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Document 52013PC0330
Proposal for a COUNCIL IMPLEMENTING DECISION amending Implementing Decision 2011/344/EU on granting Union financial assistance to Portugal
Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione di esecuzione 2011/344/UE_sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al Portogallo
Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione di esecuzione 2011/344/UE_sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al Portogallo
/* COM/2013/0330 final - 2013/0171 (NLE) */
Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione di esecuzione 2011/344/UE_sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al Portogallo /* COM/2013/0330 final - 2013/0171 (NLE) */
RELAZIONE Il 17 maggio 2011
il Consiglio ha concesso al Portogallo, su richiesta di quest'ultimo,
assistenza finanziaria (decisione di esecuzione 2011/344/UE del Consiglio) a
sostegno di un ambizioso programma economico e di riforme volto a ripristinare
la fiducia e a consentire il ritorno dell'economia ad una crescita sostenibile,
salvaguardando la stabilità finanziaria in Portogallo, nella zona euro e nell'Unione
europea. Conformemente all'articolo 3, paragrafo 9,
della decisione di esecuzione 2011/344/UE, la Commissione ha portato a termine,
insieme all'FMI e in collaborazione con la BCE, il settimo riesame volto a
valutare i progressi dell'attuazione delle misure concordate, nonché la loro
efficacia e il loro impatto economico e sociale. Tenuto conto dei recenti sviluppi in ambito
economico, di bilancio e finanziario nonché delle iniziative politiche, la
Commissione ritiene che siano necessarie alcune modifiche delle condizioni di
politica economica cui è subordinata l'assistenza, al fine di garantire il
conseguimento degli obiettivi del programma, secondo quanto delineato nei
considerando della presente proposta di modifica della decisione di esecuzione
del Consiglio. Inoltre, in linea con la dichiarazione dei
ministri dell'Eurogruppo e dell'Ecofin del 12 aprile 2013, onde
regolarizzare il profilo dei rimborsi del debito ed abbassare il fabbisogno di
rifinanziamento negli anni post-programma, occorre modificare la decisione di
esecuzione del Consiglio estendendo la scadenza media massima del prestito
globale da "12,5 anni" a "19,5 anni" attraverso la proroga
della scadenza dei singoli versamenti. Su richiesta del Portogallo e se le condizioni
di mercato lo permettono, la Commissione può procedere ad un rifinanziamento
della totalità o di parte dei prestiti da essa contratti inizialmente al fine
di prorogare la scadenza di una rata o di una tranche, a condizione che sia
rispettata la scadenza media massima di 19,5 anni. Gli importi presi in
prestito anticipatamente dalla Commissione sono tenuti in un conto aperto dalla
Commissione presso la BCE per la gestione dell'assistenza finanziaria. La
Commissione provvederà inoltre a che la scadenza delle operazioni di
rifinanziamento soddisfi i requisiti di buona gestione del margine fino al
massimale delle risorse proprie dell'UE, compreso il profilo di rimborso delle
obbligazioni UE. Si prevede che le operazioni di rifinanziamento abbiano luogo
a partire dal 2016; tutti i costi sostenuti dall'UE per la conclusione e l'esecuzione
di ciascuna operazione saranno a carico del Portogallo. Occorre notare che la presente decisione mira
anche a migliorare le condizioni di prestito per lo Stato e a produrre ricadute
positive per il settore privato, effetti che, andando a vantaggio sia dei paesi
creditori che di quelli debitori, contribuiscono alla stabilità della zona
euro. Alla luce di quanto precede, la Commissione
ritiene che le modifiche consistenti nella proroga della scadenza media del
prestito accordato al Portogallo nel quadro del MESF servano a garantire il
raggiungimento degli obiettivi del programma. 2013/0171 (NLE) Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione di esecuzione 2011/344/UE
sulla concessione di assistenza finanziaria dell'Unione al Portogallo IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, visto il regolamento (UE) n. 407/2010 del
Consiglio, dell'11 maggio 2010, che istituisce un meccanismo europeo di
stabilizzazione finanziaria[1],
in particolare l'articolo 3, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione europea, considerando quanto segue: (1) Conformemente all'articolo 3,
paragrafo 9, della decisione di esecuzione 2011/344/UE del Consiglio, la
Commissione ha svolto tra il 25 febbraio e il 14 marzo, insieme al Fondo
monetario internazionale (FMI) e in collaborazione con la Banca centrale
europea (BCE), il settimo riesame dei progressi compiuti dalle autorità nell'attuazione
delle misure concordate. Successivamente, tra il 14 e il 17 aprile 2013 e tra l'8
e l'11 maggio 2013 è stata effettuata un'ulteriore valutazione di alcune
misure di bilancio. (2) Una proroga della scadenza
media massima dei prestiti UE apporterebbe vantaggi in quanto sosterrebbe gli
sforzi profusi dal Portogallo per riacquisire un pieno accesso al mercato e uscire
con successo dal programma. Onde trarre pieno beneficio da tale proroga, è
opportuno che la Commissione sia autorizzata a prorogare la scadenza di rate e
tranche. (3) Nel 2012 il PIL reale è sceso
del 3,2% a seguito della contrazione inaspettatamente forte dell'attività
economica e dell'occupazione registrata nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno.
