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Document 52025AE2216

Parere del Comitato economico e sociale europeo — Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul piano d'azione riveduto della strategia macroregionale dell'UE per la regione adriatica e ionica [COM(2025) 191 final] — Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE [COM(2025) 196 final]

EESC 2025/02216

GU C, C/2026/874, 27.2.2026, ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/874/oj (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/874/oj

European flag

Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea

IT

Serie C


C/2026/874

27.2.2026

Parere del Comitato economico e sociale europeo

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul piano d'azione riveduto della strategia macroregionale dell'UE per la regione adriatica e ionica

[COM(2025) 191 final]

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE

[COM(2025) 196 final]

(C/2026/874)

Relatore:

Stefano PALMIERI

Consigliere

Marco CELI (per il relatore)

Consultazione

Commissione europea, 6.6.2025 e 29.8.2025

Base giuridica

Articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea

Sezione competente

Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale

Adozione in sezione

20.11.2025

Adozione in sessione plenaria

3.12.2025

Sessione plenaria n.

601

Esito della votazione (favorevoli/contrari/astenuti)

218/0/6

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1.

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) riconosce il ruolo delle strategie macroregionali nel generare sinergie multilivello tra politiche, programmi e attori. Tali strategie hanno sostenuto e sostengono la transizione verde e digitale ed hanno sviluppato e sviluppano un'importante capacità di resilienza e solidarietà durante la pandemia e le crisi geopolitiche in atto.

1.2.

La persistenza di divari regionali in termini di capacità amministrativa e di risorse disponibili rende necessario rafforzare la governance multilivello verticale ed orizzontale assicurando il coinvolgimento delle strutture locali.

1.3.

Il CESE accoglie positivamente i processi di revisione e chiede di rafforzare la dimensione sociale, di partecipazione civica e di cooperazione interregionale. Le strategie macroregionali devono fungere da laboratori di inclusione e innovazione sociale, sostenendo fiscalità verde e capitale umano, con particolare attenzione alla partecipazione giovanile e al dialogo intergenerazionale.

1.4.

Il CESE prende atto dei risultati della strategia macroregionale per il Mar Baltico, che ha promosso la sostenibilità e le connessioni in tale macroregione. La revisione del 2021, con il Baltic Sea Strategic Point, ha rafforzato la cooperazione e la gestione. Pur con la sospensione dei rapporti con Russia e Bielorussia, la strategia rimane valida.

1.5.

Il CESE evidenzia i progressi della strategia macroregionale per il Danubio. La revisione del 2020 ne ha migliorato la coerenza con le priorità dell'UE e ha rafforzato la partecipazione giovanile, malgrado persistano disuguaglianze e l'impegno politico rimanga disomogeneo. Le ultime presidenze hanno rilanciato l'innovazione e la governance.

1.6.

Il CESE sottolinea i risultati della strategia macroregionale per l'Adriatico e lo Ionio, che ha recentemente aggiornato il suo piano d'azione introducendo un quinto pilastro sociale. La strategia integra allargamento, economia circolare e digitalizzazione, rafforzando i partenariati e la resilienza in un'area colpita da crisi sul piano energetico, climatico e demografico.

1.7.

Il CESE valuta positivamente la strategia macroregionale per le Alpi, che ha consolidato la cooperazione e una governance stabile con l'apertura a paesi terzi. La revisione di tale strategia integra priorità relative alla digitalizzazione, all'energia, alle risorse idriche e all'economia circolare.

1.8.

Il CESE prende atto che l'allargamento ai Balcani occidentali, all'Ucraina e alla Moldova è una priorità strategica e che le strategie macroregionali hanno un potenziale nel rafforzare la cooperazione, le capacità istituzionali e l'allineamento all'acquis dell'Unione europea.

1.9.

Il CESE rileva che l'aggressione militare della Russia all'Ucraina ha confermato il ruolo delle strategie macroregionali quali strumenti di solidarietà e resilienza. La strategia macroregionale per il Danubio ha sostenuto inclusione, formazione e occupazione; quella per il Mar Baltico ha avviato iniziative umanitarie e ambientali; quella per l'Adriatico e lo Ionio ha promosso l'agenda verde nei Balcani; e quella per le Alpi ha affrontato la crisi energetica e la questione dell'accoglienza dei rifugiati.

1.10.

Il CESE considera essenziale l'approccio basato sul territorio («place-based») adottato dalle strategie macroregionali, che adatta le priorità europee alle specificità territoriali e favorisce la coesione sia mediante strumenti come lo sviluppo locale di tipo partecipativo (Community-Led Local Development — CLLD) sia attraverso iniziative innovative, tali da promuovere la partecipazione civica, l'occupazione giovanile, la mobilità sostenibile e il sostegno alle PMI e alle università.

1.11.

