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Document 52011DC0351
REPORT FROM THE COMMISSION Interim evaluation report on the results obtained from and the qualitative and quantitative aspects of the implementation of the Civil Justice financing programme
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Relazione intermedia di valutazione sui risultati ottenuti e sugli aspetti qualitativi e quantitativi dell'attuazione del programma di finanziamento "Giustizia civile"
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE Relazione intermedia di valutazione sui risultati ottenuti e sugli aspetti qualitativi e quantitativi dell'attuazione del programma di finanziamento "Giustizia civile"
/* COM/2011/0351 definitivo */
INDICE INTRODUZIONE 2 LA GENESI DEL PROGRAMMA GIUSTIZIA CIVILE 2 GLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA 3 I VARI MEZZI DI AZIONE DEL PROGRAMMA 5 LA GESTIONE DEL PROGRAMMA 6 LE INIZIATIVE DELLA COMMISSIONE 11 I PROGETTI SPECIFICI 13 I PROGETTI SPECIFICI NEL SETTORE DEL DIRITTO DELLA CONCORRENZA 19 LE SOVVENZIONI DI FUNZIONAMENTO 21 CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI 22 INTRODU ZIONE LA decisione[1] del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 settembre 2007 che istituisce il programma specifico “Giustizia civile” prevede che la Commissione presenti al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 31 marzo 2011, una relazione di valutazione intermedia sui risultati ottenuti e sugli aspetti qualitativi e quantitativi dell’attuazione del programma. La presente relazione ottempera a tale obbligo, descrivendo lo stato di avanzamento del programma dalla sua adozione nel settembre 2007 e fornendo una sintesi dei principali risultati. Le prime attività finanziate mediante il programma sono iniziate poco meno di tre anni fa e solo alcune di esse sono già terminate. Pertanto, la relazione si concentra essenzialmente sulla struttura e la gestione del programma. La relazione affronta anche alcune questioni che saranno al centro dei preparativi della prossima programmazione finanziaria. La valutazione proposta si basa in particolare su quanto segue: - i dati statistici e di bilancio di cui la Commissione dispone e l’esperienza da quest’ultima acquisita a partire dal programma di finanziamento precedente, - i dati statistici e di bilancio e le impressioni riguardo all’efficacia del programma per sostenere le attività politiche della Commissione, - l’analisi del funzionamento del programma, - lo scambio di idee svoltosi in occasione di una riunione informale con la maggior parte dei rappresentanti degli Stati membri in seno al comitato del programma interamente dedicata alla valutazione. La riunione si è tenuta l’11 gennaio 2011 a Bruxelles. Entro il 31 dicembre 2014 la Commissione presenterà inoltre una relazione di valutazione finale del programma che stabilirà, mediante indicatori di prestazione, se gli obiettivi sono stati raggiunti. LA GENES I DEL PROGRAMMA GIUSTIZIA CIVILE Il programma fa seguito a programmi precedenti quali Grotius (1996-2000), Grotius civile (2001), Schuman (1999-2001) e, per il periodo 2002-2006, al quadro generale comunitario di attività istituito allo scopo di facilitare la cooperazione giudiziaria in materia civile. Il programma Grotius era inteso a facilitare la cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri promuovendo la conoscenza reciproca dei sistemi giuridici e giudiziari. Era rivolto agli operatori della giustizia ed è servito a finanziare attività di formazione, scambi e tirocini, l’organizzazione di incontri, di studi e di ricerche e la circolazione di informazioni. L’azione Robert Schuman è stata attuata tra il 1999 e il 2001 allo scopo di promuovere e di sostenere iniziative di sensibilizzazione dei professionisti del diritto degli Stati membri rispetto al diritto comunitario. Il suo obiettivo generale era migliorare progressivamente l’applicazione del diritto comunitario in tutta l’Unione europea. In seguito, la Commissione ha proposto di creare un nuovo programma quadro per la cooperazione giudiziaria in materia civile per il periodo 2002-2006. Il nuovo programma era stato adottato dal Consiglio nella primavera del 2002. L’attenzione era stata rivolta in particolare alle azioni che avrebbero consentito di ottenere risultati più concreti e all’esigenza di un rapporto più stretto con gli obiettivi del programma e le priorità indicate nelle conclusioni del Consiglio europeo di Tampere. La possibilità di finanziare le attività delle ONG e azioni condotte su iniziativa della Commissione era la principale novità del programma. Il 6 aprile 2005 la Commissione ha pubblicato una comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio in vista dell’istituzione del programma quadro “Diritti fondamentali e giustizia” per il periodo 2007- 2013. Il programma consisteva in quattro proposte di decisione, tra cui una proposta di decisione del Consiglio che istituisce il programma specifico “Giustizia penale” e una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma “Giustizia civile”. I due programmi si propongono di creare uno spazio europeo di giustizia, fondato sul principio del riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie, sulla cooperazione tra le autorità giudiziarie, in ambito civile o penale, e sull’instaurazione di un clima di fiducia. Hanno inoltre lo scopo di facilitare l’accesso alla giustizia e, pertanto, la vita dei cittadini europei nonché di associare le parti interessate e la società civile alle discussioni in materia di giustizia. I programmi “Giustizia penale” e “Giustizia civile “ sono diversi in particolare in quanto sono fondati su basi giuridiche differenti (rispettivamente l’articolo 31 del TUE e l’articolo 61 del TCE), tuttavia i loro metodi di gestione sono simili, consentendo di mantenere nel complesso una certa coerenza. Il programma “Giustizia civile” è stato adottato tardivamente in codecisione, alla fine del mese di settembre 2007, con conseguenti ritardi nella pubblicazione degli inviti a presentare proposte e nella selezione dei progetti; attualmente tali ritardi sono stati completamente riassorbiti. GLI OBIETTIVI DEL PROGRAMMA L’obiettivo principale del programma è finanziare azioni intese a promuovere la cooperazione giudiziaria per contribuire alla creazione di un autentico spazio europeo di giustizia in materia civile. Più precisamente, le azioni da finanziare hanno i seguenti scopi: - promuovere la cooperazione giudiziaria per contribuire alla creazione di un autentico spazio europeo di giustizia in materia civile; - promuovere l’eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili transfrontalieri negli Stati membri; - migliorare la vita quotidiana di persone e imprese consentendo loro di far valere i loro diritti in tutta l’Unione europea, in particolare facilitando l’accesso alla giustizia; - rafforzare i contatti, lo scambio di informazioni e la creazione di reti tra le autorità giudiziarie e amministrative e i professionisti del diritto, in particolare incoraggiando le azioni di formazione giudiziaria, allo scopo di migliorare la comprensione reciproca tra le autorità e i professionisti. Ogni anno vengono pubblicati un nuovo programma di lavoro e nuovi inviti a presentare proposte, indicando in dettaglio le priorità dell’anno per quanto riguarda gli inviti a presentare proposte e tutte le fasi delle procedura di selezione: - nel 2007, non era stata definita alcuna priorità particolare; - per il 2008 e il 2009 la priorità generale del programma per le sovvenzioni di azioni era la giustizia elettronica (e-justice); - per il 2010 la priorità generale era ancora una volta la giustizia elettronica, e la formazione dei professionisti del diritto; - per il 2011 sono state prese in considerazione molte priorità. La definizione di precise priorità non può che aumentare l’efficacia del programma. Eppure, le priorità sono considerate soltanto indicative: i programmi di lavoro annuali prevedono che i progetti innovativi che non rientrano nei settori definiti come prioritari non siano penalizzati. In altri termini, le priorità sono piuttosto teoriche. I programmi di lavoro annuali determinano anche il tasso di cofinanziamento da parte dell’Unione europea e le soglie minima e massima entro le quali tale finanziamento può essere accordato. Ogni anno, il tasso di cofinanziamento è stato stabilito in misura pari all’80% dei costi ammissibili, mentre era pari soltanto al 60% nel programma precedente. A partire dal 2009, le soglie di 50 000 e 200 000 EUR sono state invece portate rispettivamente a 75 000 e 500 000 EUR. Il programma si rivolge, tra gli altri, ai professionisti del diritto, alle autorità nazionali e ai cittadini dell’Unione in generale. È aperto alle istituzioni e agli organismi pubblici o privati, incluse le organizzazioni professionali, alle università, agli istituti di ricerca e agli istituti che offrono una formazione nei settori giuridico e giudiziario, ai professionisti del diritto, alle organizzazioni internazionali e alle organizzazioni non governative degli Stati membri. Il programma è aperto agli Stati membri, ad eccezione della Danimarca. I paesi aderenti e candidati nonché i paesi dei Balcani occidentali che partecipano al processo di stabilizzazione e di associazione possono essere coinvolti nel programma a determinate condizioni. I VARI MEZZI DI AZIONE DEL PROGRAMMA Il programma prevede vari mezzi di azione come di seguito specificato. - Le azioni su iniziativa della Commissione Si tratta di azioni specifiche avviate dalla Commissione, in particolare studi e lavori di ricerca, sondaggi e inchieste, formulazione di indicatori e di metodologie comuni, raccolta, elaborazione e diffusione di dati e di statistiche, seminari, conferenze e riunioni di esperti, organizzazione di campagne e di manifestazioni pubbliche, creazione e aggiornamento di siti internet, preparazione e diffusione di contenuti informativi, sostegno e gestione di reti di esperti nazionali, attività di analisi, di verifica e di valutazione. La Commissione procede tramite