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Document 52022DC0619

Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2022 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Lettonia

COM/2022/619 final

Bruxelles, 23.5.2022

COM(2022) 619 final

Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sul programma nazionale di riforma 2022 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Lettonia

{SWD(2022) 619 final} - {SWD(2022) 640 final}


Raccomandazione di

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

sul programma nazionale di riforma 2022 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Lettonia

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche 1 , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l'occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio 2 che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza è entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza fornisce sostegno finanziario per l'attuazione di riforme e investimenti, con uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. Contribuisce alla ripresa economica e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e propizi per la crescita, volti in particolare a promuovere la transizione verde e digitale, e rafforza la resilienza e la crescita potenziale delle economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a promuovere finanze pubbliche sostenibili e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza [è stato] aggiornato il [XX] giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.

(2)Il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2022. Ha tenuto debito conto del rinnovato impegno comune del vertice sociale di Porto del maggio 2021 a proseguire l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 25 marzo 2022 il Consiglio europeo ha approvato le priorità dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. Sempre il 24 novembre 2021 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, che non annoverava la Lettonia tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito 3 . Lo stesso giorno ha adottato anche una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio relativa alla politica economica della zona euro, che il Consiglio ha adottato il 5 aprile 2022, e la proposta di relazione comune sull'occupazione 2022 che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, che il Consiglio ha adottato il 14 marzo 2022.

(3)L'invasione russa dell'Ucraina, di poco successiva alla pandemia mondiale, ha sensibilmente modificato il contesto geopolitico ed economico. L'impatto dell'invasione sulle economie degli Stati membri si è manifestato ad esempio con l'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari e prospettive di crescita più deboli. L'aumento dei prezzi dell'energia grava in particolare sulle famiglie più vulnerabili che si trovano o rischiano di cadere in condizioni di povertà energetica. L'UE sta inoltre registrando un afflusso senza precedenti di persone in fuga dall'Ucraina. In questo contesto il 4 marzo 2022 è stata attivata per la prima volta la direttiva sulla protezione temporanea 4 , che riconosce agli sfollati ucraini il diritto di soggiornare legalmente nell'UE e dà loro accesso all'istruzione e alla formazione, al mercato del lavoro, all'assistenza sanitaria, agli alloggi e all'assistenza sociale.

(4)Tenuto conto dei rapidi mutamenti della situazione economica e geopolitica, il semestre europeo riprende il suo ampio coordinamento delle politiche economiche e occupazionali nel 2022, seguendo nel contempo un'evoluzione in linea con i requisiti di applicazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, come indicato nell'analisi annuale della crescita sostenibile 2022. L'attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza adottati è fondamentale per il conseguimento delle priorità politiche del semestre europeo; i piani infatti affrontano la totalità o un sottoinsieme significativo delle raccomandazioni specifiche per paese formulate nei cicli 2019 e 2020. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019 e 2020 sono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241, e si aggiungono alle eventuali raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di presentazione del piano modificato.

(5)La clausola di salvaguardia generale è attiva dal marzo 2020 5 . Nella comunicazione del 3 marzo 2021 6 , la Commissione ha ritenuto che la decisione sulla disattivazione o sul mantenimento della clausola di salvaguardia generale dovrebbe essere presa nel quadro di una valutazione globale dello stato dell'economia, prendendo come criterio quantitativo principale il livello di attività economica nell'UE o nella zona euro rispetto ai livelli precedenti la crisi (fine 2019). L'accresciuta incertezza e i forti rischi di revisione al ribasso delle prospettive economiche nel contesto della guerra in Europa, i rincari dell'energia senza precedenti e il protrarsi di turbative nelle catene di approvvigionamento giustificano il mantenimento della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita per tutto il 2023.

(6)Seguendo l'approccio indicato nel parere del Consiglio del 18 giugno 2021 sul programma di stabilità 2021, la misura migliore per valutare l'orientamento della politica di bilancio è attualmente la variazione, in relazione alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi COVID‑19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'Unione 7 . Oltre all'orientamento generale della politica di bilancio, al fine di valutare se la politica di bilancio nazionale sia prudente e la sua composizione favorevole a una ripresa sostenibile in linea con la transizione verde e digitale, è dedicata particolare attenzione anche all'evoluzione della spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate ed escluse le misure di emergenza temporanee connesse alla crisi COVID‑19) e degli investimenti finanziati a livello nazionale 8 .