Il CESE invita a rafforzare la governance e a irrobustire i finanziamenti, integrando le priorità delle strategie macroregionali nei principali programmi dell'UE. È necessario potenziare le competenze locali, consolidare i partenariati e coinvolgere attivamente la società civile e i giovani. Ciò permetterà di trasformare le strategie in questione in strumenti più inclusivi, resilienti e con impatto strutturale sulle politiche pubbliche.

1.12.

Secondo il CESE, il nuovo quadro finanziario pluriennale (ossia quello per il periodo 2028-2034) comporta rischi per il corretto funzionamento delle strategie macroregionali. È quindi essenziale che gli attori strategici si assicurino di includere le priorità relative alle MRS nei piani di partenariato, definiscano obiettivi chiari e misurabili, promuovano e monitorino la cooperazione transfrontaliera ed evitino un coinvolgimento solo formale dei portatori d'interesse regionali e locali.

1.13.

Il CESE sottolinea la necessità di una governance trasparente, responsabile e senza corruzione nelle istituzioni coinvolte nelle strategie macroregionali. L'integrità, la buona amministrazione e lo Stato di diritto sono essenziali per la credibilità, l'efficienza e la fiducia reciproca.

1.14.

Il CESE sollecita la creazione di una nuova strategia macroregionale per la regione mediterranea per affrontare sfide comuni come cambiamenti climatici, flussi migratori, transizione energetica e sostenibilità blu. Tale iniziativa — integrandosi con il recente Patto per il Mediterraneo (1) — rafforzerebbe la stabilità, la cooperazione e l'inclusione, valorizzando le connessioni tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente e contribuendo a consolidare il ruolo strategico dell'UE nello spazio mediterraneo. Il CESE sottolinea inoltre l'importanza di portare avanti i lavori su altre strategie macroregionali, come quelle per la regione atlantica e quella per i Carpazi.

2.   Osservazioni generali

2.1.

Dal 2009 l'Unione europea promuove le strategie macroregionali (MRS) come strumenti innovativi per affrontare sfide comuni in aree sovranazionali geograficamente e funzionalmente connesse. Nate su impulso congiunto degli Stati interessati e sostenute dalla Commissione europea, queste strategie coinvolgono sia Stati membri che paesi terzi in partenariati paritari, fornendo un quadro dinamico per affrontare problemi ambientali, economici e sociali condivisi.

2.2.

Le MRS si basano su criteri territoriali (bacini fluviali, marittimi o montani) e su connessioni storiche, culturali ed economiche. Ciascuna MRS è guidata da un piano d'azione flessibile, adattabile ai mutamenti geopolitici, climatici e demografici.

2.3.

Il CESE evidenzia che le MRS hanno rafforzato le sinergie multilivello tra le politiche e gli attori, diventando strumenti efficaci per la duplice transizione verde e digitale, la coesione territoriale e la resilienza. Durante la pandemia e l'aggressione militare russa all'Ucraina si sono evolute da piattaforme di cooperazione a strumenti di solidarietà concreta.

2.4.

Nel biennio 2023-2024 le strategie hanno avviato percorsi di aggiornamento strutturale, in risposta a sfide complesse come i cambiamenti climatici, l'allargamento dell'UE, la transizione energetica, il calo demografico e le pressioni migratorie.

2.5.

Il CESE valuta positivamente questi processi di revisione e incoraggia un'integrazione più ambiziosa della dimensione sociale, della partecipazione civica e della cooperazione interregionale.

3.   Valutazione generale dell'attuazione delle strategie macroregionali

3.1.   La strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico (EUSBSR)

3.1.1.

L'EUSBSR, lanciata nel 2009, coinvolge otto Stati membri dell'UE e quattro paesi terzi limitrofi. La strategia ha tre obiettivi chiave — «salvare il mare», «collegare la regione» e «aumentare la prosperità» — ed è suddivisa tematicamente in 14 ambiti d'intervento interconnessi, tra i quali i rischi, la bioeconomia, la salute e l'istruzione. Per il periodo 2021-2027 il programma Interreg Mar Baltico ha una dotazione finanziaria di 259 milioni di EUR.

3.1.2.

Nel 2021 il piano d'azione dell'EUSBSR è stato riveduto, riducendo il numero di azioni, introducendo un sistema per facilitare una cooperazione più stretta tra i portatori d'interesse (comprese le parti economiche e sociali) e introducendo un nuovo strumento inteso a fornire supporto amministrativo e tecnico per la gestione, lo sviluppo e la comunicazione della strategia: il Baltic Sea Strategic Point (BSP).

3.1.3.

L'EUSBSR ha aiutato i territori coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti di crescita sostenibile e intelligente. Nonostante il fatto che la sospensione della cooperazione con la Russia e la Bielorussia a seguito dell'aggressione militare ingiustificata e non provocata della Russia all'Ucraina abbia creato un ostacolo alla risoluzione dei problemi principali nella regione, la strategia presenta comunque un potenziale significativo per affrontare le sfide emergenti.

