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Document 52026BP0061

Risoluzione (UE) 2026/61 del Parlamento europeo del 22 ottobre 2025 recante osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2023, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio

GU L, 2026/61, 13.1.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/res/2026/61/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

ELI: http://data.europa.eu/eli/res/2026/61/oj

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Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie L


2026/61

13.1.2026

RISOLUZIONE (UE) 2026/61 DEL PARLAMENTO EUROPEO

del 22 ottobre 2025

recante osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2023, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio

IL PARLAMENTO EUROPEO,

vista la sua decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2023, sezione II – Consiglio europeo e Consiglio,

visti l’articolo 102 e l’allegato V del suo regolamento,

vista la seconda relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A10-0167/2025),

A.

considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l’autorità di discarico intende sottolineare che è particolarmente importante rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell’Unione, migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando una corretta gestione delle risorse umane;

B.

considerando che, conformemente all’articolo 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), il Parlamento europeo è l’unica istituzione responsabile della concessione del discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione e che il bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio costituisce una sezione del bilancio dell’Unione;

C.

considerando che, a norma dell’articolo 15, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea, il Consiglio europeo non esercita funzioni legislative;

D.

considerando che, conformemente all’articolo 317 TFUE, la Commissione dà esecuzione al bilancio sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria, e che, nell’ambito del quadro in vigore, la Commissione deve riconoscere alle altre istituzioni dell’Unione i poteri necessari all’esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio;

E.

considerando che, a norma dell’articolo 235, paragrafo 4, e dell’articolo 240, paragrafo 2, TFUE, il Consiglio europeo e il Consiglio («Consiglio») sono assistiti dal segretariato generale del Consiglio e che il segretario generale del Consiglio è interamente responsabile della sana gestione degli stanziamenti iscritti nella sezione II del bilancio dell’Unione;

F.

considerando che, nel corso di quasi vent’anni, il Parlamento ha attuato la prassi consolidata e rispettata di concedere il discarico a tutte le istituzioni e a tutti gli organi e organismi dell’Unione, e che la Commissione sostiene la necessità di seguire in futuro la prassi di concedere il discarico a ciascuna istituzione e a ciascun organo od organismo dell’Unione per le proprie spese amministrative;

G.

considerando che, conformemente all’articolo 59, paragrafo 1, del regolamento finanziario, la Commissione riconosce alle altre istituzioni dell’Unione i poteri necessari all’esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio;

H.

considerando che, dal 2009, la mancanza di cooperazione da parte del Consiglio nella procedura di discarico costringe il Parlamento a rifiutare di concedere il discarico al segretario generale del Consiglio;

I.

considerando che il Consiglio europeo e il Consiglio, in quanto istituzioni dell’Unione e destinatari del bilancio generale dell’Unione, dovrebbero essere trasparenti, responsabili democraticamente nei confronti dei cittadini dell’Unione e soggetti a un controllo democratico della spesa dei fondi pubblici;

J.

considerando che la raccomandazione del Mediatore europeo («Mediatore») nell’indagine strategica OI/2/2017/TE sulla trasparenza del processo legislativo del Consiglio indicava che la prassi del Consiglio in merito alla trasparenza del processo legislativo costituiva un caso di cattiva amministrazione e doveva essere affrontata al fine di consentire ai cittadini di seguire il processo legislativo dell’Unione;

K.

considerando che la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea conferma il diritto dei contribuenti e del pubblico di essere informati sull’uso delle entrate pubbliche e che il Tribunale, nella sentenza del 25 gennaio 2023, causa T-163/21 (1), De Capitani/Consiglio, ha affermato, in merito alla trasparenza del processo legislativo dell’Unione, che i documenti prodotti dal Consiglio nei suoi gruppi di lavoro non hanno carattere tecnico bensì legislativo e sono pertanto soggetti a richieste di accesso ai documenti;

1.   

esprime profondo rammarico per il fatto che, dal 2009 e nuovamente per l’esercizio 2023, il Consiglio continui a rifiutare di cooperare con il Parlamento nella procedura di discarico, impedendo al Parlamento di prendere una decisione informata fondata su un controllo serio e approfondito dell’esecuzione del bilancio del Consiglio e costringendolo quindi a rifiutare il discarico;

2.   