(7)Il 2 marzo 2022 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti generali per la politica di bilancio nel 2023, con l'obiettivo di sostenere la preparazione dei programmi di stabilità e convergenza degli Stati membri e rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche 9 . Pur restando pronta a reagire all'evoluzione della situazione economica, sulla base delle prospettive macroeconomiche risultanti dalle previsioni d'inverno 2022 la Commissione ha osservato che la transizione da una politica di bilancio aggregata di sostegno nel 2020‑2022 a una politica di bilancio aggregata sostanzialmente neutra nel 2023 sarebbe appropriata e ha annunciato che è opportuno continuare a differenziare le raccomandazioni di bilancio per il 2023 tra i vari Stati membri e tenere conto di eventuali effetti di ricaduta transfrontalieri. La Commissione ha invitato gli Stati membri a integrare gli orientamenti nei rispettivi programmi di stabilità e convergenza e si è impegnata a monitorare attentamente l'evoluzione delle prospettive economiche e ad aggiornare secondo le necessità gli orientamenti politici al più tardi nel quadro del pacchetto di primavera del semestre di fine di maggio 2022.

(8)A fronte degli orientamenti di bilancio forniti il 2 marzo 2022, le raccomandazioni in materia di bilancio per il 2023 tengono conto del peggioramento delle prospettive economiche, dell'accresciuta incertezza e di ulteriori rischi di revisione al ribasso, nonché dell'inflazione più elevata rispetto a quanto prospettato nelle previsioni d'inverno. Alla luce di tali considerazioni, la risposta di bilancio deve aumentare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e la sicurezza energetica e sostenere il potere d'acquisto delle famiglie più vulnerabili in modo da attenuare le ripercussioni dell'impennata dei prezzi dell'energia e contribuire a limitare le pressioni inflazionistiche derivanti dagli effetti di secondo impatto attraverso misure mirate e temporanee; la politica di bilancio deve rimanere agile per adeguarsi al rapido evolvere delle circostanze e differenziarsi tra i vari paesi in funzione della loro situazione economica e di bilancio, anche per quanto riguarda l'esposizione alla crisi e l'afflusso di sfollati dall'Ucraina.

(9)Il 30 aprile 2021 la Lettonia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 13 luglio 2021 il Consiglio ha adottato la decisione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia 10 . L'erogazione delle rate è subordinata a una decisione della Commissione adottata a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Lettonia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non sia stato annullato il conseguimento di traguardi e obiettivi precedenti.

(10)Il 22 aprile 2022 la Lettonia ha presentato il programma nazionale di riforma 2022 e il 26 aprile 2022 il programma di stabilità 2022, in linea il termine stabilito all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformità dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2022 rispecchia anche la relazione semestrale della Lettonia in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.

(11)La Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2022 relativa alla Lettonia 11 il 23 maggio 2022. Ha valutato i progressi compiuti dalla Lettonia nel dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel 2019, nel 2020 e nel 2021 e ha fatto il punto sull'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza da parte della Lettonia, basandosi sul quadro di valutazione della ripresa e della resilienza. Sulla scorta di questa analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti, tra cui quelle derivanti dall'invasione russa dell'Ucraina. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Lettonia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'UE in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

(12)Il 23 maggio 2022 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, TFUE. La relazione esamina la situazione di bilancio della Lettonia, poiché nel 2021 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche superava il valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato. La relazione conclude che il criterio del disavanzo non è soddisfatto. In linea con la comunicazione del 2 marzo 2022, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2022 e valuterà nuovamente l'opportunità di proporre l'apertura di tali procedure nell'autunno del 2022.

