Choose the experimental features you want to try

This document is an excerpt from the EUR-Lex website

Document 52013DC0714

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Il sistema delle Scuole europee nel 2012

/* COM/2013/0714 final */

52013DC0714

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Il sistema delle Scuole europee nel 2012 /* COM/2013/0714 final */


INDICE

1........... Introduzione................................................................................................................... 4

2........... Situazione delle singole scuole......................................................................................... 4

2.1........ Alicante.......................................................................................................................... 4

2.2........ Bergen........................................................................................................................... 4

2.3........ Bruxelles........................................................................................................................ 5

2.4........ Culham........................................................................................................................... 6

2.5........ Francoforte.................................................................................................................... 6

2.6........ Karlsruhe....................................................................................................................... 6

2.7........ Lussemburgo.................................................................................................................. 6

2.8........ Mol................................................................................................................................ 7

2.9........ Monaco di Baviera......................................................................................................... 7

2.10...... Varese........................................................................................................................... 7

3........... Sviluppi di bilancio e sfide future...................................................................................... 7

4........... Sviluppi politici e sfide future........................................................................................... 9

4.1........ Scuole accreditate.......................................................................................................... 9

4.2........ Sovraffollamento/infrastrutture....................................................................................... 10

4.3........ Condivisione dei costi da parte degli Stati membri.......................................................... 11

4.4........ Tasse scolastiche della categoria III............................................................................... 11

4.5........ Contenziosi................................................................................................................... 12

4.6........ Audit interno................................................................................................................. 12

5........... Sviluppi pedagogici e organizzativi e sfide future............................................................. 12

5.1........ Riforma del diploma di maturità europeo (“Baccalaureato europeo”).............................. 12

5.2........ Azioni a favore degli alunni con esigenze educative specifiche (SEN).............................. 13

5.3........ Organizzazione dei programmi di studio nel ciclo secondario.......................................... 13

6........... Sfide future................................................................................................................... 13

1.           Introduzione

Il 2012 è stato un anno relativamente stabile per il sistema delle scuole europee, in cui si è cercato di mantenere l’elevata qualità dell’insegnamento e al tempo stesso di garantire un controllo costante del bilancio. In effetti, nel 2012, l’impiego efficiente delle risorse e il bilancio stanziato si sono dimostrati sufficienti per un funzionamento agevole del sistema. Le ripercussioni delle decisioni prese nel 2011 si erano già manifestate e nel 2012 sono state adottate nuove misure che dovrebbero avere conseguenze positive sul sistema delle scuole europee nei prossimi anni.

Ciononostante, il costante aumento del numero di alunni e la mancanza di un consenso tra gli Stati membri riguardo alla questione della condivisione dei costi continuano a mettere a dura prova il sistema. A causa dell’inottemperanza di alcuni Stati membri agli obblighi relativi al distacco degli insegnanti e alla fornitura di infrastrutture, nel 2012 il contributo finanziario dell’UE al bilancio del sistema delle scuole europee ha subito un ulteriore aumento ed è molto probabile che la situazione si aggravi se non verrà trovata una soluzione duratura al problema. Per tale ragione, la Commissione esorta gli Stati membri a far avanzare il dibattito sulla condivisione dei costi.

L’apertura della scuola di Bruxelles IV a Laeken e quella della scuola di Lussemburgo II a Bertrange/Mamer sono tra gli elementi salienti registrati nelle due rispettive città. Tuttavia, il numero di alunni nelle scuole di Bruxelles è in costante aumento e alcune di esse continuano a essere altamente sovraffollate. Nel corso del 2012, la Commissione e il Segretariato generale delle scuole europee hanno esortato ripetutamente le autorità belghe ad avanzare una proposta formale riguardo all’ubicazione di una futura quinta scuola a Bruxelles.

2.           Situazione delle singole scuole

2.1.        Alicante

La popolazione scolastica ha subito un lieve aumento e ha raggiunto, all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013[1], 1 052 alunni. Per la prima volta dall’apertura della scuola, dieci anni fa, gli alunni della categoria I[2] rappresentano più della metà (54,8%) della popolazione scolastica. Si tratta principalmente dei figli dei dipendenti dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI). Nella scuola vi sono quattro sezioni linguistiche (DE, EN, ES e FR) e, come negli anni precedenti, quella spagnola è la più frequentata (37,2%).

