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Document 52021DC0965

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Risultati della valutazione finale del programma ISA²

COM/2021/965 final

Bruxelles, 17.12.2021

COM(2021) 965 final

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO

Risultati della valutazione finale del programma ISA²

{SWD(2021) 965}


Indice

1.    Introduzione    

2.    Che cosa ci si attendeva dal programma ISA2?    

3.    Come si è evoluta la situazione durante il periodo di valutazione?    

3.1.    Adozione di un nuovo QEI    

3.2.    Contesto politico    

3.3.    La crescente complessità del contesto normativo dell'UE    

3.4.    Investimenti nella digitalizzazione    

4.    Risultati della valutazione    

4.1.    In che misura il programma ISA2 ha conseguito i propri obiettivi?    

4.2.    Qual è il contributo del programma ISA2 alla vita dei cittadini e delle imprese?    

4.3.    Il programma ISA2 e i suoi obiettivi sono ancora attuali?    

5.    Conclusioni e insegnamenti tratti    

5.1.    L'importanza dell'interoperabilità per l'attuazione delle politiche dell'UE    

5.2.    Da un approccio coerente a un approccio strategico all'interoperabilità del settore pubblico dell'UE    

5.3.    Sviluppo e diffusione di soluzioni di interoperabilità mature e di facile utilizzo    

6.    Prossime tappe    


1.Introduzione

Conformemente alla decisione ISA2 1 , il 1º gennaio 2016 è stato varato il programma quinquennale sulle soluzioni di interoperabilità e quadri comuni per le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini europei (programma ISA2). Questo programma è il quinto di una serie di programmi della Commissione europea 2 incentrati su soluzioni interoperabili per il settore pubblico. L'interoperabilità, quale definita nel quadro europeo di interoperabilità (QEI), non è una questione tecnica, ma consiste piuttosto in una serie di requisiti giuridici, organizzativi, semantici e tecnici che consentono l'integrazione dei servizi pubblici.

La presente relazione illustra i risultati e le raccomandazioni della valutazione finale del programma ISA2 3 . A norma dell'articolo 13, paragrafo 3, della decisione ISA2, la Commissione è tenuta a effettuare tale valutazione e a comunicarne i risultati al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 31 dicembre 2021.

La Commissione ha effettuato la valutazione avvalendosi di un gruppo di esperti indipendenti di una società di consulenza 4 . La valutazione è stata effettuata sotto la supervisione di un gruppo direttivo interservizi 5 , in stretto coordinamento con la valutazione del QEI e la valutazione d'impatto di una futura politica di interoperabilità 6 , che la Commissione intende proporre al Parlamento e al Consiglio durante il secondo trimestre del 2022.

2.Che cosa ci si attendeva dal programma ISA2?

Il programma ISA2 puntava a conseguire i quattro obiettivi seguenti (articolo 1, paragrafo 1, della decisione ISA21):

(a)sviluppare, mantenere e promuovere un approccio globale dell'UE all'interoperabilità;

(b)agevolare l'efficace ed efficiente interazione elettronica transfrontaliera o intersettoriale per contribuire allo sviluppo di un'amministrazione elettronica più efficace, semplificata e di facile utilizzo a livello nazionale, regionale e locale della pubblica amministrazione;

(c)individuare, creare e gestire soluzioni di interoperabilità che contribuiscano all'attuazione delle politiche e delle attività dell'UE;

(d)agevolare il riutilizzo delle soluzioni di interoperabilità da parte delle pubbliche amministrazioni europee.

Per realizzare i suddetti obiettivi, il programma si è basato sui risultati conseguiti dal programma ISA, che lo ha preceduto 7 , ponendo nel contempo l'accento su un'agevole integrazione di tali obiettivi nel più ampio quadro strategico per la digitalizzazione e, in particolare, sull'interoperabilità delle pubbliche amministrazioni nell'UE. A norma dell'articolo 1, paragrafo 2, della decisione ISA2 il programma assicura una nozione comune di interoperabilità attraverso il QEI e la sua applicazione presso le amministrazioni degli Stati membri.

