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Document 52015DC0158
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL AND THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE Experience gained in the implementation of Directive 2003/122/EURATOM on the control of high-activity sealed radioactive sources and orphan sources
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO Esperienza acquisita nell’attuazione della direttiva 2003/122/EURATOM sul controllo delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO Esperienza acquisita nell’attuazione della direttiva 2003/122/EURATOM sul controllo delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane
/* COM/2015/0158 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO Esperienza acquisita nell’attuazione della direttiva 2003/122/EURATOM sul controllo delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane /* COM/2015/0158 final */
Indice 1..................... Introduzione.. 2 2..................... Le
sorgenti sigillate ad alta attività in Europa.. 3 3..................... Attuazione
della direttiva 2003/122/Euratom nell'UE-27 3 3.1.................. Introduzione. 3 3.2.................. Panoramica sull'attuazione. 4 3.3.................. Settori in cui l'attuazione
della direttiva è incoerente. 4 3.4.................. Settori in cui si riscontrano
difficoltà di attuazione della direttiva. 5 3.5.................. Attuazione della direttiva da
parte della Commissione. 5 3.6.................. Raccomandazioni per una migliore
attuazione della direttiva. 6 3.7.................. Migliori prassi per l'attuazione
della direttiva. 7 4..................... Le
prescrizioni della direttiva 2003/122/Euratom nel quadro delle nuove norme
fondamentali di sicurezza dell'UE.. 8 4.1.................. Introduzione. 8 4.2.................. Armonizzazione normativa con
l'IAEA.. 8 4.3.................. Altre modifiche. 9 5..................... Conclusioni. 10
1.
Introduzione
In seguito agli
attacchi terroristici del 2001 negli Stati Uniti, molti organismi di sicurezza
nazionali hanno espresso la preoccupazione che gruppi terroristici potessero
usare sorgenti radioattive come arma per generare paura e disordine pubblico.
Sia l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA) che l'Unione europea
sono intervenute per instaurare un quadro giuridico internazionale finalizzato
a garantire la sicurezza di tali sorgenti, in particolare di quelle a più alta
attività. La direttiva
2003/122/Euratom (di seguito "direttiva HASS", High-Activity
Sealed Sources) [1] è entrata in vigore il 31 dicembre 2003 e il suo
periodo di attuazione giuridica si è concluso due anni dopo. La direttiva mette
in atto un quadro giuridico per garantire il controllo e la sicurezza delle
sorgenti radioattive sigillate ad alta attività (HASS) in Europa e obbliga gli
Stati membri a introdurre sistemi d'individuazione di sorgenti radioattive
orfane e di recupero delle sorgenti radioattive che sono il retaggio di
attività del passato. Ciascuno Stato membro dell'UE ha designato un'autorità
competente per svolgere i compiti previsti dalla direttiva [2, 3]. L'articolo 14 della
direttiva HASS dispone che la Commissione riferisca in merito all'esperienza
acquisita nell'attuazione della direttiva. È stato condotto un esame
dell'attuazione al fine di tracciare un quadro della situazione nell'UE 1) sul
controllo delle sorgenti ad alta attività in uso, 2) sulla gestione delle
sorgenti dismesse e 3) sulle strategie di manipolazione delle sorgenti orfane[1]. Tale esame si basava
su relazioni nazionali degli Stati membri sull'attuazione della direttiva HASS,
questionari, interviste e missioni d'informazione presso i portatori
d'interesse europei[2].
I risultati dell'esame indicano prassi variabili nell'attuazione pratica delle
prescrizioni della direttiva: alcuni Stati un'amministrazione e misure di
controllo molto avanzate delle sorgenti HASS, mentre altri si conformano alla
normativa dell'UE mediante un'amministrazione di modeste dimensioni. Ciò non
sorprende, in quanto il numero delle sorgenti sigillate ad alta attività negli
Stati membri dell'UE varia da alcune soltanto in taluni Stati membri fino a
svariate migliaia in altri. In generale, la
direttiva HASS è stata attuata adeguatamente in tutti gli Stati membri; gli
obiettivi della direttiva sono stati raggiunti e non vi è ragione di credere
che le sorgenti sigillate ad alta attività non siano soggette a controlli
sufficienti in ciascuno degli Stati membri dell'UE. Il settore di più difficile
attuazione concerne l'organizzazione di campagne per il recupero di eventuali
sorgenti orfane tramandate da attività del passato[3]. Inoltre, si
riscontrano alcune incongruenze nell'attuazione della definizione delle
sorgenti HASS, della garanzia finanziaria delle sorgenti, della formazione del
personale potenzialmente esposto e delle prassi di controllo delle sorgenti. La direttiva HASS è
stata abrogata dalla direttiva 2013/59/Euratom sulle norme fondamentali di
sicurezza (nuova direttiva BSS, Basic Safety Standards)[4], che ingloba le
disposizioni principali della direttiva e le armonizza con gli orientamenti
dell'IAEA sulle sorgenti radioattive. Gli Stati membri dell'UE hanno tempo fino
al 6 febbraio 2018 per recepire la nuova direttiva BSS nell'ordinamento
nazionale. Durante il processo di recepimento, la Commissione richiamerà in
particolare l'attenzione degli Stati membri sui settori in cui sono state
riscontrate difficoltà di attuazione, al fine di superarle meglio nella nuova
normativa di recepimento. Poiché la nuova
direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza non richiede di riferire in
merito all'attuazione, non verrà dato seguito alla presente relazione. Quando è stato
effettuato l'esame dell'attuazione della direttiva HASS, la Croazia non era uno
Stato membro dell'UE e, di conseguenza, non è inclusa nella presente
relazione. Tuttavia, la direttiva HASS è stata successivamente recepita
nell'ordinamento nazionale della Croazia. Per questo motivo sarebbe opportuno,
dopo un certo periodo di tempo, valutare anche l'esperienza della Croazia
nell'attuazione della direttiva. Pertanto, la Commissione è disposta a svolgere
un esame in Croazia quando le disposizioni della direttiva saranno entrate in
vigore da tre o quattro anni in tale Stato membro.
