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Document 52014AE4014

Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, relativa alla Strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica, COM(2014) 357 final, e sul tema «La strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica: ricerca, sviluppo e innovazione nelle PMIW» (parere esplorativo della presidenza italiana dell'UE)

GU C 458 del 19.12.2014, pp. 27–35 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)

19.12.2014   

IT

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

C 458/27


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, relativa alla Strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica,

COM(2014) 357 final,

e sul tema

«La strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica: ricerca, sviluppo e innovazione nelle PMIW»

(parere esplorativo della presidenza italiana dell'UE)

(2014/C 458/06)

Relatore:

PALMIERI

La Commissione europea, in data 14 marzo 2014, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo, in merito alla:

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica

COM(2014) 357 final.

La presidenza italiana dell'UE, in data 3 giugno 2014, ha chiesto al Comitato economico e sociale europeo di elaborare un parere esplorativo sul tema:

La strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica: ricerca, sviluppo e innovazione nelle PMI.

L'Ufficio di presidenza del Comitato economico e sociale europeo, rispettivamente in data 25 febbraio 2014 e 8 luglio 2014, ha incaricato la sezione specializzata Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale, di preparare i lavori in materia.

Vista l'urgenza dei lavori, il Comitato economico e sociale europeo, nel corso della 501a sessione plenaria dei giorni 10 e 11 settembre 2014 (seduta dell'11 settembre), ha nominato relatore generale Stefano Palmieri e ha adottato il seguente parere con 163 voti favorevoli, 5 voti contrari e 4 astensioni.

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) accoglie con favore la strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica — EUSAIR (1) ritenendola un utile strumento per promuovere e sostenere la competitività e la crescita occupazionale garantendo così la coesione economica, sociale e territoriale della regione.

1.2

Il CESE evidenzia quanto la regione adriatica e ionica sia caratterizzata dalla presenza di diversità culturali, sociali ed economiche che rendono l'attuazione dell'EUSAIR particolarmente complessa. Per tale ragione è importante la definizione di una governance multilivello in grado di integrare efficacemente la «dimensione verticale» (partecipazione di governi centrali, regioni ed enti locali) e la «dimensione orizzontale» (partecipazione della società civile). In tale ottica il CESE ritiene opportuno prendere in considerazione la possibilità di attivare un forum permanente.

1.3

Il CESE ritiene che la marcata proiezione dell'EUSAIR verso l'area dei Balcani e del Danubio debba essere affiancata da una altrettanto significativa propensione verso le altre aree del Mediterraneo, soprattutto alla luce del coinvolgimento nella strategia di regioni che si affacciano anche sul Mare Tirreno e sul Mare Egeo. Tale integrazione aumenterebbe il valore strategico e la portata delle opportunità di sviluppo.

1.4

Il CESE valuta che sia fondamentale affiancare all'EUSAIR altre due strategie in grado di interessare il Mediterraneo occidentale e quello orientale. In tale modo, attraverso l'integrazione delle tre strategie sarebbe effettivamente garantito lo sviluppo economico e sociale nell'intero bacino del Mediterraneo.

1.5

Il CESE apprezza il forte supporto politico di cui è dotata l'EUSAIR e ritiene che esso rappresenti un elemento fondamentale per sostenere un'efficace integrazione tra la strategia Europa 2020, la politica europea volta all'allargamento e le strategie di sviluppo regionale.

1.6

Il CESE evidenzia che il processo di partecipazione attivato durante la fase di programmazione e preparazione dell'EUSAIR non si è sviluppato omogeneamente in tutti i territori coinvolti. Sono evidenziabili specifiche criticità nei paesi balcanici, soprattutto in riferimento alla partecipazione ed al coinvolgimento delle PMI, dei sindacati e delle associazioni rappresentative di interessi sociali.

1.7

Il CESE ritiene che, all'interno delle differenti fasi di attuazione dell'EUSAIR, sia opportuno garantire ai soggetti economici pubblici e privati, ai soggetti sociali e alle differenti componenti della società civile organizzata, un'adeguata assistenza di accompagnamento mediante programmi di formazione ad hoc e di supporto organizzativo e tecnico.