appalti pubblici. - I progetti specifici Si tratta di progetti transnazionali specifici di interesse per l’Unione europea presentati da un’autorità o da qualsiasi altro organismo di uno Stato membro, un’organizzazione internazionale o non governativa e ai quali partecipano in ogni caso almeno due Stati membri o almeno uno Stato membro e un altro Stato che può essere un paese in via di adesione o un paese candidato. Le azioni del programma sono aperte ai seguenti paesi: i paesi in via di adesione, i paesi candidati e i paesi dei Balcani occidentali che partecipano al processo di stabilizzazione e di associazione, conformemente alle condizioni previste dagli accordi di associazione o dai rispettivi protocolli aggiuntivi relativi alla partecipazione a programmi europei, conclusi o da concludere con i paesi in questione. Al momento della presentazione di questa relazione, nessun paese terzo soddisfaceva le condizioni necessarie per partecipare al programma. Si noti che ogni anno viene destinato un importo di 800 000 EUR al finanziamento di progetti specifici legati alla formazione dei professionisti del diritto nel campo del diritto europeo della concorrenza. Tale attività è oggetto di inviti a presentare proposte separati. - Le sovvenzioni di funzionamento Il programma può finanziare le attività di organizzazioni non governative o di altre entità che perseguono obiettivi di interesse generale europeo conformemente agli obiettivi generali del programma, alle condizioni previste nei programmi di lavoro annuali. Come si potrà constatare in seguito, la formulazione un po’ sibillina di questa disposizione ha suscitato alcune difficoltà. - Gli organismi menzionati nella base giuridica Il programma prevede sovvenzioni di funzionamento allo scopo di cofinanziare spese legate ai programmi di lavoro permanente della rete europea dei Consigli superiori della magistratura e della rete dei presidenti delle Corti supreme dell’Unione europea, nella misura in cui la spesa è sostenuta per perseguire un obiettivo di interesse europeo generale. - La rete giudiziaria europea Il programma è anche inteso a facilitare il funzionamento della rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale istituita dalla decisione 2001/470/CE del Consiglio. LA GESTION E DEL PROGRAMMA - Le risorse finanziarie La programmazione finanziaria, espressa in milioni di EUR, è la seguente: |2007 |2008 |2009 |2010 |2011 |2012 |2013 |Totale | |Giustizia civile |14,4 |14,7 |15,3 |15,8 |16,0 |16,5 |17,1 |109,3 | |La linea di bilancio interessata è 18 06 07. Il programma “Giustizia civile” dispone di una dotazione finanziaria in forte aumento rispetto al programma precedente. La tabella di seguito riportata indica la differenza di dotazioni tra il programma di cooperazione giudiziaria civile (5 anni) e il programma attuale (primi 5 anni). Non si deve tuttavia perdere di vista il fatto che quest’ultimo comprende le spese legate al funzionamento della rete giudiziaria europea e azioni specifiche nel campo della concorrenza (800 000 EUR all’anno) gestite dalla Direzione generale della concorrenza. [pic] Verde: Giustizia civile 2007/2011 Rosso: Cooperazione giudiziaria civile 2002/2006 Il grafico riportato nella pagina seguente illustra la ripartizione della dotazione finanziaria disponibile tra le varie attività previste dal programma, anno per anno. Si noti il posto tutto sommato modesto occupato dagli stanziamenti destinati alle sovvenzioni di azioni (progetti specifici transnazionali) che costituiscono l’elemento centrale del programma. RIPARTIZIONE DELLA DOTAZIONE FINANZIARIA DISPONIBILE PER TIPO DI ATTIVITÀ [pic] Blu: Azioni su iniziativa della Commissione Rosso: Sovvenzioni di azioni Verde: Sovvenzioni di azioni: concorrenza Viola: Sovvenzioni di funzionamento Azzurro: Sovvenzioni di funzionamento richiamate nella base giuridica Arancione: Rete - Il ciclo di vita di un progetto Come molti programmi europei, il programma “Giustizia civile” si svolge, almeno per quanto riguarda la parte “progetti specifici”, secondo un ciclo determinato della durata di vari anni. Il ciclo inizia, il primo anno, con un programma di lavoro annuale. Il programma di lavoro è definito dalla Commissione, con l’assistenza del comitato del programma secondo la procedura di gestione. In occasione della riunione informale tenutasi l’11 gennaio 2011, tutti i rappresentanti degli Stati membri hanno auspicato di essere associati in maniera più adeguata al processo decisionale riguardante il programma di lavoro, che ha valore di decisione di finanziamento, nonché alla selezione dei progetti, anche se il comitato si pronuncia soltanto secondo la procedura consultiva. Il programma di lavoro è seguito da inviti a presentare proposte, dalla selezione dei progetti più pertinenti, dalla firma dei contratti e dai primi esborsi. Il secondo anno vengono attuati i progetti. Al termine di un periodo di attività di 2 anni al massimo, i promotori dei progetti hanno ancora tre mesi a disposizione per la presentazione della relazione finale e dei conti. In