COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 18.10.2023
COM(2023) 730 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
SESTA RELAZIONE NELL'AMBITO DEL MECCANISMO DI SOSPENSIONE DELL'ESENZIONE DAL VISTO
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Document 52023DC0730
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL SIXTH REPORT UNDER THE VISA SUSPENSION MECHANISM
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO SESTA RELAZIONE NELL'AMBITO DEL MECCANISMO DI SOSPENSIONE DELL'ESENZIONE DAL VISTO
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO SESTA RELAZIONE NELL'AMBITO DEL MECCANISMO DI SOSPENSIONE DELL'ESENZIONE DAL VISTO
COM/2023/730 final
COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 18.10.2023
COM(2023) 730 final
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO
SESTA RELAZIONE NELL'AMBITO DEL MECCANISMO DI SOSPENSIONE DELL'ESENZIONE DAL VISTO
Indice
INTRODUZIONE
I.PAESI DEL VICINATO DELL'UE
1.Paesi esenti dall'obbligo del visto da meno di sette anni
GEORGIA
UCRAINA
2.Paesi esenti dall'obbligo del visto da più di sette anni
ALBANIA
BOSNIA-ERZEGOVINA
REPUBBLICA DI MOLDOVA
MONTENEGRO
MACEDONIA DEL NORD
SERBIA
II.ALTRI PAESI ESENTI DALL'OBBLIGO DEL VISTO
PAESI ESENTI DALL'OBBLIGO DEL VISTO CHE ATTUANO PROGRAMMI
DI CITTADINANZA PER INVESTITORI
VANUATU
STATI DEI CARAIBI ORIENTALI
CONCLUSIONI
INTRODUZIONE
La liberalizzazione dei visti è un pilastro della cooperazione dell'UE in materia di migrazione, sicurezza e giustizia. Agevola la mobilità e i contatti interpersonali.
L'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2018/1806 ("regolamento sui visti") 1 prevede che la Commissione garantisca un monitoraggio adeguato del rispetto costante dei requisiti di esenzione dall'obbligo del visto per l'ingresso nell'UE da parte dei paesi i cui cittadini hanno ottenuto tale esenzione a seguito della conclusione positiva di un dialogo sulla liberalizzazione dei visti. Dal 2017 la Commissione ha adottato a questo scopo cinque relazioni nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto 2 , riguardanti i paesi esenti dall'obbligo del visto dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia) e del partenariato orientale (Georgia, Repubblica di Moldova, denominata in appresso Moldova, e Ucraina).
Sulla base delle risultanze tali relazioni e del monitoraggio generale dei regimi di esenzione dal visto che l'UE ha istituito in tutto il mondo 3 , il 30 maggio 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione 4 che ha posto in evidenza le principali sfide nei settori della migrazione irregolare e della sicurezza connesse al funzionamento dei regimi di esenzione dal visto e le principali carenze dell'attuale meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, definendo un processo di consultazione sulle possibili modalità per affrontare tali sfide e migliorare il meccanismo.
Uno degli aspetti trattati nella comunicazione riguardava la necessità di rinforzare il monitoraggio dei paesi esenti dal visto, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 9 febbraio 2023 5 . Come annunciato nella lettera della presidente von der Leyen al Consiglio europeo del 20 marzo 2023, la Commissione presenta ora una proposta legislativa per rivedere il meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto 6 nonché una nuova relazione strategica e globale sul meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto. Uno dei principali obiettivi della proposta è rafforzare le funzioni di monitoraggio e comunicazione della Commissione, introducendo esplicitamente la possibilità di includere nella relazione sul meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto altre aree geografiche al di fuori dei paesi del vicinato dell'UE, concentrandosi sui paesi terzi che presentano problemi specifici che, se non affrontati, possono portare ad attivare il meccanismo di sospensione.
Da un lato, come previsto dall'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2018/1806, la relazione valuta il rispetto costante dei requisiti per la liberalizzazione dei visti da parte dei paesi che hanno concluso un dialogo sulla liberalizzazione dei visti meno di sette anni fa (Georgia e Ucraina). Dall'altro, le relazioni sui paesi che hanno concluso un dialogo sulla liberalizzazione dei visti più di sette anni fa (Albania, Bosnia-Erzegovina, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia) 7 sono incentrate su sfide specifiche legate ai regimi di esenzione dal visto instaurati con tali paesi, quali l'allineamento della politica in materia di visti, i programmi di cittadinanza per investitori, la cooperazione in materia di riammissione e le domande di asilo infondate.
Per tutti gli otto paesi, le questioni correlate ai parametri di riferimento affrontati attraverso i dialoghi sulla liberalizzazione dei visti che i paesi hanno concluso sono valutate nel quadro del processo di allargamento, nell'ambito del capo 23 "sistema giudiziario e diritti fondamentali" e del capo 24 "giustizia e affari interni", e sono approfondite nel prossimo pacchetto allargamento annuale della Commissione. In particolare, il pacchetto allargamento riferisce in maniera dettagliata sugli sforzi compiuti dai paesi candidati e potenziali candidati per rafforzare lo Stato di diritto e la lotta contro la corruzione. Questi aspetti rientrano tra le cosiddette "questioni fondamentali" che costituiscono una pietra angolare del processo di adesione e determineranno il ritmo complessivo dei progressi compiuti dai partner nel loro percorso verso l'UE.
Per quanto riguarda i Balcani occidentali, la relazione si basa sull'attuazione in corso del piano d'azione dell'UE per affrontare la migrazione lungo la rotta, presentato dalla Commissione il 5 dicembre 2022 8 . Tale piano ha risposto, tra l'altro, all'aumento della migrazione irregolare verso l'UE attraverso la rotta dei Balcani occidentali nel 2022. L'aumento degli attraversamenti delle frontiere esterne degli Stati membri è stato in una certa misura il risultato dei movimenti secondari che hanno attraversato la regione e degli arrivi nei Balcani occidentali di persone esenti dall'obbligo del visto che hanno proseguito il viaggio in direzione dell'UE. Il piano d'azione ha contribuito a garantire la riduzione degli arrivi e mira a sviluppare un'azione comune e coordinata a livello dell'UE, ma anche a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra l'UE e i partner dei Balcani occidentali in materia di migrazione. Si occupa di gestione delle frontiere, capacità di asilo e accoglienza, lotta contro il traffico di migranti, cooperazione in materia di riammissione e rimpatri, nonché dell'allineamento della politica in materia di visti.
Nel complesso, in tutti questi settori strategici è stato mantenuto un buon ritmo di attuazione grazie a un maggiore impegno e a una maggiore opera di sensibilizzazione di tutti i partner dei Balcani occidentali a tutti i livelli. Occorre tuttavia proseguire i lavori per l'attuazione del piano d'azione. La migrazione irregolare rimane una sfida fondamentale per i partner dei Balcani occidentali. La lotta al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani rimane una priorità. Sebbene nella regione sia stato reintrodotto l'obbligo del visto per alcuni paesi da cui proviene la maggior parte degli arrivi irregolari nel 2022, è necessario garantire un ulteriore allineamento della politica in materia. La Commissione ha incrementato il suo sostegno finanziario per le attività connesse alla migrazione nella regione con finanziamenti totali pari a 291,9 milioni di EUR (2021-2023) nell'ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA III).
Al 31 agosto 2023 erano stati registrati 62 967 attraversamenti irregolari delle frontiere in ingresso negli Stati membri dell'UE lungo la rotta dei Balcani occidentali 9 . Si tratta di una diminuzione del 28 % rispetto allo stesso periodo del 2022, in gran parte dovuta all'attuale processo di allineamento della politica in materia di visti da parte dei partner dei Balcani occidentali. La maggior parte delle persone che viaggiano lungo questa rotta hanno la cittadinanza siriana, afghana e turca.
La relazione si basa sui contributi forniti dagli otto paesi interessati, dal servizio europeo per l'azione esterna e dalle delegazioni dell'UE, dalle agenzie dell'UE competenti in materia di giustizia e affari interni 10 e dagli Stati membri. Diciassette Stati membri hanno fornito contributi in termini di esempi pertinenti di cooperazione con i paesi in questione nei settori della migrazione e della sicurezza. Tali contributi sono serviti da base per le pertinenti valutazioni contenute nella relazione.
La presente sesta relazione valuta le azioni intraprese dai paesi interessati nel 2022, con aggiornamenti per il 2023, laddove si ritenga che possano incidere in maniera significativa sulle raccomandazioni di quest'anno. Contiene altresì informazioni sulla cooperazione operativa con l'Unione e i suoi Stati membri 11 e un quadro d'insieme delle tendenze migratorie 12 che rispecchia i dati statistici Eurostat per il 2022, incluse le variazioni rispetto al 2021.
Come annunciato nella comunicazione del 30 maggio 2023, e dando già attuazione al nuovo approccio definito nella proposta legislativa sulla revisione del meccanismo di sospensione, la relazione riguarda anche, per la prima volta, altre zone geografiche oltre i paesi del vicinato dell'UE, con particolare attenzione ai paesi esenti dall'obbligo del visto nei quali sono emerse problematiche specifiche e con i quali può essere necessario sviluppare ulteriormente la cooperazione per far fronte a sfide specifiche in materia di migrazione e di sicurezza che potrebbero essere valutate nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto. Affrontando una delle principali sfide individuate nella suddetta comunicazione, la sezione II della relazione valuta i paesi esenti dall'obbligo del visto che gestiscono programmi di cittadinanza per investitori. I programmi di cittadinanza per investitori (comunemente noti anche come "passaporti d'oro") attuati da paesi terzi esenti dall'obbligo di visto per l'ingresso nell'UE possono presentare una serie di rischi per la sicurezza dell'UE. Tali programmi concedono diritti di cittadinanza sulla base di investimenti locali o dietro pagamento di un importo forfettario, con requisiti di soggiorno bassi o nulli, controlli di sicurezza deboli e senza un collegamento effettivo con il paese terzo in questione. I paesi terzi interessati spesso pubblicizzano tali programmi come "passaporti d'oro", con lo scopo esplicito di consentire a cittadini di paesi terzi che altrimenti sarebbero soggetti a tale obbligo di accedere all'Unione senza visto. Tali programmi possono consentire ai beneficiari di aggirare la normale procedura di visto Schengen e la valutazione approfondita dei singoli rischi migratori e per la sicurezza che essa comporta, inclusa la possibile elusione delle misure volte a prevenire il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo 13 .
La Commissione sta monitorando tutti i paesi terzi esenti dall'obbligo del visto che attuano programmi di cittadinanza per investitori. Attualmente una serie di paesi terzi esenti dall'obbligo di visto è sottoposta a uno stretto controllo a causa dei rischi potenziali derivanti dai loro programmi di cittadinanza per investitori o dai loro piani di istituire tali programmi.
I.PAESI DEL VICINATO DELL'UE
1.Paesi esenti dall'obbligo del visto da meno di sette anni
GEORGIA
1.Allineamento della politica in materia di visti
La Georgia ha un regime di esenzione dal visto con 24 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto 14 : Arabia Saudita, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Belize, Bielorussia, Botswana, Ecuador, Giordania, Iran, Kazakhstan, Kirghizistan, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Repubblica dominicana, Russia, Sud Africa, Tagikistan, Thailandia, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan.
Nel 2022 la Georgia non ha compiuto progressi verso un ulteriore allineamento della politica in materia di visti.
2.Sicurezza dei documenti, ivi inclusi gli elementi biometrici
La Georgia rilascia passaporti biometrici dal 2010. I passaporti non biometrici saranno completamente aboliti entro il 1º gennaio 2025, data di scadenza degli ultimi documenti di questo tipo attualmente in circolazione. Nell'ambito della cooperazione con Interpol, la Georgia scambia informazioni sui passaporti smarriti o rubati.
3.Gestione integrata delle frontiere, gestione della migrazione, asilo
La Georgia ha continuato ad adoperarsi per affrontare la questione delle domande di asilo infondate presentate dai suoi cittadini negli Stati membri. Sulla base di una nuova legge in materia di ingressi/uscite entrata in vigore nel gennaio 2021, nel 2022 le autorità georgiane hanno effettuato "controlli in uscita" ai valichi di frontiera georgiani. La Georgia riferisce che durante il periodo 2021‑2022 tale sistema ha consentito di prevenire le partenze di 4 677 cittadini georgiani che si riteneva rappresentassero un rischio di migrazione irregolare verso l'UE.
Le autorità georgiane hanno compiuto ulteriori sforzi per affrontare tale problematica perseguendo penalmente le persone e i gruppi coinvolti nel traffico di migranti, compresi i soggetti coinvolti nella fornitura di informazioni false sulle prospettive di accoglimento delle domande di asilo presentate nell'UE. Il numero di persone effettivamente incriminate rimane tuttavia basso (11 nel 2022).
La Georgia coopera regolarmente con gli Stati membri dell'UE interessati su questioni relative all'esenzione dall'obbligo del visto, compresa la prevenzione del soggiorno irregolare dei cittadini georgiani. Nel 2022 tale cooperazione ha incluso il dispiegamento di 16 funzionari di polizia georgiani in alcuni Stati membri dell'UE incaricati di assistere le autorità di contrasto locali, con la conduzione di otto operazioni congiunte.
La Georgia coopera regolarmente con Frontex sulla base di un accordo di lavoro sulla cooperazione operativa rinnovato nel 2021. Diversi agenti di Frontex sono dispiegati ai valichi di frontiera terrestri e marittimi nonché negli aeroporti internazionali di Tbilisi e Kutaisi. Funzionari di polizia georgiani sono stati inoltre dispiegati negli aeroporti interessati degli Stati membri dell'UE. L'obiettivo principale di tale cooperazione è prevenire l'abuso dell'esenzione dall'obbligo del visto da parte dei cittadini georgiani, anche sotto forma di domande di asilo infondate.