Questi sviluppi hanno imposto una revisione al ribasso delle prospettive
economiche: il PIL reale dovrebbe contrarsi del 2,3% nel 2013, per via dell'effetto
di trascinamento più negativo dal 2012, di una più forte flessione dei consumi
interni a causa di una disoccupazione più elevata del previsto e dell'indebolimento
della domanda esterna. Anche la ripresa economica dovrebbe essere più modesta
del previsto, con un PIL reale che dovrebbe toccare il livello più basso nel
secondo semestre dell'anno per poi riprendere a crescere nel 2014 a un tasso
annuo medio dello 0,6%; la crescita del PIL reale nel 2015 dovrebbe ammontare
all'1,5%. Il tasso di disoccupazione dovrebbe raggiungere un picco del 18½%
della forza lavoro nel 2014. (4) Il disavanzo pubblico ha
raggiunto il 6,4% del PIL nel 2012, attestandosi al di sopra dell'obiettivo del
programma del 5% del PIL. Al disavanzo nominale hanno contribuito una serie di
ingenti operazioni una tantum, il cui impatto di bilancio non era noto all'epoca
del riesame precedente. Le operazioni comprendono l'iniezione di capitale nella
banca statale CGD (0,5% del PIL), il riavviamento attraverso il governo della
conversione in azioni dei prestiti degli azionisti di Parpública a SAGESTAMO,
due società al di fuori del perimetro delle amministrazioni pubbliche (0,5% del
PIL), e le riduzioni di valore connesse con il trasferimento di attività da BPN
(0,1% del PIL). Inoltre, a seguito di un parere di Eurostat gli introiti della
vendita della concessione operativa per i principali aeroporti portoghesi sono
stati trattati come ritiri di capitale, che in quanto tali non incidono sul
saldo delle amministrazioni pubbliche, contrariamente a quanto previsto dal
governo nel bilancio (0,7% del PIL). Escludendo dal saldo nominale l'incidenza
di questi fattori straordinari, il disavanzo pubblico sarebbe ammontato al 4,7%
del PIL, al di sotto dell'obiettivo prefissato. Limitare il disavanzo a questo
livello è stato impegnativo in quanto la contrazione delle entrate determinata
dalle condizioni macroeconomiche ha dovuto essere compensata da risparmi
superiori al previsto, in particolare per quanto riguarda le retribuzioni dei
dipendenti pubblici, i consumi intermedi e gli stanziamenti per nuovi progetti
di investimento. (5) Nel complesso, nel 2012 lo
sforzo di bilancio, misurato dal miglioramento del saldo strutturale, ha
raggiunto il 2,4% del PIL, in linea con la raccomandazione del Consiglio, del 9
ottobre 2012, intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico
eccessivo in Portogallo. Il miglioramento del saldo primario strutturale era
ancora più elevato (2,7% del PIL). (6) A seguito degli sviluppi del 2012,
il nuovo scenario di riferimento del bilancio per il 2013 muove dal presupposto
che il calo delle entrate e l'incremento dei trasferimenti sociali in natura si
rifletteranno sull'anno successivo, mentre un'ampia parte delle economie dell'ultimo
trimestre del 2012 è considerata non permanente, con un effetto di
trascinamento negativo di circa lo 0,4% del PIL nel 2013. Inoltre, il
significativo deterioramento delle prospettive macroeconomiche nel 2013 ha
ridotto lo scenario di riferimento di un altro 0,5% del PIL. Tenuto conto di
tali sviluppi, gli obiettivi di bilancio per il periodo 2013-2015 specificati
nel quinto riesame del programma (4,5% del PIL nel 2013 e 2,5% del PIL nel
2014) non sono più raggiungibili. Dato che si ritiene che lo scarto sfugga
sostanzialmente al controllo del governo, pare appropriata una revisione dell'aggiustamento
di bilancio. (7) Gli obiettivi di disavanzo
sono stati pertanto rivisti al 5,5% del PIL nel 2013, al 4,0% del PIL nel 2014
e al 2,5% del PIL nel 2015. Tale percorso è stato ricalibrato in modo da mantenere
un aggiustamento primario strutturale di quasi il 9% nel periodo 2011‑2015,
consentendo nel contempo il funzionamento degli stabilizzatori automatici e
prendendo in considerazione i vincoli di finanziamento e del debito nonché i
costi sociali dell'aggiustamento. Anche con i nuovi obiettivi, saranno
necessarie consistenti misure di risanamento, per un importo pari al 3,5% del
PIL nel 2013 e al 2% del PIL nel 2014. Il previsto aggiustamento nel periodo di
