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Document 52012DC0791
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE COUNCIL AND THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE on the State of the Customs Union
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO sullo stato dell’Unione doganale
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO sullo stato dell’Unione doganale
/* COM/2012/0791 final */
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO sullo stato dell’Unione doganale /* COM/2012/0791 final */
INDICE 1........... L’UNIONE DOGANALE DELL’UE............................................................................ 3 1.1........ Introduzione................................................................................................................... 3 1.2........ L’acquis dell’unione doganale: oltre
40 anni di evoluzione................................................ 4 1.2.1..... Legislazione.................................................................................................................... 4 1.2.2..... Obiettivi politici e strategici.............................................................................................. 5 1.3........ L’unione doganale nel 2012: al
servizio dell’UE............................................................... 5 1.3.1..... Servizi alle imprese e alla società..................................................................................... 5 1.3.2..... L’unione doganale in cifre............................................................................................... 7 1.3.3..... Un successo europeo...................................................................................................... 8 1.4........ Governance e funzionamento........................................................................................... 8 1.4.1..... Attività e processi........................................................................................................... 8 1.4.2..... Mezzi a disposizione....................................................................................................... 9 1.4.3..... Governance.................................................................................................................. 10 2........... VALUTAZIONE DELL’UNIONE DOGANALE....................................................... 10 2.1........ Pressioni esterne........................................................................................................... 10 2.2........ Pressioni interne............................................................................................................ 11 3........... UNIONE DOGANALE 2020 – PROSSIME
FASI..................................................... 12 3.1........ Completare la modernizzazione..................................................................................... 12 3.2........ Valutare le lacune, definire le
priorità............................................................................. 13 3.3........ Migliorare l’efficienza e l’efficacia
grazie a una riforma della governance dell’unione doganale 15 4........... CONCLUSIONE........................................................................................................ 17 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL
PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO E AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO sullo stato
dell’Unione doganale 1. L’UNIONE
DOGANALE DELL’UE 1.1. Introduzione L’unione doganale[1] dell’Unione europea (UE)
costituisce uno degli esempi più riusciti di integrazione e di politica a
livello europeo. Da oltre quarant’anni essa offre fondamenta stabili per l’integrazione
e la crescita economica in Europa. La sua base giuridica si è rivelata solida e
flessibile sia in termini di espansione della zona geografica che di portata
delle competenze. È stata inoltre all’avanguardia nell’intraprendere una
modernizzazione del settore pubblico su larga scala ai fini della creazione di
servizi di e-government a livello paneuropeo. Nelle classifiche internazionali,
alcune amministrazioni doganali dell’UE figurano regolarmente nei primi posti a
livello mondiale[2]. Tuttavia, dalle classifiche emerge anche che
non tutti gli anelli della catena funzionano con la stessa efficacia. Inoltre, benché
la legislazione applicabile sia la stessa per tutti, gli esiti della sua
applicazione non risultano altrettanto uniformi. Sono emersi segnali secondo
cui l’unione doganale si trova ad affrontare gravi problemi di funzionamento
che potrebbero comprometterne l’efficacia globale nel proteggere e servire l’UE
e che comportano inefficienze, sprechi e mancanza di coordinamento tra
necessità e risorse disponibili. Tali problemi si traducono inoltre in un
livello di servizi disomogeneo e in una protezione globale delle frontiere dell’Unione
tutt’altro che ottimale. L’unione doganale è di competenza esclusiva
dell’UE[3]
e la responsabilità di applicare la normativa pertinente spetta principalmente
agli Stati membri[4].
Tuttavia, alcuni dei problemi che essa si trova ad affrontare derivano
chiaramente dalla crescente globalizzazione degli scambi, dei modelli
commerciali e della logistica, nonché dalla globalizzazione della criminalità e
di altre minacce. Inoltre, mentre i vantaggi dell’unione doganale sono
condivisi, i costi della sua attuazione non vengono equamente ripartiti: per
ragioni di ordine storico, geografico e legate alle rotte commerciali, su
alcuni Stati membri grava una parte sproporzionata dell’onere. La realtà è che, in un mondo interconnesso
come quello attuale, i singoli Stati membri, isolati dal resto dell’UE, non
sono più in grado di affrontare efficacemente le sfide della globalizzazione.
Le osservazioni generali sulla situazione dell’UE[5] descrivono bene anche i
problemi dell’unione doganale e la necessità di risolverli: la globalizzazione
richiede una maggiore unità su scala europea e questa unità richiede a sua
volta una maggiore integrazione e l’accettazione del fatto che “siamo tutti
nella stessa barca”. La presente comunicazione si propone i seguenti obiettivi: – sottolineare il valore aggiunto e l’importanza fondamentale dei servizi offerti dall’unione doganale come base per la crescita, la competitività e la sicurezza del mercato unico e dell’Unione europea; – riconoscere che l’unione doganale deve affrontare sfide che richiedono una risposta europea; – delineare un piano d’azione per contrastare tali sfide e realizzare un’unione doganale più efficiente, solida e unificata entro il 2020. 1.2. L’acquis dell’unione
doganale: oltre 40 anni di evoluzione 1.2.1. Legislazione Nel 1968, l’unione doganale ha anzitutto abolito i dazi doganali alle
frontiere nazionali creando un sistema uniforme di imposizione sulle
importazioni provenienti dall’esterno della CEE. La creazione iniziale della
tariffa doganale comune e di norme comuni in materia di origine e valutazione
in dogana è stata successivamente integrata da direttive o regolamenti relativi
a vari settori della legislazione doganale, quali le procedure doganali, le
formalità in dogana e i controlli nonché l’obbligazione doganale e le garanzie.
