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Document 52018IR0923
Outlook opinion of the European Committee of the Regions — Climate governance after 2020: a European and global perspective — a contribution to the UNFCCC COP24
Parere di prospettiva del Comitato europeo delle regioni — La governance climatica dopo il 2020 in una prospettiva europea e mondiale — contributo alla COP 24 dell’UNFCCC
Parere di prospettiva del Comitato europeo delle regioni — La governance climatica dopo il 2020 in una prospettiva europea e mondiale — contributo alla COP 24 dell’UNFCCC
COR 2018/00923
GU C 387 del 25.10.2018, pp. 42–47
(BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
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25.10.2018 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 387/42 |
Parere di prospettiva del Comitato europeo delle regioni — La governance climatica dopo il 2020 in una prospettiva europea e mondiale — contributo alla COP 24 dell’UNFCCC
(2018/C 387/08)
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RACCOMANDAZIONI POLITICHE
IL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI
Governance europea per il conseguimento degli obiettivi in materia di cambiamenti climatici ed energia per il 2030
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1. |
evidenzia l’importante ruolo degli enti locali e regionali nel garantire una leadership strategica al livello più vicino ai cittadini; la gestione della produzione decentrata di energia attraverso l’autoconsumo, la generazione distribuita e le reti intelligenti; la promozione di condizioni favorevoli agli investimenti; e il collegamento tra le politiche in materia di energia e di clima e le politiche in materia di alloggi, povertà energetica, trasporti e mobilità sostenibile, sviluppo economico, destinazione dei suoli e assetto territoriale. Gli enti locali e regionali svolgono inoltre un forte ruolo di leadership comunitaria e possono sostenere l’azione per il clima nelle rispettive comunità locali, nei confronti delle imprese e della società civile in generale, rafforzando il coinvolgimento dei cittadini-consumatori e assicurandone l’adesione alle politiche energetiche; |
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2. |
sottolinea che gli obiettivi di un’Unione dell’energia resiliente, con un’ambiziosa politica in materia di cambiamenti climatici, possono essere conseguiti meglio attraverso un’azione coordinata a livello di UE, nazionale, regionale e locale, nonché attraverso la promozione della ricerca, delle attività di sensibilizzazione, delle soluzioni in materia di efficienza energetica e dei sistemi di approvvigionamento energetico a livello locale; questo è necessario affinché l’UE, gli Stati membri e i rispettivi enti locali e regionali procedano verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS); |
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3. |
osserva che il nuovo obiettivo del 32 % in materia di energie rinnovabili nel mix energetico dell’UE, l’obiettivo del 32,5 % in materia di efficienza energetica e il regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia rappresentano un passo avanti verso la transizione energetica sostenibile dell’Europa e una maggiore partecipazione degli enti locali e regionali; |
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4. |
ribadisce che gli Stati membri dovrebbero tenere conto in maniera esplicita degli impegni assunti a livello locale e regionale e dei risultati conseguiti nell’ambito di iniziative quali il Patto dei sindaci. Gli Stati membri dovrebbero altresì mettere a punto procedure per tenere conto, nei loro piani nazionali integrati per l’energia e il clima, dei contributi di tutti i livelli di governo e amministrativi pertinenti. Essi dovrebbero inoltre coinvolgere gli enti locali e regionali nella pianificazione e nel monitoraggio nel quadro dei rispettivi piani, in conformità con le disposizioni politiche e costituzionali di ciascuno Stato membro (1); |
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5. |
rinnova il suo invito agli Stati membri e alla Commissione europea a progredire rapidamente verso la creazione di una piattaforma multilivello di dialogo permanente sull’energia al fine di sostenere l’impegno attivo degli enti locali e regionali, delle organizzazioni della società civile, delle imprese e di altri soggetti interessati nella gestione della transizione energetica (2); |
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6. |
