This document is an excerpt from the EUR-Lex website
Document 52014DC0285
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE COUNCIL AND THE EUROPEAN PARLIAMENT Strategy for reducing Heavy-Duty Vehicles' fuel consumption and CO2 emissions
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Strategia per la riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Strategia per la riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti
/* COM/2014/0285 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Strategia per la riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti /* COM/2014/0285 final */
1.
Introduzione La "Tabella di marcia verso un'economia a basse
emissioni di carbonio nel 2050"[1]
e il "Libro bianco sui trasporti"[2] della
Commissione europea sottolineano che entro il 2050 il settore dei trasporti
dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 di circa il 60% rispetto ai
livelli del 1990. Per poter sostenere gli obiettivi recentemente proposti
all'interno del quadro di azione per il clima da realizzarsi entro il 2030[3],
il settore dei trasporti dovrebbe raggiungere — per la stessa data — una
riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli
del 2008. Le emissioni di gas a effetto serra provenienti dai trasporti su
strada sono aumentate del 29% nel periodo dal 1990 al 2007, per poi diminuire a
causa dell'elevato costo del petrolio, di autovetture più efficienti e di una
crescita più lenta della mobilità (del 6% fra il 2007 e il 2011)[4]. Si stima che
circa un quarto[5]
delle emissioni di CO2 del trasporto su strada siano prodotte da
veicoli commerciali pesanti. Con l'aumentare dei volumi delle merci in transito
nell'UE sono aumentate anche le emissioni, questo fino all'inizio della crisi
economica. Per poter soddisfare gli obiettivi del Libro bianco sui trasporti, è
necessario limitare le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti — in considerazione
della loro dimensione assoluta, del trend evolutivo che hanno seguito e della
quota relativa che occupano. Le emissioni di
CO2 di autovetture e furgoni vengono misurate e monitorate ai sensi
della vigente normativa in materia di omologazione. Tuttavia, le emissioni di
CO2 prodotte dai veicoli pesanti non sono misurate in modo uniforme
nell'UE, riducendo in tal modo la trasparenza. Per contro, Giappone, Stati
Uniti e Canada hanno già emanato normative per misurare e limitare le emissioni
di CO2 da veicoli pesanti, mentre la Cina sta elaborando delle
misure a riguardo. Ciò può compromettere la competitività relativa dei
costruttori di veicoli pesanti in queste regioni, nonché delle imprese che
dipendono da trasporti effettuati ricorrendo a tali veicoli. In considerazione
di quanto esposto, per salvaguardare la sua competitività è essenziale che l'UE
agisca sui consumi di carburante e sulle emissioni di CO2 dei
veicoli pesanti. Alla luce di
queste considerazioni, nel giugno 2007 il Consiglio ha invitato la Commissione
a "elaborare e mettere in atto strumenti politici e misure intesi a
ridurre le emissioni di gas a effetto serra prodotte da tali veicoli"[6].
La Commissione, nella comunicazione dell'aprile 2010 "Una strategia
europea per i veicoli puliti ed efficienti sul piano energetico", ha
annunciato che avrebbe proposto una strategia mirata al consumo di carburante e
alle emissioni di CO2 da veicoli pesanti[7]. Obiettivo della
strategia è di frenare le emissioni di CO2 dei mezzi pesanti, in
modo economicamente efficiente e proporzionato per i portatori di interesse e
la società, offrendo alle parti interessate un quadro politico chiaro e
coerente e indicando probabili sviluppi normativi, così da facilitare il
processo decisionale e di pianificazione degli investimenti. 2.
Occorre intervenire per limitare il consumo di
carburante e le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti 2.1.