3.2.   La strategia dell'Unione europea per la regione danubiana (EUSDR)

3.2.1.

L'EUSDR, lanciata nel dicembre 2010 e aggiornata nel 2020, coinvolge 14 paesi (nove Stati membri dell'UE e cinque paesi terzi) ed è strutturata su quattro pilastri, cui corrispondono altrettanti obiettivi: 1) collegare la regione, 2) proteggere l'ambiente, 3) costruire la prosperità e 4) rafforzare la regione. Tali obiettivi si articolano a loro volta in 12 ambiti d'intervento prioritario. Per il periodo 2021-2027 il programma Interreg dispone di una dotazione complessiva di 213,1 milioni di EUR.

3.2.2.

La revisione del piano d'azione dell'EUSDR ha migliorato l'allineamento con le priorità dell'UE, incluso il Green Deal, e rafforzato il coinvolgimento dei giovani e la cooperazione con i fondi europei. Anche se persistono disuguaglianze socioeconomiche, le risorse rimangono limitate e l'impegno politico è ancora disomogeneo, la strategia ha comunque consolidato la cooperazione transnazionale e sostenuto il processo di preadesione all'UE.

3.2.3.

Le ultime presidenze hanno ridefinito le priorità dell'EUSDR: l'Austria (2024) ha promosso l'innovazione, la competitività e la cooperazione con la Commissione europea, sostenendo la prospettiva europea dei paesi candidati; la Slovenia (2023) ha avviato riforme in materia di governance e formulato 13 raccomandazioni per rafforzare il coinvolgimento dei portatori d'interesse. Iniziative come la risoluzione tedesca del 2023 e il coordinamento inter-strategico sulla mobilità hanno confermato la resilienza della strategia, sostenuta da un solido sistema di governance e dal ruolo del Danube Strategy Point.

3.3.   La strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR)

3.3.1.

Avviata nel 2014, l'EUSAIR riunisce 10 paesi (quattro Stati membri dell'UE e sei paesi terzi) ed è strutturata attorno a quattro pilastri principali: crescita blu, collegare la regione, qualità ambientale e turismo sostenibile. Il Facility point dell'EUSAIR fornisce un sostegno operativo per il coordinamento e l'attuazione. Per quanto riguarda i finanziamenti, per il periodo 2021-2027 sono stati resi disponibili 136,7 milioni di EUR a titolo del programma Interreg Adriatico-Ionico.

3.3.2.

Il CESE osserva che l'EUSAIR ha consolidato i partenariati e la fiducia tra i portatori d'interesse, contribuendo al processo di allargamento dell'UE. Tuttavia, la regione deve far fronte a crisi post pandemiche, agli effetti della guerra, all'inflazione e alla complessa transizione energetica, aggravata dalla dipendenza dai combustibili fossili. Zona climatica particolarmente vulnerabile, è esposta a eventi estremi, desertificazione e perdita di biodiversità, mentre il significativo calo demografico (che, in alcuni paesi, ha raggiunto punte dell'11 % tra il 2012 e il 2022) indebolisce la coesione sociale e riduce la disponibilità di forza lavoro.

3.3.3.

Il nuovo piano d'azione introduce un quinto pilastro sociale riguardante i giovani, l'occupazione, la parità di genere e l'innovazione. Rafforza gli impegni in materia di digitalizzazione, neutralità climatica e sviluppo rurale, e include l'allargamento come tema trasversale. La governance è stata potenziata con tre progetti Interreg Adrion. Il CESE accoglie favorevolmente l'approccio integrato e multilivello dell'EUSAIR per affrontare le sfide ambientali, economiche e demografiche.

3.4.   La strategia dell'UE per la regione alpina (EUSALP)

3.4.1.

Quella per la regione alpina, avviata nel 2015, è la più recente tra le MRS adottate dall'UE. La strategia in questione coinvolge sette Stati — cinque membri dell'UE e due paesi terzi — e copre tre aree tematiche: crescita economica e innovazione; mobilità e connettività; ambiente ed energia. Per il periodo 2021-2027 è disponibile una dotazione complessiva di 107 milioni di EUR per il programma Interreg Spazio alpino, incentrato su quattro priorità atte a garantire un'area resiliente ai cambiamenti climatici e in grado di conseguire una transizione verde, con zero emissioni di carbonio.

3.4.2.

L'EUSALP ha consolidato la cooperazione transnazionale nella regione alpina, offrendo soluzioni condivise a sfide comuni. E sia la presidenza svizzera (2023) che l'attuale copresidenza di Austria e Liechtenstein (2025) hanno contribuito a rafforzare ulteriormente l'apertura verso i paesi terzi. Una governance stabile ha garantito continuità di gestione e capacità di risposta, soprattutto in contesti di crisi.