alla luce della proposta della Commissione europea di destinare il 25 % della spesa dell’UE all’azione per il clima in tutti i programmi dell’UE nel periodo 2021-2027 — proposta che rappresenta un buon punto di partenza — chiede che il quadro finanziario pluriennale post 2020 sia concepito con la finalità di conseguire meglio i traguardi e gli obiettivi dell’UE in materia di energia e di clima, in particolare per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, l’efficienza energetica, la mobilità pulita, la generazione di energia rinnovabile e i pozzi di assorbimento del carbonio. Chiede inoltre che siano resi disponibili, in maniera facilmente accessibile, adeguati finanziamenti dell’UE per i programmi e i progetti che perseguono tali obiettivi, in conformità con i piani nazionali integrati per l’energia e il clima degli Stati membri alla luce degli obiettivi a lungo termine dell’accordo di Parigi; |
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7. |
ritiene che, nel contesto della politica di regolamentazione dell’UE per le energie rinnovabili e l’assetto del mercato dell’energia elettrica, occorra rimuovere gli ostacoli giuridici e amministrativi e definire procedure semplificate per lo stoccaggio, il commercio e l’autoconsumo di elettricità affinché gli operatori dei mercati regionali e locali quali le comunità energetiche abbiano pieno accesso al mercato; sottolinea che gli Stati membri, nell’elaborare regimi di sostegno per le energie rinnovabili, devono agire di concerto con gli enti locali e regionali tenendo conto delle specificità delle comunità locali e regionali dell’energia rinnovabile, in modo da consentire loro di operare nel sistema energetico e agevolarne l’integrazione nel mercato. |
Importanza dell’azione a livello locale e regionale per l’attuazione dell’accordo di Parigi
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8. |
rammenta che l’accordo di Parigi riconosce l’importanza del ruolo svolto dalla governance multilivello nelle politiche climatiche e la necessità di collaborare con le regioni, le città e le parti interessate non contraenti; |
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9. |
riconosce che gli enti locali e regionali rappresentano il livello della pubblica amministrazione più vicino ai cittadini e sottolinea che molte decisioni riguardanti i settori d’intervento che rientrano nell’ambito di applicazione dell’accordo di Parigi sono adottate principalmente da detti enti; |
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10. |
sottolinea che l’impatto di tali enti sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dipende in larga misura dalla loro capacità e volontà di attuare le politiche appropriate. Ritiene pertanto necessario coinvolgere e coordinare strettamente gli enti locali e regionali al momento di tradurre questi impegni politici in azioni pubbliche, investimenti e misure di attuazione; |
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11. |
osserva che il fatto che gli Stati Uniti abbiano annunciato l’intenzione di recedere dall’accordo di Parigi, pur essendo deplorevole, ha creato nuovi incentivi per incoraggiare i governi subnazionali nell’UE, negli Stati Uniti e altrove ad agire per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici a livello mondiale e dimostrare così l’impegno dei cittadini e del livello di governo a essi più vicino; è pronto a rafforzare il suo partenariato con la Conferenza dei sindaci degli Stati Uniti e a cooperare su scala mondiale con le associazioni di enti locali e regionali in materia di azione per il clima; |
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12. |
è fermamente convinto che i rappresentanti eletti a livello locale e regionale e i rispettivi enti e reti, in collaborazione con i soggetti interessati dell’industria e la società civile, possano svolgere un ruolo essenziale nel sostenere i governi nazionali nei loro sforzi per elaborare e attuare politiche relative al clima quando i governi nazionali non sono abbastanza ambiziosi. In tale contesto sottolinea il ruolo di sostegno di iniziative quali il Patto dei sindaci per promuovere lo sviluppo e la diffusione di strumenti e metodologie per l’attuazione di attività di sviluppo delle capacità; |
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13. |
ritiene che la rivalutazione del ruolo di parti interessate non contraenti, politicamente pertinenti e democraticamente elette che ricoprono gli enti locali e regionali in quanto attori statali nella governance climatica mondiale rappresenti una tendenza non trascurabile e che sia pertanto fondamentale che il quadro normativo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) prenda atto di questa forma di governance dal basso riconoscendo formalmente il ruolo che svolge nel processo decisionale; |
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14. |
rileva che, durante l’intersessione della COP nel maggio 2017 e nel maggio 2018, l’organo sussidiario di attuazione ha consentito di compiere progressi nella partecipazione dei soggetti interessati al processo UNFCCC riconoscendo la necessità di rafforzare ulteriormente l’effettivo impegno delle parti interessate non contraenti nel quadro del sistema di governance climatica globale; |