2.
Le sorgenti sigillate ad alta attività in Europa
Le sorgenti radioattive sigillate ad alta attività sono contenitori di
materiale radioattivo incapsulato la cui attività eccede il limite specificato
nella direttiva 2003/122/Euratom. Vengono utilizzate per lo più in medicina,
nelle prove non distruttive sui materiali e a scopi di sterilizzazione. Tipici
nuclidi HASS sono i nuclidi a lunga vita Co-60, Ir-192, Sr-90 e Cs-137. Un
tipico detentore di HASS è un ospedale, un'azienda che esegue test industriali
o un istituto di ricerca. In Europa vi sono alcune aziende che producono
sorgenti HASS, anche se la maggior parte delle sorgenti commerciali proviene
dagli Stati Uniti o dal Canada. L'inventario
europeo delle HASS comprende circa 30 700 sorgenti, il 50% delle quali in
Germania e in Francia. Nove Stati membri dispongono di un inventario contenente
meno di 100 HASS. La maggior parte delle sorgenti utilizzate per prove non
distruttive sono mobili e, pertanto, rappresentano un particolare problema per
la sicurezza. Negli Stati membri
sono registrati circa 3 200 detentori di HASS, il 63% dei quali è
rappresentato da Germania, Francia, Polonia e Regno Unito. In generale, il
numero di singole HASS per detentore è compreso tra 1 e 40 (in alcuni casi i
dispositivi multi-sorgente vengono conteggiati come una sorgente unica). A causa della loro
alta attività e di una configurazione fisica frequentemente mobile, la
sicurezza delle HASS è un problema particolarmente complesso per le autorità
nazionali, soprattutto perché un uso doloso di materiale radioattivo potrebbe
avere conseguenze molto gravi per il funzionamento della società. Inoltre, una
perdita accidentale di controllo delle HASS può provocare casi di
sovraesposizione a radiazioni o costi molto elevati se tale sorgente viene fusa
nel corso di un processo di riciclaggio di rottami metallici. Nell'Unione europea
si sono verificati alcuni casi di perdita di controllo di una sorgente HASS
registrata o di rinvenimento di una sorgente HASS non registrata. Pochissimi di
questi casi (meno di dieci) hanno comportato un'esposizione dannosa e un numero
ancora inferiore ha denotato la presenza di un intento doloso. Si stima che i
casi penali abbiano rappresentato solo una piccola percentuale (inferiore
all'8%) di tutti gli incidenti con sorgenti segnalati nel periodo 2007-2009. Il
ritrovamento di sorgenti radioattive o di oggetti contaminati nei rottami
metallici è di gran lunga il caso più frequente riscontrato: si verifica negli
impianti per il trattamento di rottami metallici e presso i confini nazionali
durante l'esportazione dei rottami. Il secondo evento più frequente segnalato
dagli Stati dell'UE è l'individuazione di sorgenti orfane in luoghi pubblici,
nelle discariche municipali o presso le sedi di aziende fallite.
3.
Attuazione della direttiva
2003/122/Euratom nell'UE-27
3.1.
Introduzione
Ai sensi
dell'articolo 14 della direttiva HASS, gli Stati membri erano tenuti a
presentare, entro il 31 dicembre 2010, una relazione sull'esperienza
acquisita nell'attuazione della direttiva. Dopo aver ricevuto tale relazione da
ciascuno Stato membro, la Commissione ha condotto uno studio per valutare
l'attuazione della direttiva, studio che ha integrato le informazioni riferite
dagli Stati membri e ha fornito una panoramica sull'attuazione, individuandone
sia le carenze sia le migliori prassi.
