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Document 52022IR4320

Parere del Comitato europeo delle regioni sul tema «Obiettivi e strumenti per un’Europa rurale intelligente»

COR 2022/04320

GU C 188 del 30.5.2023, pp. 14–18 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

30.5.2023   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 188/14


Parere del Comitato europeo delle regioni sul tema «Obiettivi e strumenti per un’Europa rurale intelligente»

(2023/C 188/04)

Relatore:

Radim SRŠEŇ (CZ/PPE), sindaco di Dolní Studénky

RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI (CdR)

Le sfide da affrontare

1.

rinnova il suo appoggio alla visione a lungo termine per le zone rurali dell’UE 2040 (di seguito «visione a lungo termine per le zone rurali») (1), che sosterrà la coesione territoriale e creerà nuove opportunità per attrarre imprese innovative, consentire l’accesso a posti di lavoro di qualità, promuovere nuove e migliori competenze, garantire migliori infrastrutture e servizi e rafforzare il ruolo dell’agricoltura sostenibile e delle attività economiche diversificate;

2.

ritiene che conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050 attraverso il Green Deal europeo sia essenziale per accrescere la prosperità della società europea, preservando buone condizioni di vita nell’UE e sostenendo l’innovazione che porterà al conseguimento di tale obiettivo e garantirà la competitività dell’UE su scala mondiale;

3.

riconosce che la pandemia di COVID-19 e l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina hanno dimostrato quanto sia necessaria la resilienza a tutti i livelli all’interno dell’UE — da parte dei comuni, delle città, delle regioni e degli Stati membri;

4.

ritiene che l’attuazione di una serie di strategie e politiche settoriali e trasversali (2) che coniughino la transizione verde e quella digitale nel nuovo contesto geopolitico (3) sia fondamentale per realizzare i principali obiettivi europei;

5.

è convinto, nello spirito della dichiarazione di Lednice (4), che l’insieme di questi piani, attività e misure di sostegno possa portare a un obiettivo comune solo se è affrontato in maniera globale e se è attuato a beneficio di tutti i residenti dell’UE e dell’intero territorio dell’Unione utilizzando tutti i fondi, le politiche e gli strumenti europei disponibili;

6.

è altresì convinto che le zone rurali debbano essere considerate uno spazio senza il quale è impossibile realizzare uno sviluppo sostenibile a lungo termine dell’UE secondo gli obiettivi summenzionati;

7.

sottolinea che il concetto di «piccoli comuni intelligenti» costituisce una politica innovativa dell’UE e uno strumento di sviluppo rurale in grado di contribuire alla ripresa rurale, la quale è l’obiettivo fondamentale della visione a lungo termine per le zone rurali.

La situazione attuale è indice della nostra vulnerabilità

8.

ravvisa la vulnerabilità dell’UE in tutti e tre i pilastri dello sviluppo sostenibile: la società, l’ambiente e l’economia;

9.

evidenzia che le zone rurali rappresentano l’80 % del territorio dell’UE e ospitano il 30 % della popolazione dell’Unione;

10.

riconosce le differenze esistenti sul piano delle condizioni di vita tra le zone rurali e quelle urbane;

11.

percepisce i rischi derivanti dalla potenziale mancanza di energia da fonti non europee, dall’elevata erosione del suolo in diversi paesi dell’UE e dalla possibile carenza d’acqua;

12.

sottolinea la necessità di adattare il territorio dell’UE ai cambiamenti climatici, di preservare la biodiversità e di garantire un maggiore utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili;

13.

evidenzia che molte di queste sfide fondamentali che l’UE deve affrontare non possono essere risolte se non con un adeguato sostegno alle zone rurali, sostegno che rimane ancora insufficiente;

14.

esprime preoccupazione per lo scarso accesso alla digitalizzazione e per le carenze di infrastrutture e servizi: fattori, questi, che limitano lo sviluppo economico delle zone rurali. Per preservare la vitalità dello spazio rurale è indispensabile garantire le condizioni necessarie per svolgere il telelavoro e per consentire alle imprese di stabilirsi e operare su un piano di parità con quelle delle aree urbane. Una connettività stabile e di qualità elevata costituisce un prerequisito affinché le imprese ad alta tecnologia, quelle ad alta intensità di dati e l’industria manifatturiera possano operare nelle zone scarsamente popolate. Attualmente vi sono notevoli disparità nell’accesso a Internet, poiché le zone rurali e scarsamente popolate sono molto indietro rispetto agli agglomerati urbani e alle città. Per i comuni e le regioni è estremamente importante poter erogare servizi di welfare tramite le reti a banda larga o le reti mobili, e ciò richiede una migliore copertura della rete e velocità di trasmissione più elevate. Nei comuni privi di connettività, gli abitanti sono esposti al rischio di esclusione digitale;