Il programma ISA2 avrebbe inoltre dovuto contribuire ad altre iniziative strategiche, tra cui il piano d'azione per l'eGovernment 2016-2020 8 e diverse iniziative settoriali in materia di interoperabilità (ad esempio nei settori della giustizia e degli affari interni, della salute, dei fondi europei) 9 .

Il programma ISA2 è stato operativo dal 1º gennaio 2016 al 31 dicembre 2020 con una dotazione complessiva di 130,9 milioni di EUR. Alcune attività sono tuttora in corso. Le azioni finanziate erano definite ogni anno nel programma annuale di lavoro continuativo. Il programma ISA2 era aperto alla partecipazione di Stati membri dell'UE, di altri membri dello Spazio economico europeo e di paesi candidati. Oltre ai 28 Stati membri dell'UE (27 nel 2020), al programma hanno partecipato altri quattro paesi 10 .

3.Come si è evoluta la situazione durante il periodo di valutazione?

Durante il periodo di valutazione, la digitalizzazione e, più precisamente, l'interoperabilità hanno acquisito maggiore importanza a tutti i livelli della società e di conseguenza continuano a costituire una priorità per la Commissione europea.

3.1.Adozione di un nuovo QEI

Come previsto nella comunicazione sulla strategia per il mercato unico digitale in Europa 11 e nel piano d'azione per l'eGovernment 2016-2020, il QEI è stato aggiornato e ampliato nel 2017. Il nuovo QEI è stato illustrato in una comunicazione 12 e corredato di un piano d'azione sull'interoperabilità. Il nuovo QEI ha dotato il programma ISA2 di un nuovo quadro strategico coerente con gli obiettivi del programma. Nel febbraio 2020 la Commissione ha annunciato nella sua comunicazione "Una strategia europea per i dati 13 " la propria intenzione di presentare un QEI rafforzato.

3.2.Contesto politico

Durante il periodo di valutazione, il sostegno politico degli Stati membri è aumentato costantemente. Con la dichiarazione di Tallinn sull'eGovernment 14 , i ministri responsabili della politica in materia di eGovernment di tutta l'UE hanno manifestato il loro impegno a favore di diversi principi, tra cui l'"interoperabilità per definizione". Tale impegno è stato recentemente rinnovato nella dichiarazione di Berlino sulla società digitale e su un governo digitale fondato sui valori 15 , che ha individuato la necessità di adottare un approccio alla trasformazione digitale del settore pubblico che sia basato sui valori e integri la sovranità e l'interoperabilità digitali.

Nel febbraio 2020 la Commissione ha adottato la comunicazione " Plasmare il futuro digitale dell'Europa " 16 nell'ambito della tematica ambiziosa "Un'Europa pronta per l'era digitale". Tra le azioni principali definite nella comunicazione figura lo sviluppo di una "strategia rafforzata di interoperabilità per i governi dell'UE", volta a migliorare il coordinamento e l'adozione di norme comuni per i servizi pubblici e i flussi di dati.

3.3.La crescente complessità del contesto normativo dell'UE

La decisione ISA2 fa riferimento a un'ampia gamma di attività settoriali e trasversali dell'UE in materia di interoperabilità. Dall'avvio del programma sono state adottate ulteriori iniziative chiave dell'UE:

·nel 2016 sono entrati in vigore il regolamento generale sulla protezione dei dati 17 e la direttiva sull'accessibilità del web 18 ;

·nel 2018 sono entrati in vigore il regolamento sullo  sportello digitale unico 19 e il regolamento sulla libera circolazione dei dati non personali 20 ;

·nel 2019 sono entrati in vigore il regolamento sulla cibersicurezza dell'UE 21 e altre normative correlate, nonché la direttiva sull'apertura dei dati 22 ;

·nel 2020 la Commissione ha proposto la legge sui servizi digitali 23 , l' atto sulla governance dei dati 24 e, in risposta alla crisi COVID-19, iniziative di interoperabilità in materia di sanità digitale 25 .