3.2.
Panoramica sull'attuazione
La figura 1
presenta una panoramica sullo stato di attuazione della direttiva HASS nei 27
Stati membri dell'UE. I risultati sono indicati con le diciture attuato
(OK), punto meritevole di attenzione (PoA, Point of Attention) e difficoltà
di attuazione (NOK). L'analisi del diagramma dimostra che, in generale, si
riscontra un'adeguata osservanza delle prescrizioni della direttiva HASS. Gli
obiettivi della direttiva sono stati raggiunti e non c'è ragione di credere che
le sorgenti sigillate ad alta attività non siano soggette a controlli
sufficienti in ciascuno degli Stati membri dell'UE. Figura 1. Panoramica sull'attuazione della direttiva
HASS nei 27 Stati membri dell'UE
(OK – PoA = Punto
meritevole di attenzione – NOK = Difficoltà di attuazione)
3.3.
Settori in cui l'attuazione della direttiva è incoerente
Benché, in generale, le prescrizioni della direttiva HASS siano
rispettate, vi sono cinque aspetti in cui l'attuazione denota frequentemente
incongruenze: (1) In 12
Stati membri si rilevano incongruenze nell'attuazione del quadro legislativo: generalmente si
considera che le sorgenti HASS vengano definite da livelli di attività
differenti da quelli stabiliti dalla direttiva HASS (per esempio i livelli
dell'IAEA[5]).
Ne consegue che l'attuazione della definizione di HASS
nella normativa nazionale non è pienamente conforme alla direttiva. Inoltre,
diversi Stati membri che utilizzano la stessa definizione di HASS fornita
dall'omonima direttiva considerano di fatto l'attività effettiva della sorgente
quando attuano le disposizioni nazionali. Come tale, una sorgente la cui
attività sia scesa al di sotto dei livelli di alta attività di cui all'allegato
I della direttiva non sarà soggetta alle prescrizioni di quest'ultima. (2) In diversi
Stati membri le prescrizioni relative al controllo delle HASS da parte del
detentore non sono pienamente conformi alle prescrizioni della direttiva. Per
esempio, i detentori delle HASS non effettuano sistematicamente prove di tenuta
stagna oppure il programma di prova svolto dai detentori delle sorgenti è
limitato (è prevista solo la verifica visiva, non la misurazione dell'intensità
di dose). (3) In dieci
Stati membri la documentazione a corredo della sorgente HASS non è pienamente
conforme alle prescrizioni dell'articolo 7 della direttiva, a norma della quale
il fabbricante deve fornire una fotografia di ciascun tipo di sorgente prodotto
e del relativo contenitore tipico. Il detentore provvede affinché ogni sorgente
sia corredata di informazioni, comprendenti, a seconda dei casi, fotografie
della sorgente, del contenitore, dell'imballaggio per il trasporto, del
dispositivo e dell'apparecchiatura. Inoltre, in alcuni Stati membri sono
presenti anche sorgenti storiche prive del numero di identificazione. (4) Il
principale punto meritevole di attenzione relativo alla gestione di HASS a
lungo termine riguarda il periodo consentito per lo stoccaggio di sorgenti HASS
dismesse presso la sede del detentore. La direttiva HASS dispone di trasferire
tempestivamente ogni sorgente dismessa, una volta terminato l'uso. Tuttavia,
diversi Stati membri non definiscono nel loro regime di regolamentazione il
periodo massimo, scaduto il quale il trasferimento diventa obbligatorio, per lo
stoccaggio delle sorgenti dismesse presso la sede del detentore. In qualche
Stato membro la garanzia finanziaria per la gestione sicura a lungo
termine delle sorgenti dismesse può risultare incerta in alcune situazioni o i
detentori di sorgenti HASS non sono obbligati ad adottare misure adeguate per
la gestione a lungo termine di HASS dismesse durante la procedura di rilascio
delle licenze. (5) L'ultimo
aspetto meritevole di attenzione è l'attività di formazione e informazione per
i lavoratori che possono dover trattare sorgenti orfane. In quattro Stati
membri tale formazione non viene organizzata, mentre in otto altri Stati membri
non è prescritta dalla normativa, non viene impartita a tutti i tipi di
lavoratori oppure non viene svolta in tutti gli impianti a rischio, o non è
documentata né ripetuta.
3.4.
Settori in cui si riscontrano difficoltà di
attuazione della direttiva
Solo un requisito è attuato in maniera inadeguata in circa metà degli
Stati membri: l'organizzazione di campagne di recupero delle sorgenti orfane.
