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Document 52017SC0263

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'importazione di beni culturali

SWD/2017/0263 final - 2017/0158 (COD)

Bruxelles, 13.7.2017

SWD(2017) 263 final

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE

SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO

che accompagna il documento

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'importazione di beni culturali

{COM(2017) 375 final}
{SWD(2017) 262 final}


Scheda di sintesi

Valutazione d'impatto su una proposta relativa a misure doganali sull'importazione di beni culturali

A. Necessità di agire

Per quale motivo? Qual è il problema affrontato? Massimo 11 righe

Nel quadro dell'agenda europea sulla sicurezza del 2015 1 e del piano d’azione per rafforzare ulteriormente la lotta contro il finanziamento del terrorismo del 2016 2 la Commissione ha annunciato la preparazione di una proposta legislativa contro il commercio illegale di beni culturali entro la fine del secondo trimestre del 2017.

La proposta affronta il problema dei beni culturali provenienti da paesi terzi illegalmente sradicati dal loro contesto culturale e archeologico e introdotti nell'UE, che favoriscono la criminalità organizzata, il finanziamento del terrorismo, il riciclaggio di denaro e l'evasione fiscale, nonché la perdita di identità e patrimonio culturale dei paesi di origine. Essa fa seguito alla normativa UE che vieta il commercio di beni culturali provenienti dall'Iraq e dalla Siria [regolamento (CE) n. 1210/2003 e regolamento (UE) n. 36/2012].

Qual è l'obiettivo di questa iniziativa? Massimo 8 righe

L'iniziativa mira a impedire l'importazione e il deposito nell'UE di beni culturali esportati illegalmente da un paese terzo, riducendo il traffico dei beni culturali, contrastando il finanziamento del terrorismo e proteggendo il patrimonio culturale, in particolare i reperti archeologici dei paesi di origine in cui sono in corso conflitti armati. A tal fine si propone di: formulare una definizione comune di beni culturali all'importazione; garantire l'esercizio di diligenza da parte degli importatori al momento dell'acquisto di beni culturali da paesi terzi; stabilire informazioni standardizzate che attestino la legalità dei beni; introdurre deterrenti efficaci al traffico e promuovere il coinvolgimento attivo dei portatori di interesse nella protezione del patrimonio culturale.

Qual è il valore aggiunto dell'azione a livello dell'UE? Massimo 7 righe 

Le misure di ispezione e controllo adottate da uno Stato membro non impediscono l'entrata illegale in tale paese di beni culturali provenienti da un diverso Stato membro che non abbia disposto tali controlli. Le discrepanze nel trattamento degli operatori economici nei diversi Stati membri danno luogo a discriminazioni. È necessario un approccio condiviso per garantire un trattamento omogeneo ed efficace delle importazioni in tutta l'UE.

B. Soluzioni

Quali opzioni strategiche, di carattere legislativo e di altro tipo, sono state prese in considerazione? È stata preferita un'opzione? Per quale motivo? Massimo 14 righe 

Le opzioni strategiche sono state prese in considerazione in gruppi.

In primo luogo, opzioni rappresentate da strumenti giuridici non vincolanti volti a incentivare la buona volontà e l'autodisciplina dei portatori di interesse e a migliorare le capacità delle autorità competenti (GRUPPO A).

In secondo luogo, opzioni di carattere legislativo focalizzate su due importanti elementi:

- la definizione adeguata dello spettro di beni culturali interessati dall'iniziativa (GRUPPO B),

- gli obblighi documentali volti a certificare la natura lecita dei beni (GRUPPO C).

Il gruppo C prevede più specificamente le seguenti opzioni di certificazione:

a) certificato di esportazione emesso dal paese di origine e cooperazione amministrativa con il paese in questione;

b) dichiarazione dell'importatore (dichiarazione giurata) e modulo Object ID recante informazioni di base sui beni;

c) licenza di importazione rilasciata dalle autorità culturali dell'UE per tutti i beni culturali;

d) licenza di importazione per i beni culturali ad alto rischio di saccheggio (reperti archeologici) e dichiarazione dell'importatore e Object ID per tutti gli altri beni culturali (combinazione di elementi delle opzioni b) e c).

