COMMISSIONE EUROPEA
Bruxelles, 20.12.2017
COM(2017) 805 final
Raccomandazione di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che autorizza l'avvio di negoziati per un accordo tra l'Unione europea e la Repubblica libanese sullo scambio di dati personali tra l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e le autorità libanesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo
RELAZIONE
1.CONTESTO DELLA RACCOMANDAZIONE
In un mondo globalizzato in cui la criminalità grave e il terrorismo sono sempre più transnazionali e polivalenti, le autorità di contrasto dovrebbero essere pienamente attrezzate per cooperare con i partner esterni al fine di garantire la sicurezza dei loro cittadini. Europol dovrebbe quindi essere in grado di scambiare dati personali con autorità di contrasto di paesi terzi nella misura necessaria allo svolgimento dei suoi compiti.
Da quando è entrato in applicazione il regolamento 2016/794, il 1° maggio 2017, e conformemente al trattato, la Commissione è competente per negoziare, a nome dell'Unione, accordi internazionali con paesi terzi per lo scambio di dati personali con Europol. Nella misura in cui ciò sia necessario allo svolgimento dei suoi compiti, Europol può instaurare e mantenere relazioni di cooperazione con partner esterni tramite accordi di lavoro e intese amministrative, che non possono di per sé costituire una base giuridica per lo scambio di dati personali.
Tenendo conto della strategia politica delineata nell'agenda europea sulla sicurezza, nelle conclusioni del Consiglio e nella strategia globale, delle esigenze operative delle autorità di contrasto in tutta l'UE e dei potenziali vantaggi di una cooperazione più stretta in questo settore, la Commissione ritiene necessario avviare a breve termine negoziati con otto paesi, identificati nell'11a relazione sui progressi compiuti verso la creazione di un’autentica ed efficace Unione della sicurezza.
La Commissione ha presentato la sua valutazione dei paesi prioritari tenendo conto delle esigenze operative di Europol. La strategia di Europol per il periodo 2016-2020 individua la regione mediterranea come prioritaria ai fini di partenariati rafforzati. Anche la strategia esterna di Europol per il periodo 2017-2020 sottolinea la necessità di una cooperazione più stretta tra Europol e la regione del Medio Oriente e Nord Africa (MENA) per affrontare l'attuale minaccia terroristica e le sfide connesse alla migrazione.
Europol non ha concluso accordi con nessuno dei paesi di questa regione.
La presente raccomandazione riguarda specificamente i negoziati con il Libano, anche se la cooperazione con qualsiasi paese della regione MENA dev'essere considerata nel contesto dell'intera regione. L'attuale instabilità della regione, specialmente la situazione in Siria e in Iraq, pone una notevole minaccia a lungo termine per la sicurezza dell'UE a cui occorre reagire urgentemente, da un lato con una lotta efficace contro il terrorismo e la connessa criminalità organizzata, dall'altro affrontando i problemi collegati alla migrazione, come il favoreggiamento della migrazione irregolare e la tratta di esseri umani. Per affrontare tali sfide è cruciale cooperare con le autorità di contrasto locali.
Sulla base di dialoghi tecnici volti a definire azioni comuni per migliorare lo scambio di informazioni e le azioni operative congiunte contro il traffico delle armi da fuoco, l'UE ha già concordato con il Libano un elenco di azioni per rafforzare la cooperazione UE-MENA tra i servizi di contrasto competenti, favorire lo sviluppo di capacità nei pertinenti programmi regionali e/o bilaterali e sviluppare azioni operative in un quadro comunemente stabilito. Il Libano ha inoltre dimostrato il suo interesse a cooperare nella lotta contro il terrorismo con le autorità di contrasto dell'UE, segnatamente per quanto riguarda la formazione impartita da CEPOL. Tale cooperazione non comprende però il trasferimento di dati personali.
