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Document 52012DC0056
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND THE COUNCIL INTERIM REPORT On Progress in Romania under the Co-operation and Verification Mechanism
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO RELAZIONE INTERMEDIA sui progressi compiuti dalla Romania secondo il meccanismo di cooperazione e verifica
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO RELAZIONE INTERMEDIA sui progressi compiuti dalla Romania secondo il meccanismo di cooperazione e verifica
/* COM/2012/056 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO RELAZIONE INTERMEDIA sui progressi compiuti dalla Romania secondo il meccanismo di cooperazione e verifica /* COM/2012/056 final */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO
EUROPEO E AL CONSIGLIO RELAZIONE INTERMEDIA
sui progressi compiuti dalla Romania secondo il meccanismo di cooperazione e
verifica 1. Introduzione La presente relazione intermedia secondo il
meccanismo di cooperazione e verifica ("MCV")[1] fornisce un aggiornamento
tecnico sugli sviluppi rilevanti verificatisi in Romania negli ultimi sei mesi
dopo l'ultima relazione della Commissione del luglio 2011. L'aggiornamento
verte sulle misure che sono già state attuate integralmente, o che sono in fase
di completamento, e individua le azioni che devono ancora essere intraprese. Le raccomandazioni dell'ultima relazione, adottata
dalla Commissione il 20 luglio 2011, sono il punto di riferimento per
valutare i progressi registrati rispetto ai parametri di riferimento e
individuare i problemi che ancora sussistono. Nell'estate del 2012 la
Commissione procederà a una valutazione globale dei progressi compiuti dalla
Romania secondo l'MCV. 2. Riforma giudiziaria e lotta
contro la corruzione: Sintesi degli sviluppi alla luce delle raccomandazioni
della Commissione Per quanto riguarda la risposta della Romania alle
raccomandazioni della Commissione vanno segnalati diversi sviluppi. Il nuovo
codice civile è entrato in vigore senza intoppi nell'ottobre 2011 e l'entrata
in vigore del codice di procedura civile è prevista per giugno 2012.
L'accelerazione dei processi per corruzione ad alto livello ad opera dell'Alta
Corte di cassazione e di giustizia ha contributo all'attuazione delle raccomandazioni
della Commissione sul rischio di scadenza dei termini di prescrizione in alcuni
casi di corruzione ad alto livello. Questo potrebbe avere un'incidenza a lungo
termine in termini di razionalizzazione dei procedimenti giudiziari e di
adozione entro i tempi previsti di decisioni definitive da parte dei tribunali.
Il disegno di legge sui poteri estesi di confisca è andato avanti in
Parlamento. La Direzione nazionale anticorruzione (DNA) e l’Agenzia nazionale
per l'integrità (ANI) hanno continuato ad occuparsi di una serie di casi
importanti, anche per quanto riguarda un gran numero di alti esponenti politici
e funzionari. Le nuove leggi sulla riforma delle nomine presso l'Alta Corte di
cassazione e di giustizia e sulla responsabilità disciplinare dei magistrati
hanno definito quadri il cui obiettivo è introdurre maggiore chiarezza e
rigore. È stata elaborata una strategia nazionale globale anticorruzione. Gli sviluppi osservati in Romania negli ultimi
mesi evidenziano anche una serie di settori che necessitano di ulteriori
interventi in linea con le raccomandazioni della Commissione. Occorre
proseguire i preparativi per l'applicazione del codice penale e del codice di
procedura penale in settori quali le assunzioni mirate e il riequilibrio delle
risorse tra i diversi tribunali, inserendoli in un piano di attuazione chiaro e
globale. Desta tuttora preoccupazione la capacità dei vertici della
magistratura di affrontare adeguatamente i problemi di integrità e
responsabilità nell'apparato giudiziario. Le decisioni adottate nei casi
principali dovranno contribuire ulteriormente a scoraggiare efficacemente la
corruzione ad alto livello. All'accoglienza favorevole riservata al progetto di
nuova strategia anticorruzione deve fare riscontro un'esplicita approvazione da
parte di tutte le istituzioni onde massimizzare l'effetto leva della strategia.
