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Document 52011DC0249

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulla valutazione intermedia del programma "Diritti fondamentali e cittadinanza" per il periodo 2007 – 2013 RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sulla valutazione intermedia del programma "Diritti fondamentali e cittadinanza" per il periodo 2007 – 2013

/* COM/2011/0249 def. */

52011DC0249




INDICE

INTRODUZIONE 2

Programma 2

Tipi di azioni sostenute 3

Attuazione del programma 4

Valutazione intermedia 7

Pertinenza del programma 7

Efficacia del programma 9

Efficienza del programma 11

Sostenibilità del programma 11

Raccomandazioni 12

Maggior attenzione alle priorità politiche dell’UE 12

Concentrazione su progetti con una spiccata dimensione europea 12

Partecipazione equilibrata al programma 13

Gestione più efficace del programma 13

Migliore diffusione e valorizzazione dei risultati 14

Conclusioni 14

INTRODUZIONE

La presente relazione espone i principali risultati e raccomandazioni della valutazione intermedia del programma “Diritti fondamentali e cittadinanza” per il periodo 2007-2013 e le conclusioni tratte al riguardo dalla Commissione.

Programma

Il programma specifico “Diritti fondamentali e cittadinanza” per il periodo 2007-2013 è stato istituito dalla decisione 2007/252/CE del Consiglio del 19 aprile 2007 come parte del programma generale “Diritti fondamentali e giustizia”.

Obiettivi generali

1. Gli obiettivi generali del programma sono i seguenti:

a) promuovere lo sviluppo di una società europea fondata sul rispetto dei diritti fondamentali quali riconosciuti nell’articolo 6, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea, compresi i diritti derivati dalla cittadinanza dell’Unione;

b) rafforzare la società civile e incoraggiare un dialogo aperto, trasparente e regolare con essa riguardo ai diritti fondamentali;

c) combattere il razzismo, la xenofobia e l’antisemitismo e promuovere una migliore intesa interconfessionale e multiculturale e una maggiore tolleranza in tutta l’Unione europea;

d) migliorare i contatti, lo scambio di informazioni e la creazione di reti tra le autorità giuridiche, giudiziarie e amministrative e le professioni giuridiche, anche mediante il sostegno della formazione giudiziaria, al fine di una migliore comprensione reciproca tra le autorità e i professionisti in questione.

2. Gli obiettivi generali del programma sono complementari a quelli perseguiti dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali istituita dal regolamento (CE) n. 168/2007.

3. Gli obiettivi generali del programma contribuiscono allo sviluppo e all’attuazione delle politiche comunitarie nel pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Obiettivi specifici

4. Gli obiettivi specifici del programma sono i seguenti:

a) promuovere i diritti fondamentali quali riconosciuti nell’articolo 6, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea e informare i cittadini dell’Unione dei loro diritti, compresi quelli che derivano dalla cittadinanza dell’Unione, per incoraggiarli a partecipare attivamente alla vita democratica dell’Unione;

b) esaminare, se necessario, il rispetto dei diritti fondamentali specifici nell’Unione europea e negli Stati membri, nell’applicazione del diritto comunitario e ottenere pareri su questioni specifiche connesse ai diritti fondamentali entro questo ambito;

c) sostenere le organizzazioni non governative e gli altri operatori della società civile per rafforzare la loro capacità di partecipare attivamente alla promozione dei diritti fondamentali, dello stato di diritto e della democrazia;

d) creare strutture adeguate al fine di promuovere il dialogo interconfessionale e multiculturale a livello dell’Unione europea.

Tipi di azioni sostenute

Al fine di conseguire gli obiettivi generali e specifici, il programma sostiene i quattro seguenti tipi di azione:

a) azioni specifiche della Commissione, quali studi e ricerche, sondaggi e inchieste, elaborazione di indicatori e metodologie comuni, raccolta, sviluppo e diffusione di dati e statistiche, seminari, conferenze e riunioni di esperti, organizzazione di campagne ed eventi pubblici; sviluppo e aggiornamento di siti web, preparazione e diffusione di materiale informativo, supporto e gestione di reti di esperti nazionali, attività di analisi, di controllo e di valutazione;

b) progetti transnazionali specifici di interesse comunitario presentati da un’autorità o qualsiasi altro ente di uno Stato membro, un’organizzazione internazionale o non governativa, che richiedano in ogni caso almeno due Stati membri o almeno uno Stato membro ed un altro Stato che può essere un paese aderente o un paese candidato, conformemente alle condizioni fissate nei programmi di lavoro annuali;