1.8

Il CESE valuta positivamente la complementarità tra l'EUSAIR e la strategia marittima per il Mare Adriatico e per il Mare Ionio. Tali strategie sono state efficacemente integrate con le priorità e le opportunità di sviluppo riferite alle aree interne. Tali integrazioni dovrebbero essere ulteriormente sostenute in quanto rappresentano un valore aggiunto per assistere la competitività delle PMI, la tutela ambientale ed il benessere dei cittadini.

1.9

Il CESE osserva che la partecipazione della società civile all'EUSAIR necessita di una maggiore attenzione, soprattutto in riferimento alle attività di capacity building e governance. È fondamentale migliorare il coordinamento tra i meccanismi di cooperazione e finanziamento esistenti.

1.10

Il CESE riconosce l'utilità dell'attività sviluppata dalla Commissione europea durante la fase di preparazione e presentazione dell'EUSAIR, e ritiene che il suo coinvolgimento sia necessario anche per supportare la fase di attuazione della strategia, nel pieno rispetto delle funzioni istituzionali assegnate agli Stati coinvolti.

1.11

Nonostante il CESE ritenga la struttura e gli obiettivi dell'EUSAIR adeguati ad assistere i partner della regione nell'affrontare sfide che non possono essere trattate in modo efficace con i mezzi consueti, valuta necessaria una loro qualificazione e rafforzamento.

1.12

È fondamentale sostenere in modo più specifico le azioni a sostegno delle PMI, con particolare attenzione al problema collegato all'accesso al credito, sviluppare una metodologia per assistere la complementarità e le sinergie tra i differenti programmi di finanziamento e definire un mainstreaming trasversale ai quattro pilastri che promuova l'attivazione di interventi a supporto delle condizioni di lavoro, delle questioni di genere, delle persone diversamente abili e degli immigrati.

1.13

Nell'ambito della crescita blu devono essere promossi interventi specifici più orientati ad assistere la creazione di nuove opportunità economiche e la creazione di nuovi posti di lavoro.

1.14

In riferimento al pilastro «Connettere la regione» è opportuno supportare maggiormente le questioni collegate alla sicurezza dei traffici marittimi, alla connessione delle aree marittime e costiere con le aree interne, al potenziamento ed alla interconnessione delle reti energetiche.

1.15

In riguardo alla qualità ambientale, le azioni dovrebbero prevedere più interconnessioni tra «ambiti» (marino e terrestre) e tra «finalità» (tutela della fauna, salute e sicurezza delle persone).

1.16

Riguardo al turismo sostenibile, è essenziale sostenere interventi che valorizzino la dimensione turistica dei «capitali territoriali» presenti nella regione (patrimonio naturale, culturale ed artistico).

1.17

Il CESE rileva che all'interno dell'EUSAIR le opportunità per le PMI indotte dalle attività di ricerca ed innovazione sono insufficienti a garantire il rilancio della competitività e la creazione di posti di lavoro nell'area. Per tale ragione ritiene opportuno intervenire con azioni volte a facilitare l'accesso al credito delle PMI, l'attrazione degli investimenti privati, la partecipazione ai programmi di finanziamento comunitari, le collaborazioni con centri di ricerca ed università.

1.17.1

Per valorizzare le opportunità offerte dalle attività di ricerca ed innovazione, il CESE ritiene opportuno promuovere le seguenti priorità:

attivazione di una piattaforma transnazionale di RS&I che coinvolga congiuntamente ed attivamente PMI, università, centri di ricerca, incubatori tecnologici e di business nel processo finalizzato a rafforzare la competitività delle PMI attraverso la trasformazione delle idee innovative in «prodotti» pronti per il mercato;

sviluppare analisi di specializzazione intelligente a livello transnazionale per l'identificazione delle capacità d'innovazione e di business;

promuovere un maggiore coinvolgimento del sistema imprenditoriale nel processo decisionale per la formulazione di politiche di RS&I;

attivare un'Adriatic and Ionian matchmaking platform per favorire l'accesso delle PMI e dei giovani imprenditori ai finanziamenti per l'innovazione.