Il cambiamento più significativo introdotto nell’acquis, nel quadro
della realizzazione del mercato unico nel 1993 e a parte la semplice
eliminazione delle frontiere interne per le merci, è stata la codificazione
delle varie legislazioni in una base giuridica unica, direttamente applicabile.
Benché agli occhi del pubblico l’istituzione di un’Europa senza frontiere abbia
significato principalmente la scomparsa delle dogane, tale istituzione ha in
effetti sottolineato la grande importanza di un controllo doganale efficace
alle frontiere esterne comuni. I due elementi fondamentali dell’acquis
dell’unione doganale a partire dal 1993 sono stati il codice doganale
comunitario[6] e la tariffa doganale comune[7], entrambi
generali e direttamente applicabili, e le loro modifiche successive. È stata
inoltre prevista una serie di strumenti giuridici specifici – comprendente
regolamenti relativi all’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale
(DPI)[8], ai precursori delle droghe[9], ai beni
culturali[10], ai controlli sul denaro contante[11] e alla
sorveglianza del mercato[12] – e di atti legislativi volti alla protezione dei cittadini e dell’ambiente[13] che costituiscono una base giuridica fondamentale e direttamente
applicabile per l’applicazione delle norme in questi ambiti da parte delle
autorità doganali dell’UE. 1.2.2. Obiettivi
politici e strategici Nel 2008, la Strategia per l’evoluzione
dell’unione doganale[14] ha fissato come obiettivi strategici dell’unione doganale 1) la
protezione dell’UE e 2) il sostegno della sua competitività. Questi
obiettivi, che restano validi oggi e per il futuro, andrebbero realizzati in
modo uniforme ed efficiente, tramite controlli efficaci e una stretta
collaborazione tra le amministrazioni doganali e con le altre autorità, con le
imprese[15] e con i partner internazionali. La cooperazione internazionale costituisce un
elemento strategico essenziale della politica doganale dell’UE. A livello
multilaterale, ad esempio nell’ambito dell’Organizzazione mondiale delle dogane
e dell’Organizzazione mondiale del commercio, l’UE promuove lo sviluppo e l’attuazione
di norme internazionali, in particolare nel settore della sicurezza, dell’agevolazione
degli scambi e della semplificazione doganale. A livello bilaterale, l’UE si è
proposta di collaborare attivamente con i principali partner commerciali per
far fronte ai problemi di natura doganale, ad esempio in materia di
agevolazione degli scambi, norme d’origine, rispetto dei diritti di proprietà
intellettuale, sicurezza della catena di approvvigionamento e lotta contro la
frode. 1.3. L’unione doganale nel 2012: al servizio dell’UE 1.3.1. Servizi
alle imprese e alla società L’amministrazione doganale è l’unica autorità pubblica responsabile
della supervisione e del controllo di tutte le merci che attraversano le
frontiere esterne dell’UE e che, una volta immesse in libera pratica dalle
autorità doganali in un determinato punto dell’UE, possono circolare
liberamente in qualsiasi parte del territorio doganale dell’Unione. Grazie in
parte a questa posizione unica, il ruolo dell’unione doganale si è evoluto in
misura significativa e i suoi compiti si sono moltiplicati a partire dal 1968.
Essa è divenuta una fonte importante di servizi alle imprese e alla società e
le dogane dell’UE perseguono attualmente un’ampia gamma di obiettivi operativi.
Pur mantenendo il suo ruolo di autorità responsabile della riscossione di
entrate nei confronti dell’UE e degli Stati membri, sempre più spesso all’amministrazione
doganale viene chiesto, in quanto autorità garante dell’esecuzione della legge,
di provvedere alla sicurezza e alla protezione dell’UE. Essa funge sempre più spesso
da custode dell’integrità del mercato interno per le merci, nonché da autorità incaricata
di far rispettare numerosi altri interessi pubblici alle frontiere esterne. L’unione doganale è il braccio operativo di gran parte delle misure di
politica commerciale dell’UE e attua numerosi accordi internazionali connessi
ai flussi commerciali dell’UE. Inoltre, un numero significativo e crescente di
agenzie governative si affida alle dogane per l’applicazione delle proprie
politiche alle frontiere, poiché risulta efficace intercettare le merci
indesiderabili o a rischio provenienti da paesi terzi prima che queste
vengano immesse sul mercato dell’Unione. Esse si aspettano dunque che l’applicazione
delle formalità e dei controlli alle frontiere esterne previste dalla normativa
doganale consenta altresì la verifica del rispetto di altre disposizioni
legislative[16].
