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Document 52013DC0852
REPLIES OF THE COMMISSION AND THE EEAS TO THE SPECIAL REPORT OF THE EUROPEAN COURT OF AUDITORS "EUROPEAN UNION DIRECT FINANCIAL SUPPORT TO THE PALESTINIAN AUTHORITY"
RISPOSTE DELLA COMMISSIONE E DEL SEAE ALLA RELAZIONE SPECIALE DELLA CORTE DEI CONTI EUROPEA "IL SOSTEGNO FINANZIARIO DIRETTO DELL'UNIONE EUROPEA ALL'AUTORITÀ PALESTINESE"
RISPOSTE DELLA COMMISSIONE E DEL SEAE ALLA RELAZIONE SPECIALE DELLA CORTE DEI CONTI EUROPEA "IL SOSTEGNO FINANZIARIO DIRETTO DELL'UNIONE EUROPEA ALL'AUTORITÀ PALESTINESE"
/* COM/2013/0852 final */
RISPOSTE DELLA COMMISSIONE E DEL SEAE ALLA RELAZIONE SPECIALE DELLA CORTE DEI CONTI EUROPEA "IL SOSTEGNO FINANZIARIO DIRETTO DELL'UNIONE EUROPEA ALL'AUTORITÀ PALESTINESE" /* COM/2013/0852 final - 2013/ () */
RISPOSTE
DELLA COMMISSIONE E DEL SEAE ALLA RELAZIONE SPECIALE DELLA CORTE DEI CONTI
EUROPEA “IL SOSTEGNO FINANZIARIO DIRETTO
DELL’UNIONE EUROPEA ALL’AUTORITÀ PALESTINESE”
Sintesi
III. Alla fine del 2011, la
Commissione ha avviato un progetto per valutare le necessità e individuare i
progetti realizzabili nel settore della riforma della funzione pubblica in
Palestina (tale designazione non pregiudica le posizioni relative al
riconoscimento della Palestina come Stato). Su tale base e a partire dalla seconda
metà del 2013, sarà fornito un sostegno globale all’Autorità palestinese (AP)
nella riforma della funzione pubblica con il finanziamento dell’UE. L’Ufficio
del rappresentante UE (EUREP) assicurerà stretti collegamenti tra questa azione
e il programma di sostegno ai pubblici dipendenti e ai pensionati (CSP),
favorendo altresì un più potente effetto leva sul dialogo politico. Va detto che la Commissione e il
SEAE hanno cercato attivamente di assicurare la cooperazione israeliana. Si
sono svolte numerose riunioni con il ministero della Difesa israeliano (COGAT)
e con vari funzionari del governo israeliano in diversi contesti e consessi.
Ove necessario, è stata coinvolta anche la delegazione UE a Tel Aviv. L’efficacia
di tali iniziative potrebbe essere rafforzata da un approccio più coerente e
robusto sulla questione da parte degli Stati membri. IV. Nel 2011 è stata presa in
considerazione la necessità di aumentare la concorrenza, esigenza che viene ora
affrontata tramite l’avvio di una gara d’appalto internazionale per la
sottoscrizione di contratti di servizi di audit ex ante ed ex post collegati
all’attuazione di tutti i programmi SFD PEGASE. L’avviso di previsione è stato
pubblicato nell’agosto del 2012 e i nuovi contratti dovrebbero essere firmati
entro la fine del 2013. Per quanto riguarda la riforma
della funzione pubblica, si veda il precedente punto III (sintesi). L’effetto leva del dialogo
politico a livello di autorità palestinese attraverso l’SFD non deve essere
sottovalutato. V. Va detto che per diversi mesi
del 2012 Israele non ha trasferito il gettito proveniente dalle operazioni di
sdoganamento all’AP. Questo è stato un fattore chiave nei ritardi dei pagamenti
dei salari dell’AP. Ciononostante, dall’inizio del WAFA 2013, i lavoratori del
PBS e del ministero degli Affari religiosi sono stati rimossi dall’elenco dei
beneficiari ammissibili, riportando il numero a circa 75 000 (da
84 000). VI. Le questioni connesse ai
dipendenti pubblici che non sono in grado di svolgere il loro lavoro a Gaza (ad
esempio lo sciopero a sostegno dell’AP, la sua durata, portata e i relativi
effetti, le reazioni di Hamas) sono complesse nella situazione della Striscia
di Gaza, dove è difficile svolgere verifiche obiettive. L’SFD è un programma
condotto dall’AP. La Commissione e il SEAE confermano la propria decisione di
sostenere politicamente l’AP (centro del futuro Stato palestinese), che ha
deciso di continuare a pagare tutti i lavoratori ammissibili sia nella
Cisgiordania sia nella Striscia di Gaza, indipendentemente dal loro status
lavorativo, che in ogni caso è molto difficile da definire in maniera chiara.