1.18

Il CESE critica il fatto che l'EUSAIR non prevede azioni specifiche per valorizzare nella regione la «dimensione sociale». È auspicabile l'integrazione di priorità e azioni finalizzate a sostenere l'inclusione delle persone disabili, a prevenire le discriminazioni basate sull'origine razziale o etnica, l'età, l'orientamento sessuale e il genere, nonché affrontare le problematiche sociali determinate dai flussi migratori irregolari che interessano soprattutto la parte meridionale della regione.

1.18.1

Il CESE ritiene che l'integrazione e il rafforzamento della dimensione sociale in EUSAIR debba realizzarsi — in linea con quanto proposto dalla Commissione — attraverso la promozione degli investimenti sociali e la opportuna modernizzazione dei sistemi di protezione sociale in modo di:

garantire che i sistemi di protezione sociale soddisfino i bisogni delle persone nei momenti critici della loro vita;

fornire sistemi di protezione sociale adeguati e sostenibili;

perfezionare le strategie di inclusione attiva.

1.19

Il CESE ritiene opportuna l'individuazione di indicatori ad hoc che consentano il monitoraggio, l'implementazione e la valutazione dei programmi e degli interventi presenti nell'ambito dell'EUSAIR.

2.   La strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica: osservazioni generali

2.1

L'obiettivo del presente parere è valutare la strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) e il relativo piano d'azione dal punto di vista della società civile organizzata. Il parere prende spunto e si sviluppa sulla base delle conclusioni dell'audizione tenutasi il 27 maggio 2014 a Palermo (2) e degli altri parerei adottati dal CESE (3).

2.2

L'attivazione dell'EUSAIR avviene in una fase storica contraddistinta dagli effetti negativi della crisi finanziaria sull'economia reale e da cambiamenti strutturali a livello economico, sociale ed ambientale rispetto ai quali è necessario intervenire per assistere lo sviluppo economico ed il benessere dei cittadini.

2.3

L'EUSAIR si caratterizza per una marcata proiezione verso l'area balcanica e danubiana. Nonostante l'inclusione nella strategia di regioni che si affacciano sia sul Mare Tirreno, sia sul Mare Egeo, l'integrazione con le politiche di sviluppo e di coesione delle altre aree del Mediterraneo è assente. La mancanza di un'effettiva proiezione verso le politiche di sviluppo dell'intera area mediterranea comporta il rischio di una progressiva marginalizzazione della regione adriatico-ionica.

2.4

L'EUSAIR non deve essere percepita solamente come uno strumento a supporto del processo di integrazione dei paesi balcanici nell'UE, in quanto il suo valore strategico è collegato alla possibilità di trovare una migliore coerenza tra la politica macroeconomica europea, la politica dell'allargamento e le strategia di sviluppo regionale.

2.5

Non tutti gli attori pubblici, economici e sociali sono stati in grado di partecipare adeguatamente al processo di programmazione dell'EUSAIR — si pensi ad esempio alle PMI, ai sindacati ed alle associazioni che rappresentano gli interessi sociali della sponda balcanica.

2.6

Le sfide che la regione adriatica e ionica dovrà affrontare durante i prossimi anni necessitano, oltre che di un forte supporto politico, di una maggiore partecipazione della società civile al processo di governance ed attuazione dell'EUSAIR, cosi come di un sistema imprenditoriale rafforzato attraverso interventi finalizzati ad assistere la competitività delle PMI.

2.6.1

È in questo contesto che è opportuno garantire ai soggetti economici pubblici e privati, ai soggetti sociali e alle differenti componenti della società civile organizzata un'adeguata assistenza di accompagnamento nelle differenti fasi di attuazione della strategia, mediante programmi di formazione ad hoc, di supporto organizzativo e di assistenza tecnica.

