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Document 52014DC0383
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL on the evaluation of the Union's finances based on the results achieved
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulla valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulla valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti
/* COM/2014/0383 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulla valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti /* COM/2014/0383 final */
Sommario RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO
EUROPEO E AL CONSIGLIO sulla valutazione delle finanze dell'Unione
in base ai risultati conseguiti 1. Introduzione. 3 2. Panoramica dei risultati
conseguiti 4 2.1.
Le politiche interne dell'Unione. 4 2.1.1.
COMPETITIVITÀ PER LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE (rubrica di bilancio 1A) 4 2.1.2.
COESIONE PER LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE (rubrica di bilancio 1B) 14 2.1.3.
CONSERVAZIONE E GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI (rubrica di bilancio 2) 20 2.1.4.
LIBERTÀ, SICUREZZA E GIUSTIZIA (rubrica di bilancio 3A) 25 2.1.5.
CITTADINANZA (rubrica di bilancio 3B) 28 2.2.
Le politiche esterne dell'Unione (rubrica di bilancio 4) 31 3. QUADRO DI MONITORAGGIO,
COMUNICAZIONE E VALUTAZIONE – QFP 2014-2020. 36 4. CONCLUSIONI 37 1. Introduzione L'articolo 318 del TFUE dispone che la
Commissione presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di
valutazione delle finanze dell'Unione basata sui risultati conseguiti. Questa
quarta relazione di valutazione ex articolo 318 (in appresso "la relazione
di valutazione" o "la relazione") fa seguito alle richieste
presentate dall'autorità di discarico, da ultimo nella risoluzione sul
discarico del 2012 e nella risoluzione del 26 febbraio 2014[1], sui contenuti e sulla struttura della relazione stessa. Sono stati compiuti ulteriori sforzi per incentrare
maggiormente la relazione sulla performance dei principali programmi
finanziari ricavata dalla comunicazioni e dalle valutazioni del 2013. È stata
operata una distinzione tra politiche interne ed esterne e, nella sezione
concernente le politiche interne, la relazione analizza in particolare le
informazioni sulla performance aventi rilevanza per la strategia Europa 2020.
Come osserva la Commissione facendo il bilancio della strategia Europa 2020 nel
contesto della crisi e delle altre tendenze di lungo termine che incidono sulla
crescita, i progressi verso la realizzazione degli obiettivi della strategia
Europa 2020 sono stati disomogenei[2].
Benché non sia possibile individuare esattamente il contributo offerto da
ciascuno dei programmi finanziari alla realizzazione degli obiettivi di Europa 2020[3], e benché la strategia Europa 2020 non fosse stata adottata all'epoca
della concezione dei programmi del QFP 2007-2013, la presente relazione presenta
le informazioni disponibili sulla performance illustrando in che modo i
programmi finanziari abbiano contribuito alla strategia Europa 2020. Il 2013 è stato l'ultimo anno del QFP 2007-2013,
ma è ancora troppo presto per poter misurare in modo esauriente i risultati e gli
impatti dei programmi: le valutazioni finali ed ex post su questi temi sono infatti
previste per il periodo 2014-2016. I dati già disponibili sugli indicatori permettono
comunque di misurare il rispetto della tabella di marcia relativa all'applicazione
dei programmi; è stata inoltre completata una serie di valutazioni che offrono
un feedback sulla performance. La relazione esamina i risultati ottenuti per i
principali programmi finanziari (sezione 2). Guardando al futuro, la relazione
presenta sinteticamente il quadro delle attività di monitoraggio, comunicazione
e valutazione per il quadro finanziario pluriennale 2014 ‑ 2020
(QFP; sezione 3). Alla relazione sono allegati due documenti di
lavoro dei servizi della Commissione. Il primo (SWD1) analizza e illustra i
quadri di monitoraggio, comunicazione e valutazione dei programmi finanziari
per il periodo 2014-2020, rispettando così l'impegno assunto nella relazione di
valutazione dell'anno scorso. Su richiesta della Corte dei conti, il secondo
documento (SWD2) fa il bilancio dei progressi fin qui compiuti relativamente al
piano d'azione per l'elaborazione della relazione di valutazione di cui all'articolo
318, allegato alla relazione dell'anno scorso. 2. Panoramica dei risultati conseguiti Questa sezione presenta una panoramica dei risultati
conseguiti nel 2013 per i principali programmi finanziari ed è strutturata in
modo da riflettere le rubriche di bilancio. Per le rubriche di bilancio
collegate alle politiche interne dell'UE, presenta: 1. i principali programmi finanziari e il nesso
tra gli stessi ed Europa 2020; 2. una valutazione dei risultati disponibili
sulla performance; 3. un resoconto degli aspetti operativi della performance. Per le politiche esterne dell'UE, la relazione
esamina in particolare i principali risultati ottenuti dai programmi finanziari
relativi a obiettivi delle politiche esterne. Coerentemente con gli orientamenti formulati
dall'autorità di discarico, la presente relazione presenta il quadro generale e
non contiene una descrizione esauriente e particolareggiata dei progressi
annuali verso il conseguimento degli obiettivi di ciascuno dei programmi
finanziari del QFP 2007-2013. Tali informazioni particolareggiate, comprese le
sintesi delle valutazioni del 2013, sono disponibili nelle relazioni annuali di
attività dei dipartimenti della Commissione. 2.1. Le politiche
interne dell'Unione 2.1.1. COMPETITIVITÀ PER
LA CRESCITA E L'OCCUPAZIONE (rubrica di bilancio 1A) Obiettivi del programma ed Europa 2020 I programmi principali che rientrano
nella rubrica di bilancio "Competitività per la crescita e l'occupazione"
(91% della spesa di 15,7 miliardi di EUR effettuata nel 2013 nell'ambito di
questa rubrica di bilancio) sono il "Settimo programma quadro per le
attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione" (7° PQ), il "Programma
quadro per la competitività e l'innovazione" (CIP), le "Reti
transeuropee" (TEN), il "Programma per l'apprendimento permanente"
e il "Programma energetico europeo per la ripresa" (EEPR). Questi programmi finanziari
contribuiscono alle priorità della crescita intelligente e sostenibile definite
nella strategia Europa 2020. Nell'ambito di queste priorità, i programmi
finanziari rispondono a necessità comuni individuate nella strategia Europa 2020:
la necessità di sfruttare l'effetto leva dei mezzi finanziari dell'UE (ad es.
il 7° PQ attraverso i partenariati pubblico-privato e i programmi comuni con
gli Stati membri) e la necessità di concepire nuovi strumenti finanziari per la
raccolta di capitali da destinare ad imprese innovative e PMI (ad es. gli
strumenti finanziari nell'ambito del 7° PQ, del CIP e dell'EEPR forniscono
garanzie, capitale di rischio e prestiti a PMI e imprese innovative). Relativamente alla priorità "crescita
intelligente" di Europa 2020, i programmi contribuiscono a diversi
degli obiettivi principali individuati e alle iniziative faro "l'Unione
dell'innovazione" (attraverso il sostegno alla ricerca e all'innovazione
tramite il 7° PQ e il CIP) e "Youth on the Move" (attraverso i
programmi di mobilità per ricercatori e studenti, le azioni Marie
Skłodowska-Curie e il programma di apprendimento permanente). La politica della ricerca portata
avanti dall'Unione europea tramite il 7° PQ contribuisce al conseguimento dell'obiettivo
di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo fino al 3% del PIL
stabilito nella strategia Europa 2020. Difficilmente però si riuscirà a
raggiungere l'obiettivo di destinare il 3% del PIL al finanziamento della
ricerca; in particolare, nel corso degli anni la spesa delle imprese in ricerca
e sviluppo è lievemente diminuita. In tale contesto, la Commissione ha continuato
a operare per potenziare la ricerca e lo sviluppo tecnologico dell'Unione,
anche attraverso i finanziamenti del 7° PQ. Il 7° PQ si è prefisso l'obiettivo
di sfruttare l'effetto leva del bilancio UE utilizzando i suoi mezzi finanziari
nel quadro di nuove combinazioni di finanziamenti pubblici e privati. Nell'ambito
del 7° PQ, sono stati costituiti vari partenariati pubblico-privato (PPP) a
lungo termine. L'"iniziativa sui medicinali innovativi" (IMI) si
prefigge di fare dell'Europa il posto più interessante per la ricerca e lo
sviluppo farmaceutici, migliorando l'accesso ai medicinali innovativi per i
pazienti; l'iniziativa "aeronautica e trasporti aerei" (Clean Sky)
ha come obiettivo lo sviluppo di aerei rispettosi dell'ambiente ed efficienti
in rapporto ai costi; l'iniziativa "celle a combustibile e idrogeno"
(FCH) si prefigge di accelerare lo sviluppo delle tecnologie delle celle a
combustibile e dell'idrogeno in Europa per assicurarne la diffusione
commerciale tra il 2010 e il 2020. ARTEMIS ed ENIAC, nei settori dei sistemi
informatici integrati e della nanoelettronica, sono iniziative a sostegno di
attività di ricerca multinazionali su vasta scala. Sono stati costituiti anche
diversi PPP che assicurano la mobilitazione congiunta dei finanziamenti degli
Stati membri e dell'UE. Informazioni sulla performance sono ora
disponibili per il programma congiunto Ambient assisted living (AAL - domotica
per categorie deboli), dedicato alle tecnologie della comunicazione e dell'informazione
(TIC) e all'innovazione a favore della popolazione anziana. Il meccanismo di finanziamento con
ripartizione dei rischi, istituito nell'ambito del 7° PQ, è uno strumento
finanziario congiunto UE/BEI destinato a grandi progetti (imprese a media
capitalizzazione[4] e grandi imprese, PPP,
infrastrutture di ricerca, ecc.), mentre la formula pilota dello strumento a
rischio ripartito, attuato congiuntamente dall'UE e dal FEI, è dedicato alle
PMI e alle imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni. Il
meccanismo sostiene gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione
attraverso la concessione di prestiti o garanzie. Il 7° PQ contribuisce allo sforzo di
ricerca europeo anche per mezzo del potenziamento delle risorse umane.
Finanziamenti vengono concessi dal Consiglio europeo della ricerca (CER)
unicamente in base al criterio dell'eccellenza scientifica. Nell'ambito del
sottoprogramma "Persone" del 7° PQ, il finanziamento dei posti di
ricerca tramite le azioni Marie Skłodowska-Curie ha fatto registrare in
totale pagamenti per 854,9 milioni di EUR nel 2013 (+21% rispetto al 2012).
Inoltre, il programma per l'apprendimento
permanente (con impegni di spesa per 1,34 miliardi di EUR nel 2013)
contribuisce all'iniziativa faro Youth on the Move e all'obiettivo di
Europa 2020 di portare ad almeno il 40% la quota della popolazione di età
compresa tra 30 e 34 anni in possesso di un diploma universitario e ridurre a
meno del 10% il tasso di abbandono scolastico. Sono stati compiuti alcuni
progressi verso la realizzazione di questo obiettivo della strategia Europa 2020,
benché da altri indicatori emerga che negli ultimi anni la partecipazione degli
adulti all'apprendimento, l'occupabilità e la situazione economica giovanile
sono peggiorate. Per quanto concerne la priorità Crescita
sostenibile di Europa 2020, i programmi finanziari che rientrano in questa
rubrica di bilancio hanno contribuito all'iniziativa faro "Un'Europa
efficiente sotto il profilo delle risorse" con l'obiettivo di ridurre le
emissioni di gas serra e migliorare l'affidabilità dell'approvvigionamento
energetico (CIP – Energia intelligente Europa e programma energetico europeo
per la ripresa), affrontare il problema delle strozzature critiche nel settore
dei trasporti e "decarbonizzare" il settore dei trasporti (TEN-T e
Marco Polo). I programmi spaziali Galileo e Copernicus hanno contribuito all'iniziativa
faro "Una politica industriale per l'era della globalizzazione". Nell'ambito del CIP, il programma
Energia intelligente – Europa contribuisce all'obiettivo di Europa 2020 per
quanto riguarda il clima e l'energia, e allo stesso tempo contribuisce a
migliorare la competitività dell'UE e le capacità del personale impiegato nel
settore dell'energia. Il programma energetico europeo per
la ripresa (EEPR, pagamenti per 201,6 milioni di EUR nel 2013) è concepito per
migliorare l'affidabilità dell'approvvigionamento energetico e contribuire a
ridurre le emissioni di gas a effetto serra. L'EEPR eroga sovvenzioni su vasta
scala a progetti altamente strategici in tre aree del settore energetico:
connessioni delle reti del gas e dell'elettricità (43 progetti), energia eolica
offshore (9 progetti), cattura e stoccaggio del carbonio (6 progetti). Inoltre,
nell'ambito di questo programma, nel 2011 è stato creato uno strumento
finanziario (fondo europeo per l'efficienza energetica) con la riassegnazione
di 146 milioni di EUR provenienti dal programma per l'agevolazione dell'accesso
ai finanziamenti nel settore dell'efficienza energetica. Il programma delle reti transeuropee
dei trasporti (TEN-T) ha contribuito ad "accelerare l'attuazione di
progetti strategici con un alto valore aggiunto europeo per eliminare le
strozzature critiche, in particolare le sezioni transfrontaliere e i nodi
intermodali (città, porti, piattaforme logistiche)"[5]. Con pagamenti per 759,3
milioni di EUR nel 2013, il programma TEN-T mira a completare 30 cosiddetti
progetti prioritari (assi), per agevolare la mobilità di merci e passeggeri. Il programma Marco Polo II
(pagamenti per 17,5 milioni di EUR nel 2013) mira a ridurre in maniera
sostanziale la crescita annuale prevista del trasporto stradale internazionale di
merci finanziando i costi del passaggio dal trasporto stradale ad altre
modalità di trasporto. Infine, nel quadro dell'iniziativa
faro di Europa 2020 "Una politica industriale per l'era della
globalizzazione", la Commissione lavora per "definire un'efficace
politica spaziale onde dotarsi degli strumenti necessari per affrontare alcune
delle sfide globali più importanti, in particolare per la realizzazione delle
iniziative Galileo e GMES"[6].