2.2.        Bergen

Il numero di alunni ha continuato a diminuire, arrivando a 556 iscritti, rispetto ai 578 dell’anno scolastico 2011/2012 e ai 595 del 2010/2011. La maggioranza degli alunni (80,4%) appartiene alla categoria III (447). Il numero di alunni della categoria I (108) è lievemente aumentato e rappresenta il 19,4% della popolazione scolastica totale. Nel 2013 la scuola festeggia il suo cinquantenario. Evento saliente delle celebrazioni è stata la visita di Sua Maestà la Regina Beatrice nel mese di marzo.

2.3.        Bruxelles

La popolazione scolastica delle scuole europee di Bruxelles continua ad aumentare e ha raggiunto, all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013, 10 606 alunni, rispetto ai 10 285 dell’anno precedente (+3,1%). Alcune scuole continuano a registrare gravi problemi di sovraffollamento. Tuttavia, l’apertura del nuovo complesso per la scuola di Bruxelles IV a Laeken nel settembre 2012 ha leggermente contribuito a ridurre il numero di alunni nella scuola di Bruxelles I e a stabilizzarlo nelle scuole di Bruxelles II e III.

La scuola di Bruxelles I a Uccle ha registrato il maggior calo di alunni, passati da 3 131 nel 2011/2012 a 3 040 nel 2012/2013. Per i lavori di ristrutturazione al cosiddetto edificio Fabiola, progettati dalla “Régie des Bâtiments”[3], si è deciso di trasferire in via temporanea tutte le classi della scuola materna e la prima classe della scuola elementare nella sede di Berkendael dal settembre 2012 sino alla fine dell’anno scolastico 2014/2015, al termine previsto dei lavori.

La scuola sita a Woluwe, Bruxelles II, è la più frequentata di tutte le scuole europee, con 3 144 alunni all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013. L’apertura del nuovo parcheggio per gli autobus ha permesso di migliorare la sicurezza del cortile di ricreazione interno della scuola, dato che gli oltre 50 autobus della scuola non devono più entrarvi.

Con 2 892 iscritti a settembre 2012, la popolazione della scuola di Ixelles, Bruxelles III, si è mantenuta stabile rispetto agli anni scolastici precedenti, grazie alla politica in materia di iscrizioni in atto nelle scuole europee di Bruxelles[4]. Ciononostante, la scuola è ancora satura, il che causa quotidiane difficoltà pratiche, soprattutto nelle strutture comuni (biblioteca, palestra, cortile, ecc.).

1 530 alunni hanno iniziato l’anno scolastico 2012/2013 nel nuovo complesso della scuola di Bruxelles IV a Laeken. La nuova sede è stata inaugurata ufficialmente il 24 ottobre 2012 dal presidente Barroso, dal vicepresidente Šefčovič, dal segretario di Stato Verherstraeten e dal ministro Smets, alla presenza di Sua Maestà il Re Alberto II e di Sua Maestà la Regina Paola. La scuola conta sei sezioni linguistiche, tra cui quella bulgara, di recente creazione. Inoltre, nel settembre 2013 verrà aperta una sezione rumena, come confermato dai rappresentanti rumeni alla riunione del consiglio superiore del dicembre 2012.

La scuola di Laeken raggiungerà la sua massima capacità prima del previsto. La tendenza al continuo aumento del numero di alunni iscritti nelle scuole di Bruxelles e il sovraffollamento in alcune di esse palesano l’esigenza di aprire una quinta scuola a Bruxelles entro il 2015, come richiesto dal consiglio superiore delle scuole europee già nel 2010.

2.4.        Culham

A seguito della decisione del consiglio superiore del 2007 di chiudere progressivamente la scuola europea di tipo I entro il 2017[5], non sono stati ammessi nuovi alunni né alla scuola materna né a quella elementare e la popolazione scolastica è scesa dell’8,5%, passando da 745 alunni nel 2011 a 682 all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013.

La nuova “Free school”, aperta da settembre 2012 nella sede di Culham e gestita dalle autorità nazionali, ospita le due classi della scuola materna e le prime due delle elementari. Sino al 2017, la scuola condividerà le infrastrutture con quella europea di Culham, cui succederà dopo la chiusura definitiva di quest’ultima.