altre parole, per un invito pubblicato nell’anno n, i pagamenti finali si effettuano nell’anno n+2 o nell’anno n+3. Ogni anno, il contenuto dell’invito viene modificato per adeguarlo, da un lato, alle nuove priorità menzionate nel programma di lavoro annuale legate all’avanzamento dei lavori a livello di Unione nel settore della giustizia civile e, dall’altro lato, per tenere conto degli insegnamenti tratti dagli anni precedenti. Le varie fasi della procedura di selezione, che può sembrare molto lunga in quanto trascorrono quasi 8 mesi tra la pubblicazione dell’invito e la firma dei contratti di sovvenzione, sono quelle di seguito indicate. Le candidature devono essere ricevute entro la data indicata nell’invito a presentare proposte. Dal 2008 i candidati sono tenuti a compilare il modulo previsto e ad allegare tutti i documenti necessari tramite un sistema informatico denominato Priamos. L’utilizzo di questo sistema consente in particolare di evitare la manipolazione dei fascicoli cartacei (per esempio, vari valutatori possono lavorarci contemporaneamente), di impedire che si perdano e di evitare contestazioni riguardo alla data di ricezione. Un comitato di selezione interna, composto da funzionari della Commissione, esamina le proposte, verificando nell’ordine: - i criteri di esclusione e di ammissibilità; - i criteri di selezione; - i criteri di attribuzione (valutazione propriamente detta). I vari criteri sono specificati negli inviti a presentare proposte, di cui si trova un esempio nell’allegato 2 (programma di lavoro e invito a presentare proposte per il 2010). Se le proposte soddisfano le condizioni di ammissibilità e di selezione, il comitato le valuta e vi attribuisce un punteggio in base ai vari criteri di attribuzione. Il comitato classifica le proposte ammissibili secondo il punteggio ottenuto e, nei limiti della dotazione finanziaria disponibile, indica quelle di cui raccomanda la selezione. Il comitato consultivo previsto dalla decisione di base si riunisce per discutere la proposta menzionata in precedenza. Finora, in occasione degli inviti a presentare proposte per il 2007, il 2008, il 2009 e il 2010, il comitato ha emesso un parere favorevole su base di consenso sulle proposte ad esso sottoposte. Le riunioni possono essere sostituite da una procedura scritta. La Commissione definisce l’elenco delle proposte prese in considerazione per un cofinanziamento (“decisione di aggiudicazione”). L’elenco è accompagnato da importi massimi corrispondenti a ciascuna sovvenzione. Gli importi possono essere riveduti se i bilanci presentati dai candidati non sono interamente ammissibili o correttamente presentati. Dopo la trasmissione alla Commissione di un bilancio interamente ammissibile, gli stanziamenti necessari sono impegnati e al beneficiario potenziale viene presentata una convenzione di sovvenzione. Dopo che entrambe le parti hanno firmato la convenzione, l’azione può iniziare e viene versata una prima parte del finanziamento, attualmente pari al 70%. Le azioni hanno in generale una durata compresa tra 12 e 24 mesi a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla data in cui l’ultima delle due parti firma la convenzione di sovvenzione o a un’eventuale data alternativa scelta dal beneficiario. Per tutto il periodo di attività, il progetto viene seguito da un funzionario della Commissione, che tratta tutte le questioni sollevate dal beneficiario. La maggior parte delle questioni sollevate dal beneficiario nel corso dell’attuazione del progetto è legata al bilancio (aumento di determinati costi o ridistribuzione dei medesimi tra le varie rubriche). Spesso i beneficiari desiderano prolungare la durata del progetto perché non sono riusciti a realizzare tutte le azioni previste o hanno avuto difficoltà a organizzare le conferenze/i seminari o a riunire tutti i partecipanti/relatori in una determinata data. Talvolta uno dei partner legati al progetto decide di ritirarsi mettendone a repentaglio la realizzazione. Il cambiamento di personale (per malattia, congedo di maternità e così via) è un altro problema cui spesso i capi progetto devono far fronte. In seguito, la relazione finale (che riguarda gli aspetti tecnici e finanziari) deve essere trasmessa dal beneficiario alla Commissione entro i tre mesi successivi al termine dell’azione, corredata dalla richiesta di pagamento finale. Il pagamento del saldo viene effettuato entro i 45 giorni successivi all’approvazione da parte della Commissione di tali documenti. Il controllo dei progetti passa attraverso varie fasi. Durante il processo di selezione, i servizi finanziari della Commissione verificano che i bilanci siano ammissibili e presentati in forma corretta. Se così non è, si mettono in contatto con i responsabili del progetto perché correggano gli errori. Viene conclusa una convenzione di sovvenzione solo se vi è accordo sugli aspetti relativi al bilancio. Durante lo svolgimento dei progetti, è possibile che un funzionario della Commissione partecipi ad attività quali conferenze e seminari. Non