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Document 52013SC0248
COMMISSION STAFF WORKING DOCUMENT Executive Summary of the Impact Assessment Accompanying the document Proposal for a COUNCIL REGULATION on the Bio-Based Industries Joint Undertaking
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO sull'impresa comune Bioindustrie
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO sull'impresa comune Bioindustrie
/* SWD/2013/0248 final */
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO sull'impresa comune Bioindustrie /* SWD/2013/0248 final */
DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA
COMMISSIONE SINTESI DELLA VALUTAZIONE D'IMPATTO che accompagna il documento Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO sull'impresa comune Bioindustrie 1. Finalità e procedure della
valutazione d'impatto Il presente documento valuta le diverse
opzioni strategiche di attuazione del programma ricerca e innovazione per le
bioindustrie nell'ambito di Orizzonte 2020, il programma quadro di ricerca e
innovazione per il periodo 2014-2020. Date le problematiche che queste industrie
si trovano ad affrontare, nella strategia per una bioeconomia in Europa e nella
nuova politica industriale è stata proposta la creazione di un partenariato
pubblico-privato per le bioindustrie, che è supportato da un'ampia gamma di
altre politiche. Per la preparazione della presente valutazione
d'impatto la Commissione ha consultato un'ampia gamma di gruppi di soggetti
interessati in rappresentanza dell'industria, delle comunità di ricerca, degli
Stati membri, delle regioni e del pubblico generale in occasione di eventi,
consultazioni e della revisione di pubblicazioni in materia. Dal 21 settembre
al 14 dicembre 2012 si è tenuta una consultazione pubblica sul proposto
PPP per le bioindustrie. Quasi l'87% degli intervenuti condividono l'affermazione
secondo cui un partenariato pubblico-privato è lo strumento più efficace per l'attuazione
di Orizzonte 2020 nel settore delle bioindustrie. La presente valutazione di impatto è stata
elaborata dalla DG RTD con l'aiuto delle DG AGRI, BUDG, COMP, CNECT,
EMPL, ENER, ENTR, ENV, ESTAT, HR, JRC, MARKT, MOVE, SANCO, del
Segretariato generale e del servizio giuridico. Si sono tenute anche discussioni
bilaterali con la DG REGIO. Un gruppo di revisori esterni ha assistito la
Commissione nella raccolta dei dati e nella loro analisi ai fini della stesura
della valutazione di impatto. 2. Definizione del problema 2.1. Bioindustrie: fonte di
crescita verde per l'Europa L'economia europea si basa pesantemente sul
petrolio e su altre fonti fossili per l'energia e la produzione. È fondamentale
ridurre questa dipendenza in considerazione del depauperamento delle risorse
fossili e del loro impatto sui cambiamenti climatici. È cruciale che l'Unione europea
rispetti gli obiettivi che essa stessa ha stabilito per il 2020 in fatto di
cambiamenti climatici e si diriga verso un'economia competitiva a basse
emissioni di carbonio entro il 2050. I tre maggiori utilizzatori di risorse fossili
sono il settore dei trasporti, le famiglie e l'industria. Le bioindustrie
possono contribuire al cambiamento sostituendo in parte le risorse fossili con
risorse rinnovabili per la produzione di bioprodotti e biocarburanti.