Le
tendenze riguardo alle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti sono
insostenibili Dalla metà degli
anni '90 fino all'insorgere della crisi economica, il trasporto merci mediante
veicoli pesanti è aumentato costantemente, trainato dalla crescita del PIL,
mentre il trasporto passeggeri sugli stessi veicoli è rimasto sostanzialmente
costante. Abbinate a un consumo stabile di carburante da parte degli
autoveicoli, queste tendenze hanno portato a una crescita delle emissioni di CO2
dei veicoli pesanti. Si stima che tra il 1990 e il 2010 le emissioni di CO2
dei veicoli pesanti siano aumentate di circa il 36%, nonostante la crisi
economica del 2008-2009 abbia interrotto la crescita sostenuta osservata in
precedenza[8]. Nei prossimi
quarant'anni si prevede un aumento dell'attività globale del settore trasporti,
i cui effetti sulle emissioni di CO2 saranno in parte compensati
dalla riduzione del consumo di carburante. Se le tendenze e le politiche
odierne si confermano, le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti
dovrebbero rimanere quindi stabili con un amento di circa il 35% rispetto ai
livelli del 1990, sia per il 2030 che il 2050. Ciò non può essere considerato
compatibile con le politiche dell'UE che si prefiggono di ridurre le emissioni
di gas serra e con l'obiettivo del Libro bianco sui trasporti che intende
ridurre del 60% le emissioni dei trasporti dell'UE, rispetto ai livelli del
1990, entro il 2050. 2.2.
La
tecnologia può ridurre il consumo di carburante e le emissioni di CO2 prodotte
dai veicoli pesanti È possibile
ottenere risparmi significativi nel consumo di carburante dei veicoli pesanti e
nelle loro emissioni di CO2 attraverso migliorie tecniche ai motori
(compreso il recupero di calore), alla trasmissione, all'aerodinamica, ai
pneumatici e agli ausiliari, nonché grazie a una riduzione del peso. Recenti
analisi[9]
mostrano che, grazie al ricorso a tecnologie avanzate, è possibile ottenere
riduzioni efficaci in termini di costi pari al 35% circa delle emissioni di CO2
nei veicoli pesanti di nuova generazione; la riduzione del consumo di
carburante rende questa tendenza economicamente interessante sia per gli
operatori dei trasporti che per la società. Inoltre, l'efficienza
può essere ulteriormente potenziata da miglioramenti per quanto riguarda la
flotta, la formazione dei conducenti, la manutenzione del veicolo e la capacità
di gestione grazie al ricorso a sistemi di trasporto intelligenti (STI). 2.3.
Occorre
affrontare le lacune nelle informazioni e le barriere di mercato Nonostante il
consumo di carburante svolga un ruolo importante dal punto di vista economico,
le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti non vengono né misurate né
comunicate[10].
Le lacune nelle informazioni derivanti da questa situazione riducono la
trasparenza del mercato ostacolando l'ingresso sul mercato di veicoli pesanti
connotati da maggiore efficienza energetica e ridotte emissioni di CO2.
Il superamento di queste lacune rappresenta una tappa indispensabile per
limitare le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti. Un recente
studio[11]
propone una serie di possibili spiegazioni a fronte della mancanza di
diffusione di tecnologie efficienti per il risparmio di carburante sui nuovi
veicoli pesanti. Si tratta di barriere di mercato che assumono forme
diverse: ·
nonostante
al momento dell'acquisto di un veicolo nuovo l'efficienza nel consumo di
carburante rappresenti il principale criterio per le imprese di trasporti, sul
mercato non si sono diffuse tecnologie che consentono risparmio di carburante
in quanto per decidere quale veicolo acquistare solo poche società di trasporti
sono in possesso dei dati necessari per valutare le diverse tecnologie o
confrontare i veicoli; ·
nonostante
i costruttori offrano in opzione delle tecnologie facoltative per il risparmio
di carburante, essi non le offrono in modo automatico sui veicoli di base; ·
gli
operatori che si servono di veicoli pesanti sembrano deprezzarli su un periodo
di appena tre anni, notevolmente inferiore alla durata media stimata per un
veicolo pesante che è intorno agli undici anni; ·
mancanza
di accesso ai finanziamenti; ·
frammentazione
degli incentivi, vale a dire se l'acquirente del veicolo è, ad esempio, una
società di leasing, questa non beneficerà dei risparmi derivanti dal minor
consumo di carburante, che andranno invece all'operatore dei trasporti. Pur essendo a conoscenza delle
principali tecnologie che consentono un risparmio di carburante per i veicoli
pesanti, a causa delle lacune nelle informazioni gli operatori dei trasporti
non possono confrontare le prestazioni dei diversi veicoli nuovi e non sono
pertanto in grado di richiedere che questi ultimi siano dotati di tecnologie
efficienti sotto il profilo dei costi. 2.4.