sono invece previste relazioni intermedie. Al termine dei progetti, il pagamento del saldo al beneficiario viene eseguito soltanto previa approvazione della relazione finale da parte della Commissione, indipendentemente dal fatto che si tratti di aspetti di contenuto o di aspetti finanziari. In particolare, i servizi finanziari analizzano i documenti giustificativi (fatture e simili) che accompagnano la relazione secondo la tecnica del “campionamento”. LE INIZIATIVE DELLA COMMISSIONE Durante il periodo preso in esame, le azioni intraprese su iniziativa della Commissione sono state quelle di seguito riportate. - La manutenzione dei siti Internet e delle banche dati già creati nell’ambito del programma precedente. L’atlante giudiziario europeo è uno strumento informatico che si presenta sotto forma di banca dati accessibile tramite Internet e disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea. Il suo obiettivo è garantire un accesso facilitato alle informazioni relative alla cooperazione giudiziaria in materia civile. L’atlante consente ai professionisti e ai cittadini di determinare con facilità a quali autorità competenti devono rivolgersi nei vari casi, in particolare per: - la ricerca delle giurisdizioni aventi competenza territoriale, - la notifica e la comunicazione dei documenti, - l’ottenimento delle prove, - l’esecuzione delle sentenze, - altre questioni. Inoltre, le procedure corrispondenti saranno per quanto possibile agevolate dando all’utente la possibilità di accedere a uno strumento informatico basato sui moduli da compilare nel quadro dell’applicazione dei vari strumenti giuridici. JURE è una banca dati creata dalla Commissione europea che raggruppa informazioni relative alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea e delle giurisdizioni degli Stati membri e che riguarda l’interpretazione del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio del 22 dicembre 2000 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale e l’interpretazione della convenzione di Bruxelles del 1968 e della convenzione di Lugano del 1988. Si tratta di un efficace strumento di ricerca il cui obiettivo principale è facilitare l’accesso a informazioni complete e regolarmente aggiornate. Le informazioni sono accessibili gratuitamente a tutti, compresi i professionisti del diritto di tutta l’Unione europea. Le sintesi delle sentenze contenute nella banca dati in questione sono disponibili in tedesco, inglese e francese e nella lingua di origine della sentenza. JURE viene aggiornata costantemente a partire dai contributi forniti dai professionisti del diritto e riveduti dalla Commissione europea. - Studi La Commissione ha finanziato una serie di studi attraverso il programma “Giustizia civile”, tra cui quelli di seguito indicati. Uno studio, affidato all’Istituto svizzero di diritto comparato, sull’applicazione della normativa straniera da parte dei tribunali e dalle autorità extragiudiziali che deve servire a determinare se è auspicabile un approccio comune a questa tematica a livello europeo e, in caso di risposta affermativa, quali azioni possono essere intraprese. Uno studio sull’adozione che esamina le disposizioni legislative, le procedure e le prassi in materia in vigore nei 27 Stati membri e le difficoltà eventualmente incontrate dai cittadini europei che desiderano realizzare un’adozione internazionale. Lo studio prevederà la possibilità di creare una procedura europea applicabile in questi ultimi casi. Gli autori di uno studio sul gratuito patrocinio valuteranno l’applicazione della direttiva del 2003 al riguardo e della convenzione dell’Aia del 1980. Un altro studio, in corso, deve servire a preparare la relazione della Commissione prevista dalle disposizioni del regolamento “Roma I” sul diritto applicabile agli obblighi contrattuali. Infine, è stato di recente trasmesso alla Commissione uno studio riguardante il recupero dei debiti transfrontalieri, inteso a preparare la proposta della Commissione sulla creazione di un “ordine di blocco dei beni europeo”. - Attività di promozione e informazione La “giornata europea della giustizia civile”, organizzata il 25 ottobre di ogni anno in collaborazione con il Consiglio d’Europa, consente al pubblico di conoscere il funzionamento della giustizia civile e pertanto di facilitare l’accesso a corti e tribunali. Dal 2007 questa iniziativa è abbinata al premio della “bilancia di cristallo”. - Conferenze Per esempio, nel gennaio 2009 la Commissione e la conferenza dell’Aia sul diritto internazionale privato hanno organizzato una conferenza comune nel settore del diritto di famiglia. I PROGETTI SPECIFICI Dal 2007 al 2010 sono state ricevute 158 proposte di progetti specifici transnazionali, di cui 86 sono state selezionate e 27 sono state respinte. [pic] Blu: Proposte selezionate Rosso: Proposte respinte I progetti riguardano un’ampia serie di temi diversi, che hanno consentito di affrontare quasi tutti gli aspetti della giustizia civile. I temi più spesso trattati sono la mediazione seguita dalla