Alcuni dipendenti pubblici non stanno lavorando a Gaza semplicemente perché
sono esclusi dalle autorità de facto. Altri, anche se in realtà stanno
lavorando, dichiarerebbero comunque di non avere alcun impiego per ragioni
politiche. Si prevede che ogni decisione
riguardante l’interruzione dei contributi ai salari a Gaza sarà politicamente
sensibile. La Commissione e il SEAE
ritengono di aver affrontato questo problema in maniera adeguata. La questione
è stata sollevata con l’AP a più riprese ai massimi livelli politici e
continuerà ad essere al centro delle discussioni future. VII. Per quanto riguarda l’impegno
con il governo israeliano, si veda il precedente punto III (sintesi).
Osservazioni
27. I piani d’azione dell’UE stabiliscono
obiettivi prioritari concordati congiuntamente dall’UE e dall’AP che non
prevedono un quadro finanziario indicativo. Un nuovo piano d’azione (PA) UE-AP
è stato approvato dal Consiglio nel marzo 2013. Questo nuovo piano è
maggiormente allineato alle necessità in materia di assistenza allo sviluppo (e
viceversa) rispetto al suo predecessore, che è stato concluso prima della
creazione del meccanismo palestinese-europeo di gestione e aiuto socio-economico
(PEGASE). 28. A partire dal 2014, l’UE
intraprenderà un ciclo di programmazione di due anni per la parte relativa allo
sviluppo della sua assistenza finanziaria. La Palestina rappresenta uno dei
punti più sensibili nel bilancio generale per l’assistenza finanziaria esterna
e l’autorità di bilancio, negli ultimi anni, ha aumentato di frequente la
proposta iniziale della Commissione. Gli importi annuali disponibili per la
Palestina vengono resi noti con un qualsiasi grado di affidabilità molto tardi
nella procedura di bilancio. La situazione politica instabile richiede alla
Commissione e al SEAE anche una maggiore vigilanza e di essere in grado di
rivalutare la situazione ogniqualvolta risulti necessario. Pochissimi Stati membri hanno programmato
l’assistenza alla Palestina su base pluriennale, proprio per le stesse ragioni.
La strategia locale dell’UE per
lo sviluppo è stata recentemente rivista in cooperazione con gli Stati membri e
i rappresentanti locali. 29. La Commissione e il SEAE ritengono
che le misure presentate agli Stati membri mediante una procedura scritta non
rendano più difficile svolgere una revisione dettagliata del meccanismo. In
diverse occasioni, i programmi per la Palestina (il PEGASE in particolare) sono
stati presentati al comitato ENPI come punto informativo all’ordine del giorno.
Gli Stati membri hanno generalmente indicato la loro soddisfazione rispetto
alle procedure impiegate chiedendo ulteriori chiarimenti ogniqualvolta ritenuto
necessario. La Commissione e il SEAE ritengono che la
creazione del programma di ricostruzione del settore privato a Gaza (PSRG),
attuato dopo l’operazione “Piombo fuso” (Cast Lead), nonché l’utilizzo del
sostegno alla fornitura di servizi pubblici essenziali (SEPS) e della
componente arretrati dimostrino la capacità del programma di adattarsi ai
cambiamenti nell’ambiente operativo. La Commissione e il SEAE sono comunque
cosci del fatto che questa situazione è a lungo termine insostenibile e che è arrivato
il momento di intervenire, considerando che la situazione a Gaza è rimasta
irrisolta negli ultimi sette anni. In effetti questo problema è stato sollevato
con l’AP in diverse occasioni in passato. Le discussioni con l’AP sono già iniziate
e mirano a trovare una soluzione che tenga in considerazione le preoccupazioni
sollevate dalla Corte, consentendo al contempo all’AP di continuare a sostenere
i suoi lavoratori a Gaza. La Commissione e il SEAE confermano il
loro punto di vista politico secondo cui è fondamentale che l’AP continui a
sostenere i suoi lavoratori a Gaza, al fine di mantenere l’unità del futuro
Stato palestinese e permettere all’AP di mantenere una certa posizione a Gaza.
Si deve tenere debito conto del fatto che la Commissione e il SEAE hanno preso
e attuato questa decisione alla luce di considerazioni politiche e del fatto
che alla maggior parte dei lavoratori che non lavorano a Gaza viene di fatto
impedito di lavorare. 30. Escluso il Regno Unito, che ha
contribuito al PEGASE solo nel 2008, nessun altro donatore dell’SFD PEGASE si è
trasferito da quest’ultimo al Fondo fiduciario della Banca mondiale. Inoltre,
il PEGASE ha anche attirato finanziamenti da Stati non membri dell’UE, come il
Giappone e la Svizzera. La diminuzione dei finanziamenti può
essere attribuita principalmente al deterioramento della situazione di bilancio
degli Stati membri nonché a un certo calo dell’interesse da parte dei donatori.
Alcuni Stati membri e altri donatori preferiscono sostenere progetti di
sviluppo (piuttosto che fornire sostegno finanziario diretto) poiché ottengono
in questo modo una maggiore visibilità. 31. La Commissione riconosce che l’attuale
situazione di PEGASE non include indicatori di performance. A questo riguardo, il SEAE e la
Commissione sono guidati dagli indicatori contenuti nel piano di riforma e
sviluppo della Palestina e dal piano di sviluppo nazionale palestinese, sulle
cui priorità era e continua a essere basato il PEGASE. Si tratta altresì di una
misura di condizionalità. La Commissione accetta inoltre di
introdurre indicatori di performance per il PEGASE, che terranno in
considerazione la situazione specifica dell’AP e la peculiarità del programma
PEGASE. Lo scopo di fornire sostegno finanziario
diretto tramite il PEGASE è quello di permettere all’AP di soddisfare gli
impegni assunti nei confronti della sua popolazione, nei limiti del possibile.
