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Document 52013DC0351
Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on Belgium’s 2013 national reform programme and delivering a Council opinion on Belgium’s stability programme for 2012-2016
Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 del Belgio e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità del Belgio 2012-2016
Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 del Belgio e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità del Belgio 2012-2016
/* COM/2013/0351 final - 2013/ () */
Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 del Belgio e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità del Belgio 2012-2016 /* COM/2013/0351 final - 2013/ () */
Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 del
Belgio
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità del Belgio
2012-2016 IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA, visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4, visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2, visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l’articolo 6,
paragrafo 1, vista la raccomandazione della Commissione
europea[3], viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4], viste le conclusioni del Consiglio europeo, visto il parere del comitato per l’occupazione, previa consultazione del comitato economico e
finanziario, considerando quanto segue: (1) Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una
nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore
coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui
occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa. (2) Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una
raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[5], che insieme formano gli “orientamenti
integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di
occupazione. (3) Il 29 giugno 2012 i
capi di Stato o di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione
che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. Hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati membri,
in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni
specifiche per paese. (4) Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2012 del
Belgio e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato del
Belgio 2011-2015. (5) Il 28 novembre 2012 la
Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita[6], segnando l’inizio del semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Sempre il 28
novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011,
la relazione sul meccanismo di allerta[7],
in cui annoverava il Belgio tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di
un esame approfondito. (6) Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione
di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione. (7) Il 10 aprile 2013 la
Commissione ha pubblicato i risultati dell’esame approfondito per il Belgio[8] a norma dell’articolo 5 del
regolamento (UE) n. 1176/2011 sulla prevenzione e la correzione degli squilibri
macroeconomici. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che il Belgio presenta
squilibri macroeconomici che richiedono un monitoraggio e un’azione sul piano
delle politiche. È in particolare opportuno continuare a prestare attenzione
agli sviluppi macroeconomici in materia di competitività esterna delle merci e
all’indebitamento, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze dell’alto
livello di debito pubblico per l’economia reale. (8) Il 29 aprile 2013 il Belgio
ha presentato il suo programma di stabilità 2013 relativo al periodo 2012-2016
e il suo programma nazionale di riforma 2013. I due programmi sono stati
valutati contemporaneamente, onde tener conto delle loro correlazioni. (9) Sulla base della valutazione
del programma di stabilità 2013 a norma del regolamento (CE) n. 1466/97,
il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le
proiezioni di bilancio del programma sia plausibile. Rispetto alle previsioni
di primavera 2013 della Commissione, secondo cui la crescita del PIL sarà ferma
nel 2013 per poi salire all’1,2% nel 2014, lo scenario è leggermente più
ottimistico (con previsioni di crescita rispettivamente dello 0,2% e dell’1,5%).
Dal 2010, in particolare nel 2012, il Belgio ha messo in atto misure di
risanamento e, sempre nel 2012, ha avviato riforme strutturali del sistema
pensionistico, del sistema delle indennità di disoccupazione e dei mercati dei
prodotti. Tuttavia, lo sforzo di bilancio non è stato sufficiente per rispondere
alla raccomandazione del Consiglio del 2 dicembre 2009 intesa a far
cessare la situazione di disavanzo eccessivo. Il termine per la correzione del
