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Document 52025DC0920

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI sull'attuazione e sull'applicazione della politica commerciale dell'UE

COM/2025/920 final

Bruxelles, 3.11.2025

COM(2025) 920 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

sull'attuazione e sull'applicazione della politica commerciale dell'UE











































{SWD(2025) 940 final}


Indice

I.Sintesi

II.Sfruttare appieno gli accordi commerciali preferenziali dell'UE

II.2    Attuazione degli accordi commerciali bilaterali dell'UE    

III.Aiutare le PMI a inserirsi nel commercio globale

IV. Affrontare gli ostacoli e identificare soluzioni

IV.1    Situazione attuale e tendenze nel 2024    

IV.2    Applicazione bilaterale e multilaterale degli impegni commerciali: risoluzione delle controversie    

IV.3    Lo sportello unico    



I.Sintesi

Negli ultimi anni il paradigma geopolitico globale ha subito un mutamento significativo, che ha determinato cambiamenti conseguenti nell'attuazione e nell'applicazione della politica commerciale dell'UE.

La presente quinta relazione sull'attuazione e sull'applicazione della politica commerciale dell'UE rispecchia gli sforzi concertati destinati a ricalibrare e rafforzare le relazioni commerciali, costruire partenariati collaborativi e orientarsi verso le complessità di un mondo sempre più frammentato, illustrando il ruolo trasversale del commercio nel rafforzare la competitività, la sicurezza e la sostenibilità.

Gli accordi commerciali hanno contribuito a rafforzare la competitività dell'UE a livello globale

In tempi economici incerti, gli accordi commerciali hanno contribuito a potenziare l'accesso delle imprese dell'UE ai mercati di paesi terzi e le esportazioni dell'UE in settori importanti, come dimostrano gli esempi seguenti:

·le esportazioni di merci dell'UE verso il Canada sono aumentate del 51 % dall'applicazione provvisoria dell'accordo economico e commerciale globale (CETA), iniziata nel settembre 2017. Tale dato fa da contraltare a un aumento del 20 % delle esportazioni dell'UE verso il resto del mondo nello stesso periodo. L'agricoltura, che ha registrato un aumento delle esportazioni del 40 %, è stata il fattore trainante di tale crescita: le esportazioni di vino dell'UE verso il Canada sono aumentate del 22 % e le esportazioni di formaggi del 97 % 1 ;

·le esportazioni dell'UE verso il Giappone dall'entrata in vigore dell'accordo di partenariato economico (APE) UE-Giappone nel 2019 sono aumentate di circa 267 milioni di EUR. Tra i settori che ne hanno beneficiato figurano il vino, le bevande e i prodotti agricoli trasformati, i prodotti animali (fatta eccezione per le carni suine), i seminativi e i prodotti a base vegetale;

·le imprese dell'UE hanno registrato un aumento degli scambi commerciali per un valore di circa 4 miliardi di EUR con i paesi andini, in particolare la Colombia, il Perù e l'Ecuador, come conseguenza diretta dell'accordo di libero scambio (ALS) dell'UE, entrato provvisoriamente in vigore nel 2013 con la Colombia e il Perù e nel 2017 con l'Ecuador.

Inoltre i più recenti accordi dell'UE che sostengono gli investimenti e promuovono l'uso delle norme e degli standard dell'UE, garantendo in tal modo parità di condizioni, hanno avuto un effetto positivo sulle piccole e medie imprese (PMI) e sulla loro espansione al di fuori dell'UE. Ciò è stato essenziale per le oltre 680 000 PMI dell'UE che effettuano esportazioni e che rappresentano il 95 % di tutte le imprese esportatrici dell'UE.

In un recente studio di valutazione ex post 2 sul CETA condotto per conto della Commissione è stato effettuato un confronto tra l'aumento percentuale del numero di PMI dell'UE che esportano in Canada negli anni antecedenti il CETA (2012-2016) e l'aumento percentuale registrato nei primi cinque anni successivi alla sua applicazione provvisoria (2017-2022). Tale studio ha consentito di concludere che il numero di PMI dell'UE che esportano in Canada era cresciuto del 20,3 %, un aumento che ha superato anche quello delle maggiori imprese esportatrici (ossia del 13,8 %).

Gli accordi commerciali hanno inoltre aumentato la resilienza e contribuito a diversificare l'economia dell'UE

Il perseguimento degli obiettivi della politica commerciale dell'UE nel contesto di un insieme integrato di politiche dell'UE sostiene anche una più ampia trasformazione di settori specifici.

·Settore industriale/automobili: una volta entrato in vigore l'accordo con il Mercosur (concluso a livello politico nel dicembre 2024), le tariffe sulle parti di automobili (attualmente al 14 %) e sulle automobili (attualmente al 35 %) saranno progressivamente eliminate, mentre il rischio di restrizioni all'esportazione che incidono sull'approvvigionamento di materie prime critiche per la produzione di batterie dell'UE sarà ridotto.

·Scambi di beni e servizi agevolati dalla digitalizzazione: l'UE ha incluso capitoli sul commercio digitale nei propri accordi commerciali bilaterali con il Giappone (integrati di recentemente da un accordo bilaterale sui flussi di dati) 3 , il Regno Unito e la Nuova Zelanda e nei propri accordi aggiornati con il Cile e il Messico. Oltre agli accordi bilaterali con i capitoli sul commercio elettronico, l'UE ha altresì concluso negoziati per accordi sul commercio digitale con Singapore (luglio 2024) e con la Repubblica di Corea (marzo 2025).

·Appalti pubblici: l'UE è parte di accordi commerciali, tra cui l'accordo sugli appalti pubblici (AAP) dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), contenente impegni in materia di appalti che garantiscono l'accesso reciproco a 40 paesi 4  (parti dell'AAP e/o dell'ALS), che le consentono di accedere ad appalti per un valore stimato di 1 800 miliardi di EUR.

Sicurezza economica e sicurezza delle catene di approvvigionamento: gli accordi commerciali hanno sostenuto la diversificazione e garantito l'approvvigionamento di fattori produttivi

Gli accordi commerciali hanno aiutato le imprese dell'UE a trovare nuovi mercati di esportazione diversificando nel contempo le fonti di approvvigionamento e le destinazioni di esportazione. A sua volta, ciò ha consentito loro di rispondere in modo flessibile ai rischi globali e di ridurre le dipendenze da mercati specifici.

Il calo totale delle esportazioni di beni dell'UE verso la Russia, pari a 53,1 miliardi di EUR (confronto tra il 2024 e la media del 2019-2021), è stato più che compensato da un aumento di oltre 200 miliardi di EUR delle esportazioni dell'UE verso i partner ALS dell'UE nello stesso periodo 5 .

In seguito all'imposizione di sanzioni commerciali nei confronti della Russia, le imprese dell'UE hanno rapidamente trovato nuovi mercati alternativi, spesso in paesi che avevano già concluso un accordo commerciale con l'UE.

·Il calo delle vendite di veicoli e parti di veicoli alla Russia, per un valore di 8 miliardi di EUR, è stato compensato da un aumento delle esportazioni verso il Regno Unito che da sole rappresentano un valore di 8,8 miliardi di EUR.

·La diminuzione delle esportazioni di macchinari elettrici, per un valore di 7 miliardi di EUR, è stata compensata da un aumento delle esportazioni (per un valore di 7,6 miliardi di EUR) verso una serie di paesi, tra cui figurano la Svizzera, il Regno Unito, il Messico e la Norvegia.

La rete di accordi commerciali dell'UE in vigore rafforza la capacità dell'UE di rafforzare la propria flessibilità strategica, sostenendo gli interessi economici a lungo termine dell'Unione. In considerazione dei recenti sviluppi, in particolare delle misure tariffarie statunitensi, una maggiore attenzione è stata posta anche al valore dei nuovi accordi commerciali in attesa di adozione o in fase di negoziazione. In tale contesto, accordi quali il Mercosur, una volta in vigore, daranno un contributo importante alla diversificazione, che costituisce un aspetto essenziale della strategia commerciale dell'UE. Un'agenda bilaterale di successo potrebbe inoltre contribuire a contrastare l'effetto a catena delle tariffe statunitensi, ossia un aumento delle esportazioni cinesi verso altri paesi e la conseguente erosione delle quote di mercato dell'UE.

L'ampia rete di accordi e partenariati commerciali dell'UE ha rafforzato la presenza geopolitica dell'Unione in un contesto internazionale in rapido deterioramento. In tale contesto, ha contribuito alla resilienza delle catene di approvvigionamento aiutando l'UE ad assicurarsi fattori produttivi critici, quali l'energia e le materie prime necessarie per la transizione verso l'energia pulita e altri settori critici dell'economia dell'Unione, nonché a ridurre la dipendenza eccessiva di quest'ultima da singoli mercati, una vulnerabilità che potrebbe essere sfruttata contro l'UE stessa.

·Gli accordi commerciali dell'UE hanno aiutato l'UE a diversificare il proprio approvvigionamento energetico e di materie prime prendendo le distanze dalla Russia. Ad esempio, le importazioni di gas e gas naturale liquefatto dalla Norvegia, dall'Algeria e dal Kazakhstan hanno contribuito a colmare il deficit di approvvigionamento generato dalle sanzioni nei confronti del gas russo (integrando le importazioni dagli Stati Uniti), mentre le importazioni di rame dal Cile e dalla Repubblica democratica del Congo hanno colmato il vuoto lasciato dal calo delle importazioni di rame dalla Russia.

·Gli accordi commerciali dell'UE hanno inoltre contribuito a diversificare l'approvvigionamento, con un numero maggiore di prodotti scambiati con partner ALS rispetto a partner che condividono gli stessi principi ma che non hanno concluso un ALS. Recenti ricerche condotte dalla DG TRADE/gruppo dell'Unità dell'economista capo in collaborazione con il consiglio nazionale svedese per il commercio, che hanno esaminato le tendenze degli scambi commerciali dell'UE con Canada, Giappone, Vietnam e Singapore tra il 2016 e il 2023, hanno consentito di confermare che gli accordi commerciali dell'UE hanno creato un approvvigionamento più diversificato nei primi anni della loro attuazione, in particolare nel settore dei prodotti chimici, una delle categorie di prodotti più importanti. Questa osservazione rispecchia gli obiettivi di più ampio respiro dell'UE di ridurre le vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, sviluppare partenariati con paesi che condividono gli stessi principi e rafforzare e approfondire la capacità industriale dell'UE.

Affrontare in maniera efficace gli ostacoli agli scambi ha consentito alle imprese di competere a condizioni eque e ha garantito reciprocità

La Commissione ha continuato a lavorare nel contesto dell'OMC e delle strutture di gestione degli accordi commerciali per affrontare gli ostacoli interni alle frontiere, in particolare quelli tecnici. Nel 2024 il valore delle esportazioni dell'UE interessate da ostacoli tecnici agli scambi in paesi terzi è stato dell'ordine di 25 miliardi di EUR. Come illustrato nel grafico che segue, le esportazioni dell'UE maggiormente interessate da ostacoli tecnici agli scambi sono le esportazioni verso la Cina (14 miliardi di EUR), seguite da quelle verso il Marocco (5 miliardi di EUR) e la Colombia (2 miliardi di EUR).

Figura 1: esempi di esportazioni dell'UE interessate da ostacoli tecnici agli scambi in paesi terzi (2024)

Gli ostacoli tecnici agli scambi sono spesso più marcati con i partner che non hanno un accordo commerciale con l'UE o che ne hanno uno relativamente datato.

La forte componente istituzionale degli accordi commerciali dell'UE ha aiutato tutte le parti a prevenire ed eliminare gli ostacoli agli scambi nel modo più efficiente possibile, attraverso contatti regolari tra esperti commerciali e settoriali.

·A seguito dell'impegno bilaterale sostenuto dall'APE UE-Giappone, il Giappone ha riveduto il proprio elenco di additivi alimentari sicuri in modo da tutelare gli interessi degli esportatori dell'UE. Nel 2024 il Giappone ha confermato che 33 additivi ampiamente utilizzati nell'UE rimarranno nel suo elenco, sottolineando la reputazione dell'UE per quanto riguarda la fornitura di prodotti alimentari sicuri e di alta qualità.