Contesto politico
L'UE e il Libano sono partner fondamentali che affrontano sfide comuni legate al protrarsi delle crisi e all'instabilità nel vicinato. Hanno stabilito un solido partenariato che abbraccia i molteplici settori definiti dall'accordo di associazione in vigore dal 2006. Il Libano si trova a dover far fronte a difficili sfide economiche, sociali e in materia di sicurezza. Aggiungendosi a debolezze preesistenti, il conflitto siriano ha intensificato la pressione sulle istituzioni, sulle infrastrutture e sull'ambiente del Libano e ne ha compromesso la stabilità socioeconomica. Il Libano ospita più di un milione di rifugiati siriani registrati, oltre ai circa 300 000 rifugiati palestinesi che si trovavano già nel suo territorio.
L'11 novembre 2016 l'UE e il Libano hanno adottato priorità di partenariato per gli anni 2016-2020 che delineano un ambizioso programma strategico volto ad approfondire i legami e a stabilizzare il paese e la regione in generale, come previsto dalla politica europea di vicinato riveduta e dalla strategia globale dell'UE. Sono state stabilite quattro priorità: sicurezza e lotta al terrorismo, governance e Stato di diritto, promozione delle opportunità di crescita e di lavoro, migrazione e mobilità.
L'UE e il Libano hanno inoltre stipulato un patto che prevede impegni reciproci e azioni prioritarie, in linea con la dichiarazione d'intenti rilasciata in occasione della conferenza di Londra dello scorso anno (febbraio 2016). Gli impegni rinnovati in occasione della conferenza di Bruxelles (5 aprile 2017) intitolata "Sostenere il futuro della Siria e della regione" hanno rafforzato queste responsabilità condivise per affrontare le ripercussioni della crisi siriana.
Il Libano ha già espresso in varie occasioni il suo interesse a negoziare un accordo con Europol, in particolare nel contesto del dialogo sulla lotta al terrorismo del 26 gennaio 2016 e della tabella di marcia concordata.
È in corso un dialogo con il Libano sulla lotta al terrorismo e la sicurezza, con un piano d'azione che prevede lo sviluppo di una strategia nazionale di lotta al terrorismo, la cooperazione tra le autorità di contrasto e giudiziarie, la lotta al finanziamento del terrorismo, la gestione delle frontiere, la sicurezza degli aeroporti e dell'aviazione e la lotta all'estremismo violento.
Esigenze operative
Sulla base dei dati contenuti nella valutazione della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme gravi di criminalità (SOCTA) del 2017 e nella relazione sulla situazione e sulle tendenze del terrorismo in Europa (TE-SAT) del 2017, delle discussioni di cui sopra nonché, fra l'altro, delle conoscenze degli esperti interni di Europol, la cooperazione con il Libano risulta necessaria soprattutto per lottare contro i fenomeni criminali esposti qui di seguito.
Terrorismo: la destabilizzazione della Siria (e le sue potenziali ripercussioni), la diffusione di Daesh e di altri gruppi designati come terroristici costituiscono una minaccia diretta alla sicurezza del Libano e dell'UE, entrambi presi di mira da gruppi terroristici. I terroristi che hanno operato in Europa e in Libano si sono recati specialmente in Siria, in Iraq e in altre zone di conflitto per addestrarsi e combattere.
Una più stretta cooperazione in materia di contrasto, comprendente lo scambio di dati personali, contribuirà a individuare e perseguire i sospetti terroristi, a prevenire i viaggi a fini terroristici (compreso il rischio di infiltrazione di terroristi nei flussi migratori o di loro spostamenti in altre zone di conflitto) e il finanziamento del terrorismo (compreso il nesso con la criminalità organizzata).
Traffico di armi da fuoco: l'UE e il Libano hanno stabilito una cooperazione sulle armi da fuoco e hanno concordato un programma di lavoro comprendente lo scambio delle migliori prassi, la formazione e lo sviluppo di capacità. Con l'aumentare della cooperazione, l'esigenza di migliorare la condivisione delle informazioni e le successive indagini diventa ancora più urgente. Confinando con la Siria, il Libano può svolgere un ruolo fondamentale nell'impedire l'ingresso delle armi da fuoco nei teatri di conflitti armati e nell'intercettare spedizioni illecite, specialmente al loro ritorno nell'UE.