Vengono finanziati i sistemi dell'UE per la navigazione satellitare e l'osservazione
della terra (GALILEO, GMES-COPERNICUS). Dal 2010 a oggi la quota dell'Unione
europea nel mercato downstream mondiale dei sistemi di navigazione
satellitare globale è cresciuta costantemente, passando dal 24% al 30%. Sembra
quindi probabile che l'obiettivo previsto per il 2020 (33%) possa essere
raggiunto. Complessivamente, negli ultimi anni l'industria europea della
produzione e del lancio dei satelliti spaziali ha fatto registrare risultati positivi
sui mercati commerciali globali: la quota di mercato dei satelliti è infatti in
crescita, mentre quella dei lanci commerciali si mantiene stabile intorno al 50%. Performance dei programmi 7° PQ, programma per l'apprendimento
permanente e CIP: contribuire a una crescita intelligente Nel 7° PQ per il periodo 2007-2013,
sono state accolte 130 007 richieste di finanziamento per un contributo
finanziario totale richiesto all'UE pari a 41,26 miliardi di EUR. Il 98% dei
progetti portati a termine raggiunge gli obiettivi iniziali e in media ogni
progetto portato a termine produce 5,7 pubblicazioni. I quasi 6 000
progetti portati a termine hanno prodotto complessivamente 1 261 diritti
di proprietà intellettuale. Nell'ambito del 7°PQ è stata
dedicata particolare attenzione alla partecipazione dell'industria e delle PMI,
per garantire la rispondenza della ricerca alle necessità delle imprese e la
commercializzazione dei risultati. La partecipazione dell'industria ai progetti
di ricerca in collaborazione è stata particolarmente elevata nelle aree
tematiche dell'energia e dei trasporti, con tassi di finanziamento vicini al 50%
in ciascun settore. Nella ricerca condotta in collaborazione, la percentuale
dei progetti che hanno dato luogo a una domanda di brevetto o ad altri tipi di
proprietà intellettuale ha superato gli obiettivi (ad eccezione dell'area
tematica prodotti alimentari, agricoltura, pesca e biotecnologie). Nel 7° PQ,
le PMI sono state attive soprattutto nel programma specifico "Cooperazione"
(16 492 PMI partecipanti hanno ricevuto contributi finanziari UE per 4,7
miliardi di EUR) e nel programma specifico "Capacità" (6 502 PMI
partecipanti hanno ricevuto contributi finanziari UE per 1,3 miliardi di EUR)
In totale, il 17% del bilancio del programma specifico "Cooperazione"
è stato destinato a PMI e l'obiettivo del 15% è stato quindi superato. I PPP costituiti nell'ambito del 7°
PQ hanno prodotto notevoli effetti di leva. Nel caso dell'IMI, in aggiunta al
contributo di 1 miliardo di EUR fornito dall'UE, anche i membri della
Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (EFPIA)
hanno offerto contributi, principalmente in natura, del valore di almeno 1
miliardo di EUR. Il bilancio dell'iniziativa tecnologica congiunta "Clean
Sky", pari a 1,6 miliardi di EUR, è stato alimentato per metà dalla
Commissione (in denaro) e per metà dall'industria aeronautica (contributi in
natura). Nel caso dell'impresa comune FCH, in aggiunta al contributo di 470 milioni
di EUR versato dall'UE, altri 470 milioni di EUR sono stati messi a
disposizione dal settore privato e da altri partecipanti. L'UE e gli Stati
membri coinvolti hanno inoltre impegnato oltre 1,547 miliardi di EUR nei PPP
ARTEMIS ed ENIAC, mentre gli sforzi dei privati in R&S hanno aggiunto più
di 2,529 miliardi di EUR nel periodo 2008-2013. Questi PPP sono stati valutati
positivamente in termini operativi e di risultati. La seconda valutazione
intermedia dell'IMI effettuata nel 2013, ad esempio, indica che l'IMI ha
dimostrato la fattibilità dei grandi PPP per la ricerca e lo sviluppo nel
settore della biomedicina che vedono la partecipazione di una molteplicità di
parti interessate, e oggi viene vista come il più importante partenariato
pubblico-privato nel settore sanitario. La seconda valutazione intermedia dell'FCH
effettuata nel 2013 indica che l'FCH si è dotata di una struttura di governance
adeguata, ha dato impulso a un dialogo efficace tra l'industria e la ricerca su
un'agenda strategica comune e ha tradotto efficacemente in realtà tale agenda.
Anche le valutazioni intermedie di ARTEMIS ed ENIAC hanno concluso che la
rilevanza, la qualità dei progetti e l'efficacia di tali iniziative rimangono
elevate. La valutazione ha tuttavia raccomandato di radicare più chiaramente i
programmi in una strategia europea per i componenti e i sistemi elettronici,
nonché di moltiplicare gli sforzi per accrescere la coerenza e il coordinamento
tra i progetti e all'interno di ciascuno di essi, di migliorare la gestione dei
progetti e di misurare con maggior precisione l'impatto e il successo dei
progetti stessi. Nell'elaborazione del piano di follow up si è tenuto
conto di tali raccomandazioni. Il programma congiunto "Ambient
assisted living" ha dato luogo a una massa critica di attività di
ricerca e innovazione: sono stati avviati oltre 120 progetti, con un effetto
leva totale superiore a 650 milioni di EUR[7]. Il
programma è anche riuscito a coinvolgere in misura notevole l'industria; in
particolare la partecipazione delle PMI ha superato il 40%. Come segnalato
nella valutazione del programma effettuata nel 2013, si notano segnali
promettenti per quanto riguarda il potenziale di mercato dei prodotti e servizi
che emergono dai progetti. Le raccomandazioni principali formulate – come per
esempio quella di applicare indicatori più solidi e un monitoraggio sistematico
del programma per valutare più chiaramente l'impatto e allineare più esattamente
il nuovo strumento ad altre iniziative rilevanti – sono confluite nella
proposta per il nuovo programma. La seconda valutazione intermedia ha
rilevato che il meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi (RSFF)
operante nell'ambito del 7° PQ ha reso possibile un aumento sostanziale degli
investimenti delle imprese in progetti di innovazione e R&S. Gli
investimenti privati integrativi in ricerca e innovazione (effetto
moltiplicatore) hanno raggiunto i 34,1 miliardi di EUR e hanno quindi superato
i 30 miliardi previsti. Il meccanismo si è dimostrato in grado di attrarre
le imprese attive nella ricerca, nello sviluppo e nell'innovazione; ha
raggiunto o superato gli obiettivi previsti per il volume dei prestiti, ha
migliorato la propria copertura geografica e ha permesso alla BEI di ampliare
la possibilità di erogare prestiti più rischiosi. L'approccio basato sulla
domanda, adottato per l'applicazione dell'RSFF, è stato valutato positivamente.
La valutazione formula una serie di raccomandazioni, tra cui l'invito a
introdurre prodotti di finanziamento specifici, mirati in maniera più precisa
alle imprese innovative a media capitalizzazione, nonché a potenziare l'attività
pilota di consulenza e il sistema di governance. Per quanto riguarda le
imprese a media capitalizzazione, la Commissione ha risposto dedicando una
maggiore attenzione alle imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni
e a quelle più grandi negli strumenti di finanziamento previsti nell'ambito di
Orizzonte 2020. Anche l'attività pilota di consulenza è stata notevolmente potenziata
nel quadro di Orizzonte 2020, e il sistema di governance è in via
di rafforzamento. Dal 2007, il Consiglio europeo della
ricerca ha finanziato nell'ambito del 7° PQ oltre 4 300 ricercatori
di 64 nazionalità diverse e i relativi gruppi, attivi in poco meno di 600 istituzioni
ospiti in 29 paesi nell'UE e nei paesi associati. Tra i beneficiari dei
finanziamenti del CER figurano otto premi Nobel e tre medaglie Fields. In
totale sono 134 i beneficiari di finanziamenti del CER che hanno ricevuto altri
prestigiosi premi e riconoscimenti scientifici internazionali. Tra il 2008 e il
2013 oltre 20 000 articoli in cui si menziona il finanziamento del CER
sono stati pubblicati su riviste autorevoli oggetto di valutazione inter
pares. Dall'analisi effettuata risulta che circa il 10% degli articoli in
cui si menziona il finanziamento del CER fa parte delle pubblicazioni
scientifiche più influenti del mondo (l'1% più citato), mentre la percentuale
riferita a tutti gli articoli dell'UE è inferiore all'1%. Ogni beneficiario di
finanziamenti del CER è coadiuvato in media da altri sei ricercatori, e
contribuisce in questo modo alla formazione di una nuova generazione di
ricercatori di eccellenza. Queste indicazioni confermano la valutazione elevata
della qualità scientifica dei risultati di questo programma e il suo alto
valore aggiunto rispetto ai programmi analoghi. Nel periodo 2007-2013 le azioni
Marie Skłodowska-Curie hanno sostenuto, come previsto, circa 50 000
ricercatori (circa 10 000 candidati dottorandi) di 136 nazionalità diverse
attivi in più di 81 paesi, per mezzo di borse di ricerca e altre misure. Gli
indicatori di impatto confermano l'auspicata crescita tendenziale del numero di
ricercatori operanti nell'Unione europea. Oltre il 50% dei progetti finanziati
si occupa direttamente dei problemi di maggior peso sociale individuati dalla
strategia Europa 2020 (ad es. i cambiamenti climatici). Tutti gli indicatori
segnalano progressi nella realizzazione degli obiettivi del programma e tutti
tranne uno (la partecipazione delle donne) hanno raggiunto o addirittura
superato gli obiettivi. Una valutazione intermedia ha confermato l'elevato
valore aggiunto che le azioni Marie Skłodowska-Curie recano alla
costruzione di reti internazionali tra ricerca, università e imprese, offrendo
migliori opportunità di carriera ai ricercatori beneficiari e incrementando il
volume, il raggio d'azione e l'eccellenza della ricerca[8]. Nel 2013
è stato stimato che due anni dopo aver ricevuto la borsa di ricerca il 95%
dei partecipanti aveva un posto di lavoro (dato superiore all'obiettivo) e i
partecipanti stessi riferivano un miglioramento della propria carriera. Il
programma ha suscitato l'interesse non solo delle università più prestigiose, ma
anche dei soggetti che guidano l'innovazione nel settore privato. La partecipazione alle attività di
mobilità individuale nell'ambito del programma per l'apprendimento
permanente risponde agli obiettivi oppure li supera, eccezion fatta per il
sottoprogramma di istruzione degli adulti (Grundtvig). Il sottoprogramma
Erasmus, che promuove la mobilità e la cooperazione tra gli istituti di
istruzione superiore, ha raggiunto l'obiettivo di tre milioni di studenti nell'anno
accademico 2012/2013, facendo registrare nel solo 2013 oltre 250 000
studenti (+9%) e tra di essi più di 48 000 tirocini presso imprese (+18%):
ciò corrisponde al 5% del totale annuale dei laureati europei. Dal punto di
vista qualitativo, il 97% degli ex studenti Erasmus ritiene che aver studiato
all'estero rappresenti un vantaggio sul mercato del lavoro. Nel 2013 la
cooperazione internazionale con i paesi terzi nel quadro di Erasmus Mundus ha
contribuito a migliorare l'attrattiva dei sistemi di istruzione e ricerca dell'Unione
europea a livello mondiale. Delle 100 migliori università UE nello "Shanghai
ranking" (la classifica delle migliori università), 96 (rispetto all'obiettivo
di 93) hanno partecipato ai programmi congiunti Erasmus Mundus. La
partecipazione complessiva nel periodo 2009-2013 non ha però raggiunto gli
obiettivi; ciò è dovuto in parte al ridimensionamento dei programmi con gli
Stati Uniti e il Canada in seguito alla crisi economica. La valutazione
finale del CIP indica che il programma è divenuto uno strumento
importante per la promozione dell'innovazione, soprattutto perché è concepito
come un processo relativamente aperto che non si limita a concentrare l'attenzione
sullo sviluppo tecnologico ma adotta una prospettiva più equilibrata che
abbraccia gli sviluppi tanto nel settore dei servizi quanto in quello
manifatturiero e si applica tanto ai processi e modelli di attività d'impresa
quanto ai prodotti. La crisi economica in corso ha posto in risalto l'importanza
degli obiettivi centrali del CIP e la perdurante rilevanza di molti dei
problemi per i quali è stato concepito il CIP; diventa quindi più urgente
mettere a profitto le idee che si sono rivelate efficaci e fruttuose, come ad
esempio gli strumenti finanziari. Per gli strumenti finanziari del CIP
si è registrata una forte domanda fin dall'inizio del programma e il bilancio
stanziato è stato utilizzato fino in fondo. Con dati aggiornati al settembre 2013
il meccanismo di garanzia per le PMI (SMEG) aveva erogato prestiti a 275 113 imprese,
mentre 340 PMI avevano fatto ricorso allo strumento a favore delle PMI
innovative e a forte crescita (GIF). Probabilmente il numero di beneficiari
previsto come obiettivo verrà superato, e sarà possibile agevolare l'accesso ai
finanziamenti per l'avvio e lo sviluppo delle PMI. Lo strumento GIF e i
meccanismi di garanzia per i prestiti e il microcredito SMEG si sono dimostrati
particolarmente importanti per le esigenze delle PMI europee, poiché soddisfano
una domanda di finanziamento destinata altrimenti a rimanere insoddisfatta e inoltre
contribuiscono all'avvio e allo sviluppo delle PMI, producendo anche un forte
effetto leva. Per lo strumento SMEG 1 EUR messo a disposizione dal bilancio
dell'Unione ha prodotto 32 EUR di finanziamenti, mentre per lo strumento GIF 1
EUR ha prodotto 6,7 EUR di investimenti in azioni o partecipazioni. CIP-IEE, EEPR, TEN-T; Marco Polo: contributo
alla crescita sostenibile (un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse) Un
effetto leva importante si è ottenuto nel quadro del CIP attraverso il
programma Energia intelligente - Europa (CIP-IEE). Nel 2013 i progetti IEE
che si prefiggevano di avere un impatto a breve termine hanno ricevuto 42
milioni di EUR nell'ambito del programma. Grazie a questo sostegno, sarà
possibile risparmiare 165 000 tonnellate di combustibili fossili su
base annua, nonché quasi 500 000 tonnellate di CO2;
parallelamente, si genereranno investimenti per quasi 500 milioni di EUR.
Questo effetto leva conferma i risultati della valutazione finale dell'IEE, in
cui si osserva che il programma è rilevante e utile, che risponde all'evoluzione
delle esigenze, dei problemi e degli ostacoli legati alle tematiche dell'energia
sostenibile in Europa, e che nel complesso le sue azioni sono state di buona
qualità. La valutazione ha concluso che il programma è uno strumento utile e
che dovrebbe proseguire. L'iniziativa BUILD UP Skills:
competenze nel campo dell'efficienza energetica per gli operatori del settore
edile Grazie
all'iniziativa BUILD UP Skills, realizzata con il sostegno del programma CIP
Energia intelligente - Europa, 30 team di progetto nazionali (UE-28 + Norvegia
ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia) hanno coinvolto oltre 1 600
organizzazioni in tutta Europa per definire strategie per la formazione degli
operatori del settore edile. In base ai risultati iniziali, per raggiungere gli
obiettivi energetici 20-20-20 nell'UE sarebbe necessario assicurare una
qualificazione adeguata in materia di energie rinnovabili o efficienza
energetica a più di 3 milioni di operatori. Ogni progetto nazionale ha individuati
i principali ostacoli alla formazione degli operatori e le misure più
importanti per superare tali ostacoli. Con l'avvio della seconda fase, il
progetto favorirà la creazione o l'adeguamento di programmi di formazione in 21
paesi[9]. Nel 2013 è stato portato a termine un cospicuo
numero di progetti – soprattutto nei settori del gas e dell'elettricità – nel
quadro del programma energetico europeo per la ripresa (EEPR). Il
finanziamento delle interconnessioni di gas ed elettricità da parte dell'EEPR
ha contribuito a integrare il mercato interno del gas e dell'elettricità,
incrementando le capacità di interconnessione. Il programma riveste grande
importanza: il Consiglio europeo del marzo 2014 ha invitato a migliorare
ulteriormente l'interconnessione con le zone più remote e/o meno ben collegate
del mercato unico[10]. L'EEPR
ha contribuito alla costruzione delle prime grandi centrali eoliche offshore
situate in alto mare. Durante l'attuazione del programma sono sorti vari
problemi legati alla complessità delle tecnologie utilizzate (soprattutto per l'integrazione
dell'energia eolica offshore nella rete e la cattura e lo stoccaggio del
carbonio), alla diffidenza dell'opinione pubblica, alle procedure relative agli
appalti pubblici e all'accesso ai finanziamenti a lungo termine. Il
sottoprogramma per la cattura e lo stoccaggio del carbonio è travagliato da
gravi incertezze che mettono a repentaglio la riuscita dell'attuazione. Nell'elaborazione
del nuovo regolamento sulle infrastrutture energetiche transeuropee la
Commissione ha tenuto conto dell'esperienza acquisita nell'attuazione dell'EEPR.