riferimento del programma è sostenuto da una serie di misure strutturali sul
versante della spesa e delle entrate. Occorre che il percorso di risanamento
continui oltre il periodo di riferimento del programma, in modo da portare il
disavanzo nettamente al di sotto della soglia del 3% entro il 2015. (8) La legge di bilancio 2013
includeva misure discrezionali di carattere strutturale per un valore di poco
più del 3% del PIL, a seguito del ripristino di uno dei due premi per i
dipendenti pubblici e di 1,1 dei due premi per i pensionati (il 100% del primo e
il 10% del secondo) che erano stati tagliati nel 2012. Il 5 aprile, tuttavia,
la Corte costituzionale ha dichiarato illegittime alcune delle disposizioni del
bilancio 2013, compresi il restante taglio di uno dei premi per i dipendenti
pubblici e del 90% del premio per i pensionati e la nuova sovrattassa sulle
prestazioni di disoccupazione e di malattia, determinando in tal modo uno
scostamento di bilancio pari allo 0,8% del PIL. Per rimediare a questo
scostamento e sostenere il necessario aggiustamento di bilancio nel 2014 e nel 2015,
il governo ha adottato tra aprile e maggio un pacchetto di misure permanenti di
riduzione della spesa per un importo cumulato di 4,7 miliardi di EUR (2,8% del
PIL) nel periodo 2013-2014, alcune delle quali, per un valore di 0,8% del PIL,
sono anticipate al 2013. (9) Anche a seguito del pieno
ripristino dei due premi per i dipendenti pubblici e i pensionati, gli aumenti
delle entrate rappresentano oltre due terzi dell'intero sforzo di risanamento
di bilancio nel 2013, mentre i tagli alla spesa si limitano a meno di un terzo,
contrariamente alle intenzioni originarie di concentrare il consolidamento
sulla spesa. (10) Per il 2013, le misure sul
versante delle entrate comprendono una ristrutturazione dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche; una soprattassa pari al 3,5% sulla parte del
reddito imponibile eccedente il salario minimo; una sovrattassa di solidarietà
sui livelli più elevati di reddito; l'ampliamento della base imponibile e altre
modifiche volte ad aumentare il gettito nel settore della fiscalità delle
imprese; accise più elevate su tabacco, alcol e gas naturale; l'ampliamento
della base imponibile dei beni immobili a seguito della loro rivalutazione e un
contributo di solidarietà straordinario sulle pensioni per far fronte alle
sfide di sostenibilità connesse all'invecchiamento della popolazione. Sul lato
della spesa, le misure prevedono una consistente riduzione della spesa
complessiva per le retribuzioni nel settore pubblico, ottenuta ottimizzando la
ripartizione delle risorse, ridimensionando la forza lavoro e riducendo la
retribuzione degli straordinari, i benefici aggiuntivi e i compensi durante il
congedo straordinario. Altre misure di riduzione della spesa comprendono il
proseguimento degli sforzi di razionalizzazione nel settore sanitario; la
razionalizzazione delle prestazioni sociali e un migliore orientamento del
sostegno sociale; la riduzione dei consumi intermedi in tutti i ministeri
settoriali; risparmi realizzati con la rinegoziazione dei contratti di partenariato
pubblico-privato e con ulteriori iniziative di ristrutturazione nelle imprese
statali. Alcuni dei previsti risparmi scaturiranno da una realizzazione
anticipata delle misure elaborate nel quadro della revisione della spesa
pubblica. (11) Mentre le predette misure sono
di natura permanente, il governo adotterà anche provvedimenti non permanenti,
inclusa un'anticipazione delle entrate provenienti dai fondi dell'UE, tra l'altro
mediante il trasferimento delle risorse del Fondo di coesione da progetti meno
maturi a quelli più avanzati, e un'ulteriore riduzione della spesa in conto
capitale (programma "Polis"). (12) In aggiunta ad alcune delle
misure di risanamento inserite nel bilancio suppletivo, tutte le altre
modifiche e proposte legislative necessarie per attuare le riforme legate alla
revisione della spesa saranno adottate dal governo o presentate al Parlamento,
a seconda del caso, entro la fine della sessione a metà luglio 2013. (13) Per il 2014, l'aggiustamento
del bilancio avverrà sulla base della revisione della spesa che il governo ha