3.4.Investimenti nella digitalizzazione

Le pubbliche amministrazioni di tutta l'UE stanno investendo massicciamente nella digitalizzazione dei loro servizi e delle loro attività di gestione (back office). La crisi COVID-19 ha evidenziato ulteriormente l'importanza delle soluzioni digitali. Oltre al programma ISA2, altri programmi dell'UE hanno contribuito a dare slancio alla digitalizzazione durante il periodo di valutazione:

·il programma di sostegno alle riforme strutturali 26  è stato attuato dal 2017 al 2020, seguito dallo strumento di sostegno tecnico per il periodo 2021-2027 27 ;

· Orizzonte 2020 28 (il programma quadro di ricerca e innovazione), il Fondo sociale europeo 29 e il Fondo europeo di sviluppo regionale 30 hanno finanziato la digitalizzazione. Il dispositivo per la ripresa e la resilienza 31 costituirà un'altra importante fonte di finanziamento in futuro, dato che il 20 % del suo bilancio deve essere destinato alla spesa digitale. 

4.Risultati della valutazione

La valutazione del programma ISA2 si è basata su dati quantitativi e qualitativi rilevati utilizzando vari metodi, tra cui ricerche documentali, consultazioni pubbliche, indagini online mirate, colloqui approfonditi e due seminari con i portatori di interessi. Le attività di consultazione hanno consentito di consultare vari portatori di interessi del programma ISA2, da rappresentanti degli Stati membri dell'UE e dei servizi della Commissione ai cittadini e agli organismi di normazione.

Ai fini di un migliore rilevamento dei dati, dalle 54 azioni finanziate dal programma ISA2, raggruppate in 9 pacchetti, è stato selezionato un campione di 21 azioni. La campionatura si è basata su tre criteri predefiniti al fine di garantire che le azioni selezionate fossero ampiamente rappresentative del programma. Il rilevamento complessivo dei dati è stato inoltre integrato da una valutazione del programma effettuata da cinque esperti tecnici di interoperabilità.

La valutazione si è incentrata sui sette criteri principali elencati di seguito 32 : pertinenza, efficacia, efficienza, coerenza, valore aggiunto europeo, utilità e sostenibilità.

4.1.In che misura il programma ISA2 ha conseguito i propri obiettivi?

In base ai dati rilevati presso i 102 portatori di interessi consultati 33 , ai risultati tratti da un'ampia ricerca documentale e alle analisi degli esperti, la valutazione mette in luce che il programma ISA2 ha compiuto alcuni progressi verso il conseguimento dei propri obiettivi. Gli utilizzatori delle soluzioni e i titolari delle azioni del programma ISA2 che sono stati consultati ritengono, alla luce della loro maggiore conoscenza del programma, che in generale siano stati compiuti progressi notevoli verso il conseguimento degli obiettivi. Nel complesso, tra tutti i gruppi di portatori di interessi consultati, i soggetti appartenenti a enti pubblici nazionali e subnazionali hanno attribuito al programma i punteggi più bassi per quanto riguarda il conseguimento dei relativi obiettivi.

Per quanto riguarda gli obiettivi generali e specifici, la maggior parte dei soggetti consultati e le ricerche documentali confermano che i seguenti obiettivi sono stati raggiunti in misura più o meno ampia:

·"individuare, creare e gestire soluzioni di interoperabilità che contribuiscano all'attuazione delle politiche e delle attività dell'UE" (punteggio medio complessivo di 3,43 su 5). Le azioni ISA2 hanno contribuito in vari modi all'attuazione del QEI 34 , dello sportello digitale unico 35 , della direttiva sull'apertura dei dati 36 , degli appalti elettronici 37 , della direttiva Inspire 38 , del sistema statistico europeo 39 e degli atti legislativi finanziari 40 ;