15.

ricorda che il mercato del lavoro sta cambiando radicalmente a causa della digitalizzazione e che nel 2040 il 40 % della popolazione dell’UE in età lavorativa sarà in possesso di un livello di istruzione superiore (5), con la prevalenza delle generazioni «digitali» Y e Z sul mercato del lavoro;

16.

è convinto che gli esempi di attuazione del concetto di «piccoli comuni intelligenti» dimostrino l’importanza di questo nuovo strumento di cambiamento per un approccio globale nei confronti dei cittadini e del territorio (6), che colleghi i comuni, le città e le regioni intelligenti in un’UE intelligente.

Invito ad agire

17.

è convinto che la prosperità dell’UE dipenda dalla qualità di tutto il suo territorio e dalla creazione di condizioni comparabili per la vita dei suoi cittadini di qualsiasi fascia di età, livello di istruzione e status sociale in ogni parte dell’UE;

18.

sollecita pertanto la Commissione europea e i colegislatori ad adottare una visione globale dello sviluppo dell’UE in cui si riconosca che lo sviluppo delle zone rurali è fondamentale per tutti i cittadini dell’UE;

19.

invita le istituzioni dell’UE, gli Stati membri e le regioni a sfruttare appieno il potenziale del concetto di «piccoli comuni intelligenti» quale nuovo strumento innovativo per la politica europea e per lo sviluppo delle zone rurali; le trasformazioni digitali e tecnologiche creano nuove sfide e opportunità anche per migliorare la qualità della vita e i servizi nelle zone rurali. Tali trasformazioni generano nuove opportunità per un’economia rurale diversificata e l’accesso al mercato del lavoro. Esse possono pertanto contribuire ad affrontare le attuali sfide demografiche, a trattenere i giovani nei territori rurali e a invertire le tendenze allo spopolamento e alla fuga di cervelli;

20.

chiede un maggiore sostegno alle zone rurali a livello europeo e degli Stati membri al fine di consentire lo sviluppo di piccoli comuni intelligenti e di collegamenti funzionanti tra le zone urbane e quelle rurali — con particolare riferimento ai territori rurali montani, frontalieri, remoti, a rischio sul piano economico, sociale e demografico, come pure alle isole, da considerarsi tutti particolarmente vulnerabili —, in cui le condizioni di vita siano il più possibile paragonabili a quelle delle zone urbane, e le zone rurali siano considerate un territorio culturale gestito da piccoli comuni intelligenti con un’economia diversificata, di cui una parte integrante e non trascurabile è costituta dall’agricoltura;

21.

insiste sul fatto che tutte le politiche dell’UE dovrebbero promuovere l’attrattiva di questi territori e proteggere la qualità della vita degli abitanti e la popolazione rurale, garantendo parità di accesso ai servizi e alle opportunità di base. Ciò riguarda non solo la politica di coesione, ma anche le politiche dell’UE in materia di agricoltura, mercato unico, concorrenza, ambiente ed energia, e occorrerà tenere conto delle mutevoli possibilità tecnologiche e dei cambiamenti nella società, innescati dagli sforzi volti a conseguire obiettivi paneuropei;

22.

suggerisce di applicare i seguenti sette principi nella creazione di piccoli comuni intelligenti:

il principio del cambiamento di direzione, in cui l’evoluzione degli strumenti tecnologici consente alle persone di lavorare a distanza da casa o dalla loro comunità e di accedere ai servizi direttamente a domicilio,

il principio delle distanze brevi, che porta alla produzione e al consumo locali, secondo il principio delle tre E (7),

il principio di resilienza delle persone e delle comunità, dell’economia locale e dell’ambiente,

il principio di un’unica soluzione con diversi effetti equivalenti, ossia di un approccio globale,

il principio di cooperazione per trovare soluzioni efficaci, collegando i comuni al fine di risolvere questioni di interesse condiviso, a prescindere dai confini amministrativi delle regioni,