disavanzo eccessivo non è stato rispettato, anche a causa della
ricapitalizzazione del gruppo bancario Dexia, operazione che ha avuto un
impatto negativo sul disavanzo pari allo 0,8% del PIL, e dei risultati
economici peggiori del previsto nel secondo semestre del 2012. Poiché la
correzione del disavanzo eccessivo non è avvenuta entro il 2012, si prevede ora
di portare il disavanzo al di sotto del 3% del PIL a partire dal 2013. L’obiettivo
della strategia di bilancio delineata nel programma è quello di raggiungere il
pareggio di bilancio in termini strutturali entro il 2015 e di conseguire
l’obiettivo a medio termine l’anno successivo. Il programma ha modificato l’obiettivo
a medio termine, portando l’avanzo dallo 0,5% allo 0,75% del PIL. Il nuovo
obiettivo a medio termine è in linea con i requisiti del patto di stabilità e
crescita. Il programma è compatibile con il nuovo termine del 2013 fissato nell’ambito
della procedura per i disavanzi eccessivi, ma secondo le previsioni di
primavera il margine di sicurezza per non incorrere nel superamento del valore
di riferimento del trattato è alquanto ridotto, con un disavanzo stimato al 2,9%
del PIL nel 2013. I progressi annuali programmati per il conseguimento
dell’obiettivo di bilancio a medio termine, che si prevede di raggiungere entro
il 2016, sono superiori allo 0,5% del PIL (in termini strutturali). Non sono state
specificate misure di risanamento per gli anni successivi al 2013. In base alle
informazioni fornite nel programma, nel periodo 2014-2016 il tasso di crescita
della spesa pubblica, al netto delle misure discrezionali in materia di
entrate, dovrebbe contribuire a un aggiustamento strutturale annuo verso l’obiettivo
a medio termine dello 0,5% del PIL. Secondo il programma, il rapporto
debito/PIL dovrebbe culminare al 100% nel 2013 per poi scendere gradualmente
fino al 93% entro il 2016. Tra il 2014 e il 2016 il Belgio dovrebbe trovarsi in
un periodo di transizione per quanto riguarda l’osservanza del criterio del
debito. Secondo i programmi, il parametro di riferimento per il debito sarà soddisfatto
alla fine del periodo di transizione. Sulla base delle previsioni di primavera 2013
della Commissione, secondo cui, nell’ipotesi di politiche invariate, il
rapporto debito/PIL raggiungerà il 101,4% nel 2013 per poi aumentare
ulteriormente fino al 102,1% nel 2014, la transizione verso la norma di
riduzione del debito non sarà realizzata nel 2014, a indicazione del fatto
che i progressi verso il conseguimento dell’obiettivo a medio termine non sono
sufficienti. Il programma non specifica come l’aggiustamento programmato sarà
ripartito tra i vari livelli amministrativi, un problema affrontato anche nella
raccomandazione specifica per paese dello scorso anno. Per raggiungere gli
obiettivi di bilancio, oltre a un quadro pluriennale basato su regole precise
per la pubblica amministrazione, è necessario elaborare e concordare chiari
accordi di coordinamento per garantire e far rispettare impegni più solidi e
automatici da parte delle regioni, delle comunità e degli enti locali. (10) Si prevede che il Belgio debba
far fronte a un notevole aumento della spesa legata all’invecchiamento della
popolazione (+2 p.p. del PIL) già nel periodo 2010-2020, in particolare per
quanto riguarda le pensioni e i servizi assistenziali a lungo termine. La
riforma del sistema di previdenza sociale per la vecchiaia, già avviata, è
destinata ad avere un impatto positivo sull’occupazione dei meno giovani.
Tuttavia, secondo le previsioni, in questo settore il Belgio non riuscirà a
conseguire l’obiettivo prefissatosi per il 2020. Data l’entità della sfida,
sarà necessario un maggiore impegno per colmare il divario tra l’età
pensionabile effettiva e quella prevista per legge. L’adozione di misure per
adeguare l’età pensionabile prevista per legge all’evoluzione della speranza di
vita permetterebbe di tutelare la sostenibilità del sistema pensionistico a
lungo termine. L’esigenza di conseguire la sostenibilità finanziaria deve
essere considerata tenendo conto della necessità di mantenere l’adeguatezza dei
sistemi di previdenza sociale per la vecchiaia. Per quanto concerne l’assistenza
a lungo termine, dati i costi relativamente alti dell’assistenza fornita presso
istituti in Belgio, è opportuno aumentare l’efficienza della spesa pubblica per
i servizi di assistenza a lungo termine e introdurre misure volte a ridurre i
costi della prevenzione sanitaria e della riabilitazione e a creare migliori
condizioni per favorire la vita autonoma. (11) La perdita di competitività a
lungo termine del Belgio è imputabile a diversi fattori, tra cui il sistema di determinazione
dei salari, i disfunzionamenti nei mercati dei fattori di produzione e alcuni elementi