Quali sono i sostenitori delle varie opzioni? Massimo 7 righe 

Le imprese e i rappresentanti di interessi sono a favore di opzioni di carattere non legislativo e preferirebbero non avere obblighi documentali specifici per l'UE all'importazione. Tra tali obblighi sembrerebbero opporsi in misura minore alla dichiarazione dell'importatore. Le autorità pubbliche degli Stati membri, le ONG e la società civile sono a favore di misure più rigorose, quali certificati di esportazione o licenze di importazione; tali soggetti nutrono dubbi sull'efficacia della dichiarazione dell'importatore, poiché l'autocertificazione non è mai stata testata in tale ambito.

C. Impatto dell'opzione preferita

Quali sono i vantaggi dell'opzione preferita (se ne esiste una, altrimenti delle opzioni principali)? Massimo 12 righe

L'opzione preferita unisce strumenti giuridicamente non vincolanti e misure di carattere legislativo per un'ampia varietà di beni, con un limite minimo di età di 250 anni. Sono inoltre previsti obblighi documentali volti a dimostrare la provenienza lecita. Si prevede che in questo modo, mediante controlli più efficaci, si ridurrà il traffico dei beni culturali, si contrasterà il finanziamento del terrorismo e si proteggerà il patrimonio culturale, in particolare nei paesi di origine in cui sono in corso conflitti armati.

Quali sono i costi dell'opzione preferita (se ne esiste una, altrimenti delle opzioni principali)? Massimo 12 righe

Gli operatori economici che importano beni culturali considerati patrimonio a rischio (una minima parte del mercato dell'arte) dovranno ottenere una licenza di importazione prima di poter importare tali beni nell'UE. Ciò farà insorgere alcuni costi a carico degli importatori per raccogliere la documentazione e presentarla alle autorità, nonché un certo livello di spesa a carico delle autorità culturali per garantire che esse dispongano della competenza adeguata a esaminare le domande. Per altri beni gli importatori dovranno compilare la dichiarazione dell'importatore e l'Object ID e presentarli alle autorità doganali perché siano esaminati e registrati.

Quale sarà l'incidenza su aziende, PMI e microimprese? Massimo 8 righe

Quasi tutte le imprese attive nel mercato dell'arte sono micro o piccole imprese. Le misure proposte sono state pertanto prese in considerazione presupponendo che tutti gli operatori fossero PMI, ossia si è cercato di scegliere soluzioni che richiedessero limitate risorse operative e costi di adeguamento quanto più possibile contenuti.

L'impatto sui bilanci e sulle amministrazioni nazionali sarà considerevole? Massimo 4 righe

Ad eccezione del caso delle licenze di importazione per reperti archeologici ed elementi di monumenti, per cui gli Stati membri dovranno garantire una competenza specializzata per il trattamento delle domande, le restanti misure non introducono esigenze significative in termini di risorse umane o costi operativi.

Sono previsti altri impatti significativi? Massimo 6 righe

I controlli doganali e gli altri deterrenti al traffico (sanzioni) avranno un impatto negativo sul finanziamento della criminalità organizzata e del terrorismo che operano all'interno e all'esterno dell'UE. Le misure dell'UE potrebbero avere un impatto positivo sui paesi terzi il cui patrimonio culturale è a rischio.

Proporzionalità 

La misura non impone costi irragionevoli a carico di operatori e amministrazioni.

D. Tappe successive

Quando saranno riesaminate le misure proposte? Massimo 4 righe 

La Commissione riferirà in merito all'attuazione del regolamento ogni cinque anni.

(1)

COM (2015) 185 final.

(2)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio relativa a un piano d'azione per rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo [COM(2016) 50 final].

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