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15. |
accoglie con favore la relazione del Parlamento europeo sul ruolo delle regioni e delle città dell’UE nell’attuare l’accordo COP 21 di Parigi sui cambiamenti climatici (3) e nota, in particolare, l’affermazione secondo la quale gli enti locali sono responsabili dell’attuazione della maggior parte delle misure di mitigazione e adattamento per quanto concerne i cambiamenti climatici e di gran parte della legislazione dell’UE in materia. |
Partecipazione formale dei governi subnazionali al sistema di governance climatica mondiale
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16. |
si compiace del fatto che il dialogo di Talanoa non si limiti a discussioni tra governi nazionali ma che consenta a una serie di parti interessate non contraenti, tra cui le regioni e le città e i rispettivi rappresentanti eletti, di sottoporre delle questioni fondamentali riguardanti l’azione per il clima all’attenzione dei responsabili politici a livello nazionale e mondiale; annuncia il proprio sostegno e impegno nei dialoghi di Talanoa con le città e le regioni come risposta immediata, globale e proattiva a questo processo e incoraggia ad accrescere il numero di dialoghi che si terranno in Europa; |
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17. |
sottolinea che tale dialogo non dovrebbe essere limitato a un approccio basato esclusivamente sulla narrativa né dominato da quest’ultimo. In uno spirito di dialogo, è essenziale ottenere un riscontro sulle risposte delle parti interessate non contraenti alle tre domande fondamentali: «Dove siamo? Dove vogliamo andare? Come procedere?», al fine di ottenere la loro fiducia e assicurare il loro impegno nell’ambito del processo. Invita pertanto le presidenze della COP, il segretariato delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico e le parti dell’UNFCCC a chiarire le modalità di elaborazione e di integrazione dei risultati del dialogo nei testi negoziali in vista della loro adozione in sede di COP 24; |
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18. |
propone che il dialogo di Talanoa prosegua dopo la COP24 e si trasformi in un esercizio intermedio da tenere ogni due anni e mezzo nel quadro del ciclo del bilancio mondiale. Nel corso di tale processo, al fine di rafforzare la comprensione globale dei progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi e di comunicare un senso di urgenza, propone di aggiungere una quarta domanda («Entro quando?») al quadro del dialogo di Talanoa; |
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19. |
chiede alla presidenza dell’UNFCCC di procedere a una valutazione dei risultati del dialogo nel 2019 e di presentare delle proposte intese a realizzare, in futuro, un processo più strutturato e pertinente rispetto ai negoziati; |
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20. |
invita la Commissione europea e gli Stati membri a ricorrere al processo di dialogo di Talanoa per impegnarsi con gli enti locali e regionali e altri soggetti interessati nella preparazione delle posizioni negoziali e dei contributi dell’UE alla COP24; |
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21. |
raccomanda che le città e le regioni preparino delle osservazioni da presentare sul portale del dialogo di Talanoa e colgano l’opportunità per far conoscere le loro ambizioni, posizioni e intenzioni nell’ambito del processo negoziale sul clima a livello mondiale; |
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22. |
accoglie con favore la piattaforma NAZCA dato che rappresenta un valido strumento per includere i soggetti interessati non contraenti nel processo decisionale dell’UNFCCC. Invita l’UNFCCC a presentare proposte su come definire meglio il ruolo delle regioni e delle città nel sistema di governance internazionale, accanto a quello della società civile e del settore privato; |
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23. |
rammenta l’impegno Bonn-Fiji adottato dai leader locali e regionali alla COP 23 e la sua richiesta di potenziare l’impegno attivo del raggruppamento delle amministrazioni locali e comunali (LGMA) all’interno degli organi e delle parti ufficiali responsabili del clima a livello mondiale, a seguito del fatto che l’impegno Bonn-Fiji è stato anche accolto con favore dal Consiglio «Affari esteri» dell’UE nel marzo 2018. Propone che il Comitato delle regioni sviluppi una cooperazione strutturata con il segretariato delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico, le presidenze della COP e i loro leader ad alto livello, nonché i pertinenti organi di negoziazione dell’UNFCCC e il gruppo «Friends of Cities» presso la UNFCCC, dopo il rinnovo proposto. |