intrapreso negli ultimi mesi e che comprende misure permanenti di riduzione
della spesa pari al 2% del PIL nel 2014. Le misure previste dalla revisione
della spesa si articoleranno intorno a tre assi principali: 1) riduzione della
massa salariale del settore pubblico; 2) riduzione delle prestazioni
pensionistiche; 3) tagli della spesa settoriale in tutti i ministeri e
programmi. Le misure previste dalla revisione della spesa fanno parte di un più
ampio sforzo di riforma dello Stato avente l'obiettivo di aumentare l'equità e
l'efficienza dei trasferimenti sociali e dei servizi pubblici. La riduzione
della spesa salariale nel 2014 mira a ridurre l'entità della forza lavoro del
settore pubblico modificandone altresì la composizione (privilegiando i
lavoratori con qualifiche più elevate), allineando le regole del settore
pubblico a quelle del settore privato e rendendo la politica di remunerazione
più trasparente e meritocratica. Le riforme specifiche riguardano la trasformazione
del regime speciale di mobilità in un programma di riqualificazione, l'allineamento
dell'orario di lavoro del settore pubblico a quello del settore privato (cioè
aumento delle ore di lavoro settimanali da 35 a 40), l'introduzione di un monte
ore, la riduzione delle ferie annuali, l'attuazione di un programma di esuberi
volontari (costi iniziali una tantum stimati pari a circa 0,3% del PIL) e l'introduzione
di un'unica griglia di salari e supplementi. Una riforma globale del sistema
pensionistico produrrà un'altra parte importante dei risparmi e sarà basata sui
principi di equità e di progressività del reddito, proteggendo in questo modo
le pensioni più basse. In particolare, le riforme punteranno a ridurre le
attuali differenze tra il sistema dei dipendenti pubblici (CGA) e il sistema
generale, aumentando l'età legale di pensionamento mediante modifiche del
fattore di sostenibilità e introducendo — se strettamente necessario — un
contributo progressivo di sostenibilità. Infine, verranno aumentati i risparmi
nei consumi intermedi e nei programmi di spesa in tutti i ministeri settoriali. (14) In considerazione dei rischi
politici e giuridici del processo di attuazione, alcune delle misure previste
dalla revisione della spesa possono essere sostituite da altre di entità e
qualità equivalenti nel corso della procedura di consultazione in atto con le
parti sociali e politiche. (15) Il processo di aggiustamento
di bilancio è rafforzato da una serie di misure strutturali volte a rafforzare
il controllo della spesa pubblica e a migliorare la riscossione delle entrate.
In particolare, una riforma complessiva del quadro di bilancio, a livello sia
centrale, che regionale e locale, consiste nel suo allineamento con le migliori
pratiche in materia di procedure e gestione di bilancio. Il nuovo regime di
controllo degli impegni sta dando risultati ma l'attuazione richiede una
sorveglianza rigorosa intesa a garantire che gli impegni siano in linea con i
finanziamenti. Le riforme nella pubblica amministrazione continueranno con un'importante
razionalizzazione del pubblico impiego e degli enti pubblici. Progredisce il
programma di riforma dell'amministrazione delle entrate e le autorità stanno
rafforzando il monitoraggio e l'adempimento degli obblighi tributari. È iniziata
la rinegoziazione dei partenariati pubblico-privato che prevede notevoli
economie di spesa per il 2013 e oltre. Le imprese statali hanno raggiunto l'equilibrio
operativo, in media, entro la fine del 2012 e sono previste ulteriori riforme
per aumentare l'efficienza onde migliorare ulteriormente i risultati. Le
riforme nel settore della sanità stanno producendo notevoli economie di spesa e
l'attuazione prosegue generalmente in linea con gli obiettivi stabiliti. (16) Sulla base delle attuali
proiezioni della Commissione in materia di crescita nominale del PIL (-1,0% nel
2013, 1,6% nel 2014 e 3,3% nel 2015) e di disavanzo delle amministrazioni
pubbliche (5,5% del PIL nel 2013, 4,0% del PIL nel 2014 e 2,5% del PIL nel 2015),
il rapporto debito/PIL dovrebbe avere il seguente andamento: 122,9% del
PIL nel 2013, 124,2% del PIL nel 2014 e 123,1% del PIL nel 2015. Tale rapporto