·A seguito dell'impegno bilaterale con la Serbia nell'ambito dell'accordo di stabilizzazione e di associazione, nel marzo 2025 la Serbia ha revocato il divieto, in vigore dall'aprile 2024, di importazione di pellet di legno, che aveva provocato una diminuzione delle esportazioni dell'UE per un valore di circa 4 milioni di EUR. Analogamente, le restrizioni quantitative all'importazione di margarina e olio di girasole introdotte nel marzo 2024 sono state abolite nel marzo 2025 e le restrizioni quantitative all'esportazione di rottami metallici, introdotte nel gennaio 2025, sono state abolite nel luglio 2025.

Di contro, qualora l'impegno diplomatico non abbia successo, la Commissione ricorrerà alla risoluzione delle controversie (tra giugno 2024 e giugno 2025 sono stati avviati cinque nuovi casi) oppure si avvarrà di misure autonome per difendere i propri interessi. Nel 2025 la Commissione ha iniziato a servirsi dei poteri conferitile dallo strumento per gli appalti internazionali (IPI) dell'UE per contrastare le pratiche sleali che limitano l'accesso agli appalti pubblici per i fornitori, i beni e i servizi dell'UE in paesi partner commerciali:

·il 14 gennaio 2025, dopo l'avvio di un'indagine sul settore dei dispositivi medici in Cina, la Commissione ha pubblicato conclusioni che confermano che la Cina aveva trattato ingiustamente fornitori di dispositivi medici dell'UE nel contesto di propri appalti pubblici per tali dispositivi;

·il 19 giugno 2025 la Commissione ha deciso di imporre misure 6 alla Cina, impedendo a società cinesi di partecipare ad appalti pubblici per dispositivi medici nell'UE per un importo superiore a 5 milioni di EUR. Inoltre, gli aggiudicatari non sarebbero autorizzati a rifornirsi dalla Cina per oltre il 50 % dei fattori produttivi ai fini di tali appalti.

Gli accordi commerciali hanno svolto un ruolo importante nella promozione della sostenibilità

Gli accordi commerciali dell'UE hanno continuato a svolgere un ruolo importante nel rafforzamento del commercio e della sostenibilità. 14 accordi conclusi dal 2012 (a partire da quello con la Repubblica di Corea) contengono disposizioni che promuovono norme internazionali in materia di lavoro e ambiente. La Commissione ha continuato a individuare le priorità specifiche per paese riguardanti il lavoro, le questioni di genere, l'ambiente, il clima e la società civile, ricorrendo a uno stretto coinvolgimento dei gruppi consultivi interni (GCI) dell'UE istituiti nell'ambito di tali accordi, che riuniscono imprese, sindacati e altri portatori di interessi al fine di assistere la Commissione nell'attuazione dei suoi accordi commerciali.

Nel 2024 sono stati compiuti progressi in Colombia, Guatemala e Moldova verso la ratifica e l'attuazione di convenzioni internazionali fondamentali sui diritti del lavoro.

Lo sportello unico 7 della Commissione ha valutato due ulteriori denunce formali sul commercio e lo sviluppo sostenibile, entrambe riguardanti il Vietnam. Una è stata ricevuta nel marzo 2024 in merito alla ratifica delle convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e l'altra nel febbraio 2025, riguardante violazioni dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori.

Ambito della presente relazione

La presente è la quinta relazione annuale 8 consolidata sull'attuazione e sull'applicazione degli impegni commerciali previsti dagli accordi commerciali bilaterali preferenziali 9 in vigore nel 2024 e dall'OMC. Fornisce una panoramica delle attività principali realizzate e dei risultati principali conseguiti dall'UE nel 2024 e nei primi sette mesi del 2025 sotto la guida del responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali della Commissione.

Il documento di lavoro dei servizi della Commissione 10 che accompagna la relazione contiene informazioni supplementari su 41 dei principali accordi preferenziali dell'UE. Il sito web della Commissione 11 contiene informazioni supplementari rispetto alla presente relazione in merito: i) all'evoluzione degli scambi commerciali dell'UE con i partner preferenziali nel 2024; ii) all'uso delle preferenze tariffarie per le esportazioni e le importazioni dell'UE suddivise per i partner commerciali preferenziali, sia per l'UE sia per gli Stati membri; e iii) ai dati sull'uso dei contingenti tariffari nell'ambito di taluni accordi commerciali.

La presente relazione si concentra sull'attuazione e sull'applicazione della politica commerciale dell'UE attraverso la rete di accordi e relazioni commerciali preferenziali dell'UE. Si collega inoltre a questioni di più ampio respiro relative alla sicurezza economica e all'applicazione delle norme in settori specifici, aspetti che sono trattati soltanto brevemente nella presente relazione, ma che sono oggetto di relazioni della Commissione a sé stanti. Tra tali questioni figurano:

·l'utilizzo di strumenti di difesa commerciale (attività antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia), oggetto della relazione annuale della Commissione sulla difesa commerciale 12 ;

·il monitoraggio e il contrasto della contraffazione, della pirateria e di altre violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (DPI), oggetto della relazione biennale della Commissione sui DPI nei paesi terzi 13  e dell'elenco di controllo sulla pirateria 14 ;

·il controllo degli investimenti esteri diretti (IED) e il controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso, che costituiscono i controlli dell'UE sul commercio e sugli investimenti strategici per la sicurezza e sono oggetto di relazioni annuali della Commissione riguardanti il controllo degli IED 15 e il regolamento (UE) 2021/821 (regolamento sul controllo delle esportazioni) 16 ;

·l'applicazione del regime relativo al sistema di preferenze generalizzate (SPG) 17 dell'UE, oggetto delle relazioni della Commissione sull'SPG.

Inoltre vengono elaborate relazioni annuali distinte sull'applicazione del regolamento sulle sovvenzioni estere 18 e dello strumento per gli appalti internazionali 19 .

II.Sfruttare appieno gli accordi commerciali preferenziali dell'UE

II.1    Scambi commerciali dell'UE con i partner preferenziali: principali sviluppi nel 2024

Nel 2024 sono entrati in vigore l'ALS UE-Nuova Zelanda (1º maggio 2024) e l'APE con il Kenya (1º luglio 2024), che hanno portato a 44 20 il numero di accordi commerciali preferenziali in vigore e rappresentano il 46,1 % 21 del commercio estero totale dell'UE.

Come illustra la figura 2, i principali partner preferenziali dell'UE (ossia quelli che rappresentano una quota degli scambi commerciali totali dell'UE con i partner preferenziali superiore al 5 %) sono stati il Regno Unito (21,8 % degli scambi commerciali dell'UE con i partner preferenziali), seguito da Svizzera (14,2 %), Turchia (9,1 %), Norvegia (6,9 %), Giappone (5,6 %) e Corea del Sud (5,3 %). Nel 2024 tali sei partner hanno rappresentato il 63 % degli scambi preferenziali dell'UE.

Figura 2: scambi commerciali dell'UE per partner preferenziale (2024)

Fonte: Comext di Eurostat.

Come illustra la figura 3, sebbene nel 2024 gli scambi commerciali dell'UE con i partner preferenziali siano diminuiti dello 0,8 %, è stato registrato un calo maggiore negli scambi commerciali dell'UE con tutti i partner (-1,1 %) e con i partner non ALS (-1,4 %). Nello stesso periodo la crescita delle esportazioni dell'UE verso i partner preferenziali è aumentata dell'1,4 %, superando la crescita delle esportazioni verso tutti i partner (1,1 %) e i partner non ALS (0,7 %).

Figura 3: crescita annuale degli scambi di merci dell'UE per tipo di partner (2023-2024)

Fonte: Comext di Eurostat.

In particolare, gli accordi commerciali più moderni, quali il CETA, l'APE UE-Giappone o l'ALS UE-Vietnam, tendono a facilitare l'accesso al mercato per l'industria dell'UE.

·Ad esempio, l'ALS UE-Vietnam, entrato in vigore nell'agosto 2020, è uno degli accordi commerciali più ambiziosi che l'UE ha concluso con un paese in via di sviluppo. Tale accordo ha inoltre progressivamente eliminato le tariffe e ridotto gli ostacoli non tariffari, garantendo condizioni migliori di accesso al mercato per entrambe le parti. Nel corso degli ultimi cinque anni le esportazioni dell'UE verso il Vietnam hanno rappresentato i due terzi dell'aumento delle esportazioni dell'UE verso l'Asean-4 22 . Le esportazioni della categoria di prodotti più significativa per l'UE, ossia il capitolo 30 (prodotti farmaceutici), sono quasi raddoppiate, passando da 1,1 miliardi di EUR nel 2019 a 2,1 miliardi di EUR nel 2024, rappresentando il 60 % delle esportazioni di prodotti farmaceutici dell'UE in entrambi gli anni 23 .

·Il numero di aggiudicatari dell'UE sul mercato giapponese degli appalti pubblici è aumentato costantemente dall'entrata in vigore dell'APE UE-Giappone. Nel 2022 (dati più recenti disponibili) le imprese dell'UE si sono aggiudicate appalti pubblici in Giappone per un valore di 317 milioni di EUR.

Gli accordi commerciali dell'UE hanno contribuito altresì al mantenimento da parte dell'Unione della sua posizione quale primo esportatore di prodotti agroalimentari

Nel 2024 le esportazioni agroalimentari dell'UE verso tutti i partner hanno registrato un nuovo record, raggiungendo 235 miliardi di EUR (+2,8 % rispetto al 2023). Nel 2024 gli scambi commerciali dell'UE con i partner preferenziali (importazioni ed esportazioni) sono aumentati in misura maggiore (+ 6,4 %) rispetto agli scambi commerciali dell'UE con i partner non ALS (+ 2,8 %).

Figura 4: crescita annuale degli scambi di prodotti agroalimentari dell'UE per tipo di partner (2023-2024)

Il Regno Unito è stato di gran lunga la prima destinazione delle esportazioni agroalimentari dell'UE tra i partner preferenziali e nel complesso, rappresentando il 23 % del totale delle esportazioni dell'UE.

Le esportazioni agroalimentari dell'UE verso il Regno Unito sono aumentate di 12 miliardi di EUR (+ 29 %) nel periodo compreso tra l'entrata in vigore dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito nel 2021 e il 2024. Analogamente, le esportazioni dell'UE sono aumentate di 2,1 miliardi di EUR (+ 139 %) verso l'Ucraina dal 2016, di 1,6 miliardi di EUR (+ 51 %) verso il Canada dal 2017 e di 1 miliardo di EUR (+ 15 %) verso il Giappone dal 2019.

In seguito a un calo nel 2023, le importazioni agroalimentari dell'UE sono tornate ai livelli del 2022, totalizzando quasi 172 miliardi di EUR nel 2024. Tale ripresa è stata determinata principalmente da un aumento dei prezzi all'importazione di cacao, caffè, frutta e frutta a guscio. Il Brasile è stato il fornitore principale dell'UE, con una quota di mercato del 10 % del totale delle importazioni agroalimentari dell'UE, seguito dal Regno Unito (9 %), che ha consolidato la sua posizione di fonte principale di importazioni agroalimentari dell'UE tra i partner preferenziali. Anche l'Ucraina è stata uno dei principali fornitori della catena alimentare dell'UE (8 %) e, in tale contesto, i cereali hanno rappresentato la metà delle esportazioni ucraine destinate principalmente al mercato dei mangimi dell'UE.

L'ampia rete di accordi commerciali dell'UE ha contribuito a un andamento generalmente solido degli scambi di prodotti agroalimentari. In particolare, gli scambi di prodotti agroalimentari dell'UE sono aumentati con Canada, Giappone e Vietnam a seguito dell'attuazione dei corrispondenti accordi commerciali, e le esportazioni di prodotti cui è stato concesso un accesso preferenziale hanno registrato aumenti significativi dovuti all'eliminazione o alla riduzione delle tariffe. Da uno studio della Commissione 24 pubblicato nel novembre 2024, che esamina l'andamento delle esportazioni di prodotti dell'UE cui è stato concesso un accesso preferenziale ai sensi del CETA, è emerso che le esportazioni sono aumentate in media del 14 % tra il 2019 e il 2023, per un valore pari a ulteriori 400 milioni di EUR. Tale successo potrebbe essere in parte attribuito alla costante eliminazione degli ostacoli sanitari e fitosanitari (SPS) nei paesi partner (95 tra il 2020 e il 2024) attraverso una stretta cooperazione con gli Stati membri.