Infatti, l'articolo 9, paragrafo 4, della direttiva HASS stabilisce che gli
Stati membri promuovano, se necessario, l'organizzazione di campagne di
recupero delle sorgenti orfane che sono state tramandate da attività del
passato. L'organizzazione di queste campagne è risultata difficile in 14 Stati
membri per vari motivi. In tre Stati membri è stato difficile applicare i requisiti riguardanti
la tenuta di registri (articolo 5) perché la comunicazione diretta alle
autorità delle modifiche dello stato delle sorgenti HASS non è sempre assicurata.
3.5.
Attuazione della direttiva da parte della
Commissione
La
direttiva HASS limita le responsabilità della Commissione ai seguenti obblighi:
la Commissione mette a disposizione il modello di scheda di registrazione e può
procedere all'aggiornamento delle informazioni richieste di cui all'allegato II
(articolo 5), oltre a provvedere alla pubblicazione dell'elenco delle autorità
competenti e dei punti di contatto degli Stati membri (articolo 13). Il modello
di scheda di registrazione con le informazioni richieste per ogni sorgente HASS
è disponibile sul sito web della Commissione[6] e le informazioni sulle autorità degli Stati
membri sono state pubblicate [2, 3]. Attualmente, la Commissione non ha
ritenuto necessario aggiornare l'allegato II e pertanto non ha istituito il
comitato consultivo di cui all'articolo 17.
3.6.
Raccomandazioni per una migliore attuazione della direttiva
In base all'analisi dell'applicazione della direttiva HASS, si possono
rivolgere diverse raccomandazioni agli Stati membri al fine di migliorarne
l'attuazione: ·
occorre valutare la
necessità di organizzare campagne sistematiche o specifiche di recupero delle
sorgenti orfane in quegli Stati membri che ancora non le hanno organizzate. Un
primo passo verso la valutazione di tale necessità potrebbe essere l'analisi
degli archivi storici disponibili presso le autorità e i fabbricanti/fornitori.
Durante le ispezioni presso gli impianti in cui è più probabile rinvenire
sorgenti dismesse (ospedali, università, centri di ricerca, siti militari,
ecc.), si potrebbero condurre ricerche più approfondite presso tali sedi per
rilevare la possibile presenza di sorgenti tramandate da trascorse attività; ·
per garantire la notifica
immediata di qualsiasi modifica dello stato delle HASS, il quadro normativo nazionale
potrebbe definire un termine massimo tollerato di alcuni giorni, entro cui
l'autorità competente deve riceverne comunicazione; ·
in attesa del recepimento
della nuova direttiva dell'UE sulle norme fondamentali di sicurezza, in cui
viene rivista la definizione di HASS, gli Stati membri che adottano la
definizione di HASS ai sensi della direttiva attuale dovrebbero applicare le
rispettive disposizioni nazionali sulle HASS fino a quando la sorgente non sia
decaduta al di sotto dei livelli di esenzione/rilascio e fino a quando
l'attività della sorgente non sia scesa al di sotto dei livelli di alta
attività; ·
il tipo e la frequenza
delle prove che i detentori di HASS devono eseguire dovrebbero essere definiti
nel regolamento o in base agli orientamenti elaborati dall'organismo di
regolamentazione. Tali prove andrebbero svolte da una persona qualificata con
competenze adeguate in materia di radioprotezione. Qualora presso il personale
del detentore delle HASS non sia disponibile un addetto riconosciuto incaricato
della radioprotezione, le prove dovrebbero essere eseguite da un'organizzazione
riconosciuta di assistenza tecnica. In ogni caso, la documentazione in cui sono
registrati i risultati delle prove sulla sorgente HASS dev'essere verificata
dall'autorità durante le ispezioni per garantire che tali prove siano state
svolte in maniera efficace e che il detentore ne abbia preso in considerazione
l'esito; ·
anche la documentazione a
corredo della sorgente HASS dovrebbe essere sottoposta a controllo durante le
ispezioni per verificarne la completezza relativamente alle prescrizioni della
direttiva HASS; ·
per evitare il rischio che
si perda il controllo sulle HASS dismesse stoccate presso la sede del
detentore, il tempo massimo di stoccaggio consentito prima del trasferimento
obbligatorio potrebbe essere stabilito dai regolamenti nazionali. La conformità
a questo requisito andrebbe verificata nel corso delle ispezioni e, una volta
accertata l'inosservanza, si dovrebbero adottare le misure esecutive
necessarie. Per evitare situazioni indesiderabili, la presenza di misure
adeguate per la gestione a lungo termine delle HASS dismesse dovrebbe
costituire un prerequisito per l'autorizzazione di qualsiasi pratica; ·
per garantire la corretta
attività di informazione e formazione a beneficio delle persone presenti in
importanti nodi di transito e in impianti in cui è più probabile che siano
rinvenute o sottoposte a trasformazione sorgenti orfane, i regolamenti
nazionali dovrebbero insistere affinché vengano organizzate sessioni di
formazione. Tale requisito dovrebbe imporre l'allestimento di corsi di
formazione per tutti i tipi di impianti a rischio e tutte le categorie di
persone (direzione e personale). Tanto il contenuto quanto la frequenza delle
sedute di formazione andrebbero definiti o approvati dall'autorità competente.