(13)Il 20 luglio 2020 il Consiglio ha raccomandato alla Lettonia di attuare nel 2020 e nel 2021, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa. Ha inoltre raccomandato alla Lettonia, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, migliorando nel contempo gli investimenti. Nel 2021, sulla base dei dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Lettonia è salito dal 4,5 % del PIL nel 2020 al 7,3 % nel 2021. La risposta della politica di bilancio della Lettonia ha sostenuto la ripresa economica nel 2021, mentre le misure temporanee di sostegno di emergenza sono salite dal 2,8 % del PIL nel 2020 al 5,2 % nel 2021. Nel 2021 la Lettonia ha adottato misure in linea con la raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020. Nel 2020 e nel 2021 il governo ha adottato misure di bilancio discrezionali per lo più temporanee o accompagnate da misure di compensazione, anche se alcune di esse, consistenti principalmente nella riduzione dell'aliquota dei contributi previdenziali, nell'aumento della soglia per l'esenzione dall'imposta sul reddito delle persone fisiche, nell'aumento delle retribuzioni del personale medico e degli insegnanti e nell'aumento delle prestazioni sociali minime, non avevano carattere temporaneo né erano accompagnate da misure di compensazione. Sulla base dei dati convalidati da Eurostat, nel 2021 il debito delle amministrazioni pubbliche si è attestato al 44,8 % del PIL.

(14)Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilità 2022 è realistico per il 2022 e prudente negli anni successivi. Il governo prevede una crescita del PIL reale del 2,1 % nel 2022 e del 2,5 % nel 2023. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano una crescita analoga del PIL reale pari al 2,0 % nel 2022 e una crescita leggermente superiore pari al 2,9 % nel 2023, principalmente a causa delle prospettive più positive per i consumi privati e le esportazioni. Nel programma di stabilità 2022 il governo prevede che il disavanzo nominale scenda al 6,5 % del PIL nel 2022 e al 2,8 % nel 2023. L'ampio disavanzo registrato nel 2022 riflette principalmente le misure incluse nel bilancio 2022, in particolare un aumento dell'esenzione dall'imposta sul reddito, un consistente pacchetto di investimenti e un aumento dei salari per i dipendenti del settore sanitario, interno e dell'istruzione. Inoltre un ampio sostegno pubblico alle famiglie e alle imprese per attenuare l'aumento dei prezzi dell'energia, nonché il previsto rallentamento della crescita del gettito fiscale a causa dell'impatto negativo sull'economia dell'invasione russa dell'Ucraina, manterranno il disavanzo elevato nonostante il sostegno all'economia fornito a seguito della COVID‑19 sia notevolmente inferiore nel 2022 rispetto al 2021. Secondo il programma di stabilità il rapporto debito pubblico/PIL è destinato a salire al 45,7 % nel 2022 per poi scendere al 45,2 % nel 2023. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico per il 2022 e il 2023 pari rispettivamente al 7,2 % e al 3,0 % del PIL, superiore al disavanzo previsto nel programma di stabilità 2022 principalmente a causa delle misure politiche supplementari incluse nelle previsioni della Commissione, in particolare la creazione di riserve nazionali per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico conformemente alle recenti modifiche della legge sull'energia (impatto di bilancio stimato pari allo 0,6 % del PIL nel 2022). La creazione delle riserve è stata annunciata in modo credibile, ma non era nota al momento della preparazione del programma di stabilità. Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL pari al 47,0 % nel 2022 e al 46,5 % nel 2023, superiore alla proiezione del programma di stabilità. La differenza è dovuta a una proiezione più elevata per il disavanzo e a una previsione più bassa per il PIL nominale.

Secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) è stimata al 2,3 %. Tale stima non comprende però l'impatto delle riforme inserite nel piano per la ripresa e la resilienza, che possono dare impulso alla crescita potenziale della Lettonia.

(15)Nel 2022 il governo ha gradualmente eliminato la maggior parte delle misure adottate in risposta alla crisi COVID‑19, cosicché le misure temporanee di sostegno connesse all'emergenza sono destinate a passare dal 5,2 % del PIL nel 2021 allo 0,8 % nel 2022. Il disavanzo pubblico risente delle misure adottate per contrastare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia, che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, sono stimate allo 0,9 % del PIL nel 2022 e dovrebbero essere azzerate nel 2023 12 . Tali misure consistono principalmente in massimali di prezzo sui prezzi dell'energia per le famiglie e gli imprenditori, nella piena copertura di alcune sottocomponenti della tariffa elettrica da parte dello Stato e nel sostegno a particolari gruppi sociali e alle famiglie più povere. Tali misure sono state presentate come temporanee ma, nel caso in cui i prezzi dell'energia restassero elevati anche nel 2023, alcune di esse potrebbero essere prorogate. Alcune di queste misure non sono mirate, in particolare i massimali di prezzo generali sui prezzi dell'energia. Il disavanzo pubblico risente anche dei costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, che, secondo le previsioni di primavera 2022 della Commissione, si attestano allo 0,3 % del PIL nel 2022 e allo 0,5 % del PIL nel 2023 13 , nonché dell'aumento della spesa per la difesa pari allo 0,1 % del PIL nel 2022 e allo 0,3 % del PIL nel 2023.