Occorre intensificare gli sforzi per ottenere risultati più convincenti per
quanto riguarda il recupero dei proventi di reato. Nei prossimi mesi occorrerà mantenere l'impegno
per dimostrare risultati convincenti in vista della valutazione globale dei
progressi compiuti dalla Romania secondo l'MCV dopo la sua adesione all'UE a
cui la Commissione procederà nell'estate del 2012. La Commissione continuerà a
sostenere gli sforzi della Romania a tal fine. 3. Situazione aggiornata Riforma del settore giudiziario Per il proseguimento della riforma giudiziaria,
la Commissione ha raccomandato in particolare alla Romania di adottare un piano
per l'attuazione del codice di procedura civile, del codice penale e del codice
di procedura penale, di mettere a disposizione risorse sufficienti per la
riorganizzazione dell'apparato giudiziario, di migliorare la formazione e le
procedure di assunzione, di aumentare la capacità dell'Istituto nazionale della
magistratura e di creare un quadro di collaborazione con la magistratura e la
società civile onde monitorare i progressi della riforma giudiziaria. L'agevole entrata in vigore del nuovo codice
civile il 1° ottobre è stata accompagnata da diverse azioni di formazione e
sensibilizzazione. Sulla base degli studi di impatto completati nel novembre
2011, l'entrata in vigore del codice di procedura civile è stata recentemente
annunciata per giugno del 2012. Gli altri codici entreranno in vigore nel marzo
2013, il che darà tempo di assumere un gran numero di magistrati e cancellieri
e di ristrutturare i tribunali. Negli ultimi mesi sono state adottate misure
relative alla normativa di attuazione del codice di procedura civile, del
codice penale e del codice di procedura penale e a novembre sono stati portati
a termine gli studi di impatto per tutti i codici. Ai recenti annunci relativi
all'attuazione dovrebbero ora far seguito l'adozione della normativa di
attuazione e il completamento di un piano di attuazione globale, a cui
contribuiscano tutte le parti interessate del Parlamento, del governo, del
settore giudiziario e della società civile, comprendente le misure preparatorie
necessarie quali il conferimento della priorità alle assunzioni, la riorganizzazione
dei tribunali e la formazione. Dopo l'ultima relazione della Commissione la
Romania ha varato un progetto volto a definire standard relativi al carico di
lavoro ottimale dei tribunali, i cui primi risultati sono attesi per
quest'estate. Prossimamente inizierà un riesame funzionale del sistema
giudiziario che sarà completato entro la fine del 2012. Sebbene si sia
proceduto alla riassegnazione di alcuni posti vacanti presso il Consiglio
superiore della magistratura, sussistono notevoli squilibri in termini di
carico di lavoro tra i diversi tribunali e procure. Una proposta volta ad armonizzare gli esami di
ammissione e a migliorare la formazione iniziale dei magistrati è in attesa
dell'approvazione del Consiglio superiore della magistratura. Sono state
inoltre presentate proposte volte a creare posti supplementari presso
l'Istituto nazionale della magistratura e a migliorare le strutture di
formazione e sono stati erogati fondi per 15 tirocinanti supplementari presso
l'Istituto. Per migliorare la responsabilità del sistema
giudiziario, la Commissione ha raccomandato in particolare alla Romania di
dimostrare una casistica di decisioni gestionali trasparenti e obiettive, di
proseguire la riforma dell'ispettorato e di garantire la pubblicazione elettronica
di tutta la giurisprudenza e la pubblicazione tempestiva delle motivazioni dei
tribunali. Dopo l'ultima relazione della Commissione, la
Romania ha adottato una normativa volta a rafforzare la responsabilità
disciplinare dell'apparato giudiziario. La legge modifica lo schema delle
infrazioni disciplinari, aumenta le sanzioni e rafforza l'indipendenza
dell'ispettorato giudiziario, eliminando inoltre la possibilità per i
magistrati di sfuggire alle sanzioni disciplinari andando in pensione nel corso
di un procedimento disciplinare. A novembre il Consiglio superiore della
magistratura ha adottato una strategia e un piano d'azione per migliorare
l'integrità all'interno dell'apparato giudiziario. Tuttavia, a seguito di
alcune recenti indagini penali riguardanti alti magistrati sono state espresse
pubblicamente preoccupazioni circa la determinazione e la capacità del
Consiglio di salvaguardare l'integrità e la responsabilità dell'apparato
giudiziario. In un caso importante di presunta corruzione ad alto livello, le
autorità giudiziarie non hanno revocato il giudice in questione, che ricopriva