Altri
paesi sono già passati all'azione In contrasto con
il vuoto normativo a livello unionale, altri paesi hanno già adottato misure a
riguardo. Nel 2007 il Giappone ha introdotto una normativa sui consumi di
carburante dei veicoli pesanti. Gli Stati Uniti hanno regolamentato le emissioni
di CO2 dei veicoli pesanti nel 2011, seguiti dal Canada nel
2012. La legislazione statunitense e canadese si concentra sulle emissioni di
CO2 dei motori e dei cabinati, ed è attuata sulla base di parametri
di prestazione semplificati e di dichiarazioni dei costruttori. Gli Stati Uniti
stanno attualmente preparando una normativa più ambiziosa, incentrata sulla
misura delle emissioni del veicolo completo. 2.5.
L'azione
inciderebbe positivamente sull'economia dell'UE I costruttori
europei detengono una posizione predominante sul mercato mondiale dei veicoli
pesanti, pari a oltre il 40% del totale della produzione mondiale[12].
Mentre la bilancia commerciale dell'UE in questo settore è positiva, con un
avanzo significativo, ciò non rispecchia appieno la posizione di forza dell'industria
dell'UE, in quanto la maggior parte della produzione europea destinata ai
mercati esteri è realizzata al di fuori dell'Europa. Poiché il consumo di
carburante è un parametro chiave al momento dell'acquisto, si promuoverebbe la
competitività dei costruttori se si agevolassero i loro investimenti diretti ad
ottenere un ulteriore risparmio di carburante. Sebbene la
produzione di veicoli pesanti basata nell'UE rappresenti una quota minore a
livello mondiale (pari a circa il 12-14%), il ruolo trainante delle norme UE
può essere rilevante, come dimostrato chiaramente dalle norme EURO per le
emissioni inquinanti che sono state adottate da numerosi altri paesi, in
particolare Cina, India, Russia e Indonesia. Senza un'azione
dell'Unione europea, si rischia di non cogliere concrete opportunità per
ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti incidendo così
negativamente sulla riduzione delle emissioni globali di CO2 a
livello unionale. Inoltre, l'industria manifatturiera dell'UE potrebbe non beneficiare
di economie di scala derivanti dallo sviluppo e dall'applicazione di nuove
tecnologie per la riduzione delle emissioni di CO2, indebolendo in
tal modo la propria posizione concorrenziale sul mercato mondiale. Le imprese
dell'UE si affidano ai veicoli pesanti per buona parte dei trasporti
commerciali. Una riduzioni efficace in termini di costi nel consumo di
carburante dei veicoli pesanti rappresenterebbe un obiettivo ambizioso, che
però anche gli operatori dei trasporti e gli utenti finali potrebbero
permettersi di perseguire, migliorando la competitività delle imprese del
settore e riducendo le importazioni energetiche. Sebbene siano
state lanciate o definite diverse iniziative in vari settori (progettazione dei
veicoli, gestione delle operazioni di trasporto, internalizzazione dei costi
esterni, decarbonizzazione dei carburanti e decisioni legate all'acquisto dei
veicoli), è necessario stabilire una strategia a livello dell'Unione per
limitare le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti. Inoltre, ciò fornirà
all'industria indicazioni contrassegnate da una maggior prevedibilità rispetto
al futuro quadro normativo dell'Unione europea in questo settore. 3.
Una strategia europea per limitare il consumo di
carburante e le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti I principali
fattori trainanti del consumo di carburante e delle emissioni di CO2
nel settore dei veicoli pesanti sono legati alla domanda in termini di
trasporti (collegata a sua volta all'attività economica), alla ripartizione
tra le diverse modalità di trasporto (strada, rotaia, via aerea e vie
navigabili), all'intensità delle emissioni di gas a effetto serra dei
carburanti, all'efficienza energetica dei veicoli e alla circolazione
del parco veicoli pesanti. Sebbene l'ambito della presente strategia non
includa il problema generale della domanda in termini di trasporti, una
strategia globale per ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli
pesanti deve affrontare gli altri fattori trainanti. 3.1.