Problemi connessi alla migrazione: il Libano ospita una popolazione notevolmente vasta di migranti irregolari e tramite un programma di gestione integrata delle frontiere riceve assistenza per rendere sicure e controllare le sue frontiere. La cooperazione con le autorità libanesi sarebbe utile anche per lottare contro la frode relativa ai documenti, un reato collegato al traffico di migranti.
Traffico di droga: la regione del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA) è una fonte, un punto di transito e un luogo di consumo importante di droghe illecite. Con una base stabile di clientela nel nord e la rotta dell'eroina che l'attraversa da est a ovest, la regione da un lato influenza, dall'altro è negativamente influenzata, dall'abuso e dalla produzione di sostanze illecite. Il Libano è il secondo produttore principale di cannabis e resina di cannabis nella regione MENA, mentre resta poco chiara l'estensione della produzione di captagon nel paese. Nel 2016 un programma finanziato dall'UE sulla rotta della cocaina (componente del programma AIRCOP) ha permesso di istituire in Libano un'autorità legale di task force congiunta per il divieto negli aeroporti (Joint Airport Interdiction Task Force Legal Authority, JAITF).
La criminalità organizzata può ricavare grossi profitti dal mercato nero libanese delle sigarette, delle automobili, delle merci contraffatte, di software, CD e DVD piratati.
2.ELEMENTI GIURIDICI DELLA RACCOMANDAZIONE
Il regolamento (UE) 2016/794 che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) stabilisce il quadro giuridico di Europol, in particolare gli obiettivi, i compiti, l'ambito di competenze, le salvaguardie in materia di protezione dei dati e le modalità di cooperazione con i partner esterni.
La presente raccomandazione è coerente con le disposizioni del regolamento Europol.
L'obiettivo della presente raccomandazione è ottenere dal Consiglio l'autorizzazione per la Commissione a negoziare il futuro accordo a nome dell'UE. La base giuridica che permette al Consiglio di autorizzare l'avvio di negoziati è l'articolo 218, articoli 3 e 4, del TFUE.
In linea con l'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Commissione è designata come negoziatore dell'Unione per l'accordo tra l'Unione europea e il Libano sullo scambio di dati personali tra l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e le autorità libanesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo.
Raccomandazione di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che autorizza l'avvio di negoziati per un accordo tra l'Unione europea e la Repubblica libanese sullo scambio di dati personali tra l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e le autorità libanesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 218, paragrafi 3 e 4,
vista la raccomandazione della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)Il regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio è stato adottato l'11 maggio 2016 ed è applicabile dal 1° maggio 2017.
(2)Tale regolamento, in particolare l'articolo 25, definisce le norme per il trasferimento di dati personali dall'Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) a paesi terzi e ad organizzazioni internazionali. Europol può trasferire dati personali a un'autorità di un paese terzo sulla base di un accordo internazionale concluso tra l'Unione e tale paese terzo ai sensi dell'articolo 218 TFUE, che presti garanzie sufficienti con riguardo alla tutela della vita privata e dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone.
(3)È opportuno avviare negoziati al fine di concludere tale accordo tra l'Unione europea e la Repubblica libanese.
(4)L’accordo deve rispettare i diritti fondamentali e osservare i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, segnatamente il diritto al rispetto della vita privata e della vita familiare di cui all'articolo 7, il diritto alla protezione dei dati di carattere personale di cui all'articolo 8 e il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale di cui all'articolo 47. È opportuno che l’accordo sia applicato in conformità di tali diritti e principi,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La Commissione è autorizzata a negoziare, a nome dell'Unione, un accordo tra l'Unione europea e la Repubblica libanese sullo scambio di dati personali tra l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e le autorità libanesi competenti per la lotta contro le forme gravi di criminalità e il terrorismo.
Articolo 2
Le direttive di negoziato figurano nell'allegato.
Articolo 3
I negoziati sono condotti in consultazione con il [nome del comitato speciale da inserire a cura del Consiglio].
Articolo 4
La Commissione è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Consiglio
Il presidente