini di opportunità di istruzione. Sebbene la percentuale di diplomati dell’istruzione terziaria sia elevata, si riscontrano disparità nell’accesso a un’istruzione di qualità, carenze nelle competenze e disparità regionali. La proporzione di laureati in ambito scientifico, tecnologico e matematico è una delle più basse nell’UE e le carenze in questi settori potrebbero diventare un grave ostacolo alla crescita e all’innovazione. La penuria di insegnanti desta preoccupazione, ma le riforme in questo settore procedono a rilento. È necessario adeguare lo sviluppo professionale continuo degli insegnanti. Sia la comunità fiamminga che quella francofona hanno intrapreso importanti riforme dei loro sistemi di istruzione. L’attuazione è prevista per il prossimo decennio e oltre. Tuttavia, alla fine del 2017 si è deciso di posticipare l’entrata in vigore di misure fondamentali. L’impatto delle riforme e delle misure dipenderà in gran parte dalla loro effettiva attuazione e dal loro monitoraggio.

(20)Sono state varate solo riforme limitate per ovviare al quadro normativo restrittivo nel settore dei servizi. Le Fiandre hanno abolito la legislazione sullo stabilimento per una serie di professioni artigianali. Tuttavia, alcuni servizi professionali continuano ad essere fortemente regolamentati. Ne consegue che la concorrenza in questi settori è modesta e si registrano bassi tassi di ingresso di nuove imprese sul mercato. Nel settore dell’edilizia, vengono imposti regimi di autorizzazione orizzontali per l’accesso al mercato e, nonostante le misure adottate in questi ultimi anni, le licenze edilizie continuano a essere complesse. I tassi di ricambio nel settore edile belga sono ben al di sotto della media dell’UE, il che potrebbe essere sintomo di una concorrenza insufficiente in questo settore. Ciò incide anche sulla realizzazione di importanti progetti infrastrutturali. Si registrano inoltre notevoli restrizioni nel settore dei servizi di trasporto stradale e ferroviario. La debole crescita della produttività dell’economia belga è riconducibile in gran parte alla scarsa crescita della produttività nel settore dei servizi. Le restrizioni normative si ripercuotono negativamente anche sugli utenti di questi servizi, in particolare il settore manifatturiero. Una riforma strutturale più approfondita dei principali settori dei servizi contribuirebbe a stimolare la crescita della produttività, essenziale per garantire la crescita futura e la sostenibilità delle finanze pubbliche.

(21)Sono stati compiuti progressi limitati riguardo al funzionamento del commercio al dettaglio. Malgrado le recenti riforme, il settore risente ancora delle restrizioni normative che incidono sul suo rendimento e scoraggiano gli investimenti. I prezzi di numerose categorie di prodotti continuano a essere più alti che negli Stati membri limitrofi. Sono necessari ulteriori sforzi per rendere l’ambiente economico favorevole agli investimenti e alla concorrenza affinché i consumatori ottengano una scelta più ampia di prodotti e prezzi più bassi. In aprile la Commissione ha proposto buone pratiche per guidare le riforme degli Stati membri del settore del commercio al dettaglio 9 .

(22)L’imprenditorialità in Belgio rimane bassa, nonostante le riforme attuate negli ultimi anni e le misure di recente attuazione il cui impatto non è ancora stato valutato. Il dinamismo imprenditoriale langue e il tasso di creazione di imprese è tra i più bassi in Europa, di gran lunga inferiore alla media dell’UE, accompagnato da un basso tasso di distruzione. Inoltre, l’onere amministrativo per le imprese rimane pesante ed è caratterizzato da procedure complesse e da un basso livello di certezza normativa.

(23)Nel settore dei servizi pubblici digitali, il Belgio si colloca nella media. Mentre occupa una buona posizione globale nello sviluppo dell’economia digitale, è a un livello medio quanto ai servizi pubblici digitali. La struttura federale del Belgio pone difficoltà specifiche alla creazione di servizi di e-government coerenti e su scala nazionale. L’esistenza di sistemi disparati che non sono necessariamente interoperabili comporta delle perdite. Il sistema giudiziario suscita tuttora gravi preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda il ritardo negli interventi, la digitalizzazione e l’attendibilità, la comparabilità e l’uniformità dei dati giudiziari. La realizzazione di iniziative volte a digitalizzare alcuni servizi per tutti gli organi giurisdizionali, quali eBox o e-Deposit, è indietro rispetto al calendario previsto. Tuttavia, finché non sarà applicato un sistema uniforme di codificazione in tutti gli organi giurisdizionali, l’attendibilità e la comparabilità dei dati relativi all’efficienza dei procedimenti giudiziari rimarranno limitate.