c) sostegno alle attività di organizzazioni non governative o di altri enti che perseguono un obiettivo di interesse europeo generale nel quadro degli obiettivi generali del programma, conformemente alle condizioni fissate nei programmi di lavoro annuali;

d) sovvenzioni di funzionamento intese a cofinanziare le spese associate al programma di lavoro permanente della Conferenza delle Corti internazionali europee e dell’Associazione dei Consigli di Stato e delle Corti supreme amministrative dell’Unione europea, che gestisce alcune banche dati in cui sono raccolte a livello europeo le sentenze nazionali relative all’attuazione della normativa comunitaria, nella misura in cui le spese sono sostenute per conseguire un obiettivo di interesse generale europeo mediante la promozione di scambi di vedute e esperienze su materie riguardanti la giurisprudenza, l’organizzazione e il funzionamento dei loro membri nell’espletamento delle loro funzioni giudiziarie e/o consultive per quanto riguarda la normativa comunitaria.

Attuazione del programma

Il programma “Diritti fondamentali e cittadinanza” riguarda i 27 Stati membri dell’UE, ed è aperto alla partecipazione di paesi terzi, quali i paesi aderenti, i paesi candidati e i paesi dei Balcani occidentali che partecipano al processo di stabilizzazione e associazione. Questi paesi però non hanno approfittato della facoltà di aderire al programma.

Il programma è gestito interamente a livello centrale dalla Commissione europea e ha una dotazione di bilancio per il periodo 2007-2013 pari a 95,2 milioni di euro, ripartiti come segue:

IMPORTO TOTALE PER IL PERIODO 2007-2013: 95,2 MILIONI DI EURO 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 10,60 12,00 14,20 13,80 13,80 15,30 15,50 |

Per quanto riguarda la ripartizione del bilancio, in media ogni anno il 70% dei fondi è stanziato alle sovvenzioni d’azione, il 9% alle sovvenzioni di funzionamento e il 21% alle iniziative della Commissione.

DOTAZIONE DI BILANCIO PREVISTA PER IL PERIODO 2007-2010

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Dal 2007 la Commissione ha pubblicato 3 inviti a presentare proposte per sovvenzioni d’azione e 4 per sovvenzioni di funzionamento, e ha finanziato 61 iniziative della Commissione tramite gare pubbliche d’appalto.

SOVVENZIONI D’AZIONE

Gli inviti a presentare proposte pubblicati dalla Commissione hanno riscosso grande successo. Per le sovvenzioni d’azione la Commissione ha ricevuto e valutato un totale di 415 proposte presentate da partenariati composti in media da 4,5 organizzazioni provenienti da almeno due Stati membri. La Commissione ha finanziato un totale di 93 progetti multilaterali, con un finanziamento medio di 341 000 euro per progetto e una durata media di 21 mesi.

SOVVENZIONI DI FUNZIONAMENTO

Conformemente all’articolo 4, lettera c), della decisione che istituisce il programma, la Commissione ha cofinanziato le spese associate al programma di lavoro annuale di otto organizzazioni non governative o di altri enti che perseguono un obiettivo di interesse europeo generale nel quadro degli obiettivi generali del programma, in particolare:

European Network of Ombudspersons for Children

Fair Trials International

Jesuit Refugee Service (Europa)

Association of European Administrative Judges

La base giuridica del programma menziona due associazioni che possono ricevere sovvenzioni di funzionamento intese a cofinanziare le spese associate al programma di lavoro permanente:

1. Associazione dei Consigli di Stato e delle Corti supreme amministrative dell’Unione europea.

Questa associazione mira a promuovere scambi di vedute e esperienze su materie riguardanti la giurisprudenza, l’organizzazione e il funzionamento dei suoi membri nell’espletamento delle loro funzioni giudiziarie e/o consultive per quanto riguarda in particolare la normativa comunitaria. Ha creato una banca dati contenente principalmente decisioni, pareri e studi rilevanti per i fini dell’associazione redatti dai suoi membri, relazioni e conclusioni elaborate durante i colloqui dell’associazione e altre informazioni utili.

2. Conferenza delle Corti costituzionali europee

Ad oggi (2011) questa associazione non ha presentato nessuna domanda per le sovvenzioni di funzionamento previste dalla base giuridica del programma.