3.   Strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica: analisi e valutazioni

3.1

L'EUSAIR adotta uno schema similare alle strategie del Baltico (4) e del Danubio (5). Essa si sviluppa coerentemente con la strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mare Ionio (6), aggiungendo alla cooperazione marittima anche quella terrestre e creando così nuove opportunità di sviluppo a supporto «della competitività e della coesione della regione».

3.2

Le sfide identificate in EUSAIR fanno riferimento alle disparità socio-economiche che caratterizzano la regione, alle carenze dell'infrastruttura di trasporto, alla congestione del traffico navale, alle interconnessioni inadeguate delle reti elettriche, alla mancanza di reti research-to-business a supporto delle PMI, all'insostenibilità della pesca, alle minacce ambientali causate dall'inquinamento, alla necessità di tutelare un ambiente marino estremamente diversificato, agli effetti avversi del cambiamento climatico e all'insufficiente capacità istituzionale ed amministrativa.

3.3

La regione dell'Adriatico e dello Ionio è caratterizzata da rilevanti opportunità di sviluppo sulle quali occorre far leva per assistere la competitività e la coesione: l'economia blu, in particolare la produzione e il consumo sostenibile di prodotti alieutici, il turismo marittimo e costiero, le tecnologie blu, le energie rinnovabili, la connettività terra-mare, il trasporto intermodale, il patrimonio naturale, storico e culturale.

3.4

A seguito dell'analisi degli obiettivi dei 4 pilastri prioritari, e dei due pilastri trasversali, il CESE ritiene necessario qualificare l'EUSAIR con specifiche integrazioni volte a trasformare la strategia in un fattore di successo a supporto della competitività e della coesione dell'intera regione.

3.4.1

Per trasformare le potenzialità legate all'economia blu in effettive opportunità di sviluppo, è necessario sostenere azioni finalizzate a rendere più accessibile per le PMI l'accesso al credito ed ai finanziamenti pubblici, promuovere la mobilità e la qualificazione della forza lavoro e sostenere le attività legate ad una pratica sostenibile e responsabile della pesca.

3.4.2

È importante potenziare le infrastrutture di trasporto e i collegamenti tra l'ambito marittimo e costiero e le aree interne sia in riferimento alla mobilità delle merci sia per le persone.

3.4.3

È fondamentale sostenere con maggior vigore l'azione orientata alla tutela congiunta dell'ambiente marino e delle aree del retroterra in quanto la protezione dell'ecosistema marino può essere compromessa dalle attività non propriamente ecocompatibili realizzate nelle aree interne.

3.4.3.1

Vista la conformazione dello spazio marino interessato dall'EUSAIR, lo sviluppo di nuove attività di prospezione e sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi deve essere attentamente valutato e condiviso da tutti gli Stati interessati. Deve essere effettuata una valutazione ambientale strategica.

3.4.4

È necessario migliorare l'integrazione tra il turismo e il patrimonio naturale, culturale e artistico presente nella regione adriatica e ionica, per assistere la valorizzazione del capitale territoriale in termini di competitività e creazione di posti di lavoro stabili.

3.4.5

È opportuno intervenire per superare i limiti che condizionano la capacità delle PMI nelle attività di ricerca e innovazione supportando la capacità di attrarre investimenti privati.

3.4.6

È prioritario coinvolgere nelle attività di capacity building, oltre alle amministrazioni pubbliche, anche i rappresentanti della società civile. Tale attività può realizzarsi tramite l'implementazione di un forum permanente in rappresentanza della parti sociali ed economiche, in linea con quanto già attivato per le università (7), le camere di commercio (8) e le città (9).

3.4.7

Al fine di dotare l'EUSAIR della necessaria capacità di aggiornamento in riferimento alle problematiche, alle criticità ed alle tendenze di sviluppo emergenti, è necessario accompagnare il processo di capacity building con un efficace sistema di monitoraggio attraverso il quale sia possibile valutare gli avanzamenti e le necessità di adeguamento della strategia basandosi sull'analisi qualitativa e quantitativa dei risultati. Diventa così fondamentale l'individuazione di indicatori ad hoc che consentano il monitoraggio, l'adattamento e la valutazione dei programmi e degli interventi dell'EUSAIR.