La Georgia ha collaborato strettamente con gli Stati membri in materia di riammissione. Il tasso di decisioni positive delle autorità georgiane sulle richieste di riammissione è in media del 98 % per l'intero periodo 2017-2022. La Georgia ha inoltre collaborato molto strettamente sul fronte dei rimpatri, compresi i voli di rimpatrio. Nel 2022 le scorte georgiane hanno partecipato alla formazione di Frontex sulle operazioni di rimpatrio mediante prelevamento 15 , al fine di garantire il rispetto dei più elevati standard dell'UE durante l'attuazione di tali operazioni. Diversi Stati membri e Frontex hanno accolto con favore la buona cooperazione con la Georgia per quanto riguarda l'uso dei voli di rimpatrio.
4.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione
Nel 2022 il numero delle domande di protezione internazionale presentate da cittadini georgiani negli Stati membri dell'UE è aumentato dell'81 % rispetto al 2021: sono state presentate 26 450 domande rispetto alle 14 635 del 2021. Il tasso di riconoscimento 16 è aumentato dal 5 % del 2021 al 7 % del 2022.
Nel 2022 sono stati 25 i cittadini georgiani che hanno attraversato in modo irregolare le frontiere degli Stati membri. Nel 2022 il numero di cittadini georgiani trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri è aumentato dell'87 %, con 21 910 persone rispetto alle 11 695 del 2021. Il numero di cittadini georgiani cui è stato rifiutato l'ingresso è aumentato del 31 %, da 3 030 nel 2021 a 3 970 nel 2022.
Nel 2022 il numero delle decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini georgiani è aumentato del 50 % (16 275 nel 2022 rispetto alle 10 820 del 2021); è aumentato anche il numero di persone rimpatriate (7 760 nel 2022 contro le 4 935 del 2021, con un aumento del 57 %). Il tasso di rimpatrio è leggermente migliorato, passando dal 46 % del 2021 al 48 % del 2022.
Fonte: Eurostat.
5.Ordine pubblico e sicurezza
La Georgia ha continuato ad adoperarsi per combattere la corruzione. Nel 2022 il Parlamento ha adottato una normativa che istituisce l'ufficio anticorruzione, un'agenzia incaricata dello sviluppo della politica anticorruzione e del monitoraggio della sua attuazione. Tra le sue competenze rientrano il monitoraggio delle dichiarazioni patrimoniali dei funzionari di alto livello e delle attività finanziarie dei partiti politici, la protezione degli informatori, nonché l'individuazione e la prevenzione dei conflitti di interessi nelle istituzioni pubbliche.
È in vigore un quadro per il coordinamento delle politiche anticorruzione, ma la principale piattaforma di coordinamento, il Consiglio nazionale anticorruzione, non si riunisce dal 2019. A seguito dell'istituzione dell'ufficio anticorruzione, sono stati assegnati a quest'ultimo alcuni aspetti del coordinamento delle politiche. Occorre definire chiaramente i mandati dell'ufficio anticorruzione e del Consiglio, in particolare nei settori dello sviluppo delle politiche e del monitoraggio. Alla fine di settembre 2023 la Georgia ha inviato una richiesta di parere alla Commissione di Venezia in merito alle sue leggi vigenti sull'istituzione dell'ufficio anticorruzione e sul servizio investigativo speciale.
A livello operativo, la lotta alla corruzione è di competenza dell'agenzia anticorruzione del servizio per la sicurezza di Stato della Georgia (SSSG). Il compito è svolto anche dall'ufficio per il pubblico impiego, che sostiene l'attuazione della politica anticorruzione tra i dipendenti pubblici della Georgia e ha tra le sue principali responsabilità la gestione del sistema di dichiarazione patrimoniale e degli interessi per i funzionari pubblici. Nei primi nove mesi del 2022 sono state perseguite per corruzione 115 persone, di cui 95 sono state condannate. La competenza per le dichiarazioni patrimoniali è stata ora trasferita all'ufficio anticorruzione.
Rimane da affrontare la corruzione ad alto livello e in particolare la sfida degli interessi di parte su larga scala e della loro ingerenza nella sfera politica, giudiziaria ed economica. Nel febbraio 2023 la Georgia si è ritirata dalla rete di monitoraggio anticorruzione dell'OCSE per l'Europa orientale e l'Asia centrale (OCSE/CAN).
La Georgia partecipa al Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO). Ha applicato o affrontato otto delle 16 raccomandazioni contenute nella relazione di valutazione del 4º ciclo. Nel maggio 2023 la Georgia ha attuato una raccomandazione del GRECO in sospeso ampliando l'ambito di applicazione del regime di dichiarazione patrimoniale a tutti i pubblici ministeri. Deve ancora essere attuata una raccomandazione volta a limitare l'immunità dei giudici alle attività relative alla loro partecipazione al processo decisionale giudiziario ("immunità funzionale").
La Georgia si è adoperata per migliorare gli strumenti giuridici in materia di lotta contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, aumentando i poteri del servizio di monitoraggio finanziario (FMS) e creando una commissione interagenzia permanente. La commissione ha il compito di elaborare e presentare al governo la strategia e il piano d'azione nazionali in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (AML/CFT) per il periodo 2023-2025. La prima sessione di lavoro della commissione si è svolta il 20 settembre 2022. A livello operativo, nel maggio 2022 sono stati adottati nuovi orientamenti sul sequestro di valuta virtuale, ora spesso utilizzati dagli investigatori e dai magistrati nei procedimenti penali per riciclaggio.
Per quanto riguarda la lotta al terrorismo, nel gennaio 2022 sono stati adottati la nuova strategia nazionale antiterrorismo 2022-2026 e il relativo piano d'azione. La strategia comprende l'adozione di un meccanismo di sanzioni finanziarie e tiene conto delle raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) e della relazione 2020 di Moneyval sulla Georgia 17 . Il servizio per la sicurezza di Stato della Georgia (SSSG) ha continuato a cooperare attivamente con Europol, aderendo alla squadra comune di collegamento antiterrorismo (CT JLT) e partecipando a progetti analitici, compreso il programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP).
Nell'ambito della strategia nazionale per la lotta alla criminalità organizzata 2021-2024, le autorità di contrasto georgiane stanno concentrando il loro impegno sulla lotta alla criminalità informatica e al traffico di stupefacenti verso l'UE, quest'ultimo fonte di notevoli profitti per i gruppi criminali. La Georgia ha segnalato di aver aumentato il personale competente nel 2022, di aver intrapreso uno sforzo per intensificare la cooperazione interagenzia e di aver avviato campagne di sensibilizzazione del pubblico, in particolare sui pericoli connessi alla criminalità informatica. Si è inoltre adoperata per introdurre nelle sue autorità di contrasto i concetti di "attività di polizia di prossimità e attività di polizia fondate sull'intelligence", sulla base, tra l'altro, dei risultati del progetto finanziato dall'UE "Sostegno alla lotta contro la criminalità organizzata in Georgia" 18 .
La Georgia mantiene una rete di addetti distaccati di polizia in numerosi Stati membri dell'UE e un ufficio di collegamento presso Europol. È particolarmente stretta la cooperazione con il Centro europeo per la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità (ESOCC) di Europol, che si occupa di gruppi criminali con sede nei paesi del partenariato orientale. La Georgia partecipa inoltre attivamente alle attività della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT). Nel 2022 ha partecipato a otto piani d'azione operativi su 15 ed è stato nominato un coordinatore nazionale EMPACT (NEC). Il 22 giugno 2022 è stato firmato un accordo di lavoro con CEPOL, che sostituisce il precedente accordo di cooperazione.
Nel settembre 2022 la Georgia ha firmato un secondo documento contenente modalità di cooperazione tecnica con l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT). In Georgia sono disponibili diversi sistemi nazionali di raccolta dei dati, alcuni dei quali compatibili con i protocolli dell'OEDT.
La Georgia è inoltre beneficiaria del progetto "EMCDDA4GE", incentrato sul trasferimento di conoscenze e sullo sviluppo di capacità nei settori del monitoraggio, della prevenzione e del trattamento delle tossicodipendenze e della comunicazione su di esse.
Il 28 settembre 2022 la Georgia ha concluso un accordo di lavoro con la Procura europea (EPPO). Nell'ambito della cooperazione con Eurojust, nel 2022 ha partecipato a due squadre investigative comuni con le controparti dell'UE. La Georgia ha nominato un pubblico ministero di collegamento presso Eurojust.
6.Relazioni esterne e diritti fondamentali
Nella quinta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, la Commissione ha raccomandato alla Georgia di allineare completamente la procedura di nomina dei giudici della Corte suprema alle raccomandazioni della Commissione di Venezia 19 e adottare e attuare la normativa che valuta l'integrità e l'operato dei giudici della Corte suprema.
La Georgia non ha ancora attuato pienamente le raccomandazioni in materia della Commissione di Venezia. Resta da garantire un effettivo diritto di ricorso per i candidati nella procedura di nomina dei giudici della Corte suprema chiarendo il carattere vincolante della decisione della Corte suprema per il Consiglio superiore della giustizia. La Georgia non ha avviato il processo di preparazione della legislazione su ulteriori controlli dell'integrità per i giudici della Corte suprema con la partecipazione di esperti internazionali con voto preponderante.
Nella quinta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, la Commissione ha inoltre raccomandato alla Georgia di garantire l'indipendenza della sua autorità di protezione dei dati, il servizio per la protezione dei dati personali (PDPS). Nel giugno 2023 è stata adottata una nuova legge sulla protezione dei dati, trasmessa alla Commissione di Venezia per un parere nel settembre 2023. La legge mira ad allineare la legislazione della Georgia all'acquis dell'UE e nel complesso introduce miglioramenti rispetto alla legge del 2011. Rimangono tuttavia da affrontare diverse questioni, in particolare per quanto riguarda le norme sui trasferimenti internazionali di dati e talune esenzioni/limitazioni dei diritti in materia di protezione dei dati.
7.Raccomandazioni
In generale la Georgia continua a soddisfare i parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti e ha adottato misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Tuttavia sono necessari ulteriori sforzi. In particolare occorre intervenire maggiormente nei seguenti settori:
a)allineare la politica in materia di visti della Georgia con l'elenco dell'UE dei paesi terzi soggetti all'obbligo del visto, specialmente per quanto concerne i paesi terzi che presentano rischi di migrazione irregolare o di sicurezza per l'UE;
b)intensificare l'azione per affrontare la questione delle domande di asilo infondate e dei soggiorni irregolari negli Stati membri;
c)partecipare alle azioni del piano d'azione operativo contro il traffico di migranti dell'EMPACT;
d)istituire un ufficio per il recupero dei beni e un ufficio per la gestione dei beni e intensificare gli sforzi per il recupero dei beni attraverso il rintracciamento, il congelamento, la gestione, la confisca e la cessione dei beni;
e)adottare una nuova strategia e un nuovo piano d'azione anticorruzione, garantendo risorse adeguate per la loro attuazione, con particolare attenzione alle indagini, all'azione penale e alle decisioni giudiziarie relative ai casi di corruzione ad alto livello;
f)garantire che la legislazione sull'ufficio anticorruzione, sul servizio investigativo speciale e sul servizio per la protezione dei dati personali rispondano alle raccomandazioni della Commissione di Venezia.
UCRAINA
Il 24 febbraio 2022 la Russia ha avviato una guerra di aggressione su vasta scala nei confronti dell'Ucraina, a cui l'Unione europea e la comunità internazionale hanno reagito tramite una risposta unitaria e senza precedenti. Una componente fondamentale di tale risposta è stata la decisione unanime degli Stati membri, su proposta della Commissione, di attivare la direttiva sulla protezione temporanea 20 che ha concesso protezione temporanea ai cittadini ucraini (e ad altre categorie di persone) sfollati dall'Ucraina a partire dal 24 febbraio 2022. Il 28 settembre 2023 il Consiglio ha convenuto, sulla base di una proposta della Commissione, di prorogare la direttiva sulla protezione temporanea dal 4 marzo 2024 al 4 marzo 2025.
Da allora il regime di esenzione dal visto tra l'UE e l'Ucraina ha agevolato i viaggi da e verso l'Ucraina, sostenendo l'attuazione della protezione temporanea nell'UE.
1.Allineamento della politica in materia di visti
L'Ucraina ha un regime di esenzione dal visto con 15 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Arabia Saudita, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Ecuador, Kazakhstan, Kirghizistan, Kuwait, Mongolia, Oman, Qatar, Tagikistan, Turchia e Uzbekistan.
Nel 2022 non si sono registrati progressi verso un maggiore allineamento con l'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto.
2.Sicurezza dei documenti, ivi inclusi gli elementi biometrici
L'Ucraina rilascia passaporti biometrici dal 2015. Gli ultimi passaporti non biometrici sono stati rilasciati nel 2016 e la loro abolizione definitiva è prevista per il 2026, anno della scadenza.
Le operazioni dell'ufficio amministrativo statale competente per la migrazione (SMS), che fa parte del ministero dell'Interno, responsabile dei passaporti, sono state sospese il 24 febbraio 2022, ma sono riprese una volta che le attrezzature necessarie sono state trasferite in un territorio sicuro. Attualmente tutti i sistemi di informazione dell'SMS funzionano regolarmente, tranne nei territori occupati illegalmente dalla Russia.