Le amministrazioni doganali svolgono dunque sempre più spesso un ruolo globale
di “custodi del mercato interno”, anche con riguardo all’attuazione delle norme
connesse ad esempio alla salute pubblica, alla tutela dei consumatori, all’ambiente
e all’agricoltura. L’unione doganale contribuisce inoltre esplicitamente al
conseguimento degli obiettivi di sicurezza interna[17]. La tabella 1 offre un quadro
dei servizi forniti dall’unione doganale all’UE nel 2012. Tabella
1: servizi forniti dall’unione doganale dell’UE nel 2012 Servizi forniti alle autorità pubbliche (UE e nazionali) || Servizi forniti alla società || Servizi forniti alle imprese Riscossione di entrate per conto dell’UE e dei governi nazionali || Protezione contro il terrorismo e le organizzazioni criminali (riduzione del riciclaggio di capitali illeciti, sicurezza della catena di approvvigionamento) || Tutela di condizioni di concorrenza eque per le imprese e le merci in situazioni identiche in tutta l’UE Attuazione delle politiche commerciali e doganali e della normativa corrispondente (a livello terrestre/marittimo/aereo) || Protezione della salute (umana e animale, ad esempio in materia di lotta contro la droga, sicurezza dei prodotti, ecc.) || Intrusione fisica e procedurale nei flussi commerciali limitata allo stretto necessario: ad es. procedure semplificate, interfaccia unica, sportello unico Applicazione (parziale) di politiche e legislazione non doganali (ad esempio in materia di salute e sicurezza) da parte delle autorità doganali || Controllo del rispetto dello Stato di diritto || Sostegno alla competitività delle imprese dell’UE (ad es. mediante sospensioni tariffarie) Informazioni sui flussi commerciali e sugli operatori interessati ai fini dell’elaborazione delle politiche (in particolare le statistiche sugli scambi di merci) || Tutela degli interessi dei contribuenti dell’UE || Tutela della proprietà intellettuale || Aumento della prosperità economica || Informazioni e orientamenti trasparenti, rapidi e uniformi con riguardo alle procedure, alle misure commerciali, alle norme, alla legislazione e alla giurisprudenza || Attuazione della politica estera dell’UE, ad es. applicazione degli embarghi commerciali, non proliferazione, ecc. || || Tutela del patrimonio culturale || || Tutela dell’ambiente || 1.3.2. L’unione doganale in cifre Nel fornire i suddetti
servizi, le dogane dell’UE gestiscono il 17% del commercio mondiale, vale a
dire oltre due miliardi di tonnellate di merci all’anno[18] per un valore di 3 300 miliardi di EUR. Tra il 2004 e il 2010,
malgrado l’impatto della crisi finanziaria, il valore del commercio estero dell’UE
è aumentato di quasi il 50%[19]. L’UE è al centro del commercio mondiale e della logistica della
catena di approvvigionamento ed è il primo partner commerciale per gli Stati
Uniti, la Cina e la Russia. Più del 90% degli scambi (8,4 miliardi di tonnellate
di merci) avviene per mare; di queste merci, oltre il 20% è scaricato in
Europa. L’UE possiede oltre 250 aeroporti internazionali. La frontiera
orientale terrestre si estende su quasi 10 000 km e comprende 133
punti d’ingresso commerciali stradali e ferroviari. L’intera frontiera esterna
dell’UE (terrestre, aerea, marittima) comprende in totale oltre 1 000
uffici doganali di entrata. Nel 2011 le dogane dell’UE hanno trattato 36
milioni di dichiarazioni preliminari all’arrivo delle merci, 140 milioni di dichiarazioni
di importazione, 96 milioni di dichiarazioni di esportazione e 9 milioni di
dichiarazioni di transito. Queste cifre corrispondono a una media di 8,9
dichiarazioni al secondo gestite dalle amministrazioni doganali degli Stati
membri. Secondo le stime, i dazi doganali riscossi hanno fornito al bilancio
dell’UE 16,6 miliardi di euro, pari a circa il 13% di tale bilancio[20]. 1.3.3. Un
successo europeo Il successo dell’UE in quanto maggiore blocco commerciale e maggiore
competitore su scala mondiale, l’aumento dei volumi e della velocità degli
scambi sono altrettanti indicatori che attestano il successo durevole dell’unione
doganale dell’UE. Essa ha sostenuto gli scambi e la crescita economica e ha garantito
la sicurezza, la protezione, la salute e la salubrità dell’ambiente di 500 milioni
di cittadini europei. Nel corso degli ultimi quarant’anni, l’unione doganale ha
assolto alle sue responsabilità con successo, adeguandosi costantemente a nuovi
compiti, a nuove dimensioni geografiche e all’evolversi della situazione
mondiale. Nell’ultimo decennio, essa è inoltre
riuscita ad attuare sistemi e processi informatici interconnessi che richiedono
la collaborazione e il coordinamento da parte di tutta l’UE. Oggi le parti
interessate si aspettano dalle 27 amministrazioni nazionali tra cui è ripartito
quest’onere che esse gestiscano le dogane comunitarie e attuino la normativa
corrispondente come se formassero davvero “un’unica entità”. 1.4. Governance
e funzionamento Il funzionamento operativo dell’unione doganale
è complesso poiché, pur essendo fondato su una legislazione e una politica