Rafforzare
le strategie europee intese a limitare il consumo di carburante e le emissioni
di CO2 dei veicoli pesanti L'UE ha già
adottato misure per affrontare direttamente o indirettamente, numerosi fattori
trainanti legati alle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti: ·
il
trasferimento modale è una dimensione essenziale della politica dei
trasporti dell'UE, che mira a favorire l'intermodalità. Il progetto sugli
orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti[13]
prevede di includere dei criteri per la mitigazione dei cambiamenti climatici
nella programmazione dei finanziamenti europei destinati a nuove
infrastrutture. Si tratta di politiche che dovrebbero tradursi in una lenta
inversione della tendenza che ha portato a un incremento della quota dei
trasporti su strada; ·
le
misure per ridurre l'intensità delle emissioni di gas a effetto serra dei
carburanti hanno
spinto i carburanti alternativi a raggiungere il 6%[14] (nel
2010) dell'energia utilizzata dai trasporti su strada. La legislazione in
vigore[15]
mira a favorire l'utilizzo di carburanti a più basse emissioni di gas serra e
di energie rinnovabili nel settore dei trasporti, fissando a tal fine una serie
di obiettivi quantitativi attualmente in corso di revisione[16].
La recente iniziativa "Energia pulita per i trasporti" e la revisione
degli orientamenti TEN-T, con il sostegno del meccanismo per collegare l'Europa,
facilitano ulteriormente lo sviluppo di infrastrutture per i combustibili
alternativi e un maggiore uso del gas naturale e del biometano per i veicoli
pesanti[17],[18],[19].
La Commissione ha inoltre proposto[20] di rivedere
la "direttiva sulla tassazione dell'energia"[21]
che ristrutturerebbe il regime fiscale attualmente applicabile a questo settore
e includerebbe un criterio relativo alle emissioni di CO2 nella
tassazione del carburante; ·
vengono
sostenuti attivamente lo sviluppo e l'introduzione di veicoli con una minore
impronta di carbonio. Nell'ambito del Settimo programma quadro di ricerca,
l'iniziativa per le auto verdi ha incluso il miglioramento dell'efficienza nel
consumo di carburanti dei veicoli pesanti e la riduzione delle loro emissioni
di CO2. Il sostegno a veicoli puliti ed efficienti si riflette
anche nelle proposte contenute in «Orizzonte 2020 — Programma quadro per la
ricerca e l'innovazione»[22].
Le norme UE sostengono inoltre con forza l'acquisto di veicoli più rispettosi
dell'ambiente da parte degli enti pubblici[23]. Le norme in
materia di omologazione[24]
dei pesi e delle dimensioni hanno recentemente introdotto una tolleranza (di 50 cm)
per i dispositivi aerodinamici fissati posteriormente sui nuovi autocarri/rimorchi.
Nella stessa prospettiva, la Commissione ha proposto[25]
recentemente una modifica della direttiva 96/53/CE sui pesi e le dimensioni dei
veicoli adibiti al traffico internazionale che si spinge oltre, proponendo una
nuova serie di tolleranze a sostegno di soluzioni volte a migliorare l'aerodinamica
dei veicoli pesanti; ·
anche
l'importanza del parco automobilistico è stata riconosciuta e presa in
considerazione. La normativa sulla riscossione di pedaggi dagli
utenti stradali contribuisce a migliorare l'efficienza dei trasporti e ridurre
il consumo di carburante e le emissioni di CO2. Laddove applicati, i
diritti di utenza stradale a carico degli autoveicoli pesanti adibiti al
trasporto di merci ai sensi della direttiva 1999/62/CE[26]
hanno ottimizzato l'uso del trasporto su strada con la riduzione dei viaggi a
vuoto e migliori coefficienti di carico, hanno altresì accelerato il rinnovo
dei parchi veicoli e creato le condizioni di una più ampia intermodalità. La
recente direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti contribuirà ad
accelerare lo sviluppo e l'impiego delle tecnologie dell'informazione nel
settore del trasporto stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto[27].