il principio di coesione e complementarità, in base al quale i piccoli comuni e le città intelligenti nelle regioni intelligenti vengono sviluppati grazie alla cooperazione sul territorio, sia orizzontalmente che verticalmente, le opportunità sono paritarie e le tensioni sono ridotte,

il principio del processo decisionale «sulla base di dati concreti», fondato su dati aperti e sulla trasparenza delle procedure, in cui i dati generati con il sostegno di fonti pubbliche sono a disposizione della pubblica amministrazione, dei cittadini e degli imprenditori nell’interesse di nuove soluzioni per lo sviluppo di buone condizioni per la vita dei cittadini, per le comunità e per le imprese;

23.

ritiene che tale approccio richiederà una serie di nuove soluzioni, adattate alle diverse regioni e zone rurali specifiche, il che implica anche un sostegno significativo all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo a livello sia europeo che di Stati membri;

24.

sottolinea l’importanza di fornire servizi a tutti i cittadini in ogni territorio dell’UE entro un termine da stabilire sulla base delle caratteristiche delle singole zone rurali. In un ambiente rurale «intelligente» in evoluzione sarà necessario sostenere l’attività di ricerca e sviluppo in tutti i settori della vita;

25.

chiede che le infrastrutture siano costruite conformemente a tale criterio, tenendo conto del fatto che lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto stradale e ferroviario è importante quanto lo sviluppo delle reti 5G e delle relative infrastrutture digitali;

26.

esorta a sostenere le zone rurali in maniera intensiva al fine di realizzare il programma strategico per il 2030 «Percorso per il decennio digitale» (8), in particolare rafforzando le competenze digitali e l’istruzione, le infrastrutture digitali sicure e sostenibili, la trasformazione digitale delle imprese e la digitalizzazione dei servizi pubblici. Accoglie con favore l’inclusione delle zone rurali nella dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale (9);

27.

sottolinea la necessità di prevenire la comparsa di comunità e località escluse sul piano digitale, in modo da non aggravare le differenze nella società;

28.

chiede che siano utilizzate tutte le fonti rinnovabili di energia realisticamente disponibili e potenzialmente esistenti sul territorio e che siano sostenuti in misura consistente la produzione e il consumo di energia a livello locale (sviluppo della figura di «produttore-consumatore»);

29.

esorta a sostenere la costruzione e la ristrutturazione di alloggi efficienti sotto il profilo energetico nelle zone rurali, al fine di creare buone condizioni per i residenti già presenti e per l’arrivo di nuovi abitanti;

30.

chiede che siano migliorate le condizioni per lo sviluppo di piccole e medie imprese diversificate e che le start-up diventino una componente naturale dello sviluppo dei comuni intelligenti nelle zone rurali;

31.

considera l’iniziativa dei piccoli comuni start-up come una parte importante dello sviluppo del pilastro economico dei piccoli comuni intelligenti;

32.

sottolinea che l’attuazione di strategie di specializzazione intelligente è ugualmente importante per l’innovazione in tutta l’UE, e quindi anche nelle zone rurali;

33.

esorta a sviluppare la «buona governance», compresa la pubblica amministrazione digitale, in modo da consentire a coloro che risiedono nelle zone rurali di accedere a distanza ai servizi comunali, regionali e statali. Tale evoluzione deve essere accompagnata da una semplificazione amministrativa;

34.

chiede di rendere l’istruzione accessibile a tutte le fasce di età, sia fisicamente in loco che attraverso l’accesso a distanza, nonché di sviluppare centri comunitari per l’erogazione di una serie di servizi, dalle biblioteche all’assistenza sociale;

35.

esorta a garantire un’assistenza sanitaria e sociale di qualità, decentrata, interconnessa e organizzata in modo che le persone possano vivere nella propria casa per tutta la vita;

36.

rileva che è assai utile sviluppare le potenzialità della telemedicina e in generale della sanità elettronica, nonché di nuovi settori (per esempio la realtà virtuale) capaci di contribuire in diversi ambiti, dall’istruzione professionale all’assistenza sociale;

37.

chiede un sistema di soccorso integrato che funzioni non solo all’interno dei singoli Stati membri, ma anche al di là dei confini attraverso la cooperazione reciproca, soprattutto nelle zone frontaliere, consentendo così di rispondere con rapidità alle emergenze;