una carica dirigenziale. Sono state avviate indagini disciplinari che però sono
state sospese perché era in corso un'indagine penale. Il caso ha evidenziato
chiare lacune per quanto riguarda la capacità dei vertici della magistratura di
prendere provvedimenti quando la reputazione dell'apparato giudiziario sia
seriamente minacciata. Non è stato fatto molto per dare seguito alle
raccomandazioni della Commissione in merito all'efficacia dell'ispettorato
giudiziario. Le nomine dell'agosto scorso presso l'Alta Corte
di cassazione e di giustizia sono state criticate per mancanza di trasparenza e
di obiettività. A dicembre, tuttavia, la Romania ha adottato una nuova legge
che era stata reintrodotta dal governo per riformare le nomine presso l'Alta
Corte di cassazione e di giustizia. La legge apporta miglioramenti sostanziali
alle procedure di nomina e può dare un contributo importante alla riforma
dell'Alta Corte. L'impatto della nuova legge dipenderà dall'impegno delle
istituzioni competenti a garantirne un'attuazione adeguata. Ora occorre coprire
rapidamente i posti vacanti, in particolare nella sezione penale, attraverso un
processo di assunzioni trasparente e meritocratico. Un'ulteriore
riorganizzazione dell'Alta Corte contribuirebbe ad aumentare la sua capacità di
gestire efficacemente la procedura di pronuncia pregiudiziale, che sarà
introdotta dai nuovi codici come strumento fondamentale per l'uniformità della
giurisprudenza. Le decisioni motivate dei tribunali non
vengono ancora pubblicate online in modo completo e aggiornato. Occorre
garantire la pubblicazione sistematica delle motivazioni delle decisioni dei
tribunali entro i termini di legge, specialmente in determinati casi di
corruzione ad alto livello in cui la pubblicazione ritardata delle motivazioni
potrebbe rinviare gli appelli facendo scadere i termini di prescrizione. Lotta alla corruzione Per migliorare l'efficacia dell'azione
giudiziaria nei casi di corruzione ad alto livello, la Commissione ha
raccomandato in particolare alla Romania di migliorare la gestione dei casi e
le prassi giudiziarie nei processi sui casi di corruzione ad alto livello e di
rafforzare il carattere dissuasivo e la coerenza delle sanzioni applicate dai
giudici in questo campo. La Commissione ha raccomandato altresì di portare
avanti la riforma dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia, di dimostrare
di aver ottenuto risultati migliori per quanto riguarda le frodi negli appalti
pubblici e di adottare norme procedurali per la revoca dell'immunità dei
parlamentari. Dopo l'ultima relazione della Commissione, l'Alta
Corte di cassazione e di giustizia ha preso una serie di provvedimenti di
carattere gestionale e amministrativo per accelerare i processi sui casi di
corruzione ad alto livello, in particolare quelli per i quali si rischiava la
scadenza dei termini di prescrizione. Tra queste misure figurano il
conferimento della priorità ai casi per i quali stavano per scadere i termini
di prescrizione e l'uso temporaneo delle aule disponibili in altri tribunali
per aumentare la frequenza delle udienze. Nel novembre 2011 è stato assegnato
all'Alta Corte un edificio supplementare. Queste misure hanno permesso di
accelerare un numero di casi pendenti presso l'Alta Corte e di aumentare il
numero delle sentenze. Nel 2011 15 casi sono stati risolti in primo grado a
livello della sezione penale dell'Alta Corte di cassazione e di giustizia,
contro due casi nel 2010. L'Alta Corte ha pronunciato decisioni definitive in
nove casi di corruzione ad alto livello. L'Alta Corte di cassazione e di giustizia ha
pubblicato orientamenti sulle condanne, riguardanti determinati reati di
corruzione, in base a un'analisi delle decisioni definitive dei tribunali. Gli
operatori del settore hanno giudicato utili questi orientamenti, che sono stati
ampliati, ulteriormente divulgati e integrati nei programmi di formazione, con
un monitoraggio contestuale della loro applicazione. Dall'analisi delle
condanne per corruzione ad alto livello si evince che spesso le sentenze
rimangono vicine al minimo legale e che le pena viene sospesa per oltre il 60%
delle condanne. La DNA ha continuato a svolgere efficacemente le
funzioni di procura nei casi di corruzione ad alto livello. Nel 2011 è stato
registrato un aumento del numero di rinvii a giudizio, decisioni dei tribunali
e condanne che, insieme all'accelerazione delle cause dinanzi all'Alta Corte di
cassazione e di giustizia, si è riflesso principalmente nelle decisioni