Nel dicembre 2013, inoltre, la Commissione ha presentato raccomandazioni
specifiche per un'azione coordinata a tutti i livelli della pubblica
amministrazione e tra il settore pubblico e quello privato per quanto riguarda la
logistica delle aree urbane, l'accesso regolamentato alle aree urbane, la
diffusione di soluzioni che ricorrono a sistemi di trasporto intelligenti (STI)
e la sicurezza stradale per gli spazi urbani. Continuerà ad
essere rafforzato il quadro della politica del settore dei trasporti. Come annunciato
nel Libro bianco sulla politica dei trasporti, è in preparazione una serie di
iniziative di sostegno: ·
maggiore
stimolo a una migliore ripartizione modale e passaggio a modi di
trasporto a basse emissioni di carbonio. La prevista iniziativa
e-Freight dovrebbe creare un quadro per la semplificazione del flusso elettronico
di informazioni connesse con la circolazione fisica delle merci. Diverse azioni
previste nel Libro bianco sui trasporti[28], influiranno
sulla ripartizione modale, in particolare grazie allo sviluppo del trasporto
merci multimodale e dei corridoi merci multimodali, nonché di nuovi quadri
normativi di navigazione interna. ·
Una
serie di azioni incide sull'operatività del trasporto merci e dovrebbe
contribuire a ridurre il consumo energetico: —
la rifusione del 2012 della direttiva sulla patente di guida comprendeva disposizioni
sulla guida ecologica per gli esami degli autisti di camion; sono previsti
ulteriori sforzi per l'attuazione di tali disposizioni; —
la revisione attualmente in corso della normativa sulla riscossione di
pedaggi dagli utenti stradali mira a promuovere un uso più sistematico
della tariffazione stradale in funzione della distanza percorsa, che rifletta i
costi delle infrastrutture e i costi esterni in base ai principi «chi usa paga»
e «chi inquina paga»; —
è in preparazione un'iniziativa riguardante l'impronta di carbonio,
volta a sostenere più trasparenza e informazioni a disposizione dell'utente
finale sull'impatto del trasporto di merci e di passeggeri in termini di CO2; —
infine, come suggerito nel Libro bianco sui trasporti, anche riconsiderare le
restrizioni sulle operazioni di cabotaggio potrebbe contribuire a rendere il
trasporto su strada più efficiente grazie all'aumento del coefficiente di
carico dei veicoli, se ciò venisse fatto gradualmente e in parallelo all'introduzione
di misure per migliorare l'applicazione delle norme e di misure che mitighino un
eventuale rischio di domanda indotta di trasporto su strada. Tuttavia, a
oggi, l'UE non ha ancora messo in atto misure per affrontare il problema del
consumo di carburante e delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti
immessi sul mercato come invece ha fatto per le autovetture e i furgoni. Il
Libro bianco sui trasporti ha evidenziato la necessità di ulteriori interventi
in questo settore[29]. 3.2.
Un'azione
a breve termine per colmare le lacune nelle informazioni Come osservato
nella sezione 2.3, la misurazione e il monitoraggio del consumo di carburante e
delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti sono prerequisiti
essenziali che permetteranno di affrontare alcuni dei principali ostacoli
attuali al funzionamento del mercato rendendolo più trasparente e consentendo un
miglior confronto tra i veicoli, in modo da stimolare la concorrenza fra i
fabbricanti e sensibilizzare gli utenti finali. In tal modo sarebbe possibile
produrre e acquistare veicoli pesanti più efficienti in termini di consumi di
carburante e di emissioni di CO2. Si prevede di raggiungere questo
obiettivo nelle due fasi di seguito. ·
Messa
a punto di uno strumento di simulazione Vista la
diversità dei modelli e dei compiti assolti dai veicoli pesanti (es.: cisterne,
autobus, ecc.) non è opportuno sottoporli alle stesse prove di emissioni di CO2
che si eseguono su furgoni e autovetture. Il ricorso a una simulazione su
computer presenta un certo numero di vantaggi, in quanto versatile, in grado di
coprire tutti i diversi aspetti dei veicoli pesanti e molto efficiente in
termini di costi. Dal 2009 la Commissione sta sviluppando, in cooperazione con
i portatori di interesse, lo strumento di simulazione VECTO[30],
in grado di misurare le emissioni di CO2 di un veicolo pesante
intero, vale a dire incluse le emissioni dovute a motore e trasmissione,
aerodinamica, resistenza al rotolamento e dispositivi ausiliari. Mentre altri
paesi come gli Stati Uniti e il Canada hanno recentemente adottato normative
sulle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti basate sulle emissioni
del motore e del telaio/cabina dei veicoli, si stima che il simulatore VECTO