3.4.3.

Tra il 2022 e il 2023 l'EUSALP ha definito cinque priorità tematiche e quattro trasversali (digitalizzazione, energia, risorse idriche, economia circolare), avviando la revisione del piano d'azione, da concludere nel 2025. Il Consiglio dei giovani è diventato parte integrante della governance, rafforzando l'inclusione generazionale. Attraverso AlpGov 2, i gruppi d'azione hanno aggiornato i piani di lavoro e rafforzato la cooperazione intersettoriale, con un maggiore coinvolgimento di PMI, società civile e territori.

4.   Il ruolo e l'impatto delle strategie macroregionali nell'attuazione delle transizioni verde, digitale e sociale

4.1.

Le MRS sono strumenti chiave per le transizioni ambientali, digitali e sociali dell'UE, in quanto mobilitano i territori e le comunità per rafforzare la competitività e lo sviluppo sostenibile. In linea con il Green Deal, promuovono biodiversità, economia circolare, uso efficiente delle risorse, decarbonizzazione ed efficienza energetica.

4.2.

La digitalizzazione è sempre più centrale, con le MRS impegnate nel rafforzare le infrastrutture, le competenze e l'innovazione nei settori pubblico e privato. Tuttavia, permangono divari legati alla diversa capacità amministrativa e finanziaria delle regioni. Per tale motivo il CESE sottolinea l'urgenza di colmare questi divari e rafforzare la governance multilivello.

4.3.

La duplice transizione verde e digitale, pur offrendo opportunità, rischia di accentuare le disuguaglianze socioeconomiche. Il CESE ribadisce la necessità di integrare strutturalmente la dimensione sociale nelle MRS, coinvolgendo in maniera più attiva la società civile, le parti sociali ed economiche, nonché altri attori locali, per garantire l'equità e la coesione territoriale.

4.4.

Per realizzare economie territoriali più inclusive e resilienti, le strategie dovrebbero promuovere la specializzazione intelligente, i cluster locali e l'innovazione sociale assicurando un accesso equilibrato alle opportunità economiche e sociali. Il CESE invita a usare le MRS come laboratori per sperimentare strumenti redistributivi, fiscalità verde e politiche integrate di coesione.

4.5.

È necessario rafforzare la cooperazione tra strategie, specialmente nelle regioni svantaggiate e nei paesi terzi. Il CESE sottolinea l'importanza di investire nel capitale umano — formazione, partecipazione giovanile, dialogo intergenerazionale — per assicurare transizioni eque e condivise.

4.6.

In merito alle specifiche MRS, il CESE evidenzia quanto segue:

EUSBSR: promuove fortemente la transizione verde (CiNURGi, Baltiplast, Emperest) e l'economia circolare. Progetti come Real-Time Economy e DistanceLAB favoriscono la digitalizzazione, mentre Resist e BSR Cultural Pearls rafforzano la coesione sociale e la partecipazione civica.

L'EUSDR, nonostante le disuguaglianze regionali, contribuisce alla sostenibilità ambientale (DALIA, Stopfires, DanubeParks) e all'energia rinnovabile (NRGCom). Plan-C e RIS4DANU sviluppano digitalizzazione e circolarità; sul piano sociale, Fem2Forests e Back on Track promuovono inclusione e occupabilità.

L'EUSAIR integra la sostenibilità nei suoi pilastri (PET HAB ECO, Namirs) e potenzia il digitale con progetti come Eureka e Blueair. SI4CARE e TESI sostengono innovazione sociale e formazione. Il nuovo piano d'azione punta sulla coesione e sulle competenze.

L'EUSALP investe in progetti verdi (IMAGHyNE, Microclim), digitali (SmartCommUnity, Circular4.0) e sociali (soft skills, mobilità alpina), puntando a una crescita territoriale inclusiva.

5.   Le strategie macroregionali dell'UE e l'allargamento

5.1.

L'allargamento dell'UE ai Balcani occidentali, all'Ucraina e alla Moldova è una priorità strategica. In questo contesto, le MRS assumono un ruolo centrale per rafforzare la cooperazione multilivello, le capacità istituzionali e l'allineamento all'acquis dell'Unione europea. Il CESE sottolinea l'importanza di valutarne l'efficacia nel promuovere la coesione sociale, l'inclusione territoriale e la sostenibilità.

5.2.

L'EUSDR, che coinvolge cinque paesi candidati, è un pilastro per il processo di allargamento. Le ultime presidenze (Ucraina, Slovenia, Austria) hanno integrato l'agenda dell'adesione nelle attività strategiche. Progetti come NRGCom, GeoHeCo e DALIA favoriscono la transizione energetica e ambientale; Back on Track e Fem2Forests promuovono l'occupazione e l'inclusione. La strategia sostiene l'adattamento normativo e rafforza le istituzioni.