·"agevolare il riutilizzo delle soluzioni di interoperabilità" (punteggio medio complessivo di 3,43 su 5). Nell'ambito dell'azione Joinup 41 , l'omonima piattaforma fornisce una panoramica completa delle soluzioni interoperabili attualmente disponibili per il riutilizzo, compreso l'accesso a diversi portali nazionali e persino locali. La mappa interattiva 42 sulla pagina web di ISA2 mostra la diffusione delle soluzioni ISA2 nell'UE. Si potrebbe fare di più per incoraggiare e incrementare il loro riutilizzo, in particolare a livello regionale e locale;

·"sviluppare, mantenere e promuovere un approccio globale all'interoperabilità nell'UE" (punteggio medio complessivo di 3,39 su 5). Il programma ISA2 svolge un ruolo importante per quanto riguarda la sensibilizzazione in merito all'interoperabilità, giacché ha creato strutture di cooperazione con i paesi dell'UE (il comitato ISA2) e favorisce la promozione e il monitoraggio dell'attuazione del QEI.

Il programma ISA2 ha contribuito in misura minore allo "sviluppo di un'amministrazione elettronica più efficace, semplificata e di facile utilizzo a livello nazionale, regionale e locale della pubblica amministrazione"(punteggio medio complessivo di 3,20 su 5). Dalla valutazione è emerso che la conoscenza e la diffusione delle soluzioni a livello regionale e locale sono ancora limitate. Manca inoltre un approccio strategico e globale.

Le attività in tutti i pacchetti ISA2 hanno registrato i progressi attesi rispetto al calendario e al bilancio previsti. L'eterogeneità degli indicatori di risultato ha reso difficile trarre conclusioni sull'efficienza generale del programma in termini di costi. Per i pacchetti ai quali è stato possibile applicare tecniche di ottimizzazione dei costi, sono stati stimati costi contenuti per l'utilizzatore finale (imprese, cittadini ecc.). Per i beneficiari finali delle soluzioni sviluppate i vantaggi superano dunque i costi, ma rischiano di svanire in assenza di adeguate misure di sostenibilità.

Le sostanziali sinergie e le sovrapposizioni limitate tra le azioni ISA2 sono indice dell'elevata coerenza interna del programma. Tuttavia dare priorità a una serie più limitata di azioni incrementerebbe le sinergie. Il programma ISA2 ha cooperato intensamente con un'ampia gamma di altri programmi, politiche e iniziative pertinenti dell'UE. Ciò potrebbe tuttavia avvenire in modo più sistematico.

4.2.Qual è il contributo del programma ISA2 alla vita dei cittadini e delle imprese?

Il programma ISA2 puntava a fornire un contributo alla vita dei cittadini e delle imprese aiutando le pubbliche amministrazioni dell'UE a ridurre gli oneri amministrativi e a fornire servizi pubblici di facile utilizzo, in particolare quando interagiscono con le pubbliche amministrazioni di altri paesi dell'Unione. La Commissione e il Parlamento europeo hanno riconosciuto che gli oneri amministrativi rappresentano un gravame in particolare per le piccole e medie imprese 43 . Gli utilizzatori finali, i cittadini e le imprese dovrebbero beneficiare di servizi di sportello comuni, riutilizzabili e interoperabili grazie a una migliore integrazione dei processi e un migliore scambio di dati tra i servizi di gestione (back office) delle pubbliche amministrazioni nell'UE.

Il programma ISA2 ha contribuito al coordinamento a livello dell'UE, necessario per migliorare l'interoperabilità generale tra le pubbliche amministrazioni europee, anche per quanto riguarda le soluzioni per i servizi di sportello e i servizi di gestione. La maggioranza dei soggetti consultati ha confermato che, da sole, le iniziative nazionali o subnazionali avrebbero compiuto progressi modesti verso il conseguimento della maggior parte degli obiettivi. Gli utilizzatori delle soluzioni, le pubbliche amministrazioni nazionali e subnazionali e i portatori di interessi responsabili della governance del programma che sono stati consultati ritengono pertanto che un approccio unionale sia più adatto a far fronte alle sfide legate all'interoperabilità delle pubbliche amministrazioni e dei servizi pubblici. Il programma ISA2 è stato inoltre in grado di conseguire i propri obiettivi a fronte di costi inferiori rispetto a iniziative analoghe a livello nazionale o subnazionale. Tuttavia, secondo la maggior parte dei soggetti consultati appartenenti a tutti i gruppi di portatori di interessi, l'obiettivo di ridurre i costi e gli oneri amministrativi dell'interazione transfrontaliera è stato raggiunto solo in misura limitata.