non di costo connessi alla capacità di innovazione dell’economia. La “norma
salariale” del 1996, volta a preservare la competitività nei confronti dei
principali partner commerciali, non si è sempre rivelata efficace. Le misure
immediate adottate finora per allineare maggiormente l’evoluzione dei salari
con i livelli di produttività sono un passo nella giusta direzione, ma non sono
sufficienti per garantire la compatibilità a lungo termine tra l’andamento
salariale e la produttività. Il quadro di contrattazione salariale deve essere
ancora migliorato dal punto di vista strutturale, prevedendo tra l’altro
aggiustamenti automatici nei casi in cui la “norma salariale” non sia
rispettata o qualora l’aumento dell’indice sanitario superi gli incrementi
salariali dei principali partner commerciali. Il sistema di contrattazione
salariale dovrebbe garantire che l’evoluzione salariale segua le dinamiche della
produttività locali. Il Belgio è specializzato in prodotti intermedi per i
quali la concorrenza internazionale è intensa, il che rende difficile includere
nel prezzo finale le variazioni dei prezzi dei fattori di produzione. I punti
di forza del sistema belga di ricerca e innovazione hanno contribuito ad alleviare
il problema della competitività in termini di costi, ma le attività di R&S si
concentrano in poche imprese e faticano a diffondersi nel settore. È opportuno
rafforzare le condizioni quadro per accelerare la transizione verso un’economia
maggiormente basata sulla conoscenza, puntando sull’imprenditorialità e
facilitando il dinamismo delle imprese e la formazione del capitale umano. (12) I prezzi dell’energia elettrica,
del gas e di molti altri beni e servizi sono più alti in Belgio che in altri
Stati membri a causa della scarsa concorrenza e di barriere strutturali. I
prezzi nel settore del commercio al dettaglio rimangono al di sopra della media
della zona euro, mentre le restrizioni che sussistono nel settore dei servizi
professionali ostacolano lo sviluppo di modelli aziendali innovativi e limitano
gli investimenti. Il Belgio ha compiuto progressi solo limitati verso il
miglioramento della concorrenza nelle industrie di rete e la creazione di enti
regolatori forti e indipendenti rimane incompiuta. Il tasso di penetrazione
della banda larga mobile in Belgio è il secondo più basso dell’UE, soprattutto
a causa di problemi di regolamentazione e coordinamento per quanto concerne la
disponibilità dello spettro di frequenze. Se, da un lato, la posizione
dominante dell’operatore storico nel settore della produzione di energia è
stata ridimensionata dal maggior numero di utenti che hanno deciso di cambiare
fornitore, dall’altro la questione della concorrenza nel mercato al dettaglio
dell’energia elettrica e del gas e nel mercato all’ingrosso dell’energia elettrica
rimane aperta, con gli elevati costi di distribuzione che, rispetto a quanto
accade nei paesi confinanti, contribuiscono in maniera spropositata alla determinazione
dei prezzi netti per gli utenti industriali. La decisione del Belgio di
controllare i prezzi al dettaglio di gas ed energia elettrica per l’utente
finale può ostacolare gli investimenti nella capacità e i nuovi ingressi nel
mercato. Le condizioni di concessione delle licenze nel settore postale destano
ancora preoccupazioni. Il settore del trasporto nazionale passeggeri per
ferrovia non è aperto alla concorrenza e la legislazione relativa al lavoro
portuale non è stata aggiornata. Data l’importanza di tutti i settori
summenzionati per la competitività, l’adozione di misure in questi ambiti è
urgente. (13) Il sistema fiscale belga
dipende in misura sproporzionata dalle imposte dirette e presenta lacune che ne
riducono l’equità. Il Belgio ha preso alcune misure per ridurre la pressione
fiscale complessiva sul lavoro, ma l’aliquota fiscale implicita è ancora fra le
più elevate dell’Unione per la maggior parte delle categorie di lavoratori. Il
Belgio resta uno dei paesi con la percentuale più bassa di tassazione
ambientale nel gettito fiscale totale. Vi sono margini per semplificare il
sistema fiscale e migliorarne l’efficienza, tra l’altro riducendo e
razionalizzando le agevolazioni fiscali ed eliminando le aliquote IVA ridotte
che risultano ingiustificate o inefficaci. (14) Il Belgio risente di una
partecipazione al mercato del lavoro stagnante e al di sotto della media e di
importanti disparità nei livelli di occupazione e di disoccupazione tra regioni
e fasce di popolazione. I gruppi di popolazione con il più basso livello di
partecipazione al mercato del lavoro comprendono le persone provenienti da un
contesto migratorio, gli anziani e i giovani scarsamente qualificati in tutte
le regioni. Tali gruppi sono anche esposti a maggiori rischi di povertà e di