sarà il primo strumento a livello dell'intero settore in grado di calcolare le
emissioni di CO2 del veicolo intero, compreso il rimorchio. Il Centro comune
di ricerca della Commissione è strettamente coinvolto nel progetto e nell'aprile
2013 ha pubblicato una relazione di verifica teorica ("Proof of Concept
Report")[31]
nella quale si conclude che, a questo punto del periodo di sperimentazione, il
sistema VECTO fornisce stime sulle emissioni di CO2 sufficientemente
vicine ai valori reali e sufficientemente affidabili da costituire la base di
un sistema UE per la misurazione del consumo di carburante e delle emissioni di
CO2 dei veicoli pesanti. Ulteriori
adeguamenti e miglioramenti della metodologia di simulazione ne miglioreranno l'affidabilità
e la precisione. Secondo le previsioni VECTO sarà operativo nel maggio 2014 per
almeno tre categorie di veicoli pesanti che, nel loro insieme, rappresentano
più del 50% delle emissioni di CO2 attinenti; le altre categorie
verranno aggiunte progressivamente. ·
Un'azione
a livello legislativo per misurare, certificare e comunicare le emissioni di CO2
dei veicoli pesanti VECTO fornisce la
misura del consumo di carburante e delle emissioni di CO2 dei
veicoli pesanti appena immatricolati. Questi valori, controllati e verificati,
potrebbero essere forniti ad ogni nuova immatricolazione e potrebbero altresì
essere comunicati e monitorati. A tal fine occorrono due azioni legislative
parallele: (i) la certificazione
del consumo di carburante e delle emissioni di CO2, richiede l'adeguamento
della pertinente legislazione in materia di omologazione. Ciò richiederebbe l'inclusione
nella normativa della metodologia per determinare consumo ed emissioni, in modo
che le autorità degli Stati membri possano certificare questi valori. Tali informazioni
dovrebbero pertanto essere rese disponibili anche per gli acquirenti; (ii) la comunicazione
delle informazioni è necessaria per agevolare il monitoraggio e la diffusione
dei valori relativi al consumo e alle emissioni di CO2 dei veicoli
pesanti appena immatricolati nell'UE. Occorre pertanto adottare, con procedura
legislativa ordinaria, una nuova normativa sulla comunicazione delle emissioni
di CO2 dei veicoli pesanti, calcolate da VECTO, da parte degli Stati
membri alla Commissione, come avviene già per le autovetture e i furgoni. Colmare le
lacune in materia d'informazioni costituisce un passo necessario per passare
poi all'attuazione di misure più ambiziose. Benché stando alle previsioni
certificazione, comunicazione e una migliore informazione ai consumatori non
limiteranno significativamente le emissioni di CO2 dei veicoli
pesanti, queste misure dovrebbero produrre effetti positivi perché aumentano la
trasparenza sull'efficienza dei veicoli nel mercato e, in tal modo, stimolano
la concorrenza. 3.3.
Opzioni
politiche a medio termine Per conseguire
gli ambiziosi obiettivi di riduzione dei gas serra per il 2030 in modo efficace
sotto il profilo dei costi, anche i trasporti dovranno contribuire più
significativamente. Si potrebbe valutare una serie di opzioni politiche a medio
termine per limitare le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti.
Sebbene la fissazione di limiti medi vincolanti per le emissioni di CO2
dei veicoli pesanti di nuova immatricolazione rappresenti l'opzione più
evidente in quanto garantisce, tra l'altro, coerenza con il modo in cui sono
disciplinate le emissioni di autovetture e furgoni, esistono anche altre
opzioni: un'infrastruttura moderna che faciliti l'uso di carburanti alternativi
per i mezzi pesanti, una tariffazione più intelligente per l'uso dell'infrastruttura,
un efficace e coerente ricorso alla tassazione degli autoveicoli da parte degli
Stati membri nonché altri meccanismi basati sul mercato. Le varie opzioni non
si escludono necessariamente a vicenda. In ogni caso, sarà effettuata una
valutazione dell'impatto per individuare l'opzione o le opzioni più
convenienti. Come condizione
preliminare di ulteriori azioni, lo strumento di simulazione VECTO deve essere
pienamente operativo e si deve applicare una normativa per la certificazione e
la comunicazione delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti. Occorre
inoltre ulteriore impegno al fine di confermare il potenziale tecnologico,
acquisire una più ampia comprensione degli ostacoli di mercato che si
frappongono all'adozione delle nuove tecnologie, riesaminare i costi e i
benefici derivanti dalla riduzione delle emissioni di CO2 dei
veicoli pesanti, nonché la struttura di incentivazione per veicoli pesanti più
efficienti sotto il profilo energetico. 4.