Le modalità con cui le soluzioni rispondono alle esigenze degli utilizzatori devono essere ulteriormente migliorate. Si prevede che tali esigenze e problemi potranno essere affrontati meglio attraverso una maggiore diffusione delle soluzioni ISA2 in tutte le pubbliche amministrazioni europee.

In sintesi, il programma ha fornito un contribuito concreto limitato alla vita dei cittadini e delle imprese a causa della sua natura tecnica. Ciononostante, ha apportato un valore aggiunto europeo. Dalla valutazione si evince che i vantaggi apportati dal programma potrebbero essere resi sostenibili se alcune delle soluzioni ISA2 fossero ulteriormente sviluppate all'interno di comunità open source oppure se le imprese fossero incoraggiate a sviluppare servizi utilizzando soluzioni ISA2 gratuite nell'ambito della Licenza pubblica dell'Unione europea 44 .

4.3.Il programma ISA2 e i suoi obiettivi sono ancora attuali?

Le esigenze e i problemi iniziali che il programma intendeva affrontare rimangono estremamente attuali. La pandemia di COVID-19 ha messo in evidenza la pertinenza del programma e, più in generale, l'importanza delle iniziative di interoperabilità. La pandemia ha inoltre reso più pressanti le attuali esigenze, compresa la necessità di un coordinamento nell'attuazione delle soluzioni digitali a livello dell'UE 45 .

I portatori di interessi lamentano che l'approccio globale all'interoperabilità viene promosso ma non garantito, in particolare per quanto riguarda l'interoperabilità delle soluzioni fornite per attuare le politiche dell'UE.

5.Conclusioni e insegnamenti tratti

La valutazione traccia un quadro complessivamente positivo dei risultati ottenuti dal programma ISA2. Attualmente l'interoperabilità del settore pubblico è più importante che mai per creare valore aggiunto per i cittadini e le imprese. Il programma è stato attuato nel contesto di un quadro strategico perlopiù non vincolante che si evolve con una velocità senza precedenti (sezione 3.3 ). I cospicui investimenti futuri nella digitalizzazione del settore pubblico (sezione 3.4 ) richiedono un attento esame degli insegnamenti che occorre trarre dal programma ISA2 e della necessità di sviluppare ulteriormente i risultati che lo stesso ha ottenuto.

Tali insegnamenti sono pertinenti per il proseguimento delle attività nell'ambito del programma Europa digitale 46 e per una futura politica di interoperabilità. Occorre tuttavia non perdere di vista la necessità di integrare in tutte le politiche e i programmi un approccio globale all'interoperabilità del settore pubblico dell'UE.

5.1.L'importanza dell'interoperabilità per l'attuazione delle politiche dell'UE

Le azioni ISA2 hanno contribuito efficacemente all'attuazione di un'ampia gamma di politiche dell'UE. Un numero crescente di politiche 47 ha un impatto significativo sull'infrastruttura digitale del settore pubblico dell'UE. Il coordinamento delle proposte settoriali con una governance rafforzata in materia di interoperabilità è fondamentale per garantire un'attuazione agevole e servizi pubblici digitali europei interoperabili. Anche laddove non vengono fornite soluzioni centralizzate, gli Stati membri dell'UE hanno chiesto un maggiore coordinamento e scambio delle migliori pratiche per quanto riguarda l'attuazione digitale delle politiche dell'UE. Le soluzioni di interoperabilità connesse alla COVID-19 hanno messo in evidenza che sempre più spesso viene chiesto all'UE di fornire soluzioni interoperabili che i paesi possano riutilizzare o cui possano collegarsi.