Attraverso la biotecnologia industriale queste industrie possono anche rendere
i processi di produzione più efficienti dal punto di vista dell'impiego delle
risorse e più rispettosi dell'ambiente. Le bioindustrie costituiscono una pietra
miliare della bioeconomia sul piano della creazione di crescita e di
posti di lavoro. Pur rappresentando attualmente non più del 3% circa dei 2 mila miliardi
del fatturato annuo e l'1% dei 22 milioni di posti di lavoro creati oggi dalla
bioeconomia europea, si stima che le bioindustrie conosceranno una crescita
molto più rapida e consistente di altri settori della bioeconomia più
tradizionali. L'Europa possiede la base tecnologica e industriale adatta a
sfruttare questo potenziale. Casella 1: Bioindustrie, sicurezza alimentare e cambiamento indiretto della destinazione d'uso dei terreni (ILUC) Le bioindustrie trasformano risorse biologiche rinnovabili prodotte in modo sostenibile (ad es. residui agricoli e forestali, rifiuti organici) in bioprodotti di alto valore aggiunto (ad es. prodotti chimici, farmaceutici e cosmetici) o in biocarburanti. Di solito la produzione avviene all'interno di bioraffinerie e spesso ricorre a processi a base biologica che usano la biotecnologia industriale. L'uso crescente di risorse biologiche rinnovabili a fini industriali ed energetici ha suscitato preoccupazioni per la gestione sostenibile delle limitate risorse naturali in Europa, il cambiamento indiretto della destinazione d'uso dei terreni e la sicurezza alimentare. A differenza di altre regioni del mondo che promuovono attualmente le materie prime "convenzionali" (colture alimentari), in Europa ci si sta gradualmente orientando, entro 2020, verso l'impiego di biomassa non commestibile che viene trasformata dalle cosiddette bioraffinerie "avanzate" nell'ambito di un approccio basato sulle analisi del ciclo di vita. Per essere sostenibili ed economicamente
efficienti le bioraffinerie devono essere situate vicino alle loro fonti di
biomassa. La creazione di catene di approvvigionamento di biomassa e di reti di
bioraffinerie locali e regionali permetterà così di creare nuovi posti di
lavoro e costituirà una fonte di reddito per le comunità rurali. In un contesto di concorrenza globale sempre
più forte sono necessari maggiori investimenti nei campi della ricerca,
dimostrazione e diffusione delle bioindustrie per rafforzare la posizione
competitiva dell'Europa. Passando alle bioraffinerie "avanzate" l'UE
lascia il vantaggio della prima mossa ad altri paesi i quali possono creare
massa critica per le bioraffinerie "convenzionali". L'UE dovrà quindi
sopravanzare i suoi concorrenti. 2.2. Problemi di natura
tecnologica e innovativa che affrontano le bioindustrie in Europa Il potenziale delle bioindustrie in Europa è
rallentato da quattro problemi principali di natura tecnologica e innovativa,
che idealmente dovrebbero essere affrontati con un approccio basato sulla
catena del valore. ·
Accesso a materie prime sostenibili sufficienti: il potenziale di mitigazione dei cambiamenti climatici proprio delle
bioindustrie si basa sull'assunto che l'infrastruttura di produzione sarà
sviluppata nell'UE e che una quota consistente di biomassa può essere prodotta
localmente. Sono necessarie nuove soluzioni per accrescere la biomassa
disponibile in modo sostenibile (per es. utilizzando i residui e i rifiuti).
Occorrerà sviluppare anche catene di approvvigionamento affidabili e
competitive sul piano dei costi. ·
Sviluppare processi di trasformazione efficienti
per le bioraffinerie avanzate: data l'eterogeneità
della qualità e della composizione della biomassa non commestibile, la sua
trasformazione nelle bioraffinerie "avanzate" è più difficile di
quella delle bioraffinerie convenzionali che trasformano colture alimentari.
Occorre pertanto sviluppare processi nuovi efficaci ed efficienti sotto il
profilo dei costi. Occorre migliorare l'uso intelligente della biomassa,
ad es. attraverso approcci di produzione a cascata, il riutilizzo o il
riciclo dei prodotti. ·
Dimostrazione e diffusione delle bioraffinerie
avanzate: per fare concorrenza alle industrie
(petrol)chimiche ben affermate, le bioindustrie devono unire gli sforzi
innovativi e accelerare lo sviluppo di bioraffinerie promuovendone l'ampliamento
di scala. Questo richiede molti progressi tecnologici e forti sinergie
industriali intersettoriali. ·
Sostenere la realizzazione di azioni sul fronte
della domanda per migliorare l'adozione di bioprodotti: la R&I può sostenere l'adozione di bioprodotti sui mercati al
consumo e nell'ambito degli appalti "verdi", ad esempio elaborando
norme, etichette e valutazioni del ciclo di vita. Molte azioni sul fronte della
domanda sono sostenute anche da recenti iniziative strategiche connesse alla
bioeconomia. 2.3. Cause soggiacenti ai problemi
e necessità di un intervento pubblico La mancanza di investimenti in R&I sulle
bioindustrie è causata da numerosi fallimenti del mercato. ·
Rischi e costi elevati della dimostrazione e
della diffusione: il fatto che l'UE si concentri sulle
bioraffinerie "avanzate" ostacola la creazione di massa critica da
parte dei soggetti interessati e indebolisce il vantaggio della prima mossa