5.3.

L'EUSAIR, con una forte presenza di paesi candidati, ha aggiornato il piano d'azione per supportare l'adesione. Punta su capacità amministrativa, innovazione (Blueair, Eureka) e coesione sociale (TESI, SI4CARE). In campo ambientale, progetti come PET HAB ECO e Namirs rafforzano la tutela della biodiversità e la gestione dei rischi. La strategia contribuisce al Green Deal e all'agenda verde per i Balcani.

5.4.

Pur non coinvolgendo alcun paese candidato, l'EUSBSR ha intensificato dal 2022 il sostegno all'Ucraina, aumentando la resilienza e rafforzando la cooperazione. L'inclusione nelle reti Interreg ha favorito la convergenza normativa e la formazione. Iniziative come OpenRisk II e Baltiplast offrono modelli replicabili per la sostenibilità e contribuiscono al percorso europeo dell'Ucraina.

6.   Lo scenario macroregionale e l'aggressione militare ingiustificata e non provocata della Russia all'Ucraina

6.1.

L'aggressione militare russa contro l'Ucraina ha avuto un impatto significativo sulle MRS, che si sono dimostrate strumenti chiave per promuovere la solidarietà, la resilienza e la cooperazione. Il CESE sottolinea il ruolo delle MRS nel sostenere la ricostruzione e l'integrazione europea dell'Ucraina e della Moldova, valorizzando il contributo delle comunità locali e della società civile.

6.2.

L'EUSDR è stata la più coinvolta, poiché fra i suoi membri figurano Ucraina e Moldova. La presidenza ucraina del 2022, seguita da quella slovena, ha promosso priorità come inclusione, formazione, mobilità e occupazione. Il CESE riconosce il valore del dialogo con la società civile dell'Ucraina e della Moldova, emerso anche nel quadro del Forum 2023. Iniziative nell'ambito di «People & Skills» e l'uso del Fondo sociale europeo hanno fornito risposte concrete a bisogni sociali ed educativi.

6.3.

L'EUSBSR ha sospeso i rapporti con la Russia e la Bielorussia ed ha avviato progetti a favore dell'Ucraina, in particolare in ambito umanitario, ambientale e formativo. Il CESE apprezza l'inclusione di attori ucraini in progetti Interreg e la loro partecipazione a eventi europei, a conferma del potenziale delle MRS di promuovere l'integrazione europea attraverso la cooperazione territoriale.

6.4.

L'EUSAIR ha espresso la sua solidarietà sostenendo un'agenda verde nei Balcani occidentali e rafforzando la cooperazione in materia di energia, mobilità e resilienza economico-sociale. Il CESE incoraggia l'allineamento delle MRS con le politiche di preadesione, anche in un'ottica di coesione territoriale.

6.5.

L'EUSALP ha affrontato gli effetti indiretti del conflitto russo-ucraino, come la crisi energetica e l'accoglienza dei rifugiati. Ha promosso l'autonomia energetica, le fonti rinnovabili e le pratiche sostenibili. Il CESE sottolinea come le MRS possano rafforzare la coesione interna dell'UE in contesti di instabilità, grazie alla governance multilivello e alle capacità locali.

7.   La dimensione territoriale delle strategie macroregionali e il supporto ai processi di coesione

7.1.

Le MRS incarnano un approccio «place-based» efficace per attuare politiche europee sensibili alle specificità geografiche, economiche e culturali dei vari territori. Operando su aree funzionali come bacini fluviali, regioni montane o costiere, esse facilitano la cooperazione tra territori contigui e promuovono soluzioni condivise a sfide comuni, rafforzando lo sviluppo territoriale integrato e la coesione interregionale.

7.2.

Il CESE evidenzia l'importanza di integrare strumenti come il CLLD nelle MRS per rafforzare la partecipazione delle comunità locali alla definizione delle priorità strategiche. La combinazione di governance multilivello e coinvolgimento civico favorisce transizioni ambientali, digitali e sociali più eque ed efficaci, riducendo le disuguaglianze territoriali.

7.3.

Le MRS permettono di adattare le grandi strategie europee ai bisogni locali. Iniziative come SMART ERA (contro lo spopolamento), BSR Cultural Pearls (resilienza culturale), e Adrioncycletour (mobilità sostenibile) mostrano il potenziale delle MRS nel promuovere innovazione, partecipazione e sostenibilità. Il CESE riconosce il valore aggiunto di queste esperienze, che contribuiscono a rendere la coesione europea più concreta e radicata nei territori.

7.4.

Le MRS rappresentano uno strumento potente per sostenere la coesione europea in un contesto segnato da transizioni ambientali, digitali e sociali sempre più complesse. Le MRS, infatti, consentono di affrontare sfide sovranazionali con soluzioni coordinate, promuovendo la resilienza ambientale e la sostenibilità territoriale.

7.5.