si avvierebbe quindi su un percorso di discesa dopo il 2014, a condizione che
il disavanzo diminuisca ulteriormente. Le dinamiche del debito risentono di
diverse operazioni sotto la linea, tra le quali consistenti acquisizioni di
attività finanziarie, in particolare per eventuali ricapitalizzazioni di banche
e il finanziamento di imprese pubbliche, e di differenze fra la spesa per
interessi secondo la contabilità di competenza e di cassa. (17) Nel 2012, l'operazione di
aumento del capitale delle banche è stata completata e ha permesso alle banche
partecipanti di soddisfare i requisiti dell'ABE in materia di riserve di
capitale nonché di rispettare entro fine anno l'obiettivo del programma del 10%
di capitale di base di classe 1. Sarà presumibilmente soddisfatto l'obiettivo
indicativo di un rapporto prestiti/depositi del 120% entro il 2014 (alcune
banche sono già al di sotto di questa soglia). Si stanno intensificando gli
sforzi per diversificare le fonti di finanziamento delle imprese. Si stanno
valutando le possibilità di migliorare il funzionamento e la governance delle
attuali linee di credito sostenute dal governo. Sono in fase di analisi i piani
di risanamento delle banche e in via di preparazione i piani di risoluzione
delle crisi. (18) Si sono registrati ulteriori
progressi nell'attuazione di riforme strutturali intese a rafforzare la
crescita e la competitività. Oltre a potenziare le politiche attive del mercato
del lavoro, le autorità hanno adottato un'ampia riforma di tale mercato. Al
fine di promuovere la flessibilità del mercato del lavoro e la creazione di
occupazione, il nuovo quadro giuridico riduce le indennità di licenziamento,
facilita le condizioni dei licenziamenti per giusta causa, aumenta la
flessibilità dell'orario di lavoro, allarga le possibilità per la
contrattazione a livello di singole imprese e rivede il sistema delle
prestazioni di disoccupazione per aumentare gli incentivi a un rapido ritorno
al lavoro garantendo nel contempo un livello adeguato di protezione. L'attuazione
dei piani d'azione sulla scuola secondaria e la formazione professionale avanza
globalmente secondo il calendario previsto. (19) Procede a buon ritmo l'attuazione
della direttiva sui servizi, volta a ridurre gli ostacoli all'ingresso nel
mercato e a stimolare la concorrenza e l'attività economica agevolando l'accesso
di nuovi operatori nei vari regimi economici. Sta per essere presentata al
Parlamento una legge quadro che stabilisce i principi fondamentali di
funzionamento delle più importanti autorità nazionali di regolamentazione, tra
cui il fatto che siano dotate di forte indipendenza e autonomia. Sono stati
compiuti notevoli progressi nel recepimento del terzo pacchetto energia ed è in
corso la riduzione del debito derivante dalle tariffe dell'energia elettrica
per assicurare la sostenibilità del sistema. In vari settori dell'economia, ad
esempio ambiente e assetto territoriale, agricoltura e sviluppo rurale,
industria, turismo e geologia, si snelliscono le procedure per la concessione
di licenze e gli altri oneri amministrativi. (20) Nel novembre 2012 è entrata in
vigore una riforma globale del mercato delle locazioni residenziali che
dovrebbe rendere più dinamico il mercato dell'edilizia abitativa. Le riforme
dell'ordinamento giudiziario progrediscono secondo i tempi convenuti. Si sono
registrati progressi nella riduzione delle cause arretrate e in più ampie
riforme, quali la riorganizzazione geografica dei distretti giudiziari e la
riforma del codice di procedura civile, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Article 1 1. L'articolo 1 della decisione
di esecuzione 2011/344/UE è così modificato: (a)
il paragrafo 1 è sostituito dal seguente: "1. L'Unione mette a disposizione del
Portogallo un prestito per un importo massimo di 26 miliardi di EUR, con
una scadenza media massima di 19,5 anni. La scadenza di ogni singola tranche
del prestito non può essere superiore a 30 anni."; (b)
è aggiunto il paragrafo seguente: "9. Su richiesta del Portogallo, la
Commissione può prorogare la scadenza di una rata o di una tranche, a
condizione che sia rispettata la scadenza media massima di cui al paragrafo 1.