L'impatto trascende il livello degli Stati membri dell'UE. In molti paesi le pubbliche amministrazioni regionali e locali sono quantomeno corresponsabili dell'erogazione dei servizi pubblici digitali e pertanto trarrebbero vantaggio da pertinenti politiche dell'UE accompagnate da soluzioni di attuazione che siano interoperabili per definizione.

5.2.Da un approccio coerente a un approccio strategico all'interoperabilità del settore pubblico dell'UE

La valutazione evidenzia che il programma potrebbe contribuire allo sviluppo, al mantenimento e alla promozione di un approccio coerente alla trasformazione digitale del settore pubblico dell'UE e all'interoperabilità attraverso le azioni connesse all'attuazione del QEI.

Al di là del contesto politico generale (sezione 3.2 ), la Commissione ha recentemente adottato una comunicazione dal titolo "Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale" 48 , che sottolinea la necessità di garantire l'interoperabilità a tutti i livelli di governo e tra i servizi pubblici. Con la dichiarazione di Berlino, i ministri responsabili della politica di eGovernment negli Stati membri dell'UE hanno sottolineato l'importanza dell'interoperabilità anche per la sovranità digitale e come prerequisito per una digitalizzazione fondata sui valori.

In futuro dovrebbero essere attentamente valutate diverse opzioni per affrontare le questioni irrisolte, tenendo conto delle seguenti necessità dei portatori di interessi:

·necessità di una governance rafforzata in materia di interoperabilità che coinvolga i paesi dell'UE e le pubbliche amministrazioni regionali e locali;

·necessità di politiche dell'UE pronte per il digitale;

·necessità di una collaborazione strutturata e proattiva e dello scambio delle migliori pratiche tra tutti i livelli delle pubbliche amministrazioni dell'UE (nazionali, regionali e locali) coinvolte nello sviluppo di servizi pubblici digitali;

·necessità di una pianificazione strategica e collaborativa dell'interoperabilità in diversi programmi strategici e diverse iniziative di finanziamento al fine di orientare gli investimenti verso una serie di soluzioni chiave mature sulla base delle esigenze degli utilizzatori;

·necessità di collegamenti sistematici con l'attività di normazione europea e di una maggiore consapevolezza, a tutti i livelli del settore pubblico, del ruolo fondamentale che le norme svolgono nel sostenere la duplice transizione digitale/verde;

·necessità di promuovere soluzioni efficaci e di continuare a sensibilizzare in merito all'interoperabilità.

5.3.Sviluppo e diffusione di soluzioni di interoperabilità mature e di facile utilizzo 

La valutazione evidenzia come il programma sia stato utile per individuare, creare e gestire soluzioni di interoperabilità e promuoverne il riutilizzo. Sarebbe opportuno valutare attentamente l'adozione di alcune azioni concrete per rafforzare tali attività e garantirne la sostenibilità:

·concentrarsi sull'elaborazione di una serie più limitata di soluzioni chiave mature, sviluppandole costantemente e promuovendone la diffusione. Incentrare gli interventi sulle priorità cruciali e sulle esigenze degli utilizzatori potrebbe anche incrementare il grado di soddisfazione di questi ultimi;

·predisporre uno sportello unico per le soluzioni di interoperabilità mature, in modo da contribuire a integrarle nell'attuale ecosistema di interoperabilità, dare maggiore visibilità alle soluzioni esistenti e promuoverne la diffusione a livello regionale e locale con il sostegno degli Stati membri dell'UE;

·migliorare la qualità delle soluzioni esistenti, tenendo maggiormente conto delle esigenze degli utilizzatori e coinvolgendoli nella creazione di tali soluzioni;

·sostenere la sperimentazione e l'innovazione predisponendo un processo agile per lo sviluppo di soluzioni e avvalendosi degli appalti per l'innovazione, in combinazione con la creazione di "spazi di sperimentazione" che consentano di testare le soluzioni e ottenere un feedback migliore;

·incoraggiare la collaborazione con comunità open source ai fini dello sviluppo sostenibile e aperto delle soluzioni esistenti e future.