Il 28 febbraio 2022 è stata adottata una misura eccezionale che consente la proroga della validità dei passaporti fino a cinque anni e l'inserimento delle fototessere dei bambini nei passaporti dei loro genitori, per consentire ai cittadini ucraini di recarsi nell'UE. Il 18 ottobre 2022 tale procedura temporanea è stata estesa anche ai casi in cui vi sia la necessità di compiere viaggi di emergenza, ad esempio un urgente bisogno di cure mediche o il decesso di un parente all'estero.
Lo scambio di informazioni sui documenti rubati e smarriti tra le autorità competenti dell'Ucraina e la loro trasmissione alle banche dati INTERPOL sui documenti rubati e smarriti sono proseguiti senza interruzione, anche dopo l'inizio della guerra di aggressione della Russia.
3.Gestione integrata delle frontiere, gestione della migrazione, asilo
L'invasione su vasta scala e la guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina hanno provocato il più grande spostamento di popolazione in Europa dalla seconda guerra mondiale. Milioni di ucraini sono stati costretti a lasciare il proprio luogo di residenza e a recarsi all'estero o nelle regioni occidentali dell'Ucraina. La situazione relativa allo sfollamento delle persone colpite dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina evolve continuamente in funzione dell'andamento delle ostilità.
La gestione delle frontiere dell'Ucraina ha subito le ripercussioni dell'aggressione russa iniziata il 24 febbraio 2022. Alcuni tratti di frontiera sono stati occupati dalla Russia, altri sono diventati una zona di guerra. Nei settori confinanti con la Russia, la Bielorussia e il segmento in Transnistria della frontiera con la Moldova, tutti i 111 valichi sono stati chiusi per motivi di sicurezza. Notevoli quantità di attrezzature specializzate sono andate perdute (catturate o distrutte). Anche se le guardie di frontiera ucraine, come altre istituzioni nel settore degli affari interni, sono state fortemente impegnate negli sforzi di protezione civile e difesa del paese, i posti di frontiera sono rimasti efficaci, dimostrando una resilienza e capacità operative notevoli.
È iniziata la preparazione di un nuovo piano d'azione per la gestione integrata delle frontiere per il periodo 2023-2025, che dovrebbe riguardare il ripristino della gestione delle frontiere nelle sezioni della frontiera di Stato liberate dall'occupazione. In attesa dell'adozione del nuovo piano d'azione, proseguono i lavori sulle azioni in sospeso del piano d'azione 2020-2022.
In condizioni belliche dopo il 24 febbraio 2022, l'Ucraina ha proseguito la cooperazione in materia di gestione delle frontiere con i partner dell'UE, sia gli Stati membri che le agenzie dell'UE, in particolare Frontex. Tra le altre cose, è stata effettuata un'analisi congiunta delle minacce alla sicurezza delle frontiere insieme a Slovacchia, Polonia, Ungheria, Romania e Moldova ed è stata condotta un'analisi congiunta di Ucraina e Germania sulla gestione delle frontiere con la polizia federale tedesca. Il personale di Frontex a sostegno dell'Ucraina negli aeroporti e ai valichi di frontiera è stato tuttavia ritirato a causa dell'aggressione russa.
Il potenziale aumento del traffico di armi da fuoco è motivo di preoccupazione per l'UE e l'Ucraina. Nel febbraio 2023 l'UE ha iniziato ad attuare l'"elenco di azioni dell'UE per contrastare la diversione delle armi da fuoco e di altre armi leggere e di piccolo calibro nel contesto dell'aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina" 21 . Particolare attenzione è rivolta alla piena attuazione delle misure di sicurezza alle frontiere esterne dell'UE per individuare il traffico di armi da fuoco, ambito nel quale gli Stati membri (in particolare le dogane e la guardia di frontiera/guardia costiera), Frontex, EMPACT, Europol e la missione dell'Unione europea di assistenza alle frontiere fra la Moldova e l'Ucraina (EUBAM) sono i principali attori.
L'Ucraina continua ad agire contro la migrazione irregolare. Nel 2022 i funzionari incaricati dell'immigrazione hanno individuato 5 062 migranti in situazione irregolare, 336 dei quali erano entrati irregolarmente nel territorio, e sono stati smantellati 26 gruppi criminali coinvolti nel traffico di migranti.
Nel 2022 l'Ucraina ha continuato a esaminare le domande di asilo, con 205 persone che hanno presentato domanda di protezione e 46 decisioni positive. Alla fine del 2022 risultavano vivere in Ucraina 2 523 i rifugiati riconosciuti.
4.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione, protezione temporanea, domande di protezione internazionale e riammissione
A febbraio 2022 erano stati registrati oltre 16 milioni di ingressi nell'UE di persone in fuga dalla guerra, di cui 14 milioni erano cittadini ucraini, mentre gli attraversamenti delle frontiere dall'UE verso l'Ucraina da parte di cittadini ucraini erano stati 11,4 milioni 22 . Gli ingressi sono stati notevolmente più elevati durante i primi mesi dell'aggressione russa, con una media settimanale di 800 000, raggiungendo picchi di oltre 200 000 ingressi giornalieri alla frontiera dell'UE con l'Ucraina. A partire da aprile 2022 la tendenza si è stabilizzata a circa 240 000 ingressi settimanali e il numero di attraversamenti delle frontiere tra l'UE e l'Ucraina è tornato ai livelli precedenti l'aggressione e la pandemia 23 .
Nel 2022, a seguito dell'attivazione della direttiva sulla protezione temporanea, 4 271 890 cittadini ucraini hanno ottenuto protezione temporanea nell'UE e nei paesi associati. Nello stesso anno 27 135 ucraini hanno presentato domanda di protezione internazionale negli Stati membri (rispetto ai 6 250 del 2021), con un tasso di riconoscimento dell'88 % (rispetto al 17 % nel 2021). Gli Stati membri non hanno segnalato alcun problema nell'attuazione dell'accordo di riammissione UE-Ucraina.
5.Ordine pubblico e sicurezza
A seguito della concessione all'Ucraina dello status di paese candidato all'adesione all'UE nel giugno 2022, il governo ucraino ha avviato una riforma dell'intero settore delle attività di contrasto, che è tuttora in corso.
Sebbene le condizioni belliche abbiano complicato il compito delle autorità di contrasto, sono proseguiti gli sforzi nella lotta contro il traffico di stupefacenti. È stata elaborata una nuova strategia politica di Stato in materia di droga per il periodo 2023-2030. Per prevenire la diversione/l'uso non medico dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope, il 1º novembre 2022 è stato introdotto l'obbligo di consegnare tali prodotti solo dietro prescrizione medica.
L'Ucraina ha inoltre proseguito la cooperazione internazionale in questo settore nell'ambito dell'EUBAM e nel quadro dell'EMPACT. Pur essendo rallentata a seguito dell'aggressione russa, la cooperazione non è stata interrotta. Le autorità di contrasto ucraine intendono intensificare la cooperazione con i partner dell'UE in questo settore, specialmente per contrastare il traffico di droghe illegali dall'Afghanistan, dall'Iran e dal Pakistan.
Nel settore della lotta contro la criminalità organizzata, il 27 settembre 2022 il governo ha approvato un nuovo piano d'azione. La lotta contro la criminalità organizzata è proseguita, anche se resa più difficile dalle condizioni belliche. È stato compiuto uno sforzo particolare nei confronti delle bande criminali che tentavano di rubare aiuti umanitari e di altro tipo in arrivo in Ucraina. È proseguita la cooperazione con Europol e Interpol. Il 19 ottobre 2022 è entrato in vigore il protocollo d'intesa tra l'Ucraina e Europol in materia di riservatezza e garanzia di sicurezza delle informazioni, che ha consentito lo scambio diretto di informazioni tra l'Ucraina, Europol, gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi.
È proseguita la cooperazione a livello operativo con le autorità di contrasto degli Stati membri dell'UE, in particolare attraverso squadre investigative comuni per la lotta contro i reati transnazionali più pericolosi, nonché per i principali crimini internazionali commessi nel contesto del conflitto armato internazionale.
Durante il periodo di riforma provvisoria dell'azione penale nel 2019-2021 è stata sperimentata una procedura di selezione trasparente, comprendente controlli di integrità, professionalità e leadership, per i magistrati di livello dirigenziale. Tuttavia, dopo il ripristino del consiglio dei procuratori nell'autunno 2021 queste pratiche positive non sono proseguite. La procedura manca di trasparenza, meritocrazia e controlli credibili dell'integrità. Rimangono limitate le risorse del consiglio dei procuratori e le sue capacità per l'adempimento del mandato in questo settore.
Nell'agosto 2023 il governo ucraino ha adottato la strategia per il recupero dei beni per il periodo 2023‑2025, che definisce gli orientamenti strategici per il miglioramento del quadro giuridico e istituzionale, unitamente alla cooperazione interservizi e internazionale. Il piano d'azione per l'attuazione della strategia deve ancora essere elaborato.
L'Ucraina ha proseguito gli sforzi per migliorare il quadro strategico anticorruzione. Il 20 giugno 2022 il Parlamento ha adottato la strategia anticorruzione per il periodo 2021-2025, comprendente 72 obiettivi da raggiungere entro il 2025. Nel 2022 è stata completata la lunga procedura di selezione per le posizioni di alto livello presso la procura specializzata anticorruzione (SAPO); nel luglio 2022 sono stati occupati i posti di capo e vicecapo della SAPO. Inoltre nel marzo 2023 è stato selezionato e nominato un nuovo direttore dell'ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina (NABU), con un processo trasparente e meritocratico.
D'altro canto, nonostante la raccomandazione formulata nelle due precedenti relazioni nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, non vi sono stati ancora progressi nella predisposizione di intercettazioni autonome delle comunicazioni da parte del NABU. Nel luglio 2023 è stato firmato un accordo di lavoro sulla cooperazione tra la Procura europea (EPPO) e il NABU. Dopo la riapertura del concorso nel giugno 2023 è stato infine nominato un nuovo capo dell'agenzia nazionale per la ricerca, il rintracciamento e la gestione dei beni derivanti dalla corruzione e da altri reati (ARMA), sebbene l'intera procedura di gestione dei beni continui a necessitare di una riforma sistemica.
Il funzionamento delle varie agenzie competenti per la lotta alla corruzione è stato influenzato dalle condizioni belliche, ma la loro efficacia operativa complessiva rimane forte. Nel 2022 il NABU ha avviato un totale di 456 procedimenti penali (rispetto a 633 nel 2021 e a 792 nel 2020), e nel primo semestre del 2023 ha avviato 286 procedimenti. Sulla base dei risultati dell'indagine del NABU e secondo gli orientamenti procedurali della SAPO, nel 2022 sono stati richiesti 54 rinvii a giudizio per 132 persone per reati di corruzione (rispetto a 57 richieste di rinvio a giudizio per 127 persone nel 2021 e 67 richieste di rinvio a giudizio per 106 persone nel 2020). Nella prima metà del 2023 sono stati richiesti 58 rinvii a giudizio per 147 persone.
6.Relazioni esterne e diritti fondamentali
L'Ucraina rispetta nel complesso gli strumenti e le norme internazionali in materia di diritti umani, ma i suoi cittadini hanno subito gravi violazioni su vasta scala dei diritti fondamentali da parte della Russia, cui la società civile e le autorità ucraine hanno cercato di porre rimedio. Pur limitando i diritti e le libertà, la legge marziale introdotta all'inizio dell'invasione russa è rimasta ampiamente proporzionale alle esigenze effettive ed è stata applicata con cautela, mantenendo un buon livello di libertà di espressione nonostante le restrizioni al panorama mediatico. È stata inoltre rilevata una forte diminuzione dei casi registrati di discriminazione nei confronti delle minoranze, compresi le persone appartenenti alla comunità LGBTIQ+ o le minoranze nazionali, e degli episodi di antisemitismo.
Per quanto riguarda i diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali, l'Ucraina non ha ancora pienamente attuato le raccomandazioni contenute nel parere della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa del giugno 2023 sulla legge sulle minoranze (comunità) nazionali, adottato nel dicembre 2022. Sono in fase di attuazione altre importanti riforme, ad esempio per quanto riguarda la nuova legge sui media, la convenzione di Istanbul e la strategia di Stato 2030 per garantire la parità di diritti tra donne e uomini, mentre permangono sfide legate alla riforma delle carceri e alla situazione dei minori negli istituti.
7.Raccomandazioni
In generale l'Ucraina continua a soddisfare i parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti e ha adottato misure per seguire alcune delle precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia un ulteriore impegno, laddove possibile nel contesto attuale. In particolare occorre intervenire maggiormente nei seguenti settori:
a)allineare la politica in materia di visti dell'Ucraina con l'elenco dell'UE dei paesi terzi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi terzi che presentano rischi di migrazione irregolare o di sicurezza per l'UE;
b)proseguire gli sforzi in corso nella lotta contro la criminalità organizzata, con particolare attenzione alla lotta contro il traffico di armi da fuoco e di droga, nonostante le sfide connesse alla guerra;
c)proseguire gli sforzi in atto nella lotta alla corruzione, anche adottando un piano d'azione per l'attuazione della strategia di recupero dei beni 2023-2025 e modificando la normativa ARMA sulla gestione dei beni sequestrati.