La Commissione può procedere a tale scopo ad un rifinanziamento della totalità
o di parte dei prestiti da essa contratti. Gli importi presi in prestito
anticipatamente sono tenuti in un conto aperto dalla Commissione presso la BCE
per la gestione dell'assistenza finanziaria.". 2. L'articolo 3 della decisione
di esecuzione 2011/344/UE è così modificato: (a)
i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti: "3. Il disavanzo pubblico non supera il 5,9%
del PIL nel 2011, il 5,0% del PIL nel 2012, il 5,5% del PIL nel 2013 e il 4%
del PIL nel 2014. Ai fini del calcolo del disavanzo non sono presi in
considerazione i possibili costi di bilancio delle misure di sostegno al
settore bancario adottate nel contesto della strategia del governo portoghese
per il settore finanziario. Il risanamento del bilancio avviene tramite misure
permanenti di elevata qualità e minimizzando l'impatto sui gruppi vulnerabili. 4. Il Portogallo adotta le misure specificate
ai paragrafi da 5 a 8 prima della fine dell'anno indicato, rispettando i
termini stabiliti per gli anni dal 2011 al 2014 nel protocollo d'intesa. Il
Portogallo è pronto a prendere misure di risanamento aggiuntive per conseguire
gli obiettivi in materia di disavanzo lungo tutto il periodo di riferimento del
programma."; (b)
i paragrafi da 7 a 9 sono sostituiti dai seguenti: "7. Il Portogallo adotta le seguenti
misure durante il 2013, in linea con i requisiti specificati nel protocollo d'intesa: (a)
nel 2013 il disavanzo delle amministrazioni
pubbliche non supera il 5,5% del PIL. Le misure di risanamento previste nel
bilancio 2013, compreso il bilancio suppletivo da adottare entro fine maggio,
sono attuate lungo tutto l'anno. Le misure di aumento delle entrate includono:
una riforma dell'imposta sul reddito delle persone fisiche che semplifica la
struttura impositiva, amplia la base imponibile tramite l'abolizione di taluni
sgravi fiscali e aumenta l'aliquota media mantenendo la progressività; l'allargamento
della base imponibile dell'imposta sul reddito delle società; un aumento delle
accise e delle imposte ricorrenti sugli immobili e un contributo di solidarietà
straordinario sulle pensioni. Le misure di riduzione della spesa includono: la
razionalizzazione della pubblica amministrazione, dell'istruzione, della sanità
e delle prestazioni sociali; la riduzione della spesa salariale mediante
riduzione del personale permanente e temporaneo e della retribuzione degli
straordinari; un abbassamento delle spese operative e in conto capitale delle
imprese statali; la rinegoziazione dei contratti relativi ai partenariati
pubblico-privato; tagli del consumo intermedio in tutti i ministeri settoriali;
(b)
alcune delle misure derivanti dalla revisione della
spesa pubblica sono anticipate al 2013; si tratta principalmente di un'ulteriore
riduzione del pubblico impiego attraverso la trasformazione del regime speciale
di mobilità in un programma di riqualificazione, dell'allineamento delle regole
del settore pubblico a quelle del settore privato, soprattutto aumentando l'orario
di lavoro nel settore pubblico da 35 a 40 ore settimanali, dell'aumento dei
contributi dei dipendenti pubblici al regime speciale di assicurazione malattia
e della riduzione dei benefici aggiuntivi. Gli sforzi di razionalizzazione in
tutti i ministeri settoriali sono potenziati rispetto ai programmi di bilancio
originari e la spesa sociale è ulteriormente razionalizzata. Inoltre, le
suddette misure permanenti dovrebbero essere integrate da misure temporanee, da
sostituire con misure permanenti nel 2014, consistenti in particolare in un'anticipazione
delle entrate provenienti dai fondi dell'Unione europea e in un'ulteriore
riduzione della spesa in conto capitale (programma "Polis"); (c)
in aggiunta ad alcune delle misure di risanamento
inserite nel bilancio suppletivo, tutte le altre modifiche e proposte
legislative necessarie per attuare le riforme legate alla revisione della spesa
sono adottate dal governo o presentate al Parlamento, a seconda del caso, entro
la fine della sessione a metà luglio 2013; (d)
il Portogallo continua ad attuare il programma di
privatizzazioni; (e)
il Portogallo coordina lo scambio di informazioni
tra i diversi livelli della pubblica amministrazione per favorire le previsioni
di entrate per i bilanci 2014 delle regioni autonome e degli enti locali; (f)
il Portogallo intensifica il ricorso alla
condivisione dei servizi nella pubblica amministrazione; (g)
il Portogallo riduce il numero delle sezioni locali
dei ministeri settoriali (ad esempio nei settori della fiscalità, previdenza
sociale, giustizia) convogliandone i servizi in "sportelli dei cittadini"
e sviluppando ulteriormente l'amministrazione in linea durante l'intero