6.Prossime tappe

Nell'ambito dell'attuazione, attualmente in corso, del programma Europa digitale e dell'elaborazione di una futura politica di interoperabilità, la Commissione presterà particolare attenzione ai risultati e alle raccomandazioni figuranti nella presente relazione, che verranno analizzati per verificare la genuinità delle questioni sollevate e affrontarle attraverso un'intensa collaborazione con gli Stati membri dell'UE.

(1)

   Decisione (UE) 2015/2240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, che istituisce un programma sulle soluzioni di interoperabilità e quadri comuni per le pubbliche amministrazioni, le imprese e i cittadini europei (programma ISA2) come mezzo per modernizzare il settore pubblico (GU L 318 del 4.12.2015, pag. 1).

(2)

   1) Contribuzione comunitaria alla trasmissione telematica di dati tra amministrazioni all'interno della Comunità ( IDA ), 1995-1997; 2) seconda fase del programma IDA ( IDA II ), 1999-2004; 3) erogazione interoperabile di servizi paneuropei di governo elettronico alle amministrazioni pubbliche, alle imprese e ai cittadini ( IDABC ), 2005-2009; 4) soluzioni di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni europee ( ISA ), 2010-2015; 5) soluzioni di interoperabilità e quadri comuni per le pubbliche amministrazioni europee, le imprese e i cittadini ( ISA2 ), 2016-2020.

(3)

   Per maggiori informazioni sul processo di valutazione e i relativi risultati, corredati degli elementi di prova, si rimanda al documento di lavoro dei servizi della Commissione SWD(2021) 965 final.

(4)

   CEPS (2021): Study supporting the final evaluation of the programme on interoperability solutions for European public administrations, businesses and citizens (ISA²), Commissione europea. DOI: 10.2799/94683.

(5)

   Tra i membri del gruppo figuravano le direzioni generali CNECT, DEFIS, DIGIT, ECFIN, EMPL, ENER, ENV, ESTAT, FISMA, GROW, JUST, MOVE, NEAR, OP, REFORM, RTD, SANTE, SG, TAXUD e il JRC.

(6)

   Per maggiori informazioni sullo stato attuale dell'iniziativa cfr. https://ec.europa.eu/isa2/shaping-future-interoperability-policy_en .

(7)

   Articolo 1, paragrafo 3, della decisione (UE) 2015/2240.

(8)

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Piano d'azione dell'UE per l'eGovernment 2016-2020. Accelerare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione", COM(2016) 179 final del 19 aprile 2016.

(9)

   Cfr. considerando da 4 a 19 del regolamento (UE) 2015/2240.

(10)

   Islanda, Norvegia (dal 2016), Montenegro (dal 2018) e Macedonia del Nord (2020). Il programma incoraggiava inoltre la cooperazione con altri paesi terzi e con organizzazioni e organismi internazionali. Nel 2018 sono stati firmati accordi di cooperazione con l'Uruguay e l'Ucraina.

(11)

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Strategia per il mercato unico digitale in Europa", COM(2015) 192 final del 6 maggio 2015.

(12)

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Quadro europeo di interoperabilità – Strategia di attuazione", COM(2017) 134 final del 23 marzo 2017.

(13)

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Una strategia europea per i dati", COM(2020) 66 final del 19 febbraio 2020.

(14)

   Dichiarazione di Tallinn sull'eGovernment, adottata in occasione della riunione ministeriale tenutasi il 6 ottobre 2017, durante la presidenza estone.

(15)

   Dichiarazione di Berlino sulla società digitale e su un governo digitale fondato sui valori, adottata in occasione della riunione ministeriale tenutasi l'8 dicembre 2020, durante la presidenza tedesca.

(16)

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Plasmare il futuro digitale dell'Europa", COM(2020) 67 final del 19 febbraio 2020.

(17)

   Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

(18)

   Direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (GU L 327 del 2.12.2016, pag. 1).