2.Paesi esenti dall'obbligo del visto da più di sette anni
ALBANIA
1.Allineamento della politica in materia di visti
L'Albania ha un regime di esenzione dal visto con 13 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, di cui otto godono di un'esenzione permanente (Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Cina, Guyana, Kazakhstan, Kuwait, Turchia) e cinque beneficiano di un'esenzione stagionale per l'ingresso in Albania per motivi turistici tra aprile e dicembre (Arabia Saudita, Bahrein, Oman, Qatar e Thailandia). Inoltre possono entrare in Albania senza visto anche i cittadini di paesi terzi in possesso di un permesso di soggiorno di 10 anni negli Emirati arabi uniti, valido almeno un anno al momento dell'ingresso.
L'Albania ha compiuto alcuni progressi verso l'allineamento della politica in materia di visti. Nel 2023 l'esenzione stagionale dall'obbligo del visto non è stata estesa a Russia, India ed Egitto, come era accaduto nel 2022. L'Albania dovrebbe continuare ad allineare progressivamente la sua politica in materia di visti a quella dell'UE, in particolare per quanto concerne i paesi che presentano rischi di migrazione o di sicurezza.
2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione
Il numero di domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini albanesi è aumentato del 14 % fra il 2021 e il 2022, con 12 955 domande presentate nel corso del 2022. Il tasso di riconoscimento nel 2022 è stato pari al 9 %, rimanendo invariato rispetto al 2021.
Nel 2022 gli Stati membri hanno segnalato 746 attraversamenti irregolari delle frontiere da parte di cittadini albanesi, il 36 % in meno rispetto al 2021 (1 160), mentre il numero di cittadini albanesi trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri è aumentato dell'11,5 % rispetto al 2021 (da 34 840 nel 2021 a 38 865 nel 2022). Il numero di cittadini albanesi cui è stato rifiutato l'ingresso negli Stati membri è diminuito del 18,5 % nel 2022 (da 18 850 nel 2021 a 15 350 nel 2022).
Il numero di decisioni di rimpatrio emanate nel 2022 (24 180) è aumentato dell'8 % rispetto al 2021 (22 445). Nel 2022 sono stati segnalati 9 745 rimpatri di cittadini albanesi, contro gli 8 610 del 2021 (un aumento del 13 %). Il tasso di rimpatrio è leggermente aumentato dal 38 % nel 2021 al 40 % nel 2022, segnando un cambiamento positivo rispetto agli ultimi anni.
Fonte: Eurostat.
3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione
L'Albania ha assunto un impegno concreto con l'UE sull'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali. Le capacità di accoglienza dei migranti dell'Albania sono aumentate e il suo piano di emergenza in caso di un picco di arrivi è stato aggiornato, ma deve ancora essere interamente iscritto in bilancio e adottato. L'Albania dovrebbe inoltre adottare una nuova strategia in materia di migrazione, dando seguito alla strategia 2019-2022. È opportuno sviluppare strutture specifiche per i minori non accompagnati presenti tra migranti e richiedenti asilo. Occorre impegnarsi maggiormente per un accesso adeguato alla procedura di asilo, l'efficacia dei rimpatri volontari e la cooperazione in materia di riammissione con i principali paesi di origine.
L'Albania ha continuato a cooperare con gli Stati membri nel settore della migrazione e gestione delle frontiere. Tra gli esempi di cooperazione in materia di migrazione e gestione delle frontiere figurano visite di esperti, scambi di informazioni e migliori pratiche, attrezzature tecniche e corsi di formazione. Nel 2022 l'OIM ha continuato ad attuare il progetto "Sensibilizzazione e informazione per la sicurezza e empowerment per tutti – Albania" (Arise All) con il sostegno del Fondo Asilo, migrazione e integrazione dell'Unione europea, del Belgio e dei Paesi Bassi 24 . Questa campagna di prevenzione mirava a sensibilizzare i cittadini albanesi sui rischi della migrazione irregolare verso l'Europa e a fornire informazioni sulle opportunità economiche e di formazione esistenti in Albania e sui canali di migrazione legale verso l'Europa. Il progetto è stato avviato all'inizio del 2021 e si è concluso nel dicembre 2022. Tra gli altri esempi di cooperazione figurano visite di studio per la polizia di frontiera albanese (e missioni di consulenza e formazione).
Nel complesso gli Stati membri hanno segnalato una buona cooperazione in materia di riammissione. L'Albania ha inoltre continuato a cooperare con l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), in particolare attuando le operazioni congiunte "Albania Land" e "Albania Sea" nel quadro dell'accordo sullo status UE-Albania. Un nuovo accordo sullo status è stato firmato il 15 settembre 2023. L'Albania ha inoltre collaborato con l'Agenzia nell'organizzare e sostenere le operazioni di rimpatrio dei cittadini albanesi che soggiornano irregolarmente in Francia e in altri Stati membri interessati. Nel giugno 2023 il ministero dell'Interno albanese e Frontex hanno firmato un protocollo d'intesa su un meccanismo di denuncia per quanto riguarda la tutela dei diritti fondamentali. Continua a essere presente in Albania un ufficiale di collegamento di Frontex. Nel complesso l'Albania ha sviluppato una cooperazione molto ampia e positiva con Frontex in materia di gestione delle frontiere, che si amplierà ulteriormente una volta che sarà attuato il nuovo accordo sullo status firmato nel settembre 2023.
Per quanto riguarda la cooperazione con l'Agenzia dell'UE per l'asilo (EUAA), la tabella di marcia per la cooperazione per il periodo 2021-2022 è stata prorogata fino alla fine del 2023 e ha consentito all'EUAA di fornire sostegno alle autorità albanesi nel rafforzamento dei loro sistemi di asilo e accoglienza.
4.Azioni intraprese in merito alle domande di asilo infondate
Al fine di affrontare la questione delle domande di asilo infondate presentate da cittadini albanesi nell'UE, nel 2022 l'Albania ha adottato un piano d'azione "sulla prevenzione del fenomeno delle domande di asilo dei cittadini albanesi nei paesi Schengen/UE" e ha rafforzato i controlli sui cittadini albanesi che attraversano la frontiera con l'UE. L'Albania ha inoltre continuato a rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni con gli Stati membri, in special modo con quelli maggiormente interessati da questo fenomeno. In particolare l'Albania ha continuato ad attuare i suoi due piani d'azione, affrontando rispettivamente la questione dei minori albanesi non accompagnati in Italia e quella dei richiedenti asilo albanesi in Francia.
Il governo albanese ha anche continuato a sensibilizzare in merito ai diritti e agli obblighi connessi all'esenzione dal visto per recarsi nell'UE, in cooperazione con Frontex, Europol, gli Stati membri e organizzazioni internazionali quali l'OIM, l'UNHCR e l'OSCE. A tutti i valichi di frontiera sono distribuiti opuscoli contenenti informazioni pertinenti sui requisiti per l'esenzione dall'obbligo del visto e sulle sanzioni applicabili in caso di violazione di tali obblighi.
5.Cittadinanza per investitori
Come riferito nella quinta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto, nel 2022 il governo albanese ha adottato una decisione che introduce una base giuridica che permette al ministero dell'Interno di avviare una procedura di partenariato pubblico-privato per l'attuazione di un programma di cittadinanza per investitori. Nel 2023 l'Albania ha annunciato la sua decisione di sospendere l'iniziativa relativa all'istituzione di un programma di cittadinanza per investitori.
6.Cooperazione in materia di sicurezza
Nel 2022 l'Albania ha partecipato a un numero crescente di operazioni di polizia internazionali e ha fatto parte di 16 squadre investigative comuni. Nel febbraio 2023 ha inviato un secondo ufficiale di collegamento presso Europol. Nel 2022 la polizia di Stato albanese ha aumentato del 16,9 % il numero di messaggi dell'applicazione di rete per lo scambio sicuro di informazioni (SIENA) condivisi con i partner internazionali.
L'Albania è il paese terzo che partecipa più attivamente alla piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT).
Grazie ai buoni progressi compiuti nell'attuazione dell'accordo di attuazione in materia di antiterrorismo nell'ambito del piano di azione congiunto sulla lotta al terrorismo per i Balcani occidentali, il 9 dicembre 2022 l'Albania ha firmato con la Commissione una revisione dell'accordo comprendente nuove azioni e traguardi più ambiziosi.
7.Raccomandazioni
L'Albania ha adottato misure per seguire la maggior parte delle precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:
a)allineare ulteriormente la politica in materia di visti dell'Albania con l'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi terzi che presentano rischi di migrazione irregolare o di sicurezza per l'UE;
b)continuare a cooperare con gli Stati membri maggiormente interessati dalle domande di asilo infondate presentate da cittadini albanesi e ad attuare campagne di informazione mirate sul regime di esenzione dall'obbligo del visto;
c)astenersi dall'istituire un programma di cittadinanza per investitori.
BOSNIA-ERZEGOVINA
1.Allineamento della politica in materia di visti
La Bosnia-Erzegovina ha un regime di esenzione dal visto con otto paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Arabia Saudita (stagionale), Azerbaigian, Cina, Kuwait, Oman, Qatar, Russia e Turchia.
Nel 2022 la Bosnia-Erzegovina non ha compiuto alcun passo in direzione di un ulteriore allineamento della politica in materia di visti. Tuttavia nel 2023 ha introdotto l'esenzione dall'obbligo del visto per i cittadini dell'Arabia Saudita per la stagione turistica estiva e ha posto fine al regime di esenzione dal visto per il Bahrein dal settembre 2023.
2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione
Nel 2022 i cittadini della Bosnia-Erzegovina hanno presentato agli Stati membri 2 235 domande di protezione internazionale, il 17 % in meno rispetto al 2021 (2 705). Il tasso di riconoscimento è aumentato dal 5 % del 2021 all'8 % del 2022.
Nel 2022 gli Stati membri hanno segnalato 23 attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'UE da parte di cittadini della Bosnia-Erzegovina, rispetto ai 17 del 2021. Nel 2022 il numero di cittadini della Bosnia-Erzegovina trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri è aumentato del 19 %, con 4 900 soggiorni irregolari nel 2022 rispetto ai 4 105 del 2021. Il numero di cittadini cui è stato rifiutato l'ingresso è leggermente aumentato (del 5 %) da 5 035 casi nel 2021 a 5 275 nel 2022.
Il numero delle decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini della Bosnia-Erzegovina (2 745 nel 2022 rispetto alle 2 900 del 2021) è diminuito del 5 %, mentre il numero di persone rimpatriate (1 260 nel 2022 contro le 900 del 2021) è aumentato del 40 %. Il tasso di rimpatrio è salito dal 31 % nel 2021 al 46 % nel 2022.
Fonte: Eurostat.
3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione
La Bosnia-Erzegovina ha assunto un impegno concreto con l'UE sull'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali.
La Bosnia-Erzegovina ha adottato il piano d'azione sulla migrazione e l'asilo (2021-2025), completando la piena approvazione del suo quadro strategico. Sono stati compiuti sforzi per ampliare le capacità di accoglienza, ma sono necessari ulteriori progressi per quanto riguarda l'identificazione e l'accoglienza dei minori non accompagnati e delle persone vulnerabili. L'accesso all'asilo rimane limitato, visto che le domande possono essere presentate solo nella capitale Sarajevo. Occorrono miglioramenti anche nel trattamento dei casi di asilo.
La Bosnia-Erzegovina sta attuando la strategia per la gestione integrata delle frontiere e il relativo piano d'azione per il periodo 2019-2023. Una nuova legge sul controllo di frontiera, elaborata nel 2022, è stata respinta dal parlamento all'inizio del 2023; il consiglio dei ministri dovrebbe approvare rapidamente un nuovo progetto da sottoporre alla procedura parlamentare.
La Bosnia-Erzegovina non ha ancora avviato i negoziati per l'accordo sullo status con l'UE che permetterebbe all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) di schierare il suo corpo permanente alla frontiera del paese per svolgere attività operative con la polizia di frontiera.
La Bosnia-Erzegovina ha proseguito la buona cooperazione in materia di riammissione sulla base di un accordo con l'UE, attuato in modo efficiente nei confronti della maggior parte degli Stati membri. Tuttavia due Stati membri hanno segnalato alcuni problemi riguardanti, rispettivamente, il rifiuto di riammissione e il rilascio tempestivo dei documenti di viaggio per il rimpatrio.
L'UE ha espresso preoccupazione per il forte aumento della pressione migratoria esercitata da cittadini di paesi terzi arrivati nel 2022 attraverso la rotta dei Balcani occidentali e ha chiesto alla Bosnia-Erzegovina di cooperare al massimo livello. In particolare l'UE ha chiesto di garantire che, in caso di rigetto delle domande di asilo presentate da tali cittadini, la Bosnia-Erzegovina li riammetta in applicazione della clausola relativa ai cittadini di paesi terzi dell'accordo di riammissione tra l'UE e la Bosnia-Erzegovina.
La Bosnia-Erzegovina ha inoltre proseguito la cooperazione bilaterale con gli Stati membri. Nell'ambito del progetto finanziato dall'UE "Misura individuale volta a rafforzare la capacità di risposta per gestire i flussi migratori in Bosnia-Erzegovina", attuato dall'OIM, un'attività è dedicata a sostenere il ministero della Sicurezza nello sviluppo delle capacità necessarie per effettuare efficacemente i rimpatri. Nel quadro del meccanismo di gestione dei rimpatri gestito dall'OIM, il ministero riceverà inoltre il sostegno tecnico degli Stati membri per tutti i rimpatri.
La cooperazione tra l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA) e la Bosnia-Erzegovina è iniziata nel 2014. Una prima tabella di marcia è stata approvata nel novembre 2020. È in preparazione una tabella di marcia di seconda generazione per il periodo 2023-2025.