definitive dei tribunali: nel 2011 sono state pronunciate 158 decisioni
definitive in casi di competenza della DNA, contro 85 nel 2010. Quest'attività
ha continuato a interessare un gran numero di alti esponenti politici e
funzionari. La Direzione generale anticorruzione del ministero
dell’Amministrazione e dell’interno ha preso provvedimenti per consolidare la
sua azione di lotta alla corruzione. Dal luglio scorso sono state pronunciate 5
condanne in primo grado contro 13 imputati in casi relativi agli appalti
pubblici. Per quanto riguarda i reati a danno degli interessi finanziari
dell'Unione europea, da luglio sono state pronunciate 5 condanne definitive e 4
condanne non definitive. Vista l'importanza degli appalti pubblici
nell'economia rumena, occorre uno sforzo particolare per garantire una gestione
rapida ed efficiente dei casi. Per garantire l'efficienza dei procedimenti
giudiziari occorre tuttora migliorare le competenze finanziarie e contabili dei
magistrati e aumentare la disponibilità di esperti esterni qualificati. Un
approccio proattivo all'elaborazione di una giurisprudenza coerente nei
processi sugli appalti pubblici contribuirebbe a garantire il corretto
svolgimento dei procedimenti giudiziari. L’Istituto nazionale della magistratura e l'Alta
Corte hanno organizzato, con il sostegno della DNA, seminari, riunioni e corsi
di formazione per ovviare alle carenze delle prassi giudiziarie nei processi
per corruzione ad alto livello. Sarebbe utile applicare queste misure in modo
più sistematico e consolidato, nell'ambito di un piano d'azione globale, per
migliorare le prassi giudiziarie generali nei processi per corruzione ad alto
livello. Potrebbe essere rivolta particolare attenzione al miglioramento delle
norme riguardanti l'autorizzazione e il finanziamento delle perizie in
tribunale e alle giustificazioni addotte per rinviare le udienze. La Romania ha preparato un'analisi
comparativa delle prassi seguite in altri Stati membri per quanto riguarda la
procedura di revoca dell'immunità dei parlamentari e ha inserito la questione
nel progetto di nuova strategia nazionale anticorruzione. Ora il Parlamento
deve dar seguito alla questione in quanto autorità competente per l'adozione di
nuove norme. Per migliorare l'efficacia delle strategie in
materia di integrità, la Commissione ha raccomandato alla Romania di dimostrare
una casistica di sanzioni in applicazione delle decisioni dell’Agenzia
nazionale per l'integrità (ANI), di migliorare le prassi delle commissioni
d'indagine patrimoniale e di rafforzare la capacità investigativa dell'ANI e la
sua collaborazione con le altre istituzioni. Dopo l'ultima relazione della Commissione,
l'Agenzia nazionale per l'integrità (ANI) ha beneficiato di un considerevole
incremento della sua dotazione e di un notevole afflusso di fondi UE per il
miglioramento del suo sistema informatico e delle sue procedure. L'ANI ha
concluso diversi accordi di cooperazione con altre istituzioni e ha svolto una
prima valutazione incentrata sui rischi, contestualmente a controlli su vasta
scala, per quanto riguarda il conflitto di interessi negli appalti pubblici a
livello locale e regionale. Negli ultimi mesi il bilancio dell'ANI è
ulteriormente migliorato. Dal 2010 l'ANI ha individuato, nell'ambito della sua
nuova base giuridica, 18 casi per un totale di 5,7 milioni di euro di
potenziali patrimoni ingiustificati, 23 casi di conflitto di interessi
amministrativo e 118 casi di incompatibilità. Il seguito giudiziario e
amministrativo dato a questi casi non è stato uniforme. Nei primi due casi
sollevati dall'ANI in base alla sua vecchia base giuridica, le decisioni
definitive dell'Alta Corte hanno confermato l'esistenza di patrimoni
ingiustificati e disposto la loro confisca. Le risultanze sull'incompatibilità
a norma della nuova legge hanno portato alla destituzione del titolare di una
carica pubblica, all'applicazione di sanzioni in altri due casi e alle
dimissioni di altri sei titolari di cariche pubbliche. Un gran numero di casi, in particolare quelli
legati al conflitto di interessi, è ancora pendente dinanzi alle autorità
giudiziarie. La gestione dei casi è stata resa più complessa dalla creazione,
nell'agosto 2010, delle commissioni d'indagine patrimoniale quali intermediari
tra l'ANI e i tribunali. Sono in fase di elaborazione orientamenti o norme
procedurali comuni volti a migliorare l'efficienza dei procedimenti e a
uniformare le prassi. Negli ultimi mesi sono stati organizzati seminari di
formazione per promuovere l'uso delle migliori pratiche. I tribunali devono