Il programma di formazione e informazione dovrebbe includere esercizi pratici,
quali ad esempio il riconoscimento visivo delle sorgenti e dei loro
contenitori, nonché le misure da adottare in loco in caso di ritrovamento o di
sospetto ritrovamento di una sorgente.
3.7.
Migliori prassi per
l'attuazione della direttiva
In base all'analisi del livello di attuazione della direttiva HASS nei
27 Stati membri, si possono individuare diverse migliori prassi. Ne vengono forniti
di seguito alcuni esempi: ·
la procedura di rilascio
delle licenze è una fase fondamentale per la gestione delle HASS.
L'autorizzazione preventiva per qualsiasi pratica concernente una sorgente HASS
indica, per esempio, che sono state adottate le misure opportune, incluse le
garanzie finanziarie, per la gestione a lungo termine delle sorgenti HASS,
anche nei casi in cui il detentore o il fornitore diventino insolventi o
cessino l'attività. Dalle misure a lungo termine è escluso lo stoccaggio a
lungo termine delle sorgenti HASS presso la sede del detentore.
L'autorizzazione descrive inoltre le prove che i detentori sono tenuti a
eseguire sulle HASS e la relativa frequenza, nonché le sessioni di formazione
che verranno organizzate a beneficio dei lavoratori esposti e la frequenza con
cui saranno ripetute; ·
per garantire una notifica
tempestiva alle autorità in merito a qualsiasi modifica dello stato delle HASS,
le normative nazionali che attuano la direttiva HASS definiscono un termine
massimo tollerato di alcuni giorni; ·
le autorità nazionali
competenti svolgono periodicamente ispezioni, con o senza preavviso, per
valutare gli aspetti inerenti alla sicurezza, mirate al controllo di tutti i
registri tenuti dal detentore relativi alle sorgenti HASS, al fine di
verificare la correttezza delle informazioni notificate alle autorità. Viene
sottoposta a verifica anche la documentazione a corredo della sorgente. Durante
le ispezioni, vengono verificati i registri riguardanti le prove sulle HASS e
la formazione del personale dei detentori di tali sorgenti. Oltre a questi
controlli documentali, gli ispettori eseguono verifiche visive delle sorgenti e
misurazioni, in modo da valutare l'integrità della sorgente e il suo utilizzo
corretto; ·
il programma di formazione
del personale dei detentori di HASS viene definito o approvato dalle autorità e
viene stabilito un intervallo di frequenza ragionevole (per esempio annuale)
per la sua ripetizione. I corsi di formazione vengono registrati e si
organizzano test di comprensione. I registri relativi alla formazione sono
sottoposti a verifica durante le ispezioni; ·
a norma della direttiva
HASS, i detentori di sorgenti restituiscono tempestivamente ogni sorgente, una
volta terminato l'uso, al fornitore o la trasferiscono a un impianto riconosciuto
o ad un altro detentore autorizzato, a meno che l'autorità competente non abbia
convenuto diversamente. Poiché la direttiva non definisce con precisione cosa
s'intenda per "tempestivamente", il periodo che precede il
trasferimento obbligatorio varia in misura significativa da uno Stato membro
all'altro, spaziando da un tempo inferiore a un anno fino a diversi anni,
oppure a un lasso di tempo non definito. La migliore prassi consiste nel
definire in un regolamento un periodo massimo ragionevole per la rimozione di
sorgenti dismesse dalle sedi degli utilizzatori, per esempio un massimo di due
anni. Da sole, le disposizioni di restituzione non garantiscono che le sorgenti
dismesse vengano rimosse in modo efficace dalle sedi dei detentori: sono necessarie
misure finanziarie, quali ad esempio depositi monetari da parte dei detentori o
dei fornitori. Tali misure, finanziate dalla comunità degli utilizzatori delle
sorgenti, sono disponibili anche per la gestione a lungo termine di HASS
dismesse trasferite in un impianto riconosciuto di stoccaggio. Qualora il
trasferimento di HASS dismesse a un impianto riconosciuto di stoccaggio
costituisca una delle opzioni di gestione a lungo termine, lo Stato membro
fornisce l'accesso a un impianto di capienza sufficiente; ·
l'istituzione e
l'applicazione di disposizioni specifiche che disciplinano la sicurezza e la
protezione fisica delle HASS rappresentano un'altra buona prassi riscontrata in
diversi Stati membri. I requisiti di sicurezza si basano su un approccio
graduato che prende in considerazione il rischio che le sorgenti presentano; ·
per evitare incidenti con
sorgenti orfane, lo Stato membro identifica siti strategici dove è probabile
che queste sorgenti vengano rivenute o da dove potrebbero entrare nel paese.