Le sfide demografiche, come lo spopolamento e l'invecchiamento della popolazione, sono tra i principali rischi per la coesione dell'UE. Le MRS offrono un quadro per azioni concrete, promuovendo la mobilità sostenibile, l'occupazione giovanile e la valorizzazione dei territori rurali e montani.

7.6.

Le MRS favoriscono la coesione sociale ed economica coinvolgendo enti locali, società civile, imprese e università. Il CESE invita a ridurre le disuguaglianze territoriali rafforzando strumenti partecipativi e territoriali mirati a istruzione, cultura, formazione, sostegno alle PMI e innovazione.

8.   Il partenariato macroregionale e il ruolo della società civile

8.1.

Il CESE ritiene essenziale il coinvolgimento della società civile, delle parti sociali ed economiche e dei giovani per accrescere sensibilmente l'efficacia, la legittimità e l'impatto territoriale delle MRS. Queste strategie avvicinano l'Europa ai cittadini, promuovendo inclusione e partecipazione, ma serve migliorare la comunicazione su attività e risultati.

8.2.

Le MRS più mature, come l'EUSBSR e l'EUSDR, hanno già integrato attori civici nella governance come coordinatori tematici o membri di comitati direttivi. Iniziative come i Danube Participation Days e DANUBE4all testimoniano un'efficace applicazione del principio di partenariato multilivello, promuovendo il dialogo sociale e il coinvolgimento delle comunità.

8.3.

Nell'EUSAIR, reti come quella delle Camere di commercio o delle università offrono un'infrastruttura solida per la partecipazione territoriale, anche attraverso strumenti come le agorà civiche.

8.4.

L'EUSALP si distingue per le buone pratiche nel coinvolgimento della società civile attraverso i suoi Action Group e i progetti Interreg. Il CESE incoraggia l'estensione sistematica di tali modelli, riconoscendo il ruolo cruciale delle comunità locali per promuovere sostenibilità, coesione e innovazione sociale, soprattutto nelle aree marginali o transfrontaliere.

8.5.

Le MRS includono anche un dialogo costruttivo con il mondo economico: PMI, imprese locali e parti sociali sono attivamente coinvolte nei progetti, ad esempio in materia di energia sostenibile nel quadro dell'EUSDR, apportando soluzioni concrete per la transizione verde e il rilancio produttivo dei territori.

8.6.

Il CESE riconosce la partecipazione giovanile come leva per una democrazia inclusiva e sostenibile, sostiene la diffusione dei Consigli giovanili macroregionali e la creazione di reti permanenti, anche digitali, ispirate a esperienze come Popri Youth e Baltic Sea Youth Camps. Promuove inoltre una rete transmacroregionale della società civile, in continuità con l'iniziativa avviata nel 2024 dalla European House di Budapest.

9.   Governance, capacità amministrativa e accesso ai finanziamenti

9.1.

Il CESE ritiene che una governance efficace, capacità amministrative rafforzate e un accesso coordinato ai finanziamenti siano elementi centrali per il successo delle MRS. Tali strategie devono garantire la cooperazione multilivello, rafforzando la coesione territoriale e definendo priorità chiare, coerenti con le sfide e le problematiche che affliggono l'UE, secondo criteri basati su urgenza, rilevanza e disponibilità di risorse.

9.2.

Il CESE sottolinea l'importanza del coinvolgimento attivo degli enti regionali e locali, ancora troppo disomogeneo tra le diverse strategie. Un esempio virtuoso in tal senso è offerto dall'EUSALP, la cui buona pratica di forte partecipazione territoriale può fungere da modello. Occorre rafforzare il principio di sussidiarietà, valorizzando il contributo degli attori locali in tutte le strategie.

9.3.

Non disponendo di un bilancio proprio, le MRS si basano su risorse europee, nazionali, regionali e private. I programmi Interreg transnazionali (Baltico, Danubio, Adriatico-Ionico, Alpino) e Interreg NEXT per il vicinato costituiscono un pilastro finanziario essenziale. Il CESE sostiene l'integrazione delle priorità delle MRS nei programmi operativi finanziati da FESR, FSE+, Orizzonte Europa, LIFE, Erasmus+ e altri strumenti.

9.4.

È necessario intensificare il dialogo tra autorità di gestione e coordinatori delle MRS, creando piattaforme finanziarie stabili come nello Spazio alpino. Il CESE invita ad ampliare il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile anche nella programmazione, per rendere le strategie più inclusive, partecipative e operative.

9.5.

Le MRS possono accrescere sensibilmente la resilienza delle filiere produttive e sostenere l'integrazione delle PMI attraverso progetti transfrontalieri nei settori strategici. Il CESE raccomanda di potenziare la capacità amministrativa locale mediante formazioni, scambi di buone pratiche e l'applicazione concreta del principio di partenariato, coinvolgendo società civile, istituzioni e attori economici.