(16)Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Lettonia 14 mantenga un orientamento della politica di bilancio favorevole, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, e preservi gli investimenti finanziati a livello nazionale. Il Consiglio ha inoltre raccomandato alla Lettonia di tenere sotto controllo l'aumento della spesa corrente finanziata a livello nazionale e, quando le condizioni economiche lo consentano, di perseguire una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio prudenti e sostenibilità a medio termine, incrementando nel contempo gli investimenti per stimolare il potenziale di crescita.

(17)Nel 2022, sulla base delle previsioni di primavera 2022 della Commissione e includendo le informazioni contenute nel programma di stabilità 2022 della Lettonia, l'orientamento della politica di bilancio sarà di sostegno all'economia, pari a -3,3 % del PIL, come raccomandato dal Consiglio 15 . La Lettonia prevede di continuare a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza per finanziare ulteriori investimenti, come raccomandato dal Consiglio. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attività economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'UE aumenterà dello 0,8 % del PIL rispetto al 2021. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo espansivo alla politica di bilancio pari a 0,3 punti percentuali nel 2022 16 . La Lettonia prevede pertanto di preservare gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo, si prevede che nel 2022 la crescita della spesa corrente primaria finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porterà all'orientamento generale della politica di bilancio un contributo espansivo pari a 1,5 punti percentuali. Questo significativo contributo espansivo comprende gli effetti supplementari delle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia (0,8 % del PIL), nonché i costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,3 % del PIL). La Lettonia mantiene sostanzialmente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale nel 2022, in quanto il significativo contributo espansivo della spesa corrente finanziata a livello nazionale nel 2022 è dovuto principalmente alle misure volte ad affrontare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia, nonché ai costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina.

(18)Le previsioni di primavera 2022 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento di bilancio che si attesta a +3,2 % del PIL nell'ipotesi di politiche invariate 17 . Si prevede che nel 2023 la Lettonia continuerà ad avvalersi le sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza per finanziare ulteriori investimenti a sostegno della ripresa. Secondo le proiezioni il contributo positivo all'attività economica della spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'UE aumenterà di 0,9 punti percentuali di PIL rispetto al 2022. Le previsioni indicano che gli investimenti finanziati a livello nazionale porteranno un contributo restrittivo alla politica di bilancio pari a 0,8 punti percentuali nel 2023 18 . Allo stesso tempo, si prevede che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure in materia di entrate) porterà all'orientamento generale della politica di bilancio un contributo restrittivo pari a 2,7 punti percentuali, che comprende l'impatto della graduale eliminazione delle misure volte a far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia (0,9 % del PIL), nonché i costi supplementari per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (0,1 % del PIL).

(19)Secondo il programma di stabilità 2022, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche scenderà gradualmente al 2,3 % del PIL nel 2024 e all'1,7 % entro il 2025, rimanendo quindi, secondo le previsioni, al di sotto del 3 % del PIL nel periodo di riferimento del programma. Tali proiezioni presuppongono la graduale eliminazione dei programmi di sostegno e una solida crescita del gettito fiscale. Secondo il programma di stabilità il rapporto debito pubblico/PIL è destinato a ridursi entro il 2025, nello specifico scendendo al 44,5 % nel 2024 e al 43,4 % nel 2025. In base all'analisi della Commissione i rischi per la sostenibilità del debito appaiono bassi nel medio periodo.