Inoltre, l'autorità di regolamentazione impone di installare le attrezzature di
identificazione e monitoraggio presso tali siti. Vengono organizzate campagne
di recupero delle sorgenti orfane, soprattutto in impianti vecchi o in ex
impianti dove le sostanze radioattive erano o sono ancora utilizzate. L'onere
finanziario per il recupero e la gestione delle sorgenti orfane non è sostenuto
dalla comunità attraverso il bilancio dello Stato, ma è a carico delle comunità
degli utilizzatori delle sorgenti in questione. Le procedure di intervento e di
allarme per gli impianti in cui è più probabile che siano rinvenute sorgenti
dismesse sono approvate dalle autorità e vengono organizzate esercitazioni per
collaudarle; ·
la direzione e il
personale che possono essere chiamati a trattare sorgenti orfane in tutti i
tipi di impianti a rischio ricevono periodicamente una formazione conforme alle
prescrizioni dei regolamenti nazionali. Il contenuto del corso di formazione è
definito o approvato dalle autorità, che garantiscono la documentazione e
l'efficace realizzazione delle sessioni. Inoltre, la comprensione dei
partecipanti al corso è sottoposta a valutazione. Per sensibilizzare
maggiormente le persone che possono trovarsi dinanzi a sorgenti orfane, le
autorità organizzano sessioni di informazione ed elaborano guide, documenti,
filmati educativi, manifesti, ecc.
4.
Le prescrizioni della direttiva 2003/122/Euratom
nel quadro delle nuove norme fondamentali di sicurezza dell'UE
4.1.
Introduzione
La nuova direttiva
2013/59/Euratom che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza (BSS) dell'UE
[4] è stata adottata il 5 dicembre 2013. Oltre ad aggiornare l'attuale
direttiva BSS [5], la nuova direttiva ingloba e aggiorna le prescrizioni di
cinque altre direttive esistenti, compresa la direttiva HASS. La nuova
direttiva BSS prende in considerazione gli ultimi orientamenti dell'ICRP[7] e le nuove norme
fondamentali di sicurezza internazionali redatte dall'IAEA. Gli Stati membri
dell'UE hanno quattro anni di tempo (fino al 6 febbraio 2018) per recepire la
nuova direttiva nell'ordinamento nazionale. La nuova direttiva
BSS contiene capi distinti sul controllo delle sorgenti sigillate e sulle
sorgenti orfane. Questi capi comprendono le disposizioni dell'attuale direttiva
HASS, che presentano solo qualche modifica significativa, indicata qui di
seguito.
4.2.
Armonizzazione normativa con l'IAEA
Al fine di creare
un sistema di controlli regolamentari per le sorgenti sigillate ad alta
attività, è necessario definire un livello specifico di attività per i nuclidi,
al di sopra del quale una sorgente dovrebbe essere controllata come HASS.
Quando è stata redatta la direttiva HASS, i valori di attività definiti dalle
norme IAEA per la sicurezza del trasporto[8]
(valori A1 divisi per 100) sono stati selezionati come base per la
definizione di HASS. Successivamente, l'IAEA ha elaborato i valori D[9] per definire una
sorgente "pericolosa" e li ha utilizzati come base per il proprio
sistema di categorizzazione delle sorgenti, il che ha comportato una
differenziazione delle definizioni di sorgente nella direttiva HASS e nel
codice di condotta dell'IAEA sulla sicurezza delle sorgenti radioattive[10]. Le nuove norme
fondamentali di sicurezza dell'UE eliminano questa discrepanza adottando i
valori D dell'IAEA come base per la definizione di HASS. Ciò significa che una
sorgente appartenente a una delle categorie 1, 2 e 3 dell'IAEA deve essere
controllata come HASS. La revisione è
stata intrapresa perché diverse autorità degli Stati membri dell'UE avevano
segnalato che avere due definizioni diverse di HASS a livello internazionale
rappresenta una situazione problematica. La direttiva HASS e il codice di
condotta dell'IAEA, avendo finalità analoghe, andrebbero applicate allo stesso
gruppo di sorgenti; inoltre, in linea di principio, l'IAEA e l'UE dovrebbero
perseguire l'armonizzazione delle norme internazionali. Si è anche
considerato che, per molti nuclidi, i livelli di attività indicati dalla
direttiva HASS erano piuttosto bassi, e conseguentemente non tutte le sorgenti
HASS effettivamente "presentano notevoli rischi per la salute umana e
per l'ambiente", come indicato nei considerando della direttiva,
mentre la base scientifica dei valori D dell'IAEA è valida e, in una certa
misura, è confermata dai valori delle dosi effettive riscontrate in casi reali