AZIONI DELLA COMMISSIONE

Tra il 2007 e il 2010 la Commissione ha avviato 61 iniziative proprie finanziate dal programma tramite gare pubbliche d’appalto. In questi casi, contrariamente alle sovvenzioni, l’azione è interamente finanziata dal programma e il prodotto o risultato appartiene alla Commissione.

Le azioni finanziate riguardano un’ampia gamma di temi, tra cui:

- campagne di sensibilizzazione e informazione in materia di protezione dei dati, diritti del minore, razzismo e xenofobia;

- creazione e aggiornamento di siti web relativi ai diritti del minore e alla tutela consolare;

- studi (12) e ricerca, tra cui:

- studio su un sistema elettorale comune per il Parlamento europeo; candidatura multipla; riconoscimento delle decisioni di decadenza dall’esercizio di diritti;

- studio comparativo sulla normativa e prassi degli Stati membri nel settore della tutela diplomatica e consolare;

- studio sulle modalità in cui normativa e prassi degli Stati membri affrontano la questione dei crimini commessi dai regimi totalitari passati, in particolare i metodi e gli strumenti adottati a tal fine gli Stati membri interessati;

- studio sui problemi pratici incontrati dalle coppie dello stesso sesso che esercitano il diritto di circolare all’interno dell’UE;

- studio sulla normativa nazionale in materia di lotta al razzismo e alla xenofobia, ecc.;

- 3 indagini Eurobarometro (responsabili del trattamento dei dati e cittadini; consapevolezza della cittadinanza dell’Unione; memoria dei crimini commessi dai regimi totalitari);

- conferenze, seminari, eventi pubblici, ecc.

VALUTAZIONE INTERMEDIA

La valutazione intermedia è stata effettuata dalla Commissione con l’aiuto di un contraente esterno[1]. Il contraente ha condotto un’ampia indagine tra tutti coloro che hanno beneficiato direttamente dei finanziamenti mediante sovvenzioni d’azione e sovvenzioni di funzionamento, e ha avuto colloqui con le parti interessate interne ed esterne del programma.

Gli obiettivi generali della valutazione erano i seguenti:

a) fornire una panoramica dei risultati ottenuti nei primi tre anni del programma;

b) valutare gli aspetti qualitativi e quantitativi dell’attuazione in termini di pertinenza, efficacia ed efficienza ;

c) fornire raccomandazioni e orientamenti sulle modalità per migliorare l’attuazione del programma negli anni rimanenti.

La valutazione è stata effettuata nella seconda metà del 2010 sulla base dei dati relativi al periodo 2007-2010[2]. Fornisce una rappresentazione molto dettagliata della realizzazione del programma e dati statistici completi sui beneficiari.

PRINCIPALI RISULTANZE DELLA VALUTAZIONE

Pertinenza del programma

Il programma “Diritti fondamentali e cittadinanza” è particolarmente attinente alle esigenze per le quali è stato istituito. Ha contribuito allo sviluppo e al rafforzamento delle azioni dell’UE in materia di libertà, sicurezza e giustizia, e ha risposto in modo specifico all’esigenza di salvaguardare i diritti fondamentali e promuovere la cittadinanza dell’Unione.

Gli obiettivi del programma sono appropriati alle esigenze, ai problemi e alle questioni per cui sono stati concepiti, e sono quindi coerenti a livello esterno, come risulta dall’indagine svolta tra i beneficiari. Inoltre, le priorità annuali fissate nel programma di lavoro permettono al programma di essere efficiente e di rispondere all’evoluzione delle esigenze e degli orientamenti politici della Commissione. Un esempio è l’inclusione della lotta alla xenofobia, che si è rivelata un’aggiunta opportuna alle priorità. Tuttavia, il programma riguarda svariati settori politici che in parte rientrano in altri programmi dell’UE, e quindi l’impatto delle attività attuate non è così mirato come potrebbe esserlo.

Ciò ha portato a un costante aumento delle domande e una maggiore concorrenza rispetto ai pochi finanziamenti disponibili per le sovvenzioni d’azione. In tre anni il numero delle domande è più che triplicato, passando da 66 nel 2007 a 215 nel periodo 2009-2010. Al contrario, l’interesse per i finanziamenti mediante sovvenzioni di funzionamento è stato limitato; in 4 anni di pubblicazione di inviti a presentare proposte le domande non sono state più di 20.