Contributi stabiliti a livello nazionale (NDC), regionale e locale
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24. |
insiste sulla necessità di consultazioni decentrate sistematiche con i livelli di governo subnazionali durante il processo di definizione e revisione dei contributi stabiliti a livello nazionale, con la partecipazione dei soggetti interessati provenienti da settori di attività chiave, consentendo così di istituire un metodo partecipativo; |
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25. |
chiede che i contributi stabiliti a livello nazionale includano un insieme di contributi definiti a livello regionale e locale al fine di riconoscere il ruolo degli enti subnazionali nella realizzazione degli impegni internazionali in materia di clima; |
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26. |
ritiene che, affinché tale processo sia efficace a livello di UE, sia necessario prevedere delle disposizioni nel quadro del regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia, in particolare in merito alla partecipazione degli enti locali e regionali alla preparazione dei piani nazionali integrati per l’energia e il clima; |
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27. |
reputa che tali disposizioni offrirebbero una base politica e metodologica più solida per le proposte del CdR in merito alla definizione dei contributi stabiliti a livello regionale e locale (4), con l’idea di fondo di permettere agli enti subnazionali di definire chiaramente i loro impegni in materia di mitigazione e adattamento, così come hanno fatto le parti attraverso i contributi stabiliti a livello nazionale, al fine di offrire contributi solidi e trasparenti, a cominciare da processi affidabili di monitoraggio, comunicazione e verifica; |
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28. |
invita la Commissione europea a presentare, di concerto con il CdR, una proposta non legislativa su una metodologia di monitoraggio e valutazione per registrare i progressi compiuti dalle città nella realizzazione delle loro rispettive visioni entro il 2050 e delle loro strategie entro il 2030; ci si potrebbe fondare a tal fine sull’attuale quadro di monitoraggio e valutazione del Patto dei sindaci; |
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29. |
invita la Commissione europea a semplificare il processo di rendicontazione e il sistema di monitoraggio del Patto dei sindaci di concerto con gli enti locali o regionali, e a ridurre i tempi richiesti per valutare i Piani d’azione per l’energia sostenibile (SEAP) al fine di accrescere il numero degli impegni riconosciuti, garantire la compatibilità dei quadri di monitoraggio e valutazione e ridurre al minimo gli oneri in termini di rendicontazione per le città e le regioni; |
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30. |
alla luce del parere del CdR sui finanziamenti per il clima (5), invita la Commissione europea a proporre una definizione chiara e vincolante di «finanziamenti per il clima» e delle relative categorie di investimenti, in linea con l’attuale definizione dell’UNFCCC; suggerisce che gli Stati membri elaborino dei piani di investimenti relativi al clima che prevedano di (i) identificare il livello e il tipo di supporto necessario per indirizzare ogni gap di finanziamento, (ii) valutare le possibilità di un ulteriore sostegno fiscale a livello nazionali per ogni azione in materia di clima, (iii) coordinare le azioni in materia di clima, sviluppo delle capacità e ulteriore impegno delle parti interessate al fine di aggiornare i rispettivi contributi stabiliti a livello nazionale e (iv) indicare i mezzi nazionali destinati a valutare e gestire il rischio climatico per gli investitori. |
Orientamenti per l’attuazione dell’accordo di Parigi
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31. |
sottolinea che i contributi stabiliti a livello locale o regionale possono favorire il conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi e invita le parti dell’UNFCCC a definire gli orientamenti per i contributi stabiliti a livello nazionale, tenendo conto della loro eventuale interazione con un sistema flessibile di contributi stabiliti a livello locale o regionale; |
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32. |
chiede che il quadro per la trasparenza comprenda, all’interno delle relazioni sugli inventari nazionali da presentare nell’ambito di questo esercizio, una sezione specifica sulle azioni di mitigazione adottate a livello subnazionale come un modo per contribuire a monitorare i progressi compiuti nel conseguimento dei contributi stabiliti a livello nazionale (regionale e locale). |