2.5.        Francoforte

Nel 2012, la scuola di Francoforte ha celebrato il suo 10° anniversario con un ulteriore aumento del numero di alunni. La popolazione scolastica è infatti aumentata del 4,8%, passando da 1 136 alunni all’inizio dell’anno scolastico 2011/2012 a 1 191 nel settembre 2012. La maggioranza degli alunni (823) della scuola appartiene alla categoria I, trattandosi essenzialmente dei figli dei dipendenti della Banca centrale europea. I problemi di saturazione che la scuola deve fronteggiare da anni sono aumentati ed è probabile si aggravino con l’aumento previsto del personale della Banca centrale europea dovuto alla vigilanza bancaria. Su richiesta della Commissione e dell’ufficio del Segretario generale delle scuole europee, il consiglio superiore discuterà la questione nel 2013.

2.6.        Karlsruhe

La popolazione scolastica della scuola di Karlsruhe ha continuato a diminuire, sino a raggiungere, agli inizi dell’anno scolastico 2012/2013, un totale di 911 alunni, di cui solo 173 della categoria I (19%). Gli alunni della categoria III rimangono i più numerosi, ma il loro numero è sceso negli anni, passando da 524 nel 2009 a 484 nel 2012 (53%). Karlsruhe è inoltre il primo istituto per numero di contratti sottoscritti con aziende tra tutte le scuole, nonché per percentuale di alunni della categoria II (28% nel 2012/2013). La scuola europea di Karlsruhe è stata inaugurata nel 1963 e nel corso di tutto l’anno scolastico 2012/2013 si sono tenute cerimonie per celebrarne il cinquantenario.

2.7.        Lussemburgo

Con l’inaugurazione del nuovo complesso di Bertrange/Mamer destinato alla scuola di Lussemburgo II nel settembre del 2012, per le scuole europee di Lussemburgo si è aperto un nuovo capitolo.

2 715 alunni hanno iniziato il nuovo anno scolastico nella scuola di Lussemburgo I, dove il problema del sovraffollamento si è risolto con l’apertura della scuola di Lussemburgo II a Bertrange/Mamer nell’ottobre del 2012, che ha permesso di porre fine alla condivisione del complesso scolastico. Lussemburgo I, la più antica tra le scuole europee, ha celebrato il suo sessantenario nel 2013.

La nuova sede della scuola di Lussemburgo II è stata ufficialmente inaugurata il 1° ottobre 2012 alla presenza del vicepresidente Šefčovič e dei ministri Wiseler e Delvaux-Stehres. La scuola conta 1 965 alunni, suddivisi in otto sezioni linguistiche (ceca, tedesca, danese, greca, inglese, francese, ungherese e italiana). Le autorità lussemburghesi hanno contribuito a fornire servizi di trasporto per gli alunni della scuola di Bertrange/Mamer e messo a disposizione un servizio di navetta gratuito tra le due sedi della scuola.

2.8.        Mol

All’inizio dell’anno scolastico 2012/2013, la scuola europea di Mol ha accolto 744 alunni (23 in meno rispetto all’anno precedente), di cui 593 appartenenti alla categoria III e 140 alla categoria I. Il numero di alunni della sezione tedesca è diminuito ancora, dai 72 del 2011 ai 64 del 2012. Le sezioni di lingua neerlandese e inglese contano rispettivamente 263 e 262 alunni, mentre quella francese 155.

2.9.        Monaco di Baviera

Anche quest’anno la scuola di Monaco ha registrato una crescita costante della popolazione scolastica, dovuta all’aumento del personale dell’Ufficio europeo dei brevetti. Il 78% dei 2 063 alunni è rientrato nella categoria I. La scuola dovrà applicare una politica restrittiva in materia di iscrizioni sino al 2017, anno in cui dovrebbe esserne completato l’ampliamento.

2.10.      Varese

La popolazione scolastica della scuola di Varese è rimasta stabile, con 1 384 alunni iscritti all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013. Più della metà degli alunni appartiene alla categoria I, mentre quelli della categoria II sono sempre meno numerosi, a causa dell’attuale crisi economica.