esclusione sociale. La riforma delle indennità di disoccupazione è un passo
nella giusta direzione, ma di per sé non assicura una più effettiva
corrispondenza tra offerta e domanda di manodopera se non è combinata con un
sistema efficace di assistenza per la ricerca di un impiego e con opportunità
di formazione. L’interazione tra le riduzioni mirate a livello federale e i
regimi di sostegno all’occupazione messi in atto dalle regioni genera notevoli
complessità. Sebbene le misure a favore dei giovani scarsamente qualificati
vadano anche a vantaggio dei migranti, è opportuno elaborare una strategia globale
destinata in modo specifico a questo gruppo. Inoltre sembra difficile risolvere
alcuni squilibri tra domanda e offerta senza aumentare in misura significativa
la mobilità interregionale dei lavoratori. È necessario valutare in modo più
approfondito come rendere l’offerta di istruzione e formazione più trasparente
ed efficiente e come potenziare le sinergie tra i diversi organismi di
formazione. (15) Le proiezioni relative alle
emissioni di gas a effetto serra fino al 2020 indicano che il Belgio non
riuscirà a raggiungere l’obiettivo di riduzione del 15%. Non è chiaro come le
singole iniziative adottate dalle diverse autorità possano garantire il
raggiungimento dell’obiettivo o in che modo l’onere sarà ripartito tra le
regioni. È incerta anche l’entità dell’impatto delle misure combinate sulla
riduzione delle emissioni, generate in particolare dai settori dei trasporti e
dell’edilizia. La congestione grava pesantemente sull’economia belga (è tra le
più elevate in Europa e si stima arrivi persino al 2% del PIL), ma l’attuazione
del nuovo sistema di tassazione del traffico nelle tre regioni è stata rinviata
al 2016. (16) I problemi di coordinamento
propri di una struttura altamente regionalizzata sottolineano l’importanza di
avere un’amministrazione pubblica organizzata in modo efficiente, dal momento
che la presenza di molteplici reti, livelli e soggetti può portare a una
duplicazione delle strutture, indebolendo la governance e generando maggiori
costi amministrativi. Questi problemi emergono per quanto riguarda l’imposizione
fiscale e la ripartizione degli oneri degli sforzi di bilancio, in particolare
per l’istruzione e la previdenza sociale, settori che generalmente richiedono
maggiore cooperazione e coordinamento. (17) Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica
economica del Belgio, ha valutato il programma di stabilità e il programma
nazionale di riforma e ha presentato un esame approfondito. La Commissione ha
tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità
della politica di bilancio e della politica socioeconomica del Belgio, ma anche
della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della
necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione europea nel suo
insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali.
Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle
raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 7. (18) Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità del Belgio e il suo parere[9] trova riscontro, in
particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1. (19) Alla luce dell’esame
approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha
esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità del
Belgio. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE)
n. 1176/2011 sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3, 4 e 5. (20) Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi completa della politica
economica della zona euro nel suo complesso, in base alla quale il Consiglio ha
formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è
l’euro. Il Belgio dovrebbe assicurare anche l’attuazione piena e tempestiva di tali
raccomandazioni, RACCOMANDA che il Belgio adotti
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di: 1. prendere misure supplementari
per realizzare lo sforzo di aggiustamento strutturale richiesto dal Consiglio
nella sua decisione che intima di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2013
e aumentare la sostenibilità e la credibilità del risanamento; per correggere in modo sostenibile gli squilibri di
bilancio è necessario attuare in maniera credibile ambiziose riforme
strutturali in grado di aumentare la capacità di aggiustamento e rilanciare il
potenziale di crescita; proseguire, dopo la
correzione del disavanzo eccessivo, l’aggiustamento strutturale a un ritmo consono
a raggiungere l’obiettivo a medio termine entro il 2016
e incanalare l’elevato rapporto debito/PIL in un saldo percorso
discendente; a tal fine, presentare entro il 15 ottobre 2013, misure