Non sembra realistico ipotizzare un loro significativo miglioramento
qualitativo nell’attuale situazione finanziaria. I fattori dai quali dipende il
raggiungimento degli obiettivi sono principalmente esterni ed esulano dal
controllo dell’AP. L’SFD PEGASE rappresenta uno strumento politico il cui fine
ultimo è mantenere la realizzabilità della soluzione basata sulla coesistenza
dei due Stati sostenendo le condizioni di vita di base della popolazione
palestinese. La Palestina non è un paese indipendente il cui governo può
mobilitare un’ampia varietà di risorse per il sostegno di un particolare
obiettivo. L’SFD non è un progetto classico che può
essere valutato in termini di gestione del ciclo dei progetti (PCM). È
concepito per assistere l’AP nell’affrontare un problema a lungo termine in
previsione del fatto che, mantenendo in vita l’autorità, l’UE contribuirà alla
soluzione basata sulla coesistenza dei due Stati del processo di pace in Medio Oriente.
32. In linea con il piano biennale di
consolidamento dello Stato dell’AP del 2009, che prevedeva una riduzione della
dipendenza dagli aiuti esterni, il SEAE (e precedentemente la DG RELEX) ha
cercato in ogni periodo di programmazione di diminuire la percentuale dell’SFD,
ma chiaramente non è stato possibile ridurla drasticamente a causa delle
minacce alla sopravvivenza dell’AP. Queste questioni sono state sollevate anche
nel quadro delle riunioni del Comitato di collegamento ad hoc (AHLC). Nelle attuali circostanze e considerata
la situazione politica, la possibilità di ridurre i finanziamenti non è in
linea con l’attuale politica dell’UE. 34. I beneficiari sono noti e soggetti a
verifiche ex ante ed ex post. I fondi vengono erogati su richiesta dell’AP e
subordinatamente alla presentazione dei necessari documenti giustificativi. Sostanzialmente, questi fondi transitano
solo attraverso il sottoconto del conto unico di tesoreria, che opera secondo
un sistema “a duplice chiave” per l’esborso dei pagamenti, prevedendo cioè l’autorizzazione
sia dell’UE sia dell’AP. Il rischio collegato alla corruzione è dunque minimo.
Il rischio di distruzione dell’infrastruttura finanziata dall’UE nell’ambito
del programma per il settore privato a Gaza era noto e sebbene la Commissione
cerchi di minimizzarlo tramite periodici dialoghi con il ministero della Difesa
israeliano (COGAT), tale rischio va accettato. 35. La Commissione e il SEAE sono pronti
a esaminare criticamente l’efficacia dei controlli sotto il profilo dei costi e
ponderarli secondo il rischio coinvolto. 36. Nel 2011 è stata presa in
considerazione la necessità di aumentare la concorrenza, esigenza che viene ora
affrontata tramite l’avvio di una gara d’appalto internazionale per la
sottoscrizione di contratti di servizi di audit ex ante ed ex post collegati
all’attuazione di tutti i programmi SFD PEGASE. L’avviso di previsione è stato
pubblicato nell’agosto del 2012 e i nuovi contratti dovrebbero essere firmati
prima della fine del 2013. La procedura negoziata diretta è stata
richiesta e approvata conformemente all’articolo 168, paragrafo 2, delle
modalità d’esecuzione del regolamento finanziario ed è stata debitamente
giustificata in tempo. 37. L’assegnazione diretta è stata
giustificata nell’ambito delle modalità d’esecuzione del regolamento
finanziario. In seguito a una richiesta specifica dell’EUREP,
tutti gli accordi con un’organizzazione internazionale sono stati soggetti a
ulteriori requisiti (deroghe dalle condizioni generali applicabili alle organizzazioni
internazionali) in particolare per quanto riguarda gli obblighi d’informazione
aggiuntivi, l’audit e il trasferimento di attrezzature. L’EUREP ha completato la transizione da
un accordo di contributo a un contratto di servizi di un anno con l’organizzazione
internazionale. Tutte le attrezzature previste nell’ambito di precedenti
accordi sono state trasferite all’AP (eccetto la banca dati dell’SFD). Questi
servizi saranno soggetti a una procedura d’appalto internazionale ristretta nel
2014. 38. Occorre osservare che le procedure di
verifica e gestione applicabili ai programmi PSFD sono in fase di revisione. Si stanno concludendo accordi per
appaltare dall’interno la banca dati del PEGASE e la sua gestione. 39. Tenendo in considerazione la dimensione
del progetto e la sensibilità politica collegata all’attuazione del programma,
l’EUREP in quel momento ha deliberatamente scelto di non assegnare il contratto
a una azienda locale. Successivamente all’esercizio di
revisione delle procedure di verifica e gestione del PEGASE, è stato pubblicato
un bando di gara internazionale per l’aggiudicazione di contratti di servizi di
audit ex ante ed ex post collegati all’attuazione di tutti i programmi SFD
PEGASE.