Conclusioni Le emissioni di
CO2 dei veicoli pesanti sono aumentate negli ultimi due decenni
(sebbene la crisi economica abbia interrotto il percorso di crescita costante osservato
in precedenza) e senza un cambiamento strategico si prevede che, a lunga
scadenza, rimarranno abbondantemente al di sopra dei livelli registrati nel
1990. Si tratta di una situazione incompatibile con l'obiettivo del Libro
bianco sui trasporti, ossia ridurre entro il 2050 le emissioni di CO2
provenienti dai trasporti del 60% rispetto ai livelli del 1990. Un elemento
fondamentale che ostacola ogni azione intesa ad affrontare la questione delle
emissioni è rappresentato dal persistere di lacune nelle informazioni, che
derivano dal fatto che le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti non
vengono né misurate, né certificate né registrate nel momento in cui i nuovi
veicoli sono immatricolati. Grazie alle
tecnologie di punta esiste un potenziale significativo per migliorare le
prestazioni e ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti in
modo economicamente efficiente; se le attuali barriere di mercato impediscono
la piena realizzazione di tale potenziale, una strategia globale basata su un'adeguata
serie di misure può liberarne gran parte. La strategia
proposta, che mira a mettere a disposizione delle parti interessate una
maggiore prevedibilità per quanto riguarda gli sviluppi politici e
regolamentari in questo campo, è costituita da azioni a breve termine intese ad
incrementare la trasparenza del mercato e a favorire le riduzioni delle
emissioni, attraverso: ·
una
serie di iniziative previste dal Libro bianco sui trasporti, volte a rafforzare
le vigenti politiche dell'UE che contribuiscono direttamente o indirettamente
alla riduzione del consumo e delle emissioni di CO2 dei veicoli
pesanti; ·
un'azione
che ponga rimedio alle lacune nelle informazioni mediante la misurazione del
consumo di carburante e delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti
attraverso lo strumento di simulazione VECTO, nonché la certificazione e la
comunicazione delle emissioni dei veicoli di nuova immatricolazione. La
Commissione prevede di presentare proposte legislative in proposito entro il
2015. Una volta attuate
queste azioni a breve termine e basandosi sui risultati di ulteriori analisi, si
procederà all'esame di altre opzioni politiche a medio termine — compresa la
fissazione di limiti vincolanti per le emissioni di CO2 dei veicoli
pesanti appena immatricolati — al fine di sostenere l'attuazione del quadro
strategico EU 2030 per il clima e l'energia. La Commissione
invita il Consiglio e il Parlamento europeo ad approvare la presente strategia
e a contribuire a realizzare le azioni descritte. Invita altresì i portatori di
interesse, in particolare l'industria automobilistica e il settore dei
trasporti, a sostenere la strategia di limitare il consumo di carburante e le
emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nell'ambito della politica
complessiva dell'UE orientata verso un'economia a basse emissioni di carbonio. [1] COM(2011) 0112 definitivo. [2] Tabella di marcia verso uno spazio unico europeo dei
trasporti — Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile. COM(2011) 0144 definitivo. [3] http://ec.europa.eu/clima/policies/2030/documentation_en.htm [4] Fonte: Agenzia europea dell'ambiente. [5] Stimato al 26,6% delle emissioni totali di gas serra
dell'UE nello studio a cura di AEA-Ricardo di recente pubblicazione nella
relazione «Lotto 1», Reduction and Testing of GHG emissions from Heavy Duty
Vehicles, febbraio 2011, pag. 170.
Disponibile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/clima/policies/transport/vehicles/docs/ec_hdv_ghg_strategy_en.pdf [6] http://register.consilium.europa.eu/doc/srv?l=IT&f=ST%2011483%202007%20INIT [7] COM(2010) 186
definitivo, pag. 6.