La valutazione intermedia del fondo europeo per
l'efficienza energetica (lo strumento finanziario creato nell'ambito dell'EEPR)
rileva che tale strumento offre valore aggiunto assicurando finanziamenti a
lungo termine, promuovendo investimenti di qualità basati sul mercato e favorendo
una migliore comprensione delle dinamiche che caratterizzano il mercato dell'efficienza
energetica[11]. Inoltre, il fondo ha un
importante effetto leva: per ogni 100 EUR di finanziamento UE, più di 110 EUR
vengono messi a disposizione da altri investitori. L'obiettivo intermedio del programma TEN-T
per il 2013, che prevedeva di rendere operativi sette progetti prioritari, è
stato ampiamente raggiunto. In aggiunta ai cinque progetti prioritari già
operativi, nel 2013 l'asse ferroviario ad alta velocità
Parigi-Bruxelles-Colonia-Amsterdam-Londra ha raggiunto la piena operatività e
notevoli progressi sono stati compiuti nell'altro progetto, l'asse ferroviario
Berlino-Verona/Milano-Bologna-Napoli-Messina-Palermo. Completamento del secondo
progetto prioritario TEN-T Il
secondo asse prioritario, che collega importanti centri urbani di Francia,
Belgio, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, è il primo progetto ferroviario
transfrontaliero per il trasporto ad alta velocità di passeggeri. La rete "Parigi-Bruxelles-Colonia-Amsterdam-Londra"
assicura una drastica riduzione dei tempi di percorrenza tra i cinque paesi e
quindi offre ai passeggeri un'alternativa concreta al trasporto aereo e
stradale; migliora inoltre le connessioni tra alcuni dei principali aeroporti
europei: Bruxelles, Francoforte, Colonia/Bonn, Parigi Charles de Gaulle e
Amsterdam Schiphol. È stato portato a termine senza strascichi di problemi
finanziari o ambientali. La linea ad alta velocità ha migliorato notevolmente
il collegamento tra il Regno Unito e l'Europa continentale e ha reso possibile
una forte riduzione dei tempi di percorrenza tra le città dell'area più
densamente popolata d'Europa. La linea promuove inoltre i viaggi intermodali
ferrovia-aereo, contribuendo in tal modo a realizzare gli obiettivi della
Comunità nel campo della politica dei trasporti[12]. L'efficacia e l'applicazione del programma
Marco Polo, invece, non sono state del tutto soddisfacenti, pur avendo
prodotto uno spostamento modale significativo espresso in miliardi di
tonnellate-km. Con il programma Marco Polo I lo spostamento modale ha raggiunto
appena il 46% dell'obiettivo previsto[13]; i
progetti realizzati nell'ambito del programma Marco Polo II sono ancora in
corso, ma probabilmente i risultati finali saranno simili. All'origine di
questa situazione ci sono diversi motivi, tra cui le caratteristiche del programma
nonché le difficili condizioni del mercato. Il programma è stato concepito in
modo da proteggere i fondi pubblici; di conseguenza, le imprese europee hanno
dovuto accollarsi i principali rischi operativi dell'investimento. Inoltre, le imprese
hanno giudicato che il programma avesse un'eccessiva complessità. In più,
poiché le soluzioni di trasporto multimodale in genere comportano rischi più
elevati e richiedono investimenti maggiori rispetto ai trasporti puramente
stradali, il programma è risultato particolarmente sensibile agli effetti della
crisi economica e alla conseguente diminuzione dei volumi di trasporto.
Tuttavia, dal momento che i pagamenti vengono effettuati sulla base dei
risultati conseguiti, il programma garantisce ancora un uso efficiente dei
fondi pubblici: si stima infatti che esso produca 13 EUR di benefici ambientali
per 1 EUR investito (risultato finale di Marco Polo I). Tutto considerato,
però, visti i risultati ottenuti dal programma e l'evoluzione del contesto
delle politiche sui trasporti, questo approccio al finanziamento UE per i
servizi di trasporto merci sarà abbandonato. Galileo e
GMES-Copernicus: contribuire a una crescita sostenibile - "Una politica
industriale per l'era della globalizzazione" Nel 2013, il sistema europeo di navigazione
satellitare Galileo e il sistema europeo di osservazione della terra
GMES-Copernicus, che contribuiscono all'iniziativa faro "Una politica
industriale per l'era della globalizzazione", sono passati dalla fase di
sviluppo a quella operativa. Con questo importante passo avanti, l'Unione
europea disporrà dell'infrastruttura strategica per sfruttare il potenziale
economico – che si stima assai elevato – di servizi e applicazioni downstream.
I quattro satelliti Galileo hanno permesso di
effettuare il primo fix (calcolo della posizione) in modo autonomo. Diverse
stazioni di terra sono divenute operative in tutto il mondo, e la fase di
convalida di Galileo si è conclusa positivamente nel 2013. L'avvio dell'operatività
del segmento "terra" di Galileo è proseguito secondo i piani; al
contrario, vi è stata qualche difficoltà nella produzione dei satelliti. È
stato necessario rimandare i due lanci previsti nel 2013 (quattro satelliti in
tutto) a causa delle difficoltà tecniche in cui è incorso il costruttore
privato. Questo rinvio evidenzia l'importanza di una buona gestione dei rischi
e di una governance migliore di tutte le parti interessate. Con la
risoluzione di problemi tecnici legati in modo specifico ai satelliti, è in via
di consolidamento il calendario dei lanci futuri. Per quanto riguarda GMES-Copernicus, due dei sei
servizi di questo sistema sono divenuti pienamente operativi per il
monitoraggio della terra (gestione delle emergenze e monitoraggio del
territorio). I dati concernenti i servizi di emergenza e il monitoraggio del
territorio sono ora disponibili gratuitamente per gli utenti GMES. La
valutazione intermedia delle operazioni iniziali del GMES (GIO) effettuata nel 2013
constata che, pur con due soli servizi operativi a causa dei limiti di
bilancio, le GIO si sono rivelate un meccanismo efficace per sviluppare servizi
pienamente operativi[14]; il GMES offre quindi un
valore aggiunto UE poiché consente realizzazioni che non sarebbero possibili a
livello puramente nazionale. Nel 2013 GMES si è rivelato
prezioso per le squadre di soccorritori impegnate durante le inondazioni che si
sono abbattute su Germania, Repubblica ceca e Ungheria e gli incendi boschivi
che hanno colpito il Portogallo. Aspetti operativi della performance Sono stati esaminati vari aspetti dell'attuazione
del 7° PQ. Due valutazioni hanno rilevato i vantaggi ottenuti
esternalizzando ad agenzie l'attuazione del 7° PQ. La valutazione sul
funzionamento dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca
(ERCEA) stima in 45 milioni di EUR i risparmi procurati dalla delega di compiti
all'ERCEA nel periodo 2009-2012. La valutazione dell'Agenzia esecutiva per la
ricerca ha confermato un risparmio nell'ordine di 106,4 milioni di EUR nel
periodo 2009-2012. Inoltre, un feedback sulla performance
che indica se la Commissione ha assicurato un'attuazione efficiente del 7°PQ
è disponibile in una relazione speciale della Corte dei conti europea[15]. A giudizio della Corte, la Commissione ha adottato una serie di
misure per semplificare le regole, ma bisogna fare di più; inoltre l'attuazione
del 7° PQ, per alcuni aspetti, è inficiata da una mancanza di coerenza. La
Corte rileva che ci si è concentrati per lo più sull'assicurare una spesa di
qualità elevata e meno sull'efficienza. Nota inoltre che i processi possono
essere ulteriormente abbreviati e che i tempi di conclusione delle negoziazioni
sulle sovvenzioni (ossia per la firma dei contratti) si stanno riducendo, ma osserva
che durante i primi cinque anni del 7°PQ ci sono state differenze tra i
servizi. La Commissione ha accolto tutte le raccomandazioni della Corte e ha
tenuto conto di gran parte di esse nell'elaborazione del programma successivo
al 7° PQ. Ad esempio, per garantire un'attuazione coerente del 7° PQ e
agevolare il coordinamento e l'attuazione di Orizzonte 2020, è stato istituito
un centro comune di sostegno con l'obiettivo di fornire a tutte le DG che si
occupano di ricerca, alle agenzie esecutive e alle imprese comuni che attuano
Orizzonte 2020 servizi di qualità elevata nei seguenti campi: assistenza
legale, audit ex post, sistemi informatici e operatività, processi aziendali,
informazioni sui programmi e dati. Inoltre, è stato introdotto un campione
rappresentativo comune di controlli ex post esteso a tutti gli aspetti del 7°PQ. 2.1.2. COESIONE PER LA
CRESCITA E L'OCCUPAZIONE (rubrica di bilancio 1B) Obiettivi del programma ed Europa 2020 Nella "Coesione per la crescita e l'occupazione"
rientrano i Fondi strutturali: il Fondo europeo per lo sviluppo regionale
(FESR) e il Fondo sociale europeo (FSE), nonché il Fondo di coesione (FC). Con
una dotazione di 349 miliardi di EUR, la politica di coesione rappresenta nel
periodo 2007-2013 il 36% del bilancio dell'Unione e costituisce uno degli
strumenti di finanziamento più visibili dell'UE ed è stato concepito per
offrire un contributo rilevante all'occupazione e alla crescita in Europa. Con
oltre 270 miliardi di EUR, il FESR e l'FC rappresentano quasi l'80% della
dotazione totale nell'ambito di questa rubrica di bilancio, mentre la dotazione
assegnata all'FSE è di circa 75 miliardi di EUR. I tre fondi, tutti in regime di gestione
concorrente, operano tramite programmi gestiti a livello nazionale o regionale
e contribuiscono a tutti gli obiettivi di Europa 2020. Uno degli obiettivi fondamentali del sostegno
del FESR è stato il miglioramento dell'efficienza delle imprese; tale
obiettivo è stato perseguito aiutando le imprese a investire in nuovi impianti
e macchinari o a sviluppare nuovi prodotti. In molte zone dell'UE il FESR è
stato utilizzato anche per favorire l'uso delle TIC da parte delle PMI, l'introduzione
di sistemi digitali per l'accesso ai servizi pubblici e gli investimenti per la
banda larga al fine di migliorare l'accesso a Internet o in alcuni casi a
renderlo possibile là dove tale accesso non era assicurato. Il FESR e l'FC hanno continuato anche a
fornire sostegno in aree di investimento importanti quali lo sviluppo di
infrastrutture di trasporto e ambientali, nonché la promozione dell'efficienza
nell'uso dell'energia e delle risorse. Tra le aree principali del sostegno dell'FSE
si segnala l'integrazione del mercato del lavoro; alcuni Stati membri hanno
utilizzato l'FSE a sostegno di politiche attive del mercato del lavoro (PAML).
Nell'UE-12, in cui i bilanci delle PAML sono esigui (inferiori allo 0,5% del
PIL), le spese dell'FSE nel settore delle PAML rappresentano più della metà dei
finanziamenti totali nell'ambito delle PAML (54,1% nel periodo 2007-2010). Molti Stati membri hanno concentrato le proprie
attività FSE anche sull'avvio di nuove imprese da parte di disoccupati e persone
provenienti da gruppi svantaggiati, nonché sulla sostenibilità e la qualità del
lavoro di imprenditori autonomi e microimprenditori. 17 Stati membri hanno
inserito l'imprenditorialità fra le priorità dei propri programmi operativi nel
periodo di programmazione 2007-2013. Conformemente all'impegno di indirizzare il
sostegno dei Fondi strutturali all'iniziativa faro di Europa 2020 "Piattaforma
europea contro la povertà e l'esclusione sociale", la Commissione ha
destinato il 20% dell'FSE all'obiettivo di sottrarre alla povertà e all'esclusione
sociale almeno 20 milioni di persone entro il 2020. Tuttavia, come emerge dalla
valutazione dei progressi di Europa 2020 effettuata dalla Commissione,
raggiungere quest'obiettivo sarà arduo, dal momento che nell'Unione europea le
persone a rischio di povertà e di esclusione sociale (tra cui sono comprese le
persone a rischio di povertà da reddito, che soffrono di privazioni materiali o
che vivono in famiglie senza lavoro) sono salite da 114 milioni nel 2009 a 124
milioni nel 2012[16]. Performance dei programmi Secondo le relazioni nazionali sull'attuazione
dei programmi della politica di coesione, i Fondi strutturali si sono
dimostrati essenziali per mantenere l'occupazione e contenere la
disoccupazione. Gli interventi del FESR hanno contribuito
a creare occupazione, principalmente grazie al sostegno offerto a ricerca,
innovazione e PMI. Dai dati del monitoraggio emerge la stima di 594 000
nuovi posti di lavoro creati tra il 2007 e il 2012. Il maggior numero di nuovi
posti di lavoro segnalati si registra in Germania, Regno Unito, Ungheria,
Spagna, Italia e Polonia[17]. Una
vasta gamma di misure del FESR è stata attuata in tutta l'Unione europea sostegno
delle imprese e delle loro capacità di innovazione. I risultati delle valutazioni
suggeriscono che, fra tutti gli interventi cofinanziati dal FESR, il sostegno
alle imprese costituisce la fonte principale di creazione di posti di lavoro[18]. Secondo le più recenti relazioni nazionali annuali sull'attuazione,
alla fine del 2012 quasi 200 000 imprese, tra cui quasi 80 000 nuove
imprese, avevano ottenuto il sostegno del FESR; nelle PMI erano stati creati
oltre 260 000 posti di lavoro[19]. Con dati aggiornati alla fine del 2012, gli investimenti
del FESR per le TIC hanno esteso l'accesso alla banda larga a oltre 5
milioni di persone in più, situate per circa la metà nelle regioni meno
sviluppate. Questo risultato contribuisce a ridurre il divario digitale, ancora
relativamente ampio in diversi paesi e in particolare nell'UE-12 e negli Stati
membri meridionali dell'UE-15. Gli Stati membri segnalano progressi nell'attuazione
degli investimenti infrastrutturali del FESR e del Fondo di coesione, ma
le realizzazioni sono inferiori agli obiettivi per gran parte dei progetti
infrastrutturali nei settori dei trasporti e dell'ambiente, in particolare
nell'UE-12. Esempio di risultato raggiunto
in Estonia: i miglioramenti della rete ferroviaria cofinanziati dall'Unione europea
hanno consentito di ridurre del 31% i tempi di percorrenza in alcuni tratti
della rete (dati aggiornati alla fine del 2012); l'obiettivo è ridurli
ulteriormente fino al 45% entro la fine del 2015[20]. Nel settore dei trasporti, nel periodo 2007-2013
sono stati programmati circa 42 miliardi di EUR per le infrastrutture stradali,
comprese la TEN-T e le strade nazionali, regionali e locali; per le
infrastrutture ferroviarie, compresi i progetti TEN-T, sono invece stati
programmati circa 23 miliardi di EUR. Grazie ai cospicui finanziamenti messi a
disposizione, si sono registrati risultati significativi, soprattutto per
quanto riguarda il miglioramento delle linee ferroviarie esistenti: oltre 2 300
chilometri di linea ferroviaria sono stati ricostruiti o riqualificati.