comuni, esso viene ancora attuato da 27 amministrazioni distinte su tutto il
territorio dell’UE. Tale funzionamento si è evoluto in una serie di attività e
processi che fanno appello a una combinazione di fattori umani, tecnici e
finanziari a livello dell’UE e degli Stati membri. 1.4.1. Attività
e processi A grandi linee, le principali procedure che consentono all’unione
doganale di svolgere le proprie funzioni quali previste dalla legislazione
comprendono le seguenti attività: (1)
la gestione dello sdoganamento delle merci, che
comprende: ·
la supervisione dell’entrata e dell’uscita delle
merci grazie al trattamento delle dichiarazioni preliminari all’arrivo e alla
partenza, ·
il trattamento delle dichiarazioni in dogana e la
gestione delle procedure doganali, ·
l’applicazione di misure e restrizioni commerciali,
·
il calcolo e la riscossione dei dazi doganali e di
altri prelievi e la gestione delle garanzie, ·
l’applicazione di altre norme pertinenti; (2)
il controllo, che comprende: ·
la definizione dei profili di rischio e l’applicazione
di controlli selettivi, ·
controlli documentali e fisici, ·
controlli a posteriori, ·
la realizzazione di indagini ufficiali, ·
controlli preliminari e a posteriori degli
operatori in relazione ai diversi tipi di autorizzazioni; (3)
l’applicazione della normativa, che comprende: ·
i procedimenti e le indagini penali/amministrative, ·
l’applicazione di sanzioni. I principali processi orizzontali a
sostegno di ciascuna di queste attività comprendono: (1)
la gestione dei dati, in particolare la
gestione e il trattamento di quantità considerevoli di dati relativi agli
scambi e agli operatori commerciali; (2)
la gestione degli operatori commerciali,
ossia oltre 3 milioni di “clienti” attivi nel commercio[21], attraverso: (1)
l’identificazione e la registrazione, (2)
la comunicazione di informazioni, (3)
il rilascio delle varie autorizzazioni; (3)
la gestione del rischio, comprendente l’identificazione,
la valutazione, l’analisi e la mitigazione degli innumerevoli tipi e livelli
diversi di rischi connessi agli scambi internazionali di merci. 1.4.2. Mezzi
a disposizione I principali mezzi necessari per consentire all’unione doganale di svolgere
le sue funzioni e attuare questi processi interconnessi includono norme
(ad es. la legislazione) da applicare, orientamenti pratici e procedure
sulle effettive modalità di applicazione, nonché le risorse necessarie
per realizzarli concretamente (risorse finanziarie, umane, informatiche,
materiali). Anche una tassonomia superficiale di questi
mezzi[22] rivela che si tratta in realtà di una complessa combinazione di
accordi internazionali[23], come le regole del GATT, la legislazione, gli orientamenti e le
risorse dell’UE (ad esempio, infrastrutture e applicazioni di supporto
informatico), e di norme[24], orientamenti, processi e risorse nazionali. Mentre la legislazione
doganale e le linee direttrici dell’UE sono comuni e, per esempio, alcune
banche dati di sostegno sono utilizzate congiuntamente, i mezzi nazionali e, in
particolare, le risorse umane e finanziarie disponibili per le diverse
amministrazioni doganali variano notevolmente da uno Stato membro all’altro,
come pure i processi e i domini nazionali dell’infrastruttura e delle
applicazioni informatiche. 1.4.3. Governance La governance dell’unione doganale si è
evoluta in modo organico nel tempo. La struttura legislativa formale
comprende il Consiglio, il Parlamento europeo e, per quanto concerne l’attuazione
della normativa, un gran numero di comitati di comitatologia. L’attuazione
dell’unione doganale è inoltre sostenuta da una struttura di coordinamento
delle politiche meno formale, al centro della quale è il Gruppo per la politica
doganale, presieduto dalla Commissione e composto dai direttori generali delle
27 amministrazioni nazionali. Il gruppo esamina le questioni sottoposte alla
sua attenzione e formula orientamenti per l’ulteriore sviluppo delle politiche
dell’unione doganale. Il Gruppo per la politica doganale è servito da
piattaforma congiunta per le amministrazioni a partire dalla firma del trattato
di Roma (1958). Esso è attualmente responsabile del coordinamento politico
generale di un’ampia serie di gruppi direttivi, gruppi di progetto e altre
azioni, gran parte delle quali è gestita dalla Commissione e finanziata nel
quadro del programma Dogana 2013[25]. 2. VALUTAZIONE DELL’UNIONE
DOGANALE Malgrado i successi ottenuti nei suoi quarant’anni di esistenza, l’unione
doganale ha dovuto affrontare negli ultimi anni questioni di crescente
difficoltà. Nel 2005, a seguito di una comunicazione del 2003[26] su un ambiente privo di
supporti cartacei per le dogane, la Commissione ha proposto un pacchetto
legislativo volto a modernizzare le amministrazioni doganali dell’UE, in
particolare tramite un maggiore utilizzo di tecniche di trattamento elettronico
dei dati. Il pacchetto è stato adottato nel 2008[27], segnando in tal modo l’inizio
del totale ammodernamento della legislazione e delle procedure doganali dell’UE.