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0186:FIN:IT:PDF [8] Fonte:
database Odyssee-Mure, disponibile al seguente indirizzo: http://www.odyssee-mure.eu/ [9] Studio
a cura di CE Delft, Marginal Abatement Cost Curves for HDVs, 2012;
http://ec.europa.eu/clima/policies/transport/vehicles/heavy/docs/hdv_2012_co2_abatement_cost_curves_en.pdf [10] Le
emissioni di CO2 dei veicoli pesanti non sono soggette alla
legislazione dell'UE se non per la futura misurazione delle emissioni
di CO2 dai motori ai sensi del regolamento (CE) n. 595/2009
(Euro VI) in vigore a partire dal 2014. [11] Studio a cura di CE Delft; Market
barriers to increased efficiency in the European on-road freight sector; 2012;
http://www.theicct.org/market-barriers-increased-efficiency-european-road-freight-sector. [12] Fonte: relazione a cura di AEA-Ricardo, disponibile
al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/clima/policies/transport/vehicles/docs/ec_hdv_ghg_strategy_en.pdf, in
particolare pagg. 26-27, sulla base di statistiche dell'International
Organisation of Motor Vehicle Manufacturers (OICA). [13] COM/2011/650 definitivo, la cui adozione era
prevista a metà del 2013. [14] Fonte: Eurostat. [15] La direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso
dell'energia da fonti rinnovabili ("direttiva energie rinnovabili"),
ha introdotto l'obiettivo obbligatorio del 10% di energie rinnovabili nel
settore dei trasporti. Contemporaneamente, una modifica della direttiva 98/70/CE
("direttiva sulla qualità dei carburanti") ha introdotto un obiettivo
vincolante da conseguire entro il 2020 che prevede una riduzione del 6% dell'intensità
delle emissioni di gas a effetto serra per i carburanti destinati ai trasporti
stradali e alle macchine mobili non stradali. [16] COM(2012) 595, http://ec.europa.eu/energy/renewables/biofuels/doc/biofuels/com_2012_0595_en.pdf [17] Comunicazione della Commissione COM(2013) 17, "Energia
pulita per i trasporti: una strategia europea in materia di combustibili
alternativi" e proposta di direttiva del Parlamento europeo e del
Consiglio sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili
alternativi; http://ec.europa.eu/transport/themes/urban/cpt/. [18] Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione
per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione
n. 661/2010/UE. [19] Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo
e del Consiglio dell'11 dicembre 2013 che istituisce il meccanismo per
collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga
i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010. [20] COM(2011) 168/3. [21] Direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003,
che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici
e dell'elettricità (GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51). [22] http://ec.europa.eu/research/horizon2020/index_en.cfm?pg=h2020 [23] Direttiva 2009/33/CE (GU L 120 del 15.5.2009, pag. 5). [24] Regolamento (CE) n. 661/2009 e direttiva 2007/46/CE. [25] COM(2013) 195 final. [26] Direttiva 1999/62/CE modificata dalla direttiva 2006/38/CE
e dalla direttiva 2011/72/UE, http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CONSLEG:1999L0062:20111015:IT:PDF
(versione consolidata). [27] Inoltre, nel quadro dell'attuale Settimo programma
quadro viene fornito un sostegno nel settore della ricerca e dello sviluppo per
la messa a punto di STI, che continuerà nel quadro del prossimo programma
quadro dell'Unione europea per la ricerca e l'innovazione per il periodo 2014-2020
(Orizzonte 2020). [28] Libro bianco sui trasporti: azione 1 «mercato
interno dei servizi ferroviari», azione 5 «un quadro adeguato per la
navigazione interna»), azione 7 «trasporto multimodale di merci», azione 33
«logistica urbana a zero emissioni nel 2030», azione 35 «corridoi merci
multimodali per reti di trasporto sostenibili».
Cfr. http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2011:0144:FIN:IT:PDF [29] Azione 26: "norme adeguate per le emissioni
di CO2 in tutti i modi di trasporto, se necessario integrate da
requisiti di efficienza energetica per tenere conto di tutti i sistemi di
propulsione". [30] VECTO: Vehicle Energy Consumption Calculation
Tool. [31] Disponibile all'indirizzo: http://ec.europa.eu/clima/policies/transport/vehicles/heavy/studies_en.htm