Le esportazioni di prodotti dell'UE di valore elevato sono salvaguardate attraverso la protezione delle indicazioni geografiche (IG) nell'ambito degli ALS e di altri accordi internazionali. Al 31 dicembre 2024 un gran numero di indicazioni geografiche dell'UE beneficiava della protezione nel quadro di accordi bilaterali stipulati con oltre 30 paesi, che congiuntamente rappresentano circa il 60 % del PIL globale e il 30 % della popolazione mondiale.

Nuova Zelanda – vantaggi per le IG protette dell'UE.

·In considerazione della protezione delle IG richiesta nell'ambito dell'ALS UE-Nuova Zelanda, la Nuova Zelanda deve rimuovere dal proprio mercato i prodotti che non sono IG vere e proprie. Per le IG più comuni (quali la feta, il porto e il prosecco) sono stati consentiti periodi di transizione fino a nove anni e due nomi sono stati oggetto di una clausola grandfathering.

·La protezione delle IG nell'ambito dell'ALS UE-Nuova Zelanda va a vantaggio dei produttori dell'UE salvaguardando i loro diritti ed eliminando la concorrenza sleale.

Nel complesso, gli scambi di prodotti agroalimentari dell'UE sono estremamente diversificati e coinvolgono numerosi partner per le importazioni e le esportazioni. Permangono tuttavia dipendenze commerciali per taluni prodotti agroalimentari 25 . In termini di importazioni, gli ALS garantiscono stabilità nelle relazioni commerciali tra l'UE e i suoi partner, rafforzando la resilienza dell'Unione. Il 12 giugno 2025 il Consiglio ha inoltre adottato un regolamento che impone nuove tariffe sui restanti prodotti agricoli e su determinati fertilizzanti provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia che non erano ancora soggetti a dazi doganali supplementari. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dell'UE da tali importazioni nonché i proventi delle esportazioni russe, limitando in tal modo la sua capacità di finanziare la sua guerra di aggressione nei confronti dell'Ucraina. Tale regolamento è entrato in vigore il 1º luglio 2025.

Gli scambi di servizi dell'UE con i partner preferenziali sono aumentati più che con i partner non ALS

Nel 2023 gli scambi di servizi (importazioni ed esportazioni) dell'UE con i partner preferenziali 26 sono ammontati a 1 300 miliardi di EUR (dati più recenti disponibili), pari a quasi la metà (48 %) degli scambi totali di servizi dell'UE. Nel periodo 2022-2023 gli scambi di servizi dell'UE con i partner preferenziali sono aumentati più rapidamente rispetto a quelli con i partner non ALS (+ 4,5 % rispetto a + 1,2 %).

La bilancia commerciale dell'UE nel settore dei servizi con i partner preferenziali ha registrato un avanzo di 178,2 miliardi di EUR, mentre la bilancia commerciale con il resto del mondo ha registrato un disavanzo di 25,4 miliardi di EUR. Nel 2023 la bilancia commerciale totale dell'UE nel settore dei servizi ha raggiunto i 152,8 miliardi di EUR, con una diminuzione del 15,6 % rispetto al 2022.

A seguito della ripresa dalla pandemia di COVID-19, che ha fatto registrare un marcato aumento degli scambi di servizi dell'UE (importazioni ed esportazioni) tra il 2021 e il 2022 (+ 24,1 %), nel 2023 la crescita è rallentata attestandosi a un livello più normale (+ 2,8 %). Nel frattempo, nel 2023 l'UE ha esportato circa 1 427 miliardi di EUR in servizi (+ 1,6 % rispetto al 2022). I principali settori di esportazione sono stati gli altri servizi alle imprese (23,9 %), le telecomunicazioni, i servizi informatici e di informazione (20,7 %), i servizi di trasporto (17,2 %), i servizi di viaggio (126 %) e i servizi finanziari (7,1 %). L'UE ha importato circa 1 274 miliardi di EUR di servizi (+ 4,1 % rispetto al 2022).

Figura 5: crescita annuale degli scambi dell'UE in termini di servizi (2022-2023)

L'UE è leader mondiale nel settore dei servizi forniti in formato digitale, che nel 2023 ha rappresentato oltre la metà (54 %) del totale degli scambi esterni di servizi dell'UE, corrispondente a circa 3 000 miliardi di EUR di importazioni ed esportazioni.

II.2    Attuazione degli accordi commerciali bilaterali dell'UE

A.Attuazione degli impegni in materia di accesso al mercato

Prevenire/eliminare gli ostacoli attraverso i comitati ALS

L'esperienza acquisita nell'affrontare i potenziali ostacoli agli scambi ha dimostrato costantemente che l'UE è più efficace quando è in grado di individuare e anticipare nuovi ostacoli legislativi o regolamentari prima che diventino legge. Questo è anche uno dei motivi per cui, in seno tanto all'OMC quanto alle strutture di gestione degli accordi commerciali dell'UE, viene posto un forte accento sulla trasparenza e sull'allarme precoce. La prevenzione è essenziale anche per le PMI, che possono disporre di risorse limitate per seguire i potenziali sviluppi nei loro mercati di esportazione.

L'azione più efficace è stata collettiva, ossia mobilitando le risorse della Commissione, delle delegazioni dell'UE, degli Stati membri e delle imprese che operano tanto in paesi partner quanto nell'UE. Ad esempio, un'azione coordinata nell'ambito dell'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione UE-Regno Unito ha recentemente contribuito a prevenire l'introduzione di un potenziale ostacolo sotto forma di sovvenzioni per gli investimenti nell'energia eolica offshore attraverso i premi per l'industria sostenibile del Regno Unito con un bilancio di 646 milioni di EUR. Nel 2022 l'UE ha contestato con successo tale misura.

Al fine di sviluppare capacità, la Commissione e gli Stati membri stanno continuando a esplorare modalità pratiche per agevolare i flussi di informazioni tra le delegazioni dell'UE e le ambasciate degli Stati membri nei paesi terzi.

Gli accordi commerciali sono serviti da punto di partenza verso la cooperazione in settori di reciproco interesse

La gestione delle diverse normative tecniche tra le varie giurisdizioni incide pesantemente sui costi e sulle complessità dello svolgimento di attività commerciali all'estero. Per questo motivo, l'UE utilizza i propri accordi commerciali per facilitare la cooperazione normativa in settori di reciproco interesse, ridurre i costi riconoscendo gli approcci di ciascuna parte e promuovere la coerenza tra gli stessi. Di seguito sono riportati alcuni esempi di cooperazione riuscita nel 2024.

·Tramite uno scambio a livello normativo tra l'Agenzia europea per i medicinali e Health Canada attraverso il forum di cooperazione normativa UE-Canada, è stato possibile migliorare l'accesso ai medicinali pediatrici. Le discussioni tra la Canadian Hydrogen Association e Hydrogen Europe hanno portato alla firma, nel giugno 2024, di un memorandum d'intesa, mentre proseguono le discussioni sulla regolamentazione dell'energia da idrogeno, sulle pratiche sostenibili e sull'intelligenza artificiale.

·L'accesso al mercato è stato agevolato anche da accordi di riconoscimento reciproco (ARR) in materia di valutazione della conformità, che hanno eliminato la necessità di una costosa duplicazione delle prova. Nel 2024 un nuovo organismo di valutazione della conformità dell'UE è stato accreditato nell'ambito dell'ARR UE-USA 27 del 1999 e due organismi di valutazione della conformità dell'UE hanno ricevuto il rinnovo della loro qualifica nell'ambito dell'ARR UE-Giappone.

B.Attenzione puntata sul commercio e sullo sviluppo sostenibile

Nel 2024 la Commissione ha continuato ad attuare il proprio riesame della politica in materia di commercio e sviluppo sostenibile (CSS) 28 , riconoscendo il ruolo del commercio e dello sviluppo sostenibile nel contesto della politica commerciale.

Per i 14 accordi dell'UE che comprendono specificamente il commercio e lo sviluppo sostenibile, la Commissione ha continuato a individuare le priorità specifiche per paese riguardanti il lavoro, le questioni di genere, l'ambiente, il clima e la società civile, in stretta collaborazione con i gruppi consultivi interni (GCI) dell'UE istituiti nell'ambito di tali accordi. I tre accordi più recenti (l'accordo commerciale interinale UE-Cile, l'accordo di partenariato economico UE-Kenya e l'ALS UE-Nuova Zelanda) contengono anche disposizioni vincolanti in materia di parità di genere, emancipazione femminile e diritti del lavoro.

Nel 2024 la Commissione ha incaricato un consulente indipendente di effettuare una valutazione ex post dell'impatto degli ALS dell'UE sui principali aspetti ambientali, compreso il clima. La valutazione, pubblicata nel febbraio 2025 29 , fornisce un'analisi qualitativa dell'impatto delle disposizioni in materia di ambiente e clima in sette accordi commerciali dell'UE, sulla base di un'analisi documentale e di colloqui con vari portatori di interessi. Tale documento è accompagnato da 20 studi di casi relativi a un totale di 11 paesi partner.

·In generale nella valutazione è stato convenuto che le disposizioni ambientali contenute negli ALS hanno avuto ripercussioni positive sull'ambiente e sul clima nei paesi partner e, in particolare, non hanno portato a un arretramento in relazione alle norme ambientali o climatiche per incoraggiare il commercio o attrarre investimenti.

·Più specificamente, dalla valutazione è emerso che le disposizioni in materia di clima e ambiente contenute negli ALS dell'UE avevano generalmente conseguito i loro obiettivi ed erano efficaci. Tali disposizioni sono state inoltre considerate efficienti in quanto i benefici derivanti dal conseguimento degli obiettivi hanno superato i costi per i portatori di interessi.

·Infine in tale valutazione è stato concluso che le disposizioni ambientali contenute negli ALS dell'UE erano coerenti e pertinenti.

Un'altra priorità nel 2024 è stata monitorare i progressi compiuti in relazione alla prima denuncia in materia di CSS presentata da una ONG nel maggio 2022 presso lo sportello unico della Commissione per quanto riguarda i diritti dei lavoratori nel settore minerario in Perù e in Colombia. Il dialogo con tali paesi è proseguito nel 2024 al fine di individuare eventuali problemi legati all'attuazione del rispettivo diritto del lavoro. Nel caso della Colombia, le discussioni si sono concentrate sui progressi compiuti in relazione alle riforme interne in materia di lavoro. In termini di cooperazione in materia di CSS con il Perù, a marzo e a novembre del 2024 è stato pubblicato un elenco di attività di cooperazione tecnica per quanto riguarda la libertà di associazione, il lavoro minorile, il lavoro forzato, la lotta al lavoro sommerso e, in particolare, il rafforzamento del sistema di ispezione del lavoro. Secondo le previsioni, tali attività dovrebbero essere attuate nei prossimi anni con un ampio sostegno nell'ambito dei programmi dell'UE.

Gli esiti positivi di questa attività dimostrano l'importante ruolo svolto dalla società civile nella segnalazione e nel monitoraggio del rispetto della politica in materia di CSS nei paesi terzi.

Nel marzo 2024 è stata presentata una seconda denuncia formale relativa alla politica in materia di CSS presso lo sportello unico. Tale denuncia ha riguardato il capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile dell'ALS UE-Vietnam, in particolare l'impegno assunto dal Vietnam di "adopera[rsi] con costanza e assiduità per ratificare [...] le convenzioni fondamentali dell'OIL" in sospeso. Dalla valutazione preliminare della Commissione sono emersi i progressi limitati compiuti dal Vietnam in relazione all'impegno di adoperarsi con costanza e assiduità per ratificare la convenzione n. 87 dell'OIL. Il 27 novembre 2024 il Vietnam ha adottato una nuova legge sui sindacati. Tuttavia tale nuova legge non rende la ratifica della convenzione n. 87 una condizione né un requisito, né costituisce una ratifica della convenzione n. 87. Il 21 marzo 2025 il ministero degli Affari interni del Vietnam ha fornito un aggiornamento scritto in merito a diverse questioni legate al lavoro di interesse per l'UE. Tale lettera ha fornito alcuni approfondimenti recenti e ha incluso l'interpretazione da parte del Vietnam della sua nuova legge sui sindacati, ma non ha fornito dettagli sufficienti sugli sforzi passati e previsti del Vietnam per valutare se il paese rispetti l'impegno assunto nel quadro dell'ALS UE-Vietnam di adoperarsi con costanza e assiduità per ratificare la convenzione n. 87 dell'OIL. Sono pertanto necessarie ulteriori analisi, in relazione alle quali la Commissione attende con interesse di ricevere ulteriori informazioni dal Vietnam.