basata sulle bioraffinerie "convenzionali". I costi elevati delle
attività di dimostrazione e diffusione fanno sì che le singole industrie o
imprese abbiano difficoltà a gestire questo rischio in maniera indipendente. ·
Ricadute di conoscenza: molte delle innovazioni necessarie per sviluppare le bioindustrie
saranno difficili da proteggere e da sfruttare. Di conseguenza il settore
privato assegnerà meno risorse a questo tipo di attività di R&I. ·
Settore industriale emergente e frammentato: per un settore industriale emergente e frammentato come quello delle
bioindustrie è difficile mobilizzare le necessarie risorse di R&I. Le
bioindustrie coinvolgono molti settori industriali che difficilmente però si
mettono in gioco con una dotazione finanziaria cospicua e pienamente dedicata
alla R&I. ·
Costi di transazione: lavorare
insieme nell'ambito di modelli collaborativi complessi e a partecipazione
multipla nel campo della R&I presuppone molte interfacce di ricerca ed
elevati costi di transazione per le imprese coinvolte. Molte delle parti
non hanno collaborato strettamente in passato o non hanno alcuna tradizione di
esecuzione di R&I in casa. ·
Contesto politico: le
bioindustrie rientrano in tutta una serie di politiche a livello unionale,
nazionale e regionale, il che crea un contesto politico complesso e talora
frammentato. Molte di queste politiche sono favorevoli alle bioindustrie, ma
non esistono obiettivi e incentivi precisi. ·
Incertezza in merito alla disponibilità di
risorse: la mancanza di dati attendibili sulla
disponibilità e sulla domanda di biomassa sostenibile in Europa da destinare a
fini energetici ed industriali ostacola l'esecuzione di previsioni realistiche
sulla portata e sulla scala di azione delle bioindustrie. 2.4. Necessità di un intervento
dell'UE Gli Stati membri e le regioni hanno sostenuto
la R&I per le bioindustrie con un'ampia gamma di iniziative a livello
bioeconomico. Si è esplorata la possibilità di realizzare collaborazioni
transnazionali, ma non in misura sufficiente per raggiungere la massa critica
necessaria per attirare maggiori investimenti privati, promuovere la R&I
lungo l'intera catena del valore, evitare la frammentazione e la duplicazione e
migliorare il coordinamento. Il programma Orizzonte 2020 costituisce
il quadro ideale per un'azione rafforzata a livello dell'UE a sostegno delle
bioindustrie: infatti può facilitare le iniziative transnazionali,
intersettoriali e interdisciplinari di R&I necessarie per la creazione
delle catene del valore per le bioindustrie. Un forte sostegno a livello unionale sarà
cruciale per garantire la realizzazione di investimenti a lungo termine,
mitigare i rischi e raggiungere la massa critica necessaria per far convergere
i partner giusti al tavolo di discussione e risolvere i problemi tecnologici e
innovativi che le bioindustrie devono affrontare, in particolare nei settori
della dimostrazione e della diffusione. Nell'ambito della ricerca collaborativa
prevista dal Settimo programma quadro dell'Unione per le attività di
ricerca e sviluppo tecnologico (7PQ) sono stati finanziati oltre 100 progetti,
tra cui un numero limitato di progetti relativi a bioraffinerie di ampie
dimensioni e integrate, in base all'approccio della catena del valore. L'impatto
di questi progetti sarebbe potuto essere anche maggiore se fossero stati
inseriti in una strategia integrata di lungo periodo per il settore delle
bioindustrie e se fosse stato accordato maggiore sostegno alle attività di
dimostrazione e di diffusione. Un partenariato pubblico-privato (PPP) a
livello dell'UE potrebbe offrire il quadro strategico e la massa critica necessari
per superare le limitazioni a cui fa fronte attualmente la bioindustria. Lo
strumento dei PPP è stato usato con successo per far leva sugli investimenti
privati nell'ambito del 7PQ. Il fatto che una possibile nuova iniziativa
dell'UE abbia attirato l'interesse non solo di un gruppo di imprese, ma anche
molte iniziative e poli e regionali dimostra che molti soggetti "sul campo"
sono d'accordo sulla necessità di un'azione incisiva dell'UE. La pertinenza e
la tempestività dell'iniziativa è avvalorata dalla forte risposta alla
consultazione pubblica sul PPP per le bioindustrie: sono pervenute ben 638
risposte e il 94,3% dei rispondenti si è dichiarato (fortemente) d'accordo con
la necessità di un intervento dell'UE. 3. Obiettivi Le bioindustrie possono contribuire in misura
significativa a realizzare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
in Europa entro il 2020 e ad operare la transizione verso un'economia a basse
emissioni di carbonio entro il 2050. In particolare, la diffusione dell'uso di
bioraffinerie permette di ridurre la dipendenza dell'economia europea da
risorse fossili e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'UE in
fatto di energia e di cambiamenti climatici. Il forte potenziale di crescita delle
bioindustrie può far scattare una consistente crescita economica e la creazione
di posti di lavoro entro il 2020 e oltre questa data, a condizione che l'Europa
riesca a mantenere e rafforzare la propria competitività in questo settore.