3.4.8

Facendo riferimento alla comunicazione sulla governance delle strategie macroregionali (10), è necessario dotare la «governance multilivello» dell'EUSAIR di un'effettiva «dimensione orizzontale» (partecipazione della società civile) che integri e qualifichi la «dimensione verticale» (partecipazione di regioni ed enti locali) nel pieno rispetto del principio di «sussidiarietà e proporzionalità» (11).

3.4.9

In considerazione delle esperienze sviluppate nella strategia del Baltico e in quella del Danubio, è fondamentale che l'attività di assistenza tecnica della Commissione europea, oltre che nella fase di programmazione, prosegua anche nella fase di attuazione della strategia.

3.4.10

È fondamentale dotare l'EUSAIR delle risorse finanziarie necessarie al raggiungimento degli obiettivi. Oltre ai fondi strutturali e d'investimento europei (ESI) (12) e allo strumento di assistenza preadesione (IPA) 2014-2020 (13), sono importanti i seguenti fondi e progr ammi comunitari:

Crescita blu: Fondo europeo per gli affari marini e la pesca (14) e Orizzonte 2020 (15);

Collegare la regione: Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) 2014-2020 (16);

Qualità ambientale: programma LIFE (17);

Turismo sostenibile: programma COSME (18).

3.4.11

Sono disponibili anche altre fonti di finanziamento, in particolare il Quadro d'investimento per i Balcani occidentali (WBIF) (19), la Banca europea per gli investimenti (BEI) (20) e altre istituzioni finanziarie internazionali. Questi finanziamenti e strumenti possono esercitare un notevole «effetto leva» e attirare ulteriori finanziamenti da investitori privati.

3.4.12

È altresì fondamentale che le amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali attivino delle politiche in grado di assicurare le condizioni ottimali per attrarre flussi d'investimento privato, nello specifico: sviluppare adeguate politiche di marketing territoriale, migliorare l'efficacia e l'efficienza delle procedure amministrative, sostenere le iniziative volte alla legalità, alla lotta contro la corruzione, al contrasto della criminalità organizzata ed alla lotta al lavoro non dichiarato.

3.5

Il CESE valuta positivamente il piano di attuazione ma ritiene che, all'interno dei quattro pilastri, alcune delle azioni previste dovrebbero essere maggiormente sostenute e sviluppate.

3.5.1

In riferimento alla crescita blu, al fine di assistere la creazione di nuove opportunità economiche e la creazione di nuovi posti di lavoro, il CESE ritiene necessario:

facilitare l'accesso al credito per le PMI e rafforzare le collaborazioni tra gli attori del sistema scientifico e le imprese;

valorizzare i cluster esistenti attraverso il supporto ai processi di internazionalizzazione;

definire nuovi modelli di governance del territorio marino e terrestre orientati allo sviluppo sostenibile delle attività di pesca e acquacoltura;

potenziare e qualificare le infrastrutture dei porti di pesca e quelle adibite alla commercializzazione dei prodotti ittici.

3.5.2

In riferimento al pilastro «Connettere la regione», al fine di consentire lo sviluppo, la competitività e la sicurezza dei traffici marittimi, migliorare le connessioni intermodali dalle aree costiere verso l'entroterra e sviluppare un mercato macroregionale dell'energia interconnesso, il CESE ritiene necessario:

adeguare le infrastrutture portuali e interportuali del bacino adriatico-ionico agli sviluppi del mercato, in una logica di competitività, sostenibilità e sicurezza;

promuovere lo sviluppo di integrazioni tra il trasporto marittimo e quello terrestre, coerentemente con i criteri riferiti alla mobilità sostenibile;

rafforzare l'intermodalità e l'interoperabilità dei servizi di trasporto, anche tramite l'adeguamento delle infrastrutture strategiche a livello transnazionale, in riferimento alla rete europea TEN-T (21);

valorizzare le potenzialità degli scali aeroportuali regionali, migliorandone l'accessibilità e promuovendo le relative connessioni anche in chiave intermodale;

supportare la realizzazione di smart grid energetiche e di sistemi intelligenti di stoccaggio collegati agli impianti di produzione da fonti energetiche rinnovabili;

realizzare in ogni territorio la mappatura delle disponibilità di risorse energetiche rinnovabili per individuare le vocazioni, le interconnessioni e le integrazioni al fine di garantire un impiego ottimale delle risorse.