programma; (h)
il Portogallo continua a riorganizzare e
razionalizzare la rete ospedaliera attraverso la specializzazione,
concentrazione e riduzione dei servizi ospedalieri, la gestione congiunta e
direzione congiunta degli ospedali. Completa l'attuazione del piano d'azione
entro la fine del 2013; (i)
con l'aiuto di esperti di fama internazionale e in
seguito all'adozione delle modifiche alla legge sulle nuove locazioni urbane 6/2006
e al decreto legge che semplifica la procedura amministrativa per il
rinnovamento, il Portogallo rivede completamente il funzionamento del mercato
dell'edilizia abitativa; (j)
il Portogallo sviluppa un sistema nazionale di
accatastamento dei terreni per consentire una più equa ripartizione di costi e
benefici nell'esecuzione della pianificazione urbanistica; (k)
il Portogallo attua le misure previste dai piani d'azione
per migliorare la qualità dell'istruzione e della formazione secondarie e
professionali; in particolare, rende pienamente operativo lo strumento di
gestione per analizzare, monitorare e valutare i risultati e l'impatto delle
politiche di istruzione e formazione e istituisce le scuole professionali di
riferimento; (l)
il Portogallo completa l'adozione delle modifiche
settoriali necessarie alla piena attuazione della direttiva sui servizi; (m)
il Portogallo applica misure mirate per conseguire
una costante riduzione delle cause giudiziarie arretrate relative alle misure d'esecuzione
al fine di smaltire l'arretrato delle cause giudiziarie; (n)
il Portogallo presenta al Parlamento la legge
quadro sulle principali autorità di regolamentazione nazionali al fine di
garantirne la piena indipendenza e autonomia finanziaria, amministrativa e di
gestione; (o)
il Portogallo migliora il contesto imprenditoriale
portando a termine le riforme sulla riduzione degli oneri amministrativi
[progetto di sportello unico pienamente operativo e progetto di abolizione
delle autorizzazioni preventive] e semplificando ulteriormente le procedure per
la concessione di licenze vigenti, i regolamenti e altri oneri amministrativi
che ostacolano fortemente lo sviluppo dell'attività economica; (p)
il Portogallo completa la riforma del regime di
gestione dei porti, compresa la revisione delle concessioni in materia; (q)
il Portogallo applica le misure volte a migliorare
il funzionamento del sistema dei trasporti; (r)
il Portogallo applica le misure volte a eliminare
il debito derivante dalle tariffe dell'energia e a recepire pienamente il terzo
pacchetto energia dell'UE; (s)
il Portogallo garantisce che il nuovo quadro
giuridico e istituzionale in materia di partenariati pubblico-privato (PPP) e i
contratti per lavori stradali PPP continuino ad essere rinegoziati in linea con
il piano strategico presentato dal governo e con la revisione del quadro
normativo, in modo da ottenere notevoli economie di bilancio, soprattutto per
il 2013; (t)
il Portogallo continua a concentrarsi sulle misure
di lotta contro la frode e l'evasione fiscali e per il rafforzamento del
rispetto degli obblighi fiscali; (u)
Il Portogallo introduce adeguamenti al regime delle
indennità di licenziamento in conformità con le disposizioni del protocollo d'intesa; (v)
il Portogallo promuove un andamento dei salari
coerente con gli obiettivi di promuovere la creazione di posti di lavoro e
migliorare la competitività delle imprese al fine di correggere gli squilibri
macroeconomici. Nel corso del programma i salari minimi aumentano solo se gli
sviluppi della situazione economica e del mercato del lavoro lo giustificano; (w)
il Portogallo continua a migliorare l'efficacia
delle sue politiche attive del mercato del lavoro in linea con i risultati
della relazione di valutazione e con il piano di azione per migliorare il
funzionamento dei servizi pubblici per l'impiego. 8. Nel 2014 il disavanzo delle amministrazioni
pubbliche non supera il 4,0% del PIL. Per conseguire questo obiettivo il
Portogallo attua le misure di riduzione della spesa elaborate nel quadro della
revisione della spesa pubblica. In totale, l'importo di tali misure è pari al 2%
del PIL nel 2014 e comprende: la riduzione della spesa salariale volta a
ridurre le dimensioni del pubblico impiego modificandone nel contempo la
composizione (privilegiando i dipendenti con qualifiche più elevate); l'ulteriore
convergenza delle norme sul lavoro nel settore pubblico e privato, cioè l'aumento
dell'orario di lavoro, l'introduzione di un monte ore, la riduzione delle
ferie; l'attuazione di un programma di esuberi volontari; una riduzione delle
attuali differenze tra il regime pensionistico dei dipendenti pubblici (CGA) e
il sistema pensionistico generale; un aumento dell'età pensionabile legale e —