strutturali a favore della crescita per il 2014, che permettano di apportare
una correzione duratura del disavanzo eccessivo e di compiere progressi
sufficienti verso il conseguimento dell’obiettivo a medio termine; fare in modo
che il percorso di aggiustamento sia equilibrato nel tempo o anzi concentrato
nella fase iniziale; adottare chiari accordi di coordinamento per rendere
vincolanti a livello federale e sub-federale gli obiettivi di bilancio in una
prospettiva di programmazione a medio termine, anche attraverso l’adozione
tempestiva di una regola sul pareggio/avanzo di bilancio delle amministrazioni
pubbliche che risponda alle disposizioni del trattato sulla stabilità, sul
coordinamento e sulla governance nell’unione economica e monetaria, e per
aumentare la trasparenza per quanto riguarda la ripartizione degli oneri e la
responsabilità a tutti i livelli dell’amministrazione; 2. intensificare gli sforzi per
colmare il divario tra l’età pensionabile effettiva e quella prevista per legge,
abbandonando in tempi rapidi i sistemi di pensionamento anticipato; sostenere
le riforme dei sistemi di previdenza sociale per la vecchiaia con misure a
favore dell’occupazione e riforme del mercato del lavoro che favoriscano l’invecchiamento
attivo; accelerare l’adozione di una decisione per adeguare l’età pensionabile prevista
per legge alla speranza di vita; continuare a migliorare l’efficienza della
spesa pubblica per l’assistenza a lungo termine presso istituti; 3. per ripristinare la competitività,
portare avanti le iniziative in corso per riformare il sistema di determinazione
dei salari, compreso il sistema di indicizzazione delle retribuzioni; garantire
in particolare, tramite l’adozione di misure strutturali in consultazione con
le parti sociali e in conformità alla prassi nazionale, che la determinazione dei
salari sia compatibile con l’evoluzione della produttività, rispecchi le
differenze locali in termini di produttività e di condizioni del mercato del
lavoro e prevede correttivi automatici qualora l’evoluzione salariale
comprometta la competitività in termini di costi; 4. presentare misure strutturali
concrete con scadenze ben definite per migliorare la concorrenza nel settore
dei servizi, eliminando le barriere nel comparto al dettaglio e le restrizioni
eccessive nei servizi professionali; migliorare la disponibilità della banda
larga mobile; continuare a migliorare il funzionamento del settore energetico
riducendo i costi di distribuzione e monitorando i costi al dettaglio,
rafforzare l’indipendenza degli enti regolatori nel settore dell’energia, delle
telecomunicazioni e dei trasporti (ferrovie, aeroporti, porti, trasporto
stradale); rimuovere gli ostacoli normativi che sussistono nel settore postale; 5. delineare proposte concrete
con scadenze precise per trasferire l’imposizione fiscale dal lavoro a basi
imponibili meno distorsive della crescita, in particolare esplorando il
potenziale delle ecotasse, da applicare per esempio al diesel e ai combustibili
da riscaldamento, e della tassazione dell’uso privato dei veicoli aziendali;
semplificare il sistema fiscale riducendo le agevolazioni fiscali nelle imposte
sul reddito, incrementando l’efficacia dell’IVA e migliorando il rispetto dell’obbligo
tributario colmando le lacune esistenti; 6. ridurre ulteriormente i
disincentivi al lavoro garantendo l’applicazione effettiva dei requisiti per la
ricerca di un impiego e un’assistenza personalizzata a tutti i disoccupati
nella ricerca di un posto di lavoro; adottare provvedimenti tesi ad aumentare
la mobilità interregionale dei lavoratori; semplificare e rafforzare la
coerenza tra gli incentivi all’occupazione, le politiche di attivazione, la
corrispondenza tra offerta e domanda di lavoro, le politiche in materia di
istruzione, apprendimento permanente e formazione professionale per gli anziani
e i giovani; sviluppare strategie globali di inclusione sociale per i cittadini
provenienti da un contesto migratorio; 7. adottare
misure concrete e concordare una chiara divisione dei compiti tra le autorità
federali e quelle regionali, al fine di garantire progressi verso il
conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto
serra nelle attività non comprese nel sistema ETS, in particolare quelle dei
settori dei trasporti e dell’edilizia. Fatto a Bruxelles, il Per
il Consiglio Il
presidente [1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. [2] GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25. [3] COM(2013) 351 final. [4] P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053. [5] Decisione 2013/208/UE del Consiglio del 22 aprile 2013. [6] COM(2012) 750 final. [7] COM(2012) 751 final. [8] SWD(2013) 113 final. [9] A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.