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Document 52020SC0130

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA RELAZIONE SULLA VALUTAZIONE D'IMPATTO Frode ed evasione fiscale - Una migliore cooperazione tra le autorità fiscali nazionali in materia di scambio di informazioni che accompagna il documento Proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale

SWD/2020/130 final

Bruxelles, 15.7.2020

SWD(2020) 130 final

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE

SINTESI DELLA RELAZIONE SULLA VALUTAZIONE D'IMPATTO

Frode ed evasione fiscale - Una migliore cooperazione tra le autorità fiscali nazionali in materia di scambio di informazioni







che accompagna il documento

Proposta di direttiva del Consiglio

recante modifica della direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale

{COM(2020) 314 final} - {SEC(2020) 271 final} - {SWD(2020) 129 final} - {SWD(2020) 131 final}


SCHEDA DI SINTESI

Valutazione d'impatto su Frode ed evasione fiscale - Una migliore cooperazione tra le autorità fiscali nazionali in materia di scambio di informazioni

A. Necessità di intervenire

Per quale motivo? Qual è il problema da affrontare?

I problemi sono: a) la limitata comunicazione degli importi guadagnati tramite le piattaforme digitali; b) le lacune nella cooperazione tra amministrazioni fiscali. Con l'espansione dell'economia digitale, e la sua prevista crescita nei prossimi anni, si prevede che tali problemi si aggraveranno in assenza di un intervento dell'UE. La valutazione della direttiva sulla cooperazione amministrativa ha messo in luce che, pur essendo il quadro complessivamente solido, non tutti gli Stati membri utilizzano gli strumenti nello stesso modo. Fornire chiarimenti su caratteristiche specifiche della cooperazione amministrativa (definizione della pertinenza prevedibile, audit congiunti, richieste di gruppo) dovrebbe migliorare l'efficienza e l'efficacia della cooperazione amministrativa. Il carattere digitale e globale dell'economia delle piattaforme digitali, unitamente alla frammentazione del reddito ottenuto attraverso varie piattaforme e all'eterogeneità degli obblighi di comunicazione nei diversi paesi, rappresenta un problema per quanto riguarda la corretta rendicontazione dei proventi ottenuti attraverso le piattaforme digitali. Gli Stati membri ritengono che una rendicontazione limitata sia piuttosto frequente. Le divergenze di attuazione e uso delle informazioni rendono inefficiente la cooperazione. Le piattaforme digitali e le amministrazioni fiscali sono i portatori di interessi maggiormente colpiti.

Qual è l'obiettivo dell'iniziativa?

Gli obiettivi principali consistono nel garantire un funzionamento equo e coerente del mercato interno, salvaguardando nel contempo le entrate degli Stati membri e dell'UE. Secondo le previsioni entro il 2025 tale intervento dovrebbe garantire più di 30 miliardi di EUR supplementari di entrate fiscali complessive nell'UE.

Qual è il valore aggiunto dell'intervento a livello dell'UE? 

Gli interventi degli Stati membri non offrono una soluzione efficiente ed efficace a problemi che per loro natura sono transnazionali: le piattaforme digitali permettono di acquistare e vendere beni e servizi su Internet, a prescindere dalle frontiere o dalle giurisdizioni, consentendo ai venditori di percepire redditi potenzialmente in qualsiasi luogo diverso dal loro paese di residenza fiscale. Anche le lacune nella cooperazione amministrativa richiedono soluzioni transnazionali, in quanto la cooperazione, per essere efficace, deve avvenire per definizione a livello transfrontaliero.

B. Soluzioni

Quali opzioni strategiche legislative e di altro tipo sono state prese in considerazione? Ne è stata prescelta una? Per quale motivo? 