10.   La via da seguire

10.1.

Il futuro delle MRS sarà segnato da sfide crescenti: cambiamenti climatici, transizione digitale, sicurezza energetica, dinamiche demografiche e mutamenti geopolitici. Il CESE sottolinea l'urgenza di risposte territoriali coordinate e integrate, fondate su una governance multilivello efficace e su una partecipazione civica strutturata.

10.2.

Il CESE evidenzia il ruolo strategico delle organizzazioni della società civile, delle parti sociali e dei giovani nel connettere territori e politiche europee. La loro partecipazione attiva e strutturata in tutte le fasi delle MRS è essenziale per favorire inclusione, cittadinanza attiva e senso di appartenenza.

10.3.

Occorre rafforzare la governance distinguendo i livelli politico e operativo. Il CESE invita a coinvolgere più attivamente le regioni, gli enti locali e i portatori d'interessi tematici, a semplificare i processi decisionali, a migliorare le capacità amministrative e a garantire risorse adeguate e accessibili.

10.4.

Le MRS devono evolversi da strumenti di cooperazione «soft» a meccanismi con impatto strutturale. Il CESE raccomanda di stabilire obiettivi chiari e misurabili e istituire sistemi di monitoraggio e follow-up, nonché di creare «catene progettuali» che traducano i risultati in politiche pubbliche durature.

10.5.

L'integrazione delle MRS nei principali strumenti di finanziamento UE riveste un'importanza cruciale. Il CESE caldeggia l'inclusione sistematica di tali strategie nei programmi di coesione, nei fondi IPA, in Interreg e nei programmi a gestione diretta, e chiede una cooperazione stabile con le strategie marittime per potenziare le sinergie.

10.6.

Le MRS devono contribuire in maniera più incisiva alle transizioni verde, digitale e giusta. Il CESE sollecita un rafforzamento delle misure per la transizione energetica, l'inclusione sociale e la digitalizzazione, accompagnate da programmi di formazione e riqualificazione, soprattutto per le categorie più vulnerabili.

10.6.1.

Nelle MRS deve essere rafforzata la condizionalità sociale affinché i progetti di sviluppo siano valutati anche per il livello di inclusione ed equità, con particolare attenzione al rispetto dei principi di pari opportunità e di non discriminazione.

10.7.

Le sfide demografiche, come l'invecchiamento e lo spopolamento rurale, richiedono politiche di prossimità. Il CESE ritiene prioritario investire nella qualità della vita, nel lavoro dignitoso e nei servizi essenziali, valorizzando le economie locali e incentivando i giovani a rimanere nei rispettivi territori.

10.8.

Il CESE promuove strumenti come i GECT, le euroregioni e le comunità energetiche locali, che possono rafforzare l'attuazione delle MRS con soluzioni condivise nei campi della gestione ambientale, della mobilità sostenibile e dell'adattamento climatico, favorendo una cooperazione istituzionalizzata.

10.9.

Per quanto concerne la comunicazione, il CESE rileva progressi ma anche carenze. È necessario ampliare la visibilità delle MRS fuori dai canali istituzionali, valorizzando media locali, reti giovanili e portatori d'interessi economici. Le agorà civiche e i forum macroregionali giovanili sono strumenti da potenziare.

10.10.

Il CESE sostiene un ruolo attivo delle MRS nell'allargamento dell'UE, come laboratori di integrazione tra istituzioni, imprese, università e società civile, e ribadisce la necessità di istituire una o più MRS per la regione mediterranea, in linea con il recente Patto per il Mediterraneo elaborato dalla Commissione europea.

10.11.

Secondo il CESE, occorre predisporre le condizioni per la realizzazione di una governance trasparente, responsabile e senza corruzione nelle istituzioni coinvolte nelle strategie macroregionali.

11.   Le strategie macroregionali nell'ambito della nuova politica di coesione: sfide e risposte

11.1.

Il nuovo QFP 2028-2034, con il possibile mutamento della politica di coesione, comporta rischi per le MRS, poiché l'impostazione nazionale dei piani di partenariato potrebbe indebolirne la dimensione transnazionale, limitare la cooperazione e accentrare la gestione dei programmi.

11.2.

Poiché ogni Stato membro disporrà di un proprio piano di partenariato, strategie e priorità potranno divergere, complicando il coordinamento delle MRS. I progetti congiunti rischiano di subire ritardi per cicli di finanziamento non allineati, mentre le regioni con governance più deboli potrebbero avere minore capacità di incidere sui piani nazionali e di accedere ai fondi, accentuando le disuguaglianze.

11.2.1.