Bilancio globale
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33. |
invita le parti dell’UNFCCC e la Commissione europea a integrare nelle future norme sul bilancio globale un obbligo per le parti di consultare e coinvolgere gli enti locali e regionali nella fase di elaborazione delle loro osservazioni; |
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34. |
sottolinea che la portata del bilancio globale dovrebbe essere più ampia di una semplice valutazione delle azioni combinate notificate dalle parti (tramite gli NDC e altre relazioni nazionali), e dovrebbe includere contributi di tutti i soggetti interessati, in particolare degli enti locali e regionali, sui progressi compiuti al fine di ottenere un quadro completo dei progressi complessivi effettuati nel conseguimento degli obiettivi a lungo termine dell’accordo di Parigi di cui agli articoli 2.1, 4.1 e 7.1 dell’accordo medesimo; |
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35. |
sottolinea la disponibilità del CdR, in qualità di parte del raggruppamento delle amministrazioni locali e comunali (LGMA) presso l’UNFCCC e in quanto istituzione che rappresenta gli enti locali e regionali dell’Unione europea, a rafforzare il suo impegno nelle discussioni con l’UNFCCC e le rispettive parti al fine di fornire i contributi di città e regioni in merito alla valutazione aperta, inclusiva e trasparente degli sforzi collettivi nell’ambito del bilancio globale; |
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36. |
chiede che le organizzazioni ammesse all’UNFCCC e i soggetti interessati non contraenti abbiano la possibilità di interrogare le parti sulle loro osservazioni durante le varie fasi del bilancio globale, affinché il processo possa trarre beneficio da un insieme più ampio di contributi dal livello di base. Chiede che le metodologie e i dati siano accessibili al pubblico per assicurare la più completa trasparenza e per adempiere agli obblighi di rendicontazione; |
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37. |
rileva con preoccupazione che il bilancio globale potrebbe non essere in grado di conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi e sottolinea che dei contributi locali e regionali supplementari potrebbero rafforzare l’ambizione di realizzare la piena attuazione dell’accordo (6). |
Adattamento
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38. |
propone che l’UE si ponga alla guida dell’azione internazionale in materia di adattamento ai cambiamenti climatici, promuovendola a tutti i livelli, e che si agisca in parallelo con gli sviluppi internazionali per agevolare i progressi a livello regionale e locale. A tal fine, propone la creazione di un quadro legislativo vincolante per l’adozione di misure di adattamento e di impegni quantificabili per misurare i progressi compiuti nell’adattamento. |
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39. |
chiede che, in aggiunta ai finanziamenti stanziati a titolo del meccanismo di sviluppo pulito (CDM) e dai paesi sviluppati, anche i governi locali e regionali siano incoraggiati nei rispettivi contesti nazionali a contribuire finanziariamente al Fondo di adattamento; |
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40. |
sottolinea la necessità che detto Fondo semplifichi le procedure relative ai contributi finanziari dei singoli enti locali e regionali; |
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41. |
chiede di accordare agli enti locali e regionali dotati di competenze particolarmente solide in materia di adattamento il diritto di essere associati alle entità incaricate dell’attuazione del Fondo di adattamento nei paesi terzi al fine di contribuire all’attuazione dei programmi e dei progetti nonché alla progettazione di politiche e strategie di adattamento a livello regionale o locale; |
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42. |
chiede che a un rappresentante del raggruppamento delle amministrazioni locali e comunali (LGMA) sia riconosciuto lo status di osservatore all’interno del consiglio di amministrazione del Fondo per l’adattamento; |
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43. |
propone di introdurre strumenti specifici destinati agli enti locali e regionali, che consentano loro un accesso più agevole agli strumenti finanziari disponibili nell’UE, e di creare un portale che concentri le informazioni relative ai diversi fondi di finanziamento europeo per il clima. |
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44. |
esorta la Commissione europea a collaborare con altre parti al fine di accelerare il finanziamento a favore della riduzione dei rischi, della resilienza e dei piani di adattamento orientati alle priorità delle comunità locali e degli enti locali e regionali cui sono destinati. |