Parallelamente, sono stati ricostruiti anche più di 30 000 chilometri di
strade. La costruzione di nuove linee ferroviarie è però gravemente in ritardo
nei paesi beneficiari del Fondo di coesione: finora sono stati completati solo 59 chilometri
su 253. A questo proposito, sono stati individuati vari problemi: inadeguato
sviluppo dei progetti, limitata capacità amministrativa, difficoltà e ritardi
di attuazione in Polonia, problemi legati alle procedure di appalto in Romania
e Slovenia, lunghe procedure di pianificazione del territorio in Slovenia. Nel settore ambientale, in cui le assegnazioni
del programma per il periodo 2007-2013 sono state di quasi 50 miliardi di EUR,
molti Stati membri hanno lamentato ritardi nell'attuazione dei progetti,
soprattutto dove gli investimenti sono gestiti a livello comunale. I problemi
più comuni riguardano le procedure di appalto e di pianificazione e la scarsa
capacità di gestione dei progetti, nonché – in qualche caso – la mancanza di
cofinanziamento a causa dell'attuale recessione economica. Si sono osservate
difficoltà soprattutto in Bulgaria, dove il tasso di rimborso nel settore
idrico ha raggiunto appena l'11% (il che significa che gli obiettivi verranno
sostanzialmente disattesi) e in Romania. Per rimediare a queste carenze, la
Commissione ha chiesto radicali riforme settoriali e organizzative,
incoraggiando il ricorso a tutte le risorse di assistenza tecnica offerte dalle
varie istituzioni finanziarie internazionali. Esempi
di risultati Italia: i progetti cofinanziati dal
FESR hanno consentito di migliorare il trattamento delle acque reflue a
vantaggio di più di un milione di persone, ossia circa il 13% della popolazione
totale delle regioni dell'obiettivo Convergenza e quasi il 40% di quella di
Sicilia e Basilicata, dove si concentra la maggior parte degli investimenti
effettuati. Malta: l'impianto meridionale per
il trattamento delle acque reflue, costruito con il contributo dei
finanziamenti UE, è in grado di trattare l'80% delle acque reflue prodotte sull'isola
e ha consentito di elevare lo status delle acque della costa meridionale del
paese dalla classe 3 alla classe 1; Malta è così divenuta il primo paese
mediterraneo a trattare tutte le acque reflue prima di scaricarle in mare. Nel settore energetico, dove per il
periodo 2007-2013 il programma FESR-FC ha assegnato circa 4,5 miliardi di EUR
per progetti nel campo delle energie rinnovabili (eolica, solare, da biomasse,
idroelettrica e geotermica), la capacità supplementare di produzione di
elettricità da fonti di energia rinnovabile è già aumentata di 2 400 MW, con
dati aggiornati alla fine del 2012. Inoltre, sono stati investiti circa 6
miliardi di EUR per migliorare l'efficienza energetica di edifici residenziali
e pubblici; i dati sulla loro efficienza dovrebbero essere disponibili entro la
fine del 2015. Esempio
di risultato raggiunto in Austria: i progetti finanziati hanno
consentito di incrementare di 89 MW, ossia del 20%, la capacità produttiva di 55
centrali che utilizzavano biocarburanti, con una potenziale riduzione delle
emissioni di gas a effetto serra equivalente all'anidride carbonica prodotta da
circa 33 000 automobili. A complemento delle misure "morbide"
finanziate dall'FSE, il FESR effettua investimenti nelle infrastrutture
sociali in settori come l'istruzione, la sanità, l'assistenza all'infanzia
e gli alloggi. Nei nuovi Stati membri gli investimenti in infrastrutture
sociali effettuati dal FESR sono assai spesso l'unica risorsa disponibile per la
modernizzazione e la riforma dei servizi pubblici, mentre nell'UE-15 essi
costituiscono di solito una risorsa supplementare. Una parte cospicua degli investimenti dell'FSE
nel periodo 2007-2013 è volta a promuovere l'accesso al lavoro: quasi 23
miliardi di EUR sono stati destinati a questa finalità. I risultati delle
valutazioni rispondenti a criteri di adeguatezza[21] ad oggi disponibili dimostrano che
agli interventi dell'FSE si associano significative differenze nette in termini
di occupazione e disoccupazione. Per esempio è stato rilevato che le persone che
beneficiano di interventi sostenuti dall'FSE trovano lavoro più facilmente dei
gruppi di controllo; qualche indizio fa anche ritenere che tale effetto sia più
pronunciato per i gruppi più svantaggiati. I rapporti nazionali di attuazione
segnalano che 2,4 milioni di persone che avevano partecipato ad operazioni
sostenute dall'FSE hanno trovato lavoro entro sei mesi dalla conclusione dell'intervento.
Si stima inoltre che alla fine di dicembre del 2012 complessivamente oltre 5,7
milioni di assunzioni fossero collegate al sostegno dell'FSE. Alcune
valutazioni sottolineano poi i risultati "morbidi" associati all'accesso
agli interventi dell'FSE nel settore dell'occupazione, tra cui la
responsabilizzazione delle singole persone nella ricerca del lavoro e la
motivazione a entrare nel mercato del lavoro. La relazione finale stilata dalla Rete di
valutazione di esperti dell'FSE sui risultati dell'FSE nel periodo 2007-2013
segnala risultati importanti, per alcuni Stati membri, anche in termini di avvio
di nuove imprese e ingresso di persone nel lavoro autonomo: in questo campo
si contano quasi 550 000 casi. Nel campo specifico dell'aumento dell'adattabilità,
si sono registrati più di 13,1 milioni di partecipazioni. Il gruppo più numeroso
è quello degli occupati, con più di 8,5 milioni di persone; i lavoratori
autonomi sono quasi 847 000, a dimostrazione dell'importanza del sostegno
dell'FSE per l'avvio di nuove imprese nel campo della politica in materia di
adattabilità, dove per il periodo 2007-2013 sono stati programmati circa 13
miliardi di EUR per aumentare l'adattabilità di lavoratori, imprese e
imprenditori. Nella maggior parte degli Stati membri i giovani
beneficiano in misura proporzionalmente maggiore del sostegno dell'FSE;
costituiscono infatti oltre il 30% di tutte le partecipazioni all'FSE, più del 50%
in Germania e quasi il 40% in Ungheria, Francia e Danimarca. All'opposto, in
Svezia e Portogallo e a Cipro si registra un dato pari o inferiore al 15%, che
riflette le scelte politiche nazionali. Secondo le valutazioni, i beneficiari dell'FSE
hanno apprezzato il servizio o il sostegno ricevuti ed esistono prove che gli
interventi dell'FSE a sostegno delle risorse umane nelle imprese che
dovevano confrontarsi con esuberi, o più in generale con ridimensionamenti,
abbiano contribuito a stabilizzare i livelli occupazionali in tali organizzazioni.
Tuttavia, nonostante i cospicui investimenti effettuati per migliorare le
competenze e fornire qualifiche ai dipendenti già presenti, non vi sono prove
degli effetti sulla produttività all'interno delle singole imprese, né di
benefici riguardanti la retribuzione o la mobilità occupazionale di tali lavoratori. Gli interventi dell'FSE sono andati anche a
sostegno delle politiche di inclusione sociale (introducendo strategie
di inclusione attiva, approcci di investimento sociale e un uso più efficiente
ed efficace dei bilanci destinati alla spesa sociale) in modo da aiutare i
gruppi che incontrano maggiori difficoltà nell'accesso al mercato del lavoro (ad
es. giovani, genitori soli, migranti e anziani). L'FSE ha finanziato anche lo
sviluppo dei servizi sociali, mirando a migliorarne la qualità e l'accessibilità
per i gruppi svantaggiati, per esempio in Lettonia, Romania e Spagna. Nel 2007-2013
circa 13 miliardi di EUR erogati dall'FSE sono stati destinati al miglioramento
dell'inclusione sociale delle persone svantaggiate. Quasi sempre, le relazioni
sui singoli paesi redatte dalla rete di valutazione di esperti dell'FSE indicano
che i finanziamenti UE nel campo della politica di inclusione sociale sono
quelli che hanno avuto la performance più modesta. Ciò nonostante, i
dati quantitativi delle assunzioni legate agli interventi di inclusione sociale
sono ragguardevoli: se ne registrano più di 164 000 (concentrate per la maggior
parte in Spagna). Questa è un'area dei finanziamenti UE in cui è particolarmente
arduo stabilire in che misura le azioni finanziate contribuiscano a realizzare
gli obiettivi politici generali. I settori dell'inclusione sociale e dell'istruzione
sono di competenza essenzialmente nazionale e l'obiettivo su cui si concentrano
gli investimenti nel campo dell'inclusione sociale varia da uno Stato membro
all'altro, circostanza che rende più complicato definire il valore aggiunto
dell'intervento. Nel complesso, si prevede che i programmi delle
politiche di coesione per il 2007-2013 continueranno ad generare posti di
lavoro e una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva almeno fino alla
fine del 2015. Quanto agli altri programmi relativi all'ultimo QFP, la
valutazione ex post della performance non è ancora stata effettuata ed è
prevista entro la fine del 2015. Solo allora sarà possibile tracciare un quadro
più preciso del contributo offerto dai programmi agli obiettivi generali. Aspetti operativi della performance Fin dall'inizio della recessione economica la
Commissione ha adottato una serie di misure per ridurre i tempi di attuazione
della politica di coesione, e mobilitare così fino in fondo tutte le risorse a
sostegno degli sforzi compiuti dagli Stati membri e a livello regionale per la
ripresa, nonché per allineare gli interventi cofinanziati dall'UE agli
obiettivi della strategia Europa 2020. Negli ultimi anni sono stati introdotti
due importanti tipi di modifiche agli originari piani di programmazione: la
riprogrammazione tematica e le riduzioni mirate degli obblighi di cofinanziamento
nazionale. Con dati aggiornati alla fine del 2013, più di 45
miliardi di EUR, pari al 13% dei fondi totali, sono stati riprogrammati
da un'area tematica a un'altra per indirizzare il sostegno ai bisogni più
urgenti e rafforzare determinati interventi. In termini di temi di
investimento, queste modifiche hanno portato ad aumenti nei seguenti ambiti:
innovazione e R&S, sostegno generico alle imprese, energia sostenibile,
infrastrutture sociali, strade e mercato del lavoro, compresa l'occupazione
giovanile. Le modifiche sono coerenti con la strategia Europa 2020 e rispondono
all'esigenza di indirizzare in maniera più decisa su questi soggetti gli
strumenti finanziari dell'Unione europea. Inoltre, nel 2011-2012 la Commissione ha
approvato riduzioni degli obblighi di cofinanziamento nazionale per
alcuni Stati membri (ES, GR, IE, IT, LT e PT e in misura minore BE, FR e UK).
Questa misura ha ridotto del 18%, da 143 miliardi di EUR a 118 miliardi di
EUR, la spesa pubblica a cui erano tenuti gli Stati membri ed è stata
introdotta in considerazione dello stress cui erano sottoposti i bilanci
nazionali, nella convinzione che alleviando l'onere sulle finanze nazionali
fosse possibile portare sostanzialmente a termine gli investimenti già avviati.
Per accrescere ulteriormente il valore aggiunto
dei finanziamenti UE e dimostrare risultati più visibili, la Commissione si è
anche adoperata per promuovere e facilitare l'uso integrato degli
investimenti FSE e FESR. Numerosi Stati membri hanno già deciso di
applicare l'approccio integrato in aree cruciali dell'inclusione sociale come
il passaggio dall'assistenza in istituto dei bambini a quella in comunità,
nonché l'integrazione delle comunità emarginate come i Rom. Inoltre, la Commissione ha seguito le
raccomandazioni essenziali delle quattro relazioni tematiche speciali della
Corte dei conti europea concernenti le aree di intervento dei programmi
FESR/FC: efficienza energetica, progetti infrastrutturali di gestione dei
rifiuti urbani, riqualificazione di siti industriali e militari dismessi e rete
viaria[22]. Tutte e quattro le
relazioni concludono che le realizzazioni attese si sono concretizzate e i
progetti sono stati attuati secondo le previsioni, seppure con qualche ritardo
e sforamento dei costi. Le raccomandazioni della Corte evidenziano la necessità
di considerare con maggiore attenzione l'efficacia, l'efficienza e l'economia
dei progetti nella definizione delle priorità d'investimento; rendere più
rigorosa l'analisi delle esigenze in sede di selezione dei progetti; e infine migliorare
e rendere più trasparenti gli indicatori di performance. Il quadro
legislativo 2014-2020 consente alla Commissione di applicare alcune delle più
importanti raccomandazioni della Corte: una maggiore attenzione per i risultati
dei programmi cofinanziati, in modo da collegare le azioni chiave del quadro
strategico comune alle raccomandazioni specifiche per paese previste dal
semestre europeo; la conclusione di accordi di partenariato con gli Stati
membri, che comprendano un'analisi delle disuguaglianze e delle esigenze di
sviluppo; condizionalità ex ante; e infine comunicazioni annuali sugli
indicatori di realizzazione a livello di asse prioritario, sulla base di una
definizione comune degli indicatori. 2.1.3. CONSERVAZIONE E
GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI (rubrica di bilancio 2) Obiettivi del programma ed Europa 2020 La seconda rubrica di bilancio riguarda l'agricoltura,
lo sviluppo rurale, la pesca e l'ambiente; nel periodo 2007-2013 ha
rappresentato il 43% delle spese dell'Unione europea. Gran parte delle risorse
(34% del totale delle spese dell'UE) viene utilizzata per il sostegno diretto
agli agricoltori nel quadro della politica agricola comune (PAC). Il Fondo
europeo per la pesca è lo strumento essenziale per il finanziamento della politica
comune della pesca, mentre il finanziamento ambientale viene erogato tramite lo
strumento LIFE+. La politica agricola comune (PAC) mira a promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
dell'agricoltura e delle aree rurali dell'UE, coerentemente con la strategia
Europa 2020. Si articola in due componenti o "pilastri": 1) spese
connesse al mercato e pagamenti diretti agli agricoltori e 2) sviluppo rurale. La politica comune della pesca (PCP) mira
a garantire che le attività di pesca e di acquacoltura siano sostenibili dal
punto di vista ambientale nel lungo termine e siano gestite in modo coerente
con gli obiettivi consistenti nel conseguire vantaggi a livello economico,
sociale e occupazionale e nel contribuire alla disponibilità dell'approvvigionamento
alimentare. Attraverso il Fondo europeo per la pesca (FEP), l'UE fornisce
sostegno finanziario al settore della pesca (che comprende tutte le attività di
produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e
dell'acquacoltura) e per lo sviluppo sostenibile delle aree dipendenti dalla
pesca. Con un bilancio annuale di circa 300 milioni di
EUR, i progetti finanziati da LIFE+ mirano a collaudare approcci
innovativi o a dimostrare nuovi approcci, nonché ad applicare le migliori
prassi per la soluzione di problemi ambientali e legati ai cambiamenti
climatici. La componente Natura e biodiversità del programma contribuisce alla
strategia Europa 2020 promuovendo azioni che contribuiscono ad arrestare e, ove
possibile, invertire la perdita di biodiversità, mentre la componente Ambiente
contribuisce alla realizzazione di un'economia efficiente dal punto di vista
delle risorse e rispettosa del clima, offrendo alle imprese – e in particolare
alle PMI – l'opportunità di collaudare nuove tecniche e metodologie prima di
introdurle nella catena di produzione. La componente Informazione cofinanzia
progetti di comunicazione e campagne di sensibilizzazione su temi relativi all'ambiente,
alla protezione della natura o alla conservazione della biodiversità. Performance dei programmi I dati dimostrano che l'aiuto diretto agli
agricoltori (nell'ambito del primo pilastro della PAC) stabilizza i
redditi agricoli e contribuisce quindi alla redditività economica delle aziende
agricole. Nel 2012 i pagamenti diretti in media ammontavano a quasi la metà del
reddito delle aziende agricole a conduzione familiare (48%). Nel 2013 il
reddito agricolo reale per lavoratore nell'UE-28 è diminuito dell'1,3%, ma era
aumentato del 30% circa nel corso dei dieci anni precedenti. La diminuzione del
2013 dipende principalmente dal maggior incremento in termini reali dei prezzi
di acquisto dei mezzi di produzione agricola (+0,7%), a fronte di prezzi di
vendita dei prodotti agricoli rimasti stabili. Dal 1992 in poi le riforme della PAC hanno
accentuato l'orientamento verso il mercato dell'agricoltura dell'UE, riducendo
altresì le spese per le restituzioni all'esportazione e l'intervento pubblico.