3.5.3

In riferimento alla qualità ambientale, al fine di sostenere l'azione volta alla riduzione delle pressioni sugli ecosistemi marini e costieri, nonché alla limitazione dei rischi per la salute e la sicurezza delle persone, il CESE ritiene necessario:

rafforzare l'impegno per la tutela della biodiversità marina e la sperimentazione di modelli di pesca sostenibile;

sostenere l'azione orientata alla difesa delle coste, all'adattamento ai cambiamenti climatici e alla gestione dei rischi (idraulico, idrogeologico, erosione);

attuare interventi per la tutela, la valorizzazione e l'interconnessione di aree naturali di rilevanza strategica (marine, costiere e montane), compresa l'attivazione e la tutela di corridoi ecologici.

3.5.4

In riferimento al turismo sostenibile, ai fini della valorizzazione turistica del patrimonio naturale, culturale ed artistico della regione il CESE ritiene necessario:

sostenere la valorizzazione turistica dei prodotti agroalimentari, della pesca e dell'artigianato maggiormente rappresentativi dell'area di provenienza;

promuovere gli ambiti territoriali meno conosciuti a livello turistico, anche supportando l'integrazione tra le aree interne ed il turismo nautico e croceristico, e la valorizzazione degli itinerari turistici storici, culturali e religiosi;

assistere l'attivazione di aggregazioni e integrazioni di imprese, anche nella forma di partnership pubblico-private, per la realizzazione di progetti di sviluppo turistico;

rafforzare l'utilizzo delle tecnologie ICT ai fini della promozione turistica;

facilitare i percorsi di ricerca, formazione continua, educazione e sensibilizzazione, nell'ambito del turismo sostenibile e responsabile.

3.5.5

È necessario definire un mainstreaming di riferimento, che qualifichi trasversalmente tutti e quattro i pilastri attraverso la pianificazione di interventi relativamente alle condizioni di lavoro, alle questioni di genere, alle persone diversamente abili ed agli immigrati. Dovrebbero quindi essere attivati gli interventi finalizzati a:

assicurare il rispetto degli standard di lavoro dignitoso, l'adattabilità della forza lavoro ai mutamenti tecnologici in atto e ai cambiamenti degli assetti produttivi attraverso processi di riqualificazione professionale e di formazione continua in grado di valorizzare il capitale umano presente nell'area;

garantire l'integrazione, il rispetto e la valorizzazione della dimensione di genere, con particolare riguardo al mercato del lavoro;

promuovere tutte le azioni possibili per assicurare alle persone diversamente abili effettive condizioni di eguaglianza e di pari opportunità;

sostenere gli interventi nell'ambito dell'immigrazione valorizzando quegli aspetti in grado di promuovere i suoi valori positivi per assistere la crescita economica e la coesione sociale dell'area.

4.   La strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica: aspetti specifici

4.1

Nonostante il CESE ritenga l'EUSAIR uno strumento utile per affrontare quelle sfide che caratterizzano l'ambito regionale e che per la loro complessità non possono essere risolte in modo soddisfacente dai singoli Stati o regioni tramite i mezzi abituali, sono evidenziabili specifiche criticità in riferimento alla Ricerca, sviluppo ed innovazione nelle piccole e medie imprese ed alla dimensione sociale della strategia.

4.2

Ricerca, sviluppo ed innovazione nelle piccole e medie imprese — Nonostante l'impegno profuso nell'ambito dell'attuazione della programmazione 2007-2013 e della programmazione 2014-2020, l'accesso delle PMI alle opportunità di crescita indotte dall'innovazione è scarsamente rilevante in termini di competitività e creazione di posti di lavoro.