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Per quanto riguarda la coerenza interna del programma, le azioni attuate (progetti finanziati e attività specifiche avviate dalla Commissione) sono del tutto in linea con gli obiettivi del programma, e le attività che sono state (o sono) attuate dai progetti sono strettamente correlate alle priorità annuali dei programmi di lavoro e agli obiettivi più ampi del programma.

Tuttavia, le attività finanziate mediante azioni diverse (sovvenzioni dirette o iniziative della Commissione) sono piuttosto isolate le une dalle altre. Ciò è in parte dovuto a una separazione organizzativa all’interno della DG; le iniziative della Commissione sono infatti condotte e attuate da tre distinte unità responsabili delle singole politiche, mentre le sovvenzioni d’azione e le sovvenzioni di funzionamento sono gestite da un’unità operativa/finanziaria. Un’altra differenza riguarda la domanda di finanziamento per le sovvenzioni d’azione in settori prioritari e le iniziative della Commissione finanziate in tali settori. Mentre le iniziative sono ripartite in modo equilibrato tra diritti fondamentali, protezione dei dati e cittadinanza, le domande di finanziamento nei settori dei diritti fondamentali (razzismo, diritti del minore e omofobia) costituiscono oltre l’82% delle domande ricevute, e quelle nei settori della cittadinanza e della protezione dei dati appena il 12% e il 5% rispettivamente.

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Nonostante la stretta correlazione tra priorità e progetti finanziati, l’uso dei risultati e delle realizzazioni delle attività attuate per sostenere gli sviluppi politici potrebbe essere migliorato. Non esistono meccanismi formali volti a garantire che le realizzazioni delle sovvenzioni d’azione e delle sovvenzioni di funzionamento siano comunicate alle unità responsabili delle politiche e alle altre parti interessate coinvolte nel processo politico, e la diffusione dei risultati avviene in modo piuttosto frammentario e informale.

Vari fattori dimostrano il valore aggiunto UE delle azioni finanziate dal programma “Diritti fondamentali e cittadinanza”. In particolare, il finanziamento dell’UE è considerato un elemento determinante per attuare le attività, e la dimensione europea dei progetti in generale contribuisce alla diffusione dei risultati. Inoltre, la partecipazione di partner di Stati membri diversi genera vantaggi in termini di aumento dell’innovazione, scambio di buone prassi ed estensione degli impatti. Gli approcci sviluppati e i risultati di molti progetti possono essere attuati in altri paesi con modifiche minori.

Efficacia del programma

Allo stadio della valutazione intermedia sarebbe alquanto prematuro trarre conclusioni sul raggiungimento degli obiettivi da parte del programma. Inoltre, il programma, per la sua struttura e varietà di priorità, settori tematici, destinatari e parti interessate, rende complesso fissare indicatori significativi e utilizzabili e alquanto illusorio estrarre informazioni utili.

Risulta comunque chiaro dalla valutazione svolta che il tipo di progetti finanziati e le iniziative prese dalla Commissione sono conformi agli obiettivi e alle priorità del programma. Tuttavia, un evidente fattore che ostacola il raggiungimento degli obiettivi del programma è il finanziamento disponibile, specialmente a livello europeo. Poiché il limite massimo è di 1 000 000 euro per progetto di 2 anni con una media di 4 partner, il finanziamento massimo annuale per partner ammonta a poco più di 125 000 euro, importo che di norma non consente ai progetti di andare oltre i loro estesi partenariati e mostrare un’effettiva dimensione europea e un effettivo valore aggiunto europeo.

Nel complesso i beneficiari non hanno individuato grossi ostacoli che potrebbero risultare pregiudizievoli all’attuazione delle attività. Il livello di finanziamento fino all’80% è stato considerato adeguato e le impostazioni generali – quali i requisiti di durata e di partenariato – appropriate per le sovvenzioni d’azione. Per quanto riguarda le sovvenzioni di funzionamento, alcuni beneficiari hanno suggerito di estendere la durata del finanziamento oltre l’attuale impostazione annuale al fine di garantire un impatto maggiore.

Per le loro caratteristiche intrinseche, i criteri di selezione per il finanziamento dei progetti si sono dimostrati efficaci nella promozione della cooperazione tra i paesi partecipanti. Inoltre, l’accento su partenariati equilibrati, sull’attribuzione equa dei compiti e sulla partecipazione equa al progetto, regolata non da ultimo da una distribuzione equilibrata dei finanziamenti, ha portato a una sana gestione partecipativa dei progetti e a un fertile terreno per l’istituzione e lo scambio di migliori prassi.