La percentuale delle esportazioni sovvenzionate rispetto al totale delle
esportazioni è diminuita dall'1,9% del 2007 allo 0,1% del 2012. Il valore dei
flussi commerciali di prodotti agricoli tra l'Unione europea e il resto del
mondo è cresciuto da 80 miliardi di EUR nel 2008 a più di 120 miliardi di
EUR nel 2013. Nel 2013 è stata effettuata una serie di
valutazioni sui diversi elementi della PAC. Le valutazioni sull'impatto del programma
europeo Latte nelle scuole[23] e
delle misure della PAC per il settore dell'apicoltura[24]
confermano l'adeguatezza degli strumenti utilizzati per realizzare gli
obiettivi della politica e il valore aggiunto UE; allo stesso tempo, formulano
alcune raccomandazioni volte ad assicurare ulteriori miglioramenti dal punto di
vista della complementarità con piani e iniziative collegati. Il programma
Latte nelle scuole è stato giudicato uno strumento adeguato per accrescere il
consumo di latte da parte dei bambini migliorandone in questo modo le abitudini
alimentari. La maggior parte degli Stati membri ha indicato che tale programma
è stato determinante per il lancio e l'attuazione di un programma di
distribuzione di latte nelle scuole del loro paese. Per quanto riguarda le
misure per l'apicoltura, la valutazione conclude che esse hanno contribuito
positivamente alla produttività e ai guadagni degli apicoltori, nonché alla
stabilizzazione dei livelli di produzione del miele nell'UE in un contesto
caratterizzato da costi di produzione crescenti, da minacce alla sopravvivenza
delle api e da una forte concorrenza internazionale da parte di paesi terzi. La valutazione degli effetti strutturali del
sostegno diretto[25]
esamina in che modo le modifiche introdotte dalla riforma del 2003, che ha
comportato il disaccoppiamento del sostegno dalla produzione, hanno influito su
aspetti come la manodopera, il capitale e le strategie economiche delle aziende
agricole europee. La valutazione ha messo in luce effetti indiretti come l'incremento
delle dimensioni economiche delle aziende agricole e l'aumento della
specializzazione. Inoltre il disaccoppiamento ha stimolato uno spostamento di
interesse verso le produzioni più remunerative. La valutazione conclude che la
riforma, e in particolare il disaccoppiamento del sostegno, potrebbero aver
contribuito, insieme ad altri fattori, a ridurre l'intensità di manodopera. La sintesi delle valutazioni intermedie
nazionali e regionali[26] pubblicata nel 2013
misura i progressi e l'impatto delle misure di sviluppo rurale (nell'ambito
del secondo pilastro della PAC) nel periodo 2007-2013. Si basa su
valutazioni effettuate dagli Stati membri nel 2010 e conclude che l'attuazione
delle misure di sviluppo rurale è stata più lenta del previsto: solo in un
numero relativamente scarso di casi si segnala un'attuazione senza intoppi.
Sono state attuate più rapidamente le misure che comportavano minori requisiti
tecnici e presentavano una maggiore continuità con il periodo precedente. È
stato valutato anche l'impatto economico, ambientale e sociale/sulla qualità
della vita delle misure di sviluppo rurale, ma è stato difficile formulare un
giudizio attendibile sull'impatto complessivo, dal momento che l'attuazione del
programma è ancora in corso e proseguirà fino alla fine del 2015. Per quanto
riguarda l'impatto economico, all'incirca due terzi delle relazioni indicano un
impatto positivo netto sulla crescita e sulla creazione di posti di lavoro.
Alcune relazioni segnalano impatti ambientali positivi, ma l'impatto dei
programmi di sviluppo rurale sull'ambiente viene quantificato solo di rado. Le
azioni concernenti la qualità della vita sono molto apprezzate nelle comunità
rurali ma sono risultate difficili da misurare. Poiché l'attuazione dei programmi proseguirà
fino alla fine del 2015, soltanto nel 2017, quando la sintesi delle valutazioni
nazionali e regionali ex post sullo sviluppo rurale 2007‑2013 sarà
stata portata a termine, diverrà possibile tracciare una panoramica più chiara
del contributo assicurato dalle misure di sviluppo rurale. Le valutazioni
intermedie sono state effettuate in una fase del ciclo di vita dei programmi in
cui non è ancora possibile formulare una valutazione complessiva attendibile
dell'impatto e della performance del PSR; esse forniscono comunque
indicazioni sull'attuazione del programma. In questa fase, i dati disponibili sui progressi
del programma di sviluppo rurale mostrano un quadro incompleto. Per esempio,
finora 83 milioni di abitanti delle aree rurali hanno tratto vantaggio dal
miglioramento dei servizi sostenuti dal programma (94% dell'obiettivo). Grazie
al sostegno sono stati effettuati interventi di riqualificazione in 34 000
paesi, superando l'obiettivo finale di 27 000 previsto per la fine del
periodo. D'altro canto, nel quadro delle misure di sviluppo rurale sono stati
creati soltanto 45 000 posti di lavoro, pari al 19% dell'obiettivo finale;
analogamente, finora hanno ricevuto sostegno solo 36 000 microimprese
rispetto alle 77 000 previste[27]. Nell'area della politica comune della pesca
(PCP) la cessazione definitiva di attività di pesca è lo strumento
principale per garantire l'equilibrio tra la capacità di pesca e le risorse
disponibili. Tra il gennaio 2007 e il maggio 2013, più di 4 000
pescherecci sono stati dismessi con il finanziamento del Fondo europeo per la
pesca (FEP)[28], il che ha contribuito a
una notevole riduzione della flotta. Tuttavia, una valutazione retrospettiva
delle misure di dismissione e cessazione temporanea nel quadro del FEP ha posto
in risalto la scarsa efficacia ed efficienza dei vigenti programmi di dismissione
per quanto riguarda l'equilibrio tra risorse e flotte da pesca dell'Unione
europea[29]. In merito ai regimi di
cessazione temporanea, la valutazione conclude che i finanziamenti pubblici
sono serviti più a rendere politicamente accettabili i regimi stessi che non a
ridurre effettivamente la quantità del pescato. Il sostegno del FEP all'acquacoltura e alla
trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura è molto rilevante:
insieme, questi due comparti rappresentano quasi un terzo degli impegni del
FEP. Entrambi i settori sono remunerativi, anche se in termini di volume la
produzione dell'acquacoltura nell'UE non sta aumentando, mentre nel settore
della trasformazione sia il volume che il valore della produzione sono in
crescita. L'occupazione nell'acquacoltura è stabile in
termini di unità equivalenti a tempo pieno. I lavori a tempo parziale vengono
sostituiti da lavori più permanenti a tempo pieno; questo spiega il contributo
apparentemente limitato del FEP alla creazione di posti di lavoro. Questi
sviluppi, però, sono importanti per i lavoratori del settore. Inoltre, nell'UE
l'acquacoltura sta diventando sempre più un'attività ad alta intensità di
capitale e il sostegno pubblico nel quadro del FEP sta accompagnando questo
processo. Per quanto riguarda la trasformazione, l'impatto del FEP sui posti di
lavoro è modesto: tra il 2007 e il 2010 sono stati creati circa 3 400
posti di lavoro[30]. Il sostegno finanziario del FEP per le comunità
dipendenti dalla pesca viene attuato attraverso i gruppi di azione locali Pesca
(FLAG). Secondo uno studio recente, nel periodo 2010-2013 i FLAG hanno permesso
di creare almeno 7 300 posti di lavoro e di mantenerne altri 12 500. Sono
state inoltre costituite più di 200 nuove imprese. Esempio:
i progetti FLAG offrono uno stimolo economico alle imprese di pesca
tradizionali delle regioni "Fisch vom Kutter" è un
progetto innovativo di piccole dimensioni che riguarda 21 imprese di pesca
della regione attiva della costa del mar Baltico. Con il sostegno del FEP hanno
organizzato un sistema di vendita diretta dei prodotti ittici della regione.
Utilizzando un sito web dinamico, i pescatori ancora in mare inseriscono sul
sito via SMS i dettagli delle proprie catture, insieme all'ora di attracco
stimata. In questo modo i clienti sanno dove, quando e quale tipo di pesce
fresco acquistare direttamente dal peschereccio al suo arrivo in porto. I
pescatori che partecipano a questo sistema segnalano prezzi più alti per il
pescato. Alcune imprese di pesca hanno anche avviato attività complementari
ampliando la gamma dei prodotti (ad esempio trasformando una parte del pescato
in prodotti affumicati e cotti) e riferiscono un aumento della clientela del 30-50%. Le valutazioni ex post dello strumento LIFE
a livello di progetto indicano che il programma LIFE Natura si è dimostrato un
importantissimo strumento di sostegno alla politica di conservazione della
natura dell'UE, soprattutto grazie all'attuazione delle direttive Uccelli e
Habitat e della rete Natura 2000. Le azioni dei progetti Natura sono
generalmente efficaci, esercitano un forte impatto e hanno una sostenibilità
elevata. Grazie ai progetti di LIFE Natura la popolazione della specie felina
più a rischio di estinzione in tutto il mondo, la lince iberica, è triplicata
in Spagna e sta per essere reintrodotta in Portogallo. Inoltre 13 000 ettari
di territorio sono stati inseriti nei piani di conservazione della natura. Nel quadro della componente ambientale di LIFE,
progetti come "Icarre 95" si configurano potenzialmente come metodi
di produzione "dalla culla alla culla" che in futuro permetteranno di
stimolare un uso efficiente dei materiali riciclabili nella produzione
industriale. Altri progetti come per esempio "Dal tetto alla strada"
hanno contribuito a sviluppare un'attività economica efficiente dal punto di
vista delle risorse, in questo caso l'uso del bitume ricavato da vecchi tetti
per la pavimentazione stradale. Quanto infine alla componente informativa del
programma, la valutazione finale di LIFE+ conferma che esso ha svolto un ruolo
significativo anche nelle attività di sensibilizzazione e nella promozione
della buona governance e della partecipazione dell'opinione pubblica
alle questioni ambientali dell'Unione europea. Aspetti operativi della performance Nelle aree della conservazione e della gestione
delle risorse naturali, la Corte dei conti europea ha pubblicato una serie di
relazioni speciali riguardanti i temi della concezione e dell'attuazione del
programma. Nei programmi 2014-2020 si è tenuto conto di
quanto rilevato e raccomandato dalla Corte riguardo ai pagamenti diretti
accoppiati. In deroga al principio generale dei pagamenti della PAC, che
prevede aiuti disaccoppiati dai livelli di produzione dell'azienda agricola, gli
Stati membri possono ancora, in misura limitata e a determinate condizioni,
erogare pagamenti accoppiati. La Corte dei conti europea (relazione speciale 10/2013)
ha criticato l'ampia discrezionalità con cui gli Stati membri istituiscono
pagamenti diretti accoppiati. Gli Stati membri non hanno fornito prove
sufficienti della necessità e della rilevanza delle misure adottate, e il
quadro di monitoraggio (obiettivi e indicatori) non è sufficiente per
consentire un'adeguata valutazione di tali misure in futuro. Per il periodo di
programmazione 2014-2020 la Commissione prevede di elaborare un quadro comune
di monitoraggio e valutazione per entrambi i pilastri della PAC, in modo da
consentire una misurazione più precisa della performance della politica. Nella definizione delle proposte relative alla
politica di sviluppo rurale nel periodo 2014‑2020, la Commissione ha
tenuto conto delle critiche mosse dalla Corte riguardo all'efficienza delle
misure di sviluppo rurale cofinanziate dall'UE nell'ambito del secondo pilastro
della PAC[31]. Una critica ricorrente
formulata dalla Corte è che la selezione dei progetti da parte degli Stati
membri spesso si è basata più sull'esigenza di spendere il bilancio assegnato
che sull'intrinseca qualità dei progetti stessi. La Corte ha lamentato anche l'insufficiente
chiarezza degli obiettivi delle spese di sviluppo rurale, evidenziando altresì che
le informazioni e comunicazioni sui risultati ottenuti non sono sufficienti per
dimostrare in quale misura gli obiettivi fissati siano stati raggiunti e il
bilancio dell'UE sia stato impiegato in maniera efficace ed efficiente. La
Corte ha rilevato infine che le informazioni disponibili grazie alle
valutazioni e al monitoraggio non sono state sfruttate adeguatamente per
migliorare l'efficacia e l'efficienza delle spese di sviluppo rurale. In
particolare, per quanto riguarda il sostegno allo sviluppo rurale per il
miglioramento del valore economico delle foreste, la Corte ha riscontrato
carenze nella concezione della misura, e ha concluso che solo alcuni dei
progetti sottoposti a audit sono riusciti a migliorare in misura apprezzabile
il valore economico delle foreste. Nell'elaborazione della componente ambientale
del nuovo programma LIFE la Commissione ha tenuto in debita considerazione
anche le carenze evidenziate dalla Corte[32]. La Corte ha rilevato
che la componente ambientale del programma LIFE+ non è stata sufficientemente
ben concepita e attuata. I principali problemi di concezione rilevati dalla
Corte riguardano la qualità del processo di selezione dei progetti e la
mancanza di indicatori appropriati. Tenendo conto di tali rilievi, il nuovo
programma LIFE aspira a essere meglio strutturato e più strategico, semplice e
flessibile. Il programma selezionerà progetti che dimostrino di basarsi sulle
migliori prassi e su approcci innovativi o dimostrativi che assicurino un
valore aggiunto a livello europeo. Le assegnazioni nazionali indicative saranno
totalmente abbandonate a partire dal 2018. Allo scopo di fornire, in futuro,
informazioni di migliore qualità su risultati e impatti del programma, nel
nuovo regolamento LIFE è stata inserita una serie di indicatori di performance;
a questi indicatori si affiancano, nel programma di lavoro pluriennale LIFE per
il 2014-2017, indicatori di risultato per area prioritaria e, ove pertinente,
per priorità tematica. 2.1.4. LIBERTÀ,
SICUREZZA E GIUSTIZIA (rubrica di bilancio 3A) Obiettivi del programma ed Europa 2020 Questa rubrica di bilancio
rappresenta lo 0,8% del quadro pluriennale totale 2007-2013. Nel 2013 il
sostegno finanziario a questo ambito politico è stato pari a 1,45 miliardi
di impegni. La rubrica include i programmi
finanziari a sostegno delle diverse dimensioni della politica della Commissione
nei settori della migrazione, dell'asilo e delle frontiere, della lotta alla
criminalità e al terrorismo e della politica nel settore della giustizia. Nel settore della migrazione,
dell'asilo e delle frontiere, il programma generale "Solidarietà e gestione
dei flussi migratori" (SOLID) ha assegnato quasi 4 miliardi
di EUR nel periodo 2007–2013 per garantire un'equa ripartizione delle
responsabilità tra i paesi dell'UE relativamente agli oneri finanziari
derivanti dalla gestione integrata delle frontiere esterne dell'Unione e dall'attuazione
di politiche comuni in materia di asilo e immigrazione. Nell'ambito di questo programma
generale, il Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi (FEI)
è lo strumento in più stretta relazione con l'obiettivo della strategia Europa 2020
che consiste nell'aumentare il tasso di occupazione di uomini e donne di età
compresa fra i 20 e i 64 anni al 75%, anche attraverso una migliore
integrazione dei migranti legali. Tramite il sostegno ad attività come corsi di
lingua e di educazione civica, sviluppo delle capacità e scambi tra Stati
membri, il FEI contribuisce al graduale avvicinamento tra il tasso di
occupazione dei cittadini di paesi terzi e quello dei cittadini dell'UE. Esso è
complementare al Fondo sociale europeo. Il programma quadro "Sicurezza
e tutela delle libertà" promuove un'efficace cooperazione
transfrontaliera europea nella lotta contro la criminalità e il terrorismo
e ha permesso di migliorare la prevenzione della criminalità. Il programma Prevenzione e lotta contro la criminalità
(ISEC), con un bilancio di 600 milioni di EUR per il periodo 2007–2013, aveva
come obiettivo la prevenzione e la lotta contro la criminalità (terrorismo,
tratta di esseri umani, reati a danno dei bambini, criminalità informatica,
traffico illecito di stupefacenti e di armi, corruzione e frode). Nell'area della giustizia, sei programmi riguardanti la giustizia civile, la giustizia penale, i
diritti fondamentali e la cittadinanza, la lotta alla violenza contro i
bambini, i giovani e le donne (Daphne), la lotta alla discriminazione e la
parità tra uomini e donne (Progress), e la politica per il controllo degli
stupefacenti erano concepiti per contribuire, tra l'altro, al conseguimento
dell'obiettivo di Europa 2020 consistente nell'aumentare al 75% il tasso di
occupazione della popolazione di età attiva. Tra gli esempi, si segnalano
finanziamenti per azioni specifiche destinate ad affrontare il problema del
divario retributivo tra uomini e donne e a promuovere la parità tra uomini e
donne nel processo decisionale in campo economico, nonché finanziamenti nell'area
della non discriminazione e dell'integrazione dei Rom. Performance dei programmi Nel 2013 tutti i programmi che
rientrano in questa rubrica di bilancio sono stati attuati come previsto, con
un consumo delle dotazioni di bilancio vicino al 100%. Nel campo della migrazione, dell'asilo
e delle frontiere, il Fondo europeo per i rimpatri (gestito
nell'ambito del programma SOLID) ha assicurato sostegno al rimpatrio volontario
dei migranti nel paese di origine. Il numero dei rimpatri volontari è aumentato:
nel 2012 i rimpatri volontari sono stati pari al 41,1% (rispetto al numero
totale dei rimpatri), mentre nel 2011 erano stati pari al 38,4%. Avendo favorito
in alcuni paesi l'introduzione di programmi di rimpatrio volontario che prima
non esistevano, il sostegno finanziario del programma ha contribuito a tale
aumento. Il Fondo europeo per i rifugiati
(FER, anch'esso gestito nell'ambito del programma SOLID) sostiene gli Stati
membri nell'accoglienza, e nella gestione delle conseguenze dell'accoglienza,
di richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale. Secondo dati
recenti, gli Stati membri che mirano a migliorare la capacità di accoglienza e
al successo dell'integrazione dei beneficiari di protezione internazionale sul
proprio territorio ricorrono sempre più frequentemente al finanziamento dell'UE.