Mentre l’assenza di una condizionalità formale è dovuta a
circostanze uniche, ciò non implica l’assenza di un effetto leva nei confronti
dell’AP (si veda il punto 40).
40. L’SFD PEGASE è accordato all’AP senza
criteri di condizionalità: si tratta di una scelta deliberata della
Commissione, del SEAE e degli Stati membri in linea con i rispettivi obiettivi
politici nel processo di pace in Medio Oriente. Tuttavia, il SEAE e la Commissione sono
guidati dagli indicatori contenuti nel piano di riforma e sviluppo della
Palestina e nel piano di sviluppo nazionale palestinese, sulle cui priorità era
e continua a essere basato il PEGASE. Si tratta di una misura di
condizionalità. L’effetto leva esiste grazie a questo
contributo attendibile e coerente dell’UE. L’EUREP si sta attualmente
adoperando per migliorare l’effetto leva attraverso il dialogo politico, in
coordinamento con gli Stati membri interessati mediante il gruppo informale UE
PEGASE recentemente istituito. 41. a) Alla fine del 2011 la
Commissione ha avviato un progetto per valutare le necessità e individuare i
progetti realizzabili nel settore della riforma della funzione pubblica in
Palestina. Su tale base e a partire dalla seconda metà del 2013, sarà fornito
un sostegno all’Autorità palestinese nella riforma della funzione pubblica con
il finanziamento dell’UE. L’EUREP assicurerà stretti collegamenti tra questa
azione e il programma CSP, favorendo altresì un più potente effetto leva sul
dialogo politico. 42. La Commissione e il SEAE
hanno cercato attivamente di assicurare la cooperazione israeliana. Si sono
tenuti numerosi incontri con il ministero della Difesa israeliano e sono in
corso altre riunioni con Israele nel quadro delle relazioni bilaterali UE-Israele.
Queste questioni sono state inoltre sollevate nel Comitato di associazione, nel
Consiglio di associazione e nel dialogo politico con Israele. Ove necessario, è
stata coinvolta anche la delegazione UE a Tel Aviv. L’efficacia di tali
iniziative potrebbe essere rafforzata da un approccio più coerente e robusto
sulla questione da parte degli Stati membri. Ciononostante, il Consiglio stesso
è passato da conclusioni del Consiglio di natura più ampia ad altre molto più
concrete (in particolare maggio 2012 e dicembre 2012). 46. La Commissione ha avviato un progetto
per valutare le necessità e individuare progetti realizzabili nel settore della
riforma della funzione pubblica in Palestina alla fine del 2011. Su tale base,
a partire dalla seconda metà del 2013, sarà fornito sostegno all’AP nella
riforma della funzione pubblica con il finanziamento dell’UE. L’EUREP
assicurerà stretti collegamenti tra questa azione e il programma CSP, favorendo
altresì un più potente effetto leva sul dialogo politico. 47. Il PEGASE è uno
strumento specifico creato per verificare che i fondi siano rintracciabili fino
al beneficiario finale. Il finanziamento è
messo a disposizione solamente previo raggiungimento di un accordo sull’elenco
dei beneficiari finali tra l’UE e l’AP. Questo strumento è stato attuato per
evitare qualsiasi possibile deviazione dei finanziamenti dell’Unione. Di conseguenza, la Commissione e il SEAE ritengono
che i fondi PEGASE non siano fungibili in termini di bilancio. Per quanto riguarda il
fatto che il PEGASE abbia permesso all’AP di risparmiare una parte delle sue
risorse e reindirizzarle verso altri usi, la Commissione e il SEAE contestano
tale affermazione, che non può essere dimostrata nella pratica. La Commissione e il SEAE ritengono che non esistano
prove che i fondi del PEGASE siano stati reindirizzati al reclutamento di forze
di sicurezza, che in ogni caso ricevono sostegno da altre fonti. 48. Al di là delle riforme, la
sostenibilità è strettamente collegata al progresso politico verso la
riconciliazione e la fine dell’occupazione. Un elemento chiave nella “crescente
difficoltà incontrata dall’AP nel pagare in tempo retribuzioni e pensioni”
negli ultimi tempi, è stato la sospensione del trasferimento del “gettito
proveniente dalle operazioni di sdoganamento” da parte di Israele. Questa
improvvisa riduzione delle entrate non era stata considerata dall’AP. La
situazione fiscale degli Stati membri nonché un certo calo dell’interesse da
parte dei donatori hanno certamente avuto un ruolo nella capacità e nella
volontà dei donatori di reagire alla crisi. Al contempo, l’AP sperava di
attrarre più finanziamenti dai donatori arabi. 51. Occorre osservare che il numero dei
beneficiari di assistenza diretta è aumentato dal 2010 in poi a causa di vari
fattori, ivi compresa l’introduzione del programma di trasferimento di denaro
(CTP) nel 2010 (consistente nella fusione del programma SSNRP con quello per i
casi di povertà particolarmente urgenti nonché nella certificazione dei nuclei
familiari nella lista d’attesa) e il suo successivo avvio a Gaza nel 2011.