(19)

   Regolamento (UE) 2018/1724 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 2 ottobre 2018, che istituisce uno sportello digitale unico per l'accesso a informazioni, procedure e servizi di assistenza e di risoluzione dei problemi e che modifica il regolamento (UE) n. 1024/2012 (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 1).

(20)

   Regolamento (UE) 2018/1807 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, relativo a un quadro applicabile alla libera circolazione dei dati non personali nell'Unione europea (GU L 303 del 28.11.2018, pag. 59).

(21)

   Regolamento (UE) 2019/881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativo all'ENISA, l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza, e alla certificazione della cibersicurezza per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e che abroga il regolamento (UE) n. 526/2013 ("regolamento sulla cibersicurezza") (GU L 151 del 7.6.2019, pag. 15).

(22)

   Direttiva (UE) 2019/1024 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativa all'apertura dei dati e al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (GU L 172 del 26.6.2019, pag. 56).

(23)

   Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) e che modifica la direttiva 2000/31/CE, COM(2020) 825 final del 15 dicembre 2020.

(24)

   Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla governance europea dei dati (Atto sulla governance dei dati), COM(2020) 767 final del 25 novembre 2020.

(25)

    https://ec.europa.eu/health/ehealth/covid-19_it .

(26)

   Regolamento (UE) 2017/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che istituisce il programma di sostegno alle riforme strutturali per il periodo 2017-2020 e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 1305/2013 (GU L 129 del 19.5.2017, pag. 1).

(27)

   Regolamento (UE) 2021/240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 febbraio 2021, che istituisce uno strumento di sostegno tecnico (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 1).

(28)

   Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104).

(29)

   Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470).

(30)

   Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289).

(31)

   Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17).

(32)

   Cfr. lo strumento n. 47 del kit di strumenti della Commissione per legiferare meglio (dal luglio 2021).

(33)

   Per ragioni di riservatezza e di protezione dei dati, il gruppo incaricato della valutazione ha chiesto ai titolari delle azioni di contattare, in qualità di intermediari, gli utilizzatori delle rispettive soluzioni per le attività di consultazione. Questo approccio in due fasi può aver limitato il numero di risposte pervenute.

(34)

    https://ec.europa.eu/isa2/actions/continuously-updating-european-interoperability-strategy_en .

(35)

    https://ec.europa.eu/isa2/actions/common-architecture-single-digital-gateway_en .

(36)

    https://ec.europa.eu/isa2/solutions/dcat-application-profile-data-portals-europe_en .

(37)

    https://ec.europa.eu/isa2/actions/simplifying-public-tenders_en .

(38)

    https://ec.europa.eu/isa2/actions/elise_en .

(39)

    https://ec.europa.eu/isa2/actions/sharing-statistical-services-and-solutions_en .

(40)

    https://ec.europa.eu/isa2/actions/towards-better-financial-data-reporting_en .

(41)

    https://ec.europa.eu/isa2/actions/platform-sharing-knowledge-good-practices-and-it-solutions-public-sector_en .

(42)

    https://ec.europa.eu/isa2/solutions_en .

(43)

    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52020DC0103 ; https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0359_IT.html .

(44)

    https://eupl.eu/1.2/it/ .

(45)

   In tale contesto il programma ISA2 ha risposto agevolando lo scambio delle migliori pratiche e il riutilizzo delle soluzioni mediante un archivio comune, la raccolta "Digital Response to COVID-19" sulla piattaforma Joinup.

(46)

   Regolamento (UE) 2021/694 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il programma Europa digitale e abroga la decisione (UE) 2015/2240 (GU L 166 dell'11.5.2021, pag. 1).

(47)

   Oltre alle iniziative menzionate alla sezione 3.3, nel 2021 sono state presentate le seguenti proposte pertinenti: il regolamento sui certificati verdi digitali, un quadro per un'identità digitale europea e un regolamento che stabilisce regole armonizzate sull'intelligenza artificiale.

(48)

   Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale", COM(2021) 118 final del 9 marzo 2021.

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