4.Cooperazione in materia di sicurezza
Europol sta rafforzando ulteriormente la cooperazione operativa con la Bosnia-Erzegovina. Nel giugno 2023 è stato istituito un punto di contatto nazionale unico con Europol, che collega tutte le autorità di contrasto del paese al sistema dell'applicazione di rete per lo scambio sicuro di informazioni (SIENA) di Europol. Un ufficiale di collegamento della Bosnia-Erzegovina è stato inviato presso la sede di Europol all'Aia. Il coordinatore del punto di contatto Europol per la Bosnia-Erzegovina è anche il coordinatore EMPACT.
La Bosnia-Erzegovina ha concluso un accordo bilaterale in materia di antiterrorismo con la Commissione, firmato nel 2019 25 , per attuare il piano di azione congiunto sulla lotta al terrorismo per i Balcani occidentali 26 . L'attuazione ha registrato alcuni ritardi, ma nell'ultima relazione sullo stato di avanzamento dei lavori del 2022 sono stati registrati buoni progressi. Nel 2022 la Bosnia-Erzegovina ha adottato una nuova strategia in materia di lotta al terrorismo e prevenzione e contrasto dell'estremismo violento. Le entità devono adottare i rispettivi piani d'azione. La Bosnia-Erzegovina deve adottare una nuova normativa in materia di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, se vuole evitare di essere reinserita nella lista grigia a seguito della prossima valutazione di Moneyval.
Europol è uno dei principali portatori di interessi dell'EMPACT e i risultati operativi dimostrano una valida cooperazione con l'Agenzia.
5.Raccomandazioni
La Bosnia-Erzegovina ha adottato alcune misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:
a)adottare misure urgenti per allineare ulteriormente la politica in materia di visti della Bosnia-Erzegovina con l'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi terzi che presentano rischi di migrazione irregolare o di sicurezza per l'UE;
b)negoziare, firmare e ratificare in tempi rapidi l'accordo sullo status relativo a Frontex con l'UE;
c)risolvere le questioni relative alla cooperazione in materia di riammissione segnalate dagli Stati membri.
REPUBBLICA DI MOLDOVA
1.Allineamento della politica in materia di visti
La Moldova ha un regime di esenzione dal visto con 12 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Cuba, Ecuador, Kazakhstan, Kirghizistan, Qatar, Russia, Tagikistan, Turchia e Uzbekistan.
Nel 2022 non si sono registrati progressi verso un maggiore allineamento alla politica dell'UE in materia di visti.
2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione
Il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini moldovi è aumentato del 6 % fra il 2021 e il 2022, con 7 900 domande presentate nel 2021 contro le 8 365 del 2022. Nel 2022 il tasso di riconoscimento è stato pari al 2 %, rispetto all'1 % del 2021.
Nel 2022 i tentativi di cittadini moldovi di attraversare irregolarmente le frontiere esterne dell'UE sono rimasti poco numerosi (29, a fronte dei 21 nel 2021). Il numero di cittadini moldovi trovati in situazione di soggiorno irregolare è aumentato del 9 %, da 40 945 nel 2021 a 44 530 nel 2022. Nel 2022 è stato rifiutato l'ingresso negli Stati membri a 7 305 cittadini moldovi, il 19,5 % in meno rispetto al 2021 (9 075).
Nel 2022 il numero di decreti di rimpatrio emanati nei confronti di cittadini moldovi e il numero di rimpatri sono aumentati rispettivamente del 4 % (8 250 nel 2022 rispetto a 7 940 nel 2021) e del 18,5 % (2 845 nel 2022 rispetto a 2 400 nel 2021), il che ha contribuito ad aumentare il tasso di rimpatrio, pari al 34 % nel 2022, rispetto al 30 % del 2021.
Fonte: Eurostat.
3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione
La Moldova ha continuato a promuovere la cooperazione internazionale con le agenzie e gli Stati membri dell'UE nel settore della gestione delle frontiere. Il suo ruolo attivo si riflette nell'iniziativa del polo di sostegno dell'UE per la sicurezza interna e la gestione delle frontiere, che ha rafforzato la cooperazione della Moldova nell'ambito dell'EMPACT, nonché con Frontex, Europol, CEPOL, la missione dell'UE di assistenza alle frontiere fra la Repubblica di Moldova e l'Ucraina (EUBAM) e gli Stati membri.
Nel 2022 la Moldova ha inoltre adottato la sua strategia in materia di affari interni (2022-2030) e sei strategie di sviluppo settoriale, due delle quali sono dedicate alla gestione della migrazione e delle frontiere: una sulla gestione dei flussi migratori, l'asilo e l'integrazione degli stranieri e una sulla gestione integrata delle frontiere.
Il 17 marzo 2022 la Moldova ha firmato un accordo sullo status per le attività operative svolte dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) in Moldova. L'accordo consente a Frontex di offrire un sostegno pieno e completo alla Moldova e fornisce ai funzionari del corpo permanente dispiegati la protezione, le immunità e la copertura di sicurezza necessarie. Si tratta del primo accordo sullo status e della prima operazione congiunta con poteri esecutivi nei paesi del partenariato orientale. La cooperazione operativa tra Frontex e la Moldova è iniziata il 19 marzo 2022 con l'avvio dell'operazione congiunta sulla Moldova, riguardante l'uso di documenti fraudolenti ai valichi di frontiera.
Per sostenere la cooperazione estesa con la Moldova, dal luglio 2022 un ufficiale di collegamento di Frontex con un mandato regionale per i paesi del partenariato orientale è stato temporaneamente inviato a Chisinau e vi resterà fino a quando la situazione nel luogo di azione inizialmente previsto, Kiev, non si sarà stabilizzata. Agendo da Chisinau, l'ufficiale di collegamento collabora in modo proattivo con le istituzioni della regione del partenariato orientale e mantiene contatti regolari con la rete di ufficiali di collegamento incaricati dell'immigrazione (ILO) in Moldova.
La Moldova ha continuato a cooperare con gli Stati membri nel settore della migrazione e della gestione delle frontiere. La cooperazione ha riguardato, tra l'altro, corsi di formazione, attrezzature, cooperazione operativa e visite di esperti.
Frontex e gli Stati membri segnalano inoltre una buona cooperazione in materia di riammissione.
In risposta alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, l'UE ha intensificato la cooperazione con la Moldova nel settore della sicurezza, prestando particolare attenzione alla gestione delle frontiere. L'UE ha mobilitato tutti i suoi strumenti per fornire attrezzature e formazione supplementari, in stretta cooperazione con gli Stati membri.
4.Cooperazione in materia di sicurezza
Le ripercussioni della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina hanno creato ulteriori minacce per la sicurezza della Moldova. Le forze di frontiera moldove sono esposte a maggiori rischi di criminalità transnazionale, tra cui la tratta di esseri umani e il traffico di stupefacenti e di armi. Le autorità di contrasto moldove devono far fronte a minacce ibride intensificate, compresi i rischi di interruzioni dell'approvvigionamento di energia elettrica e del riscaldamento, gli attacchi alla cibersicurezza, i crescenti tentativi da parte di cittadini russi di entrare in Moldova utilizzando documenti fraudolenti.
Nel luglio 2022 la commissaria Johansson e la ministra dell'Interno della Moldova hanno varato il polo di sostegno dell'UE per la sicurezza interna e la gestione delle frontiere per la Moldova. In quanto piattaforma operativa, il polo di sostegno dell'UE sostiene la cooperazione in materia di sicurezza interna e gestione delle frontiere tra l'UE, le sue agenzie, gli Stati membri e le autorità moldove. Esso opera nei settori prioritari seguenti: traffico di armi da fuoco, traffico di migranti, tratta di esseri umani, prevenzione e contrasto del terrorismo e dell'estremismo violento, criminalità informatica, traffico di stupefacenti e traffico di materiali chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN).
Inoltre, grazie alla cooperazione sviluppata nel contesto del polo di sostegno dell'UE, la cooperazione tra Europol, CEPOL e Frontex in Moldova si è notevolmente intensificata. Europol ha inviato in Moldova un funzionario Europol e due agenti distaccati per sostenere l'individuazione precoce delle attività criminali connesse alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, compresa la lotta contro le reti criminali impegnate nel traffico di migranti, nella tratta di esseri umani e in altre attività criminali.
La cooperazione tra Europol e la Moldova si basa su un accordo operativo entrato in vigore nel luglio 2015. L'ufficiale di collegamento moldovo è distaccato presso la sede di Europol dal 2015. La Moldova è costantemente impegnata nella piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità (EMPACT). Nel 2022 ha partecipato a 15 azioni operative nell'ambito di cinque diversi piani d'azione operativi e ha nominato un coordinatore nazionale EMPACT. Il 22 maggio 2023, nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune, il Consiglio dell'UE ha avviato la missione di partenariato dell'UE nella Repubblica di Moldova (EUPM Moldova) per rafforzare la resilienza del settore della sicurezza nel paese negli ambiti della gestione delle crisi e delle minacce ibride.
Nel marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato un pacchetto di sostegno per la Moldova, che affronta cinque priorità fondamentali tra cui la sicurezza. A seguito di ciò, 4 milioni di EUR sono attualmente riassegnati per esigenze urgenti in materia di sicurezza nell'ambito del programma finanziato dall'UE "Sostenere la protezione, il transito, il rimpatrio volontario e informato e la reintegrazione dei cittadini del partenariato orientale e dei cittadini di paesi terzi colpiti dal conflitto in Ucraina". I fondi sosterranno le autorità di frontiera moldove e il ministero degli Affari interni.
5.Raccomandazioni
La Moldova ha adottato misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:
a)allineare ulteriormente la politica in materia di visti della Moldova con l'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi terzi che presentano rischi di migrazione irregolare o di sicurezza per l'UE;
b)proseguire l'impegno in corso nella lotta contro la criminalità organizzata, in particolare le attività criminali transnazionali emerse nel contesto dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.
MONTENEGRO
1.Allineamento della politica in materia di visti
Il Montenegro ha un regime di esenzione dal visto con 12 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, dei quali sette godono di un'esenzione permanente (Azerbaigian, Bielorussia, Cina, Kuwait, Qatar, Russia, Turchia) e cinque beneficiano di un'esenzione stagionale per l'ingresso in Montenegro per motivi turistici tra aprile e ottobre (Arabia Saudita, Armenia, Egitto, Kazakhstan, Uzbekistan).
Nel 2023 il Montenegro ha compiuto progressi verso l'allineamento della politica in materia di visti: l'esenzione dall'obbligo del visto è stata revocata per i cittadini di Cuba ed Ecuador e per i cittadini di paesi terzi in possesso di un permesso di soggiorno negli Emirati arabi uniti.
2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione
Il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini montenegrini è diminuito del 3 % fra il 2021 e il 2022: nel 2022 sono state presentate 420 domande, rispetto alle 435 del 2021. Il tasso di riconoscimento nel 2022 è stato pari al 4 %, rimanendo stabile rispetto all'anno precedente.
Gli Stati membri hanno segnalato un solo attraversamento irregolare delle frontiere da parte di un cittadino montenegrino nel 2022. Il numero di cittadini montenegrini trovati in situazione di soggiorno irregolare nel 2022 è aumentato del 9,5 % (da 1 000 nel 2021 a 1 095 nel 2022). Nel 2022 il numero di cittadini montenegrini cui è stato rifiutato l'ingresso negli Stati membri è rimasto stabile, con 525 rifiuti nel 2022 rispetto ai 520 del 2021.
Il numero delle decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini montenegrini è diminuito del 12 % (435 nel 2022 rispetto alle 495 del 2021), mentre il numero di persone rimpatriate è leggermente calato del 2 % (265 nel 2021 rispetto alle 270 del 2022). Il tasso di rimpatrio è sceso a sua volta dal 54 % nel 2021 al 62 % nel 2022.
Fonte: Eurostat.
3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione
Il Montenegro ha assunto un impegno concreto con l'UE sull'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali.
Per far fronte all'aumento della migrazione irregolare, è stata creata presso la polizia di frontiera una nuova unità per la repressione del traffico di migranti e della criminalità transfrontaliera, intensificando i controlli sugli attraversamenti irregolari delle frontiere.
La capacità del sistema di asilo è stata rafforzata ed è stata stanziata una cospicua allocazione del bilancio nazionale per ampliare la capacità di accoglienza. La direzione per l'asilo del Montenegro si è adoperata per ridurre l'arretrato nel trattamento delle domande di asilo.
Il Montenegro ha inoltre continuato a cooperare in materia di gestione della migrazione e delle frontiere con gli Stati membri, i quali hanno fornito formazione e sviluppo di capacità, attrezzature e scambi di informazioni. È stata inoltre fornita l'assistenza tecnica dell'EUAA, di Frontex, dell'OIM e dell'UNHCR nell'ambito di un progetto regionale finanziato dall'UE. Nel complesso gli Stati membri hanno segnalato una buona cooperazione in materia di riammissione.
Il 16 maggio 2023 il Montenegro e l'Unione europea hanno firmato un nuovo accordo sullo status relativo alle attività operative svolte dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) in Montenegro 27 . Il nuovo accordo consentirà il dispiegamento di Frontex in tutto il territorio del Montenegro, su richiesta delle autorità del paese. Continuano a essere attuate le due operazioni congiunte organizzate sulla base dell'attuale accordo sullo status: un'operazione a un valico di frontiera con la Croazia; e un'operazione marittima congiunta volta a rafforzare la sorveglianza delle frontiere blu nell'Adriatico. Nel complesso il Montenegro svolge una cooperazione molto valida con Frontex in materia di gestione delle frontiere, che si intensificherà con l'attuazione del nuovo accordo sullo status.