(20)Il gettito fiscale in percentuale del PIL della Lettonia è notevolmente inferiore alla media dell'UE, il che limita il finanziamento dei servizi pubblici. La Lettonia riscuote le entrate più basse dall'imposta sul reddito delle società nell'UE (0,7 % del PIL nel 2020), mentre le entrate derivanti dalle imposte patrimoniali sono pari all'1,0 % del PIL rispetto alla media UE del 2,3 % del PIL. Inoltre, mentre il cuneo fiscale su un lavoratore a medio reddito è prossimo alla media dell'UE, l'aliquota fiscale implicita sul lavoro è tra le più basse dell'UE, il che indica un notevole margine per aumentare le entrate derivanti dalla tassazione del lavoro attraverso una migliore riscossione e una maggiore progressività. La spesa pubblica della Lettonia per l'assistenza sanitaria e la protezione sociale è particolarmente bassa rispetto alla media dell'UE, il che ostacola un accesso tempestivo e paritario all'assistenza sanitaria e un'assistenza sociale adeguata. Di conseguenza la Lettonia registra una delle maggiori disparità di reddito, il minore impatto dei trasferimenti sociali sulla riduzione della povertà e i peggiori risultati in termini di salute nell'UE. Nonostante i recenti aumenti, il reddito minimo, le pensioni minime e le prestazioni di invalidità sono inferiori alla soglia di povertà. L'accesso limitato all'assistenza e ai servizi sociali per i gruppi vulnerabili e la loro qualità ostacolano ulteriormente l'inclusione sociale. Il sistema di assistenza a lungo termine è sottosviluppato, con un'offerta limitata di cure domiciliari e servizi sul territorio. Gli alloggi sociali sono scarsi e spesso non offrono condizioni di vita adeguate. Inoltre l'assistenza sociale varia da un comune all'altro e spesso non è sufficientemente mirata. Una tassazione più elevata di beni e capitali e una maggiore progressività della tassazione dei redditi offrono le migliori possibilità per aumentare il gettito fiscale, in quanto queste fonti continuano a essere sottoutilizzate rispetto alla media dell'UE. Inoltre gli sforzi volti a ridurre l'economia sommersa dovrebbero proseguire al di là delle misure previste nel piano per la ripresa e la resilienza.

(21)Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), e all'allegato V, criterio 2.2, del regolamento (UE) 2021/241, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. Questi contribuiscono ad affrontare tutte o un sottoinsieme significativo delle sfide economiche e sociali individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese rivolte dal Consiglio alla Lettonia nei semestri europei 2019 e 2020, oltre che nelle raccomandazioni specifiche per paese formulate entro la data di adozione di un piano. In particolare, il piano della Lettonia comprende misure che affrontano, in misura diversa, tutte le sei grandi sfide: bilancio, capitale umano, pubblica amministrazione, produttività e transizione digitale e verde. Il piano comprende riforme relative alla governance e al finanziamento degli istituti di istruzione superiore, all'attuazione di una strategia globale in materia di risorse umane nel settore sanitario e all'introduzione di un'indicizzazione per le prestazioni di reddito minimo. Investimenti consistenti comprendono l'ecologizzazione dell'area dei trasporti di Riga mediante l'acquisto di veicoli pubblici puliti e la ristrutturazione energetica di edifici e imprese sia privati che pubblici. Sono previsti investimenti significativi anche per promuovere lo sviluppo regionale attraverso la costruzione di scuole, parchi industriali e alloggi a prezzi accessibili e l'ammodernamento degli ospedali. Tali misure dovrebbero rafforzare il potenziale di crescita dell'economia in modo sostenibile.

(22)L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia contribuirà presumibilmente a compiere ulteriori progressi nella transizione verde e digitale. Le misure a sostegno degli obiettivi climatici in Lettonia rappresentano il 37,6 % della dotazione totale del piano, mentre le misure a sostegno degli obiettivi digitali rappresentano il 21 % della dotazione. La piena attuazione del piano per la ripresa e la resilienza in linea con i traguardi e gli obiettivi pertinenti aiuterà la Lettonia a riprendersi rapidamente dalle conseguenze negative della crisi COVID‑19, aumentandone la resilienza. Il coinvolgimento sistematico delle parti sociali e di altri portatori di interessi rimane importante per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di là del piano, e per assicurare un'ampia titolarità dell'agenda politica generale.

(23)La Lettonia non ha ancora presentato formalmente l'accordo di partenariato e gli altri documenti di programmazione della politica di coesione 19 . Conformemente al regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021, la Lettonia tiene conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese nella programmazione dei fondi della politica di coesione 2021-2027. Si tratta di un prerequisito per aumentare l'efficacia e massimizzare il valore aggiunto del sostegno finanziario ricevuto dai fondi della politica di coesione, e promuovere nel contempo il coordinamento, la complementarità e la coerenza tra tali fondi e altri strumenti e fondi dell'Unione. Il successo dell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza e dei programmi di politica di coesione dipende anche dalla correzione delle strozzature che ostacolano gli investimenti a sostegno della transizione verde e digitale e di uno sviluppo territoriale equilibrato.