Tenendo conto dell'impatto potenziale che le bioindustrie potrebbero avere
in Europa in termini ambientali, economici e sociali, gli obiettivi da
perseguire sono: ·
contribuire a realizzare un'economia più efficiente
nell'impiego delle risorse, più sostenibile e a basse emissioni di carbonio e
incrementare la crescita economica e l'occupazione, in particolare nelle zone
rurali, attraverso lo sviluppo di bioindustrie sostenibili e competitive in
Europa, che si avvalgono di bioraffinerie avanzate che trasformano biomassa
ottenuta in maniera sostenibile; ·
dimostrare le tecnologie che permettono di produrre
componenti chimici nuovi, nuovi materiali e nuovi prodotti di consumo a partire
da biomassa prodotta in Europa, in sostituzione di fattori di produzione a base
fossile; ·
sviluppare modelli di impresa basati sull'integrazione
degli attori economici lungo tutta la catena del valore, dall'approvvigionamento
in biomassa delle bioraffinerie fino ai consumatori di biomateriali, prodotti
biochimici e biocarburanti, anche creando nuove interconnessioni intersettoriali
e promuovendo la creazione di poli industriali e ·
creare impianti modello di bioraffinazione capaci
di diffondere modelli tecnologici e d'impresa per i biomateriali, i prodotti
biochimici e i biocarburanti e di dimostrare gli incrementi in termini di costi
e di prestazioni a livelli tali da risultare concorrenziali con le alternative
a base fossile. 4. Opzioni strategiche La presente valutazione di impatto esamina tre
opzioni strategiche per organizzare la R&I sulle bioindustrie nell'ambito
di Orizzonte 2020. La valutazione non comprende l'opzione "nessuna azione
dell'UE" perché la proposta di Orizzonte 2020 già prevede le pertinenti
attività nell'ambito dei pilastri "Sfide per la società" e "Leadership
nelle tecnologie abilitanti e industriali". Le opzioni strategiche sono
pertanto le tre seguenti. L'opzione status quo si basa sull'uso
esclusivo degli strumenti ordinari di Orizzonte 2020. In altre parole si
tratta del proseguimento del modello di ricerca collaborativa applicabile nell'ambito
del 7PQ, integrandovi le migliorie di Orizzonte 2020 (ad es. maggiore
enfasi sulla dimostrazione). L'opzione "PPP contrattuale"
si basa su un accordo contrattuale tra la Commissione europea e l'industria e
non implica un organismo apposito dell'Unione. L'opzione conferisce ai partner
privati un forte ruolo consultivo. Quest'opzione prevede l'applicazione delle
norme standard di Orizzonte 2020 Il PPP contrattuale non consente la
concessione di un contributo in denaro consistente e pluriennale dell'UE, né di
fissare un'agenda strategica di lungo periodo. L'opzione "PPP istituzionale"
prevede la creazione di un'iniziativa tecnologica congiunta (ITC), come
previsto da Orizzonte 2020 qualora lo giustifichino la portata degli obiettivi
perseguiti e l'entità delle risorse necessarie. L'iniziativa tecnologica
congiunta ha una struttura apposita con un proprio sistema di governance ed
offre un margine maggiore per i contributi finanziari forniti dal settore. Essa
permette un impegno finanziario a lungo termine da parte dell'UE e dell'industria
e la definizione di un'agenda di ricerca e innovazione strategica di lungo
periodo. È l'unica opzione che prevede un impegno giuridicamente vincolante da
parte dell'industria. Una nuova iniziativa tecnologica congiunta si avvarrebbe
inoltre dell'esperienza maturata con le iniziative di questo tipo attive nel
quadro del 7PQ. 5. Analisi degli impatti delle
opzioni strategiche 5.1. Criteri di valutazione e
analisi di impatto comparativa La comparazione dell'impatto delle azioni
strategiche è stata realizzata in base a una serie di criteri definito in linea
con i criteri stabiliti per i PPP nell'ambito di Orizzonte 2020. L'assunto è
che nell'ambito di Orizzonte 2020 saranno assegnati alle attività R&I per
le bioindustrie 1 000 milioni di euro. La tabella seguente sintetizza i risultati
dell'analisi comparativa di impatto e il punteggio per ogni criterio. 5.2. Opzione preferita Come evidenzia la tabella precedente, l'opzione
del PPP istituzionale presenta evidenti vantaggi rispetto al PPP contrattuale
per tutti i criteri, con un certo vantaggio anche rispetto all'opzione dello
status quo. La forza del PPP istituzionale deriva dalla
sua capacità di mobilitare maggiori risorse per progetto grazie al contributo