Obiettivo dell’AP è includere nel programma 120 000 nuclei familiari,
corrispondenti al numero stimato di famiglie che vivono in condizioni di
estrema povertà in Palestina. Per quanto riguarda il livello di assistenza, la
base per calcolare l’importo dei sussidi finanziari per le famiglie ammissibili
è la politica del “colmare il divario per il 50%”. Tale divario è rappresentato
dalla differenza tra il tasso di benessere (consumo) e la soglia di povertà
estrema dei nuclei familiari. La componente monetaria del CTP fornisce
assistenza finanziaria per coprire il 50% di questo divario e costituisce il
tasso di assistenza base. Le famiglie beneficiarie solitamente hanno accesso a
ulteriori fonti di reddito (rimesse) nonché ad assistenza
ulteriore/complementare (vale a dire assicurazione sanitaria e assistenza in
natura), che integrano la componente monetaria. 52. I ritardi nei pagamenti sono la
conseguenza di numerosi fattori che sfuggono al controllo dei ministeri per gli
Affari sociali e delle Finanze, inclusi: 1) la disponibilità di denaro o
liquidità nelle banche a Gaza e 2) la disponibilità di bilancio come
conseguenza della periodica crisi finanziaria dell’AP (inclusi i trasferimenti
del gettito proveniente dalle operazioni di sdoganamento da Israele). Occorre osservare che i) i pagamenti di
settembre 2011 e settembre 2012 sono stati elaborati rispettivamente il 3
ottobre 2011 e il 6 ottobre 2012, cioè con solo una settimana di ritardo
rispetto alla data iniziale prefissata (solitamente l’ultimo fine settimana di
settembre). ii) il
primo pagamento trimestrale del 2012 è stato effettuato alla fine del mese di
aprile 2012, a causa di una mancanza di denaro, soprattutto shekel israeliani
(NIS) e dollari americani, presso le banche locali di Gaza (come conseguenza
delle restrizioni di Israele sulla liquidità). Sebbene ciò non riguardasse la
Cisgiordania, l’AP ha invocato ragioni politiche per non procedere al pagamento
in Cisgiordania senza garanzie che il pagamento stesso sarebbe avvenuto poco
dopo a Gaza, se non nello stesso momento. 53. Cfr. precedente punto 31. 54. Le questioni connesse ai dipendenti
pubblici non in grado di svolgere il loro lavoro a Gaza (per es. lo sciopero a
sostegno dell’AP, la sua durata, portata e i relativi effetti, le reazioni di
Hamas) sono complesse nella situazione della Striscia di Gaza, dove è difficile
svolgere verifiche obiettive. L’SFD è un programma condotto dall’AP. La
Commissione sostiene politicamente l’AP (centro del futuro Stato palestinese)
che ha deciso di continuare a pagare tutti i lavoratori ammissibili sia nella
Cisgiordania sia nella Striscia di Gaza, indipendentemente dal loro status
lavorativo, che in ogni caso è molto difficile da definire in maniera chiara. È
forse opportuno ricordare che tra i dipendenti pubblici che non lavorano a
Gaza, molti sono in realtà esclusi dalle autorità de facto. Si prevede che ogni decisione riguardante
l’interruzione dei contributi ai salari a Gaza sarà politicamente sensibile. 55. Si vedano le osservazioni al punto
54. 57. I beneficiari sono noti e soggetti a
verifiche ex ante ed ex post. I fondi vengono erogati su richiesta dell’AP e
subordinatamente alla presentazione dei necessari documenti giustificativi. Sostanzialmente, questi fondi transitano
solo attraverso il sottoconto del conto unico di tesoreria, che opera secondo
un sistema “a duplice chiave” per l’esborso dei pagamenti, prevedendo cioè l’autorizzazione
sia dell’UE sia dell’AP. 58. Cfr. risposta all’osservazione 54. 59. Per quanto riguarda l’uso di
combustibile industriale al posto del gas, occorre osservare che sono stati
fattori esterni a influenzare questo problema. Né Israele né l’Egitto
permetterebbero l’esportazione del gas a Gaza, di conseguenza l’uso del
combustibile industriale era l’unica opzione possibile. 60. La questione esistente con Israele in
merito all’IVA e ad altre imposte sull’erogazione del combustibile va molto al
di là del PEGASE ed è parte di un problema globale nelle relazioni tra l’UE e
il paese. La Commissione ha compiuto sforzi per ottenere un’esenzione dal
pagamento dell’IVA sulle erogazioni di carburante, ma le discussioni non hanno
avuto successo. Era evidente che la questione poteva essere risolta solo ai
massimi livelli politici. La Commissione ritiene di non poter
essere criticata per non essere stata in grado di stabilire come vengano
utilizzate dalle autorità, sia israeliane sia palestinesi, l’IVA e le accise
versate, nell’ambito del protocollo di Parigi degli accordi di Oslo, che
stabilisce le condizioni per il trasferimento di alcune entrate fiscali da
Israele all’AP, ma del quale la Commissione e l’UE non fanno parte. Questo è stato uno dei vari fattori che
hanno portato la Commissione a smettere di finanziare l’erogazione del
combustibile. 61. La Commissione aveva consigliato all’AP