(24)Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, la Lettonia fa fronte a una serie di sfide aggiuntive tra cui l'accesso al credito bancario. Il flusso dei prestiti nel settore privato è stato negativo per la maggior parte dell'ultimo decennio. È diventato positivo nel 2016, ma il tasso di crescita del credito è rimasto al di sotto del tasso di crescita del PIL. Nel 2020 il debito del settore privato si è attestato al 66,5 % del PIL rispetto al 78,3 % del PIL cinque anni prima. Oltre alle particolari difficoltà nell'ottenere credito, dovute in parte al loro maggiore rischio di credito, le piccole e medie imprese devono anche far fronte a un costo relativamente elevato del credito e a pratiche burocratiche onerose. Inoltre la scarsa liquidità degli attivi offerti in garanzia rende particolarmente difficile ottenere credito al di fuori della regione di Riga. Ciò rappresenta un ostacolo significativo sia per i mutui ipotecari che per i prestiti alle imprese. Inoltre i finanziamenti per le tecnologie verdi destinate ai consumatori potrebbero essere resi più accessibili attraverso prodotti di credito più economici e a più lungo termine. Gli sforzi a livello politico si sono concentrati principalmente sul sostegno al prestito, combinandolo con sovvenzioni pubbliche. Tuttavia ciò comporta un costo significativo per il bilancio pubblico e non rappresenta pertanto un modo sostenibile per stimolare l'erogazione di prestiti. L'allentamento dei vincoli all'offerta di credito richiede un miglioramento generale della trasparenza e della fiducia nel contesto imprenditoriale, compresa una riduzione dell'economia sommersa. Vi è inoltre margine per aumentare i tassi di recupero dei prestiti, il che ridurrebbe i costi per le banche associati ai crediti deteriorati e potrebbe essere agevolato da un sistema giuridico più efficiente. Regimi mirati di prestito e garanzia potrebbero contribuire a ridurre i rischi di liquidità cui sono esposte le banche quando accettano garanzie su mercati relativamente illiquidi. I regimi di prestito pubblici per investimenti di importanza strategica, come la transizione verde e lo sviluppo regionale, potrebbero aumentare la concorrenza effettiva nel mercato bancario o colmare una carenza di mercato in cui il finanziamento bancario è troppo costoso o non disponibile. Inoltre i regimi di garanzia e di prestito pubblici offrono un modo notevolmente più efficiente sotto il profilo dei costi per sostenere l'assunzione di prestiti privati rispetto ai regimi di sovvenzioni. Oltre agli ostacoli al finanziamento bancario, il mercato lettone delle fonti di finanziamento alternative è poco sviluppato e ha il potenziale per migliorare l'accesso delle imprese ai finanziamenti.

(25)In risposta al mandato conferito dai capi di Stato o di governo dell'UE nella dichiarazione di Versailles, il piano REPowerEU mira ad azzerare gradualmente ma quanto prima la dipendenza dell'Unione europea dalle importazioni di combustibili fossili dalla Russia. A tale scopo nel dialogo con gli Stati membri stanno emergendo i progetti, gli investimenti e le riforme più idonee a livello regionale, nazionale e dell'UE. Queste misure sono finalizzate a ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e a porre fine alle importazioni dalla Russia.