ancora decidere una causa di prova (test case) per stabilire se l'ANI abbia il
potere di impugnare le ordinanze di rigetto emanate dalle commissioni. Il potenziale effetto deterrente dei casi
dell'ANI è attenuato dai ritardi e dalla mancanza di coerenza nel seguito
giudiziario e amministrativo. I tentativi di rimettere in discussione
l'indipendenza giuridica e istituzionale dell'ANI hanno inoltre distolto
l'attenzione dal consolidamento del bilancio dell'Agenzia. L'imminente nomina
di un nuovo presidente dell'ANI sarà l'occasione di riportare l'attenzione
sulla stabilità istituzionale e sull'integrità dell'Agenzia. Per migliorare i risultati ottenuti nella lotta
alla corruzione, la Commissione ha raccomandato alla Romania di intensificare
il coordinamento al massimo livello, di definire una nuova strategia
pluriennale anticorruzione e di creare un apposito gruppo di monitoraggio. La
Commissione ha inoltre raccomandato di dimostrare di aver ottenuto risultati
convincenti per quanto riguarda il recupero dei proventi di reato e il
riciclaggio del denaro, di adottare una nuova legge sui poteri estesi di
confisca, di definire regole per la prevenzione dei conflitti di interessi
nella gestione dei fondi pubblici e di potenziare le procedure e la capacità
delle autorità competenti nel settore degli appalti pubblici. Dopo l'ultima relazione della Commissione, la
Romania ha elaborato un progetto di nuova strategia anticorruzione che è stato
accolto favorevolmente da esperti e operatori del settore. L'attuazione
effettiva e l'impatto della strategia dipenderanno dal sostegno e
dall'approvazione espressi a livello politico. L'adozione della strategia da
parte del Parlamento costituirebbe un segnale positivo importante. Il suo
impatto potrebbe essere ulteriormente accentuato creando un meccanismo di
monitoraggio visibile nonché imponendo a tutti i livelli di governo di attuare
la strategia nei settori di loro competenza e di riferire sui risultati
ottenuti. Dall'estate scorsa, inoltre, sono stati ottenuti finanziamenti dai
fondi UE per una serie di progetti anticorruzione, anche presso i ministeri
dell'Istruzione, della Sanità e dell’Amministrazione e dell’interno.
L'attuazione è iniziata e ora si aspettano i risultati. Per quanto riguarda
l'effetto deterrente, l'esclusione di un politico dal suo partito a novembre, quando
sono state avviate indagini per corruzione ad alto livello, è stata
riconosciuta come un valido esempio di responsabilità pubblica effettiva. Altri
sei parlamentari condannati per corruzione rimangono tuttavia in carica. Se sarà adottato nella forma proposta, il disegno
di legge sui poteri estesi di confisca attualmente all'esame in Parlamento
accentuerà considerevolmente l'effetto deterrente delle sanzioni. La legge
dovrebbe essere accompagnata da misure volte a garantire l'effettiva
applicazione delle sentenze che impongono sanzioni finanziarie. Il paese deve
ancora dimostrare di aver ottenuto risultati convincenti per quanto riguarda il
recupero dei proventi di reato. Le misure adottate dal Procuratore generale
hanno permesso di aumentare considerevolmente l'importo dei beni congelati nel
2011. È stata distribuita una nota orientativa destinata alle procure per
incentivare la repressione del riciclaggio del denaro quale reato a sé stante. A dicembre la Romania ha adottato un codice di
condotta riguardante l'incompatibilità e il conflitto di interessi nella
gestione dei fondi UE. È stato costituito un gruppo di lavoro incaricato di
sviluppare meccanismi di monitoraggio per garantire l'applicazione delle
disposizioni del nuovo codice. Dopo l'ultima relazione
della Commissione sono state adottate modifiche legislative e misure
amministrative per rafforzare la tutela contro le irregolarità e i conflitti di
interessi nella gestione dei fondi pubblici, tra cui l'elaborazione di una
documentazione di gara standardizzata e il rafforzamento della capacità
dell'Autorità nazionale per la regolamentazione e il controllo degli appalti
pubblici (ANRMAP) di svolgere verifiche ex-ante. L'ANRMAP ha concluso accordi
di cooperazione con altre istituzioni. Sono allo studio altre misure che
potrebbero contribuire a rafforzare l'effettiva applicazione delle norme sugli
appalti pubblici. [1] Decisione 2006/928/CE della Commissione, del 13 dicembre
2006, che istituisce un meccanismo di cooperazione e verifica dei progressi compiuti
dalla Romania per rispettare i parametri di riferimento in materia di riforma
giudiziaria e di lotta contro la corruzione (GU L 354 del 14.12.2006, pag. 56).