4.2.1

Il sistema di sostegno per la ricerca e l'innovazione nell'area adriatica e ionica è ancora troppo complesso e scoraggia quindi le micro e piccole imprese dal partecipare soprattutto ai progetti dell'UE. Oltre ad esigenze amministrative complesse che richiedono molto tempo, esistono anche notevoli disparità a livello di procedure tra i programmi regionali, nazionali ed europei.

4.2.2

Le cause di tale situazione sono riconducibili principalmente alle difficoltà nell'accesso al credito, alla scarsa collaborazione tra le PMI ed i «fornitori» di RS&I (ricerca, sviluppo, innovazione) e alla mancanza di politiche di sviluppo adeguate ad attrarre investimenti privati.

4.2.3

L'accesso ai finanziamenti, specialmente per le piccole imprese innovative, risulta ancora difficoltoso a causa della carenza di fondi di capitali di rischio. Nonostante le notevoli potenzialità offerte dagli «appalti per l'innovazione», il ricorso agli strumenti attuativi, come ad esempio gli appalti pre-commerciali, è ancora troppo limitato per produrre effetti tangibili a favore delle PMI.

4.2.4

Per trasformare le opportunità offerte dalla ricerca e dall'innovazione in fattori di competitività e sviluppo economico è necessario favorire il rafforzamento di una moderna cultura imprenditoriale ed assistere lo sviluppo delle PMI coerentemente con quanto definito dallo Small Business Act  (22) e dal piano d'azione Imprenditorialità 2020 (23).

4.2.5

In riferimento allo spazio interessato dall'EUSAIR sono altresì evidenziabili possibilità di sviluppo riferite a:

settore pubblico: l'innovazione può assistere il miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione, con effetti positivi sulla riduzione dei costi, sul riequilibrio dei bilanci e sulla qualità dei servizi a favore dei cittadini e delle imprese;

ambito sociale: l'innovazione può assistere gli stakeholder pubblici e privati nello sviluppo di azioni volte a sostenere l'imprenditorialità e l'economia sociale.

4.2.6

È fondamentale rafforzare le collaborazioni tra PMI ed istituzioni di RS&I, assistere le iniziative di start-up imprenditoriale fondate sul trasferimento della ricerca e dell'innovazione, supportare le attività di coaching e fundraising. È altresì importante assistere la qualificazione di specifiche competenze per assistere il trasferimento tecnologico verso le PMI e lo sfruttamento dei risultati della ricerca e dell'innovazione.

4.2.7

In riferimento ai fattori di debolezza ed alle criticità che limitano l'accesso delle PMI alle opportunità offerte dall'innovazione, sono identificate come prioritarie le seguenti azioni:

attivazione di una piattaforma transnazionale di RS&I che coinvolga congiuntamente ed attivamente PMI, università, centri di ricerca, incubatori tecnologici e di business nel processo finalizzato a rafforzare la competitività delle PMI attraverso la trasformazione delle idee innovative in «prodotti» pronti per il mercato;

sviluppare analisi di specializzazione intelligente a livello transnazionale per l'identificazione delle capacità d'innovazione e di business;

promuovere un maggiore coinvolgimento del sistema imprenditoriale nel processo decisionale per la formulazione di politiche di RS&I;

attivare un'Adriatic and Ionian matchmaking platform per favorire l'accesso delle PMI e dei giovani imprenditori ai finanziamenti per l'innovazione identificando strutture di co-investimento transnazionali ed internazionali e nuove opportunità di fundraising.

4.3

«Dimensione sociale» — La crisi economica, oltre a determinare effetti negativi sull'economia reale e sulle condizioni di vita di milioni di uomini e donne, ha chiaramente evidenziato il bisogno di interventi pubblici volti ad arginare i fattori regressivi dello sviluppo economico ed a proteggere le condizioni di vita ed il benessere dei cittadini attraverso il rafforzamento di interventi nel campo sociale e delle politiche del welfare.

4.3.1

Il CESE ritiene che la dimensione sociale in EUSAIR debba essere maggiormente sostenuta per garantire lo sviluppo di un modello di crescita in grado di assicurare la competitività e, nello stesso tempo, l'inclusione e la protezione sociale delle persone, con specifica attenzione a quelle che sono più colpite da fattori di fragilità e svantaggio.