Per il CESE gli attori chiave delle MRS dovrebbero cercare di:

fare in modo che le priorità macroregionali siano integrate nei piani di partenariato nazionale e regionale, interagendo tempestivamente con i governi e includendo la cooperazione transfrontaliera;

elaborare documenti strategici con obiettivi chiari, indicatori misurabili e prove di necessità, rafforzando la propria posizione nei negoziati;

promuovere la cooperazione transfrontaliera nei piani nazionali/regionali, con allocazioni dedicate e monitoraggio per progetti comuni e ambientali;

assicurarsi che il coinvolgimento della società civile e delle parti sociali, anziché risolversi in una consultazione puramente formale, sia garantito da meccanismi di partecipazione e di rappresentanza effettive.

12.   Approfondimento su EUSAIR

12.1.

Il CESE accoglie con favore la revisione della strategia UE per la regione adriatico-ionica, riconoscendo i progressi ottenuti nei primi dieci anni di attuazione. L'aggiornamento del piano d'azione, l'ampliamento delle priorità e il rafforzamento del sistema di monitoraggio rappresentano passi necessari per affrontare le nuove sfide geopolitiche e ambientali.

12.2.

Il Comitato sottolinea l'importanza di un impegno politico di alto livello e di lungo periodo da parte dei paesi partecipanti. Solo attraverso una governance condivisa e stabile sarà possibile garantire coerenza ed efficacia nella realizzazione degli obiettivi strategici e nel rafforzamento della cooperazione macro-regionale.

12.3.

Il CESE sostiene pienamente il nuovo piano d'azione, che propone soluzioni concrete e innovative per cogliere le opportunità economiche, sociali e ambientali della regione. Invita inoltre la Commissione a mantenere un ruolo attivo di supporto tecnico e finanziario, affinché la strategia possa produrre benefici tangibili per i cittadini e i territori coinvolti.

12.4.   I pilastri della strategia

12.4.1.

L'EUSAIR, basata su cinque pilastri economici, sociali e ambientali, promuove la cooperazione e lo sviluppo sostenibile. Il piano d'azione riveduto rafforza la coerenza della strategia e introduce soluzioni innovative.

12.4.2.

Trasporti ed energia — Migliorare le infrastrutture stradali e ferroviarie, favorire la mobilità sostenibile e un sistema portuale competitivo. Aumentare la sicurezza energetica e rafforzare l'integrazione delle rinnovabili e la decarbonizzazione.

12.4.3.

Ambiente — Contrastare i cambiamenti climatici, l'inquinamento e la perdita di biodiversità marina e costiera. Promuovere la cooperazione transfrontaliera e la gestione sostenibile delle risorse naturali.

12.4.4.

Turismo sostenibile — Gestire i flussi turistici in modo equilibrato, sostenere il turismo rurale e promuovere la dieta mediterranea. Favorire la competitività e la sostenibilità nei settori agroalimentare e turistico.

12.4.5.

Maggior coesione sociale — Affrontare gli squilibri demografici, la disoccupazione e la povertà. Migliorare l'inclusione, le competenze e la partecipazione dei giovani, sviluppando un ecosistema favorevole all'innovazione sociale.

12.5.   Temi orizzontali e trasversali

12.5.1.

La revisione del piano d'azione ha individuato temi che, pur essendo potenzialmente autonomi, si sovrappongono ad altri ambiti e che pertanto, onde evitare la frammentazione, sono stati integrati come temi trasversali. Il CESE valuta positivamente questa scelta, che migliora la coerenza, le sinergie e l'efficacia delle politiche.

12.5.2.

L'allargamento, divenuto prioritario dopo la guerra in Ucraina, è sostenuto dalla strategia che aiuta i paesi candidati ad allinearsi agli standard dell'UE. Una governance efficace richiede capacità amministrative solide e coordinamento istituzionale. Il piano promuove inoltre ricerca e innovazione, sostenendo le PMI, le start-up e le strategie di specializzazione intelligente.

12.5.3.

La neutralità climatica si fonda su un'economia circolare che riduce sprechi e pressioni ambientali, integrando energie rinnovabili, tecnologie verdi e turismo sostenibile. Lo sviluppo rurale verde rende le comunità più resilienti, mentre la digitalizzazione crea hub innovativi e reti connesse a beneficio di cittadini e imprese.

12.5.4.

Il CESE sottolinea la necessità di una governance più efficace e continua per la strategia adriatico-ionica. Il piano riveduto rafforza l'approccio ai risultati, valorizza i diversi livelli istituzionali e, tramite la presidenza a rotazione e i gruppi tematici, assicura attuazione e coordinamento, promuovendo il coinvolgimento della società civile e dei giovani.

Bruxelles, 3 dicembre 2025

Il presidente

del Comitato economico e sociale europeo

Séamus BOLAND


(1)   Comunicazione congiunta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Patto per il Mediterraneo.Un unico mare, un patto, un futuro unito (JOIN/2025/26 final).


ELI: http://data.europa.eu/eli/C/2026/874/oj

ISSN 1977-0944 (electronic edition)


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