Nonostante questi aspetti positivi, è indubbio che i progetti hanno portato più a una maggiore collaborazione tra partner esistenti che alla creazione di nuovi partenariati. Inoltre, la partecipazione sproporzionata di alcuni paesi (le domande italiane rappresentano oltre un terzo di tutte le domande ricevute nel quadro dell’invito per le sovvenzioni d’azione 2009-2010) e in alcuni casi la totale assenza di altri paesi dovrebbero essere considerati come un punto debole del sistema cui porre rimedio.

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Efficienza del programma

La percentuale dei finanziamenti della Commissione stanziati alle sovvenzioni d’azione è prossima ai valori limite previsti dal regolamento finanziario. Per le sovvenzioni di funzionamento la percentuale è molto più bassa, non da ultimo per il fatto che il limite massimo del finanziamento è di 300 000 euro per organizzazione. Tuttavia, una parte significativa dei beneficiari è costituita da ONG, le quali incontrano sempre più difficoltà a ottenere cofinanziamenti da altre fonti a causa degli effetti della crisi finanziaria sulla disponibilità di finanziamenti nazionali per questo tipo di attività e di organizzazioni.

I beneficiari consultati hanno ritenuto adeguata la capacità generale di gestione della Commissione, anche per quanto riguarda gli orientamenti e le relazioni. Tuttavia, essendo la popolarità e il successo del programma in rapida ascesa (tra il 2007 e il 2010 il numero di domande è più che triplicato), le risorse umane della Commissione sono messe a dura prova e alcuni aspetti importanti, come lo stretto monitoraggio dei progetti durante l’intero ciclo, sono sempre meno praticabili. Di conseguenza, le possibilità di inserimento verticale delle attività finanziate dal programma e la diffusione e l’uso dei risultati per rafforzare la politica non sono state realizzate in modo ottimale.

L’efficienza della resa in termini di procedure di selezione è stata oggetto di profonde modifiche e il passaggio dalla presentazione cartacea delle proposte alla presentazione online mediante l’applicazione “Priamos” ha semplificato significativamente la prima fase del processo. Tuttavia, i beneficiari ritengono che, in particolare, gli aspetti relativi alla quantità di documenti necessari per la presentazione delle domande e la conseguente lunghezza della procedura di valutazione costituiscono grossi ostacoli. Un altro fattore ritenuto d’ostacolo alla riduzione dei tempi tra la presentazione delle proposte e l’attribuzione delle sovvenzioni è l’obbligo di consultare un comitato di comitatologia sull’esito delle selezioni.

Le complesse condizioni finanziarie che regolano l’ultima generazione di sovvenzioni pluribeneficiari e gli estesi obblighi di informativa finanziaria sono stati considerati dai beneficiari barriere all’attuazione efficiente dei progetti. Secondo alcune parti interessate, ulteriori elementi d’ostacolo sono tanto i requisiti di cofinanziamento cui i beneficiari devono attenersi quanto i partenariati richiesti e la dimensione europea. Come si può desumere dalla natura delle attività finanziate, le sovvenzioni d’azione e le sovvenzioni di funzionamento del programma hanno stanziato la maggior parte della dotazione di bilancio alle spese di personale e alle spese per conferenze e seminari, pubblicazioni e diffusione e altre spese dirette. Queste spese sono usate direttamente per attuare attività rivolte ai destinatari. L’88% dei costi totali delle sovvenzioni d’azione e l’86% dei costi totali delle sovvenzioni di funzionamento sono stati stanziati a queste categorie. Le sovvenzioni d’azione tendono a stanziare più risorse per la diffusione, le conferenze e i seminari, mentre per quanto riguarda le sovvenzioni di funzionamento le spese di personale sono comparabilmente più elevate.

Sostenibilità del programma

I beneficiari delle sovvenzioni d’azione e delle sovvenzioni di funzionamento si appoggiano sul finanziamento della Commissione per attuare le attività e realizzare l’impatto sul terreno. Il pieno raggiungimento degli obiettivi, soprattutto a lungo termine, dipende anche da altri finanziamenti. In alcuni casi, le organizzazioni hanno ottenuto finanziamenti dal programma “Diritti fondamentali e cittadinanza” mediante domande consecutive che sono state accolte. Questa prassi tuttavia vale solo per una minoranza di organizzazioni.