consistente dell'industria. Il quadro stabile con garanzie di lungo periodo
offerto da questa opzione è fondamentale per ridurre i rischi e stimolare gli
impegni dell'industria, non solo in termini di risorse di R&I, ma anche per
investimenti in costose attività di dimostrazione e in infrastruttura. Le
condizioni offerte dal PPP istituzionale hanno motivato il settore a dare
un contributo corrispondente al contributo dell'UE di 1 000 milioni
di euro per le attività R&I e a far leva su un importo supplementare
pari indicativamente a 1 800 milioni di euro per la
dimostrazione e le bioraffinerie modello. L'opzione del partenariato istituzionale
incentiva una partecipazione dell'industria molto più consistente rispetto alle
altre due opzioni. La sua struttura contribuirebbe a superare la frammentazione
facilitando le connessioni intersettoriali e su scala paneuropea lungo l'intera
catena del valore, con particolari vantaggi per le PMI. Tali connessioni sono
necessarie per applicare con successo le nuove tecnologie e risolvere i problemi
a livello di innovazione. La possibilità di portare le tecnologie a
livelli elevati di maturità tecnologica è chiaramente maggiore nell'ambito del
partenariato istituzionale rispetto alle altre due opzioni grazie al forte
impegno dell'industria. Per questo motivo l'opzione del partenariato
istituzionale contribuisce in maniera molto più efficace delle altre due
opzioni a colmare il divario innovativo. Il partenariato istituzionale offre un
vantaggio moderato anche in termini di efficienza della struttura di
governance. Inoltre avrà ricadute positive sulla coerenza con i programmi degli
Stati membri e delle regioni in quanto coinvolge questi ultimi nel proprio
comitato consultivo e li consulta sulle iniziative di diffusione. Tutto sommato, i punti di forza di un
partenariato pubblico-privato istituzionale in base ai criteri sopra citati gli
conferiscono un vantaggio considerevole per risolvere le problematiche
tecnologiche e innovative che le bioindustrie devono affrontare e permetteranno
di diffondere la tecnologia su scala molto più vasta del previsto e di
abbreviare i tempi per arrivare alla sua commercializzazione. Poiché l'impatto
positivo sull'ambiente, sull'economia e sulla società dipende fortemente dalla
diffusione delle bioindustrie, il PPP istituzionale darà il contributo più
significativo al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 di
una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Gli impatti si riferiscono
allo sviluppo di nuove catene del valore efficaci ed efficienti sotto il
profilo dei costi per trasformare biomassa di fonte sostenibile in bioprodotti
e biocarburanti ad alto valore aggiunto, attraverso processi efficienti nell'impiego
delle risorse e sotto il profilo ambientale, capaci di generare benefici per
tutti gli operatori del mercato e i consumatori coinvolti. 6. Monitoraggio e valutazione I progressi e l'efficienza dell'iniziativa
tecnologica comune nell'ambito del PPP istituzionale saranno monitorati
attentamente in base a indicatori fondamentali di prestazione per misurare il
progresso e l'attuazione degli obiettivi descritti nella sezione 3 in diversi
momenti, oltre che in base a indicatori fondamentali di prestazione relativi
all'efficacia, all'efficienza e a Orizzonte 2020. Il buon governo dell'iniziativa tecnologica
sarà monitorato con riferimento a: apertura e trasparenza delle procedure,
prevenzione dei conflitti di interessi e audit finanziario. I risultati del
monitoraggio interno saranno pubblicati in una relazione annuale di attività. La natura e il livello del contributo del
settore sarà controllato annualmente dalla Commissione per garantire che il
bilancio destinato alla R&I riceva il sostegno necessario dai partner sia
pubblici che privati. Se necessario saranno applicate misure correttive.
Saranno inoltre effettuate una valutazione intermedia e una valutazione
finale (come avviene regolarmente con le iniziative tecnologiche congiunte),
oltre a due valutazioni supplementari, rispettivamente 3 e 6 anni dopo il
completamento dell'iniziativa. È probabile che le attività di monitoraggio
saranno supportate dalle attività dell'Osservatorio della bioeconomia che si
sta attualmente costituendo nell'ambito della strategia europea per la
bioeconomia.