(26)Secondo i dati del 2020 i prodotti petroliferi (33,8 %) e il gas naturale (21,6 %) rappresentano circa la metà del mix energetico della Lettonia, mentre il resto è costituito principalmente da energie rinnovabili (44,1 %). La Russia forniva tutte le importazioni di gas naturale della Lettonia (superiori alla media UE del 44 % di dipendenza dalle importazioni di gas russo) ed era una fonte fondamentale (20 %) delle importazioni di prodotti petroliferi della Lettonia (ampiamente in linea con la media UE del 26 % di dipendenza dalle importazioni di petrolio russo) 20 . La dipendenza della Lettonia dalle forniture di gas della Russia è notevolmente ridotta dal collegamento per il gas con la Lituania, che consente alla Lettonia di accedere al terminale del gas naturale liquefatto di Klaipeda. La Lettonia è inoltre collegata all'Estonia e alla Finlandia, sicché i quattro paesi fanno parte dello stesso mercato del gas naturale. Un impianto di stoccaggio del gas situato in Lettonia consente di attenuare le asimmetrie stagionali tra domanda e offerta e costituisce una riserva di sicurezza per il mercato baltico. Si raccomanda che gli investimenti in nuove infrastrutture e reti per il gas siano, ove possibile, adeguati alle esigenze future per favorirne la sostenibilità a lungo termine mediante futuri processi di riconversione verso combustibili sostenibili. Il completamento della sincronizzazione in corso con la rete elettrica continentale dell'UE, la garanzia di una capacità sufficiente per le interconnessioni con gli Stati membri limitrofi e la realizzazione di progetti congiunti in materia di energie rinnovabili dovrebbero in ogni caso rimanere una priorità politica. Oltre ai miglioramenti delle infrastrutture del gas volti a garantire fonti di approvvigionamento alternative, la riduzione della dipendenza energetica dalla Russia richiederà alla Lettonia di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e di aumentare l'efficienza energetica, in particolare nei settori dell'edilizia e dei trasporti. Il piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia comprende misure volte ad agevolare gli investimenti privati nell'energia eolica terrestre. La loro attuazione in tempi più rapidi del previsto, come recentemente annunciato dal governo, potrebbe contribuire ad accelerare gli investimenti nell'energia eolica terrestre. Tuttavia l'aumento della quota di energie rinnovabili imporrebbe alla Lettonia di esplorare anche le opportunità offerte dall'energia eolica offshore. Le misure di efficienza energetica, comprese le ristrutturazioni profonde, potrebbero essere rafforzate, in particolare negli edifici, nei trasporti e nell'industria. Per diversificare il mix energetico, la Lettonia sta valutando la possibilità di investire nell'energia nucleare in cooperazione con gli Stati membri limitrofi. Sarà necessario un ulteriore incremento delle ambizioni nel ridurre le emissioni di gas a effetto serra e aumentare le energie rinnovabili e l'efficienza energetica per allineare la Lettonia agli obiettivi del pacchetto "Pronti per il 55 %".

(27)Accelerare la transizione verso la neutralità climatica e l'abbandono dei combustibili fossili comporterà sì notevoli costi di ristrutturazione in diversi settori, ma la Lettonia può avvalersi del meccanismo per una transizione giusta nel contesto della politica di coesione per alleviare l'impatto socioeconomico della transizione nelle regioni maggiormente interessate. La Lettonia può inoltre avvalersi del Fondo sociale europeo Plus per migliorare le opportunità occupazionali e rafforzare la coesione sociale.

(28)Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2022 e il suo parere 21 trova riscontro in particolare nella raccomandazione di cui al punto 1.

(29)Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, per attuare la raccomandazione relativa alla politica economica della zona euro. Per quanto riguarda la Lettonia ciò trova riscontro in particolare nelle raccomandazioni di cui ai punti 1, 2 e 3,

RACCOMANDA alla Lettonia di prendere provvedimenti nel 2022 e nel 2023 al fine di:

1.assicurare, nel 2023, che la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro, tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina; essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione; aumentare gli investimenti pubblici per la transizione verde e digitale e per la sicurezza energetica, anche avvalendosi del dispositivo per la ripresa e la resilienza, di REPowerEU e di altri fondi dell'UE; perseguire, per il periodo successivo al 2023, una politica di bilancio volta a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti; ampliare la tassazione, anche per quanto riguarda beni e capitali, e rafforzare l'adeguatezza dell'assistenza sanitaria e della protezione sociale per ridurre le disuguaglianze;

2.procedere con l'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza, in linea con i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio del 13 luglio 2021; presentare i documenti di programmazione della politica di coesione per il periodo 2021-2027 al fine di concludere i negoziati con la Commissione e successivamente avviare l'attuazione dei programmi;

3.migliorare l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese attraverso regimi di prestito e di garanzia pubblici volti ad agevolare gli investimenti di importanza strategica, in particolare la transizione verde e lo sviluppo regionale;

4.ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili e diversificare le importazioni di combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, garantendo una capacità di interconnessione sufficiente, diversificando l'approvvigionamento e le rotte energetiche e riducendo il consumo energetico complessivo attraverso misure ambiziose in materia di efficienza energetica.