Molti beneficiari hanno cercato di ottenere ulteriori finanziamenti per le loro attività, ma solo pochi ci sono riusciti. Nella maggior parte dei casi quindi il cofinanziamento si basa sulle risorse proprie delle organizzazioni.

I dati sembrano tuttavia indicare che alcune attività portate a termine possono avere impatti sostenibili anche senza l’apporto di ulteriori finanziamenti, grazie alla loro validità al di là dell’ambito del progetto. È il caso di alcune realizzazioni delle attività, quali manuali di formazione, kit di strumenti e migliori prassi usati anche dopo la fine dei progetti. Altri elementi a riprova della sostenibilità delle realizzazioni del programma sono la durata e la stabilità dei partenariati sviluppati nell’ambito delle sovvenzioni. In molti casi questi partenariati si sono rafforzati o sono stati formalizzati mediante la creazione di reti formali o informali, ed è probabile che continuino ad essere attivi.

È probabile che le attività proseguano con un nuovo formato anche se non necessariamente con lo stesso livello di ambizione. Le esigenze dei destinatari sono in evoluzione, e possono essere opportuni nuovi approcci anziché protrarre lo stesso tipo di attività.

Raccomandazioni

In risposta alle questioni individuate durante la valutazione del programma, la Commissione prevede di attuare le seguenti misure per rafforzare l’impatto del programma e migliorarne l’attuazione.

Maggior attenzione alle priorità politiche dell ’UE

Tutte le parti interessate consultate hanno sottolineato la pertinenza del programma, tuttavia il suo impatto è stato parzialmente ridotto dalla molteplicità di priorità di finanziamento. Per accrescere la pertinenza del programma e aumentarne l’impatto sarebbe quindi opportuno restringerne il campo di applicazione, semplificando e riducendo notevolmente il numero di priorità annuali.

Si potrebbe inoltre prevedere, in particolare per la prossima generazione di programmi, di concentrare il finanziamento dei progetti del programma sul rafforzamento dei settori dei diritti fondamentali, tra cui la protezione dei dati e la cittadinanza dell’Unione. Unitamente a un sostegno adeguato per lo sviluppo delle iniziative della Commissione, ciò consentirà di aumentare l’impatto dello sviluppo delle politiche e di evitare sovrapposizioni con programmi esistenti in altre DG che hanno dotazioni di bilancio molto più cospicue per questo tipo di finanziamenti diretti.

Concentrazione su progetti con una spiccata dimensione europea

Durante il primo anno di finanziamenti nell’ambito del programma “Diritti fondamentali e cittadinanza”, l’elemento dei partenariati plurilaterali e la partecipazione di un largo numero di attori e, in alcuni casi, di Stati membri, sono stati promossi con considerevole successo. Questo approccio tuttavia presenta l’inconveniente di stanziare finanziamenti limitati a molti beneficiari e quindi di disperdere l’impatto realizzabile con le attività finanziate.

Per aumentare l’efficacia del programma è pertanto necessario concentrare i pochi finanziamenti su progetti con una dimensione europea più spiccata. Stanziando più finanziamenti per progetti a larga scala si aumenterebbe la visibilità del programma e si garantirebbe un impatto maggiore dei progetti, oltre il livello locale o regionale, in quanto i progetti sarebbero più ampi ed elaborati meglio, con un forte valore aggiunto a livello europeo e una conseguente maggior sostenibilità.

Nella stessa ottica, la Commissione esaminerà ulteriormente se l’impatto delle sovvenzioni di funzionamento sul raggiungimento degli obiettivi del programma sia sufficiente per confermare questo tipo di finanziamenti, considerato l’interesse limitato che i richiedenti continuano a manifestare per tali finanziamenti e la poca visibilità che le sovvenzioni di funzionamento danno al programma e ai suoi obiettivi.

Partecipazione equilibrata al programma

I dati relativi alla partecipazione al programma confermano una preponderanza di beneficiari di determinati Stati membri e una sottorappresentazione di beneficiari, diretti e indiretti, dei nuovi 12 Stati membri.

Per far fronte a tale disparità, la Commissione cercherà di indirizzare le campagne di informazione alle organizzazioni dei nuovi Stati membri e di aumentare i contatti con le autorità nazionali e regionali competenti affinché fungano da “moltiplicatori” delle campagne, ovviando così alle limitazioni derivanti dai fondi disponibili per questo tipo di azioni.