di incidenti dovuti a sorgenti. Questa
armonizzazione comporta che le autorità degli Stati membri dovranno adeguare i
loro limiti nazionali di conseguenza. Inoltre, poiché i valori D sono nella
maggioranza dei casi più elevati dei valori definiti dalla direttiva HASS (A1/100), la
modifica implica un allentamento dei requisiti per quanto riguarda la maggior
parte dei nuclidi (eliminazione volontaria di alcune sorgenti dai registri
delle HASS). In pratica, il numero delle sorgenti che rientrano nella
definizione vecchia e in quella nuova è molto ridotto, in quanto la maggior
parte delle sorgenti HASS registrate presenta attività molto più elevate
rispetto al limite di attività stabilito dalla nuova direttiva BSS. Nel caso di
quattro nuclidi[11]
il nuovo limite di attività è inferiore a quello vecchio; per questi nuclidi la
nuova direttiva BSS prevede controlli normativi più rigorosi. Un'altra modifica
importante che riguarda la definizione di HASS è il fatto di riferirsi
all'attività attuale e non all'attività al momento della fabbricazione o
dell'immissione sul mercato. Ciò significa che, una volta che il livello di
attività della sorgente sia sceso al di sotto del valore D, la sorgente può
essere eliminata dal registro delle HASS e non deve essere più controllata come
HASS. Occorre osservare
che la direttiva fissa le norme minime; gli Stati membri sono liberi di
adottare anche requisiti più restrittivi nelle loro normative nazionali.
4.3.
Altre modifiche
Altre modifiche
introdotte dalle nuove norme fondamentali di sicurezza dell'UE e relative alle
sorgenti riflettono l'esperienza acquisita nell'applicazione della direttiva
HASS e il feedback dei casi recenti di contaminazioni e sorgenti radioattive.
Le modifiche più significative sono le seguenti: ·
le definizioni di sorgente
sigillata e di contenitore della sorgente sono state lievemente modificate; ·
sono previste nuove
prescrizioni relative ai casi di contaminazione da metalli: un impianto di
riciclaggio dei rottami metallici deve informare l'autorità competente se
sospetta o è a conoscenza di fusioni o altra operazione metallurgica relativa a
una sorgente orfana; inoltre, i materiali contaminati non devono essere
impiegati, immessi sul mercato o smaltiti senza il coinvolgimento dell'autorità
competente; gli Stati membri incoraggiano l'introduzione, in luoghi come i
grandi centri di importazione di metallo o presso i principali nodi di
transito, di sistemi per individuare la presenza di contaminazione radioattiva
in prodotti in metallo importati da paesi terzi; ·
gli Stati membri devono
provvedere affinché la direzione degli impianti in cui è più probabile che
siano rinvenute o sottoposte a trasformazione sorgenti orfane, compresi i
grandi depositi e i più importanti impianti di riciclaggio dei rottami
metallici, nonché la direzione di importanti nodi di transito, siano informate
della possibilità di dover trattare sorgenti. In tal caso, i lavoratori devono
ricevere consulenza e formazione sul riconoscimento visivo delle sorgenti e dei
loro contenitori, ricevere le informazioni di base sulle radiazioni ionizzanti,
nonché essere informati e formati sulle misure da adottare in loco in caso di
ritrovamento o di sospetto ritrovamento di una sorgente; ·
la scheda di registrazione
per le HASS (allegato XIV della direttiva BSS) è stata migliorata grazie
all'aggiornamento della terminologia e all'eliminazione delle incongruenze
presenti nella scheda di registrazione della direttiva HASS; ·
sono previste nuove
prescrizioni generali per le sorgenti non sigillate. Gli Stati membri
provvedono affinché siano adottate disposizioni per mantenere un controllo
delle sorgenti non sigillate per quanto concerne l'ubicazione, l'impiego e il
riciclaggio o lo smaltimento. Inoltre, gli Stati membri obbligano l'esercente a
tenere, se opportuno e per quanto possibile, un registro delle sorgenti non
sigillate di cui è responsabile. Gli Stati membri impongono a ciascun esercente
detentore di una sorgente radioattiva non sigillata l'obbligo di notificare
tempestivamente all'autorità competente lo smarrimento, il furto, la
fuoriuscita significativa o l'utilizzo non autorizzato
o lo scarico.
5.
Conclusioni
La direttiva HASS è
stata attuata adeguatamente nell'UE, anche se sussistono ancora differenze
significative tra gli Stati membri per quanto concerne le prassi di attuazione.