giustizia elettronica. - Ripartizione per tipi di beneficiari La tabella di seguito riportata indica in dettaglio la ripartizione dei progetti selezionati per tipi di beneficiari [pic] Blu: Amministrazione Rosso: Università Verde: Associazioni - Ripartizione geografica Le organizzazioni di 19 Stati membri, sui 26 che partecipano al programma (la Danimarca non vi prende parte), hanno presentato proposte di progetti specifici e hanno avuto almeno una proposta selezionata. Tutti gli Stati membri, ad eccezione della Danimarca e di Cipro, sono stati coinvolti almeno una volta in un progetto, in qualità di capo progetto o di partner. Tenuto conto di quanto precede, la ripartizione geografica deve essere specificata: le organizzazioni di soli cinque paesi (Germania, Italia, Spagna, Belgio e Francia) hanno presentato poco più di due terzi delle proposte ricevute dal 2007 e dei progetti selezionati. Le organizzazioni di questi paesi sono le stesse che più spesso sono coinvolte in qualità di partner in progetti condotti da altri. Dall’inizio del programma, le organizzazioni tedesche sono quelle maggiormente rappresentate a tutti i livelli di partecipazione. Nell’ambito del programma precedente, le organizzazioni italiane erano di gran lunga quelle maggiormente rappresentate. Va anche sottolineato che le organizzazioni di alcuni paesi come l’Austria, l’Estonia, i Paesi Bassi, il Portogallo o la Romania, sono spesso presenti in qualità di partner. In media, un progetto riunisce poco più di tre partner di paesi diversi, compreso il capo progetto. [pic] PROPOSITIONS: PROPOSTE PROJECT LEADER: CAPO PROGETTO PARTENAIRE: PARTNER PARTICIPATION: PARTECIPAZIONE Total: Totale Le tabelle di seguito riportate illustrano la ripartizione geografica dei progetti selezionati. [pic] REPARTITION GEOGRAPHIQUE: RIPARTIZIONE GEOGRAFICA Autres EUR 15 (10 EM): altri EUR 15 (10 SM) NEM (12 EM): NSM (12 SM) [pic] Propositions: Proposte Project leader: Capo progetto [pic] Blu: Capo progetto Rosso: Partner Verde: Partecipazione - Ripartizione per bilancio La tabella di seguito riportata illustra la ripartizione dei progetti selezionati in base al valore del cofinanziamento accordato. La maggiore presenza di progetti il cui cofinanziamento europeo è compreso tra 101 000 e 200 000 EUR si spiega con il fatto che i programmi di lavoro dei primi due anni prevedevano un massimale di 200 000 EUR. [pic] Financement Communautaire: Finanziamento dell’Unione europea Blu: Proposte selezionate Colonne: meno di 100 000 €, da 101 000 a 200 000 €, da 201 000 a 300 000 €, da 301 000 a 400 000 €, da 401 000 a 500 000 € I PROGETTI SPECIFICI NEL SETTORE DEL DIRITTO DELLA CONCORRENZA I programmi di lavoro annuali prevedono che, ogni anno, sia destinata una dotazione di bilancio di 800 000 EUR al fine di cofinanziare progetti specifici nel settore dell’attuazione del diritto europeo della concorrenza. I progetti selezionati riguardano la cooperazione giudiziaria tra i giudici nazionali e la formazione di questi ultimi, nei vari aspetti del diritto europeo della concorrenza, in particolare le norme applicabili alle imprese e agli aiuti di Sato. Il maggior numero di progetti riguarda le attività di formazione, quali conferenze e colloqui o corsi di formazione in senso stretto. La tabella di seguito riportata riprende l’elenco dei beneficiari di sovvenzione nei tre anni interessati: [pic] BENEFICIARIES 2007 – 2009: BENEFICIARI 2007-2009 Blu: 2007 Accademia del diritto europeo ERA Germania, CEP Germania, DECO Portogallo, Istituto europeo di Cipro, FIEP Bulgaria, IECL Università di Oxford, IPP PF Slovenia, TRENTO Italia, Università dell’Inghilterra occidentale UK, ASMOZ Spagna, JEMOLO Italia Rosso: 2008 Accademia del diritto europeo ERA Germania, IECL Università di Oxford, MEUSAC Malta, Università di Lisbona Portogallo, HCA Ungheria, CODACONS Italia, FLJTC Lettonia, CSS Lituania Giallo: 2009 Accademia del diritto europeo ERA Germania, FIEP Bulgaria, HCA Ungheria, Università di Padova Italia, Università di Atene Grecia, Università cattolica Peter Pazmany Ungheria, Università di Roma Italia, UCL Londra UK, Università di Utrecht Paesi Bassi, EUI Italia L’Accademia di Treviri (E.R.A.) ha garantito praticamente la metà delle azioni di formazione cofinanziate (13 su 29). Delle attività di formazione hanno beneficiato giudici di tutte le nazionalità dell’Unione europea. Dal 2007, anno in cui la parte relativa al diritto della concorrenza è stata aggiunta al programma “Giustizia civile”, ha potuto beneficiare di iniziative di formazione un numero crescente di giudici (nonché di procuratori e di altri professionisti del diritto): 499 nel 2007, 678 nel 2008, 747 nel 2009. LE SOVVENZIONI DI FUNZIONAMENTO - Sovvenzioni accordate a seguito di un invito a presentare proposte La possibilità di cofinanziare il programma di lavoro di talune ONG ha attirato per i primi tre anni poche candidature (19), di cui solo alcune sono state selezionate (nei primi tre anni sono state selezionate 6 organizzazioni diverse, di cui una tre volte e un’altra