qualora sia strettamente necessario — un contributo progressivo di
sostenibilità sulle pensioni. Inoltre, sono aumentati i risparmi nei consumi
intermedi e nei programmi di spesa in tutti i ministeri settoriali. Alcune
misure possono essere sostituite, in parte o totalmente, da altre di entità e qualità
equivalenti. 9. Al fine di ripristinare la fiducia nel
settore finanziario, il Portogallo mira a mantenere un livello adeguato di
capitalizzazione nel settore bancario nazionale e provvede a un processo
ordinato di riduzione della leva finanziaria in base alle scadenze stabilite
nel protocollo d'intesa. In tale ambito il Portogallo attua la strategia per il
settore bancario portoghese concordata con la Commissione, la BCE e l'FMI in
modo da preservare la stabilità finanziaria. In particolare, il Portogallo: (a)
consiglia alle banche di rafforzare le riserve di
garanzie reali in maniera sostenibile; (b)
assicura una riduzione equilibrata e ordinata della
leva finanziaria nel settore bancario, che resta fondamentale per eliminare
permanentemente gli squilibri di finanziamento e ridurre il ricorso al
finanziamento dell'Eurosistema a medio termine. I piani di finanziamento e
capitalizzazione delle banche sono sottoposti a riesame trimestrale; (c)
stimola la diversificazione delle possibilità di
finanziamento delle imprese, in particolare le PMI, attraverso una gamma di
misure volte a migliorarne l'accesso ai mercati dei capitali e all'assicurazione
dei crediti alle esportazioni; (d)
prosegue con la riorganizzazione del gruppo Caixa
Geral de Depósitos, di proprietà pubblica; (e)
ottimizza il recupero delle attività trasferite da
BPN alle tre società veicolo di proprietà statale esternalizzando la gestione
delle attività a professionisti esterni, incaricati di recuperarle
progressivamente. Il governo portoghese seleziona il professionista incaricato
della gestione dei crediti attraverso la procedura di gara competitiva in atto
e prevede nel mandato incentivi adeguati a massimizzare le attività recuperate
e minimizzare i costi operativi. Il governo portoghese assicura la cessione
tempestiva delle controllate e delle attività detenute nelle altre due società
veicolo di proprietà pubblica; (f)
sulla base della serie di proposte preliminari
presentate per incoraggiare la diversificazione delle possibilità di
finanziamento delle imprese, sviluppa e attua le soluzioni che offrono alle
imprese possibilità di finanziamento alternative al credito bancario
tradizionale. Il governo portoghese valuta l'efficacia dei regimi di
assicurazione dei crediti alle esportazioni sostenuti dal governo al fine di
adottare misure appropriate compatibili con la normativa dell'Unione per
promuovere le esportazioni; (g)
analizza i piani di risanamento delle banche, emana
linee direttrici in materia e prepara piani di risoluzione delle crisi sulla
base delle relazioni presentate dalle banche. Garantisce che siano stabilite le
modalità di finanziamento iniziali e annuali per il fondo di risoluzione delle
crisi. Nell'attuazione dei piani di risanamento e di risoluzione delle crisi
delle banche è accordata priorità alle banche di importanza sistemica; (h)
dà esecuzione al quadro che permette agli istituti
finanziari di procedere alla ristrutturazione extragiudiziale del debito delle
famiglie, di agevolare l'applicazione della ristrutturazione del debito delle
imprese e di attuare un piano d'azione per sensibilizzare il pubblico agli
strumenti di ristrutturazione; (i)
prepara relazioni trimestrali sull'attuazione dei
nuovi strumenti di ristrutturazione e svolge un'inchiesta presso le parti
interessate circa l'adeguatezza degli attuali strumenti di ristrutturazione del
debito e le eventuali lacune o strozzature, valuta alternative per aumentare il
buon esito del risanamento delle società aderenti alla PER (procedura speciale
per il rilancio delle imprese in gravi difficoltà finanziarie) e al SIREVE
(sistema di risanamento tramite accordi extragiudiziali per le società in
situazione di difficoltà economica o di insolvenza imminente o effettiva); (j)
valuta la possibilità di migliorare il
funzionamento e la governance delle attuali linee di credito sostenute dal
governo e istituisce un meccanismo di monitoraggio e comunicazione trimestrale
in merito all'assegnazione delle linee di credito sostenute dal governo volte
ad agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti; effettua una revisione
esterna del Sistema nazionale di garanzia.". Articolo 2 Il Portogallo è destinatario della presente
decisione. Articolo 3 La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea. Fatto a Bruxelles, il Per
il Consiglio Il
presidente [1] GU L 118 del 12.5.2010, pag. 1.