Nonostante le promesse delle autorità italiane e i solleciti della Commissione, l’importo forfettario di 400 000 EUR destinato al miglioramento delle infrastrutture non è ancora stato erogato.

3.           Sviluppi di bilancio e sfide future

Il bilancio complessivo per il 2012 destinato al sistema delle scuole europee è rimasto relativamente stabile e si è registrato un lieve aumento. Grazie alle misure strutturali decise nel 2011, l’esecuzione del bilancio relativo al 2012 è finanche risultata in un’eccedenza. Tali misure includono l’adeguamento della tabella delle retribuzioni del personale distaccato e degli insegnanti assunti in loco a quella dei funzionari dell’UE, previsto dalla riforma dello statuto del personale dell’UE del 2004, e un’organizzazione più efficace dei corsi. Inoltre, le retribuzioni del personale distaccato e di quello amministrativo e ausiliario assunto dopo il 2007 non sono aumentate nel 2012, essendo gestite secondo un metodo parallelo a quello delle retribuzioni del personale dell’UE che, in seguito alla mancata adozione da parte del Consiglio dei ministri della decisione sul loro adeguamento, non hanno subito alcun aumento da luglio 2011. Si prevede che altre decisioni adottate nel 2012, come ad esempio l’aumento delle tasse scolastiche per gli alunni della categoria III, avranno un impatto sul bilancio nei prossimi anni.

Il numero totale di alunni iscritti nelle scuole europee è aumentato del 2,1% (3,1% a Bruxelles) rispetto al 2011, passando da 23 367 a 23 869[6]. I 18 017 alunni della categoria I rappresentano poco più del 75% della popolazione totale delle scuole europee. La crisi economica si è nuovamente tradotta in un’ulteriore diminuzione degli alunni della categoria II, che hanno rappresentato poco meno del 5%. Anche il numero di alunni di categoria III ha subito un nuovo calo, arrivando a 4 695 studenti, e rappresenta mediamente poco meno del 20%. Anche in questo caso la diminuzione è dovuta all’attuale contesto economico, nonché all’attuazione di una politica particolarmente restrittiva in materia di iscrizioni nelle scuole sovraffollate di Bruxelles.

Nel 2012, il costo medio per alunno, in tutte le scuole europee, è stato di circa 11 506 EUR l’anno[7]. Poiché alcuni Stati membri non rispettano le quote relative al distacco, sono venuti a mancare 4,04 milioni di EUR di entrate rispetto alle previsioni di bilancio, il che ha accresciuto al 60% la percentuale del contributo finanziario dell’UE al bilancio del sistema delle scuole europee. Nel 2012 sono rimasti vacanti 105 posti per docenti distaccati, un numero che molto probabilmente è destinato a crescere nei prossimi anni, se non si troverà una soluzione effettiva alla questione della condivisione dei costi.

Contributi di bilancio (al netto delle eccedenze riportate e del ricorso al fondo di riserva):

2012 (totale: 274 420 820 EUR)

2011 (totale: 275 214 326 EUR)

Le retribuzioni degli insegnanti del sistema delle scuole europee si basano sugli stessi meccanismi di retribuzione del personale delle istituzioni dell’Unione europea. Nel dicembre 2012, data la mancanza di una decisione sull’aumento delle retribuzioni, il Consiglio ha deciso di ridurre il contributo dell’UE previsto inizialmente per il bilancio del sistema delle scuole europee del 2013 trattenendo un importo di circa 2,3 milioni di EUR, corrispondente al potenziale aumento salariale del personale docente nel 2012. Il bilancio totale per il sistema delle scuole europee relativo al 2013 è stato fissato a 288 324 192 EUR e il contributo finanziario dell’UE a 171 554 083 EUR (ossia il 59,5%).

4.           Sviluppi politici e sfide future

4.1.        Scuole accreditate

Dal 2009, in seguito alla riforma del sistema delle scuole europee, gli Stati membri possono chiedere l’accreditamento di scuole nazionali affinché queste ultime possano offrire un piano di studi europeo e un diploma di maturità europeo. Le scuole di tipo II sono o amministrate e finanziate dai sistemi nazionali di pubblica istruzione degli Stati membri dell’UE oppure scuole private. Ubicate nelle vicinanze di alcune agenzie europee, tali scuole sono solitamente frequentate da un numero elevato di alunni provenienti da diversi contesti, per i quali i genitori preferiscono un’istruzione di tipo europeo. Le scuole di tipo III possono essere istituti pubblici o privati, accreditati dal consiglio superiore, che offrono ai propri alunni un modello di istruzione europeo, ma non frequentate dai figli del personale dell’UE, né necessariamente ubicate in prossimità di un’agenzia europea.