Nel dicembre 2021 l'EUAA ha firmato una tabella di marcia congiunta con le autorità montenegrine. Con il sostegno dell'EUAA, è stata creata una nuova unità che si occupa delle informazioni sui paesi di origine, sono stati sviluppati moduli di formazione e sono state elaborate procedure operative standard per semplificare le procedure di asilo.
4.Cooperazione in materia di sicurezza
Nel settembre 2014 il Montenegro ed Europol hanno firmato un accordo sulla cooperazione operativa e strategica. Nel corso degli anni la qualità delle informazioni scambiate è costantemente migliorata e la cooperazione con Europol, in particolare attraverso e grazie all'EMPACT, alle analisi, ai progetti e ad altre iniziative di Europol, si è ulteriormente rafforzata. Quattro unità della polizia, tra cui l'unità di informazione finanziaria e l'unità incaricata della lotta contro la criminalità organizzata, hanno accesso diretto al canale di comunicazione sicuro (SIENA) di Europol, che consente uno scambio di informazioni rapido, sicuro ed efficiente con Europol e gli Stati membri dell'UE.
Il Montenegro ha distaccato un ufficiale di collegamento presso la sede di Europol e collabora attivamente con il Centro europeo contro il traffico di migranti (EMSC) di Europol.
Nel 2019 il Montenegro ha firmato un accordo bilaterale con la Commissione sulla lotta al terrorismo per attuare il piano di azione congiunto sulla lotta al terrorismo per i Balcani occidentali. Il Montenegro ha compiuto validi progressi nell'attuazione dell'accordo.
5.Programmi di cittadinanza per investitori
Il programma di cittadinanza per investitori è stato interrotto il 31 dicembre 2022. Si tratta di uno sviluppo positivo e di un seguito concreto alle raccomandazioni della quinta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto.
Nonostante la cessazione del programma di cittadinanza per investitori, il Montenegro continua a trattare le domande presentate fino al 2022. A seguito della raccomandazione della Commissione del 28 marzo 2022 relativa alle misure immediate nel contesto dell'invasione russa dell'Ucraina in relazione ai programmi di cittadinanza e di soggiorno per investitori 28 , il Montenegro ha introdotto ulteriori procedure di vaglio delle domande per verificare se i richiedenti figurino nell'elenco dei soggetti da sottoporre a sanzioni o siano riconosciuti come entità i cui fondi provengono da fonti illegali. Il ministero dell'Interno ha inoltre richiesto ulteriori controlli da parte dell'agenzia per la sicurezza nazionale per le domande ricevute da cittadini russi e bielorussi. Sono altresì in corso verifiche ex post per determinare se sia stata concessa la cittadinanza a persone soggette a misure restrittive internazionali, nel qual caso la cittadinanza montenegrina sarebbe revocata.
La Commissione continuerà a monitorare eventuali sviluppi al riguardo fino a quando non saranno state trattate tutte le domande pendenti.
6.Raccomandazioni
Il Montenegro ha adottato misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:
a)adottare misure urgenti per allineare ulteriormente la politica in materia di visti del Montenegro con l'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi terzi che presentano rischi di migrazione irregolare o di sicurezza per l'UE;
b)garantire che le domande pendenti nell'ambito del programma di cittadinanza per investitori recentemente cessato siano vagliate e trattate conformemente alle più rigorose norme di sicurezza possibili.
MACEDONIA DEL NORD
1.Allineamento della politica in materia di visti
La Macedonia del Nord ha compiuto progressi sostanziali verso l'allineamento della sua politica in materia di visti a quella dell'UE. Ad oggi solo un paese è esente dall'obbligo del visto per la Macedonia del Nord ma non per l'UE (la Turchia). Nel gennaio 2023 la Macedonia del Nord ha reintrodotto l'obbligo del visto per i cittadini del Botswana e di Cuba. Inoltre la decisione di consentire temporaneamente ai cittadini dell'Azerbaigian di entrare nella Macedonia del Nord senza visto è scaduta nel marzo 2023 e non è stata prorogata.
2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione
Nel 2022 il numero delle domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri da cittadini della Macedonia del Nord è aumentato del 24 %, con 6 715 domande presentate nel 2022 rispetto alle 5 415 del 2021. Il tasso di riconoscimento è stato pari al 2 % (rispetto all'1 % del 2021).
Nel 2022 sono stati segnalati a livello di Unione nove attraversamenti irregolari delle frontiere da parte di cittadini della Macedonia del Nord, rispetto ai 12 del 2021. Nel 2022 il numero di cittadini della Macedonia del Nord trovati in situazione di soggiorno irregolare è aumentato del 9 % rispetto all'anno precedente, con 7 030 soggiorni irregolari nel 2022 contro i 6 450 del 2021. Il numero di cittadini cui è stato rifiutato l'ingresso è aumentato del 5 %, da 2 950 rifiuti nel 2021 a 3 095 nel 2022.
Lo scorso anno è stato contrassegnato da una tendenza in aumento nel numero di: i) decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini della Macedonia del Nord (2 910 nel 2022 rispetto alle 2 320 del 2021, un aumento del 25 %); ii) persone rimpatriate (1 590 nel 2022 contro le 985 del 2021, un aumento del 61 %). Gli Stati membri segnalano una buona cooperazione in materia di rimpatrio e riammissione e nel 2022 il tasso di rimpatrio è salito al 55 % rispetto al 42 % del 2021.
Fonte: Eurostat.
3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione
La Macedonia del Nord ha assunto un impegno concreto con l'UE sull'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali.
La Macedonia del Nord svolge un ruolo attivo nella gestione dei flussi migratori misti su una delle principali rotte di transito della migrazione irregolare. Tuttavia il numero di migranti clandestini rimane elevato ed è prioritario intensificare la lotta contro le reti di trafficanti.
La Macedonia del Nord sta lavorando al rafforzamento del suo sistema di asilo per quanto riguarda le persone con esigenze particolari e i minori non accompagnati. Tuttavia sono ancora necessari progressi per quanto riguarda la registrazione sistematica dei migranti. Il piano di emergenza per gestire i grandi flussi migratori deve ancora essere completato e adottato.
La Macedonia del Nord ha continuato a cooperare con gli Stati membri nel settore della gestione della migrazione e delle frontiere. Tra gli esempi di cooperazione figurano visite di esperti, scambi di informazioni e migliori pratiche, attrezzature tecniche e corsi di formazione.
Gli accordi di riammissione continuano ad essere attuati e, nel complesso, gli Stati membri hanno segnalato una buona cooperazione in materia di riammissione, ad eccezione di uno Stato membro che ha segnalato la necessità di miglioramenti.
Nell'ottobre 2022 la Macedonia del Nord ha firmato un accordo sullo status per le attività operative svolte dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) nella Macedonia del Nord 29 . A seguito dell'entrata in vigore dell'accordo sullo status il 1º aprile 2023, il 19 aprile 2023 è stata avviata un'operazione congiunta con l'invio di 110 agenti per fornire sostegno nel controllo di frontiera e nella gestione della migrazione irregolare e della criminalità transfrontaliera lungo l'intera sezione di frontiera con la Grecia. Nel complesso la Macedonia del Nord ha sviluppato una cooperazione molto ampia e positiva con Frontex in materia di gestione delle frontiere, che è stata ulteriormente rafforzata nell'aprile 2023 a seguito dell'entrata in vigore dell'accordo sullo status.
Per quanto riguarda la cooperazione con l'EUAA, la tabella di marcia per la cooperazione per il periodo ottobre 2020–settembre 2022 è rimasta uno strumento importante per rafforzare il sistema di asilo, in special modo per quanto riguarda le persone con esigenze particolari e i minori non accompagnati: è stata rafforzata la formazione in materia di asilo e accoglienza, è aumentata la qualità delle decisioni in materia di asilo ed è stato potenziato il sistema di accoglienza per i migranti vulnerabili e i minori non accompagnati. L'EUAA e la Macedonia del Nord stanno elaborando una tabella di marcia di terza generazione, mentre quella di seconda generazione è stata estesa per garantire che non vi siano lacune.
4.Cooperazione in materia di sicurezza
Europol ha firmato un accordo strategico con la Macedonia del Nord nel gennaio 2007, mentre un accordo operativo è stato firmato nel settembre 2011. Il livello di cooperazione e di scambio di informazioni con Europol è buono ed è aumentato nel corso del 2022. Un ufficiale di collegamento della Macedonia del Nord è distaccato presso la sede di Europol dal 2015. Le autorità di contrasto della Macedonia del Nord trasmettono informazioni sulle armi sequestrate e sui sospetti arrestati e forniscono riscontri se richiesti nell'ambito delle attività operative. Anche la Macedonia del Nord partecipa all'EMPACT.
Grazie ai buoni progressi compiuti nell'attuazione dell'accordo di attuazione in materia di antiterrorismo nell'ambito del piano di azione congiunto sulla lotta al terrorismo per i Balcani occidentali, il 9 dicembre 2022 la Macedonia del Nord ha firmato con la Commissione una revisione dell'accordo comprendente nuove azioni e traguardi più ambiziosi.
5.Programmi di cittadinanza per investitori
La legge sulla cittadinanza della Macedonia del Nord consente l'acquisizione della cittadinanza senza precedenti requisiti di soggiorno per le persone che rappresentano "interessi economici particolari" per il paese. Tra il 2005 e il 2022, 121 persone hanno acquisito la cittadinanza per interessi economici particolari (a fronte di 40 decisioni negative) 30 . La Commissione ribadisce che l'attuazione di tale legge non dovrebbe portare alla concessione sistematica della cittadinanza in cambio di investimenti, in quanto potrebbe essere utilizzata per aggirare la procedura dell'UE relativa al visto per soggiorni di breve durata e la valutazione approfondita dei singoli rischi migratori e per la sicurezza che essa comporta, e può pertanto avere un impatto sul regime di esenzione dall'obbligo del visto.
6.Raccomandazioni
La Macedonia del Nord ha adottato la maggior parte delle misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:
a)proseguire i validi progressi nell'allineamento della politica in materia di visti;
b)evitare di consentire l'acquisizione sistematica della cittadinanza per interessi economici particolari.
SERBIA
1.Allineamento della politica in materia di visti
All'inizio del 2022 la Serbia aveva un regime di esenzione dal visto con 22 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto. Il mancato allineamento alla politica dell'UE in materia di visti è stato uno dei fattori che hanno portato all'aumento della migrazione irregolare verso l'UE lungo la rotta dei Balcani occidentali. Tale situazione ha riguardato in particolare i cittadini di Burundi, Cuba, India, Tunisia e Turchia, che hanno potuto entrare in Serbia senza visto e poi attraversare irregolarmente le frontiere esterne degli Stati membri. Sulla questione sono stati immediatamente avviati ampi contatti tra la Commissione e le autorità serbe.
A seguito di tale cooperazione e degli sforzi coordinati, la Serbia ha ripristinato l'obbligo del visto per il Burundi (21 ottobre 2022, attuato immediatamente), la Tunisia (21 ottobre 2022, attuato il 22 novembre 2022), la Guinea-Bissau (1º dicembre 2022, attuato il 6 dicembre 2022), l'India (9 dicembre 2022, attuato il 1º gennaio 2023), la Bolivia e Cuba (27 dicembre 2022, attuato rispettivamente il 10 febbraio 2023 e il 13 aprile 2023).
Attualmente la Serbia mantiene un regime di esenzione dal visto con 16 paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto: Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Cina, Giamaica, Indonesia, Kazakhstan, Kirghizistan, Kuwait, Mongolia, Oman, Qatar, Russia, Suriname e Turchia.
La Commissione si aspetta ulteriori allineamenti in materia di visti in linea con l'impegno assunto dalle autorità serbe e attende dalla Serbia ulteriori dettagli sull'annunciato "piano di armonizzazione dei visti" e sulla sua attuazione effettiva.
2.Monitoraggio delle tendenze in materia di migrazione irregolare, domande di protezione internazionale, rimpatri e riammissione
Nel 2022 i cittadini della Serbia hanno presentato 4 265 domande di protezione internazionale negli Stati membri, con un aumento del 24 % rispetto al 2021 (3 430), in linea con la tendenza degli anni precedenti. Il tasso di riconoscimento è leggermente diminuito dal 6 % del 2021 al 5 % del 2022.
Sono stati individuati 32 attraversamenti irregolari delle frontiere esterne degli Stati membri da parte di cittadini serbi (37 nel 2021). Il numero di cittadini serbi trovati in situazione di soggiorno irregolare negli Stati membri ha continuato a diminuire, con 13 530 persone nel 2022 rispetto alle 14 490 del 2021 (un calo del 7 %). Nel 2022 il numero di cittadini serbi cui è stato rifiutato l'ingresso nell'UE è calato del 22 % (8 405 nel 2021 contro i 6 585 del 2022).
Il numero delle decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini serbi (5 705 nel 2022 rispetto alle 6 045 del 2021) è calato del 6 %, mentre il numero di persone rimpatriate è aumentato del 5 % (3 190 nel 2022 contro le 3 035 del 2021), e il tasso di rimpatrio è salito dal 50 % nel 2021 al 56 % nel 2022.
Fonte: Eurostat.