Inoltre, il FER viene usato anche per sostenere gli Stati membri nel
reinsediamento dei rifugiati: nel 2013 gli Stati membri si sono impegnati a
realizzare il reinsediamento di oltre 3 900 persone nell'ambito del FER
rispetto alle quasi 3 000 del 2012. Le potenzialità del programma SOLID
in termini di creazione di risultati sono state penalizzate dalla recessione
economica, come confermano i più recenti dati disponibili, dai quali risulta
che la differenza tra i tassi di occupazione dei cittadini non UE e dei
cittadini UE è rimasta relativamente stabile negli ultimi cinque anni e che il
tasso di occupazione dei cittadini di altri Stati membri UE rimane
sensibilmente più alto (65,1%) di quello dei cittadini di paesi terzi (53,9%)[33]. Nella lotta alla criminalità e al
terrorismo, il finanziamento dell'UE è stato
determinante nell'agevolare la cooperazione tra le autorità di contrasto e
altri organismi. Per esempio le attività degli esperti della rete globale di
esperti per il recupero dei beni – di cui fanno parte anche esperti statunitensi
(rete di operatori CARIN) – hanno beneficiato di finanziamenti regolari. La
gestione dei beni confiscati e il riutilizzo a fini sociali dei beni
precedentemente appartenenti alla criminalità fanno parte dei progetti
innovativi che godono del sostegno della Commissione. Un
esempio di finanziamento nel settore degli affari interni: il FER offre sostegno agli Stati membri alle
prese con l'arrivo improvviso di un gran numero di cittadini di paesi terzi
potenzialmente bisognosi di protezione internazionale. Tra la fine dell'estate e l'autunno 2013, la
Bulgaria ha dovuto affrontare un afflusso senza precedenti di migranti e
richiedenti asilo, che hanno sottoposto a una pressione eccezionalmente elevata
e pressante il suo sistema di asilo. Il sistema di asilo della Bulgaria,
concepito con una capacità di accoglienza di circa 1 250 persone all'anno,
non era in grado di far fronte alle oltre 7 000 domande di protezione
internazionale. Le autorità bulgare hanno quindi chiesto sostegno all'UE
attraverso le misure di emergenza del FER. Grazie a questo finanziamento, nei 6
mesi di durata previsti per il sostegno di emergenza nell'ambito del FER questo
finanziamento ha permesso alla Bulgaria di potenziare e migliorare notevolmente
la capacità del proprio sistema di asilo di fornire livelli adeguati di
accoglienza ai richiedenti asilo, consentendole anche di rafforzare la capacità
di trattamento delle domande di protezione internazionale. La Bulgaria ha
ricevuto sostegno anche dal Fondo per i rimpatri e dal Fondo per le frontiere
esterne. Nell'area della giustizia, le attività
che hanno beneficiato di sostegno attraverso i programmi di spesa rispecchiano
l'evoluzione della politica UE in materia di giustizia, che mira a costruire
uno spazio europeo di giustizia a beneficio di tutti. Un numero sempre maggiore
di persone che esercitano professioni giuridiche nell'UE riceve formazione sul
diritto dell'UE o di un altro Stato Membro. La rete europea di formazione
giudiziaria svolge un ruolo essenziale nella formazione dei giudici. Per
favorire una partecipazione paritaria delle donne al mercato del lavoro,
migliorare l'accesso alla giustizia, tutelare i diritti dei Rom, delle vittime
di violenza e delle vittime della criminalità e per fornire sostegno a tali
soggetti, nel 2013 la Commissione ha continuato a sostenere progetti negli
Stati membri. A questo riguardo, sovvenzioni di funzionamento sono state
assegnate a reti transnazionali quali la rete europea di enti nazionali per le
pari opportunità EQUINET, la Lobby europea delle donne, Missing Children
Europe, Victim Support Europe, i Notai d'Europa, European Digital Rights. È in
corso la raccolta di dati di valutazione sulle realizzazioni delle misure
finanziate nel campo della giustizia; tali dati dovrebbero essere disponibili
alla fine del 2014. Un
esempio di finanziamento nel settore della giustizia: ECRIS (sistema europeo di
informazione sui casellari giudiziari). Il sostegno UE favorisce lo scambio
efficiente di informazioni tra gli Stati membri sulle condanne penali Il
sistema ECRIS è stato istituito nell'aprile 2012 grazie all'aiuto del programma
Giustizia penale. Il sistema offre a giudici e pubblici ministeri la
possibilità di accedere facilmente a informazioni esaustive sui precedenti
penali di qualsiasi cittadino dell'UE, indipendentemente dai paesi in cui alla
persona in questione sono state comminate condanne in passato. Il sistema può
quindi rappresentare uno strumento di prevenzione del crimine, poiché impedisce
agli autori di reati di cancellare le tracce dei propri precedenti penali
semplicemente spostandosi da uno Stato dell'UE a un altro. Ad esempio nel 2013
la polizia nazionale irlandese, presentando una relazione sui risultati del
progetto, ha confermato che il sistema ECRIS aveva contribuito a ottimizzare l'accuratezza
e l'integrità dei dati contenuti nei propri casellari giudiziari e inoltre
aveva consentito al paese di fornire migliori informazioni ad altri Stati
membri. Non vi sono aspetti operativi specifici da trattare relativamente all'attuazione
del programma o a relazioni sulla performance pubblicate nel 2013 dalla
Corte dei conti europea. 2.1.5. CITTADINANZA
(rubrica di bilancio 3B) Obiettivi del programma ed Europa 2020 La spesa effettuata nell'ambito della rubrica "Cittadinanza"
è indirizzata alla priorità "crescita intelligente" di Europa 2020.
Contribuendo agli obiettivi dell'iniziativa faro "Youth on the Move"
il programma Gioventù in azione (spesa per il 2013: 148 milioni di EUR)
si propone di offrire ai giovani maggiori opportunità attraverso esperienze di
apprendimento non formali con una dimensione europea. Sono erogati anche finanziamenti per la
protezione e la salute dei consumatori. Per quanto riguarda i consumatori,
nel 2013 la Commissione ha dato sostegno a organizzazioni di consumatori a
livello UE per garantire un'adeguata rappresentanza degli interessi dei
consumatori a livello UE. Nel 2013 il programma Cultura ha
effettuato spese per 61 milioni di EUR offrendo cofinanziamenti ad attività
culturali a livello europeo, tra cui progetti transnazionali di cooperazione
culturale, traduzioni letterarie e sostegno a organismi culturali di interesse
europeo. Il programma MEDIA 2007 e il programma MEDIA
Mundus (spesa per il 2013: 116,5 milioni di EUR) rafforzano la
competitività del settore audiovisivo europeo favorendo l'accesso ai
finanziamenti, promuovendo l'uso delle tecnologie digitali e consolidando la
cooperazione globale tra professionisti UE e non europei. Il programma "Europa per i cittadini"
mira a favorire l'interazione tra i cittadini europei, accrescere la tolleranza
e la reciproca comprensione e avvicinare l'Europa ai cittadini promuovendo i
valori e i risultati europei e conservando al tempo stesso la memoria del
passato. Performance dei programmi Nel 2013 il programma Gioventù in azione,
che contribuisce all'iniziativa faro "Youth on the Move", ha
confermato la propria attrattiva nei confronti della popolazione a cui è
rivolto sostenendo un numero ancora maggiore di giovani e operatori
socioeducativi; i partecipanti dal 2007 sono quasi un milione. Ha contribuito
all'efficace riconoscimento dell'apprendimento non formale con 265 000 "Youthpass",
il certificato delle opportunità di apprendimento di Gioventù in azione che
viene emesso dal 2007. Secondo il sondaggio condotto nel 2013 per valutare l'impatto
di Youthpass, l'80% circa dei partecipanti a Gioventù in azione ritiene
che Youthpass abbia aumentato l'utilità dei progetti finanziati
certificando gli esiti del percorso di apprendimento non formale. Secondo i
dati più recenti ottenuti dall'indagine di controllo, il 67% dei partecipanti ritiene
che le proprie opportunità di lavoro sono aumentate grazie all'esperienza maturata
con Gioventù in azione. Secondo la valutazione del contributo
finanziario fornito dall'UE nel 2007-2011 nell'ambito del programma per i
consumatori a due organizzazioni a livello di Unione europea - "L'Associazione
europea per il coordinamento della rappresentanza dei consumatori nella
standardizzazione" (ANEC) e "l'Organizzazione europea dei consumatori"
(BEUC), queste ultime hanno svolto un ruolo essenziale nella rappresentanza
degli interessi dei consumatori, garantendo un contributo coerente da parte
delle organizzazioni dei consumatori a livello UE e un dialogo migliore tra le
diverse parti interessate. Nell'ambito del programma per i consumatori, ha
beneficiato del sostegno finanziario dell'UE anche la realizzazione di azioni
congiunte di sorveglianza del mercato tra Stati membri relative a prove sui
prodotti, valutazioni dei rischi, monitoraggio del mercato e scambio di
esperienze e migliori prassi. Nel 2013, 19 paesi dell'UE hanno portato a
termine progetti congiunti di questo genere in vari settori, ad esempio nel
campo dei prodotti che imitano prodotti alimentari o dei costumi per bambini. Per quanto riguarda la salute pubblica, secondo
la valutazione intermedia del programma Salute svolta nel 2011[34] la maggioranza delle azioni finanziate ha avuto effetti in tutta l'Unione
europea. Le prove raccolte dimostrano che il valore aggiunto del programma a
livello UE è particolarmente evidente in settori quali lo scambio di conoscenze
e la creazione di reti tra operatori sanitari di diversi paesi dell'Unione, tra
cui FI, IT, LT, NL e DE, su questioni quali le informazioni e gli indicatori
sanitari, la promozione della salute (ad es. in relazione all'HIV/AIDS e alla
sicurezza di sangue, tessuti, cellule e organi) e la sicurezza sanitaria (ad
es. la rete europea per la valutazione dei rischi sanitari dell'esposizione ai
campi elettromagnetici). La valutazione inoltre ha permesso di convalidare
sette criteri a valore aggiunto UE che sono stati ampiamente utilizzati per
definire la priorità delle aree d'azione del nuovo programma 2014-2020. Di
conseguenza il nuovo programma dedica maggiore attenzione al rapporto tra
salute e obiettivi di Europa 2020. All'inizio del 2014 è stata avviata la
valutazione finale del programma 2008‑2013; i risultati saranno
disponibili nel 2015. Il programma Cultura è stato attuato
secondo i piani, realizzando tra l'altro importanti campagne di divulgazione e
attività di cooperazione con paesi terzi, in particolare Australia e Canada. Secondo
le stime, nel 2012 il finanziamento ha consentito la mobilità di alcune
migliaia di artisti/operatori culturali, la circolazione di diverse migliaia di
opere culturali e la partecipazione di circa 1 900 organizzazioni, con
funzioni di coordinamento o co-organizzazione, con particolare attenzione al
dialogo interculturale. Le attività dei programmi MEDIA e MEDIA
Mundus sono state realizzate nel 2013 secondo i relativi programmi di
lavoro. Un euro investito attraverso il programma MEDIA 2007 ha generato sei
euro da fonti di finanziamento private, con un effetto moltiplicatore pari
addirittura a 14 nel caso del finanziamento di una rete cinematografica. Il
fondo di garanzia per la produzione del programma MEDIA è operativo in nove
paesi. È proseguito il sostegno alla transizione digitale di operatori
cinematografici indipendenti che proiettano prevalentemente film europei; nel 2013
hanno goduto del sostegno 200 sale (+44). Come si conferma nella valutazione
intermedia, il programma MEDIA 2007 ha raggiunto il suo principale obiettivo,
vale a dire aumentare la competitività dell'industria cinematografica europea,
contribuendo in modo rilevante alla promozione della diversità culturale in
Europa. I film sostenuti da MEDIA hanno ottenuto un successo superiore alla
media nei festival più importanti. Nel 2013, due film sostenuti da MEDIA hanno
vinto un Oscar e tre dei 13 film sostenuti da MEDIA presentati al festival
internazionale del cinema di Cannes hanno ottenuto dei premi. Nel maggio 2013 è stato portato a termine uno
studio[35] per
misurare l'impatto del programma Europa per i cittadini. In termini
generali gli intervistati si sono detti molto soddisfatti degli effetti della
partecipazione sulla consapevolezza e comprensione generale della vita dei
cittadini degli altri paesi europei. L'89,1% è più consapevole della cultura,
dell'identità e del patrimonio europei, l'88,2% si sente più solidale con gli
altri europei e il 77,5% si sente più europeo. Rispetto allo studio precedente
del 2009, i risultati del 2013 sono più positivi e mostrano una maggiore
efficacia del programma. Non vi sono aspetti operativi specifici da trattare relativamente all'attuazione
del programma o a relazioni sulla performance pubblicate nel 2013 dalla
Corte dei conti europea. 2.2. Le politiche
esterne dell'Unione (rubrica di bilancio 4) Obiettivi
del programma e obiettivi strategici della politica di aiuti esterni Nel 2013 l'instabilità globale, misurata
mediante il numero di conflitti (controversie, crisi non violente, crisi
violente, guerre limitate e guerre) è aumentata rispetto al 2012, passando da 405
conflitti a livello mondiale a 414[36], tra cui 20 guerre e 25
guerre limitate. Diversi fattori hanno contribuito a questo aumento, per
esempio la complessità delle situazioni di conflitto, la diffusa inosservanza
del diritto internazionale umanitario e del diritto in materia di rifugiati, la
pressione demografica costante e l'urbanizzazione, i cambiamenti climatici, la
concorrenza per le risorse, il livello elevato e la volatilità dei prezzi dei
prodotti alimentari e dell'energia, le minacce alla sicurezza e la governance
carente. I risultati ottenuti nel 2013 dai programmi di
spesa a sostegno delle diverse dimensioni delle politiche esterne dell'Unione
dovranno essere riveduti in tale contesto. Alcuni programmi finanziari (il programma di
aiuto umanitario e il meccanismo di protezione civile[37]) offrono aiuti e soccorsi immediati nella
fase immediatamente successiva a una catastrofe e in situazioni di crisi. Altri hanno una prospettiva di più lungo periodo
e sostengono la politica di sviluppo della Commissione e la politica estera
e di sicurezza dell'Unione. Nel "Programma di cambiamento" del 2011
nell'ambito della politica di sviluppo dell'UE, l'Unione europea ha annunciato
che gli strumenti di finanziamento (8,3 miliardi di EUR sottoscritti nel 2013)
si sarebbero concentrati maggiormente sul principale obiettivo della politica