A settembre 2012 hanno aperto i battenti due nuove scuole accreditate: la scuola internazionale dell’Aia (Paesi Bassi), di tipo II, e la scuola di Bad Villbel (Germania), di tipo III. Dopo la sottoscrizione dell’accordo in merito a questioni pedagogiche tra il Segretario generale delle scuole europee e le autorità dei Paesi Bassi, la scuola dell’Aia potrà richiedere alla Commissione europea il contributo finanziario dall’UE.

Nel dicembre 2012 il consiglio superiore ha approvato la richiesta di conformità per due altre scuole in via di accreditamento, ossia la “European Schooling” di Tallin (Estonia) e la “European School” di Copenaghen (Danimarca), la cui apertura è prevista nel settembre del 2013.

Negli scorsi anni sono state accreditate sei scuole nazionali, site a: Parma (Italia), Dunshaughlin (Irlanda), Heraklion (Grecia), Helsinki (Finlandia), Strasburgo (Francia) e Manosque (Francia). Ad eccezione di Manosque, tutte le scuole hanno firmato un accordo di contributo con l’UE e ricevono finanziamenti dalla Commissione. Tra l’anno scolastico 2009/2010 e il gennaio 2013, l’importo totale del contributo ricevuto è stato pari a 11 345 706 EUR.

4.2.        Sovraffollamento/infrastrutture

Nel 2012, le iscrizioni complessive di alunni della categoria I hanno continuato ad aumentare e diverse scuole devono far fronte a seri problemi di sovraffollamento. La situazione è particolarmente critica per le scuole europee di Bruxelles II e III e di Francoforte.

A Bruxelles, all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013, gli alunni erano 10 606, ossia 321 in più rispetto all’anno precedente. Sono particolarmente sotto pressione le scuole di Woluwe e di Ixelles, in cui i problemi di saturazione sono causa di difficoltà quotidiane nelle strutture comuni. Inoltre, è già possibile prevedere che la scuola aperta di recente a Laeken raggiungerà la capacità massima in tempi brevi (aumento della popolazione del 44,5% nel 2012). Nelle scuole europee di Bruxelles è pertanto in atto una politica molto restrittiva in materia di iscrizioni. È confermata la necessità di aprire una quinta scuola nel 2015 e la Commissione europea ha continuato a esortare le autorità belghe ad avanzare una proposta sull’ubicazione della nuova scuola a Bruxelles. Solo l’apertura di una quinta scuola e un’appropriata revisione strutturale della ripartizione delle sezioni linguistiche tra le scuole europee di Bruxelles permetteranno di attenuare adeguatamente i problemi infrastrutturali e di garantire un’assegnazione delle risorse più efficace ed economica. Nel dicembre 2012, il consiglio superiore ha incaricato il Segretario generale di presentare per la prossima riunione una proposta concreta sulla composizione delle sezioni linguistiche nella quinta scuola.

La Commissione ha sollevato la questione della quinta scuola con le autorità belghe in più occasioni nel corso del 2012. Inoltre, il vicepresidente ha scritto al primo ministro Di Rupo in merito a tale questione, che è stata discussa altresì in seno alla task force UE-Belgio. Nel dicembre 2012, il governo belga ha deciso di istituire un gruppo di lavoro ristretto (composto dai rappresentanti delle autorità belghe, dal Segretario generale delle scuole europee e dalla Commissione) per valutare le esigenze effettive della quinta scuola a Bruxelles e consentire di prendere una decisione conclusiva sulla possibile sede. Nella prima metà del 2013 il gruppo ha elaborato una relazione finale, trasmessa al primo ministro. Il documento conferma la necessità di una quinta scuola e ne indica le possibili sedi.