Gestione più efficace del programma

Il crescente successo del programma e l’aumento del numero di domande di finanziamento e dei progetti finanziati richiedono un intervento per snellire i processi che regolano il ciclo dei progetti.

Per quanto riguarda il processo di presentazione delle domande, la recente introduzione del sistema di presentazione elettronica ha dimostrato di poter facilitare notevolmente il lavoro dei richiedenti e della Commissione e ha permesso una riduzione della presentazione delle proposte su carta. Il sistema ha molti altri potenziali vantaggi, e la Commissione si adopererà per aumentarne la facilità d’uso, l’efficienza e la velocità e per renderlo uno strumento integrato che serva sia ai richiedenti/beneficiari che alla Commissione nella gestione efficiente dei progetti durante l’intero ciclo.

Un altro aspetto da affrontare sono le lungaggini derivanti dall’obbligo di consultare il comitato del programma sull’esito delle selezioni, e occorre valutare se l’onere amministrativo di questa procedura sia giustificato in relazione all’esiguità dei finanziamenti interessati.

Per migliorare ulteriormente l’efficienza del programma si provvederà a rafforzare il sostegno e la capacità di monitoraggio della Commissione nei confronti dei beneficiari durante l’intero ciclo delle azioni attuate. Ciò contribuirà a una migliore attuazione delle attività e a una maggiore comprensione e integrazione delle priorità politiche e delle buone prassi.

Migliore diffusione e valorizzazione dei risultati

Dalla valutazione è emerso che i prodotti e le realizzazioni generati dai progetti sarebbero rafforzati da una diffusione più mirata e da un loro uso quali risorse per lo sviluppo delle politiche.

A tal fine, la Commissione adotterà un approccio basato maggiormente sulle realizzazioni e sui risultati nella selezione e nella gestione dei progetti. Ciò, combinato con una definizione mirata delle priorità, garantirà una correlazione più stretta tra le iniziative politiche condotte dalla Commissione direttamente e attraverso i progetti, e pertanto creerà un terreno ancora più fertile per l’arricchimento reciproco tra questi due meccanismi di finanziamento del programma.

Oltre a questo approccio orientato ai risultati, potranno essere previste altre misure per mettere in luce i risultati del programma, mediante una diffusione online più elaborata e dinamica e attraverso eventi ad hoc per evidenziare specifici progetti riusciti in modo da illustrare ulteriormente il valore aggiunto del programma.

Conclusioni

La valutazione intermedia conferma l’importanza del programma “Diritti fondamentali e cittadinanza” per la promozione del rispetto dei diritti fondamentali, l’incentivazione del dialogo e la lotta al razzismo e alla xenofobia.

La pertinenza e il valore aggiunto del programma sono chiaramente dimostrati non solo dal crescente interesse per le sue opportunità di finanziamento ma anche dalla maggiore visibilità dei suoi progetti e dalla recente partecipazione in qualità di beneficiari diretti di organizzazioni internazionali molto note e rispettate. Il fatto che nelle ultime procedure di selezione la domanda di finanziamento abbia superato di cinque volte i finanziamenti disponibili è un evidente indice del potenziale del programma da sviluppare ed espandere.

Sebbene la valutazione abbia messo in luce alcuni problemi nell’attuazione del programma e abbia individuato una serie di aspetti che potrebbero essere migliorati, non si può negare la qualità intrinseca del programma, la sua pertinenza alle attuali priorità politiche dell’Unione e alle esigenze dei suoi specifici destinatari e parti interessate, e il suo valore aggiunto.

Pertanto, per migliorare ulteriormente l’impatto e l’efficacia del programma, la Commissione lo renderà più mirato, garantirà una maggiore coerenza tra i progetti orientati ai risultati e gli sviluppi delle politiche, estenderà l’espansione del programma nei 12 nuovi Stati membri, razionalizzerà i processi di gestione del programma e aumenterà la diffusione dei suoi risultati.

[1] European Policy Evaluation Consortium (EPEC), guidato da GHK Consulting, www.ghkint.com

[2] Sovvenzioni d’azione: 18 progetti avviati nel 2008 (portati a termine) e 26 nel 2009 (in fase intermedia) Sovvenzioni di funzionamento: 3 nel 2008, 7 nel 2009 e 5 nel 2010.Iniziative della Commissione nel periodo 2007-2009: 47 con 12 previste per il 2010.

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