di considerare la possibilità di svolgere una valutazione PEFA prima del 2012. Nel novembre del 2011, il ministero delle
Finanze dell’AP aveva convenuto a livello tecnico sul principio di svolgere un
esercizio PEFA. L’UE stava pianificando di finanziare parte della valutazione,
ma l’AP ha successivamente deciso di ritardare la valutazione. Una valutazione PEFA è stata avviata nel
marzo 2013 e la relativa relazione è stata formalmente inviata al ministero
delle Finanze nel giugno 2013 e, nello stesso mese, è stata approvata dal
ministero. È stata poi pubblicata il 2 settembre 2013. L’UE ha contribuito a
questa valutazione condotta dalla Banca mondiale con il finanziamento di un
esperto. Si sono svolte altre valutazioni dei
sistemi di gestione delle finanze pubbliche dell’AP oltre alle valutazioni
PEFA. Il FMI ha svolto delle revisioni sui progressi nella gestione delle
finanze pubbliche dell’AP nell’aprile 2008, nell’aprile 2009, nel dicembre
2009, nell’ottobre 2010, nel gennaio 2012 e nel gennaio 2013. Inoltre, i
rapporti informativi del FMI alle riunioni del comitato di collegamento ad hoc
(che si svolgono due volte l’anno) includono le valutazioni delle riforme della
gestione delle finanze pubbliche dell’AP. 62. La Commissione continua a lavorare
sulla questione relativa alla gestione delle finanze pubbliche: una valutazione
condotta dalla Banca mondiale è stata avviata nel marzo 2013 e la relazione è
stata formalmente inviata al ministero delle Finanze nel giugno 2013. Qualsiasi forma di scrutinio
legislativo è difficile in assenza di un Consiglio legislativo palestinese
funzionante. È stata accettata dal ministero nello stesso mese e
pubblicata il 2 settembre 2013. 63. b) A settembre 2012, la relazione
sul monitoraggio orientata ai risultati ha indicato che: “il progetto è incorso
in ritardi durante la prima metà dell’attuazione per varie ragioni (lunghi
studi sulle necessità di valutazione, riorganizzazione delle attività, basso
livello di conoscenza dell’inglese dei tirocinanti e mancanza di traduttori).
Molti di questi problemi sono stati risolti durante la prima parte del 2012”.
In quel momento, l’efficacia e l’efficienza generali dell’attuazione del
progetto erano considerate “buone” dall’équipe di monitoraggio. 66. I rimborsi sono stati effettuati
conformemente alle norme. Il problema maggiore è stato potenziare l’economia
tramite l’iniezione nel settore privato di arretrati di lunga data dovuti. I
principali arretrati sono stati soggetti ai controlli di audit obbligatori
prima dell’erogazione dei pagamenti. Riquadro 2 –
Rimborso IVA a un albergo di lusso di Gaza Il rimborso è
stato effettuato conformemente alle norme. Occorre osservare che gli arretrati
rimborsati a questa impresa erano stati accumulati in un periodo superiore ai
sette anni, dal dicembre 2000 al gennaio 2008. Il fatto che l’albergo fosse a
malapena funzionante nell’ottobre 2012 è dovuto alla situazione a Gaza e al
blocco prolungato. 67. Il sostegno alla centrale
elettrica di Gaza era stato previsto per affrontare una particolare emergenza,
piuttosto che per essere sostenibile. Quando l’AP ha proposto un nuovo
approccio, questa componente del PEGASE non è stata più finanziata. 68. Un elemento chiave nella “crescente
difficoltà incontrata dall’AP nel pagare in tempo retribuzioni e pensioni”
negli ultimi tempi, è stato la sospensione del trasferimento del gettito
proveniente dalle operazioni di sdoganamento da parte di Israele. Inoltre, la
situazione fiscale degli Stati membri nonché un certo calo dell’interesse da
parte dei donatori hanno certamente avuto ruolo nella capacità dei donatori di
reagire alla crisi. Al contempo, l’AP sperava di attrarre più finanziamenti dai
donatori arabi. 70. Occorre osservare che la Commissione
e il SEAE hanno cercato attivamente di assicurare la cooperazione israeliana.
Si sono tenuti numerosi incontri con il ministero della Difesa israeliano e ove
necessario, è stata coinvolta anche la delegazione dell’UE a Tel Aviv. L’efficacia
di tali iniziative potrebbe essere rafforzata da un approccio più coerente e
robusto sulla questione da parte degli Stati membri. b) Considerevoli somme sono state
destinate all’Area C dalla dotazione del 2012 (7 milioni di EUR) oltre a circa
3,5 milioni di EUR dal programma per la sicurezza alimentare. Il meccanismo
PEGASE renderà inoltre disponibili i fondi nell’Area C mediante l’ampliamento
del programma di recupero del settore privato alla Cisgiordania, ponendo
particolare enfasi sugli agricoltori e sulle comunità colpite dal muro di
separazione, dalle demolizioni dell’esercito israeliano e dalla violenza dei
coloni. Il problema riguardante l’Area C
è una delle massime priorità nell’agenda politica. È stato discusso diverse
volte in seno al comitato politico e di sicurezza (CPS) e la delegazione dell’UE
a Tel Aviv ha condotto un’iniziativa dell’Unione già nel dicembre 2011. L’Area
C è anche un obiettivo prioritario del nuovo piano d’azione.
CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI
74. La sostenibilità può essere
assicurata solo dal progresso politico verso la riconciliazione e la fine dell’occupazione.
Tuttavia, le due questioni di riforma e
le misure israeliane sono importanti e la Commissione e il SEAE stanno
affrontando tali problematiche come segue. Alla fine del 2011 la Commissione ha
avviato un progetto per valutare le necessità e individuare i progetti
realizzabili nel settore della riforma della funzione pubblica in Palestina. Su
tale base e a partire dalla seconda metà del 2013, sarà fornito un sostegno
globale all’Autorità palestinese (AP) nella riforma della funzione pubblica con
il finanziamento dell’UE. L’EUREP assicurerà stretti collegamenti tra questa
azione e il programma CSP, favorendo altresì un più potente effetto leva sul
dialogo politico. La Commissione e il SEAE hanno cercato
attivamente di assicurare la cooperazione israeliana. Si sono tenuti numerosi
incontri con il ministero della Difesa israeliano e Si sono tenuti numerosi
incontri con Israele (a livelli differenti e in vari consessi) nel quadro delle
relazioni bilaterali UE-Israele e attraverso la delegazione a Tel Aviv. L’efficacia
di tali iniziative potrebbe essere rafforzata da un approccio più coerente e
robusto sulla questione da parte degli Stati membri. 75. La Commissione concorda sull’istituzione
di indicatori di performance, tenendo conto che molti fattori che influenzano
la performance sono esterni ed esulano dal controllo dell’AP. La Palestina non
è un paese indipendente, il cui governo ha un normale controllo su un’ampia
varietà di risorse per soddisfare obiettivi specifici. L’SFD PEGASE rappresenta uno strumento
politico il cui obiettivo è mantenere la realizzabilità della soluzione basata
sulla coesistenza dei due Stati sostenendo le condizioni di vita di base della
popolazione palestinese. La mancanza di finanziamenti dei donatori attraverso
PEGASE è più il risultato di un calo dell’interesse da parte dei donatori o
della situazione economica piuttosto che di una decisione deliberata di non
usare PEGASE. Come menzionato in precedenza, alcuni donatori preferiscono
finanziare progetti di sviluppo (piuttosto che fornire sostegno finanziario
diretto) anche perché ciò implica una maggiore visibilità. 76. La procedura negoziata diretta è
stata richiesta e approvata conformemente all’articolo 168, paragrafo 2,
delle modalità d’esecuzione del regolamento finanziario ed è stata debitamente
giustificata in tempo. Le procedure di verifica e gestione
applicabili ai programmi PSFD sono in fase di revisione (cfr. punto 38). Nel 2011 è stata presa in considerazione
la necessità di aumentare la concorrenza, esigenza che viene ora affrontata
tramite l’avvio di una gara d’appalto internazionale per la sottoscrizione di
contratti di servizi di audit ex ante ed ex post collegati all’attuazione di
tutti i programmi SFD PEGASE. L’avviso di previsione è stato pubblicato nell’agosto
del 2012 e i nuovi contratti dovrebbero essere firmati entro la fine del 2013. Nel 2014 verrà pubblicato un bando di
gara per un contratto di servizi per la gestione e l’attuazione del programma
(si veda il punto 37). 77. Alla fine del 2011 la Commissione ha
avviato un progetto per valutare le necessità e individuare i progetti
realizzabili nel settore della riforma della funzione pubblica in Palestina. Su
tale base e a partire dalla seconda metà del 2013, sarà fornito un sostegno
globale all’Autorità palestinese (AP) nella riforma della funzione pubblica con
il finanziamento dell’UE. L’EUREP assicurerà stretti collegamenti tra questa
azione e il programma CSP, favorendo altresì un più potente effetto leva sul
dialogo politico. 78. Le questioni riguardanti i dipendenti
pubblici non in grado di lavorare a Gaza sono complesse nella situazione della
Striscia di Gaza, dove è difficile svolgere verifiche obiettive. L’SFD è un
programma condotto dall’AP. La Commissione sostiene politicamente l’AP (centro
del futuro Stato palestinese) che ha deciso di continuare a pagare tutti i lavoratori
ammissibili sia nella Cisgiordania sia nella Striscia di Gaza,
indipendentemente dal loro status lavorativo, che in ogni caso è molto
difficile da definire in maniera chiara. È opportuno ricordare che tra i
dipendenti pubblici che non lavorano a Gaza, molti sono in realtà esclusi dalle
autorità de facto. Si prevede che ogni decisione riguardante
l’interruzione dei contributi ai salari a Gaza sarà politicamente sensibile. La questione esistente con Israele in
merito all’IVA e ad altre imposte sull’erogazione del combustibile va molto al
di là del PEGASE ed è parte di un problema globale nelle relazioni tra l’UE e
il paese. La Commissione ha compiuto sforzi per ottenere un’esenzione dal
pagamento dell’IVA sulle erogazioni di carburante, ma le discussioni non hanno