Nel febbraio 2025 è pervenuta una terza denuncia in materia di CSS riguardante anch'essa l'ALS UE-Vietnam, concernente violazioni dei diritti umani e dei diritti del lavoro. La Commissione sta attualmente conducendo la propria valutazione preliminare di tale denuncia.

Nell'ambito degli accordi commerciali bilaterali dell'UE contenenti capitoli CSS, sono istituiti comitati misti per il commercio e lo sviluppo sostenibile al fine di discutere le relative questioni.

Di seguito sono riportati esempi di progressi tangibili compiuti nel 2024 per quanto riguarda la ratifica e l'attuazione delle convenzioni fondamentali sui diritti del lavoro e sull'ambiente, che inducono i paesi partner a migliorare i rispettivi quadri nazionali (in linea con le disposizioni dei loro accordi con l'UE).

·Il 6 dicembre 2024 la Colombia ha ratificato la convenzione n. 156 dell'OIL (convenzione sui lavoratori con responsabilità familiari). Il 6 agosto 2024 il Guatemala ha ratificato la convenzione n. 191 dell'OIL (convenzione relativa a un ambiente di lavoro sicuro e sano). Il 19 marzo 2024 la Moldova ha ratificato la convenzione n. 190 dell'OIL (convenzione sulla violenza e sulle molestie).

·La Moldova ha compiuto altresì progressi nell'aggiornamento delle proprie disposizioni nazionali in materia di lavoro e ambiente. Il paese ha adottato una legge sui cambiamenti climatici che stabilisce un quadro giuridico per conseguire l'azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. Inoltre, nel 2024, è stato varato il programma di sviluppo a basse emissioni della Moldova per il 2030 e il paese ha pubblicato anche prescrizioni in materia di progettazione ecocompatibile per 21 prodotti connessi all'energia. Per quanto riguarda le ispezioni del lavoro, la Moldova ha riferito in merito a modifiche legislative che consentono ispezioni senza preavviso per contribuire a individuare e regolarizzare il lavoro sommerso. Progressi in questo settore sono stati compiuti anche dalla Georgia, che ha rafforzato ulteriormente il proprio sistema di ispezione del lavoro attraverso ulteriori assunzioni e attività di formazione e sviluppo di capacità. Il paese ha adottato inoltre una propria strategia nazionale in materia di cambiamenti climatici per il 2030.

Come negli anni precedenti, la Commissione si è avvalsa dei comitati CSS istituiti ai sensi degli accordi commerciali dell'UE per coinvolgere i partner in relazione a elementi fondamentali del riesame della politica in materia di CSS e rafforzare la cooperazione in materia di ambiente e di clima, nonché in relazione a questioni di genere. Le attività sono state svolte in particolare attraverso un dialogo politico dedicato e partenariati verdi. Di seguito sono riportati alcuni esempi di progressi compiuti nel 2024.

·L'UE e la Repubblica di Corea hanno rafforzato la loro cooperazione nell'ambito del partenariato verde avviato nel maggio 2023 su questioni commerciali quali l'energia eolica offshore, la decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo, l'economia circolare e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM).

·L'UE e il Giappone hanno intensificato la loro cooperazione nell'ambito dell'alleanza verde in relazione a questioni quali la fissazione del prezzo del carbonio, l'energia eolica offshore e la cattura e l'utilizzo del carbonio.

·L'UE e Singapore hanno rafforzato la loro cooperazione sulle tecnologie a sostegno della transizione verde.

·È stato avviato un dialogo tra l'UE e l'America centrale e tra l'UE e Perù, Colombia ed Ecuador al fine di rafforzare l'attuazione della componente di sostenibilità dei rispettivi accordi commerciali.

·Si sono svolte discussioni tra l'UE e il Canada sull'attuazione della raccomandazione su commercio e genere nell'ambito del CETA 30 . Si sono tenuti eventi volti a condividere informazioni in merito a politiche, leggi e migliori pratiche su una serie di questioni. Il 19 marzo 2024 è stato organizzato un seminario in materia di commercio, genere e PMI nell'ambito del forum della società civile del 2024 e nell'aprile 2024 si è tenuto a Toronto un evento sul sostegno alle donne nel commercio internazionale.

Le strutture istituite a norma dei capitoli CSS sono state anche consessi fondamentali che hanno consentito ai partner dell'UE di approfondire la loro comprensione della legislazione dell'UE recentemente proposta o adottata in materia di sostenibilità; alcuni atti legislativi rientranti in tale contesto erano stati fonte di notevole preoccupazione per diversi partner. Ad esempio, in preparazione dell'ultimo comitato CSS con la Nuova Zelanda, la Commissione ha organizzato riunioni sulla deforestazione tra esperti dell'UE e della Nuova Zelanda in materia di gestione sostenibile delle foreste.

L'UE ha continuato a finanziare la cooperazione tecnica a sostegno degli obiettivi di sostenibilità

Al fine di compiere progressi nell'attuazione e nell'applicazione degli aspetti relativi allo sviluppo sostenibile degli accordi commerciali dell'UE, la Commissione si è in genere basata sull'offerta di incentivi ai propri partner, oltre a disporre di un'opzione di risoluzione delle controversie. Nel 2024 l'UE ha continuato ad attuare progetti di cooperazione in America centrale 31 e nel Sud-Est asiatico, anche attraverso la fase 2 del progetto "Commercio per un lavoro dignitoso" (4 milioni di EUR per il periodo 2024-2027), volto a migliorare l'attuazione delle norme in materia di lavoro, in particolare in Bangladesh, in Mongolia, nelle Filippine e in Vietnam. Attraverso l'iniziativa "Responsible business conduct for green, digital and resilient supply chains in Asia", l'UE ha continuato a sostenere il lavoro dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) e dei suoi partner nella regione svolgendo attività di sensibilizzazione e sostenendo lo sviluppo di capacità per attuare le norme concordate a livello internazionale in materia di condotta responsabile d'impresa.

Collaborazione con i gruppi consultivi interni (GCI)

Alla fine del 2024 è stato concluso un progetto dell'UE a sostegno dell'attuazione di meccanismi della società civile nel quadro di accordi commerciali, oggetto di appalto della Commissione nel 2018 con un bilancio di 3 milioni di EUR. Grazie al contributo dei GCI, è in fase di istituzione un nuovo strumento di finanziamento volto a sostenere il funzionamento di tali gruppi, che offre la possibilità di sostenerli in diversi paesi partner ALS, tra cui i paesi andini e dell'America centrale. Il nuovo strumento di sostegno (avente una dotazione di 1,5 milioni di EUR per due anni, rinnovabile una volta) finanzierà il lavoro dei GCI nell'UE e nei paesi partner in via di sviluppo. L'ambito di applicazione del nuovo appalto per questo progetto è stato adeguato al fine di tener conto delle esigenze dei membri del GCI, quali contributi supplementari di esperti, presa di appunti durante le riunioni e sostegno di segretariato ai GCI nei paesi partner per aiutarli a organizzare riunioni.

I contributi dei GCI sia europei sia dei paesi partner, che monitorano la situazione sul campo nei paesi partner, orientano la posizione della Commissione nel garantire l'attuazione degli impegni in materia di CSS. Di seguito se ne illustrano alcuni esempi.

Esempi di contributi dei GCI

·Le questioni sollevate dalle organizzazioni della società civile dell'UE in Vietnam in relazione alle violazioni dei diritti umani nei confronti di alcuni attivisti ambientali o rappresentanti sindacali sostengono le discussioni dell'UE con il Vietnam in materia.

·Le informazioni fornite dal GCI UE-Canada hanno aiutato entrambe le parti a rafforzare il piano di lavoro congiunto UE-Canada in materia di CSS.

·Gli esempi forniti dal GCI UE-Giappone hanno fatto luce su una campagna pubblicitaria su vasta scala in Giappone che era oggetto di indagine da parte della Advertising Review Organisation per un presunto caso di greenwashing. Ciò ha contribuito alle discussioni sui meriti di un approccio regolamentato in questo settore, come già avviene nell'UE.

·In un contesto di incertezza politica e declino democratico in Georgia, le organizzazioni della società civile hanno espresso preoccupazione per la compatibilità del progetto di legge della Georgia sui valori familiari e sulla protezione dei minori con le convenzioni n. 111 (discriminazione in materia di impiego e di professione) e n. 190 (violenza e molestie) dell'OIL e hanno chiesto la revoca del progetto di legge.

III.Aiutare le PMI a inserirsi nel commercio globale

Per tutto il 2024 la Commissione ha mantenuto in essere il proprio forte impegno ad aiutare le imprese dell'UE, in particolare le PMI, a sfruttare al meglio gli accordi commerciali dell'UE.

A.Potenziamento e promozione della piattaforma Access2Markets

Dal 2020, anno in cui è divenuta operativa, la piattaforma Access2Markets ha attirato 12 milioni di visitatori. Nel 2024 ha accolto più di tre milioni di visitatori, il dato più elevato finora. Allo stesso tempo, la Commissione ha formato 14 000 portatori di interessi in merito all'utilizzo della piattaforma, consentendo loro di beneficiare di informazioni gratuite e multilingue. La piattaforma Access2Markets è stata aggiornata regolarmente al fine di renderla ancora più snella, di facile utilizzo e utile per le PMI europee che intendono espandersi a livello internazionale. Detta piattaforma comprende ora anche nuove statistiche sui servizi.

·Lo strumento di autovalutazione delle regole di origine (ROSA) costituisce una risorsa preziosa che consente alle imprese di valutare se i loro prodotti soddisfano le condizioni per beneficiare di un trattamento preferenziale previsto da un accordo commerciale dell'UE. Nel 2024 sono stati apportati notevoli miglioramenti a tale strumento per renderlo disponibile in tutte le lingue dell'UE ed estenderne la copertura all'ALS con la Nuova Zelanda. Lo strumento copre ora 32 accordi e le condizioni previste dal sistema di preferenze generalizzate.

·"My Trade Assistant for Services and Investment" è uno strumento online introdotto nel 2022, che fornisce informazioni pratiche sulle prescrizioni che i prestatori di servizi dell'UE devono soddisfare quando esportano al di fuori dell'UE. In media, viene consultato 2 000 volte al mese. Un ampliamento dello strumento realizzato nel 2024 ha fatto sì che lo stesso contempli attualmente oltre 100 settori di servizi, tra i quali figurano i servizi alle imprese e professionali, i servizi finanziari, i servizi di telecomunicazione e i servizi di trasporto in otto paesi: Canada, Cina, Regione amministrativa speciale di Hong Kong, Giappone, Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Nel 2025 le informazioni relative a Brasile, India, Messico e Sud Africa sono state caricate su "My Trade Assistant for Services and Investment".

·"My Trade Assistant for Procurement" aiuta le imprese dell'UE a stabilire se un determinato appalto pubblico rientri in uno degli accordi commerciali bilaterali dell'UE. Lo strumento riguarda gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone, il Regno Unito e, dal 2025, la Svizzera, la Norvegia, l'Islanda, il Liechtenstein, l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia, la Macedonia del Nord, il Kosovo e il Montenegro.

·"Access2Conformity", aggiunto nel 2023 alla piattaforma Access2Markets, aiuta gli esportatori dell'UE a individuare il luogo in cui possono far testare e certificare la conformità dei loro prodotti quando esportano in paesi terzi che hanno concluso un ARR con l'UE. Attualmente lo strumento riguarda l'Australia, il Canada, il Giappone, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti e la Svizzera.

·"Procurement4Buyers" è stato aggiunto alla piattaforma Access2Markets nel giugno 2024. Questo strumento aiuta le amministrazioni aggiudicatrici dell'UE a comprendere quali delle loro gare d'appalto dovrebbero essere aperte su base non discriminatoria agli offerenti, ai beni e ai servizi di determinati paesi terzi. Ciò contribuisce a garantire la trasparenza degli impegni dell'UE in materia di appalti nei confronti di paesi terzi.

B.Aiutare le PMI a trarre il massimo vantaggio dagli accordi commerciali internazionali

Il commercio internazionale offre una serie di vantaggi per l'economia, le imprese e i consumatori. Dai dati del 2023 è emerso che, mentre circa il 95 % delle imprese esportatrici dall'UE erano PMI, il valore delle loro esportazioni rappresentava soltanto il 30 % delle esportazioni totali. Nel 2024 la Commissione ha intensificato nuovamente i propri sforzi volti ad aiutare le PMI ad avere una maggiore presenza a livello internazionale.