38.

esorta a sostenere lo sviluppo di un’agricoltura moderna e della bioeconomia (nelle zone costiere dell’economia blu), nonché la gestione responsabile delle materie prime e dei materiali nello spirito dell’economia circolare. È convinto che l’agroforestazione, l’agricoltura intelligente, l’acquaponica e altri settori e pratiche agevoleranno il lavoro di coloro che operano nell’agricoltura, accresceranno l’autosufficienza alimentare dell’Europa e contribuiranno a combattere l’erosione;

39.

chiede che si tenga conto del previsto aumento del numero di persone che svolgono lavori qualificati indipendentemente dal luogo in cui si trovano (per esempio, coloro che lavorano nei settori creativi) e che scelgono di risiedere nelle zone rurali;

40.

chiede di sostenere le nuove soluzioni nel settore tenendo presente che il nuovo Bauhaus europeo non si applica soltanto alle città, ma anche alla creazione di un paesaggio la cui diversità sia tenuta in considerazione, ricordando che la biodiversità è un valore da preservare e sviluppare;

41.

esorta a tener conto, sul piano finanziario, del fatto che la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità e della qualità delle foreste dipendono principalmente dallo sviluppo intelligente delle zone rurali. Richiama l’attenzione sul potenziale del trattamento decentrato delle acque nei piccoli comuni per migliorare la ritenzione idrica dei suoli;

42.

esorta a creare condizioni atte a favorire la mobilità attiva (infrastrutture per il trasporto non motorizzato) per consentire il rafforzamento dello stile di vita sano dei residenti locali e l’ulteriore sviluppo del turismo sostenibile;

43.

evidenzia il contributo fondamentale che la mobilità pulita autonoma apporta allo sviluppo dei piccoli comuni intelligenti;

44.

chiede di garantire che il sostegno al lavoro comunitario sia concepito in modo tale da proteggere le categorie vulnerabili della popolazione, in particolare le donne. L’assistenza sociale favorisce il miglioramento delle condizioni di vita dei gruppi emarginati delle zone rurali e il miglioramento delle prospettive di vita dei bambini e dei giovani delle comunità escluse;

45.

sottolinea che il concetto di «piccoli comuni intelligenti» dovrebbe diventare parte integrante della politica di sviluppo regionale e dovrebbe creare sinergie con gli strumenti esistenti, per esempio Leader/CLLD. Nella programmazione di queste azioni, i governi e le istituzioni a tutti i livelli dovrebbero includere i gruppi di azione locale (GAL) in modo più globale. I piccoli comuni intelligenti, che potrebbero essere gestiti dai GAL, hanno il potenziale per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale;

46.

è convinto che, sostenendo lo sviluppo delle zone rurali con le misure di cui sopra, si otterrà un significativo aumento della resilienza dell’Europa, si migliorerà la qualità della vita non solo in queste zone ma anche nelle città grazie ai cambiamenti realizzati nelle zone rurali, si rafforzerà la competitività dell’UE, si migliorerà la qualità dell’ambiente e si accrescerà la coesione sociale;

47.

sottolinea che l’entità delle sfide richiede una forte concentrazione delle risorse finanziarie e di tutte le attività nelle zone rurali e per lo sviluppo dei collegamenti tra le zone urbane e quelle rurali; ritiene necessario collegare gli strumenti di sviluppo, ridurne la frammentazione e rafforzare le sinergie tra Leader/CLLD, le iniziative dei piccoli comuni intelligenti e i GAL, finanziati in modo multiplo attraverso tutti i fondi europei, in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, i piani della PAC o le risorse di NextGenerationEU. Tutti questi strumenti sono essenziali per promuovere uno sviluppo coeso delle zone rurali;

48.

chiede una graduale modifica dei criteri per la distribuzione del sostegno da fonti UE, in modo da tenere conto della quota di territorio delle zone rurali dell’UE e del numero di comuni in esse presenti;

49.

chiede che la politica di coesione per il periodo successivo al 2027 preveda un orientamento regionale e una destinazione specifici a livello UE per le zone rurali, con una soglia minima di intensità di aiuto negli accordi di partenariato. Nella prospettiva della verifica dell’impatto sulle zone rurali («verifica rurale») e conformemente al principio «non nuocere alla coesione», tale approccio dovrebbe essere applicato anche ad altri interventi a valere sul bilancio dell’UE che presentino una dimensione territoriale, compresi eventuali strumenti che potrebbero subentrare a NextGenerationEU.