3.Cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e riammissione
Dopo l'impennata degli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne degli Stati membri nel 2022, la Serbia ha assunto un impegno concreto con l'UE sull'attuazione del piano d'azione dell'UE per i Balcani occidentali e ha contribuito alla gestione dei flussi migratori misti verso l'UE.
Nell'agosto 2022 la Serbia ha adottato una nuova strategia di gestione integrata delle frontiere per il periodo 2022-2027 e un piano d'azione per il periodo 2022-2024. Il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere e l'intensificazione degli sforzi per individuare e prevenire il traffico di rifugiati e migranti dovrebbero rimanere una priorità.
Occorre intensificare gli sforzi per l'identificazione e la registrazione dei migranti e dei richiedenti protezione internazionale, anche nei centri di accoglienza. Il rafforzamento del sistema di asilo e la capacità di rimpatriare i migranti privi di un diritto legale di soggiorno rimangono settori importanti su cui lavorare ulteriormente e nei quali la Commissione ha aumentato il proprio sostegno.
Nel 2022 la Serbia ha adottato una serie di misure per rendere più rigorosi i requisiti per l'ottenimento dei visti serbi e per l'ingresso nel paese. Tali condizioni modificate sono state pubblicate e diffuse su siti web governativi e sono state inserite nella piattaforma operativa dell'Associazione internazionale del trasporto aereo, utilizzata dalle compagnie aeree per il controllo dei passeggeri per i voli verso la Serbia. I rappresentanti delle missioni diplomatiche e consolari serbe hanno tenuto colloqui con gli uffici delle maggiori compagnie aeree utilizzate dai viaggiatori che abusano del regime di esenzione dall'obbligo del visto, nei rispettivi paesi di accreditamento. Le autorità serbe hanno inoltre tenuto colloqui con i rappresentanti di tutte le principali compagnie aeree a Belgrado e con le organizzazioni turistiche che lavorano con i paesi di origine delle persone che potrebbero abusare del regime di esenzione dall'obbligo del visto della Serbia.
La Serbia ha continuato a cooperare con gli Stati membri nel settore della gestione della migrazione e delle frontiere. La cooperazione ha riguardato, fra l'altro, finanziamenti, assistenza tecnica, pattugliamenti congiunti alle frontiere e corsi di formazione. L'assistenza tecnica dell'UE sostiene la strategia per la gestione integrata delle frontiere 2022-2027, in particolare per quanto riguarda la registrazione efficiente dei migranti irregolari e il relativo trattamento, ma anche il coordinamento tra le istituzioni nell'ambito del sistema di gestione della migrazione e delle procedure di rimpatrio verso il paese di origine o il paese di ingresso precedente. I finanziamenti dell'UE sostengono inoltre il funzionamento dei centri di accoglienza e asilo gestiti dal commissariato per i rifugiati e la migrazione, compresi i servizi sanitari, l'assistenza sociale e l'istruzione per i minori e i gruppi vulnerabili. Con il sostegno dell'UE e degli Stati membri, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) sta attuando il programma di rimpatrio volontario assistito e reintegrazione (AVRR), che rafforza le capacità del sistema di rimpatrio della Serbia e facilita l'accesso al rimpatrio volontario assistito.
Nel complesso Frontex e gli Stati membri segnalano una buona cooperazione in materia di riammissione.
Tuttavia sono state individuate sfide nella riammissione dei cittadini di paesi terzi in situazione di soggiorno irregolare che hanno raggiunto l'UE attraverso la rotta dei Balcani occidentali. In tale contesto la Commissione ha chiesto alla Serbia di esercitare il massimo livello di cooperazione per garantire che, in caso di rigetto delle domande di asilo presentate da tali cittadini, la Serbia li riammetta in applicazione della clausola relativa ai cittadini di paesi terzi dell'accordo di riammissione UE-Serbia.
La Serbia ha concluso un accordo sullo status per le attività operative svolte dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) nel paese 31 , entrato in vigore il 1º maggio 2021, che prevede l'invio di squadre del corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea con potere esecutivo sul territorio della Serbia. La prima operazione nell'ambito dell'accordo sullo status è iniziata il 16 giugno 2021 alla frontiera serbo-bulgara. Nel dicembre 2022 l'operazione congiunta è stata estesa ai valichi di frontiera lungo il confine tra la Serbia e l'Ungheria. I negoziati per un nuovo accordo sullo status sono iniziati nel maggio 2023 e sono tuttora in corso.
La Serbia dispone di una tabella di marcia congiunta con l'Agenzia dell'UE per l'asilo che sostiene l'ulteriore sviluppo di un sistema nazionale di asilo e accoglienza in linea con le norme dell'UE. La Serbia fa parte della rete EUAA delle autorità di accoglienza.
4.Cooperazione in materia di sicurezza
La Serbia ha proseguito la valida cooperazione con Europol e ha aumentato l'uso del canale sicuro SIENA. Tra il 2021 e il 2022 il numero di messaggio scambiati è aumentato del 15 %. Eurojust e la Serbia hanno proseguito un'intensa cooperazione in materia penale, in particolare attraverso il magistrato di collegamento serbo (distaccato dal marzo 2020) presso la sede di Eurojust.
La Serbia partecipa attivamente all'EMPACT. Nel 2022 ha partecipato a 67 azioni operative e ha condiviso il ruolo di capofila di un'azione operativa (nell'ambito del piano d'azione operativo sulla cannabis, la cocaina e l'eroina). La Serbia ha continuato a partecipare alle giornate di azione congiunta EMPACT.
Nel 2019 la Serbia ha firmato un accordo bilaterale con la Commissione sulla lotta al terrorismo per attuare il piano di azione congiunto sulla lotta al terrorismo per i Balcani occidentali. La Serbia ha presentato relazioni periodiche, ma sono necessari ulteriori progressi per considerare soddisfacente l'attuazione dell'accordo; in particolare, dopo la scadenza delle precedenti strategie nel 2021, la Serbia non ha ancora adottato un nuovo quadro strategico in materia di lotta al terrorismo e prevenzione e contrasto dell'estremismo violento.
La Serbia non ha completato l'analisi dei ruoli e delle pratiche dei servizi di sicurezza e del consiglio di sicurezza nazionale nello svolgimento delle indagini penali relative alla criminalità organizzata e alle forme gravi di criminalità, sebbene siano iniziati i lavori preparatori. La cooperazione con CEPOL, Eurojust, Europol e Interpol è consolidata, in particolare per quanto riguarda il traffico di armi, il traffico di stupefacenti e la lotta contro gruppi di alto profilo della criminalità organizzata. La Serbia deve aumentare ulteriormente la capacità della procura per la criminalità organizzata di svolgere le sue funzioni in modo indipendente a livello tecnico, finanziario e di risorse umane (compresi i locali per accogliere il nuovo personale). La Serbia dovrebbe adeguare la sua prospettiva, passando da un approccio basato sui casi singoli a una strategia generale di lotta contro le organizzazioni criminali e dall'attenzione accordata ai casi di minore o media importanza all'interesse per i casi di alto profilo, in un'ottica di smantellamento delle grandi organizzazioni di livello internazionale e di sequestro dei beni.
5.Acquisizione accelerata della cittadinanza
Nei primi mesi del 2023 il governo serbo ha proposto alcune modifiche della legge sulla cittadinanza, che prevedono la possibilità di un'acquisizione accelerata della cittadinanza serba per i cittadini di paesi terzi che hanno soggiornato in Serbia solo per un breve periodo, sono in possesso di un diploma di istruzione superiore conseguito in Serbia o riconosciuto dalla Serbia e sono lavoratori autonomi o dipendenti di un'azienda serba.
Sebbene l'UE rispetti il diritto sovrano della Serbia di decidere in merito alle sue politiche in materia di cittadinanza e naturalizzazione, la Commissione ha espresso preoccupazione alle autorità serbe competenti per quanto riguarda i possibili rischi per la sicurezza dell'UE connessi all'acquisizione accelerata dei diritti di esenzione dal visto per i cittadini di paesi che sarebbero altrimenti soggetti all'obbligo del visto per l'UE. Dopo i contatti con la Commissione a questo proposito, il governo della Serbia ha deciso di ritirare la proposta.
6.Raccomandazioni
La Serbia ha adottato misure per seguire le precedenti raccomandazioni della Commissione. Occorre tuttavia compiere ulteriori progressi riguardo a quanto segue:
a)allineare ulteriormente la politica in materia di visti della Serbia con l'elenco dell'UE dei paesi soggetti all'obbligo del visto, in particolare per quanto concerne i paesi terzi che presentano rischi di migrazione irregolare o di sicurezza per l'UE;
b)finalizzare rapidamente i negoziati sul nuovo accordo sullo status con l'UE riguardante Frontex;
c)dare piena attuazione alla clausola relativa ai cittadini di paesi terzi dell'accordo di riammissione UE-Serbia;
II.ALTRI PAESI ESENTI DALL'OBBLIGO DEL VISTO
PAESI ESENTI DALL'OBBLIGO DEL VISTO CHE ATTUANO PROGRAMMI DI CITTADINANZA PER INVESTITORI
Sebbene l'UE rispetti il diritto dei paesi sovrani di decidere in merito alle proprie procedure di naturalizzazione, i programmi di cittadinanza per investitori attuati da paesi terzi esenti dall'obbligo del visto, che sono incompatibili con i principi e le condizioni alla base dell'esenzione dall'obbligo del visto, potrebbero comportare rischi per la sicurezza dell'UE e dei suoi Stati membri.
L'UE è particolarmente preoccupata per i programmi di cittadinanza per investitori che sono promossi a livello commerciale per la loro capacità di garantire l'accesso all'UE in esenzione dall'obbligo del visto. Scopo degli accordi di esenzione dal visto è facilitare i contatti tra persone dell'UE e di un paese terzo e non consentire ai cittadini di altri paesi terzi soggetti all'obbligo del visto di eludere la procedura dell'UE relativa al visto per soggiorni di breve durata mediante l'acquisizione della cittadinanza. L'accesso all'UE in esenzione dal visto non dovrebbe essere utilizzato come materia di scambio commerciale.
La questione è stata sollevata anche dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 9 marzo 2022 recante proposte all'indirizzo della Commissione concernenti i programmi per la concessione della cittadinanza e del soggiorno in cambio di investimenti
32
. La risoluzione invita fra l'altro la Commissione a esercitare la massima pressione possibile per garantire che i paesi terzi che dispongono di programmi di cittadinanza per investitori e che beneficiano dell'esenzione dal visto a norma dell'allegato II del regolamento (UE) 2018/1806 aboliscano tali programmi e a presentare una proposta di modifica dell'articolo 8 del regolamento (UE) 2018/1806 al fine di includere l'attuazione di programmi di cittadinanza per investitori come motivo di sospensione dell'esenzione dal visto.
VANUATU
Dal 2015 Vanuatu gestisce programmi di cittadinanza per investitori che hanno concesso la cittadinanza a cittadini di altri paesi privi di precedenti legami con Vanuatu, adottando decisioni positive sulla grande maggioranza delle domande. A marzo 2021 Vanuatu aveva rilasciato oltre 10 500 passaporti nell'ambito di tali programmi, con un tasso di rigetto estremamente basso.
Tra il 2017 e il 2021 la Commissione ha espresso serie preoccupazioni e ha avvertito il governo di Vanuatu della possibilità di reintrodurre l'obbligo del visto. Le spiegazioni fornite da Vanuatu non sono state sufficienti per attenuare tali preoccupazioni. Su tale base, il 12 gennaio 2022 la Commissione ha adottato una proposta di decisione del Consiglio per la sospensione dell'accordo di esenzione dal visto con Vanuatu 33 . Per l'UE si è trattato della prima proposta in assoluto di sospensione di un accordo di esenzione dal visto con un paese terzo. Il 3 marzo 2022 il Consiglio ha adottato la decisione di sospendere parzialmente l'accordo di esenzione dal visto con Vanuatu 34 . Poiché non è stato posto rimedio alle circostanze che hanno determinato la sospensione parziale, il 12 ottobre 2022 la Commissione ha proposto al Consiglio una decisione sulla sospensione totale dell'accordo a partire dal 4 febbraio 2023 35 . Il Consiglio ha adottato la decisione l'8 novembre 2022 36 . Di conseguenza, il 1º dicembre 2022 la Commissione ha adottato un regolamento delegato conformemente all'articolo 8, paragrafo 6, lettera b), del regolamento (UE) 2018/1806, che specifica che l'esenzione dall'obbligo del visto è sospesa per tutti i cittadini di Vanuatu dal 4 febbraio 2023 al 3 agosto 2024 37 .
A cominciare dall'entrata in vigore della sospensione parziale la Commissione si è impegnata in un dialogo rafforzato 38 con le autorità competenti di Vanuatu al fine di porre rimedio alle circostanze che hanno condotto alla sospensione dell'esenzione dall'obbligo del visto e per consentire all'UE di revocare detta sospensione.
Nel marzo 2023 il governo di Vanuatu ha pubblicato una modifica della legge sulla cittadinanza al fine di rafforzare la sicurezza del suo programma di cittadinanza per investitori. La Commissione sta valutando tali modifiche legislative. È stato convenuto che, durante la prossima riunione nell'ambito del dialogo rafforzato, Vanuatu illustrerà in dettaglio le modifiche legislative dei programmi per investitori adottate dal governo nel mese di marzo.
Gli scambi di informazioni con le autorità di Vanuatu proseguiranno fino a quando la Commissione non riterrà di aver ottenuto informazioni sufficienti per completare la valutazione necessaria per stabilire se sia stato posto rimedio alle circostanze che hanno portato alla sospensione o se queste sussistano ancora. In funzione dell'esito di tale valutazione, la Commissione proporrà di revocare la sospensione o di trasferire Vanuatu nell'elenco dei paesi soggetti all'obbligo del visto, come stabilito all'articolo 8, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2018/1806.