Rete Enterprise Europe

La rete Enterprise Europe (EEN) 32 sostiene le PMI aventi ambizioni in ambito internazionale, comprese le start-up e le scale-up. Offre servizi di partenariato tra imprese, sostegno all'ingresso sul mercato e all'importazione/esportazione, così come orientamenti normativi.

A tal fine, la rete EEN ha collaborato strettamente con i punti di contatto stabiliti nei mercati internazionali di notevole interesse per le PMI dell'UE, tra cui quelli di Giappone, Corea del Sud, Singapore, Vietnam, India, Canada, Cile, Regno Unito e Stati Uniti.

Il 30 settembre 2024 è stato pubblicato 33 un invito aperto destinato a rafforzare la rete EEN ed estenderla ad altri paesi terzi strategici. L'obiettivo dell'invito aperto era quello di aggiungere alla rete EEN nuove organizzazioni di sostegno alle imprese, note quali "partner della rete internazionale", e di sfruttare la loro esperienza sul campo.

Nel dicembre 2024 la rete EEN ha rivolto un sondaggio online ai propri consulenti che forniscono servizi di internazionalizzazione a imprese locali. I risultati principali dell'indagine sono illustrati di seguito.

ØCirca un terzo dei consulenti della rete EEN aveva clienti che chiedevano sostegno su come beneficiare della riduzione delle tariffe e dell'allineamento a livello normativo legati agli accordi commerciali dell'UE.

ØCirca il 45 % dei consulenti della rete EEN forniva regolarmente sostegno in relazione agli accordi commerciali dell'UE. Oltre un terzo dei consulenti della rete EEN aveva rinviato i clienti a prestatori di servizi più specializzati.

ØOltre il 40 % dei consulenti della rete EEN aveva già conseguito risultati concreti e/o aveva realizzato storie di successo in relazione ai servizi commerciali forniti ai propri clienti.

ØOltre due terzi dei consulenti della rete EEN avevano utilizzato regolarmente (o almeno occasionalmente) la piattaforma Access2Markets dell'UE.

Nel 2024 la rete EEN ha sostenuto e ospitato webinar per la promozione di accordi commerciali dell'UE trasmessi in streaming su YouTube 34 , compresi webinar sui temi seguenti:

-prove e certificazioni per l'esportazione – i vantaggi degli accordi di riconoscimento reciproco (ARR) sul contenuto della valutazione della conformità;

-fare affari in Nuova Zelanda: come attuare l'accordo commerciale UE-Nuova Zelanda;

-fare affari in Vietnam: esplorare le opportunità nel settore agroalimentare locale.

Sul sito web della rete EEN 35 sono disponibili i risultati concreti del lavoro svolto dai consulenti d'impresa di tale rete ed esempi di come hanno aiutato le PMI dell'UE a cogliere opportunità commerciali.

Giornate per l'accesso ai mercati

La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, ha continuato a organizzare giornate per l'accesso ai mercati. Questi eventi, organizzati in vari paesi dell'UE, hanno contribuito a sensibilizzare maggiormente le imprese a livello nazionale e locale in merito ai vantaggi degli accordi commerciali dell'UE. Nel 2024 si sono svolte giornate per l'accesso ai mercati in Francia, Austria, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Ungheria. Il responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali ha partecipato a tali eventi, che hanno riunito quasi 700 portatori di interessi al fine di discutere in merito alle sfide specifiche dell'accesso a mercati di paesi terzi e ai vantaggi competitivi offerti dagli accordi commerciali.

Studio della strategia dell'UE per l'internazionalizzazione delle PMI

Il 3 febbraio 2025 la Commissione ha pubblicato 36 uno studio sulla strategia dell'UE per l'internazionalizzazione delle PMI. Tale studio ha mappato e analizzato le misure di sostegno esistenti a livello nazionale e di UE, ha individuato lacune, sovrapposizioni e potenziali miglioramenti. Ha formulato raccomandazioni per un uso più efficiente delle risorse nazionali e dell'UE esistenti. I risultati dello studio sono stati presentati in occasione di un seminario 37 il 7 febbraio 2025. La Commissione sta lavorando all'attuazione delle raccomandazioni principali formulate nello studio.

Attuazione dei capitoli sulle PMI presenti negli accordi commerciali dell'UE

Accordo economico e commerciale globale UE-Canada (CETA). Nel dicembre 2024, a seguito di discussioni periodiche tra i rispettivi punti di contatto per le PMI, l'UE e il Canada hanno concordato un piano d'azione triennale 38 (2025-2027) destinato ad attuare la raccomandazione del CETA sulle PMI.

Accordo di partenariato economico (APE) UE-Giappone. Il 20 settembre 2024 i punti di contatto per le PMI dell'UE e del Giappone hanno tenuto la loro quarta riunione nell'ambito dell'APE, cui ha fatto seguito una riunione distinta l'11 novembre 2024 a Bruxelles. Entrambe le parti hanno riferito in merito alle loro più recenti iniziative volte ad attuare le disposizioni in materia di condivisione delle informazioni nell'ambito dell'APE e ad altre attività intese a incoraggiare un maggior numero di PMI a trarre vantaggio dall'APE. La relazione congiunta sulle attività dei punti di contatto per le PMI è disponibile online 39 . Inoltre il Centro UE-Giappone per la cooperazione industriale 40 ha continuato a svolgere un ruolo chiave nel sostegno alle PMI. Esempi di PMI dell'UE che sono entrate con successo nel mercato giapponese sono disponibili online 41 .

ALS UE-Nuova Zelanda. A seguito dell'entrata in vigore dell'ALS UE-Nuova Zelanda il 1º maggio 2024, i punti di contatto per le PMI dell'UE e della Nuova Zelanda hanno tenuto la loro prima riunione l'11 dicembre 2024. Hanno discusso in merito ai progressi compiuti nell'attuazione degli impegni in materia di condivisione delle informazioni nell'ambito del capitolo relativo alle PMI, di temi di interesse per le future riunioni e di come strutturare le attività future.

Organizzazione mondiale del commercio (OMC)

Nel 2024 l'UE ha contribuito allo sviluppo del Global Trade Helpdesk 42 , un'iniziativa guidata congiuntamente dall'OMC, dal Centro internazionale per il commercio e dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo al fine di semplificare la ricerca di mercato raccogliendo informazioni sul commercio e sulle attività imprenditoriali in un unico portale online. L'UE ha partecipato alla tredicesima conferenza ministeriale dell'OMC che si è tenuta tra il 26 febbraio e il 2 marzo 2024 ad Abu Dhabi. In occasione di tale conferenza, sono stati pubblicati due documenti dal titolo Access to finance for women-led micro, small and medium-sized enterprises ("MSMEs"): a compendium of financial inclusion initiatives 43 e A compendium of special provisions for MSMEs in Authorized Economic Operator (AEO) Programs 44 , con contributi significativi da parte dell'UE.

Nel corso del 2024 l'UE ha inoltre partecipato alle quattro riunioni del gruppo di lavoro informale dell'OMC sulle micro, piccole e medie imprese (MPMI) 45 , composto da 103 paesi, in occasione delle quali ha presentato ai membri dell'OMC la rete EEN, la piattaforma online TRACES per la certificazione sanitaria di animali e piante e le azioni intraprese per attuare il pacchetto MPMI nel dicembre 2020.

IV. Affrontare gli ostacoli e identificare soluzioni

IV.1    Situazione attuale e tendenze nel 2024

Nel 2024 il panorama del commercio globale è stato sempre più definito da una combinazione di perduranti tensioni geopolitiche, fluttuazioni economiche e cambiamenti nelle politiche commerciali. I paesi e i blocchi commerciali hanno cercato di trovare un equilibrio tra le necessità di proteggere le industrie nazionali e di assicurare l'esistenza di un sistema commerciale libero ed equo.

Le restrizioni all'importazione, le prescrizioni in materia di contenuto locale, le pratiche discriminatorie e, più in generale, le misure volte alla sostituzione delle importazioni (ad esempio le licenze non automatiche su una serie di importazioni), in particolare nel vicinato meridionale 46 ma anche in Asia, sono diventati la politica industriale prescelta per alcuni dei partner commerciali dell'UE.

Le imprese dell'UE hanno continuato a far fronte a misure restrittive all'esportazione di materie prime (critiche) per creare uno spazio politico per lo sviluppo e la trasformazione industriali, adottate in particolare da paesi partner del Sud-Est asiatico (ad esempio il divieto di esportazione di minerali di nichel da parte dell'Indonesia), dell'Estremo Oriente (ad esempio le restrizioni cinesi sulle esportazioni di terre rare) o dell'Africa subsahariana (ad esempio Ghana e Tanzania o, più di recente, i divieti di esportazione di litio imposti da Namibia e Zimbabwe), ma anche dagli Stati Uniti per limitare l'accesso alle esportazioni di semiconduttori avanzati per oltre 120 paesi, tra cui alcuni Stati membri dell'UE. 

L'importanza di affrontare e gestire gli ostacoli agli scambi e le misure protezionistiche è tornata in primo piano e ha continuato a destare preoccupazione in quanto sono stati registrati in totale 23 nuovi ostacoli. Si è trattato soprattutto di misure sanitarie e fitosanitarie (nove nuovi ostacoli), seguite da ostacoli tecnici agli scambi (cinque nuovi ostacoli) e ostacoli alla fornitura di servizi (quattro nuovi ostacoli).

A.Inventario degli ostacoli agli scambi e agli investimenti registrati al 31 dicembre 2024

Alla fine del 2024 nella banca dati Access2Markets della Commissione erano stati registrati in totale 410 ostacoli all'accesso al mercato in 67 paesi terzi. Tale dato corrisponde a un calo di 13 rispetto ai 423 ostacoli registrati alla fine del 2023. Tale riduzione ha rispecchiato, come negli anni precedenti, l'attuazione di una duplice strategia: innanzitutto, collaborare proattivamente con i paesi partner per eliminare gli ostacoli agli scambi che interessano gli esportatori dell'UE e, in secondo luogo, effettuare riesami interni periodici per eliminare le voci obsolete che non rappresentano più reali sfide in materia di accesso al mercato.

In termini di distribuzione geografica, nel 2024 il maggior numero di ostacoli all'accesso al mercato è stato registrato in Russia (32), India (31) e Cina (30), seguite da Stati Uniti (24), Brasile e Indonesia (18 ciascuno). Tale andamento complessivo è sostanzialmente coerente con il 2023, anche se l'ordine dei primi tre paesi è cambiato, dato che Russia e India hanno superato la Cina. Anche in questo caso Brasile e Indonesia presentavano lo stesso numero di ostacoli. Tra gli altri paesi terzi con 10 o più ostacoli figuravano la Corea del Sud (17), la Turchia (14), la Malaysia, l'Australia e l'Algeria (11 ciascuno), nonché il Messico, la Thailandia e il Marocco (10 ciascuno). Come illustrato nella figura 6, il 63 % degli ostacoli agli scambi è stato imposto da partner commerciali non preferenziali.

Figura 6: distribuzione degli ostacoli per tipo di accordo

Come illustrato nella figura 7, le misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) hanno rappresentato la categoria di ostacoli più significativa nel 2024, con 93 ostacoli, ossia il 23 % di tutti gli ostacoli registrati, proprio come era accaduto nel 2024. Gli ostacoli tecnici agli scambi sono stati la seconda categoria in ordine di grandezza, con 79 ostacoli, mentre le tariffe, gli equivalenti tariffari e le restrizioni quantitative hanno rappresentato 65 ostacoli. Alla fine del 2024 le tre categorie principali rappresentavano complessivamente il 58 % di tutti gli ostacoli agli scambi attivi.

Figura 7: tipi di ostacoli registrati alla fine del 2024

In termini di tendenze, nel 2024 è stato registrato un netto calo in due categorie specifiche: quella delle tariffe e delle restrizioni quantitative, che ha visto diminuire il numero di ostacoli da 70 a 65, e quella delle imposte e delle restrizioni all'esportazione, che ha registrato una diminuzione degli ostacoli da 20 a 16. Anche le misure SPS hanno proseguito la loro traiettoria discendente, facendo registrare una riduzione cumulativa di quasi il 15 % dal 2020, consolidando una tendenza quinquennale. Analogamente, le tariffe e le restrizioni quantitative così come le procedure amministrative sono diminuite entrambe del 17 % nello stesso periodo. Gli ostacoli connessi ad appalti pubblici hanno registrato un calo del 4 % rispetto al 2020.