4.3.2

L'integrazione e il rafforzamento della dimensione sociale in EUSAIR deve realizzarsi in considerazione della comunicazione della Commissione europea sugli investimenti sociali finalizzati alla crescita e alla coesione sociale (24), nella quale si esortano gli Stati membri a porre in cima all'elenco delle priorità gli investimenti sociali e a modernizzare i propri sistemi di protezione sociale attraverso lo sviluppo di politiche orientate verso tre specifiche linee di azione:

garantire che i sistemi di protezione sociale soddisfino i bisogni delle persone nei momenti critici della loro vita;

semplificazione delle politiche sociali e concentrazione sugli effettivi destinatari in modo da fornire sistemi di protezione sociale adeguati e sostenibili;

perfezionare le strategie di inclusione attiva.

4.3.3

È fondamentale sostenere le azioni finalizzate a supportare l'inclusione delle persone disabili ed a prevenire le discriminazioni basate sull'origine razziale o etnica, l'età, l'orientamento sessuale e il genere. L'accessibilità delle infrastrutture, delle tecnologie e dei servizi per le persone con disabilità deve essere chiaramente sostenuta in quanto rappresenta un presupposto basilare per supportare la crescita inclusiva.

4.3.4

Nell'EUSAIR devono essere inoltre definiti interventi finalizzati ad affrontare le problematiche sociali determinate dai flussi migratori irregolari che interessano soprattutto la parte meridionale della regione.

Bruxelles, 11 settembre 2014.

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Henri MALOSSE


(1)  COM(2014) 357 final.

(2)  Audizione a Palermo il 27 maggio 2014 del gruppo di studio Strategia dell'UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR), incaricato di elaborare il presente parere.

(3)  Pareri: Sviluppo di una strategia macroregionale per la regione del Mediterraneo — i vantaggi per gli Stati membri insulari, GU C 44 del 15.2.2013, pag. 1; Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul valore aggiunto delle strategie macroregionali, GU C 67 del 6.3.2014, pag. 63; Verso una strategia macroregionale dell'UE per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale nel Mediterraneo, GU C 170 del 5.6.2014, pag. 1; Strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR), GU C 177 dell'11.6.2014, pag. 32.

(4)  http://www.balticsea-region-strategy.eu

(5)  http://www.danube-region.eu

(6)  COM(2012) 713 final.

(7)  http://www.uniadrion.net

(8)  http://www.forumaic.org

(9)  http://www.faic.eu/index_en.asp

(10)  Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni sulla governance delle strategie macroregionali, COM(2014) 284 final.

(11)  Codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali e di investimento europei, C(2013) 9651 final.

(12)  Regolamento (UE) n. 1300/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo al Fondo di coesione, GU L 347, 20.12.2013, pag. 281.

(13)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 447/2014 della Commissione, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE) 231/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA II), GU L 132, 3.5.2014, pag. 32.

(14)  Regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, GU L 149, 20.5.2014, pag. 1.

(15)  Regolamento (UE) n. 1290/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce le norme in materia di partecipazione e diffusione nell'ambito del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020 GU L 347 del 20.12.2013, pag. 81.

(16)  Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, GU L 348, 20.12.2013, pag. 1.

(17)  Regolamento (UE) n. 1293/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, sull'istituzione di un programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE), GU L 347, 20.12.2013, p. 185.

(18)  Regolamento (UE) n. 1287/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME) (2014-2020), GU L 347, 20.12.2013, pag. 33.

(19)  http://www.wbif.eu

(20)  http://www.eib.org

(21)  Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, GU L 348 del 20.12.2013, pag. 1.

(22)  Pensare anzitutto in piccolo (Think Small First) — Uno «Small Business Act" per l'Europa», COM(2008) 394 final/2.

(23)  Piano d'azione imprenditorialità 2020 — Rilanciare lo spirito imprenditoriale in Europa, COM(2012) 795 final.

(24)  Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020, COM(2013) 83 final.


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