Anche la scuola europea di Francoforte deve affrontare a sempre maggiori problemi di sovraffollamento per il forte aumento di alunni della categoria I. In seguito alla decisione relativa alla vigilanza bancaria, si prevede che il personale della Banca centrale europea aumenterà ulteriormente sin dagli inizi del 2013 e che la scuola, già satura, dovrà accogliere un numero piuttosto elevato di nuovi alunni. Dato l’obbligo del paese ospitante di fornire sul proprio territorio le infrastrutture per le scuole europee, la Commissione ha sollevato la questione con le autorità tedesche ed è ora in attesa di una proposta di misure concrete da adottare per ampliare la sede esistente e per costruire in via provvisoria altre strutture prefabbricate nel complesso scolastico.

4.3.        Condivisione dei costi da parte degli Stati membri

L’importo del contributo finanziario dell’Unione europea destinato al sistema delle scuole europee dipende dall’ammontare di quello degli Stati membri. Nel 2012, tale contributo è stato fissato a 165,4 milioni di EUR. Ciononostante, il problema strutturale della mancanza di docenti distaccati si è ulteriormente aggravato nel 2012. Sono infatti rimasti vacanti 105 posti (di cui 47 per anglofoni, 18 per francofoni e 17 per germanofoni), che ha comportato una riduzione delle entrate pari a circa 4,04 milioni di EUR.

Né il dibattito sulla condivisione dei costi tra gli Stati membri avviato dal Regno Unito durante la sua presidenza del sistema delle scuole europeo nel 2011/2012, né le discussioni in seno al gruppo di lavoro creato per trattare la questione hanno portato a risultati tangibili nel corso dell’anno. La questione della condivisione dei costi è di importanza cruciale, in particolare per il Regno Unito e l’Irlanda, cui si richiede di distaccare molti insegnanti, data l’elevata richiesta di corsi in lingua inglese. I paesi francofoni e germanofoni si trovano ad affrontare simili problematiche. Nonostante gli sforzi profusi dalla Commissione e del Regno Unito per esortare gli altri Stati membri a trovare una soluzione costruttiva al problema, non si è giunti a un consenso su come ovviare alle lacune del sistema. In base al sistema attuale, i costi relativi all’assunzione di docenti in loco per mancanza di insegnanti distaccati sono coperti integralmente dal contributo finanziario dell’UE.

Inoltre, la decisione del Regno Unito di non distaccare nuovi insegnanti né di sostituire coloro che lasciano l’incarico pone il sistema delle scuole europee in una situazione estremamente difficile, tanto in termini finanziari quanto, nella pratica, per le assunzioni. La Commissione continuerà a prendere misure per ottenere risultati concreti nella condivisione dei costi tra gli Stati membri.

4.4.        Tasse scolastiche della categoria III

Un aspetto importante della riforma del sistema delle scuole europee decisa dal consiglio superiore nell’aprile del 2009 era dare maggiore autonomia alle scuole europee di tipo I per quanto riguarda gli aspetti pedagogici, amministrativi e finanziari del funzionamento delle scuole. Si sono pertanto conferite ai consigli di amministrazione le competenze per fissare i livelli delle tasse scolastiche per gli alunni della categoria III, nei limiti di un margine stabilito. A seguito di tale decisione, nell’aprile 2011 l’Ufficio europeo dei brevetti (UEB) ha chiesto al consiglio superiore di definire detto margine. Successivamente è stato istituito un gruppo di lavoro per proporre una revisione.

Nell’ambito dell’incarico conferitogli, il gruppo di lavoro per le “tasse scolastiche” ha discusso l’aumento delle tasse scolastiche per gli alunni di categoria III e una loro riduzione per fratelli e sorelle, presentando proposte al consiglio superiore. Nella riunione del dicembre 2012, il consiglio superiore ha deciso, dopo intense discussioni, di adottare una soluzione di compromesso, che consiste nell’aumentare le tasse per gli alunni di categoria III del 25% (+/- 5% in base alla decisione di ogni scuola), per tutti i bambini neo-iscritti da settembre 2013. Inoltre, si è deciso di ridurre l’abbassamento delle tasse per fratelli e sorelle al 20% per il primo fratello e al 40% per i successivi, a partire dall’anno scolastico 2013/2014 per tutti i nuovi alunni della categoria III. La Commissione accoglie con favore tale decisione, poiché contribuirà a colmare il divario tra i costi generati dagli alunni della categoria III e le entrate derivanti dalle tasse.