due volte). Gli stanziamenti destinati a questo tipo di azioni non sono stati impegnati in maniera soddisfacente (circa il 30%, il 50% e il 60% degli stanziamenti disponibili nei primi tre anni del programma), inducendo la Commissione a ridurre in misura considerevole la dotazione indicativa a partire dal 2011 (150 000 EUR anziché 500 000 EUR). Si tornerà nelle conclusioni della relazione sui motivi di questa disaffezione e sulle conseguenza da trarne. [pic] Propositions: Proposte Selections: Selezioni - Sovvenzioni accordate a organismi menzionati nella decisione di base L’articolo 4, lettera d), della decisione del 25 settembre 2007 prevede la possibilità di accordare una sovvenzione di funzionamento a due reti europee specificamente menzionate, ossia quella dei presidenti delle Corti di cassazione dell’Unione europea e quella dei Consigli superiori della magistratura dell’Unione europea. Questa disposizione significa soltanto che tali organismi non sono sottoposti alla concorrenza nel contesto di un invito a presentare proposte. Essi devono tuttavia presentare un programma di lavoro all’inizio dell’anno e una relazione finale, che sono analizzati dalla Commissione prima del versamento del prefinanziamento e del saldo. I presidenti delle Corti di cassazione degli Stati membri dell’Unione europea hanno auspicato di riunirsi in seno a un’associazione la cui assemblea costitutiva si è svolta il 10 marzo 2004 presso la Corte di cassazione francese con il sostegno finanziario della Commissione europea (programma AGIS). La rete dei presidenti offre alle istituzioni europee la possibilità di consultare le Corti di cassazione e a queste ultime le condizioni per un ravvicinamento che favorisca la riflessione e la discussione. I suoi membri si riuniscono in occasione di colloqui per discutere temi di interesse comune. Vengono organizzati tirocini per i membri delle Corti di cassazione nel quadro del programma di scambi delle autorità giudiziarie europee, in collaborazione con la rete europea di formazione giudiziaria. Dal 2006 la rete elabora un progetto di portale comune di giurisprudenza, che consentirà ai suoi membri di interrogare tutte le banche dati di giurisprudenza nazionale, con il sostegno finanziario della Commissione europea. Le attività di questa rete sono particolarmente importanti nel settore oggetto del programma “Giustizia civile”, per quanto riguarda in modo specifico il portale di giurisprudenza. La sovvenzione europea ha consentito la creazione della rete dei Consigli superiori della magistratura nel 2008 e di avviarne le attività. CONCLUSION I E RACCOMANDAZIONI - CONCLUSION i Il programma ha avuto inizio poco più di tre anni fa e poche delle azioni che hanno usufruito di un finanziamento sono già state portate a termine. Pertanto, è ancora troppo presto per valutare gli effetti e i risultati del programma. Per contro, si può già constatare che le azioni finanziate, che si tratti di quelle intraprese su iniziativa della Commissione o di progetti specifici, tengono conto degli obiettivi del programma e, più in generale, dell’auspicio della Commissione di favorire la conoscenza e la corretta applicazione del diritto europeo nel settore della giustizia civile. Le principali iniziative della Commissione già in corso (atlante giudiziario, banca dati, azioni di informazione, conferenze e studi) sono intese, con mezzi diversi e complementari, a informare i professionisti del diritto, e anche i cittadini in generale, sui recenti sviluppi del diritto europeo in materia civile. Particolare attenzione è rivolta a informazioni pratiche e direttamente utilizzabili, segnatamente facendo ricorso alle nuove tecnologie della comunicazione. Con una parte più limitata della dotazione finanziaria, la possibilità di cofinanziare il programma di lavoro di talune ONG ha attirato per i primi tre anni poche candidature, di cui solo alcune sono state selezionate (soltanto 6 organizzazioni diverse nei primi tre anni). Pertanto, non vi sono dubbi riguardo alla pertinenza degli obiettivi del programma “Giustizia civile”, che si inseriscono nell’ambito dell’attività legislativa della Commissione, o talvolta a monte della stessa. Facendo seguito ai programmi precedenti, il programma “Giustizia civile” svolge un ruolo importante a sostegno della politica europea nel settore della giustizia. Le attività finanziate, per un importo molto modesto, consentono di coinvolgere in maniera efficace le organizzazioni della società civile e gli Stati membri nella creazione e nell’applicazione coerente del diritto europeo. La gestione del programma, anche con risorse umane limitate, è efficace e i partner della Commissione sono in generale dello stesso parere. - Raccomandazioni Visto quanto precede, possono essere formulate varie raccomandazioni per rendere il programma più efficace. - Come rendere il programma più allettante? Se da un lato non sembra che debba essere messa in discussione la qualità delle azioni finanziate, occorre dall’altro constatare che il numero di proposte ricevute non