di sviluppo dell'UE: eradicazione della povertà nel contesto dello sviluppo
sostenibile, compreso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del
Millennio (OSM). Nel 2011 l'UE ha adottato altresì un approccio rinnovato
per fornire un sostegno di bilancio ai paesi partner, allo scopo di accrescere
l'efficacia di questa modalità di aiuto. Nel 2013 il sostegno per la politica di sviluppo
dell'UE è stato convogliato principalmente attraverso il Fondo di sviluppo
europeo per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (45% dei pagamenti)
e lo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI, 27% dei pagamenti). Il
sostegno per la politica europea di vicinato è stato fornito attraverso lo
strumento europeo di vicinato (ENPI, 23% dei pagamenti). Nel settore della politica estera e di sicurezza
comune gli strumenti principali sono le operazioni di politica estera e di
sicurezza comune e lo strumento per la stabilità. Un altro strumento di aiuto esterno, lo strumento
di preadesione, sostiene il processo di adesione dei paesi candidati e dei
potenziali candidati. Nel 2013 il sostegno alla politica di allargamento dell'UE
tramite lo strumento di assistenza preadesione (IPA) si aggirava intorno a 1,95
miliardi di EUR. Attualmente il programma di allargamento riguarda i Balcani
occidentali e la Turchia, giacché l'Islanda ha deciso di sospendere i negoziati
di adesione. La Croazia è entrata a far parte dell'Unione europea nel 2013. Performance dei programmi Complessivamente gli strumenti di finanziamento
per gli aiuti umanitari e la protezione civile sono stati attuati
secondo i piani, benché i pagamenti non abbiano soddisfatto appieno le esigenze
identificate. Sono state adottate misure ad hoc che hanno permesso di
assicurare la continuità delle operazioni sul campo. Nel 2013 il bisogno di aiuti
umanitari ha assunto nuove proporzioni e l'assistenza umanitaria dell'UE ha
superato 1,3 miliardi di EUR raggiungendo 124 milioni di beneficiari; è stato
così superato del 15% l'obiettivo di 107 milioni. Il 16% del bilancio destinato
agli aiuti umanitari (6% in più rispetto all'obiettivo del 10%) è diretto a
crisi dimenticate che sfuggono all'attenzione della comunità internazionale dei
donatori. Per esempio, fino a poco tempo fa l'assistenza alla Repubblica
centrafricana rientrava in questa categoria. Nel 2013 sono state concluse diverse valutazioni.
Una di queste valutazioni, riguardante le attività svolte per dare rifugio alle
vittime di catastrofi, indica che gli interventi umanitari dell'UE affrontano in
modo coerente la necessità di dare rifugio alle persone e offrono un sostegno
operativo efficace e diretto. La valutazione raccomanda di migliorare l'approccio
al partenariato, che comporta la cooperazione con le ONG nella realizzazione di
azioni umanitarie mediante una condivisione trasparente della definizione delle
priorità, del processo decisionale e delle responsabilità di coordinamento con
tutte le parti in causa. Inoltre sarebbe opportuno prevedere un collegamento
più stretto con soluzioni di più lungo periodo o strategie di uscita. I programmi finanziari a sostegno della
politica di sviluppo dell'UE sono stati realizzati secondo i piani, fatta
eccezione per l'ENI in cui alcuni obiettivi specifici legati ai progressi da
realizzare in materia di buona governance, promozione della cooperazione
con l'UE e promozione della democrazia, dei diritti umani e dello Stato di
diritto non hanno rispettato la tabella di marcia per la regione del vicinato
meridionale[38]. La causa è da
ricercarsi soprattutto nella crisi che si è abbattuta sulla regione. Benché non sia facile attribuire direttamente
agli strumenti dell'UE i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi
di sviluppo del millennio, il contributo dei finanziamenti allo sviluppo dell'Unione
europea ai principali obiettivi del millennio nel periodo 2007-2012 (ultimo
aggiornamento) può essere illustrato come segue: OSM
1 "Eliminare la povertà estrema e la fame" – l'obiettivo di
dimezzare, tra il 1990 e il 2015, la percentuale di persone che vivono con meno
di 1,25 dollari al giorno è stato raggiunto in tutte le regioni tranne l'Africa
sub-sahariana. A sostegno dell'OSM 1, nel periodo 2007-2012 gli strumenti di
sviluppo hanno assistito 46,5 milioni di persone mediante trasferimenti sociali:
denaro o altre prestazioni in natura, forniti periodicamente ai più poveri e a
coloro che più sono a rischio per quanto riguarda la sicurezza alimentare.
Soltanto nel 2012 sono stati messi a disposizione 1,6 miliardi di EUR per
favorire la capacità di risposta e migliorare lo sviluppo agricolo sostenibile.
Questo sostegno era diretto alla lotta alla malnutrizione, al miglioramento
degli strumenti alimentari e all'agevolazione dell'accesso per coloro che
rischiano la fame. A
sostegno dell'OSM 2 "Assicurare l'istruzione primaria universale" sono
stati realizzati importanti progressi con l'obiettivo di assicurare che i
bambini possano concludere il ciclo di istruzione primaria, mediante strumenti
di sviluppo che hanno sostenuto l'iscrizione alla scuola primaria di 13,7
milioni di allievi; sono stati formati 1,2 milioni di insegnanti e sono state
costruite o ristrutturate 37 000 scuole. A
sostegno dell'OSM 4 "Ridurre la mortalità infantile" si
osservano progressi importanti nella riduzione della mortalità di bambini di
età inferiore ai 5 anni; grazie agli strumenti di sviluppo 18,3 milioni di bambini
di età inferiore a un anno sono stati vaccinati contro il morbillo e più di 8 500
strutture e centri sanitari sono stati costruiti, ristrutturati o attrezzati. Non è ancora possibile valutare appieno l'impatto
dei mutamenti che hanno interessato le politiche nel 2011 e sono stati
annunciati nel Programma di cambiamento; nel 2013, però, sono diventati
disponibili i risultati di alcune valutazioni che confermano molti aspetti del
nuovo orientamento[39]. Le valutazioni dei
finanziamenti per lo sviluppo del settore privato e l'assistenza al commercio
dimostrano che il sostegno ha favorito i progressi di molti paesi terzi,
rafforzando anche la loro integrazione nel mondo; ciò è dovuto a una serie di
fattori esterni legati alle scelte politiche e alle priorità di governo nei
paesi interessati. Gran parte di questi progressi è stata osservata in paesi
(vicinato meridionale dell'UE e Asia) in cui il settore pubblico e quello
privato erano fortemente orientati al commercio. In molti dei paesi meno
sviluppati e in molte situazioni di fragilità, l'assistenza al commercio riesce
ad aumentare il volume degli scambi ma ha meno successo nella diversificazione
del commercio. Buoni risultati tuttavia sono stati raggiunti nel settore delle
riforme istituzionali e normative volte a migliorare il contesto
imprenditoriale, soprattutto nei paesi del vicinato meridionale, dove il
collegamento con gli accordi commerciali è stato un incentivo per le riforme.
In seguito ai risultati della valutazione, l'UE adeguerà il proprio approccio
al contesto e in particolare al livello di sviluppo del paese. Un'analisi
sistematica del mercato dovrebbe contribuire ad aumentare l'efficacia degli
interventi dell'UE, mentre una migliore integrazione della riduzione della
povertà e della creazione di posti di lavoro nell'assistenza al commercio e nel
sostegno allo sviluppo del settore privato potrà accrescere l'impatto del
sostegno dell'UE. Sembra che la nuova politica di sostegno al
bilancio cominci a dare i suoi frutti, soprattutto per quanto riguarda l'uso di
contratti di potenziamento istituzionale negli Stati più fragili, che vengono
utilizzati già da un anno. Le valutazioni effettuate nel 2013 in Tanzania e
Sudafrica confermano il valore del sostegno al bilancio. In particolare, la
valutazione per la Tanzania dimostra che questo strumento tende a essere molto
efficace quando è necessario ampliare gradualmente le risorse per soddisfare i
bisogni fondamentali. È stato accertato che i fondi supplementari forniti
tramite il bilancio hanno un effetto positivo sulla crescita economica, sull'istruzione
e sulla povertà non connessa al reddito. I valutatori hanno concluso che né i
finanziamenti dei progetti né il finanziamento del paniere comune avrebbero
potuto ottenere i medesimi risultati con lo stesso grado di efficienza,
efficacia e sostenibilità. Inoltre, in casi come quelli in cui il sostegno è
fornito per garantire ad esempio un'adeguata manutenzione stradale o l'aumento
degli stipendi degli insegnanti, il sostegno al bilancio è forse l'unica
modalità di aiuto. Tuttavia, le valutazioni per il Sudafrica e la Tanzania
dimostrano entrambe che il dialogo politico e le misure tese a sviluppare la
capacità avrebbero potuto essere più efficaci, e in alcune aree importanti
persistono carenze nella progettazione politica e nell'attuazione delle
riforme. Nel caso della Tanzania questi problemi vengono affrontati mediante un
piano d'azione sviluppato congiuntamente dai donatori di sostegno al bilancio e
dal governo della Tanzania. Il piano individua le responsabilità per ciascuna
attività e il relativo calendario di attuazione. Inoltre, un audit della Corte
dei conti sui risultati ottenuti in Egitto (relazione speciale 4/2013) rileva
che il sostegno di bilancio concesso all'Egitto nel 2007‑2013 non è
stato efficace nel promuovere miglioramenti nella gestione delle finanze
pubbliche visto che la trasparenza di bilancio è ancora carente, la funzione di
audit è inefficace e la corruzione è endemica. La Commissione intende
affrontare le questioni identificate durante i negoziati con l'Egitto
riguardanti il nuovo piano di azione e ha già applicato criteri di
ammissibilità rafforzati per il sostegno al bilancio in Egitto. Gli strumenti di finanziamento dell'UE a
sostegno della politica estera e di sicurezza dell'UE sono stati
pienamente applicati nel 2013, visto il contesto caratterizzato dal
deterioramento della situazione della sicurezza in varie parti del mondo. Per
quanto riguarda la copertura geografica, l'Africa sub-sahariana, il Medio
Oriente e il Nord Africa sono stati le principali aree di intervento a causa
dei molti aspetti di instabilità e crisi che hanno contraddistinto queste
regioni. Mentre in tutto il mondo sono aumentati il
numero e l'intensità dei conflitti, gli indicatori d'impatto mostrano una
generale attenuazione dell'intensità dei conflitti laddove sono intervenute le
principali operazioni della politica estera e di sicurezza comune. Per esempio
in Kosovo, dove si è svolta l'operazione più ampia in termini di bilancio, in
una scala da 1 a 5 l'intensità del conflitto è scesa dal livello 4 (crisi
violenta) al livello 1 (controversia) in seguito ai colloqui mediati dall'Unione
europea e all'accordo di riconciliazione raggiunto nell'aprile 2013. La
missione dell'UE è stata uno degli elementi chiave per la stabilità del Kosovo.
Nell'ambito dello strumento per la stabilità
sono state varate 45 azioni per un totale di 214 milioni di EUR per la
componente a breve termine di risposta alle crisi, e di 26 milioni di EUR per
la componente a lungo termine di assistenza nella preparazione alle crisi. Una
valutazione effettuata nel 2013 sulla componente a lungo termine di assistenza
nella preparazione alle crisi conclude che tale componente rappresenta un
elemento indispensabile dell'architettura generale dell'UE in materia di pace,
sicurezza e sviluppo, e dev'essere totalmente incorporata in tale struttura. È
stato osservato che grazie a questa componente l'Unione europea può affrontare
le questioni legate ai conflitti nel senso più ampio del termine e che i
singoli progetti hanno effettivamente sviluppato o consolidato la capacità
delle organizzazioni di contribuire agli sforzi di pace e di rafforzare il
concetto di comunità di operatori. Esempio
di misura di risposta alla crisi in Siria In
seguito al protrarsi della crisi in Siria il sostegno dello strumento per la
stabilità è stato costante, sia in Siria che nei paesi confinanti. In Turchia,
Iraq e soprattutto in Giordania e in Libano, lo strumento per la stabilità è
stato essenziale per aiutare le autorità ad accogliere e ospitare i sempre più
numerosi rifugiati siriani. L'assistenza diretta ai rifugiati si esplica anche
migliorando le loro condizioni di vita. In Siria, l'accesso e le altre
condizioni per fornire sostegno non umanitario presentano ovviamente maggiori difficoltà;
lo strumento per la stabilità ha tuttavia permesso di offrire assistenza
diretta sotto forma di assistenza sanitaria di base, maggiore sicurezza
alimentare e istruzione di base. Gli ultimi programmi realizzati nell'ambito dell'IPA
a sostegno del processo di adesione dei paesi candidati e dei potenziali
candidati sono stati adottati come previsto nel 2013, con due eccezioni: il
programma nazionale per la Bosnia-Erzegovina, che è stato ridotto per gli
scarsi progressi realizzati negli impegni politici, e il programma per l'Islanda,
che è stato interrotto in seguito alla decisione del paese di sospendere il
processo di adesione. Le conclusioni generali della seconda meta-valutazione
dell'assistenza IPA 2007-2010[40] confermano che l'IPA è
stato utile per promuovere il cambiamento, consentendo lo sviluppo delle
capacità dei paesi candidati durante tutto il processo di adesione e in questo
modo promuovendo progressivi sviluppi positivi nella regione. L'efficacia dell'assistenza
IPA 2007-2010 è generalmente buona, specialmente nei paesi che operano in
regime di gestione centralizzata. Inoltre, si ritiene che l'IPA sia stato
attuato in modo efficiente. La valutazione rileva che l'efficacia dell'IPA è
massima quando questo strumento viene utilizzato per rispondere a obblighi
legati all'acquis, perché prevede un mandato e una struttura istituzionale
accettati sul piano politico. Per migliorare l'impatto e la sostenibilità dell'assistenza
e accrescere il valore aggiunto, si riconosce che l'IPA deve essere
accompagnato da una strategia politica chiara e da progressi costanti nel
processo di adesione. La valutazione raccomanda un più stretto collegamento tra
dialogo politico e finanziamento dell'IPA, adottando nel nuovo programma un
approccio pluriennale e basato sui risultati che garantisca che quanto
realizzato contribuisca effettivamente al conseguimento di risultati
sostenibili e allo stesso tempo assicuri un certo livello di flessibilità nell'attuazione.