Il numero di ostacoli in tutte le altre categorie è rimasto sostanzialmente stabile rispetto ai dati della fine del 2020.

B.Tendenze del numero di ostacoli agli scambi e agli investimenti nel periodo 2020-2024

Nel 2024 il numero di nuovi ostacoli registrati è aumentato ulteriormente rispetto al 2023, pur rimanendo decisamente inferiore ai livelli pre-COVID. Nel 2024 sono stati registrati in totale 23 nuovi ostacoli, in aumento rispetto ai 16 del 2023.

Categoria

2020

2021

2022

2023

2024

Misure SPS

13

2

3

3

9

Ostacoli tecnici agli scambi

5

6

2

3

5

Tariffe e misure equivalenti e restrizioni quantitative

5

2

3

4

2

Procedure amministrative

5

1

0

4

2

Servizi e investimenti

4

1

0

0

4

Altre misure55 

4

2

0

0

0

DPI

1

0

2

0

1

Appalti pubblici

3

2

0

0

0

Imposte e restrizioni relative alle esportazioni

1

0

0

2

0

Totale generale 

41 

16 

10 

16 

23

L'aumento maggiore è stato rilevato in relazione alle misure SPS, rispetto alle quali sono stati registrati nove nuovi ostacoli, più che in uno qualsiasi dei tre anni precedenti. Anche gli ostacoli tecnici agli scambi sono saliti a cinque nuovi ostacoli registrati, rispetto ai tre del 2023. Di contro, le tariffe, gli equivalenti tariffari e le restrizioni quantitative sono scesi a due da quattro nel 2023. Quattro nuovi ostacoli sono stati registrati nella categoria "servizi e investimenti" dopo che non ne era stato registrato nessuno nei due anni precedenti.

Nel 2024, come illustrato nella tabella che segue, quello dell'agricoltura e della pesca è rimasto il settore più colpito, con 10 nuovi ostacoli, pari a oltre il doppio del numero registrato nel 2023. Anche i servizi hanno registrato un aumento con quattro nuove misure rispetto a una misura l'anno precedente. Sono stati registrati nuovi ostacoli anche in settori precedentemente non interessati quali i prodotti cosmetici, i materiali elettronici, il legno/la carta, i prodotti tessili/il cuoio e la ceramica/il vetro. Di contro, le misure orizzontali sono scese a zero.

Tipo di settore 

Nuovi ostacoli

2022 

Nuovi ostacoli

2023 

Nuovi ostacoli 2024

Agricoltura e pesca

5

4

10

Misure orizzontali

3

5

0

Vini e bevande spiritose

1

1

1

Altri settori

1

1

0

Settore automobilistico

0

2

0

Prodotti farmaceutici

0

2

2

Settore minerario

0

1

0

Servizi

0

1

4

Ceramica e vetro

0

0

1

Prodotti cosmetici

0

0

2

Materiali elettronici

0

0

1

Legno, carta e pasta da carta

0

0

1

Tessili e cuoio

0

0

1

Totale 

10 

16 

23

La figura 8 illustra la distribuzione geografica dei nuovi ostacoli agli scambi nel 2024. Il vicinato meridionale ha registrato nuovamente il maggior numero di nuovi ostacoli agli scambi, con otto ostacoli. Seguono da vicino l'Asia meridionale e il Sud-Est asiatico, l'Australia e la Nuova Zelanda, che hanno registrato sei nuovi ostacoli.

Figura 8: distribuzione geografica dei nuovi ostacoli agli scambi nel 2024

C. Ostacoli eliminati nel 2024

Nel 2024 sono stati compiuti progressi nell'affrontare gli ostacoli agli scambi, con l'eliminazione totale o parziale di 44 ostacoli in 27 paesi partner. Tale obiettivo è stato conseguito attraverso una combinazione di attività di sensibilizzazione a livello diplomatico e l'uso efficace di meccanismi istituzionali nel quadro degli accordi commerciali bilaterali e in seno all'OMC.

In tutti i casi la Commissione ha collaborato strettamente con gli Stati membri e i portatori di interessi dell'UE attraverso il partenariato per l'accesso ai mercati, nell'ambito del quale si tengono riunioni mensili del comitato consultivo sull'accesso ai mercati, che riunisce la Commissione, gli Stati membri e le associazioni di imprese dell'UE. Le delegazioni dell'UE nei paesi partner hanno svolto un ruolo chiave nell'affrontare gli ostacoli agli scambi, sfruttando le loro competenze sul campo e agevolando l'accesso diretto alle autorità dei paesi partner. Il comitato della politica commerciale del Consiglio ha inoltre discusso periodicamente le questioni relative all'attuazione e all'applicazione, anche in relazione a ostacoli specifici per paese.

Gli ostacoli maggiormente affrontati (48 %) hanno riguardato il settore dell'agricoltura e della pesca. Inoltre il 14 % dei casi ha riguardato questioni intersettoriali che interessano prodotti provenienti da più di un'industria.

Figura 9: numero di ostacoli affrontati per settore (2024)

Ancora una volta, la maggior parte degli ostacoli eliminati ha riguardato misure SPS, con 21 ostacoli eliminati nel 2024 e successi analoghi nei primi sette mesi del 2025. La prevenzione e l'eliminazione totale o parziale di tali ostacoli, realizzata in stretta collaborazione con consulenti commerciali degli Stati membri e le pertinenti associazioni industriali, hanno avuto un impatto positivo diretto sul settore alimentare europeo, come dimostrano gli esempi che seguono.

·L'Arabia Saudita ha revocato il divieto sulle carni bovine dell'UE. Di conseguenza le esportazioni dell'UE di carni bovine, ovine e caprine verso l'Arabia Saudita sono state valutate ammontare a circa 10 milioni di EUR nel 2024 (tra le quali le carni bovine costituiscono la quota maggiore) e, secondo le previsioni, aumenteranno in futuro.

·Dopo aver sospeso per tre mesi le importazioni di carni bovine e suine dalla Germania, nell'aprile 2025 Singapore ha riconosciuto la Germania come "zona non interessata da afta epizootica senza vaccinazione" e ha consentito la ripresa delle esportazioni. La Germania è attualmente uno dei principali fornitori di carni suine di Singapore, con esportazioni per un valore di 25 milioni di EUR nel 2024. Singapore ha inoltre approvato le esportazioni di carni suine e di prodotti a base di carni suine dal Portogallo a condizioni preliminari all'inserimento nell'elenco. Una prima partita di 25 tonnellate di carni suine è stata esportata dal Portogallo a Singapore nel febbraio 2025.

·Gli Stati Uniti hanno riconosciuto l'Italia ufficialmente indenne dalla malattia vescicolare dei suini. Di conseguenza hanno revocato le restrizioni commerciali sulle carni suine e sui prodotti a base di carni suine originari della Toscana e dell'Umbria. L'eliminazione di tali restrizioni avrà un impatto positivo significativo sulle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti di taluni prodotti speciali, in particolare prodotti protetti di valore elevato quali l'indicazione geografica protetta (IGP) "Finocchiona" e l'IGP "Prosciutto di Norcia". Le esportazioni verso gli Stati Uniti rappresentano il 13,5 % della produzione certificata di "Finocchiona" e il 15 % della produzione di "Prosciutto di Norcia".

·Gli Stati Uniti hanno inoltre riaperto il loro mercato alle importazioni di prodotti a base di carni ovine e caprine. Si prevede che ciò avrà un impatto positivo sugli esportatori dell'UE, in particolare dalla Spagna, con esportazioni stimate ammontare a 750 tonnellate entro il 2027, in aumento rispetto alle 120 tonnellate del 2025, corrispondenti a un valore di circa 13 milioni di EUR l'anno.

Cinque degli ostacoli eliminati nel 2024 erano ostacoli tecnici agli scambi, mentre altri sette riguardavano tariffe, equivalenti tariffari o restrizioni quantitative. L'eliminazione di tali ostacoli ha contribuito a ridurre i costi e a migliorare l'accesso al mercato per gli esportatori dell'UE. Di seguito sono riportati alcuni esempi di ostacoli rimossi.

·Il Paraguay ha eliminato un diritto per la legalizzazione di documenti di esportazione presso i propri consolati (con un costo di 22 milioni di EUR l'anno per gli importatori dell'UE), risolvendo così una delle principali controversie nelle relazioni commerciali tra UE e Paraguay.

·Nel 2021 la Repubblica dominicana a seguito delle azioni intraprese dalla delegazione dell'UE, dagli Stati membri e da altri paesi interessati ha deciso di esentare gli importatori di bevande alcoliche dal proprio sistema di controllo fiscale e tracciabilità (TRAFICO). Tale sistema richiede un'etichettatura individuale di ogni singola unità di prodotto (ad esempio bottiglie, lattine, ecc.) e ha aumentato notevolmente il costo dei prodotti importati rispetto ai prodotti locali. Gli importatori dell'UE stanno attualmente risparmiando circa 6,5 milioni di EUR l'anno.

·Nel 2025 la Repubblica dominicana ha inoltre posto fine alla discriminazione nei confronti delle importazioni di formaggi, prosciutti cotti e conserve vegetali provenienti dall'UE che, a differenza dei loro equivalenti nazionali, erano soggetti a un'aliquota IVA pari al 18 %. A seguito di discussioni svoltesi a livello bilaterale e nell'ambito del comitato sull'accesso ai mercati dell'OMC, le autorità della Repubblica dominicana hanno posto fine alla discriminazione estendendo l'IVA ai prodotti nazionali (fatta eccezione per alcuni tipi di conserve vegetali e per il prosciutto di tacchino). Secondo le previsioni, ciò dovrebbe avvantaggiare le esportazioni dell'UE di formaggi e prosciutti verso la Repubblica dominicana, per le quali nel 2024 è stato conseguito un valore di circa 50 milioni di EUR.

·L'autorità peruviana per la pesca ha modificato le proprie norme relative alla prestazione transfrontaliera di servizi e nel novembre 2024 ha ufficialmente riconosciuto un laboratorio dell'UE affinché lavori in Perù come organismo di prova per il rilascio di certificati SPS per le esportazioni di alimenti e mangimi. Ciò significa che il laboratorio dell'UE non affronterà più ostacoli procedurali, quali ispezioni in loco e condizioni di lavoro eccessivamente rigorose per il proprio personale. Questa svolta ha fatto seguito a numerosi anni di negoziati volti ad affrontare gli ostacoli normativi nel quadro dell'accordo commerciale dell'UE con il Perù.

·L'Indonesia ha revocato il divieto di importazione di prodotti dell'industria tessile (ad esempio tappeti e moquette) da parte delle imprese dell'UE. Prima della revoca del divieto, le imprese tessili dell'UE potevano importare materiali semilavorati o prodotti non finiti soltanto su richiesta di PMI registrate presso il ministero dell'Industria indonesiano.

·L'Arabia Saudita ha ulteriormente agevolato l'accesso al mercato da parte delle piastrelle di ceramica dell'UE nel 2024 e nel 2025 rendendo meno onerosi gli audit. A seguito dei numerosi tentativi di risolvere la questione nel contesto di riunioni dell'OMC concernenti ostacoli tecnici agli scambi, così come di riunioni bilaterali, anche attraverso una lettera del responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali della Commissione del settembre 2024, l'Arabia Saudita ha infine fornito una garanzia scritta che i suoi organismi di audit avrebbero rispettato un limite ai costi di audit per gli esportatori dell'UE. Da quando, a seguito di un'inchiesta a norma del regolamento sugli ostacoli agli scambi, si è posto fine alle prove e agli audit di prodotto ridondanti, le esportazioni dell'UE di piastrelle di ceramica verso l'Arabia Saudita hanno registrato un aumento costante, crescendo in termini di valore da 385 milioni di EUR nel 2021 a 502 milioni di EUR nel 2024. Nel complesso le piastrelle di ceramica rappresentano il 30 % di tutte le esportazioni dell'UE verso l'Arabia Saudita.