Dal 2010 la Commissione e gli Stati membri
hanno iniziato a valutare il funzionamento dell’unione doganale. Le pressioni
esterne hanno chiaramente contribuito alla necessità di un cambiamento, ma una
considerazione fondamentale è che alcuni aspetti essenziali del vecchio modello
operativo e del modo in cui i partecipanti collaborano nel quadro dell’unione
doganale, che non sono stati oggetto di riforma, potrebbero oggi dover essere a
loro volta riveduti. 2.1. Pressioni
esterne Nel corso degli ultimi decenni il contesto esterno ha esercitato crescenti
pressioni sulle prestazioni dell’unione doganale. Flussi commerciali in
costante aumento, catene di approvvigionamento e modelli commerciali nuovi e
sempre più complessi (come il commercio elettronico), nonché nuove pressioni
logistiche e concorrenziali comportano maggiori volumi, un ritmo più rapido e
un ambiente sempre più complesso. I rischi inerenti alle catene di
approvvigionamento internazionali sono a loro volta aumentati a causa della
globalizzazione della criminalità e delle attività terroristiche. Inoltre, le
pressioni derivanti da un rapido aumento delle mansioni da svolgere e delle
aspettative provenienti dalle parti interessate hanno esteso la portata delle
attività doganali e accentuato la necessità di ulteriori competenze, strumenti
e risorse. Attualmente, oltre 60 atti giuridici[28] delegano
responsabilità di controllo alle dogane. Gli effetti della crisi economica
hanno inoltre intensificato la pressione sulle risorse, ossia la necessità di
fare sempre di più con sempre di meno. La crisi è sopraggiunta in un momento
critico per le amministrazioni doganali; l’attuazione di riforme giuridiche
significative richiedeva investimenti in grandi progetti informatici in un
momento in cui venivano operate drastiche riduzioni di bilancio e di risorse. 2.2. Pressioni
interne La Commissione e gli Stati membri hanno inoltre riconosciuto che il
modello di funzionamento dell’unione doganale in quanto tale presenta carenze
intrinseche. La modernizzazione volta a realizzare un ambiente doganale
informatizzato paneuropeo con scambi di informazioni in tempo reale tra i 27
Stati membri presuppone l’applicazione di nuove procedure su scala europea,
maggiori investimenti nelle tecnologie informatiche e nuove competenze per il
personale. Ciò rende ancora più evidenti molte delle carenze attuali, come i
costi in termini di efficacia derivanti dalla duplicazione degli sforzi. Nel 2010 è stata avviata un’autovalutazione al fine di individuare i
principali problemi interni dell’unione doganale. Uno studio autovalutativo[29] ha individuato una serie di
questioni da affrontare e ha prodotto una serie di idee per lo sviluppo di
strategie future. Sulla base di questo studio, nella sua relazione al Consiglio del 2011[30] la Commissione ha individuato
una serie di ambiti nei quali l’unione doganale deve migliorare il proprio
funzionamento. La relazione della Commissione ha messo in evidenza la necessità di: – adottare una più ampia impostazione strategica di cooperazione con altre agenzie e partner internazionali nei settori della sicurezza, della salute, della protezione e dell’ambiente; – aggiornare e migliorare la governance dell’applicazione dell’unione doganale, sia in termini di strutture che di metodi di lavoro, anche ai fini di una migliore definizione delle priorità delle iniziative e di un utilizzo più razionale di risorse limitate; – migliorare l’efficienza, l’efficacia e l’uniformità e realizzare economie di scala, rafforzare la condivisione di competenze e capacità tra i diversi Stati membri e tra gli Stati membri e la Commissione; – mettere a punto un meccanismo che consenta di misurare e valutare le prestazioni dell’unione doganale, primo e fondamentale presupposto per l’ulteriore evoluzione di quest’ultima. Altre analisi approfondite sono state di recente realizzate in settori
essenziali come la gestione del rischio[31],
l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale[32] e i controlli sul denaro
contante. Inoltre, nel 2012 la Commissione ha avviato un’ampia valutazione
esterna al fine di completare l’analisi dal punto di vista delle parti interessate.
I risultati di questi studi dovrebbero servire da base per un dibattito più ampio nel 2013 sulle priorità concrete per l’evoluzione dell’unione doganale. 3. UNIONE
DOGANALE 2020 – PROSSIME FASI L’obiettivo operativo della presente comunicazione è definire un piano
d’azione per affrontare le sfide e realizzare un’unione doganale più
efficiente, solida e unificata, che garantisca lo stesso elevato livello di
qualità dei servizi in tutta l’UE entro il 2020. In risposta alla relazione
della Commissione del 2011, nelle sue conclusioni del 10 dicembre 2012 il
Consiglio ha sottolineato che “l’unione doganale dovrebbe continuare ad
evolversi in modo da poter conseguire i propri obiettivi di sostegno alla
competitività dell’UE tramite la tutela dell’ambiente imprenditoriale, l’agevolazione
del commercio e l’offerta di servizi di alta qualità alle parti interessate”[33]. Per garantire questa evoluzione occorre completare urgentemente il
processo di modernizzazione giuridica e procedurale. Inoltre, i processi
fondamentali che consistono nell’individuare le sfide sono stati avviati e l’analisi
delle lacune è in fase avanzata; alcune lacune specifiche vengono già trattate.
Occorre infine trattare esplicitamente le questioni strutturali. Per consentire all’unione doganale un’evoluzione coerente e globale
devono essere dunque soddisfatte tre condizioni fondamentali: (1)
completare il processo di modernizzazione avviato
nel 2003, (2)
completare l’analisi delle lacune e identificare le
priorità da affrontare e (3)
rivedere e riformare la governance e le strutture
di gestione dell’unione doganale. Queste condizioni
devono ovviamente essere soddisfatte in modo coerente e programmato per evitare
di perturbare le attività quotidiane di gestione dei flussi commerciali
internazionali dell’UE. 3.1. Completare
la modernizzazione Nel 2003 è stato avviato un vasto processo di modernizzazione della
legislazione e delle procedure doganali che prevede il rafforzamento del ruolo
delle dogane nel garantire la sicurezza delle frontiere esterne, la
razionalizzazione del quadro giuridico, una maggiore standardizzazione delle
norme doganali e della loro attuazione, la semplificazione delle procedure
doganali e l’informatizzazione di tutte le dichiarazioni e gli scambi di dati. Il primo grande risultato di questa modernizzazione è stato l’adozione,
nel 2005, della modifica introdotta nel codice doganale comunitario in materia
di sicurezza e protezione[34],
che ha creato le premesse per l’introduzione nel 2011 di un’analisi del rischio
sistematica e automatica sulla base di dati commerciali presentati per via
elettronica preliminarmente all’entrata e all’uscita delle merci. In generale, grazie alle nuove opportunità offerte dallo sviluppo delle
tecnologie dell’informazione, tutte le autorità doganali nazionali offrono
ormai la possibilità di presentare le dichiarazioni doganali per via
elettronica. Attualmente, circa il 90% di tutte le dichiarazioni doganali nell’UE
sono effettuate per via elettronica. La modernizzazione è ben avviata. Le
tecnologie dell’informazione consentono aumenti significativi della
produttività per l’unione doganale. Tra i principali motori di un processo di modernizzazione più avanzato
e più ampio rientra l’adozione nel 2008 del Codice doganale aggiornato
(CDA) e della decisione concernente un ambiente privo di supporti cartacei
per le dogane e il commercio. Tuttavia, il CDA non è ancora applicabile ed
è oggetto di una proposta di rifusione[35].