avuto successo. È evidente come la questione possa essere
risolta solo ai massimi livelli politici. La Commissione ritiene di non poter
essere criticata per non essere stata in grado di stabilire come vengano
utilizzate dalle autorità, sia israeliane sia palestinesi, l’IVA e le accise
versate, nell’ambito del protocollo di Parigi degli accordi di Oslo, che
stabilisce le condizioni per il trasferimento di alcune entrate fiscali da
Israele all’AP, ma del quale la Commissione e l’UE non fanno parte. Questo è stato uno dei vari fattori che
hanno portato la Commissione a smettere di finanziare l’erogazione del
combustibile. 79. Per dettagli sulla valutazione PEFA,
si veda la risposta al precedente punto 61. 80. La Commissione e il SEAE concordano
sulla revisione del meccanismo del PEGASE e prendono in considerazione le
raccomandazioni della Corte. Il SEAE e la Commissione stanno
revisionando regolarmente il meccanismo del PEGASE secondo i cambiamenti che
avvengono sul territorio (per es. la componente PSRG dopo l’operazione “piombo
fuso” e più di recente la componente per gli ospedali nella parte est di
Gerusalemme). Tuttavia, la Commissione dissente
totalmente sul fatto che debba essere effettuata una revisione “approfondita”
del PEGASE. a) La Commissione e il SEAE
condividono la raccomandazione che è già stata in parte attuata. Il nuovo piano
di azione della Palestina è il primo di una nuova generazione di piani
negoziati dopo la revisione del PEV, che include obiettivi prioritari da
soddisfare che sono stati concordati dall’UE e dall’AP. Il testo è maggiormente
allineato alle necessità di assistenza allo sviluppo (e viceversa) rispetto al
suo predecessore, che è stato concluso prima della creazione del PEGASE. b) La Commissione e il SEAE condividono in
parte questa raccomandazione. A partire dal 2014, l’UE
intraprenderà un ciclo di programmazione di due anni per la parte relativa allo
sviluppo della sua assistenza finanziaria. Il programma PEGASE non era stato
inizialmente pianificato per essere parte di questa programmazione pluriennale,
ma la Commissione e il SEAE riconsidereranno la loro posizione. Sebbene mantengano le loro
riserve su questo punto, la Commissione e il SEAE sono pronti ad adottare
ulteriori misure verso l’attuazione di questa raccomandazione, nei limiti del
possibile. c) La Commissione e il SEAE
condividono questa raccomandazione e, pertanto, saranno introdotti indicatori
di performance per il PEGASE nelle aree menzionate dalla Corte (si vedano i
commenti al punto 31). 82. a) La Commissione condivide
questa raccomandazione. Il processo di gare d’appalto competitive è in corso.
Nel 2011 è stata presa in considerazione la necessità di aumentare la
concorrenza, esigenza che viene ora affrontata tramite l’avvio di una gara d’appalto
internazionale per la sottoscrizione di contratti di servizi di audit ex ante
ed ex post collegati all’attuazione di tutti i programmi SFD PEGASE. L’avviso
di previsione è stato pubblicato nell’agosto del 2012 e i nuovi contratti
dovrebbero essere sottoscritti entro la fine del 2013. Nel 2014 sarà pubblicato
un bando di gara per un contratto di servizi (si veda il punto 37). b) La Commissione condivide
questa raccomandazione e continuerà i piani in corso per semplificare il
sistema di gestione dell’SFD PEGASE. L’EUREP è ora responsabile dell’amministrazione
della banca dati del PEGASE, che è stata spostata nel palazzo EUREP all’inizio
di ottobre 2013. 83. La Commissione e il SEAE non
condividono questa raccomandazione. Per quanto riguarda la condizionalità, si prega
di fare riferimento alla risposta al punto 40. Relativamente alla riforma della
funzione pubblica, la Commissione ha avviato una valutazione delle necessità
nel 2011. Su tale base, il sostegno all’AP sarà fornito nel 2013. L’EUREP
assicurerà stretti collegamenti tra questa azione e il programma CSP,
permettendo un più potente effetto leva sul dialogo politico. Il SEAE e la Commissione valutano inoltre
l’attuazione del piano di riforma e sviluppo della Palestina e del piano di
sviluppo nazionale palestinese, sulle cui priorità era e continua a essere
basato il PEGASE come misura di condizionalità. Una valutazione PEFA è stata avviata nel
marzo 2013 e la relativa relazione è stata formalmente inviata al ministero
delle Finanze nel giugno 2013 e, nello stesso mese, è stata approvata dal
ministero. È stata poi pubblicata il 2 settembre 2013. L’UE ha contribuito a
questa valutazione condotta dalla Banca mondiale con il finanziamento di un
esperto. 84. La Commissione e il SEAE condividono
solo in parte questa raccomandazione. La Commissione e il SEAE concordano sull’avviare
discussioni con l’AP in relazione al finanziamento dei salari e delle pensioni
nella Striscia di Gaza allo scopo di ottenere un accordo che tenga conto delle
preoccupazioni della Corte. 85. La Commissione condivide questa
raccomandazione.