Il settore agricolo e l’uso del suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura (LULUCF)
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45. |
riconosce che l’intensità e la frequenza delle calamità naturali sono aumentate in maniera significativa nell’ultimo decennio, che la problematica delle calamità naturali è un elemento imprescindibile per le misure volte a fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici, e che questi due temi dovrebbero essere affrontati congiuntamente (7). Sottolinea che occorre potenziare le sinergie tra le reti, i progetti e gli accordi che si propongono di affrontare il fenomeno dei cambiamenti climatici e analoghi soggetti o enti che operano nel campo della resilienza alle catastrofi, come il quadro d’azione di Sendai per la riduzione dei rischi di catastrofi 2015-2030, al fine di rafforzare le capacità di città e regioni nel far fronte alle catastrofi (8); |
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46. |
esorta la Commissione europea ad offrire riconoscimento agli enti locali e regionali e a fare affidamento su di loro per rispondere alle sfide in materia di clima ed energia nell’agricoltura e nei settori LULUCF. In alcune regioni e città, le strategie in materia di clima ed energia sostengono già la decarbonizzazione di questi settori. Il CdR sottolinea pertanto il ruolo di dette strategie a livello regionale e locale per sostenere la decarbonizzazione dei settori dell’agricoltura e dell’uso del suolo. |
Perdite e danni
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47. |
accoglie con favore il dialogo tra esperti svoltosi nell’aprile 2018, che ha vagliato le diverse opzioni volte a mobilitare le competenze, le tecnologie e il sostegno alle vittime dei cambiamenti climatici. Sottolinea la necessità di integrare le questioni relative alle perdite e ai danni nei pertinenti processi a livello nazionale e di UNFCCC, come lo sviluppo delle capacità, il trasferimento di tecnologie e il sostegno finanziario; |
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48. |
sottolinea la necessità che gli enti locali e regionali, tanto dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo, individuino e utilizzino, in cooperazione con i governi nazionali e nel quadro dell’UNFCCC, mezzi alternativi per affrontare la questione delle perdite e dei danni. A tal fine, sarebbe opportuno includere il concetto di rischio climatico nelle valutazioni del rischio di tipo territoriale e settoriale. |
Altre questioni
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49. |
incoraggia gli enti locali a continuare a sostenersi a vicenda tramite meccanismi di sostegno tra pari e riconosce la loro importanza nello sviluppo delle capacità. In tale contesto riconosce l’importanza delle attività del Patto dei sindaci e dello strumento TAIEX REGIO PEER 2 PEER; |
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50. |
attende con interesse la pubblicazione dei risultati del convegno internazionale sul tema Le città e la scienza dei cambiamenti climatici, co-patrocinato dal gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), e invita l’UNFCCC a considerare tali risultati come parte dell’attuazione in corso dell’accordo di Parigi; |
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51. |
sottolinea l’importanza delle politiche di promozione delle produzioni locali e dell’attività delle piccole e medie imprese in quanto parte integrante dell’azione per attenuare le conseguenze negative dei cambiamenti climatici, e raccomanda pertanto di fare in modo che i programmi di sovvenzionamento dello sviluppo rurale rispecchino gli obiettivi della strategia di lotta ai cambiamenti climatici. |
Bruxelles, 5 luglio 2018.
Il presidente del Comitato europeo delle regioni
Karl-Heinz LAMBERTZ
(1) Parere del CdR Governance dell’Unione dell’energia ed energia pulita (CDR 830/2017), relatore: Bruno HRANIĆ (HR/PPE).
(2) Ibid.
(3) Commissione Sviluppo regionale del Parlamento europeo, relazione sul ruolo delle regioni e delle città dell’UE nell’attuare l’accordo COP 21 di Parigi sui cambiamenti climatici (2017/2006(INI)].
(4) Parere CDR 2108/2017 Finanziamenti per il clima: uno strumento essenziale per l’attuazione dell’Accordo di Parigi, relatore: Marco DUS (IT/PSE).
(5) Ibid.
(6) Cfr. ad esempio la relazione Advancing climate ambition: cities as partners in global climate action («Rafforzare l’ambizione in materia di clima: le città in qualità di partner nell’azione globale per il clima»), elaborata dall’inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per le città e i cambiamenti climatici in collaborazione con la rete C40 Cities Climate Leadership Group e destinata al segretario generale delle Nazioni Unite.
(7) NAT-VI/015.
(8) NAT-VI/029.