·Nel gennaio 2024, a seguito di inviti coerenti dell'OCSE e dell'UE, il Brasile ha riformato le proprie norme in materia di "fissazione dei prezzi di trasferimento", ossia di fissazione del prezzo che le succursali di una medesima società si applicano reciprocamente per beni e servizi forniti a livello transfrontaliero. Tali operazioni devono ora essere fatturate al prezzo di mercato, secondo norme nuove allineate al principio di libera concorrenza dell'OCSE. Tale modifica, che rispecchia una priorità di lunga data dell'UE, apporta maggiore certezza fiscale, riduce la doppia imposizione e semplifica la conformità per le imprese dell'UE che operano in Brasile. Anche se i pieni effetti richiederanno tempo per concretizzarsi, il cambiamento segna già un passo avanti importante nella creazione di un contesto commerciale più equo e prevedibile.

Nel 2024 sono stati compiuti buoni progressi anche nell'affrontare le restrizioni all'esportazione.

·La Turchia ha eliminato un regime di licenze di lunga data per le esportazioni di rottami di rame, che nella pratica equivaleva a un divieto di esportazione a causa delle condizioni proibitive imposte da tale regime. I rottami di rame sono ora registrati automaticamente per l'esportazione.

·L'India e il Bangladesh hanno posto fine alle restrizioni di lunga data all'esportazione di pelli, che da tempo colpivano le industrie dell'abbigliamento e del cuoio dell'UE. L'India ha abolito il proprio dazio all'esportazione eccessivo sulle pelli gregge e su alcuni tipi di pelli semilavorate (che erano i più elevati a livello mondiale, essendo compresi tra il 25 % e il 60 %); tale dazio aveva limitato la capacità dell'industria dell'abbigliamento dell'UE di acquisire un approvvigionamento sufficiente di materie prime da fonti affidabili a prezzi di mercato. Nel 2025 i dazi doganali di base sono stati ridotti dal 10 % a zero sulle pelli bagnate per le pelli e dal 20 % a zero per il cuoio (pelli in crosta). Nel 2024 il Bangladesh ha parzialmente revocato il divieto di esportazione e consente ora l'esportazione di pelli gregge e pelli bagnate caso per caso.

IV.2    Applicazione bilaterale e multilaterale degli impegni commerciali: risoluzione delle controversie

Sebbene la maggior parte degli ostacoli continui a essere affrontata mediante un dialogo bilaterale con il partner commerciale attraverso comitati ALS o comitati dell'OMC, in alcuni casi resta necessario ricorrere a procedure formali di risoluzione delle controversie nell'ambito di un accordo bilaterale o in sede di OMC. In quest'ultimo caso, rimane pertanto fondamentale preservare la capacità di consentire la risoluzione delle controversie tra membri dell'OMC. 

In particolare, l'accordo provvisorio multilaterale in materia di arbitrato d'appello e gli accordi ad hoc in materia di arbitrato d'appello hanno contribuito a garantire la risoluzione delle controversie in sede di OMC, nonostante l'organo d'appello dell'OMC non funzioni dal 2019 a causa del blocco delle nomine dei suoi membri da parte degli Stati Uniti. Tale accordo garantisce ai suoi partecipanti l'accesso a un sistema funzionante di risoluzione delle controversie in seno all'OMC e assicura che le norme possano essere applicate e che le controversie commerciali possano essere risolte, senza incorrere in "appelli nel vuoto". Dopo l'adesione da parte di Paraguay, Malaysia e Regno Unito nel primo semestre del 2025, l'accordo provvisorio multilaterale in materia di arbitrato d'appello coinvolge ora 57 dei 166 membri dell'OMC (inclusi gli Stati membri dell'UE), che rappresentano il 57 % del commercio mondiale. L'accordo provvisorio multilaterale in materia di arbitrato d'appello è stato istituito nel 2020 e si è dimostrato efficace nel garantire una risoluzione ordinata delle controversie.

Al momento della stesura della presente relazione, non sono stati presentati "appelli nel vuoto" in alcuna controversia tra i partecipanti a tale accordo. Il primo lodo arbitrale nell'ambito dell'accordo è stato emesso nel dicembre 2022 nella controversia intentata dall'UE (DS591, Colombia – patate fritte congelate).

Il 22 aprile 2025 l'UE ha inoltre presentato ricorso nell'ambito di tale accordo in relazione al caso DS611 (Cina – inibitorie che vietano azioni in giudizio). Il 21 luglio l'arbitro d'appello dell'OMC ha annullato importanti conclusioni del panel iniziale e ha concordato con l'UE, la quale aveva concluso che la politica della Cina in materia di inibitorie che vietano azioni in giudizio è incompatibile con l'accordo TRIPS. Si tratta di una vittoria importante per le imprese ad alta tecnologia aventi sede nell'UE i cui risultati della ricerca erano indeboliti dalle politiche cinesi in questione. Un risultato che garantisce che le imprese europee possano continuare a difendere la loro proprietà intellettuale dinanzi agli organi giurisdizionali europei. 

La risoluzione delle controversie rimane un mezzo importante per l'azione coercitiva dell'UE. Si tratta di un approccio alla risoluzione delle controversie consolidato e basato su regole che fornisce certezza del diritto e prevedibilità agli operatori commerciali, alle imprese e ai governi.

Complessivamente, tra giugno 2024 e luglio 2025 sono state avviate cinque nuove controversie:

·il 14 giugno 2024 l'UE ha avviato un procedimento di risoluzione delle controversie bilaterali nei confronti dell'Algeria nel quadro dell'accordo di associazione UE-Algeria 47 , nel contesto del quale ha sollecitato consultazioni con le autorità algerine per affrontare diverse restrizioni imposte alle esportazioni e agli investimenti dell'UE, tra cui, tra l'altro, un regime di licenze di importazione avente l'effetto di un divieto di importazione, sovvenzioni subordinate all'uso di fattori produttivi locali per la fabbricazione di automobili, una limitazione alla proprietà straniera per le imprese che importano merci in Algeria e un divieto di importazione per la ceramica e il marmo. L'UE sta contestando tali misure restrittive in materia di scambi e investimenti in quanto incompatibili con gli impegni assunti dall'Algeria nel quadro dell'accordo di associazione UE-Algeria. Purtroppo le consultazioni non sono riuscite a risolvere le preoccupazioni dell'UE. Di conseguenza il 15 luglio 2025 l'UE è passata alla fase successiva della controversia con la nomina di un arbitro;

·il 26 luglio 2024 l'UE ha chiesto consultazioni per la risoluzione delle controversie in sede di OMC in merito all'uso da parte di Taiwan dei criteri in materia di contenuto locale per i progetti di energia eolica offshore (DS625, Taipei cinese – misure relative a investimenti in impianti eolici offshore). Secondo l'UE, i criteri di ammissibilità e di aggiudicazione in materia di contenuto locale di Taiwan nelle aste per l'assegnazione di capacità di generazione di energia per i parchi eolici offshore sono discriminatori nei confronti di beni e servizi importati. A seguito delle consultazioni, nel novembre 2024 l'UE e Taiwan hanno raggiunto un'intesa su come Taiwan avrebbe affrontato le preoccupazioni dell'UE in futuro. L'UE sta monitorando l'attuazione di tali impegni;

·il 23 settembre 2024 l'UE ha chiesto consultazioni per la risoluzione delle controversie con la Cina in sede di OMC in merito all'apertura di un'inchiesta antisovvenzioni nei confronti delle importazioni di determinati prodotti lattiero-caseari dall'Unione europea (DS628, Cina – Avvio di un'inchiesta relativa a dazi compensativi sulle importazioni di determinati prodotti lattiero-caseari). È stata la prima volta che l'UE ha deciso di contestare un'inchiesta nella sua fase di apertura. L'azione dell'UE è scattata in risposta a una tendenza emergente da parte della Cina ad avviare misure di difesa commerciale, sulla base di accuse discutibili e prove insufficienti, in tempi ridotti. La Commissione mantiene in questo modo il proprio impegno a difendere con fermezza gli interessi dell'industria lattiero-casearia dell'UE e la politica agricola comune contro procedimenti abusivi;

·il 25 novembre 2024 l'UE ha chiesto consultazioni per la risoluzione delle controversie con la Cina in sede di OMC in relazione a dazi antidumping provvisori istituiti dalla Cina sul brandy dell'UE (DS631, Cina – Dazi antidumping provvisori sul brandy originario dell'UE). Le consultazioni sono state richieste dato che l'UE ritiene che le misure provvisorie violino le norme dell'OMC, in quanto la Cina le basava su prove insufficienti e su accuse discutibili (in particolare sull'esistenza di una minaccia di pregiudizio per la propria industria del brandy e sul nesso di causalità tra la presunta minaccia di pregiudizio e le importazioni di brandy dall'UE);

·il 20 gennaio 2025 l'UE ha chiesto consultazioni per la risoluzione delle controversie con la Cina in sede di OMC in merito alla prassi degli organi giurisdizionali cinese di fissare i diritti di royalty a livello mondiale per brevetti essenziali standard senza il consenso del titolare del brevetto (DS632, China – termini di licenza a livello mondiale per brevetti essenziali standard). Tali pratiche impediscono alle imprese dell'UE di adire gli organi giurisdizionali dell'UE per difendere i loro diritti di proprietà industriale e spingono le imprese europee innovative ad abbassare i diritti di royalty sui loro brevetti su base mondiale a vantaggio delle imprese cinesi.

Quando l'UE si trova di fronte a tattiche dilatorie o i paesi partner non rispettano le conclusioni dei gruppi di esperti, la Commissione può avviare procedimenti di conformità, come ha fatto nel caso DS577 (Stati Uniti – olive da tavola). In seguito alla mancata attuazione da parte degli Stati Uniti delle conclusioni della relazione del panel per la verifica della conformità del 14 marzo 2024, il 14 novembre 2024 l'UE ha chiesto all'organo di conciliazione dell'OMC di autorizzare l'imposizione di contromisure, come previsto dall'articolo 22.2 dell'intesa sulle norme e sulle procedure che disciplinano la risoluzione delle controversie. A seguito della richiesta degli Stati Uniti di arbitrato sul livello di contromisure proposto dall'UE, il 29 novembre 2024 è stato istituito un panel dell'OMC e il procedimento è attualmente in corso.

Infine la Commissione ha continuato a adoperarsi per garantire la piena attuazione delle decisioni del panel a favore dell'UE. A tal fine sta sfruttando appieno le possibilità offerte dal sistema di risoluzione delle controversie dell'OMC. Nel novembre 2024 la Commissione ha avviato una consultazione a norma del proprio regolamento in materia di applicazione 48 rafforzato sugli effetti che le tariffe incompatibili con la prassi dell'OMC applicate dall'India su determinati beni delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno sui soggetti interessati dalle misure indiane o da eventuali misure di politica commerciale dell'UE in risposta.

IV.3    Lo sportello unico

Lo sportello unico della Commissione è una piattaforma centralizzata che consente alle imprese, alle associazioni di categoria e ad altri portatori di interessi dell'UE di segnalare efficacemente ostacoli agli scambi. Offre un processo semplificato per la valutazione delle denunce e ha ora ricevuto oltre 180 denunce esterne da quando è stato reso operativo cinque anni fa. La grande maggioranza delle denunce (circa il 97 %) riguarda questioni relative all'accesso al mercato, mentre il 3 % riguarda il commercio e lo sviluppo sostenibile (CSS). Nel 2024 lo sportello unico si è nuovamente rivelato uno strumento efficace.

Sportello unico – Come funziona?

Le denunce possono essere presentate utilizzando appositi moduli online presenti sulla piattaforma Access2Markets. Esiste un modulo per le questioni relative all'accesso al mercato e un altro per le questioni relative al commercio e allo sviluppo sostenibile e al sistema di preferenze generalizzate. Tali moduli sono destinati a fornire alla direzione generale del Commercio e della sicurezza economica (DG TRADE) della Commissione europea informazioni sufficienti per lo svolgimento di una valutazione preliminare e per determinare la linea d'azione appropriata.

Nel dicembre 2023 la DG TRADE ha aggiornato e razionalizzato ulteriormente gli orientamenti operativi per lo sportello unico 49 , introducendo un calendario indicativo di 120 giorni lavorativi per il trattamento delle denunce relative al commercio e allo sviluppo sostenibile/al sistema di preferenze generalizzate.

Al fine di chiarire le questioni, possono essere organizzate riunioni pre-notifica con i potenziali denuncianti e si possono tenere discussioni di seguito una volta presentate le denunce. Se necessario, la Commissione può altresì presentare una denuncia di propria iniziativa (ex officio).