La decisione concernente un ambiente privo di supporti cartacei deve essere
anch’essa rivista. Le priorità principali in vista di un avanzamento sono la messa a punto definitiva e l’adozione delle legislazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, l’adozione dei rispettivi atti della Commissione e la loro rapida attuazione da parte degli Stati membri. 3.2. Valutare le lacune, definire le priorità Sono state svolte di recente o sono ancora in corso varie analisi delle
lacune, in particolare nei seguenti settori: gestione del rischio e sicurezza
della catena di approvvigionamento, diritti di proprietà intellettuale,
sorveglianza del mercato, salute, sicurezza e ambiente e gestione delle crisi. In materia di applicazione dei diritti di proprietà intellettuale,
la Commissione ha individuato gli ambiti problematici e ha adottato provvedimenti
proponendo nel 2011 un regolamento doganale riveduto in materia di DPI[36]. Inoltre, il 10 dicembre
2012 il Consiglio ha adottato un nuovo piano d’azione per il periodo 2013-2017
e la cooperazione con i partner internazionali è oggetto di un rafforzamento al
fine di migliorare la tutela dei DPI lungo tutta la catena di
approvvigionamento. Nei settori della salute, della sicurezza e dell’ambiente
vi è la chiara necessità di facilitare l’applicazione, da parte delle autorità
doganali, delle disposizioni legislative che impongono divieti e restrizioni
sulle importazioni ed esportazioni di merci. Per rendere i requisiti prescritti
nelle suddette disposizioni legislative compatibili con i regimi e le procedure
doganali, la Commissione metterà a punto una serie di procedure standard da
includere nella futura legislazione. I divieti e le restrizioni saranno
ulteriormente integrati nella TARIC ed è in corso di preparazione un progetto
di interfaccia unica per lo sdoganamento. Ulteriori orientamenti, formazioni e
strumenti di rafforzamento delle capacità destinati ad assistere le autorità
doganali nel controllo dell’applicazione delle norme in materia non fiscale
sono in corso di sviluppo, così come strategie comuni di controllo basate sull’analisi
del rischio. Occorre inoltre affrontare la questione della mancanza di
conoscenze sui risultati ottenuti dalle amministrazioni doganali in materia di
applicazione delle legislazioni al fine di migliorare l’elaborazione delle
politiche e la valutazione di tali legislazioni. È di fondamentale importanza
elaborare strumenti di misurazione e statistiche relative ai risultati dei
controlli doganali in settori quali la sicurezza dei prodotti e la conformità.
Tutte queste misure dovrebbero far parte di una strategia per un sforzo
congiunto della Commissione e degli Stati membri volto a facilitare l’attività
delle dogane in materia di controllo dell’applicazione delle legislazioni non
fiscali. La Commissione ha già istituito un gruppo di esperti composto da
rappresentanti delle autorità doganali e delle autorità responsabili delle legislazioni
non fiscali con il compito di sviluppare le attività sopra citate. In seguito al rilevamento di esplosivi in un trasporto aereo di merci (“incidente
dello Yemen”) e nell’ambito del Gruppo di lavoro ad alto livello sul
rafforzamento della sicurezza del trasporto aereo di merci, la Commissione, in
stretta collaborazione con i vari soggetti interessati, le imprese e i partner
internazionali, ha esaminato le modalità per migliorare la sicurezza della
catena di approvvigionamento e contribuire all’elaborazione di norme
internazionali. Una valutazione completa delle carenze e delle necessità in
materia di gestione dei rischi e sicurezza della catena di
approvvigionamento sarà presentata in una comunicazione della
Commissione sulla gestione del rischio e sulla sicurezza della catena di
approvvigionamento[37].
Ricerche e progetti internazionali in questo settore vengono svolti altresì
nell’ambito del programma quadro dell’UE (7PQ). Ai fini di una migliore protezione degli interessi finanziari dell’UE e
dei suoi Stati membri[38]
sarebbe inoltre opportuno elaborare misure per migliorare la gestione del
rischio e le misure di controllo in materia doganale a livello dell’UE. La Commissione ha inoltre individuato gravi problemi derivanti dalla
disparità di approcci in caso di violazione della legislazione doganale dell’UE
e applicazione delle sanzioni, che dovrebbero essere affrontati in una
proposta nel 2013. Inoltre, a seguito dell’incidente nucleare di Fukushima è
stato predisposto un piano d’azione[39]
per migliorare la gestione delle crisi da parte delle autorità doganali.