è molto elevato, e lo stesso vale per la diversità dell’origine geografica (cfr. i grafici sopra riportati). La Commissione ha ricevuto soltanto poco più di 150 proposte in 4 anni, mentre ne prevedeva un numero compreso tra 100 e 150 fin dal primo anno (questa cifra, indicata nei programmi di lavoro nella rubrica “expected results”, è stata riveduta al ribasso dopo 3 anni). I motivi di questa situazione sono diversi. Di seguito sono indicati i principali. - L’aspetto particolarmente tecnico dei temi trattati nell’ambito del programma (molto più che per Daphne III, Diritti fondamentali e cittadinanza, o Giustizia penale) e quindi il fatto che la presentazione di proposte sia riservata a candidati conoscitori della materia. - La difficoltà per le piccole organizzazioni di trovare partner e fonti di finanziamento personale. - La mancata conoscenza del programma al di fuori della sua prima cerchia di “clienti”. - I timori dei candidati potenziali riguardo alla complessità delle procedure. Se la prima di tali difficoltà è insita nel carattere stesso del programma, è possibile intervenire sulle altre tre in due modi: - da un lato, garantendo una migliore pubblicità del programma, in particolare tramite presentazioni negli Stati membri che consentano di informare organizzazioni più locali, di spiegare loro come presentare una candidatura, come concepire un buon progetto e come trovare dei partner. La Commissione agisce in partenariato con le autorità del paese interessato, che si incaricano di riunire le associazioni interessate. Visite di questo tipo svoltesi in vari Stati membri dal 2008 hanno consentito di aumentare la partecipazione degli Stati membri; - dall’altro lato, semplificando le procedure. Invocata come un elemento imprescindibile da tutte le parti interessate, la semplificazione deve essere abbinata alla trasparenza, alla sana gestione finanziaria e alla parità di trattamento dei partner. Le attuali procedure comportano un intervallo di tempo eccessivamente lungo tra la pubblicazione degli inviti a presentare proposte e l’avvio delle azioni, che dipende dal moltiplicarsi delle fasi di svolgimento delle procedure che sembra sproporzionato rispetto agli importi in questione (termine per la presentazione di candidature, procedure interne della Commissione, discussione dei bilanci con i beneficiari, procedure di comitatologia). - Priorità definite in maniera più adeguata e più in linea con le priorità politiche della Commissione La definizione delle priorità dovrebbe essere più concentrata sulle attività politiche e favorire i progetti che corrispondono a tali priorità. Inoltre, dovrebbe essere rivolta maggiore attenzione alla divulgazione dei risultati dei progetti, per garantire una migliore visibilità dei progetti e del programma nel complesso. - Più valore aggiunto europeo Gli sforzi finanziari dovrebbero essere concentrati su progetti con un’autentica dimensione europea e un considerevole valore aggiunto europeo. Per conseguire questo obiettivo, è opportuno finanziare progetti più importanti. A tale fine, i programmi di lavoro annuali e la prossima decisione di base dovrebbero includere le disposizioni necessarie. La proposta della Commissione di decisione di base per il programma in corso prevedeva già che fossero coinvolti almeno tre Stati membri, mentre il testo finale ne prevede solo due (nell’ambito del programma “Giustizia penale” possono essere accettati anche progetti “nazionali”). - Le sovvenzioni di funzionamento Come sottolineato in precedenza, la parte del programma relativa alle “sovvenzioni di funzionamento” ha dato finora risultati deludenti che possono dipendere da una certa disaffezione per questo tipo di sovvenzione, ma anche dal fatto che la maggior parte delle proposte ricevute è spesso più simile a un progetto di azione specifica che a un programma di lavoro annuale. Inoltre, è molto difficile definire la dimensione europea per questo tipo di attività (fatta eccezione per le reti europee vere e proprie, che erano al centro della proposta della Commissione). Tenuto conto del carico di lavoro dovuto alla pubblicazione annuale di un invito a presentare proposte dedicato alle sovvenzioni di funzionamento e dei risultati ottenuti, la Commissione dovrebbe prevedere di non rinnovare questa esperienza nel 2014. - I rapporti tra i programmi: verso una fusione? Nell’ottica del prossimo periodo di programmazione finanziaria che avrà inizio nel 2014, potranno essere previste varie possibilità di riforma del programma, tra le quali la fusione con il programma gemello “Giustizia penale”. I programmi erano stati differenziati nel 2007 in quanto avevano una base giuridica diversa che implicava una diversa procedura di adozione, tuttavia questo problema non sussiste più dall’entrata in vigore del trattato di Lisbona. La Commissione potrebbe pertanto prevedere la possibilità di proporre un programma “Giustizia” che riunisca gli attuali programmi “Giustizia civile” e “Giustizia penale”. [1] Decisione n. 1149/2007/CE, GU L 257 del 3.10.2007, pag. 16.