Il basso numero di richieste d'informazione relative alla HASS trasmesse nel
corso degli anni alla Commissione indica che le prescrizioni della direttiva
sono state ben comprese e accolte. La direttiva
2003/122/Euratom è abrogata, con effetto a decorrere dal 6 febbraio 2018, dalla
direttiva 2013/59/Euratom, che ingloba le disposizioni principali della
direttiva e le armonizza con gli orientamenti dell'IAEA sulle sorgenti
radioattive. Gli Stati membri dell'UE hanno tempo fino al 6 febbraio 2018
per recepire la nuova direttiva BSS nei rispettivi ordinamenti nazionali. La
nuova direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza rappresenta un'importante
revisione dell'intero quadro giuridico dell'UE in materia di radioprotezione. I
capi riguardanti le sorgenti HASS s'inseriscono bene in tale quadro, dal
momento che la direttiva HASS è stata accolta positivamente dagli Stati membri
dell'UE e non è stato necessario apportare modifiche rilevanti per quanto
concerne il controllo delle HASS, benché la nuova direttiva BSS corregga
diverse carenze della direttiva HASS. In particolare, l'armonizzazione
realizzata con le norme IAEA pone gli Stati membri dell'UE in buona posizione
per soddisfare sia i requisiti dell'UE sia quelli dell'IAEA sul controllo delle
sorgenti sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane. La Commissione
esorta ciascuno Stato membro a prendere in considerazione il contenuto della
presente relazione, in particolare le migliori prassi individuate, al momento
della riformulazione delle normative e degli orientamenti nazionali in materia
di sicurezza delle sorgenti radioattive, adempiendo all'obbligo di recepire la
nuova direttiva 2013/59/Euratom. La pubblicazione della Commissione
RP 179, della serie Radioprotezione, offre una panoramica più dettagliata
sulla situazione delle HASS in Europa e descrive anche le misure corrispondenti
adottate in Canada e negli Stati Uniti. Riferimenti [1] Direttiva 2003/122/Euratom del
Consiglio, del 22 dicembre 2003, sul controllo delle sorgenti radioattive
sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane (GU L 346 del
31.12.2003, pag. 57). [2] Comunicazione della Commissione,
Autorità competenti di cui alla direttiva 2003/122/Euratom del Consiglio sul
controllo delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attività e delle
sorgenti orfane (GU C 122 del 27.4.2013, pag. 2). [3] Comunicazione della Commissione, Autorità
competenti di cui alla direttiva 2003/122/Euratom del Consiglio sul controllo
delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane (GU
C 347 del 28.11.2013, pag. 2). [4] Direttiva 2013/59/Euratom del
Consiglio, del 5 dicembre 2013, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza
relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle
radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom,
90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom (GU L 13
del 17.1.2014, pag. 1). [5] Direttiva 96/29/Euratom del
Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di
sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori
contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti (GU L 159 del
29.6.1996, pag. 1). [1] Una sorgente orfana è una sorgente radioattiva che non è
sottoposta a controlli regolamentari. [2] Informazioni più dettagliate sulla situazione delle sorgenti
HASS nei paesi dell'UE, negli Stati Uniti e nel Canada sono disponibili nella
pubblicazione della Commissione Radiation protection N° 179, Study on the
current status of radioactive sources in the EU, on the origin and consequences
of loss of control over radioactive sources and on successful strategies
concerning the detection and recovery of orphan sources, 2014.
[Radioprotezione N° 179, Studio sullo stato attuale delle sorgenti
radioattive nell'UE, sull'origine e sulle conseguenze della mancanza di
controlli sulle sorgenti radioattive e sulle strategie valide di ritrovamento e
recupero delle sorgenti orfane], 2014. [3] La direttiva dispone che gli Stati membri organizzino campagne
di recupero "se necessario", per cui vi sono margini per un processo
decisionale nazionale sulla necessità di organizzare tali campagne. [4] Articolo 107 della nuova direttiva BSS, con effetto a decorrere
dal 6 febbraio 2018. [5] IAEA Safety Standards, Categorization of radioactive sources
for protecting people and the environment [Norme di sicurezza dell'IAEA,
Categorizzazione delle sorgenti radioattive per la tutela dei cittadini e
dell'ambiente], RS-G-1.9, Agenzia internazionale per l'energia atomica, 2005. [6] http://ec.europa.eu/energy/en/topics/nuclear-energy/radiation-protection/control-other-radioactive-sources [7] Commissione internazionale per la radioprotezione. [8] Norme per la sicurezza del trasporto di materiali radioattivi,
Serie Norme di sicurezza, Requisiti di sicurezza TS-R-1, Agenzia internazionale
per l'energia atomica, Vienna, 2009. [9] Dangerous quantities of radioactive material (D values)
("Quantitativi pericolosi di materiali radioattivi (valori D)"),
(EPR-D-VALUES 2006), Agenzia internazionale per l'energia atomica, 2006. [10] Codice di condotta sulla sicurezza delle sorgenti radioattive,
Agenzia internazionale per l'energia atomica, Vienna, 2004. [11] Po-210, Pu-238, Cm-244 e Am-241.