Le sospensioni tariffarie e i regimi contingentali sono anch’essi
oggetto di un riesame nel quadro di uno studio che sarà avviato nel 2013 e che
potrebbe far sorgere la necessità di rivedere tali norme. Nel quadro della dimensione internazionale dell’unione doganale,
la cooperazione bilaterale con i partner commerciali e gli sforzi condotti in
contesti multilaterali per elaborare strumenti e condizioni per la sicurezza
della catena di approvvigionamento e l’agevolazione degli scambi devono
continuare a figurare tra le priorità, privilegiando la promozione della
semplificazione doganale, il riconoscimento reciproco degli operatori economici
autorizzati e lo scambio di informazioni con i paesi terzi sulla gestione
globale della catena di approvvigionamento. Occorre dare maggior rilievo alle
misure volte a contrastare il contrabbando di merci illegali, le violazioni dei
diritti di proprietà intellettuale e le frodi nell’ambito di accordi
internazionali come gli accordi commerciali bilaterali e mettere ulteriormente
l’accento sulla modernizzazione delle norme d’origine contenute in tali
accordi. Le priorità identificate per il 2013 comprendono: – una comunicazione della Commissione sulla gestione del rischio e sulla sicurezza della catena di approvvigionamento; – una strategia per un sforzo congiunto della Commissione e degli Stati membri volto a facilitare l’attività delle dogane in materia di controllo dell’applicazione delle norme non fiscali; – una proposta intesa ad affrontare gli approcci diversi adottati in caso di violazione della legislazione doganale dell’UE e in materia di applicazione delle sanzioni; – l’attuazione di un piano d’azione per migliorare la gestione delle crisi da parte delle autorità doganali; – l’esame e la conseguente eventuale revisione delle sospensioni tariffarie e dei regimi contingentali; – l’attribuzione di priorità agli strumenti e alle condizioni per facilitare gli scambi e garantire la sicurezza della catena di approvvigionamento e il rispetto dei DPI nell’ambito degli accordi internazionali, bilaterali e multilaterali; – il completamento dell’analisi delle lacune e la definizione delle priorità, in particolare grazie all’applicazione di misure a seguito della valutazione dell’unione doganale nel 2013. 3.3. Migliorare l’efficienza e l’efficacia grazie a una riforma
della governance dell’unione doganale Il sistema attuale, che decentralizza a livello nazionale l’attuazione
e la gestione di un nucleo comune di responsabilità, di compiti nonché di
processi e sistemi informatici, per molte ragioni ha raggiunto i suoi limiti in
termini di efficacia ed efficienza. Tali ragioni includono sovrapposizioni,
incoerenze, problemi di interoperabilità e inadeguatezza tra le risorse e il
fabbisogno nell’insieme dell’UE. Le recenti esperienze nel campo dell’applicazione
di processi e tecnologie informatiche a livello paneuropeo nell’attuazione
della modifica in materia di sicurezza apportata al codice doganale
comunitario, nonché nell’applicazione di determinate autorizzazioni a livello unionale
confermano l’esistenza di tali problemi. Gli operatori economici hanno inoltre
segnalato disparità di trattamento all’interno dell’UE e hanno denunciato l’incertezza
e i costi derivanti da questi livelli di servizio diversi nonché i requisiti
pratici che devono soddisfare all’interno dell’UE. Dato che la base giuridica è comune, le carenze nascono evidentemente
dall’applicazione operativa. Il sistema di applicazione e di gestione a livello
nazionale, in vigore e immutato da tempo, deve cedere il passo a una forma più
stretta di collaborazione e di responsabilità condivisa tra le amministrazioni
incaricate di attuare l’unione doganale. A ciò contribuiranno le riforme della
legislazione e dei metodi di lavoro, nonché la risoluzione di questioni
specifiche. Sussiste tuttavia un problema trasversale, ossia la governance
fortemente decentralizzata e sempre più complessa dell’attuazione dell’unione
doganale. Occorre avviare una riforma della governance dell’unione doganale,
anche per consentire maggiori guadagni in termini di efficienza (come ad es. le
economie di scala risultanti da una messa in comune delle risorse) e di
efficacia (come la gestione del rischio sulla base di una condivisione delle
informazioni sui rischi). La riforma della governance deve essere volta
anzitutto a garantire la prestazione di un servizio di alta qualità in modo
uniforme in tutta l’UE. Per garantire la prestazione efficiente ed efficace di un servizio di elevata qualità in tutta l’UE, la riforma della governance dovrebbe introdurre miglioramenti nei seguenti settori: – definizione degli obiettivi operativi e/o della qualità del servizio per l’UE, nonché un sistema comune di monitoraggio degli stessi; – rafforzamento del coordinamento operativo e dell’azione congiunta, ove necessario; – creazione di un meccanismo volto a individuare esigenze e priorità e a trasferire o sostenere le capacità ove ciò si riveli necessario. 4. CONCLUSIONE L’unione doganale apporta alla società europea e alle sue imprese un
valore aggiunto manifesto e incontestabile. Essa rimane per l’UE e per gli
Stati membri una fonte di riscossione di entrate considerevoli, per molti
aspetti un custode del mercato interno e un sostegno indispensabile per la
fluidità degli scambi commerciali dell’UE, offrendo nel contempo alle imprese,
ai cittadini e all’ambiente una valida protezione contro varie minacce
provenienti dal commercio internazionale di merci. Negli ultimi anni l’unione doganale ha avviato uno sforzo considerevole
di riforma e modernizzazione della legislazione, delle procedure e dei metodi
di lavoro. Tuttavia, le riforme devono essere pienamente attuate. Il processo
di riforma deve inoltre estendersi alle sue strutture interne e alla governance