Nel 2024 lo sportello unico ha ricevuto 43 denunce in merito a ostacoli agli scambi incontrati in 24 paesi partner, situati in tutte le regioni geografiche. Come negli anni precedenti, il maggior numero di denunce (circa un terzo) ha riguardato la regione comprendente il vicinato meridionale, il Medio Oriente, la Turchia, la Russia e l'Asia centrale. Tale regione è seguita da quella dell'Asia meridionale e del Sud-Est asiatico, dell'Australia e della Nuova Zelanda, che ha rappresentato il 28 % delle denunce. L'Europa e il vicinato orientale 50 hanno rappresentato quasi un quinto di tutte le denunce. Nel 2024 tali tre regioni hanno rappresentato congiuntamente quasi il 78 % di tutte le denunce ricevute.

Figura 10: denunce presentate allo sportello unico nel 2024, suddivise per regione

Nel 2024 allo sportello unico sono pervenute denunce da un'ampia gamma di portatori di interessi. La grande maggioranza è stata presentata da imprese dell'UE: 25 denunce sono state presentate da singole società, 10 da associazioni di categoria europee e tre da associazioni industriali nazionali. Altre quattro denunce sono state presentate da Stati membri dell'UE. Tale situazione è coerente con la tendenza generale registrata dall'avvio dello sportello unico. Ad oggi, l'89 % di tutte le denunce esterne proviene da imprese dell'UE, il 52 % da singole società, il 29 % da associazioni a livello di UE e l'8 % da associazioni nazionali. Gli Stati membri rappresentano il restante 10 %.

Finora il 48 % di tutte le denunce presentate ha riguardato l'individuazione di ostacoli agli scambi nuovi o esistenti.

Non tutte le denunce ricevute nel 2024 hanno portato alla constatazione dell'esistenza di un ostacolo agli scambi. Inoltre talune denunce non sono state accolte in quanto non sono state presentate allo sportello unico da portatori di interessi dell'UE o da altri organismi autorizzati a presentare denunce conformemente agli orientamenti operativi. Alcuni reclami non sono stati ulteriormente trattati dato che lo sportello unico non ha ricevuto informazioni sufficienti per procedere a una valutazione. Inoltre alcune denunce hanno riguardato Stati membri dell'UE e pertanto non rientravano nell'ambito di applicazione dello sportello unico. Infine talune denunce non sono state registrate in relazione a ostacoli agli scambi, in quanto lo sportello unico non ha riscontrato alcun elemento di prova di una violazione nella propria valutazione preliminare. Tali denunce sono state archiviate senza ulteriori azioni.

Un esempio pratico: Argentina – piastrelle di ceramica

Denuncia: alla fine del 2023 lo sportello unico ha ricevuto una denuncia relativa a una risoluzione introdotta dall'Argentina che ha istituito un nuovo sistema di certificazione delle importazioni tanto per le piastrelle di ceramica di produzione nazionale quanto per quelle importate.

Questione segnalata: il sistema imponeva ai fabbricanti di far effettuare una valutazione della conformità da parte di terzi, nello specifico dall'Istituto argentino di normazione e certificazione (IRAM) prima di poter immettere i loro prodotti sul mercato. Tale misura è stata considerata un ostacolo inutile per i fabbricanti dell'UE che già fabbricano le loro piastrelle secondo una norma di autocertificazione accettata a livello mondiale che non richiede una valutazione della conformità da parte di terzi. Tale sistema ha pertanto imposto un onere economico/amministrativo notevole alle imprese dell'UE che desideravano competere sul mercato argentino.

Azione adottata: a seguito degli sforzi congiunti della Commissione, di vari Stati membri e della delegazione dell'UE a Buenos Aires, nel marzo 2024 si è tenuta una riunione con il segretario al commercio argentino, il quale ha ammesso che la risoluzione imponeva un onere eccessivo ai produttori e rischiava di mettere i consumatori finali argentini nella situazione di dover pagare prezzi più elevati per le piastrelle di ceramica.

Soluzione: il 30 agosto 2024 è stata pubblicata una nuova risoluzione (236/2024) che ha eliminato le prescrizioni per gli importatori. Le imprese che sono tenute a certificare le importazioni di materiali da costruzione (comprese le piastrelle di ceramica) potranno invece presentare una dichiarazione giurata di conformità rispetto alla certificazione internazionale, che sarà considerata equivalente alla certificazione da parte dell'IRAM. Si stima che l'eliminazione di tale ostacolo corrisponda a un valore di circa 16 milioni di EUR l'anno per gli esportatori dell'UE di piastrelle di ceramica in Argentina.

(1)

Fonte: valutazione ex post del CETA UE-Canada; progetto di relazione finale pubblicato il 16 giugno 2025: Circabc .

(2)

Studio di valutazione ex post, condotto da Trade Impact BV, pubblicato il 16 giugno 2025; Circabc .

(3)

  Accordo UE-Giappone sui flussi transfrontalieri di dati .

(4)

Albania, Armenia, Aruba, Australia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Georgia, Giappone, Guatemala, Honduras, Hong Kong, Iraq, Islanda, Israele, Kazakhstan, Kosovo, Lichtenstein, Macedonia del Nord, Messico, Moldova, Montenegro, Nicaragua, Norvegia, Nuova Zelanda, Panama, Perù, Regno Unito, Serbia, Singapore, Stati Uniti d'America, Svizzera, Taiwan, Ucraina e Vietnam.

(5)

Tale dato sale a circa 270 miliardi di EUR, se si includono i partner del SEE e dell'unione doganale.

(6)

 GU L, 2024/2754, 29.10.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2024/2754/oj .

(7)

Lo sportello unico è il primo punto di contatto per tutti i portatori di interessi dell'UE che si trovano ad affrontare potenziali ostacoli agli scambi in paesi terzi o il mancato rispetto delle norme in materia di sostenibilità relative al commercio e allo sviluppo sostenibile o al sistema di preferenze generalizzate.

(8)

La quarta relazione è stata pubblicata il 3 ottobre 2024 ed è disponibile al seguente indirizzo: Registro dei documenti della Commissione - COM(2024) 385 final .

(9)

Ai fini della presente relazione, per "preferenziali" si intendono gli accordi che istituiscono una zona di libero scambio o liberalizzano gli scambi di servizi e sono pertanto fuori dal campo di applicazione del GATT e del principio "NPF" del GATS.

(10)

 Documento di lavoro dei servizi della Commissione, Individual Information Sheets on the Implementation of EU Trade Agreements SWD(2025) 940; Circabc .

(11)

Commissione/DG TRADE, pagina dedicata all'attuazione e all'applicazione: Attuazione e applicazione degli accordi commerciali dell'UE - Commissione europea (europa.eu) .

(12)

Quarantatreesima relazione della Commissione sulle attività di difesa commerciale: Registro dei documenti della Commissione - COM(2025) 428 final .

(13)

La relazione più recente sulla protezione e sull'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi, pubblicata il 22 maggio 2025, è disponibile al seguente indirizzo: Registro dei documenti della Commissione - SWD(2025) 131 final .

(14)

L'ultimo elenco di controllo relativo alla contraffazione e alla pirateria, pubblicato il 22 maggio 2025, è disponibile al seguente indirizzo: Registro dei documenti della Commissione - SWD(2025) 132 final .

(15)

Quinta relazione annuale sul controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione e documento di lavoro dei servizi della Commissione del 14 ottobre 2025, Registro dei documenti della Commissione - COM(2025) 632 final .

(16)

Cfr. la relazione sull'attuazione del regolamento (UE) 2021/821 e l'aggiornamento statistico sul controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso del 30 gennaio 2025, COM(2025) 19, Registro dei documenti della Commissione - COM(2025) 19 final. .

(17)

 Ultima relazione sull'applicazione del regolamento SPG: JOIN(2023) 34 final, Registro dei documenti della Commissione - JOIN(2023) 34 (europa.eu) .

(18)

Cfr. articolo 52 del regolamento (UE) 2022/2560 (GU L 330 del 23.12.2022, pag. 1). La prima relazione è prevista per il 2026.

(19)

Cfr. relazione a norma dell'articolo 13 del regolamento (UE) 2022/1031, del 30 luglio 2025 (COM(2025) 430 final); eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0430 .

(20)

Un elenco degli accordi è disponibile al seguente indirizzo:  https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/negotiations-and-agreements_it .

(21)

Aggiungendo gli accordi con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur) e gli APE con le comunità dell'Africa orientale e dell'Africa occidentale che sono stati conclusi e sono in attesa di adozione (che rappresentano il 3,4 % del commercio totale dell'UE), la quota degli scambi preferenziali dell'UE salirà a quasi il 50 %.

(22)

ASEAN-4 fa riferimento a Indonesia, Malaysia, Filippine e Thailandia.

(23)

Fonte: Eurostat (Comext).

(24)

Studio della Commissione europea/DG AGRI pubblicato il 26 novembre 2024: Monitoring agri trade policy .

(25)

Quarta relazione sullo stato della sicurezza alimentare nell'UE, EU Agricultural Economic briefs .

(26)

Con "partner preferenziali" si fa riferimento ai 76 paesi con i quali l'UE ha concluso un accordo commerciale preferenziale, indipendentemente dal fatto che l'accordo comprenda o meno anche i servizi.

(27)

  https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A21999A0204%2801%29 .

(28)

Per una sintesi delle principali conclusioni del riesame del piano d'azione sul commercio e lo sviluppo sostenibile, cfr. la relazione annuale 2022 sull'attuazione e l'applicazione: Registro dei documenti della Commissione - COM(2022) 730 (europa.eu) .

(29)

  https://circabc.europa.eu/ui/group/8a31feb6-d901-421f-a607-ebbdd7d59ca0/library/01b3ba3c-a300-45ca-b12c-d069db91ed7e/details?download=true .

(30)

  CETA Trade and Gender Recommendation: EU-Canada Work Plan 2020-2021 .

(31)

  https://www.euroclima.org/en/mapas-2021-en .

(32)

  https://een.ec.europa.eu/ .

(33)

  https://een.ec.europa.eu/news/open-invitation-join-enterprise-europe-network-international-network-partner .

(34)

  https://www.youtube.com/playlist?list=PLq0qsbVGoO6EO_q6ho_ip0x9IgDTRRAJd .

(35)

  https://een.ec.europa.eu/success-stories .

(36)

  https://single-market-economy.ec.europa.eu/publications/study-european-union-smes-internationalisation-strategy_it .

(37)

  https://single-market-economy.ec.europa.eu/news/hybrid-workshop-sme-internationalisation-2025-02-10_it .

(38)

  https://circabc.europa.eu/ui/group/09242a36-a438-40fd-a7af-fe32e36cbd0e/library/8c22233e-aa1c-4d70-9f0e-abcd021fc1f7/details .

(39)

  https://circabc.europa.eu/ui/group/09242a36-a438-40fd-a7af-fe32e36cbd0e/library/619f8187-79fe-4141-9756-ca58c042333d/details .

(40)

  https://www.eu-japan.eu/ .

(41)

  https://www.eu-japan.eu/eubusinessinjapan/procedures/import-export/case-studies-and-success-stories .

(42)

  https://globaltradehelpdesk.org/en .

(43)

  directdoc.aspx (wto.org) .

(44)

  INFMSMEW47R1.pdf .

(45)

  https://www.wto.org/english/tratop_e/msmes_e/msmes_e.htm .

(46)

Il vicinato meridionale comprende 10 paesi partner (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia) che beneficiano della cooperazione con l'UE nell'ambito della politica europea di vicinato (PEV).

(47)

  https://circabc.europa.eu/ui/group/09242a36-a438-40fd-a7af-fe32e36cbd0e/library/46ce9fe8-838a-4d71-8dde-9f4cd9976d3e/details?download=true .

(48)

Regolamento (UE) 2021/167 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 febbraio 2021, recante modifica del regolamento (UE) n. 654/2014, relativo all'esercizio dei diritti dell'Unione per l'applicazione e il rispetto delle norme commerciali internazionali (GU L 49 del 12.2.2021, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/167/oj ).

(49)

  https://trade.ec.europa.eu/access-to-markets/en/form-assets/operational_guidelines.pdf .

(50)

Il vicinato orientale comprende sei paesi dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina) che beneficiano della cooperazione con l'UE nell'ambito della politica europea di vicinato (PEV).

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