osserva che il 20 settembre 2024 i servizi competenti del Parlamento, a nome del relatore per la procedura di discarico, hanno trasmesso al segretariato del Consiglio un questionario contenente 90 domande importanti per il Parlamento al fine di consentire un controllo approfondito dell’esecuzione del bilancio del Consiglio e della gestione del Consiglio; osserva inoltre che questionari simili sono stati inviati a tutte le altre istituzioni, le quali hanno tutte fornito al Parlamento risposte esaurienti a ogni domanda;

3.   

si rammarica del fatto che, il 23 settembre 2024, il segretariato generale del Consiglio abbia comunicato ancora una volta al Parlamento che non avrebbe risposto al suo questionario e che non avrebbe partecipato all’audizione organizzata per il 12 novembre 2024 nell’ambito della procedura di discarico, audizione alla quale hanno partecipato tutte le altre istituzioni che erano state invitate;

4.   

sottolinea la prerogativa del Parlamento di concedere il discarico a norma dell’articolo 319 TFUE nonché le disposizioni applicabili del regolamento finanziario e del regolamento del Parlamento, in linea con l’interpretazione e la prassi attuali, vale a dire il potere di concedere il discarico al fine di mantenere la trasparenza e garantire la responsabilità democratica nei confronti dei contribuenti dell’Unione;

5.   

sottolinea che l’articolo 59, paragrafo 1, del regolamento finanziario afferma che la Commissione riconosce alle altre istituzioni dell’Unione i poteri necessari all’esecuzione delle rispettive sezioni del bilancio e, pertanto, trova ancora una volta incomprensibile che il Consiglio ritenga adeguato che il discarico sia concesso alla Commissione per l’esecuzione del bilancio del Consiglio;

6.   

sottolinea la prassi consolidata e rispettata, seguita dal Parlamento nel corso di quasi vent’anni, di concedere il discarico a tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’Unione; ricorda che la Commissione ha dichiarato la propria incapacità di vigilare sull’esecuzione dei bilanci delle altre istituzioni dell’Unione; sottolinea il punto di vista ribadito dalla Commissione secondo cui il Parlamento dovrebbe continuare a seguire la prassi di concedere il discarico a ciascuna istituzione dell’Unione per le sue spese amministrative;

7.   

sottolinea che la situazione attuale consente al Parlamento di controllare solo le relazioni della Corte dei conti e del Mediatore, come anche le informazioni pubblicamente disponibili sul sito Internet del Consiglio, dal momento che tale istituzione continua a dar prova di negligenza non cooperando con il Parlamento, cosa che rende impossibile a quest’ultimo svolgere correttamente i suoi compiti e prendere una decisione informata sulla concessione del discarico;

8.   

deplora che il Consiglio da quasi quindici anni dia prova di una mancanza di volontà politica di collaborare con il Parlamento nel contesto della procedura annuale di discarico; sottolinea che tale comportamento ha un effetto negativo duraturo su entrambe le istituzioni, danneggia la credibilità della gestione e del controllo democratico del bilancio dell’Unione e incrina la fiducia dei cittadini nei confronti dell’Unione in quanto entità trasparente;

9.   

ribadisce la sua profonda frustrazione per l’atteggiamento del Consiglio riguardo alla procedura di discarico, che trasmette un messaggio inappropriato ai cittadini dell’Unione in un momento in cui è essenziale una maggiore trasparenza; sottolinea che il Consiglio deve rispettare le stesse norme in materia di responsabilità che si aspetta siano osservate dalle altre istituzioni dell’Unione;

10.   

sottolinea che tutte le altre istituzioni dell’Unione riconoscono e comprendono il principio secondo cui, in virtù della delega di potere in materia di esecuzione del bilancio, il Parlamento ha sia il diritto che l’obbligo di controllare i loro bilanci e la relativa esecuzione nell’ambito della procedura di discarico; esprime pertanto forte disapprovazione per il fatto che il Consiglio continui a rifiutare di cooperare con il Parlamento a tale riguardo;

11.   

sottolinea che la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sostiene il diritto dei contribuenti e del pubblico di essere informati sull’uso delle entrate pubbliche; chiede, pertanto, il pieno rispetto della prerogativa e del ruolo del Parlamento quale garante della responsabilità democratica; invita il Consiglio a dare debitamente seguito alle raccomandazioni adottate dal Parlamento nel contesto della procedura di discarico;

12.   