Sono state considerate le seguenti opzioni: a) orientamenti non legislativi; b) intervento legislativo con subopzioni per quanto riguarda le attività, i gestori delle piattaforme e i venditori; c) intervento legislativo per rafforzare la cooperazione amministrativa. L'opzione prescelta è un intervento legislativo volto a rafforzare la cooperazione amministrativa, includendo tutte le piattaforme e i venditori al fine di garantire risultati quanto più possibile ampi per quanto riguarda il rispetto dell'obbligo tributario e la parità di condizioni.

Chi sono i sostenitori delle varie opzioni? 

La maggior parte degli Stati membri si è pronunciata a favore dell'opzione prescelta. Dalla consultazione mirata dei gestori delle piattaforme è emersa una posizione favorevole a un intervento legislativo che riduca quanto possibile le distorsioni tra i gestori delle piattaforme.

C. Impatto dell'opzione prescelta

Quali sono i vantaggi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)? 

L'intervento, che dovrebbe apportare significativi benefici economici diretti, avrà un impatto positivo sulla riscossione delle imposte, con un aumento stimato delle entrate fiscali di circa 30 miliardi di EUR (valore massimo stimato). Tali entrate contribuiranno al finanziamento delle politiche economiche e sociali degli Stati membri. L'iniziativa dovrebbe inoltre garantire condizioni eque di concorrenza per i gestori delle piattaforme e per coloro che le utilizzano per vendere beni e/o servizi. Contribuirà inoltre a creare una maggiore equità e fiducia nel sistema fiscale, ripartendo equamente gli oneri tra i contribuenti.

Quali sono i costi dell'opzione prescelta (o in mancanza di quest'ultima, delle opzioni principali)? 

Per analogia con i precedenti obblighi di comunicazione, i costi per le amministrazioni fiscali possono essere stimati a circa 200 milioni di EUR di costi di sviluppo una tantum e fino a 30 milioni di EUR di costi ricorrenti. I costi per le piattaforme sono stimati complessivamente a 875 milioni di EUR di costi una tantum e a circa 100 milioni di EUR di costi ricorrenti. I costi, la cui stima si riferisce a tutte le piattaforme, ammonteranno in media ad alcune decine di migliaia di euro per piattaforma (costi ricorrenti). Queste stime, che si basano tuttavia su una serie di ipotesi ed estrapolazioni, dovrebbero essere utilizzate con cautela.

Quale sarà l'incidenza su aziende, PMI e microimprese?

L'intervento dovrebbe avere un impatto sulle piccole e medie imprese, in quanto tutte le piattaforme digitali e i venditori rientrano nel suo ambito di applicazione a prescindere dalle dimensioni. Anche se comporterà costi di conformità, l'iniziativa potrebbe essere più favorevole alle PMI rispetto all'attuale mosaico di obblighi di comunicazione vigenti in tutta l'UE. Essa dovrebbe inoltre creare condizioni eque di concorrenza per gli operatori, con vantaggi per le PMI.

L'impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà significativo? 

Vi saranno costi aggiuntivi per le amministrazioni fiscali dovuti allo sviluppo dei sistemi informatici per consentire la comunicazione, conservare e utilizzare i dati, stimabili, per le amministrazioni fiscali dell'UE-27, in circa 200 milioni di EUR di costi di sviluppo una tantum e in un massimo di 30 milioni di EUR di costi ricorrenti. I benefici per i bilanci nazionali in termini di entrate fiscali supplementari sono stimati in decine di miliardi di EUR (importo massimo stimato: circa 30 miliardi di EUR).

Sono previsti altri impatti significativi? 

L'intervento sarà conforme al regolamento generale sulla protezione dei dati e non avrà pertanto un impatto negativo sul diritto fondamentale alla protezione dei dati personali.

D. Tappe successive

Quando saranno riesaminate le misure proposte?

L'intervento sarà monitorato mediante le informazioni raccolte grazie a sondaggi annuali e discussioni con le amministrazioni fiscali. Una valutazione più organica sarà effettuata nel 2023, quando la Commissione dovrà presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul funzionamento della direttiva sulla cooperazione amministrativa nel settore dell'imposizione diretta.

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