(24)Malgrado recenti riforme, il sistema fiscale belga resta complesso. La riforma dell’imposta sul reddito delle società consentirà di ridurre le aliquote previste per legge e contribuirà a semplificare il sistema. Tuttavia, vengono mantenute numerose esenzioni e incentivi distorsivi, come dimostra la tendenza all’aumento del numero globale di agevolazioni fiscali. Si potrebbero sfruttare meglio le possibilità offerte dallo spostamento del carico fiscale verso basi imponibili più favorevoli alla crescita. Le entrate derivanti da imposte ambientali sono tra le più basse dell’UE. Il passaggio a una fiscalità veramente “verde” presenta invece numerose potenzialità, ad esempio per ovviare al trattamento fiscale favorevole concesso ai veicoli aziendali, i quali generano inquinamento atmosferico, congestione del traffico e emissioni di gas a effetto serra.

(25)Sono stati registrati progressi limitati per quanto riguarda la congestione del traffico. La mobilità risente della carenza di investimenti pubblici nelle infrastrutture, degli incentivi fiscali distorsivi e della mancanza di concorrenza nel settore dei trasporti, fattori che provocano gravi problemi di congestione e ostacolano la crescita della produttività. Anno dopo anno si registra un aggravamento della congestione del traffico stradale, che scoraggia gli investimenti esteri e provoca notevoli costi sociali, economici e ambientali. Le sfide più urgenti riguardano il completamento e l’ammodernamento delle infrastrutture del trasporto ferroviario e stradale, in particolare attorno ad Anversa e Bruxelles e al loro interno. Si registrano inoltre notevoli restrizioni nel settore dei servizi di trasporto stradale e ferroviario. Le autorità possono incoraggiare un utilizzo più efficiente delle infrastrutture esistenti e il trasferimento modale dal trasporto individuale verso alternative di trasporto collettivo e a basse emissioni.

(26)Nell’ambito del semestre europeo 2018, la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica del Belgio, che ha pubblicato nella relazione per paese 2018. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2018, il programma nazionale di riforma 2018, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte al Belgio negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica del Belgio, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.

(27)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2018 e il suo parere 10 trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,

RACCOMANDA che il Belgio adotti provvedimenti nel 2018 e nel 2019 al fine di:

1.assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi l’1,8% nel 2019, il che si traduce in un aggiustamento strutturale annuo pari allo 0,6% del PIL; sfruttare le entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL; portare avanti le riforme pensionistiche previste e contenere l’aumento previsto della spesa per l’assistenza di lunga durata; dare piena attuazione dell’accordo di cooperazione del 2013 per il coordinamento delle politiche di bilancio a tutti i livelli di governo; migliorare l’efficienza e la composizione della spesa pubblica a tutti i livelli di governo per liberare risorse per gli investimenti pubblici, in particolare effettuando revisioni della spesa;

2.eliminare i disincentivi al lavoro e rafforzare l’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro, in particolare per le persone poco qualificate, le persone provenienti da un contesto migratorio e i lavoratori anziani; portare avanti le riforme in materia di istruzione e formazione, in particolare favorendo l’equità e aumentando la percentuale di laureati in ambito scientifico, tecnologico e matematico e in ingegneria;

3.ridurre l’onere normativo e amministrativo al fine di incentivare l’imprenditorialità e rafforzare la concorrenza nel settore dei servizi, in particolare del commercio al dettaglio, dell’edilizia e dei servizi professionali; affrontare le crescenti sfide in materia di mobilità, in particolare attraverso investimenti in infrastrutture di trasporto nuove o in quelle esistenti e il potenziamento di incentivi all’uso dei mezzi di trasporto collettivo e a basse emissioni.

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
(2)    COM(2018) 401 final.
(3)    P8_TA(2018)0077 e P8_TA(2018)0078.
(4)    SWD(2018) 200 final.
(5)    Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
(6)    COM(2014) 494 final.
(7)    Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
(8)    La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono spalmati su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
(9)    COM(2018) 219 final.
(10)    A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
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