COMMISSIONE EUROPEA
Strasburgo, 5.7.2016
SWD(2016) 225 final
DOCUMENTO DI LAVORO CONGIUNTO DEI SERVIZI
SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO
Potenziare le capacità per promuovere la sicurezza e lo sviluppo
che accompagna il documento
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 230/2014, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace
{COM(2016) 447 final}
{SWD(2016) 222 final}
Relazione sulla valutazione d'impatto – Sintesi
Potenziare le capacità per promuovere la sicurezza e lo sviluppo
A.Necessità di agire
Nelle conclusioni del Consiglio europeo del 19 e 20 dicembre 2013, si è posto l'accento sull'importanza di "sostenere i paesi e le organizzazioni regionali partner, fornendo loro formazione, consulenza, attrezzature e risorse, così da accrescere la loro capacità di prevenire e gestire autonomamente le crisi".
Nell'aprile 2015 la Commissione europea e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno adottato una comunicazione congiunta "Potenziare le capacità per promuovere la sicurezza e lo sviluppo" (CBSD). La comunicazione ha individuato alcune lacune nella capacità dell'UE di sostenere il rafforzamento delle capacità dei partner nel settore della sicurezza e ha poi concluso che "attualmente non esiste uno strumento di bilancio dell'UE volto a erogare un finanziamento globale per il potenziamento delle capacità nel settore della sicurezza nei paesi partner, specie per quanto riguarda la componente militare".
Si tratta di una situazione problematica, perché "i conflitti, l'insicurezza e l'instabilità [...] sono all'origine di sofferenze umane e trasferimenti forzati e hanno conseguenze disastrose in termini di sviluppo, come riconosciuto [...] dalla risoluzione delle Nazioni Unite "Trasformare il nostro mondo: Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", in particolare l'obiettivo 16" per la pace e la stabilità.
La stabilità e la sicurezza sono essenziali affinché gli sforzi compiuti in materia di sviluppo possano sortire i loro effetti in modo duraturo; fanno parte delle strategie di politica di sviluppo globale che comprendono la promozione delle condizioni per la pace e la sicurezza delle persone. Le lacune individuate nel sostegno all'CBSD compromettono la capacità dell'UE di raggiungere gli obiettivi di azione esterna, compresa la promozione delle condizioni propizie alla pace, alla sicurezza umana e allo sviluppo sostenibile.
Gli obiettivi generali dell'iniziativa sono quelli enunciati agli articoli 21 del TUE e 208 del TFUE, e in particolare:
garantire che l'aiuto allo sviluppo dell'UE a favore dei paesi fragili in via di sviluppo non sia compromesso da situazioni di instabilità e di conflitto, consentendo a tutti gli operatori della sicurezza, compreso il settore militare, di garantire la stabilità, la pace e l'ordine pubblico;
favorire lo sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile dei paesi in via di sviluppo, con l'obiettivo primario di sradicare la povertà, rispettando nel contempo gli impegni e tenendo conto degli obiettivi approvati nel quadro delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali pertinenti.
Gli obiettivi specifici sono:
contribuire a migliorare la capacità dei paesi partner di prevenire e gestire autonomamente le crisi;
contribuire a migliorare l'efficacia degli operatori della sicurezza, anche quelli militari, nei paesi partner potenziando le capacità a favore della sicurezza e dello sviluppo; e
contribuire a garantire il rispetto dello Stato di diritto e un'adeguata governance, nonché il rafforzamento dei meccanismi civili di controllo e di vigilanza dei militari nei paesi terzi.
L'azione dell'UE è necessaria e giustificata sulla base sia degli obiettivi stabiliti dal trattato (articolo 21 del TUE; articolo 208 del TFUE) sia del principio di sussidiarietà. Gli Stati membri dell'UE hanno invitato la Commissione e l'Alto rappresentante a presentare proposte che consentirebbero all'Unione di avviare un'azione globale in materia di potenziamento delle capacità a favore della sicurezza e dello sviluppo. Un sostegno globale e flessibile dell'UE al settore della sicurezza comporterebbe il vantaggio di consentire azioni a breve e a lungo termine in modo da coinvolgere tutti gli operatori della sicurezza di un paese, e permetterebbe un coordinamento più adeguato di tale sostegno.
B.Soluzioni
Un mancato intervento determinerebbe una scarsa efficacia delle iniziative dell'Unione e della sua capacità di contribuire alla stabilità e al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare nei paesi fragili. La soluzione comporta necessariamente la presentazione di una proposta che risponda all'esigenza di apportare un sostegno finanziario globale a tutti gli attori del settore della sicurezza, compreso il settore militare, qualora possa essere chiaramente dimostrato che l'obiettivo e il contenuto delle attività previste contribuiscano chiaramente agli obiettivi della politica di sviluppo.