4.5.        Contenziosi

Nel 2012 non sono stati presentati alla Corte di giustizia nuovi casi riguardanti il sistema delle scuole europee. A febbraio, la Corte ha pronunciato una sentenza a favore della Commissione sul ricorso contro il Regno Unito (C-545/09) relativo all’esclusione degli insegnanti distaccati dal Regno Unito presso le scuole europee dall’adeguamento salariale concesso ai docenti impiegati nelle scuole nazionali, per la durata del loro contratto di lavoro. La Commissione esorta il Regno Unito a ottemperare alla sentenza e a prendere misure per una sua corretta esecuzione.

4.6.        Audit interno

Il servizio di audit interno della Commissione (IAS) ha elaborato periodicamente i piani d’azione in materia di audit per le scuole europee, nell’ambito dell’accordo sul livello dei servizi concluso nel 2007 tra il consiglio superiore e lo stesso IAS. Nel 2012, il servizio di audit interno ha condotto un esercizio di valutazione dei rischi, in base ai cui risultati si è redatto il piano strategico di audit per le scuole europee relativo al periodo 2013-2015. Sono state individuate importanti questioni che il sistema di scuole europee dovrà seguire attentamente. La Commissione vi presterà estrema attenzione per garantire che le raccomandazioni dell’audit vengano prese in seria considerazione dalle parti coinvolte.

5.           Sviluppi pedagogici e organizzativi e sfide future

5.1.        Riforma del diploma di maturità europeo (“Baccalaureato europeo”)

L’organizzazione impeccabile dell’esame per il Baccalaureato europeo è un elemento essenziale per la credibilità del diploma. La riforma del sistema delle scuole europee del 2009 mirava, tra l’altro, a rendere gli esami per il diploma di maturità europeo più efficaci e meno costosi. Oltre alle decisioni già prese sulle disposizioni semplificate per l’organizzazione degli esami, nell’aprile 2012 il consiglio superiore ha deciso di dare una nuova struttura alle prove di esame, che sarà applicata a partire dalla sessione di esami del 2015.

Durante la sessione di esami per il diploma di maturità europeo del 2012 si sono verificati alcuni problemi organizzativi nelle prove di matematica, che hanno sollevato molte reazioni negative da parte di allievi e genitori. Per tale ragione, il presidente della commissione esaminatrice del Baccalaureato europeo del 2012 ha chiesto a un esperto dell’”Institute of Education” dell’Università di Londra di redigere una relazione in base alla quale si è deciso di rivedere i voti finali delle prove di matematica e di far ripetere l’esame nel mese di settembre a chi fosse interessato.

La Commissione constata con rammarico il verificarsi di tali problemi organizzativi, che minano la reputazione e la credibilità del diploma. Su richiesta della Commissione, si è aggiunto un punto specifico all’ordine del giorno della riunione del comitato pedagogico misto dell’ottobre del 2012, nel cui ambito il Segretario generale delle scuole europee ha dichiarato che si sono prese misure specifiche come raccomandato dall’esperto nella relazione. La Commissione ha altresì chiesto al Segretario generale delle scuole europee di analizzare la situazione in dettaglio e proporre misure concrete che permettano di evitare simili problemi in futuro. Inoltre, la Commissione ritiene necessario chiarire il quadro giuridico per definire con chiarezza le procedure da seguire qualora sorgessero problemi del genere. La questione è stata discussa anche nel corso della riunione del consiglio superiore svoltasi a dicembre 2012. Le misure volte a dar seguito alle raccomandazioni relative al Baccalaureato del 2012 saranno presentate al consiglio superiore nel 2013.

5.2.        Azioni a favore degli alunni con esigenze educative specifiche (SEN)

L’integrazione degli alunni con esigenze educative specifiche nelle scuole europee riveste estrema importanza per la Commissione. Nel 2012, si è registrato un ulteriore aumento di alunni SEN nelle scuole europee (702 alunni nell’anno scolastico 2012/2013, rispetto ai 640 del 2011/2012 e ai 619 del 2010/2011)[8], il che conferma il considerevole sviluppo della politica relativa agli alunni SEN.