STATI DEI CARAIBI ORIENTALI
Dal 2020 la Commissione collabora con i cinque Stati dei Caraibi orientali che gestiscono programmi di cittadinanza per investitori (Antigua e Barbuda, Dominica, Grenada, Saint Kitts e Nevis e Santa Lucia) per ottenere informazioni e dati pertinenti su tali programmi, che sono classificati dall'OCSE come potenzialmente ad alto rischio per l'integrità dello standard comune di comunicazione di informazioni, il che fa sospettare possibili attività di evasione fiscale e riciclaggio 39 .
Sulla base delle informazioni ricevute dalle autorità competenti, la Commissione ha concluso che tutti i programmi per investitori in esame accolgono un numero elevato di domande: finora sono stati rilasciati in tutto almeno 88 000 passaporti. Per alcuni paesi tale numero è superiore a 30 000 (34 500 passaporti rilasciati da Dominica; 36 742 da Saint Kitts e Nevis). Allo stesso tempo il tasso di rigetto è estremamente basso (tra il 3 e il 6 %), il che, insieme ai tempi di trattamento brevi (in alcuni casi solo due mesi), solleva interrogativi circa l'accuratezza dell'indagine di sicurezza.
Tra le domande accolte figurano quelle di cittadini che altrimenti avrebbero bisogno di un visto per entrare nell'UE. Secondo le informazioni ricevute, tra le principali cittadinanze dei richiedenti figurano quelle di Cina e Russia, nonché Siria, Iran, Iraq, Yemen, Nigeria e Libia. A questo proposito, la Commissione esprime soddisfazione per la decisione assunta da tutti e cinque i paesi caraibici nel marzo 2022 di sospendere l'esame delle domande provenienti da cittadini russi e bielorussi in risposta all'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.
I programmi caraibici di cittadinanza per investitori sono attualmente tra i meno costosi al mondo per i singoli investitori e le famiglie. In alcuni casi il costo individuale è di soli 100 000 USD. Gli altri programmi in esame hanno prezzi solo marginalmente più elevati.
Quattro dei cinque paesi oggetto di valutazione scambiano in una certa misura informazioni con il paese di origine o con il principale paese di residenza precedente dei richiedenti, sulla base delle informazioni ricevute, ma non sembra che si tratti di una pratica sistematica. Tutti e cinque i paesi cooperano con il centro regionale comune di comunicazione (JRCC) dell'agenzia esecutiva per la criminalità e la sicurezza (IMPACS) della Comunità dei Caraibi, che aiuta a ottenere informazioni riservate su ciascun soggetto coinvolto nella domanda. Tuttavia nessuno dei paesi valutati richiede il soggiorno o anche solo la presenza fisica nel paese prima di concedere la cittadinanza, neppure durante la procedura di domanda.
In alcuni casi i paesi si avvalgono di agenti privati durante l'intera procedura di presentazione e vaglio delle domande, anche per i controlli in presenza e la verifica dei documenti presentati dai richiedenti. L'esternalizzazione del processo di verifica a imprese private solleva ulteriori dubbi per quanto riguarda l'accesso alle informazioni delle autorità di contrasto e giudiziarie nel paese di origine o nel principale paese di residenza precedente.
Infine, in varia misura, tutti e cinque i paesi offrono ai richiedenti la cui domanda è stata accolta la possibilità di cambiare identità dopo aver ottenuto la cittadinanza in quanto investitori. Ad Antigua e Barbuda e a Dominica ciò è consentito a partire da cinque anni dall'ottenimento della cittadinanza; a Grenada dopo un anno; a Saint Kitts e Nevis, non appena ottenuta la cittadinanza. In alcuni casi sono consentite anche modifiche multiple del nome (in base alle informazioni disponibili, solo Saint Kitts e Nevis limitano tale possibilità a una sola modifica).
Nel complesso i tempi di trattamento brevi, i costi bassi, l'elevato numero di domande e i bassi tassi di rigetto, nonché alcuni aspetti delle procedure di indagine di sicurezza sono elementi che suggeriscono che l'attuazione di tali programmi potrebbe comportare determinati rischi per la sicurezza degli Stati membri dell'UE. Il fatto che i richiedenti la cui domanda è stata accolta siano poi autorizzati a cambiare identità una volta ottenuta la nuova cittadinanza comporta ulteriori rischi potenziali per la sicurezza.
Mentre sono in corso consultazioni bilaterali, la Commissione continuerà a lavorare in stretta cooperazione con tali paesi terzi per trovare soluzioni a lungo termine una volta completata la sua valutazione. In tale contesto la Commissione convocherà i comitati misti di esperti istituiti dagli accordi bilaterali di esenzione dal visto, il cui scopo è monitorare l'attuazione degli accordi e risolvere le controversie derivanti dalla loro applicazione.
CONCLUSIONI
La Commissione ritiene che tutti gli otto paesi del vicinato dell'UE esaminati nell'ambito della presente relazione abbiano adottato misure per seguire alcune delle raccomandazioni da essa formulate nella quinta relazione nell'ambito del meccanismo di sospensione dell'esenzione dal visto. Per quanto riguarda la Georgia e l'Ucraina, i cui cittadini hanno ottenuto l'esenzione dall'obbligo del visto meno di sette anni fa e per le quali occorre tuttora riferire in merito al soddisfacimento dei parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti, la Commissione ritiene che i requisiti per la liberalizzazione continuino a essere soddisfatti. Tuttavia, tutti e otto i paesi devono adottare ulteriori misure per dare seguito alle raccomandazioni della Commissione.
Gli Stati membri giudicano complessivamente buona la cooperazione in materia di migrazione e sicurezza con tutti e otto i paesi. Diversi di questi paesi devono continuare ad affrontare il problema delle domande di asilo infondate, anche partecipando maggiormente all'EMPACT e continuando a organizzare campagne di informazione mirate. Tutti i paesi dovrebbero continuare a compiere progressi nell'allineamento della politica in materia di visti, per evitare il rischio che i cittadini di paesi terzi entrino nel loro territorio senza visto e proseguano irregolarmente il viaggio in direzione dell'UE. Occorre inoltre ulteriore impegno nella lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione.
La liberalizzazione dei visti costituisce una parte essenziale della cooperazione dell'UE con i paesi dei Balcani occidentali e del partenariato orientale in materia di migrazione, sicurezza e giustizia. Agevola la mobilità e i contatti interpersonali e può anche favorire riforme politiche cruciali in tali paesi. Questo processo continuerà a essere monitorato con attenzione, anche tramite le riunioni tra gli alti funzionari, le riunioni periodiche del sottocomitato per la giustizia, la libertà e la sicurezza e le discussioni tra l'UE e i paesi oggetto della presente relazione. Il monitoraggio delle questioni correlate ai parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti continuerà a essere esaminato nelle relazioni annuali della Commissione sull'allargamento.
La Commissione continuerà inoltre a monitorare tutti i paesi esenti dall'obbligo del visto che attuano programmi di cittadinanza per investitori e intensificherà il dialogo con tali paesi al fine di trovare soluzioni a lungo termine volte a prevenire eventuali elusioni della procedura dell'UE per i visti per soggiorni di breve durata e della valutazione approfondita dei singoli rischi migratori e per la sicurezza che essa comporta.
Infine, la Commissione continuerà ad attuare il nuovo approccio globale in materia di monitoraggio annunciato nella sua comunicazione del 30 maggio 2023, che riguarda tutti i paesi terzi esenti dall'obbligo del visto. Sulla base dei risultati di tale monitoraggio la Commissione, oltre ad adempiere ai suoi obblighi di comunicazione, continuerà a riferire sui paesi terzi esenti dall'obbligo del visto in relazione alle sfide migratorie e in materia di sicurezza.
Regolamento (UE) 2018/1806 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (GU L 303 del 28.11.2018, pag. 39).
COM(2017) 815 final (prima relazione); COM(2018) 856 final (seconda relazione); COM(2020) 325 final (terza relazione); COM(2021) 602 final (quarta relazione), COM(2022) 715 final/2 (quinta relazione).
Secondo l'elenco dell'allegato II del regolamento (UE) 2018/1806.
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul monitoraggio dei regimi di esenzione dal visto dell'UE, COM(2023) 297 final.
Riunione straordinaria del Consiglio europeo (9 febbraio 2023) – Conclusioni, https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-1-2023-INIT/it/pdf . Il Consiglio europeo ha rimarcato che "l'allineamento della politica in materia di visti da parte dei paesi vicini riveste carattere di urgenza ed è di fondamentale importanza per la gestione della migrazione e, se del caso, per il buon funzionamento e la sostenibilità complessivi dei regimi di esenzione dal visto" e ha sottolineato "l'opportunità di rafforzare il monitoraggio delle politiche in materia di visti dei paesi vicini".
COM(2023) 642.
L'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2018/1806 impone alla Commissione di riferire solo per un periodo di sette anni dalla data di entrata in vigore della liberalizzazione dei visti per i paesi terzi in questione; successivamente, la Commissione può continuare a riferire ogniqualvolta lo ritenga necessario, ovvero su richiesta del Parlamento europeo o del Consiglio.
https://home-affairs.ec.europa.eu/system/files/2022-12/Western%20Balkans_en.pdf
Dati operativi, Frontex, https://www.frontex.europa.eu/what-we-do/monitoring-and-risk-analysis/migratory-map/ .
L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (EUAA), l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust) e l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol).
Ai fini della presente relazione, con "Stati membri" si intendono gli Stati membri che applicano il regolamento (UE) 2018/1806 ("regolamento sui visti"), vale a dire tutti gli attuali Stati membri, eccetto l'Irlanda, nonché i paesi associati Schengen.
Mentre i parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti relativi alla migrazione sono limitati alle politiche migratorie dei paesi terzi interessati, la sezione relativa alle tendenze migratorie riguarda la migrazione irregolare negli Stati membri, i rifiuti di ingresso emanati dagli Stati membri e le domande di protezione internazionale presentate negli Stati membri dai cittadini dei paesi oggetto della presente relazione.
Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sui "Programmi di soggiorno e di cittadinanza per investitori nell'Unione europea", COM(2019) 12 final, pag. 25.
Allegato I del regolamento (UE) 2018/1806.
Nelle operazioni di rimpatrio mediante prelevamento, le autorità del paese di destinazione prelevano i rimpatriati dall'aeroporto di partenza. I mezzi di trasporto e gli agenti di scorta sono forniti dal paese terzo in questione.
Ai fini della presente relazione, il tasso di riconoscimento è calcolato quale percentuale delle decisioni positive di primo grado (comprese le domande di protezione ai sensi della Convenzione di Ginevra, protezione sussidiaria e protezione umanitaria) rispetto al numero totale di decisioni di primo grado. Per una definizione, cfr. https://home-affairs.ec.europa.eu/pages/glossary/recognition-rate-procedures-international-protection_it .
https://rm.coe.int/moneyval-2020-20-5th-round-mer-georgia/1680a03271
Raccomandazioni contenute nel parere N949/2019 della Commissione di Venezia, adottato il 24 giugno 2019 e in seguito il 30 settembre 2020 e il 1º aprile 2021.
Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea, ST/6846/2022/INIT (GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1).
https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6929-2023-INIT/en/pdf
Le cifre relative agli ingressi e alle uscite indicano il numero di movimenti transfrontalieri e non di singoli individui.
Per un quadro dettagliato della situazione, cfr. la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio "Protezione temporanea per le persone in fuga dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina: un anno dopo", COM(2023) 140 final.
https://albania.iom.int/sites/g/files/tmzbdl1401/files/inline-files/arise-all-project-brief.pdf
https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-8354-2023-INIT/it/pdf
https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-12896-2022-INIT/it/pdf
Relazione di screening sulla Macedonia del Nord, luglio 2023,
https://neighbourhood-enlargement.ec.europa.eu/system/files/2023-07/MK%20Cluster_1%20Draft%20screening%20report_external%20version.pdf
.
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A22020A0625%2801%29
Risoluzione del Parlamento europeo, del 9 marzo 2022, recante proposte all'indirizzo della Commissione concernenti i programmi per la concessione della cittadinanza e del soggiorno in cambio di investimenti (2021/2026(INL)).
Proposta di decisione del Consiglio sulla sospensione parziale dell'applicazione dell'accordo di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata tra l'Unione europea e la Repubblica di Vanuatu, COM(2022) 6 final.
Decisione (UE) 2022/366 del Consiglio, del 3 marzo 2022, sulla sospensione parziale dell'applicazione dell'accordo di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata tra l'Unione europea e la Repubblica di Vanuatu.
Proposta di decisione del Consiglio sulla sospensione totale dell'applicazione dell'accordo di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata tra l'Unione europea e la Repubblica di Vanuatu, COM(2022) 531 final.
Decisione (UE) 2022/2198 del Consiglio, dell'8 novembre 2022, sulla sospensione totale dell'applicazione dell'accordo di esenzione dal visto per soggiorni di breve durata tra l'Unione europea e la Repubblica di Vanuatu.
Regolamento delegato (UE) 2023/222 della Commissione, del 1º dicembre 2022, sulla sospensione temporanea dell'esenzione dall'obbligo del visto per tutti i cittadini di Vanuatu.
Articolo 8, paragrafo 6, lettera a), del regolamento (UE) 2018/1806.