del suo funzionamento operativo. La Commissione invita il Consiglio e il Parlamento europeo a: – completare quanto prima il processo di modernizzazione; – avviare un dialogo con le parti interessate, tenendo conto dei risultati delle recenti valutazioni e analisi delle lacune, in particolare la valutazione 2012 dell’unione doganale, al fine di definire adeguate priorità; – riformare la governance nonché i ruoli e le responsabilità rispettive degli Stati membri e della Commissione con riguardo alla gestione operativa globale dell’unione doganale. Le prossime fasi dovrebbero includere un progetto di riforma da presentare entro il 2014. [1] Ai fini della presente comunicazione, si intende per “unione
doganale dell’UE” l’unione doganale e il territorio quali definiti agli
articoli 30 e seguenti del TFUE, escluse le unioni doganali dell’UE con la
Turchia, Andorra e San Marino. [2] Banca mondiale – Doing Business 2012: Doing
business in a more transparent world (http://www.doingbusiness.org/rankings);
Foro economico mondiale – Indice di competitività globale (http://www.weforum.org/issues/competitiveness-0/gci2012-data-platform/). [3] Articolo 3 del TFUE. [4] Articolo 291 del TFUE. [5] Presidente Barroso, SPEECH/12/596, 12.9.2012. [6] Regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice
doganale comunitario. [7] Regolamento (CEE) n. 2658/87
del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla
tariffa doganale comune. [8] Regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio
relativo all’intervento dell’autorità doganale nei confronti di merci
sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e alle misure
da adottare nei confronti di merci che violano tali diritti. [9] http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/chemicals/documents/specific-chemicals/precursors/ [10] Regolamento (CE) n. 116/2009 del Consiglio relativo
all’esportazione di beni culturali. [11] Regolamento (CE) n. 1889/2005 relativo ai controlli
sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa. [12] Regolamento (CE) n. 765/2008 che pone norme in
materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la
commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93. [13] P. es. il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio
relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche
mediante il controllo del loro commercio. [14] COM(2008) 169 definitivo. [15] Al fine di promuovere la cooperazione con le imprese, la
maggior parte delle amministrazioni degli Stati membri dispone di comitati
congiunti tra imprese e dogane, mentre a livello dell’UE un meccanismo di
consultazione, il gruppo di contatto per gli operatori, fornisce contributi
attivi ai lavori preparatori per la maggior parte delle nuove iniziative. [16] Ad esempio, il piano pluriennale di sorveglianza del
mercato. Per maggiori particolari si veda l’allegato 2 del documento di
lavoro dei servizi della Commissione “Valutazione d’impatto di un programma d’azione
nel settore doganale e fiscale dell’Unione europea (programma FISCUS) per il
periodo 2014-2020” – SEC (2011) 1317 definitivo. [17] Si veda ad es. la comunicazione della Commissione al
Parlamento europeo e al Consiglio del 22 novembre 2010 dal titolo “La
strategia di sicurezza interna dell’UE in azione: cinque tappe verso un’Europa
più sicura” [COM(2010) 673 definitivo, non pubblicato nella Gazzetta
ufficiale]. [18] Sito internet UE - Settore delle
dogane [19] Commercio esterno e interno dell’UE, un annuario
statistico, dati 1958-2010, pag.16. [20] Bilancio 2011 in
cifre [21] Banca dati EORI. [22] Progetto di relazione finale, contratto quadro
DIGIT/R2/PO/2009/027 ABC II – Studio di fattibilità sulla valutazione dello
stato dell’Unione doganale dell’UE. [23] Molti accordi e convenzioni internazionali, come la
versione riveduta della convenzione di Kyoto (OMD), sono di fatto codificati
nel diritto dell’Unione. [24] La normativa doganale dell’UE si applica a tutti gli Stati
membri ma sussiste un margine di manovra per le norme nazionali. [25] Decisione n. 624/2007/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 maggio 2007, che istituisce un programma d’azione doganale
nella Comunità. [26] COM(2003) 452 definitivo del 24.7.2003. [27] Regolamento (CE) n. 450/2008 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 23 aprile 2008, che istituisce il codice doganale
comunitario (Codice doganale aggiornato) (GU L 145 del 4.6.2008, pag. 1), e
decisione n. 70/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15
gennaio 2008, concernente un ambiente privo di supporti cartacei per le dogane
e il commercio (GU L 23 del 26.1.2008, pag. 21). [28] Allegato 2 del documento di lavoro dei servizi della
Commissione “Valutazione d’impatto di un programma d’azione nel settore doganale
e fiscale dell’Unione europea (programma FISCUS) per il periodo 2014-2020” –
SEC (2011) 1317 definitivo. [29] Future Business Architecture for the Customs Union
and Cooperative Model in the Taxation Area in Europe, TAXUD/R3/VDL D(2010)
433216, contratto quadro DIGIT/R2/PO/2009/027 ABC II. [30] COM(2011)922. [31] Study on the possible ways to enhance EU-level
capabilities for risk analysis and targeting, PricewaterhouseCoopers, 31
maggio 2012. [32] Documento di lavoro dei servizi della Commissione “Valutazione
d’impatto del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela
dei diritti di proprietà intellettuale”, (SEC (2011) 597 e SEC (2011) 598) e
documento di lavoro dei servizi della Commissione “Relazione sull’attuazione
del piano d’azione doganale dell’UE in materia di lotta contro le violazioni
dei diritti di proprietà intellettuale per il periodo 2009-2012” (documento di
lavoro (2012) 356). [33] Rif. [34] Regolamento (CE) n. 648/2005 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 13 aprile 2005, che modifica il regolamento (CEE) n. 2913/92
del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitario. [35] Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce il codice doganale dell’Unione (COM (2012) 64 del
20.2.2012). [36] Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte
delle autorità doganali – COM (2011) 285. [37] Pubblicazione prevista all’inizio del 2013. [38] Corte dei Conti – Relazione speciale n. 1/2010 “Le
procedure doganali semplificate per le importazioni sono controllate in maniera
efficace?” [39] TAXUD/B2/061/2011.