Sistema di monitoraggio

50.

accoglie con favore l’istituzione dell’Osservatorio rurale per la creazione di indicatori di monitoraggio dello sviluppo delle zone rurali, considerando che è essenziale disporre di dati a livello almeno di NUTS3 in tutti i paesi dell’UE. Sottolinea l’importanza che gli Stati membri forniscano tali dati annualmente in un formato aperto, accessibile al pubblico, e in particolare alla comunità scientifica;

51.

richiama l’attenzione sull’urgenza di spingersi oltre la nuova Agenda territoriale 2030 e la visione a lungo termine per le zone rurali in modo da mettere in atto una nuova agenda rurale europea in grado di mobilitare indicatori specifici che consentano di verificare l’impiego dei fondi strutturali nelle regioni di cui all’articolo 174. Gli indicatori dovrebbero essere stabiliti sia come indicatori di base per l’intero territorio delle zone rurali, per esempio nel settore delle infrastrutture digitali, sia come indicatori specifici, tenendo conto della situazione concreta dei singoli territori — con dati specifici relativi alle regioni di montagna, alle isole, alle zone rurali, a quelle in declino demografico e industriale ecc. Tali indicatori dovrebbero essere definiti a livello subregionale (NUTS3 e UAL/LAU), laddove si riscontrano le maggiori disparità di sviluppo, e dovrebbero essere utilizzati per la verifica rurale di tutte le politiche dell’Unione;

52.

invita la Commissione a includere proposte di obiettivi e di indicatori nella sua relazione di valutazione sull’attuazione della visione a lungo termine per le zone rurali. La invita altresì a proporre modalità per integrare tali obiettivi nei sistemi di monitoraggio UE esistenti (per esempio il semestre europeo);

53.

esorta gli Stati membri e le regioni a cooperare alla creazione e all’applicazione di tali indicatori per misurare i cambiamenti in atto nelle zone rurali;

54.

riconosce le possibilità offerte dalla raccolta sistematica e continua di dati, per esempio attraverso i satelliti, e ne chiede un utilizzo appropriato;

55.

è consapevole che la qualità della vita non può essere valutata solo sul piano quantitativo; raccomanda pertanto che l’UE sostenga progetti di ricerca che portino alla creazione di altri indicatori, in particolare qualitativi, e di metodi che permettano di analizzare lo stato e le dinamiche di sviluppo delle zone rurali, in modo da offrire una visione globale di tale sviluppo e sostenere gli interventi più efficaci ai fini dell’ulteriore sviluppo del territorio e della società dell’UE.

Bruxelles, 15 marzo 2023

Il presidente del Comitato europeo delle regioni

Vasco ALVES CORDEIRO


(1)  COM(2021) 345 final.

(2)  Per esempio, l’8o piano d’azione per l’ambiente, il piano d’azione per l’inquinamento zero, la strategia sulla biodiversità fino al 2030, REPowerEU, la bussola per il digitale 2030, il programma strategico per il 2030 Percorso per il decennio digitale.

(3)  COM(2022) 289 final.

(4)  https://memportal.cor.europa.eu/Handlers/ViewDoc.ashx?doc=COR-2022-05357-00-00-DECL-TRA-IT.docx

(5)  Lutz, W., Goujon, A., Kc, S., Stonawski, M. e Stilianakis, N., Demographic and Human Capital Scenarios for the 21st Century: 2018 assessment for 201 countries [Scenari demografici e del capitale umano per il XXI secolo: valutazione 2018 relativa a 201 paesi], EUR 29113 EN, Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, Lussemburgo, 2018, ISBN 978-92-79-78024-0 (online), JRC111148.

(6)  Cfr. gli esempi di buone pratiche presentati al convegno sul tema Regione innovativa — Opportunità e sfide, svoltosi a Jeseník nel 2022 nel quadro della presidenza ceca del Consiglio europeo: https://mmr.cz/en/microsites/pres/akce/cz-pres-konference-inovativni-region-prilezitosti.

(7)  Economicità, efficienza, efficacia.

(8)  COM(2021) 574 final.

(9)  https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/library/european-declaration-digital-rights-and-principles


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