Si raccomanda altresì di adeguare l'assistenza alla capacità di assorbimento
dei beneficiari, utilizzando un maggior numero di valutazioni della capacità
nella fase di programmazione. La Commissione ha accolto molte delle raccomandazioni
e le ha utilizzate per redigere il programma che succede all'IPA (IPA II). Aspetti operativi della performance Per quanto riguarda gli aiuti umanitari e la
protezione civile, la rapidità dell'intervento è di fondamentale importanza per
soddisfare le esigenze primarie mediante aiuti immediati. Nel 2013 la velocità
media degli interventi, dall'accettazione dell'offerta al dispiegamento nell'ambito
del meccanismo di protezione civile dell'UE, è stata coerente con l'obiettivo
di un tempo inferiore alle 36 ore. La capacità dell'Unione di rispondere rapidamente
e in modo coordinato è stata favorita dall'istituzione del Centro di
coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) della Commissione europea
nel maggio 2013. Il servizio dell'ERCC è operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7,
e rafforza la capacità UE di risposta alle calamità raccogliendo informazioni sulle
calamità in tempo reale, monitorando i rischi e garantendo l'efficace
coordinamento degli interventi. Per esempio nelle Filippine l'ERCC ha favorito
l'arrivo del personale degli oltre 20 Stati partecipanti e di aiuti materiali
di emergenza nonché il trasporto dell'equipaggiamento della protezione civile
nella regione, confermando il valore aggiunto di questa struttura. Conformemente agli obiettivi di gestione della
Commissione, nel 2013 la maggior parte dei progetti dello Strumento per la
stabilità (72%) nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune è stata
adottata entro tre mesi dall'inizio di una crisi. L'UE è riuscita così a realizzare
interventi tempestivi in alcune crisi particolarmente gravi. Per quanto riguarda gli aiuti esterni, la
Commissione ha cercato di migliorare il coordinamento tra i diversi strumenti
di finanziamento che vengono in aiuto alle vittime di gravi ed estese crisi
umanitarie, come risulta dall'esempio che segue. Coordinamento
all'interno della Commissione per la mobilitazione di diversi strumenti di
aiuto esterno dell'UE Fin
dall'inizio, la crisi siriana ha richiesto la mobilitazione di tutti gli
strumenti di cooperazione esterna dell'UE. Per evitare inutili sovrapposizioni,
è stato organizzato un coordinamento tra i servizi della Commissione che
forniscono finanziamenti. Questo meccanismo di coordinamento offre la
possibilità di organizzare scambi di informazioni tempestivi sulle attività in
corso e su quelle programmate. In questo modo sono state individuate diverse
attività in cui lo Strumento per la stabilità poteva utilmente integrare lo
strumento per l'aiuto umanitario, per esempio operando per la sicurezza nei
campi profughi giordani o fornendo l'assistenza tanto necessaria in alcune zone
della Siria settentrionale, dove il regime di Damasco impone gravi restrizioni agli
operatori umanitari. 3. QUADRO DI MONITORAGGIO, COMUNICAZIONE E VALUTAZIONE – QFP 2014-2020 Il Parlamento e il Consiglio hanno ormai
adottato tutte le basi giuridiche per i programmi del nuovo QFP. Il quadro di
monitoraggio, valutazione e comunicazione per tali programmi è delineato nel
documento di lavoro dei servizi della Commissione allegato. Nel processo
legislativo si è cercato di conservare gli indicatori, le tappe fondamentali e gli
obiettivi rafforzati contenuti nelle proposte della Commissione.
Parallelamente, la Commissione ha elaborato strumenti di gestione interni – i
piani di gestione e le relazioni annuali di attività delle Direzioni generali –
per inserirvi comunicazioni più ampie sulla performance dei programmi
finanziari. Come nel precedente QFP, i principali cicli di
monitoraggio e comunicazione sono annuali. Le comunicazioni relative ai primi
quattro anni dei programmi analizzeranno in particolare i progressi compiuti
nell'attuazione dei programmi e nelle realizzazioni. In generale le valutazioni
intermedie, dedicate ai progressi compiuti, ai problemi di attuazione e alle prime
indicazioni sulla performance dei programmi, avranno luogo tra il 2016 e
il 2017. Tali valutazioni dovrebbero individuare gli eventuali adeguamenti
necessari per la prosecuzione dell'attuazione dei programmi ed elaborare
proposte per i programmi del prossimo periodo finanziario. Queste prime
indicazioni sulla performance potranno anche fornire materiale per la
proposta che la Commissione presenterà nel 2016 relativamente alla revisione
del QFP 2014-2020. Le valutazioni finali ed ex post saranno effettuate in
genere tra il 2020 e il 2024 e forniranno le informazioni più importanti
riguardo alla performance dei programmi e ai loro impatti sulla società
e sull'economia. L'intervallo di tempo tra il varo dei programmi,
con l'erogazione dei fondi e l'avvio delle azioni finanziate, e il momento in
cui è possibile misurare l'impatto delle azioni costituisce un problema
sistemico. L'intera opera di valutazione, compresi gli audit sulla performance
effettuati dalla Corte dei conti, continuerà come sempre a tener conto dell'esperienza
per analizzare il passato e indirizzarsi verso i progressi futuri. 4. CONCLUSIONI Valutazioni, audit sulla performance,
dati di monitoraggio, relazioni degli Stati membri e altri tipi di
comunicazioni offrono la possibilità di incrociare dati e pareri sui progressi
e la performance dei principali programmi che contribuiscono al
conseguimento dell'obiettivo di Europa 2020. La Commissione in linea di massima
rispetta la tabella di marcia nell'attuazione dei diversi programmi, benché
occasionalmente si registrino scarsi progressi rispetto alle tappe previste e
agli indicatori. Gran parte delle informazioni e dei dati in questa fase
riguarda le realizzazioni e le azioni adottate piuttosto che i risultati e l'impatto
sugli obiettivi dei programmi, ma le prime indicazioni della performance complessiva
confermano le aspettative basate sulla strutturazione dei programmi e sui
progressi ottenuti nella fase attuativa. È difficile stabilire in che misura i
progressi verso il conseguimento di obiettivi politici strategici generali
dipendano direttamente ed esclusivamente da azioni finanziate dai programmi di
spesa, mentre è confermato il valore aggiunto degli obiettivi comuni e dell'azione
coordinata dell'UE, il che contribuisce a un miglioramento dell'efficienza e
dell'efficacia. La recessione economica ha ovviamente rallentato
la realizzazione degli obiettivi principali dell'Unione europea in aree
importanti come la riduzione del numero di persone a rischio di povertà e di
esclusione sociale. In risposta alla crisi, la Commissione ha avviato varie
misure per ridurre i tempi di attuazione e allineare il finanziamento UE agli
obiettivi della strategia Europa 2020. È evidente che malgrado queste misure i soli
programmi di spesa dell'UE non sono stati sufficienti a invertire il
rallentamento economico. La presente relazione contiene numerosi esempi di
programmi finanziari che attenuano gli effetti negativi della crisi per imprese
e Stati membri; per esempio, diversi strumenti finanziari hanno consentito alle
PMI e alle imprese innovative di continuare a investire per il futuro. Inoltre
in molti Stati membri il sostegno dei Fondi strutturali europei è stato determinante
per sostenere le politiche attive del mercato del lavoro. Allo stesso modo, mentre i finanziamenti dell'UE
hanno contribuito al perseguimento di importanti obiettivi politici strategici,
i cospicui finanziamenti erogati, nell'ambito del Programma energetico europeo
per la ripresa, a favore delle interconnessioni delle reti del gas e dell'elettricità
hanno appena cominciato a contribuire ad attenuare l'ampio problema della
sicurezza energetica e a consolidare il mercato interno dell'energia, mentre
rimane ancora molto da fare per migliorare ulteriormente le interconnessioni
con le zone più remote e/o meno ben collegate del mercato unico. La Commissione ha utilizzato le informazioni
emerse da tutte le forme disponibili di valutazione, come le valutazioni e le
relazioni speciali della Corte dei conti, per adeguare l'attuazione dei
programmi e la preparazione dei nuovi programmi. Come esempio basti ricordare
il miglioramento della definizione degli obiettivi a livello di programma e di
progetto e l'analisi ex ante delle necessità e del valore aggiunto UE. La
Commissione ha anche auspicato una maggiore attenzione per l'efficacia e l'efficienza,
nonché l'inclusione di migliori indicatori e sistemi per ottenere indicazioni
oggettive sulla performance. Il quadro di monitoraggio, comunicazione e
valutazione per il QFP 2014–2020, basato sulla legislazione adottata dal
Parlamento e dal Consiglio per i nuovi programmi di finanziamento, offre quella
che è generalmente considerata una solida base per le future comunicazioni in
materia di risultati e impatti. Come indicato nel quadro di monitoraggio, comunicazione
e valutazione dell'ultimo QFP, la comunicazione sui programmi 2007-2013
proseguirà anche nella prima parte del prossimo periodo finanziario. [1]
Risoluzione del Parlamento del 26 febbraio 2014 sulla valutazione delle finanze
dell'Unione in base ai risultati conseguiti: un nuovo strumento per migliorare
la procedura di discarico alla Commissione europea (2013/2172 (INI). [2] COM(2014) 130/2 final del 19.3.2014. [3] Europa 2020 è un'iniziativa comune
degli Stati membri e della Commissione; numerosi fattori esterni influiscono
sulla realizzazione dei suoi obiettivi. [4]
Imprese di medie dimensioni non rientranti tra le PMI. [5] COM(2010) 2020 definitivo, pag. 16. [6] COM(2010) 2020 definitivo, pag. 17. [7] http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/report-final-evaluation-ambient-assisted-livingjoint-programme
[8] http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/more_info/evaluations/index_en.htm
[9]
Fonte: Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese (EASME). [10] Conclusioni del Consiglio europeo del 20-21 marzo 2014. [11] SWD(2013)457 final del 18.11.2013 [12]
Fonte: agenzia TEN-TEA [13] COM(2013)
278 final del 14.5.2013 e relazione speciale 3 della Corte dei conti europea. [14] http://ec.europa.eu/enterprise/dg/evaluation/reports_en.htm
[15] Corte
dei conti europea, relazione speciale 2/2013. [16]
COM(2014) 130 def./2 del 19.3.2014 [17] http://ec.europa.eu/regional_policy/impact/index_it.cfm#1
[18] Cfr.
relazione di sintesi della rete di valutazione di esperti "Job creation as
an indicator of outcomes in ERDF programmes" (La creazione di posti di
lavoro come indicatore dei risultati di programmi FESR), http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/evaluation/pdf/eval2007/job_creation/evalnet_task1_job_creation_synthesis.pdf
19 http://ec.europa.eu/regional_policy/impact/index_it.cfm#1
[20]
Cfr. sintesi delle relazioni nazionali del 2013 "Expert evaluation network
on the performance of Cohesion policy 2007-2013" (Rete di esperti per la
valutazione della performance della politica di coesione 2007-2013), http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/evaluation/pdf/eval2007/2013_een_task2_synthesis_final.pdf
[21] ESF
Expert Evaluation Network - Final synthesis report on main ESF achievements, 2007-2013
(Rete di esperti per la valutazione dell'FSE – Relazione finale di sintesi sui
principali risultati dell'FSE, 2007-2013). [22] Relazione
speciale 20/2012; relazione speciale 21/2012; relazione speciale 23/2012; relazione
speciale 5/2013. [23] http://ec.europa.eu/agriculture/evaluation/market-and-income-reports/school-milk-scheme-2013_en.htm [24] http://ec.europa.eu/agriculture/evaluation/market-and-income-reports/apiculture-2013_en.htm [25] http://ec.europa.eu/agriculture/evaluation/market-and-income-reports/structural-effects-direct-support-2013_en.htm [26] http://ec.europa.eu/agriculture/evaluation/rural-development-reports/synthesis-mte-2007-2013_en.htm [27] Dati di
monitoraggio cumulativi 2007-2012 tratti dalle relazioni annuali sui progressi
presentate nel 2012. [28] Informazioni
fornite dagli Stati membri su richiesta della Commissione a norma dell'articolo
40 del regolamento (CE) n. 498/2007 della Commissione, del 26 marzo 2007,
recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1198/2006 del
Consiglio relativo al Fondo europeo per la pesca [29] http://ec.europa.eu/fisheries/documentation/studies/cessation/index_en.htm
[30] http://ec.europa.eu/fisheries/documentation/studies/eff_evaluation/eff_evaluation_synthesis_en.pdf
[31] Relazione
speciale 1/2013; relazione speciale 6/2013; relazione speciale 8/2013; relazione
speciale 12/2013. [32] Relazione
speciale 15/2013. [33] Banca dati Eurostat, marzo 2014. [34] http://ec.europa.eu/health/programme/docs/mthp_final_report_oct2011_en.pdf
[35]
http://ec.europa.eu/citizenship/pdf/final_report_efc_may_2013_eurevalppmi.pdf
[36]
Barometro dei conflitti pubblicato annualmente dall'Istituto per la ricerca
internazionale sui conflitti di Heidelberg; http://hiik.de/en/index.html
[37] Il
meccanismo di protezione civile dell'UE riguarda gli interventi negli Stati
membri e nei paesi terzi. Il bilancio della parte relativa alla politica
interna dell'UE è coperto dalla rubrica di bilancio 3. Per motivi di
coerenza, le informazioni sulla performance dello strumento non sono
state divise tra la rubrica 3 e 4, ma vengono presentate tutte insieme qui. [38] Per ulteriori
dettagli, cfr. relazione annuale di attività 2013 del dipartimento competente
della Commissione (DG DEVCO). [39] http://ec.europa.eu/europeaid/how/evaluation/evaluation_reports/reports_by_year_en.htm#2013
[40] http://ec.europa.eu/enlargement/pdf/financial_assistance/phare/evaluation/2013/ipa_interim_meta_evaluation_report.pdf