Fatto a Bruxelles, il

   Per il Consiglio

   Il presidente

(1)    GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
(2)    Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17).
(3)    Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
(4)    Decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio, del 4 marzo 2022, che accerta l'esistenza di un afflusso massiccio di sfollati dall'Ucraina ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 2001/55/CE e che ha come effetto l'introduzione di una protezione temporanea (GU L 71 del 4.3.2022, pag. 1).  
(5)    Comunicazione della Commissione al Consiglio sull'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, Bruxelles, 20.3.2020 (COM(2020) 123 final).
(6)    Comunicazione della Commissione al Consiglio "A un anno dall'insorgere della pandemia di COVID‑19: la risposta della politica di bilancio", Bruxelles, 3.3.2021 (COM(2021) 105 final).
(7)    Nella presente raccomandazione le stime dell'orientamento di bilancio e delle sue componenti sono stime della Commissione basate sulle ipotesi sottese alle previsioni di primavera 2022 della Commissione. Le stime della Commissione relative alla crescita potenziale a medio termine non comprendono l'impatto positivo delle riforme inserite nel piano per la ripresa e la resilienza, che possono dare impulso alla crescita potenziale.
(8)    Non finanziati da sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell'UE.
(9)    Comunicazione della Commissione al Consiglio "Orientamenti di politica di bilancio per il 2023", Bruxelles, 2.3.2022 (COM(2022) 85 final).
(10)    Decisione di esecuzione del Consiglio, del 13 luglio 2021, relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Lettonia (2021/0164 (NLE)).
(11)    SWD(2022) 619 final.
(12)    Le cifre rappresentano il livello dei costi annuali di bilancio delle misure adottate dall'autunno 2021, comprese le entrate e le spese correnti nonché, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.
(13)    Il numero totale di sfollati dall'Ucraina nell'UE dovrebbe raggiungere gradualmente i 6 milioni entro la fine del 2022 e la loro distribuzione geografica è stimata in base alle dimensioni delle comunità immigrate esistenti, alla relativa popolazione dello Stato membro ospitante e all'effettiva distribuzione degli sfollati provenienti dall'Ucraina in tutta l'UE a partire da marzo 2022. Per i costi di bilancio pro capite, le stime si basano sul modello Euromod di microsimulazione del Centro comune di ricerca della Commissione, tenendo conto sia dei trasferimenti di denaro cui le persone potrebbero aver diritto che delle prestazioni in natura quali l'istruzione e l'assistenza sanitaria.
(14)    Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 della Lettonia (GU C 304 del 29.7.2021, pag. 63).
(15)    Un segno negativo (positivo) dell'indicatore corrisponde a un eccesso (una carenza) di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio espansiva (restrittiva).
(16)    Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo espansivo di 0,7 punti percentuali di PIL, poiché le previsioni della Commissione includono l'impatto di bilancio della creazione di riserve per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico conformemente alle recenti modifiche della legge sull'energia.
(17)    Un segno negativo (positivo) dell'indicatore corrisponde a un eccesso (una carenza) di crescita della spesa primaria rispetto alla crescita economica a medio termine, il che indica una politica di bilancio espansiva (restrittiva).
(18)    Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo restrittivo pari a 0,6 punti percentuali di PIL dovuto all'effetto base; in particolare, nel 2022 le previsioni della Commissione contemplano l'impatto di bilancio della creazione delle riserve per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ma tale misura non è prevista per il 2023.
(19)    Regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2021, recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo per una transizione giusta, al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura, e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo, migrazione e integrazione, al Fondo Sicurezza interna e allo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e la politica dei visti (GU L 231 del 30.6.2021, pag. 159).
(20)    Eurostat (2020), quota delle importazioni dalla Russia sul totale delle importazioni di gas naturale e petrolio greggio. Per la media UE a 27, il totale delle importazioni si basa sulle importazioni dall'esterno dell'UE a 27. Per la Lettonia le importazioni totali comprendono gli scambi intra-UE. Il petrolio greggio non comprende i prodotti petroliferi raffinati.
(21)    A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
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