sottolinea che la situazione attuale deve essere migliorata attraverso una cooperazione interistituzionale più efficace nell’ambito del quadro esistente dei trattati; ritiene che un’eventuale revisione dei trattati potrebbe rendere più chiara e trasparente la procedura di discarico, conferendo esplicitamente al Parlamento il potere di concedere il discarico individualmente a tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’Unione ed esorta il Consiglio a dialogare attivamente con il Parlamento per affrontare tale situazione;

13.   

osserva che il 6 maggio 2025, durante il suo intervento dinanzi alla plenaria del Parlamento, il rappresentante della presidenza del Consiglio ha espresso la volontà di quest’ultimo «di impegnarsi in una cooperazione significativa e pragmatica tra le nostre istituzioni» per quanto riguarda il discarico in relazione alla sezione del bilancio dell’Unione relativa al Consiglio europeo e al Consiglio e chiede che tale intenzione sia tradotta in misure concrete in tempo utile; invita pertanto il Consiglio a riprendere quanto prima i negoziati con il Parlamento al più alto livello, coinvolgendo i Segretari generali e i Presidenti di entrambe le istituzioni, al fine di sbloccare la situazione di stallo e trovare una soluzione tenendo conto dei ruoli rispettivi delle due istituzioni nella procedura di discarico e garantendo la trasparenza e un adeguato controllo democratico dell’esecuzione del bilancio;

14.   

sottolinea che le osservazioni del Parlamento riguardanti la gestione finanziaria e di bilancio, la gestione interna, la performance e il controllo interno, le risorse umane, l’uguaglianza e il benessere, il quadro etico e la trasparenza, la digitalizzazione, la cibersicurezza e la protezione dei dati, gli edifici, l’ambiente e la sostenibilità, la cooperazione interistituzionale e la comunicazione contenute nella sua risoluzione sul discarico del 7 maggio 2025 sono ancora valide;

15.   

ribadisce il suo rammarico per il fatto che il bilancio del Consiglio europeo e del Consiglio non sia stato suddiviso in due bilanci nettamente separati, come raccomandato dal Parlamento nelle sue precedenti risoluzioni sul discarico, al fine di migliorare la trasparenza e la responsabilità, non da ultimo per quanto riguarda il Consiglio europeo, dato che è attualmente impossibile ottenere informazioni affidabili in merito ai suoi costi; sottolinea l’importanza di dati affidabili per un controllo oggettivo; chiede che la raccomandazione dell’autorità di discarico sia rispettata;

16.   

deplora vivamente l’atteggiamento ostruzionistico del governo ungherese in seno al Consiglio europeo; osserva che gli stalli politici in corso e gli insufficienti progressi nelle riforme in materia di trasparenza continuano a minare la fiducia e l’efficacia del Consiglio europeo; chiede riforme mirate dei trattati per potenziare il processo decisionale democratico e la trasparenza in seno al Consiglio europeo;

17.   

accoglie con favore la decisione di adottare le conclusioni, sostenute da 26 Stati membri, sul perdurante e fermo sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina quali riportate nel documento EUCO 16/25 del Consiglio europeo adottato il 26 giugno 2025; si rammarica che, a causa dei persistenti veti, sia stato necessario ricorrere a tale linea di azione; chiede lo sviluppo di meccanismi alternativi per aggirare i veti su questioni urgenti, in attesa delle modifiche dei trattati volte a migliorare l’efficienza e l’unità del processo decisionale in seno al Consiglio europeo; sottolinea che il bilancio dell’Unione per il 2023 ha già mobilitato ingenti risorse per sostenere l’Ucraina ed evidenzia l’importanza di garantire che le future decisioni di bilancio rispecchino tale impegno strategico;

18.   

esorta il Consiglio a garantire che la presidenza del Consiglio sia esercitata rigorosamente in linea con il diritto, i principi e la credibilità dell’Unione; deplora l’uso improprio da parte del governo ungherese della presidenza dell’UE per perseguire attività bilaterali che contraddicono i valori fondamentali dell’Unione; esorta vivamente il Consiglio a condannare tale condotta.


(1)  Sentenza del Tribunale del 25 gennaio 2023, De Capitani/Consiglio, T-163/21, ECLI:EU:T:2023:15.


ELI: http://data.europa.eu/eli/res/2026/61/oj

ISSN 1977-0707 (electronic edition)


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