Le varie opzioni prevedono un adeguamento dei meccanismi di finanziamento esistenti all'interno o al di fuori del bilancio generale dell'Unione e la messa a punto di un vero e proprio strumento specifico di finanziamento globale che risponda all'obiettivo dell'iniziativa. Queste opzioni comportano modifiche a vari livelli della legislazione secondaria esistente e calendari diversi. Si ritiene indispensabile adoperarsi per una soluzione immediata e realista al fine di affrontare le sfide immediate. Questa soluzione consisterebbe nell'adozione di una proposta da parte della Commissione nel corso del 2016.
La valutazione dell'impatto conclude che una revisione dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace
(IcSP) costituirebbe l'opzione più appropriata ed efficace a breve termine. Un'attuazione globale e a lungo termine dell'iniziativa CBSD (compreso il sostegno ai militari per fini di difesa) richiederebbe la combinazione di uno strumento di bilancio (per i compiti in materia di sviluppo) e di un altro meccanismo, possibilmente fuori bilancio.
Oltre ad ampie consultazioni con gli Stati membri e altri soggetti interessati nel 2015, dal 1° aprile al 27 maggio 2016 si è svolta una consultazione pubblica online per dare al pubblico la possibilità di formulare le proprie osservazioni in proposito. Il 94% di coloro che hanno risposto sono del parere che un settore della sicurezza efficace, legittimo e responsabile nei paesi partner potrebbe contribuire alla pace, alla sicurezza delle persone e allo sviluppo sostenibile. Analogamente, l'85% degli intervistati concorda sul fatto che il rafforzamento della governance degli operatori militari, in particolare nei paesi fragili, potrebbe portare alla stabilità e al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (OSS). La consultazione pubblica, nonostante non sia rappresentativa, indica che le persone consultate hanno convenuto sulla necessità di agire. In un documento informale del 15 aprile 2016, dieci Stati membri dell'UE hanno sottolineato che, nel breve termine, l'IcSP costituisce lo strumento più adeguato in materia di potenziamento delle capacità per promuovere la sicurezza e lo sviluppo.
C.Impatto dell'opzione preferita
La revisione dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP) è l'opzione preferita a livello di tempistica, di copertura geografica e di flessibilità della sua attuazione in quanto strumento di crisi. L'IcSP è volto a rispondere a situazioni di urgenza, di crisi o di crisi emergenti al fine di prevenire i conflitti, ma anche ad apportare un sostegno a più lungo termine alla prevenzione dei conflitti, alla costruzione della pace e alla preparazione alle crisi, nonché ad affrontare le minacce globali, transregionali ed emergenti. L'IcSP può applicarsi a livello mondiale e pone l'accento sulla risposta alle crisi nei paesi terzi. Pertanto, una sua eventuale revisione si limiterebbe ad aggiungere un dispositivo che consenta di colmare le lacune esistenti nel sostegno apportato all'insieme degli attori della sicurezza (anche militari) al fine di permettere in particolare l'offerta di formazione e attrezzature per rispondere alle esigenze urgenti, a breve e medio termine, nell'ambito del conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Il sostegno alle forze armate di paesi terzi mediante gli strumenti dell'UE, sulla base giuridica dell'articolo 209 del TFUE, resterebbe un'eccezione. Sarebbe applicabile soltanto a determinati paesi partner in situazioni chiaramente definite in cui il rafforzamento delle capacità delle forze armate persegue un obiettivo di sviluppo.
Una dotazione di bilancio di 100 milioni di EUR per il periodo 2017-2020 sarebbe adeguata. L'iniziativa sarebbe finanziata mediante la riassegnazione all'interno della rubrica IV ("Ruolo mondiale dell'Europa") del bilancio generale dell'Unione. Non sarebbero mobilitate risorse finanziarie supplementari. L'attuazione sarebbe disciplinata dal regolamento (UE) n. 236/2014 che stabilisce norme e procedure comuni per l'attuazione degli strumenti per il finanziamento dell'azione esterna dell'Unione.
Non è prevista alcuna incidenza aggiuntiva sui bilanci nazionali degli Stati membri dell'UE; l'iniziativa non è applicabile alle amministrazioni pubbliche degli Stati membri dell'UE, non sono pertanto necessarie misure di recepimento. Le amministrazioni pubbliche nei paesi terzi possono attendersi effetti positivi derivanti dal rafforzamento della coerenza determinato dall'iniziativa proposta.
Per i paesi interessati, l'impatto a lungo termine di questa iniziativa sul piano economico e dello sviluppo è notevole; visti gli importi limitati in gioco e la difficoltà di stabilire un nesso di causalità, non è stata effettuata una stima dell'impatto ex ante. Le singole azioni dovrebbero essere valutate in base a indicatori specifici. Società più sicure e più stabili sono una condizione preliminare per uno sviluppo sostenibile e un maggiore benessere, riducendo così le pressioni legate alle fragilità e ai conflitti.
D.Follow-up
Il regolamento IcSP rivisto si applicherebbe fino al 31 dicembre 2020. Il follow up di questa iniziativa sarà esaminato nel contesto delle discussioni sul quadro finanziario pluriennale (QFP) post-2020.