Sono stati profusi sforzi per raggruppare gli alunni con le stesse esigenze specifiche nonché migliorare la gestione del bilancio stanziato a favore di quest’ultimi. L’importo totale del sostegno destinato agli alunni SEN nell’anno finanziario 2012 è stato pari a 4 121 172 EUR.

Nella riunione del dicembre 2012, il consiglio superiore ha approvato la nuova politica relativa al sostegno scolastico nelle scuole europee[9]. Il testo che armonizza tutti gli obiettivi e i principi del sostegno scolastico nelle scuole e sostituisce tutti i precedenti documenti riguardanti il sostegno a favore degli alunni SEN, entrerà in vigore nel settembre 2013.

5.3.        Organizzazione dei programmi di studio nel ciclo secondario

Nella riunione dell’aprile 2012, il consiglio superiore ha incaricato il Segretario generale di proporre una revisione dell’organizzazione dei programmi di studio nel ciclo secondario, nell’ambito dell’ammodernamento del sistema delle scuole europee e delle misure prese per renderlo più efficiente. A tal fine è stato creato un gruppo di lavoro incaricato di proporre misure che consentano non solo un’organizzazione più efficiente dei programmi di studio nel ciclo secondario, ma anche la riduzione dell’abbandono scolastico. Proposte concrete per l’adozione di decisioni verranno presentate al consiglio superiore nel 2013.

6.           Sfide future

Nell’ancora difficile contesto finanziario, la principale sfida per il sistema delle scuole europee nei prossimi anni sarà continuare a garantire ai propri alunni un insegnamento di elevata qualità, sforzandosi al tempo stesso di ammodernare la struttura e razionalizzare il sistema.

La riorganizzazione dei programmi di studio del ciclo secondario sarà una delle questioni principali nel 2013. Accrescere l’efficienza del sistema mantenendo al contempo l’attrattività e l’elevata qualità dei piani di studi delle scuole europee rappresenta una sfida che deve essere raccolta.

La Commissione nutre continue preoccupazioni in merito alle difficoltà incontrate da alcuni Stati membri nell’ottemperare ai loro obblighi, sia riguardo al distacco degli insegnanti che in termini di infrastrutture. Pertanto, la Commissione si adopererà per raggiungere un consenso sulla questione della condivisione dei costi, affinché gli oneri vengano ripartiti equamente tra gli Stati membri.

Considerata l’evidente necessità di aprire una quinta scuola europea a Bruxelles, la Commissione continuerà a esortare le autorità belghe a proporre una sede concreta, vicina agli uffici/luoghi di residenza del personale dell’UE, che possa soddisfare sia le esigenze infrastrutturali sia le aspettative di genitori per i quali una scuola europea rappresenta spesso l’unica soluzione per l’istruzione dei figli.

[1]               Dati statistici sulla popolazione delle scuole europee sono riportati nella relazione del Segretario generale delle scuole europee “Facts and Figures on the beginning of the 2012-2013 school year in the European Schools” [Fatti e cifre sull’inizio dell’anno scolastico 2012/2013 nelle scuole europee] http://www.eursc.eu/fichiers/contenu_fichiers2/1842/2012-10-D-15-en-2.pdf).

[2]               Le norme di ammissione alle scuole europee sono indicate nella raccolta delle decisioni del consiglio superiore delle scuole europee (http://www.eursc.eu/fichiers/contenu_fichiers2/1794/2011-04-D-4-en-2.pdf).

[3]               La Régie des Bâtiments è l’agenzia federale belga responsabile degli edifici ufficiali.

[4]               Politica in materia di iscrizioni nelle scuole europee di Bruxelles per l’anno scolastico 2012-2013, documento 2011-10-D-33-en (http://www.eursc.eu/index.php?id=248&l=2).

[5]               A causa del trasferimento del Joint European Torus (JET) a Cadarache (Francia).

[6]               Cfr. nota 1.

[7]               Dati finanziari forniti nella relazione annuale del controllore finanziario delle scuole europee, documento 2013-02-D-6-en-1.

[8]               Dati forniti nel documento 2013-01-D-28-en-3, “Statistics on the integration of SEN pupils into the European Schools in the year 2012” [Statistiche sull’integrazione degli alunni SEN nelle scuole europee nel 2012].

[9]               Documento 2012-05-D-14-en-5.

Top